Oggetto del Consiglio n. 28 del 2 marzo 1967 - Verbale

OGGETTO N. 28/67 - PROGETTO DI BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA PER L'ANNO FINANZIARIO 19670 - DISCUSSIONE GENERALE.

Il Presidente, MONTESANO, invita il Consiglio a continuare l'esame e la discussione del progetto di bilancio di previsione della Regione predisposto e proposto dalla Giunta Regionale, come da relazione e da atti trasmessi in copia ai Signori Consiglieri, quali allegati all'ordine del giorno dell'adunanza.

Dichiara quindi aperta la discussione di carattere generale sui singoli stanziamenti di previsione del bilancio.

Si dà atto che il Consiglio procede all'esame e all'approvazione dei singoli capitoli dei vari titoli, capi e categorie degli stati di previsione del bilancio, su lettura data dal Consigliere Segretario, Sig.ra Siggia Giovanna in Bianco, fornendo al Presidente della Giunta e gli Assessori competenti per materia i necessari chiarimenti ai vari Consiglieri interpellanti.

STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA PER L'ANNO FINANZIARIO 1967

TITOLO I - ENTRATE TRIBUTARIE

CATEGORIA I - IMPOSTE SUL REDDITO E SUL PATRIMONIO

Si dà atto che i capitoli dal n. 1 al n 5 compresi sono stati approvati dal Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli, senza discussione.

Capitolo 6 -

Provento quote fisse di ripartizione, fra lo Stato e la Regione, delle entrate erariali previste dall'art. 2 della legge 29.11.1955 n. 1179

L. 2.513.000.000

CATEGORIA II - IMPOSTE SUGLI AFFARI

Capitolo 10 -

Provento quote fisse di ripartizione, fra lo Stato e la Regione, delle entrate erariali previste dall'art, 2 della legge 29.11.1955 n. 1179

L. 2.950.000.000

Il Consigliere GERMANO rileva che lo stanziamento del capitolo 6 è aumentato di Lire 265 milioni in confronto allo stanziamento previsto sul corrispondente capitolo di entrata del bilancio dell'anno finanziario 1967 e ne chiede le ragioni.

L'Assessore BORDON risponde che l'aumento di cui si tratta è da porsi in relazione con l'aumento del gettito delle imposte erariali ammesse a riparto per tale voce.

Il Consigliere MANGANONI osserva che le voci dei capitoli 6 e 10 di entrata sono identiche e ne chiede le ragioni.

In merito al capitolo 10 constata che il relativo stanziamento (Lire 2.950.000.000) è superiore di ben L. 2.100.000.000 allo stanziamento del corrispondente capitolo di entrata dello scorso anno finanziario e prega l'Assessore Bordon di voler fornire chiarimenti al riguardo.

In risposta al primo quesito posto dal Consigliere Manganoni, l'Assessore BORDON precisa che il capitolo 6 concerne il provento delle quote fisse di ripartizione del gettito delle imposte di Ricchezza Mobile, dell'imposta complementare sul reddito, delle imposte erariali sui terreni e sui fabbricati e dell'imposta sui redditi agrari, mentre il capitolo 10 concerne invece il provento delle quote fisse di ripartizione del gettito delle imposte sulle successioni e donazioni, sul valore globale netto delle successioni, sul registro e sul bollo, delle imposte ipotecarie nonché delle tasse sulle concessioni governative e di pubblico insegnamento.

Circa la maggiore previsione dello stanziamento del capitolo 10 per un ammontare di Lire 2.100.000.000, precisa che la somma di Lire 100.000.000 corrisponde al previsto normale aumento del gettito dei tributi ammessi a ripartizione, mentre la rimanente somma di Lire due miliardi corrisponde alla maggiore previsione che la Giunta propone di iscrivere sul capitolo di entrata di cui si tratta, in relazione alla prevista revisione delle norme sul riparto fiscale.

Il Consigliere GERMANO osserva che per poter introitare questi due miliardi di lire, previsti in aumento sul capitolo 10 della parte Entrata, occorre sia emanata una nuova legge dello Stato a modifica della legge 29 novembre 1955 n. 1179, sull'ordinamento finanziario della Valle d'Aosta.

Il Consigliere FOSSON, in relazione al maggior stanziamento previsto al capitolo 10, chiede se la Giunta intenda chiedere al Governo, la revisione e la conseguente modificazione della legge sull'ordinamento finanziario regionale in vigore, oppure se intenda ancorare il bilancio in discussione alla nuova legge sull'ordinamento finanziario della Regione che deve ancora essere discussa e approvata dal Consiglio Regionale in base alla proposta di legge già presentata dai Consiglieri union-comunisti.

L'Assessore BORDON osserva che occorre esaminare se sia più opportuno ancorare determinate cifre iscritte in aumento ad alcuni stanziamenti di capitoli della Parte Entrata del bilancio alla legge statale in vigore, oppure ad una nuova legge da concordare - che, per il momento, non esiste ancora, dichiara quindi che per l'impostazione del bilancio di previsione in discussione non si poteva attendere l'emanazione di una nuova legge statale sull'ordinamento finanziario della Regione che preveda un ammontare di quote di ripartizione fiscale di Lire 10 500.000.0000.

Fa presente che, per tale ragione, la Giunta, anziché stanziare nella parte Entrata del bilancio la somma di L. 10.500.000.000 a titolo di quote di ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione, ha ritenuto di dover proporre al Consiglio che tale cifra sia prevista nella Parte Entrata del bilancio suddivisa in vari capitoli e voci di entrata come precisato a pagina 3 della relazione al progetto di bilancio.

Il Consigliere FOSSON prega l'Assessore Bordon di rispondere al quesito postogli, precisando, in particolare, se la Giunta intenda o no addivenire ad una revisione della vigente legge sull'ordinamento finanziario e, conseguentemente, alla discussione e alla approvazione di una proposta di legge da inviare al Parlamento, in relazione alla proposta di legge a suo tempo formulata dai Consiglieri union-comunisti.

L'Assessore BORDON dichiara che, secondo gli intendimenti della Giunta, la menzionata proposta di legge presentata dai Consiglieri union-comunisti dovrebbe essere esaminata e discussa in sede di apposita Commissione consiliare e poi in Consiglio; informa quindi che l'Assessorato alle Finanze ha predisposto un'altra analoga proposta di legge più completa e migliorativa della proposta di legge presentata dai Consiglieri union-comunisti e osserva che le due proposte di legge dovrebbero essere esaminate e discusse contemporaneamente in sede di Commissione consiliare.

Il Consigliere FILLIETROZ rammenta di avere proposto, nella seduta di ieri, che lo stanziamento di Lire due miliardi previsto al capitolo 63 della Parte Entrata ("Contributo speciale dello Stato ai sensi del 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale: L. 2.000.000.000") sia stralciato dal bilancio e che la corrispondente somma sia iscritta in aumento dello stanziamento (di L. 2.250.000.000) del capitolo 10 di entrata: "Provento quote fisse di ripartizione, fra lo Stato e la Regione, delle entrate erariali previste dall'articolo 2 della legge 29.11.1955 n. 1179".

Insiste per l'accoglimento di questa sua proposta sulla quale, - egli dice -, non ha avuto alcuna risposta.

Rileva che, per ottenere i due miliardi di lire previsti in aumento della quota del riparto Fiscale, occorre, come già detto dal Consigliere Germano, l'emanazione di una nuova legge dello Stato a modificazione della legge 29 novembre 1955 n.1179, sull'ordinamento finanziario della Regione Valle d'Aosta.

Ora, - egli osserva -, poiché è intendimento della Giunta di proporre l'approvazione di una nuova legge per la revisione in aumento delle quote del riparto fiscale sulla base di una percentuale di riparto del 75% del gettito totale delle imposte erariali relative alle attività economiche della Valle d'Aosta, ciò che corrisponderebbe ad una entrata annua regionale di Lire 10.500.000.000 circa quale provento delle quote di riparto, tanto vale prevedere fin d'ora nei capitoli 6 e 10 della Parte Entrata del bilancio di previsione in esame una entrata corrispondente complessivamente a tale cifra.

