Oggetto del Consiglio n. 591 del 6 dicembre 1979 - Verbale
OGGETTO N. 591/79 - Inizio della discussione generale sulle proposte di legge statale nn. 8 e 10 in materia elettorale.
Relazione allegata alla proposta di legge costituzionale n. 10 (punto n. 14 dell'ODG)
Un primo obiettivo della proposta di legge è quello di trasferire dallo Stato alla Regione Valle d'Aosta i poteri relativi all'emanazione di norme per le elezioni del Consiglio regionale; si tratta di allineare in questa materia i poteri della Regione Valle d'Aosta a quelli delle altre Regioni a Statuto speciale, le quali possono regolare la materia secondo norme stabilite con legge regionale.
L'altro obiettivo della presente proposta di legge è quello di riconoscere con legge costituzionale, cioè modifica allo Statuto speciale, i diritti della minoranza Walser della Regione Valle d'Aosta che è individuata nella popolazione dei Comuni di Issime, Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean e di garantire l'elezione a Consigliere regionale di un rappresentante di detta minoranza, attraverso norme da stabilire con legge regionale.
Si ritiene inoltre necessario prevedere eventuali slittamenti delle date di svolgimento delle elezioni regionali, quando queste dovessero cadere in periodi che presentino difficoltà a garantire la massima partecipazione degli elettori alla campagna elettorale e al voto.
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Proposta di legge costituzionale n. 10
"MODIFICHE ALLA LEGGE COSTITUZIONALE 26 FEBBRAIO 1948 N. 4 - STATUTO SPECIALE PER LA VALLE D'AOSTA".
Articolo 1
Il primo comma dell'art. 16 è sostituito con il seguente:
"Il Consiglio della Valle è eletto a suffragio universale, diretto e segreto, secondo norme stabilite con legge regionale adottata con la maggioranza dei due terzi dei Consiglieri assegnati. Esso è composto da trentacinque Consiglieri, di cui uno espresso dalla minoranza Walser della Valle d'Aosta, costituita dalla popolazione residente nei Comuni di Issime, Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean".
Articolo 2
All'art. 18 è aggiunto il seguente comma:
"Ove la data delle elezioni, a norma del comma precedente, dovesse cadere nel periodo compreso tra il 1° luglio e il 30 settembre, la medesima verrà automaticamente spostata nel periodo compreso tra il 1° e il 15 ottobre successivi; o quando tale data dovesse cadere nel periodo compreso tra il 15 novembre e il 31 marzo, la medesima verrà automaticamente spostata nel periodo compreso tra il 1° e il 15 aprile successivi".
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Relazione allegata alla proposta di legge statale n. 8 (punto n. 14bis dell'ODG)
Le norme che disciplinano l'elezione del Consiglio Regionale della Valle d'Aosta, regolate dal primo comma dell'art. 16 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, sono delegate allo Stato che, sentita la Regione, le definisce.
Si tratta di una profonda diversità di impostazione del problema fra Valle d'Aosta da una parte e le altre quattro Regioni a Statuto Speciale dall'altra le quali, tutte, possono regolare la materia secondo le norme stabilite con legge regionale.
Non esistono oggettivamente motivazioni perché, sia sul piano del diritto sia sul piano della obiettiva eguaglianza esistono differenze così profonde nella stessa sfera di competenze.
Inoltre è opportuno sottolineare i vantaggi che deriverebbero da una revisione globale della normativa elettorale (regolata attualmente da 8 leggi statali, un decreto-legge e un decreto del Presidente della Repubblica) che tenga conto delle esigenze emerse in questi anni e della realtà socio-politica della comunità valdostana.
In questo senso sono elementi da rivalutare le cause di ineleggibilità, le modalità di presentazione delle liste, la durata della votazione, l'assegnazione dei seggi, la problematica della minoranza walser, la data delle elezioni.
Tutti questi argomenti dovranno essere affrontati e risolti da una speciale commissione consiliare e poi portati in discussione in Consiglio regionale, non senza aver fatto partecipare al confronto preliminare le forze politiche non presenti in Consiglio e le componenti sociali della comunità valdostana.
L'aggiunta di un comma all'art. 18 non solo tiene conto della particolarità stagionale invernale della Valle d'Aosta, ma fissando criteri precisi per la definizione della data delle elezioni, elimina le lunghe e inutili polemiche del passato dando totale certezza di diritto alla convocazione dei comizi elettorali da parte del Presidente della Giunta.
