Oggetto del Consiglio n. 11 del 8 aprile 1961 - Verbale

OGGETTO N. 11/61 - LEGGE REGIONALE CONCERNENTE PROROGA DELLA GARANZIA FIDEIUSSORIA DELLA REGIONE PER L'ANNO 1961 PRESSO L'ISTITUTO BANCARIO SAN PAOLO DI TORINO, PER L'APERTURA DI CREDITO IN CONTO CORRENTE A FAVORE DELLA COOPERATIVA PRODUTTORI LATTE E FONTINA DELLA VALLE D'AOSTA.

Il Presidente della Giunta, MARCOZ, riferisce al Consiglio in merito al seguente disegno di legge regionale concernente proroga della garanzia fideiussoria della Regione per l'anno 1961 presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino, per l'apertura di credito in conto corrente a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, disegno di legge trasmesso in copia ai Signori Consiglieri, con relativa relazione, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 7-8 aprile 1961:

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Con legge regionale 22 gennaio 1960, n. 1, emanata in esecuzione del provvedimento consiliare n. 165 in data 18-12-1959, veniva autorizzata la concessione della garanzia fideiussoria della Regione per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 1960, a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, per l'apertura di un conto corrente fino all'ammontare massimo di Lire 300 milioni presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino, garanzia che è stata a suo tempo concessa.

Con lettera in data 22 ottobre 1960, prot. n. 1503 CB/ i.P., il Presidente della predetta Cooperativa ha richiesto all'Amministrazione regionale di rinnovare per l'anno 1961 la fideiussione di cui si tratta facendo presente che l'ammontare della garanzia può essere ridotto da Lire 300.000.000 a Lire 200.000.000.

Nell'adunanza consiliare del 2 dicembre 1960 si era stabilito di soprassedere alla decisione sulla proposta di concessione della garanzia fideiussoria per l'anno 1961, in attesa di ricevere dalla Cooperativa predetta, come da intese verbali intercorse, una deliberazione impegnativa in merito alla possibile riduzione delle spese di gestione per assicurare il pareggio del bilancio. La Presidenza della Cooperativa ha ora comunicato che il Consiglio di Amministrazione della Cooperativa, nella seduta del 23-1-1961, ha deliberato di impegnarsi in linea di massima per il corrente anno "di fare una gestione economica a pareggio in modo da non aumentare per nessun motivo il deficit di bilancio degli scorsi anni".

Con la deliberazione 23-1-1961 il predetto Consiglio di Amministrazione stabiliva altresì, a tal fine, che: "Verrà infatti pagato ai conferenti di burro e fontina il saldo del prodotto conferito solo ad operazione commerciale avvenuta, cioè solo quando sarà possibile fare un esatto conto del ricavo ottenuto dalla vendita e dalle spese sostenute".

Si propone che il Consiglio regionale

approvi

l'allegato disegno di legge regionale:

(OMISSIS: segue allegato disegno di legge, riportato in calce al deliberato).

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Il Presidente della Giunta, MARCOZ, rileva che la proposta di proroga della concessione, per l'anno 1961, della garanzia fideiussoria della Regione a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle di Aosta non necessita di particolare illustrazione perché l'argomento ha già formato oggetto di discussione nella seduta del 2 dicembre 1960 (oggetto n. 42), in cui il Consiglio ha stabilito di soprassedere ad ogni decisione sulla proposta stessa, in attesa di ricevere dalla Cooperativa predetta, come da intese verbali intercorse, una deliberazione impegnativa in merito alla possibile riduzione sulle spese di gestione per assicurare il pareggio del bilancio.

Informa che il Consiglio di Amministrazione della Cooperativa, in relazione alla richiesta, ha deliberato, nella seduta del 23 gennaio 1961, di impegnarsi in linea di massima per il corrente anno "di fare una gestione economica a pareggio, in modo da non aumentare per nessun motivo il deficit di bilancio degli scorsi anni".

Comunica che, sempre nella stessa seduta, il suddetto Consiglio di Amministrazione della Cooperativa ha stabilito che il saldo del prodotto (burro e fontina) conferito dai soci sarà pagato soltanto "ad operazione commerciale avvenuta, cioè solo quando sarà possibile fare un esatto conto del ricavo ottenuto dalla vendita e delle spese sostenute".

Propone pertanto che il Consiglio approvi, con provvedimento legislativo, la proroga della garanzia fideiussoria della Regione per l'anno 1961 presso l'Istituto Bancario San Paolo, di Torino, per l'apertura di credito in conto corrente a favore della Cooperativa Latte e Fontina della Valle d'Aosta.

