Oggetto del Consiglio n. 29 del 2 marzo 1967 - Verbale
OGGETTO N. 29/67 - AUMENTO DEI CONTINGENTI DI MERCI ASSEGNATI AL CONSUMO IN ESENZIONE FISCALE IN VALLE D'AOSTA. - ORDINI DEL GIORNO.
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, informa il Consiglio di essere venuto a conoscenza che il disegno di legge concernente l'aumento dei generi contingentati in esenzione fiscale per la Valle d'Aosta, già sottoposto all'esame della 6^ Commissione legislativa (Finanze o Tesoro) della Camera dei Deputati, in sede deliberante, dovrà essere mandato in discussione in aula alla Camera dei Deputati.
Precisa che ciò è la conseguenza di una manovra dei Parlamentari comunisti, su suggerimento, evidentemente, dei Consiglieri regionali comunisti della Valle d'Aosta, i quali in tale modo, - egli dice -, hanno conseguito lo scopo di ritardare la concessione alla popolazione valdostana dei benefici derivanti dall'aumento dei generi contingentati assegnati in esenzione fiscale alla Valle d'Aosta.
Questo è il modo, - egli osserva-, con cui i Consiglieri regionali comunisti tutelano gli interessi dei valdostani.
Il Consigliere GERMANO dichiara di aver avuto notizia, da Roma, che il disegno di legge concernente l'aumento dei generi contingentati in esenzione fiscale è stato inviato alla discussione in aula alla Camera dei deputati e di essere in grado di fornire al riguardo notizie più complete di quelle ora comunicate dal Presidente della Giunta.
Informa, quindi, che la predetta Commissione legislativa si è riunita questa mattina e ha preso visione dell'ordine del giorno concernente la questione dell'aumento dei contingenti in esenzione fiscale approvato dal Consiglio regionale nella seduta di ieri e comunicato telegraficamente ai due Vice Presidenti della Commissione dal Presidente Montesano; precisa che, in relazione a tale ordine del giorno, l'Onorevole Pajetta ha proposto di sospendere per otto giorni l'esame del disegno di legge, per dare la possibilità al Governo di concordare con la Regione Valle d'Aosta 13 nuove voci di generi contingentati e nuovi aumenti di quantitativi da approvare a parziale modifica del disegno di legge in esame.
Precisa che tale proposta è stata respinta dalla Commissione con 14 voti contrari e 12 voti favorevoli.
Riferisce che, avendo i Parlamentari comunisti affermato che, per riparare per quanto possibile ai torti subiti dalla Valle d'Aosta per la mancata attuazione della zona franca, occorreva che la nuova legge in discussione prefigurasse il più possibile la zona franca mediante aumento del numero delle voci e dei quantitativi dei generi contingentati in esenzione fiscale, l'Onorevole Zugno, democristiano, sostenne che la zona franca può essere concessa non già a tutto il territorio di una Regione, ma soltanto ad una zona limitata.
Informa che, di fronte ad una tale dichiarazione, i Parlamentari comunisti hanno chiesto che la discussione del disegno di legge venisse demandata all'Assemblea della Camera dei Deputati, richiesta che fu accolta.
Rileva che i Consiglieri regionali del Gruppo comunista non hanno da pentirsi di una tale decisione e che soltanto di una cosa essi si rammaricano, cioè del fatto che i Parlamentari democristiani abbiano votato contro la sospensiva proposta dai Parlamentari comunisti; perché, se essi avessero votato a favore di tale proposta, il Governo avrebbe avuto tempo otto giorni per concordare con gli amministratori della Regione l'inclusione nel disegno di legge di nuove voci e di maggiori quantitativi di contingenti, di modo che nel breve periodo di 15 giorni circa la nuova legge sui contingenti in esenzione fiscale avrebbe potuto essere approvata dalle due Camere e diventare operante con maggiori benefici fiscali per la popolazione.
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, osserva che quanto detto dal Consigliere Germano non giustifica affatto la posizione assunta in sede di Commissione dai Parlamentari comunisti.
Il Consigliere GERMANO obietta di essere pronto in qualsiasi momento a prendere visione del verbale della seduta della predetta Commissione legislativa per vedere quale sia stato in tale occasione l'atteggiamento dei Parlamentari comunisti e quale sia stato l'atteggiamento dei Parlamentari democristiani.
Il Consigliere MANGANONI, pur riconoscendo che il problema concernente l'aumento dei contingenti di merci in esenzione fiscale deve essere discusso dal Consiglio, fa notare che detto problema è stato sollevato dal Presidente della Giunta in sede di discussione del bilancio di previsione ed osserva che, se i lavori del Consiglio vanno a rilento, la colpa non è dell'opposizione, ma è bensì della Giunta.
