Oggetto del Consiglio n. 41 del 7 aprile 1965 - Verbale
OGGETTO N. 41/65 - AMPLIAMENTO DEL PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO. - RICHIESTA DI INFORMAZIONI. (Interpellanza dei Consiglieri regionali Signori Torrione Giuseppe, Berthet Amato, Chabod Guido, Mappelli Angelo, Bordon Mauro e Bionaz Cesare)
Il Presidente, MARCOZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza dei Consiglieri regionali Signori Torrione Giuseppe, Berthet Amato, Chabod Guido, Mappelli Angelo, Bordon Mauro e Bionaz Cesare, concernente l'oggetto: "Ampliamento del Parco Nazionale del Gran Paradiso. - Richiesta di informazioni", interpellanza trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:
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Aosta, 20 marzo 1965
Ill.mo Signor PRESIDENTE
del Consiglio Regionale
AOSTA
Considerato che da più parti, sino a livello Ministeriale ed Internazionale, si continua a dibattere il problema dell'ampliamento del Parco del Gran Paradiso, creando non poche preoccupazioni tra gli abitanti delle valli interessate,
i Consiglieri sottoscritti
interpellano il Signor Presidente della Giunta sugli intendimenti dell'Amministrazione Regionale in merito alla soluzione del problema con particolare riferimento alla tutela degli interessi delle popolazioni danneggiate.
Ringraziando ossequiano.
F. ti: G. Torrione - A. Berthet - Guido Chabod - Mappelli Angelo - Mauro Bordon Avv. Cesare Bionaz.
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Il Consigliere TORRIONE premette che l'interpellanza soprariportata, - che ricalca sostanzialmente l'interpellanza presentata in data 16 novembre 1964 dai Consiglieri Berthet, Chabod e Mappelli e discussa nell'adunanza dell'11 gennaio 1965 -, richiama ancora una volta l'attenzione del Consiglio sul problema che, se non è fra i più importanti, è tuttavia, per quanto riguarda la nostra Valle, un problema che merita considerazione.
Rileva che, mentre fino a qualche tempo fa si discuteva della questione del predetto Parco Nazionale a livello di tecnici ed a livello di persone appassionate della fauna, della flora e del paesaggio, - attraverso articoli, su riviste e su giornali ed attraverso conferenze -, oggi si constata che detto problema viene trattato a livello ministeriale ed internazionale.
Fa presente, in proposito, che nel Bollettino Economico della Valle d'Aosta del mese di dicembre 1964 risulta che nei giorni 5 e 6 novembre 1964 si è svolto, presso la Camera di Commercio di Torino, un Convegno di esperti italiani e francesi organizzato dai Ministeri degli Esteri italiano e francese, Convegno in cui fu esaminata la questione relativa all'ampliamento dei confini del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Informa che, secondo quanto pubblicato nel Bollettino Economico del mese di gennaio 1965, le due Delegazioni italiana e francese, "dopo un attento esame della questione, hanno ritenuto opportuno di segnalare alle competenti Autorità dei due Paesi quanto appresso:
"1) - la revisione dei confini del Parco Nazionale Gran Paradiso non dovrebbe riguardare la sola estensione territoriale di tale Parco, nella zona di Ceresole Reale - al fine di favorire il passaggio tra i due Parchi dei visitatori e della fauna -, ma tale estensione, per essere razionale, va subordinata a espansioni territoriali fino al fondo delle valli di Cogne, Savaranche, Rhêmes, Orco, nonché una espansione in Valle Soana e nella bassa valle dell'Orco.
2) - ... Omissis...
3) - ...Omissis...
4) - Dato che la collaborazione fra i due Parchi Nazionali accresce considerevolmente il flusso turistico, sembrerebbe indispensabile di svolgere ed organizzare in tutti i ceti sociali interessati una comune azione, per inculcare, specialmente nei giovani, una maggior comprensione dei delicati equilibri dei valori naturali ed il conseguente maggior loro rispetto, soprattutto nei Parchi Nazionali".
Dichiara che, mentre nelle conclusioni delle due Delegazioni Italiana e Francese si nota una notevole ed encomiabile sensibilità nei confronti della natura, della fauna e della flora, non si riscontra, invece, alcun accenno agli interessi delle popolazioni che vivono nella zona del Parco Nazionale del Gran Paradiso; il che significa obliterare interessi umani, ciò che stona alquanto.
