Oggetto del Consiglio n. 125 del 6 giugno 1967 - Verbale
OGGETTO N. 125/67 - Mozione sulle elezioni regionali presentata dai Consiglieri regionali Signori Caveri, Fosson, Andrione, Marcoz, Crétier, Filliétroz, Manganoni, Casetta e Germano.
Mozione
I sottoscritti Consiglieri regionali,
considerato che il mandato legislativo di questo Consiglio, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto speciale regionale, scade il 27 ottobre 1967
Delibera
di impegnare il Presidente della Giunta a predisporre quanto necessario per lo svolgimento tempestivo delle elezioni regionali.
F.ti: S. Caveri - P. Fosson - Mario Andrione - Oreste Marcoz - Crétier Egidio - Giuseppe Filliétroz - Claudio Manganoni - Casetta Giuseppe - Germano Pietro.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora finiamo questa seconda voce delle elezioni, poi chiudiamo. Credo non ci sia molto da... chi chiede la parola? Qui non credo ci sia da illustrare.
Bionaz (D.C.) - Intanto non siamo d'accordo sulla data della scadenza.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora qualcuno chiede la parola, chi vuole ...(voce del Consigliere Marcoz)... va bene, la illustri un momentino, quattro parole... allora, Consigliere Marcoz...
Marcoz (U.V.) - Ho letto in qualche parte che questa nostra mozione sarebbe intempestiva. Ora, non penso che sia intempestiva perché tutti ricordiamo che per l'elezione del Deputato, ci siamo trovati in una situazione un po'... come dire? scabrosa, una situazione che non denuncia certo da parte di qualcuno una certa volontà di fare quelle elezioni; adesso sono altre elezioni, però sono pur sempre delle elezioni.
Io ricordo anche di aver letto sulla Gazzetta - scusate se cito la Gazzetta perché l'ho letto lì, non l'ho letto altrove - che il Presidente Bionaz aveva chiesto e si batteva, si adoperava per le elezioni del Deputato...
Montesano (P.S.D.I.) - Avvocato Marcoz, permette che l'avverta del microfono perché non si sente tanto bene di qua...
Marcoz (U.V.) - ... non so se sia, diciamo così, una benemerenza gratuita che la Gazzetta del Popolo voleva imprestare al Presidente della Giunta, comunque quest'ultimo a noi non ha mai fatto nessuna relazione in ordine a queste pratiche per avviare le elezioni politiche, elezioni di sostituzione; d'altra parte, noi sappiamo tutti che c'è un parere della Giunta delle elezioni che diceva che, indipendentemente da ogni legge, i principi generali del diritto... quei principi generali che la Corte Costituzionale invoca a ogni piè sospinto a proposito e a sproposito, sono stati invocati anche dalla Giunta per dire che le elezioni del Deputato avrebbero dovuto aver luogo.
Tutta questa situazione, quest'atmosfera fa sì che a un determinato momento abbiamo detto: avvicinandosi la scadenza, cominciamo a preoccuparsi anche delle elezioni regionali e si chiede, in sostanza, che quelle elezioni, non alla scadenza del mese, del mezzo mese, ma comunque come orientamento, abbiano a venire a una certa scadenza rispettando quel canone che è alla base della democrazia per cui allo scadere del mandato si debbono fare le elezioni.
Vorrei anche subito aggiungere, a scanso di complicazioni nella discussione, che, in ordine a competenza, noi abbiamo lo Statuto che attribuisce quella competenza in un modo molto chiaro al Presidente della Giunta, che ha la competenza per convocare i comizi. Qualcuno potrà obiettare che bisogna prendere contatti con il Centro; benissimo, si prenderanno, come li abbiamo presi in passato, ma non è mai il Ministro dell'Interno che possa - se non per motivi superiori, questo lo ammettiamo - intralciare la volontà regionale espressa attraverso il decreto del Presidente della Giunta.
Io potrei dire che anche in ordine alla modalità e alla trasmissione di questa nostra volontà di fare le elezioni, quando c'è stata la scadenza nel 1963, abbiamo fatto una lettera dove abbiamo cercato di affermare in modo molto chiaro che è la competenza del Presidente della Giunta di indire, per cui abbiamo detto: se non rispondete, riteniamo già il vostro silenzio come pieno assenso, quindi non ci sono delle difficoltà. Si tratta di vedere un po' quali sono le intenzioni, di vedere anche eventualmente di arrivare a mettersi d'accordo per una certa data, non è che noi chiediamo delle cose impossibili, perché se ci fosse da discutere, nel senso di raggiungere un accordo su una certa data, io credo che noi potremmo anche avvicinarci a voi, voi potreste avvicinarvi a noi. Certo che il punto principale è di sapere un po' cosa pensa l'organo responsabile, l'organo decidente, l'organo a cui è demandata per legge la convocazione dei comizi; è tutto poi lì il problema; quindi io faccio queste prime battute tanto per introdurre, visto che nessuno voleva parlare per primo, così abbiamo rotto il ghiaccio.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Presidente della Giunta.
