Oggetto del Consiglio n. 176 del 3 dicembre 1960 - Verbale

OGGETTO N. 176/60 - CASA DA GIOCO DI ST. VINCENT - SVOLGIMENTO DI ATTIVITÀ POLITICA DA PARTE DI UN CONTROLLORE DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE. (Interpellanza dei Consiglieri regionali Signori Bordon Mauro e Dujany Cesare)

Il Presidente, FILLIETROZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza dei Consiglieri regionali Signori Bordon Mauro e Dujany Cesare concernente l'oggetto: "Casa da gioco di St. Vincent - Svolgimento di attività politica da parte di un controllore dell'Amministrazione regionale", interpellanza trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 2-3 dicembre 1960:

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Aosta, li 23-9-1960

Signor PRESIDENTE

Consiglio regionale

AOSTA

La pregheremmo volere cortesemente inserire nella prossima riunione del Consiglio regionale la seguente interpellanza:

"I sottoscritti Consiglieri regionali interpellano l'Assessore al Turismo per conoscere se risponde a verità il fatto che un controllore della Valle presso il Casinò della Valle abbia svolto attività politica a favore del P.C.I., richiedendo a colleghi di lavoro ed altri somme di denaro, durante le ore di servizio.

Siccome circolano voci insistenti in St. Vincent e Valle in merito al fatto, si chiede, nel caso ciò risponda a verità, quali provvedimenti intende prendere la Giunta regionale dinanzi a tale grave irregolarità ed abuso".

Ringraziano e porgono ossequi.

F.ti: M. Bordon - Dujany Cesare

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Il Consigliere BORDON dichiara che l'interpellanza non necessita di particolare illustrazione, perché stilata in termini chiari ed esaurienti, e si riserva di prendere la parola sull'argomento dopo che l'Assessore al Turismo avrà risposto all'interpellanza stessa.

L'Assessore SAVIOZ lamenta, anzitutto, che il fatto oggetto dell'interpellanza sia stato portato a conoscenza delle Autorità e dell'opinione pubblica attraverso i giornali.

Comunica che il Presidente della Giunta, giustamente preoccupato, convocò immediatamente nel suo ufficio il Commissario regionale presso la Casa da gioco e lo invitò a fare una inchiesta intesa ad accertare se il fatto riferito dai giornali corrispondesse, o no, a verità.

Informa che il Col. Gastaldi effettuò l'inchiesta e inviò al Presidente, in data 27 settembre 1960, la seguente lettera:

"Con riferimento a qualche voce circolante nei riguardi del controllore regionale che si è permesso di chiedere oblazioni al personale della Casa da gioco, reputo doveroso precisare che l'iniziativa è stata esplicata durante i normali periodi di riposo, cosicché non ne è conseguita alcuna sminuzione delle incombenze di servizio.

Per di più, la raccolta delle offerte, per un complesso di circa 10 mila lire, è stata limitata a sei funzionari ed impiegati della Società SITAV, con esclusione assoluta dei clienti e degli altri controllori.

Ho provveduto in modo da evitare il ripetersi dell'inconveniente.

Con ossequio.

IL COMMISSARIO: F.to Gastaldi"

L'Assessore Savioz riferisce di essersi anche interessato di persona della questione, per cercare di sapere qualcosa di più al riguardo, rilevando che ciò che lo aveva stupito maggiormente non era tanto il fatto dell'avvenuta notizia sui giornali dell'episodio, quanto la mancata segnalazione dell'episodio stesso all'Autorità regionale.

Osserva che il fatto lamentato, - cioè la richiesta di offerte di denaro a funzionari e impiegati della Società SITAV a favore di un partito politico da parte di un controllore regionale, - era avvenuto non già durante le ore di servizio, ma durante i normali periodi di riposo, cioè nelle ore in cui il controllore non svolgeva le sue funzioni e non era quindi sul lavoro.

Precisa che, se pure il fatto in se stesso è grave, più grave ancora è la colpa di coloro che, invece di segnalare l'episodio all'Autorità competente, come era loro dovere, hanno preferito servirsi dell'episodio per svolgere opera di denigrazione nei confronti dell'Amministrazione regionale attraverso i giornali, per fini puramente politici.

Informa di aver provveduto a richiamare all'ordine il controllore responsabile ed osserva che un richiamo va fatto anche a coloro che non hanno esitato a mettere in gioco il buon nome della Amministrazione regionale speculando sull'episodio in questione.

Sappiano costoro, - egli dice -, che noi siamo informati di tutto quanto avviene nella Casa da gioco e che sappiamo con precisione come si è svolto l'episodio e chi sono coloro che hanno provveduto a segnalarlo.

Conclude, dichiarando di deplorare vivamente l'episodio, ma di deplorare anche il fatto che certe persone si siano avvalse di tale episodio a discapito dell'Amministrazione regionale.

Il Consigliere DUJANY comunica che i chiarimenti dati dall'Assessore Savioz in risposta all'interpellanza sono stati esaurienti soltanto in parte e che da tale risposta è emerso che il fatto lamentato dagli interpellanti è effettivamente avvenuto, anche se si afferma che è avvenuto non in ore di servizio del controllore, ma durante il periodo di riposo dello stesso.

Quello che è più grave, - egli dice -, è che il fatto sia stato commesso non già da un dipendente della Società SITAV, ma da un controllore regionale, cioè da un dipendente dell'Amministrazione regionale incaricato di funzioni di controllo sul personale che è alle dipendenze della Società SITAV.

Se vi era qualcuno, quindi, cui incombeva di riferire l'accaduto alle Autorità regionali, questo qualcuno, egli osserva, era fra coloro che erano preposti alla sorveglianza del funzionamento della Casa da gioco.

Dichiara di non essere convinto della veridicità di quanto detto dall'Assessore Savioz e di riservarsi di presentare, eventualmente, una mozione al riguardo con proposta di nomina di una Commissione di inchiesta.

Il Consigliere BORDON dichiara di essere rimasto soltanto parzialmente soddisfatto dei chiarimenti dati dall'Assessore Savioz, per varie ragioni.

Fa presente che la gravità dell'accaduto non è affatto sminuita dal fatto che l'iniziativa assunta dal controllore si è esplicata soltanto nei confronti di sei funzionari e impiegati della Società SITAV e per una somma esigua.

Rileva che, come giustamente osservato dal Consigliere Dujany, il controllore della Regione esplica delicate funzioni di controllo su tutto il personale della Società SITAV. Conclude raccomandando che fatti del genere non abbiano più a verificarsi.

Il Consiglio prende atto.

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