Oggetto del Consiglio n. 21 del 1° febbraio 1968 - Verbale

OGGETTO N. 21/68 - Legge regionale recante norme per l'approvazione del piano regolatore della Conca di Pila, nel Comune di Gressan.

Il Presidente della Commissione di Coordinamento per la Valle d'Aosta ritiene di restituire, non vistata, la legge regionale approvata dal Consiglio regionale nell'adunanza del 22 novembre 1967 (provvedimento legislativo oggetto n. 328) e concernente la dichiarazione di zona di particolare importanza turistica della Conca di Pila, nel Comune di Gressan, nonché l'approvazione del relativo piano regolatore urbanistico e paesaggistico.

Le ragioni della restituzione, senza visto, della legge di cui si tratta si riferiscono alla violazione del principio del giusto procedimento da seguire allorquando debbano essere posti dei limiti ai diritti dei privati.

Infatti, il Signor Presidente della Commissione di Coordinamento, con lettera in data 27 dicembre 1967 - prot. n. 4668, ha comunicato quanto segue:

"A norma di quanto previsto dal quarto comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, approvato con legge costituzionale 26.2.1948 n. 4, rinvio non vistata la legge regionale indicata in oggetto, per i seguenti motivi.

Gli artt. 1 e 2 del disegno di legge in esame, provvedendo, con norma legislativa, alla dichiarazione di interesse turistico della zona della conca di Pila e all'approvazione del relativo piano regolatore, determinano direttamente l'istituzione di vincoli e limitazioni, in difformità dal principio del nostro ordinamento giuridico che, come affermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 13 del 1962, richiede l'osservanza di un giusto procedimento al fine di pervenire all'imposizione di tali limiti ai diritti individuali, a seguito di concreti accertamenti e con procedimenti e strumenti formali che consentano ai privati interessati di fare preventivamente presente le loro ragioni e di fare efficacemente valere tali ragioni avverso i relativi atti amministrativi.

La legislazione regionale non prevede, invece, procedimenti idonei ad assicurare alla generalità dei soggetti interventi intesi sia alla collaborazione nell'interesse pubblico sia alla salvaguardia degli interessi soggettivi, per cui appare come inammissibile la deroga alla legislazione statale che, in conformità del richiamato principio del nostro ordinamento giuridico, determina le garanzie procedurali e la forma dei provvedimenti in materia di dichiarazione delle zone di importanza turistica e di approvazione dei piani regolatori".

La Giunta Regionale ritiene che si debba tener conto delle osservazioni di cui sopra e sottopone, quindi, all'esame e all'approvazione del Consiglio Regionale l'allegato nuovo testo di legge modificativo del precedente e che rispetta l'anzidetto principio del "giusto procedimento".

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Relazione

La valorizzazione turistica ed economica della zona di Pila costituisce un particolare impegno dell'attuale Amministrazione regionale, motivato dalla considerazione di interessi regionali del tutto coincidenti con le aspirazioni degli amministratori del Comune di Gressan.

L'Amministrazione regionale ha già provveduto, con la legge regionale 18 agosto 1966, n. 9, a promuovere la Società "Alpila" assumendovi anche una partecipazione azionaria, onde creare lo strumento necessario per realizzare un organico programma di sviluppo della zona, già accuratamente predisposto e messo a punto dalla stessa "Alpila".

Necessario presupposto per la realizzazione del programma è, però, l'esistenza di una valida disciplina urbanistica della zona.

Il Comune di Gressan con lodevole solerzia ha, negli anni 1957-1965, predisposto un piano regolatore dell'intero territorio comunale, ivi compresa la zona di Pila. Per tale zona le predisposizioni e previsioni urbanistiche erano state redatte dall'Architetto Chappis, inserendole nel progetto di piano regolatore generale del Comune preparato dal Prof. Rigotti. Tuttavia, a suo tempo, la Giunta regionale, in sede tutoria, non approvò le deliberazioni del Consiglio Comunale di Gressan che adottavano il piano regolatore.

La mancata approvazione è stata motivata dalla preoccupazione di ridurre la entità dei previsti insediamenti. Tale esigenza è stata tenuta presente nel piano che si sottopone ora all'esame del Consiglio, riducendo congruamente le volumetrie originariamente previste, ma pur sempre conservando il criterio ispiratore dell'elaborato dell'Architetto Chappis, il quale ha validamente contribuito allo studio del nuovo piano.

Di fronte a tale situazione, ed in attesa che l'Amministrazione Comunale di Gressan provveda, secondo le norme della vigente legislazione, all'adozione di un proprio piano regolatore, il quale deve necessariamente comprendere l'intero territorio del Comune, e, pertanto, richiede tempi di attuazione non compatibili con un adeguato e tempestivo programma di valorizzazione della Conca di Pila, è necessario provvedere direttamente da parte della Regione.

Occorre quindi provvedere - con urgenza - alla disciplina urbanistica della zona di Pila, sia per sopperire ad un'indifferibile esigenza dell'economia regionale, resa ancor più urgente dal prossimo completamento dell'autostrada Quincinetto-Aosta, sia per assicurare lo sviluppo turistico della Città di Aosta e le aspirazioni del Comune di Gressan.

L'art. 2 lettere g) e q) dello Statuto regionale conferisce alla Regione una specifica potestà legislativa in materia di "piani regolatori di zone di particolare importanza turistica". È appunto nell'esercizio di tale espressa potestà che si sottopone all'approvazione del Consiglio regionale l'unito disegno di legge.

La legge regionale, sottoposta all'approvazione del Consiglio, con la sua entrata in vigore, consentirà agli organismi interessati di sollecitamente procedere alla realizzazione dei programmi di investimento. Consentirà inoltre - a breve scadenza - alla popolazione della Città di Aosta in genere e del Comune di Gressan in particolare di trovare nuovi posti di lavoro e di iniziare quella riconversione economica, dall'agricoltura alle nuove attività terziarie, che è nei voti di tutti e che coronerà gli sforzi, anche finanziari, compiuti dall'Amministrazione regionale.

È appena il caso di osservare che, una volta approvati il piano regolatore della Conca di Pila, a' sensi delle norme approvate dal Consiglio, ed i progetti di attuazione di zona, le funzioni amministrative di esecuzione continueranno a restare affidate agli organi a cui sono devolute dalle leggi vigenti.

Così il Sindaco e l'Amministrazione Comunale di Gressan provvederanno, in base al piano regolatore approvato dalla legge regionale, al rilascio delle licenze edilizie e gli organi dell'Amministrazione regionale (Presidente della Giunta, Assessorato al Turismo) provvederanno alle attività ad essi attribuite in materia alberghiera, turistica e di tutela del paesaggio.

Il provvedimento legislativo assume altresì il carattere di stralcio del piano regolatore regionale, del quale farà parte integrante, e sarà in armonia con la programmazione economica regionale che comprende nei suoi obiettivi organici la valorizzazione e lo sviluppo della zona di Pila.

Infine si ritiene opportuno osservare che le proposte norme per l'approvazione del piano regolatore della zona di Pila, di particolare importanza turistica sono in armonia con il sistema legislativo dello Stato che fa obbligo ai Comuni dichiarati di importanza turistica di attuare un piano regolatore e di ampliamento (art. 20 R.D.L. 15.4.1926 n. 765).

Su queste premesse il disegno di legge è di estrema semplicità.

Con l'art. 2 si provvede all'approvazione degli atti costituenti il piano regolatore vero e proprio che si sostanziano in una serie di elaborati, così come previsti dalla circolare n. 2495 del 7 luglio 1954 del Ministro dei Lavori Pubblici e dal disegno di legge regionale contenente norme in materia di urbanistica e di tutela del paesaggio, già presentato dalla Giunta regionale all'esame del Consiglio regionale.

Con l'art. 3 si coordina il provvedimento legislativo con l'attività in corso presso l'Amministrazione regionale in materia di programmazione economica e di urbanistica e tutela del paesaggio, disponendo che il piano regolatore della Conca di Pila sia inserito nel futuro piano regolatore regionale del quale sarà parte integrante e nelle previsioni del programma regionale di sviluppo economico.

Il proposto provvedimento attua una disciplina dell'attività edilizia nella quale sono equamente contemperate le esigenze dell'interesse pubblico e quelle della proprietà e dell'iniziativa privata.

Quindi, la Funzione Pubblica e gli Operatori Economici potranno così intraprendere la loro opera, con una guida sicura per indirizzare i loro sforzi.

Si confida pertanto che il Consiglio regionale approvi al più presto, trasformandolo in legge della Regione, il disegno proposto.

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Segue: Allegato nuovo disegno di legge regionale.

Bionaz (D.C.) - Si è riproposta all'esame del Consiglio, in seconda lettura, la legge regionale per l'approvazione del piano regolatore della Conca di Pila, la quale non è stata vistata per l'unica ragione che non si sarebbe rispettato quello che viene definito il giusto procedimento, quando si tratta, diciamo, dell'osservanza e del rispetto di diritti che possono anche essere quelli di terzi, si deve seguire una certa prassi.

La legge da noi presentata arrivava, per così dire, all'ultimo stadio senza percorrere prima le altre procedure e non è stata vistata dal Presidente della Commissione di Coordinamento anche in osservanza delle statuizioni di una sentenza della Corte Costituzionale, la n. 13, che richiede l'osservanza di tale giusto procedimento. Il testo riproposto corregge questa mancanza e dà la possibilità a quelli che si potrebbero ritenere lesi nei loro diritti di ricorrere in ordine a una pubblicazione del piano presso il Comune di Gressan, pubblicazione che si effettua per un periodo di 30 giorni, durante il quale possono essere presentate le relative osservazioni. All'esame di queste osservazioni procede la Giunta e quindi il piano viene approvato. Questo procedimento è stato ritenuto sufficiente per tutelare gli interessi dei privati.

La relazione spiega, insomma, quello che ho detto in poche parole. Noi proponiamo al Consiglio questo nuovo testo e, data l'esauriente discussione che già ha avuto luogo nella precedente seduta per quel che riguarda il piano regolatore della Conca di Pila, io penso che il Consiglio vorrà approvarlo.

Germano (P.C.I.) - A parte la battuta della seconda lettura come se fosse una legge costituzionale e a parte anche il metodo, perché, Signor Presidente, noi abbiamo sottolineato ancora una volta che la legge che dobbiamo approvare ci è stata consegnata un quarto d'ora fa...

Montesano (P.S.D.I.) - No, Consigliere Germano, devo precisare che è stato mandato quattro giorni fa. Quell'allegato che ha avuto ha una piccola modifica, perciò non si allarmi.

Germano (P.C.I.) - Ad ogni modo protesto lo stesso, perché avere l'allegato quattro giorni prima non va bene... noi l'abbiamo ricevuto tre giorni fa, ma non va bene.

Montesano (P.S.D.I.) - Noi glielo abbiamo mandato sabato.

Germano (P.C.I.) - Bisogna mandarlo dieci giorni prima.

Montesano (P.S.D.I.) - Sono delle cose che mi devono anche essere trasmesse, io glielo avevo detto quel giorno lì: "non sono ancora in possesso", si ricorda? Poi, per fortuna, tutto è arrivato e ho potuto spedirlo ai Consiglieri. Questo è un testo con un piccolo emendamento.

Germano (P.C.I.) - Ad ogni modo noi riteniamo che la legge che viene sottoposta al Consiglio non sia una legge legale, perché non rispetta le leggi dello Stato. Rimane la seconda lettura... e cercherò di essere breve, anche se l'argomento è lungo.

La Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana di sabato 26 novembre 1966 reca: "Decreto ministeriale 19 settembre 1966: dichiarazione di notevole interesse pubblico della zona del pianoro di Pila nel Comune di Gressan, Aosta". Il Ministero per la Pubblica Istruzione, vista la legge 29 giugno 1939, n. 1497, sulla protezione delle bellezze naturali, visto il regolamento approvato con Regio Decreto 3 giugno 1940 n. 1357, per l'applicazione della legge predetta; esaminati gli atti; considerato che la Commissione Regionale di Aosta per la protezione delle bellezze naturali, nell'adunanza del 23 settembre 1965 ha incluso nell'elenco delle cose da sottoporre alla tutela paesistica, confinato ai sensi dell'art. 2 della legge sopracitata, la zona del pianoro di Pila nel Comune di Gressan. Considerato che il verbale della suddetta Commissione è stato pubblicato nei modi prescritti dall'articolo 2 della precitata legge all'Albo del Comune di Gressan, visto che nessuna opposizione è stata presentata a' termini di legge avverso la predetta proposta di vincolo, considerato - e io pregherei qui l'attenzione dei Consiglieri - che il vincolo comporta in particolare l'obbligo da parte del proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo dell'immobile ricadente nella località vincolata di presentare alla competente Soprintendenza per la preventiva approvazione qualunque progetto di opere che possano modificare l'aspetto esteriore della località stessa - e qui mi richiamo alla discussione che abbiamo fatto prima che alla Soprintendenza non era stato sottoposto nulla e non aveva dato nessun parere - riconosciuto che la zona predetta è di notevole interesse pubblico, perché costituisce un quadro naturale di incomparabile bellezza, avendo nel pianoro di Pila un naturale belvedere, da cui si gode, data la particolare posizione geografica, lo scenario delle corone di montagne che va dal Monte Rosa al Rutor, alla Grivola, su cui spiccano le alte vette del Cervino e del Gran Combin - qui lascio stare la descrizione - decreta la zona sita nel Comune di Gressan comprendente il pianoro di Pila di notevole interesse pubblico ai sensi della legge 29 giugno 1939 n. 1497, ed è quindi sottoposta a tutte le disposizioni contenute nella legge stessa". E dà tutte le particelle della zona che è molto più vasta di quella contemplata dal progetto in esame.

