Oggetto del Consiglio n. 49 del 7 aprile 1965 - Verbale

OGGETTO N. 49/65 - LEGGE REGIONALE CONCERNENTE LA PARTECIPAZIONE DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA ALLA COSTITUENDA SOCIETÀ PER AZIONI "GESTIONE MAGAZZINI GENERALI - AOSTA - S.p.A.", CON SEDE IN AOSTA.

L'Assessore all'Industria e Commercio, COLOMBO riferisce al Consiglio in merito al seguente disegno di legge regionale concernente la partecipazione della Regione Valle d'Aosta alla costituenda Società per Azioni "Gestione Magazzini Generali - Aosta S.p.A.", con sede in Aosta, disegno di legge trasmesso in copia ai Signori Consiglieri, con apposita relazione, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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Allo scopo di promuovere l'entrata in funzione, a' sensi di legge, dei Magazzini Generali di Aosta, costruiti ed attrezzati a cura della Regione, sono state condotte trattative con Enti e Categorie economiche locali aventi interesse all'esercizio dei Magazzini Generali.

Da tali trattative è emersa l'opportunità che all'esercizio dei Magazzini Generali provveda una Società per Azioni alla quale possano partecipare gli Enti pubblici locali e le categorie economiche aventi interessi alla gestione dei Magazzini, dato il carattere preminentemente economico dell'attività dei Magazzini Generali, disciplinata dalle norme del R. D.L. 1° luglio 1926 n. 2290 e successive modificazioni.

In relazione alle trattative sin qui condotte sono state predisposte le allegate bozze dell'atto costitutivo e del relativo Statuto per la costituenda Società per Azioni "Gestione Magazzini Generali - Aosta - S.p.Az.", le cui azioni saranno sottoscritte per il 20% dalla Amministrazione Regionale, per il 17% dal Comune di Aosta, per il 9% da un Istituto Bancario e per la restante quota dalle Categorie economiche interessate e aderenti.

Ad avvenuta costituzione della Società, dovrà essere stipulata una convenzione, come da allegata bozza, fra l'Amministrazione Regionale e la Società stessa per la cessione in affitto e in uso del fabbricato, delle attrezzature e dei macchinari dei Magazzini Generali, che dovranno essere gestiti dalla Società a' sensi delle vigenti norme di legge.

La proposta soluzione permette di perfezionare le formalità e gli atti necessari per la costituzione di una Società di gestione, presupposto indispensabile per la sollecita entrata in funzione dei Magazzini Generali, poiché la prescritta autorizzazione ministeriale deve essere richiesta e concessa alle persone o alla Società che intendano gestire i Magazzini Generali.

Si propone che il Consiglio Regionale adotti i seguenti provvedimenti:

1°) approvi l'allegato disegno di legge regionale concernente l'autorizzazione alla partecipazione della Regione alla costituenda Soc. p. Azioni "Gestione Magazzini Generali Aosta - S.p.Az." (disegno di legge sul quale ha già espresso parere favorevole l'apposita Commissione consiliare permanente di studio).

2°) approvi, in via di massima, le allegate bozze di atto costitutivo e di Statuto per la costituenda predetta Società per azioni nonché l'allegata bozza di convenzione, con delega alla Giunta Regionale per l'approvazione delle eventuali necessarie modifiche e dei testi definitivi dell'atto costitutivo e dello Statuto medesimo nonché della convenzione di cui si tratta;

3°) deleghi, altresì, alla Giunta Regionale l'adozione di ogni successivo provvedimento deliberativo di esecuzione necessario per addivenire alla costituzione della predetta Società ad avvenuta entrata in vigore della emananda legge regionale di cui al n. 1°), nonché ad avvenuto perfezionamento degli atti da adottarsi dalla Regione, dai Comune di Aosta, dall'Istituto Bancario aderente e dalle altre Organizzazioni economiche aderenti per la costituzione della Società e per la gestione dei Magazzini Generali.

(OMISSIS: seguono i sottoelencati allegati:

- Disegno di legge regionale (riportato in calce al deliberato)

- Bozza di atto costitutivo della Società per Azioni "Gestione Magazzini Generali Aosta S.p.Az." (vedi oggetto n. 50)

- Bozza di Statuto della costituenda Società (vedi oggetto n. 51)

- Bozza di convenzione da stipulare tra la Regione e la Soc. predetta per la gestione dei Magazzini Generali di Aosta (vedi oggetto n. 52).

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L'Assessore COLOMBO, ad illustrazione della relazione soprariportata, riferisce quanto segue:

"Sottoponiamo all'approvazione del Consiglio la proposta di partecipazione della Regione alla costituzione della Società di "Gestione Magazzini Generali", di Aosta, che hanno come caratteristiche essenziali una superficie coperta di magazzini di mq. 2151, così suddivisi: piano scantinato mq 1071 - Piano terreno mq. 495 - 1° piano mq. 1080 - Piano scantinato dei fabbricati e degli uffici mq. 150.

I Magazzini Generali sono dotati di celle frigorifere per complessivi mq. 510. Le celle frigorifere sono 11, di cui sei per temperature fino a 20° e cinque per temperature fino a 0°.

I Magazzini sono dotati di due montacarichi per quello che può essere il movimento delle merci tra lo scantinato, il primo piano e il secondo piano, e del raccordo ferroviario, con un binario morto per la sosta dei carri e un binario per lo scarico ed il carico delle merci.

Il costo dell'intero complesso, compresi naturalmente tutti gli impianti, è di 268 milioni di lire.

