Oggetto del Consiglio n. 147 del 24 giugno 1967 - Verbale

OGGETTO N. 147/67 - Situazione finanziaria dell'Amministrazione regionale. (Interrogazione dei Consiglieri Filliétroz e Germano)

INTERROGAZIONE

I sottoscritti Consiglieri regionali interrogano l'Assessore alle Finanze per sapere:

1) situazione di cassa al 31 maggio 1967;

2) somme depositate presso la Cassa di Risparmio e l'Istituto S. Paolo di Torino al 22 giugno 1967;

3) anticipazioni di cassa effettuate fino al 22 giugno 1967;

4) somme pagate per deliberazioni di Giunta e di Consiglio dal 1° giugno 1966 al 31 maggio 1967, suddivise per Assessorato;

5) somme impegnate con deliberazione di Giunta e di Consiglio nell'anno 1966 e dal 1° gennaio al 31 maggio 1967.

Aosta, 10 giugno 1967

F.ti: G. Filliétroz - Germano Pietro

Germano (P.C.I.) - ... io chiederei all'Assessore se ha un documento scritto, se ce ne può passare una copia, oppure se parla adagio in modo che possiamo scrivere, sono cifre e non è che...

Bordon (D.C.) - Per accelerare i tempi, a questo unico scopo, e per non mettere i due interroganti nelle condizioni di scrivere sotto dettatura tutte le cifre, gli uffici competenti hanno predisposto questo documento, pregherei di distribuirlo. Qui c'è una "G." per Germano e una "F." per Filliétroz... così evitiamo la dettatura delle cifre che sono anche cifre di una certa lunghezza... la copia per voi non ce l'ho, non l'ho potuta fare, i due interroganti sono loro. Vuol dire che ne faccio fare una copia ciascheduno...

Montesano (P.S.D.I.) - La contesa è fra i due interroganti e l'Assessore.

Bordon (D.C.) - Allora, situazione di cassa al 31 maggio 1967, deficit di cassa: L. 435.166.000 coperto da una corrispondente anticipazione di cassa da parte della Tesoreria Regionale Cassa di Risparmio di Torino.

Per i non interroganti, per i Consiglieri che non sapessero questo - l'altro giorno ho visto che qualcuno non lo sapeva, come non lo sapevo io appena arrivato qui -, nel contratto di appalto con la Cassa di Risparmio, come Servizio di Tesoreria, c'è una clausola per cui, quando la Regione non riceve tempestivamente per motivi vari o per non avvenuti accertamenti, eccetera, le quote di imposte di riparto, la Cassa di Risparmio anticipa dei denari fino a 1 miliardo. Naturalmente, non appena arrivano i versamenti che ci sono dovuti dallo Stato, quest'anticipazione di cassa scompare completamente oppure viene ridotta, secondo i casi. Questa situazione di cassa al 31 maggio 1967 oscilla, come vedrete più sotto, perché c'è anche un'anticipazione di cassa effettuata il 22 giugno. Io quindi penso di aver risposto alla prima domanda.

Seconda domanda: "Somme depositate presso la Cassa di Risparmio e l'Istituto San Paolo di Torino al 22 giugno 1967". Continua questo piccolo allegato che ho passato: "le somme depositate con vincolo e scadenza al 2 luglio 1967 sono...", quelle che vi leggerò, però qui bisogna fare un piccolo passo indietro perché sennò questa spiegazione è insufficiente e incompleta. Questi depositi che cosa sono? Non sono, come qualcuno avrebbe potuto credere, delle somme avanzate e residuate perché la Regione aveva troppi denari, quindi li ha depositati in banca, perché si è sentito anche questo. Questi denari, purtroppo, - è logico che sia avvenuto così -, non sono altro che il risultato dei muti passivi che la Regione ha contratto nel corso degli anni e qui precisamente lo stampato predisposto dice: "conto scalare, depositi vincolati presso la Cassa di Risparmio e l'Istituto San Paolo di Torino dal 16 ottobre 1963 al 22 giugno 1967". Quando si contrattarono questi debiti, questi mutui, voi ricorderete che, a un certo momento, la Cassa di Risparmio fece un mutuo alla Regione di 4 miliardi e mezzo e l'Istituto San Paolo di Torino di 1 miliardo. Perché vennero contratti questi debiti? Vennero contratti perché c'era un piano di lavoro che noi, Amministrazione regionale, dovevamo svolgere e pertanto si doveva dimostrare per i futuri impegni di avere la disponibilità finanziaria. Qui si potrebbe poi aprire una parentesi, ma l'apriremo poi in futuro, io penso, perché abbiamo visto che qui abbiamo dei denari, che, naturalmente, noi abbiamo avuto in prestito a un tasso del 7-7,50% per ammortamento e, depositandoli su questi conti, rendono a noi un 4-4,50%, ma di questo ne parleremo poi in futuro.

