Oggetto del Consiglio n. 16 del 3 febbraio 1967 - Verbale
OGGETTO N. 16/67 - PROPOSTA DI REVOCA DELLA DELIBERAZIONE CONSILIARE N. 57 DEL 15 LUGLIO 1966 RELATIVA ALLA NOMINA DELLE COMMISSIONI PERMANENTI, IN OSSEQUIO ALL'ART. 92 BIS DEL REGOLAMENTO INTERNO DEL CONSIGLIO. (Mozione dei Consiglieri regionali Signori Fosson Pietro, Fillietroz Giuseppe, Germano Pietro, Andrione Mario, Casetta Giuseppe e Savioz Fabiano)
Il Presidente, MONTESANO, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione dei Consiglieri regionali Signori Fosson Pietro, Fillietroz Giuseppe, Germano Pietro, Andrione Mario, Casetta Giuseppe e Savioz Fabiano concernente l'oggetto: "Revoca della deliberazione consiliare n. 57 del 15 luglio 1966 relativa alla nomina delle Commissioni permanenti, in ossequio all'art. 92 bis del Regolamento interno del Consiglio", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 9 dicembre 1966:
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Oggetto: Revoca della deliberazione consiliare n. 57 del 15 luglio 1966 relativa alla nomina delle Commissioni permanenti in ossequio all'art. 92 bis del Regolamento interno del Consiglio
PROPOSTA DI DELIBERAZIONE
Considerato che la deliberazione n. 57 del 15.7.1966 ha modificato la precedente deliberazione istitutiva in data 15 aprile 1964 delle Commissioni permanenti adottata ai sensi dell'art. 92 bis;
Ritenuto che tale provvedimento è in contrasto con le norme del suddetto articolo che prevedono "all'inizio di ogni periodo legislativo... vengono costituite le seguenti Commissioni permanenti" con chiaro significato che le Commissioni in tal modo elette funzionano, salvo individuali sostituzioni per impedimento o dimissioni, per tutta la legislatura regionale, come del resto già avvenuto in altre Regioni autonomo a Statuto Speciale.
Il Consiglio Regionale con voti
DELIBERA
di revocare la deliberazione n. 57 adottata nella seduta del 15.7.1966 e conseguentemente di provvedere in una prossima seduta consiliare alla sostituzione dei Consiglieri dimissionari Gheis e Torrione.
F.to: P. Fosson - G. Fillietroz - Germano Pietro - M. Andrione - Casetta Giuseppe - Savioz Fabiano
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Il Consigliere GERMANO, ad illustrazione della proposta di deliberazione soprariportata, riferisce quanto segue:
"Abbiamo presentato la proposta di revoca della deliberazione consiliare n. 57 del 15 luglio 1966, perché l'articolo 92 bis del Regolamento interno del Consiglio Regionale nella sua parte iniziale così dice: "All'inizio di ogni periodo legislativo, dopo le elezioni dell'Ufficio di Presidenza e della Giunta Regionale, vengono costituite le seguenti Commissioni permanenti...".
Tale disposizione è molto chiara.
Il periodo legislativo, come noi sappiamo, nella Regione Autonoma della Valle d'Aosta dura quattro anni.
Vi è un progetto di legge alla Camera dei Deputati che prevede di protrarre a cinque anni il periodo legislativo delle Regioni Autonome, come per il Parlamento ed i Comuni; però per il momento detto progetto di legge non è ancora stato approvato e, quindi, il periodo legislativo nella nostra Regione è attualmente di quattro anni.
All'inizio del presente periodo legislativo noi abbiamo eletto le Commissioni permanenti e non vi era quindi motivo alcuno per cui la composizione di dette Commissioni dovesse essere modificata.
Per la verità, nel verbale della seduta del Consiglio Regionale del 15 luglio 1966, noi leggiamo all'oggetto n. 57 (Rinnovazione dei membri delle Commissioni consiliari permanenti di studio), che il Presidente del Consiglio: "...esprime il parere che, ogni qualvolta in seno al Consiglio si forma una nuova maggioranza, si debba procedere alla rinnovazione dei membri delle Commissioni consiliari permanenti di studio...".
Nessun Consigliere ha preso la parola sull'argomento e, quindi, si è proceduto sollecitamente al rinnovo delle Commissioni permanenti.
Come già ho detto, il testo del nostro Regolamento è molto chiaro in proposito e non si presta ad equivoci.
Abbiamo però anche dei precedenti, come ad esempio, il Presidente della Regione Siciliana, allorquando all'inizio del periodo legislativo è stato eletto il Governo Milazzo.
In detto Governo, noi Comunisti, non siamo entrati ma davamo il nostro appoggio esterno e, proprio per questione di numero, abbiamo avuto la presidenza di quasi tutte le Commissioni permanenti dell'Assemblea Regionale Siciliana.
