Oggetto del Consiglio n. 436 del 26 settembre 1979 - Verbale
OGGETTO N. 436/79 - Iniziative per fronteggiare la crisi energetica in Valle d'Aosta. Approvazione di mozioni.
Mozione
Preso atto che i capi di stato della CEE hanno rinunciato a qualsiasi scelta autonoma nel campo della politica energetica e dei rapporti con i Paesi dell'OPEC, al di fuori della paralizzante tutela americana;
Constatato che i Paesi dell'OPEC hanno in questi giorni deciso un consistente aumento dei prezzi del petrolio;
Visti gli episodi che si sono verificati in questi giorni: produzioni agricole deteriorate, voli charter bloccati, aerei Alitalia a terra, autotreni fermi, per mancanza di carburante;
Considerate le conseguenze che possono riversarsi sull'economia e sulla vita sociale del Paese con l'aggravarsi della crisi energetica;
Rilevato che il Governo italiano giunge del tutto impreparato ad una tale evenienza;
Preoccupato per il futuro economico della Valle d'Aosta, in particolare per il turismo invernale che richiede un forte consumo di gasolio da riscaldamento;
Il Consiglio regionale
Delibera
di impegnare la Giunta regionale a:
1) prendere immediati contatti con il Governo e con le altre Regioni alpine affinché, nel caso di difficoltà nei rifornimenti di gasolio, siano garantite le maggiori necessità delle Regioni di montagna;
2) predisporre, entro sei mesi, uno studio articolato sulla consistenza e sull'utilizzo delle fonti energetiche in Valle di Aosta.
Aosta, 29 giugno 1979
F.ti: Demetrio Mafrica - E. Cout - Bajocco
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Mozione
Visto che nessuna garanzia è stata data circa la regolarità e la tempestività nei rifornimenti di gasolio ed altri combustibili, nonostante che da oltre due mesi siano stati espressi da più parti allarmi e denunce;
Accertato che il rifornimento del combustibile in questo periodo è pressoché bloccato, costringendo in modo particolare gli albergatori e gli altri operatori turistici a non poter offrire, a quanti le richiedono, garanzie per la funzionalità degli esercizi, e tutto questo mentre sono in atto le prenotazioni per la prossima stagione turistica invernale;
Preso atto delle pubbliche denunce anche di altre categorie economiche che devono garantire la continuità del loro lavoro;
Rilevato come nelle condizioni attuali nessuna garanzia possono avere neppure i privati per il continuo riscaldamento delle loro abitazioni, cosa che dovrà essere assicurata, per la maggior parte del territorio regionale, già nel mese di settembre;
Constatato come nessun margine di tempo è più a disposizione e come agli allarmi delle categorie economiche e della popolazione valdostana non si può ora rispondere con la progettazione di più vasti piani energetici conferenze pubbliche, Commissioni, od altre iniziative, pur validissime, ma, in sostanza, dilatorie in rapporto alla soluzione del problema che deve essere immediatamente definito dal Governo regionale;
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Delibera
di impegnare la Giunta regionale a:
1) tenere conto che la situazione si è fatta più grave per la Valle d'Aosta e che essa non è risolvibile senza un preciso intervento dell'Ente pubblico regionale da realizzare con assoluta tempestività;
2) a porre al Governo centrale il problema dell'immediato prioritario rifornimento di combustibile alla Valle d'Aosta come prima, particolare "compensazione" a seguito dell'avvenuto sacrificio dei propri diritti sulle acque pubbliche, a causa della legge 6 dicembre 1962, n. 1640, come riconosciuto dalla stessa Corte Costituzionale;
3) a considerare il regolare rifornimento di combustibile e di altre fonti di energia (elettricità, ecc.) come una prima, parziale, immediata "compensazione", tenendo aperta la trattativa col Governo nei prossimi mesi per un completamento successivo della richiesta sulla base di un piano per una adeguata "compensazione" da presentare all'esame del Consiglio regionale entro il 15 ottobre prossimo e sulla considerazione che i diritti della Regione valdostana sono stati di fatto "sacrificati oltre i limiti richiesti dalla attuazione e dal pieno funzionamento della riforma dell'energia elettrica";
4) a riferire alla prossima riunione del Consiglio sui risultati della richiesta immediata e prioritaria di cui al precitato n. 2;
5) a presentare all'esame del Consiglio, nella prima riunione di ottobre, i risultati di una rilevazione diretta, a cura dell'Amministrazione regionale, dei consumi e dei reali fabbisogni (nei vari settori pubblici, economici, privati della Valle d'Aosta) di combustibile e delle previsioni minime e massime degli stessi, con indicazione delle fonti di indagine.
Il sottoscritto Consigliere regionale ringrazia ed ossequia.
Aosta, 3 settembre 1979
F.to: Maquignaz
Dolchi (P.C.I.) - Allora, chi è che illustra la mozione di cui al punto n. 43? La parola al Consigliere Cout.
Cout (P.C.I.) - Noi avevamo presentato questa mozione già il 29 di giugno e lo scopo era quello di richiamare l'attenzione della Giunta sui problemi del gasolio. Penso allora che questa mozione è stata più che opportuna, viste anche le mozioni che sono seguite, mozioni non solo sul gasolio, ma sulle altre forme di energia, e direi che è una mozione ancora più che attuale visto che il problema in particolar modo del gasolio non è ancora risolto. Nella mozione noi invitavamo la Giunta a prendere contatti con le altre Regioni alpine per garantire le maggiori necessità del riscaldamento delle zone di montagna, e così pure chiedevamo di prendere immediati contatti con il Governo. Tutto questo è già stato sollevato e suggerito da altri interventi, anche in quest'aula, e poteva essere eseguito facendo leva sul fatto che una grandissima parte di energia elettrica viene prodotta in Valle d'Aosta, mentre solo una minima parte di questa energia viene consumata in Valle. Ha fatto abbastanza la Giunta, non ha fatto abbastanza? Questo è da valutare.
In un dibattito alla RTA, l'Assessore diceva che aveva spedito lettere, che aveva spedito dei telegrammi, e che era stato a Roma anche con il Presidente della Commissione Industria, e si chiedeva in quell'occasione l'Assessore che cosa avrebbe dovuto fare ancora, se...forse andare dal Papa, ha detto proprio così...sembrava che era - ce lo diceva ieri mattina - passato oltre il Papa, per andare direttamente da Monti. Diceva ancora l'Assessore che questi problemi si presentano perché abbiamo la sfortuna di abitare vicino a Volpiano, esponendo la ragione per cui la maggior parte delle forniture di gasolio per la Valle d'Aosta dipendeva dai cosiddetti "petrolieri indipendenti" che, in tempi di prevalenza dell'offerta sul mercato libero internazionale, acquistavano più facilmente di quanto possano fare oggi.
Noi aggiungeremmo che ci sono anche altre ragioni e che buona parte del prodotto, una volta raffinato da alcune compagnie, viene dirottato all'estero perché si possono ottenere dei prezzi più alti e, oltre a questo, una crisi nei rapporti tra i Paesi produttori e consumatori di petrolio, che hanno posto fine - e direi in modo deciso - alle illusioni di una disponibilità illimitata di petrolio a basso prezzo. Scelte, quindi, che direi travalicano i confini della nostra Regione e delle quali, nostro malgrado, dobbiamo tenere conto. Come tutti, oltre a vivere in questo momento gli squilibri e le contraddizioni dello sviluppo capitalistico, dovremo considerare con forza un'esigenza dimenticata con troppa facilità: quella di fare un bilancio serio tra le risorse a disposizione, mettendo in primo piano le risorse di energia reperibili in loco, le risorse che saranno consumate, facendo leva sulle forme possibili di risparmio che possono essere messe in atto.
Una piccola riflessione su questo punto: anche se qualcuno dice che si soffre d'eccesso di tecnologia, si può facilmente vedere che invece è vero il contrario, e che è necessario, casomai, trovare tecnologie più adatte. Noi diciamo che non si può tornare indietro, anche se ci sono, da parte di molti, tentazioni bucoliche o di rivagheggiamento, di un'arcadia ormai lontana nei tempi. Diciamo che è necessario andare avanti, ma si pone il problema dell'energia, e tra i problemi dell'energia esiste il problema del gasolio e dell'energia prodotta con materiali non rinnovabili, e che incide in Italia - tanto per ricordare un dato - per il 92%; questi materiali, per produrre i quali ci sono voluti milioni di anni, vanno diminuendo, si può dire a vista d'occhio, e quindi va posto con forza il problema dell'energia alternativa.
Tutti aspettano un po' le città del sole; l'energia solare però, anche se è gratuita, una volta che gli impianti sono attivati, è praticamente illimitata, è difficile da intrappolare e la tecnica è solo ai primi passi su questa strada. Ci sono, d'accordo, altre strade: l'energia eolica, l'energia nucleare e altre fonti di energia che non sto a citare, però il problema rimane di andare al più presto all'uso di tutte le alternative possibili. Ma qui esistono problemi, almeno al momento attuale, e quindi rimane un'alternativa che va presa in considerazione ed è l'alternativa del risparmio, che è la più sicura e anche necessaria, in attesa di altre soluzioni. Questo sarà il nodo di fondo, una riflessione che anche da parte della Giunta regionale doveva essere fatta in tempo. Infatti, pur non volendo addossare alla Giunta regionale la responsabilità della crisi petrolifera, diciamo che i problemi che potrebbero essere risolti in modo più tempestivo non sono certamente aiutati nella loro soluzione dal modo di governare della Giunta che li affronta alla giornata, senza programmare, senza riuscire a porseli per tempo, senza aprire un dibattito su di essi nelle varie e opportune sedi. Intanto la situazione rimane grave, e se prendere gli opportuni contatti alla fine di giugno poteva essere una cosa, prenderli ora diventa ancora più difficile; per ben che vadano le cose, non avremo certamente un inverno facile!
I dati in nostro in possesso per la fornitura di gasolio, in Valle d'Aosta, sono i seguenti: nel primo trimestre del 1978 sono state fornite 22.251 tonnellate; nel primo trimestre del 1979 ne sono state fornite 2.140 in meno; nel secondo trimestre del 1979 - e tralascio gli altri dati - ne sono state fornite 9.521, cioè sono state fornite parecchie tonnellate in meno; in totale, nel primo semestre, c'è stata una bella differenza di tonnellate. E le cose tendono a peggiorare, lo facevo osservare anche all'Assessore Chabod, ieri mattina...almeno se non si trovano soluzioni. Altri dati potrebbero essere riportati, dati di cui siamo in possesso, ma tralasciamo di ricordarli anche per l'ora in cui ci troviamo a discutere. Penso sia piuttosto compito del Governo regionale avviare un'analisi precisa dei fabbisogni, e non solo per il gasolio, ma per i prodotti petroliferi in genere, per gli altri consumi di energia e per quanto riguarda l'utilizzazione delle varie fonti di energia, assieme ad un'analisi di eventuali fonti, direi di tutte le fonti possibili...quindi diciamo che la nostra mozione è ancora attuale e valida.
