Oggetto del Consiglio n. 95 del 12 luglio 1965 - Verbale

OGGETTO N. 95/65 - MODIFICAZIONI MIGLIORATIVE, A VANTAGGIO DELLA REGIONE, DI ALCUNE CLAUSOLE DEL VIGENTE CAPITOLATO DI CONCESSIONE PER L'ESERCIZIO DELLA CASA DA GIOCO DI ST-VINCENT.

Il Presidente, MARCOZ, invita il Consiglio a continuare la discussione, già iniziata nella seduta del mattino, sulle proposte di modificazioni migliorative, a vantaggio della Regione, di alcune clausole del vigente capitolato di concessione per l'esercizio della Casa da gioco di St. Vincent (oggetto n. 94), come da allegati trasmessi in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza.

Il Presidente del Consiglio, MARCOZ, comunica che è ora pervenuta anche a lui la lettera del Comune di St. Vincent a cui ha fatto riferimento il Presidente della Giunta nella seduta del mattino.

Per quanto riguarda il diritto che il citato Comune asserisce di avere in ordine al problema in discussione, riferisce che il Sindaco del Comune stesso aveva già chiarito in forma autentica, in passato, - in occasione di una precedente discussione sul problema della proroga della concessione della Casa da gioco -, che la preoccupazione e la richiesta dell'Amministrazione Comunale di St. Vincent di intervenire nelle trattative per la proroga della concessione stessa era dovuta al fatto che, in tale occasione, il Comune di Saint Vincent intendeva porre in discussione il problema della maggiorazione del contributo annuo sui proventi regionali della Casa da gioco destinato all'esecuzione di opere pubbliche nel territorio del Comune di St. Vincent.

Rileva che il punto 6° della parte dispositiva della deliberazione n. 29 in data 11-4-1949 stabiliva che la Regione provvedesse per un anno allo stanziamento di fondi per la esecuzione di lavori e di opere riguardanti lo sviluppo e l'incremento della stazione termale e dell'attrezzatura turistica del Comune di St. Vincent fino ad un importo annuo massimo del 5% degli introiti annui netti spettanti alla Regione come tributo-tassa di concessione per l'esercizio della Casa da gioco.

Ricorda che la Regione ha sempre applicato e prorogato con larghezza di mezzi quanto previsto nella sopracitata deliberazione consiliare, per cui l'Amministrazione Comunale di St. Vincent non può accusare la Giunta Regionale di mancanza di benevolenza verso il Comune per questa questione.

Invita, quindi, i Consiglieri a continuare la discussione sulle proposte di modificazioni al vigente contratto-capitolato per la concessione della Casa da gioco di St. Vincent, tralasciando le questioni marginali, in modo che tutti i Consiglieri possano esprimere le loro opinioni in merito.

Il Consigliere DUJANY rammenta la questione, già sollevata in precedenza dal Consigliere Montesano, riguardante la corresponsione, da parte della Società SITAV, di un canone annuo per l'uso dello stabile di proprietà regionale adibito a Casa da gioco.

Rileva, in proposito, che nel marzo del 1958 il Consiglio aveva stabilito un canone annuo di Lire due milioni a carico della Società Concessionaria S.I.T.A.V. per l'uso di vari nuovi locali (ristorante e autorimessa) di completamento e miglioramento della nuova Casa da gioco di St-Vincent costruiti con maggiore spesa a carico della Regione e non previsti nel progetto iniziale.

Considerato che ora tutto il complesso immobiliare sede della Casa da gioco di St. Vincent è di proprietà regionale, ritiene opportuno insistere per la corresponsione, da parte della Società concessionaria S.I.T.A.V., di un equo canone annuo per l'uso di detto complesso immobiliare.

Riferendosi al punto terzo delle modificazioni migliorative in esame, propone di precisare, mediante aggiunta di una apposita clausola, a chi competa di stabilire i programmi annui delle manifestazioni extra-contrattuali e di controllare lo svolgimento dei programmi stessi, onde evitare per il futuro le vivaci discussioni già avvenute in passato in sede di Consiglio su tali manifestazioni.

Ritiene che la formulazione dell'impegno della Società S.I.T.A.V. di mantenere in servizio tutto il personale attualmente occupato presso la Casa da gioco sia molto ampia e nello stesso tempo estremamente restrittiva, per cui potrebbe praticamente essere svuotata di ogni significato in sede di applicazione.

Ritiene che sarebbe più opportuno prevedere l'intervento della Regione anche nei casi di licenziamento di personale mediante una clausola simile a quella riguardante le assunzioni di personale da parte della Società S.I.T.A.V.

Fa presente che questa è una delle richieste fatte dal personale della Casa da gioco per poter svolgere la propria attività con tranquillità e con sicurezza per il posto di lavoro.

Ritiene, inoltre, che la clausola di cui al punto 4) lettera b) delle proposte modificazioni del capitolato sia una clausola che può accendere molte speranze nel personale della Casa da gioco, ma che sia destinata a dar luogo, in concreto, a delusioni.

Suggerisce, quindi, di studiare una diversa formulazione di detta clausola, stabilendo, ad esempio, di ripartire fra i dipendenti impiegati amministrativi e salariati della Casa da gioco una quota del 10% della quota del 50% riservata alla Società S.I.T.A.V. sugli introiti delle mance, oppure prevedendo un aumento del 10% rispetto alle attuali retribuzioni.

Dichiara di non avere osservazioni da fare sulle clausole c) e d) dello stesso punto 4 delle proposte modificazioni in discussione, in quanto dette clausole interessano un limitato numero di dipendenti e costituiscono lo accoglimento delle richieste fatte dai dipendenti stessi.

Riconosce l'onestà e la rettitudine dimostrate dal Presidente della Giunta, Caveri, nello svolgimento delle lunghe trattative con la Società S.I.T.A.V., che si sono concretizzate nei vari punti riguardanti sostanziali modificazioni migliorative di alcune clausole del vigente capitolato.

Osserva che un nuovo contratto è, naturalmente, il risultato di una contrattazione tra due parti e che si deve sempre cercare di raggiungere l'optimum possibile in una contrattazione.

Fa presente che la situazione attuale è molto diversa da quella del 1957, in seguito all'avvenuto rilevante aumento degli introiti annui dei giochi e perché la Regione è ora proprietaria dello stabile adibito a Casa da gioco, mentre, alla data di stipulazione del vigente contratto, la Regione non disponeva di locali adatti per l'esercizio di tale attività, i cui proventi annui erano di molto inferiori a quelli attuali.

Ritiene, quindi, che una proroga di anni dodici, in luogo della precedente proroga di anni nove, avrebbe dovuto pesare maggiormente sul piatto della bilancia nelle trattative con la Società S.I.T.A.V.

Dichiara di concordare sulla richiesta, fatta dal Consigliere Montesano, di riservare al Consiglio l'approvazione delle scelte alternative di cui alle clausole a) e c) del punto settimo delle proposte in discussione, richiesta, peraltro, già accolta dalla Giunta.

Riferendosi alle precisazioni fatte dal Presidente, Marcoz, in merito alla richiesta del Comune di St. Vincent in relazione al problema in esame, ritiene opportuno che la Giunta assuma fin da ora l'impegno, - se non ritiene di doverlo includere nel nuovo atto di concessione -, per un maggiore intervento annuo finanziario regionale a favore del Comune di St. Vincent, intervento da attuare con modalità che maggiormente rispettino la autonomia comunale.

Il Consigliere MAPPELLI chiede che la Giunta, prima di definire la questione riguardante il personale della Casa da gioco di St. Vincent, approfondisca il problema, di intesa con i dipendenti interessati e con le Organizzazioni Sindacali, per trovare il modo migliore di garantire ai dipendenti della Casa da gioco la sicurezza del posto di lavoro.

