Oggetto del Consiglio n. 82 del 12 luglio 1960 - Verbale
OGGETTO N. 82/60 - VOTI PER LA COSTITUZIONE DI UN GOVERNO DELLA REPUBBLICA SOSTENUTO DALLE FORZE POLITICHE DI CENTRO-SINISTRA - (Mozione del Consigliere regionale Signor Palmas Fortunio) - RINVIO DELLA VOTAZIONE ALL'ADUNANZA POMERIDIANA.
Il Presidente, FILLIETROZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione del Consigliere Signor Avv. Fortunio Palmas, concernente l'oggetto: "Voti per la costituzione di un Governo della Repubblica sostenuto dalle forze politiche di centrosinistra", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno della adunanza del 9-10 giugno 1960:
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Aosta, lì 10 Maggio 1960
Al Sig. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
REGIONALE della VALLE D'AOSTA
AOSTA
e per doverosa informazione
Al Sig. PRESIDENTE DELLA GIUNTA
REGIONALE della VALLE D'AOSTA
AOSTA
Il sottoscritto Consigliere regionale si onora di proporre ai sensi dell'art. 41 del regolamento la seguente mozione perché sia inscritta all'ordine del giorno del prossimo Consiglio:
"IL CONSIGLIO REGIONALE
constatato che, a 15 anni di distanza dalla conclusione della lotta liberatrice, il Governo della Repubblica si sostiene sulle forze politiche negatrici di ogni democrazia politica e sociale, delle autonomie regionali e locali, della Costituzione e dei principi che la ispirano, rinnegando i sacrifici compiuti dal popolo italiano e le sue aspirazioni, segnando una paurosa involuzione nella storia d'Italia,
FA VOTI
perché al più presto sia costituito un Governo della Repubblica sostenuto dalle forze politiche di centro-sinistra, capace di realizzare una politica protesa verso una democrazia politica e sociale e che possa, in conformità allo spirito ed al dettato costituzionale, attuare in ogni sua parte lo Statuto speciale della Regione autonoma della Valle d'Aosta, secondo gli interessi e i bisogni evidenti della Valle d'Aosta e della sua seria, patriottica e laboriosa popolazione".
Con ossequio.
F.to: Fortunio Palmas.
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Il Consigliere PALMAS illustra la mozione proposta, di cui dà lettura, e dichiara quanto segue:
"Signori Presidenti, Signori Consiglieri,
la mozione che sottopongo alla Vostra approvazione vuole soprattutto rappresentare la grande aspettativa, che è in tutti i lavoratori della Valle d'Aosta, di vedere finalmente compiere un primo passo nel processo immancabile e inarrestabile di inserimento della classe lavoratrice nella direzione dello Stato.
A cento anni di distanza dall'Unità d'Italia e a quindici anni di distanza dal fallimento sanguinoso della più cruda battuta d'arresto di tale processo, noi assistiamo attoniti in questo giorno, direi in queste ore, al riprodursi in forme nuove di un attacco massiccio nella antistorica lotta per impedire il formarsi di una democrazia sociale in Italia.
Alcuni di noi, purtroppo, hanno dato un contributo positivo a questa antistorica lotta ed hanno contribuito a fare sì che il processo di conferimento del potere politico alla classe lavoratrice dovesse subire un'ulteriore battuta di arresto, conferimento a cui, indubbiamente, la classe lavoratrice ha diritto in una Repubblica fondata sul lavoro.
Facendo ciò, coloro che hanno dato questo contributo positivo hanno altresì imposto un'altra battuta di arresto, non meno grave della prima, al formarsi finalmente anche in Italia dello Stato di diritto, Stato di diritto che per noi è uno strumento indispensabile e non rinunciabile per attuare la democrazia sociale.
Noi abbiamo assistito, in questi giorni, ad un fatto doloroso.
L'On.le Fanfani aveva assicurato ai nostri Parlamentari la realizzazione integrale del nostro Statuto e della Zona Franca, nonché l'approvazione della legge proporzionale per l'elezione di questo Consiglio.