Osserva che il Consiglio, pur essendo di accordo sulla necessità di salvaguardare gli interessi del Parco, ritiene che non si possa prescindere dall'elemento umano in funzione del quale il Parco deve sussistere.
È molto comodo, - egli dichiara -, per gli appassionati nazionali e stranieri, che ci rivolgono spesso delle aspre critiche, occuparsi di questo problema visto sotto un limitato aspetto, ma sarebbe più logico, ad un certo punto, se costoro ci prospettassero anche le necessità di carattere naturale e di carattere materiale, attraverso le quali soltanto si possono raggiungere gli scopi che ci si prefigge senza sacrificare gli interessi dell'individuo.
Rileva che la Costituzione della Repubblica Italiana stabilisce, all'articolo 42, che la proprietà va salvaguardata e che può essere espropriata, con indennizzo, per motivi di interesse generale nei casi previsti dalla legge.
Constata come, a livello nazionale ed internazionale, ci si preoccupa del Parco ma non dei problemi delle popolazioni che vivono entro il territorio del Parco.
Ritiene che non si debba attendere che a più alto livello si giunga a degli accordi, ma che la Regione debba prendere una iniziativa in modo da convogliare gli indirizzi, a livello ministeriale ed internazionale, in senso a noi più favorevole, affinché non vengano pregiudicati gli interessi della popolazione.
Rammenta che nella seduta consiliare dell'11 gennaio 1965 il Presidente della Giunta, Caveri, in risposta all'interpellanza dei Consiglieri Berthet, Chabod e Mappelli, si limitò a dichiarare che la Regione ufficialmente non era stata interpellata sull'argomento.
Una tale risposta, - egli dichiara - non è esauriente e, a prescindere dal fatto che la Amministrazione Regionale sia o no stata interpellata, rimane il fatto che siamo noi gli interessati e siamo noi, quindi, che dobbiamo farci parte diligente per prospettare la situazione nel modo che a noi pare più conveniente.
Rileva che, sempre nella seduta dell'11 gennaio 1965, il Presidente della Giunta informò il Consiglio che la Giunta aveva provveduto ad un primo stanziamento, dell'importo di Lire 1.500.000, per il risarcimento dei danni arrecati ai proprietari di terreni dalla fauna del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Precisa che lo stanziamento di una somma così limitata è assolutamente insufficiente perché non dà la possibilità di prendere in considerazione i più ampi problemi che potrebbero sorgere in futuro quali, ad esempio, le espropriazioni di terreni, il trasferimento della popolazione o, addirittura, l'inclusione di nuovi territori nell'ambito del Parco.
Ricorda che, in detta seduta, il Presidente della Giunta, Caveri, ebbe ancora a dichiarare: "che i proprietari interessati dovranno inoltrare domanda di risarcimento alla Direzione del Parco che, previ accertamenti, trasmetterà alla Regione le proposte di liquidazione delle relative indennità".
Fa presente che la questione del risarcimento dei danni non può essere risolta con delle proposte di questo genere, proposte di natura piuttosto burocratica e che demandano al Parco l'esame e l'istruttoria delle domande per il risarcimento dei danni e all'Amministrazione Regionale la liquidazione delle somme dovute per il risarcimento dei danni stessi.
Ritiene che, per salvaguardare gli interessi della popolazione, l'Amministrazione Regionale dovrebbe adottare provvedimenti analoghi a quelli presi a suo tempo in favore e a tutela degli interessi della popolazione di Valgrisanche nei confronti della Società SIP.
Afferma che, come allora si fece il possibile per aiutare la popolazione di Valgrisanche, si debba oggi fare di più, anche perché il numero delle persone interessate è ora indubbiamente maggiore.
Il Presidente della Giunta, CAVERI, in risposta all'interpellanza soprariportata, dichiara quanto segue:
"Come risulta da quanto ha detto il Consigliere Torrione, in realtà vi sono state, per il momento, soltanto delle riunioni di studiosi; tale è la natura, il carattere e la portata del Convegno svoltosi a Torino nel mese di dicembre u.s.