Precisa che si dovrebbe quindi addivenire, al più presto, all'approvazione di una legge statale di revisione del riparto fiscale elaborata sulla base della proposta presentata dai Consiglieri union-comunisti, che disciplini tutta la materia dell'ordinamento finanziario regionale e che assicuri alla Regione una quota fissa di ripartizione delle entrate erariali nella misura del 75% dell'intero gettito dei tributi erariali, riscossi in Valle e fuori Valle, per attività economiche ed industriali che si svolgono nel territorio della Valle d'Aosta.

Il Consigliere GERMANO dichiara di concordare su quanto detto dal Consigliere Fillietroz, soprattutto in considerazione di una situazione obiettiva connessa alla attuale mole e situazione dei lavori del Parlamento Italiano, per cui difficilmente potranno essere approvate, nel breve scorcio dell'attuale legislatura, due successive leggi statali riguardanti il problema finanziario della Regione Valle d'Aosta.

Osserva che i contributi speciali che lo Stato può concedere alla Regione, a' sensi dell'articolo 12 - 3° comma dello Statuto regionale, possono soltanto servire per finanziare spese straordinarie che non rientrino nelle funzioni normali della Valle e non già per finanziare spese ricorrenti e a pareggio delle normali spese del bilancio.

Chiede, quindi, che sia accolta la proposta, fatta dal Consigliere Fillietroz, di iscrivere in aumento allo stanziamento del capitolo 10 di entrata la somma di Lire due miliardi, prevista al capitolo 63 di entrata quale contributo speciale dello Stato a' sensi del citato 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale.

L'Assessore BORDON dichiara che la proposta fatta dal Consigliere Fillietroz e ribadita dal Consigliere Germano non può essere accolta per varie ragioni già illustrate e che ribadisce.

Il Consigliere FILLIETROZ insiste, sulla proposta di prevedere in una sola apposita voce di entrata del bilancio di previsione la somma di lire 10.500.000.000, quale provento della quota fissa di ripartizione da assegnare alla Regione sull'intero gettito dei tributi erariali, riscossi in Valle e fuori Valle, per attività economiche ed industriali che si svolgono nella Valle d'Aosta.

Osserva che, in caso contrario, la Giunta verrebbe a trovarsi in difficoltà nelle trattative per la revisione in aumento delle quote del riparto fiscale sulla base della proposta di legge statale presentata dai Consiglieri union-comunisti.

L'Assessore BORDON ricorda di avere già detto che la cifra di Lire 10.500.000.000, - che corrisponde al provento annuo della quota fissa prevista sulla base della sopramenzionata proposta di legge -, è stata suddivisa in varie voci della parte Entrata del bilancio, come risulta a pagina 3 della relazione illustrativa del progetto di bilancio ora in esame.

Rileva che quello che interessa per il bilancio stesso è che i 10.500.000.000 di lire entrino nelle casse della Regione, ciò che ritiene possibile con il sistema proposto dalla Giunta, mentre ciò sarebbe difficilmente realizzabile qualora, come da proposta del Consigliere Fillietroz, tale cifra venisse prevista in una unica voce della parte Entrata del bilancio di previsione in relazione alle norme della vigente legge 29 novembre 1955 n. 1179.

Aggiunge che, se la nuova proposta legge sul riparto delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione non venisse tempestivamente approvata dal Parlamento, l'Amministrazione Regionale verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà per il finanziamento delle spese previste nel bilancio preventivo dell'anno 1967.

Osserva che, suddividendo i 10.500.000.000 in varie possibili voci della parte Entrata del bilancio di previsione, l'Amministrazione Regionale non verrà a trovarsi in difficoltà finanziarie anche nella deprecata ipotesi che la nuova legge per la revisione in aumento delle quote di riparto non venisse approvata dal Parlamento nello scorcio della attuale legislatura.

Rileva che le cifre previste in bilancio a titolo di provento del riparto fiscale per l'anno 1967 ammontano a complessive lire 8.295.000.000, di cui lire 5.465.000.000 per quote fisse di riparto e lire 2.830.000.000 per quote variabili e fa presente che, in seguito alle trattative intercorse con i funzionari del Ministero del Tesoro, l'Amministrazione Regionale potrà introitare, quale provento delle quote fisse e variabili del riparto fiscale per l'anno 1967, una somma complessiva non inferiore a 7.000.000.000 - 7.500.000.000 di lire.

Osserva che a tale cifra va aggiunta la somma di lire due miliardi prevista al capitolo 63 della parte Entrata quale contributo speciale dello Stato ai sensi del 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale, per cui si avrebbe un totale di Lire 9.000.000.000 - 9.500.000.000 di entrate di cui si tratta per l'anno 1967.

Rileva che per raggiungere la cifra di lire 10.500.000.000 rimane una differenza di circa un miliardo di lire o, al massimo, di lire 1.500.000.000.

Ritiene che tale differenza potrebbe essere compensata e ridotta per circa lire 300.000.000, con il residuo o eccedenza del contributo speciale straordinario di lire un miliardo concesso dallo Stato per l'anno 1966, a' sensi del coma 3° dell'articolo 12 dello Statuto regionale, per circa lire 400.000.000 con determinati altri proventi propri della Regione (gestione contingenti) e per lire 300.000.000 circa con previste economie sugli stanziamenti per l'attuazione di un programma di lavori pubblici in quanto, per ragioni varie, tale programma non potrà forse essere integralmente realizzato nel corso dell'anno.

Ritiene, pertanto, che la differenza di cifre annuali di cui si tratta, fra entrate previste e spese impegnate nel 1967, potrà essere ridotta a non più di lire 500 milioni.

Ripete che, in base alle assicurazioni avute presso il Ministero del Tesoro, il provento delle quote del riparto fiscale, per l'anno 1967 si aggira sui 3.900.000.000 per le quote fisse e sulle lire 3.500.000.000 per le quote variabili, per un importo complessivo di lire 7.400.000.000 circa.

Fa presente che, mentre non si hanno i dati per calcolare con una certa quale approssimazione il gettito dei tributi erariali riscossi fuori Valle per attività economiche ed industriali che si svolgono nella Valle d'Aosta, si sa che il gettito annuo dei tributi erariali riscossi in Valle d'Aosta si aggira sugli 8.000.000.000 di lire.

Il Consigliere FOSSON ribadisce la tesi sostenuta dal Consigliere Fillietroz, tesi che egli ritiene giusta.

Osserva poi che, secondo quanto detto dall'Assessore Bordon, la Giunta intende ancorare il bilancio di previsione per l'anno 1967 alla vigente legge 29.11.1955 n. 1179 sull'ordinamento finanziario regionale, mentre Consiglieri union-comunisti sono di avviso diverso e ritengono, come già affermato nella seduta di, ieri in sede di discussione generale sul bilancio di previsione, che la nuova legge sul riparto delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione debba essere impostata non più in base a quote fisse ed a quote variabili di riparto, ma in base ad una sola quota fissa di riparto.

Osserva che occorre creare sin d'ora le premesse per una futura trattativa con lo Stato in tale senso e ritiene, quindi, che si debba aumentare di complessive lire due miliardi gli stanziamenti dei capitoli di entrata 6 e 10 ("Provento quote fisse di ripartizione, fra lo Stato e la Regione, delle entrate erariali previste dall'articolo 2 della legge 29.11.1955 n. 1179") del bilancio, stralciando lo stanziamento della somma di lire 2 miliardi prevista al capitolo di entrata 63, quale contributo speciale dello Stato ai sensi del 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale.

Insiste su tale proposta e osserva che, qualora non venisse tempestivamente approvata la nuova legge sul riparto fiscale, l'Amministrazione Regionale avrebbe sempre la possibilità di richiedere in seguito allo Stato la concessione di un contributo speciale straordinario, ai sensi del 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale.

Fa presente che il bilancio di previsione della Regione avrebbe così una giusta impostazione che agevolerebbe le trattative da condurre con lo Stato per la revisione in aumento della quota del riparto fiscale di spettanza della Regione, poiché risulterebbero già aumentati in bilancio gli stanziamenti dei capitoli di Entrata concernenti i proventi delle quote fisse di ripartizione.

Il Consigliere FILLIETROZ dichiara che l'impostazione data dalla Giunta al bilancio di previsione in esame significa rinuncia alla revisione in aumento delle quote del riparto fiscale di spettanza della Regione; osserva che la Giunta rifiuta di accogliere la proposta di aumentare di lire 2 miliardi gli stanziamenti dei capitoli di entrata 6 e 10, concernenti il provento delle quote fisse di ripartizione delle entrate erariali previste dall'articolo 2 della legge 29.11.1955 n. 1179.