Nella stessa pagina vi è anche il verbale della Commissione e faccio rilevare solo alcuni punti: "Rilevata la necessità che l'intero comprensorio delimitato in planimetria venga sottoposto a vincolo generico, a carattere cautelativo, affinché il controllo edilizio venga disciplinato, oltre che dall'Amministrazione comunale, anche dalla Sovrintendenza regionale ai monumenti, che in tal modo potrà intervenire per richiedere che venga conservata l'integrità del pianoro di Pila, centro compositivo dell'intero comprensorio, e di quelle visuali di cui si rendesse necessaria la tutela mediante opportuni coni panoramici, nonché per richiedere - e questo è un altro aspetto che vorrei far rilevare, che manca nella legge, a parte la Sovrintendenza - che i nuovi edifici rispettino una distanza minima nei confini, proporzionata alla loro altezza, che esista un rapporto fra area coperta e superficie a disposizione, che vengano apportate opportune modifiche ai progetti, in modo che movimenti e valori di masse, effetti di chiaro e scuro, importante distribuzione di elementi architettonici, scelta e distribuzione della flora armonizzino con l'ambiente circostante, impedendo quelle costruzioni che per forma, dimensioni, posizioni o volume, verrebbero ad arrecare un serio pregiudizio all'integrità paesistica e alle visuali panoramiche; ritenuto...", questo è il verbale della Commissione, questa è la dichiarazione, il decreto del Ministro della Pubblica Istruzione in base alla legge del 1939 e al Regio Decreto del 1940 sempre su paesaggi.

Cosa dice la legge del 1939? All'articolo 5 prevede: "Delle vaste località incluse nell'elenco di cui ai nn. 3 e 4 dell'art. 1 della presente legge, il Ministro per l'educazione nazionale ha facoltà di disporre un piano territoriale paesistico, da redigersi secondo le norme dettate dal regolamento - che vedremo dopo - e da approvarsi e pubblicarsi insieme con l'elenco medesimo, al fine di impedire che le aree di quelle località siano utilizzate in modo pregiudizievole alla bellezza panoramica".

Vediamo cosa dice il regolamento del 1940 di questa legge all'articolo 23: "I piani territoriali paesistici di cui all'articolo 5 della legge - che avevo letto prima - hanno il fine di stabilire: 1) le zone di rispetto; 2) il rapporto fra aree libere e aree fabbricabili in ciascuna delle diverse zone della località - e negli allegati non vi è alcun rapporto - 3) le norme per i diversi tipi di costruzione - e negli allegati non vi sono norme - 4) la distribuzione e il vario allineamento dei fabbricati - e negli allegati non c'è né la distribuzione, né l'allineamento dei fabbricati - 5) le istruzioni per la scelta e la varia distribuzione della flora. La redazione di un piano territoriale paesistico è commessa dal Ministro alla competente regia Soprintendenza, la quale vi attende secondo le ricevute direttive, valendosi della collaborazione degli uffici tecnici dei Comuni interessati", di nuovo niente Sovrintendenza, niente Uffici Tecnici dei Comuni interessati. L'articolo 28 dice ancora: "i criteri da seguire nella redazione dei piani regolatori e d'ampliamento dell'abitato debbono essere preventivamente concordati, quanto ai fini della protezione delle bellezze naturali e panoramiche, fra gli uffici interessati e la locale regia Soprintendenza, la quale li comunicherà al Ministero...".

Questi sono la legge e il regolamento sul paesaggio, che fin qui non sono stati per nulla rispettati.

La legge urbanistica del 1942 dice all'articolo 16: "I piani particolareggiati nei quali siano comprese cose immobili soggette alla legge 1° giugno 1939, n. 1089, sulla tutela delle cose di interesse artistico o storico, e alla legge 29 giugno 1939 - è la nostra - n. 1497, sulla protezione delle bellezze naturali, sono preventivamente sottoposti alla competente Soprintendenza ovvero al Ministero della Pubblica Istruzione quando sono approvati con decreto del ministro per i lavori pubblici". Anche la legge urbanistica quindi prevede il passaggio alla Soprintendenza.

Veniamo a fatti più recenti. Noi abbiamo fatto la legge 1960 che è stata oggetto di una discussione della Corte Costituzionale e poi abbiamo anche l'altra legge per il trasferimento dei poteri dalla Pubblica Istruzione all'Assessorato del Turismo, che sono stati oggetto di un'altra sentenza. Vediamo cosa dice la sentenza nella sua conclusione, prima di arrivare a "per questi motivi la Corte Costituzionale respinge...", eccetera: "è pacifico nella giurisprudenza di questa Corte che le leggi dello Stato sono vigenti nelle Regioni, anche se queste hanno nella stessa materia potestà legislativa primaria, quando la Regione non abbia adottato o non adotti una propria legge. Nella specie, fino a quando la Valle d'Aosta non sostituirà alle leggi dello Stato vigenti in materia di tutela delle bellezze naturali un proprio ordinamento e non le renderà completamente attuabili, la Valle non potrà attribuire alle sue autorità amministrative poteri avulsi a un tempo e dalla legge statale, e dalla legge regionale, che, pur essendo entrata in vigore, non contiene una completa disciplina della materia e non è ancora in piena applicazione. Fino a quando non si avrà tale applicazione, la Regione dovrà osservare e fare osservare le leggi dello Stato".

L'altra sentenza, quella successiva, dice: "Un trasferimento immediato di funzioni o uffici per fare il trasferimento dei poteri del Ministero della Pubblica Istruzione all'Assessorato del Turismo, Antichità e Belle Arti, un trasferimento immediato di funzioni o uffici dallo Stato alla Valle che prescinda da norme di attuazione non potrebbe ricavarsi dagli articoli 2, 3, 4 e 51 dello Statuto speciale, perché questi concernono soltanto l'attribuzione alla Regione di potestà legislativa, la quale, dal punto di vista sostanziale, può essere esercitata anche prima che avvenga questo trasferimento, mentre la legge è necessaria per l'esercizio di funzioni amministrative già esercitate dallo Stato. Codesta necessità si può dedurre con argomento... anche dalla considerazione che l'articolo 5 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 23 dicembre 1946, n. 532, ha devoluto alla Regione l'esercizio delle attribuzioni spettanti alla Sovrintendenza alle Antichità e Belle Arti, ma non anche quelle spettanti al Ministero della Pubblica Istruzione o ad altri organi dello Stato". Risulta quindi chiaro che questa legge è stata formulata senza tener conto di nessuna di queste indicazioni.

Oltre al fatto che questa legge non rispetta le norme stabilite dallo Stato, questa legge non rispetta le norme che vogliamo noi, che consideriamo noi. Una legge, dove non sono segnate le altezze, dove non sono segnati i confini, dove non sono segnati gli allineamenti, dove si prevedono le costruzioni che ampiamente abbiamo discusso l'altra volta è una legge contraria agli interessi della Regione.

Ora, io desidero prima vedere questi aspetti riguardanti l'impostazione di quella legge per scendere poi nel merito.

Caveri (U.V.) - Je n'ai pas l'intention de répéter ce que j'ai dit dans les discussions précédentes sur cette loi et je ne ferai qu'un résumé des principales questions à la base de notre détermination à voter contre cette loi.

Dans les couches de la population d'un niveau culturel et intellectuel plus modeste il y a la superstition que l'on ne puisse pas développer en sens touristique une zone si on ne donne pas la voie libre aux spéculateurs constructeurs dei famigerati immeubles collectifs ou condomini. Pour certaines gens valoriser une zone du point de vue touristique veut dire remplir le territoire de cette Commune, de cette zone d'immeubles collectifs, di condomini; c'est ce que malheureusement nous avons vu au Breuil, c'est ce que nous avons vu en partie à Courmayeur et c'est ce qu'on se prépare à faire à Pila.

J'ai dit que c'est une superstition, parce que nous voyons que dans les Pays plus civilisés (Savoie, Suisse, Cortina d'Ampezzo, Portofino) on a valorisé les zones touristiques mais on a respecté le paysage, l'alliance traditionnelle historique. Nous avons vu, après la guerre, que dans les départements du Nord de la France on a rebâti, on a reconstruit, mais on n'a pas fait d'immeubles collectifs dans les villes qui avaient un cachet artistique et historique, mais on a reconstruit les maisons selon les vieux plans, naturellement tout venant à la rencontre des désirs de la population pour ce qui concernait le confort ou l'aspect moderne des intérieurs.

Alors nous demandons à ceux qui sont les grands champions des condomini, à ceux qui croient qu'une Commune ne peut pas être valorisée économiquement si on ne fait pas des condomini de 12 ou de 14, 15, 20 étages, Cortina d'Ampezzo n'est pas un Pays qui a été valorisé? Portofino n'est pas valorisé du point de vue touristique? Les stations d'hiver de la Suisse et de la Savoie ne sont-elles pas valorisées? Voilà, alors cela démontre que c'est la superstition qui existe malheureusement chez nous, superstition qui a été encouragée par vos propagandistes qui ont vu dans cette question un motif de basse démagogie électorale, parce que nous savons très bien ce que vos activistes, vos propagandistes disent à Gressan lorsqu'ils nous indiquent comme les ennemis du progrès, de la valorisation touristique de Pila. Ce sont des vulgaires mensonges, ce sont des calomnies, puisque personne de nous rêve de s'opposer à la valorisation de Pila, mais nous disons que la valorisation de Pila doit être faite avec bon sens, en respectant le paysage et en ne permettant pas qu'on fasse à Pila ce qu'on a déjà fait en partie à Courmayeur et ce qu'on a fait au Breuil.

Cette Junte a eu une longue perplexité devant le problème de Pila, les administrateurs régionaux actuels jusqu'à présent n'étaient pas enthousiastes de ce plan de Pila. Cette perplexité est démontrée par le fait que cette loi a été portée à l'approbation du Conseil régional in articolo mortis après 18 mois de cette administration. Si vous aviez été convaincus de la bonté de ce plan, de la bonté de cette loi, vous l'auriez présentée au Conseil régional avant, même vous n'étiez pas convaincus de la bonté de cette loi et vous avez trouvé un alibi en disant: "ah, mais ce n'est pas le plan Chappis celui-ci, c'est un autre plan celui-ci", nous répondons: non, parce que... je demande entre parenthèses que Monsieur le Président du Conseil veuille faire taire certaines personnes qui sont en train de déranger les travaux du Conseil, exactement dans l'aile droite de l'espace réservé au public. Il faudrait que le Président du Conseil régional permette à ceux qui parlent au Conseil régional le minimun de tranquillité et qu'il veuille aviser certains que, s'ils veulent faire des conversations, il y a Place Narbonne, la Place devant le Conseil, Place Chanoux, il y a les portiques, il y a le Café Pollano où ils peuvent très bien faire leurs conversations; mais retournons à cette question...

Montesano (P.S.D.I.) - Scusi, Avvocato Caveri, permetta che richiami un po' il pubblico a stare in silenzio perché disturbano l'oratore, i lavori del Consiglio.

Caveri (U.V.) - ... alors, je disais, superstition qui correspond à un niveau intellectuel et culturel très bas, superstition encouragée par vous, ou pour le moins par une partie de vos propagandistes, de vos activistes pour des raisons de "basse cuisine", de basse démagogie électorale, et dans le même temps intention pure et simple de favoriser les spéculateurs privés qui ne voient que les raisons de leur portefeuille et de leurs intérêts privés, et ce sont ces groupes privés que vous avez écoutés, tandis que vous auriez mieux fait évidemment d'entendre cet avis de la Surintendance aux Beaux-Arts que vous n'avez pas écoutée.

Alors, qu'est-ce que vous avez fait? Vous avez reçu dans votre Sancta Sanctorum les projets préparés par des groupes privés, qui n'avaient même pas pensé de faire signer les projets par quelqu'un, parce que ces fameuses annexes que vous nous avez données n'étaient pas signées, elles ne portaient pas de date et ceci nous l'avons remarqué dans une séance précédente.

Je donne acte que la Junte actuelle a écouté notre recommandation de supprimer la route qui reliait la partie inférieure de Pila avec la zone située au levant de Bethere, route qui aurait porté préjudice et atteinte aux skieurs avec le fameux pont qui devait relier les deux versants du Vallon de Bethere. Nous avions demandé de ne pas permettre l'édification du jardin public; nous croyons d'avoir compris que cette recommandation que nous vous avions faite vous l'avez acceptée. J'ai vu sur une des gazette qui se sont occupées de ce problème qu'on a eu le courage de dire: "mais qu'est-ce qu'on nous parle du jardin public, on confond le jardin public avec le jardin alpestre. C'est depuis plus de 50 ans que je connais la zone de Pila et jamais personne n'a parlé d'un jardin alpestre et il n'y a uniquement le jardin public. Je crois que ceux qui parlent de deux jardins, d'un jardin public et d'un jardin alpestre, l'ont rêvé la nuit précédente qu'ils ont écrit l'article. Alors je fais la recommandation que dans cette zone d'incomparable beauté du jardin public on ne permette pas de construire, parce que ce serait vraiment un crime de lèse beauté du paysage de cette partie du paysage de Pila.