Assieme a tutte le altre iniziative che si prenderanno in questo senso rispetto ai vari aspetti del problema, un esempio che può essere riportato è una nostra interpellanza che abbiamo presentato per la discussione del prossimo Consiglio, per garantire ad esempio una fornitura minima di gasolio per il riscaldamento ai nuclei familiari di pensionati con un certo reddito, in quanto maggiormente sfavoriti in quella che sarà certamente una corsa agli approvvigionamenti. Altri esempi ve ne saranno senz'altro, quali la Conferenza sull'energia, ma che non possono - ed è qui che noi vogliamo insistere - togliere alla Giunta compiti che deve assumersi al più presto. Tra questi compiti, appunto, oltre a quello dell'analisi delle risorse che noi indichiamo, vi è la necessità di dotarsi di strumenti di uffici in grado di pilotare le forniture di energia secondo scale di priorità fra le zone di alta montagna e le zone di fondovalle, tra le industrie ed i consumi privati, per forniture ospedali, scuole, abitazioni di persone anziane, uffici e seconde case. Un altro compito è esaminare in modo documentato - e costi alla mano - le possibilità tecniche ed economiche di far arrivare in Valle d'Aosta il metanodotto che oggi giunge sino ad Ivrea. Un altro compito è prendere contatti urgenti con il Governo, l'ENEL e l'ENI per garantire le forniture minime adeguate di energia, e prodotti petroliferi alla Valle d'Aosta, facendo leva sul fatto appunto che...dicevamo già prima ed è stato sollevato da altri...che siamo una Regione alpina che, oltre ad avere un inverno più freddo, produciamo una grandissima quantità di energia e qui bisogna appunto fare una riflessione sul fatto che i maggiori rifornimenti arrivano da Volpiano, da lì, dall'AGIP (mi sembra che noi riceviamo in Valle d'Aosta solo il 15% del gasolio che ci viene fornito in totale). Un altro compito è studiare norme e decreti regionali che siano capaci di ridurre gli sprechi di energia, favorire attraverso apposite leggi la produzione in Valle d'Aosta di energia dolce idroelettrica, solare o eolica...ci saranno senz'altro altre proposte che dovranno essere approfondite...chiediamo quindi di poterle discutere nelle sedi e nei momenti più opportuni.
Se una riflessione può ancora essere fatta è sul futuro e sulle condizioni di vita dei Valdostani...dipenderà in buona parte da quanto si farà rispetto ai problemi dell'energia. Diciamo quindi che è un problema serio, che non va sottovalutato, e che deve essere affrontato in tempo, prima che non sia troppo tardi.
Si dà atto che dalle ore 20,06 presiede il Vice Presidente Faval.
Faval (U.V.) - Altri che prendono la parola sul punto n. 43? La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Credo che anche se l'ora non è delle più adatte, l'importanza di questo argomento, come è stato anche stabilito da un voto del Consiglio, meriti una riflessione.
La nostra mozione affrontava il problema del gasolio come elemento contingente su cui riflettere per prendere in esame il tema più generale dell'energia. Questo tema dell'energia rappresenta, oggi, una scadenza importante a tutti livelli, a livello mondiale ha posto dei problemi, a livello nazionale, e - come si è verificato e si continuerà a verificare purtroppo crudamente quest'inverno - anche nella nostra Regione. Si tratta in questo dibattito di uscire con la volontà di andare a soluzioni positive, a soluzioni che trasformino in senso progressivo i rapporti ed il modello di sviluppo della nostra società. Esiste - e credo che valga la pena citarlo - uno squilibrio nei consumi a livello mondiale che è insostenibile, che ormai è entrato in crisi: mentre in Canada, per fare un esempio, si consumano per abitante 11.000 chilowatt all'anno, negli Stati Uniti se ne consumano 9.000, in Paesi come la Cina si consumano meno di 100 chilowatt. Anche in Italia c'è una distinzione molto accentuata: per esempio nella Valle d'Aosta, che è la Regione che ha il più alto consumo pro-capite, siamo intorno ai 6.500 chilowatt pro-capite; nell'Italia meridionale il consumo è inferiore ai 1.000 chilowatt. C'è da dire che finché il consumo energia e il prodotto nazionale lordo di un Paese come gli Stati Uniti continuerà ad essere rispettivamente 51 volte, 46 volte quello di un Paese come l'India, ecco, certamente non si avrà, senza il pericolo di gravi lacerazioni nel mondo, una fase tranquilla nella storia dell'umanità.
Noi crediamo che quella proposta politica che abbiamo fatto, e che ancora non è stata capita, che comunque resta ferma per noi, quella dell'austerità, vada intesa...l'austerità non significa far pagare a qualcuno dei prezzi così, tanto per farli pagare...significa distribuire, fare il conto delle risorse, distribuirle in modo più equo per evitare che l'umanità, che il nostro Paese, vadano incontro a periodi di gravi tensioni. In Italia il problema è drammatico, lo diceva prima Cout: siamo dipendenti dall'estero, per il 70%, solo per i prodotti petroliferi; siamo anche dipendenti per la produzione di metano; questa dipendenza continuerà ad aumentare perché le fonti italiane di metano si stanno man mano esaurendo, mentre arriveranno tra poco prodotti di questo tipo dall'Algeria, e quindi la nostra dipendenza tenderà ad aumentare. Noi crediamo che in questo senso si debba intervenire avviando a livello di Comunità Europea un rapporto diverso con i Paesi del Terzo e Quarto Mondo, agendo in Italia per differenziare le fonti di energia, per privilegiare le fonti rinnovabili e pulite per andare anche ad un uso controllato, e che non rappresenti una scelta irreversibile dell'energia nucleare per quella parte che non sarà possibile coprire con altre fonti.
E com'è la situazione in Valle d'Aosta? Io ho cercato di fare delle indagini attraverso gli uffici regionali, e devo dire che innanzitutto è spaventosa la carenza di dati. Credo che il nostro partito sia in possesso - sull'energia in Valle d'Aosta - di un numero di dati superiori a quello in possesso dall'Amministrazione regionale...ecco, qui si tratta innanzitutto di dare maggiore importanza a questa fase della ricerca dei dati. Diceva ieri Mappelli, nel corso di una sua interpellanza, che noi produciamo 3 miliardi e mezzo di chilowatt, che questa è una cifra consistente, e anche nella mozione che discuteremo tra poco, e che è abbinata...quindi penso che la si possa discutere contemporaneamente a quella del Consigliere Maquignaz...si parla di una compensazione da parte dello Stato per il peso dell'energia elettrica rispetto all'energia elettrica complessiva prodotta nel Paese, ma nessuno ha mai fatto dei conti e nessuno ha mai fatto delle riflessioni!
C'è da dire questo: che l'energia elettrica prodotta in Valle d'Aosta non è un dato costante, non è un dato in espansione. Innanzitutto i 3 miliardi e mezzo di chilowatt sono la produzione del 1977, che è stato un anno eccezionale; nel 1978 la produzione in Valle d'Aosta di energia elettrica era già scesa appena appena al di sopra, quindi c'era stato mezzo miliardo di chilowatt in meno. Se poi si va a fare la media della produzione tra il 1974 e il 1978, si vede che si scende sotto i 3 miliardi di chilowatt, mentre a livello nazionale la produzione di energia elettrica continua ad aumentare, perché è facile produrre nuova energia elettrica, basta usare gasolio, basta usare il nucleare, e aumenta facilmente, allora, la percentuale di energia elettrica. Se utilizziamo il dato del 1977 rispetto alla produzione elettrica complessiva del Paese...era per la Valle del 2,14%, mentre la produzione per il 1978 era già scesa all'1,76; ora, mentre diciamo per la produzione idroelettrica in Valle d'Aosta almeno di non affrontare...e mi auguro che si possa affrontare anche questo problema...la questione di nuove possibili produzioni in Valle di energia elettrica rimane costante, tende a diminuire il peso percentuale della nostra produzione rispetto alla produzione nazionale, quindi diminuiscono sempre più le possibilità nostre di far pesare questo tipo di discorso.
C'è però un fatto che ci dà effettivamente delle "armi", se vogliamo chiamarle così, in mano, ed è il rapporto tra produzione di energia elettrica di fonte idroelettrica in Valle d'Aosta e nel Paese. Ora, per alcuni tipi di energia elettrica è possibile andare ad un certo sviluppo, condizionato da vincoli ecologici: per esempio le centrali termoelettriche producono dei guai, le centrali nucleari possono produrre guai ancora più grossi, però è facile aumentare la produzione di energia elettrica in questo modo. Non è invece facile aumentare produzione di energia elettrica di fonte idroelettrica, la percentuale di energia elettrica prodotta in Valle d'Aosta rappresenta ancora circa il 7,7% della complessiva energia elettrica di fonte idroelettrica a livello del Paese. C'è, partendo da questi dati, la necessità di fare degli sforzi e di esaminare come stanno le cose.
Parlava prima Cout di un censimento dei consumi...si tratta di fare in Valle d'Aosta - e questo è citato nella nostra mozione - un piano energetico regionale, un piano energetico regionale, che faccia proprio l'analisi, Valle per Valle, di tutte quelle che sono le risorse disponibili e che faccia anche, servizio per servizio, condominio per condominio, industria per industria, il censimento di tutti i consumi che ci sono in Valle; sulla base di questo si tratta poi di stabilire come Regione dei criteri che possano andare nello sviluppo dell'energia, e dei criteri che possano essere utilizzati per l'utilizzazione di questa energia.
Noi crediamo che questo sia il primo passo serio da fare e quindi avere...non sappiamo se questo lavoro possa essere avviato attraverso i Comuni, alcuni Comuni penso che siano in grado di farlo, oppure se sia più opportuno cercare già oggi un'apposita équipe di studiosi che, con l'aiuto di studenti, si metta in moto, ma questo è un compito che penso possiamo lasciare alla Giunta. L'importante è cominciare a muoversi prima, perché l'imprevidenza, 1'impreparazione fanno sì che si cominci a muoversi proprio quando diventa praticamente impossibile ottenere dei risultati.
Io ho forti dubbi che facendo delle ordinazioni adesso si possa ottenere per esempio il gasolio in tempi utili per scaldare già i primi...questo problema la Giunta lo sentirà penso molto acutamente tra qualche settimana. Noi crediamo anche che vada posta grande attenzione ai rapporti con gli Enti di Stato preposti alla fornitura di energia. È stata eseguita da poco tempo una Commissione per l'ENEL, ha cominciato ad avere alcuni rapporti, però occorre una spinta decisa da parte dell'Amministrazione regionale, non può essere delegata una Commissione per quest'attività. Ecco, occorre che con l'ENEL, con l'ENI, si abbiano dei rapporti di collaborazione molto stretti. Se noi, per esempio, con l'ENEL abbiamo dei rapporti più stretti, possiamo far fare all'ENEL - come è stato fatto in alcune Regioni - un piano, una carta idrogeologica; per esempio possiamo far fare all'ENEL un piano di utilizzazione delle centraline che all'ENEL non interessano più, possiamo far fare all'ENEL anche dei progetti per un uso plurimo delle acque a fini di produzione di energia, a fini di irrigazione, a fini industriali...ecco, tutte queste cose sono possibili, però è necessario non considerare questi Enti come astratti o come dei nemici a priori, ma come interlocutori con cui avere dei rapporti.
Con l'ENI, con l'AGIP, la stessa questione: se invece di affidarsi esclusivamente alle leggi del mercato e alle leggi della prossimità avessimo già stabilito con l'AGIP dei rapporti, probabilmente avremmo potuto chiedere che per questo inverno...perché già da gennaio si era visto il calo dei rifornimenti in Valle d'Aosta...avere per questo inverno dei quantitativi stabiliti, che la Regione poteva anche verificare come distribuire, con quali priorità. Oggi diventa più difficile...altre Regioni, per esempio l'Emilia Romagna, ci hanno pensato per tempo...la nostra Regione non ci ha pensato, ma io credo che la proposta di avere dei contratti, perlomeno per i servizi pubblici, perlomeno per le strutture pubbliche, con questa società pubblica possa facilitare di molto il problema del rifornimento complessivo.