Riferendosi quindi all'elenco di spese e di lavori di pubblica utilità, per un ammontare complessivo di spese di Lire 4.600.000.000, inviato dall'Amministrazione Regionale ai competenti organi statali a documentazione della richiesta di un contributo speciale di lire 2 miliardi, a' sensi del 3° comma dello articolo 12 dello Statuto regionale, chiede se nella parte "Spesa" del bilancio di previsione in esame siano previste le spese corrispondenti al suddetto ammontare.

Rileva di aver notato che nel menzionato elenco di spese per lavori è compresa la spesa di lire 750 milioni per contributi arretrati per il pensionamento dei dipendenti dello Stato (personale scolastico e forestale statale) comandati a prestare servizio alle dipendenze dell'Amministrazione Regionale della Valle d'Aosta, il che significa, - egli dice -, che l'Amministrazione Regionale accetta ora il principio di assumere a proprio carico le spese relative al trattamento di quiescenza dei dipendenti statali di cui si tratta, mentre le precedenti Amministrazioni Regionali avevano sempre rifiutato di assumere tali spese a carico regionale.

Chiede se tale spesa sia prevista nella parte "Spesa" del bilancio di previsione in discussione.

Il Consigliere GERMANO chiede all'Assessore Bordon di volergli comunicare i dati relativi ai proventi delle quote fisse e delle quote variabili del riparto fiscale dello scorso anno 1966, nonché i dati relativi alla previsione di aumento delle quote fissa/variabili di riparto per l'anno 1967.

L'Assessore BORDON comunica i seguenti dati:

Anno 1966

- provento delle quote fisse: Lire 3.600.000.000;

- provento delle quote variabili: Lire 2.300.000.000;

Anno 1967

- provento previsto delle quote fisse: Lire 3.730.000.000;

- provento previsto delle quote variabili: Lire 2.830.000.000.

Precisa che il previsto aumento del provento delle quote variabili di riparto per l'anno 1967 in confronto al provento dello scorso anno è conseguente al progressivo aumento del gettito annuo dei tributi erariali ammessi a ripartizione.

Il Consigliere GERMANO ritiene che i dati forniti dall'Assessore Bordon per quanto riguarda il previsto provento delle quote variabili del riparto fiscale per l'anno 1967 non corrispondano alla realtà, in quanto le previsioni del bilancio dello Stato concernenti il gettito delle imposte per l'anno 1967 contemplano solo un aumento dell'8%.

Dichiara che i Consiglieri del Gruppo comunista non condividono l'impostazione data dalla Giunta al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1967 per le seguenti ragioni:

1°) perché le previsioni fatte per l'anno 1967 dalla Giunta e concernenti l'aumento del gettito delle imposte erariali ammesse a ripartizione non corrispondono alle previsioni fatte dallo Stato;

2°) il bilancio di previsione, così come è stato impostato dalla Giunta, presenta una evidente contraddizione e prevede l'emanazione di due successive leggi statali in materia di finanze della Regione Valle d'Aosta, ciò che non ha corrispondenza alcuna con le previsioni in atto da parte dello Stato;

3°) la Giunta Regionale non intende prendere in esame la proposta di elaborare e di sottoporre all'approvazione del Parlamento una sola legge per la revisione del riparto delle entrate erariali impostata secondo i voti più volte espressi dal Consiglio Regionale e che contempli, cioè, soltanto l'aumento della quota percentuale di riparto nella misura necessaria per le necessità del bilancio della Regione, in modo che non si debba ricorrere al contributo speciale dello Stato, a' sensi del 30 comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale, per il finanziamento delle spese di bilancio ricorrenti e riguardanti le funzioni normali della Regione.

L'Assessore BORDON dichiara che il problema è stato esaminato e studiato attentamente dalla Giunta, la quale ritiene che l'impostazione data al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1967 sia la migliore possibile allo stato attuale delle cose ed in base al vigente ordinamento finanziario della Regione.

Dichiara che è intendimento della Giunta di proseguire nell'esame della proposta di legge sulla revisione del riparto fiscale ed afferma che l'impostazione data al bilancio di previsione per l'anno 1967 è quella più conveniente perché, comunque vadano le cose per quanto riguarda la emananda legge di revisione del riparto fiscale, si ha la garanzia che le spese previste in bilancio potranno essere finanziate.

In merito al rilievo fatto dal Consigliere Fillietroz, circa la spesa di lire 750 milioni per arretrati relativi al trattamento di quiescenza ai dipendenti dello Stato comandati a prestare servizio alle dipendenze della Regione, informa che i competenti ministeri hanno ripetutamente richiesto alla Regione il rimborso di tale somma; informa, in proposito, che ai funzionari ministeriali è stato risposto che tale somma sarebbe stata versata dall'Amministrazione Regionale soltanto nel caso che lo Stato avesse accolto la richiesta di corrispondere alla Regione un contributo speciale corrispondente a tale importo.

Fa presente che tale richiesta non è ancora stata accolta per cui la Giunta non intende versare allo Stato la somma anzidetta, tanto è vero che, - egli dice -, non vi è alcuno stanziamento per tale voce sulla parte "Spese" del bilancio di previsione in esame.

Il Consigliere CAVERI ricorda di aver detto nella seduta di ieri che i Consiglieri di minoranza erano disposti a dare il loro voto favorevole per l'approvazione del bilancio di previsione, qualora la Giunta avesse accettato la proposta conciliativa di apportare alcune modificazioni al bilancio e di votare uno schema di legge per la revisione dell'attuale sistema di ripartizione delle entrate erariali su nuove basi.

Il Consigliere GERMANO chiede che si dia atto a verbale che, a sua domanda, gli è stato risposto dall'Assessore Bordon che la previsione del gettito annuo delle entrate erariali ammesse a ripartizione ai fini della determinazione delle quote variabili di riparto da assegnare alla Regione ammonta a lire 3.500.000.000.

Aggiunge che, a suo avviso, l'aumento del gettito annuo di tali entrate erariali nel 1967, rispetto al 1966, dovrebbe essere di circa lire 216 milioni e che quindi non possa essere previsto in lire 700 milioni.

L'Assessore BORDON dichiara che, secondo i calcoli fatti dagli uffici finanziari dell'Amministrazione Regione, il gettito annuo delle entrate erariali ammissibili a ripartizione per il 1967, ai fini della determinazione delle quote variabili, ammonta a non meno di lire 3.250.000.000, cifra sufficiente per assicurare alla Regione l'assegnazione di lire 2.830.000.000 sulle quote variabili del riparto fiscale.

Il Consigliere FILLIETROZ contesta le cifre di previsione fornite dall'Assessore Bordon relative al gettito delle entrate erariali ammissibili a ripartizione ai fini della determinazione delle quote variabili per l'anno 1967 e dichiara che, finanziando il piano dei lavori di pubblica utilità con il contributo speciale statale di lire 2.000.000.000 previsto in bilancio al capitolo 63 di entrata, il provento delle quote variabili di ripartizione per l'anno 1967 non potrà essere concesso dallo Stato nell'importo di lire 2.830.000.000, previsto in bilancio al capitolo 13 di entrata.

L'Assessore BORDON ripete che i dati da lui riferiti sono stati desunti dalla contabilità dell'Amministrazione Regionale ed informa che i dati relativi all'anno finanziario 1966 sono confermati dalla seguente lettera in data 26 febbraio 1967, prot. n. 749, del Ministero del Tesoro - Ragioneria Provinciale di Aosta, avente per oggetto "Gettito dei tributi 1966 oggetto di riparto fra lo Stato e la Regione Valle d'Aosta":

"Si segnalano i dati finora in possesso della scrivente relativi al gettito in conto competenza dei tributi oggetto di riparto con la Regione Autonoma Valle d'Aosta, ai sensi dell'articolo 4 della legge 29 novembre 1955 n. 1179:

- Ricchezza Mobile

Lire

2.330.265.191

- I.G.E. Ufficio del Registro

"

743.688.549

- I.G.E. autotassazione fino al 30.11.1966

"

498.870.244

- Provento monopoli tabacchi

"

1.343.148.673

- Imposta gas, energia elettrica

"

186.214.615".

Si passa, quindi, all'esame del capitolo 16 della Parte Entrate, relativo ai proventi della Casa da gioco di Saint Vincent.

