Oggetto del Consiglio n. 498 del 25 ottobre 1979 - Verbale

OGGETTO N. 498/79 - Reiezione della proposta di legge regionale concernente: "Autorizzazione di spesa per la concessione di un contributo annuo all'Associazione "Augusta" di Issime."

Le parlate germaniche delle popolazioni dei comuni di Issime, Gressoney-St-Jean e Gressoney-La-Trinité costituiscono un patrimonio linguistico di grande valore che deve essere tutelato dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta.

L'iniziativa dell'Amministrazione regionale risulta tanto più importante se si considera che le parlate di Issime e di Gressoney differiscono dalla lingua letteraria tedesca e che la loro peculiarità deve quindi essere sottolineata e salvaguardata non solo nei confronti dell'italiano, del francese, del francoprovenzale e del piemontese, ma anche del tedesco letterario. Inoltre va presa in attenta considerazione e fatta oggetto di studi approfonditi la differenza esistente fra la parlata di Issime e quella di Gressoney.

L'art. 1 enuncia quindi, nella tutela e rivalutazione della lingua originale degli abitanti di Issime e Gressoney, la finalità, del contributo regionale e indica nell'Associazione "Augusta" di Issime lo strumento di tale politica linguistica. L'art. 1 evidenzia inoltre che la somma di sette milioni è stanziata come contributo annuo per funzionamento ordinario dell'Associazione, mentre singole iniziative di particolare interesse culturale potranno usufruire di contributi di carattere straordinario.

L'art. 2 sottolinea che il contributo della Regione all'Associazione "Augusta" è finalizzato non ad una generica attività di promozione culturale e linguistica, ma alla ben delimitata difesa e rivalutazione della lingua originale degli abitanti di Issime e Gressoney, secondo criteri che l'Associazione stessa, all'atto della sua fondazione, il 30 luglio 1967, aveva indicato nell'art. 3 punti e) e f) dello Statuto.

L'art. 3 impegna il Presidente dell'Associazione a far pervenire al Presidente della Giunta regionale copia della Relazione annuale e del Bilancio preventivo e consuntivo approvati dall'Assemblea dei soci, in modo da permettere al Consiglio regionale di seguire regolarmente l'attività dell'Associazione.

L'art. 4, al fine di sollecitare la partecipazione della popolazione e dei Comuni interessati alla vita dell'Associazione, prevede la cessazione del contributo regionale ordinario qualora l'Associazione "Augusta" non fosse più adeguatamente sostenuta attraverso le quote dei soci ed i contributi dei Comuni.

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Proposta di legge regionale n. 40

REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA

Legge regionale................................n. ...........: AUTORIZZAZIONE DI SPESA PER LA CONCESSIONE DI UN CONTRIBUTO ANNUO ALLA ASSOCIAZIONE "AUGUSTA" DI ISSIME.

Il Consiglio regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta regionale

Promulga

la seguente legge:

Articolo 1

Ai fini della tutela e rivalutazione della lingua originale degli abitanti di Issime, Gressoney-St-Jean e Gressoney-La-Trinité è autorizzata, per gli anni finanziari 1979-1980-1981-1982, la spesa di lire sette milioni per la concessione di un contributo annuo per il finanziamento dell'attività ordinaria della "Augusta" Verein-Issime (Associazione "Augusta" di Issime).

La Giunta regionale provvede, con apposite deliberazioni, alla liquidazione del contributo.

Articolo 2

Il contributo regionale è concesso per permettere alla "Augusta" Verein di Issime di programmare e coordinare l'attività di raccolta, registrazione e archiviazione della produzione scritta e orale in lingua Walser; di stimolo alla trascrizione di tale lingua; di organizzazione di incontri fra i parlanti Walser; di promozione di studi e ricerche sulla lingua dei Walser e sulla loro storia; di pubblicazioni di testi di carattere letterario, pedagogico e grammaticale sulla lingua Walser.

Articolo 3

Il Presidente della Associazione "Augusta" dovrà trasmettere al Presidente della Giunta regionale copia della Relazione annuale e del Bilancio preventivo e consuntivo approvati dalla Assemblea dei soci, entro 60 giorni dalla loro approvazione.

Articolo 4

Qualora le entrate annuali della Associazione derivanti dalle quote sociali o da contributi dei Comuni divenissero inferiori ad un ventesimo del contributo ordinario regionale, la concessione del predetto contributo verrà automaticamente sospesa.

Articolo 5

L'onere derivante dall'applicazione della presente legge graverà sul capitolo 7152, che viene istituito nella parte SPESA del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1979, e sui corrispondenti capitoli di bilancio per gli anni successivi, fino al 1982.

Il finanziamento della maggiore spesa è assicurato da una maggiore ENTRATA di-pari somma accertata sul capitolo 20 della parte ENTRATA del bilancio di previsione della Regione dell'anno 1979.

Articolo 6

Al bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1979 sono apportate le seguenti variazioni:

PARTE ENTRATA

- Variazioni in aumento:

- Capitolo 20:

Entrate sostitutive dei proventi delle quote fisse di ripartizione fra lo Stato e la Regione, delle entrate erariali previste dall'art. 3 lett. a) b) c) della legge 6.12.1971, n. 1065

L. 7.000.000

PARTE SPESA

- Variazioni in aumento:

- Capitolo 7152:

"Contributo alla Associazione "Augusta" di Issime"

L. 7.000.000

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Dolchi (P.C.I.) - Faccio presente che c'è il parere delle Commissioni Affari Generali e Finanze e della Pubblica Istruzione, pareri alquanto contrastanti e diversi. Do la parola al presentatore, al Consigliere Riccarand che ne ha facoltà.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - La proposta di legge è molto semplice; è stata più volte esaminata dalle Commissioni Pubblica Istruzione e Affari Generali in seduta congiunta, credo, pertanto, che non giunga nuova a gran parte dei Consiglieri, quindi, la mia illustrazione sarà sintetica e richiamerà soltanto gli obiettivi principali della proposta di legge.

La popolazione Walser costituisce - a nostro avviso - una realtà culturale ben particolare all'interno della Comunità plurilingue valdostana. La caratteristica principale, che distingue e differenzia la popolazione Walser dalla restante popolazione valdostana, è di ordine linguistico. La popolazione Walser, infatti - l'aspetto significativo che aveva ed ha ancora adesso - utilizza tuttora, in gran parte, una lingua che appartiene alle lingue germaniche, in una Regione in cui, invece, la stragrande maggioranza della popolazione utilizza, ed ha come lingua materna, diverse varianti di lingue neo-latine. Questa notevole particolarità linguistica - che deriva e si ricollega a una storia particolare, a un modo di produrre, di vivere, storicamente diverso - costituisce un elemento di originalità e di ricchezza culturale che deve essere riconosciuto e tutelato dalla Regione Valle d'Aosta.

Lo Statuto speciale per la Regione Autonoma Valle d'Aosta - così come non riconosce, non tutela, la presenza di un'importante parlata neo-latina, cioè il francoprovenzale - nello stesso modo non riconosce, non tutela, la parlata walser. Evidentemente i motivi per cui ci sono queste dimenticanze, queste omissioni, nello Statuto, richiederebbero un'analisi che esula un pochino, se vogliamo, dal discorso su questa legge.

Comunque, un'iniziativa legislativa diretta della Regione - per introdurre nelle scuole l'insegnamento del walser - rischierebbe, nella situazione attuale, con lo Statuto speciale in vigore, di incontrare l'opposizione del Governo e di essere respinta per illegittimità. La Regione può però intervenire in vari modi, in modo essenzialmente indiretto, a tutela della cultura e della lingua walser. Uno dei modi, ce ne sono tanti, è quello indicato dalla presente proposta di legge, è quello di intervenire a sostegno di un'associazione che già esiste, che è nata spontaneamente e volontariamente nel 1977: l'Associazione Augusta, l'Associazione - che ha uno statuto che penso sia valido e condivisibile da parte dell'Amministrazione regionale - che già opera nel campo della tutela del patrimonio linguistico walser, che pubblica annualmente una rivista.