Per la gestione di questi Magazzini Generali l'Amministrazione Regionale ha ritenuto di richiedere la collaborazione di tutti gli enti economici della Valle d'Aosta e, pertanto, sono state invitate a partecipare alla costituenda Società il Comune di Aosta, l'Istituto Bancario San Paolo di Torino, gli spedizionieri doganali, i commercianti all'ingrosso, esportatori ed importatori di Aosta, la Società Cooperativa Valdostana, di Aosta, il Consorzio Agrario, la Società per azioni La Sociale, l'Associazione Commercianti e Associazioni di produttori locali.

Non hanno aderito alla richiesta di partecipazione alla costituenda Società l'Associazione degli Agricoltori, l'Associazione degli Artigiani, l'Associazione degli Industriali, il Consorzio Produttori Frutta di Gressan e le Associazioni Sindacali dei Lavoratori.

È stata scelta questa impostazione in quanto si è ritenuto che attraverso la costituzione della Società, alla quale partecipassero tutte le Organizzazioni economiche, fosse possibile ottenere quei risultati che i Magazzini consentono di poter ottenere, soprattutto per quanto concerne l'approvvigionamento delle merci e la loro distribuzione sul mercato di Aosta e della Valle d'Aosta.

Questo consente appunto, con l'interessamento dell'Associazione Commercianti, delle Cooperative e del Consorzio Agrario, di poter avere, almeno come obiettivo, una utilizzazione dei Magazzini Generali da parte di queste stesse Organizzazioni. I benefici che i Magazzini possono dare dovrebbero riflettersi nei confronti dei consumatori.

Io non avrei altro da aggiungere, rinviando a quanto è detto e proposto nella relazione trasmessa ai Consiglieri".

Il Consigliere GERMANO dichiara quanto segue:

"Signor Presidente, Signori Consiglieri,

Già avevo espresso in Commissione alcune perplessità sulla composizione della costituenda Società per azioni che dovrebbe provvedere alla gestione dei Magazzini Generali.

Tali perplessità derivano dal fatto che, - come risulta dalla relazione di presentazione della legge e dalle trattative intraprese per formare questa Società -, le trattative avvenivano tra enti pubblici, categorie economiche interessate e Istituti bancari; anche nella prevista composizione della Società noi notiamo la presenza della Amministrazione Regionale, del Comune di Aosta, dell'Istituto S. Paolo di Torino, delle Cooperative, degli spedizionieri, commercianti, importatori, esportatori, Consorzio Agrario, ecc..

La sorpresa per me è arrivata quando ho notato, tra i membri, non più la "Cooperativa La Sociale", ma la "Società per Azioni La Sociale".

Innanzitutto, quando ha iniziato le trattative, la Regione ha trattato con le Cooperative, con gli importatori, i commercianti e non con singoli privati o con una singola Società privata. I privati e i singoli sono rappresentati nelle Associazioni e non in singole Ditte o singole Società.

Il fatto è che la Società aveva trattato con la Cooperativa La Sociale e solo all'ultimo momento si è scoperto che il contraente non era la Cooperativa La Sociale, ma la Società per Azioni La Sociale.

La trasformazione da Cooperativa a Società per azioni era avvenuta nel più grande segreto; ma tutti i segreti, i grandi soprattutto, sono come quelli di Pulcinella. E perché è avvenuta in segreto?

È avvenuto in segreto perché si trattava di nascondere le gherminelle di certi moralizzatori, gherminelle che, invece, si devono pubblicamente denunciare. Noi abbiamo qui l'estratto dell'atto di trasformazione, depositato in Tribunale, da Cooperativa in Società per Azioni.

Cosa era avvenuto? E cosa è avvenuto nella nostra Città?

È avvenuto che, tempo fa, alcuni dirigenti della Democrazia Cristiana aostana, proprio quelli che sono della sinistra della Democrazia Cristiana, si misero in movimento per ottenere che fosse riconosciuto alla Cooperativa La Sociale il diritto di aprire un supermercato ad Aosta.

A sentire loro, la cosa era indispensabile e veniva giustificata dal fatto che a guadagnare nell'operazione commerciale non sarebbe stata una Società privata, con interessi capitalistici, ma una democratica Cooperativa, con funzioni calmieratrici, anche se il numero dei Soci della stessa era modesto (si trattava di 54 soci).

Come tale, la Cooperativa non avrebbe costituito un pericolo per gli altri commercianti, poiché non si sarebbe formato attorno ad essa un centro di speculazioni o di affari adatto per una società capitalistica. Come tutti sanno la Cooperativa non divide gli utili, ma li reinveste nella Cooperativa o li investe in iniziative di carattere sociale.

Ma soltanto due mesi dopo aver ottenuto la licenza come Cooperativa, e precisamente il 4 novembre 1964, nel corso di una Assemblea dei soci della Cooperativa ed alla presenza di un Notaio, la Cooperativa La Sociale è stata trasformata improvvisamente in una Società per azioni.

Con ciò naturalmente, si è rinnegata tutta l'impostazione precedente, che aveva permesso ai dirigenti democristiani di ottenere la licenza di apertura del supermercato.

Ma vi sono ben altri particolari che completano il quadro di questa operazione e che meritano di essere conosciuti.

Esaminiamo, innanzitutto, le ragioni, i motivi addotti per sciogliere la Cooperativa e trasformarla in Società per azioni; risultano dal verbale e sono tre.

Primo: la difficoltà per la Cooperativa di reperire i fondi.

Effettivamente queste difficoltà esistono per tutte le Cooperative (come avrete visto, abbiamo approvato prima, per la Cooperativa Produttori Latte e Fontina, una fideiussione, di 200 milioni); esistono perché l'articolo 45 della Costituzione della Repubblica Italiana non trova ancora una piena applicazione.