Monsieur le Conseiller CAVERI rappelle qu'il a dit, dans la séance de hier, d'avoir demandé le mois d'août de l'année passée au Comte Cotta pour quelle raison la Société SITAV n'a pas institué le cours pour croupiers dans le terme du 30 juin 1966, comme il était son devoir selon le contrat qui a été signé entre l'Administration précédente et les administrateurs de la Société SITAV.

Il informe que le Comte Cotta lui a répondu que le dossier concernant le cours pour croupiers se trouvait sur la table de Monsieur l'Assesseur Balestri et que le cours aurait été ouvert "quando l'Assessore Balestri ci darà il via".

Il relate d'avoir écrit aussi à ce propos au Commandeur Rivella, au courant du mois de septembre ou du mois d'octobre, et que le Commandeur Rivella lui a répondu, après un peu de temps, en lui disant d'avoir écrit à l'Assesseur Balestri en lui proposant de modifier certaines conditions concernant l'âge des jeunes à admettre au concours, en rapport au band de concours, et que l'Assesseur Balestri ne lui avait pas répondu.

Il ajoute que le Commandeur Rivella avait affirmé que la Société SITAV "non era inadempiente, perché era sempre in attesa di ricevere una risposta dall'Assessore Balestri".

Il remarque qu'une telle affirmation était dénuée de tout fondement, parce que les dirigeants de la Société SITAV avaient pris l'engagement d'ouvrir un cours pour croupiers dans le terme du 30 juin 1966 et la Société avait donc le devoir d'ouvrir cette école, après avoir accompli toutes les formalités voulues.

Il Consigliere PEDRINI dichiara che, se le cose stanno veramente come sopra esposto, il Consigliere Caveri ha pienamente ragione, perché, - egli osserva -, se vi era un impegno da parte della Società SITAV di effettuare un corso per croupiers, tale impegno avrebbe dovuto essere mantenuto; muove quindi l'appunto alla Giunta di non essersi interessata di tale problema, tanto più che in questo momento vi à carenza di posti di lavoro in Valle d'Aosta.

Rileva, inoltre, che, secondo quanto gli risulta, in occasione dell'ultima proroga della concessione per l'esercizio della Casa da gioco di Saint-Vincent la Società SITAV aveva anche assunto l'impegno di realizzare determinate opere quali, ad esempio, la costruzione di una funivia collegante il centro turistico di Saint-Vincent al Monte Zerbion e la costruzione di un albergo di 2^ categoria per complessivi 200 letti.

Osserva che molto tempo è passato da allora e nulla si sa circa le determinazioni della Società SITAV in merito alla realizzazione di tali opere, di modo che, - egli dice -, Saint-Vincent, che è il primo centro turistico della Valle d'Aosta, lascia molto a desiderare quanto ad attrezzature ricettive nei confronti dei centri turistici delle Regioni viciniori.

Rileva, infatti, che il centro turistico di Saint-Vincent è una cittadina senza vita dopo le ore 21 e la gioventù non sa dove andare, a meno che non vada a finire alla tavernetta o nelle sale da gioco del Casinò.

Il Consigliere CAVERI osserva che il Consigliere Pedrini ha accennato proprio agli argomenti sui quali era suo intendimento di intrattenere il Consiglio e di porre delle domande, all'Assessore Balestri.

Ritornando al corso per croupiers, osserva che nove mesi sono ormai passati dalla data in cui avrebbe dovuto essere aperto il predetto corso secondo il nuovo contratto aggiuntivo di proroga stipulato con la Società SITAV.

Circa le opere che la Società predetta si è impegnata a realizzare, quale contropartita per la proroga di anni 12 della concessione dell'esercizio della Casa da gioco, informa che la Società SITAV, in base agli impegni assunti, deve costruire, - fra altro -, una funivia collegante Saint-Vincent al Monte Zerbion; fa presente che si era parlato anche della costruzione di impianti di risalita dalla frazione Promiod (Châtillon), dal Comune di La Magdeleine ed altre località soprastanti Antey Saint-André.

Informa che il contratto aggiuntivo prevede pure la costruzione in Saint-Vincent, da parte della Società SITAV, di un albergo di 2^ categoria, per complessivi 200 letti, in base a progetto che deve essere approvato dalla Regione, albergo da ultimare entro il 31 dicembre 1967.

Chiede all'Assessore Balestri se siano stati già allestiti i progetti delle predette opere e se sia stata prescelta la località su cui deve sorgere il costruendo grande albergo.

Dichiara di concordare sull'affermazione, fatta dal Consigliere Pedrini, che il centro turistico di Saint-Vincent lascia molto a desiderare in fatto di attrezzature turistiche, cosicché i turisti che si trovino a Saint-Vincent dopo le ore 21 e vogliano divertirsi non possono divertirsi, a meno che si rechino al Casinò o al night-club, perché di notte Saint-Vincent è una cittadina morta, dove non circola anima viva.

Osserva che la Società SITAV esercita in Saint-Vincent un vero monopolio in fatto di ricettività turistica ed alberghiera e funziona come una pompa aspirante, poiché cerca di avocare a sé ogni attività in tale settore, compresa l'attività alberghiera e di ristorante.

Il Consigliere SAVIOZ osserva che uno dei problemi trattato a suo tempo dalla Giunta precedente con la Società SITAV e la cui soluzione è di estrema urgenza è quello concernente il Campo di Tiro a Volo, che attualmente è ubicato in mezzo all'abitato di Saint-Vincent e che desta serie preoccupazioni per l'incolumità pubblica, per le ragioni ben note.

Informa che i proprietari del terreno adibito a Campo di Tiro a Volo hanno chiesto con insistenza di poter disporre di tale terreno per venderlo e che, pertanto, ebbero luogo alcune riunioni, alle quali parteciparono anche i dirigenti della Società SITAV, per l'esame del problema relativo alla costruzione di un nuovo Campo di tiro al volo.

Fa presente che, nel corso di tali riunioni, fu presa in considerazione una zona comprendente varie migliaia di metri quadrati e nella quale potevano essere realizzati due campi di tiro a volo, alcuni campi di tennis, alcuni giochi di bocce, un parco per bambini ed un grande ristorante.

Chiede all'Assessore Balestri se questo problema sia stato tenuto in evidenza ed a che punto si trovi la pratica per la costruzione dei nuovi campi di tiro a volo, in quanto il tiro a volo è, fra le varie manifestazioni che si svolgono in Saint-Vincent, quella che procura maggiori introiti ai tavoli da gioco.

L'Assessore BALESTRI dichiara che non corrisponde a verità l'affermazione che la Società SITAV è in attesa di conoscere le decisioni della Giunta per l'attuazione di un corso per croupiers, in quanto nessun dossier concernente tale pratica è stato depositato sul tavolo dell'Assessore al Turismo, né vi si trova attualmente.

Precisa che il corso per croupiers non ha ancora avuto luogo, perché la Società SITAV non aveva croupiers disponibili per impartire le lezioni agli allievi croupiers.

Informa che, ultimamente, i Dirigenti della Società SITAV hanno assunto l'impegno di dare inizio al predetto corso nel periodo dal 1° al 15 maggio prossimo venturo.

Riferisce che, da parte della Società SITAV, era stata proposta una modifica al bando di concorso concernente le norme di ammissione al corso per croupiers, proposta che la Giunta non ha ritenuto di prendere in considerazione, per cui il corso suddetto deve avere luogo in base alle norme del bando a suo tempo approvato.

Circa le opere che la Società SITAV si è impegnata di realizzare quale contropartita per la proroga dodecennale della concessione dell'esercizio per la Casa da gioco, precisa che i progetti relativi alla costruzione di una funivia collegante la località di Saint-Vincent al Monte Zerbion e alla costruzione in Saint-Vincent di un albergo di 2^ categoria, per complessivi 200 letti, sono ormai a buon punto, ma che non è stata ancora presa una decisione definitiva al riguardo.

Informa che è stato deciso di fare predisporre uno studio completo per quanto riguarda la programmazione generale dei lavori da attuare nel centro turistico di Saint-Vincent, ai fini del completamento dell'attrezzatura turistica di quella zona.

Informa che tale studio sarà ultimato quanto prima e sarà sottoposto all'esame della Giunta, della competente Commissione consiliare di studio e, quindi, all'esame e all'approvazione del Consiglio Regionale.