Poiché l'ora è tarda, non mi dilungo di più; faccio ancora un'ultima osservazione. Noi crediamo che quindi le cose vadano affrontate prima di tutto con metodo e, in secondo luogo, con serietà; affrontarle con metodo significa partire da una ricerca, fare delle proposte, e poi andare, sulla base di queste proposte, alla realizzazione di piani concreti come per l'edilizia si fanno o si dovrebbero fare: i piani urbanistici regionali, i piani di comune. Ecco, è possibile fare delle carte regionali dell'energia per i consumi e per le fonti che possano poi essere definite anche a livello più particolare. Con serietà significa non rivolgersi agli Enti di Stato soltanto nei momenti di necessità, con l'acqua alla gola, quando diciamo non è possibile ottenere - anche per le concrete situazioni -molto, ma avere una politica verso questi Enti, avere delle proposte, discutere, collegarsi, stabilire dei contatti e verificare che cosa sia possibile fare.
Noi non crediamo molto ad alcune cose che sono state dette in Consiglio, non crediamo di essere né in grado di fare ricatti, né in grado di chiedere particolari privilegi; credo che siamo in grado di avere invece dei rapporti di cooperazione e di far capire quelle che sono le esigenze prioritarie di una Regione di montagna. Le Regioni di montagna devono avere, proprio perché la temperatura è più rigida, delle condizioni particolari nel rifornimento per esempio di combustibile che altre Regioni possono chiedere, non crediamo che si possa porre in termini di ricatto la questione come qualcuno ha forse anche ventilato, perché se è vero che forniamo al resto del Paese circa 2 miliardi di chilowatt, ecco, 2 miliardi e 860 nell'anno 1977...però la media è intorno ai 2 miliardi di chilowatt...facendo il calcolo e sommando il gasolio, il kerosene e l'olio combustibile, la benzina, se sommiamo i prodotti consumati dalla Valle d'Aosta, vediamo che abbiamo già raggiunto circa un miliardo di chilowatt facendo l'equivalenza.
Io penso quindi che questa sia la proposta, questo è il senso della nostra mozione; pensiamo di poter tornare su questo argomento nelle Commissioni, e diciamo in occasioni in cui i Consiglieri possano anche discutere più tranquillamente senza l'assillo di andare a casa...ecco, pensiamo che si debba fare qualcosa.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Vice Presidente Maquignaz.
Maquignaz (D.P.) - Innanzitutto penso che debba un po' scusarmi con i Consiglieri presenti, perché ho sollevato questo problema...mi rendo conto che siamo tutti stanchi; d'altra parte, l'ho sollevato perché ritengo che il problema del gasolio, il problema di garantire la fornitura del gasolio sia un problema, se non drammatico, estremamente delicato. Chi vive nei paesi di montagna sa benissimo che tutte le popolazioni sono estremamente preoccupate, e se non riusciremo a risolvere in tempi brevi questo problema avremo delle grosse difficoltà, non solo come Consiglio...penso che anche la Giunta avrà dei grossi problemi, delle grosse difficoltà. Mi scuso se nella mia relazione illustrativa alla mozione sarò un po' lungo, d'altra parte penso che il problema meriti la giusta considerazione.
La mozione che abbiamo presentato chiede che il problema del rifornimento del combustibile alla Valle d'Aosta faccia parte di un complesso di richieste di compensazione che la Giunta regionale dovrebbe presentare al Governo quale risarcimento dell'avvenuto sacrificio dei propri diritti sulle acque pubbliche, a causa della legge di nazionalizzazione dell'energia elettrica del 1962. Questo complesso, questo pacchetto di compensazioni dovrebbe essere predisposto dalla Giunta regionale e, come si chiede con la mozione al punto 3, dovrebbe essere presentato all'esame del Consiglio nella seconda riunione di ottobre. Nella mozione si dice "entro il 15 ottobre", intendendosi però la presentazione alle Commissioni, in modo che venga posto all'ordine del giorno del Consiglio regionale possibilmente nella seconda metà di ottobre...veda poi la Giunta regionale che cosa inserire nel pacchetto di compensazione, che cosa richiedere.
La mozione indica solo una delle compensazioni: la prima, la più urgente, e cioè regolare il rifornimento di combustibili e di altre fonti di energia elettrica quale elettricità. Il problema della compensazione a seguito della legge di nazionalizzazione delle acque non è mai stato, a mio avviso, affrontato dalla Giunta regionale con quell'approfondimento e con quella risolutezza che avrebbe già da tempo meritato. Ora, però, la crisi energetica ci impone di attivare ogni possibile iniziativa e questa che viene ora suggerita può rientrare, a mio avviso, fra quei mezzi che l'urgenza e la necessità impongono, al di là delle attese e delle prudenze, utilizzando...oso dire coraggio e, se vogliamo, fantasia, anche astuzia. Così come giustamente fece osservare la difesa della Regione di fronte alla Corte Costituzionale nella causa di legittimità della legge 6.12.1962, la legge di nazionalizzazione dell'energia elettrica - che ha un monopolio a favore dell'ENEL - ha stravolto la potestà della Valle d'Aosta di utilizzare, anche direttamente...e di subconcedere le acque pubbliche avute in concessione sulla base della libera concorrenza.
L'eliminazione di questa possibilità di concorrenza ha svuotato di contenuto e di pregio, anche economico, la potestà di scelta della Regione, secondo i suoi interessi regionali. La Regione è stata poi messa totalmente nelle mani dell'ENEL per l'attuazione di nuovi impianti, ha visto togliersi anche le concessioni e le autorizzazioni amministrative in atto attinenti alla produzione di energia elettrica, ha visto togliere la scadenza alle concessioni di derivazioni per forze motrici trasferite all'ENEL e alle altre approdate all'ENEL dopo la sua costituzione; ha visto, infine, compromessa la potestà legislativa integrativa in materia di disciplina dell'utilizzazione delle acque pubbliche ad uso idroelettrico, potestà che qualcuno in dottrina addirittura ritiene "non integrativa", bensì "complementare".
Poiché la Corte Costituzionale, con sentenza n. 13 del 1964, respingendo i ricorsi della Regione, auspicò che si provvedesse al contemperamento tra le esigenze nazionali e quelle regionali, visto che il legislatore non aveva ancora provveduto in quanto i poteri e i diritti della Regione erano stati compromessi per effetto della nazionalizzazione, la Giunta regionale Dujany, appena insediata, iniziò l'opera necessaria per ottenere l'attuazione della raccomandazione della Corte Costituzionale, innanzitutto sul piano normativo.
Con deliberazione della Giunta n. 3143 in data 9 settembre 1970, la Giunta approvò la presentazione al Parlamento di un disegno di legge relativo alla definizione dei rapporti con l'ENEL sull'utilizzazione, a fini idroelettrici, delle acque in Valle d'Aosta, in relazione alla nota sentenza della Corte Costituzionale del 1964 sul ricorso della Regione contro i decreti di trasferimento all'ENEL degli impianti idroelettrici funzionanti in Valle d'Aosta. Con un'altra deliberazione della Giunta Dujany, nel 1970, presenti i Parlamentari valdostani Berthet e Ollietti, veniva approvato, sulla questione della "legge ENEL", quanto segue: in relazione alla difficoltà di inserire - nella proposta di legge per la revisione delle norme sul riparto delle entrate erariali fra Stato e Regione - una norma recante autorizzazione all'imposizione a carico dell'ENEL di un'imposta regionale sull'energia prodotta dagli impianti esistenti nella Regione, dà mandato ai Parlamentari valdostani di farne oggetto di proposta di legge di loro iniziativa, sulla quale ottenere l'adesione di vari Parlamentari appartenenti ai partiti della coalizione governativa. Successivamente, sempre la Giunta regionale Dujany, incaricava i nuovi Parlamentari Onorevoli Filliétroz e Chanoux di presentare la proposta di legge con cui, in relazione alla nota sentenza Corte Costituzionale, si doveva risolvere in forma corretta e conforme allo Statuto regionale i rapporti tra lo Stato, la Regione e l'ENEL, e si prevedeva la possibilità, appunto, di istituire un'imposta a carico dell'ENEL. Si è così giunti, dopo tutta questa trafila, alla famosa legge del 5.2.1965 di Filliétroz che disciplinava il rapporto di subconcessione tra Regione ed ENEL, attuando così, soltanto però sul piano normativo, solo sul piano normativo, la raccomandazione della Corte Costituzionale di cui ho appena fatto cenno.
Sul piano di alcune compensazioni finanziarie, la Giunta Dujany ottenne poi il risultato del pagamento da parte dell'ENEL dei canoni che non venivano più versati addirittura dal 1962. Tutto questo, compresa la legge Filliétroz, non poteva e non può esarcire il danno completo a seguito del sacrificio patito, occorreva evidentemente regolarizzare il passato, ottenere i denari versati e definire sul piano normativo il rapporto tra l'ENEL e la Regione.
Occorre ora aggiungere, a nostro avviso...ottenere la compensazione del danno subito da parte dello Stato. La sentenza della Corte Costituzionale a noi sfavorevole venne emessa in un periodo in cui la dottrina era concorde nel vedere la posizione dello Stato e della Corte Costituzionale completamente sfavorevoli alle Regioni, ma poi è noto come con l'istituzione delle Regioni a Statuto ordinario...che questa rigida posizione si è venuta attenuando un poco alla volta. Comunque quella sentenza, ancorché emessa nel primo periodo, quello sfavorevole, cioè nel 1964, riconosceva (e cito proprio quello che la sentenza dice) che: "i diritti della Regione valdostana sono stati di fatto sacrificati oltre i limiti richiesti dall'attuazione e dal pieno funzionamento della riforma dell'energia elettrica"; cioè, nella sostanza, la Corte Costituzionale ha emesso una sentenza, però di fatto ha riconosciuto che i diritti del popolo valdostano e della Valle d'Aosta venivano in tal modo sacrificati.
Ebbene, noi vogliamo invitare la Giunta regionale, data la grave congiuntura, di ripartire da qui e di presentare al Governo centrale un piano di compensazione di questo sacrificio, riconosciuto dalla Corte Costituzionale come ho detto, e verificato che in tutti questi anni il pieno funzionamento della riforma dell'energia elettrica...ha dimostrato che poteva benissimo funzionare senza bisogno di questo sacrificio. La Giunta regionale viene invitata, come ripeto, a preparare questo piano di compensazione, questa serie di richieste, e presentarlo al Consiglio, possibilmente.
Sono disponibile a discutere eventualmente sul termine "nella seconda quindicina di ottobre", con queste precisazioni: che la prima delle richieste da porsi subito, ancor prima di predisporre il piano, deve essere quella di regolare il rifornimento di combustibile e di energia elettrica per l'inverno; questa richiesta deve essere rivolta al Governo e deve essere tenuto ben presente che è prioritaria e parziale, ed avviare le trattative urgentissime, in modo da poter già riferire al Consiglio - come si richiede al punto 4 della mozione - nella prossima riunione del Consiglio che ci sarà nel mese di ottobre.