Ebbene, caduto il Governo Milazzo in seguito a una crisi politica, le Commissioni consiliari permanenti hanno continuato a funzionare in quella composizione fino al termine della legislatura e non è successo niente di particolare, perché le Commissioni hanno una competenza non deliberante, ma consultiva; quindi, ripeto, l'Assemblea Siciliana ha funzionato con quelle Commissioni fino al termine della legislatura.
Anche al Parlamento vengono elette, all'inizio di ogni legislatura, le Commissioni permanenti che sono lo specchio dell'Assemblea, in quanto che ogni Gruppo politico vi è rappresentato in proporzione alla sua consistenza numerica.
È vero che forse ci troviamo di fronte a degli aspetti diversi al Parlamento rispetto alla nostra Assemblea regionale, perché alla Camera, ad esempio, su 630 Deputati i membri delle Commissioni sono circa 220, cioè ogni gruppo politico viene rappresentato nelle Commissioni nella proporzione di un membro ogni tre Deputati e la questione della rappresentanza dei gruppi politici in seno alle Commissioni permanenti non presenta delle difficoltà.
Nella nostra Assemblea regionale i Consiglieri sono 35 ed il numero delle Commissioni 7 e ciò rende più difficile fare rispecchiare nelle Commissioni permanenti una composizione proporzionale come nell'Assemblea.
Una cosa è certa ed è che alla Camera le Commissioni legislative vengono elette all'inizio del periodo legislativo e vengono modificate nella loro composizione soltanto se qualche membro rassegna le proprie dimissioni.
Abbiamo avuto il caso di alcuni Presidenti di Commissioni che sono diventati Ministri in seguito a una crisi di Governo verificatasi nel corso della legislatura e si è proceduto alla sostituzione di quei Presidenti.
Così pure è avvenuto quando qualche Presidente ha rassegnato le proprie dimissioni per motivi politici.
Vi è poi il caso del Deputato socialista Loris Fortuna che, per ragioni che non è qui il caso di analizzare, ha ritenuto opportuno di rassegnare le proprie dimissioni da membro della Commissione di Giustizia ed il suo Partito lo ha designato in sua rappresentanza alla Commissione legislativa Lavori Pubblici al posto di un altro membro dello stesso Partito.
Quindi, la sostituzione avviene nell'ambito dallo stesso Gruppo politico ed è escluso che si proceda alla elezione di nuove Commissioni ad ogni crisi di Governo, perché, essendo le Commissioni lo specchio dell'Assemblea, le cose non cambiano qualsiasi crisi di Governo si verifichi.
Ora, mi pare che il discorso potrebbe anche finire qui, perché l'articolo 92 bis del Regolamento Interno è molto chiaro.
Ritengo, però, di dover aggiungere ancora qualcosa perché la motivazione addotta dal Presidente del Consiglio a giustificazione della asserita necessità di procedere al rinnovo delle Commissioni è basata sul fatto che si è formata una nuova maggioranza.
Premesso che tratto di questa questione in via subordinata, rilevo che anche nel caso della formazione di una nuova maggioranza la cosa non cambia e nessun mutamento va portato alla composizione delle Commissioni consiliari permanenti.
In merito all'affermazione che si è formata una nuova maggioranza, ritengo che sia bene fare una precisazione e cioè che, stando alle dichiarazioni fatte all'inizio della legislatura, questa nuova maggioranza sarebbe composta da 17 Consiglieri su 35 componenti il Consiglio Regionale e, quindi, questa maggioranza sarebbe in effetti una minoranza del Consiglio.
Perché dunque dovrebbe avere la maggioranza nelle Commissioni permanenti?
Forse oggi le cose si prospettano diversamente, - dico questo sempre in via subordinata -, e cioè: se la nuova maggioranza è di 19 Consiglieri, perché è stato eletto un membro del Gruppo Liberale come minoranza nelle Commissioni?
Se tale membro ora fa parte della maggioranza doveva essere nominato nelle Commissioni come facente parte della maggioranza.
Dando ancora uno sguardo al verbale della seduta del 15 luglio 1966 notiamo che le elezioni per il rinnovo delle Commissioni sono nulle, cioè non sono valide.
Prendiamo, ad esempio, la "Commissione consiliare permanente Affari Generali e Finanze" e vediamo che, "procedutosi alla votazione, il Presidente accerta e comunica i seguenti risultati della votazione:
- Consiglieri presenti: diciannove; Consiglieri votanti: diciotto; astenutosi dalla votazione il Consigliere Pedrini;
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- BERTHET Amato |
voti riportati: |
diciasette; |
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- BORDON Mauro |
" " |
diciotto; |
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- DUJANY Cesare |
" " |
diciassette; |
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- LUSTRISSY Ferruccio |
" " |
diciotto; |
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- PEDRINI Ennio |
" " |
uno. |
E poi si legge:
"Il Presidente, MONTESANO, in base all'esito della votazione, dichiara che risultano nominati quali membri della Commissione consiliare permanente di studio per gli Affari Generali e Finanze i Consiglieri Signori: BERTHET Amato, BORDON Mauro - Assessore alle Finanze - DUJANY Cesare, LUSTRISSY Ferruccio e PEDRINI Ennio.