Osserva che la programmazione di cui si tratta comprende le opere da eseguire a cura e spese della Società SITAV e le opere da eseguire a cura e spese dell'Amministrazione Regionale e del Comune di Saint-Vincent.

Il Consigliere CAVERI osserva che l'Assessore Balestri dimostra una particolare abilità nel rispondere ai Consiglieri, poiché, - egli dice -, ogni qualvolta gli viene prospettato un problema, l'Assessore Balestri risponde sempre che il problema è già allo studio da parte del suo Assessorato.

Chiede all'Assessore Balestri di precisare quando sarà definito lo studio sulla programmazione delle opere da eseguire in Comune di Saint-Vincent e di dire se i Consiglieri della minoranza potranno prendere visione di tale studio.

L'Assessore BALESTRI risponde che lo studio di detta programmazione sarà ultimato entro una settimana e che ogni Consigliere che lo desideri potrà prenderne visione.

Il Consigliere CAVERI invita l'Assessore Balestri a chiarire con il Conte Cotta la questione del dossier concernente gli atti relativi al corso per croupiers, dossier che, secondo quanto detto dal Conte Cotta, si troverebbe sul tavolo dell'Assessore al Turismo.

Fa presente che informerà il Conte Cotta che l'Assessore Balestri ha affermato, in Consiglio Regionale, di non avere mai avuto il fascicolo degli atti relativi al corso per croupiers.

L'Assessore BALESTRI dichiara di aver ricevuto un fascicolo di atti concernenti il corso per croupiers, ma che tale fascicolo gli è stato consegnato dal Colonnello Gastaldi, Commissario della Regione presso la Casa da Gioco, e non dal Conte Cotta.

Il Consigliere CAVERI, preso atto del chiarimento datogli dall'Assessore Balestri, riferisce che, nella lettera mandatagli dal Comm. Rivella, questi gli diceva di aver chiesto all'Assessore Balestri di autorizzare la Società SITAV ad adottare un limite di tolleranza di tre mesi, prima e dopo il limite di età previsto nel bando per l'ammissione dei giovani al corso per croupiers; si riserva di dare lettura di tale lettera all'Assessore Balestri e lo invita nuovamente a definire con il Conte Cotta la questione dell'apertura del corso per croupiers.

L'Assessore BALESTRI ricorda di avere già detto che, in seguito al suo personale interessamento, i dirigenti della Società SITAV si sono impegnati ad iniziare il corso per croupiers nel periodo che va dal 10 al 15 maggio p.v.

Il Consigliere MARCOZ fa presente che, durante le trattative da lui svolte per ben due anni con i dirigenti della Società SITAV in merito alla proroga della concessione per l'esercizio della Casa da gioco, i predetti dirigenti gli avevano reiteratamente prospettato la grande utilità che sarebbe derivata alla economia locale dalla costruzione della funivia collegante il centro turistico di Saint-Vincent al Monte Zerbion e dalla costruzione di un grande albergo di 200 letti.

Fa presente inoltre che, come risulta dal nuovo contratto aggiuntivo di proroga, la Società SITAV si è impegnata non solo a realizzare le predette due opere, ma anche ad ampliare a totali sue spese la attuale Casa da gioco oppure, a richiesta della Giunta Regionale e su conforme parere e decisione del Consiglio, a potenziare il centro turistico di Saint-Vincent, adeguandone l'attrezzatura a quella delle più moderne e vicine stazioni turistiche concorrenti estere, ai fini della auspicata maggiore produttività della Casa da gioco.

Formula viva raccomandazione all'Assessore Balestri affinché non venga accantonata la realizzazione delle due opere menzionate e, cioè, di un grande albergo e di una funivia collegante la località di Saint-Vincent al Monte Zerbion, proprio in considerazione del fatto che i Dirigenti della Società SITAV hanno sempre sostenuto che l'attuazione delle predette due opere avrebbe recato grandi vantaggi all'economia locale.

Il Consigliere MANGANONI chiede all'Assessore Balestri di dire quando sarà sottoposto all'esame del Consiglio lo studio sulla programmazione delle opere da realizzare in Comune di Saint-Vincent.

L'Assessore BALESTRI dichiara di non poter dare precisazioni al riguardo, perché tale problema, prima di essere discusso in Consiglio, dovrà essere discusso dalla Commissione consiliare di studio e dalla Giunta.

Il Consigliere CAVERI fa presente che, secondo quanto gli è stato riferito, la Società SITAV starebbe facendo pressioni per non costruire più la funivia del Monte Zerbion e vorrebbe, invece, ripiegare su altre opere sostitutive da realizzare nelle immediate vicinanze degli immobili che già possiede in Saint-Vincent. Chiede cosa pensi la Giunta al riguardo e se intenda rinunciare alla costruzione della funivia del Monte Zerbion in cambio di altre opere sostitutive da realizzare in Saint-Vincent.

L'Assessore BALESTRI informa che i dirigenti della Società SITAV, pur avendo già ultimato i progetti di massima delle varie opere da realizzare, non si sono ancora pronunciati né per una soluzione né per l'altra.

Comunica di non aver ancora avuto la possibilità di riferire alla Giunta su tale questione, per cui non è in grado di dire cosa pensi la Giunta al riguardo.

Esprimendo un parere a titolo personale, e non a nome della Giunta, rileva che il problema della funivia del Monte Zerbion va visto nel quadro della programmazione generale delle opere che interessano il Comune di Saint-Vincent: ritiene che la funivia del Monte Zerbion presenti molti lati positivi, ma anche degli svantaggi e che occorra esaminare se abbia preminenza, oppure no, rispetto al problema delle attrezzature turistiche di cui necessita il centro turistico di St. Vincent.

Il Consigliere CAVERI osserva che il punto di vista dell'Assessore Balestri è molto vicino a quello della Società SITAV, la quale non intenderebbe più costruire la funivia del Monte Zerbion.

Ritiene invece, unitamente ai colleghi Consiglieri del Gruppo dell'Union Valdôtaine, che occorra insistere affinché sia costruita la predetta funivia, che, oltre a collegare il centro turistico di Saint-Vincent con il Monte Zerbion, servirà a valorizzare turisticamente una vasta zona oggi depressa, cioè la zona comprendente il territorio dei Comuni di Chamois, di La Magdeleine e la frazione Promiod, di Châtillon.

Raccomanda quindi alla Giunta di non condividere la tesi della Società SITAV, la quale vorrebbe realizzare altre opere che gioverebbero non già ai montanari dei paesi menzionati, ma soltanto alla Società SITAV, che, realizzando dei luoghi di divertimento intorno al Casinò, aumenterebbe la propria situazione di monopolio nel centro turistico di Saint-Vincent a danno degli albergatori locali, alcuni dei quali pensano già di cedere i loro alberghi.

Chiede infine all'Assessore Bordon di dare notizie circa l'attuale stato della causa iniziata dalla precedente Giunta per la questione dell'I.G.E. sugli introiti dei giochi presso la Casa da gioco in seguito all'ordinanza, notificata a suo tempo alla Regione dall'Intendenza di Finanza, in base alla quale tale imposta avrebbe dovuto essere pagata dalla Regione e non già dalla Società SITAV, contribuente di diritto quale gerente dei giochi.

Informa che, con precedente decisione del Ministero delle Finanze, era stato stabilito che la predetta imposta doveva essere corrisposta dalla Società SITAV, e non dalla Regione, ed era stato anche rivolto all'Intendente di Finanza di Aosta un severo richiamo in proposito, con tassativo invito a fare applicare le disposizioni impartite dal Ministero.

Il Consigliere PEDRINI dichiara che l'Amministrazione Regionale deve insistere affinché la Società SITAV tenga fede all'impegno di costruire la funivia del Monte Zerbion che, a suo avviso, oltre a valorizzare una zona montana depressa, potrà costituire uno svago per i turisti di Saint-Vincent.

L'Assessore BORDON rammenta che, nella riunione della Commissione Affari Generali e Finanze in cui fu presa in esame la proposta di legge statale per la revisione del riparto delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione, fu riconosciuta la necessità di includere nella predetta legge una apposita norma che sancisca l'esenzione dei proventi dei giochi presso la Casa da gioco di Saint-Vincent dal pagamento di tributi erariali.

Informa che sono tuttora in corso presso il Tribunale di Torino le cause promosse dalla precedente Giunta in opposizione alle ingiunzioni di pagamento dell'I.G.E. sugli introiti dei giochi presso la Casa da gioco di Saint-Vincent.