Dichiara che i Consiglieri regionali del Partito comunista sono soddisfatti della posizione assunta, in sede di riunione della 6^ Commissione legislativa Finanze e Tesoro della Camera dei Deputati, dai Parlamentari comunisti, che hanno difeso, - egli afferma -, gli interessi della Valle d'Aosta, controbattendo le gravi dichiarazioni fatte dall'On. le Zugno, democristiano.
Dichiara inoltre che i Consiglieri comunisti hanno sempre sostenuto, e lo ripetono ancora oggi, che non è sufficiente per i Valdostani un piatto di lenticchie, in attesa dell'attuazione dalla zona franca totale, e che la nuova legge sull'aumento dei contingenti di merci in esenzione fiscale dovrebbe almeno comprendere nuovi generi contingentati, quali tabacchi, nafta per riscaldamento e altri generi.
Rileva che, se gli esponenti del Partito della Democrazia Cristiana avessero voluto effettivamente riconoscere i diritti statutari della Regione, avrebbero dovuto accettare la proposta di inclusione, nella nuova legge, di determinati quantitativi di tabacchi, di nafta e di altri generi contingentati.
L'Assessore BALESTRI, con riferimento a quanto detto dai Consiglieri Germano e Manganoni, dichiara che, se in sede di riunione della 6^ Commissione Legislativa (Finanze e Tesoro) della Camera dei Deputati, i Parlamentari del Centro-sinistra avessero effettivamente votato nel modo che è stato riferito dai due predetti Consiglieri sul problema dell'aumento dei generi contingentati in esenzione fiscale, egli non esiterebbe a smentire i Parlamentari stessi dal banco della Giunta nella Sala del Consiglio regionale.
L'Assessore BENZO premette che l'impostazione data dai Consiglieri regionali del Partito comunista al problema concernente l'aumento dei contingenti di merci in esenzione fiscale è prettamente demagogica, in quanto con una tale impostazione non si tutelano gli interessi della popolazione valdostana.
Rileva che il Presidente della Giunta, Bionaz, sin dal primo momento in cui è stato dal Consiglio preposto al governo della Regione, si è interessato attivamente per fare ottenere quello che i Comunisti chiamano "un piatto di lenticchie" e che si concreta in benefici annui per due miliardi di lire a favore della popolazione valdostana e in lire 800 milioni di introiti per le finanze regionali.
Osserva che il Consigliere Germano sa benissimo quanto sia lungo l'iter procedurale da percorrere affinché una legge possa essere approvata dai due rami del Parlamento e divenire operante, per cui non avrebbe dovuto affermare, - egli dice -, che il rinvio della discussione del disegno di legge in aula, all'Assemblea della Camera dei Deputati, non avrebbe comportato alcun sostanziale ritardo.
Dichiara che la Giunta regionale mantiene fede alle impostazioni programmatiche date sin dall'inizio ai vari problemi e rivendica il rispetto dei diritti statutari valdostani per i quali ha sempre lottato.
Rileva, per quanto concerne il disegno di legge di cui si tratta, che la Giunta non soltanto ha ottenuto un aumento notevole dei quantitativi annui di vari generi contingentati, ma ha altresì ottenuto che i quantitativi di generi contingentati concessi alla Valle d'Aosta in esenzione fiscale fossero esenti dai prelievi stabiliti dai competenti organi della Comunità Economica Europea; il che significa, - egli osserva che, ad esempio, il prezzo dello zucchero per la Valle d'Aosta non verrà aumentato a Lire 250-260 al Kg., ma continuerà ad essere di sole 95 Lire al Kg.
Precisa che la Giunta sta attualmente trattando con gli Organi ministeriali per addivenire ad un accordo circa l'approvazione di una legge statale per l'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta.
Ricorda che, a suo tempo, fu predisposto un disegno di legge di iniziativa governativa e che altro disegno di legge, in contrapposizione al disegno di legge governativo, fu predisposto e presentato al Governo dall'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta.
Fa presente che, nelle trattative per la formulazione del disegno di legge di attuazione della zona franca, la Giunta regionale non mancherà di rivendicare il rispetto dei diritti statutari valdostani in materia di zona franca.
Afferma che il Partito Comunista ha assunto una grave responsabilità con la posizione adottata dai suoi Parlamentari in sede di riunione della 6^ Commissione legislativa (Finanze e Tesoro) della Camera dei Deputati in merito al problema dell'aumento di contingenti di merci assegnati alla Valle d'Aosta in esenzione fiscale.