Bionaz (D.C.) - Io concordo con l'Avvocato Marcoz che sia competenza del Presidente della Giunta di indire le elezioni alla scadenza del mandato. Ora, nella vostra mozione è detto qualche cosa che non è esatto, perché la scadenza del mandato non è quella da voi citata - e lo sapete - ma è quella del 25 novembre 1963, dunque siamo esattamente quasi a sei mesi da quella data. Ora, non mi risulta che sia mai stato parlato di elezioni sei mesi prima la scadenza del mandato dei Consiglieri; mi sembra che nessuno di voi ha voglia di rinunciare al mandato proprio sei mesi prima... lo dico sportivamente... no, lei non rinuncia a niente. Allora, io non ho che da fare delle dichiarazioni molto schematiche e, per non essere frainteso, me le sono anche scritte: "Dato atto che: 1°) l'articolo 18 dello Statuto regionale recita che il Consiglio della Valle è eletto per quattro anni e che le elezioni sono indette dal Presidente della Giunta regionale, entro quindici giorni dalla fine del precedente Consiglio e hanno luogo non oltre il 60° giorno; 2°) l'articolo 1 del Regolamento interno del Consiglio della Regione Autonoma Valle d'Aosta al primo capoverso specifica che il quadriennio decorre dalla data della prima adunanza del Consiglio e cioè il 27 ottobre 1963; 3°) le elezioni regionali si sono svolte il 27 ottobre 1963 e che la prima adunanza del Consiglio ha avuto luogo il 25 novembre 1963 - scusate il lapsus precedente -, il Presidente della Giunta, avuto riguardo alla prassi adotta dai Presidenti che lo hanno preceduto, assicura che le elezioni regionali saranno da lui indette nei termini prescritti dalle leggi e dai regolamenti in vigore".
Filliétroz (U.V.) - Pur ammettendo che ci siano dai 15 ai 60 giorni, se sono quindici giorni dal 25 novembre, si andrebbe a finire ai 60 giorni, al 25 gennaio, il 25 gennaio potrebbero essere... non so, corrisponde.
Germano (P.C.I.) - Io ho l'impressione che qui si fa come per l'elezione del Deputato, cioè che le elezioni non si vogliono fare; e proprio il carattere delle dichiarazioni del Presidente della Giunta è in questa direzione, però qui ci troviamo di fronte a un fatto di natura costituzionale, anche se costituzionale è anche quella del Deputato; io credo che la discussione non sarà breve, non sarà semplice e non sarà facile per lei realizzare i suoi obiettivi, perché qui gli obiettivi sono sempre solo i suoi.
Per il Deputato cos'è successo? Che l'Avvocato Bionaz è stato ricevuto dal Consiglio dei Ministri e si è battuto per le elezioni e la Gazzetta riportava che si devono fare entro l'ottobre del 1966, su richiesta dell'Avvocato Bionaz. Qual è stato il risultato appena eletto? Che si è portata al 24 settembre, come abbiamo già anche fatto osservare al Senatore, quando veniva... si vede che, dopo quell'esperienza, ha pensato di non più venire. Abbiamo fatto presente al Senatore che non era necessaria la legge costituzionale, che bastava la legge ordinaria, che si poteva passare in un mese, un mese e mezzo, che si potevano fare le elezioni, invece no, il Senatore assieme al Ministro Taviani, sempre di parte vostra, che non è dell'opinione di fare le elezioni, hanno presentato la legge costituzionale al Senato il 24 settembre del 1966; approvata in prima lettura in Aula, viene mandata alla Camera, dove il 10 ottobre viene esaminata in Commissione. Il Presidente della Commissione Di Primio dice: "forse non ci vuole la legge costituzionale, forse basta la legge ordinaria, facciamo un breve rinvio per studiare". Dal 24 settembre, dal 10 ottobre arriviamo al 18 maggio del 1967; passano più di 8 mesi, si riunisce la Commissione e stabilisce che va bene la legge elettorale proporzionale presentata da Luzzatto, ordinaria, e che non va bene la legge costituzionale. Ci sarebbe ancora il tempo per votare in autunno, ma anche per quello che abbiamo saputo alla Camera, adesso è stato dato incarico al relatore di preparare la relazione, sono stati nominati i nove membri della Commissione che devono esaminarla, il che vuole dire che a ottobre o a novembre si esaminerà in Commissione, che a dicembre o gennaio si esaminerà in Aula e che le elezioni politiche non si faranno che alla sua scadenza naturale e noi staremo due anni senza Parlamentare perché la Democrazia Cristiana non ha voluto che si facessero le elezioni: questa è la realtà incontestabile!
Per le elezioni regionali, abbiamo avuto sentore del disegno del Presidente della Giunta Bionaz; cosa dice il Presidente? Che non vuole fissare Filliétroz la data, non vuole dice: "in base alle leggi e regolamenti"; intanto fa una prima affermazione che è discutibile, perché non è ancora detto, anzi, si dovrebbe dire il contrario, che il Regolamento non può modificare una legge costituzionale; il Consiglio è stato eletto il 27 ottobre ed è evidente che scade il 27 ottobre quattro anni dopo; c'è poco da fare, questo è lo Statuto. Il disegno di Bionaz è ben più ambizioso, qual è il suo discorso? È questo: noi abbiamo avuto una legge maggioritaria nel 1949, dove non vi sono questioni di limiti, poi abbiamo avuto una legge maggioritaria nel 1954, dove, a un certo punto è detto: "le elezioni medesime non potranno essere indette per il periodo che va dal 15 novembre al 31 marzo". L'Avvocato Bionaz dimentica però che questa è una legge maggioritaria che è stata abrogata dalla legge del 1962, che invece è di carattere proporzionale e che quindi, essendo di carattere proporzionale, dice tutto come si deve svolgere e per quello che non c'è; non si richiama alla legge maggioritaria, ma si richiama alla legge proporzionale per la Camera, dove in nessun posto è scritto che dal 16 novembre al 31 marzo non si tengono elezioni, quindi uno dei primi che si annuncerà è questo. Abbiamo avuto sentore di un'audacia ancora più grande, cioè si afferma: "c'è un'altra legge che dice che non si possono fare tre elezioni assieme, non si possono votare tre schede: allora, nella primavera, inizio dell'estate, ci saranno le elezioni politiche, Deputato e Senatore, quindi non si possono contemporaneamente fare le regionali", quindi, naturalmente, non potendo votare in agosto, si voterà per le regionali nell'autunno di un altro anno: è questo il discorso che abbiamo avuto noi captato dalle intenzioni.