Ora, che cosa accade? Che questi denari, che erano in origine 5 miliardi e 500 milioni, ogni anno, a misura che i lavori vanno a compimento e che vengono collaudati, vengono diminuiti perché si fanno dei prelievi. Io pertanto non ve li sto a leggere tutti, ma così, brevemente: nel 1963, dopo aver appena depositato la somma, si prelevarono 300 milioni; nel 1964 500 milioni, nel luglio del 1964 altri 500 milioni, nell'ottobre del 1964 200 milioni, nel novembre 1964 200 milioni, il 18 novembre 1964 altri 100 milioni, il 30 novembre altri 100 milioni.

In conclusione, perché è su questo che io devo rispondere, al 30 novembre del 1964 vi erano 2 miliardi e mezzo depositati alla Cassa di Risparmio di Torino e 500 milioni all'Istituto S. Paolo.

Ci fu ancora un successivo prelievo fatto, ecco, quindi giustissimo. In data 5 luglio 1965 noi non eravamo ancora in Giunta, furono prelevati altri 500 milioni. Quando noi arrivammo in Giunta pertanto vi trovammo 2 miliardi depositati presso le casse della Cassa di Risparmio di Torino e 500 milioni depositati all'Istituto San Paolo, per un totale di 2 miliardi e 500 milioni

Nel 1967 abbiamo cercato di fare fronte a quelli che potevano essere gli impegni per i quali questi mutui erano stati assunti pagando quei lavori che erano andati a buon fine ed erano stati collaudati e i prelievi ancora sono stati questi: 300 milioni una prima volta, 400 milioni un'altra, poi presso la Cassa di Risparmio di Torino ancora 300 milioni. I 2 miliardi depositati presso la Cassa di Risparmio di Torino pertanto sono scesi a 1 miliardo e abbiamo prelevato anche 200 milioni dell'Istituto San Paolo, per cui lì siamo scesi a 300 milioni. In conclusione dei 2 miliardi e mezzo che avevamo siamo scesi a 1 miliardo e 200 milioni.

Arrivati a questo punto, naturalmente, bisogna continuare la relazione che abbiamo sulla prima pagina. Questi denari però non debbono turbare il sonno di nessuno... ma abbiamo dei crediti da riscuotere dallo Stato e questi crediti costituiscono precisamente il saldo delle quote fisse di riparto fiscale per il 1966 per un importo totale di 628.800.000. Su questi ritardi i miei predecessori, Assessori alle Finanze, che hanno potuto seguire per un periodo di tempo molto più lungo di me, potrebbero dare spiegazioni più ampie. Questi ritardi sono dovuti agli accertamenti che si hanno agli Uffici delle imposte dirette, ai successivi accertamenti, anche qualche volta alle difficoltà del bilancio dello Stato, quindi sono cose che si sono sempre verificate.

Abbiamo poi una fetta delle quote variabili del 1966, ma un momentino, vorrei parlarne dopo. Abbiamo un saldo di quote variabili per il 1965 di 47 milioni e 200 mila lire. Cos'è questo piccolo importo in confronto al resto? Ad un certo momento, se lo ricorderà probabilmente l'ex Assessore Filliétroz, noi avevamo di quote variabili 1 miliardo e 160 milioni e al momento del versamento lo Stato che aveva riconosciuto questo importo di 1 miliardo e 160 milioni non ci versò questi 47 milioni, ma ce ne versò solo circa 1 miliardo e 110 milioni, quindi dobbiamo ancora percepire questi denari.