Comme a démontré le Conseiller qui a parlé auparavant en citant les lois qui règlent cette question, ce plan n'est pas un plan régulateur; il ne l'est pas, même si s'appelle plan régulateur, parce qu'il manque des éléments essentiels d'un plan de ce type, je ne traiterai pas de l'aspect juridique de ce plan, mais je ne parlerai que des questions "esthétiques". Votre fameux plan qu'est-ce qu'il prévoit? Il prévoit au fond des prés de Pila une rangée de palais, une rangée de constructions qui ne permettraient pas aux skieurs arrivés au fond des prés de Pila, aux touristes de voir ce que le décret du Ministre de l'Instruction Publique cité par Germano appelle un quadro naturale di incomparabile bellezza et c'est l'arc des montagnes qui partent du Rutor et, à travers la Chaîne du Mont-Blanc, arrive, à travers le Mont Vélan et le Grand Combin, jusqu'au Cervin et au Mont-Rose. Ce quadro naturale di incomparabile bellezza, où il y a toutes les Alpes Pennines, ce magnifique tableau naturel de beauté incomparable vous voulez le cacher derrière une rangée, derrière une palazzata, comme il résulte à travers les annexes que vous nous avez données.

En même temps une autre grande erreur c'est qu'avec votre plan... je dis "votre plan", parce que vous avez pris la paternité de ce plan, qui vient de la main de situations privées qui s'en fichent hautement de la beauté de la zone de Pila et qui ne pensent qu'à leurs spéculations, à leurs intérêts. Moi j'ai lu les propositions de Monsieur Aldo Blanchet Lenzi et là on voit quels sont les professionistes d'Aoste qui plus que ce pauvre diable d'Aldo Blanchet Lenzi ont la main dans cette horrible spéculation immobilière.

Dans ce plan, dont vous avez la paternité et la responsabilité, vous avez voulu couper aussi le magnifique Vallon qu'il y a entre Pila et Pesein avec une rangée de maisons, parce que, si on fait le calcul des rapports entre le cubage des maisons et la superficie des terrains, alors il sautent dehors ces rapports et ces scatoloni, dont les dimensions ont été dites l'autre fois par le Conseiller Germano sur la base de ce que lui ont dit certains architectes, des données plano-volumétriques qui sont contenues dans les annexes, de manière qu'une deuxième erreur pyramidale se résout dans le massacre de la zone de Pila. Cela quand il y avait la possibilité de valoriser Pila en bâtissant dans la zone située au couchant de Chacard, qui est une zone assez grande, une zone qui est defilata en rapport à la zone de Pila propriamente detta, parce que qui tourne le dos aux maisons de Pila et regarde du côté de Chacard ne peut pas voir les maisons qu'on peut très bien construire dans le Plateau qui est situé au couchant de Pila. On pourrait construire sur le bord occidental du Plateau Gorraz, comme il était prévu par l'Architecte Rigotti, et cela ne serait pas l'idéal, mais ce serait toujours mieux que de faire la palazzata le long du Vallon et le long de la route qui arrive à Pila.

Ce sont des erreurs pyramidales du point de vue de l'esthétique et de la défense de ce paysage que vous ne défendez pas et dont au contraire vous aidez la destruction. Ce sont des erreurs que nous payerons tous ensemble et nous devrons encore entendre les non Valdôtains dire: "Mais qu'est-ce que vous faites, vous Valdôtains, si vous vous rendez capables de choses de ce genre, vous n'êtes alors pas à la hauteur de l'autonomie, vous n'êtes pas dignes de l'autonomie, parce que après qu'on vous a donné la possibilité de vous administrer, vous faites ces choses qui sont des choses abominables". Moi j'ai eu la visite de personnes de Turin, de Milan, de Rome qui aiment le paysage magnifique de la Vallée d'Aoste, qui aiment ce cadre de tableau incomparable de beautés de Pila. Ces gens ont dit qu'ils appartiennent à l'Association Italia Nostra et ils ne manqueront pas de déchaîner une campagne de presse afin que in articolo mortis on ne permette pas de faire ces erreurs et ces horreurs que vous êtes en train de faire.

Le problème est là, c'est-à-dire nous nous trouvons encore une fois à constater que vous êtes en erreur, vous vous rendez peut-être compte de l'énormité de tout ceci, mais c'est la préoccupation électorale qui vous fait faire ces choses que vous n'aviez pas faites pendant ces 18 mois derniers, parce que, quand même, un peu de sensibilité vous devez l'avoir. Maintenant il y a la période préélectorale, vous croyez d'obtenir un tas de voix à Gressan en disant: "nous sommes nous qui valorisons Pila", mais c'est une drôle de manière de la valoriser Pila, c'est une manière de détruire la beauté de son paysage, de manière que vous ne travaillez pas pour le bien de la Commune de Gressan, un jour les habitants de Gressan se rendront compte de l'énorme erreur qui a été faite.

Je ne sais pas qu'est-ce qu'il y a encore à sauvegarder en Vallée d'Aoste après que l'on aura ruiné la beauté de Pila. Dans un film - un des rares films, documentaires bien faits que nous avons vus à la télévision italienne - on a illustré les erreurs faites dans le passé dans les différentes zones d'Italie et les zones d'Italie où on a su sauvegarder le paysage. Il serait urgent de représenter ce documentaire dans les cinémas d'Aoste et d'inviter les Administrateurs régionaux, les Conseillers régionaux, les Syndics, les Assesseurs et les Conseillers communaux, surtout des Communes qui ont une possibilité de développement touristique. Ce documentaire pourrait leur donner cette conscience qui aujourd'hui est assez faible, malheureusement, dans notre Pays. Celui qui soutient ce problème, qui soutient cette question est considéré comme un homme du passé, tandis que les hommes du passé, les "rétrogrades", les anti-progressistes sont ceux qui veulent faire ce que vous vous préparez de faire à Pila. Pour mon compte je ne suis pas seulement préoccupé de Pila, mais, vu que maintenant on est en train de faire des plans régulateurs partout, je dis à la Junte: attention à ces plans régulateurs, parce qu'il y a des gens qui font ces projets, ces plans simplement avec le but de pouvoir permettre des spéculations immobilières, dont eux-mêmes, ceux qui font les prophètes, veulent profiter.

Nous n'avons pas aujourd'hui à discuter - et nous ne la discuterons pas demain - la loi de l'urbanisme, mais le jour qu'on discutera de cette loi et des plans régulateurs en Vallée d'Aoste, nous vous présenterons un article que nous avons préparé. Nous demandons que des différents organes d'urbanisme qui s'occupent de la préparation de plans régulateurs, et cetera, soient exclus tous ceux qui font ces projets. Ce n'est pas la zone de Pila, ce n'est peut-être pas Aoste, mail il y a une Commune de la Vallée centrale où il y a eu un certain Architecte qui a augmenté le cubage, ce qu'on appelle en italien il rapporto planovolumetrico, dans cette Commune et après cet individu a présenté les projets dans cette Commune. La note de cet Architecte sera en proportion du cubage que lui-même, en tant qu'auteur du plan régulateur, a voulu augmenter en pensant qu'en augmentant le cubage établi dans cette Commune c'était sa parcelle qui augmentait pour les différentes constructions de ces palais, selon les projets que, selon les journaux, vous-même vous êtes allés voir dans cette Commune. Vous vous êtes déjà rendus à la Maison Communale de ce Pays et vous avez admiré - les journaux ont dit cela - ces beaux projets, avec un cubage énorme, permis par un plan régulateur rédigé par le même Architecte qui a fait ces projets. Ici ce sont des choses monstrueuses, parce qu'on augmente le cubage ainsi, mais on augmente aussi smisuratamente, hors de mesure les patrimoines de ces professionistes. C'est ce qui est prévu à Pila, parce que toutes les campagnes de presse... moi je ne retourne pas sur toutes les bêtises qu'on a dites des 15 milliards, des Rothschild, et cetera, je crois que désormais tout le monde est convaincu de l'immense tromperie et des mensonges qu'on a racontées sur la "Gazzetta del Popolo". Vous voyez que ce n'est pas la valorisation d'une Commune, d'une zone qu'on veut faire, et c'est cela que moi j'ai expliqué à certains habitants de Gressan qui me disaient: lo dzor qué l'è approvà sèi plan sen poué tcheut reutso (traduzione letterale dal patois: il giorno che è approvato il piano siamo poi tutti ricchi), auxquels j'ai dit: ma poro matas, pa vo, ma vo vo restade poué todzor ou mimo plan (traduzione letterale dal patois: poveri illusi, voi restate poveri sempre allo stesso modo).

Je ne veux pas ajouter autre chose, parce que nous avons longuement débattu tous ces problèmes et toutes ces questions, et alors moi je dis: a buon intenditore poche parole. Les personnes honnêtes, les personnes sensibles, les personnes qui ont les sentiments délicats, les personnes qui ont encore le sens de la beauté du paysage de nos montagnes ces choses les comprennent; les rétrogrades, les anti-progressistes, les endormis, les touéno (traduzione letterale dal patois: stupidi), tous ces personnes avec les spéculateurs sont pour ce plan de Pila. Nous sommes contraires au plan de Pila et c'est depuis longtemps que nous supportons la diffamation, la basse calomnie que l'on exerce à notre égard mais cela nous laisse bien tranquilles, parce que malheureusement les événements nous donnerons raison un jour et on dira: "c'était vrai, il ne fallait pas donner actuation, il ne fallait pas réaliser ce plan", qui est un signe de ce que Dante appelait la matta bestialità .

Bionaz (D.C.) - Risponderò prima all'Avvocato Caveri e gli dirò subito che le sue esortazioni sono di natura da lasciarci non indifferenti, possiamo anche condividere ciò che dice sotto molti profili, però ribadisco quello che già è stato detto qui: che si fa e si approva un piano regolatore di Pila proprio per salvare Pila stessa e mi stupisco che nel passato questo non sia stato fatto.

Tutto quello che lei ha detto è già stato detto nella precedente seduta fiume nella quale si è discusso del piano di Pila, tutte le osservazioni che lei oggi ha ricordato sono le stesse già formulate l'altra volta e non portano nessun contributo nuovo, assolutamente nulla.

Noi rimaniamo nel nostro convincimento che con questa legge, con questa regolamentazione si dà finalmente alla zona di Pila la possibilità di avere un certo sviluppo e si dà nello stesso tempo al Comune di Gressan una legge che consente di proteggere le bellezze naturali di quella Conca, così com'è nelle intenzioni e nei propositi di tutti.

Evidentemente, quando lei, Avvocato Caveri, parla di preoccupazioni elettorali, il problema è soltanto quello di una certa propaganda, quando lei accenna a degli interessi speculativi, penso che non si rivolga a noi, che non abbiamo nessuna speculazione da perpetrare nella zona di Pila, anzi va detto questo: che siccome la Regione è compartecipe della Società che intende valorizzare la zona di Pila in una proporzione discreta: la proporzione del 20%, con dei poteri in seno alla Società tali che le consentono di condizionare qualsiasi violazione e qualsiasi esagerazione, io penso e - e ripeto quello che già dissi l'altra volta - che abbiamo nelle nostre mani gli strumenti utili e sufficienti per giungere allo scopo di tutelare la zona di Pila.

Detto questo, vorrei anche dire all'Avvocato Caveri che siamo pienamente d'accordo con lui quando egli afferma che tutti coloro che hanno lavorato e operato per i piani regolatori debbono essere esclusi da qualsiasi Commissione che debba approvare queste cose. Io sono pienamente d'accordo con l'Avvocato Caveri, non so se tutti quelli che siedono sui banchi vicino a lui sono dello stesso avviso, su questo ho parecchie riserve, e non ho paura di dirlo qui. È giusto che coloro che hanno un interesse, che può essere in seguito contrastante con un altro interesse, siano esclusi almeno dalla funzione di essere dei controllori controllati.

Detto questo, mi sembra che, per quanto riguarda le osservazioni dell'Avvocato Caveri, indubbiamente bisognerebbe rifarsi a tutta la discussione dell'ultima seduta e della penultima seduta per controbattere quelle argomentazioni che egli, molto sinteticamente per la verità, oggi ha voluto di nuovo esporre. Molto sinteticamente anch'io dirò quello che ho già detto: che se non ci decidiamo a dare a Pila un piano regolatore e se non ci decidiamo di fare qualche cosa per la zona, allora si verificherà veramente quell'inconveniente e quella stortura che tutti temiamo di lasciare veramente alla speculazione privata fare tutto quello che vorrà e di guastare, di deturpare quella zona che indubbiamente è ancora una delle poche che si prestano a essere salvaguardate sotto un profilo eminentemente ed essenzialmente paesaggistico, con delle caratteristiche che sono veramente uniche nella nostra Valle.

