Oggetto del Consiglio n. 124 del 6 giugno 1967 - Verbale

OGGETTO N. 124/67 - Proposta di legge al Parlamento della Repubblica, di iniziativa del Consiglio regionale valdostano, relativa all'attuazione della zona franca della Valle d'Aosta. (Approvazione di ordine del giorno)

Proposta di legge al Parlamento della Repubblica di iniziativa del Consiglio regionale valdostano, ai sensi degli artt. 121 (2° comma) e 131 della Costituzione italiana e dell'art. 26 dello Statuto speciale valdostano, relativa all'attuazione della zona franca della Valle d'Aosta ai sensi dell'art. 14 dello Statuto speciale valdostano, promulgato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4.

Legge .............. n. ...: NORME PER L'ATTUAZIONE DELLA ZONA FRANCA DELLA VALLE D'AOSTA

Art. 1

Il territorio della Valle d'Aosta posto, dall'art. 14 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, fuori della linea doganale e costituito a zona franca, è delimitato a ovest e nord dal confine politico con la Francia e con la Svizzera, dalla Punta Galisia (3.348) al Monte Dolent (3.823) e dalla Punta Ludwigshohe.(4.364) a est e a sud da una linea che, partendo dalla Punta Ludwigshohe, segue il confine del territorio della Provincia di Vercelli fino alla Colma di Mombarone (2.371), da dove, attraverso la Punta Cresta (2.061) ed il Bec di Nona (2.085), giunge al confine del Comune di Pont St. Martin con la Provincia di Torino, tocca il Bec Ranun (2.266), Cima di Bonzo (2.516), piega a nord-ovest fino al Colle Vallera, Colle Valbella, Colle di Corni, Monte Marzo (2.756.), Colle Santanel, Colle Larissa, Monte Rosa dei Banchi, Colle della Arietta (2.833), volge a ovest-sud-ovest attraverso la Bocchetta del Rancio, Punta Lavina (3.308), Colle Bardoney (2.833), Punta Segne (3.308), Colle Teleccio, Punta Grand Saint Pierre (3.692), Colle Money, Colle Grand Croux, Colle del Gran Paradiso (3.345), Colle di Moncorvé (3.351), Becca di Monciair (3.544), Colle del Grand Etret, Monte Violetta (3.031), Colle di Nivolet (2.641), e di qui, in linea retta, giunge alla Punta Basei (3.338), ed infine alla Punta Galisia (3.348).

Art. 2

Le merci estere introdotte nel territorio della Valle d'Aosta sono esenti dai diritti di confine e da tutti i diritti doganali comunque denominati che la dogana è tenuta a riscuotere in forza di una legge, in relazione alle operazioni doganali; la franchigia si estende ai generi di monopolio dello Stato.

Il regime inerente alla zona franca si estende anche alle imposte e sovrimposte di fabbricazione e di consumo. È altresì concessa l'esenzione dall'imposta generale sull'entrata per il primo atto economico relativo all'introduzione di merci nel territorio della zona franca, fermo restando il pagamento del tributo per i successivi passaggi, in quanto dovuto.

Le merci nazionali introdotte o prodotte nel territorio della zona franca sono esenti delle imposte di fabbricazione e di consumo e da ogni altro tributo a favore dello Stato, ivi compresi i diritti erariali sugli spiriti e i diritti di monopolio. Sono, altresì, esenti dall'imposta generale sull'entrata per il primo atto economico. L'esenzione si estende al diritto di licenza U.T.I.F. per la fabbricazione in Valle d'Aosta di prodotti per i quali è dovuto nel territorio doganale, nonché al diritto erariale, alla imposta generale sull'entrata e alla imposta sul consumo del gas e dell'energia elettrica.

Restano in vigore nella zona franca le disposizioni di legge e di regolamento in materia di polizia sanitaria e fitopatologica, di igiene e incolumità pubblica, di repressione delle frodi in commercio, di tutela e di conservazione del patrimonio artistico nazionale e di incremento della esportazione, nonché quelle relative agli scambi di energia elettrica.

Art. 3

Le disposizioni generali sul controllo valutario emanate dallo Stato hanno vigore anche nella Regione.

È però istituita presso la sede di Aosta della Banca d'Italia, finché permane il regime vincolistico sulle valute, una Camera di compensazione allo scopo di destinare ai bisogni della Regione le valute estere provenienti dalle esportazioni valdostane, dalle rimesse degli emigranti e dal turismo.

Non si applicano nel territorio della zona franca le disposizioni di legge e di regolamento che vietano, limitano o altrimenti disciplinano l'importazione, l'esportazione e il transito di determinate merci salvi i limiti di cui al successivo articolo 8.

Art. 4

Le merci nazionali o nazionalizzate introdotte nella zona franca si considerano a tutti gli effetti come esportate.

Dette merci possono, però, essere rispedite in franchigia nel territorio doganale a condizione che siano, durante la permanenza nel territorio della zona franca, permanentemente vigilate e custodite in magazzini a ciò espressamente destinati ed assimilati ai depositi doganali.

Le spese di vigilanza sono a carico degli interessati.

Art. 5

Alle industrie esistenti o che sorgeranno nella zona franca è concesso per tutta o per parte della loro attività:

a) di essere considerate in territorio doganale, a condizione che gli stabilimenti si prestino e si sottopongano alla vigilanza permanente;

b) di corrispondere sui prodotti fabbricati nella zona franca e destinati al territorio doganale i soli diritti di confine propri delle materie prime estere impiegate nella loro fabbricazione;

c) di introdurre temporaneamente nella zona franca materie prime nazionali o nazionalizzate per essere ivi lavorate, ai fini della reintroduzione in franchigia nel territorio doganale dei prodotti con esse ottenuti.

I relativi disciplinari saranno emanati dal Ministro delle Finanze, sentito il Presidente della Giunta regionale: nei casi di cui alle precedenti lettere b) e c) le condizioni verranno stabilite di concerto col Ministro del Commercio con l'Estero e con quello dell'Industria e Commercio.

Art. 6

Per l'ammissione alla temporanea importazione nel territorio doganale degli autoveicoli, dei motocicli e dei velocipedi è richiesta la stabile residenza nel territorio della zona franca, e per gli autoveicoli ed i motocicli anche la loro immatricolazione in detto territorio.

Gli autoveicoli e motocicli immatricolati nel territorio doganale hanno libero transito nel territorio della zona franca fino ai valichi corrispondenti ai confini politici, dove verranno compiute tutte le eventuali formalità occorrenti per il loro eventuale passaggio in territorio estero.

Art. 7

I prodotti del suolo, gli animali vivi e loro prodotti in natura anche lavorati o confezionati, i prodotti delle cave, delle miniere e dell'artigianato, le cui spedizioni a mezzo ferrovia o per le vie ordinarie siano scortate da certificati di origine rilasciati dal Sindaco del luogo di produzione, sono considerati prodotti nazionali e come tali ammessi in franchigia nel territorio doganale.

Con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle Finanze, di concerto con i Ministri del Tesoro, dell'Industria e Commercio, dell'Agricoltura e del Commercio con l'Estero, saranno disciplinate, coi criteri che regolano il traffico di frontiera, le agevolazioni che si rendessero necessarie per i bisogni della pastorizia e dell'agricoltura.

Art. 8

Il Ministro delle Finanze, d'accordo con il Presidente della Giunta regionale, determinerà in quali località della zona franca e per quali merci estere non sono permessi depositi che eccedano i limiti di quantità da stabilire in rapporto al fabbisogno della Regione, designerà i valichi per i quali è permesso il passaggio delle merci dalla zona franca al territorio doganale e delimiterà la zona esterna di vigilanza che, ai sensi dell'art. 92 della legge doganale, dovrà essere istituita lungo la nuova linea.

Art. 9

È punito con la multa non minore di due e non maggiore di dieci volte i diritti di confine chiunque, nel territorio della zona franca:

a) immette merci estere nei magazzini riservati al deposito di merci nazionali;

b) tiene in deposito merci estere in località ed in quantità non permesse.

Agli effetti del presente articolo sono considerati come merci estere tutti i prodotti, anche di origine nazionale, che siano soggetti a diritti di confine all'introduzione in territorio doganale.

Art. 10

Per la repressione del contrabbando e la osservanza delle altre disposizioni della presente legge la Guardia di Finanza esercita la sua vigilanza e può eseguire perquisizioni, a norma di legge, anche nel territorio della zona franca.

In relazione alla presente legge essa può eseguire indagini nei registri dei certificati di origine e, in genere, in tutti i registri e documenti relativi al regime di zona franca.

Le Autorità regionali e comunali devono prestare alla Guardia di Finanza tutta la possibile collaborazione per il rigoroso rispetto della presente legge.

Art. 11

Alla spesa di Lire trecento milioni necessaria per la sistemazione della linea doganale e per l'impianto ed il funzionamento dei relativi uffici doganali e della vigilanza sarà provveduto mediante corrispondente riduzione del fondo relativo agli oneri derivanti da provvedimenti legislativi in corso iscritto nello stato di previsione della spesa del Ministero del Tesoro per l'esercizio finanziario...........

Le opere a tal fine occorrenti sono dichiarate di pubblica utilità a tutti gli effetti di legge.

Le occupazioni ed espropriazioni che all'uopo si renderanno indispensabili si effettueranno a norma della legge 25.7.1865 n. 2359 e successive modificazioni ed aggiunte.

La presente legge entrerà in vigore al termine di mesi sei dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Art. 12

A modifica di quanto previsto dall'art. 16 della legge 29.11.1955 n. 1179, l'attuale ordinamento finanziario della Valle d'Aosta rimarrà in vigore per due anni a decorrere dalla data di attuazione del regime di zona franca.

Entro lo stesso termine sarà stabilito con legge dello Stato, d'accordo con la Giunta regionale, un nuovo ordinamento che tenga conto della nuova situazione derivante dalla attuazione della zona franca.

Il Ministro delle Finanze, di concerto ove occorra con gli altri Ministri interessati, è autorizzato ad adottare tutti i provvedimenti occorrenti per l'attuazione della presente legge ed a consentire i temperamenti necessari per la sua prima applicazione ed il conseguente passaggio del territorio della zona franca dal vecchio al nuovo regime.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora si passa all'oggetto seguente che è il 21.

Caveri (U.V.) - Monsieur le Député Zugno a fait une déclaration bouleversante lorsqu'il a dit à la Chambre des Députés que nous avions été insensibles, pour le moins indifférents sur le problème de la zone franche. Cette affirmation est démentie par les documents très nombreux que nous possédons et dont les originaux sont dans les Archives de l'Administration régionale.

Je vous indique les principale lettres que j'ai envoyées à cet égard au Ministre des Finances: lettre du 23 mai 1947, du 22 août 1947, du 28 octobre 1947, du 21 février 1948, lettre au Président du Conseil des Ministres mars 1953, lettre au Président du Conseil des Ministres, au Ministre du Trésor, au Ministre des Finances en date du 11 mai 1951, lettre au Ministère des Finances en date du 31 décembre 1952, télégramme au Ministre des Finances du 26 février 1948, lettre au Ministre des Finances Vanoni du 16 avril 1951, lettre au Ministre des Finances du 23 novembre 1953, lettre au Ministre des Finances Vanoni du 16 janvier 1954, lettre au Directeur général Tagliarini du 20 avril 1954, lettre au Ministre des Finances du 6 mars 1954, lettre au Ministre des Finances dans laquelle on sollicitait une réponse à la précédente.

Ensuite à ces lettres et à des nombreuses entrevues et sollicitations verbales, le Gouvernement central a rédigé un projet de zone franche qui a été examiné par le Conseil régional le 7 février 1947, un autre projet a été examiné par le Conseil régional le 9 octobre 1947, des variations au projet précédent ont été examinées par le Conseil régional le 9 octobre 1947. L'Administration régionale, sous la Présidence du Professeur Chabod, avait rédigé un projet le 21 juin 1946; sous ma Présidence elle avait rédigé un projet le 5 décembre 1946 et un projet le 11 mars 1948; sous la Présidence Bondaz on a rédigé le projet de 1955. Le Gouvernement central a rédigé encore le "Projet Taviani" e le "Projet Trabucchi", ainsi il y eut 4 projets régionaux et 4 projets du Gouvernement central. Pendant la législature 1958-1963, le Sénateur Chabod et moi, toutes les fois qui se présentait le Gouvernement régional... nous demandions la réalisation de l'article 14 du Statut régional...

Je veux rappeler aussi que Messieurs Page, Farinet, Bondaz et le soussigné en 1952 nous avons présenté un mémoire à Monsieur Moro, et nous avons été reçus par Monsieur De Gasperi, en 1952, en rappelant toutes les questions relatives à la réalisation du Statut et, en premier lieu, à la réalisation de la zone franche. Monsieur De Gasperi avait dit qu'il nous aurait fait avoir une réponse; nous avons reçu une réponse négative sur plusieurs points par Monsieur Andreotti, et dilatoire sur les autres points et, entre autres, sur le point de la zone franche.

C'est alors que nous avons convoqué les Dirigeants et les Assesseurs Démochrétiens, nous avons participé à cette réunion, nous avons proposé à ces Messieurs d'envoyer une autre lettre, un autre mémoire à De Gasperi pour lui dire qu'il nous avait promis une réponse sur tous ces points et, entre autres, sur la zone franche, que Monsieur Andreotti dans sa lettre nous avait parlé... Il nous semblait qu'il était nécessaire d'envoyer un deuxième mémoire à Monsieur De Gasperi; c'est alors que le Sénateur Page nous a dit: "le deuxième mémoire vous pouvez l'envoyer vous, nous ne l'envoyons pas"; nous avons demandé au Sénateur Page pourquoi, il nous a répondu, à nous qui étions alors les alliés de la Démocratie Chrétienne: "vous vous êtes vous et nous nous sommes nous". Avec cette belle réponse il a terminé son discours.

Monsieur Page dans celle occasion s'était emballé pas peu et il s'était si indigné avec ses collègues de la Démocratie Chrétienne... parce que, après avoir dit cette belle boutade: "nous somme nous et vous êtes vous" en s'adressant à Berthet, Bionaz Ferdinand, Arbaney et Bondaz, il a dit: "maintenant parlez vous autres, vous êtes toujours les mêmes, vous me poussez à parler, et moi je parle, et vous vous ne dites rien". Les autres Dirigeants de la Démocratie Chrétienne n'ont rien dit sont restés muets comme des carpes, et c'est alors que la fracture entre la Démocratie Chrétienne et l'Union Valdôtaine a commencé, parce que, évidemment, on ne pouvait plus collaborer avec des gens qui se refusaient même d'envoyer un mémoire à Monsieur De Gasperi en demandant la réalisation de la zone franche et des autres points du Statut.

Je veux rappeler encore un mémoire que nous avons présenté à Monsieur Fanfani - signé par Monsieur Marcoz come Président de la Junte, par le Sénateur Chabod et le soussigné - qui nous a fait le ennesime promesse. Nous l'avons présenté à Monsieur Piccioni qui nous a dit: "io di promesse non ve ne faccio, comunque non fatevi troppe illusioni", et c'est alors qu'en sortant de l'interview avec Monsieur Piccioni, l'Avocat Marcoz, alors Président de la Junte, nous a dit: "ma come facciamo a farci delle illusioni quando l'Onorevole Piccioni, Vice Presidente del Consiglio, non ci fa nessuna promessa". Je veux rappeler encore une lettre que j'ai envoyée en 1964, d'accord avec la Junte antérieure à la Junte actuelle, à Monsieur Moro, qui, naturellement, n'a pas répondu, parce qu'il n'y a pas l'habitude de la part de ces gens d'écrire, de répondre aux lettres.

Monsieur Fanfani, en tant que Président du Conseil des Ministres, avait toujours promis cependant que le Gouvernement central aurait respecté et aurait donné exécution à l'article 14 de notre Statut. En répondant au Sénateur Chabod, il avait même promis que le problème aurait été résolu dans le terme du 25 décembre 1958 et cette promise de Monsieur Fanfani, précise parce qu'on donnait le terme du 31 décembre 1958 pour la réalisation de la zone franche, a été publiée sur tous les journaux quotidiens.

Vous savez que le Sénateur Chabod avait présenté un projet de loi le 26 janvier 1959, le n° 385, qui était identique au projet approuvé par le Conseil régional, à l'unanimité, le 4 octobre 1957; le projet Trabucchi, vous le savez, prévoyait une zone franche mutilée puisqu'elle ne comprenait pas le monopole du sel et du tabac. Vous vous rappellerez très bien que, quand il y a eu certaines élections en Vallée d'Aoste, Monsieur Trabucchi est venu sur la place et, entre les différentes choses, a dit qu'il avait préparé un projet de zone franche. Il a parlé sur la tribune sur la Place d'Aoste; devant lui, planté avec les jambes ouvertes, il y avait le Sénateur Chabod qui fumait sa pipe, en attendant que la zone franche soit réalisée.

Rappelez-vous bien que ce projet, s'il était approuvé, aurait représenté une violation d'une loi constitutionnelle, c'est-à-dire l'article 14 du Statut: cet article dit - et nous le savons par cœur - que le territoire de la Vallée d'Aoste est situé en dehors de la ligne douanière et constitue zone franche. D'autre part, l'article 7 de la loi n° 1424 du 25 septembre 1940 précise que ce sont les droits de frontière... diritti di confine, c'est-à-dire "i dazi di importazione e di esportazione e, per quanto riguarda le merci in importazione, i diritti di monopolio, le sovrimposte di fabbricazione, e imposta o sovraimposta di consumo a favore dello Stato". Ainsi pour la zone franche de la Vallée d'Aoste le bénéfice n'est pas limité à la seule exemption des autres droits de frontière; par conséquent, le bénéfice de la zone franche doit être complet et total de tous les droits de frontière. Je répète à Monsieur l'Assesseur Benzo encore une fois que l'article 7 de la loi n° 1424 du 25 septembre 1940 dit que "i diritti di monopolio sono diritti di confine". Alors il est clair et évident que si la Vallée d'Aoste est située en dehors de la ligne douanière, les droits de monopole doivent faire partie de la zone franche.

Alors c'est pour cette raison que le Conseil régional à l'unanimité, y compris les Démochrétiens, a repoussé le projet Trabucchi; c'est pour cela que notre projet, le projet actuel, prévoit aussi l'exemption des droits de monopole; c'est pour cela que si demain vous accepterez une zone franche sans droits de monopoles, vous serez les complices d'une violation d'une loi constitutionnelle, c'est-à-dire de notre Statut régional, et c'est pour cela - et nous l'avons démontré - que ce serait une trahison évidente des droits du peuple valdôtain.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? La parola all'Assessore Benzo.

Benzo (D.C.) - Io ringrazio l'Avvocato Caveri di avermi risparmiato la storia ventennale dell'iter per le norme di attuazione della zona franca... il Consiglio, sotto questo profilo, perlomeno è aggiornato.