È certo, però, che, se questo può essere un motivo valido, tutte le Cooperative si trasformerebbero in Società per azioni e si realizzerebbe quel risultato che neanche il fascismo in 20 anni di potere, è riuscito a realizzare.

Secondo: Il secondo motivo è ancora più strano: si legge "l'impossibilità di avvalersi di forniture in conto deposito". Si tratta di un argomento inconsistente, perché il conto deposito non viene utilizzato nel campo alimentare né dalle Cooperative, né dai privati e, inoltre, esso in pratica è fiscalmente proibito dalla legislazione italiana.

Terzo: Il terzo motivo è il più infondato di tutti e dice "il pericolo di perdere l'assegnazione dei generi contingentati da parte dell'Amministrazione Regionale"; invece tutti sanno che l'Amministrazione Regionale ha dato alle Cooperative tutti e anche più dei generi contingentati di spettanza, proprio per favorire uno sviluppo della cooperazione.

Perciò risulta chiaro che i tre argomenti addotti per distruggere la Cooperativa e trasformarla in una Società per azioni non corrispondono al vero. I motivi erano infatti ben altri come vedremo.

Il verbale dell'Assemblea dice ancora che il capitale azionario è di 1120 azioni di 1000 lire; ciò può fare apparire che la Società sia suddivisa in numerosi azionisti e che questo fatto rappresenti, di per sé, già un elemento di democrazia.

Ma le cose non stanno così: infatti, di queste 1120 azioni, dice il verbale ufficiale, una grossa parte è divisa nel modo seguente.

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Si fa menzione che, a questo punto, l'esposizione del Consigliere Germano viene interrotta dal Consigliere Mappelli, il quale accusa il Consigliere Germano di fare un processo alla Cooperativa La Sociale.

Seguono alcune battute di carattere polemico fra i due predetti Consiglieri; dopo di che il Consigliere Germano riprende la sua esposizione dichiarando quanto segue:

"Una grossa parte è divisa nel modo seguente: 152 azioni a Dante Malagutti, 140 a Muzzolon Fortunato, 100 a Pollicini Angelo, 90 a Roveyaz Cipriano, 90 ad Ansaldo Carlo.

Costoro, quindi, da soli, hanno più della metà delle azioni e, praticamente, dispongono di tutto il potere della Società; ed essi, come è noto, non sono, né più né meno, che un gruppo dirigente della Democrazia Cristiana locale.

La Democrazia Cristiana si è, dunque, impadronita di un organismo economico che, per le sue dimensioni e non certo per la bontà dei suoi prezzi, farà una spietata concorrenza, come sta facendo, ai commercianti di Aosta, senza che nulla ne giustifichi più la presenza, né la funzione calmieratrice, né lo spirito cooperativistico, né gli aspetti sociali.

Ma nel verbale è contenuto un altro punto che dovrebbe servire a giustificare gli autori dell'operazione e che, invece, li condanna maggiormente, mostrando che tutto quello che hanno fatto è stato premeditato fin da quando hanno chiesto la licenza del Supermercato.

Si dice, infatti, nel verbale che le nuove azioni della Società sono state ripartite in base al numero di quote azionarie in possesso di ciascun socio della precedente Cooperativa. Effettivamente così è, ma è chiaro che i suddetti cinque dirigenti democristiani, fra i quali il Segretario regionale della Democrazia Cristiana, avevano predisposto la loro maggioranza già sin da quando hanno formato la Cooperativa perché l'intenzione era già fin d'allora questa, entrando fin d'allora in possesso di oltre la metà delle quote.

Ora, proprio qui sta la differenza sostanziale fra una cooperativa e una Società per azioni: mentre nella cooperativa il possesso di più quote non conferisce a nessun socio potete maggiore di quello di chi possiede una sola quota e, quindi, non dà potere maggiore in seno alla Assemblea; nella Società per Azioni, invece, secondo l'uso capitalistico ben conosciuto, al possesso di ogni azione corrisponde un voto, a 100 azioni corrispondono 100 voti, e così di seguito.

Pertanto, oggi i cinque dirigenti democristiani dispongono di 574 azioni su 1120, cioè la maggioranza più 14; in pratica essi sono i proprietari assoluti della Società, si trovano a poter disporre di tutto il capitale azionario e di tutti i beni patrimoniali e, dulcis in fundo, della licenza che consente alla nuova Società di tener aperto, in Aosta, un Supermercato.

Va da sé che gli utili della nuova Società, a differenza di quelli della Società Cooperativa che per legge devono essere investiti, come ho detto prima, saranno divisi in proporzione al pacchetto azionario posseduto dai soci.

Potremmo aggiungere altre considerazioni che risultano ugualmente dal verbale: la seduta straordinaria è stata fatta in prima convocazione; - mentre in genere le sedute per Cooperative si fanno in seconda convocazione -, con l'assenza di 36 soci, cioè del 35 per cento dei soci.

Ai soci è stato detto che, in caso di non accettazione del cambiamento proposto e di un loro ritiro dalla Società, sarebbe stato loro versato il corrispettivo delle quote versate, a suo tempo, non il corrispettivo del valore attuale, dopo l'apertura del Supermercato, così come si fa nelle Società per Azioni.

Nelle Società per Azioni il profitto viene ripartito fra i soci, mentre invece nel verbale si legge: "ai fini dell'iscrizione a repertorio del presente verbale, il comparente dichiara che l'attivo lordo della Società è di L. 14.973.000", il che significa che l'utile della Cooperativa viene incamerato nella Società per azioni.