Avrei ancora...dovrei continuare ancora su questo argomento; non continuo perché l'ora è molto tarda, comunque penso che si tratti anche in questa occasione di riprendere un discorso che numerose forze politiche autonomiste, forze politiche rappresentate anche da partiti nazionali, hanno portato avanti, soprattutto un discorso che hanno portato avanti i maggiori leader autonomisti in Valle d'Aosta, a cominciare da Caveri, a Dujany, a Filliétroz - che recentemente purtroppo è mancato -, e questa battaglia che queste persone hanno portato avanti ha sempre avuto lo scopo di ridare alla Valle d'Aosta l'antico e secolare...e plurisecolare diritto che il popolo valdostano aveva sulle acque.
Io chiedo quindi veramente alla Giunta regionale di capire questo problema, di riprendere questo discorso che nel passato è stato portato avanti, e di vedere in modo benevolo la mozione che ho presentato.
Faval (U.V.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Fosson.
Fosson (D.C.) - È indubbio che il problema energetico del gasolio e dell'energia per il riscaldamento, con l'inverno che si avvicina, sia un problema impellente e grave, che va sicuramente risolto con la trattativa con lo Stato per avere maggiori fonti energetiche. Quindi, in questo senso, il discorso del censimento dell'energia da una parte, dell'energia necessaria o dell'energia prodotta in Valle d'Aosta o, dall'altra parte, il discorso della compensazione dell'energia, del pacchetto di compensazione fra l'energia prodotta in Valle d'Aosta e quella fornita dalla Valle d'Aosta...possono essere dei discorsi validi, anzi, sicuramente lo sono...i diritti secolari dei Valdostani sulle loro acque, il diritto quindi dei Valdostani a sfruttare le loro acque come fonte energetica.
Io però vorrei mettere l'accento su un altro problema, su un problema che è "a monte", come si dice adesso con un termine forse troppo usato: il problema, che è un problema generale...il problema della fame di energia nella nostra epoca e nella nostra società. A nostro avviso, non possiamo fare il discorso dell'energia per la Valle d'Aosta limitato al nostro orizzonte, può avere un significato per la nostra realtà, ma facendo un discorso di questo tipo perdiamo tutta un'altra ottica, un'ottica più generale.
Noi riteniamo che il discorso debba essere necessariamente più ampio, un discorso che coinvolga tutto lo Stato, tutta l'Europa, e forse tutta l'umanità. Dicevo prima che è un discorso di ricerca di nuove fonti di energia...in fondo la nostra società ha bisogno continuamente di energia, e quindi, se per certi versi può essere giusto il discorso dell'austerità del comprimere certe forme di diseguaglianza o di spreco di energia, dall'altra parte dobbiamo anche vedere il rovescio della medaglia...rendiamoci conto che una ripresa industriale in questo momento ci troverebbe assolutamente impreparati, soprattutto in Italia...perché? Perché non ci sono state delle scelte! Quando era il momento di fare delle scelte - forse 7, 8, 10 anni fa - sulle centrali nucleari sono state date forse delle indicazioni alle quali, poi, in pratica, si è disatteso...e parlo per il Partito Comunista, che ad un certo punto si è messo a seguire le preoccupazioni di Pannella, le preoccupazioni ecologiche...e parlo anche della Democrazia Cristiana, che a livello centrale può essere d'accordo sulle centrali nucleari, e poi, in pratica, nelle diverse Regioni - si veda il Molise - quando si vede di fronte...quando gli esponenti locali della Democrazia Cristiana si trovano di fronte l'installazione di una centrale nucleare sono le prime ad alzare gli scudi contro l'installazione di questo tipo...quindi il problema, dicevo, è di scelte di fondo.
Rendiamoci conto...la Francia mi pare abbia in cantiere la costruzione di 30-40 centrali nucleari...rendiamoci conto che il chilowatt nucleare costa molto meno della metà di un chilowatt prodotto per via termica...non so il paragone con l'energia elettrica, ma mi sembra che possa essere analogo. Quindi, di qui a dieci anni, noi ci troveremo ancora più handicappati di quanto non siamo oggi.
Noi siamo pertanto d'accordo sulle preoccupazioni che ci sono per la nostra Regione, però il nostro invito è di renderci conto che i problemi vanno visti, sì, con la nostra ottica di Regione, ma non possono prescindere da un'ottica più generale, non possono prescindere da una solidarietà più ampia e da un discorso più ampio al quale, anche noi, siamo chiamati a dare delle risposte.
Si dà atto che dalle ore 20,40 riassume la Presidenza il Presidente Dolchi.
Dolchi (P.C.I.) - Ha chiesto di parlare il Vice Presidente Faval che ha la parola.
Faval (U.V.) - Mah, visto come si è allargato il dibattito su questo argomento, io penso che potremmo addirittura parlare anche della mozione di cui al punto n. 44 dell'ordine del giorno, dal momento che si è lungamente dibattuto circa la funzione dell'ENEL, circa la funzione anche di questa Commissione; per cui, se mi è consentito, vorrei fare alcune riflessioni sulle cose che sono state dette.
Il Consigliere Fosson ritiene che una certa impostazione di questo problema possa divenire un manifestare un certo egoismo da parte della Regione Autonoma Valle d'Aosta nei confronti dello Stato, da una parte, e quindi dell'esigenza di quello che è il resto del Paese, e ci dice che dobbiamo invece badare al problema più generale e non fare delle richieste che non sarebbero accettabili...questo è senz'altro vero; è altrettanto vero, però, che noi dobbiamo badare a quelli che sono i mezzi, gli strumenti che abbiamo a disposizione e l'ambito entro il quale possiamo utilizzare questi strumenti.
Naturalmente io sono convinto che in questo momento noi stiamo subendo le scelte che altri hanno fatto per conto nostro e anche contro - molto probabilmente - la nostra volontà. Mi spiego: di recente, con il Consigliere Mafrica, e cioè nel mese di giugno, abbiamo avuto occasione di partecipare ad un convegno organizzato dall'ENEL appunto sul problema energetico in Italia. Bene, l'impressione che io ho avuto...e mi pare sia condivisa anche dal Consigliere Mafrica...sia quella che l'ENEL stia agendo in Italia per farci fare la scelta nucleare. Detto questo, personalmente ritengo che se siamo arrivati a questo punto ci siano dei motivi ben precisi, e sono dei motivi che vanno al di là della nostra volontà, vanno al di là anche della capacità in questo momento - o della volontà, piuttosto, in questo momento - dell'Italia di operare in direzioni diverse. Sempre in quell'occasione, c'è stato un docente dell'Università di Roma che ha denunciato questo fatto: secondo le sue affermazioni ci sono dei piani utilizzabili sia sul piano economico che sul piano industriale per sfruttare, in questo momento, in Italia, l'energia solare. Questi piani sono tenuti ben chiusi nei cassetti di qualche docente o di qualche esponente politico che vieta così al Parlamento italiano - e quindi al Paese - di fare delle scelte che potrebbero evidentemente evitare di farne altre forse più pericolose.
A questo punto, forse vale anche la pena di prendere in considerazione anche un altro aspetto, e cioè che l'Italia, facendo parte di un certo schieramento internazionale, deve dipendere più o meno direttamente per un certo tipo di rifornimenti, diciamo così, da un Paese quale gli Stati Uniti, che in questo momento non ha ancora adottato, non ha ancora messo a punto una tecnologia che consenta di sfruttare l'energia solare, e impone ai Paesi satelliti e subalterni di fare le scelte che consentono a questo Paese di vendere la propria tecnologia, da una parte, e, dall'altra, le fonti energetiche da sfruttare con questa tecnologia, che in questo caso è l'uranio.
Quindi il discorso mi pare abbastanza semplice, cioè semplice certamente no, comunque abbastanza chiaro: in questo momento l'Italia...e ne abbiamo visto i prodromi nei giornali quando ci vengono preannunciate 48 ore di black out nei prossimi mesi invernali...io non sono un tecnico, chiedo scusa, ma non riesco a capire come si possano programmare 48 ore di black out con la sicurezza con la quale l'ENEL ha dato questi dati! Questo cosa significa? Significa che si vuole per forza dall'opinione pubblica il placet alla scelta nucleare, placet che in questo momento certamente l'opinione pubblica non è disposta a dare, perché sono recentissimi i disastri, o perlomeno gli incidenti...diciamo così, per essere più corretti...gli incidenti che sono avvenuti negli Stati Uniti e in Inghilterra, le cui conseguenze comunque esattamente e concretamente non conosciamo ancora. D'altra parte, di fronte ad un cambiamento repentino di modello di vita, di fronte ai disagi che la mancanza di energia elettrica, sia essa idroelettrica o termoelettrica, può provocare, certamente l'opinione pubblica potrebbe mutare l'atteggiamento che ha in questo momento, per cui la via che si sta tracciando è quella della scelta nucleare.
Personalmente io sono assolutamente contrario ad una scelta di questo genere per vari motivi, che forse non è il caso di prendere qui, noi, come Regione Autonoma della Valle d'Aosta; abbiamo invece a disposizione intanto una ricchezza immensa, che è quella idroelettrica...non sto a ripetere quanto è stato detto dai Consiglieri che mi hanno preceduto circa la quantità prodotta o meno, che cosa...quali sono le riflessioni da farsi, anche se c'è una certa divisione di pareri - mi pare una certa opposizione di pareri - tra quanto è stato detto e sostenuto dal Partito Comunista e dal Consigliere Maquignaz. Aggiungo che vi sono anche - sempre all'interno dell'energia idroelettrica prodotta in Valle d'Aosta, per esempio, cioè sulla potenzialità - degli sprechi enormi.
Sappiamo che potremmo benissimo produrre in un modo che l'ENEL non intende prendere in considerazione perché costituisce una quantità di energia che l'ENEL ritiene di non poter sfruttare per il tipo di attrezzature che dovrebbe mettere in atto, ma che noi stessi, qui, in Valle d'Aosta, a livello di alpeggi, di rifugi di alta montagna, potremmo senz'altro utilizzare, e questo tra l'altro mi pare estremamente importante perché non possiamo continuare, cioè dobbiamo senz'altro insistere nel far sì che la montagna non venga abbandonata. Dobbiamo però far anche sì che questo diventi un discorso concreto, e uno degli strumenti, uno dei mezzi per ottenere questo obiettivo, per raggiungere questo obiettivo, mi pare sia quello di riuscire a portare in alta montagna l'elettricità, perché tutti sappiamo quali sono i vantaggi dell'avere l'elettricità in alta montagna, cosa che attualmente l'ENEL non può fare, perché il metodo utilizzato dall'ENEL è quello di trasferire dal basso verso l'alto l'energia, quando invece in alto si può produrre direttamente senza, con dei costi bassissimi.