Questo, come ho detto, aveva promesso l'On.le Fanfani ai nostri Parlamentari.
Osservo, a proposito dei nostri Parlamentari, che, quando noi dobbiamo valutare il loro operato, non dobbiamo mai dimenticare che il loro contributo alla politica nazionale è un contributo qualificato come quello di tutti gli altri Parlamentari, perché essi, al pari degli altri, a' sensi dell'articolo 67 della Costituzione, rappresentano la Nazione tutta intera.
L'On.le Fanfani aveva assicurato che una legge proporzionale per la formazione di questo Consiglio sarebbe stata patrocinata dal Governo di centrosinistra.
Ebbene, un malsano orgoglio e una spiccata insensibilità verso questa irreversibile lotta di conquista del potere politico da parte della classe lavoratrice hanno indotto alcuni di noi ad essere solidali con coloro che vogliono, a qualunque costo ed a qualsiasi prezzo, radicalizzare la lotta politica in Italia, al fine di conservare a tempo indeterminato il potere con l'aiuto massiccio di forze estranee alla vita dello Stato.
Essi si illudono; ogni giorno e ogni ora la classe lavoratrice avanza e le barriere dell'odio si sfaldano.
Il Governo di centro-sinistra, che era previsto dopo le dimissioni del Governo, avrebbe indubbiamente rappresentato un passo sicuro, fermo, verso la distensione interna, verso quella ascesa della classe lavoratrice che tutti quanti noi auspichiamo.
La mozione che ho l'onore di sottoporre alla Vostra approvazione vuole appunto rappresentare questo anelito di tutta la Valle d'Aosta a che il problema politico fondamentale dell'Italia abbia questa soluzione.
La Valle d'Aosta è pienamente inserita, e non avulsa, nel problema politico italiano; essa vi partecipa con tutte le sue forze e con tutte le sue speranze".
Il Consigliere DUJANY dichiara quanto segue:
"L'On.le Nenni, in una replica che ha fatto al Comitato Centrale del Partito Socialista il 2 giugno 1960, ha detto che il "Centro-Sinistra" è una formula qualsiasi che in sè e per sè non vale niente, e cioè è puramente strumentale.
Desidererei sapere che cosa intende il presentatore della mozione per "Centro-Sinistra".
Il Consigliere PALMAS risponde che per "Centro-Sinistra" intende il Governo voluto dall'Onorevole Saragat.
Il Consigliere DUJANY, preso atto della precisazione, dichiara: "Noi non possiamo approvare la parte introduttiva della mozione. - preciso la parte introduttiva della mozione, - che comprende totalitariamente la Democrazia Cristiana fra le forse negatrici dei principî della Costituzione e delle Autonomie locali.
Noi dichiariamo di non essere contrari, ma anzi favorevoli, ad un Governo di centro-sinistra, così come è visto in campo nazionale.
Noi riconfermiamo che la Democrazia Cristiana è un partito fondamentalmente centrista, con un centrismo dinamico, con organismi responsabili ed equilibrati, partito che si propone finalità di profondo mutamento della Società Italiana e dello Stato secondo uno sviluppo democratico.
Non si tratta, quindi, di uno sviluppo paternalistico e di provvidenze, ma di un impegno profondo per l'allargamento ed il rinnovamento della base democratica dello Stato nella prospettiva di soluzioni sempre migliori dei problemi politici e sociali.
Come conseguenze di questo mio intervento, noi proponiamo il seguente altro ordine del giorno, che non è altro che la ripetizione di quello presentato dal Consigliere Palmas, corretto nella premessa:
"IL CONSIGLIO REGIONALE
allo scopo di evitare che il Governo della Repubblica, a 15 anni di distanza dalla conclusione della lotta liberatrice, debba sostenersi anche su forze politiche negatrici di ogni democrazia politica e sociale, delle autonomie regionali e locali e della Costituzione, rinnegando i sacrifici compiuti dal popolo italiano e le sue aspirazioni
FA VOTI
perché sia costituito al più presto un Governo della Repubblica di centro-sinistra così come prospettato dalle forze democratiche in campo nazionale - che si proponga, con strumenti responsabili ed equilibrati, l'allargamento ed il ravvivamento della base democratica dello Stato e che - in conformità allo spirito ed al dettato costituzionale - attui in ogni sua parte lo Statuto speciale della Regione secondo gli interessi e i bisogni evidenti della Valle d'Aosta e della sua seria, patriottica e laboriosa popolazione".