La proposta di legge per le norme di attuazione della zona franca che quest'oggi viene riportata al Consiglio regionale è, come ha prima precisato l'Avvocato Consigliere Caveri, la proposta di legge già approvata dal Consiglio regionale all'unanimità. Questa proposta di legge, che è stata successivamente presentata al Parlamento, e in particolare al Senato dal Senatore Chabod... Noi riaffermiamo oggi la validità questa proposta di legge; in ogni modo, la Giunta regionale, la Regione sta discutendo con i competenti organi governativi proprio queste modalità di attuazione sulla base di questa proposta di legge. Questa è la comunicazione che io devo fare, a nome della Giunta regionale, al Consiglio regionale.

Caveri (U.V.) - ... è molto semplice: noi vogliamo sapere se la Giunta e la maggioranza vota per questo progetto di legge.

Montesano (P.S.D.I.) - Ho mandato il Dottor Brunod per avere il documento che riguarda questa legge... questa legge è stata approvata, mi pare, già dal Consiglio regionale e oggi non si tratta di approvare la legge, ma di approvare la proposta di inviare questa legge già approvata dal Consiglio al Parlamento.

Caveri (U.V.) - Approvare questa nostra proposta di legge da mandare al Parlamento, come ha detto lei.

Andrione (U.V.) - Chiedo scusa, ma questa proposta di legge può essere inviata al Parlamento a condizione che questo Consiglio pensi esattamente come quel Consiglio regionale che l'ha voluta nel 1961. Ci sono due operazioni logiche: prima sapere se questo Consiglio è ancora d'accordo con quello che si è fatto nel 1961; secondo, qualora vi sia l'accordo, se questa proposta di legge deve o meno essere inviata al Parlamento.

Benzo (D.C.) - Per essere ancora più preciso - e in parte è servito quanto detto dal Consigliere Andrione -, una cosa è la riaffermazione che ho fatto, a nome della Giunta regionale, della validità della proposta di legge, in base alla quale la Giunta oggi sta trattando con i competenti organi governativi... perché appunto questo è già stato nel 1957, e i verbali ne fanno fede, e nel 1961, in data 29 luglio, il giorno stesso dell'approvazione, l'esplicita volontà del Consiglio regionale, il quale - e precisamente sotto la Presidenza Filliétroz - all'unanimità di voti aveva deliberato di dare mandato alla Giunta regionale e al Presidente della Giunta regionale di trattare con i competenti organi governativi centrali ai fini appunto di queste trattative per l'approvazione delle proposte di legge...

Ora, si dà il caso che il fatto di presentare la nostra proposta direttamente al Parlamento metterebbe in condizione... in Aula, con delle discussioni, magari con un progetto di legge governativo, a sua volta, com'è successo in questi venti anni... come lei ha ricordato, sono stati 4-8 palleggiamenti di progetti di legge, il Governo faceva i suoi, la Regione presentava variati i suoi, migliorando tutte le volte, e c'era da augurarsi... Vediamo che ad oggi ci siamo fermati a questo provvedimento del 1961 perché potrebbe anche essere migliorato ancora per quanto le condizioni per trattare questo delicatissimo argomento della zona franca - mi è doveroso ricordarlo al Consiglio - siano notevolmente e gravemente cambiate nel tempo. Noi ci siamo avviati con passi decisissimi verso il Mercato Comune Europeo e noi sappiamo quali sono le difficoltà - e le sapete anche voi, perché le avete già incontrate - a livello governativo, in quanto appunto queste modalità di attuazione incidono direttamente su dei problemi comunitari.

In ogni modo, per quanto riguarda quindi la questione della presentazione di questa proposta di legge la Giunta regionale è pienamente d'accordo e ne riafferma la validità. Al fine di essere più chiaro ancora, propongo il seguente ordine del giorno:

Ordine del giorno

Il Consiglio Regionale

Vista la proposta di legge per l'attuazione della zona franca presentata dai Consiglieri di opposizione;

considerato che detta proposta di legge, approvata alla unanimità dal Consiglio regionale è stata successivamente presentata al Parlamento dal Senatore Chabod;

riafferma la validità di detta deliberazione consiliare;

dà mandato alla Giunta e al Presidente della Giunta di proseguire le trattative già avviate, con i competenti organi governativi, per la definizione delle norme di attuazione della zona franca, in base all'articolo 14 dello Statuto.

Caveri (U.V.) - No, non siamo d'accordo, perché non basta riaffermare così, teoricamente, la validità di quella legge regionale già approvata dal Consiglio regionale e presentata poi tale e quale dal Senatore Chabod: noi domandiamo una cosa ben diversa, noi, proprio per facilitare il compito della Giunta regionale, domandiamo che questo Consiglio, come diceva il Consigliere Andrione un momento fa, ribadisca, ma non con quell'ordine del giorno, questa proposta di legge votando di nuovo questa proposta articolo per articolo, e noi chiediamo che la stessa venga trasmessa al Parlamento.

L'Assessore Benzo dice: "sì, ma dopo succede che il Governo presenta il suo progetto"; presenti pure il Governo il suo progetto, noi siamo pienamente d'accordo su questo, il Governo è libero di presentare il suo progetto di legge sulla zona franca, più o meno mutilato, alla Trabucchi, ma allora il Governo centrale si prende la responsabilità di questo suo progetto di legge e dirà il Parlamento come deve essere fatta questa legge sulla zona franca, visto che il Consiglio regionale ha ribadito quella vecchia proposta di legge e visto che il Governo presenterà una proposta di legge probabilmente diversa da quella del Consiglio regionale. Se il Governo accetterà la proposta presentata dal Consiglio regionale al Parlamento, tanto meglio, noi ce ne rallegreremo e ci impegniamo fin da ora ad approvare un ordine del giorno del genere di quello che il Professor Berthet ci ha presentato oggi per la lettera, o per il parere del Ministro Colombo.

Mi pare che la Giunta attuale e i Consiglieri di maggioranza non debbano fare un tentativo di sgusciare e di dire: "ma noi siamo favorevoli, per noi c'è la validità di questa proposta di legge, ad ogni modo ci facciamo delegare dal Consiglio per trattare col Governo". No, non è questo che noi chiediamo: noi pensiamo che sia nell'interesse della Valle d'Aosta, che sia nel vostro interesse, che dovete trattare col Governo, di ribadire articolo per articolo quella antica proposta del Consiglio regionale e come tale presentarla al Parlamento. Poi al Parlamento sentiremo le varie teorie dei Zugno e compagnia bella, speriamo che il Parlamento, a maggioranza, approvi questa nostra proposta di legge. Bisogna dire che questa proposta di legge è la sola proposta di legge che si possa presentare se si vuole realizzare la zona franca, perché se Trabucchi o un suo successore propone un progetto mutilato, che taglia via i diritti del monopolio, che una legge italiana sacrosantamente definisce diritti di confine, se il Governo fa questo, si prende la sua responsabilità davanti agli elettori della Valle d'Aosta. Credo che questo sia il discorso in termini politici e non possa essere fatto in un altro modo, perché altrimenti si vuole sgusciare e dire: "ma sì, io sarei favorevole, però dateci la delega per trattare", noi vi domandiamo una posizione precisa e inequivoca.

Benzo (D.C.) - Consigliere Caveri, la nostra posizione non è quella; qui è un problema di impostazione di fondo; risponderò in modo particolare... lei ha citato due volte l'Onorevole Zugno. La nostra posizione... io pregherei di restare in Aula... va bene, siccome interessa più i Comunisti che gli Unionisti... vado avanti, per la questione Zugno volevo leggere al Consiglio - perché è bene rileggere questi benedetti verbali delle adunanze parlamentari - quanto lui, che era relatore - salto le premesse -, rispondeva all'Onorevole Spagnolli e all'Onorevole Angelini: "ed è palesemente contraddittorio sostenere nel contempo come fanno i Comunisti e il P.S.I.U.P. che il Governo e la maggioranza che lo sostiene sono gli unici responsabili del ritardo dell'attuazione della zona franca. Tale contraddizione è rilevabile anche nel fatto che le leggi del 1949 e del 1956 - e lo ha riconosciuto lo stesso Onorevole Spagnolli poco fa - sono state approvate anche dai Comunisti pur contenendo agevolazioni di molto inferiori a quelle proposte oggi dal Governo e sentita anche adesso, come allora, la Giunta regionale.

Risulta altresì falso che in qualche modo si tenti di non riconoscere i diritti conseguenti alla zona franca per tutto il territorio e per tutta la popolazione della Valle d'Aosta. Si pensa che le agevolazioni di cui alle leggi del 1949 e del 1956, come le agevolazioni del provvedimento che stiamo discutendo, sono estese a tutta la popolazione e a tutto il territorio della Valle, nemmeno è immaginabile che se sono state applicate queste agevolazioni nel passato, si possa domani, con l'attuazione della zona franca, in qualche modo limitarle. Era quindi un'argomentazione di natura strettamente tecnica che mi portava a dire di alcune difficoltà che indubbiamente si possono incontrare nell'attuazione della zona franca.

Il fatto è che l'opposizione condotta in questa circostanza - Onorevole Caveri, sto leggendo le parole dell'Onorevole Zugno in Aula... è tutto il territorio compreso, per sua tranquillità - dimostra come i Comunisti avversano, e ben sappiano che con la nuova Giunta regionale il problema dell'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta sta finalmente per essere avviato a completa soluzione...", e mi fermo qui.

Mi collego a questo punto per dirle appunto cosa ha fatto la Giunta regionale, come era suo dovere: ha ripreso sulla base di quel documento, cioè di quella proposta di legge, approvata il 29 luglio 1961, che indubbiamente è la migliore, perlomeno noi la riteniamo tale... ha iniziato queste discussioni, queste trattative. Mi permetta, Avvocato Caveri, la questione che ripeto è una questione di fondo, di impostazione, perché nessuno... lei non lo ripete mai, ma io lo ripeto tutte le volte... l'articolo 14 recita: "il territorio della Valle d'Aosta è citato fuori dalla linea doganale e costituisce zona franca".

Noi siamo già zona franca, tant'è vero che c'è una sentenza della Cassazione che è interessante per noi leggere della prima Sezione Penale: "il fatto che non siano ancora state emanate norme per le modalità di attuazione da concordarsi con la Regione, da stabilirsi con la legge dello Stato, ai sensi dell'articolo 14 della legge costituzionale 26 febbraio 1948 n. 4, non esclude che il territorio della Valle d'Aosta sia già posto fuori dalla linea doganale e costituisca zona franca, come stabilito dalla stessa disposizione di legge anzidetta (Cassazione, Sezione I penale - 15.2.1957)", se la si vuole leggere, Giustizia penale del 4 dicembre 1957.

Cerchiamo di leggere e di usare gli strumenti che possono essere a noi consoni e più favorevoli; pertanto, ripeto, l'articolo 14 recita che le norme di attuazione vanno concordate, quindi lei mi insegna che, per concordare qualche cosa, non basta che uno scriva una cosa e la spedisca con una lettera, magari coi fiorellini profumati dentro, sia pure una bella donna. La stessa lettera di ritorno potrebbe avere non solo fiorellini ma qualche cosa altro, comunque può essere del tutto differente, bisogna trovarsi al tavolino e discutere.

Noi partiamo come discussione sulla base del deliberato del Consiglio regionale, sulla base di quella proposta di legge; ripeto, e mi sono voluto documentare sul fatto che nel 1957 la richiesta veniva dall'ex Assessore Fosson, e mi dispiace che non sia oggi presente... e nel 1961 è stata fatta la stessa richiesta. L'Assessore Fosson rileva che nella seduta del 4 ottobre 1957 n. 117 il Consiglio, dopo aver espresso parere favorevole sul disegno di legge da proporre ai competenti organi dello Stato, recante: "Norme per l'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta" - disegno di legge che era stato presentato dall'apposita Commissione consiliare di studio - aveva dato mandato alla Giunta regionale e al Presidente della Giunta regionale di trattare con i competenti organi governativi centrali: per forza di cose, bisogna essere in due... quindi la Giunta regionale ritiene che questa sia la strada più libera, perlomeno quella che più velocemente potrebbe condurre, come noi ci auguriamo, a delle serie trattative, non facili, ripeto, perché se fossero state facili, sarebbe state molto più facile anni or sono quando... perlomeno sulla base di certi documenti, come quelli che, per esempio, ha poc'anzi nominato, alcuni documenti... poteva essere più facile perché non poteva ancora essere avanzata così l'attuazione del Mercato Comune Europeo e purtroppo oggi questi bagliori di guerra non faciliteranno nemmeno queste franchigie, già la stessa parola che ci rende difficile, indubbiamente, per noi il compito. Noi riteniamo con serietà, sulla base di questa proposta approvata all'unanimità dal Consiglio regionale nel 1961 e vi chiediamo la stessa cosa... perciò ho proposto, a nome della Giunta regionale, quell'ordine del giorno dove noi riaffermiamo la validità della proposta, che venga dato mandato alla Giunta regionale, come già è stato detto, di proseguire queste trattative, perché dobbiamo stare alla lettera, ma soprattutto alla sostanza dell'articolo 14 dello Statuto se vogliamo veramente arrivare a una conclusione. Le sue profetiche parole così... perlomeno che ricercano una soluzione, che rivestono una visione, diciamo, lontana nel tempo, timorosa di quello che potrebbe avvenire con una nostra accettazione o diminuzione di quello che è... la delibera consiliare di allora stia tranquillo non si tocca. Noi con serietà, come Giunta, continueremo a batterci, perché tutto quanto è possibile, allo stato attuale dei fatti, con lo Stato italiano, col Governo italiano per ottenere l'attuazione definitiva della zona franca noi lo faremo, ma non vendiamo il fumo, Avvocato Caveri, lo vogliamo fumare, siamo dei fumatori.

Caveri (U.V.) - ... al Consigliere Andrione, perché avevo solo qualche piccola battuta da esprimere e da dire in risposta a quello che ha detto l'Assessore Benzo, cercherò di non fare della piccola polemica, ma veramente, a sentire certe dichiarazioni, vien voglia un po' di sorridere perlomeno, scusatemi, perché l'Assessore Benzo dice: "la zona franca c'è già". Io vorrei dirgli, provi un po' Assessore Benzo, di andare al Gran San Bernardo e di caricare sulla sua macchina un quintale di caffè e poi di dire alle Guardie di finanza: "guardi che io ho un quintale di caffè, ma io la dogana non la pago, perché tanto la zona franca c'è già". Insomma, la zona franca è sancita dallo Statuto, ma questo articolo non è mai stato realizzato dai vari Governi che si sono succeduti dal 1948 fino ai nostri giorni, quindi per 19 anni; e perché non è stato realizzato l'articolo 14? Per una ragione molto semplice: che il potere centrale non aveva, come non ha oggi, nessuna volontà politica di realizzare la zona franca, è questo il punto. L'Assessore Benzo parla di problemi di fondo, il problema di fondo è questo: che una legge costituzionale prevede la zona franca a favore della Valle d'Aosta e che il Governo italiano non ha la più piccola volontà di realizzare questo articolo dello Statuto.

Ci dice: "guardi che Zugno alla Camera dei Deputati aveva poi detto...", sì, ma questa era la seconda "edizione" dell'Onorevole Zugno, nella seconda dichiarazione l'Onorevole Zugno si era rimangiato la prima dichiarazione e questo vuole dire che quella tale polemica, alla quale voi avete accennato tante volte, non è stata inutile perché alla fine l'Onorevole Zugno ha dovuto rimangiarsi le sue stranissime teorie.

Voi dite: "era facile ieri ottenere la zona franca", ce ne siamo accorti quanto era facile ottenere la zona franca... voi dite: oggi è difficile, ma veramente, l'anno scorso, quando noi siamo stati defenestrati manu militari, voi dicevate che con noi era difficile ottenere la zona franca, ma che con voi era facile ottenere la zona franca. Adesso c'è una specie di capovolgimento, d'altra parte non c'è da stupirsi, viviamo nell'epoca dei capovolti, vi siete capovolti anche voi e dite che per voi è difficile, mentre per noi era facile. Noi di questa grande facilità non ce ne siamo mai accorti, allora c'è la storiella del mercato comune che già è servita parecchie volte per fermare molte iniziative dell'Amministrazione regionale, ma è una storiella che è destituita di ogni fondamento; d'altra parte, già il famoso Cadalbert, che la Giunta Bondaz aveva voluto sentire per un parere sulla zona franca, diceva: "la zona franca non conviene alla Valle d'Aosta". Noi abbiamo dovuto sentire Assessori della Giunta regionale Bondaz dire che non conveniva la zona franca alla Valle d'Aosta e questo è stato ripetuto su parecchi giornali che sono ispirati e finanziati da voi. Perché i vostri giornali dicono e hanno detto che non conviene la zona franca in Valle d'Aosta? Perché dicendo così dicevano una cosa che era gradita al Governo Democristiano, al potere centrale. Quella perizia Cadalbert, che è assolutamente ridicola, è stata sventolata in tutta la Valle d'Aosta come per dire: "vedete com'è buono questo Governo, non vi dà la zona franca per non darvi un dispiacere e per non farvi un danno" e io ricordo una cosa che voi forse non potete sapere, perché voi siete più giovani di noi, evidentemente, sia di età, per quanto mi riguarda, sia di esperienza di amministrazione: mi permetto di ricordarvi che il Ministero delle Finanze molti anni fa aveva mandato un ispettore ad Aosta per erudire la Giunta regionale e soprattutto per erudire l'allora Assessore all'Industria e Commercio. Quell'Ispettore aveva un nome che non era sbagliato, perché si chiamava Lavolpe e quell'Ispettore era talmente una volpe che aveva convinto addirittura l'Assessore all'Industria e Commercio del tempo, il quale è venuto... e credo che Berthet se ne ricordi, perché Berthet doveva fare parte di quella Giunta, se non mi sbaglio... ad ogni modo il fratello del Presidente della Giunta, Assessore Bionaz Ferdinando, l'ha sentita quella dichiarazione di quell'Assessore all'Industria e Commercio, che ci ha detto: "non ci conviene di insistere sulla zona franca, è venuto un ispettore che si chiama Lavolpe e ci ha detto: "non vi conviene la zona franca"".

Ora, ma che trattative si vogliono ancora fare? Non c'è più nessuna trattativa da fare! Si possono fare delle trattative su certe modalità di esecuzione, ma sui grandi principi non c'è più nessuna trattativa da fare perché, guardate, se la zona franca comprende i diritti di monopolio, allora è una zona franca; se non li comprende, non è una zona franca degna di questo nome. Io interpello non solo l'Assessore competente, ma anche il Presidente della Giunta, Avvocato Cesare Bionaz... interrogo tutti gli Assessori: voi siete disposti di rinunciare ai diritti di monopolio? Sì o no? È questo il punto, perché, chiarito questo, tutto il resto è quisquiglia. Io sono d'accordo con l'Assessore Benzo quando dice: "trattiamo dei problemi di fondo"; bene, i problemi di fondo sono questi, cioè dobbiamo insistere e chiedere la zona franca sì o no? Vogliamo che questa zona franca comprenda, com'è giusto, secondo quel tale articolo 7 della legge del 1942 che dice che i diritti di monopolio sono diritti di confine? Allora come può il Governo negare i diritti di monopolio per la zona franca? Siamo d'accordo su questo? Sì o no? Questi sono i problemi di fondo, tutto il resto è quisquiglia, tutto il resto sono specchietti per le allodole, per ingannare gli elettori meno provveduti.