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Proposta di legge statale n. 8
REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA
Legge ........................................... n. ........: "MODIFICAZIONI DELLA LEGGE COSTITUZIONALE 26 FEBBRAIO 1948, N. 4".
Articolo unico
Il primo comma dell'art. 16 della legge costituzionale 26 febbraio 1948 n° 4 è sostituito con il seguente:
"Il Consiglio della Valle d'Aosta è eletto a suffragio universale, diretto e segreto secondo le norme stabilite con legge regionale. È composto di 36 consiglieri di cui uno eletto dalla minoranza walser della Valle del Lys".
All'art. 18 è aggiunto il seguente comma:
"Ove la data delle elezioni, a norma del comma precedente, dovesse cadere nel periodo compreso fra il 1° luglio e il 30 settembre, la medesima verrà automaticamente spostata nel periodo compreso fra il 1° e il 30 ottobre. Nel caso la data cadesse nel periodo compreso fra il 15 novembre e il 31 marzo, la medesima verrà automaticamente spostata nel periodo compreso fra il 1° e il 30 aprile successivi".
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Tonino (P.C.I.) - La discussione di carattere generale sull'opportunità della modifica dello Statuto era già stata fatta in quest'aula, e non credo sia il caso di riprenderla. L'esigenza che era sentita da tutti i Gruppi era quella di garantire la possibilità dell'elezione in questo Consiglio regionale di un rappresentante della Comunità Walser della Valle del Lys. Su questo argomento, come il Consiglio ben ricorda, c'è stata una proposta di legge di iniziativa del Gruppo dell'U.V. ed una iniziativa di legge nostra, appunto, che presentava la posizione del nostro Gruppo rispetto a questo tema. C'è stata, dopo il rinvio del Consiglio regionale, una riunione della Commissione in cui si è dibattuto sul contenuto delle due proposte di legge, sia di quella presentata dall'U.V. che della nostra proposta di legge. È stata una discussione che ha permesso di trovare un consenso sostanziale su alcuni aspetti della legge, e alcune divergenze rimangono soprattutto in merito all'opportunità o meno di aumentare il numero dei Consiglieri in questo Consiglio.
Noi abbiamo scritto nella nostra proposta di legge che l'elezione del rappresentante Walser deve avvenire mantenendo gli attuali 35 Consiglieri. Questo è possibile, già si è iniziato anche in Commissione a discutere sul possibile meccanismo elettorale che garantisca questa rappresentanza all'interno dei 35 Consiglieri, mantenendo ferma questa posizione nostra, i criteri di massima proporzionalità, mantenendo ferma la possibilità e la garanzia che chiunque, in qualsiasi parte della nostra Regione, possa esprimere il suo orientamento politico, possano cioè votare in qualsiasi Comune i partiti politici che sono espressione di interessi contrastanti, di interessi economici e sociali diversi. Questa possibilità per tutti i cittadini valdostani di esprimersi politicamente per noi è un fatto irrinunciabile.
Per questo noi siamo contrari, anche se non si discute oggi, a che il meccanismo elettorale preveda un Collegio uninominale. Noi verremmo in quel modo a togliere la possibilità, per quella popolazione, di esprimere un voto politico. È perciò un'impostazione che vogliamo difendere e la nostra proposta di legge tendeva soprattutto a cominciare a non mettere già nella modifica costituzionale aspetti e riferimenti che preannunciassero l'intenzione del Collegio uninominale. Su questo si è discusso parecchio in Commissione; si è, in sostanza, riguardo alla formulazione della Giunta, raggiunto un accordo che a noi sembra buono, c'è ancora una divergenza che non è...mi sembra di poco conto, oltre a quella dei 35, 36 Consiglieri, ed è una parola che ha un certo significato. Noi abbiamo scritto nella nostra proposta di legge che il Consiglio regionale è composto di 35 Consiglieri, di cui uno "espresso" dalla Comunità Walser, mentre nella proposta dei Consiglieri dell'U.V. si parla di "eletto".