Il Consigliere PALMAS, in risposta ai rilievi formulati dal Consigliere Dujany ed alla nuova mozione presentata dallo stesso, dichiara:
"Il Consigliere Dujany chiede che sia modificata la parte introduttiva della mozione presentata, cioè la premessa.
A mia volta, gli chiedo se non sia vero che l'attuale Governo della Repubblica è sostenuto dai voti dei parlamentari appartenenti ad un partito che, indubbiamente, è l'erede qualificato del partito fascista, cioè di quel partito che rappresenta una forza politica negatrice di ogni libertà, dello Statuto regionale e dell'attuale Costituzione della Repubblica.
Ritengo che non vi siano dubbi sulla identità ideologica fra il Movimento Sociale Italiano ed il partito nazionale fascista di cui è vietata la sopravvivenza in Italia, ai sensi dell'articolo 12 delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione.
L'organo ufficiale del M.S.I., "Il Secolo d'Italia", del 1 luglio, pubblica un articolo in cui si dice che gli aderenti al M.S.I. ritengono che la loro esperienza in Italia non sia ancora finita e che il fascismo debba ancora dire qualcosa.
Noi neghiamo tutto questo; diciamo che, purtroppo, nella evoluzione storica del nostro Paese il fascismo ha detto la sua parola, - però questa parola, ormai, è definitivamente cancellata -, ed affermiamo che il fascismo non ha più diritto di dire altre parole nella storia d'Italia.
Abbiamo qualche conoscenza della storia e sappiamo che queste repressioni avvengono da anni in Italia e che, anche se cambia la forma, vi è un collegamento unitario fra di esse.
Vorremmo, però, quanto meno, che in questo momento la forma fosse salva e che la repressione oggi non assumesse il nome di fascismo.
Un partito qual è il M.S.I. che dichiara apertamente ed esplicitamente di essere depositario del pensiero mussoliniano non deve rappresentare il sostegno del Governo di questa Repubblica, che è ispirata alla Costituzione, nata dalla Resistenza.
Chiediamo che la Democrazia Cristiana, a cui appartiene il Consigliere Dujany, sciolga l'equivoco nel quale è chiuso come in una gabbia sanguinosa il popolo italiano: bisogna uscire fuori da questa gabbia, Consigliere Dujany!!
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, in fondo, è un organo politicamente qualificato, - essendo dotato di potere legislativo -, per esprimere il pensiero politico di una Regione autonoma che, anche se piccola, ha una grande importanza.
Ora, la Regione autonoma della Valle d'Aosta, a mezzo del Consiglio regionale, dichiara che il fascismo non ha più diritto di partecipare alla vita politica d'Italia e che non può rappresentare il sostegno del Governo della Repubblica Italiana.
La risposta la deve dare il partito al quale il Consigliere Dujany appartiene ed è questa risposta che noi attendiamo e più presto sarà data, meglio sarà.
Non sappiamo quali potranno essere le forme con cui essa potrà essere espressa, ma abbiamo diritto di ottenerla.
La storia recente ha consentito al partito della D.C. di dare una risposta positiva, ma, purtroppo, le nostre speranze sono andate deluse: essa non è venuta.
Un Governo presieduto dall'On.le Fanfani, composto da democristiani ed ispirato anche dai democristiani, sostenuto dalle forze politiche di centrosinistra con l'astensione del Partito Socialista Italiano, e che rappresentava indubbiamente una soluzione avanzata del problema politico italiano, è stato respinto; ma da chi? È stato respinto proprio dal partito che detiene oggi la maggioranza relativa del Paese e che ha integrato la sua insufficienza, anziché con le forze popolari, cioè con le forze di sinistra, con il ciarpame, scusate la parola, delle forze politiche italiane, vale a dire con il fascismo.