Andrione (U.V.) - Je voulais simplement reprendre quelque chose de ce qui a été dit par Monsieur Benzo pour remarquer que le problème de l'application d'une loi constitutionnelle devrait être la préoccupation d'un Gouvernement et d'un Parlement qui se respecte. Devrait être, à part autre chose, leur devoir spécifique d'appliquer une loi constitutionnelle, puisque on ne comprend pas pourquoi les citoyens italiens devraient respecter les lois, les dispositions sur le paiement des impôts ou sur le recrutement militaire et voir une loi constitutionnelle qui est oubliée depuis 20 ans et n'est pas appliquée par ceux qui devraient l'appliquer. Le vrai problème de fond, à part tout le reste, est celui-ci, mais en réalité notre proposition a une autre signification: il s'agit d'une suggestion que nous faisons à ceux qui disent en ce moment de traiter avec le Gouvernement central, afin que cette tractation puisse aller à bonne fin, c'est-à-dire - on le dit dans les questions commerciales - il faut être clairs, il faut que l'autre part sache ce que l'on veut. De ce que vous venez de déclarer, à ce qu'il paraît, nous sommes tous d'accord de penser que le projet qu'il faut présenter, le projet de zone franche acceptable, le projet qui est dans les vœux de la population valdôtaine est celui qui a été voté en 1961? Qui a été présenté déjà une fois au Parlement et que, à ce qu'on vient de dire, nous serions encore maintenant de l'idée d'accepter comme seul projet viable? Eh bien, vous parlez de tractations, si vous voulez traiter quelque chose, il faut bien que l'autre part sache ce que vous voulez, il faudra bien que vous alliez avec un projet de loi qui dise: "la zone franche sera réalisée de cette façon...", à moins que les pourparlers soient des pourparlers d'une autre nature, où l'on dise, par exemple: "il convient de faire passer le mot "zone franche" devant la population valdôtaine à la veille des élections, parce qu'ainsi, peut-être , nous ne perdons pas quelques voix". Un pourparler doit être fait sur un document, le document que nous vous proposons, et à ce que vous venez de dire, serait même le vôtre... le document pour discuter c'est cette loi. Sans une base, sans une loi, sans un discours sérieux, sans quelque chose, ces pourparlers n'ont absolument aucune valeur.

Benzo (D.C.) - ... mi pare che...

Montesano (P.S.D.I.) - Facciamo parlare prima Manganoni.

Manganoni (P.C.I.) - ... sulla zona franca, se si dovesse rileggere le discussioni fatte dal 1946 ad oggi, dal 1948, ma veramente se ne discuteva già prima, non finiremmo più. Io che ho assistito a questa discussione non le voglio riassumere, voglio solo dirvi questo: io faccio parte di due Commissioni nominate dal Consiglio per esaminare questo progetto della zona franca. Nel periodo della prima Commissione mi pare che ci fosse Fresia Assessore, nella seconda c'era Marchiando. Mi ricordo bene della seconda: dopo lunghe discussioni, siccome nessuno sapeva praticamente cosa fosse una zona franca, la Commissione è partita ed è andata a Livigno, che è l'unico Paese in Italia dove via sia la zona franca. Io potrei anche dire che mi intendo della zona franca di Zara e della zona franca di Fiume, perché nel 1935 vi ho fatto servizio di dogana in quelle due zone franche, esattamente tutore al servizio dello Stato, tutore dell'ordine... ebbene, i generi di monopolio sono compresi, lì si pagano le sigarette come le si pagano in Svizzera... La Commissione quindi ha potuto constatare di fatto, senza delle grandi discussioni, che i generi di monopolio rientrano nella zona franca. Io penso quindi con questo che ogni discussione se rientrano o meno nei confronti di Roma sia superata... Difatti quel progetto di legge che ha esteso quella Commissione allora, quella in cui c'era Marchiando, è stato approvato all'unanimità dal Consiglio regionale ...(voce)... nel 1957, esatto. Ora voi dite: "noi di quel progetto...", che è poi un progetto presentato da Chabod... ed è poi il progetto presentato oggi, cioè è sempre lo stesso progetto approvato allora e anche dai precedenti Consigli, salvo da questo... ecco la necessità che anche questo Consiglio approvi, con una votazione quel progetto di legge, allora si potrà dire che tutti i Consigli regionali all'unanimità hanno approvato quel progetto di legge. Voi dite che ne riaffermate la validità; benissimo, e non avrei potuto pensare altrimenti, perché non penso che ci si potrebbe ancora chiamare Amministratori regionali dicendo: "io non approvo quella legge".

È bene però che noi lo ribadiamo questo, perché dite voi Giunta: "stiamo trattando a Roma", adesso a parte che sul fatto del trattare... qui vorrei ritornare sulla parola "trattare", ma se voi nel periodo di queste trattative avete un voto unanime del Consiglio su questo progetto di legge, voi potete dire: "noi parliamo a nome di tutto il Consiglio e quindi di tutta la popolazione tramite i vari rappresentanti della Regione". Io pertanto penso che sia anche nel vostro interesse di approvare di nuovo oggi, dico "di nuovo" nei confronti di altri Consigli, ma per gli altri Consigli sarebbe la prima volta, approvando questa proposta di legge, questo sarebbe un appoggio che voi avreste.

Ora, il fatto che voi siete contrari, almeno se ho ben capito, dalla relazione, dalle affermazioni dell'Assessore Benzo, che voi vi limitereste a quell'ordine del giorno... ma se con quell'ordine del giorno ribadite che siete d'accordo, allora approviamo la legge, io non vedo perché non volete approvare la legge; anzi, non volendo approvare la legge, abbiate pazienza, possono anche sorgere dei dubbi, cioè vengono i dubbi che domani la Giunta possa accettare in queste trattative delle clausole che non sono previste in questo progetto di legge e su cui noi certamente non saremmo d'accordo. Ora, voi tirate in ballo la questione del M.E.C.; questa non è la prima volta che lo Stato tira in ballo tale questione, siccome il Governo non vuole concedere questa zona franca, allora la tira in ballo. Cosa si propone il Mercato Comune Europeo? Di abolire i dazi doganali, no? Fra gli altri scopi di questo Mercato Comune vi è quello; bene, allora noi anticipiamo, noi saremo dei precursori noi in Valle d'Aosta, perché, anziché aspettare tutta la prassi e la procedura, il tempo che ci vorrà del Mercato Comune, il superamento dei disaccordi tra le varie Nazioni che fanno parte di questo mercato, noi diremo: "noi già abbiamo abolito per la Valle d'Aosta", quindi voi Mercato Comune seguite il nostro esempio, allora la zona franca verrà estesa a tutte le Nazioni, se aboliranno questi dazi di confine. Intanto teoricamente incominciamo ad applicarle noi e la questione del M.E.C. non è che... quella è una scusa, un rampino, un gancio al quale si attaccano i Governanti di Roma per giustificare, la loro resistenza, la loro non volontà di attuare la zona franca.

Circa le dichiarazioni di Zugno... dice: "è falso che non si voglia riconoscere i diritti della Valle d'Aosta", bene, io do atto di questo ripensamento dell'Onorevole Zugno, perché un po' di tempo prima aveva fatto delle affermazioni che non suonavano proprio così, aveva parlato dell'impossibilità di applicare la zona franca a un'intera Regione, ma doveva limitarsi ad alcune zone prettamente di confine, come potrebbero essere Bosses, St. Rhemy, che praticamente di zona franca non ne hanno tanta necessità, perché, di fatto, in parte c'è già... ad ogni modo io vi do atto di questa sua dichiarazione dicendo... è falso che non vogliamo riconoscere i diritti della Valle d'Aosta, bene. Allora diciamo all'Onorevole Zugno: dimostriamolo coi fatti e, per dimostrare coi fatti che è falso che non si vogliono riconoscere i diritti della Valle d'Aosta, ci vuole poco: approvate il progetto di legge presentato dal Consiglio regionale. Il problema quindi non è tanto complesso, il problema è semplice: se noi non incontrassimo l'opposizione di quelli che continuano a fare queste affermazioni, che dicono: "sta finalmente per essere avviato a completa soluzione il problema della zona franca"... abbiate pazienza, noi queste frasi ce le siamo sentite da 19 anni. Non solo, queste frasi sono state pronunciate al Parlamento, sulle piazze, ad Aosta, impegni solenni da parte di alti notabili del Governo e del Partito che era al Governo, e che è tuttora al Governo, però sono rimaste solamente delle affermazioni preelettorali!

Ora, quando voi dite: "era molto più facile ottenere la zona franca ieri che oggi", bene, in un ieri un po' più lontano c'era Bondaz, cosa ha ottenuto malgrado avesse gli impegni di quei notabili presi sulla piazza di Aosta? Vi ricordate tutti, io non ve lo ripeto, eppure, io do atto all'Amministrazione Bondaz che avrà fatto il suo possibile per ottenere questa zona franca, che però non l'ha ottenuta, come abbiamo fatto noi il possibile per ottenerla e non l'abbiamo ottenuta, ottenerla è un diritto, noi chiedevamo solamente il rispetto di un diritto della Valle d'Aosta, e questo diritto ci è stato negato.

Ora, lasciamo perdere: "siamo già in zona franca", un'affermazione ironica, mi permetta Benzo, perché, va bene, proviamo un po' ad andare a fare un po' di contrabbando... e quelli altro che "siamo già in zona franca"! Dice anche: "le norme vanno concordate ", è vero, l'articolo 14 dice: "le norme per l'attuazione - eccetera - verranno concordate fra Stato e Regione", però è da 18 anni che queste norme devono essere concordate e non vengono mai concordate, ma non per cattiva volontà nostra, è logico, per cattiva volontà di quelli laggiù, dei Governanti di Roma, i quali si aggrappano a tutti i cavilli pur di rinviare; non dicono mai "no", però "stiamo esaminando, stiamo concordando, vediamo...". Io l'ho detto prima: è da tempo che continuano a dirlo, io sinceramente mi auguro che questa sia la volta buona e che queste promesse del "vedremo", "sì, ve la diamo", "avete diritto"... che questa volta finalmente si superi tutto e si ottenga effettivamente la zona franca. Ve l'hanno detto altri, ve l'ha detto Caveri, che saremmo lieti di votare un ordine del giorno, quei soliti che presenta Berthet, anzi, se volete, ve lo presenteremo addirittura noi, ma quando avremo però...

Ritornando alla questione e concludendo, voi parlate di dare mandato alla Giunta di trattare o di continuare le trattative, però cosa intendiamo per "trattative"? Noi per "trattative" intendiamo ottenere l'approvazione da parte del Governo di Roma di questa proposta di legge, ma io penso che, per ottenere questo, non occorrono tante trattative: basta la buona volontà del Governo centrale di riconoscere un nostro diritto. Se invece trattare vuole dire trovare una via di accordo, quindi mollando un po' di qua, mollando un po' di là, allora no, allora non siamo più d'accordo di dare il mandato alla Giunta di trattare, perché se queste trattative dovessero portare a una specie di progetto di legge, tipo quello Trabucchi, che già è stato inviato alla Regione e che il Consiglio all'unanimità ha respinto sdegnosamente e con ragione, allora noi non siamo più del parere di delegarvi a trattare, noi vi deleghiamo ed è naturale che sia la Giunta che va a Roma per ottenere... D'altronde anche se domani andasse una delegazione del Consiglio, non nuocerebbe perché i fatti dimostrano che quelle poche volte che sono andate delle delegazioni del Consiglio a Roma qualcosa hanno ottenuto. Questo non per sottovalutare l'azione della Giunta, sia di questa sia delle altre Giunte, ma il Consiglio rappresenta un qualche cosa di più della Giunta, perché rappresenta tutte le correnti del Consiglio, mentre la Giunta ne rappresenta alcune, una parte del Consiglio, e non tutto il Consiglio. Se voi quindi volete trattare... se per trattare voi intendete ottenere l'applicazione di questo, allora noi diciamo: "benissimo, approviamo questa legge, votiamola", ed è un appoggio che voi avrete quando sarete a Roma. D'altronde, non c'è niente di nuovo, questo Consiglio voterebbe quello che hanno votato tutti i Consigli precedenti, sarebbe anche un suo dovere, e poi noi vi diciamo: andate a Roma, ci siete già andati, continuate ad andarci, per ottenere l'attuazione di questa legge, ma non trattate mollando, accettando le restrizioni che a Roma vogliono imporre a questa zona franca, perché sennò non sarebbe più una zona franca, ma allora sarebbe una zona franca mutilata, d'altronde di questo ne abbiamo parlato abbastanza.

Allora, io concludo dicendo: approviamo questa legge, che sia chiaro, non è una novità nostra, perché è il frutto del lavoro delle Commissioni e dei Consigli precedenti; d'altronde io vi aggiungo anche, obiettivamente, che questa legge è stata approvata all'unanimità ed è stata proposta dalla Giunta Bondaz, non è che vogliamo farcene noi il merito. È vero che la Commissione era unitaria, c'erano i rappresentanti delle correnti del Consiglio, la Commissione che ha elaborato questo progetto di legge... però è stato presentato in Consiglio dalla Giunta Bondaz, cioè dalla Giunta Democristiana ed è stato approvato all'unanimità. Penso che quindi nulla nuoccia, anzi che se ne avvantaggerebbe la Giunta nelle trattative nei confronti di Roma se oggi riapproviamo questo progetto di legge e demandiamo alla Giunta di trattare, ma trattare nel senso che ho detto, cioè non di rinunciare, ma di ottenere il rispetto dei propri diritti da parte dei Governanti di Roma.

Germano (P.C.I.) - Io non parlerò di Zugno, perché si è già parlato a sufficienza di questo, mi pare che il giudizio dato dall'Onorevole Caveri sia più esatto in materia. Voglio però ricordare che dopo la precisazione di Zugno, la seconda precisazione, è stato respinto un ordine del giorno presentato dai nostri Parlamentari per impegnare il Governo ...(voce) ... impegnava il Governo a presentare un progetto di legge entro il 1967, e non l'hanno voluto accettare neanche come raccomandazione, quindi riflettiamo bene sopra a quello che facciamo.

Benzo, secondo me, commette un errore quando parla di norme di attuazione, perché non sono norme di attuazione, sappiamo cosa sono le norme di attuazione applicate per altri Statuti speciali... sono modalità di attuazione e sono una cosa diversa. Si può discutere in quelle trattative del metodo per i pagamenti, dei magazzini e della capacità, ma non si può parlare delle voci, perché il contenuto è quello, quindi le modalità sono altro... non importa, lo Statuto dice che le modalità di attuazione della zona franca saranno concordate e noi dobbiamo tenerlo ben presente questo e non farci confondere in queste cose.

Io direi quindi le trattative non possono essere lunghissime, perché hanno un settore molto limitato, non si può dire: "la Valle d'Aosta è posta fuori dalla linea doganale per tutto, meno che per le sigarette o meno che per la benzina o meno che per un'altra questione", non si può discutere di questo, sarebbe già una violazione della Costituzione, quindi le discussioni non possono essere lunghissime. Arrivando alla sostanza, io sono convinto che voi vi siete posti la domanda: ma che cosa vi è dietro il fatto che l'opposizione presenta questo? Quali obiettivi si propongono, quale manovra? Qualcuno avrà detto: "quali scopi politici hanno?", e penso che facendovi queste domande forse non avete dato l'interpretazione giusta, perché l'interpretazione giusta è questa: noi cosa ci siamo posti?

Noi l'abbiamo detto all'inizio, quando siamo rientrati in Consiglio: noi il programma che avevamo lo portiamo avanti sia che siamo seduti sui banchi della Giunta, sia che siamo all'opposizione, a noi interessa che lo Statuto speciale venga attuato. Lei dice che state trattando, ebbene la nostra azione ha un obiettivo solo: aumentare il vostro potere di contrattazione, fare in modo che voi possiate realizzare il meglio possibile, perché tenete conto che se aveste un voto del Consiglio su questo progetto di legge, su proposta della minoranza... non è una cosa negativa per la vostra trattativa, è una cosa che vi serve.

Io non dico quello che ha già detto Manganoni, non è un nostro progetto di legge, non l'ho inventato io e neanche altri; è stato presentato durante la Giunta Bondaz, è stato riconfermato durante la Giunta Marcoz, quindi non è stato modificato, è stato presentato, firmato dal Senatore Chabod, che possiamo dire non è più di nostra parte. Non è quindi che abbiamo delle cose originali, ma diamo a voi lo strumento per poter dire ai vostri amici di laggiù: "guardate che gli altri premono, guardate che gli altri ne fanno una campagna elettorale, guardate che abbiamo le elezioni, guardate che bisogna che ce lo concediate questo, perché gli altri hanno fatto già questo". Noi non possiamo mica tirarci indietro, noi vogliamo aumentare quello che è il vostro potere di contrattazione. Io quindi direi in questa situazione, se vogliamo proprio non perdere tempo, come si dice, non discutiamo tre ore di questo; se vogliamo discutere il progetto di legge, è stato già discusso quattro volte, l'abbiamo ritenuto valido; votiamolo e presentiamo queste proposte in Parlamento. Mi si dice: "poi il Governo ne presenterà un altro"; ma è una cosa che avviene normalmente; state pur certi che se quello presentato dal Governo non sarà questo, noi presenteremo questo e dovranno discuterli assieme, quindi ce ne saranno due, inevitabilmente, ma se viene presentato dal Consiglio, non è più una parte, ha molto più valore, conta molto di più e quindi dà a voi molte possibilità per trattare e per concludere questo problema. Io quindi direi: passiamo alla votazione di questa legge e presentiamola con i poteri che lo Statuto ci dà di presentarla in Parlamento.

Marcoz (U.V.) - In una delle passate sedute - io non so più in quale sia perché la memoria tante volte incomincia a creare delle ombre e delle amnesie - discutendo sui riparti, il Professor Berthet ha detto quale Capogruppo della Democrazia Cristiana: "non possiamo dare il nostro assenso alla legge del riparto perché essa è collegata con la zona franca". Noi oggi discutiamo della zona franca e, per nostra fortuna, nessuno ha avuto il cattivo gusto di venirci a dire che, essendo la zona franca collegata con il riparto, non si può mandare avanti il progetto di zona franca, e abbiamo già fatto un progresso.

Io penso che nessuno possa lamentare l'urgenza di questo provvedimento, perché se è vero che sotto un aspetto è una cosa che dura da 20 anni, non è più urgente, però, sotto un altro aspetto, una cosa che non è realizzata durante 20 anni diventa sempre più urgente perché l'ulteriore dilazione è un qualche cosa che pesa sull'opinione pubblica, che pesa sui danni che ne derivano e che pesa per il non adempimento delle provvidenze dello Statuto, delle leggi costituzionali e che pesa, direi, anche per quella sentenza della Cassazione, i giudici dicono: "ma la zona franca a rigore di legge c'è già" ed è grave, sotto un aspetto, che una Cassazione dica: "ma insomma, la zona franca c'è già", se stiamo alla legge, c'è già, però c'è sulla carta. Dunque, niente urgenza, abbiamo presentato questo progetto perché sentiamo che è venuta l'ora di discuterne; siamo suffragati da una frase che ha detto l'Onorevole Zugno, che mi ricordo di aver letto e proprio da uno dei testi: "se ci fosse stata della buona volontà, se ci fosse stato perlomeno un maggiore interessamento, debbo riconoscere che 20 anni erano un tempo sufficiente per attuare la zona franca"; questo ha detto l'Onorevole Zugno: "bisogna riconoscere che in 20 anni, con della buona volontà, ci sarebbe stato il tempo".