Dichiara che preoccupa maggiormente l'analoga controversa questione della applicazione delle imposte di ricchezza mobile e sulle Società sui proventi regionali, della Casa da gioco di Saint-Vincent, in quanto si tratta di imposte aventi aliquote percentuali molto più elevate della imposta generale sull'entrata, anche se gli 8/10 del gettito della ricchezza mobile rientrano nelle casse della Regione in sede di ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione.

Auspica che abbia a prevalere la tesi sostenuta dall'Amministrazione Regionale, secondo cui detti proventi devono essere considerati come tributo o sostitutivi di quote di tributi e, quindi, esenti dal pagamento di imposte erariali rileva che, in caso contrario, la Regione dovrebbe pagare all'Amministrazione finanziaria dello Stato molti miliardi di lire per imposte arretrate in contestazione.

Assicura che l'importante questione è seguita con molta attenzione dalla Giunta e rileva la necessità che tutte le forze politiche rappresentate in seno al Consiglio Regionale diano la loro collaborazione per una favorevole soluzione del problema.

Il Consigliere CAVERI dichiara di non essere pessimista come l'Assessore Bordon sull'esito della causa in corso per la questione dell'I.G.E., perché un articolo del regolamento di applicazione dell'I.G.E. stabilisce che i gestori delle Case da gioco sono tenuti a pagare l'imposta generale sull'entrata sui proventi dei giochi.

Aggiunge che, allorquando fu stipulato il vigente contratto aggiuntivo di proroga della concessione per l'esercizio della Casa da gioco di St. Vincent, tutti e tre gli Amministratori della Società SITAV assunsero per iscritto l'impegno, dietro sua richiesta, che la Società stessa avrebbe contribuito al pagamento dell'I.G.E. sugli introiti della Casa da gioco, sino ad una determinata percentuale, qualora la causa in corso terminasse con esito sfavorevole per l'Amministrazione Regionale.

Si dà atto che i capitoli 9 e 10 della Categoria II - (Imposte sugli affari), 13 della Categoria (Imposte sulla produzione e sul consumo) e 16 della Categoria IV - (Tributi speciali per attività di gioco) sono approvati dal Consiglio ad unanimità di voti favorevoli.

TITOLO II - ENTRATE EXTRA TRIBUTARIE

CATEGORIA I - PROVENTI SPECIALI

Si dà atto che i capitoli dal n. 17 al n. 19 sono approvati dal Consiglio ad unanimità di voti favorevoli, previ chiarimenti sullo stanziamento del capitolo n. 17 (Proventi e ricuperi diversi: L. 420.000.000) forniti dall'Assessore Bordon su richiesta del Consigliere Artaz.

CATEGORIA II - PROVENTI DI SERVIZI PUBBLICI

Capitolo 23 - Proventi diritti di analisi del Laboratorio di igiene e profilassi L. 7.500.000

Il Consigliere CAVERI rileva che lo stanziamento del capitolo di cui si tratta è ridotto di lire 7.500.000 in confronto allo stanziamento del corrispondente capitolo di entrata dello scorso anno (lire 15.000.000) e ne chiede la ragione.

L'Assessore MAPPELLI precisa che tale riduzione è dovuta alla riduzione del numero delle analisi effettuate presso il Laboratorio di Igiene e Profilassi in seguito alla avvenuta realizzazione di un proprio Laboratorio di analisi da parte delle Casse Mutue di assistenza malattia dei lavoratori.

Capitolo 26 - Provento gestione Istituto Regionale di Assistenza Materna ed Infantile di Aosta L. 180.000.000

Il Consigliere BERTHET osserva che lo stanziamento del capitolo 26 è aumentato di lire 20.000.000, in confronto allo stanziamento del corrispondente capitolo di entrata del bilancio dello scorso anno chiede se ciò sia dovuto ad un aumento delle rette di ricovero praticate dall'Istituto Regionale di Assistenza Materna ed Infantile.

L'Assessore MAPPELLI informa che la maggiore previsione di entrata del capitolo di cui si tratta è da porsi in relazione all'avvenuto ampliamento dell'Istituto Materno e al conseguente aumento della capienza e dei ricoveri, oltre che all'aumento delle rette di ricovero.

Si dà atto che i capitoli dal n. 23 al n. 28 sono approvati dal Consiglio ad unanimità di voti favorevoli.

CATEGORIA III - PROVENTI DEI BENI DELLA REGIONE

Capitolo 33 - Interessi su titoli di proprietà e su giacenze di cassa L. 70.000.000

I Consiglieri CASETTA e CAVERI chiedono per quali ragioni lo stanziamento del capitolo in esame sia stato ridotto di lire 60.000.000, in confronto allo stanziamento del corrispondente capitolo di entrata del bilancio dell'anno 1966.

Il Consigliere CAVERI ritiene che la riduzione dello stanziamento del capitolo in questione sia dovuta ad un parziale svincolo delle somme eccedenti le necessità di cassa della Regione e a suo tempo depositate e vincolate presso gli Istituti bancari ad un determinato interesse.

Informa di aver scritto all'Assessore Bordon una lettera, dallo stesso definita maleducata, - egli dice -, perché indirizzata al: "f.f. Assessore alle Finanze" e che è rimasta senza risposta, con la quale chiedeva che gli venissero comunicati i seguenti dati:

- quali erano i fondi di cassa quando è subentrata nel Governo della Regione la nuova Giunta

- quali sono i fondi di cassa attuali

- a quanto ammontano le spese fatte dal 1° giugno 1966 ad oggi

- ripartizione di tali spese per materia e fra i singoli Assessorati e servizi.

Osserva che, indirizzando la citata lettera al "f.f. Assessore alle Finanze", egli non aveva affatto intenzione di offendere l'Assessore Bordon, perché si trattava soltanto di una valutazione che aveva riferimento alla discussione che è stata fatta nella prima seduta di Consiglio in cui erano presenti i Consiglieri unionisti e comunisti dopo le note vicende dello scorso anno.

Fa presente che l'Assessore Bordon non può sottrarsi al dovere che gli incombe, nella predetta sua qualità di Assessore, di rispondere a delle domande che gli vengono rivolte da un Consigliere in una seduta pubblica del Consiglio Regionale.

Il Consigliere GERMANO dichiara che, ai fini della discussione del bilancio di previsione in esame, è determinante per i Consiglieri l'essere informati sulla situazione di cassa dell'Amministrazione regionale al 1° giugno 1966 e al 28 febbraio u.s.

L'Assessore BORDON informa di avere ricevuto dal Consigliere Caveri una lettera con cui venivano richiesti i dati sopracitati e precisa di non avere risposto a detta lettera per una questione di principio, in relazione al modo in cui tal lettera era stata indirizzata.

Al Consigliere Germano, il quale ieri disse di avergli inviato una lettera chiedendo i dati sulla situazione di cassa al 1° giugno 1966 e al 28 febbraio 1967, risponde che tale lettera non gli è ancora giunta sino a questo momento.

Circa la minor previsione del capitolo 33 di entrata per l'anno 1967 nei confronti dello scorso anno, osserva anzitutto che l'Amministrazione regionale ha contratto, anni addietro, dei mutui passivi rilevanti per il finanziamento di lavori di pubblica utilità e, dovendosi provvedere al pagamento dei lavori stessi in via posticipata, in base agli stati di avanzamento dei lavori, i fondi esuberanti furono temporaneamente depositati e vincolati ad interesse presso Istituti bancari.

Fa presente che i fondi depositati e vincolati furono in seguito svincolati parzialmente e gradualmente, man mano che si dovette pagare le spese dei lavori per i quali i mutui passivi erano stati contratti, per cui lo stanziamento del capitolo di entrata in esame deve essere ridotto di L. 60.000.000 in confronto allo stanziamento del corrispondente capitolo di entrata dello scorso anno.

Rileva che lo stanziamento del capitolo in questione potrebbe anche essere reintegrato in prosieguo di tempo e cioè, allorquando l'Amministrazione regionale introiterà i 2 miliardi previsti in più nelle quote variabili del riparto fiscale per l'anno 1966, sempre che non si presenti la necessità di provvedere a determinati finanziamenti.