Quindi, semplice riunione di studiosi e di qualche funzionario, senza alcuna conseguenza di natura pratica.
Confermo che, né in via ufficiale né in via ufficiosa, l'Amministrazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso non ha mai comunicato all'Amministrazione Regionale che fosse suo intendimento di modificare i confini del Parco che sono abbastanza incerti in qualche zona; tanto è vero che tempo addietro una certa persona, molto qualificata, anche per le sue responsabilità, per quanto riguarda il Parco, ha fatto sparare contro uno stambecco e si è poi giustificata dicendo che non conosceva bene i confini del Parco in quella zona.
Questo personaggio è quello che fa pubblicare su certi quotidiani degli articoli a catena, articoli che sono diffamatori nei confronti dell'Amministrazione Regionale, ed è lo stesso personaggio che, ultimamente, alla televisione, ha fatto rappresentare un film che si riferisce ad un vecchissimo episodio che risale a molti anni fa, episodio le cui conseguenze sono state corrette dai provvedimenti adottati in seguito dall'Amministrazione Regionale.
È stato ingeneroso e direi che è quasi una manifestazione di sadismo il far rappresentare, quasi fosse attuale, un certo episodio che tutti conosciamo, svoltosi in Valle d'Aosta parecchi anni fa e sul quale episodio si poteva anche tacere.
Anche noi, allora, avremmo dovuto chiedere alla Televisione di rappresentare con un film quel tale episodio per cui, ad opera dei responsabili del Parco, si sparava agli stambecchi e forse anche documentare le magre difese di questi responsabili, i quali hanno detto di essere in buona fede perché ignoravano quali fossero i precisi confini del Parco.
Questione del milione e mezzo per risarcimento danni.
Noi abbiamo precisato, nella seduta dell'11 gennaio u.s., che si trattava soltanto di un primo stanziamento.
Evidentemente non si può fare a meno di un minimo di istruttoria in questa materia e tale istruttoria deve essere svolta, ovviamente, in primo luogo dalla Amministrazione del Parco.
Io sono perfettamente d'accordo con quanto ha detto il Consigliere Torrione, cioè che in tutta questa materia del Parco Nazionale del Gran Paradiso bisogna tenere una posizione di equilibrio tra quelli che sono gli interessi naturalistici, che nessuno contesta (- c'è un po' troppo la tendenza di voler rappresentare i valdostani come dei barbari, insensibili a questi interessi naturalistici, che sono invece tenuti molto presenti -) e gli interessi umani, dei quali ha parlato il Consigliere Torrione, che sono pure tenuti presenti anche dalla Giunta Regionale.
Tanto è vero che, se non fossero stati tenuti presenti tali interessi, la Giunta non avrebbe assunto la deliberazione con la quale è stato disposto un primo stanziamento di fondi, sia pure modesto, per il risarcimento dei danni arrecati ai proprietari di terreni dalla fauna del Parco.
D'altra parte, dobbiamo dire che in materia di danni non si possono prendere come oro colato certe richieste, perché io conosco personalmente un proprietario di alpeggi nella zona del Parco, e posso dirvi che, se accettassimo integralmente le sue richieste, non sarebbe sufficiente l'importo di un milione e mezzo stanziato dalla Giunta per risarcire il predetto proprietario.
Anche in questa materia, quindi, bisogna tenere gli occhi bene aperti e non prestarsi a speculazioni di privati.
Occorre adottare una soluzione di equilibrio.
Che cosa dobbiamo fare dunque?
Siccome l'Amministrazione del Parco non ci ha detto niente finora, né in via ufficiale né in via ufficiosa, - forse anche perché in questo momento l'Amministrazione del Parco manca ancora di rappresentanti dell'Amministrazione Provinciale di Torino -, bisogna vigilare in sede parlamentare e vedere se qualche deputato o senatore presenterà o stia per presentare qualche proposta di legge per l'allargamento del comprensorio del Parco Nazionale.
Noi, a questo riguardo, abbiamo pregato i nostri due Parlamentari di seguire la questione, in modo da informarci immediatamente e di correre ai ripari in questo senso".