Il Consiglio prende atto".
Ora il nostro Regolamento in materia, è molto chiaro, perché al Titolo XI - articolo 76, sotto la voce "Delle elezioni" dice: "Le elezioni per le nomine a cariche pubbliche, la cui designazione sia di competenza del Consiglio, e per le nomine dei rappresentanti del Consiglio in seno a Commissioni, Amministrazioni e Consigli di amministrazione di altri Enti e Società, debbono essere effettuate mediante scrutinio a schede segrete".
Questo è stato fatto.
Ma il successivo articolo 80 dice:
"Se al primo scrutinio, nessuno ottiene la maggioranza assoluta, si procede immediatamente ad una seconda votazione a maggioranza relativa.
In caso di parità di voti, hanno la preferenza e sono eletti i candidati più anziani di età".
Questo non è stato fatto, cioè non si è proceduto ad una seconda votazione e, quindi, l'elezione è nulla.
Dice ancora l'articolo 83 - 1° comma: "La maggioranza assoluta è stabilita in rapporto al numero dei votanti".
Non credo che vi sia qualcuno che possa dimostrare che un voto su 18 votanti rappresenti la maggioranza assoluta.
Ci troviamo quindi di fronte a delle Commissioni consiliari permanenti la cui elezione è nulla e che sono quindi inesistenti.
Io mi domando come mai la Commissione di Coordinamento della Valle d'Aosta, che era così precisa e così severa con noi, non abbia fatto alcun rilievo in merito.
È chiaro che, così stando le cose, non possono funzionare delle Commissioni la cui elezione è nulla.
È quindi evidente che noi dobbiamo revocare la deliberazione consiliare n. 57 del 15 luglio 1966 con cui si è proceduto al rinnovo dei membri delle Commissioni consiliari permanenti di studio. E questo per varie ragioni.
Anzitutto per il fatto che le Commissioni sono già state elette all'inizio del periodo legislativo, che dura quattro anni.
In secondo luogo perché il rappresentante del Gruppo Liberale in seno alle nuove Commissioni è stato eletto in prima votazione con un solo voto.
Infatti, in nessuna delle votazioni per il rinnovo dei membri delle sette Commissioni consiliari permanenti di studio si è proceduto a due votazioni, in nessun caso è stato fatto il ballottaggio.
Ora, voi ricorderete certamente che in una precedente seduta, in occasione della nomina di una Commissione, si è verificato il fatto che entrambi i Consiglieri Manganoni e Pedrini hanno riportato 15 voti, per cui, non avendo avuto, né l'uno né l'altro la maggioranza assoluta dei voti al primo scrutinio, si è proceduto ad una seconda votazione di ballottaggio fra i due Consiglieri che si è conclusa con l'elezione del Consigliere Pedrini, che ha riportato il maggior numero di voti.
Questa è la prassi del nostro Consiglio.
Io concludo, ribadendo che dobbiamo revocare la menzionata deliberazione e procedere in un'altra adunanza od anche subito, come ritiene il Consiglio, alla sostituzione nelle Commissioni consiliari permanenti, nominate all'inizio della legislatura, degli ex Assessori con i nuovi, nonché alla sostituzione degli ex Consiglieri dimissionari con i neo Consiglieri eletti.
Il Presidente, MONTESANO, in risposta ai rilievi formulati dal Consigliere Germano, dichiara quanto segue:
"È vero quanto dice il Consigliere Germano con riferimento all'articolo 92 bis del Regolamento interno del Consiglio, che recita: "All'inizio di ogni periodo legislativo, dopo le elezioni dell'Ufficio di Presidenza e della Giunta Regionale, vengono costituite le seguenti Commissioni permanenti....".
Però è altrettanto vero che al successivo articolo 93 - 1° comma, del Regolamento interno è detto: "Ciascuna Commissione è eletta dal Consiglio ed è composta di sei membri scelti tra i Consiglieri e gli Assessori, compreso l'Assessore competente, di cui due designati dal Gruppo o dai Gruppi consiliari di minoranza".
A questo punto si rende necessario fare alcune considerazioni, semplici ed ovvie.
La prima di tali considerazioni è che questo nostro Regolamento, sul quale richiamo l'attenzione dei Signori Consiglieri, è stato elaborato ed approvato nel periodo in cui il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta veniva eletto con il sistema maggioritario e dovrà, quindi, essere riesaminato e rielaborato in molti punti, perché non è stato aggiornato, mentre invece è cambiata la legge elettorale per la elezione del Consiglio Regionale, perché la nuova legge elettorale non è più basata sul sistema maggioritario, ma bensì sul sistema proporzionale.
