Oggetto del Consiglio n. 84 del 12 luglio 1960 - Verbale
OGGETTO N. 84/60 - GRATUITÀ DELLA SCUOLA ELEMENTARE IN VALLE D'AOSTA. (Mozione dei Consiglieri regionali Signori Barone Luigi e Vallino Alfonso)
Il Presidente, FILLIETROZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione dei Consiglieri regionali Signori Barone Luigi e Vallino Alfonso, concernente l'oggetto: "Gratuità della scuola elementare in Valle d'Aosta", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 9-10 giugno 1960:
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Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio
Avv. Giuseppe Fillietroz
AOSTA
La preghiamo di voler inserire, nell'ordine del giorno della prossima riunione del Consiglio, la seguente mozione.
Con ossequio.
Verrès: 11 maggio 1960
F.ti: Barone Luigi - Vallino Alfonso
Il Consiglio della Valle d'Aosta
CONSCIO
dell'importanza grandissima della Scuola come sorgente di progresso sociale e civile e morale educazione;
CONSAPEVOLE
che la scuola elementare, in ispecie, è la forgia dove si formano, si plasmano e si modellano i quadri direttivi della Società;
CONVINTO
che ogni provvedimento atto a permettere a tutti la frequenza alla scuola è una pietra di capitale importanza per la costruzione dell'edificio della Società di domani;
SPINTO
da nobile spirito di emulazione e dal giusto orgoglio di difendere, nel campo dell'istruzione, quel primato, gloria e vanto della Valle, che da sempre detiene,
DELIBERA
"La scuola elementare in Valle d'Aosta è gratuita"
Verrès, 11 maggio 1960
F.ti: Barone Luigi - Vallino Alfonso.
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Il Consigliere BARONE osserva che la mozione concerne la proposta di attuazione di una iniziativa che viene incontro ai desideri di tutta la popolazione e non soltanto a quelli di determinate categorie sociali e fa presente di essere, quindi, certo che la mozione otterrà il suffragio unanime del Consiglio.
Rileva che molto è stato fatto dall'attuale Amministrazione regionale nel campo dell'istruzione pubblica durante il primo anno di attività ed accenna, in proposito, ai vari provvedimenti adottati: istituzione di nuove borse di studio per alunni meritevoli e bisognosi delle scuole secondarie; aumento dell'importo delle borse di studio istituite per gli alunni che si distinguono particolarmente nello studio della lingua francese; istituzione di borse di studio per alunni, particolarmente meritevoli, delle scuole medie superiori che desiderano frequentare corsi di lingua francese all'estero; concessione di sussidi di studio ad alunni delle scuole secondarie che appartengono a famiglie particolarmente bisognose, ecc.
Comunica che il provvedimento che i presentatori della mozione propongono ha una importanza superiore a quella delle provvidenze adottate sino ad oggi e ne illustra le ragioni rilevando, fra l'altro, che detto provvedimento tende a porre sullo stesso piano sociale gli alunni appartenenti a famiglie abbienti e quelli appartenenti a famiglie bisognose, eliminando la distinzione che esiste attualmente fra gli alunni assistiti dai Patronati scolastici e quelli non assistiti.
Afferma che occorre che gli alunni si rendano conto dell'importanza della scuola e sappiano che l'istruzione è un patrimonio comune a tutti.
Precisa che è necessario, a tal uopo, che la Scuola sia veramente gratuita e bisogna, quindi, che la Regione venga incontro alle famiglie per quanto riguarda il pagamento delle spese scolastiche (libri, quaderni, ecc.), spese che si aggirano sulle lire tre mila circa per ogni alunno.
Fa presente che le spese sostenute per la Scuola devono essere considerate come investimenti produttivi, perché è la Scuola che forma la coscienza del cittadino; ritiene, quindi, doveroso che la Regione assuma a proprio carico l'onere delle spese scolastiche.
L'Assessore GEX comunica di essere sostanzialmente d'accordo sulla mozione presentata dai Consiglieri Barone e Vallino, anche perché in sede di Commissione consiliare si è avuto modo di constatare che è tutt'altro che facile procedere alla distribuzione fra tutti i Patronati scolastici della Valle dei fondi stanziati annualmente in bilancio per i Patronati stessi.
Precisa che la difficoltà deriva dal fatto che alcuni Patronati scolastici assistono indistintamente tutti gli scolari, dando loro gratuitamente libri e quaderni, mentre invece altri Patronati scolastici adottano criteri restrittivi e, cioè, limitano l'assistenza a quei bambini le cui famiglie si trovano effettivamente in condizioni di bisogno.
Dichiara di essere favorevole al provvedimento proposto più che per le ragioni di carattere psicologico illustrate dal Consigliere Barone, - secondo cui i bambini devono rendersi conto che l'istruzione è un patrimonio comune -, soprattutto per un motivo di carattere sociale e, cioè, per alleviare i genitori dalle spese scolastiche per i figli.
È norma generale, egli dice, che tutti i servizi ritenuti fondamentali, cioè, essenziali, debbano essere resi accessibili a tutti rendendoli meno costosi e, possibilmente, gratuiti.