Il Consigliere PEDRINI, concordando sulla opportunità di garantire la sicurezza del posto di lavoro al personale attualmente occupato presso la Casa da gioco, ritiene che la formulazione della clausola a) del punto quarto non sia tale da garantire anche in futuro la sicurezza del posto di lavoro a detto personale, perché potrebbe anche succedere che, fra qualche anno, una nuova Società subentri alla Società S.I.T.A.V. nella gestione della Casa da gioco.

Osserva che non sarebbe possibile obbligare questa nuova Società ad assumere tutto il personale già occupato, nel caso che non lo ritenesse indispensabile, per cui molti dipendenti potrebbero essere licenziati dopo molti anni di lavoro dedicati alla preparazione per una specifica attività.

Ritiene, pertanto, opportuno introdurre al punto quarto una clausola che contempli la possibilità di licenziamento del personale solo per una "giusta causa" e che determini in modo oggettivo le indennità di licenziamento, in modo che la Società S.I.T.A.V. assuma un impegno concreto in tale senso per il proprio personale; prosegue, quindi, dichiarando: "questo mi pare che proprio noi, liberali, lo stiamo dicendo, visto che non lo dicono coloro che sono i paladini dei lavoratori, che si dicono e si ritengono tali, ma che per me non lo sono".

Esprime il parere che la formulazione della clausola c) del punto quarto in discussione non sia molto felice, perché vi si fa una differenziazione tra i dipendenti delle Imprese appaltatrici dei servizi di pulizia dei locali della Casa da gioco e gli altri dipendenti della Casa da gioco, - ai quali non viene riconosciuto il diritto di percepire premi mensili di collaborazione -, e perché si lascia imprecisato l'ammontare dei premi stessi.

In merito alla clausola d) del punto quarto, - riguardante il servizio di guardaroba -, chiede al Presidente della Giunta di precisare i motivi della introduzione della clausola stessa, in quanto si potrebbe pensare che tale norma abbia lo scopo di favorire determinate persone (seguono interruzioni da parte dei Consiglieri Germano e Strazza).

Riallacciandosi alla proposta, fatta dal Consigliere Montesano e già accolta dalla Giunta, di riservare al Consiglio la competenza di decidere in merito alla scelta alternativa di cui alle lettere a) e c) del punto settimo, propone che anche il nulla osta preventivo per l'assunzione di personale, anche in via provvisoria, da parte della Società S.I.T.A.V. sia dato dal Consiglio Regionale e non dalla Giunta Regionale.

Il Presidente, MARCOZ, rileva che la clausola in discussione, in sostanza, non è che la ripetizione di analoga clausola del vigente capitolato, con l'aggiunta che il nulla osta deve essere richiesto anche per le assunzioni in via provvisoria, per cui non comprende per quale motivo la competenza a concedere il nulla osta debba ora essere trasferita dalla Giunta al Consiglio.

Il Consigliere PEDRINI lamenta che un problema così importante come quello di cui si discute, non sia stato sottoposto, per il preventivo parere, alla Commissione consiliare permanente di studio per gli Affari Generali e Finanze.

Rileva che il funzionamento delle Commissioni consiliari permanenti lascia molto a desiderare, perché tali Commissioni non vengono quasi mai convocate.

Riferendosi alla questione riguardante le richieste del Comune di Saint Vincent, fa presente che da parte dei Consiglieri del Gruppo liberale non è stato proposta alcun aumento della misura percentuale del fondo o contributo da corrispondere annualmente al Comune sugli introiti annui netti regionali della Casa da gioco per l'esecuzione di opere riguardanti lo sviluppo turistico del predetto Comune.

Ritiene, però, opportuno che detti fondi annui siano versati al Comune di Saint Vincent direttamente dalla Società che gestisce la Casa da gioco e non tramite l'Amministrazione Regionale, in primo luogo perché la Regione non provvede con sollecitudine ad effettuare il versamento di tali fondi al Comune di Saint Vincent e, in secondo luogo, perché la Giunta Regionale fa destinare una parte di detti fondi all'esecuzione di determinate opere in Comune di Saint Vincent senza finanziare altre opere richieste dal Comune stesso.

Concorda nel considerare le nuove clausole contrattuali come un nuovo strumento valido per il miglioramento dell'attrezzatura turistica di Saint Vincent e, di riflesso, di tutta la Valle d'Aosta, ma osserva che tale rilancio turistico non deve avvenire a danno dei lavoratori della Casa da gioco o di altre persone del ceto lavorativo di Saint Vincent.

Dichiara poi di non concordare sulla realizzazione dei progettati impianti funiviari e di risalita della zona del Monte Zerbion, perché la valorizzazione turistica della citata zona toglierebbe al Comune di Saint Vincent una parte dei turisti che occorre, invece, trattenere a Saint Vincent, affinché detto centro possa svilupparsi e diventare quella città turistica che tutti desiderano.

Il Vice Presidente STRAZZA dichiara che è suo intendimento di proporre una modifica alla clausola della lettera b) del punto 4°), ma che desidera prima far notare come il rappresentante del Partito Liberale in seno al Consiglio Regionale si sia atteggiato a difensore dei lavoratori, il che, - egli dice -, è alquanto umoristico, poiché la disposizione della lettera a) del punto 4°) già prevede lo impegno tassativo per la Società S.I.T.A.V. di "mantenere in servizio tutto il personale attualmente occupato presso la Casa da gioco".

Si fa menzione che l'intervento del Vice Presidente, Strazza, viene interrotto dal Consigliere Pedrini, per cui segue una breve discussione di carattere polemico fra il Vice Presidente STRAZZA ed il Consigliere PEDRINI, il quale si allontana, poi momentaneamente, dall'aula.

Il Vice Presidente STRAZZA, proseguendo nel suo intervento, fa presente che è attualmente in discussione al Parlamento Italiano una legge che tratta della "giusta causa" per i licenziamenti e che prevede norme che tuteleranno i diritti dei lavoratori e, quindi, anche i diritti dei dipendenti della Casa da gioco.

Ritiene che il Partito Liberale sia, fra tutti i Partiti, quello che è meno indicato per difendere gli interessi dei lavoratori; dichiara che questa sua affermazione non è dettata da spirito di polemica e di demagogia, come usa fare il Consigliere Pedrini.

Aggiunge che è molto comodo difendere gli interessi dei lavoratori in quest'aula consiliare e poi uscire fuori dell'aula consiliare e mettersi a fianco dei grandi capitali.

In merito alla disposizione di cui alla lettera b) del punto 4°), propone la seguente modifica: "a corrispondere ai dipendenti impiegati amministrativi e salariati retribuzioni superiori del 10% (dieci per cento) rispetto ai salari e alle retribuzioni fruite dalle corrispondenti categorie di personale dipendente dall'Amministrazione Regionale".

Rileva che l'accoglimento della modificazione da lui proposta significherebbe, anzitutto, un ulteriore passo in avanti per le categorie inferiori e, cioè, per i salariati, ma significherebbe soprattutto una grande conquista, perché legherebbe i salari e gli stipendi dei salariati e degli impiegati amministrativi della Casa da gioco alla dinamica salariale dei dipendenti dell'Amministrazione Regionale.

Il Presidente, MARCOZ, osserva che i dipendenti della Casa da gioco hanno sempre sostenuto, quando faceva loro comodo, di non essere dei dipendenti regionali.

Osserva che bisogna quindi fare molta attenzione in questa materia.

Il Consigliere ALBANEY dichiara quanto segue:

"Condivido in buona parte quanto asserito dai Consiglieri che mi hanno preceduto.

Prendo atto delle nuove modificazioni migliorative del contratto di proroga con la S.I.T.A.V.

