Oggetto del Consiglio n. 391 del 14 luglio 1979 - Verbale

OGGETTO N. 391/79 - Provvedimenti urgenti volti al buon funzionamento dell'Amministrazione regionale attraverso il giusto riconoscimento del ruolo della dirigenza con riferimento allo stato giuridico e al trattamento economico di detta categoria. Approvazione di mozione.

Mozione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Preso atto delle rivendicazioni proposte dai dirigenti dell'Amministrazione regionale;

Tenuto conto del disagio che l'astensione dal lavoro e, comunque, lo stato di agitazione di dirigenti regionali comporta per l'attività della Regione;

Riconosciuta la necessità di determinare le migliori condizioni di lavoro per una categoria i cui compiti sono della massima rilevanza per il buon funzionamento dell'Amministrazione regionale;

Delibera

di impegnare la Giunta regionale ad assumere con urgenza i provvedimenti necessari al buon funzionamento dell'Amministrazione regionale attraverso il giusto riconoscimento del ruolo della dirigenza con riferimento allo stato giuridico e al trattamento economico di detta categoria, pur tenendo conto dell'opportuna ristrutturazione dell'organizzazione degli uffici e del trattamento giuridico ed economico di tutto il personale della Regione.

F.ti: Franco De Grandis - Giuseppe Nebbia - Tripodi Pasquale - Tonino Alder - Piero Minuzzo - A. Pollicini

Dolchi (P.C.I.) - Ci sono numerosi sottoscrittori di questa mozione, c'è qualcuno che intende illustrarla? La parola al Consigliere De Grandis, che è il primo firmatario.

De Grandis (P.R.I.) - Vorrei chiarire lo spirito di questa mozione: non si vuole assolutamente che il Consiglio, i Consiglieri si sostituiscano alla Giunta o, meglio, al Presidente della Giunta, ma questo vuole essere invece un atto che porta a conoscenza del Presidente della Giunta, che ha la responsabilità di decidere in questa materia, l'opinione e l'orientamento e del Consiglio, e dei singoli Consiglieri: questo perché si tratta di una materia piuttosto scottante, una materia delicata, un problema che investe la funzionalità dell'Ente Regione e che quindi si ripercuote su tutta la popolazione valdostana che di tale Ente si serve.

Già in una precedente occasione io avevo cercato praticamente di puntualizzare qual era il mio pensiero, il pensiero del mio partito su questo argomento e voglio ribadirlo qui oggi, nel senso che la grossa responsabilità di una scelta, che è il dovere primario di chi fa politica, di chi ha accettato questo mandato elettorale... Trattandosi di una scelta, deve ovviamente tenere conto delle esigenze espresse, delle richieste fatte che vengono formulate dalle parti interessate, ma deve comunque essere una scelta assolutamente libera ed indipendente, non può essere una scelta condizionata da nessuno: questo proprio perché si tratta non solo di rivendicare il dovere, prima ancora del diritto, di chi ha in mano il problema politico, che deve quindi assumere la responsabilità di scegliere, anche perché sì tratta di una scelta che ha un'importanza politica in quanto influisce su quella che è la funzionalità dell'Amministrazione regionale.

Qual è il nodo di tale questione? Il nodo è quello, e va sciolto, di invertire un certo tipo di tendenza manifestatasi in questi ultimi anni in tutti i settori del lavoro, che è stata quella di correre su una linea di ugualitarismo che io considero assolutamente falso, perché non corrispondente alla realtà. Qui non siamo in matematica dove, cambiando l'ordine dei fattori, il prodotto non cambia: i fattori non sono tutti uguali; stamattina si è detto che non si possono sommare le pere con le carote, io dico che non si può fare una somma delle capacità, delle professionalità di ciascuno di noi, perché ognuno di noi ha le sue caratteristiche, le sue capacità. Se non riconosciamo questa realtà di fatto, andiamo incontro a situazioni che poi...di quello che è il bubbone che è scoppiato oggi nelle mani a livello di Amministrazione regionale e che sta scoppiando in tutti i vari settori del lavoro. Ci vuole quindi il coraggio di invertire un certo tipo di tendenza, anche se da parte di alcune, di quasi tutte le confederazioni sindacali ci sono delle grosse resistenze ed è abbastanza comprensibile, perché sono i sindacati in prima persona che hanno condotto questo tipo di rivendicazioni in questo modo e, anche se oggi hanno delle grosse difficoltà a rivedere certe posizioni, io sono convinto che nel loro intimo sentano anche loro la necessità di rivedere queste posizioni, perché evidentemente i risultati finali non sono quelli che ci si aspettava, ma sono nettamente contrari.