È lo spirito del sistema maggioritario che si riscontra nell'articolo 93 del Regolamento interno, in forza del quale la maggioranza consiliare viene ad avere quattro membri nelle Commissioni e la minoranza due.
Ci sono altre ragioni ancora per cui noi siamo stati indotti a procedere al rinnovo dei membri delle Commissioni consiliari permanenti di studio.
Una delle ragioni è quella a cui ha accennato il Consigliere Germano quando ha detto che le Commissioni sono lo specchio del Consiglio Regionale, inteso come riflesso di una maggioranza esistente e di una minoranza altrettanto esistente.
Quindi necessità di un cambio di maggioranza e di un cambio di minoranza anche nelle Commissioni.
Altra ragione è quella della necessità di procedere alla sostituzione degli ex Assessori con i nuovi Assessori, come è stato accennato dal Consigliere Germano.
Necessità quindi di rivedere e cambiare la composizione delle Commissioni ogni qualvolta viene ad essere modificata la composizione della Giunta Regionale.
Queste sono le ragioni principali per cui il Consiglio ha ritenuto opportuno di dover procedere al rinnovo delle Commissioni consiliari permanenti.
Ma vi è di più: le Commissioni elette all'inizio del periodo legislativo non potevano funzionare per l'assenza di un settore del Consiglio Regionale, assenza che si è protratta per ben sei mesi consecutivi.
Non si poteva non tenere conto anche di questo fatto e così si è proceduto al rinnovo delle Commissioni che, come voi avete notato, sono composte soltanto da cinque membri, perché il Consiglio ha ritenuto che la copertura del sesto posto dovesse essere riservata allo schieramento politico che era assente nel momento in cui si è proceduto alla nomina delle nuove Commissioni e che, come già detto, è rimasto assente per parecchio tempo.
Io parlo a nome del Consiglio, cioè lo schieramento di maggioranza che era presente nella seduta del 15 luglio 1966, in cui fu adottata la citata deliberazione, ed affermo che le elezioni avvenute per il rinnovo delle Commissioni sono valide e che le Commissioni stesse devono essere integrate nella loro composizione con la nomina del sesto membro.
Questa nomina potrà essere fatta in una prossima seduta od anche nella seduta che seguirà l'adunanza odierna.
Riaffermo che queste Commissioni sono valide perché rispecchiano il Consiglio e soprattutto perché sono conferma allo spirito dell'articolo 93 - 1° comma - del Regolamento interno del nostro Consiglio che riguarda la composizione delle Commissioni stesse.
Monsieur le Conseiller ANDRIONE déclare ce qui suit:
"Ici, comme vous le dites et nous en prenons acte, le Règlement actuel du Conseil n'est pas parfait et il représente, une disposition de loi qui était adéquate, une loi électorale majoritaire et qui ne répond plus aux nécessités d'un Conseil qui a été élu avec une loi électorale proportionnelle.
Vous auriez dû proposer la modification de l'article du Règlement en question, c'est-à-dire vous auriez dû nous tenir ce discours: la loi électorale a changé et puisque les Groupes sont représentés non plus sur la base des hommes qui ont eu le plus grand nombre de voix, mais sur la base des listes qui se sont présentées et proportionnellement aux voix recueillies par ces listes, alors il faut modifier ou changer l'article du règlement pour pouvoir arriver à faire des Commissions qui répondent à la composition du Conseil.
C'est la seule voie que vous pouvez avoir pour sortir de cette impasse.
Au contraire, non seulement vous ne parlez pas d'une modification du règlement, vous ne tenez pas compte de l'article 92 bis, vous ne parlez que de l'article 93, qui en partie soutient votre thèse, mais vous voulez nous faire accroire, comme on dit, que le Groupe Libéral serait un Groupe minoritaire, après qu'il a voté, je crois, pour le soi-disant actuel Président de la Junte, après que Mr. Colombo, dans la dernière réunion, a spécifié à Mr. Manganoni qu'il reste mieux avec les Libéraux qu'avec les Communistes
Eh bien, après tout cela, vous venez nous dire que ce Groupe Libéral appartient à la minorité et que, par conséquent, avec grande bonté, grande largesse, grande munificence, vous nous laissez une place dans ces Commissions pour que nous puissions venir voir ce que vous faites.
Bien! Quand même, il faudrait avoir un peu de pudeur ou, si vous le préférez, un peu de sens de l'humeur.
Je ne sais pas à quoi vous pensez, je ne sais pas combien de temps vous pensez rester assis sur ces bancs que vous avez occupés avec la force, je ne sais pas ce que vous pensez de l'avenir de la Vallée d'Aoste, mais, quand même, se comporter de cette façon c'est une honte."