Il Consigliere BORDON premette che la situazione della Cooperativa Produttori Latte e Fontina non soltanto permane grave, ma va sempre più aggravandosi ed esprime l'avviso che l'Amministrazione regionale dovrebbe venire in aiuto alla Cooperativa, oltre che con la proroga della fideiussione, anche con la concessione di un contributo per il pagamento degli interessi passivi all'Istituto Bancario San Paolo di Torino.

Sottolinea l'urgente necessità che l'Amministrazione regionale affronti una buona volta il problema finanziario della Cooperativa e dichiara che gli Amministratori regionali hanno il dovere di assumersi la responsabilità della soluzione di un problema che interessa tutti gli agricoltori della media e dell'alta Valle, e non soltanto la categoria dei conduttori di alpeggi.

Ricorda che circa due anni or sono la Giunta regionale affidò l'incarico di verificare e controllare la gestione della Cooperativa ad una persona che, se pure apparteneva ad un determinato colore politico, godeva però anche della fiducia della minoranza.

Precisa che ciò gli aveva fatto sperare che l'Amministrazione regionale, ad un dato momento, avrebbe preso in esame la situazione finanziaria della Cooperativa, alla luce dei rilievi e dei dati forniti dal controllore suddetto, ed avrebbe proposto al Consiglio l'adozione di provvedimenti concernenti interventi finanziari regionali a favore della Cooperativa.

Lamenta il fatto che, a tutt'oggi, la Giunta non abbia fatto conoscere se e quali irregolarità o manchevolezze siano state riscontrate nella gestione della Cooperativa e che cosa si intenda fare per sanare la situazione deficitaria della suddetta Cooperativa, la cui esistenza, egli dice, interessa tutti gli agricoltori della media e alta Valle d'Aosta.

Rileva che, in una riunione tenutasi circa un mese fa in questa aula ed alla quale intervennero, oltre al Presidente della Giunta, Marcoz, all'Assessore Fosson ed all'Assessore Nicco, anche i Dirigenti della Cooperativa ed alcuni Consiglieri regionali, dopo che fu discusso a lungo sulla situazione finanziaria della Cooperativa, i Dirigenti della Cooperativa stessa rivolsero invito all'Amministrazione regionale a designare tre o quattro suoi rappresentanti a fare parte del Consiglio di Amministrazione della Cooperativa, affinché l'Amministrazione regionale potesse non soltanto controllare l'operato della Cooperativa, ma prendere parte attiva alla sua gestione.

Prega la Giunta di volere prendere in favorevole considerazione tale richiesta, osservando che l'Amministrazione regionale potrà così approfondire il problema e decidere con maggiore cognizione di causa sui provvedimenti da adottare per la soluzione del problema di cui si tratta nell'interesse di tutti gli agricoltori valdostani.

Conclude, insistendo sull'opportunità che l'Amministrazione regionale venga in aiuto alla Cooperativa, oltre che con la proroga della garanzia fideiussoria per l'anno 1961, anche con la concessione di un contributo straordinario per il pagamento degli interessi passivi dovuti dalla Cooperativa all'Istituto Bancario San Paolo di Torino.

Insiste, inoltre, affinché l'Amministrazione regionale designi tre o quattro suoi rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione della Cooperativa.

Il Presidente della Giunta, MARCOZ, precisa anzitutto, che nessuno può ignorare né contestare che l'Amministrazione regionale è già venuta in aiuto ai produttori di fontina per un ammontare corrispondente, all'incirca, all'importo degli interessi passivi dovuti dalla Cooperativa all'Istituto Bancario San Paolo e, cioè, corrispondendo ai produttori di fontina un premio dell'importo di Lire 35 prima e poi di Lire 40 per ogni Kg. di fontina marchiata.

Si potrà discutere, - egli osserva -, se l'iniziativa abbia o no raggiunto lo scopo prefisso, ma non si potrà mai dire che l'Amministrazione regionale si disinteressa del problema della fontina.

Fa presente che, se vi è un rilievo da fare, è che vi sono alcuni soci della Cooperativa che smerciano direttamente le forme di fontina di prima qualità e conferiscono alla Cooperativa soltanto la merce di seconda qualità e quella di scarto.

Rileva che un tale modo di agire crea un clima di sfiducia nei confronti della Cooperativa, per cui occorre fare opera di persuasione presso i soci della Cooperativa affinché portino alla Cooperativa tutto il loro prodotto, dimostrando così di apprezzare gli scopi per cui la Cooperativa è stata istituita.