Aggiunge che l'iscrizione nel bilancio di previsione di una rilevante previsione di entrata per interessi su titoli o su somme vincolate per giacenze di cassa potrebbe essere controproducente nelle trattative che l'Amministrazione regionale deve iniziare per la revisione dell'attuale sistema di ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione.

Il Presidente, MONTESANO, osserva che, a norma del Regolamento interno del Consiglio, l'Assessore Bordon ha la possibilità di rispondere a fine seduta sulle varie domande e richieste di dati rivolte e ritiene che debba essergli data tale possibilità.

Il Consigliere CAVERI dichiara che i Consiglieri hanno il diritto e il dovere di chiedere all'Assessore alle Finanze, nel corso di una seduta pubblica e in sede di discussione del bilancio di previsione, i dati sopra menzionati.

Osserva che l'Assessore alle Finanze non può rifiutarsi di rispondere e che, d'altra parte, i Consiglieri non possono attendere tali dati a fine seduta perché si tratta di notizie e di dati necessari ai Consiglieri per discutere del bilancio di previsione con maggior cognizione di causa.

Il Consigliere GERMANO rileva che ogni membro di un Consiglio di Amministrazione ha diritto di conoscere i dati relativi alla situazione di cassa allorquando è in discussione il bilancio di previsione, sia che si tratti di un Ente pubblico o di una Società privata.

Osserva che i Consiglieri regionali hanno il diritto e il dovere di chiedere i dati relativi alla situazione finanziaria e di cassa dell'Amministrazione regionale, perché soltanto con la conoscenza di tali dati essi possono discutere il bilancio di previsione della Regione con maggior cognizione di causa.

Convincetevi, - dichiara il Consigliere Germano, rivolgendosi ai membri della Giunta -, che questi dati ce li dovete dare e che più presto ce li darete meglio sarà, perché soltanto così la discussione sul bilancio potrà andare avanti e potremo esprimere il nostro giudizio sul bilancio stesso.

L'Assessore MAPPELLI fa notare che il Consigliere Caveri è stato Presidente della Giunta regionale sino all'insediamento dell'attuale Giunta e che, quindi, dovrebbe sapere quale era la situazione di cassa dell'Amministrazione regionale al 1° giugno 1966, data in cui è subentrata al Governo della Regione la nuova Giunta.

Il Consigliere CAVERI dichiara di essere a conoscenza non soltanto dei dati relativi alla situazione di cassa dell'Amministrazione regionale al 1° giugno 1966, ma anche dei dati relativi alla situazione di cassa dell'Amministrazione regionale alla fine febbraio 1967 fa presente di aver chiesto, per iscritto e verbalmente, tali dati all'Assessore Bordon perché intende che sia l'Assessore Bordon a comunicare tali dati al Consiglio.

Il Consigliere MANGANONI osserva che non si è mai verificato in passato, cioè da quando la Valle d'Aosta è Regione Autonoma, che un Assessore alle Finanze si sia rifiutato di fornire al Consiglio i dati relativi alla situazione di cassa dell'Amministrazione regionale.

Fa presente che, nei primi anni di Amministrazione autonoma della Valle d'Aosta, allorquando la Regione non aveva il suo Statuto speciale ed era ancora in discussione la questione del riparto fiscale, l'Assessore alle Finanze comunicava al Consiglio determinati dati Finanziari richiestigli, limitandosi a raccomandare ai Consiglieri di non renderli di pubblica conoscenza, data la particolare situazione del momento.

Rileva che oggi la Regione ha il suo Statuto ed un riparto fiscale che è insufficiente ed afferma che non vi è, quindi, alcun motivo per cui l'Assessore alle Finanze debba rifiutarsi di comunicare al Consiglio i dati richiesti dai Consiglieri Caveri e Germano.

L'Assessore BORDON rammenta di avere già detto, nella seduta di ieri, come risulti evidente che l'opposizione cerca con ogni mezzo di trascinare la discussione sul bilancio, perché non vuole che i lavori del Consiglio possano andare avanti sino alla approvazione del bilancio stesso.

Afferma che ai Consiglieri dell'opposizione non stanno a cuore gli interessi della Valle d'Aosta e che gli stessi vogliono che i problemi rimangano insoluti.

Accennando alla lettera con cui il Consigliere Caveri gli ha richiesto i dati sopramenzionati, precisa che tale lettera era indirizzata a "Monsieur Mauro Bordon - f.f. Assesseur aux Finances - Administration régionale Aoste".

Osserva che tale indirizzo di "facente funzioni" ("f.f. Assesseur aux Finances") si ricollegava ad una questione di principio e significava che il Consigliere Caveri non intendeva riconoscere la nuova Giunta, nonostante che varie sentenze dell'Autorità Giudiziaria ne avessero sancito la legittimità, informa di avere, pertanto, esaminato la questione in Giunta, la quale gli consigliò di rinviare la predetta lettera al Consigliere Caveri e di significargli che i dati richiesti gli sarebbero stati comunicati qualora ne fosse stata rinnovata la richiesta con una nuova lettera indirizzata normalmente, cioè, senza la dizione "f.f. Assesseur aux Finances".

Dichiara che il Consigliere Caveri non potrà ricevere i dati richiesti finché invierà delle lettere indirizzate con tale dizione.

Ribadisce che la lettera che il Consigliere Germano afferma di avergli inviato non gli è ancora pervenuta ed assicura che, non appena sarà in possesso di tale lettera, risponderà per iscritto dopo averne parlato in Giunta.

Ritiene che i Consiglieri Caveri e Germano abbiano formulato la richiesta dei dati in questione soltanto per uno scopo demagogico e, cioè, con l'intento di dimostrare che le giacenze di cassa esistenti all'atto in cui gli unionisti e i comunisti hanno dovuto lasciare il Governo della Regione sono state spese dalla nuova Giunta regionale di centro-sinistra.

Precisa che i Consiglieri unionisti e comunisti non possono affermare di aver lasciato in attivo il bilancio della Regione, perché, se è vero che al 1° giugno 1966 vi erano giacenze di cassa per un ammontare di 2.500.000.000 di lire, ciò è dovuto al fatto che durante il periodo in cui furono al Governo della Regione essi hanno contratto mutui passivi per 4 miliardi di lire,

Precisa che dal 1° giugno 1966 ad oggi la Giunta di centrosinistra ha prelevato dalle giacenze di cassa la somma di lire 700.000.000, per cui vi è ancora una giacenza di cassa di lire 1.800.000.000 di lire.

Va però tenuto presente, - egli dice -, che l'Amministrazione regionale deve riscuotere dallo Stato un credito di lire 3.900.000.000 per l'anno 1966, di cui lire 2.300.000.000 quale provento delle quote variabili del riparto fiscale, lire 600.000.000 quale residuo del provento delle quote fisse del riparto fiscale e lire 1.000.000.000 quale contributo speciale dello Stato ai sensi del 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale per l'anno 1966.

Precisa che, allorquando la predetta somma di lire 3 miliardi e 900 milioni sarà introitata dalla Regione, sarà largamente reintegrata la giacenza di cassa preesistente.

Il Consigliere MANGANONI osserva che la Giunta non può contestare il diritto dei Consiglieri dell'opposizione di avere i dati richiesti dai Consiglieri Caveri e Germano, dati che sono utili ed anzi indispensabili per la discussione sul bilancio di previsione, dichiara, quindi, che le somme costituenti le giacenze di cassa sono state a suo tempo impegnate con deliberazioni di Giunta per il finanziamento di lavori di pubblica utilità, per cui tali somme non avrebbero dovuto essere prelevate dalla Giunta, neanche in parte, se non per lo scopo specifico per cui a suo tempo erano state impegnate.

Rileva che, un po' per volta, le giacenze di cassa finiranno per essere totalmente esaurite e si avrà, così, la conferma della veridicità di quanto sostenuto e ribadito lo scorso anno dai Consiglieri unionisti e comunisti e, cioè, che la previsione nel bilancio dell'anno 1966 dell'entrata di lire 1 miliardo quale contributo statale speciale, ai sensi del 3° comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale, è stato soltanto un espediente a cui la Giunta è ricorsa per non chiudere detto bilancio in spareggio.

Osserva infatti che, per ammissione fatta dallo stesso Assessore Bordon, la predetta somma di lire 1 miliardo non è stata ancora versata dallo Stato alla Regione e ritiene che questa sia una delle ragioni per cui la Giunta è costretta a prelevare fondi dalle giacenze di cassa per il finanziamento delle spese dell'Amministrazione regionale.