Al Consigliere Germano invece devo fare un altro discorso: io non sapevo che oggi ci sarebbero stati in Valle d'Aosta due Presidenti del Comitato di Coordinamento: uno che sta in Piazza Ollietti e l'altro che siede al posto di Germano e che è Germano stesso, il quale mi enuncia tutta una serie di leggi, che d'altronde conosciamo anche noi, che negano alla Regione la potestà legislativa in questo caso. Tutto quello che lei ha detto non c'entra niente con quanto è esposto nella lettera che il Presidente del Coordinamento ha fatto pervenire a questa Presidenza. Il Presidente della Commissione di Coordinamento non ha vistato la legge non perché andasse in contrasto con le altre leggi dello Stato per quanto riguarda le procedure per il rispetto dei piani, per la tutela delle costruzioni per l'urbanistica; no, niente di tutto questo: egli non ha vistato la nostra legge solo perché non era stato salvaguardato il giusto procedimento, cioè quelle procedure, quelle formulazioni, se volete, che debbono trovare una certa applicazione allorquando devono essere posti dei limiti ai diritti dei privati. Mi spiego meglio: la legge che noi abbiamo presentato arrivava per così dire all'ultimo grado della procedura, scavalcando i gradi precedenti e l'osservazione fatta dal Presidente del Coordinamento era questa: "voi siete caduti in errore approvando un piano regolatore che non tiene conto e della stesura del piano, della sua pubblicazione, dei ricorsi che si possono presentare e del giudizio che si danno su questi ricorsi". Per la verità, il parere del Presidente della Commissione di Coordinamento è confortato anche da una sentenza della Corte Costituzionale: la n. 13, che non approva questa procedura che non tiene conto del giusto procedimento. Tutto qui.

Per quanto riguarda la nostra potestà legislativa in questo campo, io vorrei richiamare all'attenzione del Consigliere Germano la lettera g) dell'articolo 2 del nostro Statuto, che dice che noi abbiamo potestà legislativa primaria nell'urbanistica, nei piani regolatori per le zone di particolare importanza turistica. Non si mette dunque in forse neanche dal Coordinamento questa nostra potestà. È lei oggi che dice: "voi non potevate fare questo". Non è vero niente, noi lo possiamo fare benissimo, ma avremmo dovuto rispettare più compiutamente questo giusto procedimento che oggi facciamo, che oggi vogliamo rispettare apportando delle modificazioni alla precedente formulazione della legge e introducendo all'articolo 2 della legge queste procedure che danno ai privati la tutela dei loro diritti. Consentono cioè ai privati durante i 30 giorni della pubblicazione del piano regolatore di presentare le loro osservazioni, di farsele giudicare e in ultima analisi, poi se lo ritengono, anche di invocare il diritto della Corte Costituzionale.

Quando lei mi cita tutte quelle leggi, mi pare che venga meno a quella sua conclamazione del rispetto delle nostre competenze, ma molto seriamente. Lei ha detto: "voi non potete fare questo", cioè che noi Consiglio regionale non possiamo fare questo, non possiamo fare questo altro perché tutte queste potestà ci sono tolte dalle varie leggi che attribuiscono queste facoltà unicamente agli organi statali. Io dico di no ed è proprio in ragione di questa nostra potestà che abbiamo convinto gli organi di controllo di questa nostra facoltà pur apportando alla legge quel contemperamento e quel completamento che riguarda la tutela degli interessi privati. Ora, l'articolo 2 del nostro Statuto recita che abbiamo facoltà primaria nell'urbanistica ed è detto chiaramente: "nei piani regolatori per zone di particolare importanza turistica".

Consigliere Germano, ci rifacciamo, se lei ritiene, anche alla legge regionale del 1960, che è stata vistata, anche se la prima parte dell'articolo 1 e l'articolo 18 non sono stati ritenuti costituzionali, gli articoli sono tutti stati ritenuti validi. All'articolo 5 si parla di "piano regionale urbanistico e paesaggistico", noi possiamo fare il piano regionale urbanistico e paesaggistico. Ora, il piano regolatore della zona di Pila farà parte di tale piano. Questa sua pretesa violazione da parte del Consiglio regionale ...(voce del Consigliere Germano)... allora si ricordi di rispettarla e non di invocarla solo quando le fa comodo a scopi demagogici! Ora, se lei avesse una concezione un po' più ortodossa e obiettiva dei nostri poteri, credo che queste argomentazioni non le avrebbe tirate fuori, perché tutte le leggi che lei ha citato sono proprio atte a dimostrare che in questo campo noi non avremmo facoltà legislative, mentre noi ribadiamo che in fatto di piani regolatori che riguardano zone di particolare interesse turistico e paesaggistico noi abbiamo facoltà legislativa di legiferare, come abbiamo fatto, anche se non lo abbiamo fatto con quei crismi ritenuti indispensabili dagli organi di controllo perché fossero posti, diciamo in giusta misura, sotto tutela i diritti dei privati.

Ora, la Commissione di Coordinamento nella sua osservazione, che è anche molto breve e molto sintetica, ci dice: "voi non avete rispettato il giusto procedimento". La questione è tutta nel giusto procedimento e nelle discussioni che abbiamo avuto e non è che ne abbiamo avuto solo una. Noi ci siamo impegnati a ripresentare un progetto nel quale questo giusto procedimento a tutela degli interessi dei privati sarebbe stato rispettato, abbiamo fatto né più né meno che adottare la procedura solita per l'approvazione dei piani regolatori. Salvaguardando gli interessi dei privati abbiamo ritenuto che con questo il piano regolatore di Pila potesse essere definitivamente approvato e se lei rilegge bene l'articolo 2, al quale è stata anche apportata quella brevissima aggiunta che si riferisce poi all'ultimo comma dello stesso articolo, noi abbiamo con questo salvaguardato qualsiasi interesse che qualsiasi cittadino potesse avere nel non approvare a scatola chiusa il piano regolatore di Pila, dando la possibilità, intanto, durante i 30 giorni di pubblicazione, di fare tutte le osservazioni necessarie e ritenute opportune, alle quali, com'è detto dalla legge, la Giunta regionale risponderà, in sede di approvazione definitiva, se qualcuno poi si ritenesse ancora leso da questa formulazione regionale, ebbene avrà la possibilità di impugnare in sede costituzionale la nostra legge.

Ora, tutto quello che è stato detto fuori da quest'argomentazione è perfettamente superfluo, perché su questo la Commissione di Coordinamento non si è assolutamente pronunciata. Noi dobbiamo esaminare le osservazioni del Presidente della Commissione di Coordinamento solo sotto il profilo del rispetto del giusto procedimento.

Savioz (P.C.I.) - Io non ho avuto la possibilità di sentire la discussione che è avvenuta la prima volta che tale provvedimento è stato portato in Consiglio, né ho potuto avere i verbali della seduta, e qui, Signor Presidente, non le faccio un appunto perché capisco che è troppo vicino... e quindi, non dirò di più. Quello che mi colpisce in tutta questa faccenda però sono le assicurazioni del Presidente della Giunta. Mi permetta, Presidente, io vorrei fare alcune osservazioni: prima di tutto, lei dice: "noi facciamo parte della Società che è stata costituita, abbiamo le possibilità di impedire le speculazioni e di condizionare quello che verrà fatto nella Conca di Pila". Io dico che sono dei nobili sentimenti i suoi, però praticamente non vedo come lei potrà fare quanto dice per una semplice ragione: qui abbiamo una tavola, una zona particolare... si chiama zonizzazione... e, una volta che viene stabilita in un piano regolatore sia la zonizzazione che la planivolumetria, lei non condiziona più niente. Quando in fondo al pianoro di Pila - e mi fermo a questo punto - lei permette tutta una striscia che chiude completamente il fondo del pianoro di Pila e in quella striscia io vedo la possibilità di una trasferibilità di metri cubi... Signor Presidente, in quella zona possono sorgere benissimo i condomini e lei mi insegna che un condominio, o due, o tre in fondo al pianoro di Pila sono tutt'altro che una bella cosa.

Lei mi parla di salvaguardia del paesaggio, però lei non intende sentire la Sovraintendenza. Ho sentito dire prima che se c'è un ente completamente regionale alle dipendenze della Regione e con delle leggi e con la possibilità di farle rispettare, questo è la Sovraintendenza regionale ...(voce di un Consigliere)... d'accordo, possono anche esserci degli abusi, ma proprio per la mancanza di regolamentazione in merito alle possibili costruzioni in espansione nella nostra Regione... Peggio della Sovraintendenza, se croce c'è da buttare, la buttiamo addosso a coloro che si sono coalizzati e hanno fatto di tutto per fare rigettare la legge del 1960, che, pur con le sue lacune, anche con le sue manchevolezze e soprattutto per la mancanza di un regolamento che non abbiamo avuto tempo di fare a suo tempo... ebbene, quella legge era l'unica arma nelle mani del Consiglio regionale per salvaguardare gli interessi della Valle d'Aosta. Quella era la legge che tutti i Valdostani indistintamente avrebbero dovuto difendere con le unghie e coi denti, perché solo quella permetteva e ha permesso di salvarci rispetto a certe porcherie. Per non andare oltre, ritorno qui sull'argomento e ripeto: io non vedo come lei, Signor Presidente, possa fare queste affermazioni, perché se onestamente vogliamo guardare il problema... in questi 20 anni di esperienza personale relativamente ai piani regolatori della Valle d'Aosta e prima della città di Aosta, ho visto che, per poter salvare una larghezza di una villa, o per salvare un prato verde, o per fare una piazza un pochettino più ampia, ogni volta c'erano delle discussioni a non finire. Molte volte mi sono trovato a dover discutere con della gente preparatissima, perché molte volte, purtroppo, coloro che studiano i piani regolatori - ed è stato detto prima - lo studiano sotto la spinta dei gruppi monopolistici, che hanno la possibilità di corrompere e di comperare. In quel periodo - e non con la preparazione di oggi, dovuta agli anni e all'esperienza, ma nuovo alle Amministrazioni comunali - ho dovuto sentire e ho dovuto difendere coi denti e con le unghie certe posizioni, perché già allora c'era la corsa verso le speculazioni. Lì comunque, per fortuna, ci sono documenti, relazioni, verbali e coloro che faranno la storia su di noi potranno mettere un punto fermo sull'attività e modestamente sulla volontà di difendere quello che deve essere difeso come interesse di patrimonio che appartiene a tutti, abbiamo tutti diritto di poter respirare l'aria e di aver la possibilità di circolare con una certa sicurezza.

Non mi si venga a dire che questo significa salvare Pila, io non conosco a fondo tutta la questione, ma assieme ai competenti tecnici abbiamo studiato per degli anni soluzioni e progetti e abbiamo dovuto rivedere anche un precedente progetto di piano regolatore che era stato studiato da parte di tecnici, ma che ritenevamo fosse superato. Ci sono dei punti fermi come quello che ho citato prima del fondo del pianoro. In queste condizioni, Signor Presidente della Giunta, lei, a mio modesto avviso, non ha le armi in mano per potersi difendere da quella che sarà la speculazione, anche se la Regione fa parte di quella famosa società, e vedrà che il tempo, purtroppo, mi darà ragione su questo. Non è così che si risolve il problema di Pila, queste cose sono prima di tutto insufficienti; in secondo luogo potremmo discutere più approfonditamente se questo provvedimento fosse stato accompagnato da un piano esecutivo, da un piano particolareggiato, se non di tutta Pila, almeno della parte principale, cioè di questa striscia che voi avete fatto qui interno al pianoro e che in certo senso fa un ferro di cavallo che chiuderà tutto, perché chiude la bellezza panoramica del fondo del piano, che è la più bella, chiude dall'altra parte verso lo Chalet du Soleil, che è altrettanto bella perché porta ancora una visione su tutta la parte superiore della Valle, e via di questo passo. No, Signori, modestamente, il vostro studio che io vedo per la prima volta e che ho avuto pochi giorni fa - e, purtroppo, non so con chi andare a discutere perché in Regione nessuno ne sa niente, i tecnici competenti non ne sanno niente - mi lascia molto perplesso.

Abbiamo sempre sostenuto la necessità di fare qualcosa a Pila, non ci siamo riusciti, potete anche dirci: "potevate farlo". Io in parte, per quello che mi concerne, posso anche accettare un rimprovero nel senso di non essere riusciti a realizzare un qualche cosa per Pila, ma è altrettanto vero che con le possibilità che avevamo, avremmo dovuto accedere a delle richieste di questo genere, cioè rovinare Pila e allora, piuttosto di rovinare Pila, era meglio, almeno a mio modesto avviso, rinviare la questione con una maggiore possibilità di soluzione e con un intervento della Regione.