Il Consigliere BERTHET, riferendosi all'ultima parte dell'intervento del Presidente della Giunta, Caveri, dichiara che gli risulta che sono state presentate due proposte di legge in sede parlamentare, di cui una in data 22 luglio 1964 e l'altra in data 24 settembre 1964.
Precisa che dette proposte di legge non concernono soltanto il Parco Nazionale del Grati Paradiso, ma comprendono tutti i quattro Parchi Nazionali italiani (del Gran Paradiso, dello Stelvio, dell'Abruzzo e del Circeo).
Fa presente che nelle relazioni a tali proposte di legge si dice, per quanto riguarda la situazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, che essa deve essere aggiornata secondo norme statali, che sono, - egli dice -, delle norme capestro suggerite molto probabilmente dal personaggio a cui ha alluso il Presidente della Giunta, Caveri.
Esprime l'avviso che l'Amministrazione Regionale dovrebbe chiedere all'Amministrazione del Parco che detto personaggio usi maniere cortesi nei rapporti con la popolazione ed, inoltre, che sia definita chiaramente la questione dei confini del Parco, circondando, se necessario; l'intero perimetro del Parco con dei fili metallici, come viene praticato dall'A.N.A.S. lungo le autostrade.
Ricorda che l'Amministrazione Regionale versa ogni anno la somma di Lire 25 milioni all'Amministrazione del Parco, per cui dovrebbe avere il diritto di intervenire in favore della popolazione che risiede entro il comprensorio del Parco stesso.
Precisa, su richiesta del Presidente della Giunta, che la proposta di legge in data 22 luglio 1964 è di iniziativa dell'Onorevole Leone Raffaele e che la proposta di legge in data 24 settembre 1964 è stata presentata dagli Onorevoli Rossi Paolo, Restivo, Maringone, La Malfa e Badini Confalonieri.
Il Presidente della Giunta, CAVERI, osserva che, secondo quanto gli risulta, vi è una terza proposta di legge di iniziativa dell'Onorevole Di Giannantonio, democristiano.
Il Consigliere BERTHET osserva che quello che gli sta a cuore è unicamente l'interesse della popolazione valdostana e non già il Partito di appartenenza degli Onorevoli che hanno presentato le proposte di legge concernenti il Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Il Presidente della Giunta, CAVERI, precisa che le varie proposte di legge presentate al Parlamento riguardano il funzionamento di tutti i Parchi Nazionali italiani e che non gli risulta che contemplino l'ampliamento del comprensorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Fa presente che dette proposte di legge dovranno ovviamente seguire l'iter parlamentare prima di giungere a buon parto e ripete di avere raccomandato ai due Parlamentari valdostani di seguire attentamente la questione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, tenendo informata l'Amministrazione Regionale sull'iter di tali leggi.
Il Consigliere BORDON fa riferimento a quanto pubblicato sul Bollettino Economico della Valle d'Aosta del mese di gennaio 1965, circa il Convegno che ha avuto luogo nei giorni 5 e 6 novembre presso la Camera di Commercio di Torino, Bollettino in cui si legge, fra l'altro: «le due Delegazioni italiana e francese - di cui facevano parte per l'Italia i rappresentanti dei Ministeri dell'Industria e del Commercio, dell'Agricoltura e Foreste, delle Finanze e del Tesoro, nonché il Direttore del Parco Nazionale del Gran Paradiso e, per la Francia, i rappresentanti del Ministero dell'Agricoltura e della Direzione Generale delle Acque e delle Foreste e il Direttore del Parco Nazionale della Vanoise - ecc.".
Lamenta, quindi, che non si sia sentito il dovere di invitare a tale importante Convegno anche un rappresentante dell'Amministrazione Regionale della Valle d'Aosta.
Rileva che l'Amministrazione Regionale versa annualmente un contributo di 25 milioni di lire all'Amministrazione del Parco ed esprime l'avviso che la Presidenza della Giunta Regionale dovrebbe protestare presso l'Amministrazione del Parco per non aver rivolto invito ad inviare un rappresentante della Regione al suddetto Convegno.
Ritiene necessaria tale protesta anche ad evitare che un fatto del genere possa verificarsi in futuro.
Il Presidente della Giunta, CAVERI, riconosce che al Convegno di Torino non sono stati invitati i rappresentanti dell'Amministrazione Regionale della Valle di Aosta, ma osserva che a tale Convegno non era stati invitati neanche i rappresentanti dell'Amministrazione Provinciale di Torino.