Caveri (U.V.) - ... con la speranza di andare al 1969...
Gemano (P.C.I.) - ... non si sa mai, l'appetito vien mangiando... Ora, sia ben chiaro che le elezioni si devono fare alla scadenza di questo Consiglio, secondo la prima valutazione, quella che la scadenza sia il 27 ottobre, va dal 12 di dicembre al 27 dicembre; la scadenza, stando alla seconda valutazione, va dal 12 gennaio al 25 gennaio. Allora sia ben chiaro che la battaglia che noi faremo qui in questa Aula, in mezzo alla gente, nel Parlamento nazionale, se sarà necessario, sarà affinché le elezioni si facciano alla loro scadenza e non si violi la Costituzione, perché, facendo durare un Consiglio quattro anni, si viola la Costituzione.
Mi diranno che abbiamo avuto un precedente: è vero, abbiamo avuto un precedente con la Giunta presieduta dall'Avvocato Marcoz, cioè ci siamo trovati con la Giunta presieduta dall'Avvocato Marcoz nel 1963 a dover fare a scadenza le elezioni l'11 di agosto. L'Avvocato Marcoz ha mandato a chiamare i rappresentanti di tutti i Partiti, con i quali ha esaminato una campagna elettorale che si svolgesse in Valle d'Aosta nei mesi di luglio e di agosto, quindi nei mesi di villeggiatura, di turismo, e così via, e tutti concordi i rappresentanti dei Partiti hanno ritenuto, assieme al Presidente della Giunta, di fissare la data del 27 ottobre, senza che uno fosse contrario, senza che uno proponesse un'altra data, facendo un verbale di questo.
Ora, io credo che ci dovrebbe essere un impegno qui, ma non di questo tipo, perché quando si dice: "assicura che le elezioni saranno fatte in base alle leggi e ai regolamenti", si lascia campo a tutta una determinata speculazione, sappiamo come possono essere interpretate le leggi in Italia, abbiamo avuto degli esempi l'estate scorsa di una tale mole che non se ne parla, meglio non parlarne, abbiamo tutto il tempo di parlarne per non finire alle due o alle tre, ma ne abbiamo già parlato ampiamente in quest'Aula, abbiamo sentito le sue argomentazioni e lei ha sentito le nostre e state tranquilli che, quando saranno state fatte le elezioni, avremo anche giudizi di merito della Corte Costituzionale, del Consiglio di Stato, e di tutti quanti, che ci daranno poi ragione, ma dopo, quando saranno poi fatte le elezioni. Allora è bene che il Presidente della Giunta esca un pochino da questa formulazione e ci dica se intende fare le elezioni in dicembre o in gennaio, a seconda delle due scadenze, o quando intende farle, e non si preoccupi che tutti ci tengono a stare lì fino all'ultimo giorno.
Noi in 16 abbiamo richiesto che le elezioni si facessero un anno fa, perché noi pensiamo che, quando vi è una crisi politica e quando si amministra come amministrate voi adesso in queste condizioni, ebbene, è giusto e sacrosanto che ci sia un giudizio del popolo, che dia una maggioranza e se questa maggioranza andrà a voi, potrete amministrare in un modo diverso, senza aver rubato niente a nessuno, e se non ve la darà a voi, la darà agli altri, è il popolo che decide. Quando vi è una crisi politica, sempre, normalmente si ricorre al giudizio del popolo; la crisi politica c'è stata e c'è, esiste, vi camuffate che non siete appoggiati dai Liberali, tutte le volte che ne avete bisogno e i Liberali sono lì al fianco pronti - adesso non ne hanno bisogno, siete abbastanza, allora non vi interessa più - ma seriamente una crisi politica si risolve con un giudizio del popolo e questo giudizio, sia quello che sia, almeno permette di insediare una Giunta che sia nel pieno delle sue facoltà e che possa amministrare e che possa fare le cose senza tutte le remore che avete voi, senza tutte le preoccupazioni che io so che avete e che tutti sanno.
Ci dica quindi il Presidente della Giunta se è la data di dicembre o di gennaio, ci dica anche il Presidente della Giunta che... noi siamo dell'opinione che se si volesse fare anche un anticipo di 15 giorni, di 20 giorni, di un mese nello scioglimento del Consiglio, noi non abbiamo niente in contrario, e non abbiamo niente in contrario che si fissino assieme, di comune accordo, le elezioni in autunno.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola?
Bionaz (D.C.) - Un momento fa mi sono dimenticato di dire all'Avvocato Marcoz, mi è sfuggito, che io l'ho fatta la relazione sul mio parere esposto al Consiglio dei Ministri, l'ho fatta ma voi qui non c'eravate, io l'ho fatta questa relazione. Voglio dire a Germano che non so perché lui si preoccupa tanto dei compiti del Presidente della Giunta; i compiti del Presidente della Giunta sono stabiliti per Statuto e lui, almeno... lei crederà ben che io sappia leggere e che certe responsabilità non mi sfuggono.