Ora, due volte il Senatore Chabod all'inizio della legislatura ha presentato questo stesso progetto; diverse volte mi ha scritto per comunicarmi l'iter, per dirmi che faceva, diciamo, delle pressioni, con Trabucchi e ultimamente faceva delle pressioni affinché questo progetto venisse discusso; se n'è parlato durante due legislature e noi siamo ancora al punto di prima. Senza fare della polemica, dobbiamo prendere atto che fino ad oggi durante questi 20 anni non c'è stata la volontà politica del Centro di attuare la zona franca, dobbiamo fare questa constatazione; non c'è stata perché, se ci fosse stata, lo dice Zugno, la zona franca sarebbe in porto. Io però adesso a un certo momento debbo dire che noi ci lamentiamo molte volte che a Roma non c'è la volontà politica, ma se la volontà politica non ce l'abbiamo nemmeno noi, allora diventa più grave, perché quando io sento l'Assessore Benzo dire: "siamo d'accordo sulla validità di questa legge", non poteva dire diversamente, perché per due volte l'ha presentata il Senatore Chabod e l'ha votata prima il Consiglio all'unanimità. Allora a un certo momento dico: non lamentiamoci più se constatiamo che a Roma non c'è la volontà politica, perché noi qui staremmo dimostrando che non c'è la volontà politica. Infatti, che cosa vogliamo, quali sono i fini che vogliamo perseguire, che vogliamo raggiungere con questa legge? Io direi che sono tre: il primo è di una volontà politica generica nostra; il secondo è di dimostrare che anche questo Consiglio ha la volontà politica dei precedenti Consigli, perché quest'affermazione, tranne, diciamo, delle dichiarazioni platoniche, non è ancora stata espressa mai ufficialmente da questo nuovo Consiglio, quindi anche il Centro Sinistra, con l'opposizione, dimostri questa volontà politica. Qual è la terza cosa che ci proponiamo di raggiungere? È quella di dimostrare che vogliamo la zona franca integrale; avete detto poc'anzi che per voi è ancora valido quel progetto, allora quello che noi chiediamo è un'altra manifestazione di volontà politica sull'integralità di questa zona franca, ed è tutto quello che vi chiediamo, nulla di più.

È già stato detto, e io debbo ripetervelo... io non vedo l'Assessore Benzo... che voi siate intralciati nelle vostre trattative da questo atto, non lo vedo, continuate pure le trattative; ma il fatto di dire: "spinti dalla minoranza", o se volete dire: "noi stessi l'abbiamo presentato", ma in questo caso vi è facile dire: "la minoranza faceva un po' di chiasso e noi non potevamo aderire a una cosa a cui abbiamo dato il nostro assenso...", perché vedo tutta gente che era già sui banchi dell'opposizione allora e che pure dava l'assenso a questo progetto, quindi voi avete comodo dire: "ma come facevamo a votare diversamente quando già altre volte che ci siamo espressi anche noi abbiamo... d'accordo con Chabod che mandasse avanti questo progetto di legge", quindi avete un alibi magnifico. Io voglio essere schietto fino in fondo, io comprendo che vi troviate in una posizione leggermente difficile, non lo dico nemmeno da oggi ma l'ho accennato nell'occasione dei contingenti, ovviamente, avendo ottenuto i contingenti, quei Signori laggiù vi avranno fatto capire che in sostanza non sarebbe stato ovviamente opportuno subito tornare all'attacco per la zona franca. Io lo posso comprendere da uomo, però voi siete qui con noi e non siete con quei Signori di laggiù, voi potreste avere detto: "sì, speriamo di lasciarvi tranquilli per un po' di tempo perché ci avete dato questi contingenti", questo glielo potreste anche aver detto, perché forse l'avrei fatto io ugualmente pur di strappare quello che siete riusciti a strappare, però non toglie che voi vi facciate gli alfieri di questa nuova bandiera, nel senso di dire: "il Consiglio regionale lassù, la popolazione invoca la zona franca, per cui noi siamo stati costretti anche noi a votarla". Mi sembra che siano tutte argomentazioni lontane da ogni polemica, ma nell'interesse della Valle perché... appunto perché è stata fatta una dichiarazione leale da parte dell'Assessore Benzo: "è ancora tutto valido"... accettate questo piccolo aiuto che viene indubitatamente dal Consiglio nella sua unanimità, avrà pur sempre un valore un Consiglio regionale che si pronuncia nella sua unanimità in un problema della sua importanza, un problema di cui chiediamo la realizzazione da 20 anni. Accettate quindi questo piccolo soccorso che vi viene dall'unanimità di un voto espresso dal Consiglio; io la vedrei così e penso che prima di non votare questa legge... nessun danno alle vostre trattative e alla realizzazione di questo annoso problema... A un certo momento, diciamoci pure la verità adesso che siamo qui, quando tutti si va in campagna elettorale, che si parla ancora agli elettori della zona franca, francamente mi viene un po' di rossore sulla faccia, non so come ve la mettete voi, ma ad andare dopo 20 anni ancora a parlare della zona franca agli elettori si ha l'impressione che ci guardino in faccia e ci dicano: "ma siete dei mercanti che venite a vendere la vostra merce, non c'è più nessuna serietà"! Effettivamente il problema diventa trascinato, com'è stato trascinato... quindi io dico: facciamo uno sforzo poi, Benzo, fate bene a trattare ma votiamo questo piccolo aiuto che vi può venire da questo progetto di legge.

Benzo (D.C.) - La discussione è stata vasta e gli interventi numerosi, io vorrei partire dall'ultimo, da quello fatto dall'Avvocato Marcoz perché mi pare che sia... mi permetta di precisare nuovamente quello che dissi all'inizio del mio intervento: per me il problema è un problema di impostazione, che, d'altro canto, era già stato precisamente dato in questo senso dal Consiglio regionale e nel 1957 e nel 1961; perché? Per il semplicissimo motivo che il Consiglio regionale aveva approvato prima un progetto di legge del tutto inferiore, quello del 1957, precisiamo, quindi vedete che ci sono delle possibilità di modificazione, ci sarebbero anche a questo. Voler di più è sempre facile, vedete che si raggiunge quasi la luna, la oltrepasseremo, però il fatto rimane che il Consiglio regionale nell'approvazione all'unanimità di questo provvedimento, di questa proposta di legge, che mi permetto di dire al Consigliere Germano che raggruppa le modalità di attuazione, perché... il Senatore Chabod l'ha presentato al Parlamento, ma era stato dato un preciso mandato già allora e alla Giunta del 1957 e alla Giunta del 1961. Io non sto a domandare, penso che anche i miei predecessori, gli Assessori e i Presidenti delle Giunte precedenti abbiano avviato queste trattative, non bisogna aver timore di usare la parola perché, ricordiamocelo, queste modalità di attuazione vanno concordate con lo Stato. Non credo che possiamo dichiarare guerra allo Stato italiano, noi cerchiamo di ottenere, di concordare queste modalità sulla base proprio di quello che è stato deliberato dal Consiglio regionale. Cosa ha fatto questa Giunta? Pur non sapendo, non volendo conoscere ciò che era stato fatto precedentemente... non potendo conoscere - scusate il lapsus -ciò che era stato fatto precedentemente, perché, per esempio, mi sovviene che tutta questa enorme serie di lettere noi non l'abbiamo più trovata... Avvocato Caveri, si vede che lei la tiene in quell'archivio personale che ha, io ho trovato quelle dell'Avvocato Marcoz, è stranissimo, quelle dell'Avvocato Marcoz sono agli atti, quelle dell'Avvocato Caveri no...

Caveri (U.V.) - Si vede che non sapete cercare nell'archivio...

Benzo (D.C.) - ... l'Avvocato Marcoz le lascia in migliore evidenza... comunque, le ultime sono del 1964, l'Avvocato Marcoz, Presidente di questo... quindi la questione principale è questa: questa Giunta ha inteso prendere quello che ha ritenuto validissimo, quel documento base, questa proposta di legge approvata all'unanimità, già approvata quindi, e siamo andati a Roma proprio con questo documento. In questo modo rispondo nello stesso tempo alla domanda che mi aveva posto il Consigliere Andrione che diceva: "è sulla base di questo documento che noi dobbiamo trattare". Sissignore, proprio, noi siamo andati con questo documento e indubbiamente, ripeto, queste norme, queste modalità di attuazione che sono lì insite nelle proposte di legge sono state fatte da noi, sono quelle che noi vogliamo, ma dice bene il rappresentante del Governo e qui non è per fare una difesa del Governo, noi difendiamo i nostri diritti, ma poi ci fa piacere quando qualcuno del Governo, almeno in sede ufficiale, cioè in Parlamento, ci conforta con qualche frase.

L'Onorevole Valsecchi, Segretario delle Finanze ha detto: "vorrei ancora rispondere ad alcune altre osservazioni che sono state qui sollevate: la prima riguarda l'impegno del Governo su di un progetto di istituzione di zona franca, a data fissa. Negli interventi dei colleghi di tutte le parti politiche è stato ricordato che la predisposizione del provvedimento che dovrebbe attuare la zona franca deve essere raggiunto con l'intesa della Regione, cioè con un preventivo accordo; l'accordo è sempre l'incontro di almeno due volontà - scusate, l'ho già detto anch'io prima, ma repetita juvant - quindi, per poter dire se esso sarà realizzato al più presto o più tardi rispetto a una certa data, bisogna che entrambi i contraenti siano disposti ad accettare quella data e a concordare entro quella data".

Noi la data la vorremmo la più vicina possibile, la Regione in questi 19 anni avrà fatto tutto ciò che era possibile; noi, in base a quello che, ripeto, era stato richiesto, nel 1957 dall'allora Assessore all'Industria e Commercio e successivamente dall'Assessore Fosson, ripeto, che aveva proposto proprio di dare mandato alla Giunta regionale e al Presidente di trattare con i competenti organi governativi... perché non possiamo fare diversamente se vogliamo veramente arrivare a concordare queste modalità di attuazione che non investono solo, mi permetto di dire, il problema della delimitazione del territorio semplice, il problema, per esempio, di quello che noi riteniamo... di tutti i diritti doganali, compresi quelli del monopolio... e questa domanda che l'Avvocato Caveri faceva... arrivo anche a lui, quindi vede che sto risalendo la china, all'incontrario di quello che facevano gli Austriaci nell'ultima Guerra mondiale...

Andrione (U.V.) - ... risale anche lei in disordine...

Benzo (D.C.) - ... no, io risalgo con molto ordine: sono passato da Marcoz a lei, da lei a Caveri, stia tranquillo, per carità, io cerco di essere ordinato nelle mie cose pur non seguendo tutti gli appunti, comunque adesso mi ha interrotto... Il fatto è questo, Caveri che diceva... va bene, chiedo scusa, in questo momento mi ha interrotto... l'impostazione generale del problema. Ci si dice che noi avremmo con questo...potremmo aumentare il potere di contrattazione: ripeto, noi questo potere l'abbiamo già, perché siamo in trattativa sulla base di questo documento approvato all'unanimità dal Consiglio regionale e noi a Roma abbiamo portato quel documento, quindi, mi permetta, non abbiamo assolutamente bisogno di riportarlo, perché è già lì, è già alla base di queste trattative, di queste discussioni che ci permetteranno, noi ce lo auguriamo, di ottenere tutto ciò che è ottenibile dal punto di vista della zona franca, con queste modalità di attuazione, che sono quelle che il Consiglio regionale ha ritenuto le migliori per la Valle d'Aosta.

Volevo ancora sottolineare un fatto perché la verità va sempre detta, e ha ragione l'amico Bordon, ad un certo momento bisogna, ad ogni piccolo tentativo di scalfittura, respingere; l'ho già fatto l'altra volta e rileggo. L'Onorevole Zugno, nella prima seduta alla Commissione Finanze e Tesoro in sede legislativa, non ha detto quello che volete fargli dire, tant'è vero che lui ha iniziato dicendo: "la revisione peraltro sollecitata dai competenti organi regionali si giustifica, in attesa dell'attuazione del regime di zona franca previsto per la Regione dall'articolo 14 della legge costituzionale 6 febbraio 1948 n. 4, in quanto i contingenti..." cosa significa? L'articolo 14 dice che tutto il territorio della Valle d'Aosta è posto... l'Onorevole Pajetta è molto abile, Consigliere Germano, lo sappiamo, a un certo momento la fate anche qui, ripeto, della facile demagogia, come faceva poc'anzi l'Onorevole Caveri, insomma, è facile fare della demagogia; io sto ai fatti, ritengo...

(voce del Consigliere Caveri)

Benzo (D.C.) - ... guardi per lei ce ne sarebbe troppo, passeremmo la serata qui; a un certo momento, ripeto, stiamo ai fatti, la Giunta regionale ritiene di aver condotto l'azione in base al provvedimento approvato dal Consiglio regionale e discutendolo in sede governativa per cercare di ottenere, in base all'articolo 14, i desiderata del Consiglio regionale per la Regione.

Anche la facile demagogia del Consigliere Manganoni, la faccenda dell'abolizione dei dazi doganali, ripeto, è semplice, farla sotto questo piano... perché si parla così, ma è molto lunga la discussione, io mi permetterei di dire che può darsi che l'abbia letta, lei ha partecipato certamente e la conosce, la proposta che è stata approvata in Consiglio, riportata qui in Aula, e sulla quale noi siamo proprio già discutendo... quindi permettetemi di dire che arrivate un po' in ritardo. Il fatto è che ci sono due o tre articoli che parlano chiaramente in questo senso, proprio fatto in quella legge, dove noi ci troveremmo in condizioni... sia pure con piena libertà di dazi doganali di avere dei magazzini, perché sappiamo, lei lo ricorda certamente, gli altri non so, che ad un certo punto questa legge ci esenta dal passaggio, dal primo passaggio dell'I.G.E. e quindi tutti i passaggi successivi hanno le loro difficoltà, e qui voglio arrivare al punto fondamentale Avvocato Marcoz, perché lei vedo che ha fatto quello... questo aiuto dove dice: "l'aiuto dei Consiglieri". Noi ci auguriamo che questo aiuto venga, noi proprio approvando questo ordine del giorno presentato dalla Giunta, in questo senso... le difficoltà maggiori, a parte le difficoltà di ordine proprio di fondo... e va bene, quelle lì, sulle quali siamo intransigenti, ma sono difficoltà tecniche e vanno messe, ci va una normativa per questo, e questa normativa qui oggi è ancora più difficile... e lei ha detto molto bene che dopo 20 anni forse il problema è più urgente - io sono convinto che lei sia concorde su questo con noi - perché veramente è più difficile.

In ogni modo continuiamo a trattare, a discutere sulla base della proposta di legge approvata dal Consiglio regionale nel 1961 e per la quale la Giunta precedente aveva avuto apposito mandato di discutere, noi stiamo facendo quello.

Io richiedo quindi nuovamente al Presidente del Consiglio se gli altri colleghi della Giunta non hanno niente da dire, o il Presidente della Giunta di mettere in votazione l'ordine del giorno che la Giunta ha presentato...

Germano (P.C.I.) - Piccolissima... perché proprio mi è stata fornita, non me la ricordavo, e non avrei neanche voluto tirarla fuori e mi è stata fornita dall'Assessore Benzo quando ha detto: "è importante sapere la motivazione per la quale Valsecchi ha respinto l'ordine del giorno" e la raccomandazione... Sapete qual è il ragionamento di cui ha dato inizio la lettura l'Assessore Benzo? Il ragionamento è questo: "lo Statuto dice che la legge per la zona franca deve essere concordata fra Stato e Regione, noi Governo non possiamo assumerci l'impegno di presentarla per il 1967 perché non sappiamo se la Regione sarà d'accordo, questa è stata la motivazione", non è che il Governo è da 20 anni non la fa e la Regione è sempre stata d'accordo che la facesse. Non si assume quell'impegno perché la legge dice deve essere concordata e "noi possiamo assumerci l'impegno solo per la parte Governo non per la parte Regione". Pensate un po' che razza di motivazione...

Benzo (D.C.) - ... Consigliere Germano, non gliela passo questa... è interessantissimo... la prima parte l'ho già letta.

Germano (P.C.I.) - ... la rilegga...

Benzo (D.C.) - ... vorrei rispondere ad alcune altre osservazioni che sono state qui sollevate: la prima riguarda l'impegno del Governo per un progetto di istituzione della zona franca a data fissa; credo di essere stato molto preciso: "negli interventi dei colleghi di tutte le parti politiche è stato ricordato che la predisposizione del provvedimento che dovrebbe attuare la zona franca deve essere raggiunta con l'intesa della Regione - ma lo sappiamo, è una legge costituzionale, lo scrive la Costituzione - l'accordo è sempre l'incontro di almeno due volontà e quindi, per poter sapere se esso sarà realizzato più presto o più tardi di una certa data, bisogna che entrambi i contraenti siano disposti ad accettare quella data", prima cosa che a noi non è stata richiesta, no? A concordare entro quella data, ma noi siamo in fase, ripeto, esattissima di discussione, di queste trattative sulla base di questo progetto del 1961.

Voglio leggere un altro capoverso visto che la discussione è interessante ed è giusto sentire quello che dice un Sottosegretario di Stato, sempre in Parlamento: "Un'altra accusa che debbo decisamente respingere è che il Governo, e quindi anche la maggioranza, voglia limitare l'estensione della costituenda zona franca - parlava a nome del Governo - d'altro canto, questo non è il potere del Governo, è il Parlamento che determinerà, non tanto la zona franca, che è nella Costituzione". Lo ripete anche lui, insomma, è indicato... quello che ho detto io senza le facili demagogie né dell'Avvocato Caveri, né del Consigliere Manganoni. Ripeto che lo dice il testo: "costituisce zona franca...". Le modalità mancano, lo sappiamo, se foste stati così in gamba voi da riuscire prima, noi ci troveremmo certamente in una zona franca e saremmo già stati molto più lieti come popolazione e, ripeto, siamo stati lo stesso dei fortunati non solo per tutti gli Assessori alle Finanze che hanno migliorato il riparto, e specialmente in oggi il nostro Assessore Bordon, che indubbiamente, malgrado i vostri dubbi, che riversate dal Comune a lui... questi miliardi che voi avevate messo nel bilancio preventivo del 1966 verranno a coprire quel bilancio.