Ma quello che interessa mettere in luce, e che tutti i piccoli commercianti ed esercenti dovranno valutare, è quanto dicevamo all'inizio: cioè si è approfittato del nome della Cooperative per ottenere la licenza del Supermercato ed ora la si è trasformata in una Società capitalistica, come può essere la Standa, la Rinascente e, invece dell'azione calmieratrice, essa, per la sua stessa natura, tenterà di affossare la concorrenza e mettere in difficoltà tutto il commercio locale e non avrà alcuna funzione sociale, ma solo quella di fare gli interessi dei suoi proprietari.

Così, anche per la partecipazione alla costituenda Società di gestione dei Magazzini Generali della Società per azioni, troviamo ora "La Sociale" al posto della Cooperativa La Sociale, cioè anche qui la Società per azioni La Sociale dovrebbe entrare come commerciante e come importatore - esportatore, perché nello Statuto della Società per azioni vi è anche la facoltà di importazione - esportazione, ma non dovrebbe entrare come gruppo privato, perché altri gruppi privati non vi sono.

Concludendo, io voterò con riserva per la costituzione della Società per azioni per l'esercizio e la gestione dei Magazzini Generali, perché la Società per Azioni La Sociale non ha alcun diritto di farne parte direttamente e può parteciparvi, come ho detto, come Associazione Commercianti; però voterò lo stesso perché penso che sia necessario che i Magazzini Generali inizino senza indugio la loro attività nell'interesse dell'economia valdostana.

Invito però la Giunta ad esaminare, anche se ritengo che sia abbastanza difficile, la possibilità di castigare questi approfittatori che si presentano come cooperatori per ottenere i vantaggi e che poi, ottenutili, si trasformano immediatamente in azionisti per intascare i profitti".

Il Consigliere TORRIONE dichiara quanto segue:

"Signor Presidente, grazie alla sua pazienza abbiamo avuto il piacere di sentire ancora una volta la requisitoria del nostro collega Germano, il quale, come si popolano le tribune, cerca di farsi vivo, di fare vedere quanto è bravo.

È stata fatta una requisitoria ponendo sotto accusa determinate persone in base ad argomenti che ci fanno pensare alle requisitorie di quell'altra anima buona che si chiamava Vishinsky, che ai tempi del buon Stalin, con argomenti che dovevano valere come capo d'accusa, facevano torturare, uccidere, massacrare, mandare in Siberia, e Dio solo sa dove, persone che poi sono risultate innocenti e che sono state riabilitate, ma si è trattato evidentemente di riabilitazione alla memoria perché esse non c'erano più.

Fortunatamente questi sistemi, per l'orrore, per la reazione determinata nell'opinione pubblica mondiale, pare che oggigiorno si siano attenuati; si cerca ora in un paese libero come l'Italia, dove non si possono usare né il manganello, né l'olio di ricino, come usavano fare i fascisti, né usare gli altri sistemi tipici dei comunisti, di uccidere moralmente, inventando o ponendo sotto l'aspetto di scandalo fatti che non possono costituire oggetto di accusa.

Si dice che determinati esponenti democristiani avrebbero trasformato una Società cooperativa in una Società per azioni.

Ebbene questo metodo è riconosciuto valido, (l'illiceità è fuori discussione) da numerose sentenze, come lo sanno benissimo gli Avvocati che siedono nei banchi della maggioranza e quindi quanto si è fatto è perfettamente legale.

Il Codice Civile consente la trasformazione di un tipo di Società in un altro tipo, tanto è vero che, come ha detto bene il Consigliere Germano, l'atto è stato redatto da un Notaio ed è stato omologato dal Tribunale.

In effetti, il Consigliere Germano questo atto se lo è andato a vedere presso il Tribunale di Aosta.

Il voler porre sotto luce scandalistica un fatto di queste genere è semplicemente puerile e ridicolo.

Si cerca di approfittare della mancanza di cultura economica e giuridica di qualche sprovveduta, - e purtroppo gli sprovveduti sono molti -, per tentare di imbastire una qualche battaglia scandalistica arrampicandosi sui vetri laddove non si possono trovare, evidentemente, delle ragioni più serie.

C'è stata, dunque, questa trasformazione da Società Cooperativa a Società per azioni, ma è una cosa lecita di puro carattere civilistico e non vediamo perché debba costituire un motivo di scandalo.

Noi non ci teniamo affatto a che la società "La Sociale", che non ha scopi speculativi, faccia parte della costituenda Società per azioni che gestirà i Magazzini Generali; noi proponiamo che venga addirittura estromessa. Se scandalo vi è, consiste in questo come mai nella nostra Regione si pensa di affidare la gestione dei Magazzini Generali ad una costituenda Società per azioni e non si è pensato di regionalizzare la gestione dei Magazzini Generali per evitare l'eventuale speculazione?

Questo mi sarebbe piaciuto sentire dai Consiglieri comunisti, che si scandalizzano per la trasformazione di una Società Cooperativa in una Società per azioni, ma non si scandalizzano per i numerosi alloggi, per le ville e per i negozi che si comprano i loro bravi Assessori, né per le licenze di commercio che si distribuiscono, ecc., ecc. ...!

Lì sì che non c'è coerenza; perché, se è vero che sono contro la proprietà e la speculazione, devono mostrare di essere coerenti e non gridare allo scandalo tirando in ballo fesserie del genere di quelle che abbiamo sentito ...

Quindi, Signor Presidente, la nostra proposta è questa: si rinvii la discussione di questo disegno di legge e si studi la regionalizzazione della gestione dei Magazzini Generali".

L'Assessore COLOMBO, riferendosi alla dichiarazione concernente la votazione con riserva per la costituzione della Società per azioni "Gestione Magazzini Generali di Aosta" fatta dal Consigliere Germano, ritiene che il predetto Consigliere abbia solo voluto richiamare l'attenzione del Consiglio su un fatto che non avrebbe dovuto avvenire.