Ora, lei corre da un capo all'altro della Costituzione, dà lezioni di diritto costituzionale, poi confonde il disegno di legge con le leggi, lei sappia che per il Deputato io non ero competente a indire le elezioni e se le elezioni non si sono fatte, è contro la mia volontà, almeno la volontà da me allora espressa e se lei è in buona fede - e so che lei ha tanti mezzi per andare a farsi dare i verbali del Consiglio dei Ministri - lei rileverà che io ho sostenuto, di fronte al Ministro dell'Interno e di fronte al Presidente del Consiglio, che le elezioni si potevano e si dovevano fare; questo ci tengo a ribadirlo in un modo certo e ne potete avere la prova. Per il risultato pazienza, perché sono le Commissioni parlamentari, e anche i vostri erano d'accordo che si trattava di legge costituzionale, perché la Commissione parlamentare all'unanimità ha deciso che si trattava di una legge costituzionale; dunque questo rilievo lei, Germano, onestamente non me lo deve fare. Poi lui legge nei miei pensieri; non sapevo che aveva anche l'arte divinatoria, e io non ho per nulla dei disegni audaci, si tranquillizzi, d'altronde, se avessi dei disegni audaci, mi sarei già comportato in un altro modo.
Lei dice che c'è una legge che vieta di fare tre elezioni insieme; io le chiederò di volermi citare questa legge, perché sinceramente, guardi io non ci avevo pensato, lei proprio mi scopre degli orizzonti nuovi, vedo che ha delle nozioni veramente cospicue, davvero non ci avevo pensato.
Lui poi ha delle antenne, si vede... gli arrivano le notizie, chissà che notizie che gli arrivano, ma questa preoccupazione, guardi, Germano, se la tolga; non ha da essere preoccupato per niente, intanto cade in contraddizione perché un momento fa ha detto: "lei ha citato un articolo del Regolamento, ora lei deve sapere che il Regolamento non può modificare la Costituzione". D'accordo, però i Partiti modificano la Costituzione, però tutti i Partiti riuniti insieme valgono molto di più del Regolamento, che contiene norme di attuazione del nostro Statuto. Ora, il Regolamento non è mica stato fatto da me, il Regolamento, guardi, è stato approvato il 5 luglio 1949, Presidente Caveri, modificato il 7 ottobre 1959, non so se era Presidente Caveri, Presidente Marcoz; 4 marzo 1960, Presidente Marcoz, 15 giugno 1963, Presidente Marcoz.
Ora, non è che sia stato approvato dalla Giunta dell'Avvocato Bionaz, è stato approvato questo Regolamento dalle vostre Giunte; dunque non penso che abbia poi fatto delle cose così cervellotiche, visto che abbiamo trovato che fino adesso questo Regolamento ha servito egregiamente allo scopo per il quale è stato fatto, io non ho molte cose da dirle. Le ripeto solo una cosa: lei metta a posto le sue antenne, le registri bene, cerchi di non fare il processo alle intenzioni perché intanto non serve a niente. Io le ribadisco, Consigliere Germano, che "avuto riguardo - glielo rileggo questo - alla prassi adottata dai Presidenti che l'hanno preceduto, assicura che le elezioni regionali saranno da lui indette nei termini prescritti dalle leggi e dai regolamenti in vigore", stia tranquillo che non sarà violata né la Costituzione né le leggi, né i regolamenti.
Manganoni (P.C.I.) - La data...
Bionaz (D.C.) - Al momento giusto saprai tutto...
Manganoni (P.C.I.) - E adesso non possiamo saperlo?
Bionaz (D.C.) - Al momento giusto saprai tutto... io ho già tutto predisposto, guarda cosa ti ripeto ancora: al momento giusto saprai tutto.
Manganoni (P.C.I.) - D'accordo, al momento giusto...
Bionaz (D.C.) - Sei mesi prima non è mai stato chiesto a nessuno. Non posso credere che non vi fidiate di me, lo dite così.
Manganoni (P.C.I.) - Non molto.
Bionaz (D.C.) - Vi assicuro che al momento giusto saprete tutto.
Manganoni (P.C.I.) - Sì, al momento giusto ma oggi non si può oggi precisare la data, in base a questi regolamenti... saranno rispettati per indire le elezioni regionali... bene, ora questi regolamenti saranno pure stati esaminati, allora, in base a questi regolamenti, non si può oggi dire il giorno "X" del mese "Y" ci saranno le elezioni in Valle: questa è la domanda che poniamo noi.
Germano (P.C.I.) - Proviamo se si può... io volevo chiedere al Presidente della Giunta se ritiene ancora valida la legge maggioritaria, non mi ricordo la data del 1954 per le elezioni in Valle d'Aosta.
Bionaz (D.C.) - Non è una domanda da porsi da un costituzionalista come lei.
Germano (P.C.I.) - Io chiedo se lei ritiene ancora valida... Non risponde lei?
Bionaz (D.C.) - Nessun allievo le risponde a una domanda di un tale Professore, sicuro.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora mettiamo ai voti... io chiedo...
Germano (P.C.I.) - ...lei mettiamo ai voti.
Montesano (P.S.D.I.) - Senta Consigliere Germano, io attendo che i Signori Consiglieri chiedano la parola; se nessuno la chiede... ascolti Casetta, nessuno ha alzato la mano... va bene, allora aspettate, quando siete pronti, mi chiedete la parola e io ve la do. Avvocato Caveri.
Caveri (U.V.) - Ho davanti agli occhi un verbale che porta questa data: anno 1963 addì 14 del mese di maggio. È il verbale di una riunione convocata dall'Avvocato Marcoz come Presidente della Giunta, dunque il 14 maggio 1963 si teneva una riunione nella sala della Giunta e l'Avvocato Marcoz interpellava i vari rappresentanti della Democrazia Cristiana, del Partito Repubblicano, del Partito Comunista, del Partito Socialista, dell'Union Valdôtaine, del P.S.D.I., del P.L.I., persino del M.I.S. e persino del Partito di Unità Monarchica.