Si tratta - ed è questo l'obiettivo della proposta di legge - di riconoscere, con legge regionale, quest'Associazione e garantirle un adeguato contributo. Scopi della proposta di legge sono, quindi, riassumendo: primo, esprimere, manifestare con una legge regionale il riconoscimento della problematica "Walser" e la significatività di questa problematica all'interno del patrimonio culturale valdostano; secondo: garantire all'Associazione Augusta un finanziamento stabile e sicuro che le consenta una programmazione dell'attività, che la solleciti a intensificare, ulteriormente, la propria azione; terzo: fare dell'Augusta, o contribuire, o sollecitare perché l'Augusta possa essere un momento di aggregazione sul terreno culturale della popolazione Walser che abita nei tre Comuni della Valle del Lys, i due Gressoney e Issime; quarto: l'obiettivo è di rilevare che l'Associazione Augusta, nella sua attività - e questo del resto è conforme allo statuto stesso dell'Associazione -, deve soprattutto porre l'accento, l'attenzione, sull'aspetto della tutela e dello sviluppo della lingua walser, che è la realtà più significativa e, nello stesso tempo, più minacciata della popolazione Walser. Questi, probabilmente, sono il contenuto e gli obiettivi della proposta di legge sull'Augusta. Una proposta di legge che, presentata nel mese di gennaio, è discussa in aula dopo un lungo iter, perché, da parte delle Commissioni - e anche da parte mia - si è voluto attendere un parere formale del direttivo dell'associazione Augusta. Dopo aver sentito dei pareri, sia a livello di singoli soci, sia a livello di Presidente dell'Associazione, si è attesa una lettera - diciamo del direttivo - che è giunta e che, anche se non chiarisce bene fino in fondo, non esplicita una presa di posizione, comunque dice alcune cose in merito alla proposta di legge.

Oggi, quindi, questa proposta di legge può essere discussa e votata - penso con piena cognizione - da parte del Consiglio regionale. Alla proposta di legge sono state presentate, sono state mosse - nel corso delle riunioni congiunte delle Commissioni Affari Generali e Pubblica Istruzione - delle obiezioni. Obiezioni che vorrei riprendere, perché sono quelle che illustrerò, obiezioni che non condivido e che respingo.

La prima obiezione è quella di chi dice che lo stanziamento previsto, i 7.000.000 di contributo annuo all'Associazione Augusta, è uno stanziamento troppo esiguo; si dice che già ora, la sola stampa della rivista dell'Associazione Augusta costerebbe quasi l'ammontare di questo contributo regionale. Anzitutto si potrebbe dire - a chi fa questo tipo di critiche - che nulla vietava a queste persone, a questi Consiglieri, di proporre uno stanziamento maggiore, giustificando evidentemente perché si chiedeva uno stanziamento maggiore a favore dell'Associazione Augusta. Comunque, a mio avviso, non è vero che questi 7.000.000 sono uno stanziamento insufficiente...innanzitutto la stampa della rivista non costa sicuramente 7.000.000, la stampa della rivista di quest'anno, in 1.500 copie, a carico della Regione, è costata 2.931.000, e con l'IVA si arriva a 3.000.000! Quindi siamo molto distanti dai 7.000.000 e poi, non necessariamente...va beh, qui ci sarebbe un discorso lungo da fare sulla rivista...siamo ben lontani dal discorso dei 7.000.000, è che sarebbero sempre disponibili... Poi c'è il fatto - da tener presente - che i 7.000.000 di contributo regionale non esauriscono il bilancio dell'Associazione Augusta. L'Associazione, accanto al contributo regionale, ha il contributo dei soci, che ha sempre avuto e che continuerà ad avere, ed è previsto anche...che deve continuare ad avere il contributo dei soci, ha i ricavi delle vendite delle riviste, degli abbonamenti alla rivista, 1.500 copie - in parte date in omaggio, regalate, in parte sono vendute - ci sono degli abbonati. Inoltre, ci sono i contributi dei tre Comuni in cui operano i Walser che, evidentemente, dovrebbero essere a loro volta, diciamo, responsabilizzati rispetto a un intervento di sviluppo di un'associazione riconosciuta.

Il bilancio dell'Associazione Augusta, complessivamente può quindi superare di gran lunga, o comunque può superare facilmente gli 8.000.000 e, a mio avviso, non sono pochi per operare sul terreno culturale, in una realtà che è territorialmente e numericamente limitata, come quella dei tre Comuni della Valle del Lys.

Accanto a queste considerazioni, ce ne sono altre che si potrebbero fare; anzitutto, la durata della proposta della legge regionale, in base alla proposta che ho presentato, è di quattro anni, poi questa legge scade e deve essere votata; questo permetterebbe, eventualmente, di incrementare il contributo, se si ritiene che questo contributo, questo modo di operare, abbia dato dei risultati validi.

E poi, ancora nella proposta di legge, si dice chiaramente all'articolo 1 che il contributo di 7.000.000 è dato per il finanziamento dell'attività ordinaria dell'Associazione, questo è detto chiaramente; evidentemente, se si organizzano delle iniziative di tipo particolare, nulla vieta che - e in conformità a una legge regionale lo diventa ancora più serenamente, con maggiore giustificazione - la Giunta regionale, l'Amministrazione regionale, il Consiglio regionale, deliberi contenuti di carattere straordinario.

Una seconda obiezione fatta alla proposta di legge è che questo finanziamento, stabilito con legge regionale, sarebbe un danno per l'Associazione stessa, perché la farebbe, in un certo senso, "addormentare", la farebbe perdere di vitalità e spontaneità. Sono affermazioni fatte in sede di Commissione da alcuni Consiglieri. Innanzitutto, vorrei precisare che questa non è certo l'opinione di molti membri dell'Associazione Augusta, opinioni che a livello individuale e anche in forma scritta, sono state precisate dall'Associazione Augusta. Lo stesso Presidente, la Presidenza stessa dell'Associazione Augusta, con una lettera che è, in gran parte, a titolo personale - comunque era stata mandata il 24 gennaio - al primo punto diceva: "Nous sommes très heureux que le Conseil s'occupe de nous, et que l'on nous reconnaisse la possibilité d'établir un programme de travail en mettant à notre disposition une somme fixe par année". Evidentemente è di tutto interesse, è un elemento positivo per l'Associazione avere una base su cui poter programmare la sua attività.

Poi io vorrei far osservare, a chi fa questo tipo di obiezioni, che se quest'obiezione ha una logica, e se ci fosse coerenza in questo tipo di obiezione, allora si dovrebbe affermare che - poiché i contributi all'Associazione definiti per legge tendono ad addormentare il ruolo dell'Associazione - non si dovrebbe più dare a nessuna Associazione dei contributi, però, in questo modo, tutte quante avrebbero più energia, avrebbero più vitalità, avrebbero più spontaneità e tutte le cose andrebbero meglio. In realtà, dietro questo ragionamento c'è, a mio avviso, la logica di chi vuol far mantenere alla maggioranza regionale la più ampia discrezionalità nel finanziare, e nel quanto finanziare le varie associazioni e le varie iniziative culturali.