Io sono d'accordo che la Regione faccia parte di questa società, ma non sono d'accordo su come viene presentata questa soluzione, in modo particolare per quanto concerne questa principale, che è indubbiamente la parte più importante di Pila. A mio modesto avviso, quindi la cosa non può avere un buon esito. Questo piano lo potremmo chiamare piano regolatore generale, anche se non è tale, perché, per essere generale, dovrebbe comprendere tutto il comprensorio del Comune di Gressan e non solo Pila. È un piano paesaggistico, è un piano che non risolve la questione in quanto non è esecutivo, non è particolareggiato, non si sa niente, si sa solo di zonizzazione, di possibilità di sviluppo per quello che concerne le strade, potremmo anche discutere sull'opportunità o meno che siano fatte in quel modo, ma quello lo lascio perdere. Io dico solo che questa vostra premura di voler battere i tempi lascia molto perplessi, per non dire altro, la mia impressione è questa: che voi siete succubi di quelle forze che hanno tentato con noi di realizzare un qualche cosa di contrario agli interessi generali della Valle d'Aosta, del Comune di Gressan e della zona di Pila. Quello che diceva poc'anzi l'Avvocato Caveri è giustissimo, certo, se noi vogliamo correre dietro alla simpatia del pubblico e in modo particolare ai proprietari dei terreni e agli Amministratori comunali... tutta l'esperienza è lì per dimostrare che dei 36 piani regolatori in marcia nella Valle d'Aosta, dopo 20 anni di lavoro, e dopo tante Amministrazioni che si sono susseguite, ebbene, abbiamo avuto il piacere di portarne a termine tre o quattro, dopo denaro speso, tempo perduto, spiegazioni a non finire, sedute fiume, tribolazioni con i Sindaci, con i Consiglieri e con gli Assessori dei Comuni, che in seduta davanti a noi dicevano che tutto andava bene, giravamo la schiena e zac, invece di portarli in Consiglio, non li portavano, piani regolatori pronti a tutti gli effetti. Certo, io capisco che è molto più comodo accodarsi al cosiddetto "sentimentalismo del pubblico": "io, proprietario del mio terreno, ne voglio fare quello che voglio", salvo poi a piangere amare lacrime quando si trovano con delle costruzioni fatte e tutto intorno il terreno non ha più nessun valore, tipo quello che è successo a Courmayeur, al Breuil, nel Paesello di Torgnon e che è successo in altri posti. Per quanto riguarda la famosa storia di essere liberi, si è liberi solo di permettere a chi possiede di prendere la posizione e gli altri intorno devono essere soffocati: questa è la libertà che vuole la nostra gente, che non arriva più lontano della punta del naso e che si sente riempire le orecchie da parte dei più furbi, che la porta su un terreno falso e non giusto. Si illudono di poter essere liberi, di poter fare quello che vogliono, mentre invece, poveretti, si accorgeranno che a fare quello vogliono, con una documentazione di questo genere qui... sono solo quelli che detengono il capitale in mano, e non i poveri proprietari dei terreni di Pila o di altrove... che, ancora illusi si gettano la sabbia negli occhi quando possono, e le pietre sulla testa se lo potessero fare... proprio per il fatto che cerchiamo di difendere quel poco che è difendibile ancora nella nostra Regione...

Portiamo ad esempio, purtroppo, delle situazioni che sono veramente portate all'estremo di quello che può essere un abbruttimento di una zona, e mi ricordo bene quella trasmissione fatta dalla R.A.I. per quello che concerne il Breuil, ma quei Signori della R.A.I. e quelli che li hanno chiamati in loco, quelli, che sono d'accordo con loro, mica hanno parlato della nostra legge, mica hanno parlato della Corte Costituzionale, che ci ha abrogato l'articolo 1 e rovinato l'articolo 18, mica hanno detto chi sono i responsabili! Hanno parlato semplicemente dell'orrore di Cervinia, che però non fa capo a noi, ma fa capo a ben altri messeri e forse anche a quelli che hanno istigato la R.A.I. a venire a ficcare il naso nella nostra Regione per parlarne male e per dire peste e corna dell'autonomia e degli Amministratori della Regione della Valle d'Aosta. I responsabili della zona di Cervinia vanno ricercati non soltanto in loco, ma soprattutto fuori della Valle d'Aosta, perché quelli erano gli interessati a rovinare Cervinia, come si sono interessati a rovinare Courmayeur e, per poter fare un condominio a Courmayeur, non hanno esitato ad andare a cercare il Ministro, che ha telefonato in persona al nostro Sovraintendente. Signor Pedrini, lei queste cose non le sa, ma io sì che le so: c'è stata una telefonata da Roma perché il nostro Onorevole Chabod aveva bisogno che si facesse un determinato condominio, con determinati piani di altezza. Qui sono arrivate le telefonate da parte del Ministero competente affinché il nostro Sovraintendente cedesse le armi e, quando non hanno potuto ottenere questo, l'hanno fatto d'imperio da Roma, sorpassando la nostra Sovraintendenza. La stessa cosa dicasi anche per Verrès, dov'è successo lo stesso problema, altro che Sovraintendenza, altro che difesa del paesaggio, altro che piccoli errori per avere impedito forse in certi casi qualche cosa che poteva anche essere fatto! Non è questa la situazione: la situazione e il rovescio della medaglia è dall'altra parte e lei, Signor Presidente, sorridente come sempre, certamente non terrà nessun conto di quanto sta sentendo in questo momento... non potrà impedire le speculazioni, perché io vedo la speculazione qui, quello che lei vuole approvare, quello che lei farà approvare dalla sua maggioranza... ma certamente il problema non finirà qui e un giorno o l'altro, Signori, vi sentirete ripetere quello che io vi dico, perché qui c'è tutto il necessario per poter fare di Pila un qualche cosa di diverso da quello che lei sta asserendo in questo momento.

Potrei ancora andare oltre, ho l'impressione che non serva, però quello che ho detto lo ribadisco e sono pronto a documentare quello che ho affermato, perché non è mia abitudine fare delle affermazioni di cui non sono sicuro. Mi dispiace, forse pecco di sentimentalismo e forse sono un sorpassato, com'è stato detto prima, ma io so solo una cosa: che è difficile poter fare funzionare assieme gli interessi di coloro che vogliono fare le cose che vanno contro l'interesse del pubblico, e mi spiego: se noi permettiamo che con questa zonazzizazione vengano fuori degli obbrobri che già vedo sorgere, noi non faremo e non difenderemo gli interessi della popolazione, ma noi con questo diamo fin d'ora campo libero alla speculazione e vedrete che in quella zona cominceranno a sorgere quelle opere che nulla hanno a che vedere con la valorizzazione della zona, ma che hanno e avranno soltanto una possibilità di speculare sul bene pubblico.

Io vorrei che, quando si discutono questi problemi, si cercasse di essere al di sopra delle proprie posizioni, del proprio credo politico e delle proprie convinzioni, ma che si rimanesse proprio e soltanto tecnicamente fermi su quello che si discute, senza fare dei discorsi ampollosi, ma guardando alla realtà dei fatti. Io credo che se chiunque di questo Consiglio prendesse questi documenti alla mano e si facesse accompagnare da qualcuno in grado di poter spiegare sul posto che cosa significa questo, Signor Presidente della Giunta, lei non potrebbe più fare le affermazioni che ha fatto prima, perché con questo lei non riuscirà a condizionare un bel niente, lei non potrà impedire nulla, perché quello che qui è detto permette di costruire quelle enormità su cui nessuno di noi è d'accordo. Anche lei ha detto di non essere d'accordo, però lei ha affermato: "con questo noi possiamo salvare", no, non salviamo niente, Signori. Verrà comunque poi il giorno in cui i giudizi verranno dati, ma, Signori, si sappia fin d'adesso che sarà troppo tardi, perché il giudizio che verrà dato a cosa fatta ci interessa relativamente, anzi direi che non ci interessa per niente: quello che ci interessa invece a fondo è che tutti assieme studiamo una soluzione che non comporti dei pregiudizi così gravi come comporta questa documentazione.

Germano (P.C.I.) - L'Avvocato Bionaz mi ha fatto l'onore di diventare un Presidente e ha cercato di stabilire un collegamento tra il Presidente della Commissione di Coordinamento e il Consigliere Germano. Le cose non stanno così, perché noi non vogliamo ridurre la potestà legislativa della Regione; queste affermazioni fatte dal Presidente le respingo con molto sdegno perché sono prive di ogni fondamento; ormai e in Consiglio e la popolazione sa che se c'è un Partito anti-autonomista questo Partito è la Democrazia Cristiana, senza equivoco, senza turbamenti, è chiaro, è dimostrato da tutto quello che ha fatto la Democrazia Cristiana, mentre invece sanno anche che se c'è un Partito che, al di là dei propri interessi, fa una tutela dei diritti autonomisti della Valle d'Aosta, è il nostro Partito. Se c'è un collegamento da stabilire, invece, è fra il Presidente della Commissione di Coordinamento e questa Giunta, soprattutto l'unico difensore di questa Giunta, che si alza sempre per sostenere le cose più gravi, l'Avvocato Bionaz, perché l'Avvocato Bionaz vuole fare gli interessi dei privati, la Commissione di Coordinamento anche, però ritiene.che non li abbiano fatti abbastanza, vuole farli un po' di più. La Commissione di coordinamento è evidente che è emanazione del Governo di Centro-Sinistra, almeno nella sua maggioranza, è evidente che si lamenta che non siano stati tutelati abbastanza gli interessi dei privati, e a dimostrare chi siamo noi e chi siete voi non è che ci vuole molto.

Noi di che cosa ci siamo preoccupati nella lunga discussione fatta nell'altro Consiglio? Eravamo contro la legge? No, eravamo per la legge, però volevamo che le cubature non fossero tali da danneggiare il paesaggio, abbiamo chiesto una riduzione di queste cubature, voi avete respinto la richiesta dicendo: "se riduciamo le cubature, i privati non ci stanno più". Noi eravamo perché le infrastrutture non pesassero sulla Regione, ma sulla società che utilizzava questo... se non fosse... cosa c'è Consigliere Colombo? Pensavo che facesse un'interruzione, io l'ascoltavo volentieri.

Ad ogni modo noi chiedevamo che le infrastrutture fossero a carico della Società, che non avesse da questa operazione solo degli utili, ma che pagasse anche il suo costo sociale. Noi non eravamo contro la legge e siete voi che avete respinto queste cose e la dimostrazione di questo vostro atteggiamento in che cosa si trova? Si trova in questo fatto semplicissimo: voi avete una Sovraintendenza alle Antichità e Belle Arti, avete un Ufficio all'Urbanistica, dove ci sono degli Architetti, della gente competente che conosce il suo mestiere e il suo lavoro, gente - e lo ha segnalato il Consigliere Savioz - che ha resistito anche a determinate ingiunzioni di Ministri o di Onorevoli, o di interessati, quindi gente che fa questo lavoro, oltre che con competenza, con passione. Ammetto che ci possono essere tutti gli sbagli di questo mondo, ma questo è l'orientamento di questi funzionari; ebbene, voi non li avete consultati; la legge è stata respinta, è passato altro tempo e non li avete ancora consultati, ma perché? Avete fatto progetti, norme e tutto quanto, da chi? Dai privati e non dai vostri uffici. Pensate un po' adesso se l'Assessore alla Sanità dovesse fare qualche cosa e non chiamasse più il medico regionale, ma un altro medico di fuori per mettersi d'accordo con lui; ma quale concezione si ha dell'Amministrazione? Una Giunta che non consulta i suoi uffici e che presenta in Consiglio degli elaborati senza che questi uffici si siano pronunciati, abbiano detto la loro opinione, abbiano illustrato ai Consiglieri i pro e i contro di una scelta... questa è la dimostrazione, Signori miei, del vostro atteggiamento. Voi volete solo fare gli interessi dei privati ...(voce del Consigliere Bionaz)... non faccio nessuna confusione ...(voce del Consigliere Bionaz)... io accetto le interruzioni.

Bionaz (D.C.) - ... in ordine alla consultazione degli organi regionali della Sovraintendenza...

Germano (P.C.I.) - Perché non avete consultato la Sovraintendenza?

Bionaz (D.C.) - Non fate della demagogia a buon mercato! Abbiamo sentito un giorno e mezzo questa demagogia, basta, si attenga all'argomento!

Germano (P.C.I.) - L'argomento, le leggi dello Stato... anche le leggi che abbiamo fatto noi...

Bionaz (D.C.) - ... sì, difensore dell'autonomia...

Germano (P.C.I.) - ... riconoscono determinati doveri e competenze ai nostri uffici; voi questi uffici li avete scartati, perché? Perché voi dovete fare gli interessi degli altri: c'è poco da fare, non si può mollare per aria, qui sta il nocciolo di tutta la situazione e se il Presidente della Giunta si arrabbia, è segno che ho colpito giusto, proprio dove si doveva. In 22 anni di storia del Consiglio della Valle d'Aosta non è mai successo che un provvedimento di questa importanza, che sul piano finanziario andrà ai 10 miliardi, sia stato presentato in Consiglio senza che gli uffici competenti abbiano dato un parere e noi non siamo a richiamare le leggi dello Stato per ostacolare un'operazione sana, ma per impedire un'operazione sporca, questa è la situazione: per impedire che si facciano gli interessi dei privati, a detrimento degli interessi della Regione e del paesaggio, solo per questo.

Stia attento quindi, Presidente, non faccia dei comodi paragoni che sfuggono ai problemi; i problemi sono questi e su questi ci vuole un pronunciamento chiaro; noi siamo anche oggi per la legge: si riducano le cubature, si faccia in modo che non si facciano degli scempi, si rivedano queste infrastrutture, come eravamo orientati a fare l'altra volta, e noi siamo d'accordo con la legge. Chi non fa queste cose allora sì che vuole fare, da una parte, della demagogia elettorale, dicendo che si risolve tutto e, dall'altra, gli interessi dei privati, e non vado oltre.