Constato la necessità di migliorare le attrezzature turistiche di St. Vincent e, a questo proposito, quale rappresentante in questo Consiglio Regionale della categoria più diseredata della nostra Valle, quella dei campagnards, vorrei insistere, in questa sede, affinché tale opera abbia veramente a compiersi e non venga accantonata a favore di altre opere, anche se pur necessarie. L'attuale Giunta dovrebbe fare sì che tale opera venga eseguita con la massima celerità nell'interesse di Saint Vincent, dell'Amministrazione Regionale e della Società S.I.T.A.V.

È noto che la funivia del Monte Zerbion aprirà agli occhi dei turisti una delle più belle contrade sciistiche e panoramiche della Valle d'Aosta, trasformando così St. Vincent in stazione estiva ed invernale; ma è non meno noto a tutti il risveglio alle speranze, l'incoraggiamento che tale opera ridarebbe alle povere e sempre più sparute popolazioni di Promiod, di La Magdeleine, di Trois Villes, di Antey, che abitano ancora oggi quelle, anche se pur amene, contrade i cui magri proventi sono ancora tutt'oggi purtroppo solo quelli di una agricoltura carente e depressa".

Dopo aver considerato, inoltre, la serietà dimostrata dalla Società S.I.T.A.V., dichiara di essere favorevole all'approvazione delle modificazioni migliorative proposte dalla Giunta al vigente capitolato di concessione per l'esercizio della Casa da gioco di St. Vincent.

Il Consigliere TORRIONE dichiara che intende fare una osservazione in merito alla lettera a) del punto 7°) in cui, tra i vari impegni assunti dalla Società S.I.T.A.V., vi è il seguente "a) costruzione da parte della Società S.I.T.A.V. a totali sue spese, - nell'interesse e in proprietà della Regione, su terreno di proprietà regionale o da acquistare in proprietà regionale -,...".

Ritiene che la dizione: "... o da acquistare in proprietà regionale ..." sia impropria e non chiara ed esprime quindi l'avviso che potrebbe anche dare luogo a eventuali contestazioni, per cui sarebbe meglio sostituirla con la dizione seguente: "o da cedere in proprietà della Regione", in quanto potrebbe trattarsi di un terreno da acquistare, attualmente non di proprietà della Società S.I.T.A.V., oppure di un terreno già attualmente di proprietà della Società S.I.T.A.V.

Il Presidente, MARCOZ, osserva che la Società S.I.T.A.V. dovrà costruire su terreno di proprietà regionale, per cui, se la Regione ha già il necessario terreno, la Società S.I.T. A.V. dovrà costruire su tale terreno già di proprietà della Regione, mentre invece, se la Regione non ha ancora il necessario terreno, la Regione acquisterà un appezzamento di terreno per la costruzione, da parte della Società S.I.T.A.V. ed a totali spese della Società stessa, di nuovi locali ed opere da indicare dalla Regione.

Segue breve discussione su una possibile migliore formulazione della dizione di cui si tratta, discussione alla quale prendono parte i Presidenti del Consiglio e della Giunta e i Consiglieri TORRIONE, CHAMONIN e ANDRIONE.

Si dà atto che, al termine della discussione, tenuto conto dei chiarimenti forniti dal Presidente della Giunta in relazione agli impegni di spesa da assumere dalla Società S.I.T.A.V., il Consiglio concorda, unanime, sulla seguente nuova dizione proposta dal Consigliere Torrione: "... su terreno di proprietà regionale o da acquistare dalla Regione ...".

Il Consigliere MAPPELLI, riferendosi alla modificazione proposta dal Vice Presidente Strazza alla lettera b) del punto 4°), rileva che non può sfuggire a nessuno che, oltre alla questione del trattamento economico, vi è anche la questione normativa del rapporto di lavoro da affrontare; in proposito, chiede un impegno da parte della Giunta a esaminare e definire tale questione in accordo con i Sindacati.

In merito al punto 6°), relativo all'impegno ad effettuare corsi per allievi croupiers valdostani, ricorda che, secondo quanto detto dal Presidente della Giunta, le richieste fatte in passato alla Società S.I.T.A.V. di effettuare corsi per allievi croupiers valdostani non furono accettate.

Esprime, quindi, l'avviso che la disposizione di cui si tratta dovrebbe essere formulata in termini più chiari e stabilire quando dovrebbero essere effettuati corsi per allievi croupiers valdostani e quanti corsi dovrebbero aver luogo.

Il Presidente, MARCOZ, fa notare che l'effettuazione di corsi per allievi croupiers valdostani è da porsi in rapporto alle necessità di personale della Casa da gioco.

Il Consigliere CHAMONIN dichiara di non concordare sulla proposta fatta dal Vice Presidente, Strazza, di riferire la retribuzione dei dipendenti impiegati amministrativi e salariati della Casa da gioco, previo aumento del 10% della retribuzione stessa, alle retribuzioni fruite dalle corrispondenti categorie di personale dipendente dall'Amministrazione Regionale.

Dichiara di dissentire da tale proposta anzitutto perché si verrebbe a creare una disparità di trattamento, anzi una specie di discriminazione fra i dipendenti impiegati amministrativi e salariati della Casa da gioco e i dipendenti dell'Amministrazione Regionale, in danno di questi ultimi, ed in secondo luogo perché ritiene che manchino varie categorie particolari di salariati presso la Regione, per cui non vi è corrispondenza fra le categorie dei dipendenti della Casa da gioco e quelle dei dipendenti dell'Amministrazione Regionale.

Il Vice Presidente, STRAZZA, dichiara che l'attuale situazione retributiva dei dipendenti della Casa da gioco è conseguente all'accordo stipulato a suo tempo non già fra i tre Sindacati, di cui si invoca oggi l'intervento, e la Società S.I.T.A.V., ma fra il Sindacato della CISL e la Società S.I.T.A.V.

Riferendosi, quindi, per quanto riguarda la lettera b) del punto 4°), alla nuova formulazione già da lui suggerita, ribadisce la proposta di ancorare le retribuzioni degli impiegati amministrativi e salariati della Casa da gioco, con l'aumento del 10%, alle retribuzioni delle corrispondenti categorie dei dipendenti dell'Amministrazione Regionale.

Segue breve discussione fra il Vice Presidente, STRAZZA, e il Consigliere MAPPELLI.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, rileva che il Consiglio sta esaminando e discutendo le modificazioni migliorative proposte dalla Giunta, a vantaggio della Regione, di alcune clausole del vigente capitolato di concessione per l'esercizio della Casa da gioco di St. Vincent, per cui occorre rimanere aderenti al tema, tralasciando ogni discussione di natura politica o sindacale, che è veramente fuori luogo.

Osserva che i lavoratori di cui si tratta dovrebbero essere ben contenti oggi perché mai, in passato, hanno avuto tanti protettori come oggi, perché da tutte le parti e da tutti i colori dell'arcobaleno politico tutti si interessano o dicono di interessarsi di loro.

Dichiara, quindi, che la Giunta regionale sì è preoccupata seriamente della questione del personale dipendente della Casa da gioco ed informa che, in una delle tante sedute di Giunta in cui il problema in esame è stato discusso, la Giunta aveva chiesto di inserire, alla lettera a) del punto quarto, la clausola della "giusta causa", ma ci si è trovati di fronte a delle difficoltà; d'altra parte si tratta di una questione prevista in un progetto di legge che attualmente sta facendo il suo iter parlamentare, per cui è prevedibile che una legge nazionale stabilisca quanto prima questo principio della "giusta causa" per il licenziamento dei lavoratori.

Rileva che l'impegno incondizionato che la Società S.I.T.A.V. si assume, alla lettera a) del punto quarto, di "mantenere in servizio tutto il personale attualmente occupato presso la Casa da gioco", è da ritenersi persino migliore di quello che era stato richiesto in un primo tempo dalla Giunta.