Alla spesa relativa ai servizi fondamentali ed indivisibili viene fatto fronte con il provento delle imposte che vengono pagate non già all'atto in cui si usufruisce del servizio ma in altro momento.
Osserva che l'istruzione pubblica, che è un servizio indivisibile, è già gratuita per quanto riguarda il pagamento degli insegnanti, ma non ancora per quanto riguarda il pagamento delle spese scolastiche, cioè libri e quaderni, la cui spesa è tuttora a carico di chi usufruisce del servizio.
Data l'importanza della Scuola e considerato che l'istruzione pubblica è un patrimonio comune, ritiene che si possa compiere un passo avanti in questo campo rendendo gratuito o, quanto meno, semi-gratuito il servizio della pubblica istruzione.
Comunica che intende, peraltro, fare una riserva al riguardo, riserva che nasce da considerazioni di carattere esclusivamente tributario.
Osserva che vi sono servizi tecnicamente indivisibili, quali, ad esempio, quelli della illuminazione pubblica ed altri servizi che, pure essendo tecnicamente divisibili, vengono però considerati politicamente indivisibili, per cui, ad un certo momento, lo Stato decide di renderli gratuiti per motivi di ordine generale.
Fa presente che vi sono, poi, dei servizi parzialmente divisibili, che, pur essendo divisibili, vengono dichiarati semi-gratuiti, come ad esempio il servizio dell'istruzione pubblica.
Osserva che, effettivamente, questo è un servizio necessario per la Società e dovrebbe, quindi, essere reso gratuito.
Rileva che bisogna, però, tenere presente che il sistema tributario italiano non è così perfetto da poter porre a carico dello Stato le spese relative a questo servizio, perché non esiste la possibilità che ogni cittadino contribuisca al pagamento della spesa sostenuta per la pubblica istruzione soltanto in relazione a quanto ha effettivamente usufruito del servizio.
Ritornando alla mozione in discussione, osserva che, nell'attuare il provvedimento proposto, bisogna evitare di creare una sperequazione e cioè di esentare dal pagamento delle spese per l'acquisto dei libri e quaderni anche i genitori abbienti, il che non sarebbe giusto.
Propone, quindi, che il Consiglio approvi la mozione presentata dai Consiglieri Barone e Vallino, dopo avervi apportato un emendamento aggiuntivo per chiarire che la Regione interviene a pagare le spese dei libri e quaderni ai bambini frequentanti le scuole elementari, ma soltanto per i bambini le cui famiglie non siano soggette al pagamento della imposta complementare.
Aggiunge che le modalità relative al pagamento delle spese di cui si tratta potrebbero essere studiate dalla Commissione consiliare permanente per l'istruzione pubblica.
Il Consigliere MONTESANO dichiara che, a seguito dei chiarimenti dati dal Consigliere Barone e dall'Assessore Gex, concorda sulla sostanza della mozione che si concreta, in definitiva, nella proposta di venire incontro agli alunni appartenenti a famiglie non abbienti per quanto riguarda il pagamento del materiale scolastico (libri e quaderni).
Precisa che desidera, peraltro, sapere a quanto ammonterà, almeno per approssimazione, l'onere che farà carico annualmente alla Regione con l'assunzione delle spese per l'acquisto di libri e quaderni per tutti gli alunni delle Scuole elementari della Valle d'Aosta.
Passando, quindi, all'esame della mozione, richiama l'attenzione del Consiglio sul II capoverso che dice: "Consapevole che la scuola elementare, in ispecie, è la forgia dove si formano, si plasmano e si modellano i quadri direttivi della Società".
Dichiara di non essere d'accordo sul concetto di tale espressione, perché non è possibile che la scuola elementare sia in grado di modellare i quadri direttivi della società.
Ritiene che la scuola elementare possa essere considerata, tutt'al più, come la base dell'istruzione, in quanto serve per preparare i giovani agli studi superiori, cioè agli studi di alto livello, che sono quelli che servono a formare i quadri direttivi della Società.
Chiede che i presentatori della mozione facciano conoscere il loro punto di vista in merito al rilievo di cui si tratta.
Il Consigliere PALMAS premette che i Consiglieri Vallino e Barone hanno sollevato, con la loro mozione, il problema della interpretazione di una norma della Costituzione che, all'articolo 34, stabilisce che la scuola elementare è gratuita.
Ritiene che, nel sancire tale principio, i Costituenti abbiano inteso statuire non soltanto che il cittadino non deve pagare quei tributi particolari che sono connessi al servizio della Scuola, che è un servizio politicamente indivisibile, ma altresì che il cittadino deve essere messo in grado di poter far frequentare la scuola elementare ai propri figli senza dover sopportare un qualsiasi sacrificio di carattere economico.
Esprime l'avviso che questa sia effettivamente l'interpretazione che i presentatori della mozione hanno inteso dare al concetto di "gratuità della scuola elementare".
Propone peraltro che all'ultimo capoverso della mozione "La scuola, elementare in Valle d'Aosta è gratuita" sia apportato il seguente emendamento aggiuntivo: "ed a tal fine la Regione provvede al pagamento dei libri e quaderni per i bambini i cui genitori non siano iscritti nei ruoli dell'imposta complementare."