Fa presente che tale posizione corrisponde a quella assunta dai Comunisti della Valle d'Aosta i quali, già una settimana fa, allorquando la Giunta aveva dato comunicazione alla popolazione dell'aumento dei quantitativi di determinate merci in esenzione fiscale -, avevano dichiarato che l'aumento concesso era soltanto un "piatto di lenticchie" e che la questione sarebbe stata riesaminata dalla Camera dei Deputati per migliorare il disegno di legge governativo mediante l'inclusione di nuovi generi in esenzione fiscale.
Dichiara che la Giunta ha la coscienza tranquilla perché sa di avere fatto tutto quanto era possibile fare per ottenere maggiori aumenti, anche di nuove voci, dei contingenti di merci in esenzione fiscale.
Circa l'iter che una tale legge deve seguire prima di essere approvata dal Parlamento e diventare operante, osserva che il Consigliere Germano inganna scientemente la popolazione allorquando afferma che l'iter è breve, quando invece sa perfettamente che l'iter di tale legge è invece lungo e difficile, tanto più se la discussione non sarà più fatta presso le competenti Commissioni legislative del Parlamento in sede deliberante, perché rinviata alla discussione in aula presso le Assemblee delle due Camere.
Ritiene che l'impostazione già data al problema dei contingenti in esenzione fiscale, in attesa dell'attuazione della zona franca, rimarrà valida anche alla Camera dei Deputati, come già al Senato, dove ha anche avuto l'appoggio dei Parlamentari liberali.
Auspica che diventi al più presto operante la nuova legge, che modifica la precedente legge 5.5.1956 n. 525, relativa alla concessione alla Valle d'Aosta dell'esenzione fiscale per determinate merci e contingenti e conclude assicurando che la Giunta continuerà le trattative con il Governo per l'attuazione della zona franca.
Il Consigliere GERMANO osserva che chi ha ingannato la popolazione valdostana non sono i comunisti, ma è stata la Giunta regionale che ha accettato e ha già deciso di applicare gli aumenti dei contingenti previsti dalla legge ora in discussione al Parlamento e che non è ancora operante.
Rileva che il 24 maggio 1966 i Parlamentari comunisti hanno presentato al Parlamento un progetto di legge sull'aumento dei contingenti predisposto sulla base di un elaborato dell'Assessorato regionale all'Industria e Commercio, elaborato che è stato ignorato dall'attuale Giunta, tanto è vero che è stato presentato alla Presidenza del Senato soltanto nel mese di settembre u.s.
Riferisce che, in un primo tempo, l'impostazione data al problema dai Parlamentari comunisti fu condivisa anche dai Parlamentari democristiani, i quali però, in un secondo tempo, e cita l'On.le Magliano, Presidente della 6^ Commissione Legislativa, cambiarono opinione adducendo che si andava oltre i desiderata ufficialmente espressi dai rappresentanti dell'Amministrazione regionale.
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, contesta l'affermazione del Consigliere Germano, il quale dichiara che quanto da lui riferito risulta dal verbale di riunione della 6^ Commissione Legislativa (Finanze e Tesoro) della Camera dei Deputati e osserva che i Valdostani vogliono non soltanto un aumento dei contingenti di merci in esenzione fiscale, ma vogliono soprattutto che sia attuata la zona franca totale prevista dallo Statuto regionale.
Segue breve discussione in merito tra il Presidente della Giunta, BIONAZ, ed il Consigliere GERMANO.
Il Consigliere CAVERI rileva che in Consiglio regionale si parla da circa 19 anni del problema della zona franca e ricorda che vari progetti di legge per l'attuazione della zona franca sono stati a suo tempo presentati sia dal Governo centrale che dall'Amministrazione regionale.
Sia ben chiaro, - egli dice -, che noi, Consiglieri del Gruppo dell'Union Valdôtaine, per zona franca intendiamo una zona franca che comprenda anche i generi di monopolio, perché le leggi doganali italiane definiscono diritti di confine i diritti relativi al monopolio.
Siccome, - egli osserva -, l'articolo 14 del nostro Statuto, che è stato approvato 19 anni fa dall'Assemblea Costituente, dice che: "Il territorio della Valle d'Aosta è posto fuori della linea doganale...", è chiaro che i Valdostani devono essere esentati dal pagamento dei diritti di monopolio, perché sono diritti di confine.
Ecco perché, - egli prosegue -, il Consiglio regionale ha, a suo tempo, respinto all'unanimità il progetto di legge Trabucchi, che contemplava una zona franca parziale, poiché non comprendeva l'esenzione dai diritti di monopolio.