Una terza obiezione rivolta alla proposta di legge è che si darebbe un riconoscimento legislativo, un finanziamento stabile a un'Associazione di tipo privato, e che quindi, se si fa questo per l'Associazione Augusta - in particolare l'obiezione l'ha fatta l'Assessore alla Pubblica Istruzione, espressione anche di un parere della Giunta - se oggi si desse un finanziamento all'Associazione Augusta, bisognerebbe fare lo stesso per altre Associazioni, come la Società archeologica, l'Accademia Sant'Anselmo, il Comité des Traditions Valdôtaines, il Centre d'Études Francoprovençales...ecco, ora io penso che questa sarebbe una cosa estremamente positiva, affatto negativa. Sarebbe un bene che le funzioni di questi centri e i relativi finanziamenti regionali fossero definiti da una legge o, almeno, da un regolamento, in modo da non permettere più delle operazioni in cui il controllo del Consiglio regionale è attualmente nullo. Questa non è per nulla una cosa negativa - se si stabiliscono dei regolamenti, delle norme di comportamento, nei confronti dell'Associazione - questo sarebbe molto positivo.

Però, voglio dire anche un'altra cosa, io non metterei sullo stesso piano un'Associazione come l'Augusta, cioè, una struttura che deve intervenire - che ha come compito di intervenire in una realtà linguistica come quella dei Walser - con altri tipi di Associazioni culturali di vario genere. Si tratta di una scelta politica, a mio avviso, che va fatta privilegiando delle strutture che intervengono su aspetti culturalmente significativi della realtà valdostana e culturalmente più minacciati. Avevo presentato, contemporaneamente, la proposta di legge per l'istituzione di un centro di promotion du francoprovençal, e la proposta di legge per un contributo all'Associazione Augusta perché, evidentemente, le due cose erano legate. Si trattava di individuare due patrimoni culturali e linguistici della Comunità valdostana, significativi e minacciati, su cui intervenire con leggi regionali, con finanziamenti stabili, con una scelta politica da parte dell'Amministrazione regionale.

Una quarta obiezione che è fatta alla proposta di legge, è che questa proposta - così come quella sul francoprovenzale - sarebbe espressione di una strategia di attacco alle lingue storiche della popolazione valdostana; anche questa è stata fatta in sede di Commissioni congiunte. Si dice che, con questa proposta di legge, si vuole contrapporre walser a tedesco letterario, così come il francoprovenzale alla lingua francese. È fin troppo facile rovesciare il discorso e dire che - proprio chi voterà contro questa proposta e ha votato contro la proposta per l'istituzione del centro di promotion du francoprovençal - favorisce proprio queste persone, questi Consiglieri, queste forze politiche. Favoriscono la disgregazione delle due parlate materne della gran parte della popolazione valdostana, il francoprovenzale e il walser, a favore, a vantaggio, delle lingue che storicamente sono state le lingue d'élite, le lingue che un attento studioso della storia linguistica valdostana, Aldo Rosellini, ha giustamente - a mio avviso - definito le lingue chic. Questo è un punto che comunque è già stato abbondantemente affrontato in sede di discussione della proposta di legge sul francoprovenzale e su cui non ho intenzione di soffermarmi. In realtà, non si tratta, evidentemente, di contrapporre walser a tedesco letterario, francoprovenzale a lingua francese; si tratta di prendere atto dell'esistenza di parlate che sono fra loro diverse, in cui esistono delle realtà linguisticamente, culturalmente, più deboli, anche se più espressive, della Comunità valdostana e intervenire rispetto a queste realtà.

Un'ultima obiezione avanzata alla proposta di legge è questa: c'è chi dice - anche quest'affermazione fatta in sede di Commissioni congiunte - la proposta di legge va bene, però, poiché ci sono in discussione, sono state presentate, saranno discusse, in questo stesso Consiglio, nel prossimo Consiglio, delle proposte per rivedere lo Statuto speciale della Valle d'Aosta - proposte che vanno nel senso di riconoscere ufficialmente, per Statuto, i Walser e di dare loro una rappresentanza in Consiglio regionale - poiché ci sono queste proposte di carattere più globale, sarebbe necessario soprassedere alla discussione sul ruolo dell'Associazione Augusta, su un'eventuale legge che la riconosca ufficialmente, che le dia un contributo, e aspettare invece che sia attuata questa modifica dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta.

Credo che questa impostazione, questo ragionamento, questo modo di agire, sia proprio il modo migliore per non fare niente e aspettare che passi il tempo senza concludere niente, perché sappiamo tutti - a meno che uno non voglia mentire a sé stesso - che una modifica dello Statuto non è né cosa facile, né vicina. Oltretutto, la proposta di modifica - che è allegata all'ordine del giorno di questo Consiglio e che è stata presentata dall'Union Valdôtaine, è tale da non incontrare - come verificheremo tra poco, se sarà discussa - neppure il parere unanime del Consiglio regionale. Non vedo proprio come si possa pensare di far passare in Parlamento una proposta sui cui neanche in Valle d'Aosta c'è unanimità di pareri! In ogni caso, vorrei ribadire quello che ho già detto in sede di Commissione, cioè che l'approvazione di questa proposta di legge non pregiudica assolutamente una modifica dello Statuto speciale, anzi, una modifica diventerebbe maggiormente giustificata proprio dal fatto che la Regione interviene - in un certo senso ha già riconosciuto la validità di un certo tipo d'intervento - sul terreno linguistico, culturale, rispetto alla Comunità Walser.

Dopo aver visto brevemente queste cinque obiezioni, che sostanzialmente sono state mosse alla proposta e che non accetto e respingo, vorrei invece sottolineare alcuni aspetti che sono emersi in questi mesi, nel senso da gennaio a oggi: da quando è stata presentata a quando è stata elaborata, è praticamente passato un anno dalle discussioni, dalle iniziative! C'è stato un seminario walser a Gressoney che ha dato alcuni elementi di valutazione, ci sono stati nuovi elementi, per cui, io stesso, propongo due modifiche non sostanziali, ma significative, a quella che era la mia proposta di legge originaria.

I due emendamenti, che sono allegati all'oggetto presentato ai Consiglieri, e che sono stati presentati in sede di Commissione, sono due emendamenti agli articoli 1 e 2 che hanno un significato molto semplice. La proposta di legge, presentata a gennaio, era incentrata prevalentemente - anzi, direi esclusivamente - sull'aspetto linguistico; si diceva, sostanzialmente: diamo un finanziamento stabile all'Augusta, un finanziamento per l'attività ordinaria, perché l'Augusta intervenga soprattutto sulla tutela del patrimonio linguistico walser, e si lasciava un pochino da parte gli altri tipi di interventi di carattere culturale che l'Associazione, in base al suo statuto, può fare. Ora, questo discorso potrebbe essere interpretato in senso un pochino restrittivo, quindi questi due emendamenti vanno nel senso di chiarire, perché forse non era...chiarire che, nella proposta di legge regionale, il finanziamento di 7.000.000 - contributo regionale all'Associazione Augusta dato prioritariamente per l'intervento sull'aspetto linguistico - è dato, comunque, a tutta l'attività che l'Associazione Augusta ritiene di svolgere, in base al proprio statuto, in base ad uno statuto che io condivido e ritengo valido, ritengo ben fatto, e penso che i Consiglieri che l'hanno esaminato, lo ritengano analogamente valido.

Emendamento

Art. 1 - Sostituire l'inizio del primo comma con:

"Ai fini della tutela e rivalutazione della lingua originale della popolazione Walser di Issime, Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité, e dell'intero patrimonio culturale Walser, è autorizzata...".

Emendamento

Art. 2 - Al termine dell'articolo aggiungere:

"; di assumere ogni altra iniziativa conforme ai principi promozionali dello Statuto della Associazione.".

Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione generale. La parola al Consigliere Salvadori...e successivamente si è iscritto il Consigliere Lustrissy.