Per quanto riguarda la clausola di cui alla lettera b) del punto quarto, ricorda di avere già detto, nell'adunanza del mattino, che tale clausola è venuta fuori un po' come una controproposta dell'Amministrazione Regionale, in quanto la Giunta aveva chiesto che il 10% delle mance venisse dato al personale dipendente della Società S.I.T.A.V.; precisa che si ebbe una ripulsa intransigente ed allora la Giunta chiese alla Società S.I.T.A.V. di impegnarsi a corrispondere ai dipendenti impiegati amministrativi e salariati retribuzioni superiori del 10% rispetto alla media delle retribuzioni fruite dalle corrispondenti categorie di personale in Valle d'Aosta.

Rileva che il Vice Presidente Strazza ha proposto di stabilire che ai dipendenti impiegati amministrativi e salariati della Società S.I.T.A.V. siano corrisposte retribuzioni superiori del 10% rispetto alle retribuzioni del personale dell'Amministrazione regionale.

Precisa che tale soluzione è stata esaminata e discussa anche dalla Giunta che, però, si è resa conto che tale soluzione non poteva essere adottata, perché alcune delle categorie di personale occupato presso la Casa da gioco non esistono nell'organico del personale dell'Amministrazione Regionale, come giustamente ebbe ad osservare il Consigliere Chamonin; ritiene, quindi, che tale proposta non possa essere accolta anche per difficoltà di ordine pratico.

Invece, - egli dice, - il riferimento del 10% superiore alla media delle retribuzioni fruite dalle corrispondenti categorie di personale in Valle d'Aosta è un ancoraggio possibile e molto più sicuro.

D'altra parte, - egli aggiunge -, bisogna anche tener conto, esaminando la questione dei dipendenti della Società SITAV, che potrebbero derivare delle reazioni da parte del personale dell'Amministrazione Regionale per vari motivi che illustra.

Osserva che presto il Consiglio dovrà discutere la questione del nuovo regolamento organico del personale dell'Amministrazione Regionale e fa presente che i Consiglieri regionali potranno, così, rendersi conto quanto sia delicata la trattazione di questa materia, come ben sanno gli Assessori ed i Consiglieri che fanno parte della Commissione Consultiva per il personale.

Ritiene che, in definitiva, la soluzione più pratica e più equa sia quella proposta dalla Giunta.

Accenna brevemente alle ragioni che hanno indotto la Giunta a proporre le clausole di cui alle lettere c) e d) del punto quarto e illustra i precedenti di tali questioni.

Osserva, ad esempio, che la clausola di cui alla lettera d) ("ad affidare il servizio di guardaroba a persona che svolga un effettivo lavoro nel servizio stesso, alla scadenza del contratto d'appalto in corso") è stata inserita perché da parte di varie persone è stato rilevato che non era giusto che il servizio di guardaroba fosse sub appaltato a persona che non disimpegnava tale servizio, ma si limitava a sfruttare i dipendenti addetti al servizio stesso.

In merito alla questione del preventivo nulla osta della Giunta Regionale per l'assunzione di personale da parte della Società S.I.T.A.V., precisa che non si tratta di una clausola nuova, perché tale clausola era già prevista nel contratto vigente e nei precedenti contratti.

Ritiene, d'altra parte, che il nulla osta non possa essere dato che dalla Giunta Regionale, e non già dal Consiglio Regionale, perché non è pensabile che in una Assemblea di 35 persone si stia a discutere, ad esempio, circa l'assunzione di una dattilografa presso la Società S.I.T.A.V.

Bisogna evitare, - egli dichiara -, di cadere nel ridicolo e di fare una cosa che non sarebbe pratica, né rispondente alle esigenze del normale funzionamento dei servizi.

Circa la durata del nuovo contratto aggiuntivo (12 anni), ricorda che nella sua lettera inviata in data 1-10-1964 alla Società S.I.T.A.V., si parlava di una proroga di 9 anni; precisa che, nelle trattative protrattesi per oltre un anno e mezzo, la proposta della Giunta è sempre stata quella della proroga della concessione dell'esercizio della Casa da gioco alla Società S.I.T.A.V. per la durata di 9 anni.

Afferma che, come è stato riconosciuto da molti Consiglieri, i risultati di una trattativa devono essere considerati in senso globale nella impostazione generale del problema, come un qualcosa di inscindibile.

Rileva che l'accordo raggiunto con la Società S.I.T.A.V. sulla base illustrata al Consiglio è stato ottenuto soltanto dopo lunghe e dure trattative.

Ringrazia i Consiglieri che hanno riconosciuto la obiettività e la perseveranza con cui le trattative sono state svolte e dichiara che non avrebbe accennato a questo se il riconoscimento non fosse venuto proprio da parte dei Consiglieri dell'opposizione.

Sulla questione sollevata dalla lettera del Sindaco del Comune di St. Vincent, rileva che molto bene ha risposto questa mattina il Presidente del Consiglio, Marcoz, il quale ha fatto notare come la tesi sostenuta dal Sindaco di St. Vincent non regge, in seguito a quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, nella sua sentenza di assolutoria dei gestori della Casa da gioco di St. Vincent, in merito al decreto del Presidente del Consiglio della Valle d'Aosta, Prof. F. Chabod, con cui è stata autorizzata l'istituzione di una Casa da gioco, per la durata di anni 20, nel Comune di St. Vincent.

Circa la questione del contributo erogato annualmente al Comune di St. Vincent, a decorrere dal 1949, fino ad un importo massimo di spesa non superiore al 5% degli introiti netti derivanti alla Regione dalla gestione della Casa da gioco di St. Vincent, osserva che il relativo importo, secondo quanto stabilito a suo tempo dal Consiglio Regionale, viene erogato per l'esecuzione di lavori e di opere riguardanti lo sviluppo e l'attrezzatura turistica del Comune stesso, previe trattative con l'Amministrazione del Comune sul programma di lavori da finanziare con tale contributo.

Per quanto riguarda la questione di merito, ribadisce quanto già detto nell'adunanza del mattino e dichiara che "il vittimismo o piagnisteo" che persone di St. Vincent fanno in relazione alla questione del contratto non ha alcuna ragione di essere, perché dall'inizio dell'apertura della Casa da gioco ad oggi il Comune di St. Vincent ha beneficiato di fondi per oltre 2 miliardi di Lire sui proventi regionali della Casa da gioco.

Rileva che vi sono molti altri Comuni in Valle d'Aosta che hanno problemi importanti da risolvere e che sarebbero stati ben lieti di poter beneficiare di una tale somma.

Cita, ad esempio, il Comune di Ch?tillon, che ebbe reiteratamente a richiedere all'Amministrazione Regionale, negli anni passati, la concessione di una percentuale sugli introiti regionali della Casa da gioco, richieste fatte anche in questa sede a mezzo dei Consiglieri regionali della zona di Ch?tillon.

Dichiara che non intende più ritornare sulla questione del personale della Casa da gioco, perché al riguardo ha già riferito nella adunanza del mattino, citando anche dei dati precisi sulle varie retribuzioni.

Il Consigliere MONTESANO ringrazia il Presidente della Giunta di aver accolto la proposta di emendamento sulla questione della competenza a decidere in merito a varie questioni, che va riconosciuta al Consiglio e non alla Giunta.

Ritiene necessario che questo riconoscimento risulti in tutti i capitoli del contratto aggiuntivo in cui si prevede che la competenza a decidere è riservata alla Giunta.

Chiede al Presidente della Giunta di voler fornire una spiegazione più dettagliata e più motivata sulla questione della mancata imposizione di un canone di affitto dei locali della Casa da gioco, di proprietà regionale.

Fa presente che nel capitolato d'appalto per la concessione dell'esercizio della Casa da gioco di San Remo vi è un articolo che riguarda la questione del canone di affitto dei locali del Casinò, che sono di proprietà del Comune; dichiara che intende dare lettura di tale articolo affinché i Consiglieri possano rendersi conto della incidenza del canone di affitto nel contesto del capitolato stesso. Dà quindi lettura del seguente sopramenzionato articolo:

"Art. 23 - Il Comune cede in uso al concessionario gli immobili, il parco e le adiacenze; per tale uso il Comune di San Remo tratterrà una somma pari al 5% dell'incasso lordo dei giochi da prelevarsi come da successivo art. 24. Tale somma non potrà comunque essere inferiore a L. 150 milioni annui".