Circa l'invito rivolto all'Amministrazione regionale di designare tre o quattro rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione della Cooperativa, osserva che non è molto simpatico entrare a fare parte del Consiglio di Amministrazione di un organismo deficitario per avallare responsabilità altrui e che non deve, quindi, meravigliare se l'Amministrazione regionale è perplessa ad accettare l'invito rivoltole.

Riferisce che il problema della fontina è uno dei problemi più importanti dell'economia agricola valdostana e concorda sulla necessità di trovare una soluzione a tale problema.

Il Consigliere DUJANY premette che il Consiglio deve rispondere, anzitutto, al quesito se la Cooperativa Produttori Latte e Fontina sia o no utile ai produttori di fontina.

Fa presente che, se il Consiglio ne riconosce l'utilità, non vi è dubbio che detta Cooperativa debba continuare ad esistere e che l'Amministrazione regionale debba intervenire a sanare la situazione deficitaria della Cooperativa stessa.

L'Assessore FOSSON premette che, a parer suo, il Consiglio dovrebbe oggi limitare la discussione alla questione, all'ordine del giorno, della proroga della garanzia fideiussoria della Regione per l'anno 1961, rinviando ad una prossima seduta l'esame e la discussione del problema di fondo della Cooperativa Latte e Fontina.

Circa il rilievo secondo cui l'Amministrazione regionale dovrebbe venire in aiuto alla Cooperativa, oltre che con la proroga della garanzia fideiussoria, anche con la concessione di contributi straordinari per il pagamento degli interessi maturati e dovuti dalla Cooperativa all'Istituto Bancario San Paolo di Torino, dichiara che bisognerebbe anzitutto che la Cooperativa cercasse di contenere e ridurre al minimo i suoi crediti scoperti con la Società Polenghi-Lombardi, - crediti che, - egli dice -, alla fine del 1958 ammontavano ad oltre 42 milioni di lire -, nonché con altre Società e con il Consorzio Produttori Fontina.

Comunica che tali crediti avevano raggiunto, ad un dato momento, la cifra di circa Lire 100 milioni.

Fa presente che, se ciò è, in certo qual modo, comprensibile per determinati brevi periodi dell'anno, non può e non deve, però, essere assunto a sistema, per varie ragioni che illustra.

Informa che il Presidente della Cooperativa è stato invitato dall'Amministrazione regionale ad adottare i provvedimenti necessari per ovviare a sì gravi inconvenienti e che lo stesso ha dato assicurazione in proposito.

Dopo aver rilevato che lo scoperto della Cooperativa presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino ha raggiunto, nel 1959, la cifra di 170-180 milioni, per i quali la Cooperativa ha pagato un tasso di interesse dell'8%, afferma che tale scoperto avrebbe potuto essere contenuto in una cifra di molto inferiore se la Cooperativa avesse effettuato una politica di incasso più accurata.

Riferisce che, anche volendo, il Consiglio non può oggi affrontare il problema di fondo, sia perché non è in possesso di tutti gli elementi e sia perché occorre che il problema sia prima approfondito in sede di Commissione consiliare, sentiti gli organi tecnici.

Per quanto riguarda la organizzazione del settore commerciale, informa che, da parte della Cooperativa, è stata prospettata l'opportunità di creare delle Agenzie di vendita nelle principali città (Milano, Torino e Genova) e che è stato fatto presente che, per poter realizzare tale iniziativa, l'Amministrazione regionale dovrebbe concorrere nella spesa con un contributo di Lire 50 milioni circa.

Informa che giustamente è stato fatto notare, da uno dei tecnici presenti alla riunione a cui ha accennato il Presidente della Giunta che, anziché attuare una tale iniziativa che comporterebbe spese notevoli, è molto più conveniente ed economico seguire il sistema praticato in passato dai grossisti di fontina, i quali avevano nelle varie Città dei propri rappresentanti incaricati della vendita della merce e ai quali corrispondevano una percentuale sugli incassi delle vendite.

Osserva che tale sistema presenta il grande vantaggio di non richiedere quella onerosa organizzazione che sarebbe necessaria qualora si costituissero Agenzie di vendita nelle varie Città.

Ritiene che non tutti coloro che hanno l'incarico dalla Cooperativa di interessarsi della parte commerciale siano veramente all'altezza del loro compito e ciò per varie ragioni che illustra.

Precisa, fra l'altro che, secondo quanto gli risulta, determinate buone partite di fontina di certe vallate, che in passato i grossisti tenevano in magazzino fino all'inizio dell'anno seguente perché si conservavano meglio, vengono oggi poste subito in commercio, mentre sono invece conservate in magazzino partite di fontina che dovrebbero essere vendute subito.

Ritiene che ciò sia dovuto forse al fatto che gli incaricati dello smercio della fontina non hanno una buona conoscenza pratica e della merce e dei mercati.