Il Consigliere CASETTA chiede al Presidente Montesano come possa ritenere valida la deliberazione consiliare per il rinnovo delle Commissioni consiliari permanenti di studio costituite di soli cinque membri, mentre l'articolo 93 - 1° comma, del Regolamento interno stabilisce che le Commissioni consiliari permanenti sono composte di sei membri.
Chiede ancora come possa essere ritenuta valida la nomina di un Consigliere eletto con un solo voto.
Il Presidente, MONTESANO, richiama l'attenzione del Consigliere Casetta sull'articolo 80 - 1° comma di cui dà lettura, rilevando che a' sensi di tale articolo si procede ad una seconda votazione a maggioranza relativa soltanto quando, al primo scrutinio, nessuno degli eletti ottiene la maggioranza assoluta.
Il Consigliere GERMANO contesta l'affermazione del Presidente Montesano con riferimento all'articolo 79 del Regolamento interno del Consiglio e sottolineando il fatto che il Consigliere Pedrini, che è stato proclamato eletto membro della Commissione consiliare permanente per gli Affari Generali e Finanze, non soltanto non ha riportato la maggioranza assoluta dei voti, ma è stato proclamato eletto pur avendo riportato soltanto un voto su 19 Consiglieri presenti e votanti.
Il Presidente, MONTESANO, ribadisce quanto già detto e ricorda, a conferma della sua asserzione, che nell'elezione delle Commissioni consiliari permanenti effettuata in passato, all'inizio della legislatura, i rappresentanti della minoranza in seno alle Commissioni stesse non hanno mai riportato la maggioranza assoluta dei voti, perché sono stati sempre eletti con i voti della sola minoranza, mentre i rappresentanti della maggioranza riportavano la maggioranza assoluta dei voti perché eletti con i voti della maggioranza consiliare.
Ricorda ancora che allorquando, nella seduta del 6 ottobre 1960, egli fu eletto Vice Presidente del Consiglio Regionale con i voti dei Consiglieri comunisti, riportò soltanto 9 voti su 35, mentre il Consigliere Barone, che pure fu eletto Vice Presidente del Consiglio, riportò 16 voti su 35.
Ricorda che tale sua elezione fu allora validissima, ma che egli declinò la sua nomina a Vice Presidente del Consiglio.
Il Consigliere GERMANO, riferendosi a quanto detto dal Presidente Montesano, fa presente che allorquando, in passato, i rappresentanti della minoranza furono eletti nelle Commissioni consiliari permanenti con i soli voti della minoranza, ciò avvenne in seguito a preventiva intesa fra i Gruppi consiliari della maggioranza e della minoranza e ne fu fatto constatare a verbale.
Il Consigliere CASETTA osserva che il Presidente Montesano non ha risposto alla sua domanda intesa a sapere come possa essere ritenuta valida la deliberazione con la quale sono stati eletti soltanto cinque dei sei membri componenti le Commissioni consiliari.
Il Presidente, MONTESANO, risponde che il Consiglio non poteva fare diversamente dal momento che i Consiglieri unionisti e comunisti disertavano allora le adunanze consiliari ed aggiunge che il rinnovo delle Commissioni si è reso necessario perché, in caso contrario, sarebbe stata paralizzata la vita del Consiglio per l'assenza continuata dei Consiglieri unionisti e comunisti.
Il Consigliere CASETTA insiste sul fatto della non validità della deliberazione consiliare con cui si è provveduto al rinnovo delle Commissioni consiliari permanenti di studio nella seduta del 15 luglio 1966.
Il Consigliere MANGANONI, dopo aver premesso che concorda sull'affermazione, fatta dal Presidente, che le Commissioni consiliari permanenti sono lo specchio del Consiglio, rileva che il Presidente ha agito in contrasto a tale sua affermazione, riservando alla minoranza un solo rappresentante in seno alle singole Commissioni consiliari permanenti.
Fa notare che la minoranza conta 16 Consiglieri su 35 componenti il Consiglio Regionale e che avrebbe, quindi, diritto ad avere in seno alle Commissioni una rappresentanza corrispondente a circa il 45% dei posti in seno alle Commissioni stesse.
Afferma che, poiché il Regolamento interno del Consiglio è tuttora impostato sul sistema maggioritario, la Presidenza avrebbe dovuto premurarsi di proporre al Consiglio la modifica del Regolamento stesso in base al sistema proporzionale, adeguandolo alla nuova situazione, anziché procedere al rinnovo delle Commissioni consiliari.
Dichiara che la maggioranza consiliare ha agito violando il Regolamento interno del Consiglio.
Rileva che, tutt'al più, la maggioranza avrebbe potuto procedere alla sostituzione degli ex Assessori con gli Assessori neo-eletti, nonché alla sostituzione dei Consiglieri dimissionari.