La Democrazia Cristiana si qualifichi: se vuole essere solidale con i fascisti lo dica e il popolo italiano ne trarrà le conseguenze: se, invece, non intende essere solidale con il fascismo, - come noi ci auguriamo, perché sappiamo che la parte migliore della Democrazia Cristiana non è solidale con i fascisti -, lo dica chiaramente e respinga i voti di costoro.
I voti che le mancano per poter continuare ad essere un partito di centro li troverà senz'altro.
La risposta in questa sede dovrebbe venire dal Consigliere Dujany.
Egli ha chiesto che sia rettificata la premessa della mozione là dove si dice che il Governo della Repubblica si sostiene sulle forze politiche negatrici di ogni libertà e questo mi fa desumere che egli ritiene che il M.S.I. non sia una forza negatrice di ogni libertà".
L'Assessore FOSSON premette che è spiacente che non siano presenti all'adunanza odierna i Consiglieri Bondaz e Berthet, perché intende rivolgere agli esponenti responsabili della Democrazia Cristiana di Aosta una domanda che riguarda la Democrazia Cristiana di Aosta e che ha riferimento, in campo nazionale, al momento in cui l'On.le Fanfani stava per concludere le trattative per la formazione del Governo di centro-sinistra, a cui ha accennato il Consigliere Palmas.
Precisa che intende chiedere agli esponenti della Democrazia Cristiana se corrisponda o no a verità che la sera del 22 aprile u.s. sia stata fatta una telefonata agli organi responsabili della Democrazia Cristiana, a Roma, con cui si comunicava che tutti i dirigenti della D.C. di Aosta avrebbero rassegnato le dimissioni se fosse stato accettato il voto del parlamentare valdostano Caveri agli effetti della formazione della maggioranza, per precludere in tal modo la possibilità della formazione di un Governo di centro-sinistra.
Ricorda che a tal riguardo è sorta in Valle di Aosta una vivace polemica, anche a mezzo di manifesti.
Il Consigliere BORDON riassume brevemente la discussione rilevando che, - dopo la precisazione fatta dal Consigliere Palmas, secondo la quale per Governo di centro-sinistra si intende il Governo voluto dall'On.le Saragat -, la minoranza, come già detto dal Consigliere Dujany, è pienamente favorevole al testo della mozione presentata dal Consigliere Palmas, salvo per quanto riguarda la parte introduttiva, che dovrebbe essere rettificata nel punto ove si dice che "...il Governo della Repubblica si sostiene sulle forze politiche negatrici di ogni democrazia politica e sociale, ...".
Rammenta che, secondo l'interpretazione data dal Consigliere Dujany, tale frase potrebbe lasciare intendere che fra le forze politiche negatrici sia compresa anche la Democrazia Cristiana.
Comunica di essere personalmente dell'avviso che chi ha redatto la mozione abbia inteso, invece, riferirsi esclusivamente al Movimento Sociale Italiano.
Precisa che, se la interpretazione esatta fosse questa seconda e non già quella del Consigliere Dujany, i Consiglieri della minoranza sarebbero d'accordo anche sul testo della premessa, oltre che sul testo della mozione vera e propria.
Il Consigliere PALMAS ammette che la premessa della mozione, così come è formulata, possa effettivamente dar luogo all'interpretazione nel senso che fra le forze politiche negatrici, su cui si sostiene il Governo, possa essere compresa anche la Democrazia Cristiana, oltre che il Movimento Sociale Italiano.
Chiarisce che l'interpretazione esatta, invece, è quella ora data dal Consigliere Bordon, perché chi ha redatto la mozione, nel parlare di forze politiche negatrici, intendeva effettivamente riferirsi non già alla Democrazia Cristiana ma al Movimento Sociale Italiano.
Comunica di aver preso atto della dichiarazione, fatta dalla minoranza, che la Democrazia Cristiana si differenzia totalmente dal Movimento Sociale Italiano e questo non soltanto da oggi, ma da circa 15 anni.