Manganoni (P.C.I.) - Qui si dice che oggi si sta ripetendo quanto è stato detto nella precedente seduta nella quale si è discusso questa legge. Ora, proprio il Presidente Bionaz ribadisce quello che ha già detto allora, che noi abbiamo confutato allora e dobbiamo confutare ancora oggi, perché lui l'ha ribadito: "bisogna fare qualche cosa per Pila, sennò si darà il via alla speculazione". Esatto. Noi l'abbiamo detto, e dobbiamo ribadirlo dato che l'ha ripetuto il Presidente, che noi su questo siamo pienamente d'accordo; però bisogna fare qualche cosa di fatto bene, perché, approvando questa legge, noi diamo il via alla speculazione, ciò che noi non vorremmo fare. Praticamente, noi diamo l'avvio alla speculazione approvando questa legge, perché se non ci fosse, ci sarebbe la speculazione, facendo questa legge noi legalizziamo questa speculazione.

Ora, io non ripeto quanto vi ho detto l'altra volta: vi abbiamo dimostrato con le cifre e con i dati che a Pila, in base a queste norme che voi allegate alla legge, si può costruire una casa, un condominio, un blocco di cemento alto 40 metri; si può in base a questo regolamento, perché è un regolamento così vago, così largo che lascia tutte le possibilità a chi costruisce di costruire anche questo condominio, questa casa, questo edificio. Ora, voi non avete potuto smentirlo, perché noi vi abbiamo citato i dati, non li ripeto oggi, ma se volete, ve li ripetiamo. Allora, è qui che noi non siamo più d'accordo: bisogna fare qualche cosa, ma bisogna farlo bene e invece voi volete fare qualche cosa fatto male: ecco il punto su cui noi non siamo d'accordo; siamo d'accordo tutti di fare qualche cosa, ma facciamolo bene.

Innanzitutto devo darvi atto che questa volta ci avete mandato delle carte leggibili, perché l'altra volta si riducevano a quattro scarabocchi, tant'è vero che da queste carte, da queste planimetrie si è potuto capire qualche cosa. Il fatto che voi non volete saperne della Sovraintendenza adesso lo capisco e ve lo dimostro esaminando queste carte, questa planimetria. Quando abbiamo costruito la strada di Pila, abbiamo dovuto aspettare quasi un anno perché c'era il problema che la Sovraintendenza doveva pronunciarsi ed era giusto. La Sovraintendenza ci ha fatto costruire la strada verso... chiamiamolo levante della valletta di Pesein, è stato detto: "voi non dovete arrivare sul costone, dovete stare leggermente al di sotto dello stesso, in modo che la strada su cui transitano i veicoli rimanga nascosta", e noi effettivamente abbiamo fatto così. Qui cosa succede invece? Che nella valle di Pesein si costruisce una strada; c'è di più, la Sovraintendenza ha detto: "voi su quel costone non dovete costruire la strada e naturalmente non si devono costruire neanche edifici perché sennò sono proprio in vista, gli edifici dovranno essere costruiti, naturalmente non i blocchi di 40 metri, ma case con delle dimensioni ragionevoli... nella vallata di Pesein, in modo che rimangano, diciamo, nascoste", e non nel senso che non si devono vedere le case, ma è naturale che, per tutelare il paesaggio, le case non vanno costruite sui costoni dove sono in vista, ma negli avvallamenti. Cosa vediamo noi qui? Che nella vallata di Pesein, zona non fabbricabile, invece voi avete messo: "zona fabbricabile", proprio dove la Sovraintendenza ci aveva addirittura detto: "non fate la strada".

Ora, io capisco che voi non ne vogliate sapere di Sovraintendenza, perché se essa ci aveva dato questi consigli che noi in Giunta abbiamo giudicato esatti e a cui ci siamo attenuti, voi adesso invece li state violando in pieno: ecco perché voi della Sovraintendenza non ne volete sapere. Vi aggiungo che qui su questa planimetria, quando noi con la strada stavamo raggiungendo quell'anello di arrivo, una raccomandazione della Sovraintendenza qual è stata? "Tenetevi bassi con la strada per non passare attraverso la foresta, perché, passando con una strada attraverso la foresta, voi massacrate le piante, ragionamento giusto, logico, e noi ci siamo attenuti a questi consigli della Sovraintendenza, però qui cosa si fa? Qui, precisamente sopra l'Hôtel du Lion Noir, un po' più a ponente, a destra guardando la carta, si parte con una strada che, andando avanti a zig zag attraverso la foresta, la spiana completamente. A noi la Sovraintendenza aveva detto, giustamente: "non attraversatela - non si parlava allora di massacrarla - non attraversatela neanche con la strada per non rovinare la foresta", e noi ci siamo tenuti più bassi, adesso voi con questo piano non solo l'attraversate una volta, ma in zig zag voi l'attraversate dieci volte, con tutti i tornanti, noi sappiamo cosa significa quando ci sono dei tornanti di una strada in un bosco, quindi voi questa magnifica pineta la massacrate completamente. Certo che se la Sovraintendenza dovesse vedere questo, vi direbbe: "qui le cose non vanno": ecco perché voi escludete completamente la Sovraintendenza e non volete saperne. Ora, voi dite: "bisogna fare qualche cosa per tutelare...", eccetera, d'accordo. Intanto una prima tutela c'è e qui dobbiamo dire grazie alla Sovraintendenza, cioè c'è quel vincolo che vi ha letto il Consigliere Germano, pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale". Noi diamo atto alla Sovraintendenza che ha fatto bene, perché con questo vincolo ha messo le mani avanti. Voi con questo piano annullate l'azione positiva di quel vincolo messo dalla Sovraintendenza, perché mentre lì stabilisce dei vincoli e dice che i piani devono prevedere l'altezza e le dimensioni dei fabbricati, voi qui non prevedete né l'altezza, né le dimensioni di fabbricati e quindi si può costruire tutte quello che si vuole.

Ora, io ho letto che qui... scusi, vogliamo ripetere le discussioni dell'altra volta? Ditemi qui dove si stabilisce l'altezza di un edificio? Se io non ho capito, non ho visto, io vi ringrazio e dico: "illuminatemi". Sia chiaro, se io ho interpretato male questo progetto di legge del regolamento, vi chiedo di avere la compiacenza e, in attesa dei vostri chiarimenti, io mi fermo, perché sarebbe inutile che io proseguissi se voi mi dimostrate che i limiti ci sono, sia di altezza che di dimensioni, di profondità e di larghezza, però vi abbiamo dimostrato l'altra volta che non c'erano, a me non risulta che su questo papiro che ci avete inviato giorni fa ci siano, quindi...

Ora, premesso che il Consigliere Germano parlava della competenza in base allo Statuto e diceva che noi stiamo violando delle disposizioni statali, io qui voglio ribadire qualche cosa. Noi siamo sempre stati quelli che abbiamo sostenuto - e anche questa mattina l'abbiamo affermato - i diritti della Valle d'Aosta e lo Statuto speciale, però andiamo coi piedi per terra. Il Presidente Bionaz dice: "la nostra competenza in base allo Statuto, facoltà primaria, in fatto di piani regolatori...", eccetera, sta bene, però ci vuole una legge che regolamenti questo. Ora, la legge urbanistica che abbiamo purtroppo è stata mutilata e quindi hanno abolito molti articoli, adesso non mi ricordo quali, pertanto è una legge che non so quali poteri ci dà ancora, se voi vorrete precisarmelo, io vi ringrazio.

Allora, la nuova legge che voi avete preparato è ancora da discutere in Consiglio e, da quanto ho sentito ventilare, verrà rimandata alla Commissione. Ora, io sono del parere che da tre mesi che questa legge ci è stata inviata aveva tutto il tempo di passare alla Commissione e di essere discussa in Consiglio; quindi noi non abbiamo, praticamente, oggi una legge urbanistica regionale efficiente, abbiamo quella lì mutilata e quell'altra che non è ancora stata approvata. Ora, io concludo dicendovi questo: con questo piano che voi ci proponete noi lasciamo la porta aperta a tutte le speculazioni e abusi possibili, però questa legge lascia ancora uno spiraglio per mettere dei limiti domani. All'ultimo comma dell'articolo 2 infatti dice: "dell'effettuato deposito sarà dato avviso al pubblico mediante annuncio da pubblicarsi all'albo pretorio del Comune di Gressan ed entro lo stesso termine chiunque vi abbia interesse può presentare le sue osservazioni, sulle quali deciderà la Giunta regionale in sede di approvazione definitiva del piano". Quella di oggi quindi non è un'approvazione definitiva, io penso che il piano dovrà essere più dettagliato. Siete voi che parlate di approvazione definitiva dato che si dice: "in sede di approvazione definitiva del piano". Grazie perché voi con questa legge, che dice molto poco, vi riferite al piano, quello che è allegato a questa legge, sempre quello di cui si è discusso l'altra volta, perché qui, a forza di accumulare papiri fra un Consiglio e argomenti rimandati, eccetera, qui non ci si capisce più niente, perché ci sono dei punti all'ordine del giorno da quattro mesi che continuano ad accumularsi.

Allora perché volete escludere il Consiglio all'approvazione di questo piano definitivo? E qui possono sorgere tutti i dubbi, se voi aveste ancora previsto l'approvazione del piano da parte del Consiglio, noi Consiglieri potevamo dire: "va bene, quando il piano definitivo passerà in Consiglio, vedremo, collauderemo allora le buone intenzioni della Giunta", quelle che sta manifestando, ma alle quali noi non crediamo, dove si stabiliranno effettivamente dei limiti, che non sono stabiliti nei limiti di quel regolamento, di quel piano, chiamatelo come volete, allegato alla legge; invece voi delegate di nuovo la Giunta. Ora, è vero che la Giunta un domani potrà essere quella di oggi o potrà essere un'altra. Facciamo l'ipotesi però che sia ancora quella di oggi - le ipotesi possono essere tante, io vi ho fatto un'ipotesi, voi dovreste rallegrarvi se non altro, non è un augurio, è un'ipotesi -, nel caso che vi fosse ancora questa Giunta che con questo piano spalanca tutte le porte alla speculazione, possiamo pensare che questa Giunta domani chiuda le porte, quelle che sta aprendo adesso? No, perché noi pensiamo che la Giunta abbia una certa coerenza e che se oggi spalanca le porte a questa speculazione, non le vorrà chiudere domani, le manterrà ancora aperte, ed è quello che noi non vogliamo, perché noi vogliamo che vengano chiuse.

Io quindi concludo dicendovi che questa legge è esattamente la ripetizione di quella precedente, sulla quale noi abbiamo dimostrato allora in una giornata di seduta... è una legge fatta per gli speculatori e quindi noi oggi... io almeno non mi sento assolutamente di approvare di nuovo questa legge che è esattamente quella dell'altra volta.

Andrione (U.V.) - Monsieur Bionaz a déclaré que c'est vraiment pour défendre le paysage de Pila que cette loi serait présentée. Cela fait penser que Monsieur Bionaz ait décidé de faire l'opération que les Romains appelaient aequat quadrata rotundis, c'est-à-dire qui fait devenir carrées les choses rondes, parce que Pila, en étant un site classé - et le Conseiller Germano a eu la précision de citer le décret du Ministre qui classe Pila comme zone d'intérêt particulier au point de vue du paysage -, était protégée et il y a une compétence spécifique de la Surintendance aux Antiquités et Beaux-Arts sur les sites classés, donc sur Pila. Si l'on veut faire une loi sérieuse, il faudrait agir à l'intérieur de ce classement de loi qui déclare Pila site d'intérêt particulier et, par conséquent, je répète encore une fois ce qui a été dit: soit au point de vue du droit, même au point de vue du bon sens, il serait indispensable que dans les annexes il y ait un avis de la Surintendance aux Antiquités et Beaux-Arts, qui, par loi, a une compétence en matière de sites classés.

Je ne veux pas insister sur des choses qui ont été développées très bien par le Conseiller Savioz et les autres Conseillers qui m'ont précédé, je veux faire un raisonnement de fond, c'est-à-dire je crois que toute l'opération Pila est montée sur une équivoque. On parle de 5.000 lits, c'est-à-dire d'un nombre de lits qui est supérieur de près de plus de 1.000 unités au nombre de lits qu'il y a maintenant au Breuil, autrement dit on pense que Pila peut devenir une station de ski plus grande que le Breuil actuellement; évidemment cela est sans la moindre référence avec la réalité parce que le domaine skiable de Pila ne se prête pas à recevoir même pas 1.000 skieurs. Par conséquent, on part d'un principe erroné pour faire quoi? Pour pouvoir justifier une série de constructions très grandes, en réalité pour pourvoir justifier une spéculation immobilière. Ce qui se passera à Pila est évident, c'est-à-dire il y aura un groupe de spéculateurs qui construiront une série de collectifs dont les prix d'urbanisation seront payés par la Région, voilà l'opération Pila décrite en quatre mots. C'est contre cela que nous insurgeons et c'est sur cela que nous vous disons encore une fois: pensez à ce que vous faites, parce que vraiment de cette façon non seulement vous ruinez une zone qui est magnifique - et c'est le côté peut-être le plus déplaisant - mais vous ne faites absolument pas le moindre intérêt de quelqu'un qui habite dans la Vallée d'Aoste si l'on excepte ces quatre ou cinq personnes qui entrent dans le groupe pour construire les collectifs.