Chiede, in proposito, quali siano gli intendimenti della Giunta e dell'Assessore Benzo, in particolare, in merito al problema dell'attuazione della zona franca.
L'Assessore BENZO, con riferimento a quanto detto dal Consigliere Germano, dichiara di essere convinto che i Consiglieri regionali del Gruppo comunista si sentano tranquilli circa la questione dell'aumento dei contingenti, perché essi non si preoccupano dei problemi di fondo e nulla importa loro che la popolazione valdostana possa usufruire presto dei benefici derivanti dall'aumento dei contingenti di merci in esenzione fiscale.
Fa presente che i Consiglieri comunisti si sono presi una grave e pesante responsabilità con la posizione assunta per la questione dell'aumento dei contingenti.
Osserva che sono i fatti che contano e non già le opinioni personali espresse dai singoli Parlamentari e fa presente che il disegno di legge di cui si tratta sarebbe ormai divenuto legge operante se non vi fosse stata la presa di posizione contraria da parte dei Parlamentari comunisti.
Informa che il Senatore Roda, noto esponente comunista, esprimendosi in senso favorevole ai due disegni di legge ed associandosi alle osservazioni del Senatore Pirastu, - secondo il quale il disegno di legge in discussione era soltanto una parziale compensazione del mancato adempimento statutario per quanto riguarda l'attuazione della zona franca -, ha dichiarato di condividere le perplessità manifestate dal Senatore Martinelli, democristiano, circa l'esenzione dei contingenti dai prelievi comunitari, cioè del Mercato Comune.
Contesta l'affermazione, fatta dal Consigliere Manganoni, secondo la quale, se vi fosse stata la buona volontà della Democrazia Cristiana, sarebbero state incluse nuove voci di generi contingentati nel predetto disegno di legge; rileva, in proposito, che la Giunta, nelle trattative svolte a Roma per l'aumento dei contingenti, ha dovuto superare notevoli difficoltà e si è battuta strenuamente per ottenere il maggior aumento possibile dei contingenti.
Rispondendo al Consigliere Caveri, il quale ha chiesto quali sono gli intendimenti della Giunta e dell'Assessore all'Industria e Commercio in merito al problema dell'attuazione della zona franca, informa che le trattative iniziate dall'Amministrazione regionale sono state impostate dalla Giunta sulla base del progetto di legge approvato a suo tempo all'unanimità dal Consiglio regionale.
Precisa che la Giunta si sta interessando e si interesserà per ottenere che la Valle d'Aosta consegua i maggiori benefici possibili, sempre tenendo come base il citato progetto di legge approvato a suo tempo all'unanimità dal Consiglio regionale.
Il Consigliere MANGANONI osserva che, - secondo quanto detto dall'Assessore Benzo -, il rinvio in discussione in aula alla Camera dei Deputati da parte della 6^ Commissione legislativa (Finanze e Tesoro) del disegno di legge concernente l'aumento dei contingenti in esenzione fiscale sarebbe la conseguenza di una manovra dei Parlamentari comunisti.
Rileva, però, che scopo di tale manovra, se così può chiamarsi, era quello di ottenere l'inclusione nel predetto disegno di legge di nuovi voci di generi in esenzione fiscale quali i generi di monopolio (tabacchi, sigarette) e la nafta; osserva che gli Amministratori della Regione, se avessero un minimo di onestà politica e di comprensione per le necessità della popolazione valdostana, dovrebbero plaudire a una tale iniziativa.
Dichiara di essere convinto che la Giunta abbia fatto tutto quanto era in suo potere per ottenere i maggiori aumenti possibili dei quantitativi dei generi contingentati e che, se non ha ottenuto di più, è perché ha incontrato forti difficoltà negli ambienti governativi.
Osserva che tali difficoltà non sono state sollevate dai Parlamentari comunisti, ma da Ministri democristiani o, comunque, da Ministri del Centro-sinistra, di cui è espressione l'attuale Giunta regionale.
Rileva che, oltre al disegno di legge che il Governo aveva concordato con gli Amministratori della Regione, era altresì in discussione l'analogo disegno di legge, presentato dai Parlamentari comunisti, che prevedeva l'esenzione fiscale anche per i generi di monopolio e per la nafta e che era, quindi, più favorevole per la popolazione valdostana.
Perché mai, - egli dice, rivolgendosi alla Giunta -, non è stato preso in considerazione questo disegno di legge, ma il disegno di legge governativo concordato con i rappresentanti della Regione Valle d'Aosta e che era più restrittivo e meno favorevole?