Ritiene che forse non era neanche opportuno che a detto Convegno intervenissero rappresentanti della Regione in seno al Consiglio di Amministrazione del Parco, perché i nostri rappresentanti diranno a suo tempo, in sede opportuna, quello che devono dire e, cioè, quello che verrà loro suggerito di dire dall'Amministrazione Regionale, nell'interesse delle nostre popolazioni e nell'interesse turistico che deve essere sempre tenuto presente.
Ripete che i partecipanti al Convegno di Torino erano degli studiosi e qualche funzionario ministeriale e rileva che detto Convegno si è chiuso con un ordine del giorno molto platonico, che ha lasciato il tempo che ha trovato.
Dichiara che l'Amministrazione Regionale ha la possibilità di tutelare nella sede opportuna gli interessi della popolazione e quelli turistici.
Il Consigliere BORDON dichiara che molto bene ha fatto il Presidente della Giunta, Caveri, a raccomandare ai due Parlamentari valdostani di seguire l'iter legislativo delle proposte di legge presentate al Parlamento; ritiene, però, opportuno che la Presidenza della Giunta si faccia parte diligente ed assuma iniziative ai fini della tutela degli interessi delle popolazioni dei Comuni compresi nel perimetro del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Il Consigliere MAPPELLI riferendosi all'accenno fatto dal Presidente della Giunta, Caveri, alla trasmissione televisiva sui Parchi nazionali italiani ritiene che il Presidente Caveri avrà senz'altro udito le dichiarazioni fatte sulla questione del Parco dal Senatore valdostano durante tale trasmissione televisiva.
Auspica che detto Parlamentare abbia non soltanto a preoccuparsi delle stragi dei camosci e stambecchi, ma anche, quale valdostano, degli interessi della popolazione residente entro il comprensorio del Parco, nonché degli interessi turistici di tale zona.
Precisa che nel lontano 1921, allorquando il Parco Nazionale era riserva di caccia dei Re di Casa Savoia, i confini del Parco erano a quote superiori e ben delimitati da paline; cosicché i danni arrecati nei loro sconfinamenti dai camosci e stambecchi erano più limitati e le zone turistiche erano fuori del comprensorio del Parco.
Circa lo stanziamento di Lire 1.500.000 disposto dalla Giunta per risarcimento di danni arrecati ai proprietari di terreni dalla fauna del Parco Nazionale del Gran Paradiso, rileva di aver letto sul "Peuple Valdôtain" che tale somma deve essere devoluta soltanto per il pagamento dei danni arrecati ai terreni situati fuori dal perimetro del Parco.
Osserva che hanno diritto all'indennizzo anche i proprietari dei terreni siti entro il perimetro del Parco.
Il Consigliere CHABOD ritiene non giusto che sia l'Amministrazione del Parco a fare l'istruttoria delle domande di risarcimento di danni e a proporre alla Regione la liquidazione delle relative indennità.
Esprime l'avviso che tale compito possa essere svolto dall'Amministrazione Regionale direttamente o tramite i Comuni interessati al Parco.
Rileva che, allorquando fu istituito il Parco Nazionale del Gran Paradiso, i Comuni compresi nel territorio del Parco potevano inviare i loro rappresentanti ad assistere alle riunioni del Consiglio di Amministrazione del Parco, senza diritto di voto.
Ritiene che sarebbe ottima cosa se l'Amministrazione Regionale potesse ottenere che tale prassi sia seguita anche oggi, perché le popolazioni interessate avrebbero così la possibilità di venire a conoscenza, tramite i loro rappresentanti, dei provvedimenti assunti dall'Amministrazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara che nelle dichiarazioni fatte dall'Onorevole Chabod durante la trasmissione televisiva non vi era alcunché di negativo.
Per quanto riguarda la questione del risarcimento dei danni arrecati ai proprietari dei terreni dalla fauna del Parco, ritiene logico che il primo stanziamento di Lire 1.500.000, approvato dalla Giunta a tale scopo, sia erogato previ contatti fra la Direzione del Parco e l'Amministrazione Regionale.
Il Consiglio prende atto.
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