Ricorda di aver detto, nel suo primo intervento, che l'invito a partecipare alla costituenda Società era stato rivolto dall'Amministrazione Regionale a tutte le Organizzazioni economiche e, fra l'altro, anche alle Società Cooperative.

Informa di essere venuto a conoscenza della trasformazione della Cooperativa La Sociale in "Società per azioni La Sociale" soltanto dopo il raggiungimento dell'accordo sulla costituzione della costituenda Società, accordo che è stato tutt'altro che facile.

Rileva che un'eventuale esclusione della "Società per azioni La Sociale" dalla costituenda società per azioni "Gestione Magazzini Generali" comporterebbe la ripresa in esame di tutto il problema da parte degli Enti e Società interessate, il che significherebbe ritardare l'entrata in funzione dei Magazzini Generali.

Chiede, pertanto, che non si insista sulla richiesta di esclusione della Società per azioni La Sociale e che il Consiglio approvi le proposte fatte dalla Giunta, permettendo così il sollecito inizio del funzionamento dei Magazzini Generali.

Il Consigliere BIONAZ, premesso che i chiarimenti dati dall'Assessore Colombo sono in netto contrasto con quanto detto dal Consigliere Germano, rileva che non esiste il voto con riserva e che il voto deve essere espresso, in forma chiara, o in senso favorevole o in senso contrario.

Osserva, poi, che il disegno di legge in discussione è stato proposto dalla Giunta e che è, quindi, la Giunta che deve pronunciarsi sulla richiesta fatta dal Consigliere Germano intesa ad ottenere che la Società per azioni La Sociale sia esclusa dalla costituenda Società per azioni, come pure sulla proposta di regionalizzare la gestione dei Magazzini Generali fatta dal Consigliere Torrione. Invita pertanto la Giunta a pronunciarsi in merito.

Il Consigliere GERMANO, a chiarimento della sua proposta, precisa che non ha inteso affermare che legalmente non possa avvenire la trasformazione di una Società Cooperativa in una Società per azioni e aggiunge che, comunque, soltanto persone senza scrupoli possono compiere un atto del genere.

Auspica che quanto da lui denunciato serva ad ottenere il ritiro della "Società per Azioni La Sociale" dalla costituenda Società, il che, - egli dice -, è contemplato all'articolo 6, secondo comma, della bozza di Statuto ("È consentita la cessione delle azioni ai soli azionisti intervenuti alla presente costituzione ed elencati all'articolo 5 dell'atto costitutivo, sempre e comunque in misura proporzionale alle azioni da ciascuno di essi possedute").

Osserva che, se la Società per azioni La Sociale compisse un tale gesto, farebbe una buona azione e chiede, comunque, che il Consiglio approvi la costituzione della Società per azioni "Gestione Magazzini Generali di Aosta" perché il funzionamento dei Magazzini Generali risponde agli interessi dell'economia valdostana.

Il Consigliere LUSTRISSY rileva che è alquanto strano che il Consigliere Germano si scandalizzi per l'avvenuta trasformazione della Società Cooperativa La Sociale in una Società per azioni e non si scandalizzi, invece, per la costituzione di una Società per azioni per la gestione dei Magazzini Generali.

Ritiene che, se il Consigliere Germano è dell'avviso che le Società per azioni perseguono interessi meramente capitalistici privati e non esercitano alcuna funzione calmieratrice sul mercato, dovrebbe, a maggior ragione, ammettere che la costituzione di una Società per azioni per la gestione dei Magazzini Generali non può raggiungere lo scopo per il quale detta Società viene costituita.

Dichiara che i Consiglieri del gruppo democristiano insistono sulla proposta fatta dal Consigliere Torrione, intesa ad ottenere la regionalizzazione della gestione dei Magazzini Generali, perché soltanto in tale modo potrà essere esercitata quell'azione calmieratrice sul mercato che è nelle aspettative delle categorie meno abbienti.

Il Consigliere PEDRINI dichiara di aver attentamente studiato il problema e di aver udito l'impostazione data al problema dal Consigliere Germano, Capo del Gruppo consiliare comunista.

Constata che ,dal dibattito, è emerso che sia per i democristiani che per i comunisti, la costituzione di una Società per azioni è un atto di speculazione privata e ne trae la conclusione che la buona soluzione debba essere una sola e, cioè, la seguente: la Regione avochi a sé e riesamini il problema della gestione dei Magazzini Generali e la Giunta lo riporti all'esame del Consiglio dopo averlo bene riesaminato.

Il Consigliere TORRIONE, a nome dei Consiglieri del Gruppo Democristiano, sottopone all'approvazione del Consiglio il seguente ordine del giorno, di cui dà lettura:

Il Gruppo consiliare della Democrazia Cristiana

visti

gli allegati presentati dalla Giunta coi nn. 19 e 20

udita

la relazione della Giunta

ritenuto

che il sistema di gestione proposto a mezzo di Società per azioni non risolve i fini sociali che la Democrazia Cristiana persegue

propone

la regionalizzazione della gestione dei Magazzini Generali di Aosta".

L'Assessore COLOMBO, riferendosi all'ordine del giorno proposto dal Consigliere Torrione a nome dei Consiglieri del Gruppo Democristiano, chiarisce che, promuovendo la costituzione di una Società per azioni per la gestione dei Magazzini Generali di Aosta, i socialisti non hanno inteso rinunciare a quelle che sono le loro idee in materia di municipalizzazione e di regionalizzazione di servizi di pubblico interesse.

Precisa che la proposta di costituzione di una Società per azioni è stata fatta a ragion veduta , tenendo conto che i Magazzini Generali hanno una funzione e una attività di carattere prettamente economico, per cui la regionalizzazione della gestione di tali Magazzini potrebbe avere riflessi negativi per la popolazione della Valle d'Aosta.