Osserva che i Parlamentari del Centro-sinistra, se effettivamente volevano fare gli interessi della Regione, avrebbero dovuto pronunciarsi a favore del disegno di legge presentato dai Parlamentari comunisti.
In merito all'affermazione, fatta dall'Assessore Benzo, che l'iter di una legge è assai lungo, dichiara che intende fare una proposta che ha esclusivamente lo scopo di accelerare e di abbreviare l'iter del disegno di legge concernente l'aumento dei contingenti in esenzione fiscale.
Osserva che è necessario però che la Giunta dica prima se sia favorevole all'inclusione di quantitativi annui dei generi di monopolio e della nafta nel disegno di legge governativo.
Dando per acquisito che la risposta della Giunta sia affermativa, dichiara che la proposta che intende fare è la seguente:
- una Delegazione regionale, composta di rappresentanti di tutte le forze politiche presenti nel Consiglio regionale e, cioè, democristiani, socialisti, liberali, unionisti e comunisti, si rechi a Roma in veste ufficiale e faccia ai vari Gruppi politici un discorso di questo genere: "Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, all'unanimità, ha chiesto e chiede che nel disegno di legge concernente l'aumento dei contingenti in esenzione fiscale siano inclusi anche quantitativi dei generi di monopolio e di nafta. Vi impegnate a fare discutere e approvare subito dal Parlamento il disegno di legge con gli emendamenti migliorativi richiesti dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta?"
Rileva che, se la risposta fosse affermativa per tutti i Gruppi parlamentari, il problema sarebbe risolto e la legge diventerebbe subito operante.
Osserva che, se per caso, qualche Gruppo rispondesse negativamente, tale Gruppo dovrebbe essere immediatamente denunciato all'opinione pubblica.
Conclude facendo presente che, se i Consiglieri di maggioranza desiderano effettivamente il bene della Valle d'Aosta, non hanno che da accettare questa sua proposta.
Dichiara che un eventuale rifiuto, da parte dei Consiglieri di maggioranza di accogliere detta proposta significherebbe che essi non hanno a cuore gli interessi della popolazione della Valle d'Aosta.
Il Consigliere LUSTRISSY fa presente che, se i Consiglieri regionali del Gruppo comunista avessero voluto effettivamente migliorare il testo del disegno di legge concernente l'aumento dei contingenti di merci in esenzione fiscale ed accelerarne l'iter, avrebbero dovuto darsi da fare prima e non già consigliare il Gruppo parlamentare comunista ad agire come ha agito questa mattina, in sede di riunione della 6^ Commissione legislativa (Finanze e Tesoro) della Camera dei Deputati, proponendo che il disegno di legge venisse inviato in discussione in aula alla Camera dei Deputati.
Osserva che i Consiglieri regionali comunisti erano indubbiamente già al corrente di detta manovra nella seduta consiliare di ieri e che volutamente essi non ne hanno parlato in Consiglio quando è stato discusso ed approvato l'ordine del giorno presentato dal Presidente della Giunta con cui "si impegnava il Governo nazionale a dare sollecita attuazione all'adempimento costituzionale contenuto nell'articolo 14 dello Statuto regionale (istituzione di regime di zona franca), provvedendo nel contempo, nelle more di tale definitiva soluzione, a concordare con la Regione l'estensione del regime di contingentamento ad altre voci utili all'economia della Valle d'Aosta ed un ulteriore aumento degli attuali quantitativi già in assegnazione".
Dichiara di parlare a nome della maggioranza consiliare ed esprime il più vivo rammarico per l'azione ostruzionistica compiuta dai Parlamentari comunisti nella predetta 6^ Commissione legislativa in sede deliberante della Camera dei Deputati, azione che, - egli dice -, viene a ritardare l'approvazione di una legge il cui testo era stato preventivamente concordato fra il Governo di Roma ed il Governo regionale della Valle d'Aosta.
Chiede quindi al Presidente Montesano di voler sospendere per alcuni minuti la seduta consiliare, in segno di protesta per l'operato dei Consiglieri del Gruppo comunista; sottopone quindi all'approvazione del Consiglio il seguente ordine del giorno, di cui dà lettura:
"Il Consiglio Regionale, venuto a conoscenza che il gruppo comunista della 6^ Commissione della Camera riunita in sede deliberante per l'approvazione della legge di iniziativa governativa dei contingenti a favore della Valle d'Aosta si è opposta all'approvazione del provvedimento stesso,
ELEVA
vibrata protesta e condanna tale atteggiamento che intenzionalmente ritarda i benefici conseguenti all'immediato aumento dei contingenti a favore della popolazione valdostana".