Salvadori (U.V.) - Avant d'entrer dans les détails de la loi proposée par Riccarand, je voudrais proposer aux Conseillers présents un quiz et je donnerai la réponse au moment de la déclaration de vote. Ce quiz est une phrase qui a été publiée et qui dit: "Del resto le norme sul bilinguismo hanno proprio lo scopo di porre su un piano di pari dignità entrambe le lingue e prevedono la loro conoscenza per l'accesso ai posti pubblici". Je demanderai au Conseil de me dire qui a fait une déclaration de ce genre et, dans la déclaration de vote, on comprendra pourquoi j'ai commencé cette intervention avec cette déclaration.

À propos de la loi proposée par Riccarand, l'Union Valdôtaine, a dit un "non" clair, ferme, pour des raisons de principe et pour des raisons générales. La raison de principe, qui est à la base fondamentale, c'est - et d'ailleurs l'a reconnu le présentateur de la loi même - qu'il y a, à la base de ce projet de loi, la volonté marquée de mettre, encore une fois, selon la stratégie que certains partis veulent suivre, le Walser contre l'allemand et d'ailleurs - comme a déjà dit Riccarand - le patois contre le français. C'est très clair dans le rapport à la loi, là où l'on dit: "Le parlate di Issime e di Gressoney differiscono dalla lingua tedesca e la loro peculiarità deve essere sottolineata", et là où tout le monde est d'accord "anche dal tedesco letterario". Mais, parmi les raisons de principe qui nous portent à dire "non" à cette loi, il y a le discours de la vie même de l'Association Augusta d'Issime, parce que Riccarand parle souvent de statut de l'Association Augusta d'Issime, et j'ai vu qu'il démontre de n'avoir pas lu, avec suffisante attention, les statuts de l'Association. Car, en effet, dans les 22 articles qui composent ce statut, il n'y a jamais le terme "Walser", il n'y a jamais les termes "Gressoney" et "Issime", pour le simple fait que l'article 2 du statut - et je vous le lit, de façon que tout le monde puisse comprendre ce que je dis! - il récite: "l'Associazione Augusta di carattere filantropico strettamente politico ha lo scopo di conservare e rivalutare i dialetti caratteristici e le tradizioni locali, mediante la promozione sociale e il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni della Valle d'Aosta, delle Valli dell'Alto Biellese, del Sesia, del Lanzo e del Toce."

Alors, si selon les déclarations de Riccarand, on devrait donner ces 7.000.000 à l'Association Augusta - qui d'ailleurs n'a jamais demandé une loi car les interventions de la Région à ce propos ont été largement suffisantes dans les passé et, surtout dans les années récentes - selon l'article 2 du statut de l'Augusta et selon l'amendement, présenté par le même présentateur, qui est énormément pire dans ce sens, contribuerait à défendre et, comme il dit: "a rivalutare e conservare i dialetti caratteristici della Valle d'Aosta" et donc, même le patois "delle Valli dell'Alto Biellese e del Sesia, del Lanzo e del Toce".

Mais, à côté de ce fait, il y a que l'Association Augusta a envoyé une lettre en réponse aux requêtes de la Commission, en disant des choses extrêmement précises. La première est que: "la lingua tedesca è strumento indispensabile per lo studio scientifico delle parlate walser" donc en contestant totalement les thèses qui étaient à la base de la proposition de Riccarand, l'autre est que: "Il contributo annuo fisso eventuale deve servire esclusivamente al funzionamento ordinario dell'Associazione". Tandis que l'article 2 du projet de loi présenté par Riccarand, met tout une série d'interventions, de choses à faire, qui seraient impossibles non seulement avec 7.000.000, mais même avec 70.000.000!

Riccarand a dit que si on ne fait pas une loi, on laisse à la discrezionalità , comme il a dit, de différents Juntes la possibilité de donner de plus ou de moins à l'Association Augusta...eh bien, on a déjà démontré en Commission et tous ceux qui étaient présents ont pu le constater, il n'y a aucun problème de discrimination de la part de n'importe quelle Junte à partir de 1967 jusqu'à présent! Donc, aucun problème de majorité et aucun problème, donc, d'une loi dans ce secteur. Augusta est encore une Association culturelle et tout une série d'initiatives doivent être prises à côté de l'initiative culturelle, doivent être portées de l'avant par les Communes de Gressoney et d'Issime. On a largement travaillé en ce sens et à travers d'autres organismes qui, par exemple, dans le dernier séminaire walser, nous ont permis d'obtenir un grand succès dans les trois journées de travail. Entre?les articles 3 et 4, là où on prévoit des contrôles rigides, ne permettraient pas une vie tranquille pour une Association qui est volontaire et qui ne fait pas son travail à plein temps, le travail des adhérents n'est pas à plein temps, mais beaucoup partiel!

Parmi les raisons générales, il y a le fait que les interventions de la Région à propos de la minorité Walser, et non de l'Association Augusta, ont été bien plus importantes des 7.000.000 prévus par cette loi, je parle de la revue - d'ailleurs Riccarand a déjà parlé de plus de 3.000.000 seulement pour la revue annuelle - du séminaire qu'on a fait pour cette minorité qui, justement comme le disait aussi Riccarand, n'est pas encore reconnue par le Statut valdôtain.

Parmi les raisons générales, il y a encore le fait que c'est très dangereux reconnaître - avec des lois ainsi rigides comme celle proposée pour l'Augusta - les Associations culturelles et les encadrer, avec tous les contrôles que Riccarand voudrait poser à leur activité d'Association volontaire. Mais, à la base de tout, il y a le discours plus général, et c'est que le Conseil régional de la Vallée d'Aoste, doit, finalement - non par le moyen de loi qui intéresse des Associations culturelles qui ne sont pas spécifiques de la minorité Walser - reconnaître le problème de la minorité Walser et reconnaître, dans le Statut, un oubli qui a été en 1948.

Seulement après la reconnaissance formelle de la minorité Walser on pourra agir dans tous les domaines, et, quand je dis "tous les domaines" je dis musées, écoles, rapports avec la RAI et vous savez très bien que, dans la convention, on parle d'étudier la possibilité de permettre, aux trois Communes de langue allemande de la Vallée du Lys, de recevoir les programmes en langue allemande qui viennent de la Suisse; on parle seulement de possibilité et on a presque rien fait!

Les rapports avec le...institut qui nous permettrait d'avoir des échanges remarquables, les stages, le discours touristique - qu'on n'a pas encore envisagé - donc, le discours plus général de l'économie de la zone, qui aurait, avec cette reconnaissance formelle que nous prévoyons et que nous discuterons - je ne sais pas si cet après-midi ou demain - avec la loi que l'Union Valdôtaine a présentée en faveur, non seulement, évidemment, de la minorité Walser, ni de la nouvelle loi électorale régionale, eh bien, seulement avec ce système on pourra donner à la minorité Walser la possibilité d'être mieux sauvegardée, mieux représentée et de vivre!

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Lustrissy.

Lustrissy (D.P.) - Su questi problemi abbiamo già dibattuto a lungo in questo Consiglio, che ha visto delle posizioni abbastanza differenti, ma non voglio entrare, oggi, in merito al problema linguistico, voglio solo considerare la proposta, così com'è stata fatta. Noi riteniamo che la proposta sia da prendere in considerazione, sia una proposta seria, nel senso che si tratta di un primo riconoscimento ufficiale che questo Consiglio adotta, con legge, dell'esistenza di una minoranza linguistica all'interno di un'altra minoranza linguistica nel contesto della Regione. Dico "si tratta di un primo riconoscimento ufficiale" perché, di riconoscimenti ufficiosi - l'ha ricordato Salvadori - ne abbiamo già avuti parecchi. Da molti anni l'Amministrazione regionale segue con attenzione, tramite l'Assessorato della Pubblica Istruzione, l'attività di quest'Associazione e i problemi di questa minoranza. Credo, però, sia giunto, oggi, il momento di istituzionalizzare questo riconoscimento, nella forma solenne di una legge regionale, che vede, per la prima volta, un riconoscimento tangibile a una minoranza che è esistente e vitale nella nostra Regione. È un riconoscimento non solo dovuto, ma è un riconoscimento che ha, inoltre, dei motivi che affondano le radici in una tradizione storico-culturale della zona, che deve essere attentamente considerata da parte di questo Consiglio regionale.