Informa di avere esaminato detto articolo nell'adunanza del mattino, prima di formulare l'osservazione che ebbe a fare sul canone di affitto, e di essere rimasto, come lo è tutt'ora, molto perplesso per la non inclusione nel contratto aggiuntivo dell'obbligo del pagamento di un canone di affitto alla Regione per i locali della Casa da gioco.

Rinnova, quindi, preghiera al Presidente della Giunta di voler dargli una spiegazione più esauriente su questo punto, anche allo scopo di poter eventualmente rivedere la propria decisione per la votazione, qualora la spiegazione non sia soddisfacente.

Circa la questione del personale dipendente della Società S.I.T.A.V., richiama l'attenzione della Giunta sull'opportunità che, di comune accordo con la Società S.I.T.A.V., si trovi una forma di garanzia anche per quanto concerne la questione previdenziale (pensione, assicurazione, ecc.) e la questione del licenziamento.

Ritiene che potrebbe servire come falsariga, a tale proposito, quanto precisa il seguente articolo 11 del già menzionato capitolato d'appalto del Casinò di San Remo, articolo di cui dà lettura:

"Il gestore è tenuto a mantenere in servizio il personale comunque attualmente alle dipendenze della Società A.T.A. di cui agli elenchi depositati presso la Segreteria del Comune, riconoscendo la continuità del rapporto di lavoro, con il godimento delle condizioni retributive, normative e previdenziali.

Eventuali licenziamenti da parte del concessionario dovranno essere motivati da giusta causa a termine degli accordi interfederali.

Il gestore si impegna a riconoscere il contratto collettivo di lavoro per il personale dipendente del Casinò Municipale di San Remo in data ...".

Il Presidente della Giunta, CAVERI, osserva che il Consigliere Montesano sta dando una interpretazione estensiva all'impegno assunto dalla Giunta nell'adunanza del mattino sulla questione delle competenze del Consiglio e della Giunta; ritiene, quindi, necessario fare una precisazione, dando lettura dei punto 7°) per chiarire tale questione:

- "7°) la Società S.I.T.A.V., concessionaria, assume nei confronti della Regione Autonoma della Valle d'Aosta, concedente, i seguenti impegni:

a) costruzione da parte della Società S.I.T.A.V. a totali sue spese, - nell'interesse ed in proprietà della Regione, su terreno di proprietà regionale o da acquistare dalla Regione -, di nuovi locali e opere destinate ad ampliare la casa da gioco oppure, a richiesta della Giunta Regionale ...".

(Il Presidente della Giunta, CAVERI, osserva che, a questo punto, potrebbe eventualmente essere inserito l'inciso: "a richiesta della Regione, su conforme decisione del Consiglio," per cui la decisione spetterebbe al Consiglio Regionale).

- "...a potenziare il complesso turistico di St. Vincent, ai fini della maggiore e migliore produttività della Casa da gioco e per adeguare l'attrezzatura del Centro di St. Vincent a quella delle più moderne e vicine stazioni turistiche concorrenti estere, per un importo di spesa di complessive Lire 600 milioni (seicentomilioni), in base a progetti predisposti dalla Società S.I.T.A.V. ed approvati dalla Giunta Regionale, con direzione dei lavori da parte della Regione (in collaborazione con lo Ufficio tecnico della Società S.I.T.A.V.) e con ultimazione delle opere entro il 31 dicembre 1970".

(Il Presidente della Giunta, CAVERI, osserva che non vi può essere dubbio che la competenza è della Giunta Regionale per quanto riguarda l'approvazione dei progetti di opere predisposti dalla Società S.I.T.A.V.).

Il Consigliere MONTESANO ricorda che il progetto dell'autostrada della Valle di Aosta è stato discusso ed approvato dal Consiglio Regionale e ritiene che sarebbe più che logico che il Consiglio prendesse visione dei progetti di opere di una certa consistenza.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara che compete al Consiglio Regionale la scelta tra un tipo di opere e di un altro tipo di opere, ma ribadisce che, a suo avviso, l'approvazione dei relativi progetti compete alla Giunta Regionale, perché ciò rientra nella normalità delle cose e della normale amministrazione in quanto può essere considerato come un provvedimento di esecuzione.

- "La Giunta Regionale potrà integrare gli elenchi delle Ditte da invitare agli appalti con nominativi di comprovata idoneità. Le modalità degli appalti saranno concordate con la Giunta Regionale. Le spese relative al mobilio e all'arredamento dei locali ampliati sono a carico della Società S.I.T.A.V. che ne resta proprietaria".

(Il Presidente della Giunta, CAVERI, rileva che non possono sussistere dubbi sulla competenza della Giunta per quanto riguarda la definizione delle modalità degli appalti).

- "b) costruzione in St. Vincent da parte della Società S.I.T.A.V., o di altre Società alla stessa collegate, di un albergo di categoria 2°, di complessivi 200 letti, come da progetto da approvare dalla Regione, albergo da ultimare entro il 31 dicembre 1967".

(Il Presidente della Giunta, CAVERI, rileva che la lettera b) concerne un provvedimento di esecuzione, provvedimento che è di competenza specifica dell'Assessorato al Turismo).

- "c) costruzione da parte della Società S.I.T.A.V., a mezzo di Società alla stessa collegate, di una funivia e di impianti di risalita per la valorizzazione turistica del Monte Zerbion, oppure, - in seguito ad accordo tra il Consiglio Regionale e la Società S.I.T.A.V. -, di opere corrispondenti e sostitutive ai fini del potenziamento turistico di St. Vincent, opere da eseguire entro il 31 dicembre 1973 secondo progetti predisposti dalla Società S.I.T.A.V. ed approvati dalla Giunta Regionale".

Il Presidente della Giunta, CAVERI, conclude sottolineando che rimane, pertanto, chiarito che la competenza del Consiglio Regionale si esercita per la scelta tra l'ampliamento della Casa da gioco e altre opere analoghe, nonché per la scelta tra la soluzione della funivia dello Zerbion e altra opera sostitutiva della funivia medesima volta al potenziamento turistico del Comune di St. Vincent.

Per quanto riguarda la questione dell'affitto dei locali, dichiara di avere già risposto esaurientemente nell'adunanza del mattino, per cui, non volendo ripetersi, delega l'Assessore Andrione a dare ulteriori chiarimenti al riguardo.

L'Assessore ANDRIONE informa che la questione di un canone di affitto dei locali della Casa da gioco è stata discussa dalla Giunta, che ha preso in esame tre possibilità: quella di un fitto reale, quella di un fitto simbolico e quella della non imposizione di un canone di affitto per i locali della Casa da gioco, considerando tale onere già compreso nei nuovi e maggiori oneri a carico della SITAV.

Fa presente che la soluzione del fitto simbolico è stata immediatamente scartata, perché non avrebbe risolto il problema, ed è stata prescelta, in un primo momento, la soluzione di un fitto reale.

Precisa che, per suggerimento del Presidente Marcoz, è stato anche richiesto alla Società S.I.T.A.V., alla conclusione delle trattative, il pagamento di un canone annuo di affitto di Lire 50 milioni, ma fa presente che, di fronte ad un rifiuto reciso della Società S.I.T.A.V. di assumere questo nuovo onere, la Giunta Regionale ha ritenuto di non dover insistere e di dover ripiegare sulla terza soluzione tenendo conto della impostazione e della economia generale del nuovo contratto nel suo complesso.