Ammette che l'imposta complementare non è il parametro della giustizia, perché numerosi sono quei cittadini che si sottraggono al pagamento dell'imposta complementare; ma osserva che l'imposta complementare, pur non costituendo un riferimento esatto, è peraltro l'unico mezzo pratico che permetta di raggiungere lo scopo.
In merito al capoverso secondo della mozione ("Consapevole che la scuola elementare, in ispecie, è la forgia dove si formano, si plasmano e si modellano i quadri direttivi della Società") dichiara di condividere il punto di vista del Consigliere Montesano, rilevando, fra l'altro, che nella scuola elementare si forgiano e si modellano non già i quadri direttivi della Società, ma lo spirito ed i sentimenti dei cittadini.
Propone, pertanto, che la dizione: "è la forgia dove si formano, si plasmano e si modellano i quadri direttivi della Società" sia sostituita con la seguente nuova dizione "è la forgia dove si forma e si modella lo spirito e l'educazione dei cittadini".
L'Assessore GEX premette anzitutto che la gratuità della Scuola è già interpretata in senso lato e che, quindi, non è opportuno dare una interpretazione più estesa al concetto di gratuità della scuola elementare.
Passando, quindi, all'esame degli emendamenti proposti alla mozione, dichiara di concordare con il Consigliere Palmas che l'imposta complementare non è affatto il parametro della giustizia, ma osserva che, fra i vari mezzi imperfetti, è comunque lo unico criterio che possa essere scelto come punto di riferimento per l'attuazione del provvedimento proposto con la mozione.
Rispondendo poi al Consigliere Montesano, fa presente che, calcolando in circa dieci mila il numero degli alunni delle scuole elementari (in effetti attualmente sono circa 9.500) e la spesa per l'acquisto dei libri e quaderni dalle Lire 2.500 alle Lire 3.500 all'anno per ogni alunno, la spesa annua complessiva potrà variare da un minimo di 25 milioni ad un massimo di 35 milioni.
Precisa che da tale somma va, però, dedotta la cifra di Lire 8 milioni che l'Amministrazione regionale eroga annualmente ai Patronati scolastici che forniscono gratuitamente libri e quaderni ai bambini appartenenti a famiglie bisognose.
Rileva che si può, quindi, ritenere che l'onere annuo che farà, carico alla Regione si aggirerà sui 15-20-25 milioni.
Il Presidente della Giunta, MARCOZ, dichiara di concordare sulla mozione in discussione, con la limitazione proposta dall'Assessore Gex.
Dichiara di non essere, invece, d'accordo sulla interpretazione estensiva data dal Consigliere Palmas all'articolo 34 della Costituzione e ne illustra le ragioni.
Il Presidente, FILLIETROZ, riassumendo la discussione, rileva che sono stati presentati due emendamenti in ordine alla mozione, di cui uno concernente il capoverso secondo e l'altro l'ultimo capoverso e precisa in che cosa consistono gli emendamenti proposti.
I Consiglieri VALLINO e BARONE propongono modifiche all'ultimo capoverso della mozione.
Il Consigliere DUJANY, dopo aver premesso che condivide l'opinione del Presidente della Giunta, Marcoz, per quanto riguarda la questione dell'interpretazione dell'articolo 34 della Costituzione, rileva che vi è contrasto fra la prima parte e la seconda parte della nuova formulazione dell'ultimo capoverso della mozione, osservando che l'emendamento proposto deve essere, quindi, rettificato.
Chiede ai Consiglieri presentatori della mozione ed all'Assessore Gex come intendono attuare il provvedimento oggetto della mozione.
L'Assessore GEX ricorda di avere già detto che le modalità di attuazione del provvedimento in discussione saranno studiate dalla Commissione consiliare permanente per l'Istruzione Pubblica.
Il Presidente, FILLIETROZ, invita il Consiglio a votare, per alzata di mano, sulla proposta di approvazione del nuovo testo modificato della mozione, come da emendamenti concordati in sede di discussione, testo di cui dà lettura.
IL CONSIGLIO
ad unanimità di voti favorevoli, espressi per alzata di mano (Consiglieri presenti e votanti: trentuno);
DELIBERA
di approvare la seguente mozione, concernente la gratuità della Scuola in Valle d'Aosta:
Il Consiglio della Valle d'Aosta
CONSCIO
dell'importanza grandissima della Scuola come sorgente di progresso sociale e di civile e morale educazione;
CONSAPEVOLE
che la scuola elementare, in ispecie, è la forgia dove si formano, si plasmano e si modellano i cittadini;
CONVINTO
che ogni provvedimento atto a permettere a tutti la frequenza alla Scuola è una pietra di capitale importanza per la costruzione dell'edificio della Società di domani;
SPINTO
da nobile spirito di emulazione e dal giusto orgoglio di difendere, nel campo dell'istruzione, quel primato, gloria e vanto della Valle, che da sempre detiene
DELIBERA
l'Amministrazione regionale provvede al pagamento dei libri e quaderni dei bambini delle scuole elementari i cui genitori non siano iscritti nei ruoli dell'imposta complementare.
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