Voglio sinteticamente spiegare perché preferiamo la formulazione "espresso" anziché "eletto". Noi crediamo che il meccanismo elettorale che si deve costruire dopo l'approvazione da parte del Parlamento e questa modifica costituzionale...dicevo, il meccanismo elettorale deve fare in modo che tra i 35 Consiglieri uno sia espressione della minoranza Walser, per questo abbiamo scelto il termine "espresso", che è diverso dalla parola "eletto". Quando si scrive che deve essere eletto da quella comunità già si fanno dei riferimenti ad una possibile elezione di un rappresentante che, al limite, potrebbe anche non essere uno appartenente alla Comunità Walser. Qui c'è già esperienza della legge dei ladini e credo che sia un utile riferimento. Per questo noi preferiamo questo tipo di formulazione ed in ogni caso ribadiamo la nostra convinzione che non è il caso di portare a 36 Consiglieri...semmai sul numero dei Consiglieri di questo Consiglio si potrà discutere, ma prevedere i 35 più uno come è sottointeso, com'è stato anche affermato da altri su questo problema, probabilmente significa optare per il Collegio uninominale, optare per dei meccanismi elettorali che, oltre - ripeto - a penalizzare i partiti minori, è un sistema che andrebbe a modificare sostanzialmente il principio della possibilità di scelte politiche...noi vogliamo che sia rigorosamente rispettato.
Un'ultima considerazione, che credo vada fatta: su questo argomento la Commissione ha raggiunto una sostanziale unità. Noi non abbiamo fatto ieri nessuna difficoltà ad inserire oggi, nella discussione in Consiglio, la proposta di legge n. 8 presentata dal Gruppo dell'U.V. e l'abbiamo fatto proprio perché ci interessa che in questo momento ci sia una larga unità del Consiglio. D'altronde ricordo che, trattandosi di modifiche costituzionali, è sempre opportuno che le proposte in tal senso abbiano un largo consenso delle forze politiche che tra l'altro poi dovranno approvare queste modifiche con la maggioranza dei due terzi in Parlamento.
Dicevo: abbiamo discusso sui due testi, tant'è che io ho ancora in mano la convocazione della Commissione "Affari Generali" con al punto n. 8 dell'ordine del giorno le proposte di legge n. 8 e n. 10. Il parere che ne è uscito...e questa osservazione l'avrei fatta ieri se fosse arrivato prima...il parere che è uscito dalla Commissione, invece, riguarda soltanto la proposta di legge statale n. 8. Probabilmente c'è stata, rispetto a questo problema, una disattenzione. Per noi sembra molto, molto più corretto che, trattandosi in questo caso di due proposte diverse, avendo in ogni caso queste due proposte di legge trovato un accordo di tutte le forze politiche, tutte le componenti di questo Consiglio, oggi il Consiglio debba votare degli emendamenti che sono sostitutivi agli articoli delle due leggi e che tengano conto dell'accordo intervenuto. Mi spiego meglio: non ci sembra giusto che oggi il Consiglio debba andare ad emendare l'una o l'altra delle proposte di legge; ci sembra invece che gli articoli previsti in modo diverso dalle due proposte di legge siano oggi unificati in emendamenti sostitutivi che sono sottoscritti dalle intere forze politiche presenti in Consiglio, in modo che sia confermata l'unità di questo aspetto.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Salvadori, per l'illustrazione sulla legge statale n. 8.
Salvadori (U.V.) - Il "clima natalizio" che contraddistingue la seduta odierna rispetto alla seduta di ieri avrebbe dovuto evitare di farmi fare la dichiarazione che farò adesso, che però è stata tirata per le orecchie dal Consigliere Tonino. Dato che il Consigliere Tonino ha parlato di correttezza riguardando la Segreteria della Presidenza del Consiglio, vorrei dire che "correttezza" da parte delle forze politiche è quella di non presentare una proposta di legge che per il 99,9% è uguale a un'altra proposta di legge, non presentare...esattamente due mesi prima, lo stesso giorno in cui la prima proposta di legge, che è quella presentata dall'Union Valdôtaine, veniva discussa dal Consiglio regionale e rinviata per accordo unanime per arrivare ad un chiarimento all'interno della Commissione "Affari Generali" che è incaricata di questo problema...e poi, per decorrenza di termini, la seconda proposta del Partito Comunista che passa davanti alla nostra che era in lista d'attesa, ma che era già stata discussa e che, come si evince da questo documento a seguito di quella riunione nella quale è stato trovato un accordo unanime sul testo, porta degli emendamenti sulla proposta di legge dell'Union Valdôtaine! Questo era semplicemente per chiarire un pochettino le cose. Nessuno vuole avere il merito di essere stato il primo, il più bravo, d'altronde le date comunque parlerebbero abbastanza chiaro e l'impegno dell'Union Valdôtaine, in questo senso, viene da decisioni prese addirittura nella campagna elettorale, quindi non credo che in questo campo si possano fare delle polemiche.