Dobbiamo anche riconoscere che purtroppo - e dico "purtroppo" - l'unica attività culturale svolta in quella zona, è dell'Associazione Augusta, l'unica che, al momento, in accordo con l'Assessorato della Pubblica Istruzione, svolge un'attività sotto il profilo culturale per il recupero dei valori di questa Comunità, con le possibilità limitate che questa società ha di lavorare sotto forma di Associazione che è volontaria, per tante limitazioni che la società stessa trova nell'adempimento dei propri compiti. Anche perché, pur potendo contare su un contributo annuale da parte dell'Amministrazione regionale - che non è mai stato negato - però, se di fronte ad un bilancio assegnatogli per un certo numero di anni, potesse programmare attività culturali in modo anche più intenso e diverso, non verrebbe a turbare, credo, la vita dell'Associazione e la vita di questa Comunità.

Pertanto, ricapitolando, siamo favorevoli a questa proposta di legge per i motivi che ho indicato. Siamo anche altrettanto favorevoli alla proposta di legge in sé come riconoscimento ufficiale, non solo di un problema di questo tipo esistente nella nostra Regione, ma anche del riconoscimento - oserei dire "ufficiale" - dell'attività dell'Associazione che, peraltro, non comporta per il Consiglio regionale, oltre a queste dichiarazioni solenni di presa di coscienza dei problemi di una Comunità, un impegno finanziario che vada di là delle possibilità del bilancio regionale.

Si tratta di un primo impegno finanziario limitato, che è una conseguenza della considerazione dell'attività che è svolta dalla società e quello che ci trova ancora più consenzienti, è che, l'impegno finanziario - a differenza di altri impegni finanziari - non è illimitato nel tempo - ma è limitato come durata, a un certo numero di anni, perché avremo la possibilità di verificare, se in questi anni, questa legge, avrà avuto1a possibilità di incidere sull'attività culturale, sull'attività di un'Associazione che ha ben meritato, credo, l'attenzione come l'ha meritata nel passato, come l'ha sempre meritata dall'Amministrazione regionale. D'altra parte, dico "primo riconoscimento ufficiale" perché, anticipando quello che diremo in seguito, di fronte all'altra proposta di legge di riforma istituzionale del nostro Statuto regionale, siamo d'accordo che sia fatta anche questa proposta.

Pertanto, le due cose non possono essere messe in contrapposizione, le due cose possono benissimo convivere e, secondo noi, forse facilitare anche la seconda, perché di fronte ad un primo riconoscimento ufficiale interno, come atto politico fatto dal Consiglio regionale, sarà più facile suffragare la nostra proposta di riforma istituzionale dello Statuto regionale, con una documentazione che avremo già consolidato a livello di attività legislativa.

Ecco, sono questi i motivi che ci trovano consenzienti su questa proposta di legge, anche se non sempre condividiamo le impostazioni e le impostazioni della relazione allegata alla proposta di legge sui problemi linguistici in generale della nostra Comunità che, con Riccarand, abbiamo già discusso a lungo, ma che potremo ancora approfondire. Quello che conta è l'impegno che il Consiglio regionale mette nella discussione, nel ricercare, attraverso l'esame critico delle diverse posizioni, una soluzione a un problema che è vivo e vitale nella nostra Regione e che merita un'adeguata soluzione.

Dolchi (P.C.I.) - È iscritto a parlare il Consigliere Cout, ne ha facoltà.

Cout (P.C.I.) - Non starò a ripetere molte cose che sono già state sottolineate nell'illustrazione della legge dal Consigliere Riccarand e altre che sono scaturite dagli altri interventi.

Secondo noi, il problema della minoranza Walser, è un problema estremamente importante, perché questa minoranza - lo ricordavano già altri Consiglieri prima di me - è reale, esistente da anni, da anni tramandata nella storia della Valle del Lys, e non solo, anche Salvadori ricordava che ci sono altre valli in cui c'è il walser - anche se con caratteristiche diverse - come, con caratteristiche diverse, si presenta nei tre Comuni dell'Alta Valle del Lys. Direi che c'è una minoranza, quella Walser, non solo diversa - e questo già lo ricordava Riccarand - sotto il punto di vista linguistico, ma addirittura per modi di vita, per l'assetto economico, ha caratteristiche sue, proprie, che la contraddistinguono da tutta una realtà del resto della Valle. Direi che è quindi una minoranza che, anche per il suo aspetto linguistico, fa parte di quella che è poi la realtà plurilingue della Valle, o fa parte - se vogliamo chiamarlo così - del ricco repertorio linguistico che abbiamo in Valle e va tenuta senz'altro in considerazione, salvaguardata e, direi, sviluppata in tutte queste sue peculiarità. Non basterà senz'altro la legge in questione e andranno trovati, senz'altro, anche altri modi, da tutta una serie di materiale di documentazione, film, diapositive, libri, testi, e andrà possibilmente anche messo in piedi, se non un "museo" - parola forse un po' brutta - comunque un centro di documentazione che possa fare capo a tutta una serie di iniziative che dovranno essere messe in piedi.

Esistono, rispetto a questo problema, problemi che vanno discussi e approfonditi meglio, il rapporto sia con l'italiano, con il francese, con la lingua tedesca, sono cose che certamente non possiamo discutere in quest'aula, ma, assieme a tutta un'altra serie di altri problemi, andranno esaminati nelle sedi più adatte. Io, in questo momento, tenderei solo a sottolineare che - se è vero che nei confronti dell'italiano e del francese il patois è in una posizione estremamente debole, in una posizione tanto più debole in questo momento si trova la parlata walser e, quindi, merita proprio un trattamento - direi una considerazione - tutto particolare, e per mettere in piedi tutta una serie di iniziative di salvaguardia, di tutela, di sviluppo, andranno certamente trovate le strutture più adatte. Se non ci saranno, bisognerà crearle, e intanto in questo momento abbiamo l'Associazione Augusta...e anche se potrà essere allargata e potenziata, tutto questo dovrà essere coordinato. Però, io direi che in questo momento non possiamo che partire dall'Associazione Augusta ed esiste - in rapporto a quest'Augusta Verein-Issime - la proposta Riccarand, che è quella di dare 7.000.000 all'Associazione per darle la possibilità di darsi una prima organizzazione, un primo coordinamento.

Sono stati sollevati, in commissione, una serie di rilievi: si dice appunto che ci vorrebbero almeno 70-80.000.000 che l'Associazione ritiene - e c'è una nota - necessario essere libera di avere altri contributi, che non si dovrebbero istituzionalizzare - questi contributi - se non in una legge generale di contributi alle varie Associazioni. Io vorrei solamene esprimere un'opinione su questi tre appunti.