Vorrei anche dire che nella mia valutazione personale della rivendicazione portata avanti dalla categoria dei dirigenti il fatto economico è un fatto relativo e secondario - e questo è venuto fuori anche dal dibattito che si è avuto nell'incontro tra i Capi Gruppo e i rappresentanti dell'Assemblea dei dirigenti -, infatti il punto sostanziale da dirimere è quello della collocazione e del riconoscimento delle responsabilità e delle funzioni di questo personale e non tanto quello economico, tanto quello economico diventerà poi una conseguenza, ma non è qui il caso di stabilire e di valutare se l'aumento debba essere di 1.000 lire, o di 1 milione al mese, questa è una conseguenza che verrà dopo: l'importante è stabilire che il dirigente abbia una sua propria funzione che non può essere confusa con altre funzioni. Non credo si possa scambiare così tout court un dirigente con un contadino, perché, se facessimo fare al contadino il dirigente, evidentemente avremmo una pessima funzionalità, così come l'avremmo se facessimo fare al dirigente il contadino, avremmo tutti i solchi storti, fatti in maniera talmente sbagliata che il campo non renderebbe.

Si tratta quindi di riconoscere in maniera corretta le attribuzioni di ciascuno, in questo caso è in ballo la categoria dei dirigenti, quindi noi alla categoria dei dirigenti credo dobbiamo dare una risposta ben precisa, anche se aliena a cedimenti - io non sono certo per i cedimenti -, che tenga conto di quella che è la reale funzionalità, la reale professionalità del dirigente. Questo è anche un interesse di carattere generale, perché io sono convinto che, se noi mettessimo il dirigente in condizione di operare in una condizione di serenità, ne avremmo dei grossi vantaggi e avremmo anche il sacrosanto diritto, senza cedimento e senza remore, di chiedere al dirigente che ci dia tutta la collaborazione che ci deve dare, perché quella è una sua funzione precipua e specifica. Io a questo punto vorrei anche ricordare a qualche sindacalista, specie se dell'area nazista, di andarsi a leggere quello che scrive Giorgio Amendola in quel bellissimo saggio autobiografico che è Una scelta di vita, quando si parla di esami di scuola, di scuola non selettiva, o di cose del genere, e vedere qual è la risposta che dà un uomo come Giorgio Amendola, che non può certamente essere sospettato di cedimenti nei confronti... Ecco, quindi questo è lo spirito della mozione che vuole impostare un contributo al Presidente della Giunta, che deve trattare per avere un avallo, per avere una certezza di quello che pensa il Consiglio, o di quello che pensano i Consiglieri, e quindi poter con una maggiore serenità assumere una decisione che mi rendo conto è difficile, ma è necessaria e doverosa.

Dolchi (P.C.I.) - Altri Consiglieri firmatari intendono illustrare la mozione? Apriamo allora la discussione sulla mozione. La parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Vogliamo anche noi approfittare di questa mozione per chiarire la posizione del Gruppo Comunista rispetto alla vicenda che abbiamo di fronte. Noi abbiamo più volte da questi banchi sottolineato la necessità urgentissima di organizzare la macchina regionale, se mi è permesso di chiamarla in questo modo, in termini di individuazione precisa di funzioni della Regione, di riorganizzazione degli uffici e anche di organizzazione nuova del personale. Le questioni del pubblico impiego, a nostro avviso, vanno viste con questa visione generale ed organica, il compito della Giunta regionale, del Governo regionale e direi anche del Consiglio qualora fosse investito di questi problemi...e non sarebbe male di avere ben chiaro questo quadro di riferimento generale, questa condizione a noi sembra oggi non esistere e, se manca, il rischio è quello di mantenere un rapporto con il personale che si presta ad atteggiamenti che sono atteggiamenti clientelari, particolari elettoralistici come la storia del nostro Paese ci insegna: e ce l'insegna la storia del Paese perché se qualcuno ha la voglia di andare a vedere la situazione del pubblico impiego nel nostro Paese negli anni passati, si accorgerà come il metodo di governo della D.C. sia sempre stato in crisi e questi elementi di clientelismo-elettoralismo...calcoli di questa natura sono stati anche alla base del decreto-legge, che alla vigilia delle elezioni del 3 giugno ha dato delle cospicue anticipazioni al personale dirigente dello Stato uscendo fuori da quelle che erano delle contrattazioni fatte con il sindacato.