Al di là di questa considerazione, vorrei ricordare che l'accordo che è stato trovato in Commissione ha portato alcune modifiche alla proposta di legge che noi avevamo presentato.
La prima modifica è quella che ha richiesto il Partito Comunista di aggiungere: "con legge regionale adottata con la maggioranza dei due terzi dei Consiglieri assegnati"; è una definizione, questa, sulla quale in Commissione avevamo espresso dei grossi dubbi, perché se per una legge pure importante come la legge elettorale, si richiedono i due terzi, un domani potremmo richiedere su un qualunque tipo di legge i due terzi, e quindi il concetto di maggioranza e minoranza secondo la logica della vita politica andrebbe a farsi benedire!
Se abbiamo accettato il discorso della maggioranza dei due terzi, voluto dal Partito Comunista e accettato soprattutto dai rappresentanti dei Partiti di Stato nazionali, era perché volevamo e vogliamo che questa legge abbia la vita più facile possibile; quando uscirà da Pont-Saint-Martin, diversamente da tante altre leggi che mentre trovano qui l'accordo unanime di tutte le forze politiche...una volta che abbandonano questo nostro clima primaverile in questa fase, stranamente si perdono, e molto sovente non vanno avanti. Quindi abbiamo accettato questo discorso pur essendo consapevoli che i Partiti di Stato nazionali avrebbero avuto tutti i mezzi per bloccare una legge elettorale che non fosse stato di loro gradimento, in quanto vorrei solo ricordare che, in Parlamento, visti i tempi tecnici che ci sono, la presenza dei rappresentanti dei movimenti autonomisti e quindi di coloro che possono dare una mano a questo tipo di proposta è abbastanza limitata, perché, anche se aggiungiamo i rappresentanti della Südtiroler Volkspartei e delle liste autonomiste, non arriviamo a un complesso di 10/12 sui 1.000 Deputati e Senatori che esistono al Parlamento italiano, quindi da questo punto di vista la garanzia dei Partiti di Stato nazionale era molto larga. Se abbiamo accettato i due terzi è proprio per venire incontro a questo clima, come dicevo all'inizio, "natalizio" che esiste in questo tipo di discorso.
La seconda modifica al nostro progetto di legge riguarda la definizione di "Comunità Walser": in effetti, anche sentendo il parere del Segretario Generale, la nostra definizione che diceva: "di cui uno eletto dalla minoranza Walser della Valle del Lys" rischiava di non essere molto capita dai politici e dai partiti che sui problemi delle minoranze non hanno l'orecchio molto fine; e allora, anche riallacciandoci al concetto dell'articolo 6 della Costituzione, abbiamo sostituito quella formulazione con: "dal gruppo di lingua tedesca residente nei Comuni di Issime, Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean che costituisce la Comunità Walser". Mettere il concetto di "lingua tedesca" consente di fare capire che la Comunità Walser è una cosa diversa, è una realtà che rientra nel concetto di difesa delle minoranze etnico-linguistiche, e quindi avrebbe avuto più facilità di essere capita a Roma.
Sul problema della seconda parte, le date delle elezioni, penso non ci siano obiezioni e problemi; rimangono due elementi da valutare: uno è quello del numero dei Consiglieri regionali e, l'altro, i tempi di attuazione di questa legge.
Per quanto riguarda il numero dei Consiglieri regionali, noi ribadiamo la nostra posizione favorevole all'allargamento a 36 del numero dei Consiglieri regionali, proprio per sottolineare con forza e marcatamente questo fatto nuovo che verrà approvato nella politica italiana che dà un riconoscimento ufficiale alla minoranza etnica-linguistica, a 30 anni della promulgazione della Costituzione. E credo che dal punto di vista psicologico soprattutto questo sia il fatto più importante.