Comunica che la questione del settore delle fontine e altre questioni che interessano la Cooperativa dovranno essere affrontate e approfondite con buona volontà da parte di tutti ed, in particolare, da parte della Cooperativa stessa.

Rileva che l'Amministrazione regionale è venuta in aiuto ai produttori di fontina per il miglioramento della produzione con la concessione di un premio per ogni forma di fontina marchiata.

Osserva che la situazione finanziaria della Cooperativa è peggiorata in questi ultimi anni anche per il fatto che vi è la crisi del settore lattiero-caseario in Valle d'Aosta come pure nel rimanente settore nazionale.

Precisa, in proposito, che dai dati statistici ufficiali risulta che le importazioni di formaggio dall'estero sono aumentate di molto nel 1960 in rapporto al 1959; così pure dicasi per le importazioni di carne da macello.

Circa la questione del declassamento della fontina e dei conseguenti scarti, fa presente che i soci della Cooperativa dovrebbero dimostrare di avere una maggiore coscienza cooperativistica perché, egli dice, non è ammissibile che certi soci della Cooperativa vendano direttamente ad un prezzo più remunerativo la produzione di prima qualità e conferiscano alla Cooperativa soltanto la produzione di qualità inferiore.

Osserva che, così facendo, tali soci vengono meno agli impegni che si sono assunti all'atto in cui hanno dato la loro adesione alla Cooperativa.

Conclude, rilevando che tutte le richieste fatte dalla Cooperativa alla Amministrazione regionale, comprese quella della concessione di un contributo per il pagamento di interessi passivi, potranno essere esaminate in una prossima seduta, allorquando il Consiglio affronterà il problema di fondo della Cooperativa.

Ritiene necessario che il Consiglio approvi la proroga della concessione della garanzia fideiussoria della Regione per l'anno 1961 presso l'Istituto Bancario San. Paolo di Torino, per l'apertura di credito in conto corrente a favore della Cooperativa, affinché la stessa possa corrispondere anticipi di somme ai produttori che conferiscono la loro fontina alla Cooperativa.

Il Consigliere BORDON raccomanda che l'Amministrazione regionale affronti al più presto il problema di fondo della Cooperativa e ciò nell'interesse non soltanto dei produttori di fontina ma di tutti gli agricoltori.

Il Consigliere MACHET dichiara quanto segue:

"Io non intendo entrare nel merito della questione se l'Amministrazione regionale debba venire in aiuto alla Cooperativa per il pagamento degli interessi passivi dalla stessa dovuti all'Istituto Bancario San Paolo di Torino. Ricordo che ho sempre sostenuto che, prima di venire in aiuto alla Cooperativa, bisognava accertarsi di come funziona in tutti i suoi settori. Ritengo, però, che si debba venire ad una soluzione in quanto che il protrarsi della discussione tra l'Amministrazione regionale e la Cooperativa va a tutto detrimento dei produttori di fontina e questo è per noi una grave responsabilità".

Il Presidente, FILLIETROZ, constatato che nessun altro Consigliere intende formulare osservazioni di carattere generale sul disegno di legge nel suo complesso, dichiara chiusa la discussione di carattere generale ed invita il Consiglio a procedere all'esame e all'approvazione dei singoli articoli del disegno di legge.

Articoli dal n. 1 al n. 7

Si dà atto che gli articoli contro indicati sono approvati singolarmente dal Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli, con sette votazioni per alzata di mano, senza discussione (Consiglieri presenti e votanti: trentaquattro).

Il Presidente, Fillietroz, invita il Consiglio a votare, a scrutinio segreto, per l'approvazione del sottoriportato disegno di legge regionale nel suo complesso.

Procedutosi alla votazione finale, a scrutinio segreto, ed allo spoglio dei voti con l'assistenza degli scrutatori Consiglieri Signori BARONE, DUJANY e MACHET, il Presidente, Fillietroz, accerta e comunica i seguenti risultati della votazione:

- Consiglieri presenti e votanti: trentaquattro;

- voti favorevoli: trentaquattro.

Il Presidente, Fillietroz, in base all'esito della votazione, dichiara che il Consiglio regionale ha approvato, ad unanimità di voti favorevoli, il sottoriportato disegno di legge regionale concernente la proroga della garanzia fideiussoria della Regione per l'anno 1961 presso l'Istituto Bancario San Paolo, di Torino, per l'apertura di credito in conto corrente a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta:

Disegno di legge regionale n. 1

REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

LEGGE REGIONALE ... N. ...: PROROGA DELLA GARANZIA FIDEIUSSORIA DELLA REGIONE PER L'ANNO 1961 PRESSO L'ISTITUTO BANCARIO SAN PAOLO DI TORINO, PER L'APERTURA DI CREDITO IN CONTO CORRENTE A FAVORE DELLA COOPERATIVA PRODUTTORI LATTE E FONTINA DELLA VALLE D'AOSTA.