Il Consigliere FOSSON dichiara che i Consiglieri del Gruppo dell'Union Valdôtaine aderiscono alla proposta fatta dal Consigliere Manganoni, che una Delegazione unitaria, composta di rappresentanti di tutte le forze politiche presenti nel Consiglio regionale, si rechi a Roma a sollecitare presso i singoli Gruppi parlamentari l'iter della nuova legge sui contingenti, previo inserimento di nuove voci di generi contingentati nel disegno di legge stesso.
Per quanto concerne il problema dell'attuazione della Zona franca, prevista dall'art. 14 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, riferisce di essersi interessato a fondo di tale problema a suo tempo, cioè dall'anno 1949 all'anno 1954, allorquando era Assessore all'Industria e Commercio, e di essere quindi a conoscenza delle varie difficoltà frapposte dagli organi governativi all'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta.
Informa che, ogni qualvolta ha avuto occasione di trattare di questo problema presso il Ministero delle Finanze e presso la Direzione Generale delle Dogane, sempre, gli è stato risposto che nessuno poteva contestare il diritto della Valle d'Aosta ad una zona franca totale, diritto che era sancito dall'articolo 14 dello Statuto regionale.
Precisa che già allora, però, è mancata la volontà politica di dare pieno adempimento alla norma costituzionale predetta, perché i funzionari ministeriali hanno sempre dichiarato che il Governo non poteva concedere alla Valle d'Aosta una zona franca totale, ma solo una zona franca ridotta non comprensiva dei generi di monopolio e di altre voci.
Fa presente che la precedente Giunta, nelle trattative intercorse con le Autorità governative centrali, non ha mai voluto scendere a compromessi su questo problema forte del fatto che la zona franca della Valle d'Aosta è consacrata da una norma costituzionale alla quale nessun amministratore regionale può rinunciare se non assumendosi gravi responsabilità verso la popolazione.
Ritiene infatti che, se si può addivenire a compromessi sulla questione dei contingenti provvisori di merci in esenzione fiscale e sulla questione della quota variabile del riparto fiscale nessun compromesso è possibile sul problema della zona franca, perché si violerebbe una precisa norma statutaria.
Invita quindi l'Assessore Benzo e la Giunta ad astenersi dall'addivenire ad accordi che contemplino l'attuazione di una zona franca limitata.
Informa che anche le Giunte precedenti avrebbero potuto addivenire ad una soluzione di compromesso su tale importante problema, ma dichiara che esse si sono sempre rifiutate di accettare una tale soluzione.
Ritiene che i tempi cambieranno e che, ad un dato momento, la democrazia o la giustizia finiranno pur per trionfare.
Ricorda che il Consiglio regionale aveva, a suo tempo respinto ad unanimità di voti contrari, il disegno di legge dell'Onorevole Trabucchi, allora Ministro delle Finanze, perché detto disegno di legge contemplava soltanto una zona franca ridotta, cioè senza esenzioni fiscali per i generi di monopolio e per altre merci.
Conclude auspicando l'azione unitaria di tutti i Consiglieri regionali per portare a buona soluzione il problema dell'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta.
Il Consigliere CAVERI rileva che l'Assessore Benzo non ha risposto alla precisa domanda rivoltagli ed intesa a sapere se sia intendimento suo e della Giunta di chiedere al Governo centrale l'attuazione della zona franca totale, comprensiva anche dell'esenzione fiscale per i generi di monopolio, come previsto dall'articolo 14 dello Statuto regionale, oppure se si intenda accettare una zona franca limitata, con esclusione dei generi di monopolio.
Dichiara che i Consiglieri del Gruppo dell'Union Valdôtaine concordano sulla proposta, fatta dal Consigliere Manganoni, che una Delegazione unitaria, composta dai rappresentanti di tutte le forze politiche presenti nel Consiglio regionale, si rechi a Roma per sollecitare presso i vari Gruppi parlamentari l'iter della legge sui contingenti in esenzione fiscale comprendente anche contingenti di generi di monopolio e di carburanti.
Informa che nell'anno 1947, allorquando era in discussione all'Assemblea Costituente lo Statuto speciale della Valle d'Aosta, una Delegazione comprendente i rappresentanti di tutte le forze politiche presenti nel Consiglio regionale si recò con lui a Roma presso i vari Gruppi parlamentari a chiedere il loro interessamento in difesa degli interessi della Valle d'Aosta.
Osserva che, fino a quando il senso di solidarietà valdostana regionale è prevalso sullo spirito di parte e vi sono state iniziative unitarie, la Valle d'Aosta è stata più forte e si è potuto ottenere molto di più.