Ritiene che, con l'apertura al transito dei due trafori stradali del Gran San Bernardo e del Monte Bianco, i Magazzini Generali di Aosta potrebbero essere richiesti per il deposito e la conservazione di merci in transito, senza alcun beneficio per il consumatore della Valle d'Aosta.

Precisa che la partecipazione alla costituenda Società per la gestione dei Magazzini Generali dei vari enti economici, cioè dei commercianti, delle Cooperative, del Consorzio Agrario, ecc., è stata voluta di proposito affinché, attraverso detti enti economici, i benefici derivanti dalla gestione dei Magazzini Generali si riflettano a vantaggio della popolazione.

Aggiunge che, proprio per questo motivo, si è ritenuto di affidare la gestione dei Magazzini Generali ad una Società per azioni la quale, egli osserva, non potrà compiere alcun atto speculativo perché le tariffe per il deposito e la conservazione delle merci presso i Magazzini Generali saranno stabilite dal Comitato Prezzi della Camera di Commercio e saranno fatte osservare.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, ritiene che la richiesta di regionalizzazione "in articulo mortis" non sia che un evidente tentativo dilatorio, per rimandare alle calende greche la costituzione ed il funzionamento dei Magazzini Generali.

Osserva che la proposta di istituzione di una Società per azioni per la gestione dei predetti Magazzini è un po' un fatto negativo per la Democrazia Cristiana, che non potrà più continuare a pubblicare sul giornale "La Région" fotografie dei Magazzini Generali presentati come dei Musei inutilizzati.

Fa presente che la Democrazia Cristiana spera, con l'estremo tentativo della proposta di regionalizzazione, di poter rinviare ulteriormente la soluzione del problema per poter pubblicare di nuovo quelle tali fotografie, che ormai sono destinate a finire definitivamente nell'archivio del passato.

Riferendosi, quindi, al rilievo fatto dal Consigliere Bionaz, il quale ha affermato che la Giunta deve pronunciarsi sulla richiesta fatta dal Consigliere Germano e sulla proposta fatta dal Consigliere Torrione, rileva che non occorrerebbe più dire niente perché l'Assessore Colombo si è già pronunciato al riguardo a nome della Giunta.

Ritiene, peraltro, opportuno di prendere la parola per fare notare che è abbastanza contradditorio il fatto che il rappresentante in seno al Consiglio Regionale del Partito Liberale, il quale dovrebbe essere per la soluzione privatistica, chieda la regionalizzazione dei Magazzini Generali. Insiste affinché la proposta presentata dalla Giunta sia approvata dal Consiglio, tenendo conto del fatto che lo Assessore Colombo ha dovuto svolgere un lavoro di grande pazienza per la questione dei Magazzini Generali, come già ha fatto a suo tempo l'Assessore Fosson per la Centrale del Latte di Aosta.

Dichiara che non è facile mettere d'accordo gli enti e le categorie interessate e che, se si modificassero anche di poco gli accordi già raggiunti, si rischierebbe di rimandare la soluzione del problema alle calende greche.

Rammenta che il Consigliere Germano, dopo aver lumeggiato taluni aspetti del problema, non ha detto che avrebbe votato contro la costituzione della Società per azioni per la gestione dei Magazzini Generali; pertanto, - egli dice, - non si pone più alcun problema.

Il Consigliere TORRIONE dà atto all'Assessore Colombo di aver svolto un'azione difficile e improba e di aver portato il problema ad una soluzione che, sotto un certo aspetto, merita considerazione.

Dichiara che i Consiglieri del gruppo consiliare democristiano non tolgono, quindi, alcun merito all'Assessore Colombo, al quale esprimono la loro stima.

Chiede tuttavia che sia posto in votazione l'ordine del giorno da lui proposto a nome del gruppo. Si tratta, - egli dice -, di una questione di coerenza: si sono fatte delle accuse e si è parlato di speculazioni private. Noi siamo contro le speculazioni e siamo quindi per la regionalizzazione della gestione dei Magazzini Generali.

Il Consigliere PEDRINI, riferendosi al rilievo fatto dal Presidente della Giunta Caveri in merito alla sua dichiarazione, informa che i parlamentari liberali sono stati i soli a presentare al Parlamento una proposta di legge contro i monopoli.

Dichiara di essere sempre dell'avviso che la partecipazione della Regione a delle società che hanno un riflesso notevole nella economia della Regione debba avvenire in ragione del 51% almeno del capitale azionario.

Il Consigliere MONTESANO dichiara quanto segue:

"Vorrei aggiungere soltanto alcune brevi parole per manifestare l'impressione che ho avuto in questa discussone, un po' polemica, riguardo ai Magazzini Generali.

Noi da anni andiamo perseguendo lo scopo che ci viene proposto oggi dall'Assessore Colombo con l'apertura dei Magazzini Generali: quindi siamo ad un punto di arrivo, che è stato desiderato un po' da tutti nell'interesse dell'economia valdostana.

Quello che mi ha meravigliato è che l'esponente di un Partito, il quale fa parte della maggioranza consiliare e ha avuto modo di poter discutere l'oggetto in sede preconsiliare, sia venuto ora qui a guastare un po' la tranquillità di discussione di questa proposta, che poteva andare in porto con l'unanimità dei voti.

Io non voglio entrare in merito a quello che ha detto il Consigliere Germano, perché sono cose che a me non riguardano: però devo rilevare che l'elaborato a noi presentato è stato presentato anche con l'assenso del Partito Comunista nella persona dei suoi Assessori. Noi l'abbiamo accolto con soddisfazione perché, effettivamente, la proposta ci è stata presentata con finalità di concretizzazione di un problema che si trascina da anni.

