Oggetto del Consiglio n. 38 del 7 aprile 1965 - Verbale

OGGETTO N. 38/65 - RASSEGNE DEL BESTIAME ISCRITTO ALLE SOCIETÀ DI ALLEVAMENTO. - RICHIESTA DI INFORMAZIONI. (Interpellanza del Consigliere regionale Signor Dujany Cesare)

Il Presidente, MARCOZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza del Consigliere regionale Signor Dujany Cesare concernente l'oggetto: "Rassegne del bestiame iscritto alle Società di allevamento. - Richiesta di informazioni", interpellanza trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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Châtillon, 18-3-1965

Sig. PRESIDENTE del Consiglio Regionale

AOSTA

Con preghiera di inserire nell'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio la seguente interpellanza.

Con deliberazione del Consiglio Regionale n. 50 del 5 aprile 1963 venivano stabiliti nuovi premi e contributi da corrispondere alle Società di allevamento bestiame della Regione in occasione delle rassegne del bestiame da effettuare possibilmente ogni biennio;

considerato che parecchie Società attendono tali rassegne da tre o quattro anni con gravi conseguenze economiche e morali per gli agricoltori interessati;

interpellasi l'Assessore all'Agricoltura per conoscere se almeno entro l'anno 1965 intende effettuare le rassegne delle Società di allevamento non avvenute da più di due anni.

Con ossequio.

F.to: Dujany Cesare

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L'Assessore FOSSON, riferendosi al primo punto dell'interpellanza, dichiara che effettivamente nella deliberazione consiliare in data 5 aprile 1963 n. 50 è detto che le rassegne del bestiame dovrebbero essere effettuate possibilmente ogni biennio.

Dichiara che intende illustrare brevemente i motivi per cui le rassegne del bestiame di alcune Società di allevamento non hanno potuto avere luogo entro il biennio ed esporre quali sono gli intendimenti della Giunta per evitare che tale inconveniente possa ripetersi in avvenire.

Informa che le Società di allevamento in Valle d'Aosta sono attualmente in numero di 46 e fa presente che si sono svolte in questi ultimi anni circa 10-12 rassegne all'anno.

Fa presente che le cause del ritardo sono varie ed accenna, in primo luogo, all'afta epizootica manifestatasi circa tre anni or sono e che rese necessaria la sospensione delle rassegne per evitare il diffondersi della malattia.

Riferisce poi che l'esperienza ha insegnato che non è opportuno che le rassegne abbiano luogo nei periodi pre-elettorali, perché in tali periodi le discussioni dei partecipanti alle rassegne del bestiame vertono molto spesso su problemi che nulla hanno a che vedere con le rassegne stesse.

Fa presente che il periodo in cui possono essere effettuate le rassegne è limitato, anzitutto perché le rassegne non possono essere tenute nei mesi in cui fa freddo e anche perché molti conduttori di alpeggi sono soliti monticare presto il loro bestiame nei primi maiens e ne scendono molto tardi, per cui il periodo di tempo in cui le rassegne possono essere effettuate si riduce a 15-20 giorni in primavera e a 15-20 giorni in autunno.

Precisa che altre difficoltà per l'effettuazione delle rassegne derivano dal fatto che non sempre le disposizioni impartite alle Società di allevamento, per attuare, con la collaborazione diretta degli allevatori, il controllo della produzione del latte e per rilevare i dati necessari per la selezione del bestiame sono seguite con la dovuta costanza e scrupolosità.

Informa che alcune Società di allevamento, nonostante i ripetuti solleciti da parte del competente servizio dell'Assessorato dell'Agricoltura, non trasmettono per tempo i dati delle produzioni di latte, i dati della monta delle bovine iscritte e quelli relativi ai vitelli nati in selezione.

Comunica che il ritardo nel trasmettere tali dati a volte si trascina per mesi e qualche volta anche per anni.

È evidente, - egli dichiara -, che, così stando le cose, non è possibile effettuare le rassegne del bestiame iscritto in tali Società di allevamento e la soluzione più logica sembrerebbe quella di procedere allo scioglimento delle Società stesse.

Fa presente che, delle 46 Società di allevamento esistenti in Valle d'Aosta, funzionano regolarmente soltanto quelle che hanno il Presidente ed il Segretario molto attivi, mentre invece il funzionamento delle altre Società lascia molto a desiderare, in particolare per le Società che hanno un numero limitato di bovini iscritti.

Circa il secondo punto dell'interpellanza ("considerato che parecchie Società attendono tali rassegne da tre o quattro anni con gravi conseguenze economiche e morali per gli agricoltori interessati"), precisa che i proprietari di bestiame aderenti alle Società di allevamento non sopportano alcuna spesa, ma hanno soltanto l'obbligo di comunicare costantemente al segretario della Società i dati sopra accennati per quanto si riferisce al bestiame controllato dalle Società.

Fa presente che la spesa a carico delle Società di allevamento è limitata all'esiguo compenso che viene corrisposto al Segretario della Società per la raccolta dei dati e per la marcatura dei vitelli.

Rileva che tale spesa è stata assunta a carico dell'Amministrazione Regionale con il provvedimento consiliare citato nell'interpellanza del Consigliere Dujany e viene, quindi, rimborsata alle Società, contemporaneamente al pagamento dei premi e contributi previsti dalla già citata deliberazione consiliare.