Dichiara che i Consiglieri del Gruppo dell'Union Valdôtaine sono, quindi, favorevoli ad iniziative unitarie intese ad ottenere l'applicazione dello Statuto regionale.
Il Presidente, MONTESANO, rivolge a tutti i Consiglieri di maggioranza e di minoranza un caldo invito a rimanere in argomento, rilevando che sono quasi le ore 14 e che la lunga discussione in corso verte sulla questione dei contingenti in esenzione fiscale, anziché sul progetto di bilancio di previsione della Regione.
Invita il Consiglio a pronunciarsi sulla proposta di breve sospensione della seduta, formulata dal Consigliere Lustrissy.
Il Consigliere MANGANONI rileva che, data l'ora tarda, la seduta dovrebbe essere sospesa e rinviata al pomeriggio.
Circa l'ordine del giorno proposto dal Consigliere Lustrissy, fa presente che, prima che il Consiglio voti su tale ordine del giorno, occorre che la Giunta risponda alla proposta concernente l'invio di una Delegazione unitaria a Roma per definire la questione dell'aumento dei contingenti in esenzione fiscale.
Il Consigliere GERMANO dichiara che la proposta di breve sospensione della seduta conferma la faziosità e la demagogia della maggioranza consiliare.
Dichiara che la discussione sul progetto di bilancio avrebbe potuto procedere speditamente, se la maggioranza non avesse posto in discussione nuove questioni che non riguardano il bilancio.
Informa che i Consiglieri del Gruppo comunista non intendevano presentare alcun ordine del giorno sulla questione dell'aumento dei contingenti, ma che, avendo il Consigliere Lustrissy proposto all'approvazione del Consiglio un ordine del giorno su tale questione, anche il Gruppo dei Consiglieri comunisti presenta un ordine del giorno, di cui dà lettura e che è del seguente tenore:
"IL CONSIGLIO REGIONALE
Denuncia
all'opinione pubblica valdostana l'atteggiamento del Governo di centro-sinistra regionale che, di fronte alla prospettiva di ottenere per la Valle d'Aosta nuovi contingenti di notevole interesse per l'economia valdostana (quali tabacchi, macchinari ed attrezzature per gli impianti industriali, gas per autotrazione, nafta per riscaldamento, gas per uso domestico), si sono rifiutati di svolgere un'azione unitaria nell'interesse della Valle d'Aosta."
Il Consigliere MARCOZ dichiara di non ritenere opportuna una presa di posizione impulsiva e prematura, tenendo presente che finalmente un gruppo di Deputati si è occupato di un importante problema che interessa la Valle d'Aosta ed osserva che non è prudente che il Consiglio deplori l'intervento di detti Deputati.
Rileva che, secondo quanto detto dal Consigliere Germano, l'On.le Zugno, democristiano, avrebbe fatto una affermazione molto grave a proposito del problema della zona franca, che è un problema di vitale importanza per la Valle d'Aosta.
Esprime il parere che i deputati comunisti, preoccupati da una tale affermazione che costituiva un precedente pericoloso per la nostra zona franca, siano stati indotti a chiedere che la discussione sul disegno di legge concernente i contingenti in esenzione fiscale venisse rinviata in aula alla Camera dei Deputati.
Ritiene opportuno che, prima di deplorare l'atteggiamento assunto da alcuni parlamentari presso la VI Commissione legislativa permanente della Camera dei Deputati, il Consiglio debba attendere chiarimenti in proposito e agire con cautela nell'interesse della Valle d'Aosta.
Il Presidente, MONTESANO, chiede al Consigliere Lustrissy di voler recedere dalla sua proposta di una breve sospensione della seduta, anche in considerazione dell'ora tarda.
Il Consigliere LUSTRISSY, aderendo alla richiesta del Presidente, dichiara di ritirare la proposta di breve sospensione della seduta.
Il Consiglio prende atto.
Il Presidente, MONTESANO, invita il Consiglio a votare, per alzata di mano, sulla proposta di approvazione dell'ordine del giorno presentato dal Consigliere Lustrissy.
Il Consigliere GERMANO dichiara che i Consiglieri del Gruppo comunista votano contro detto ordine del giorno perché nessuno dei Deputati comunisti si è opposto, in sede di riunione della VI Commissione legislativa della Camera dei Deputati, all'approvazione del più volte citato disegno di legge statale.