L'Avvocato Marcoz, come Presidente della Giunta, interpellò i rappresentanti dei Partiti per sapere in quale data preferivano fare le elezioni regionali e, dopo una certa discussione, i rappresentanti di tutti questi Partiti, che erano stati tutti rigorosamente convocati, anche i più piccoli e i più insignificanti anche nel piano regionale, ma nel piano politico non c'è niente di insignificante perché delle Forze anche minime hanno il diritto di dire la loro opinione, dopo questa discussione è venuto fuori che tutti erano d'accordo di fare le elezioni regionali il 27 ottobre 1963, proprio com'è poi avvenuto. Allora è una bella differenza di comportamento questa che noi possiamo rilevare: un Presidente della Giunta che dice: "ma cosa volete parlare di elezioni regionali quando ci troviamo a sei mesi dalla scadenza del mandato dei Consiglieri regionali" e il comportamento di un altro Presidente di Giunta che cinque mesi prima del giorno in cui si sono tenute le elezioni convocava tutti i rappresentanti dei Partiti, li ascoltava, assisteva alla loro discussione e poi prendeva atto di quella data che era stata democraticamente indicata dai vari rappresentanti dei vari Partiti.
Bionaz (D.C.) - Volevo solo chiederle la data di quel verbale...
Caveri (U.V.) - Io l'ho detto: 14 maggio, io le date le dico, lei non le dice ma io le dico 14 maggio 1963 ...(voce del Presidente della Giunta Bionaz)... lei vuole arrivare al 1969, allora dice 1958, la lingua batte dove il dente duole...
L'Avvocato Bionaz ha reso una dichiarazione e la sua dichiarazione in materia di elezioni regionali mi ha fatto ricordare la sibilla... di sibille ce n'erano di varie qualità, a seconda della Regione dove esercitavano la loro nobile professione... non mi ricordo bene se la sibilla stava seduta su di un tripode o era vicina a un tripode. L'Avvocato Bionaz comunque dimostra di aver una certa tendenza per le scienze occulte e ha parlato veramente in linguaggio sibillino, perché ha detto: "io fisserò le elezioni secondo le leggi e i regolamenti". Ma guarda che bravo, è veramente bravo! Ora, questo modo di rispondere, se noi lo raffrontiamo al comportamento di un altro Presidente della Giunta regionale, cosa dimostra? L'ha detto prima quando noi discutevamo della zona franca, dice: "ma cosa serve una decisione comune del Consiglio regionale? A cosa serve che il Consiglio regionale approvi o non approvi una proposta di legge? A cosa serve mandare... anzi, è male mandare al Parlamento una proposta di legge del Consiglio regionale". Questo atteggiamento, questo comportamento dell'Avvocato Bionaz - il quale, evidentemente, con un gioco di parole, si rifiuta di dire la data alla quale pensa di fissare le elezioni regionali - dimostra soltanto una cosa, Signori Consiglieri regionali, senza distinzione di Partito: dimostra che lui del Consiglio regionale se ne frega, dimostra di non avere nessun senso di stima e di rispetto per il Consiglio regionale, perché se avesse un minimo di stima, a cominciare dai Consiglieri regionali del suo Partito, o dei Consiglieri regionali, egli naturalmente dovrebbe dire almeno in base a quali leggi e in base a quali regolamenti egli pensa di fissare queste elezioni.
Si dice: "ma c'è il Regolamento; va bene che c'è l'articolo 18 dello Statuto, ma c'è l'articolo del Regolamento". L'articolo 18 dello Statuto sappiamo cosa dice: "Il Consiglio della Valle è eletto per quattro anni; le elezioni sono indette dal Presidente della Giunta regionale, entro quindici giorni dalla fine del precedente Consiglio, e hanno luogo non oltre il sessantesimo giorno".
Siccome le elezioni regionali ultime sono avvenute il 27 ottobre 1963, è chiaro come il sole che il 27 ottobre scade il termine del mandato dei Consiglieri regionali e a nulla serve citare l'articolo del Regolamento, perché evidentemente non c'è barba di Regolamento, da chiunque esso sia stato fatto, che possa abrogare un articolo di uno Statuto, cioè di una legge costituzionale. Il tema di elezioni in Valle d'Aosta è regolato dall'articolo 18 dello Statuto, che è una legge costituzionale e, ripeto, non c'è barba di articolo di Regolamento del Consiglio che possa abrogare questa disposizione dello Statuto. Il mandato nostro quindi cessa col 27 ottobre del 1967 e questo è stato riconosciuto persino da molti giornali democristiani, io non cito né il Peuple, né Le Travail, e non so quale altro giornale ci possa essere da parte nostra, ma molti giornali democristiani hanno riconosciuto che il mandato dei Consiglieri regionali di questo Consiglio scade il 27 ottobre.
Allora se scade il 27 ottobre, le conseguenze sono logiche, ma è perfettamente inutile che il Signor Cesare Bionaz si creda molto furbo di nascondersi dietro delle cortine fumogene, dato che poi sappiamo benissimo qual è la sua teoria, poiché davanti al Consiglio regionale si rifiuta di indicare la data, con quel rispetto per le istituzioni democratiche e del Consiglio regionale che rappresenta la popolazione valdostana, ma in privato il Signor Bionaz ha detto - e in polemica, se non lo dice lui lo dico io - ha detto testualmente questo: "le elezioni regionali non si faranno né nell'autunno del 1967, né nella primavera del 1968, le elezioni regionali si faranno in Valle d'Aosta quando lo vorrò io": questa è la teoria dell'Avvocato Cesare Bionaz, questa è la sua teoria. E qui lei viene con la furberia di Bertoldo, mi son furb, me si fin, me lo dìo pa quand son le-s-elechon... questa è la furberia di Cesare Bionaz. Se l'Avvocato Bionaz crede di potersi mascherare, nascondere dietro queste cortine fumogene, si sbaglia perché il suo gioco è un gioco scoperto, cerca di rimandare alle calende greche, al più tardi possibile quelle elezioni regionali che egli teme e paventa. Lui teme e paventa talmente queste elezioni regionali che non ha neanche il coraggio civile nel Consiglio regionale di indicare la data. Questo è proprio raggiungere il fondo della bassezza che possa raggiungere, non dico il Presidente di una Regione, perché c'è da vergognarsi di pensare di avere un Presidente di Regione che si rifiuta di indicare la data delle elezioni regionali davanti al Consiglio... ma qui stiamo raggiungendo un livello di bassezza umana che veramente è difficile di uguagliare.