Per quanto riguarda il primo appunto, che è necessario far fronte a tutta una serie di carenze organizzative e di ordinaria amministrazione, per superare anche solo il fatto che, l'Associazione, non è in grado di fare un bilancio, una relazione, qui non ci vogliono 70-80.000.000; qui, penso, che 7.000.000 possano bastare...eventualmente, il suggerimento potrebbe essere di aumentare la quota. Però, effettivamente, mentre si riconosce che quest'Associazione non è in grado di darsi un bilancio e di preparare una relazione - perché l'attività è volontaria - ecco, io penso che, con 7-8.000.000 milioni si potrebbe dare la possibilità a quest'Associazione di cominciare a pensare anche a queste cose e, secondo me, è più che giusto che un'Associazione, alla fine di un anno di gestione, possa presentare - ed è giusto che presenti - un minimo di bilancio e una relazione. Quindi la proposta potrebbe, caso mai, essere di aumentarlo e poi, per quanto riguarda che l'Associazione, appunto, chiede di essere libera - per singole iniziative di particolare interesse culturale - di avere dei contributi straordinari; ecco, noi, su questo - proprio perché non penso che questa legge debba essere in contraddizione con questa possibilità, se è vero che sono necessari 70-80.000.000, proporremo anche una serie di emendamenti per chiarire meglio la cosa, che sono del seguente tenore:

Emendamento

Art. 1: aggiungere un terzo comma: "Su programmi appositamente preparati dalla "Augusta" Verein, la Giunta potrà provvedere a concedere, di anno in anno, ulteriori contributi.".

Emendamento

Art. 2: aggiungere dopo: "Il contributo regionale è concesso per permettere alla "Augusta" Verein di Issime" le parole: "di darsi le prime strutture e le prime possibilità di?".

Per quanto riguarda l'istituzionalizzazione del contributo all'Associazione, noi, già in altre occasioni, avevamo chiesto una legge di questo tipo e siamo d'accordo che sia preparata una legge in cui s'istituzionalizzi - non solo per un'Associazione, ma per tutte quante le Associazioni culturali - la possibilità di accedere a contributi regionali e questo darebbe, senz'altro, la possibilità di avere maggiori controlli. Però direi che, in questo caso, in attesa di questo, non possiamo non considerare tutti gli scopi per cui è stata istituita l'Associazione Augusta e Salvadori ricordava l'articolo 2 - invece io citerei l'articolo 3 e, di quest'articolo, solo alcuni punti: del perché è in piedi quest'Associazione e gli scopi che si prefigge di valorizzare e proteggere, le bellezze naturali, modernizzare l'agricoltura, risvegliare e sviluppare la personalità morale delle popolazioni alpine sopraelencate, incoraggiare gli abitanti a parlare e scrivere il loro dialetto, promuovere un'azione per purificarlo, ripristinarlo in tutta la sua originalità, diffondere la conoscenza della letteratura, lo studio scientifico delle parlate dialettali, onde conferire loro sempre maggiore dignità. Direi, in questo caso, che questa non è solo un'Associazione - e se è vero che esiste questa minoranza dei Walser con tutte le sue caratteristiche su cui tutti siamo d'accordo - penso che questa vada tenuta in seria e diversa considerazione, appunto anche sotto l'aspetto di una legge generale in cui, eventualmente in futuro, potrebbe rientrare.

Per quanto riguarda gli interventi di tipo diverso, che potrebbero essere fatti - proprio prima quando dicevamo che non sarà senz'altro sufficiente questa legge - si potrebbe, prima di tutto, andare ad approfondire eventualmente questo rapporto, cui faceva cenno anche Salvadori, con le altre Valli in cui si parla, in cui esiste, nella realtà, questa minoranza Walser e direi che questo sarebbe un primo punto veramente da approfondire, per provare tutti i collegamenti e iniziative...caso mai concordate e analoghe, da portare avanti.

Esiste il problema - è stato sollevato - di un maggiore coinvolgimento anche dei Comuni e, eventualmente, di una rappresentanza di esperti. Io direi che intanto esiste l'Associazione Augusta, però, nulla vieta che sia, magari, anche individuato un livello diverso, allargato, con degli scopi anche più precisi e differenti dall'Associazione Augusta o, al limite, cercare, in quest'Associazione, di allargare la rappresentanza ad altri enti. Direi, però, che questo è, eventualmente, un problema futuro e in questo momento dobbiamo tenere in conto l'Associazione Augusta. Accennavo già prima a un centro di documentazione, a un museo etnografico, che, forse, giustamente dovrebbe essere chiamato "centro di documentazione" in cui dovrebbero essere raccolti tutta una serie di testi, di scritti, diapositive, film, e questo, penso proprio che sia necessario, per fare in modo che non vada disperso tutto questo patrimonio; direi che bisogna raccogliere, al più presto, prima che tutto sparisca o si disperda. Però, la caratteristica - secondo il nostro parere - di questo centro, dovrebbe essere, appunto, che attorno ad esso si dovrebbe poi far ruotare tutta una serie d'iniziative e, quindi, questo dovrebbero essere non solo un museo.

Esistono, però, altri problemi e si vorrebbero dare alla minoranza Walser dei riconoscimenti maggiori, anche nello Statuto. Ben vengano questi riconoscimenti, va ricercato il modo con cui farli e, soprattutto, secondo me, vedere anche cosa ci sarà dietro questa rappresentanza in Consiglio, altrimenti la cosa potrebbe essere demagogica, nel senso che una rappresentanza - se poi dietro non c'è niente - potrebbe lasciare il tempo che trova e, quindi, insisterei anche sul problema del decentramento di questa iniziativa, che deve essere portata avanti dalla popolazione locale, da un'Associazione - in questo caso dall'Associazione Augusta - insieme ai Comuni.

Ecco, un'altra considerazione che si potrebbe fare è anche questa - e lo ricordava il Consigliere Lustrissy e prima anche Riccarand - è che questa è una legge a termine; una legge che è messa in piedi per quattro anni, eventualmente, se proprio dovesse essere necessario potrebbero essere ridotti a tre, o al limite anche a due - io penso che tre o quattro anni potrebbero andar bene - e, in seguito, potrebbe essere modificata, in attesa di un'eventuale legge che comprenda tutta un'istituzionalizzazione dei contributi alle altre Associazioni culturali in cui questa potrebbe rientrare, o se si dovessero trovare interventi di altro tipo.

Però direi che, per il momento, è più necessario - secondo noi - dare la possibilità all'Associazione Augusta di darsi un minimo di coordinamento, di organizzazione e quindi dare loro quest'aiuto finanziario.

Dolchi (P.C.I.) - Ci sono altri colleghi Consiglieri che intendono intervenire in sede di discussione generale? Possiamo considerare chiusa la discussione generale. Hanno ancora possibilità di prendere la parola, il proponente e l'Assessore o il Presidente della Giunta. Non ci sono obiezioni? È chiusa la discussione generale. La parola al Consigliere Riccarand, se ritiene...allora la parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Molto brevemente per ribadire, per l'ennesima volta, la mia differenziazione nei confronti delle affermazioni del Consigliere Salvadori. Si tratta di affermazioni che il Consigliere Salvadori fa, sapendo benissimo che dietro esiste una sostanza diversa, si arrampica sui vetri per far apparire delle cose che così non sono nella realtà. È uno sforzo che ha fatto in tutte le riunioni della Commissione e continua a fare anche in aula; probabilmente la forza dei numeri gli darà ragione, non credo che la sostanza delle cose, invece, gli dia ragione.

Comunque, colgo l'occasione per ripetere, un'altra volta, alcune cose che più volte ho detto: Salvadori, l'Union Valdôtaine, fondamentalmente dicono che, alla base di questa proposta di legge, c'è una contrapposizione, una volontà di contrapporre francoprovenzale, francese e walser al tedesco. Allora, la domanda che voglio fare al Consigliere Salvadori e all'Union Valdôtaine è questa: voi considerate, voi mettete sullo stesso piano, cioè, secondo voi non esiste nessuna differenza tra walser e tedesco letterario, tra francoprovenzale e francese, o esistono delle differenze? Sono la stessa cosa o non sono la stessa cosa? Allora, se sono la stessa cosa, il discorso è chiuso perché, io dico, questa è solo ignoranza voluta e becera! Se invece non sono la stessa cosa, allora, permettetemi che ci siano degli interventi che vanno graduati diversamente: un conto è un intervento a sostegno della lingua che è un certo tipo d'intervento, che va studiato in un certo modo; un altro conto, diverso, è l'intervento a favore della lingua francoprovenzale o della parlata walser. Sono cose diverse e vanno fatti interventi di tipo diverso, salvo che non si voglia dire che sono la stessa cosa, allora basta! È inutile parlarne perché, evidentemente, non si vuole aprire gli occhi di fronte alla realtà.