Mi pare che, nonostante, ripeto, queste difficoltà, ci sia stato un grande cambiamento per la nostra autonomia e vivaddio che c'è stato, perché, non avendo la zona franca, se non avessimo migliorato in queste sfere, ci troveremmo veramente male perché la zona franca era stata chiesta e lei lo ricorda, Avvocato Caveri, certamente, per il miglioramento di tutta l'economia della Regione, ed è chiarissimamente detto... e noi ci auguriamo che questo miglioramento, come del resto lo dice lo stesso... "in conclusione mi permetto di affermare che il Governo e la maggioranza, che non hanno bisogno di lezione in materia di autonomia regionale da parte dei Comunisti, non mancheranno di attuare al più presto possibile... tutto il territorio regionale anche con la zona franca che è prevista nello Statuto speciale della Valle d'Aosta, e potrà dare l'aiuto necessario a un maggiore sviluppo equilibrato di tutti i settori economici della Regione".

Questo è quanto intendiamo noi.

Caveri (U.V.) - Chiedo che il Presidente del Consiglio dichiari chiusa la discussione e metta in votazione la nostra proposta di legge.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, do la parola prima al Presidente della Giunta... ci sono altri che si iscrivono a parlare? Nessuno...

Bionaz (D.C.) - Io vorrei brevissimamente dare qualche chiarimento e lo farò in tono molto calmo, anche se io sono soggetto qualche volta a scaldarmi. Adesso il sole se ne è andato e anche Manganoni ha la schiena ormai asciutta, quindi possiamo stare un po' più tranquilli.

Insomma, noi non abbiamo assunta alcuna posizione equivoca in questa questione. Avvocato Caveri, mi creda, non c'è nessun equivoco in questo nostro atteggiamento nei riguardi del problema della zona franca. Io mi chiedo piuttosto perché non si vuole approvare un ordine del giorno che si riferisce a una precedente deliberazione che è stata approvata all'unanimità. Il fatto stesso che ci sia una precedente deliberazione di diversi anni fa già approvata mi pare che rafforzi questa nostra posizione; ci sono dei Consiglieri nuovi, ce n'erano degli altri, noi vogliamo proprio rifare nostro quel progetto, quello schema di legge statale, da presentare alle Camere e che è stato presentato. Dunque, vedete che fin qui mi sembra che non possiate non darci atto che la nostra posizione è più che lineare. Io dico che c'è un'altra convenienza in fondo per fare approvare quello e per dire: "lo riconfermiamo all'unanimità". Benzo, io aggiungerei a quel tuo ordine del giorno: "riconfermiamo all'unanimità la validità della precedente deliberazione", anche perché è una deliberazione che poi deve di nuovo andare al visto, che può anche subire delle osservazioni; quella è già passata, la deliberazione è stata approvata e non se ne parla più. Mi pare che questa sia la linea migliore e forse anche la più speditiva per non incontrare altre remore.

Io non sono così tranquillo e così ingenuo da credere che, perché una sentenza della Cassazione ha detto che la zona franca c'è già, Avvocato Marcoz, i contrabbandieri possono andare tranquillamente a caricare il caffè, lei che difende i contrabbandieri della sua Valle, come li ho difesi io, perché sono un po' anch'io di quella Valle... penso che questa sentenza sia pure penale non costituisca un giudicato da invocare, io su questo mi permetto di dire: se è felice l'espressione, non è altrettanto felice l'applicazione.

Mi si dice, Caveri, "il Governo non ha nessuna volontà di realizzare questo articolo 14", ma potrebbe anche essere che i Governi non hanno la volontà di realizzare l'articolo 14? La volontà è nostra, qui siamo due interlocutori ed è sulla nostra volontà che noi dobbiamo fare presa, sulla nostra volontà, ma è mica detto... delle difficoltà ci sono certamente, però il fatto che ci sia un avvio di trattative, che si stia discutendo sia pure in base sempre a un documento che... quello che voi ritenete valido, ma, insomma, è già qualche cosa di positivo, mi direte... ma sì, è un modo come un altro di menare il can per l'aia. Ammettiamo anche che sia così, questo non ci fa desistere da ogni tentativo, da ogni massima volontà e da ogni impegno per portare l'argomento in discussione e per fare tutto il possibile perché abbia a verificarsi presto qualche cosa di decisivo. Non c'è assolutamente nulla di facile, lo sappiamo e l'abbiamo sempre detto, non c'è stato nulla di facile nel passato... nel passato remoto, diciamo così, nel passato prossimo e nel passato recente e nel presente; non c'è nulla di facile e si deve sempre, naturalmente, lottare con qualcuno che è il nostro interlocutore. Anche questa volta non c'è nulla di facile e questo è evidente, però questo non ci impedisce e non ci esonera dal dovere di scegliere quelle che almeno riteniamo le strade migliori per portare a compimento anche questo adempimento costituzionale e sappiate, siatene convinti che noi non rinunceremo a nulla, di questo potete stare tranquilli. Del resto, siamo proprio noi a dover iniziare, siamo mica noi i competenti, non è mica la Giunta competente a rinunciare, la Giunta non può rinunciare a nulla, caso mai sarà il Consiglio che, se sarà il caso, dovrà rinunciare a qualche cosa, ma sarà sempre il Consiglio che verrà investito della questione. La Giunta state tranquillo che non prevaricherà dai suoi compiti per essere poi accusata di aver rinunciato a qualche cosa, e su questo mi pare che possiamo assolutamente tranquillizzare, non sarà scavalcata per nulla la competenza del Consiglio regionale.

Il Consigliere Manganoni si è espresso per l'approvazione del nostro ordine del giorno e mi pare che questa sia la posizione più ragionevole che noi dobbiamo adottare, per quelle ragioni che ho già detto: che è più speditivo, perché non abbiamo tutte le remore delle varie approvazioni, eccetera. Anche noi faremo tutto il possibile, come lei ha dato atto che hanno fatto il possibile le precedenti Giunte: Bondaz prima, Marcoz dopo e Caveri dopo. Speriamo, come dice l'Avvocato Marcoz, che sia la volta buona, è proprio l'augurio che ci facciamo tutti, l'importante è che evidentemente si faccia qualche cosa e che questo qualche cosa sia anche l'espressione - e qui concordo pienamente con tutti voi - dell'unanimità della volontà del Consiglio.

Io naturalmente non posso aderire sempre alle stesse proposte che ci vogliono le delegazioni unitarie, perché io a queste delegazioni unitarie non ci credo. Quando noi qui approviamo una delibera che già è stata presa dal precedente Consiglio all'unanimità e la continuiamo ad approvare all'unanimità, non vedo perché - pure io non voglio mettere in dubbio la vostra buona volontà - si debba andare a ricercare un aiuto che poi si rivela superfluo, perché, quando diamo atto che è il Consiglio all'unanimità che si pronuncia in questo senso, non vedo il perché ci dovrebbero essere delle delegazioni unitarie, la Giunta è investita di certi compiti e questi compiti li porterà a termine fino in fondo.

Il Consigliere Germano ha chiesto perché l'ordine del giorno Comunista della Camera era stato respinto, perché non lo chiede ai suoi Deputati questo? Qui nessuno di noi è Deputato alla Camera... abbiate pazienza, noi non facciamo un processo alle intenzioni e non facciamo un processo agli assenti, noi non sappiamo proprio per quale ragione è stato respinto il vostro ordine del giorno, si vede che non è stato ritenuto accoglibile da una maggioranza democratica e si vede evidentemente che se non è stato ritenuto accoglibile, qualcuno o una maggioranza lo ha respinto. Vedete che noi siamo molto più buoni perché noi approviamo addirittura quello che è stato fatto da voi. Vedete che non vi mettiamo imbarazzo, non vi mettiamo in difficoltà e neanche a disagio, ma vogliamo approvare quello che già voi avete approvato all'unanimità, e noi chiediamo che lo si approvi anche questa volta all'unanimità. Io non vado a cercare gli scopi... le domande che lei pone alla Giunta... voi vi domandereste: "chissà quali scopi l'opposizione ha per portare questo argomento in discussione?", no, io vi voglio dare il credito della buona fede, certamente, è un problema così attuale, così importante che lo portate sul tappeto affinché sia discusso e, benissimo, noi lo discutiamo, lo approviamo, siamo tutti d'accordo in una stessa linea, dunque non avete bisogno di metterci certi sospetti che assolutamente non esistono.

Voi mi dite: "una proposta della minoranza vi dà un aiuto", no, mi dà aiuto una proposta di tutto il Consiglio, questo l'ha detto lei, Germano, ma non si sa mai, ci sono le elezioni... ma insomma là, ci sono le elezioni, qui non siamo mica, diremo, a quel Paese dove lei è andato... a Taormina... no a Taormina, a Letojanni, mi hanno detto... dove lei è andato a promettere il Casinò di Taormina, è inutile perché poi non so di quante queste promesse le abbiano poi servito, comunque qui...

Germano (P.C.I.) - ... sono gli altri che promettevano... vi raccontano delle storie...

(richiamo del Presidente)

Bionaz (D.C.) - Consigliere Germano, stia bravo, io sono stato bravo con lei fino adesso... guardi, io le faccio grazia di un articolo dove dice e ripete esattamente quello che lei ha detto, tant'è vero che a un certo momento mi sono detto: ma, il Consigliere Germano, è diventato consulente dei Casinò da aprire? O dei Casinò chiusi?". Insomma, lasciamo stare, adesso questo detto "en passant", ma insomma, cosa c'entrano le elezioni, ma battiamoci per il nostro Casinò piuttosto che per quello degli altri, direi, perché siamo poi così lontani che poi domani lei si troverebbe nella posizione scomoda di magari dover battersi anche per quello di Stresa, di Montecatini, eccetera, allora, è meglio lasciare perdere anche quello di Taormina.

Avvocato Marcoz, io sono pienamente d'accordo con lei, sia convinto che noi non abbiamo assolutamente inteso barattare niente quando si sono accettati quei contingenti; questo lo creda e del resto sono convinto che lei a queste cose ci crede. È vero che qualche volta strappando qualche cosa si può dare l'impressione... si dice: "bene, prenda questo per...", diremo per fare tacere il mio interlocutore, non è vero niente, tant'è vero che lei dovrebbe darmi atto che qui è stato proprio votato un ordine del giorno in cui si ribadiva la volontà ferma del Consiglio regionale di portare sul tappeto il problema della zona franca e in più, in attesa di quella attuazione, di migliorare ancora le voci dei contingenti; quindi mi pare che lei su questo può essere tranquillizzato e, del resto, non penso che ci possano essere particolari motivi per non esserlo.

Io non ho che da concludere dicendo: l'ordine del giorno presentato dall'Assessore Benzo contiene tutto quello che può essere... diciamo che può servire per ribadire il principio che il Consiglio passato e questo Consiglio, all'unanimità, su questo progetto di legge presentato già non demorde. Evidentemente se ci saranno delle difficoltà, saranno discusse, saranno di nuovo portate nella discussione del Consiglio, oggi come oggi, noi non intendiamo rinunciare a niente perché non vogliamo assolutamente pregiudicare qualsiasi strada che potrebbe essere aperta per ottenere l'adempimento costituzionale previsto dall'articolo 14 dello Statuto.

Germano (P.C.I.) - ... anche per fatto personale. Io voglio solo precisare che non sono andato a promettere l'apertura di nessun Casinò perché so benissimo che non compete a me a fare questo; io sono andato a portare delle esperienze sulla vostra politica delle promesse e se poi i giornali della borghesia...

Bionaz (D.C.) - ... glielo regalo poi questo...

Germano (P.C.I.) - Guardi, quello che dice il giornale borghese della Sicilia non mi interessa molto, mi interessa invece citare un fatto che proprio si lega a questo: avevo detto questa mattina che il Sindaco D.C. e l'Assessore Vice Sindaco, Socialista, erano tutti e due in lista elettorale e per questo avevano brigato per presentare il diciottesimo progetto di apertura del Casinò, con l'obiettivo molto evidente di accalappiare voti. La Gazzetta di oggi cosa dice? "Esonerato l'Assessore di Taormina che voleva aprire il Casinò", cioè il Sindaco Garipoli, D.C., e l'Assessore Bolognari, del P.S.U., siccome i voti se li devono dividere anche fra loro due, hanno litigato e il Sindaco D.C. ha tolto tutte le deleghe all'Assessore Socialista e si è aperta la crisi nel Comune di Taormina perché è su per un voto... non lo leggo tutto, però è sempre qui anche a disposizione.

Venendo a noi, lasciamo stare i fatti personali, il Presidente della Giunta, cosa ha detto? Il Governo può darsi che non voglia, difficoltà ci sono, ma che si discute è già qualche cosa... dopo 18 anni non è molto, e poi aggiunge: "state certi che noi non rinunceremo a nulla, semmai sarà il Consiglio a rinunciare" e poi afferma che lui non crede nella delegazione, nell'azione unitaria, nella pressione unitaria e così via: ecco, questa è la forma mentis che impedisce di ottenere di più. Non si è mai domandato l'Avvocato Bionaz come mai i suoi colleghi, Presidenti della Giunta, in Sicilia, in Sardegna, nel Trentino Alto Adige, nel Friuli fanno le delegazioni unitarie, come mai fanno le proposte unitarie e come mai in Sicilia e in Sardegna, soprattutto, strappano di più? È perché hanno una visione un po' più ampia della situazione e sono pronti ad accettare il contributo da parte di tutti, invece se si ha quella forma mentis... che è una forma mentis tutta particolare perché dei cinque Presidenti di Giunta Democristiani è l'unico che ce l'ha, quindi sono cinque le Regioni, tutti Democristiani... se non si guarisce da questa forma mentis, passi in avanti non se ne fanno nel riparto fiscale, nella zona franca, nei motivi autonomistici. Quando si pensa: io voglio, posso e comando, non si va molto in avanti, se non si ricerca l'aiuto da parte di tutti, se non si ha un altro modo di pensare, non si cambia molto; perciò io non continuo la discussione su queste cose, già conosciamo il pensiero di Bionaz, quindi è inutile insistere diversamente, chiedo che si voti il nostro...

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Caveri, permette che io faccia una proposta prima che lei parli? Io propongo la sospensione di cinque minuti.

Caveri (U.V.) - Mi lasci parlare e poi si sospende.

Montesano (P.S.D.I.) - Prima di finire questo argomento, io chiedo che si sospendano i lavori per cinque minuti, proprio per questo argomento... appunto, Avvocato Caveri parla prima e poi...

Caveri (U.V.) - Io parlo per una brevissima replica all'Avvocato Bionaz. L'Avvocato Bionaz dice: "perché non approvate il nostro ordine del giorno", io rispondo una cosa molto semplice: perché allora non volete approvare questa proposta di legge che voi stessi dite valida, proposta di legge che vale molto di più di un ordine del giorno?

In realtà, se noi spogliamo l'ultima dichiarazione dell'Avvocato Bionaz su questo argomento di ogni orpello, di ogni mascheratura, di ogni circonlocuzione o giro di frase, qual è lo scheletro che rimane della dichiarazione di Bionaz? Rimane la dichiarazione di Page nel 1952: "nous sommes nous, vous êtes vous". Quella frase che è stato il rintocco funebre dell'alleanza tra l'Union Valdôtaine e la Democrazia Cristiana.

Altra cosa, però che è proprio precisamente lo stesso... perché lei non vuole votare con noi una proposta di legge, quindi lei ripete come Page, non con la stessa virulenza. Una volta l'Avvocato Page si è offeso perché l'avevo chiamato elefante, si è offeso a morte, ma lei con un po' più di grazia, con un po' più di abilità dice la stessa cosa. Aggiungo un'altra cosa: l'Avvocato Bionaz, rispondendo a un'osservazione giustissima dell'Avvocato Marcoz, che diceva: "noi tutti ci lamentiamo che non c'è volontà politica di Roma, ma dobbiamo constatare allora che non c'è volontà politica ad Aosta, cioè da parte del Presidente della Giunta e della Giunta regionale", ha detto: "ma no, la volontà è anche nostra", ma se la volontà è anche vostra, allora votatela questa nostra proposta di legge!

Terza considerazione: l'Avvocato Bionaz dice di non credere all'utilità di una proposta di legge votata da tutto il Consiglio, questa è la cosa più grave che possa dire un Presidente di una Regione Autonoma perché se non crede che sia utile una dichiarazione comune del Consiglio, di tutti i Consiglieri, in un impeto di solidarietà valdostana, se lei non crede a questo, allora io non le dico: vada a nascondersi, perché allora siamo tutti noi che possiamo andare a nasconderci. Allora io mi domando che cosa ci stiamo a fare nel Consiglio regionale se si tratta soltanto di approvare la fogna di Perloz, o il "cesso" di Ville sur Nus. Se lei non crede a questo, lei non crede a niente e questo dolorosamente mi stupisce, perché lei non crede proprio a niente, e questa è la sua figura ed è una disgrazia che sia proprio un Presidente di Giunta che faccia delle dichiarazioni così gravi.

Aggiungo una quinta osservazione. Lei ha detto: "proposta di una minoranza", non era destinata a essere una proposta di minoranza, la nostra era destinata a essere una proposta di tutto il Consiglio regionale. Mi pare che questo sia più che evidente.

Bionaz (D.C.) - Avvocato Caveri, lei, come al solito, cambia le carte in tavola. So ben io a quel che credo, stia tranquillo e io non sono quella figura che lei ritiene e non sto a rigettarle queste parole perché tanto su di lei non fanno nessun effetto, purtroppo, neanche più quello, perché se io dovessi elencare qual è la sua figura, credo che potrebbe andarsi a nascondere e di corsa, ancora. Mi sembra che il Consiglio regionale quando approva un ordine del giorno come questo... mi dica un po' cosa c'è in tutto questo che può assomigliare alle parole che lei mi mette sulla bocca... di non credere all'utilità di un voto del Consiglio quando dico: non solo all'unanimità di questo Consiglio, ma anche di quell'altro, abbia pazienza, Avvocato Caveri, lei cambia le carte in tavola o non ha capito niente di quello che ho detto, perché evidentemente, quando mi sente parlare, pensa a quello che vuole lei e naturalmente vengono fuori questi equivoci.

"Vista la proposta di legge per l'attuazione della zona franca presentata dai Consiglieri di opposizione - si discute su questo - considerato che detta proposta di legge approvata alla unanimità dal Consiglio regionale è stata successivamente presentata al Parlamento dal Senatore Chabod; riafferma all'unanimità la validità di detta deliberazione consiliare; dà mandato alla Giunta e al Presidente della Giunta di proseguire le trattative già avviate, con i competenti organi governativi, per la definizione della norma di attuazione della zona franca, in base all'articolo 14 dello Statuto." Cosa c'è qui che faccia dubitare del valore dell'unanimità in questo voto mi dica un po' lei! Lei, quando parla in questo modo, è in malafede assoluta perché questo ribadisce tutto quello che è stato fatto e dal precedente Consiglio e da questo e, quando io ho parlato in questi termini... mi sono espresso in Italia e non credo che possa essere frainteso, almeno adesso che ho letto puntualmente, anche attentamente, questo ordine del giorno.

Caveri (U.V.) - Io non mi sono sognato la frase che ho puntualizzato dell'Avvocato Bionaz; se vi è un dubbio, si potrebbe anche sentire il magnetofono; comunque la lettura di quell'ordine del giorno non sposta quello che lei ha detto, perché lei ha detto questo precisamente: che non credeva nell'utilità di una decisione unitaria, di una decisione comune del Consiglio regionale, ma se non crede a quello, non crede neanche nell'utilità della votazione dell'ordine del giorno e non c'è l'utilità di tale tipo di votazione. Deve credere nell'utilità di una proposta di legge, che è qualche cosa di più di un ordine del giorno. Ad ogni modo, io non ho più niente da aggiungere e domando che il Presidente del Consiglio metta ai voti la nostra proposta di legge.