Io ho fatto il mio intervento e mi riservo di farne degli altri.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede ancora la parola?
Bionaz (D.C.) - Intanto dovete sapere che il Presidente Caveri, per la prima legislatura, è rimasto in carica 5 anni e 6 mesi, lui che si lamenta e vuole conoscere la data delle elezioni 6 mesi prima... lui è rimasto in carica 5 anni e 6 mesi, un anno e mezzo più del suo mandato! Queste sono le date: le elezioni sono avvenute il 24 aprile 1949 e lui è rimasto lì fino al 14 novembre 1954, ecco, prima cosa. Poi è in malafede Caveri, come sempre, ma ha le gambe corte, perché quando dice che il Presidente Marcoz ha convocato 5 mesi prima della scadenza i Partiti, dice una bugia, una menzogna, com'è abituato a dire, perché non sa dire altro, perché il Consiglio era scaduto il 17 maggio 1959 e lui mi ha detto che ha convocato i Partiti il 14 maggio 1959, non cinque o sei mesi prima, ecco, questa è la verità, caro Caveri! Dice: "lui non ha il coraggio, non ha rispetto del Consiglio e non vuole dire quando farà le elezioni"; visto che si tratta di una competenza del Presidente della Giunta, il Consiglio ne avrà notizia quando il Presidente della Giunta sarà obbligato a dirgli la data delle elezioni, a venire a riferire, questo sarà certamente fatto a tempo opportuno. Dice: "in base a quali leggi il Presidente Bionaz vuole procrastinare le elezioni?" Prima di tutto che mi dimostri che io voglio procrastinare le elezioni, che voglio rimandarle, me lo deve dimostrare non citandomi in patois, che poi parla molto male, o in francese le furberie che io vado dicendo, perché io queste cose non le dico, e non le ho dette... non citandomi queste cose, mi deve dire in base a quali leggi io dovrei poter invocare questo rinvio, io naturalmente non mi oserei indicare a tanto Avvocato... lui mi dice che sono Avvocato di conciliatura, non oserei naturalmente andare a indicare quali leggi devo invocare per poter rimandare le elezioni, e questo perché non voglio mancargli di rispetto, io non ho mai mancato di rispetto al Consiglio, mai, ma lei il Consiglio lo ha sempre preso in giro! Il Consiglio deve tollerare per delle ore tutte le sue elucubrazioni, lei viene a fare sfoggio di tutto quello che lei sa, però di costruttivo lei non ci ha mai detto niente! Ora qua, l'ho smentita in pieno quando le ho detto che intanto il Presidente Marcoz... io do atto che il Presidente Marcoz alla scadenza ha convocato i Partiti, non mesi prima, come dice lei, e allora perché il Presidente Marcoz avrebbe dovuto convocare i Partiti alla scadenza giusta e io lo dovrei fare sei mesi prima? Perché questo trattamento? Mi pare che, quando scadrà il Consiglio, faremo allora le nostre dichiarazioni, è evidente, non ne dubiti.
Ora, qui non si tratta né di furberia, né di malafede, qui io ritengo di essere più che a posto e non accetto i suoi epiteti di bassezza, perché la mia non è bassezza, come la sua è vergogna, perché certe cose mi vergognerei di dirle, quando poi si possono smentire, come sto facendo, con dei fatti che lei non può assolutamente contraddire e ripeto, naturalmente, che, ossequiente alle leggi e ai regolamenti, le elezioni saranno indette alla data per le quali io sono obbligato a indirle.
(voce) - ... obbligato...
Andrione (U.V.) - Les élections de 1954 ont été reportées à cette date parce que la loi électorale manquait, mais la loi électorale était faite par le Gouvernement, aussi Monsieur Bionaz me dit que j'avais raison, c'est la deuxième fois ce soir que nous nous trouvons d'accord, c'est-à-dire ce n'était pas de notre part, ou de la part de Monsieur Caveri qu'il y a eu un retard dans la convocation des élections.
Quant à ce que Monsieur Marcoz a fait en tant que Président de la Junte, Monsieur Marcoz voulait faire les élections à l'échéance. En comptant les 60 jours, l'échéance serait tombée au milieu du mois d'août, Monsieur Marcoz a convoqué les Partis en leur disant: "écoutez, cela se passerait au milieu du mois d'août 1963, le 11 août; alors dans ces circonstances, étant donné que le 11 du mois d'août, bien qu'on puisse faire les élections, présente des inconvénients - et cetera - qu'est-ce que vous pensez?", et on est arrivés à fixer cette date du 27 octobre. Ce que nous avons demandé avec cette motion c'est simplement un acte de courtoisie, nous sommes parfaitement d'accord que, quand vous serez obligés, selon la loi et le règlement, à faire les élections, les élections auront lieu; c'était une chose qui n'aurait pas mérité de faire une motion pour savoir... vous êtes d'accord que quand vous serez obligés vous ferez les élections.