Fa presente che esiste, però, un fatto positivo ed innegabile e, cioè, che attualmente vi è solidarietà fra la Democrazia Cristiana e il Movimento Sociale Italiano e osserva che è appunto per questo che nella premessa della mozione si parla di Governo della Repubblica che si sostiene sulle forze politiche negatrici di ogni libertà.
Pone in rilievo che non sono mai stati negati nel passato, né si intendono negare oggi, i meriti della Democrazia Cristiana, ma che si vuole anzi che questi meriti continuino, cioè che la Democrazia Cristiana non faccia marcia indietro, che non avvenga una involuzione come, purtroppo, si sta delineando in questo momento.
Il Presidente, FILLIETROZ, rivolge invito al Consigliere Dujany a voler precisare l'emendamento che, a suo avviso, dovrebbe essere apportato alla premessa della mozione, onde vedere se sia possibile addivenire ad un accordo fra maggioranza e minoranza.
Segue breve discussione alla quale prendono parte i Consiglieri PALMAS, BORDON, il Presidente FILLIETROZ, e il Consigliere DUJANY, il quale propone che si soprassieda, per il momento, alla discussione della mozione al fine di dare la possibilità ai gruppi consiliari della maggioranza e della minoranza di concordarsi sulla formulazione di un nuovo testo di mozione che possa essere approvato ad unanimità di voti dal Consiglio.
L'Assessore FOSSON comunica di essere d'accordo sulla proposta del Consigliere Dujany, ma ricorda di aver formulato una precisa domanda che è attinente alla mozione e alla quale desidererebbe che fosse data una risposta.
Il Consigliere DUJANY, dopo avere premesso che in merito alla questione oggetto della domanda dell'Assessore Fosson sono stati pubblicati articoli di giornali e manifesti che tutti hanno avuto la possibilità di leggere, precisa che, per quanto gli risulta, non vi è stato alcun intervento da parte della Democrazia Cristiana di Aosta presso gli Organi centrali della Democrazia Cristiana di Roma, nel senso accennato dall'Assessore Fosson.
L'Assessore FOSSON rileva che, proprio perché in merito alla nota questione è sorta una vivace polemica, è bene che la questione sia chiarita in sede di Consiglio.
Dichiara che il fallimento del tentativo di formazione di un Governo di centro-sinistra presieduto dall'On.le Fanfani è stato pregiudizievole per gli interessi vitali della nostra Regione ed osserva che bisogna, quindi, sapere che cosa ne pensa la Democrazia Cristiana, che è il partito che ha la maggioranza in campo nazionale e che cerca di orientare gli altri partiti in un senso o nell'altro.
Ricorda che la famosa telefonata da Aosta a Roma che ha dato origine alla polemica trova conferma nella lettera che l'On.le Fanfani ha indirizzato al Direttore del Giornale "Politica" illustrando le ragioni del fallimento delle trattative per la formazione di un Governo di centro-sinistra.
Comunica che tale lettera ad un certo punto riporta le seguenti testuali parole: "...alle venti si fu avvertiti che da Aosta avevano telefonato che tutti i Dirigenti di partito si sarebbero dimessi se avessimo considerato parte della maggioranza il voto del valdostano Caveri".
Constata con soddisfazione che oggi tutti i Consiglieri regionali, compresi quelli della minoranza, sono favorevoli ad un Governo di centro-sinistra ed esprime l'augurio che, se in seguito si presentasse nuovamente la possibilità di un Governo di centro-sinistra, possibilità che egli ritiene molto probabile, la Democrazia Cristiana di Aosta non porrà preclusioni ad un tale Governo formato con l'appoggio dei parlamentari valdostani.
Fa presente che il fallimento delle trattative per la formazione di un Governo di centro-sinistra presieduto dall'On.le Fanfani è indubbiamente dovuto a cause di carattere nazionale, ma osserva che non si può contestare il fatto che la Democrazia Cristiana abbia contribuito al fallimento delle predette trattative.