Arriviamo poi a questa notizia che io non avrei voluto dare - e non l'avrei fatto neanche oggi se non fosse stato necessario rispondere a questa interrogazione - perché ci riservavamo di farlo quando i denari fossero arrivati in cassa e non quando sono già alla Corte dei Conti, eccetera. Voi vedrete però da questo allegato, da questo papiro che vi ho dato che le quote variabili del 1966 ammontano a 2 miliardi e 300 milioni. Penso pertanto che questa buona notizia sia gradita a tutti perché le quote variabili del 1965, che erano di 1 miliardo e 160 milioni, sono state portate a 2 miliardi e 300 milioni con un raddoppio di 1 miliardo e rotti; poi qui leggerete che c'è il contributo speciale per il 1966 ai sensi dell'articolo 12 dello Statuto Speciale. Se noi pertanto a quello che lo Stato ci deve per le quote del 1966 (628 milioni) aggiungiamo i 47 milioni di cui abbiamo parlato prima, i 2 miliardi e 300 della quota mobile e il miliardo dell'articolo 12, arriveremo a un totale di 3 miliardi 976, circa 4 miliardi.

Non condivido questa impostazione. Vi prego, quindi, di non contare, di non tener presente questo miliardo derivante dall'articolo 12 dello Statuto Speciale perché non lo abbiamo ancora neanche alla Corte dei Conti. Io vorrei soltanto pregarvi quindi di soffermarvi sulla cifra che resta: vale a dire il credito che noi abbiamo a tutt'oggi e che lo Stato ci deve versare e che ammonta a 2 miliardi e 976 milioni. Naturalmente è chiaro che il giorno in cui arriveranno questi 2 miliardi 900 e rotti voi vedrete sparire l'anticipazione di cassa e, se sarà il caso - questo ce lo diranno gli organi finanziari -, si potrà reintegrare una quota di quello che si è prelevato, ma questo lo si vedrà a tempo opportuno perché lo svolgimento amministrativo-finanziario della Regione è quello che è e non lo si può prevedere.

Volevo anche aggiungere perché l'anticipazione di cassa è stata effettuata il 22 giugno 1967: per non creare confusione, mentre la prima domanda era: la situazione di cassa al 31 maggio 1967, a tale data la situazione di cassa era di 435 milioni; al 22 giugno eravamo scesi un po', a 369 milioni perché si vede che una quota era già arrivata e aveva potuto coprire di tutto questo.

Ripeto quindi per me, non per voi, perché mi sia di consolazione, che noi siamo creditori dallo Stato di circa 3 miliardi. Qui c'è un'aggiunta che dice che i mandati relativi a questi 3 miliardi - quindi ho scartato l'articolo 12 - sono in corso di pagamento e si presume di poterli riscuotere entro il 10 luglio, vale a dire che ancora in quest'ultima scappata fatta dal mattino alla sera a Roma ci siamo recati al Ministero del Tesoro e abbiamo fatto tutto quello che potevamo per sollecitare questo pagamento e ci è stato promesso che i circa 3 miliardi li avremmo avuti per il 10 luglio.

Io conosco come voi un po' tutte le Amministrazioni, in particolare quella statale con tutto il suo complesso burocratico, eccetera, per cui vi dico soltanto che questi 3 miliardi ci sono stati riconosciuti e ci verranno pagati, ma io non vi garantisco che arrivino entro il 10 luglio, non perché non me lo abbiano detto, ma perché li voglio vedere qui entro tale data. È indubbio però che coloro che si preoccupavano eventualmente di questi vuoti di cassa non dovrebbero più avere fastidi se si tiene conto di questo riconoscimento di 3 miliardi, si tratta soltanto più di seguire la pratica burocratica per riscuoterli, quindi situazione di cassa al 31 maggio, mi sembra di averlo detto. Somme depositate presso la Cassa di Risparmio, l'ho detto. Anticipazioni di cassa effettuate al 22 giugno, con quella piccola diminuzione che non conta niente perché può aumentare da un giorno all'altro e annullarsi quando si ricevono...