Attualmente l'ENEL osteggia le richieste che sono state inoltrate. Io conosco alcuni casi di alpeggi in cui si sono richieste all'ENEL le autorizzazioni, quelle che sono attualmente possibili avere; l'atteggiamento dell'ENEL è tale da non consentire al privato di dotarsi di questa strumentazione. Vi è poi evidentemente da aggiungere a questo l'enorme discorso del turismo, e qui, a questo proposito, relativamente a quello che potrebbe o non potrebbe fare la Regione Valle d'Aosta, io aggiungerei un altro aspetto che non è stato toccato. Il turismo rappresenta un reddito non solo ed unicamente per la Valle d'Aosta; il turismo, tenuto conto del fatto che perlomeno in Valle d'Aosta, soprattutto quello invernale, che è quello che ci interessa di più, perlomeno in questo momento...le presenze sono costituite dal 60%-70% di stranieri, questo significa che la Valle d'Aosta contribuisce in misura notevole a fare entrare valuta pregiata nelle casse della Banca d'Italia, parliamoci chiaro! Questo mi pare che sia un motivo più che valido per comprendere che le nostre richieste, quelle avanzate in un certo modo dal Consigliere Maquignaz, non sono delle richieste egoiste, sono delle valutazioni corrette per far capire come la Valle d'Aosta abbia diritto, oltre che per i motivi che sono stati detti da altri, abbia diritto ad un trattamento di tipo diverso rispetto alle altre Regioni. Questi sono i motivi che ci hanno indotto a presentare questa mozione. Ci sarebbero altri argomenti che varrebbe la pena di toccare, però l'ora è effettivamente tarda. Mi associo a quelli che mi hanno preceduto e restringo il mio intervento.
Noi abbiamo chiesto, chiediamo con questa mozione due cose molto chiare...una: che il Consiglio dia mandato alla Commissione che è stata formata qualche tempo fa per i rapporti con l'ENEL di voler indire, organizzare al più presto possibile, una conferenza sull'energia in Valle d'Aosta; questo, come già più o meno preannunciato nella mozione, era stato un impegno che la Commissione stessa si era assunta nei confronti dei Sindacati quando abbiamo avuto gli incontri con le Organizzazioni. Riteniamo però che sia...vista l'importanza, il peso di questo argomento...che sia il Consiglio regionale ad assumersi direttamente questa responsabilità e a voler dare il mandato a questa Commissione.
La seconda richiesta è quella di definire un pochettino i compiti di questa Commissione, se il Consiglio lo ritiene opportuno, e cioè dimostra...mi pare che la discussione di questa sera dimostri come sia importante che questa Commissione...o perlomeno, a parere nostro, vada un pochettino al di là di quello che è il semplice rapporto tra il Consiglio regionale e l'ENEL...si ritiene che questa Commissione debba poter fare degli studi, fare dei confronti e portare del materiale il più utile possibile alla ricerca e all'utilizzazione di quelle che possono essere delle fonti, quelle che già abbiamo e che tradizionalmente si sfruttano, cioè quelle idroelettriche per esempio, cercando di evitare gli sprechi di cui parlavamo prima e di vedere e fare delle proposte concrete e serie circa l'utilizzazione di altre fonti, quelle che sono di altre energie, quelle che sono già state citate: per esempio quella eolica, per esempio quella solare, e avanti di questo passo.
Dolchi (P.C.I.) - Vorrei un piccolo chiarimento: siccome si era parlato di discutere le mozioni abbinate di cui ai punti n. 43 e n. 46 dell'ordine del giorno, se nel suo intervento il Vice Presidente Faval ritiene che si inserisca nel dibattito anche la mozione di cui al punto n. 44, come è stato fatto con la sua illustrazione, tenuto conto che, anche se si tratta di un argomento specifico, cioè l'organizzazione di questa conferenza regionale, rientra comunque nel tema più generale...
Faval (U.V.) - ...che ha un deliberato molto articolato, e quindi voteremo poi di volta in volta.
Dolchi (P.C.I.) - Era solo per mettere in chiaro che noi stiamo discutendo le mozioni di cui ai punti n. 43, n. 44 e n. 46 dell'ordine del giorno. Do pertanto lettura del testo della mozione di cui al punto n. 44:
Motion
Le Conseil régional
Considéré que la commission spéciale pour les rapports avec l'ENEL a dû, pour des raisons évidentes, discuter également d'autres formes d'énergie;
Compte tenu que, à l'occasion de rencontres avec les organisations syndicales, la commission avait pris l'engagement d'organiser une conférence régionale sur l'énergie;
Compte tenu du fait que le problème de l'énergie est devenu prioritaire et fondamental pour planifier sérieusement l'économie valdôtaine;
Délibère de
a. donner mandat à la commission d'organiser dans les plus brefs délais la première conférence régionale sur l'énergie;
b. définir le rôle de la commission même en élargissant son domaine d'intervention des rapports avec l'ENEL au thème général de l'énergie.
Signés: Renato Faval - Voyat Ugo - B. Salvadori - Clusaz Robert - Rolando Attilio
Non c'è più nessuno iscritto a parlare? La parola al Consigliere Nebbia.
Nebbia (P.S.I.) - Nell'esprimere il mio assenso al testo delle mozioni, vorrei solo fare due precisazioni su come intendo o su come ho inteso alcuni passi di queste mozioni.
Per quanto riguarda la mozione di cui al punto n. 43, al secondo punto, dove c'è scritto: "predisporre, entro sei mesi, uno studio articolato sulla consistenza e sull'utilizzo delle fonti energetiche in Valle d'Aosta", riterrei che questa consistenza dovrebbe essere...cioè lo studio dovrebbe riferirsi a tutte le possibilità di rifornimento energetico disponibile, intendendo che si possa fare o si debba fare nel campo energetico degli studi analoghi, sotto un certo aspetto, a quelli che si stanno facendo nel campo minerario, dove si cerca di identificare quali sono le disponibilità nel settore dei minerali, e qui dovremmo verificare quali sono le possibilità, le disponibilità nel settore energetico, considerando come tale anche l'energia di recupero riciclata, tipo quella che è utilizzata negli stabilimenti industriali, che attualmente è sprecata, e altri fonti energetiche di questo tipo. Quindi sono pienamente d'accordo su questo fatto. L'unica difficoltà che vedo è sulla possibilità concreta di realizzare questo studio, sul trovare la struttura tecnica che lo possa realizzare in tempo breve e in modo efficace.
Sulla mozione invece del Consigliere Maquignaz ho qualche perplessità per quel che riguarda il punto 2 e il punto 3, non tanto sul fatto che si debba ricercare con il Governo una soluzione alla controversia tra l'ENEL e la Regione, quanto sulla possibilità che questa compensazione, che è richiesta, venga intesa in un secondo tempo cone la soluzione globale del problema. Ci potrebbe essere una certa identificazione tra questo fatto, fra la compensazione e il fatto che un domani il Governo - questo o un altro Governo - possa dire che tutte le richieste della Regione sono state soddisfatte. Riterrei invece più utile distinguere i due problemi, riterrei più utile che la Regione proceda nel suo contenzioso con lo Stato per risolvere il problema che è in sospeso, e che, d'altra parte, con le motivazioni oggettive dovute alla posizione, dovute alle caratteristiche climatiche e ad altri fatti, ci sia una richiesta di un diverso trattamento nei confronti di altre realtà che sono meno esigenti nei confronti dell'energia.
Sono infine d'accordo con la mozione anche firmata da Voyat, Faval, Salvadori, Clusaz e Rolando, però riterrei che per questa conferenza regionale sull'energia...questa conferenza si possa fare avendo già a monte una certa preparazione, un certo numero di dati, quegli stessi dati che, del resto, sono richiesti dalle altre due mozioni, cioè che si faccia una conferenza che però serva veramente, su dati e su fatti sostanziali.
Si dà atto che dalle ore 20,40 riassume la Presidenza il Presidente Dolchi.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono intervenire? La parola all'Assessore Chabod.
Chabod (D.C.) - Io volevo dire un po' di nuovo quello che ho detto ieri nelle interpellanze.
La Giunta regionale ha incominciato a muoversi dal mese di febbraio, nelle prime avvisaglie che mancava già questo gasolio. Ai primi di febbraio ci siamo mossi, siamo stati a Roma...con dei telegrammi e con delle lettere...e abbiamo fatto presente un po' tutto quello che avete detto voi, qui, questa sera. Ad esempio, nel corso del 1978, abbiamo scritto a Roma che sono state messe al consumo, nei depositi esistenti nella Regione, circa 83.932 tonnellate di gasolio; di queste, 27.477 tonnellate, pari a circa il 33%, provenivano dalle raffinerie della ditta...di Volpiano...deposito della Valle d'Aosta interessato, cioè da Dalle Carlo, da Follioley, dalla...di Pollein e da Favre Osvaldo. Allora abbiamo detto: "si ritiene che il quantitativo di gasolio consegnato nel 1978 a depositi esistenti fuori della Regione...ai consumatori locali non sia stato inferiore alle 20.000 tonnellate". Noi non abbiamo il polso di quello che è venuto fuori dalla Regione, perché, come dicevo, la Bassa Valle, Gressoney, la Valle d'Ayas e anche tutto il fondovalle si sono serviti molto da gente di fuori, da operatori che venivano da varie Regioni d'Italia, da vari Comuni e Regioni d'Italia. Anche ad esempio nella stessa Courmayeur dove ci sono dei petrolieri che hanno gli alloggi...allora, ad un certo momento, si facevano portare su il gasolio da dove avevano loro degli interessi.
La ditta Mac...ha sospeso ogni consegna di gasolio ai gestori di depositi indicati al punto 1 e nulla lascia ritenere che possa intendere riprendere dette consegne. Qui, l'altro giorno, Dalle ha ricevuto un telegramma dalla Mac...che non gli dava più niente, la Pollein Pétrole la stessa cosa. La Presidenza della Giunta in questi giorni ha fatto un telegramma alla Mac...non abbiamo avuto neanche delle risposte; infatti qui abbiamo visto, proprio oggi, sul giornale, nel Corriere dell'economia del lavoro, che Bisaglia chiede un incontro con Cossiga per la situazione delle raffinerie di Monti, perché sapete che i Sindacati hanno fatto bloccare tutte le raffinerie, quindi certamente la cosa si aggrava ancora di più, perché non solo non portano fuori quello che è stato raffinato dalla Mac..., ma tutte le altre ditte che hanno del gasolio da portare fuori. Dunque la questione è veramente gravissima, è molto grave, e quindi certamente la Giunta non ha aspettato oggi a preoccuparsi, ci preoccupiamo, ma io penso che siamo tutti preoccupati. La Valle d'Aosta...deficitaria negli approvvigionamenti, è aggravata dal fatto che quei depositi ad esempio della IP, dell'AGIP, della ESSO, l'80% di questi l'hanno promesso, questi verranno senz'altro, infatti ho già avuto dei contatti telefonici con la ESSO, con l'AGIP, con l'IP, questo 80% senz'altro arriverà...io spero che arrivino di più dell'80%.
Purtroppo abbiamo il grosso buco della Mac..., questo grosso buco che è di 27.000 tonnellate circa, più o meno...ecco, questo grosso buco non so come faremo a coprirlo! Abbiamo avuto un incontro con il Sindaco di Aosta proprio l'altro giorno, con l'AGIP e con la Jacorossi; il Sindaco di Aosta ha quella famosa vertenza giudiziaria...penso che oggi abbia riunito - o ieri - la Giunta per poter vedere se riusciva a tamponare questo. Riuscendo a tamponare questo, la Jacorossi si era impegnata a servire non solo il Comune di Aosta, ma tutti i Comuni limitrofi che partono dal Comune di Villeneuve, tutta la zona di Sarre, Gressan, Pollein, fino a Quart, Nus, tutta quella zona. Se noi riuscissimo già a scaricare tutta quella zona alla Jacorossi, che sono circa sulle 3.000 tonnellate - almeno così, a conti fatti, sono 3.000 tonnellate - sarebbe già un qualcosa, un certo sollievo, potremmo incominciare a fare respirare un po' gli altri. Certamente questo buco non so come lo copriremo...