Le problème est plus vaste encore, parce qu'ici nous établissons un principe dangereux, c'est-à-dire nous établissons un principe - évidemment ceci peut-être sera inscrit dans un verbal et nous aurons le plaisir de le relire, même si la Junte ne m'écoute pas maintenant, nous aurons le plaisir de l'avoir dit, scripta manent - parce que ce qui vient de se passer maintenant à Pila et qui a été commencé même sous des formes moins violentes, à La Thuile, demain sera proposé pour d'autres zones, et le principe est toujours le même: c'est celui de jouer sur la population locale, sur les petites Communes en disant: nous sommes les bons, nous sommes disposés à vous rendre tous riches; si à la Région on s'oppose, voilà les méchants, voilà les gens qui ne veulent pas le progrès de la Vallée d'Aoste. C'est ce petit chantage qui vous pousse à une opération qui, de tous les points de vue moral, du paysage, de la technique d'administration, est une opération de faillite.

Eh bien, je crois que je n'ai pas autre chose à ajouter si non vous faire un appel, mais vraiment du fond du cœur, pour dire: avant de faire une chose de ce genre, pensez-y, parce que Pila, considérée sa position, sera vue de toute la Vallée centrale.

Moi j'ai fini.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Allora si passa all'esame degli articoli. Attendiamo che i Consiglieri rientrino in Aula.

Articolo 1. Osservazioni? Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Consiglieri presenti e votanti: 31

Favorevoli: 18

Contrari: 13

Il Consiglio approva.

Articolo 2. Osservazioni?

Manganoni (P.S.D.I.) - All'ultimo comma dell'articolo 2 si dice: "sulle quali deciderà la Giunta regionale in sede di approvazione definitiva del piano", io propongo che venga sostituito in questo modo: "sulle quali deciderà il Consiglio regionale...", cioè sostituire la Giunta regionale con il Consiglio regionale.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Manganoni, io mi permetto di farle presente che quella è una competenza dell'Esecutivo, possiamo anche vedere, io metto ai voti, ma...

Manganoni (P.C.I.) - ... lei dice esecutiva...

Montesano (P.S.D.I.) - ... io metto ai voti, però io le faccio presente che è una competenza dell'organo esecutivo, non del Consiglio. Lei ha proposto "il Consiglio regionale" invece della "Giunta regionale".

Manganoni (P.C.I.) - Pardon, l'articolo 11 della legge regionale dell'aprile del 1960 dice: "Entrata in vigore del piano regolatore regionale e dei piani comunali. Il piano regolatore regionale entra in vigore dalla data nella quale diventa esecutiva la deliberazione del Consiglio regionale che lo approva". Innanzitutto qui parla di piano regolatore regionale, e questo non è un piano di tale tipo, farà parte del piano regolatore regionale. Qui si parla di piano, quindi si deve intendere un piano definitivo, invece voi dite che l'approvazione definitiva del piano è rimandata alla Giunta, quindi non siamo in contrasto con l'articolo 11, perché tale articolo dice che il piano deve essere approvato, non un piano di massima, chiamatelo come volete, dato che ce n'è un altro definitivo da approvare, e allora io vi dico che non siamo in contrasto, anzi il piano definitivo deve essere approvato dal Consiglio.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Manganoni, all'ultimo comma dell'articolo 2 si dice: "dell'effettuato deposito sarà dato avviso al pubblico mediante annuncio da pubblicarsi all'albo pretorio del Comune di Gressan ed entro lo stesso termine chiunque vi abbia interesse può presentare le sue osservazioni, sulle quali deciderà la Giunta regionale in sede di approvazione definitiva del piano".

Manganoni (P.C.I.) - Un'approvazione provvisoria, se dopo ce ne sarà una definitiva... scusi, Presidente, io non ho le idee molto chiare, se il piano definitivo dovrà essere approvato dalla Giunta, questo piano che approviamo noi cos'è? Un piano provvisorio? Io pregherei il Presidente del Consiglio di spiegarmi queste cose.

Bionaz (D.C.) - Il piano definitivo è quello che risulta dopo che si sono fatte osservazioni che sono state presentate eventualmente dai privati. Va bene?

(voce di un Consigliere) - No, non va bene, perché, oltre alle osservazioni, qui si parla di approvazione definitiva del piano demandata alla Giunta.

Bionaz (D.C.) - Se ci sono delle osservazioni da fare... abbiate pazienza!

Manganoni (P.C.I.) - Beh, allora voi potete modificarlo.

Bionaz (D.C.) - Ma cosa c'entra!

Manganoni (P.C.I.) - Come si voleva dimostrare e come si è sempre saputo...

Montesano (P.S.D.I.) - lei, Consigliere Germano, deve dire qualcosa? La Signora Segretaria qui mi fa presente che per quanto riguarda la lettura della votazione dell'articolo 1 avevamo omesso un Consigliere, quindi invece di 31 sono 32 presenti, ripeto per regolarità la votazione. Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 18

Contrari: 14

Il Consiglio approva l'articolo 1.

Allora all'articolo 2, c'è l'emendamento sostitutivo del Consigliere Manganoni, che va votato dopo l'articolo. Chi è favorevole all'articolo 2 alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 18

Contrari: 14

L'emendamento decade.

Articolo 3. Osservazioni? Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 18

Contrari: 14

Il Consiglio approva.

Articolo 4. Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 18

Contrari: 14

Il Consiglio approva.

Si passa ad approvare gli allegati che sono quelli che sono stati trasmessi, un attimo, perché...

Benzo (D.C.) - Io desidero sapere se la relazione è allegata alla legge.

Montesano (P.S.D.I.) - No, non è allegata alla legge, scusi Assessore Benzo, c'è l'altro... allegare alla legge una relazione mi sembra... è la prima volta che capita.

Secondo questo allegato che è stato trasmesso... allegato A), no, voi state esaminando il primo allegato, poi ultimamente in seduta ne abbiamo presentato un altro, scusate, io chiarisco questo. Un momento fa il Consigliere Germano ha detto: "voi ci avete dato adesso in seduta questo allegato", io ho precisato che ha soltanto delle piccole modifiche.

Ora, quello che voi probabilmente state esaminando è il primo, quello mandato sabato, invece bisogna prendere l'ultimo, quello l'aveva in mano.

(voce di un Consigliere) - ... alla fine c'è scritto: allegato A), ma dov'è questo allegato?

Montesano (P.S.D.I.) - L'allegato A) sono le carte, le tre carte sono qui.

(voce di un Consigliere) - ... perché nell'allegato D) ci sono le norme di attuazione urbanistica.

Montesano (P.S.D.I.) - L'allegato A) è la corografia della conca di Pila, scala 1 su 10.000.

(voce di un Consigliere) - L'allegato B) c'è, l'allegato C) c'è, l'allegato D)... no, ma è scritto: "allegato 2)".

Montesano (P.S.D.I.) - "Allegato D)" c'era l'altra volta, è stato mandato sabato.

Andrione (U.V.) - No, ma io farei allora una proposta: "allegato n. 2" deve essere corretto e bisogna scrivere: "allegato D)".

Montesano (P.S.D.I.) - Per favore, Dottor. Brunod, vuol dare un allegato al Dottor Andrione ...(voce)... quindi l'allegato 1 va inteso come allegato B), il 2 però in origine era 1... in ogni modo ci siamo capiti. Allora per l'allegato A) chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 18

Contrari: 14

Il Consiglio approva.

Allegato B) chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 18

Contrari: 14

Il Consiglio approva.

Allegato C) chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Favorevoli: 18

Contrari: 14

Il Consiglio approva.

Allegato D).

Andrione (U.V.) - Chiedo la parola.

Montesano (P.S.D.I.) - Incominciamo da lui...

Andrione (U.V.) - Al punto 3 dell'allegato D): "Trasferibilità della cubatura disponibile nelle varie zone", alla quinta riga dove c'è scritto: "sarà consentito", io proporrei l'emendamento seguente: "potrà essere consentito su conforme parere della Sovraintendenza Antichità e Belle Arti...", il resto rimane così.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri emendamenti?

Germano (P.C.I.) - Io posso anche non presentare l'emendamento se la Giunta mi risponde: per esempio, gli indici volumetrici della zona 1A e 1B si possono modificare? Se mi dite no, non formulo neanche l'emendamento, vi faccio risparmiare del tempo. Si possono o non si possono cambiare? Si può mettere 0,40 al posto di 0,50 e 0,50 al posto di 0,60? ...(voce)... allora questo non lo presento.

Al punto 3 quanto indicato nell'ultimo comma: "agli effetti del trasferimento della cubatura la zona 1, per quanto suddivisa in due sottozone con densità di fabbricazione diversa, costituisce una zona unica" si può abolire, perché questo è quello che permette la costruzione di quell'enorme palazzo lungo 950 metri e alto 20. Non si può o devo formularlo? ...(voce)... formulo l'emendamento: "abrogare l'ultimo comma del punto 3".

Montesano (P.S.D.I.) - Abrogare l'ultimo comma del punto 3.

Germano (P.C.I.) - Anche al punto 5 si tratta di abrogare l'ultimo comma.

(voce di un Consigliere) - Abrogare?

Germano (P.C.I.) - ... si propone di abrogare: "i progetti di utilizzazione di zona dovranno essere approvati dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale al Turismo; le licenze edilizie saranno rilasciate dal Sindaco" e di mettere al posto: "i progetti di utilizzazione della zona dovranno essere approvati dal Consiglio regionale sentita la Sovraintendenza alle Antichità e Belle Arti, su proposta dell'Assessorato".

(voce)

Germano (P.C.I.) - Dato che non volete rispondere, chiedo a nome di cinque miei colleghi, che questi due emendamenti siano votati a scrutinio segreto.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Germano, me li scriva per favore, perché altrimenti facciamo dei pasticci.

Manganoni (P.C.I.) - Non farò degli emendamenti, voglio chiedere solo una spiegazione alla Giunta, se vuole essere così cortese da fornirmela... Quando io ho accennato precedentemente al fatto che questa legge e questo allegato D) non stabilisce i limiti degli edifici né in altezza, né alla base, come lunghezza e larghezza, mi si è detto: "non è vero", io ho detto: può darsi che io sbagli, dimostratemelo.

Al punto 6 di pagina 3 "i progetti di utilizzazione dovranno contenere le indicazioni seguenti ai fini di una progettazione coordinata... altezza minima e massima dei fabbricati", pertanto l'altezza minima e quella massima dei fabbricati dovranno essere contenute nei progetti di utilizzazione secondo quanto dice il punto 6. Allora l'affermazione della Giunta un momento fa che sono stabilite queste altezze io chiederei di spiegarmela, perché qui invece rimanda la definizione di quest'altezza ai progetti di utilizzazione.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? Allora si mette ai voti.

(voce)

Manganoni (P.C.I.) - La Giunta continua a dire che i Consiglieri non capiscono niente.

Benzo (D.C.) - Adesso rispondo io.

Manganoni (P.C.I.) - I Consiglieri pongono delle domande per sapere qualche cosa e la Giunta naturalmente non risponde. Allora chi è che non capisce qualche cosa, i Consiglieri o la Giunta che non capisce niente?

Bionaz (D.C.) - Tu non eri attento l'altra volta.

Benzo (D.C.) - Ecco, appunto, Consigliere Manganoni, io e il Presidente l'altra volta abbiamo passato la giornata a rispondere a queste sue domande, quindi...

Manganoni (P.C.I.) - No, a rispondere...

Benzo (D.C.) - Comunque è la stessa cosa.

Manganoni (P.C.I.) - ... il Consigliere Balestri non ce l'ha...

Benzo (D.C.) - No, perché è lui che ha la delega del Presidente ...(voci e risate in Aula)... Consigliere Manganoni, lei sa che i poteri delegati non sono delegabili, questo lei dovrebbe saperlo dopo 20 anni di Amministrazione, quindi le rispondo in questo senso. L'articolo 5 prevede la norma effettiva di approvazione dei progetti di utilizzazione, quindi questi progetti devono contenere queste altezze minime e massime e tutto il cerchio si chiude in questo senso e sarà appunto la Giunta regionale, e non vedo come, tanto per rispondere a quello di cui abbiamo discusso l'altra volta per tre ore... che il Consiglio possa mettersi a esaminare tutti i progetti di utilizzazione che verranno sottoposti, e che possono essere numerosissimi... e verranno definite in quella sede appunto le altezze minime e massime dei fabbricati, appunto sarà il momento della salvaguardia di quello che potrà essere un indirizzo anche paesaggistico da parte dell'Amministrazione regionale.

(voci in Aula)

Germano (P.C.I.) - Articolo 6...

Montesano (P.S.D.I.) - Punto 6.

Germano (P.C.I.) - ... alla fine del punto 6 riguardante i vincoli, le altezze, le ampiezze, gli spazi, le aree, proporrei di aggiungere: "sulla base delle indicazioni proposte dalla legge 765".

(voci di alcuni Consiglieri) - nove...