Per quanto riguarda i tempi di attuazione, avevamo proposto già nella discussione generale dell'altra volta che, contestualmente all'approvazione da parte del Consiglio di questa legge, fosse nominata una Commissione che iniziasse immediatamente i lavori con l'Ufficio elettorale regionale e con la Comunità Walser, per definire questa complessa legge elettorale regionale. Ho detto "Comunità Walser", perché noi siamo ancora convinti - e lo ribadisco ancora una volta nello spirito federalista che anima il nostro Movimento - che deve essere la Comunità Walser a scegliere il sistema elettorale con il quale nominare il suo rappresentante in questo Consiglio, non saremo certo noi ad imporre dei sistemi, ad imporre delle assunzioni che la minoranza Walser non voglia, essa stessa, decidere di accettare! È proprio vero in questo senso che la nomina della Commissione contestualmente...nel prossimo Consiglio abbiamo visto che non è all'ordine del giorno, che dovrà elaborare la legge e tenere i contatti con la Comunità Walser, e anche questo è un elemento politico aggiuntivo alla legge che noi proponiamo.
Dolchi (P.C.I.) - Allora è aperta la discussione sulle due leggi. Vi confesso che questa unanimità a cui ci si richiama nel parere mi sembra che non si rispecchi poi così chiaramente negli interventi dei colleghi che sono intervenuti ad illustrare le due proposte e, pertanto, è aperta la discussione generale...da dove mi auguro vengano maggiori chiarimenti, anche per poter poi chiamare il Consiglio a votare o sull'articolo unico, o sugli altri articoli, o sugli emendamenti se vengono mantenuti, da tutti quanti i Gruppi che allora hanno concordato su questi emendamenti. Pertanto è aperta la discussione generale.
La parola al Consigliere Nebbia.
Nebbia (P.S.I.) - Evidentemente, avendo fatto parte della Commissione che ha esaminato questi progetti di legge, condivido quanto è riportato nel parere, salvo una piccola aggiunta al punto 2, che è un'aggiunta marginale.
Non faccio delle considerazioni di carattere marginale che sono già state fatte in questo Consiglio, farei una proposta...anzi, riprendo una proposta del Consigliere Tonino di presentare concordemente degli articoli sostitutivi come emendamenti, presentare...diciamo con la firma di due proponenti e con la firma anche degli altri Capi Gruppo, articoli sostitutivi che un articolato continuo e organico...che riportino e riprendano questi che sono invece degli incisi, salvo lasciare imprecisato il numero dei Consiglieri, se 35 o 36. Io addirittura farei una proposta, la faccio a livello personale del numero di 40, ma non derivante dalle considerazioni che sono state fatte prima da Tonino e poi da Salvadori, bensì derivanti invece da valutazioni di ordine più generale, cioè per una maggiore efficienza del Consiglio, in quanto oggi il Consiglio è strutturato in modo tale che le forze di maggioranza hanno un carico notevole nell'Esecutivo e una possibilità piuttosto ridotta di partecipare a Commissioni e elaborazioni. Un numero superiore di Consiglieri permetterebbe da una parte di avere una maggioranza più qualificata e qualificante, e di avere un maggior numero di Consiglieri che possono partecipare all'esterno dell'Esecutivo, ai dibattiti e alle fasi di proposta...ma direi che questo non è fondamentale, possiamo eventualmente in un tempo successivo, nei confronti delle forze che siedono in Parlamento, fare delle sollecitazioni di questo tipo.
Comunque direi e proporrei un testo che...lasciando imprecisato il numero di Consiglieri, se 35 o 36, su cui si potrebbe fare una votazione a parte...un testo che sia invece concordato e unico, tra tutti i Capi Gruppo, questo per la maggior chiarezza della discussione e anche per un'omogeneità di comportamento. Adesso stanno facendo le fotocopie...se i presentatori sono d'accordo, e gli altri Capi Gruppo sono d'accordo, potremmo firmarlo e presentarlo alla Presidenza.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola in sede di discussione generale? La parola al Consigliere Fosson.
Fosson (D.C.) - Anzitutto un'osservazione di carattere metodologico: direi che mi pare che questa proposta di modifica di Statuto si aggiunga ad altre proposte che sono già state fatte o ne preceda altre che dovranno ancora essere fatte.