Riferisce che la Giunta addivenne a tale determinazione per le seguenti ragioni: in primo luogo perché il valore di acquisto della moneta potrebbe anche variare in 12 anni e, così, il canone di affitto, anche se fosse stabilito nella cifra di Lire 50 milioni annui, potrebbe diventare non più corrispondente, di fatto, al corrispettivo che si è inteso stabilire inizialmente.

In secondo luogo perché va tenuto presente che i locali rappresentano lo strumento necessario per la realizzazione del reddito conseguente all'esercizio della Casa da gioco, per cui, se fosse stato aggiunto l'onere di un canone di affitto annuo, si sarebbe verificata, di fatto, una duplice imposizione, in quanto la Società S.I.T.A.V. deve già corrispondere il tributo- tassa alla Regione per l'esercizio della Casa da gioco.

Dichiara che la Giunta ha, quindi, ritenuto conveniente per l'Amministrazione Regionale non deflettere sulla questione dell'abolizione dei premi e dei super-premi di incremento degli introiti dei giochi e lasciare i locali in uso gratuito alla Società concessionaria.

Il Consigliere DUJANY rileva che sulla questione dell'organo competente ad approvare i progetti delle opere da realizzare dalla Società S.I.T.A.V. il Presidente della Giunta ha dato una risposta molto abile, tanto è vero che è riuscito a persuadere il Consigliere Montesano che competente è la Giunta Regionale e non già il Consiglio.

Ricorda che il progetto del fabbricato attualmente adibito a sede della Casa da gioco non è stato, a suo tempo, approvato dalla Giunta Regionale, bensì dai Consiglio; ritiene, quindi, che l'approvazione delle opere in questione debba essere riservata al Consiglio Regionale e non debba essere demandata alla Giunta Regionale.

Prega, infine, il Presidente della Giunta, Caveri, di voler fornire i chiarimenti da lui richiesti sulla questione delle manifestazioni extra-contrattuali.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, fa notare che al punto 7°) del contratto aggiuntivo è prevista la realizzazione di parecchie opere e non di una sola opera ed afferma che non è pensabile che l'approvazione dei progetti relativi a tali opere debba essere riservata al Consiglio e questo per ovvie ragioni.

Insiste sul fatto che al Consiglio competa la scelta tra un tipo di opere e un altro tipo di opere e fra un'opera ed altra opera, ma ribadisce che l'approvazione dei progetti è di competenza della Giunta, perché si tratta di un provvedimento di carattere esecutivo.

Il Consigliere DUJANY ed il Consigliere MONTESANO illustrano nuovamente il loro punto di vista ed il Consigliere Montesano fa presente che, se può aderire alla tesi che il progetto del costruendo albergo di categoria 2° possa essere approvato dalla Giunta, ritiene, invece, che il progetto della costruenda funivia e dell'impianto di risalita per la valorizzazione turistica del monte Zerbion debba essere approvato dal Consiglio Regionale.

L'Assessore ANDRIONE osserva che il vigente regolamento delle attribuzioni e delle competenze del Consiglio e della Giunta, mentre assegna alla competenza del Consiglio l'approvazione di programmi e di piani di opere pubbliche di competenza della Regione e il finanziamento delle relative spese, attribuisce invece, fra l'altro, alla competenza della Giunta di provvedere alla esecuzione di opere di pubblica utilità nei limiti dei programmi e dei piani approvati dal Consiglio e di provvedere alla esecuzione dei lavori in economia diretta, ecc. ...

L'Assessore SAVIOZ risponde al Consigliere Dujany in merito alla questione delle manifestazioni extra-contrattuali, informando che la Giunta, dopo esame delle clausole e condizioni stabilite nel vigente capitolato annesso all'atto stipulato con la Società S.I.T.A.V. il 29-4-1957, ha ritenuto di non dover apportare alcuna modificazione alle vigenti clausole e condizioni relative alle manifestazioni extra-contrattuali, che stabiliscono quanto segue:

"La Regione contribuirà alle spese per iniziative o per manifestazioni di interesse culturale, artistico, letterario, turistico e sportivo di importanza nazionale ed internazionale non comprese fra quelle previste al successivo articolo 17, nella misura del 50% (cinquanta per cento) delle spese effettivamente ammesse, fino ad un massimo corrispondente al 5% (cinque per cento) degli introiti netti spettanti alla Regione per tributo-tassa di concessione, escluse le deduzioni progressive dal tributo-tassa di concessione.

Tale contributo-concorso verrà corrisposto per le sole manifestazioni di cui al precedente capoverso comprese nel programma preventivo da compilarsi ogni anno a cura della S.I.T.A.V. e da approvarsi preventivamente dalla Giunta Regionale, sempre che il programma stesso sia stato integralmente eseguito.

Il 5% (cinque per cento) verrà calcolato sugli introiti netti di cui sopra di spettanza della Regione per l'anno solare precedente, con esclusione di ogni possibilità di conguaglio non autorizzato tra le varie manifestazioni.

La Regione effettuerà versamenti trimestrali in base alle spese di previsione, salvo conguaglio annuo da liquidarsi entro due mesi dalla presentazione del rendiconto da parte della S.I.T.A.V.

Delle Commissioni organizzatrici delle singole manifestazioni faranno parte l'Assessore al Turismo della Regione ed il Commissario regionale; tanto l'Assessore al Turismo quanto il Commissario regionale avranno facoltà di esigere le notizie e la documentazione che riterranno opportune in merito alle modalità organizzative ed alle spese delle manifestazioni stesse".

Il Consigliere GERMANO dichiara di concordare su molte cose che sono state dette e su molte modifiche che sono state fatte al vigente capitolato di concessione di cui si tratta.

Ritiene che l'approvazione delle proposte fatte dalla Giunta sia giustificata da motivi di interesse della Regione e da vari altri motivi che si riserva di illustrare.

Osserva, però, che le clausole che riguardano le questioni dei dipendenti della Casa da gioco potrebbero essere opportunamente migliorate nella loro formulazione, soprattutto per quanto riguarda i salariati, in relazione al punto 4°) - lettera b) - delle modificazioni migliorative proposte dalla Giunta; ritiene, infatti, assai difficile stabilire la media dei salari e delle retribuzioni fruite dalle corrispondenti categorie di personale in Valle d'Aosta, media sulla quale dovrebbe essere determinata la maggiorazione del 10% delle retribuzioni da corrispondere ai dipendenti della Società S.I.T.A.V.

Ritiene che per le retribuzioni dei dipendenti impiegati amministrativi e salariati della Società S.I.T.A.V. possa essere fatto riferimento alle retribuzioni dei dipendenti della Amministrazione Regionale, anche se vi sono certe categorie di personale specializzato presso la Casa da gioco che non trovano esatta corrispondenza presso l'Amministrazione Regionale.

Osserva che questo aspetto marginale del problema in discussione potrà essere risolto compiutamente con la collaborazione delle Organizzazioni Sindacali.

Fa presente che, se si riuscisse ad includere nel nuovo capitolato per la proroga della concessione una clausola più precisa per quanto concerne il livello dei salari, ciò sarebbe di valido aiuto anche per la futura azione dei Sindacati.

Propone, pertanto, che per le retribuzioni dei dipendenti impiegati amministrativi e salariati della Società SITAV, si faccia riferimento, con una maggiorazione del 10%, alle retribuzioni dei dipendenti della Regione, perché i dipendenti della Società S.I.T.A.V. lavorano in un ambiente diverso e particolare che determina esigenze diverse da quelle normali dei dipendenti della Regione.

Osserva che, in questo, modo, la dinamica salariale dei dipendenti della Società S.I.T.A.V. sarebbe automaticamente collegata alla dinamica salariale dei dipendenti della Regione, soprattutto per quanto riguarda le variazioni derivanti dall'aumento del costo della vita.

Propone di dare alla Giunta l'incarico di studiare una migliore formulazione della clausola in questione, in relazione alle osservazioni di cui sopra.