Il Consiglio regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1

È autorizzata la concessione della proroga della garanzia fideiussoria della Regione per il periodo di un anno, dal 1° gennaio 1961 al 31 dicembre 1961, presso l'Istituto Bancario San Paolo, di Torino, nell'interesse ed a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle di Aosta, con sede in Aosta, fino alla concorrenza massima di complessive Lire duecento milioni, per la concessione alla predetta Cooperativa di un accreditamento bancario utilizzabile in via continuativa con apertura di credito in conto corrente per le operazioni finanziarie relative alle spese di gestione della Cooperativa stessa.

Art. 2

La concessione della proroga della garanzia fideiussoria regionale, già prevista dalla legge regionale 22 gennaio 1960, n. 1 e di cui al precedente articolo, è subordinata all'impegno, da parte della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, si sottoporre le proprie contabilità ed operazioni commerciali e di gestione a periodici controlli, in ogni più ampia forma, disposti dalla Giunta regionale nonché di trasmettere alla Regione gli elenchi mensili nominativi delle operazioni effettuate a favore dei conferenti quantitativi di formaggio fontina.

La concessione della proroga della garanzia fideiussoria regionale è, altresì, subordinata all'impegno, da parte dell'Istituto Bancario San Paolo, di Torino, di trasmettere alla Regione gli estratti dei conti trimestrali bancari relativi alle operazioni finanziarie e contabili della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta.

Art. 3

Il Presidente della Giunta regionale e, in caso di assenza o impedimento, l'Assessore regionale alle Finanze, sono autorizzati a sottoscrivere gli atti necessari per la concessione, a nome e per conto della Regione, della proroga della garanzia fideiussoria di cui ai precedenti articoli, secondo le condizioni e modalità in vigore presso l'Istituto Bancario San Paolo, di Torino, previamente concordate ed approvate con deliberazione della Giunta regionale.

Il Presidente della Giunta regionale è, altresì, autorizzato a revocare, in ogni tempo, la garanzia fideiussoria, su conforme parere della Giunta regionale.

Art. 4

Al finanziamento delle spese eventualmente derivanti a carico della Regione dalla concessione della proroga della garanzia fideiussoria di cui agli articoli precedenti ed ai conseguenti ricuperi di spese a debito ed a carico della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, si provvederà mediante imputazione ai seguenti capitoli nella categoria dei movimenti di capitali della parte ENTRATE e della parte SPESE del bilancio di previsione della Regione per il corrente esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, capitoli da reiscriversi nel bilancio di previsione del prossimo esercizio finanziario 1° luglio 1961 - 30 giugno 1962:

Capitolo 37 della parte ENTRATE: "Entrate per riscossione di crediti verso la Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, in relazione alla concessione di garanzia fideiussoria regionale presso l'Istituto Bancario San Paolo, di Torino";

Capitolo 180 della parte SPESE: "Spese per pagamento di somme all'Istituto Bancario San Paolo, di Torino, in relazione alla concessione di garanzia fideiussoria regionale a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta".

Art. 5

La Giunta regionale provvederà, con sue motivate deliberazioni, all'approvazione, al finanziamento, e alla liquidazione delle spese eventualmente derivanti a carico della Regione dalla concessione della garanzia fideiussoria regionale di cui ai precedenti articoli con imputazione delle spese stesse al sopramenzionato capitolo 180 della parte SPESE del bilancio di previsione per il corrente esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961 ed al corrispondente istituendo capitolo di spesa del bilancio di previsione per il prossimo esercizio finanziario 1° luglio 1961 - 30 giugno 1962.

Art. 6

La Giunta regionale provvederà, con sue motivate deliberazioni, agli atti necessari per il ricupero, dalla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, delle somme eventualmente risultanti a credito della Regione in relazione agli eventuali pagamenti di somme per le spese previste al precedente articolo 5, con introito al sopramenzionato capitolo 37 della parte ENTRATE del bilancio preventivo per il corrente esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961 ed al corrispondente istituendo capitolo di entrata del bilancio per il prossimo esercizio finanziario 1° luglio 1961 - 30 giugno 1962.

Art. 7

La presente legge entrerà in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

La presente legge sarà inserta nella Raccolta Ufficiale delle leggi e dei regolamenti della Regione Autonoma della Valle d'Aosta e sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Della promulgazione della presente legge sarà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

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