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro chiede la parola? Allora mettiamo un po' di ordine in queste votazioni perché c'è un emendamento del Dottor Andrione, il quale deve essere inteso come aggiuntivo perché si fa un'aggiunta alla fine del punto 3; poi c'è un emendamento del Consigliere Germano, sempre al punto 3, che prevede la soppressione dell'ultimo comma e poi, infine, c'è un altro emendamento del Consigliere Germano che lei definisce aggiuntivo del punto 5, ma non è aggiuntivo dato che modifica, sostituisce ...(voci in Aula)... sì, ma io devo pur dare un ordine alla votazione.

Le devo dire che se non si votano per articolo... però io devo arrivare anche a votare questi emendamenti ...(voce dell'Assessore Benzo)... ma no, vede Assessore Benzo, se io voto tutto l'allegato così com'è, i suoi cadono perché uno è soppressivo e l'altro sostitutivo, mentre l'unico che può essere votato prima è l'emendamento del Dottor Andrione, e non è aggiuntivo è sostitutivo, ecco lo leggo... ah questo ultimo sì, ma io non avevo finito di dire dei suoi, poi l'altro aggiuntivo può esser votato.

Votiamo allora i due emendamenti aggiuntivi: il primo del Consigliere Andrione che prevede l'aggiunta al punto 3 della dizione: "potrà essere consentito su conforme parere della Sovraintendenza Antichità e Belle Arti", chi approva alzi la mano. Chi è contrario? Astenuti? Ripetiamo la votazione perché o si vota contro, o si vota a favore, o ci si astiene. Allora chi è favorevole alzi la mano sull'emendamento del Consigliere Andrione. Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 16

Contrari: 16

Il Consiglio non può approvare. Questo è successo un'altra volta, è stato così, quindi il Consiglio respinge. C'è l'emendamento aggiuntivo del Consigliere Germano ...(voci)... sì, il Consiglio non respinge, non approva, è capitato già un'altra volta, Consigliere Andrione, siamo rimasti nel limbo, però respinge ...(voci in Aula)... allora c'è l'emendamento aggiuntivo del Consigliere Germano...

(voci di alcuni Consiglieri) - ... avevamo chiesto la votazione segreta...

Montesano (P.S.D.I.) - ... allora vi è la votazione segreta per richiesta del Consigliere Germano circa l'emendamento che prevede l'aggiunta alla fine del punto 6 della dizione: "sulla base delle indicazioni proposte dalla legge 765" e aggiungiamo "nazionale". Pallina bianca approva, pallina nera respinge ...(voci in lontananza)... no, io lo spiego, c'è l'emendamento aggiuntivo del Consigliere Germano il quale ha votato a scrutinio segreto, pallina bianca accoglie, pallina nera respinge.

Esito della votazione:

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 14

Contrari: 18

Il Consiglio respinge.

Allora si vota l'allegato D), chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Esito della votazione:

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 18

Contrari: 14

I due emendamenti del Consigliere Germano uno sostitutivo e l'altro soppressivo cadono.

Si passa alla votazione a scrutinio segreto dell'intera legge? La parola al Consigliere Germano per dichiarazione di voto.

Germano (P.C.I.) - Sarò brevissimo, noi votiamo contro questa legge per tutte le ragioni che sono state ampiamente poste dal nostro Gruppo, dobbiamo però notare che il vostro atteggiamento nel non voler rispondere, nel non voler discutere dimostra il vostro profondo disprezzo per la democrazia, per un dibattito serio in Consiglio regionale, per un rapporto corretto tra minoranza e maggioranza, in sostanza voi volete solo fare speculazioni elettorali e facilitare la speculazione dei privati a scapito degli interessi della Regione, degli interessi del paesaggio e delle bellezze artistiche della nostra Regione.

Montesano (P.S.D.I.) - Altre dichiarazioni di voto? Metto in votazione il disegno di legge nel suo complesso.

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Consiglieri presenti e votanti: 32

Voti favorevoli: 18

Voti contrari: 14

Il Consiglio approva.

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Disegno di legge regionale n. 4

REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

LEGGE REGIONALE....................... N ........; NORME PER L'APPROVAZIONE DEL PIANO REGOLATORE DELLA CONCA DI PILA, NEL COMUNE DI GRESSAN.

Il Consiglio Regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta Regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1

(Finalità della legge)

Al fine di conseguire sollecitamente la disciplina urbanistica e paesaggistica della Conca di Pila, sita nel Comune di Gressan, avente particolare interesse turistico, sono stabilite, in deroga alla legge regionale 28 aprile 1960 n. 3, le seguenti norme relative alla formazione del piano regolatore della stessa zona.

Art. 2

(Piano regolatore della Conca di Pila)

Il perimetro della zona è quello risultante dalla unita planimetria alla scala 1:10.000 (allegato A).

Gli allegati disegni B e C e le unite norme di attuazione urbanistico-edilizie (allegato D) costituiscono il piano regolatore urbanistico e paesaggistico della Conca di Pila, salvo quanto disposto nell'ultimo comma del presente articolo.

Il piano sarà depositato nella Segreteria del Comune di Gressan per la durata di 30 giorni consecutivi, durante i quali chiunque ha facoltà di prenderne visione.

Dell'effettuato deposito sarà dato avviso al pubblico mediante annunzio da pubblicarsi all'albo pretorio del Comune di Gressan ed entro lo stesso termine chiunque vi abbia interesse può presentare le sue osservazioni, sulle quali deciderà la Giunta Regionale in sede di approvazione definitiva del piano.

Art. 3

(Natura del piano regolatore della Conca di Pila)

Il piano regolatore urbanistico e paesaggistico della conca di Pila sarà inserito nel piano regolatore regionale urbanistico e paesaggistico, del quale costituirà parte integrante.

Le previsioni dell'anzidetto piano regolatore della conca di Pila fanno parte del programma regionale di sviluppo economico.

Art. 4

La presente legge è dichiarata urgente a' sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale per la Regione Valle d'Aosta, promulgato con legge costituzionale 26 febbraio 1948 n. 4, ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

La presente legge sarà inserita nella Raccolta Ufficiale delle leggi e dei regolamenti della Regione Autonoma Valle d'Aosta e sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Della promulgazione della presente legge sarà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Aosta, lì

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Elenco degli allegati alla legge regionale .........n. ... recante norme per l'approvazione del Piano regolatore della Conca di Pila, nel Comune di Gressan:

- Allegato A: corografia della Conca di Pila (scala 1:10.000) con il perimetro della zona di particolare importanza turistica, l'indicazione del settore di prima e di ulteriore attuazione (con indicazione per questo ultimo settore della destinazione dei terreni) e delle aree di espansione da studiarsi in dettaglio.

- Allegato B: planimetria del settore di prima attuazione (scala 1:2.000) con la zonizzazione e destinazione dei terreni.

- Allegato C: planimetria del settore di prima attuazione (scala 1:2.000) con l'indicazione delle principali infrastrutture.

- Allegato D: norme di attuazione urbanistico-edilizie.

Aosta, lì

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Allegato D

NORME DI ATTUAZIONE URBANISTICO-EDILIZIE

1) (Zonizzazione). La Conca di Pila è divisa dal piano regolatore in un settore di prima attuazione ed uno di ulteriore attuazione.

Il settore di prima attuazione è a sua volta diviso in quattro zone:

Zona 1 a) Chacard Ovest

Zona 1 b) Chacard Pila

Zona 2 Soleil

Gorra

Printemps

Jardin Alpin (de la Gorra)

Zona 3 Pan Perdu

Dette zone 1a) e b), 2 e 3 sono residenziali e destinate all'insediamento delle attrezzature e degli edifizi della stazione turistica.

Nella zona di ulteriore attuazione sono delimitate due aree di espansione delle attrezzature degli edifici della stazione turistica da studiarsi in dettaglio; la rimanente parte è vincolata all'attuale destinazione.

2) (Densità di fabbricazione). La densità media di fabbricazione per le varie zone del settore di prima attuazione è determinata secondo la seguente tabella:

Zona

Costruibilità totale mc/mq.

Ripartizione della costruibilità totale secondo la destinazione. Rapporto mc/mq.

(1)

Abitazione

Collettivi

A tipo alberghiero

TOTALE (1)

Zona 1a Chacard ovest

0,50

0,40

--

0,10

0,50

Zona 1b Chacard Pila

0,70

0,40

0,20

0,10

0,70

Zona 2 Soleil

Gorra

Printemps

Jardin Alpin

0,45

0,25

0,01

0,19

0,45

Zona 3 Pan Perdu

0,20

0,20

--

--

0,20

(1) Indice medio comprensoriale.

Per destinazione ad abitazione si intendono sia gli edifizi tipo condominiale che le costruzioni unifamiliari.

La destinazione a collettivo comprende: negozi e locali pubblici ed altri esercizi commerciali quali botteghe, ristoranti, bar, supermarket, immondizie, spartineve, scuola di sci, stazione pullman, impianti sportivi coperti, locali di attrazione, cinema, teatro, locali conferenze e disimpegni, scuole e istituti privati.

Per destinazione a tipo alberghiero si intendono sia gli edifici a carattere alberghiero tradizionale che gli insediamenti turistici, a tipo alberghiero residenziale, realizzati in unità concentrate o diffuse anche a proprietà frazionata.

Le volumetrie relative agli edifici di carattere pubblico (scuole, caserma carabinieri, uffici comunali, vigili del fuoco, azienda di soggiorno, ambulatorio, ecc.) non sono comprese nella precedente densità di fabbricazione e pertanto saranno assegnate fuori quota.

3) (Trasferibilità della cubatura disponibile nelle varie zone)

La densità di fabbricazione fissata per le varie zone dalla tabella di cui al n. 2 rappresenta la media; perciò nell'ambito delle singole zone la cubatura ammessa per ogni proprietà è trasferibile anche su proprietà diversa. Il trasferimento sarà consentito, nel rispetto dei limiti di sagoma stabiliti nei progetti di attuzione di cui al successivo n. 7, purché il trapasso avvenga previa stipulazione di atto di sottomissione, che regoli il trasferimento delle cubature mediante vincolo sulle aree a minore sfruttamento o da mantenersi libere, in modo che sia conservata nel complesso la cubatura media di zona.

Agli effetti del trasferimento della cubatura la zona 1, per quando suddivisa in due sottozone con densità di fabbricazione diversa, costituisce una zona unica.

4) (Costruibilità con destinazione alberghiera)

La cubatura con destinazione alberghiera di cui alla tabella può essere utilizzata in altra zona in modo però da non superare la cubatura alberghiera complessiva prevista per il rispetto settore di cui sopra al punto 1, e il doppio della cubatura assegnata con tale destinazione per ogni singola zona. In seguito al trasferimento della cubatura con destinazione alberghiera da una zona all'altra, resterà correlativamente diminuita la cubatura complessiva assegnata alla zona.

Anche per il trasferimento della cubatura con destinazione alberghiera da una zona all'altra dovrà essere stipulato atto di sottomissione.

5) (Progetti di utilizzazione)

L'utilizzazione delle volumetrie assegnate ad ogni singola zona sarà attuata in base ai progetti da presentarsi dai proprietari rappresentanti, in base alla superficie, non meno dei tre quarti dell'intera zona (questa norma è dettata dalla necessità di attuare un'adeguata concentrazione dell'attività edilizia, mediante accordi tra i proprietari interessati, al fine di conservare le ampie superfici necessarie per la tutela dell'ambiente naturale e per l'esercizio delle attività sportive). I progetti di utilizzazione di zona dovranno essere approvati dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale al Turismo; le licenze edilizie saranno rilasciate dal Sindaco.

6) I progetti di utilizzazione dovranno contenere le indicazioni seguenti ai fini di una progettazione coordinata:

- I vincoli degli allineamenti delle costruzioni;

- Altezza minima e massima dei fabbricati;

- Ampiezza degli spazi pubblici prospicienti gli edifici;

- Ampiezza degli spazi interni;

- Aree per parcheggi;

- Lunghezza e profondità massima dei fabbricati;

- Tipologia dei fabbricati, tetti, coperture, protezione alla base delle facciate, sporgenze, serramenti, marciapiedi, recinzioni, tinteggiatura;

- Illuminazione.

7) In sede di approvazione dei progetti di utilizzazione saranno imposti - mediante atto di sottomissione - i seguenti vincoli:

- di destinazione per le aree accertate idonee a ricevere gli edifici ed i servizi di carattere pubblico;

- di progettazione coordinata anche tra edifici da erigersi su proprietà ed in zone diverse;

- di larghezza minima delle strade e distanza delle costruzioni dal ciglio di esse e dai confini di proprietà

8) Per la precisione, viene esclusa dal presente piano regolatore tutta la parte già inserita nella zona 1b dell'allegato B situata a partire da 100 metri a levante e parallela alla proiezione ortogonale sul terreno della linea mediana dei cavi della seggiovia Pila-Chamolé.

Viene altresì esclusa dal presente piano regolatore tutta la parte a sud-est superiore alla curva di livello dei metri 2000 della zona 3 dell'allegato B - denominata "Jardin Public".

La Società "Alpila" dovrà provvedere al rimboschimento in zone, da destinarsi, di una superficie doppia di quella definitivamente occupata dal sedime stradale.

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Montesano (P.S.D.I.) - La seduta è sciolta e rimandata a domani alle 9,30.

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La seduta è tolta alle ore 21,10.