Io riterrei...la Democrazia Cristiana ritiene che sarebbe opportuno forse radunare tutte le proposte di modifica di Statuto - che si debbano fare o si vogliano ancora fare - in un pacchetto unico per non costringere il Parlamento ad un lavoro estremamente spezzettato e, fra l'altro, estremamente difficile, perché tutte le proposte di modifica costituzionale richiedono ovviamente la doppia lettura, e questo anche proprio per evitare del lavoro in più per quello che riguarda la proposta di legge che stiamo discutendo. Direi che ci appare corretto rappresentare una minoranza come quella Walser, che ha una sua tradizione e una sua storia, anche se non sarebbe difficile trovare in Valle d'Aosta, con gli stessi criteri, altre minoranze, questo io lo dico soltanto per evitare il pericolo di un ulteriore spezzettamento, e di un più grande spezzettamento ancora.
Siamo d'accordo sul fatto che i cittadini, eleggendo il Consiglio regionale, debbano esprimersi politicamente sulle forze politiche, sui loro programmi, e non tanto su scelte basate sull'etnia pura e semplice che, a volte, rischiano di essere soltanto delle scelte "di facciata" senza dei contenuti reali. Si fa riferimento - e Salvadori lo fa spesso - alla Südtiroler Volkspartei, un partito che rappresenta i cittadini di lingua tedesca dell'Alto Adige, ma è un partito, a nostro avviso, di chiara ispirazione cristiano-sociale e con un chiaro programma politico che va oltre un'affermazione di facciata, sull'etnia o sulla lingua semplicemente. In questo senso siamo contrari anche noi al Collegio uninominale per i Walser, contrari proprio perché la rappresentanza dei Walser verrebbe fatta non sulla scelta di programmi, non sulla scelta di tesi politiche.
Siamo favorevoli ai due terzi, alla maggioranza di due terzi in Consiglio regionale per la modifica del sistema elettorale. Quindi, se siamo d'accordo che sia il Consiglio regionale a stabilire le norme per l'elezione dello stesso, siamo d'accordo che il Consiglio debba farlo con la maggioranza di due terzi, e questo non tanto perché riteniamo che l'Union Valdôtaine non arriverà mai ai due terzi visto che vuole arrivare soltanto al 51% per avere l'autodeterminazione, quanto piuttosto perché riteniamo che decisioni come quelle che riguardano l'elezione del Consiglio regionale non debbano essere prese ad ogni piè sospinto, proprio perché la maggioranza dei due terzi secondo noi prevede una mediazione da parte di tutto il Consiglio e prevede un accordo tra le forze politiche che non può essere facilmente raggiunto, quindi impone una mediazione maggiore sui passi che si debbano fare.
Per quanto riguarda il numero dei Consiglieri, ecco, noi riterremmo più opportuno...senza forse farne un punto fondamentale...riterremmo più opportuno che fossero 36, e proprio per distinguere quello che dicevo prima: distinguere la rappresentanza politica da quella etnica, cioè vi sono 35 Consiglieri scelti politicamente in base a programmi politici, in base a programmi di partiti politici; il Consigliere dei Walser fatalmente dev'essere il rappresentante di un'etnia, e quindi potrebbe essere il trentaseiesimo.
Per quello che riguarda le date, ci va bene e ci va bene anche la definizione, il Consiglio è composto di tot Consiglieri di cui uno espresso dal gruppo di lingua tedesca residente nei Comuni di Issime, Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean che costituisce la Comunità Walser, proprio perché mi sembra una formulazione completa che dà una definizione completa anche della Comunità Walser.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola in discussione generale su quelle proposte che sono state avanzate? La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Ci sono, in questi due testi presentati dal Gruppo Comunista e dal Gruppo dell'Union Valdôtaine, due problemi che sono legati insieme, ma che avrebbero anche potuto essere unificati e, invece, sono stati affrontati separatamente.
Con il primo articolo, infatti, si mira a modificare lo Statuto per dare anzitutto potestà legislativa alla Regione in materia della legge elettorale e poi, per prevedere un rappresentante dei Walser istituzionalmente definito in seno al Consiglio regionale... Ora, sul primo punto c'era già stata, l'anno scorso, una votazione del Consiglio regionale che appunto chiedeva di dare potestà legislativa alla Regione, e da parte nostra concordiamo sul fatto che la Regione, il Consiglio regionale, abbia la possibilità di definire il meccanismo elettorale per il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, con però la clausola che è stata inserita nella proposta del Gruppo Comunista, cioè nella maggioranza speciale dei due terzi, le motivazioni le ho già espresse in altre occasioni, in occasione della precedente discussione in Consiglio su questo stesso tema e deriva, mi pare, da una preoccupazione più che fondata, più che legittima, di evitare delle prevaricazioni da parte della forza in maggioranza relativa, preoccupazioni più che fondate, stanti le affermazioni fatte ripetutamente alcuni mesi fa...adesso sono un po' lasciate in disparte, ma alcuni mesi fa, ripetutamente, l'Union Valdôtaine ha affermato di voler trovare un meccanismo per evitare l'ingresso in Consiglio regionale delle piccole forze politiche e aveva fatto anche delle proposte di massima del 5% - o una serie di proposte tecniche - per arrivare a questo obiettivo. Quindi, evidentemente, una maggioranza speciale di due terzi, se non garantisce del tutto le piccole forze politiche, però è comunque...diciamo, così, una garanzia maggiore di quella che può essere costituita da una maggioranza semplice.