Montesano (P.S.D.I.) - Io chiedo la sospensione di cinque minuti.

La seduta è sospesa dalle ore 20,41 alle ore 21,07.

Montesano (P.S.D.I.) - Deve essere messa ai voti...

Caveri (U.V.) - Domando la parola per fare questa proposta, che è anche l'ultima dell'argomento, cioè noi siamo disposti di votare l'ordine del giorno se la Giunta e la maggioranza sono disposti a votare la proposta di legge.

Montesano (P.S.D.I.) - Avvocato Caveri, io volevo precisare che qui non si tratta di una proposta di legge: si tratta di una proposta di invio al Parlamento della legge che è stata presentata... questo per precisare, cioè la legge va inviata al Parlamento e qui è chiamato il Consiglio a esprimersi: proposta da parte del Gruppo Comunista e Unionista di invio al Parlamento della legge...

Caveri (U.V.) - ... non toglie niente all'aspetto politico della mia proposta...

Montesano (P.S.D.I.) - Per precisare che la proposta non è la proposta di legge sulla scorta di quello che è stato fatto già prima. La proposta, qualunque essa sia, va votata per alzata di mano, è stato fatto sempre così, nel 1965 il Presidente Filliétroz ha fatto votare per alzata di mano, così come risulta dai verbali. Non devo quindi mettere ai voti la legge, ma la proposta che sia inviata la legge al Parlamento.

Germano (P.C.I.) - Un mese e mezzo fa abbiamo votato la legge per il riparto fiscale, è stata votata articolo per articolo ed è stato votato contro, ed era una legge che noi prendevamo come Consiglio regionale per inoltrare al Parlamento. Cosa vuole dire questo?

Montesano (P.S.D.I.) - Io, mi permetta Germano, non voglio altro che seguire la prassi che è stata usata. "Il Presidente Filliétroz invita il Consiglio a esaminare la proposta di mandato alla Giunta regionale, al Presidente della Giunta regionale per le trattative da condurre - questo è il mandato che si dà alla Giunta, ma sulla legge... - si dà atto che il Presidente Filliétroz sospende la discussione dell'argomento dalle ore 11, 15 alle ore 11,30 per dare modo ai rappresentanti della maggioranza e della minoranza di concordare alcuni emendamenti da apportare alla legge. Procedutosi alla votazione per alzata di mano, il Consiglio a unanimità di voti favorevoli delibera di esprimere parere favorevole".

Filliétroz (U.V.) - Io volevo solo fare presente questo: che una legge, qui non è una proposta di legge... qui c'è l'iniziativa... ma forse era un'altra questione, difatti c'era l'unanimità del Consiglio; ad ogni modo, la legge che noi vogliamo deliberare e cioè che lei mi dice che... naturalmente viene mandata al Governo, se viene approvata articolo per articolo e diventa legge regionale, se viene vistata dal Presidente della Commissione, nello stesso modo viene inviata al Governo, quindi si può benissimo approvare questa legge, farla vistare e naturalmente...

Montesano (P.S.D.I.) - Caro Filliétroz, io leggo quello che voi avete scritto: "Proposta di legge al Parlamento della Repubblica Italiana, di iniziativa del Consiglio regionale".

Filliétroz (U.V.) - Lì c'era un accordo unanime del Consiglio...

Montesano (P.S.D.I.) - No, è quello che voi avete presentato adesso... perciò io metto ai voti la proposta di inviare al Parlamento questo testo di legge... io vi devo dire questo, perché è scritto così...

Bionaz (D.C.) - ... ma questa non è una legge regionale...

Marcoz (U.V.) - Io vorrei fare due osservazioni: vogliamo dare ammesso per ipotesi - e non concesso - che debba essere approvata dai noi articolo per articolo, con le modalità ordinarie; se lo facessimo, io dico è quid juris, c'è il famoso detto che tutti conosciamo: quod abundat non vitiat. Tutti sappiamo che se dovessimo fare un qualche cosa di più di quello che è rigorosamente richiesto, non vizierebbe, questo è il primo concetto. Il secondo concetto sul quale ci dovremmo soffermare un attimo è la particolarità di questa legge, e mi spiego subito: non abbiamo fatto altro che sentire dall'Assessore Benzo - ed eravamo con lui d'accordo, lo dico subito - che questa è una speciale legge, la quale ha bisogno del consenso della Regione, non è una di quelle leggi che si manda a Roma, che se la cucinano, che è poi valida per tutti i cittadini, perché se noi la mandassimo a Roma e la modificassero, per modo di dire, non potrebbero già più dire, in base all'articolo 14, di aver fatto una legge che ha avuto anche il consenso della Regione. Io adesso faccio anche un po' un'ipotesi inversa: supponete che, in linea di massima, questa legge e poi un'altra legge che manderanno ancora futuri Consiglieri, per nostra disgrazia, sulla zona franca - non voglio fare l'uccello di cattivo augurio dicendo queste cose - abbia l'assenso generico del Governo, e torni a noi dicendoci: "approvatela perché, in base all'articolo 14, dovete dare il vostro assenso", come lo dareste il vostro assenso in quel tale caso? Lo dareste pure articolo per articolo, perché è una di quelle poche leggi in cui c'è il consenso dei due Enti interessati: Regione e Governo; questa è una legge che, dobbiamo ammetterlo, ha una particolarità, per cui io penso ad approvarla con il nostro sistema, siccome in questa legge trasferiamo anche una nostra volontà precisa, anche sul contenuto della legge, io penso che saremmo in una botte di ferro, si farebbe una cosa regolarissima.

Montesano (P.S.D.I.) - Permette, Consigliere Marcoz, io vorrei dire questo: anche da quello che ho sentito nella discussione, non c'è nessun Consigliere... c'erano anche dei Consiglieri appartenenti all'altra legislatura, che erano in disaccordo sul contenuto della legge; laddove ci sono delle perplessità e laddove non c'è accordo è sull'invio al Parlamento di questa legge. Le cose quindi sono due: è pacifico che tutti sono d'accordo sul contenuto della legge e quelli che appartenevano... che hanno già votato nel 1961 e quelli che sono presenti oggi al Consiglio... ma laddove non esiste l'accordo, a mia impressione, potrei anche sbagliarmi, è nell'invio di questa proposta al Parlamento italiano.

Marcoz (U.V.) - Esattissimo, però, fino a quando una cosa non è votata, il dire platonicamente che non esiste disaccordo... il vero accordo lo si ha soltanto dopo che si è constatato la votazione.

Montesano (P.S.D.I.) - Anche nell'ordine del giorno mi pare che si è espresso per questa unanimità di voti per il contenuto della legge.

Andrione (U.V.) - Mi sembra che ci sia in quanto lei ha detto adesso confusione tra il merito e la procedura. Il merito della legge è quello che è, ma il sistema da seguire per arrivare a stabilire che questa legge è o meno approvata dal Consiglio è una sola, cioè è quella di votare la legge secondo le normali procedure.

Altra considerazione: il precedente che lei ha invocato del Consiglio del 1961, presieduta da Filliétroz, non è invocabile in quanto la situazione è differente: allora c'era un accordo unanime del Consiglio di mandare quella data proposta di legge in Parlamento, adesso si sono riuniti i Capi Gruppo per concordare alcuni emendamenti, l'ha letto adesso il Dottor Montesano; adesso, in realtà si tratta di una questione differente: di procedure da seguire per le quali l'Avvocato Bionaz propone un ordine del giorno che fa menzione lontana di questa legge e dice: "attraverso questo ordine del giorno noi chiediamo questo...". Noi invece richiediamo l'invio di questa legge, cioè c'è una differenza di proposta sostanziale sul metodo da seguire per ottenere quello che è stato detto essere il pensiero di tutti, cioè l'applicazione della zona franca. Allora, occorre con questi metodi di procedura una votazione, cioè che il vostro ordine del giorno sia votato e sia votata la nostra legge.

Germano (P.C.I.) - La differenza di fondo tra l'esempio che voi avete citato e la norma regolamentare è questa: la proposta di legge del 1961 non era inoltrata al Parlamento, non era fatta ai sensi dell'articolo 14 dello Statuto, in base all'articolo 131 della Costituzione, articolo 26 dello Statuto speciale, era una legge, una proposta che si approvava e si teneva qui; non c'era scritto che... non si è inoltrato in Parlamento, non è stato presentato quel progetto di legge, non da noi, non in base alla nostra procedura, è stato presentato da un Parlamentare... Vediamo bene il procedimento: noi abbiamo richiesto questo in base all'articolo 121, secondo comma, e 131 della Costituzione italiana e all'articolo 26 dello Statuto speciale, in modo che questa legge approvata in tutte le sue forme da questo Consiglio fosse dal Consiglio, in base a questi articoli, presentata in Parlamento... quello del 1961 non era secondo questa procedura, era il Consiglio che approvava quel progetto di legge e il Senatore Chabod che lo prendeva e lo ripresentava in Parlamento: questa è la differenza di fondo, e infatti, a dimostrazione della correttezza di questa tesi, 15-20 giorni fa, un mese fa, abbiamo votato la legge per il riparto fiscale, secondo questa procedura, articolo per articolo.

Non c'è quindi nessun richiamo al passato, l'unico richiamo è quello della legge del riparto fiscale e la legge del riparto fiscale è stata vistata così, non c'è niente da fare.

Dujany (D.C.) - Mi pare che qui ci sia un po' di confusione perché c'è una proposta dell'Avvocato Caveri, che sarebbe quella di votare la legge sic et simpliciter, senza la presentazione ai Parlamento: poi c'è un'altra proposta che è di Germano, che ritorna a quello che è il testo vero e proprio della proposta originale.

Ad ogni modo, mi pare che i problemi stanno in questi termini. Questo stesso progetto di legge da voi presentato oggi è lo stesso che è stato approvato dal Consiglio del 1961.

Perché il Consiglio in quell'epoca ha approvato questo progetto di legge? Ha approvato questo progetto di legge in occasione di una proposta di legge presentata dall'allora Ministro Trabucchi, in cui è stato chiesto il parere al Consiglio regionale, che ha discusso quel parere, ha discusso quella proposta di legge Trabucchi, l'ha criticata, l'ha respinta e l'ha sostituita con questa nuova proposta di legge e così ha concluso. Su richiesta dell'Assessore competente del momento, il Consiglio ha dato mandato alla Giunta e al Presidente della Giunta di prendere gli opportuni contatti con gli organi governativi centrali, affinché detto schema di legge regionale potesse essere oggetto di discussione per diventare legge dello Stato per l'attuazione della zona franca.

Questi sono i precedenti di questa legge. Mi pare quindi che in quella sede il Consiglio si è espresso chiaramente e ha espresso una volontà circa il contenuto dell'articolo 14 dello Statuto. Mi pare sia stata chiara la volontà del Consiglio in quell'epoca, tanto più che ha dato in quella epoca il mandato al Presidente della Giunta e alla Giunta stessa di voler seguire, naturalmente, tutto l'iter di questa legge attraverso i contatti governativi. Che cosa abbia fatto la Giunta e il Presidente della Giunta me lo potete dire voi meglio di quanto lo possa sapere io; questa stessa legge nel 1961 o nel 1962 è stata oggetto di presentazione da parte del Senatore Chabod, in seno al Parlamento e noi la stiamo discutendo; è la stessa legge.

Andrione (U.V.) - Io nei precedenti interventi sono stato impreciso, ma volevo dire che allora c'era accordo sulla procedura da seguire, adesso questo accordo non c'è. Noi però non discutiamo di quello che ha fatto un Consiglio che è decaduto nel 1963, noi discutiamo di quello che deve fare adesso questo Consiglio e questo Consiglio, almeno la nostra proposta è in applicazione dell'articolo 121 della Costituzione, che dice che il Consiglio regionale esercita le potestà legislative, eccetera, e poi dice: "può fare proposte di legge alle Camere"; questa è un'iniziativa di legge del Consiglio regionale che fa sua la proposta alle Camere. Allora, facendo una proposta di legge, deve prima adottare questa legge con la procedura normale, dopodiché questa legge viene trasmessa dagli organi competenti - e in questo caso credo che sia il Presidente della Giunta - alla Presidenza della Camera, dicendo: "Il Consiglio regionale ha adottato questa proposta di legge, in base all'articolo 22 chiede alla S.V. Illustrissima, Presidente della Camera, di mettere in discussione questa proposta di legge"; questa è la procedura di oggi, che non ha niente a che fare con quanto il Consiglio ha deciso allora.

Montesano (P.S.D.I.) - In ordine hanno chiesto la parola Filliétroz, Bionaz, Berthet e Caveri.

Filliétroz (U.V.) - Io vorrei solo rispondere a Dujany. Dato che era in corso a Roma allora l'emanazione della legge Trabucchi, il Senatore Chabod voleva avere una decisione se possibile unanime del Consiglio e allora unanimemente si è deciso di approvare questo provvedimento di legge da inviare, ma non nel senso di legge regionale, nel senso che il Senatore Chabod poi se ne sarebbe valso nelle trattative.

Bionaz (D.C.) - Io voglio ridare lettura dell'ordine del giorno, che mi sembra essere la cosa più chiara che può emergere da questa discussione: "Il Consiglio regionale vista la proposta di legge del 29 luglio 1961 per l'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta approvata all'unanimità dal Consiglio Regionale e successivamente presentata al Parlamento dal Senatore Chabod, riafferma all'unanimità la validità di detta deliberazione consiliare contenente tale schema di legge; dà mandato alla Giunta e al Presidente della Giunta di proseguire le trattative già avviate con i competenti organi governativi inerenti alle modalità di attuazione della zona franca ed emanazione della relativa legge dello Stato, in base all'articolo 14 dello Statuto.".

Ora, cosa si evince da questo ordine del giorno? Che la legge è già quella approvata allora e riapprovata oggi, praticamente, perché ne affermiamo la validità. Noi non la revochiamo la precedente, né la modifichiamo, è sempre la stessa; ora, se dobbiamo riapprovare una legge e rimandarla in Parlamento, noi torniamo indietro, perché bisogna che questa delibera faccia l'iter solito, che vada al Coordinamento, che vada poi agli altri uffici, noi dobbiamo ritornare indietro. Ora, siccome è già presentata al Parlamento, stiamo già trattando su questo e in base a questa legge, non vedo perché dobbiamo tornare indietro e metterci anche nel rischio di vederci fare delle osservazioni. Noi, la legge l'approviamo così com'è, così com'è stata presentata, com'è stata approvata in quel tempo e con questo mi pare di aver chiarito che non si tratta né di modificare, né di non approvare, né di revocare quello che è già stato fatto. Il Consiglio attuale approva in pieno quello che è già stato fatto e che è contenuto nell'allegato e dà mandato alla Giunta di proseguire le trattative già avviate perché non vogliamo tornare indietro, questo sia chiaro.

Berthet (D.C.) - ... praticamente quello che ha detto l'Avvocato Bionaz. Io volevo nello stesso tempo fare presente che potrebbe essere un intralcio già dell'attuale legge, perché se... perché se c'è già qualcuno che s'interessa di una legge, perché noi ne dobbiamo fare un'altra? Se è poi la stessa, si finisce per creare della confusione. Ad ogni modo in allora era stato stabilito in questo modo e il mandato era stato dato alla Giunta e io credo che si possa benissimo accettare la proposta del Presidente di votare l'ordine del giorno proposto dall'Assessore.

Caveri (U.V.) - No, rispondo all'Avvocato Bionaz per due ragioni: primo, perché non ha aggiunto niente di nuovo alla discussione già anteriore alla sospensione; secondo, perché qui sui banchi dell'opposizione mi compiaccio di constatare che ci sono dei valenti proceduristi e quindi potranno rispondere molto meglio di me. Io voglio fare invece non una questione di procedura, ma una questione di merito: io ho chiesto alla Giunta e alla maggioranza se la maggioranza è disposta a votare la proposta di legge; in caso affermativo, noi siamo disposti a votare il vostro ordine del giorno; mi pare che nessuno abbia risposto, io vorrei che mi si rispondesse con un "sì" o con un "no".

Bionaz (D.C.) - Abbiamo già votato una volta, mi sembra, all'unanimità l'altro Consiglio e questo oggi non abbiamo che da approvarlo?

Caveri (U.V.) - ... Avvocato di conciliatura, mi perdoni Avvocato...

Bionaz (D.C.) - ... non siamo cassazionisti...

Caveri (U.V.) - ... io non pongo una questione giuridica procedurale, la mia è una questione politica.

Bionaz (D.C.) - Meno male, dica propagandistica, non politica...

Caveri (U.V.) - Io dico - e questa è l'ultima cosa che dico - che noi diamo prova di longanimità dato che noi siamo pronti a votare il vostro ordine del giorno purché voi votiate la nostra proposta di legge; fate il piacere di rispondere con un "sì" o con un "no"... se è "no", non piangiamo mica...

Filliétroz (U.V.) - Io volevo fare presente questo: nella deliberazione famosa del 1961 è tutta un'altra questione, si dice: "Il Consiglio, unanime, delibera di esprimere parere favorevole al sottoriportato nuovo...", cioè il disegno di legge da proporre ai competenti organi dello Stato recante: "Norme per l'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta", quindi il Consiglio ha deliberato una legge; qui vogliamo deliberare la legge che si è proposto?

(voci)

Andrione (U.V.) - Io chiedo scusa, non ho chiesto la parola regolarmente... ma insomma, si tratta di quello, era un altro Consiglio; noi vogliamo esercitare una potestà di Consiglio di proporre una legge...

Caveri (U.V.) - Al Parlamento, che non l'abbiamo mai fatto...

Andrione (U.V.) - ... adesso, scusatemi, è un vostro diritto dire che voi una volta... guardi, mi permetta di dirle una frase: nella questione della zona franca si segna il passo, non si va né avanti, né indietro... sur place.

Filliétroz (U.V.) - Vi è stata poi una susseguente legge, cioè una susseguente decisione del Consiglio...

Montesano (P.S.D.I.) - Germano, se non finiscono di parlare, io non le posso dare la parola... c'è Germano che protesta, ma se non finisce Filliétroz, io non posso...

Filliétroz (U.V.) - ... con una prima delibera il Consiglio esprimeva parere favorevole al disegno di legge... una seconda deliberazione in cui si dica all'unanimità di dare mandato alla Giunta regionale; quindi si tratta - è un'altra Giunta... - di rivedere e di riapprovare tutto... è una cosa evidente...