Nous vous demandons simplement en toute courtoisie quelles sont vos intentions à ce propos. Pourquoi? Parce que je ne voudrais pas répéter ce qui a déjà été dit plusieurs fois, mais il y a des petits problèmes qui se présentent, l'échéance aux termes du Statut étant le 27 octobre; l'échéance aux termes du Règlement que vous avez dit étant le 25 novembre... les 60 jours après le 25 novembre portent à une date que je crois être dimanche 27 janvier, qui présente des difficultés. Nous vous demandons, en hypothèse, après que nous avons présenté cette proposition au Conseil régional, ce problème s'est présenté à votre esprit? Si vous avez pris des décisions, et qu'est-ce que vous pensez de faire? Évidemment vous pouvez aussi - c'est un droit que vous avez -pas répondre et dire: "je ferai les élections quand je serai obligé de les faire", mais de notre part il y avait simplement une requête d'information sur celles qui sont les intentions du Président de la Junte. Dans ce sens et sans vouloir vous manquer de respect, je crois qu'un Conseiller peut interroger le Président de la Junte en charge pour savoir quelles sont ses intentions en cette matière, et c'est simplement dans ce cadre très modeste, sans entrer en grande polémique et tout le reste, que nous vous demandons. Vous nous dites: "je ferai les élections quand je serai obligé", cela, surtout après ce qui est arrivé pour le remplacement de Monsieur Gex à la Chambre, peut prêter le flanc à la critique et peut faire naître légitimement le soupçon qu'on veuille retarder les élections.
Comme nous avons signé ici, je crois, nous sommes à 16 que nous avons signé une requête au Président de la République pour que ces élections aient lieu d'une façon participée, et comme je crois qu'il y a encore des procès, ou enfin, des jugements qui doivent être rendus sur ce qui s'est passé, au point de vue purement théorique et démocratique, nous croyons qu'il est dans l'intérêt de la Vallée d'Aoste, de la démocratie, et du fonctionnement correct des institutions que les élections aient lieu le plus tôt possible. C'est évidemment une opinion de part, mais c'est sur cette base, sur la conviction que nous avons que ces élections sont nécessaires, utiles, et évidemment qu'il faudrait les faire le plus tôt possible, que nous vous demandons quelles sont vos intentions.
Germano (P.C.I.) - Io rinuncio, leggo solo la data della legge delle norme per l'elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta: 26 settembre 1954, la prima legge... era per la prima elezione, si doveva aspettare questa... le elezioni sono state fatte il 14 novembre.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Presidente della Giunta.
Bionaz (D.C.) - Voglio dire solo due parole di risposta a Andrione. Monsieur Andrione a parlé en tout autres termes que Monsieur Caveri et je vous assure que je tiens compte de cette courtoisie et je vous en remercie, mais par les jolis compliments qui m'ont été adressés par Monsieur Caveri, je ne me sens pas obligé à lui répondre avec courtoisie.
Alors je répète, si vous voulez, ce que j'ai déjà dit au début, c'est-à-dire que les élections auront lieu... temps et lieu, comme je serai naturellement obligé d'indire, parce que la loi précise des échéances que je ne peux absolument pas remettre.
Savioz (P.C.I.) - Io non so, ma l'atteggiamento dell'Avvocato Bionaz, del Presidente della Giunta, mi lascia molto perplesso. Lui dice: "dopo i complimenti che ho ricevuto dall'Avvocato Caveri non mi sento di rispondere altrimenti di quello che ho detto prima, ringrazio il Consigliere Andrione per la sua gentilezza...", eccetera. Signor Presidente, qui, fino a prova contraria, il Consiglio regionale non è l'Avvocato Caveri e quindi se l'Avvocato Caveri ha detto un qualche cosa che a lei non è piaciuto, non credo che lei abbia risposto cose che piacevano all'Avvocato Caveri, però qui ci sono tanti altri Consiglieri che hanno firmato la richiesta e penso che noi avremo anche diritto di sentire un qualche cosa di più di quello che lei ha detto fino adesso, perché trincerarsi dietro la faccenda dei regolamenti e delle leggi... è talmente puerile una posizione del genere che può lasciare il dubbio più grave che ci può essere... tanto più quando le sfere di carattere governativo regionale producono a ogni piè sospinto determinate cose che escono o dal Consesso della Giunta o dai Consessi dei relativi Partiti, o da una parte o dall'altra, o dai giornalisti che sono poi i vostri portavoce. Noi abbiamo il diritto di avere qualche dubbio su tutto quello che eventualmente viene ad essere fatto e sui pochi chiarimenti che lei ci dà di fronte alle nostre interrogazioni. Mi sembrerebbe tanto logico... e in fondo non credo che lei non possa pensare a che data possono avvenire le elezioni regionali, mi rifiuto di pensare a una cosa simile. Io capisco che qui purtroppo si è creata un'atmosfera che gli interessi regionali sono messi non solo dal Governo centrale nel cassetto, com'è avvenuto per determinate leggi, per il riparto fiscale, per la zona franca, eccetera, ma anche voi state seguendo una strada sbagliata. La Valle d'Aosta è così piccola e ha bisogno di tanta, tanta unanimità dei suoi rappresentanti per risolvere i suoi problemi, ma di questo passo qui, scusatemi, anziché andare avanti, facciamo come i gamberi, ognuno va per la sua strada e quindi le cose non vengono risolte.
Ora, mi sembra che il chiedere, per dare una tranquillità e al corpo elettorale e ai rappresentanti del popolo valdostano, sia il meno che potevamo fare e se l'abbiamo fatto, l'abbiamo fatto a ragion veduta, l'abbiamo fatto perché avevamo dei timori, di fronte alle sue risposte, questi timori, francamente, anziché dileguarsi, aumentano.