Ecco, a nostro avviso, occorre uscire da questa logica e uscirne come? Uscirne cercando di cambiare sostanzialmente l'organizzazione degli enti pubblici, perché c'è bisogno di un cambiamento nell'organizzazione, abbiamo bisogno di una valorizzazione del lavoro e della funzione che svolgono i pubblici dipendenti; abbiamo bisogno di una revisione, anche ormai credo non più dilazionabile, delle funzioni che hanno i dirigenti, così da sperare degli ordinamenti...e mi riferisco al pubblico impiego tutto, anche alla nostra Regione...che hanno degli ordinamenti che sono fonte spesso di gravi distorsioni e che stanno anche alla base di giuste rivendicazioni che pervengono per queste categorie. Questo è l'orientamento che per noi è importante, il movimento sindacale ha svolto in questo senso, a giudizio del nostro gruppo, una grossa funzione; il tentativo di ricondurre tutto ad una visione più organica della situazione del pubblico impiego è stato un tentativo che ha prodotto dei risultati che sono per noi molto importanti.

Non dimentichiamo che il pubblico impiego è sempre stato per eccellenza caratterizzato da situazioni di sperequazioni e di distorsioni enormi, tant'è che è stato oggetto di specifiche indagini parlamentari che hanno dato notizie conoscitive di estremo interesse. Per il sindacato è stata dunque importante questa prova e noi riteniamo che sia una prova di maturità che deriva - permettetemi questa brevissima parentesi - dalla linea che il sindacato si è data: una linea che è semplificata, sta nel ricercare ogni volta la sintesi fra le esigenze particolari delle singole categorie dei lavoratori e le esigenze allo stesso tempo di cambiare e trasformare più complessivamente la società. Questa è un'impostazione che evidentemente noi condividiamo ed è questa impostazione che ogni tanto viene adottata da quella che nel linguaggio comune noi chiamiamo posizione di corporativismo da una parte e, dall'altra, estremismo. Fatta questa parentesi, occorre anche dire che tali manifestazioni, questi atteggiamenti sono a volte...hanno dei fondi di verità, perché ad un atteggiamento responsabile delle organizzazioni sindacali non sempre sono corrisposti dall'altro lato i necessari cambiamenti: c'è questa contraddizione che stiamo vivendo non solo direi nella nostra Regione, ma nei settori più delicati della vita pubblica, così siamo perché a queste contraddizioni si presti estrema attenzione, non siamo perché il tutto sia liquidato banalmente con degli slogan, o delle parole d'ordine. Per questo il Gruppo Comunista, pur esprimendo delle perplessità anche sulle forme di lotta che hanno attuato i dirigenti della nostra Regione, ha condiviso parecchi degli aspetti che stanno alla base delle rivendicazioni poste e parecchie delle motivazioni che sono state illustrate nell'occasione in cui i Capi Gruppo hanno avuto la possibilità di sentire. Ecco, noi ci auspichiamo che tali problemi rientrino all'interno della contrattazione più generale e crediamo che, per arrivare a questo, ci sia la necessità di manifestazioni di buona volontà sia da parte sindacale, sia da parte dei dirigenti e che ci voglia però - e di questo siamo estremamente convinti - anche una posizione della Giunta che sia in grado...un momento in cui si propone la posizione del Governo regionale.

Ci sono dei punti fermi che per noi sono importanti: il primo lo ha detto il Consigliere De Grandis è che non ci deve essere la sostituzione di funzione e di responsabilità, l'iniziativa del Consiglio deve essere quella di permettere un momento di chiarificazione di tutte le forze politiche di fronte a questi problemi, ma il Consiglio non si deve sostituire alla Giunta in questo momento, ci sono, a nostro avviso, anche delle responsabilità della Giunta, che deve superare questo momento assumendosi delle posizioni ben precise.

Un secondo punto importante è che noi siamo perché il problema sia affrontato tenendo conto dell'unitarietà delle questioni sollevate dalla carriera direttiva con tutte le questioni del personale regionale, siamo perché questi problemi siano più legati strettamente e con continuità anche al bisogno di riforma della nostra Regione, individuiamo dunque prima le funzioni, poi le forme organizzative e, infine, le funzioni della dirigenza e tutto il personale nel suo complesso, non solo dunque un fatto salariale così come è già stato ben illustrato prima, ma un problema di fondo che investe tutta la macchina regionale. Non siamo...anche rientrando anche nel problema più contingente, perché questo contratto sia chiuso al più presto...è un fatto positivo che si riesca per la prima volta ad avere un contratto che si chiude prima che sia scaduto. Il contratto può essere chiuso rapidamente in che modo? Vogliamo che all'interno di questo contratto già ci siano alcuni punti che segnino l'avvio di questo processo che ho cercato di individuare; vogliamo che il contratto sia chiuso rapidamente e che ci siano le basi, che si pongano le basi anche tenendo conto delle rivendicazioni che sono state portate avanti per successivi cambiamenti. Questa è in sintesi la posizione del gruppo: noi in sostanza non vogliamo che si introducano nella nostra Regione nuove sperequazioni. Qui è il caso di riconoscere quello che diceva De Grandis: è il momento di riconoscere la professionalità, di farsi avanti affinché la professionalità sia garantita e sia riconosciuta anche in termini finanziari, senza introdurre sperequazioni, ma in questo processo di rinnovamento della Regione.