Lì arriviamo al quarto punto: "somme pagate per deliberazioni di Giunta e di Consiglio dal 1° giugno 1966 al 31 maggio 1967, suddivise per Assessorato", questa era la cosa che mi preoccupava e che ho voluto farvi avere, perché se dovevate scrivere tutte queste cifre, ci sarebbe voluto un bel po' di tempo. Allora, nel prospettino che avete sarebbe l'ultima colonna intestata: "pagamenti effettuati dal 1° giugno 1966 al 31 maggio 1967 - Spese effettive di competenza" e voi leggerete lì vicino... penso che mi facciate grazia almeno delle migliaia di lire... e che possa leggere soltanto i miliardi e i milioni. Allora, le Finanze hanno speso 1 miliardo e 954 mila lire; l'Agricoltura 1 miliardo e 327 milioni, pardon; l'Industria e Commercio 194 milioni; i Lavori Pubblici 1 miliardo e 213 milioni; la Pubblica Istruzione 2 miliardi e 826 milioni - non è che sia l'Assessore Dujany che li spende, ma la Pubblica Istruzione è veramente quella che ci preoccupa perché voi moltiplicate questo, io non penso per due, ma voi poi vedrete quello che ne verrà fuori in futuro, per cui effettivamente dovrebbe poi essere questo il cavallo di battaglia nostro per puntare a quel riparto di cui molte volte discutiamo -, per la Sanità si è speso 1 miliardo e 500 milioni e per il Turismo 677 milioni.

Io non voglio qui dilungarmi, perché è una semplice interrogazione, do questi dati che mi sono stati richiesti, ma il giorno in cui avremo un momento di calma maggiore sarà interessantissimo discutere anche di queste spese e io mi auguro proprio che abbia a funzionare presto quel famoso Ufficio della Programmazione perché vi garantisco - e vorrei, penso, avere il conforto degli Assessori precedenti - che non è compito molto facile perché le richieste della Regione sono quelle che sono, sono in continuo aumento, ma, naturalmente, a un certo momento, bisogna fare i conti con la matematica e quindi ne riparleremo anche di questo.

Per quanto riguarda la quinta domanda e precisamente: "somme impegnate con deliberazione di Giunta e di Consiglio nell'anno 1966 e dal 1°gennaio al 31 maggio 1967", l'Ufficio finanziario ha fatto molto bene, vi ha messo qui sopra quelli che sono gli impegni assunti nel 1966 e gli impegni assunti dal 1° gennaio al 31 maggio 1967. Penso con questo di avervi fornito tutti i dati, tanto più che penso che il Consigliere Germano - e di questo gliene sono grato - abbia già chiesto anche al Ragioniere Capo che ha l'autorizzazione ovvia di dare tutti i dati possibili e immaginabili perché la matematica è quella che è. Voi vedete qui che le Finanze hanno un impegno di 2 miliardi e 146 milioni per il 1966 e di 656 milioni e 300 mila dal 1°gennaio al 31 maggio 1967; l'Agricoltura 1 miliardo e 593 milioni per il 1966 e 579 milioni per l'altro periodo; l'Industria e Commercio 201 milioni di impegni nel 1966 e 69 milioni per il periodo attuale; i Lavori Pubblici hanno degli impegni per 2 miliardi e 148 milioni per il 1966 e 1 miliardo e 270 milioni per il secondo periodo; la Pubblica Istruzione 2 miliardi e 894 milioni per il primo periodo e 986 milioni per il secondo; la Sanità ha 1 miliardo e 400 milioni per il periodo 1966, 407 milioni per il periodo successivo e il Turismo ha 820 milioni per il 1966 e 304 milioni per il 1967, questo comporta impegni per 11 miliardi per il 1966 e 4 miliardi per questo periodo in corso fino al 31 maggio, il che comporta un totale di 15 miliardi e 591 milioni.

I dati quindi sono questi, la matematica è questa, le considerazioni che se ne possono trarre sono varie ed è giusto che ognuno poi le abbia a esprimere. In aggiunta a questo - non so, ma penso di dirlo dopo, sempre per quella famosa teoria di darvi le comunicazioni, addirittura io vorrei darvele quando avremo ricevuto i denari qui sotto alla Cassa di Risparmio - ci sono due pratiche in corso: una per i valori bollati e un'altra per le radioaudizioni e voi ricorderete che ne abbiamo fatto cenno per un importo di circa 300 milioni annui in più; non vorrei, per non essere poi criticato giustamente, sbilanciarmi troppo, ma dirvi che sono in buona fase di soluzione e io mi auguro, cioè la Giunta si augura, con la vostra massima soddisfazione, di poterveli portare e possibilmente di aumentarli.