Conclude, ribadendo che il Presidente è caduto in aperta contraddizione con le sue affermazioni, agendo come ha agito.
Monsieur le Conseiller FOSSON déclare d'être d'accord sur ce qu'a dit Mr. le Conseiller Andrione et partage l'avis qu'on doive apporter au Règlement du Conseil les modifications nécessaires pour l'adapter à la nouvelle situation politique.
Il remarque que plusieurs fois, par le passé, les élections pour le renouvellement des Commissions du Conseil ont été faites, comme il a été dit, c'est-à-dire que les représentants de la majorité venaient élus avec les voix des Conseillers de la majorité, tandis que ceux de la minorité étaient élus avec les voix des Conseillers de la minorité.
Il souligne que, évidemment, les membres élus par la minorité n'avaient qu'une majorité de voix relative.
Ce fait, cependant, était une chose bien différente de la question du Conseiller Pedrini, qui n'a eu qu'une seule voix dans les votations pour le renouvellement des Commissions du Conseil et qui a été élu quand même.
Il déclare que les Conseillers de l'Union Valdôtaine demandent que la minorité puisse faire partie des Commissions du Conseil et d'y avoir un nombre de représentants proportionnel au nombre des Conseillers de la minorité.
Il fait noter que, si la majorité n'entend pas démordre de son point de vue, selon lequel les Conseillers unionistes et communistes ne devraient avoir qu'un seul représentant dans chaque Commission, ça signifierait que la majorité refuse en fait la collaboration des Conseillers de l'Union Valdôtaine et du Parti Communiste, ce qui serait en contraste avec l'invitation qui a été maintes fois adressée à la minorité de bien vouloir participer activement à la vie du Conseil.
Il conclut en déclarant que les Conseillers unionistes et communistes contestent la validité de la délibération prise par le Conseil le 15 juillet 1966, concernant le renouvellement des membres des Commissions permanentes du Conseil.
Il Consigliere FILLIETROZ rileva che al Regolamento interno del Consiglio, approvato nell'adunanza del 25 luglio 1949, sono state apportate modificazioni ed aggiunte con successive deliberazioni del Consiglio in data 7 ottobre 1959, 4 marzo 1960, 15 giugno 1963 e 15 aprile 1964.
Fa notare che, con l'elezione del Consiglio Regionale in base al sistema proporzionale, poteva verificarsi che la coalizione di maggioranza non raggiungesse i 2/3 e non fosse così possibile procedere all'elezione del Presidente del Consiglio per la quale era richiesto l'intervento di almeno i 2/3 dei Consiglieri; rammenta che, per tale ragione, in data 15 giugno 1963 il Consiglio ha approvato all'unanimità il completamento del 2° comma dell'articolo 5 del Regolamento Interno mediante aggiunta al comma stesso delle seguenti parole:
"Per la validità dell'elezione è richiesto l'intervento di almeno due terzi dei Consiglieri; qualora in prima convocazione non siano presenti i due terzi dei Consiglieri, l'elezione è rinviata ad altra adunanza, da tenersi entro il termine di otto giorni, nella quale si procede a nuova votazione, purché sia presente la metà più uno dei Consiglieri in carica".
Osserva che nulla vietava che in seguito venissero apportate altre modificazioni al Regolamento, per adeguarne le norme in relazione all'attuale composizione del Consiglio Regionale, che è ora eletto con il sistema a rappresentanza proporzionale.
Il Consigliere SAVIOZ, premesso che nelle Commissioni consiliari permanenti debbono essere rappresentati tutti i settori del Consiglio, sottolinea l'importanza del lavoro che viene svolto dalle Commissioni stesse, rilevando che, allorquando un argomento viene discusso ed approfondito in sede di Commissione, la decisione in merito a detto argomento può essere assunta con maggior cognizione di causa da parte del Consiglio, evitando discussioni e risparmiando così del tempo prezioso.
Rileva che molto spesso da parte della maggioranza vengono rivolti alla minoranza appelli, con invito a dare la propria collaborazione per il sollecito svolgimento dei lavori del Consiglio; richiamandosi a tali appelli, ritiene che la maggioranza consiliare dovrebbe aderire alla richiesta di assicurare alla minoranza una giusta rappresentanza in seno alle Commissioni consiliari, aumentando da sei a sette il numero dei componenti le Commissioni stesse, di cui tre designati dai gruppi consiliari della minoranza.
Invita i Consiglieri dei vari Gruppi ad assumere le proprie responsabilità, in modo che si possa superare ogni divergenza e si possa lavorare nell'interesse della popolazione valdostana approvando i vari provvedimenti di interesse generale che da tempo sono sul tappeto e che attendono una soluzione.
Precisa che la responsabilità maggiore ricade, ovviamente, sulla maggioranza consiliare, che detiene attualmente il potere nel Governo Regionale.
