Oggetto del Consiglio n. 393 del 24 settembre 1979 - Verbale

OGGETTO N. 393/79 - Commemorazione del defunto Assessore Filliétroz Giuseppe.

Dolchi (P.C.I.) - Signor Presidente della Giunta, Assessori e colleghi Consiglieri, ancora una volta mi compete il triste incarico, nella mia qualità di Presidente del Consiglio regionale e per espresso mandato dei colleghi Capi Gruppo, di manifestare in modo ufficiale, in questa sala, i sentimenti di sbigottimento, di cordoglio e di dolore che ci hanno pervaso per la scomparsa di un amministratore, di un amico, di una personalità della vita politica ed amministrativa valdostana, scomparsa avvenuta così repentinamente di Giuseppe Filliétroz, di cui vediamo, con tristezza, vuota la sedia al banco del Governo, quale Assessore alle Finanze.

Molti giornali hanno scritto in questi giorni, molte personalità ed amici hanno già parlato e pertanto diventa arduo non ripetersi, quando soprattutto si devono ricordare i momenti più significativi ed importanti della vita di un uomo che ha dedicato energie, intelligenza, volontà, nell'arduo compito di interpretare, per libera scelta popolare, le necessità, le aspirazioni della gente. Lo troviamo infatti, dalla Liberazione, dopo la sua appartenenza militare al Corpo degli Alpini e la sua laurea in legge che lo portava ad esercitare la professione di Avvocato ad Aosta, sempre, dico "sempre" legato alle istituzioni democratiche e rappresentative; lo troviamo al Comune di Nus, dove fu Sindaco, dopo la Liberazione, e nuovamente Sindaco dal 1970 al 1975; lo troviamo al Consiglio regionale, dove fu eletto nel 1959 e ricoprì la carica di Presidente del Consiglio e dopo la sua rielezione nel 1963 quale Assessore alle Finanze; lo ritroviamo al Senato della Repubblica, dove rappresentò la Valle d'Aosta, dal 1972 al 1976, e poi nella Comunità Montana n. 4 di cui fu Presidente nel 1974, e anche nell'Associazione dei Sindaci della Valle d'Aosta, di cui anche ricoprì la carica di Presidente. Ritornò in quest'aula quale eletto nella lista dell'Union Valdôtaine Progressiste nel giugno del 1978 ed il 26 luglio di quell'anno entrò quale Assessore alle Finanze nel Governo regionale.

Non sta certo a me, dopo avervi elencato le tappe più significative della sua vita, mettere in evidenza le sue qualità di uomo onesto, attivo, cordiale, profondamente umano ed interprete sincero ed appassionato, delle aspirazioni e delle necessità della Valle d'Aosta intera della sua popolazione, della popolazione di questa Valle d'Aosta, ma in particolare di quella zona di Nus, che tanto amava e prediligeva. Tutti voi lo avete conosciuto come me e qualcuno anche più di me, nel lavoro di ogni giorno, nell'impegno politico, nell'iniziativa amministrativa, nell'attività professionale.

La Valle d'Aosta perde, con la sua scomparsa, un'altra di quelle figure che hanno profondamente marcato decenni post-Liberazione. Perde con lui, la Valle d'Aosta, un uomo politico, seguito, nelle sue posizioni via via assunte in questi anni, da larghi consensi popolari. A nome di tutto il Consiglio regionale, al momento della scomparsa ho provveduto ad esprimere il rimpianto ed il cordoglio alla Vedova Signora Livia Verthuy, al fratello ed a tutti i familiari. Penso di interpretare il sentimento unanime di tutti, dal momento in cui, in quest'aula, lo abbiamo, con queste mie parole, con quelle che pronuncerà il Presidente della Giunta, affettuosamente salutato, ricordandolo con simpatia, e dolorosa partecipazione. E penso quindi di interpretare i vostri sentimenti, rinnovando alla vedova ed alla famiglia il sincero cordoglio di tutto il Consiglio regionale al quale propongo, dopo le parole che saranno pronunciate dal Presidente della Giunta, di sospendere la seduta per alcuni minuti, in segno di lutto e di partecipazione.

La parola al Presidente della Giunta, Andrione.

Andrione (U.V.) - Représentant authentique de la terre valdôtaine, il avait su, après ses études et une longue carrière politique qui l'avaient vu souvent assumer des charges importantes, garder le contact avec le peuple de notre terre; un contact profond qui était fait de compréhension mutuelle et il était devenu le représentant de tous ces paysans de la montagne, trop souvent abandonnés, trop souvent incompris, même par nos instances politiques.

Il avait gardé, en même temps, et peut-être vraiment à cause de cette capacité à comprendre l'âme montagnarde, il avait gardé une simplicité, dans l'abord, qui en faisait un homme original et charmant. Il était le même à la Présidence de la République et dans les cantines de chez-nous, où il était capable de jouer jusque le matin à la mourre; il était le même dans toutes les circonstances et son regard perçant avait su faire tomber certaines présomptions, certains voiles qui parfois nous cachent la vérité; avec une naïveté feinte, naïveté qui était en réalité, sa ruse la meilleure, la plus efficace, il ne croyait pas aux formes, il regardait droit la substance, et il faut avoir vécu avec lui certaines batailles politiques, il faut avoir préparé certains matins des dossiers qui de notre part étaient lourds et pour lui se réduisaient à une simple feuille et de nous demander: mais comment feras-tu pour expliquer certaines choses? et avec ce sourire qu'il avait dans certains cas de nous répondre: oh! ils feront eux le dossier, il ne faut pas faire tant de "gogne"! Il obtenait ce que personne n'était capable d'obtenir. Il savait aplanir les obstacles, arrondir les contours, il savait surtout attirer l'attention, par ses capacités, par sa simplicité, par la clarté avec laquelle il poursuivait son but.

Aujourd'hui il est disparu, vraiment à la veille d'obtenir des succès très importants, succès que sa ténacité avait longuement mûri et préparé. Nous regrettons d'autant plus qui comptait sur cela non pas comme un résultat définitif à atteindre, mais comme une étape pour repartir vers d'autres succès; il avait un grand c?ur, il était très généreux, généreux envers ses amis - et ceux qui ont été reçus à Saint-Barthélemy peuvent s'en souvenir -, généreux envers son pays, généreux envers cette montagne qu'il a tant aimé et envers laquelle peut-être il a trop donné. Il n'était plus tellement jeune, il continuait à faire du sport et d'efforcer au-delà peut-être de ce qu'il était raisonnable son coeur, ce grand coeur qui, tout à coup, brutalement, le soir du samedi 15 septembre, a cédé. C'est pour nous une lourde perte, c'est avec un très grand regret que nous le rappelons aujourd'hui. C'est en même temps toute une génération qui passe, une partie de la Vallée d'Aoste que nous avons connue qui est morte avec lui et que nous ne reverrons jamais.

A tous ceux qui l'ont aimé, nos condoléances au nom de toute la Junte, à tous ceux qui l'ont aimé, le devoir de le rappeler.

Dolchi (P.C.I.) - La seduta è sospesa per alcuni minuti in segno di lutto e di partecipazione.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 9,51 alle ore 9,59.