Dichiara che questa è la realtà dei fatti e che, se l'Assessore Bordon avesse esposto subito al Consiglio le cose come stanno, si sarebbero evitate delle discussioni e non si sarebbe perso del tempo.

Il Consigliere GERMANO insiste nuovamente affinché l'Assessore Bordon voglia comunicargli i dati ripetutamente richiesti e dichiara che, se tali dati non saranno forniti, i Consiglieri del Gruppo comunista denunceranno all'opinione pubblica valdostana e all'opinione pubblica nazionale questa situazione anormale ed insostenibile nei confronti della minoranza consiliare, alla quale si nega ogni possibilità di controllo sulla situazione finanziaria della Regione.

Afferma che non è concepibile che l'organo esecutivo si rifiuti di comunicare ai Consiglieri determinati dati necessari per la discussione sul bilancio, mettendo così l'opposizione nell'impossibilità di controllare l'operato della Giunta.

Tale comportamento, - egli osserva - induce a pensare che si siano commesse delle irregolarità di carattere amministrativo, come si può desumere dal fatto che l'organo esecutivo impieghi le somme costituenti le giacenze di cassa per fini diversi da quelli per cui tali somme sono state a suo tempo impegnate con deliberazioni di Giunta.

Il Consigliere MARCOZ, riferendosi all'osservazione fatta dal Presidente, Montesano, secondo cui l'Assessore Bordon avrebbe la possibilità, a termini del Regolamento interno del Consiglio, di rinviare a fine seduta la risposta circa i dati che gli sono stati richiesti, fa presente che tale possibilità è prevista soltanto per le risposte che il Presidente della Giunta e gli Assessori sono tenuti a dare sulle interrogazioni e le interpellanze, mentre, nel presente caso in cui si discute del bilancio, l'Assessore Bordon non può esimersi dal suo dovere di comunicare i dati richiesti dai Consiglieri Caveri e Germano.

Aggiunge che, anche se la Giunta deve stabilire se tali dati possono essere comunicati o no ai Consiglieri richiedenti, - secondo quanto ha dichiarato l'Assessore Bordon -, una tale decisione dovrebbe essere presa subito, cioè seduta stante, dalla Giunta.

In merito alla questione dei mutui passivi contratti a suo tempo dall'Amministrazione regionale, ritiene necessario di dover precisare che un primo mutuo fu assunto dall'Amministrazione Bondaz nell'anno 1956, per un importo di Lire 1.676.000.000, e che altri tre mutui furono assunti successivamente dall'Amministrazione unionista-comunista per complessive lire 4.500.000.000 (un mutuo di lire 1.500.000.000 nell'anno 1959 e due mutui per complessive lire 3.000.000.000 nell'anno 1961).

Precisa, inoltre, che, dei 4 miliardi e mezzo di mutui passivi assunti dall'Amministrazione unionista-comunista, un miliardo fu speso interamente per pagamento di debiti contratti dall'Amministrazione Bondaz, cioè per il finanziamento di spese relative ad opere di pubblica utilità deliberate ed iniziate dall'Amministrazione Bondaz, quali, ad esempio, il nuovo palazzo sede dell'Amministrazione regionale, il complesso della "Fons Salutis" e l'Aeroporto di Aosta.

Dichiara che non bisogna criticare l'operato delle precedenti Amministrazioni che hanno assunto mutui passivi a lunga scadenza per il finanziamento di opere di pubblica utilità, ma che bisogna, invece, lodare dette Amministrazioni per il coraggio che hanno avuto nell'assumere una tale iniziativa che ha permesso di realizzare le importanti opere menzionate, che sono dei complessi grandiosi, come ad esempio il complesso della "Fons Salutis", realizzato a Saint-Vincent su progetto dell'Architetto Pestalozza.

Il Consigliere CAVERI dichiara che il rifiuto dell'Assessore Bordon a fornire i dati richiestigli, - dati che sono necessari ai Consiglieri per discutere con maggior cognizione di causa sul bilancio di previsione in esame -, contrario ad ogni principio di democrazia e dimostra, da parte della Giunta di centro-sinistra, una impreparazione ed una mancanza di sensibilità e di intelligenza politica.

Aggiunge che tale rifiuto è incomprensibile ed auspica che la Giunta receda dalla posizione assunta rilevando che, se persistesse nel suo rifiuto, commetterebbe una grande "gaffe", un grandissimo errore.

Ripete che, come ebbe già a dire in risposta ad una osservazione fattagli dall'Assessore Mappelli, la richiesta di dati da lui fatta all'Assessore Bordon era puramente teorica, in quanto che egli è a conoscenza dei dati relativi alla situazione di cassa al 1° giugno 1966 ed alla fine febbraio u.s.

Precisa infatti che, secondo quanto gli risulta, la situazione cassa al 1° giugno 1966 era di lire 3 miliardi circa e che la situazione di cassa alla fine di febbraio 1967 di lire 600.000.000 circa, il che significa, - egli dice -, che l'attuale Giunta ha speso i fondi che erano stati impegnati a suo tempo dalla precedente Giunta per il finanziamento di determinate opere di pubblica utilità.

Rileva che corre voce, inoltre, che la Giunta attuale vada avanti ricorrendo ad anticipazioni di cassa e questo, - egli dichiara -, è il vero motivo per cui l'Assessore Bordon si rifiuta di comunicare i dati richiestigli.

Fa presente che la comunicazione, fatta dall'Assessore Bordon, secondo la quale lo Stato, deve ancora versare all'Amministrazione regionale, per l'anno 1966, la somma di lire 3.900.000.000 è interessante, ma non giustifica il predetto rifiuto dell'Assessore Bordon.

Conclude, contestando l'affermazione dell'Assessore Bordon secondo la quale i dati di cui si tratta sarebbero richiesti dalla minoranza al solo scopo di ritardare i lavori del Consiglio.

Il Presidente della Giunta, BIONAZ, riferendosi alla lettera indirizzata in modo polemico dal Consigliere Caveri all'Assessore Bordon, conferma quanto detto, in proposito, dal predetto Assessore e, cioè, che l'indirizzo di detta lettera è offensivo e che la Giunta ha, quindi, ritenuto che l'Assessore Bordon non fosse tenuto a rispondere a tale lettera.

Assicura, però, che i dati richiesti con detta lettera saranno comunicati al Consiglio in seguito alla richiesta fatta dall'opposizione nell'adunanza odierna.

Il Consigliere FOSSON insiste sulla richiesta che l'Assessore Bordon comunichi seduta stante al Consiglio quanto meno i dati concernenti il fondo di cassa al 1° giugno 1966 e il fondo di cassa al 28 febbraio 1967; ritiene che l'Assessore Bordon sia certamente a conoscenza di tali dati-base della situazione finanziaria dell'Amministrazione regionale, dati accertabili facilmente e rapidamente senza che occorra procedere a calcoli particolari.

Osserva che, se i lavori del Consiglio non possono procedere con speditezza, la colpa non è dell'opposizione, ma soltanto della maggioranza, anzi in modo speciale della Giunta che si rifiuta ostinatamente di comunicare al Consiglio i dati in questione.

L'Assessore BORDON ribadisce che i dati richiesti non sono in suo possesso e che saranno da lui comunicati per iscritto ai richiedenti nell'adunanza pomeridiana odierna, perché, data l'ora tarda, essendo ormai le ore 12,52, gli uffici sono già chiusi e non possono quindi essere fatti subito gli accertamenti del caso.

Il Consigliere CAVERI dichiara che l'Assessore Bordon dovrebbe comunicare subito i dati richiestigli, perché non è ammissibile che l'Assessore alle Finanze non sia a conoscenza di tali dati nell'adunanza in cui si discute del bilancio preventivo della Regione.

Il Consigliere MANGANONI ribadisce quanto detto dal Consigliere Caveri ed insiste ancora affinché l'Assessore Bordon comunichi, seduta stante, al Consiglio i dati relativi alla situazione di cassa dell'Amministrazione regionale al 1° giugno 1966 ed al 28 febbraio 1967, salvo comunicare nel pomeriggio i dati relativi alle spese sostenute dall'Amministrazione regionale dal 1° giugno 1966 ad oggi, ripartite per Assessorati, per servizi e per materia.

Il Consiglio prende atto.

______