Rileva che sino ad oggi la Regione Valle d'Aosta ha dato esempio di saggia amministrazione, di rettitudine e di onestà e sottolinea la necessità che si continui su tale strada.
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, osserva che l'articolo 93 del Regolamento interno del Consiglio, più volte ricordato, stabilisce che: "Ciascuna Commissione è eletta dal Consiglio ed è composta di sei membri scelti tra i Consiglieri e gli Assessori, compreso l'Assessore competente, di cui due designati dal Gruppo o dai Gruppi consiliari di minoranza"; fa quindi presente che nella seduta del 15 luglio 1966, allorquando si è proceduto al rinnovo dei membri delle Commissioni consiliari permanenti di studio, erano presenti i Consiglieri dei Gruppi consiliari di maggioranza e di un Gruppo consiliare di minoranza.
Precisa che i Consiglieri di maggioranza hanno eletto i quattro rappresentanti di loro spettanza nelle Commissioni e che i Consiglieri del gruppo consiliare di minoranza hanno eletto un proprio rappresentante nelle varie Commissioni.
Circa la proposta, fatta dal Consigliere Savioz, di aumentare da sei a sette il numero dei componenti di ogni Commissione, di cui quattro membri da designare dalla maggioranza e tre membri dalla minoranza, ricorda che, allorquando egli dai banchi della minoranza ebbe a fare una analoga proposta, la maggioranza di allora non accolse la proposta ritiene, pertanto, che non vi sia motivo che le cose debbano cambiare oggi.
Dichiara di concordare con il Consigliere Savioz sulla opportunità che il Consiglio lavori seriamente e continui, come per il passato, a dare esempio di saggia amministrazione e di rettitudine.
Il Consigliere MANGANONI, rispondendo al Presidente della Giunta, osserva che, se è vero che nella seduta del 15 luglio 1966, in cui si è provveduto al rinnovo dei membri delle Commissioni permanenti, erano presenti la maggioranza ed un gruppo di minoranza, tanto valeva che si fossero nominati tutti e sei i membri delle varie Commissioni, anziché soltanto cinque, con la riserva del sesto membro ai Consiglieri unionisti e comunisti.
Esprime l'avviso che il Consiglio, in detta seduta, avrebbe potuto eleggere soltanto i quattro membri di designazione della maggioranza e lasciare che i due membri riservati alla minoranza venissero successivamente eletti dalla minoranza.
In tal modo, - egli dice -, la maggioranza avrebbe dimostrato di tenere effettivamente nel dovuto conto i diritti della minoranza.
Afferma che è stata commessa una violazione al Regolamento interno del Consiglio, perché in detto Regolamento non vi è alcuna norma che preveda la possibilità di rinnovare nel quadriennio legislativo le Commissioni consiliari permanenti costituite all'inizio del periodo stesso.
Rileva che, tutt'al più, si sarebbe potuto procedere alla sostituzione degli ex Assessori con gli Assessori neo-eletti.
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, rileva che non soltanto le Commissioni, ma anche la Giunta è stata rinnovata nella sua composizione, in seguito all'avvenuta costituzione di una nuova maggioranza in seno al Consiglio, sebbene, secondo il Regolamento anche la Giunta venga eletta all'inizio della legislatura.
Il Consigliere SAVIOZ ricorda che il Presidente della Giunta, Bionaz, allorquando sedeva sui banchi della minoranza, aveva proposto di aumentare da sei a sette il numero dei membri delle Commissioni consiliari permanenti di studio; ritiene che, logicamente, il Presidente della Giunta dovrebbe attuare tale sua proposta ora che presiede al Governo della Regione.
Il Consigliere GERMANO dichiara che è alquanto strano che la maggioranza consiliare si irrigidisca sulla posizione assunta e che non intenda addivenire ad una intesa con la minoranza aderendo alla richiesta di aumentare da sei a sette il numero dei membri delle Commissioni consiliari permanenti, in modo che la minoranza possa avere tre suoi rappresentanti in dette Commissioni.
Ritiene che dovrebbe essere possibile trovare una linea di intesa fra la maggioranza e la minoranza per una discussione e per giungere ad un accordo sul problema in esame.
Il Presidente, MONTESANO, dopo aver premesso di non parlare a titolo personale, ma a nome del Consiglio, in merito al problema del rinnovo dei membri delle Commissioni consiliari permanenti, dichiara che intende rispondere ad alcuni rilievi fatti dai Consiglieri della minoranza.
Al Consigliere Manganoni, - il quale ha osservato che le Commissioni consiliari permanenti sono lo specchio del Consiglio e debbono, quindi, riflettere la composizione del Consiglio -, risponde che l'attuale minoranza, che consta di 16 Consiglieri, si trova nelle stesse condizioni in cui si trovava la minoranza esistente all'inizio della legislatura e che aveva 17 Consiglieri.