Osserva infatti che, se corrisponde a verità quanto affermato dall'On.le Fanfani, la deduzione logica è che non è esatto quanto sostiene la Democrazia Cristiana di Aosta e viceversa.
Il Consigliere BORDON comunica che alla domanda fatta dall'Assessore Fosson egli, al posto del Consigliere Dujany, avrebbe risposto che, avendo l'Assessore Fosson letto gli articoli ed i manifesti di una parte e dell'altra, non aveva che da trame le dovute conseguenze.
Rileva che il collega Dujany ha ritenuto opportuno di rispondere, a titolo personale, e ha detto che non gli risulta che vi sia stato alcun intervento della Democrazia Cristiana di Aosta presso gli Organi centrali della Democrazia Cristiana di Roma.
Fa presente che il Consigliere Dujany avrebbe potuto benissimo dare tale risposta anche a nome di tutti gli altri suoi colleghi della Democrazia Cristiana, perché effettivamente la famosa telefonata non ha mai avuto luogo e la polemica che è sorta è dovuta unicamente ad un vero e proprio malinteso.
Rivolge invito all'Assessore Fosson ad effettuare le indagini che riterrà opportune, assicurandolo a priori che il risultato delle indagini verrà a confermare pienamente che da parte della Democrazia Cristiana di Aosta non è stata fatta la telefonata a Roma, di cui è questione.
Esprime la sua viva soddisfazione che oggi tutti i Consiglieri siano favorevoli alla formazione di un Governo di centro-sinistra presieduto dall'On.le Fanfani perché, - egli dice -, l'On.le Fanfani, nei quattro anni della passata Amministrazione regionale, è venuto in aiuto alla Valle d'Aosta per la risoluzione di molti dei suoi problemi.
Ribadisce che la nota polemica è sorta esclusivamente a seguito di un malinteso e aggiunge che sarebbe stato un bene per tutti se si fosse potuto addivenire alla formazione di un Governo di centro-sinistra presieduto dall'On.le Fanfani, perché si sarebbero forse avuti dei chiarimenti politici in campo nazionale, chiarimenti che sono auspicati da tutti.
Il Presidente della Giunta, MARCOZ, riferendosi all'invito rivolto all'Assessore Fosson dal Consigliere Bordon di svolgere indagini intese a chiarire la questione della nota telefonata, precisa che spetta non già all'Assessore Fosson ma alla Democrazia Cristiana di effettuare le indagini di cui si tratta, perché è la Democrazia Cristiana che ha interesse acché sia chiarita la questione e questo per ovvie ragioni.
Segue discussione in merito fra il Presidente della Giunta, MARCOZ, ed il Consigliere BORDON, il quale ribadisce quanto detto prima e insiste nell'affermare che la famosa telefonata non ha mai avuto luogo.
L'Assessore FOSSON, preso atto delle dichiarazioni del Consigliere Bordon, rileva che l'On. Fanfani, oltre ad aver posto le basi per un Governo di centro-sinistra. aveva dato piena assicurazione per quanto riguarda l'applicazione dello Statuto regionale e fa presente che, appunto per queste ragioni, i due parlamentari valdostani, anteponendo gli interessi fondamentali della Valle d'Aosta a quelli di partito, avevano promesso di dare il loro appoggio ad un Governo di centro-sinistra presieduto dall'On.le Fanfani.
Il Presidente, FILLIETROZ, pone ai voti la proposta di sospendere la discussione e di rinviare alla seduta pomeridiana odierna l'approvazione della mozione in discussione, al fine di poter concordare sulla formulazione di un nuovo testo di mozione che possa essere approvato ad unanimità di voti dal Consiglio.
Procedutosi alla votazione per alzata di mano, il Presidente, Fillietroz, accerta e comunica che il Consiglio ha approvato, ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti e votanti: trentatre), la menzionata proposta.
Il Consiglio prende atto.
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Si dà atto che l'adunanza viene sospesa alle ore dodici e minuti quaranta e rinviata alle ore quindici.
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