Io andrò di nuovo a Roma il 3 e il 4 che c'è un convegno dell'AGIP Petroli, e spero....ho fissato anche degli appuntamenti con delle persone dell'AGIP che hanno un certo peso, spero proprio di riuscire a strappare alcune migliaia di tonnellate, spero proprio di arrivare a questo, perché veramente la situazione è drammatica e...perché è drammatica? Ad un certo momento noi abbiamo avuto in Valle...come ho già detto ieri...abbiamo avuto in Valle la sfortuna che la Mac...avesse servito tanto nella nostra Valle, perché se noi avessimo avuto l'AGIP molto più forte, cioè al posto di avere solo 6.000 tonnellate l'AGIP ne avesse avute 15.000, ecco che non avremmo già tutto questo problema! La ESSO, quando aveva due o tre anni fa...era arrivata sulle 8.000-9.000 tonnellate, adesso è scesa a 3.000 e qualche cosa...perché? Perché la concorrenza di questa ditta che certamente dava via il gasolio a due-tre lire in meno...allora tutta questa gente se l'è attaccata lì, e ti dicono: "l'anno scorso tu sei andato lì perché hai risparmiato due lire, vai ancora quest'anno, tanto ci hai messo in grosse difficoltà!"...perché anche quello della ESSO mi diceva: "noi avevamo i camion, avevamo il personale, avevamo tutto, eravamo attrezzati per servire queste 7-8.000 tonnellate, invece adesso siamo scesi a 3.300, e qui siamo veramente in difficoltà, in certi momenti l'anno scorso se continuava questa situazione pensavano addirittura di chiudere, e qui vedete com'è!"...specialmente...lo dico per i commercianti...specialmente questa gente per due o tre lire si scannerebbe, questa è la verità, e purtroppo chi ne paga le colpe siamo sempre noi, sono sempre i poveri diavoli!
Ad ogni modo io cercherò, insieme alla Giunta, insieme al Presidente della Giunta, di fare tutto il possibile; adesso nell'incontro con l'AGIP vedremo, poi fisseremo un incontro con Cossiga, con Bisaglia, con qualcuno, perché non possiamo andare avanti di questo passo!
Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola? La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Vorrei chiedere innanzitutto scusa al Consiglio se, vista l'ora...eccetera. Farò alcune affermazioni che potranno essere maggiormente sviluppate, magari in una conferenza regionale per l'energia, dicendo le cose che sono a nostra conoscenza e, in fondo, quali sono le linee nelle quali intendiamo muoverci, ragioni per le quali le mozioni...a parte quella di Faval, che evidentemente proponendo una conferenza e l'ampliamento dei poteri della Commissione dell'ENEL, praticamente pone un problema futuro, sul quale possiamo essere d'accordo...le ragioni per le quali queste mozioni, così come sono presentate, anche se possiamo essere d'accordo sullo spirito, non ci sembrano rispondere completamente a quelli che sono i problemi del momento.
Innanzitutto per quanto riguarda il problema contingente del gasolio, non si deve dimenticare che una parte - e direi una grossa parte - di questa crisi è artificiale, il gasolio costa 60 lire meno in Italia che in Francia, e 70 lire meno che in Svizzera, e non è possibile, in un mercato libero come quello europeo...perché per il gasolio - lo so personalmente, forse al Breuil Maquignaz ha visto arrivare alcune autobotti di gasolio - pagare 100 lire di più di quello che è il prezzo ufficiale, dico...non è possibile che ci sia gasolio a Rotterdam, e ce ne sia tanto, e non si trovi in Italia! Queste cose bisogna anche che ce le diciamo, non sono fatti inventati, sono delle realtà e, di conseguenza, questa penuria che adesso si lamenta di gasolio fa parte di un enorme gioco di interessi, per cui la rarefazione di un certo tipo di merce - in questo momento il gasolio - può causare degli enormi improvvisi guadagni ad alcune persone e metterne altre in grosse difficoltà. Il gasolio - lo ripeto - è una crisi contingente, ci occupiamo a fondo; Chabod ha accennato alcuni casi, ve ne sono degli altri...1.000 tonnellate potranno essere immagazzinate ad Aosta con un particolare impegno della Giunta regionale, ma evidentemente si tratta di palliativi.
Il problema che è stato sollevato questa sera è un problema ben più ampio, e investe le fonti di energia. E qui dovrei dire innanzitutto, prendendo la mozione di Maquignaz...che, ripeto, se siamo d'accordo sullo spirito della mozione, non siamo per niente d'accordo nella forma e in quello che propone...la Giunta che Maquignaz ha citato, in particolare quella di Marcoz e Caveri, di cui faceva parte Filliétroz e di cui facevo parte anch'io...erano favorevoli alla nazionalizzazione dell'energia elettrica. Non abbiamo mai detto di non essere favorevoli ad un tipo di riforma di questo genere! Abbiamo votato come Giunta all'epoca, all'unanimità, a favore, e le compensazioni che abbiamo chiesto erano di tutt'altro tipo, e cioè non avevamo usato quelle parole allora, ma, parlando di "riequilibrio economico", avevamo posto il problema dell'equilibrio economico tra lo sfruttamento di risorse che sono in una certa zona e la ricchezza che è prodotta in un'altra zona. Credo che ci sia stato anche un memoriale di Federico Chabod alla liberazione, un memoriale in cui si dicevano molte cose, a nostro avviso errate, ma che ponevano un problema più o meno in questi termini, anche se lo ponevano storicamente e non economicamente. Di conseguenza è giusto affermare che la Valle d'Aosta ha un interesse precipuo, a parte i diritti storici, ad una funzione nell'uso del territorio e nell'utilizzazione delle acque, ma questa funzione evidentemente non può esaurirsi in una specie di do ut des: io ti do un miliardo di chilowatt, tu mi dai 10 mila, 20 mila, un miliardo di litri di gasolio!
Il problema dell'energia è un problema che tocca tutti gli altri problemi e, come dicevo prima, investe l'uso del territorio. Da due anni a questa parte abbiamo incaricato uno studio...e il Consiglio ne ha avuto una prima immagine...lo studio universitario di fare certi studi e certe scelte sul territorio, credo che...non ricordo bene...l'8 ottobre la Commissione del Consiglio regionale avrà un incontro con questo studio che potrà spiegare come, in un arco di tempo non troppo ristretto...perché evidentemente richiede i capitali e il tempo...tutte le fonti di energia teoriche potenziali esistenti in Valle d'Aosta verranno recensite, e quindi tutti i piccoli salti, cioè i salti d'acqua sui 20 metri, secondo la portata dei torrenti, secondo le epoche, e cose di questo genere...l'energia eolica, le esposizioni solari, per le disponibilità di sfruttamento energetico. Per quanto riguarda poi in particolare l'energia eolica, siamo in contatto con il Centro Ricerche della FIAT e direttamente con l'ENEL per armonizzare questi studi, e per vedere quali sono le disponibilità di produzione di energia innestando direttamente l'energia elettrica così prodotta e usando come volano l'intera rete nazionale. Il problema che si pone ancora...e questi studi sono stati iniziati sapendo che questo veto verrà a cadere...il problema che si pone ancora è quello della liberalizzazione della produzione di energia elettrica, al di là di certi diritti. Quando l'ENEL è stato costituito, e nel ricorso fatto alla Corte Costituzionale l'avevamo già sostenuto, è stato costituito con la mentalità del monopolio, vale a dire l'ENEL, per legge, si riserva - lo Stato riserva all'ENEL, se preferite - la produzione e la distribuzione di energia elettrica con dei limiti estremamente bassi.
Faval ha detto giustamente, se ricordo, la frase: "l'ENEL osteggia"...in realtà, dopo aver parlato con i Comuni, sia con il Presidente...e il Presidente Corbellini, adesso, l'ENEL osteggiava perché l'ENEL ha dichiarato che era favorevole alla "legge Donat Cattin" non approvata per decadenza del Parlamento, ma che sarà ripresentata per la liberalizzazione della produzione di energia elettrica fino ad un certo plafond.
Noi diamo per scontato che prima o poi il Parlamento italiano cambierà questa mentalità monopolistica della produzione dell'energia elettrica, perché è indispensabile che i privati producano energia elettrica risparmiando quell'energia, ecco, e...perché l'energia idroelettrica che noi produciamo ha un valore particolare, dico come Regione? Non è solo...e direi non è tanto per la quantità di energia elettrica che produciamo, ma per la sua qualità, che è energia di punta e vale tanto di più tanto più è invernale, e perché è collocata in quella posizione, basta toccare un bottone per produrre in quel momento di punta...si parla, come ho di detto, di black out su un'immissione enorme di energia e quindi ripristinare, ridare...energia. Quanto è stato detto è tutto vero, però deve essere tutto messo in un contesto in cui queste cose siano chiare.
Faval ha ragione quando parla del turismo e dell'importanza del turismo come volano economico, ma, per quanto ci riguarda, è altrettanto importante l'energia elettrica che dovrà essere fornita alla Cogne, e si parla di nuovo di milioni di chilowatt per la ristrutturazione della Cogne, per arrivare ai forni elettrici, perché se non arriviamo a questo tipo di ristrutturazione, tutti i discorsi che abbiamo fatto sulla Cogne...è un altro volano economico, di un tipo differente, ma evidentemente abbiamo bisogno anche di quello.
Faval ha parlato delle scelte aliene fatte da altri, e in particolare della scelta nucleare...credo che in molte cose abbia ragione, però questa scelta, almeno sotto certi profili, è già stata fatta, adesso non ricordo esattamente le percentuali, ma l'Italia partecipa alla Centrale del Tricastin, e credo che alla fine del 1980 diversi megawatt di energia elettrica arriveranno. Anzi, c'è un problema per noi che potrebbe..."potrebbe", uso il condizionale...riguardarci, ed è quello degli enormi piloni che sono previsti per trasportare questa energia elettrica dalla Valle del Rodano in Italia. Tutti questi problemi devono essere messi uno accanto all'altro sulla base di quello studio territoriale di cui parlavo, e il modo che noi abbiamo...scusatemi, non voglio essere cattivo, non per fare un laboratorio di inutili parole, ma per rimanere con i piedi su terra...è quello di conoscere quali sono le risorse effettive del nostro Paese, e quindi di utilizzare al massimo i piccoli salti d'acqua, l'energia eolica, e cose di questo genere, sulla base di studi.
Il primo modello di mulino per la produzione dell'energia elettrica speriamo di montarlo questa primavera, ci vuole almeno un anno, anche perché i venti hanno dei corsi ciclici, eccetera, per avere un'idea di quella che può essere la sua produzione. Quindi in questo senso possiamo stabilire delle valide alternative, non per il fatto di...poi, mi perdoni Maquignaz, ripeto che sono d'accordo sullo spirito di quello che diceva, ma in un altro senso, non per negoziare l'energia che produciamo, ma per poter, caso mai, fornire una maggiore quantità di energia, e il discorso si deve spostare necessariamente sulle giuste compensazioni, bensì di ordine fiscale. Perché non si può parlare di equilibrio economico se, da una parte, si prendono le risorse e, dall'altra, si fa tutto e si fanno i circoli chiusi, per cui il capitale parte da Milano, arriva al Breuil e ritorna a Milano, salvo qualche piccola miette che può ricadere sulle...del posto, questo è il nostro discorso, e attraverso questo tipo, quindi, ben venga la conferenza, ben vengano le iniziative di quel tipo, portiamole avanti su una base che abbia una sua validità e una sua serietà.