Filliétroz (U.V.) - Io rispondo brevemente, anche perché abbiamo intenzione di trasformare l'interrogazione in mozione perché, con queste cifre date, credo che anche il Consiglio non abbia una chiara visione, un prospetto, un quadro preciso della situazione finanziaria della Regione.

Dai dati, dalle cifre che qui sono state esposte, effettivamente, la situazione di cassa, cioè la situazione finanziaria della Regione appare precaria e difficile e forse non è mai stata così precaria in quanto prima c'erano quei depositi vincolati che garantivano le spese, garantivano cioè gli impegni. Ora, diminuendo queste somme, effettivamente gli impegni per il programma dei lavori pubblici, eccetera, non hanno più la garanzia, cioè avrebbero l'unica garanzia del versamento che dovrebbe fare lo Stato. Il versamento che deve fare lo Stato, noi lo sappiamo, arriva sempre magari un anno, due anni dopo, tre anni dopo, allora ci troviamo in una situazione difficilissima di anticipazioni di cassa, di pagare gli interessi che sono assai rilevanti di anticipazioni di cassa. È una situazione difficilissima. Forse una situazione così precaria non c'è mai stata anzi, io vorrei chiedere agli Uffici dell'Assessorato delle Finanze se una tale situazione di fondi di cassa in confronto agli impegni c'è mai stata finora.

Circa le cifre, vorrei far presente anche questo: queste anticipazioni sono arrivate a circa 700 milioni, mi pare, non 435 - che sono gli attuali - ma la richiesta era al 31 maggio e allora erano 700 milioni. Questo vuol dimostrare solo quanto dicevamo in sede di approvazione del bilancio, cioè che la gestione finanziaria di una Regione Autonoma non può essere sicura, non può avere una base sicura se non attraverso un riparto di quote fisse, che le somme versate dalle Regione in imposte rientrino bimestralmente, secondo i ruoli, in cassa e allora si fa un bilancio sicuro, preciso. Noi invece diciamo che il bilancio del 1967, se non tutto fasullo, è falso in parte perché dei 2 miliardi di riparto non se ne parla, gli altri 2 miliardi della quota dell'articolo 12 non sono ancora neanche stati introitati e non è stato introitato neanche il miliardo del 1966; anzi non c'è neanche il progetto di legge, il testo non è ancora neanche stato distribuito ai Deputati, a quanto mi risulta. Io quindi credo che la mozione...

Bordon (D.C.) - ... il miliardo dell'articolo 12 l'ho scartato io, quindi, ma è giusto che tu lo dica, sennò che razza di oppositore saresti?

Filliétroz (U.V.) - ... no, ma sono cifre precise... anzi lo discuteremo nella mozione del prossimo Consiglio, così sarà passato il 10 luglio, vedremo se effettivamente sono state introitate quelle somme, ma l'unica cosa che c'è, che questa discussione della situazione finanziaria non è a interpretazione o a demagogia, non è a parole: lì sono cifre: 2 + 2 fan 4! Si vedrà quindi. Ad ogni modo io intendo dimostrare che una situazione così precaria agli effetti finanziari e di cassa non c'è mai stata nella Regione fino ad oggi.

Germano (P.C.I.) - Io devo dare atto che per la prima volta abbiamo avuto una risposta chiara. Forse sarà anche merito dell'interrogazione nella quale c'erano domande alle quali bisognava rispondere. Ad ogni modo, è la prima volta che abbiamo una risposta chiara, quindi di questo sono soddisfatto.