Sulla lettera dell'Augusta che, secondo il Consigliere Salvadori sarebbe contraria alla proposta di legge - anche qui, o il Consigliere Salvadori non ha letto bene il testo della lettera, oppure si sarebbe reso conto che nel testo non c'è un giudizio negativo - sulla proposta, ci sono dei rilievi, delle affermazioni che io condivido. Quando si dice che il tedesco letterario può avere un'utilità nei tre Comuni della Valle del Lys, sono d'accordo anch'io. Quello che io contesto è che un'azione di tutela della parlata walser si faccia esclusivamente o prioritariamente attraverso un'azione di sviluppo o d'insegnamento della lingua tedesca, queste sono due cose diverse. La lingua tedesca può avere un suo ruolo di sostegno, di sussidio, però non va assolutamente confuso l'intervento a sostegno della lingua walser, con l'intervento a sostegno della lingua, del tedesco letterario.

Rispetto al discorso, ribadito dal Consigliere Salvadori, che non si vuole un riconoscimento, una regolamentazione dell'Associazione, anche questa, evidentemente, è una scelta politica di lasciare i più ampi margini di discrezionalità, da parte delle maggioranze che si formano, da parte delle Giunte che si formano, invece, l'organo decisionale in Valle d'Aosta non sono le maggioranze, non sono le Giunte, ma sono, è il Consiglio regionale! Leggi, regolamenti, norme che devono regolare i principali interventi di carattere culturale...e avremo occasione di parlarne singolarmente, anche su una mozione che è stata presentata in questo Consiglio...quindi io respingo, per l'ennesima volta, le affermazioni del Consigliere Salvadori!

Esprimo chiaramente il mio apprezzamento per gli interventi dei Consiglieri Lustrissy e Cout, perché hanno dimostrato proprio una volontà di capire il significato reale, in sé, della proposta di legge, senza andare a cercare, dietro, strategie o senza andare ad arrampicarsi sui vetri per vedere delle cose che non ci sono.

Quando ho elaborato questa proposta di legge, non sono partito con l'intenzione di dire: diamo un contributo all'Associazione Augusta! Perché a me non interessa proprio niente di dare un contributo all'Associazione Augusta! Il problema da cui sono partito è questo: esiste un problema di minoranza linguistica, esiste una realtà linguistica particolarmente...quale strumento noi possiamo individuare per intervenire in questo settore, o che strumento ci deve essere? E, se non vogliamo affidare l'intervento a momenti episodici, e a seconda di quello che passa per la testa di un Assessore, di una Giunta, di una maggioranza, se questo strumento ci deve essere, allora, mi sono chiesto - e sono andato a vedere, ho parlato con la gente - questo strumento può essere l'Associazione Augusta? Non è detto che lo sia, può darsi che l'Augusta non sia in grado di fare questo lavoro, però, come Amministrazione regionale, noi dobbiamo individuare uno strumento e sarebbe stato assurdo, nella realtà dei tre Comuni, individuare un altro strumento!

Per quello che, mentre nel?territorio della Valle d'Aosta, per quanto riguarda un discorso sul francoprovenzale, ho proposto un centro nuovo, perché non mi sembrava, e non mi sembra neanche adesso, che il Centro di Saint-Nicolas sia in grado di fare quell'azione di tutela della lingua francoprovenzale - e su questo, semmai in un altro Consiglio, potremo ritornare per vedere che sviluppi ha avuto questo centro di Saint-Nicolas - rispetto ai tre Comuni della Valle del Lys, sarebbe stato sbagliato creare o prevedere un'altra struttura, senza tenere conto della possibilità di potenziare e sviluppare quello che già esisteva, anche se minimo, anche se embrionale, anche se con...come l'Associazione Augusta.

Questo è il nesso della legge. Se poi vi si vuole vedere altre finalità, da parte del Consigliere Salvadori, oppure si vuole semplicemente bocciarla, perché è stata presentata da una forza d'opposizione, beh, queste sono scelte politiche della maggioranza, però scelte rispetto alle quali io penso che l'opinione pubblica debba valutare attentamente, debba sapere trarre delle conseguenze.

Dolchi (P.C.I.) - Chiusa la discussione generale, c'è stata la replica del presentatore della proposta di legge. C'è la richiesta d'intervento da parte di qualche Assessore o del Presidente della Giunta? Passiamo all'esame della legge. Articolo...la parola all'Assessore alla Pubblica Istruzione.

M. Ida Viglino (U.V.) - Je ne répéterai pas, certainement pas, ce qui a été dit par le Conseiller Salvadori, mais je ne crois, absolument pas, que nous disons que l'on défend la langue d'une minorité, simplement en faisant une loi qui attribue des subventions à une Association culturelle.

Monsieur Salvadori a déjà dit que nous avons toujours été sensibles aux requêtes que l'Association a pu présenter. Personnellement je pars de ce principe que, comme Administration régionale, on peut intervenir lorsqu'on a une programmation et on a la possibilité de vérifier si cette programmation a été accomplie et a donné des résultats.

En effet, avec les Associations culturelles, depuis trois ans nous agissons de cette façon: nous leur envoyons une première circulaire en leur demandant quel est le programme de l'année et nous intervenons...quel est le programme et quel est le devis de l'Association. Nous commençons par intervenir avec une première subvention et nous leur disons: "Vous pourrez demander une deuxième subvention lorsque vous aurez effectué un certain programme en nous présentant, évidemment, le compte rendu, avec les pièces justificatives que ce programme a été effectué", cela me semble une façon honnête d'agir. D'autre part, je crois, que la communauté Walser n'est pas reconnue de meilleure façon que ce qu'elle est simplement avec une loi qui donne une contribution, une subvention à une Association culturelle! Nous reconnaissons tout le travail que l'Association Augusta a pu faire depuis de nombreuses années, depuis sa fondation, mais je n'ai pas entendu parler, ici, de l'intervention, par exemple, des trois Communes qui, depuis quelques années, vraiment ont contribué d'une façon remarquable à la défense de la minorité Walser et de son langage!

De plus, comme Assessorat de l'Instruction Publique nous n'avons pas attendu cette loi pour essayer d'intervenir sur plusieurs plafonds et, cela, je l'avais déjà fait présent à la Commission! Depuis plusieurs années nous donnons des bourses d'études, nous essayons d'intervenir également sur le territoire, en faisant effectuer des cours en langue allemande - puisque même le Conseiller Riccarand l'a reconnu que la langue allemande est le support de langue walser - mais, je vous dirai tout de suite, j'ai déjà eu l'occasion de le dire ici, il y a deux ans, nous avons commencé une première expérimentation dans la petite école maternelle de Gressoney-La-Trinité, avec l'intervention d'une personne du pays, qui allait régulièrement à l'école parler walser. Parce que la défense d'une langue se fait en la parlant et en essayant de l'enseigner vraiment - disons - aux nouvelles générations et je voudrai dire que, vu les résultats de cette première intervention, cette année nous allons commencer, dans quelques jours, une nouvelle expérimentation dans ce sens. Et c'est pourquoi, disons, nous intervenons soit au point de vue Association Augusta, soit au point de vue Communes et, d'autre part, disons que toutes les délibérations que nous avons fait dans ce sens, peuvent le prouver.