Conclusione: tutto l'Adret, come diciamo noi, con qualche piccolo progresso, potrebbe far fronte abbastanza bene...non al riscaldamento, eh, perché perlomeno non siamo ancora a quel punto lì, ma perlomeno tutta l'acqua sanitaria, eccetera, con pannelli solari. E tutto l'Envers ha delle ottime possibilità con dei piccoli salti d'acqua...potevano essere sfruttati, oggi non vale la pena, ma possono produrre una quantità di energia elettrica notevole, che certamente per i piccoli Comuni dell'Envers è più che sufficiente, anzi, ci sarebbe certamente da vendere energia elettrica.
Ora, il punto fondamentale è quello di ottenere che al più presto il Parlamento voti una legge che liberalizzi perlomeno fino alla produzione di 7.000 chilowatt - 10.000 sarebbe meglio - gli impianti privati o pubblici, che la Regione sappia dove collocare...c'è poi una mozione che parla di Rhêmes-Saint-Georges, della centralina che in realtà è stata soppressa, ma quello dovrebbe essere un caso particolare...la Regione sappia dove piazzare queste cose, faccia degli investimenti necessari e, là dove possibile, venda, d'accordo con i Comuni; per esempio, possa vendere all'ENEL, immettere nella rete nazionale quell'energia elettrica che potrà essere recuperata o sotto forma di energia o sotto forma fiscale. In altre occasioni, questo, più o meno detto molto sommariamente e detto molto semplicemente, è il piano che abbiamo per il quale...e qui Mafrica ha detto bene...siamo in piena collaborazione con l'ENEL. Con l'ENI personalmente non ne ho parlato, ha parlato Chabod, con il Centro Ricerche FIAT che si interessa particolarmente del vento e con tutti coloro che possono portare una tecnologia di punta a dei problemi di questo genere.
Di conseguenza, almeno per quanto riguarda me personalmente, non vorrei...sono stato molto breve...non vorrei essere frainteso, ma non mi sento di assumere l'impegno così com'è stato formulato da Maquignaz, pur essendo d'accordo sul fondo di quello che dice; e non mi sento di votare certe considerazioni della mozione comunista. Però, per me...io sono molto meno informato di voi dei Paesi dell'OPEC e altre cose di questo genere...ma dico: con queste limitazioni, con queste cose, le mozioni non stanno bene. L'importante è che il Consiglio lavori seriamente a che cosa...a dotare la Valle d'Aosta degli strumenti necessari per prodursi...nei limiti evidentemente di quelle che sono le leggi nazionali, perché non penso che sulla nazionalizzazione dell'energia elettrica si torni indietro...ma per prodursi quell'energia che può essere...non dico utile, ma può essere indispensabile per l'economia valdostana.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Martin.
Martin (U.V.P.) - Sono accordo con quello che hanno detto i Consiglieri dei vari Gruppi su quanto riguarda l'importanza di questa conferenza, su quanto riguarda gli studi che si stanno facendo per sapere esattamente quanta energia possiamo sviluppare in Valle, sulla necessità di sviluppare delle fonti tradizionali di energia tipo quella elettrica e di ricercarne delle nuove.
Mi pare però che qui stiamo un po' tutti esaminando la questione che ci riguarderà, così, come se ci riguardasse a tempi molto lunghi...io sono invece molto preoccupato sulla questione attuale. Non dimentichiamo che oggi siamo il 26 di settembre e, fortunatamente, abbiamo un autunno invidiabile, fortunatamente, però in certi Comuni - e non parlo di quelli di media-alta montagna, ma di quelli della Piana di Aosta - tra 10 giorni al massimo o arriva il gasolio o cominceremo a chiudere le scuole. Nel mio Comune, in particolare, non abbiamo un litro di gasolio, quindi tra non molto, oltre a non avere il riscaldamento, saremo impossibilitati addirittura a far funzionare le mense scolastiche. Io mi preoccupo proprio della situazione attuale, perché la situazione attuale è molto grave.
Parlavo delle scuole, ma il riferimento che ha fatto Maquignaz prima, al turismo, e che poi ha fatto anche Faval, mi trova d'accordo; siamo tutti d'accordo qui, penso che il turismo è importantissimo per la Valle d'Aosta. Quindi penso che dobbiamo far qualcosa affinché questo inverno si possa dar modo al turismo di svilupparsi come tutti gli altri anni, o perlomeno avere una perdita che sia la minore possibile.
Il Presidente prima ha fatto un'affermazione sulla quale anch'io avevo avuto sentore, e cioè quella che sono già arrivati diversi autotreni, diverse autobotti da Rotterdam; era, io dico...
Andrione (U.V.) - ...da Rotterdam siamo arrivati a Milano.
Martin (U.V.P.) - ...ah, non in Valle...
Andrione (U.V.) - ...sì, sì, in Valle!
Martin (U.V.P.) - ...ah, in Valle...sì, però diciamo che arrivano sempre da lì, quindi...
Andrione (U.V.) - ...1'ho venduto allo stesso prezzo a cui si...
Martin (U.V.P.) - ...ecco, il problema è questo, cioè a Rotterdam c'è il petrolio perché costa di più, perché costa di più o perché... perché costa di più, diciamo...
Io dico questo: tra le due soluzioni, rischiare la paralisi del turismo, rischiare di avere dei grossi problemi con scuole, magari anche ospedali, perché non è mica detto che non arriviamo a quello, non conviene forse pagarlo anche cento lire in più? Cioè la proposta che faccio è questa: che la Giunta regionale convochi albergatori, operatori turistici, eccetera, e veda un po' se non è il caso di creare dei depositi in Valle d'Aosta facendo arrivare il petrolio dall'estero, cioè a questo punto penso che tra le tante soluzioni, forse questa è la migliore, anche se naturalmente ci prenderanno per il collo.
Andrione (U.V.) - ...la crisi è artificiale...ci siamo noi, in Piemonte, e l'alto Adriatico; adesso il Governo sembra che si interesserà particolarmente della situazione di queste zone, quindi dovrebbe trovarsi uno sbocco...dico "sembra", perché garantire per un terzo è sempre difficile...
Martin (U.V.P.) - ...d'accordo, il Governo si interesserà...ecco, non è bene che ci interessiamo un po' di più noi? Perché ho la sensazione che il Governo, in fondo, se ne freghi abbastanza, diciamolo francamente, perlomeno non ha il problema...cioè il problema per lui non è così pressante come lo è per il Consiglio regionale...ecco, è questa la mia proposta.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola? Se non c'è più nessuno che prende la parola...la parola al Vice Presidente Maquignaz.
Maquignaz (D.P.) - Mah, io insisto veramente con il cuore in mano perché la mia mozione venga considerata, e nella sua giusta dimensione. Quello che io detto nella mozione non contrasta affatto, a mio avviso, da come ho capito, con quanto ha sostenuto il Presidente della Giunta; ma, a parte questo, condivido anzi quello che ha detto sul gasolio, sul fatto che la crisi del gasolio è una crisi artificiale, che c'è un gioco di interessi che mira a portare il prezzo del gasolio in Italia allo stesso prezzo che c'è nei Paesi europei, sono pienamente d'accordo. Però teniamo conto che noi, crisi artificiale o no, siamo nei guai, e se il problema non viene risolto, noi, tra un mese, avremo dei grossi danni, non soltanto come popolazione locale, ma avremo dei danni che si ripercuoteranno su tutti i settori dell'economia valdostana, quindi secondo me va affrontato in un modo radicale. Chabod, da parte sua, ha elencato tutte le difficoltà che ha trovato a livello...ai vari livelli, a livello governativo, per trovare delle soluzioni, quindi non è di facile soluzione.
La mia mozione rappresenta un modo, un appiglio che potrebbe avere la Giunta regionale nei confronti del Governo per poter far pressione sul Governo centrale, per avere un rifornimento normale di gasolio in Valle d'Aosta. Quando il Presidente della Giunta poi dice che Caveri era d'accordo sulla nazionalizzazione...io questo non lo so, però penso che se Caveri era d'accordo sulla nazionalizzazione, probabilmente lo diceva perché non poteva fare diversamente, o perché pensava in questo modo di avere altri benefici o di compensare diversamente la cosa.
Nella sostanza, poi, quello che dico nella mozione...quando parlo di "compensazione" penso di dire quello che il Presidente ha detto, cioè che bisogna ristabilire un equilibrio economico, non soltanto questo, ma bisogna stabilire una compensazione di ordine fiscale, sono pienamente d'accordo; infatti nel punto 3 della mozione si parla - e voglio rispondere con questo anche al Consigliere Nebbia - di una prima parziale immediata compensazione in relazione alla situazione drammatica che si sta verificando in Valle d'Aosta, ma soltanto come prima parziale immediata compensazione. E poi si dice: "tenendo aperta la trattativa con il Governo nei prossimi mesi per un completamento successivo della richiesta sulla base di un piano per un'adeguata "compensazione"...dove rientra il discorso del riequilibrio economico e dove rientra il discorso della compensazione di ordine fiscale a cui accennava il Presidente della Giunta, cioè non c'è contraddizione tra quello che noi abbiamo sostenuto e quello che il Signor Presidente ha detto. Quindi, secondo me, in questa logica questa mozione può essere approvata...non perché noi prendiamo delle possibilità, ma soltanto perché la crisi è drammatica in Valle d'Aosta, e noi sfruttiamo questa occasione e chiediamo questo come prima parziale compensazione, senza rinunciare a nessun diritto, e il discorso può essere continuato... Quindi penso che la mozione possa e debba essere approvata.
Andrione (U.V.) - ...entro i quali intendevo certe cose...
Maquignaz (D.P.) - ...mi rendo conto anch'io che la mozione ha dei grossi limiti, però mi era parso di dare un appiglio per risolvere il problema.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola in sede di discussione generale per poi giungere ad una conclusione? La parola al Consigliere Mafrica.
Mafrica (P.C.I.) - Credo che si debba uscire con una serie di impegni...quindi, se ho capito bene, alcuni impegni sono già stati presi da parte della Giunta regionale. Noi crediamo, per elencarli, che i primi potrebbero essere i seguenti: la conferenza sull'energia...ecco, in questo senso a me non pare opportuno che sia la Commissione per i rapporti con l'ENEL a organizzare la conferenza, credo che sarebbe più opportuno se fosse organizzata o dalla Presidenza della Giunta o dalla Presidenza del Consiglio...non vorrei che la Commissione, una volta che ha bisogno di telefonare o di spedire 500 buste, ecco, si trovasse in difficoltà perché non è in possesso di fondi! E poi penso che accanto alla Commissione dei rapporti con l'ENEL sarebbe opportuno coinvolgere la Commissione Industria, ecco, proprio perché per esempio tutta la partita del riscaldamento viene vista in questo tipo di Commissione. Quindi direi: "impegna la Presidenza del Consiglio (o la Presidenza della Giunta) ad organizzare la conferenza dell'energia in collaborazione con la Commissione ENEL della Commissione Industria".