Io non voglio entrare nel merito dell'ordine del giorno del Consigliere Torrione, perché questo ordine del giorno può avere anche una base di logica nei riguardi delle prospettive della programmazione; però io lo vedo adesso come un motivo polemico e desidererei che fosse eliminato allo scopo di arrivare finalmente all'apertura di questi Magazzini Generali.

Quindi, con tutto il rispetto per quanto è stato detto dal Consigliere Torrione e per quanto è stato detto dal collega Pedrini su questa impostazione, io pregherei i Consiglieri dell'opposizione, democristiani e liberali, di rivedere, se possibile, la loro impostazione per arrivare ad una conclusione positiva di questo problema, osservando che la discussione è scivolata da un campo prettamente amministrativo ad un campo quasi elettorale.

Il Consigliere Germano è venuto qui a dirci qualche cosa che a noi non interessava proprio, perché a noi interessano i Magazzini Generali e la loro apertura.

Mi rincresce che vi sia stata questa polemica che ha guastato un pochino le acque; mi pronuncio, quindi, favorevolmente sulla proposta dell'Assessore Colombo e fin da ora esprimo il mio voto favorevole per la soluzione del problema dell'apertura dei Magazzini Generali".

Il Consigliere ALBANEY dichiara di associarsi a quanto detto dal Consigliere Montesano.

Il Presidente MARCOZ, chiede al Consigliere Torrione se, in relazione all'invito rivoltogli dal Consigliere Montesano, intenda ritirare l'ordine del giorno presentato a norme del Gruppo consiliare democristiano.

Il Consigliere TORRIONE fa presente che, essendo stata rivolta ad elementi della Democrazia Cristiana l'accusa di speculazione, i Consiglieri democristiani intendono dimostrare che non vi è stata alcuna speculazione ed insistono affinché sia posto in votazione l'ordine del giorno.

Il Consigliere BORDON rileva che, indubbiamente, l'intervento del Consigliere Germano è stato studiato e preparato a casa con uno scopo prefisso, perché tutto lascia pensare che al Consigliere Germano interessava di fare sapere che alcuni degli amministratori della Società per Azioni "La Sociale" sono elementi democristiani.

Ritiene che si tratti, più che altro, di guerra fra Società Cooperative ed esprime il parere che il Consigliere Germano abbia voluto intorbidire le acque e muoverle nel senso che gli interessava.

Il Consigliere DUJANY rileva che il problema in esame è stato oggetto di discussioni da parte della Commissione consiliare permanente degli Affari Generali e Finanze, di cui il Consigliere Germano è presidente. Fa presente che il Consigliere Germano, anziché sollevare oggi la questione della trasformazione della Cooperativa "La Sociale" in Società per Azioni "La Sociale", avrebbe dovuto sollevare tale questione in sede di Commissione consiliare, che era il luogo più indicato.

Esprime l'avviso che volutamente il Consigliere Germano abbia preferito parlare di tale questione in seduta di Consiglio per fini speculativi personali e del Partito Comunista e, cioè per poter, alla vigilia delle elezioni per il rinnovo dell'Amministrazione comunale di Aosta, scrivere sul giornale del partito che è colpa della Democrazia Cristiana se gli affari dei commercianti di Aosta vanno male.

Il Consigliere GERMANO dichiara di essere venuto a conoscenza per la prima volta della trasformazione della Cooperativa "La Sociale" in Società per Azioni "La Sociale" proprio in sede di Commissione consiliare, durante l'esame degli atti, e di aver chiesto chiarimenti in proposito ai due Consiglieri di minoranza.

Precisa che, mentre la risposta del Consigliere Torrione fu quasi affermativa, il Consigliere Dujany gli rispose di non esserne informato.

Informa di essersi, quindi, fatto premuta di andare in Tribunale, ove chiese ed ottenne il rilascio di una copia dell'atto in questione.

Il Consigliere BORDON rileva che il Consigliere Germano ha dichiarato, in un primo momento, di votare con riserva per la costituzione della Società per Azioni per la gestione dei Magazzini Generali di Aosta e che successivamente, lo stesso ha sciolto ogni riserva dimostrando che non gli interessava più se la Società per Azioni "La Sociale" partecipasse, o no, alla costituenda Società per Azioni per la gestione dei Magazzini Generali.

Dichiara che vi è mancanza di coerenza in tale comportamento del Consigliere Germano e che è giusta e logica la reazione della minoranza perché la proposta di costituzione della Società per Azioni per la gestione dei Magazzini Generali di Aosta è stata fatta dalla Giunta, per cui il Consigliere Germano aveva tutta la possibilità di sollevare, in sede di riunione della Commissione consiliare Affari Generali e Finanze, di cui è Presidente, la questione concernente l'avvenuta trasformazione in Società per Azioni della Cooperativa "La Sociale".

Il Consigliere MAPPELLI rileva che il comportamento del Consigliere Germano induce a pensare che lo stesso si preoccupi essenzialmente di tutelare gli interessi dei commercianti, anziché quelli della classe lavoratrice di cui ritiene di essere l'unico rappresentante.

Il Presidente, MARCOZ, constata che la discussione sull'argomento è stata ampia ed esauriente e, aderendo alla richiesta fatta dal Consigliere Torrione, pone ai voti l'ordine del giorno proposto dallo stesso a nome del Gruppo consiliare della Democrazia Cristiana, ordine del giorno di cui dà lettura.

Procedutosi alla votazione per alzata di mano, il Presidente, MARCOZ, accerta e comunica che il Consiglio ha respinto l'ordine del giorno, con voti contrari diciotto e voti favorevoli tredici (Consiglieri presenti: trentacinque; Consiglieri votanti: trentuno; Consiglieri astenutisi dalla votazione: quattro: Albaney, Cusumano, Montesano e Pedrini).