Sono però insoddisfatto della situazione che si presenta, cioè quello che noi abbiamo detto si verifica puntualmente. In cassa dai 2 miliardi e mezzo, che prima erano vincolati, siamo a 1 miliardo 300 milioni, con 500 milioni - manca qualche decina di milioni - di anticipazioni di cassa, quindi ci riduciamo agli 800 milioni: questa è la realtà! Le spese e gli impegni che vi siete assunti dimostrano anche qui quanto di più ordinario si possa fare. Pensate solo che nel 1967 siamo a 4 miliardi e 274 milioni, in un bilancio presentato come di 23 miliardi! E siamo a metà dell'anno! Perché i vostri giornali continuano a dire: "23 miliardi, non escludono la fideiussione, continuano a parlare di un bilancio gigante". Ora c'è un bilancio proprio molto normale!

L'altro capitolo dei crediti verso lo Stato conferma che i ritardi e le denunce che abbiamo fatto noi sono più che mai attuali. Abbiamo 1 miliardo del 1966 che dovrebbe veder uscire un progetto di legge da presentare al Parlamento per la copertura, in base all'articolo 12, di questo miliardo, progetto di legge che non esce, non c'è.

Direi anche questa piccolezza: il fatto che abbiamo un saldo di quote variabili del 1965 di 47.218.342, riconosciuto, che ci devono dal 1965, non hanno versato neanche 47 milioni, neanche questo saldo di quote variabili del 1965! Se a questo aggiungiamo poi quello che lì non c'è, cioè gli altri 2 miliardi dell'articolo 12 sui quali non c'è nessun progetto di legge, i 2 miliardi in più di quota fissa sui quali voi avete rifiutato di presentare la legge di modifica del riparto fiscale, abbiamo l'idea della situazione finanziaria.

Io non faccio altri commenti perché intendiamo presentare una mozione dove si esamini con più larghezza...

Bordon (D.C.) - Vorrei fare una domanda: da quel prospettino, per caso, ti risulta che la quota mobile è stata aumentata di 1 miliardo? Ti risulta per caso che la quota mobile del 1965 era di 1 miliardo e 160 milioni, e adesso...

Germano (P.C.I.) - No, qui non risulta, ma io lo so.

Bordon (D.C.) - Dovrebbe risultare! Se lo si legge con quella obiettività che io penso sempre che si abbia...

Germano (P.C.I.) - ... qui non c'è la quota mobile...

Bordon (D.C.) - ... perbacco! In fondo alla penultima o terz'ultima riga c'è scritto: "quota variabile 1966 2 miliardi e 300 mila". Ora, la quota variabile del 1965 di quant'era?

Germano (P.C.I.) - Io lo so, ma qui non risulta.

Bordon (D.C.) - Come "non risulta"? Perché non si è voluto mettere! Perché noi qui dovremmo venirvi a dire che in quel prospettino, tanto per cominciare, malgrado tutti i disastri da voi pronosticati... ma questa è un'interrogazione e sprecheremo le poche cartucce che abbiamo quando discuteremo la mozione. Lì però c'è 1 miliardo di più nel 1966 di quanto avevate nel 1965. Ora, io naturalmente non mi aspettavo mica altre parole, perché sennò probabilmente...

Germano (P.C.I.) - No, ma io non ho finito... avevi detto che volevi farmi una domanda.

Bordon (D.C.) - Allora, solo questo, chiedo scusa. Il miliardo c'è, questo l'hai visto.

Germano (P.C.I.) - Questo lo so, non che l'ho visto! Te l'ho già detto. Era previsto anche nell'altro bilancio, non è una vostra scoperta. Io vi confermo che sono estremamente preoccupato della situazione finanziaria nella quale ci troviamo e noi ci troveremo ancora qui alla fine di quest'anno e avremo modo di confrontarci ancora. State tranquilli che sarete voi a essere in difficoltà, non noi, perché i fatti vanno in questa direzione, vanno in questo senso: che la situazione finanziaria è peggiorata e tenderà a peggiorare per come amministrate! Perché non volete sentire niente.

(voci)

Montesano (P.S.D.I.) - Guardi, Presidente della Giunta, questa è un'interrogazione. Io pregherei poi di rimandare la discussione a quando sarà discussa la mozione. Scusa, Assessore Bordon. Io chiedevo ai due interroganti se la mozione la presenteranno in un secondo tempo o se la presentano oggi. In un secondo tempo? Va bene.

Il Consiglio prende atto.