Aggiunge che sono a carico dell'Amministrazione Regionale le spese per i controlli, bolli per marcature del bestiame, registrazione ed elaborazione dei dati, mentre nelle altre Regioni italiane tali spese sono invece sostenute, almeno in parte, dagli allevatori che desiderano praticare la selezione del bestiame con iscrizione al libro genealogico.

È appena il caso di accennare, - egli dice -, che la selezione del bestiame effettuata con la dovuta costanza e serietà comporta un miglioramento del bestiame, che si risolve in un vantaggio diretto per gli allevatori, sia per la migliore produzione dei soggetti presenti nella stalla, sia per il maggior realizzo della vendita di bestiame selezionato.

Rileva che vi è ancora un'altra ragione che ha contribuito a ritardare l'effettuazione delle rassegne e, cioè, il fatto che con l'inizio dell'attuazione del piano di risanamento del bestiame, tutto il lavoro relativo alle mansioni organizzative, al controllo dei documenti richiesti per il pagamento di contributi per l'abbattimento di bovini infetti, alle domande di contributi per l'acquisto di bestiame sano in sostituzione di quello abbattuto, viene svolto dall'Ufficio Zootecnico, senza che sia stato aumentato il personale di tale Ufficio.

Osserva di essere stato sempre molto restio ad aumentare il numero del personale, ma ritiene che l'Ufficio Zootecnico sia effettivamente sovraccarico di lavoro e che si rende, quindi, necessario aumentare almeno di un elemento l'organico di tale Ufficio per mettere in grado l'Ufficio stesso di funzionare regolarmente.

Informa che è attualmente in fase di studio, presso l'Assessorato dell'Agricoltura, la revisione e rielaborazione del sistema di funzionamento delle Società di allevamento, in modo da garantire un più efficace controllo sui dati necessari alla selezione del bestiame, trasformando gli attuali controlli fiduciari in controlli diretti da parte dell'organo pubblico, come consigliato e attuato all'estero per la tenuta dei libri genealogici.

Dichiara che è intendimento dell'Assessorato di attuare in Valle d'Aosta il sistema vigente in Svizzera, ove il controllo del latte è fatto in maniera rigorosa e, quindi, non più con un sistema fiduciario.

Precisa che, secondo il sistema vigente in Svizzera, non viene assunto alcun personale per il controllo, ma viene corrisposto ad apposito persona incaricata un compenso per ogni bovina controllata e per ogni dato trasmesso all'Ufficio zootecnico.

Aggiunge che in Svizzera l'incarico ad effettuare tale controllo negli alpeggi durante il periodo estivo viene affidato sovente anche a dei maestri ai quali, come già detto, viene corrisposto un compenso per ogni bovina controllata.

Comunica che è pure allo studio la rielaborazione del sistema vigente per quanto riguarda la concessione dei premi e contributi che vengono erogati annualmente alle Società di allevamento.

Al riguardo ritiene opportuno che il rimborso delle tariffe di monta, attualmente effettuato in occasione delle rassegne, sia fatto ogni due anni, cioè indipendentemente dalla effettuazione delle rassegne, e che le rassegne stesse abbiano luogo regolarmente ogni tre anni, sulla base di quindici rassegne per anno.

Circa il terzo punto dell'interpellanza ("interpellasi l'Assessore all'Agricoltura per conoscere se almeno entro l'anno 1965 intende effettuare le rassegne delle Società di allevamento non avvenute da più di due anni") dichiara che è intendimento dell'Assessorato di effettuare entro la fine dell'anno 1965 le rassegne del bestiame delle Società di allevamento che non sono state più fatte da tre-quattro anni e, cioè, quelle delle seguenti piccole Società di allevamento: Torgnon, Roisan. Antey St-André, St-Oyen, La Magdeleine, Pollein, Valtournanche, St-Christophe, Arpuilles, Gressan, Aosta, Introd e Châtillon.

Il Consigliere DUJANY dichiara di essere soddisfatto dei chiarimenti esaurienti dati dall'Assessore Fosson in risposta all'interpellanza presentata ed auspica che le prossime elezioni amministrative non costituiscano un intoppo al raggiungimento dello scopo che l'Assessore si è prefisso di conseguire entro l'anno 1965.

Pur concordando con l'Assessore Fosson che vi sono Società di allevamento di bestiame il cui funzionamento lascia alquanto a desiderare, insiste tuttavia sul fatto che il ritardo nella effettuazione delle rassegne comporta gravi conseguenze di ordine morale ed economico per gli allevatori aderenti alle Società di allevamento.

Dichiara che il danno economico non è soltanto limitato al tardivo rimborso alle Società di allevamento del compenso corrisposto al Segretario delle Società stesse, ma consiste nel fatto che, ritardando di tre o quattro anni il rimborso delle tariffe di monta, i nuclei proprietari di tori vengono effettivamente a subire un notevole danno di carattere finanziario.

Raccomanda quindi all'Assessore Fosson di mantenere l'impegno assunto per quanto riguarda l'effettuazione entro l'anno 1965 delle rassegne di bestiame che non hanno avuto luogo da tre o quattro anni.

Il Consiglio prende atto.

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