Voilà pourquoi nous ne croyons pas qu'il suffit d'une loi pour être certains d'obtenir des résultats dans le sens que nous voulons indiquer et nous avons déjà dit - bien souvent en Commission de Finances et Instruction Publique - que simplement la lecture de l'article 2 ne donne pas une assurance que, avec la somme qui a été indiquée, nous obtiendrons les résultats qui sont demandés ici, puisque nous disons...nous voyons que l'article 2 dit, exactement, ceci: "il contributo regionale è concesso per permettere all'Augusta di Issime di programmare e coordinare attività di raccolta, di registrazione, atti di azioni della produzione scritta e orale in lingua walser" et je m'entends un petit peu de ceci, à travers le Centre francoprovençal, je sais ce qu'il coûtait, aux administrateurs précédents, vraiment "la raccolta, registrazione, produzione scritta e orale in questo senso, di stimolo alla trascrizione di tale lingua, d'organizzazione di incontri fra i parlanti walser, di promozione di studi e ricerca sulla lingua dei Walser e sulla loro storia, di pubblicazione di testi di carattere letterario e pedagogico grammaticale sulla lingua walser".

Or, vous avez dit, tout à l'heure, "nous pouvons augmenter la subvention", mais, je répète, on ne peut pas construire - et c'est d'ailleurs une des raisons à laquelle nous nous étions opposés à la loi sur le francoprovençal - on ne peut pas, disons, attribuer des subventions d'une certaine ampleur, sans avoir, auparavant, la certitude qu'un certain travail est déjà accompli et permet, ensuite, de pouvoir continuer ce travail.

Dolchi (P.C.I.) - Il Consiglio è chiamato all'esame della proposta di legge del Consigliere Riccarand.

Articolo 1. All'articolo 1 ci sono due emendamenti; uno è stato presentato dal Consigliere Cout ed è un emendamento aggiuntivo; l'altro è un emendamento sostitutivo, presentato dal proponente in Commissione, e fa parte, se volete averlo sotto gli occhi, della pagina 2 del parere della Commissione consiliare permanente per la Pubblica Istruzione.

Pertanto, seguendo l'ordine della presentazione degli emendamenti, prima di arrivare alla votazione dell'articolo 1 nel suo complesso, il Consiglio è chiamato a votare l'emendamento sostitutivo del Consigliere Riccarand al 1° comma dell'articolo 1 che, in poche parole, dice di sostituire l'inizio del 1° comma dell'articolo 1 con: "Ai fini della tutela e rivalutazione della lingua originale della popolazione Walser di Issime, Gressoney-Saint-Jean...è autorizzata...".

C'è qualcuno che chiede la parola su questo emendamento? Ci sono dichiarazioni di voto? Il Consiglio è chiamato a pronunciarsi, per alzata di mano, sull'approvazione di questo emendamento sostitutivo. Chi è d'accordo? Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Presenti: ventinove

Votanti: ventotto

Maggioranza: quindici

Favorevoli: undici

Contrari: diciassette

Astenuti: uno (Nebbia)

Il Consiglio non approva.

Il secondo emendamento, riguarda l'emendamento aggiuntivo proposto dal Consigliere Cout, sempre all'articolo 1. La fotocopia non è chiara perché scritta con biro blu, io pregherei i Consiglieri che intendono avere fotocopiato i loro emendamenti presentati all'ultimo momento, di scriverli con biro nera e, se scritti a mano, siano scritti in modo tale che la fotocopiatrice possa riprodurli!

Allora, l'emendamento aggiuntivo dice: "Su programmi appositamente preparati dall'Augusta...la Giunta potrà provvedere a concedere, di anno in anno, ulteriori contributi", comma aggiuntivo alla fine dell'articolo 1, che è proposto dal Consigliere Cout.

Chi chiede la parola? La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Condivido l'emendamento presentato dal Gruppo Comunista; del resto era già implicito nel primo articolo, perché si parlava di contributo annuo per il finanziamento dell'attività ordinaria dell'Augusta e, nella relazione, si diceva chiaramente: "L'articolo 1 evidenzia inoltre che la somma di sette milioni è stanziata come contributo annuo per il funzionamento ordinario dell'Associazione...potranno usufruire di contributi di carattere straordinario"...è rimasto un pochino perplesso se inserire direttamente nell'articolato, perché aveva paura che potesse creare dei vizi di legittimità...comunque va bene, sono d'accordo con l'emendamento.

Dolchi (P.C.I.) - Allora, metto in approvazione l'emendamento aggiuntivo del Consigliere Cout. Chi è d'accordo? Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Presenti: trentuno

Votanti: trenta

Maggioranza: sedici

Favorevoli: undici

Contrari: diciannove

Astenuti: uno (Nebbia)

Il Consiglio non approva.

Se non ci sono dichiarazioni di voto, metto in approvazione, per alzata di mano, l'articolo 1. Chi è d'accordo? Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Presenti: trentuno

Votanti: trenta

Maggioranza: sedici

Favorevoli: undici

Contrari: diciannove

Astenuti: uno (Nebbia)

Il Consiglio non approva.

Colleghi Consiglieri, la consuetudine parlamentare e la stessa struttura del disegno di legge - che s'identifica nel primo articolo - gli scopi e gli obiettivi della legge stessa, che poi sono regolamentati nell'articolato successivo - fa sì che la non approvazione del primo articolo, in linguaggio parlamentare, implica la non prosecuzione delle votazioni sugli altri articoli; pertanto, la legge va considerata respinta. Non ci sono articoli, nella proposta del Consigliere Riccarand, che si discostano dal significato fondamentale che è contenuto nel primo articolo; consuetudine di questo Consiglio, consuetudine parlamentare, che la non approvazione del primo articolo fa interrompere le votazioni.

La parola al Consigliere Nebbia.

Nebbia (P.S.I.) - Ho chiesto la parola solo per prassi di Regolamento, perché le dichiarazioni di voto avvengono prima della votazione nel suo complesso; poiché volevo intervenire in questa sede, essendo invece decaduta la legge per le motivazioni che ha illustrato il Presidente, voglio solo motivare la posizione di astensione, dovuta al fatto che...

Dolchi (P.C.I.) - Il Consiglio non ha obiezioni? Molto fair play! Io dovrei interrompere la discussione con la non prosecuzione. D'altra parte, è un fatto, questo, un po' nuovo e originale che si sia verificato. Il Consiglio non ha obiezioni che si prenda atto di questa dichiarazione a posteriori? Allora, la parola al Consigliere Nebbia.

Nebbia (P.S.I.) - Solo per confermare il parere espresso in Commissione, dove ritenevo inopportuno la regolamentazione del progetto, mediante legge, non perché non fossi d'accordo con le motivazioni in generale, che erano illustrate nella relazione, ma per un fatto - direi così - di carattere generale. Perché demandare a una legge una regolamentazione di questo genere, quando siamo sommersi da una serie di leggi inutili, che non sono mai rispettate, da leggi di principio? Ritenevo più opportuno, invece, che si procedesse, secondo quella linea, con provvedimenti di tipo amministrativo, che forse potevano essere più efficaci, più convincenti. Ecco, queste erano le motivazioni che volevo illustrare e che non mi era stato permesso dai fatti.

Dolchi (P.C.I.) - Perché sia chiaro, anche per la verbalizzazione, a questo punto si conclude la discussione sulla proposta di legge n. 40, iscritta al punto 38 dell'ordine del giorno dell'adunanza e si passa alla trattazione del punto 39.

Il Consiglio prende atto della reiezione della proposta di legge regionale concernente: "Autorizzazione di spesa per la concessione di un contributo annuo alla Associazione "Augusta" di Issime".