Il Consiglio prende atto.

Il Presidente, MARCOZ, dopo aver accertato che nessun altro Consigliere intende chiedere chiarimenti o formulare osservazioni di carattere generale sul disegno di legge in esame, nel suo complesso, dichiara chiusa la discussione generale ed invita il Consiglio a procedere all'esame e all'approvazione, per alzata di mano, dei singoli articoli del disegno di legge.

Articoli 1 2-3 e 4 - Si dà atto che gli articoli 1, 2, 3 e 4 sono approvati dal Consiglio ad unanimità di voti favorevoli e senza discussione (Consiglieri presenti: trentacinque; Consiglieri votanti e favorevoli: venti; Consiglieri astenutisi dalla votazione: quindici: Benzo, Berthet, Bionaz, Bordon, Chabod, Cusumano, Dujany, Gheis, Lustrissy, Mappelli, Maquignaz, Pedrini, Personnettaz, Torrione e Verthuy).

Il Consigliere TORRIONE, dopo aver chiesto ed ottenuto la parola, a nome dei Consiglieri del Gruppo Democristiano fa la seguente dichiarazione di astensione dalla votazione sui disegno di legge nel suo complesso:

"Il nostro gruppo si astiene anche dall'esprimere il proprio voto sul disegno di legge regionale nel suo complesso.

Non votiamo contro perché riteniamo utile e necessario che i Magazzini Generali di Aosta entrino al più presto in funzione.

Non votiamo a favore perché riteniamo preferibile l'altra soluzione e, cioè, quella della regionalizzazione della gestione di detti Magazzini".

Il Consigliere CASETTA, a nome dei Consiglieri del Gruppo Comunista, fa la seguente dichiarazione di voto:

"Noi abbiamo già premesso che avremmo votato a favore di questo disegno di legge ed abbiamo soltanto espresso delle perplessità su uno dei partecipanti alla costituenda Società per Azioni per la gestione dei Magazzini Generali di Aosta.

Torniamo a ribadire che votiamo a favore perché la costituenda Società è composta da Enti, mentre invece l'altra Società di cui abbiamo parlato prima è composta da persone.

Votiamo a favore anche perché riteniamo giusto che la costituenda Società entri in funzione ed operi al più presto possibile nell'interesse delle categorie economiche della Valle d'Aosta".

Il Presidente, MARCOZ, dopo aver accertato e dichiarato che i quattro articoli del disegno di legge in esame sono stati dal Consiglio singolarmente approvati ad unanimità di voti favorevoli con quattro separate votazioni per alzata di mano, invita il Consiglio a votare, a scrutinio segreto, per l'approvazione del sottoriportato disegno di legge regionale nel suo complesso.

Procedutosi alla votazione finale a scrutinio segreto e allo spoglio dei voti, con l'assistenza degli scrutatori Consiglieri Signori ARTAZ-DOTTO, CASETTA e MAPPELLI, il Presidente accerta e comunica i seguenti risultati della votazione:

- Consiglieri presenti: trentacinque;

- Consiglieri votanti e favorevoli: venti;

- Consiglieri astenutisi dalla votazione: quindici (Benzo, Berthet, Bionaz, Bordon, Chabod, Cusumano, Dujany, Gheis, Lustrissy, Mappelli, Maquignaz, Pedrini, Personnettaz, Torrione e Verthuy).

Il Presidente, MARCOZ, in base all'esito della votazione dichiara che il Consiglio Regionale ha approvato il sottoriportato disegno di legge regionale concernente la partecipazione della Regione Autonoma Valle d'Aosta alla costituenda Società per azioni "Gestione Magazzini Generali - Aosta - s.p.a.", con sede in Aosta:

Disegno di legge regionale n. 5

REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

Legge regionale N. : PARTECIPAZIONE DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA ALLA COSTITUENDA SOCIETÀ PER AZIONI, "GESTIONE MAGAZZINI GENERALI AOSTA - S.p.A.", CON SEDE IN AOSTA.

Il Consiglio Regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta Regionale

Promulga

la seguente legge:

Art. 1

È autorizzata la partecipazione della Regione Autonoma Valle d'Aosta alla costituenda Società per Azioni "Gestione Magazzini Generali - Aosta - S.p.A.", con sede in Aosta.

La partecipazione della Regione alla predetta costituenda Società sarà regolata dalle norme e condizioni dell'atto costitutivo e dello Statuto sociale, previamente approvate dalla Regione.

Art. 2

È autorizzata, altresì, la sottoscrizione, da parte della Regione Autonoma Valle d'Aosta, di capitale azionario della costituenda Società per Azioni "Gestione Magazzini Generali - Aosta - S.p.A.", con sede in Aosta, per un ammontare di spesa di L. 2.000.000 (duemilioni).

Alla sottoscrizione del capitale azionario di cui al precedente comma e all'approvazione e liquidazione della relativa spesa, si provvederà con deliberazione della Giunta Regionale in conformità delle norme dello Statuto della costituenda Società per Azioni "Gestioni Magazzini Generali - Aosta - S.p.A.".

Art. 3

La spesa per la sottoscrizione del capitale azionario di cui all'articolo 2 graverà sul capitolo 137 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1965, la cui denominazione viene modificata - completata come segue.. "Spese per la sottoscrizione di titoli azionari di Società di funivie e seggiovie locali e di altre Società".

Art. 4

La presente legge entrerà in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

La presente legge sarà inserta nella Raccolta Ufficiale delle leggi e dei regolamenti della Regione Autonoma Valle d'Aosta e sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Della promulgazione della presente legge sarà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

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