Il Presidente, MARCOZ, esprime il parere che i Sindacati non abbiano un'azione molto difficile da svolgere per ottenere dei miglioramenti delle retribuzioni dei dipendenti della Casa da gioco, in quanto, in passato, tali dipendenti hanno ottenuto dei miglioramenti delle retribuzioni anche senza l'intervento delle Organizzazioni Sindacali; il che sta anche a dimostrare la comprensione che l'Amministrazione Regionale ha sempre avuto per i dipendenti della Casa da gioco.

Rileva che, sostenendo la tesi che gli impiegati amministrativi e i salariati della Casa da gioco sono, indirettamente, anche dei dipendenti della Regione, si sostiene una tesi di cui non sono eccessivamente entusiasti nemmeno gli stessi interessati, i quali, a seconda della loro convenienza, hanno ripetutamente sostenuto di appartenere ad una categoria di lavoratori differenziata dai dipendenti della Regione.

Fa presente che solo in determinate occasioni, allorquando ai dipendenti della Regione erano stati concessi determinati miglioramenti retributivi, i dipendenti della Casa da gioco avevano chiesto di essere assimilati ai dipendenti regionali.

Osserva che si ripete, anche in questo campo, il fenomeno proprio di altre categorie di dipendenti, i quali, a seconda della convenienza del momento, chiedono di essere considerati ora dei dipendenti statali e ora dei dipendenti regionali, mentre occorre tenere conto anche delle possibilità del bilancio regionale.

Il Consigliere GERMANO precisa che non intendeva affatto muovere un appunto all'Amministrazione Regionale sulla questione riguardante le retribuzioni dei dipendenti della Casa da gioco.

Riferendosi, quindi, al problema della sicurezza del loro posto di lavoro, cita alcuni casi di licenziamenti e di riassunzioni di dipendenti della Società S.I.T.A.V.

Riconosce, peraltro, che con le clausole migliorative in esame vengono introdotte norme atte a meglio tutelare il personale della Società S.I.T.A.V., anche per quanto riguarda la sicurezza del posto di lavoro.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, rileva che tutti i Consiglieri si preoccupano che le retribuzioni dei dipendenti della Casa da gioco siano determinate con la massima giustizia.

Osserva, in proposito, che occorre tener conto che varie categorie di questi dipendenti beneficiano di mance, in alcuni casi anche notevoli, il che non accade per i dipendenti della Regione.

Propone che il Consiglio deleghi alla Giunta di esaminare la possibilità di una migliore formulazione della clausola in discussione, tenendo conto delle osservazioni e delle raccomandazioni fatte in sede di Consiglio.

Riconosce l'importanza della clausola in discussione, che la Giunta riesaminerà attentamente ai fini di una eventuale migliore formulazione della clausola stessa.

Il Consigliere MAPPELLI si dichiara lieto di quanto sopra esposto dal Presidente della Giunta sulla questione di cui si tratta al fine di tenere conto delle esigenze del personale della Casa da gioco, non solo per quanto riguarda il trattamento economico, ma anche per quanto riguarda la disciplina del rapporto di impiego e della sicurezza del posto di lavoro.

Il Presidente MARCOZ invita i rappresentanti degli altri Gruppi consiliari a fare le rispettive dichiarazioni di voto ai fini della votazione sulle proposte di cui si tratta; rileva che hanno già fatto dichiarazioni di voto i Consiglieri Albaney, Montesano e Germano.

Il Consigliere BERTHET dichiara quanto segue:

"Di tutti gli argomenti trattati in questo Consiglio forse, a tutt'oggi, nessuno ci ha impegnati, come questo, in tante ore di discussione.

È giusto, d'altronde, che così sia stato, perché, - triste constatazione -, la Casa da Gioco di St. Vincent è uno dei pilastri finanziari più validi della nostra Autonomia.

Certamente, se vi fossero altri mezzi finanziari normali per fare vivere la Valle d'Aosta, noi saremmo del parere di scegliere questi altri mezzi.

Abbiamo sentito la relazione del Signor Presidente della Giunta e gli interventi dei vari Consiglieri; abbiamo riflettuto e meditato le conseguenze di queste proposte concordate con la Società S.I.T.A.V.

Anche se dalla discussione sono emerse le migliorie che al vigente capitolato apportano le modifiche proposte dalla Giunta, non si è certamente raggiunto l'optimum. La situazione economica odierna non è quella di dieci anni or sono e questo è pure da tener presente.

Avremmo gradito che l'argomento fosse stato approfondito da Commissioni consiliari prima di essere portato in Consiglio.

Molti punti avrebbero potuto essere approfonditi; ad esempio: la durata della proroga della concessione, le richieste del personale dipendente dalla Società S.I.T.A.V., il carattere degli oneri vari e, forse, anche il motivo di risentimento espresso dal Comune di St. Vincent; se ne prenda atto per l'avvenire.

Non è più il caso di insistere, anche perché sappiamo che una certa scadenza si avvicina per la Casa da gioco e conosciamo i rischi in cui possiamo incorrere.

Non vogliamo, pertanto, porre delle remore e delle questioni che possano ritardare le conclusioni.

D'altra parte, c'è una maggioranza che si assume la responsabilità.

Nell'interesse precipuo della Regione siamo disposti, pertanto, a votare a favore delle proposte di cui si tratta, con l'unico augurio che, alla scadenza del nuovo stipulando contratto, l'Amministrazione Regionale abbia ottenuto vantaggi maggiori ancora di quelli che ha avuto dall'attuale contratto".

Il Consigliere MONTESANO dichiara quanto segue:

"Io non posso dire di essere pienamente soddisfatto del contratto e delle spiegazioni che mi sono state fornite dal Presidente della Giunta e dall'Assessore Andrione.

Però, posso dire di essere parzialmente soddisfatto per alcuni emendamenti da me proposti.

Quindi, soltanto in ragione dell'accoglimento di questi miei emendamenti e delle spiegazioni, seppure parziali, datemi dalla Giunta, io dichiaro di votare a favore del nuovo contratto".

Il Presidente, MARCOZ, invita il Consiglio a votare sulle proposte discusse in ordine all'oggetto di cui si tratta.

IL CONSIGLIO

concordando sulle proposte sottoriportate, e con raccomandazione alla Giunta Regionale di esaminare la possibilità di approvare una eventuale migliore formulazione della clausola prevista al punto 4° - lettera b) delle proposte in discussione;

ad unanimità di voti favorevoli, espressi per alzata di mano (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: trentatré);

DELIBERA

di approvare le sottoriportate modificazioni migliorative, a vantaggio della Regione, di alcune clausole del vigente capitolato di concessione per l'esercizio della Casa da gioco di St. Vincent annesse all'atto di concessione in data 29 aprile 1957 - Rep. n. 1552 -, registrato in Aosta addì 20 maggio 1957 al n. 1575 Vol. 218 Mod. 1, modificazioni migliorative da inserire in un atto aggiuntivo da stipulare con la concessionaria Società S.I.T.A.V., di St. Vincent.

Modificazioni migliorative, a vantaggio della Regione, di alcune clausole del vigente capitolato di concessione per l'esercizio della Casa da gioco di St. Vincent.

1°) Il tributo-tassa di concessione che la Società S.I.T.A.V. dovrà corrispondere alla Regione ai sensi dell'articolo 3 del capitolato è stabilito nelle seguenti misure, a decorrere dal 1° gennaio 1966, con esclusione di ogni deduzione progressiva per l'incremento dei giochi a favore della S.I.T.A.V.:

a) 76% (settantasei per cento) degli introiti lordi di gioco e dei proventi degli ingressi alle sale da gioco fino alla concorrenza di Lire 2.500.000.000 di incasso lordo annuo;

b) 72% (settantadue per cento) per gli introiti e proventi annui di cui sopra eccedenti i 2.500.000.000.