Altri impegni...penso che l'immediato - noi lo avevamo proposto, lo aveva detto Cout - debba essere anche questo censimento dei consumi...disposizioni ai Comuni perché lo facciano, organizzare un'équipe di studenti, è stato fatto nel passato perché girino e raccolgano dati, questo è necessario, perché altrimenti all'Assessorato Industria e Commercio non sanno dire qual è il consumo effettivo di gasolio in Valle d'Aosta, in quanto sfugge al controllo la parte di gasolio acquistata dal fondovalle, fuori Valle, e la parte di gasolio che viene acquistata...non so, dalle Caserme, dagli uffici che sono già forniture nazionali e che sono rifornite in questo modo. Però, se noi non sappiamo esattamente quando questi si trovano in difficoltà, possiamo avere delle ripercussioni, quelli che compravano da Pont-Saint-Martin ad Ivrea ed oggi non riescono...chiedono alla Regione...non è che si rivolgono al Comune di Volpiano...in questo senso il censimento dei Comuni è indispensabile. Se diciamo questo piano, questa mappa delle acque sarà fatta, sarà fatta la mappa dei salti di potenziale, ecco, credo che questa possa rientrare in quella che noi abbiamo chiamato "proposta di un piano energetico nazionale".
Accanto a questo, io direi altre due cose: un'iniziativa di legge della Giunta o dei Gruppi per l'utilizzo...per le condizioni favorevoli di utilizzo di energia eolica e solare; ecco, si possono dare incentivi attraverso leggi, per queste forme di...vogliamo sapere, certo che vogliamo sapere! Noi siamo un Gruppo all'opposizione, cerchiamo di stimolare...semplice, potrebbe prevedere che gli alberghi i quali si dotano per il riscaldamento dell'acqua calda di pannelli solari possano avere il contributo della Regione, che si...ma specifico, la Regione può intervenire per il 70% o...non lo so, si possono studiare cose di questo tipo.
L'ultima cosa cui invece il Presidente tende un po' a sfuggire è che prima o poi ci capiterà tra i piedi la questione dell'esame dei progetti ENEL, cioè trattare con l'ENEL...io sono d'accordo, però, quando questo ci presenta i progetti, prima o poi dobbiamo dargli delle risposte...
Andrione (U.V.) - ...per i progetti c'è una procedura di...
Mafrica (P.C.I.) - ...180 giorni...
Andrione (U.V.) - ...dovrà essere portato in Consiglio...non abbiamo ancora ricevuto risposta, dovrebbe arrivare ad ottobre o a novembre e, in quel momento lì, l'istruttoria partirà secondo i canali normali...
Mafrica (P.C.I.) - ...ecco, per terminare, voglio dire che anch'io non sono molto d'accordo, raccolgo le osservazioni di Nebbia sul termine e sul modo con cui è stata posta, nella mozione di Maquignaz, la questione delle trattative con l'ENEL e con il Governo, cioè il termine "compensazione" è ambiguo, è un termine...diciamo che ha un forte carattere ideologico, se vogliamo può porre questioni in questo senso, non credo che aiuti a risolvere il problema.
Noi crediamo che ci siano dei diritti in questi rapporti tra Regione, Stato ed ENEL da far rispettare, che ci siano delle richieste da fare, debba essere avviata la trattativa, che la collaborazione sia necessaria; non pensiamo che il modo migliore, ecco, sia quello di porre in questo modo il problema...anzi, io avrei preparato poi un testo, se Maquignaz vuole poi esaminarlo...il testo dice di sostituire gli alinea 2, 3 e 4 con i seguenti: "a porre al Governo centrale il problema del rifornimento prioritario di combustibile alla Valle d'Aosta in considerazione delle particolari condizioni climatiche del rilevante contributo fornito dalla Regione, attraverso la produzione di energia elettrica al bilancio energetico del Paese; a pretendere attraverso una trattativa con il Governo e l'ENEL il pieno rispetto dei diritti in materia di acque della popolazione valdostana"...cioè non userei proprio questo termine che, secondo me, ha questa carica. Ecco, credo che si debba anche - per chiudere la discussione - concordare un testo unico, oppure procedere alla votazione... io non so in che modo, Presidente, perché ci sono molti dubbi su diversi testi.
Maquignaz (D.P.) - ...il testo della mia mozione, perché posso capire il problema che ha sollevato Nebbia, e anche i Comunisti, però secondo me qui stiamo assumendo in Consiglio un atteggiamento rinunciatario nei confronti del Governo centrale. Quindi la mia mozione la mantengo così com'è.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, ci sono tre mozioni con tre proposte di deliberazione. Indipendentemente dalle premesse che variano, ovviamente, perché sono d'introduzione al deliberato, si chiede al Consiglio...la Presidenza chiede ai presentatori ed al Presidente della Giunta se c'è la possibilità di fondere queste tre mozioni in una sola, e con quale procedura arriviamo a questa fusione o, se non c'è la possibilità di fare questa fusione...non ci resta che procedere alla votazione separata delle tre mozioni.
La parola al Presidente della Giunta.
Andrione (U.V.) - Io, se i presentatori sono d'accordo per studiare un testo unico...e penso che per quanto riguarda la mozione di Faval non ci siano difficoltà...noi siamo d'accordo, sennò, anche se ho parlato molto succintamente, con i limiti che ho detto, tenendo conto di quella che è la sostanza delle mozioni, noi possiamo benissimo votare una mozione...però, ripeto, con i limiti che abbiamo detto.
La parola "compensazione", che non piace al Consigliere Mafrica, non è che mi convinca, non vedo un rapporto di questo genere, però credo di capire che il discorso di Maquignaz è un discorso che, anche se parla di gasolio...mi perdoni, Maquignaz, se dico questo...ne parla male...mi perdoni, lo ripeto...pone un problema energetico che può avere la sua validità con dei limiti, però non mi sembra neanche che sia il caso di andare a fare degli spulci così, da guardare una mozione tra quella che è la motivazione e quella che è la sostanza. Se invece fosse possibile unificare le mozioni...molto meglio, voteremo la mozione unificata.
Dolchi (P.C.I.) - La proposta che la Presidenza del Consiglio fa, dopo questo intervento del Presidente della Giunta, sarebbe la seguente: di interrompere la discussione e di delegare i presentatori delle tre mozioni a trovare un testo unico che il 5 ottobre possa essere votato dal Consiglio regionale. I presentatori sono d'accordo?
Maquignaz (D.P.) - Questa mozione, secondo me, ha proprio il senso di dare un modo concreto al Governo regionale per insistere presso il Governo centrale per ottenere qualche cosa. Mi rendo conto di tutti i limiti che può avere la mozione; però, di fronte alla drammaticità della situazione, non bisogna rinunciare a nessuna possibilità.
Io rimango quindi sulla mia mozione, non per presunzione, ma soltanto perché personalmente sono convinto che possa essere utile.
Dolchi (P.C.I.) - La proposta potrebbe essere differenziata...il presentatore della mozione, cioè il Vice Presidente Maquignaz, ritiene che questa sera debba essere votata la sua mozione? La Presidenza del Consiglio fa ancora la proposta parziale che le altre due mozioni possano trovare un testo unico con una serie di incontri o con un incontro fra i presentatori e si voti questa sera solamente la mozione iscritta al punto n. 46 dell'ordine del giorno.
Allora, i presentatori delle mozioni di cui ai punti n. 43 e n. 44 sono d'accordo di trovarsi e di presentare un testo unificato per la prossima riunione? Quindi consideriamo interrotta la discussione perché avvenga poi la votazione per le mozioni di cui ai punti n. 43 e n. 44 dell'ordine del giorno.
Mafrica (P.C.I.) - Noi, viste le modifiche che mi sembra Faval abbia accolto, nel senso di incaricare la Giunta o il Presidente del Consiglio di organizzare questa conferenza, siamo d'accordo sul testo della mozione, quindi non ci sarebbe neanche bisogno di unificarle. Pertanto si proceda alla votazione, così concludiamo oggi, visto...se c'era l'accordo di tutte e tre le mozioni aveva senso, ma concordare soltanto due mozioni e votarne un'altra, secondo me non è giusto...ecco, mette un Gruppo presentatore in situazione difforme rispetto agli altri.
Dolchi (P.C.I.) - Allora procediamo alle votazioni in base...la parola al Vice Presidente Faval.
Faval (U.V.) - Vorrei soltanto aggiungere che nella richiesta che noi abbiamo fatto nella seconda parte...direi che dovremmo specificare meglio, allora, quali sono i limiti nell'ambito entro il quale può agire questa Commissione speciale.
Una proposta potrebbe essere questa: "la Commissione speciale per i rapporti con l'ENEL, lo studio della situazione energetica e della producibilità di energia in Valle d'Aosta", intendendo per questo la raccolta dei dati sia sulla situazione in atto, sia su quella che possiamo avere in futuro e che ci auguriamo.
Dolchi (P.C.I.) - Ecco, io pregherei poi il Vice Presidente Faval, che adesso ha illustrato il testo, di presentarlo poi nella sua esatta stesura, sia per quanto riguarda il punto a), sia per quanto il punto b).
Faval (U.V.) - C'è un'ultima modifica da fare: è quella dove dice evidentemente di dare mandato...Mafrica, diciamo "alla Giunta regionale"? Va bene? Di organizzare quello che ci è già chiesto. Vorrei evitare conflitti, in modo tale che poi la cosa non venga organizzata, insomma.
Dolchi (P.C.I.) - Allora, procediamo con ordine...
Punto n. 43: mozione presentata dai Consiglieri Mafrica, Cout e Bajocco. Ci sono dichiarazioni di voto? Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: ventotto
La mozione è approvata all'unanimità.
Punto n. 44: motion des Conseillers Faval, Voyat, Salvadori, Clusaz e Rolando, con le modificazioni che sono annunciate e che il Vice Presidente Faval sta redigendo e che ci porterà. Ci sono dichiarazioni di voto? Allora metto in approvazione per alzata di mano. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Contrari? Astenuti?
Esito della votazione:
Presenti: ventotto
Votanti: ventotto
Maggioranza: quindici
Favorevoli: ventotto
Il Consiglio approva all'unanimità.
Punto n. 46: mozione presentata dal Vice Presidente Maquignaz. Ci sono dichiarazioni di voto? Metto in approvazione quindi il punto n. 46 dell'ordine del giorno. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: ventotto
Votanti: venti
Maggioranza: quindici
Favorevoli: venti
Astenuti: otto (il Gruppo Comunista ed il Consigliere Riccarand)
Il Consiglio approva.
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Il Consiglio approva quindi la soprariportata mozione dei Consiglieri Mafrica, Cout e Bajocco nel testo originale.
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Il Consiglio approva poi la mozione dei Consiglieri Faval, Voyat, Salvadori, Clusaz e Rolando che, conseguentemente alle modifiche apportate, risulta del seguente tenore:
Motion
Le Conseil régional
Considéré que la Commission spéciale pour les rapports avec l'ENEL a dû, pour des raisons évidentes, discuter également d'autres formes d'énergie;
Compte tenu que, à l'occasion de rencontres avec les organisations syndicales, la Commission avait pris l'engagement d'organiser une conférence régionale sur l'énergie;
Compte tenu du fait que le problème de l'énergie est devenu prioritaire et fondamental pour planifier sérieusement l'économie valdôtaine;
Délibère de
a) donner mandat à la Junte régionale d'organiser dans les plus brefs délais la première conférence régionale sur l'énergie;
b) définir le rôle de la commission même en élargissant son domaine d'intervention des rapports avec l'ENEL à l'étude de la situation énergétique et des possibilités de production d'énergie en Vallée d'Aoste.
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Il Consiglio approva infine la soprariportata mozione del Consigliere Maquignaz nel testo originale.