Germano (P.C.I.) - La situazione è chiara, mi pare, non ci sono problemi difficili; là ci troviamo di fronte a una proposta di legge di cui diamo mandato alla Giunta per portare avanti con gli organi competenti l'inoltro e tutto questo. La nostra è una proposta di legge al Parlamento della Repubblica di iniziativa del Consiglio regionale valdostano ai sensi degli articoli 121 e 131 della Costituzione Italiana e dell'articolo 26 dello Statuto speciale valdostano relativo... quindi quella che abbiamo presentato non è una legge né regionale, né nazionale, ma una proposta di legge nazionale che si invia alla Camera. La nostra Costituzione dice che le leggi si possono proporre al Parlamento dal Governo dai Parlamentari, da 50.000 cittadini e dai Consigli regionali... Se vuole, leggo anche gli articoli e li leggo tutti, sono quelli che ci danno questa facoltà: all'articolo 121 si dice: "sono organi della Regione: il Consiglio, la Giunta e il suo Presidente. Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla Regione..."; all'articolo 131 si dice: "sono costituite le seguenti Regioni: Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia..."; all'articolo 26 del nostro Statuto si dice per quanto sono i poteri che "il Consiglio regionale esercita le funzioni normative di competenza della Regione e le altre che gli sono attribuite dal presente Statuto...", quindi noi abbiamo questo diritto e questa facoltà di proporre delle leggi.

Naturalmente, per proporre delle leggi, dobbiamo seguire la procedura delle leggi. Infatti l'unico esempio che c'è stato in questo Consiglio è quello che è avvenuto un mese, 20 giorni, un mese e mezzo fa per il riparto fiscale. Ora, io non so quale sia questo grosso problema che sta dinnanzi a voi, perché non c'è il problema "dell'inciampo", perché se voi non volete che questa legge sia presentata, ci votate contro e non va alla Camera...

Bionaz (D.C.) - ... è già alla Camera...

Germano (P.C.I.) - ... ci votate contro e non va alla Camera per iniziativa del Consiglio regionale.

Bionaz (D.C.) - L'ha detto Caveri, è una questione politica e quindi è tutto detto.

Germano (P.C.I.) - La politica la fate voi...

Bionaz (D.C.) - No, l'ha detto il Consigliere Caveri ...

Germano (P.C.I.) - ... non che succede a tutti... ha fatto una domanda politica: cosa fate, votate o non votate? Questo ha detto, non di procedura.

Montesano (P.S.D.I.) - Quando ha finito il Consigliere Germano, c'è il Consigliere Caveri.

Germano (P.C.I.) - Io finisco subito dicendo: questa mattina noi abbiamo assistito in questo Consiglio a una violazione dei diritti della minoranza, a una sopraffazione di questi diritti. Non vorrei al pomeriggio assistere al fatto che la minoranza non possa neanche proporre qualcosa alla votazione nei termini regolamentari... perché se non si mette in votazione, questo è il colmo di tutti i colmi, è una vergogna che va fuori da quest'Aula. Sia chiaro questo e la responsabilità in questo caso non è del Consiglio, ma dell'Ufficio di Presidenza.

Caveri (U.V.) - Intendo fare due osservazioni. Avevo promesso di non rispondere all'Avvocato Bionaz, ma lui mi tira proprio per i capelli. Bionaz dice: "a che serve approvare una cosa che è già stata approvata nel 1961?". Rispondo per la prima volta oggi. Questi Consiglieri di questi due Gruppi vi propongono di mandare questa proposta di legge, che è la stessa del 1961, al Parlamento: questo finora non era stato fatto. È qui la novità; questa è la prima risposta, alla quale spero bene di non aver niente altro da raggiungere, anche perché vi sono dei proceduristi molto più valenti di me in questo sui banchi dell'opposizione.

Seconda questione: io non so che cosa crede di aver scoperto l'Avvocato Bionaz quando dice: "gli è scappata". Non mi è scappato proprio niente, io ho detto una cosa che volevo dire perché volevo che tutti la sentissero, cioè quella tale proposta che ho fatto io, mentre tutti discutevano di procedura, era una proposta di merito. Pertanto è una questione politica che aveva un contenuto politico, che aveva un significato politico e non aveva niente affatto un contenuto procedurale; ecco, mi pare che chiunque sia in buona fede e non abbia smarrito la logica, il senso della logica debba darmi ragione. Io però rivolgo una domanda al Presidente del Consiglio su questa seconda osservazione: forse qualcuno mi ha risposto sulla mia domanda di merito, sulla questione che la parola "politica" fa schifo all'Avvocato Bionaz, l'attività politica è un'attività nobilissima, io non so perché ci dobbiamo vergognare della politica, mi pare che facciamo politica, oltre che amministrazione, tutti i giorni e io non mi vergogno di aver fatto politica per più di 20 anni.

Ora, io però vorrei pregare il Presidente del Consiglio di dirmi - perché ho un temperamento un po' distratto e può darsi che qualcuno abbia risposto a questa mia proposta - se qualcuno della Giunta o qualcuno della maggioranza ha risposto "sì" o "no" a quella mia domanda, se volete, la ripeto... cioè noi siamo disposti a votare l'ordine del giorno se voi votate la proposta di legge. Volete avere la compiacenza di rispondermi su questo punto? Credo di aver diritto a una risposta, che sia un "sì" o che sia un "no"; se proprio non volete rispondere, pazienza.

Bionaz (D.C.) - Rispondo io molto brevemente: noi non votiamo la vostra proposta, votiamo il nostro ordine del giorno e non la votiamo perché la legge è già al Parlamento.

Caveri (U.V.) - Allora, vede, Avvocato Bionaz, che avevo ragione io un venti minuti fa quando dicevo... tutte le sue parole di venti minuti fa spogliate di tutti gli orpelli cosa volevano dire? Nous nous sommes nous et vous vous êtes vous. Lei quindi è sempre sulle posizioni del Senatore Page, mi compiaccio con lei, fate dei grandi progressi.

Bionaz (D.C.) - Io non ho bisogno di smentirmi...

Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola?

Andrione (U.V.) - Vorremmo sapere qual è l'opinione dell'Ufficio di Presidenza sul fatto.

Montesano (P.S.D.I.) - Io aspettavo che tutti avessero finito per riallacciarmi a quello che un momento fa ha detto l'Avvocato Caveri, cioè la novità della vostra proposta qual è? È l'invio al Parlamento della legge, quindi prima di tutto... e la cosa io l'avevo già avanzata in principio, è stata ripresa adesso dall'Avvocato Caveri facendo presente che era una novità rispetto a quella legge proposta nel 1961, quindi si tratta di far votare al Consiglio l'invio al Parlamento della proposta di legge.

Germano, scusi, mi lasci finire... dice: "proposta di legge al Parlamento della Repubblica per iniziativa del Consiglio regionale...", perché io dico che la novità, d'accordo con l'Avvocato Caveri, è questa, cioè è la prima volta che il Consiglio regionale vuole inviare al Parlamento una legge sulla quale il Consiglio stesso, i componenti del Consiglio non sono d'accordo e quindi dovete permettere all'Ufficio di Presidenza di votare su questo punto, che è l'invio al Parlamento, è lì il centro, diciamo così, su cui si impianta tutta la discussione; poi se si invia al Parlamento, noi voteremo la legge, articolo per articolo, a parte il fatto che hanno dichiarato tutti di essere d'accordo. Il Consiglio è d'accordo di inviare questa legge al Parlamento, la novità indicata dall'Avvocato Caveri e indicata da me prima?

Germano (P.C.I.) - No, stia a sentire, Presidente, qui si gira l'ostacolo e lei si presta a girarlo. Non è una novità per il nostro Consiglio, ha già votato una volta in questo senso e ha votato un mese fa, non 100 anni fa. Il Presidente era il Professor Montesano e si è votato la legge articolo per articolo e la legge è stata respinta e non si è votato per l'inoltro al Parlamento, perché la legge era respinta, quindi adesso si deve fare così, altrimenti si viola la prassi seguita, c'è poco da fare.

Bionaz (D.C.) - ... vada a prendersi una legge ...(voce del Consigliere Germano)... per quanto riguarda la questione del riparto, si trattava di una discussione trattata qui per la prima volta...

(voci)

Germano (P.C.I.) - ... e abbiamo votato la legge articolo per articolo ed è stata da voi respinta e non abbiamo votato per l'inoltro al Parlamento e dobbiamo fare così...

Montesano (P.S.D.I.) - Senta, Consigliere Germano, io leggo il testo da voi proposto: "proposta di legge al Parlamento", bisogna che io metta ai voti questa vostra proposta al Parlamento...

(voci)

Andrione (U.V.) - Io chiedo scusa, ma nessuno può sostenere che, quando un organo collegiale ha il diritto di fare delle proposte di legge, debba votare questa proposta di legge; il Governo quando presenta una legge al Parlamento, la vota. Ora, la proposta di legge del Governo potrà essere rifiutata dal Parlamento; noi oggi facciamo che cosa? Esercitiamo un diritto di iniziativa legislativa; per esercitarlo, dobbiamo votare la legge, dopodiché questa legge non è una legge, ma un nostro diritto di proporre qualche cosa al Parlamento della Repubblica: ora se noi invece immaginiamo una qualsiasi altra situazione che cosa succede? Mettiamo che noi vogliamo fare una proposta di legge al Parlamento su un altro argomento sul quale siamo d'accordo, evidentemente si può sapere se si è d'accordo soltanto quando si è votato, ma lei per forza di cose quella data proposta di iniziativa di legge la deve mettere ai voti.

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, ma io la metto ai voti.

Germano (P.C.I.) - Secondo il Regolamento...

Andrione (U.V.) - Articolo per articolo.

Bionaz (D.C.) - No, Signore, non articolo per articolo, chi ve lo dice questo? Germano, non si scaldi, non è una legge regionale, ha capito... l'abbiamo già approvata, è già al Parlamento e non torniamo indietro, non fateci perdere del tempo, perché sotto sotto c'è soltanto questo: farci perdere del tempo e fare insabbiare tutte le trattative che stiamo conducendo: questa è la verità...

Andrione (U.V.) - Credo che non ci sia bisogno di arrabbiarsi. Io porrei questa domanda: come si può esercitare il diritto di iniziativa del Consiglio regionale? Io vorrei porre questa domanda: come può il Consiglio esercitare il suo diritto di iniziativa legislativa di fronte al Parlamento senza una votazione in Consiglio di una legge articolo per articolo?

Montesano (P.S.D.I.) - Io chiedo un momentino di permesso per consultarmi un pochino...

dunque io ritorno sull'argomento sperando di ritrovare con la mia proposta il consenso un po' di tutti. Dicevo un momento fa che le questioni sono due: c'è la legge da approvare e poi l'invio al Parlamento. D'accordo? Tutti si sono espressi per l'approvazione della legge, però la minoranza richiede la votazione. Non tutti si esprimono, almeno da quello che ho sentito, a favore dell'invio al Parlamento, quindi io devo fare due votazioni: d'accordo? Questa è stata la mia proposta, se ricordate, che è stata fatta un po' inversa. Facciamo tre votazioni: prima votazione la legge, articolo per articolo; seconda votazione: invio oppure no al Parlamento della legge approvata dal Consiglio; terza votazione: ordine del giorno, soltanto così si può ritrovare... più di questo io non posso proporvi.

Andrione (U.V.) - Chiedo scusa di esprimere un'opinione... ho sentito, per esempio, che Filliétroz è d'accordo con quanto dice lei. Io esprimo un'opinione semplicemente dal punto di vista di quello che a me sembra essere la questione giuridica: d'accordo sulla prima e sulla terza votazione. Quello che mi sembra sia necessario capire è che noi adesso non adottiamo un provvedimento di legge, noi esercitiamo un diritto di iniziativa.

Facciamo un esempio differente: il Governo, i Ministri... due Ministri propongono una legge "X" al Parlamento; questa legge viene discussa, votata e se respinta dal Governo, non viene presentata in Parlamento; l'organo collegiale in quanto tale esprime a maggioranza una sua opinione. L'iniziativa di legge costituisce già di per sé un atto giuridico completo, perché è previsto che l'iniziativa di legge può essere esercitata dal Governo, dai Deputati, dai Consigli regionali. Come tale si esaurisce in quanto iniziativa di legge e se lei, una volta che questa proposta, che è un'iniziativa di legge, è votata, se lei mette ai voti di inviare o meno al Parlamento, lei fa due errori enormi: uno giuridico e l'altro logico, ed è quello logico che mi interessa di più, perché votata una proposta di iniziativa di legge è già automaticamente inviata al Parlamento, costituisce un atto che ha valore soltanto in quanto è votato per essere mandato al Parlamento.

Montesano (P.S.D.I.) - Qui siamo in un vicolo cieco, io vi dico soltanto che è inutile fare dei trucchi... scusi, Consigliere Andrione, la sostanza è che i Consiglieri, a quello che mi risulta, sono d'accordo sul contenuto della legge, però non sono d'accordo sull'invio al Parlamento, quindi è inutile girare attorno, la sostanza è questa.

Andrione (U.V.) - Mi scusi, guardi, io arrivo fino al punto di dire che io personalmente... mi scusi se preciso una cosa, se mi permettono: io personalmente sarei disposto, se loro credono, ad accettare quella proposta, però, intendiamoci bene, a noi interessa semplicemente da un lato... come diceva l'Avvocato Caveri, la questione politica per noi è quella di ottenere la zona franca, e questa è la questione di fondo, la sostanza; dall'altro lato, a noi interessa che il Consiglio regionale nei suoi lavori proceda con una certa regolarità, se questo - e qui mi rivolgo a loro -non costituisce un precedente, voi volete dire che siete d'accordo sulla legge e non volete inviarla al Parlamento, benissimo, facciamo un "mostro" logico e giuridico, però rimaniamo d'accordo che questo non costituisce un precedente e che le iniziative di legge, io parlo a titolo personale...

Montesano (P.S.D.I.) - D'accordo...

Andrione (U.V.) - ... le iniziative di legge sono iniziative di legge in quanto vengono approvate dal Consiglio in quanto sono...

Germano (P.C.I.) - Quella che propone lei è una cosa non regolare, perché noi non abbiamo una proposta di legge al Consiglio regionale e, dopo che è stata approvata, chiediamo che sia inoltrata al Parlamento. Noi abbiamo presentato una proposta di legge al Parlamento della Repubblica in base alle facoltà che abbiamo; quindi noi dobbiamo votare su questo e perché non vada Parlamento bisogna votarci contro sia chiaro e si deve mettere in votazione, sia chiaro anche questo. La proposta che ha fatto l'Onorevole Caveri è stata una proposta, direi, più che corretta, quella poteva essere una base per la risoluzione; votiamo la legge e votiamo l'ordine del giorno, le due cose non si ostacolano, però la legge, presentata così, deve essere votata e deve andare al Parlamento se ha i voti di una maggioranza, di un'unanimità, io mi auguro, del Consiglio, non c'è niente da fare.

Caveri (U.V.) - Io prendo la parola non per aggiungere altre argomentazioni, non è mia abitudine di fare dei complimenti a nessuno, però voglio soltanto rilevare che, salvo mio errore, il Consigliere Andrione ha detto un qualche cosa che nessuno qua dentro aveva pensato di dire, io per primo non c'ero arrivato. L'acutezza dell'osservazione di Andrione... e tra parentesi gli ho detto diverse volte che dovrebbe far l'Avvocato e ha dimostrato in questa osservazione ultima che avrebbe molta stoffa per farlo... comunque, il fondamento, la forza logica dell'argomentazione di Andrione è questa: egli ha sottolineato che noi ci troviamo, in questo momento davanti all'istituto dell'iniziativa legislativa, è di questo che noi ci dobbiamo convincere. Qui non è più politica, io prima parlavo di politica e qualcuno ha detto: "non parliamo di politica perché ci fa schifo", ma lasciamo stare la politica, pensiamo momento a quello che ha detto Andrione, che è giustissimo perché qui ci troviamo davanti all'istituto dell'iniziativa legislativa che deve essere esercitata in quanto tale e se non sono rispettati i modi, non si esercita più l'iniziativa legislativa. Non facciamo ridere le riviste politiche o le riviste giuridiche commettendo un grande errore, perché sarebbe un errore madornale che sarebbe compiuto e faremmo parlare di noi tutte le riviste specializzate di diritto e tutte le riviste - con licenza parlando per l'Avvocato Bionaz - di politica.

Bionaz (D.C.) - Le riviste hanno già parlato tanto di noi, che una più una meno...

Io vorrei soltanto punteggiare tutto quanto è stato detto prima. Ci è stato chiesto: voi l'approvate quella legge che abbiamo presentato? Abbiamo detto: sì, facciamo nostra quella legge che è stata presentata, che è stata approvata nel 1961, che già è al Parlamento e in base alla quale, diremmo, noi stiamo trattando. Adesso si vuole ritornare indietro, praticamente il risultato è questo... cioè noi prendiamo una nuova legge di iniziativa consiliare, una legge che approviamo, che va al Parlamento di per sé stessa... sono d'accordo con Andrione... di modo che è un qualche cosa di nuovo che si inserisce in tutte queste trattative che noi stiamo compiendo e che certamente rappresentano una remora all'attuazione del nostro disegno di zona franca. Pensate anche a questo, perché, per voler avere la presunzione di aver avuto partita vinta in Consiglio, poi trovarsi handicappati per delle remore, per dei ritardi e per fornire delle scuse a tutti quelli che, naturalmente, non sono molto d'accordo ad accogliere le nostre istanze, mi pare che avremmo veramente speso male il nostro tempo. Noi abbiamo detto: va bene, siamo anche d'accordo di approvare la legge, la approviamo; il Consiglio approva, fa sua quella con lo stesso testo che è stato approvato nel 1961... e noi non siamo evidentemente d'accordo che questo testo di legge vada mandato al Parlamento perché se va al Parlamento, rappresenta una remora e un ritardo a quello che stiamo facendo. Questa è la verità, ora, se si vuole accelerare i tempi, certamente non bisogna ricercare i ritardi possibili. Ecco, questa è la sostanza del nostro intendimento, perché dei ritardi ce ne saranno già senza che noi andiamo a ricercarli ma almeno cerchiamo di evitare quelli che possiamo evitare.

Germano (P.C.I.) - Non discuto più della procedura perché ormai è lapalissiano che le cose stanno così; voglio solo replicare un momento al Presidente della Giunta sulla questione che guasterebbe se la legge va al Parlamento. Siamo seri, questa legge così com'è, è già al Senato, presentata dal Senatore Chabod. Quando saranno fatte le trattative, assieme a questa ci sarà quella di iniziativa governativa; le manderanno prima a noi e poi ne discuteranno al Parlamento, ci dovrà essere un accordo, le cose stanno così. Votando questa legge cosa facciamo? Proprio per accedere alle richieste del Presidente della Giunta, possiamo dire che si inoltri al Senato, dove ci sarà quella del Senatore Chabod, quella del Consiglio regionale identica e, quando ci verrà quella del Governo, sarà messa a confronto. Quale ritardo provoca questo? È andare a cercare farfalle sotto l'arco di Tito; non c'è nessun ritardo, nessun ostacolo, non vi è niente. Vi è un fatto: vi è la volontà del Consiglio regionale, oltre a quella del Senatore Chabod, su un testo che è stato votato unanime; c'è un rafforzamento non un indebolimento, non c'è nessun ostacolo; quindi, se non si vota questo, è perché si va a cercare delle fisime che non hanno nessuna corrispondenza con la realtà, perché non l'abbiamo inventata noi, al Parlamento c'è già, al massimo possiamo accedere che venga mandata al Senato, così sarà assieme a quella del Senatore Chabod, ma che è l'espressione della volontà del Consiglio regionale, di appoggio alla richiesta del Senatore Chabod e di appoggio alle trattative che la Giunta conduce.