2°) il concorso finanziario della Regione al rischio annuo di esercizio per eventuali insoluti in seguito alle operazioni di cambio assegni ai clienti, previsto all'articolo 3 del capitolato, sarà stabilito, a decorrere dal 1° gennaio 1966, nella misura forfettaria annua dell'1,50% ( uno e cinquanta per cento ) sul complesso dei soli assegni in conto corrente accettati al cambio, fino ad un massimo di spesa a carico della Regione di Lire 50.000.000 all'anno, ferme rimanendo le misure restrittive e di controllo del vigente capitolato.

La somma annualmente dovuta dalla Regione a titolo di concorso finanziario regionale al rischio di cui sopra, sarà versata alla Società S.I.T.A.V. entro sei mesi dalla presentazione del rendiconto.

3°) Il concorso annuo della Regione nelle spese per iniziative o per manifestazioni extra-contrattuali, previste all'articolo 3 del capitolato, sarà stabilito, già per l'anno 1965, nella misura del 50% (cinquanta per cento) delle spese effettivamente ammesse e fino ad un massimo corrispondente al 6% (sei per cento) degli introiti netti spettanti alla Regione per tributo-tassa di concessione per lo anno solare precedente, con esclusione di ogni possibilità di conguaglio non autorizzato tra le varie manifestazioni.

4°) la Società S.I.T.A.V. si impegna:

a) a mantenere in servizio tutto il personale attualmente occupato presso la Casa da gioco;

b) a corrispondere ai dipendenti impiegati amministrativi e salariati retribuzioni superiori del 10% (dieci per cento) rispetto alla media dei salari e delle retribuzioni fruite dalle corrispondenti categorie di personale in Valle d'Aosta;

c) a corrispondere ai salariati, dipendenti dalle Imprese appaltatrici dei servizi di pulizia dei locali della Casa da gioco, premi mensili di collaborazione, integrativi del trattamento economico corrisposto dalle predette imprese;

d) ad affidare il servizio di guardaroba a persona che svolga un effettivo lavoro nel servizio stesso, alla scadenza del contratto d'appalto in corso.

5°) la Società S.I.T.A.V. non potrà procedere ad assunzioni di personale, nemmeno in via provvisoria, senza il preventivo nulla osta della Giunta Regionale.

6°) La Società S.I.T.A.V. si impegna ad effettuare a sue spese un Corso per allievi croupiers valdostani entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente atto aggiuntivo; si impegna, inoltre, ad effettuare a sue spese altri corsi per allievi croupiers, durante il periodo di durata del presente atto aggiuntivo, in seguito a richiesta della Giunta Regionale in base ad accertata necessità obiettiva di tale personale.

7°) La Società S.I.T.A.V., concessionaria, assume nei confronti della Regione Autonoma della Valle d'Aosta, concedente, i seguenti impegni:

a) costruzione da parte della Società S.I.T.A.V. a totali sue spese, - nell'interesse e in proprietà della Regione, su terreno di proprietà regionale o da acquistare dalla Regione -, di nuovi locali e opere destinate ad ampliare la Casa da gioco oppure, a richiesta della Giunta Regionale su conforme decisione del Consiglio, a potenziare il complesso turistico di St. Vincent, ai fini della maggiore e migliore produttività della Casa da gioco e per adeguare l'attrezzatura del Centro di St. Vincent a quella delle più moderne e vicine stazione turistiche concorrenti estere, per un importo di spesa di complessive Lire 600 milioni (seicento milioni), in base a progetti predisposti dalla Società S.I.T.A.V. ed approvati dalla Giunta Regionale, con direzione dei lavori da parte della Regione (in collaborazione con l'Ufficio tecnico della Società S.I.T.A.V.) e con ultimazione delle opere entro il 31 dicembre 1970. La Giunta Regionale potrà integrare gli elenchi delle Ditte da invitare agli appalti con nominativi di comprovata idoneità. Le modalità degli appalti saranno concordate con la Giunta Regionale. Le spese relative al mobilio e all'arredamento dei locali ampliati sono a carico della Società S.I.T.A.V. che ne resta proprietaria.

b) Costruzione in St. Vincent da parte della Società S.I.T.A.V., o di altre Società alla stessa collegate, di un albergo di categoria 2°, di complessivi 200 letti, come da progetto da approvare dalla Regione, albergo da ultimare entro il 31 dicembre 1967.

c) costruzione da parte della Società S.I.T.A.V., a mezzo di Società alla stessa collegate, di una funivia e di impianti di risalita per la valorizzazione turistica del Monte Zerbion, oppure, - in seguito ad accordo tra il Consiglio Regionale e la Società S.I.T.A.V., - di opere corrispondenti e sostitutive ai fini del potenziamento turistico di St. Vincent, opere da eseguire entro il 31 dicembre 1973 secondo progetti predisposti dalla Società S.I.T.A.V. ed approvati dalla Giunta Regionale.

Per l'esecuzione delle opere di cui alle lettere b) e c) la Società S.I.T.A.V. dovrà sostenere una spesa non inferiore a Lire 1 miliardo 500.000.000 (non comprensiva di eventuali contributi statali).

In caso di mancato adempimento anche di uno degli impegni di cui alle lettere a), b) e c) da parte della Società S.I.T.A.V., il presente atto aggiuntivo, previa intimazione da parte della Giunta Regionale, decadrà di pieno diritto.

Per consentire alla Società S.I.T.A.V. l'adempimento degli oneri e la costruzione delle opere e impianti previsti alle lettere a), b) e c) e ai fini dell'avviamento delle opere stesse volto allo sviluppo del turismo in St. Vincent e in Valle d'Aosta, la scadenza del vigente contratto-capitolato di cui all'atto in data 29-4-1957 Rep. n. 1552, con le modificazioni ed aggiunte previste dal presente atto aggiuntivo, viene fissata al 31 dicembre 1977.

8°) La Società S.I.T.A.V. garantirà, sugli incassi da gioco, l'importo minimo netto per la Regione di 500.000.000 (cinquecento milioni) per ogni anno di esercizio della Casa da gioco.

9°) L'ammontare del contributo annuo che la Società S.I.T.A.V. deve versare alla Regione ai sensi dell'articolo 18 del vigente capitolato d'oneri è aumentato, a decorrere dal 1° gennaio 1966, da Lire otto milioni a Lire dodici milioni.

10°) La Società S.I.T.A.V. si impegna a tenere aperta la Casa da gioco per l'intero periodo di durata del presente atto aggiuntivo e a farvi funzionare i giochi per l'intero periodo stesso.

Qualora la Società S.I.T.A.V. per qualsiasi motivo, esclusi i casi di forza maggiore debitamente comprovati, sospenda la gestione dei giochi di azzardo, incorrerà nella decadenza della concessione e nell'incameramento dei venti milioni di anticipo, o della corrispondente somma garantita con fideiussione bancaria od assicurativa, di cui all'articolo 6 del vigente capitolato d'oneri.

11°) Le clausole e condizioni del presente atto aggiuntivo avranno efficacia a decorrere dal 1° gennaio 1966, salvo per quanto previsto al punto 3°) del presente atto.

A decorrere dal 1° gennaio 1966 cesseranno di avere vigore le clausole del vigente atto di concessione e dell'annesso capitolato d'oneri in data 29 aprile 1957 Rep. n. 1552 che risultino sostituite, modificate, già attuate totalmente o superate con le clausole del presente atto aggiuntivo. È escluso ogni diritto di prelazione alla scadenza del presente atto aggiuntivo.

12°) Le spese di stipulazione, di registrazione, di bollo e accessorie, presenti e future, relative al presente atto aggiuntivo, sono a totale carico della Società concessionaria S.I.T.A.V.

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Si dà atto che, su proposta del Presidente della Giunta, CAVERI, la seduta viene sospesa dalle ore 18,18 alle ore 18,45.

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