Aggiunge che i Consiglieri liberali facevano parte allora della minoranza, come ne fanno parte ancora oggi.
Rileva che è solo cambiata la maggioranza, ma che il rapporto di forze fra i Gruppi è sempre uguale per quanto riguarda la maggioranza e la minoranza.
Ritiene che si debba provvedere alla integrazione delle Commissioni consiliari permanenti con l'immissione nelle Commissioni stesse dei membri rappresentanti dei Gruppi consiliari unionisti e comunisti, ai quali spetta di coprire il sesto posto lasciato vacante nelle singole Commissioni.
Rileva che, questo prova che non corrisponde a verità l'affermazione, fatta dal Consigliere Germano, che la maggioranza non vuole che i Consiglieri union-comunisti siano rappresentati nelle Commissioni consiliari permanenti.
Ricorda che il Consiglio è sovrano e che quindi, se lo ritiene necessario, può addivenire alla revisione del Regolamento interno e, conseguentemente, alla modifica dell'articolo concernente la composizione delle Commissioni consiliari permanenti.
Ricorda che la deliberazione concernente il rinnovo dei componenti delle Commissioni consiliari permanenti è stata assunta dal Consiglio nella seduta del 15 luglio 1966, cioè durante il periodo di perdurante assenza dall'Assemblea dei Consiglieri unionisti e comunisti, assenza che non è stata voluta dalla maggioranza consiliare.
Concorda su quanto detto dal Consigliere Fillietroz, il quale ebbe a rilevare che varie modificazioni sono già state apportate al Regolamento interno del Consiglio, dopo la sua approvazione avvenuta nella seduta del 25 luglio 1949.
Osserva che detto Regolamento va ancora modificato in alcuni punti perché varie sue norme sono in contrasto con l'attuale composizione del Consiglio Regionale che, come già detto, è eletto ora con il sistema a rappresentanza proporzionale e non più con il sistema maggioritario.
Aggiunge che vi sono poi varie norme del Regolamento che vanno modificate perché costituiscono un non senso; cita, ad esempio, la norma dell'articolo 21 - 2° comma, in base alla quale un Consigliere presente alle sedute non potrebbe allontanarsi dalla sala consiliare senza il preventivo consenso del Presidente del Consiglio.
Conclude, dichiarando che è quindi necessario che al più presto il Regolamento interno sia rielaborato od aggiornato opportunamente, per un miglior andamento dei lavori del Consiglio.
Il Consigliere CASETTA fa presente che, dopo aver udito i vari interventi dai Consiglieri di maggioranza, ritiene che alla minoranza non rimanga altro da fare che prendere atto della non volontà da parte della maggioranza consiliare di ripristinare la legalità delle Commissioni consiliari permanenti, come è provato dalle seguenti illegalità commesse dalla maggioranza stessa:
1°) si è provveduto al rinnovo dei membri delle Commissioni consiliari permanenti, in aperta violazione del Regolamento interno del Consiglio, che non prevede una tale possibilità;
2°) le nuove Commissioni risultano composte di soli cinque membri anziché di sei membri, come stabilito dall'articolo 93 del Regolamento;
3°) uno dei cinque membri delle nuove Commissioni è stato eletto con un solo voto;
4°) l'attuale maggioranza consiliare è tale perché di essa fanno parte anche i due Consiglieri del Partito Liberale.
Il Presidente, MONTESANO, invita il Consiglio a votare sulla proposta di approvazione della mozione presentata dai Consiglieri regionali Signori Fosson Pietro, Fillietroz Giuseppe, Germano Pietro, Andrione Mario, Casetta Giuseppe e Savioz Fabiano.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, con voti contrari diciannove e voti favorevoli tredici (Consiglieri presenti e votanti: trentadue), ha respinto la sottoriportata mozione:
"CONSIDERATO che la deliberazione n. 57 del 15.7.1966 ha modificato la precedente deliberazione istitutiva in data 15 aprile 1964 delle Commissioni permanenti adottata ai sensi dell'art. 92 bis;
RITENUTO che tale provvedimento è in contrasto con le norme del suddetto articolo che prevedono "all'inizio di ogni periodo legislativo.....vengono costituite le seguenti Commissioni permanenti" con chiaro significato che le Commissioni in tal modo elette funzionano, salvo individuali sostituzioni per impedimento o dimíssioni, per tutta la legislatura regionale, come del resto già avvenuto in altre Regioni autonome a Statuto speciale.
Il Consiglio Regionale con voti
DELIBERA
di revocare la deliberazione n. 57 adottata nella seduta del 15.7.1966 e, conseguentemente, di provvedere in una prossima seduta consiliare alla sostituzione dei Consiglieri dimissionari Gheis e Torrione".
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