Procedutosi alla votazione per alzata di mano, il Presidente, MONTESANO, accerta e comunica che il Consiglio ha approvato con voti favorevoli diciotto il sotto riportato ordine del giorno presentato dal Consigliere Lustrissy (Consiglieri presenti e votanti: trentatré; Consiglieri favorevoli: Albaney, Balestri, Barmaz, Benzo, Berthet, Bionaz, Bordon, Chabod, Colombo, Dujany, Lustrissy, Manganone, Mappelli, Maquignaz, Montesano, Pedrini, Personnettaz, Verthuy; Consiglieri contrari: Andrione, Artaz-Dotto, Barone, Casetta, Caveri, Cretier, Fillietroz, Fosson, Germano, Macheda, Manganoni, Marcoz, Perruchon Vedova Chanoux, Savioz e Siggia in Bianco):
"Il Consiglio Regionale, venuto a conoscenza che il gruppo comunista della 6^ Commissione legislativa della camera riunita in sede deliberante per l'approvazione della legge, di iniziativa governativa, sui contingenti a favore della Valle d'Aosta si è opposto alla approvazione del provvedimento stesso,
ELEVA
vibrata protesta e condanna tale atteggiamento, che intenzionalmente ritarda i benefici conseguenti all'immediato aumento dei contingenti a favore della popolazione valdostana".
Il Consiglio prende atto
Il Presidente, MONTESANO, invita quindi il Consiglio a votare, per alzata di mano, sulla proposta di approvazione dell'ordine del giorno presentato dal Consigliere Germano a nome dei Consiglieri del Gruppo comunista.
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, dichiara che i Consiglieri della maggioranza votano contro detto ordine del giorno perché l'atteggiamento assunto dai Deputati comunisti ritarda l'approvazione e l'entrata in vigore di un provvedimento legislativo che era già stato concordato ed anche perché trattasi di una manovra il cui scopo evidente è quello di impedire l'immediata approvazione, da parte del Parlamento, del provvedimento legislativo che comporta notevoli benefici per la popolazione della Valle d'Aosta.
Procedutosi alla votazione per alzata di mano, il Presidente, MONTESANO, accerta e comunica che il Consiglio ha respinto con voti contrari diciassette il sottoriportato ordine del giorno presentato dal Consigliere Germano (Consiglieri presenti: trentatré; Consiglieri votanti: trentadue; astenutosi dalla votazione il Consigliere Pedrini; Consiglieri contrari: Albaney, Balestri, Barmaz, Benzo, Berthet, Bionaz, Bordon, Chabod, Colombo, Dujany, Lustrissy, Manganone, Mappelli, Maquignaz, Montesano, Personnettaz, Verthuy; Consiglieri favorevoli: Andrione, Artaz-Dotto, Barone, Casetta, Caveri, Cretier, Fillietroz, Fosson, Germano, Macheda, Manganoni, Marcoz, Perruchon vedova Chanoux, Savioz e Siggia in Bianco):
" Il Consiglio Regionale
Denuncia
all'opinione pubblica valdostana l'atteggiamento del Governo di centro-sinistra regionale che, di fronte alla prospettiva di ottenere per la Valle d'Aosta nuovi contingenti di notevole interesse per l'economia valdostana (quali tabacchi, macchinari ed attrezza ture per gli impianti industriali, gas per autotrazione, nafta per riscaldamento, gas per uso domestico) si è rifiutato di svolgere un'azione unitaria nell'interesse della Valle d'Aosta".
Il Consiglio prende atto.
L'Assessore BENZO, rispondendo alle domande rivoltegli dai Consiglieri Manganoni, Fosson e Caveri, sulla questione dell'attuazione della zona franca, dichiara che la Giunta è fermamente decisa ad ottenere che siano integralmente rispettati i diritti statutari della Valle d'Aosta in materia di zona franca, in conformità al preciso disposto dell'articolo 14 - comma 1°, dello Statuto regionale che sancisce: "Il territorio della Valle d'Aosta è posto fuori dalla linea doganale e costituisce zona franca".
In merito alla proposta, fatta dal Consigliere Manganoni, di inviare a Roma una Delegazione unitaria, composta dai rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in seno al Consiglio regionale, dichiara che tale proposta è da ritenersi ormai superata dai fatti avvenuti, sia perché la Giunta già si è battuta per ottenere il maggior aumento possibile dei quantitativi annui dei contingenti in esenzione fiscale, nonché per l'inserzione di nuovi generi, sia per la manovra ostruzionistica compiuta dai Deputati comunisti, i quali hanno chiesto il rinvio in aula, alla Camera dei Deputati, della discussione sulla questione dell'aumento dei contingenti, allo scopo di ritardare l'entrata in vigore di un provvedimento legislativo che comporta, come già detto, benefici rilevanti per la popolazione della Valle d'Aosta.
______