Sul secondo aspetto, sulla rappresentanza di un membro della Comunità Walser in Consiglio regionale, anzitutto noi avevamo sottolineato che è sbagliato privilegiare questo tipo di impostazione, cioè dare un maggiore peso di quello che può avere il fatto che ci sia in Consiglio un rappresentante di quella comunità, cioè noi crediamo che sarebbe molto più importante attribuire maggiori poteri ai Consigli comunali della Comunità Walser, attribuire, individuare degli organismi in loco che, nel territorio dove abita, questa comunità possa promuovere un'azione promozionale a livello culturale, a livello economico, a livello linguistico. Pensiamo che questo sarebbe molto più incisivo di avere un rappresentante su 35 o 36, qui, in Consiglio regionale. Comunque non siamo contrari anche a...diciamo accettare, ufficializzare la presenza di un rappresentante della Comunità Walser dei tre Comuni Walser dell'Alta Valle del Lys.
Abbiamo alcune perplessità però sul modo che qui deve avvenire questa rappresentanza, cioè abbiamo delle perplessità sul fatto che questo rappresentante debba essere soltanto espressione di quelli che si dichiarano Walser, cioè che in...è l'affermazione di questo titolo, dovrebbero fare una dichiarazione per definirsi "Walser". Noi crediamo che sarebbe molto più opportuno che il rappresentante fosse espressione di tutti gli abitanti che risiedono nei tre Comuni: Gressoney-Saint-Jean, Gressoney-La-Trinité e Issime, quindi espressione anche dei "non Walser", e sono parecchi che risiedono in quei Comuni, non Walser che comunque vivono in una zona in cui comunque esiste questa problematica, che comunque sarebbero così, istituzionalmente, tenuti a tener presente.
Non siamo d'accordo sui 36 Consiglieri perché non troviamo nessuna motivazione valida emersa in tutte quelle giustificazioni che ci sono state per giustificare il passaggio da 35 a 36, se non quella appunto di creare un Collegio uninominale, un Collegio particolare per i Comuni della Valle del Lys che sarebbe del tutto ingiustificato, infine, per quanto riguarda la dizione "gruppo di lingua tedesca", così com'è stata presentata nell'emendamento. Noi non siamo d'accordo con questa dizione e riteniamo sbagliato ufficializzare su una legge questa dizione: "un gruppo di lingua tedesca", quando il Walser non è il tedesco...la lingua Walser è una lingua germanica, ma non è il tedesco! Il rapporto che esiste fra il Walser e il tedesco ufficiale e il tedesco letterario è lo stesso che esiste fra l'italiano e il francese nell'ambito delle lingue neolatine, nell'ambito delle lingue romanze, lo stesso rapporto esiste fra Walser e tedesco letterario nell'ambito delle lingue germaniche, e quindi si va a ufficializzare in una legge una dizione inutile e sbagliata. Allora nella legge si può benissimo parlare di "Comunità Walser" senza entrare nel merito di "gruppo di lingua tedesca", di "gruppo di lingua Walser", visto che su questo non c'è affatto accordo e non c'è affatto chiarezza!
In definitiva, quindi, sono d'accordo sostanzialmente sul testo proposto dal Gruppo Comunista, mentre ho forte perplessità rispetto al modo con cui è stata impostata la proposta del Gruppo dell'Union Valdôtaine.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, mi spiace che questa mattinata sia una mattinata di lavori piuttosto spezzettati, però io vi ricordo che si succedono degli impegni ben precisi di calendario e di programmi. Mi sembra anche che forse l'interruzione che sto per proporvi, cioè l'aggiornamento di questa discussione generale, possa servire ad arrivare, oggi alle 16, con un testo definitivo - se è possibile - come suggeriva il Consigliere Nebbia, o eventualmente con delle posizioni più precise sugli articolati.