Caveri (U.V.) - In queste ultime battute di questa discussione sentiamo dire delle cose enormi; io vorrei essere il meno polemico, il meno cattivo di questo mondo, invoco lo Spirito Santo su di me perché non mi faccia dire delle brutte cose, ma, insomma, abbiamo sentito che non serve a niente una decisione comune del Consiglio, è una bella teoria in bocca di un Presidente della Regione... poi non serve a niente mandare una proposta di legge al Parlamento, anzi è nocivo. Come si fa a dire delle cose di questo genere? Neanche il Re Costantino di Grecia, che ve lo raccomando, dice delle cose di questo genere, anzi lui dice: "sapete, sono i Colonnelli che mi hanno preso la mano e poi eleggeremo il Parlamento", Re Costantino di Grecia non dice che il Parlamento è inutile, o che non serve di mandare una proposta di legge al Parlamento; questa prima osservazione ...(voce del Presidente Bionaz)...

... lei, guardi, lasciamo perdere... non la voglio offendere e non dico quello che avevo sulla punta della lingua, mi tengo, e andrò in Paradiso perché ho fatto un fioretto alla Madonna non dicendo quello che mi veniva voglia di dirle... poi io adesso non vorrei ripetere male quello che ha detto Andrione... non dico di più perché a me non piace fare dei complimenti, Andrione con quella ultima osservazione è stato un cannone, dovete riconoscerlo... ebbene, io dico questo: a chi dice che non serve a niente riapprovare quello che è già stato approvato e a chi dice che si ritarda l'iter di questa legge se si manda la proposta di legge al Parlamento, io rispondo che c'è stata in questa materia un'iniziativa legislativa del Senatore Chabod al Senato, un'iniziativa legislativa che compete a qualunque Parlamentare, sia esso Deputato o Senatore.

Il Governo sinora, anche se ha fatto quei quattro progetti di cui vi parlavo questa mattina facendovi la storia e la cronistoria della zona franca, poteva e può domani servirsi di questa stessa facoltà di iniziativa legislativa e presentare, se Dio vuole, questo progetto non più nascosto in un cassetto o mandato alla nostra Giunta, ma presentare questo progetto in Parlamento, cioè servirsi di una facoltà che gli spetta di iniziativa legislativa. Questa stessa iniziativa legislativa, come ha detto giustamente Andrione, spetta al Consiglio regionale; se il Parlamento la Camera, il Senato si troveranno investiti di queste tre iniziative che male c'è? Non c'è nessun male, perché l'iter quale sarà? Che si discuterà in Parlamento di queste tre iniziative delle quali, tra parentesi, due sono uguali, perché il progetto del Senatore Chabod è uguale al progetto che noi abbiamo presentato e che diventa un'iniziativa legislativa del Consiglio regionale.

Come questione di merito io voglio rilevare questo: che l'Assessore Benzo nella sua esposizione iniziale era stato onesto, io non condivido certi suoi ragionamenti un po' tortuosi, ad ogni modo dico che ciascuno ragiona come può e d'altra parte siamo anche noi dei tortuosi probabilmente... L'Assessore Benzo comunque era stato sincero, perché non ci aveva nascosto niente ed era stato facile capire attraverso questa sua esposizione sincera che le trattative tanto vantate tra la Giunta e il Governo sono a un punto morto. La presentazione di una proposta di legge al Parlamento pertanto non ritarda proprio niente, perché, quando il Presidente dell'Assemblea parlamentare riceverà la proposta del Governo, la proposta del Consiglio, avrà già sul suo banco la proposta del Senatore Chabod. Il Presidente di quella Assemblea riunirà tutte queste tre proposte, che poi sono due di fatto, e le porterà in discussione alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato o in Aula. Nessunissimo ritardo dunque, quindi noi smentiamo nel modo più assoluto e non c'è nessunissima prova... e c'è la prova del contrario che questa iniziativa non porta nessunissimo ritardo come questione di merito. D'altra parte, l'articolo 121 della Costituzione della Repubblica italiana parlando del Consiglio regionale dice: "può fare proposte di legge alle Camere". Ora, come può un Consiglio regionale fare una proposta di legge per una Camera quando non vota articolo per articolo questa legge e quando il Consiglio regionale ha ormai votato articolo per articolo la proposta di legge, ha ormai approvato la presentazione alla Camera della stessa; qui io non faccio che dire in altre parole quello che ha già detto Andrione, che è ormai diventato, non dico degli altri, ma il mio maestro in tema di diritto costituzionale.

Savioz (P.C.I.) - Rinuncio...

Manganoni (P.C.I.) - A quanto è stato detto voglio aggiungere due altre osservazioni, non le ripeto quello; voi dite: votiamo la legge e poi votiamo se deve andare in Parlamento; ma, noi facciamo l'ipotesi che il Consiglio approvi la legge e poi non approvi di mandarla al Parlamento, allora a che cosa serve questa legge? Per metterla nel cassetto? È implicito quindi.

Seconda osservazione: voi dite che questo rappresenta una remora, queste famose trattative che avete col Governo di Roma le farete pure in base a qualche cosa, a quella legge... allora, se voi impostate le vostre trattative in base a questa legge, che poi è la medesima, l'identica legge sulla quale vi basate per queste trattative, che il Consiglio l'approvi, la mandi alle Camere quale remora costituisce? Se voi invece avete l'intenzione di discutere in base ad altre leggi, o modificando questo, allora io capisco la vostra preoccupazione, ma se corrisponde al vero la vostra osservazione, e io ci credo che discutete in base a questa legge, allora, quale remora c'è se è la medesima? Nessunissima remora quindi, anzi, quando nel corso della vostra discussione, se arriverà questa legge... io mi augurerei che voialtri concludiate prima che questa legge arrivi in Parlamento e io veramente vi direi: bravi, ma concludendo con una zona franca totale; nel caso invece che non concludiate prima, che in questo periodo di trattative vi giunga questa legge, che è identica a quella in base alla quale voi discutete, non è che un appoggio, un aiuto alle vostre discussioni nei confronti del Governo di Roma, pertanto io sono del parere che voi abbiate voi stessi l'interesse a che questa legge venga votata.

Caveri (U.V.) - Senza nessun spirito polemico, ma veramente per il buon nome del Consiglio regionale, vorrei pregarvi di riflettere un momentino su una cosa: non pensate quanto sia contradditorio e illogico votare quella legge articolo per articolo e poi dire: "siamo contrari a mandarla in Parlamento": è la cosa più enorme che si possa immaginare, quindi sarebbe il trionfo dell'illogicità e dell'irrazionale.

Benzo (D.C.) - ... per una giusta precisazione: Avvocato Caveri, il fatto che lei abilmente cerchi di prendere in giro circa la situazione... mi permetto di precisarle che io assolutamente non ho detto che le trattative in sede governativa siano al punto morto, lei magari lo spera, o lo desidera, io le assicuro che invece la Giunta, come dissi questo pomeriggio, è in fase di trattative in base al testo di legge proposto e approvato all'unanimità dal Consiglio regionale nel 1961.

Il fatto che questo testo di disegno di legge sia da noi portato in sede di discussione... e, Consigliere Manganoni, una discussione presuppone, come ho già detto anche prima, che ci siano due persone a discutere, o perlomeno varie persone, sia pur di parte differente... bisogna a un certo momento che noi riteniamo che questo progetto di legge è già stato approvato all'unanimità dal Consiglio regionale; noi lo riaffermiamo come valido ed è quello in base al quale stiamo compiendo queste avviate trattative, in sede, con i competenti organi governativi. Pensiamo che la prassi che il Consiglio regionale ha già seguito nel 1957 e nel 1961 di dare mandato, proprio su proposta di Fosson, alla Giunta e al Presidente della Giunta, di continuare queste trattative sulla base di questo progetto sia la cosa più lineare.

Indubbiamente è valida l'osservazione che ha fatto il Dottor Andrione sulla questione dell'iniziativa di parte regionale, nessuno può negare la logicità delle cose; quello che noi affermiamo è la validità del contenuto di questa legge, sulla quale noi ci stiamo battendo e per la quale riteniamo... mi scusi, Presidente della Giunta, se ritorno a ribadire questo concetto... con questa presentazione al Parlamento vogliamo credere alla vostra massima buona fede, ma indubbiamente porterà... proprio per queste trattative già avviate in base alla prassi e al mandato che il Consiglio aveva già dato precedentemente alle Giunte precedenti, di cui non sappiamo l'operato del mandato che hanno ricevuto... noi stiamo portando a termine questo compito... questo invio di una proposta che già è al Parlamento, perché è presentata dal Senatore Chabod, indubbiamente non porta nulla di più, né toglie nulla all'azione che stiamo compiendo come Giunta.

Montesano (P.S.D.I.) - Io raccomando ai Signori Consiglieri di essere brevi per poter poi arrivare alla conclusione.

Marcoz (U.V.) - Siccome lei adesso aveva accennato al fatto che non sappiamo l'operato delle Giunte precedenti, dico subito che non è in polemica con lei, Assessore, perché questo piccolo intervento lo volevo già fare prima.

A un certo momento il nostro operato è stato un po', direi, consigliato dal Senatore Chabod, il quale cominciava ad avere anni di pratica a Roma, era a contatto con gli uomini di Governo, era a contatto con i colleghi e a un certo momento ci ha fatto questo discorso, me lo ricordo come se fosse oggi: "ad un certo punto ci lamentiamo - io non giuro che sia poi vera quella tesi, comunque lui ce l'ha esposta così - che il problema della zona franca non va avanti, secondo me, è anche perché c'è una lacuna, e qual è? La lacuna è che nessuno ha mai presentato un progetto di iniziativa o del Parlamentare o della Regione, si è sempre andati a trattare col Governo, io sono viceversa dell'opinione che, per smuovere la situazione, o io o voi dobbiamo presentare...". Ecco, il nostro operato, noi ci siamo anche lasciati un po' condurre dal nostro Parlamentare, che ci ha suggerito quella via, perché lui diceva: "se una remora c'è, è anche perché la via giusta non è mai stata imboccata"; questo glielo potete anche chiedere e vedrete che io non vi dico delle cose inesatte. A un certo momento noi quindi abbiamo detto: ma se la via giusta è quella del Senatore, cioè che bisogna presentare il progetto di legge, lasciamogli seguire quella via. Ecco, tutto lì, volevo farvi questa dichiarazione.

Caveri (U.V.) - Una brevissima replica all'Assessore Benzo...

Montesano (P.S.D.I.) - Poi chiudiamo?

Caveri (U.V.) - ... io non lo so, per conto mio può anche chiudere ma non so gli altri cosa dicono.

Io mi compiaccio che l'Assessore Benzo dichiari di accettare la tesi giuridica del Consigliere Andrione sull'iniziativa legislativa del Consiglio, questa è un'altra prova della sua obiettività. Io però non capisco veramente perché l'Assessore respinga quel riconoscimento di sincerità che io gli avevo dato a proposito della sua esposizione nel pomeriggio; guardi, lei si è un po' rimangiato quello che ha detto nel pomeriggio, ma mi perdoni se io le dico che, quando lei esponeva la questione delle trattative col Governo, io ho pensato, o meglio, io ho sentito che lei, Assessore Benzo, parlava con la morte nel cuore.

Montesano (P.S.D.I.) - Dichiarazioni di voto... allora, Presidente della Giunta.

Bionaz (D.C.) - Per fare la dichiarazione di voto, io rileggo ancora una volta attentamente...

Caveri (U.V.) - No ...(voce)...

Bionaz (D.C.) - Perché qui ...(voce)... stia quieto, sia rispettoso del Consiglio e si rimetta la giacca prima di tutto.

Montesano (P.S.D.I.) - Non è scritto in nessun posto che non possa rileggere un documento... (voci)

Bionaz (D.C.) - Sia chiaro che noi recepiamo in pieno, in toto, completamente, senza cambiare una virgola, la legge presentata, approvata del 1961, è una legge che facciamo nostra. Evidentemente non possiamo aderire alla manovra che oggi viene fatta qui di fare presentare una nuova iniziativa di legge nazionale da mandare al Parlamento, perché questo per noi rappresenta una remora. Ora, siccome siamo responsabili e delle trattative che si stanno svolgendo, e della celerità di queste trattative ne siamo responsabili noi di fronte al Consiglio e di fronte alla popolazione, evidentemente non possiamo che votare contro quella legge, pur recependola in toto, fino all'ultima virgola, ed essendo d'accordo in pieno sul testo di questa legge.

Montesano (P.S.D.I.) - Chiuso? Allora metto ai voti la proposta di legge al Parlamento della Repubblica di iniziativa del Consiglio regionale valdostano, ai sensi dell'articolo 121, secondo comma, dell'articolo 131 della Costituzione italiana e dell'articolo 26 dello Statuto speciale valdostano, relativa all'attuazione della zona franca della Valle d'Aosta, ai sensi dell'articolo 14 dello Statuto speciale valdostano, promulgato con legge costituzionale 26 febbraio 1948 n. 4. Si tratta di una proposta di legge presentata dai Consiglieri Andrione, Caveri, Fosson, Germano, Marcoz, Casetta, Savioz, Filliétroz, Siggia, Macheda, Crétier, Artaz Dotto, Perruchon e Manganoni.

Cominciamo articolo per articolo.

Articolo 1. Osservazioni sull'articolo 1? Chi è favorevole? Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Favorevoli: 13

Contrari: 17

Il Consiglio respinge.

Articolo 2: stesso risultato. Articolo 3: stesso risultato. Articolo 4: stesso risultato. Articolo 5: stesso risultato. Articolo 6: stesso risultato. Articolo 7: stesso risultato. Articolo 8: stesso risultato. Articolo 9: stesso risultato. Articolo 10: stesso risultato. Articolo 11: stesso risultato. Articolo 12: stesso risultato.

Germano (P.C.I.) - Inviterei il Consigliere Berthet a rileggere l'articolo 12 e a rendersi conto, dato che lui vota contro la legge ma è profondamente d'accordo con la legge, che col suo voto contro il riparto fiscale ha condannato il nostro riparto fiscale a stare fermo due anni oltre all'approvazione di questa legge. Prenda nota, legga bene.

Montesano (P.S.D.I.) - Finito? Chi è favorevole? Si passa all'approvazione a scrutinio segreto.

Germano (P.C.I.) - Noi voteremo a favore di questa legge perché la consideriamo importante e consideriamo anche importante la presentazione al Parlamento, però dobbiamo constatare che, di fronte alle argomentazioni chiare, oneste, sincere fatte dai Consiglieri della minoranza, da parte della maggioranza c'è stato un muro, siete un Gruppo, direi un'accolita di gente ove Bionaz nel bene e nel male decide lui, il Gruppo, la Giunta, i vari "puppi" non contano nulla. A Bionaz interessa quello che interessa a lui e voi supini, tranquilli ve ne state lì e alzate e abbassate la mano a seconda degli ordini. Dei problemi della Valle d'Aosta, di una discussione con l'altra gente, di una discussione con gli altri Partiti e Movimenti, dell'unità della Valle d'Aosta a voi non interessa assolutamente niente, perché di questo assolutamente non interessa niente a Bionaz; con questa strada realizzerete molto poco e saremo ancora qui in questi banchi che tireremo le somme, faremo i conti e vedrete che quello che avrete realizzato sarà proprio veramente poco.

Bionaz (D.C.) - Il Gruppo di maggioranza non vota la legge; ribadisco e ripeto che questa legge la recepiamo, la accettiamo, la vogliamo, senza cambiare una virgola, ma siccome siamo responsabili dell'attuazione di tutte queste cose, e anche, naturalmente, dell'accelerazione, se possibile, dell'applicazione del regime di zona franca alla Valle d'Aosta, noi non vogliamo nel modo più assoluto avere delle remore che possono essere costituite anche dalla presentazione della legge al Parlamento. Del resto questa legge al Parlamento c'è già, in base a questa legge si sta già trattando, noi abbiamo fretta di arrivare presto e non ci nascondiamo le difficoltà, proprio per questo non vogliamo prestarci alla manovra avversaria di dover creare dei motivi che fino ad oggi non esistevano, dei motivi in di più che potrebbero essere invocati contro di noi da chi certamente non ha interesse a vedere approvata queste legge. Pur essendo d'accordo in pieno e pur recependo in toto questa legge, perciò noi non la votiamo per queste ragioni. A Germano ripeto: io non sono così importante come lui dice, ma certamente le sue invocazioni all'unitarietà non mi commuovono, perché mi commuoverebbero se non ci fossero gli scherzi che attraverso i suoi Deputati alla Camera voi ci propinate tutte le volte che ne avete la possibilità.

Caveri (U.V.) - Nel commentare il nostro voto favorevole io dico soltanto questo: la differenza tra noi e Bionaz è questa: che noi la legge l'abbiamo recepita votando a favore, lo dice lui stesso - e non si vergogna di dirlo - che ha recepito la legge votando contro; mi ricorda quel personaggio di Giusti che diceva: "tra il sì e il no sono di parere contrario"; quanto alla celerità di cui parla Bionaz, ci rivedremo al cader delle foglie.

Montesano (P.S.D.I.) - Altre dichiarazioni di voto? Allora la pallina bianca ha significato di approvazione della legge; la pallina nera di voto contrario.

Il Presidente, MONTESANO, dopo aver accertato che i dodici articoli del disegno di legge in questione sono stati respinti dal Consiglio con dodici separate votazioni per alzata di mano, pone ai voti, a scrutinio segreto, l'approvazione della proposta di legge nel suo complesso.

Procedutosi alla votazione a scrutinio segreto ed allo spoglio dei voti, con l'assistenza degli scrutatori Consiglieri Signori ALBANEY, CASETTA e LUSTRISSY, il Presidente, Montesano, accerta e comunica che il Consiglio con voti contrari diciassette e voti favorevoli tredici (Consiglieri presenti e votanti: trenta), ha respinto la proposta di legge di cui si tratta.

Il Consiglio prende atto.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora passiamo alla votazione dell'ordine del giorno presentato dall'Assessore Benzo, non lo leggo più... Dichiarazioni di voto?

Il Presidente, MONTESANO, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione del sottoriportato ordine del giorno proposto dall'Assessore all'Industria e Commercio, Benzo.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente, Montesano, accerta e comunica che il Consiglio, con voti favorevoli diciassette e voti contrari tredici (Consiglieri presenti e votanti trenta), ha approvato il seguente:

Ordine del giorno

Il Consiglio regionale

Vista la proposta di legge del 29.7.1961 per l'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta approvata all'unanimità dal Consiglio Regionale e successivamente presentata al Parlamento dal Senatore Chabod;

riafferma la validità di detta deliberazione consiliare contenente tale schema di legge;

dà mandato alla Giunta e al Presidente della Giunta di proseguire le trattative già avviate con i competenti Organi governativi inerenti alle modalità di attuazione della zona franca ed emanazione della relativa legge dello Stato in base all'articolo 14 dello Statuto.