Bionaz (D.C.) - Savioz, stia tranquillo, non abbia dei timori e, se li ha, può lasciarli dileguare tranquillamente. Mi domando perché proprio sei mesi prima mi chiedete queste cose qui, non l'avete mai fatto prima! A me sei mesi prima, addirittura, "quindi lei cosa pensa?". Io non devo pensare a niente, io devo pensare ad applicare la legge, e stia tranquillo che applicherò la legge in tutta la sua integrità.
Andrione (U.V.) - "On n'a jamais demandé à un Président de la Junte - vous dites - six mois avant", c'est aussi la première fois qu'une Junte change pendante le mandat...
Bionaz (D.C.) - Non...
Andrione (U.V.) - Comment "non"? ...(voce del Consigliere Chabod)... mais là le Conseil n'était pas élu... mais non, le Président de la Junte n'a pas changé, il y a eu des démissions, mais c'était une chose différente...
Montesano (P.S.D.I.) - Chiudiamo? Altri chiedono la parola? La parola al Consigliere Savioz.
Savioz (P.C.I.) - Non per polemizzare, ma proprio per dire francamente quello che penso: fino adesso, Presidente Bionaz, non è mai successo di sentire da parte di giornalisti, da parte di uomini politici rappresentativi, da parte di circoli informati... il fatto di sentire dire che sarebbero state fatte delle dichiarazioni da lei, che è il Presidente, la massima Autorità della Regione, il quale fa delle dichiarazioni che le elezioni avverranno quando e come lei le vorrà; insomma, è stato ripetuto qui, è stato detto e ripetuto, fuori, si è sentito... ora, come l'abbiamo sentito noi, come lo sentono molti elettori, l'avrete sentito anche voi; quindi io ritengo che sia forse anche nel suo interesse di uomo politico smentire queste cose dicendo: "io penso...", eccetera, questo è il motivo per cui abbiamo presentato la mozione, non per altre ragioni, non è che vogliamo fare un trattamento diverso nei suoi confronti, chiunque fosse Presidente della Giunta e, di fronte a una "radio scarpa" di questo genere, come l'abbiamo presentata oggi, la presenteremmo domani se necessario.
Bionaz (D.C.) - Consigliere Savioz, guardi l'interpretazione autentica è questa, quella che vi ho letto, non dia retta a tutte le "radio scarpe" di questo mondo...
Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Manganoni.
Manganoni (P.C.I.) - Il Presidente Bionaz si stupisce perché oggi si chiede, a sei mesi prima della scadenza, la data delle elezioni; nei passati Consigli questo non è avvenuto, ma noi abbiamo passato, vissuto un'esperienza: quella del Deputato, è deceduto il Deputato, è passato più di un anno e non si sono fatte le elezioni. Noi non diciamo che la colpa è del Governo, siamo d'accordo, non incolpiamo la Giunta, però, dopo questo fatto, sono anche comprensibili i sospetti e i dubbi che sorgono, le legittime diffidenze, perché noi diciamo: lì niente elezioni, dovevano farle, non le hanno fatte, si sono attaccati anche quelli alle leggi e ai regolamenti, legge costituzionale e non costituzionale. Allora, diciamo noi, che non si voglia far succedere il bis per le elezioni regionali, quindi non stupitevi se noi vi poniamo queste domande, dopo quell'esempio. Ad ogni modo, noi vi abbiamo chiesto se intendete rispettare lo Statuto, perché si è parlato di leggi e di regolamenti in un modo molto vago, si è visto che leggi e regolamenti non sempre concordano, perché lo Statuto dice una cosa e il Regolamento ne dice un'altra; ora, si intende rispettare lo Statuto o il Regolamento? Questo noi abbiamo chiesto, non ci è stato risposto.
Bionaz (D.C.) - Rispondo subito, tutti e due... come chi ci ha preceduto...
Manganoni (P.C.I.) - Chi ci ha preceduto ha convocato i Partiti tutti assieme, si è fatto una cosa democratica e all'unanimità i Partiti sono stati d'accordo, anzi, non è il Presidente di allora, Marcoz, che ha fissato la data; ha convocato i Partiti e sono stati i rappresentanti dei Partiti che hanno stabilito la data e che il Presidente ha accettato, più Democratici di così... C'è stata l'unanimità dei rappresentanti dei Partiti, se oggi il Presidente dovesse convocare i Partiti e se i rappresentanti di tutti Partiti dicessero: "fate le elezioni nel 1969", allora noi diremmo: "va bene, tanto è la volontà di tutti i Partiti, no?", ma in questo caso non si può dire, perché i rappresentanti dei Partiti non sono stati sentiti e quindi qui c'è una differenza. Ad ogni modo, noi ci riserviamo di ritornare su questo argomento, particolarmente per sapere se si vuole adottare lo Statuto o se si vuole rispettare il Regolamento.
Berthet (D.C.) - C'è un articolo 49... la chiusura della discussione perché qui non se ne cava più niente...
Montesano (P.S.D.I.) - Io credo che tutti sono d'accordo, c'è qualcun altro che chiede la parola?
Germano (P.C.I.) - Non ha risposto nemmeno dopo un'ora e mezzo... ad ogni modo io dico che l'articolo 18 dello Statuto prevede dei compiti del Presidente, deve convocare; questi compiti sono passibili anche... tenga presente...
Montesano (P.S.D.I.) - ... i Consiglieri Dujany e Andrione sono lì fuori, se vogliono partecipare alla votazione... se vogliono stare fuori...
Chi è favorevole alla mozione di cui all'oggetto n. 22 alzi la mano. Contrari?
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, con voti contrari diciassette e voti favorevoli tredici (Consiglieri presenti e votanti: trenta), ha respinto la soprariportata mozione.