Come Presidente, vorrei che quei Consiglieri che hanno suggerito di votare un testo lasciando in sospeso il numero...mi trova molto perplesso, in quanto non possiamo demandare ad altri le decisioni che sono nostre, vogliamo definire un articolato che sia completo in ogni sua...quella è possibile sempre, anzi, praticamente i provvedimenti amministrativi dovrebbero sempre essere votati separatamente e le leggi possono essere anche votate separatamente, salvo poi il voto complessivo che, invece, è unico per scheda segreta.
Ecco, la proposta che fa la Presidenza è di aggiornare i lavori a oggi alle 16 a questo momento, cioè ancora in fase di discussione generale, lasciando quindi aperta anche agli incontri che possono esserci...per arrivare però alle 16 ad un voto che possa svolgersi in pochi minuti, tenuto conto anche dell'accordo che è stato raggiunto e che comunque vede concorde la stragrande maggioranza dei Gruppi su questo argomento.
La parola al Consigliere Salvadori.
Salvadori (U.V.) - Mah, sì, volevo in pratica riprendere la proposta che ha fatto il Presidente.
Direi che l'unico elemento, a parte quello che può essere sembrato un contrasto fra l'intervento di Tonino e il mio, riguarda il numero, perché sul testo - a parte alcune obiezioni di Riccarand che non sono condivise da tutti gli altri Consiglieri - c'è la più larga unanimità e rimangono...diciamo delle valutazioni differenti sul numero dei Consiglieri. Ecco, se oggi, finita la discussione generale, i vari Gruppi si esprimono su qual è la loro preferenza a livello di numero, a quel punto potremmo poi approvare con le due votazioni quando arriviamo al momento del numero, e poi la votazione globale...quindi fare un discorso abbastanza rapido, da parte nostra; quindi penso che neanche da Tonino non ci siano obiezioni per presentare un testo unico...una volta chiariti quelli che erano i presupposti e i precedenti di questi due disegni di legge.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Sono anch'io dell'avviso che ormai un testo unificato...c'è se questo testo unificato che viene presentato sotto forma di emendamenti in due versioni, una col n. 35 Consiglieri, una col n. 36...si votano questi testi unificati sotto forma di emendamento e si conclude, insomma, per cui credo che possiamo oggi discutere su questo testo unificato che è il prodotto del lavoro di tutti.
Dolchi (P.C.I.) - Allora mi sembra di poter riassumere in questo modo un testo unificato che, proprio graficamente scritto su una pagina dattiloscritta, comprenda, faccia propri gli emendamenti all'articolo 1, che sia un articolo unico, lasciando in sospeso il numero che eventualmente può essere considerato nell'ambito della discussione poi di questo articolo che diventa articolo unico. Con un emendamento ci può essere la proposta di 36, e con l'emendamento a 35 ci può essere la proposta... Qui, ecco, mi permetto di riprendere un'idea che è assolutamente personale, ma che faccio perché risale a vent'anni fa: di 41 Consiglieri, di cui uno il Presidente...non vota, quindi i 40 Consiglieri, riallacciandomi alla proposta del Consigliere Nebbia...ma questa è una reminiscenza di battaglie di oltre vent'anni fa, quindi non la ripresento, però la ricordo a quanti forse non erano presenti vent'anni fa, in quanto si era posto questo problema. Mi sembra che possiamo...e non sarebbe forse accolta com'è stata accolta vent'anni fa...
Penso quindi che possano essere conclusi i lavori di questa mattina com'era stato previsto, prima delle 11,30, prima degli impegni del Presidente della Giunta e degli altri Consiglieri. Ricordo, per conto del Presidente della Commissione, che la Commissione "Affari Generali" si riunisce subito e che anche l'Ufficio di Presidenza si riunisce subito.
Allora, per essere ben chiari, i lavori sono aggiornati interrompendo la discussione generale dei punti abbinati nn. 14 e 14bis, discussione che riprenderà alle ore 16 precise. Se siete puntuali mi fate una cortesia, perché possiamo finire il Consiglio questa sera.
La seduta è tolta.
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La seduta termina alle ore 11,28.