Dolchi (P.C.I.) - È iscritto a parlare il Consigliere Lustrissy, ne ha facoltà.

Lustrissy (D.P.) - Voglio fare brevemente alcune considerazioni, anche perché il problema è già stato discusso allorché il Presidente del Consiglio ha comunicato i risultati dell'incontro avvenuto tra i rappresentanti della dirigenza regionale e i gruppi consiliari. Secondo noi, non si tratta tanto di portare a conoscenza della Giunta una situazione a lei nota: si tratta soprattutto di manifestare - ognuno in base alle proprie responsabilità e ai propri compiti - la propria opinione che è emersa da questo sciopero posto in atto dai dirigenti regionali. Bene, noi non abbiamo riserve o perplessità sui modi di organizzare lo sciopero perché, se fossimo indotti a considerare questi motivi o ad esprimere queste riserve, dovremmo esplorare il contesto più vasto di tutta la situazione sindacale esistente nel Paese, certamente i modi e le modalità varie usate in questi ultimi anni per utilizzare questo strumento di autotutela...è stato manifestato nei modi più vari possibili e ha trovato delle soluzioni diverse in tutti i settori. Noi siamo perplessi di fronte a queste modalità come dico, perché lo sciopero è stato un po'...con tutti i crismi della legalità sindacale...si tratta piuttosto di fare alcune riflessioni sulla soluzione che noi intendiamo dare al problema che è stato posto in evidenza da questo sciopero.

Secondo noi, la logica di questi ultimi anni della trattativa sindacale, dopo la spinta iniziale all'egualitarismo, le spinte di livellamento, ha assunto degli aspetti nuovi e degli aspetti diversi che portano al riconoscimento soprattutto della proporzionalità del pubblico impiego e credo che qualsiasi premessa al discorso di riorganizzazione dell'apparato burocratico regionale debba partire anche dalla considerazione che è necessario operare questa riqualificazione, questa riconsiderazione dei livelli professionali del dipendente pubblico nell'alveo, come dicevo già l'altra volta, della contrattazione generale che si è svolta nel pubblico impiego in questi ultimi anni, non è che il problema è stato male posto. Il problema dell'agitazione sindacale e i problemi posti da questo tipo di proposta si sono inseriti proprio nell'alveo della legalità della contrattazione collettiva come si è sviluppata nel pubblico impiego e che ha trovato delle soluzioni sul piano nazionale - che ne dicano i rappresentanti locali delle organizzazioni sindacali che sul piano nazionale hanno ormai accettato questa logica di contrattazione collettiva nel pubblico impiego - che portano a considerare in modo positivo il problema così come è stato posto dall'agitazione posta in essere dai dipendenti della dirigenza regionale, pertanto è opportuno che, di fronte a questo problema, ci si comporti di conseguenza.

Il Consiglio per conto suo ha delle sue responsabilità in quanto ha competenza sul problema della dirigenza regionale. Il problema della carriera direttiva e quello della dirigenza regionale sono di sua competenza e per questa competenza il Consiglio sottopone all'esame dell'Esecutivo una proposta di soluzione qual è quella del contenuto del deliberato della mozione, cioè il riconoscimento della giustezza della rivendicazione posta e la trattativa conseguente con i rappresentanti della categoria, che deve trovare il momento di sintesi nella contrattazione collettiva nel quadro del rinnovo contrattuale a livello di organizzazione amministrativa regionale. Per questi motivi noi sollecitiamo la Giunta affinché, nell'ambito delle proposte che nella mozione sono state fatte, porti avanti questo dialogo con le organizzazioni sindacali e con i rappresentanti di categoria affinché venga perlomeno a cessare questo stato di disagio che si è manifestato ultimamente all'interno dell'Amministrazione regionale e si riprenda tutti insieme con coraggio questa attività di riorganizzazione, di riconsiderazione del ruolo di ognuno, affinché si trovi una soluzione positiva a questo problema che ci è stato posto.

Nebbia (P.S.I.) - Già altri hanno illustrato lo spirito che ha spinto molti di noi a sottoscrivere la mozione, io vorrei fare rilevare altri aspetti che sono stati parzialmente sottolineati per ulteriormente giustificare la necessità che la Giunta regionale si assuma le proprie responsabilità nel tentare di risolvere problemi che interessano globalmente l'attività dell'Amministrazione. Credo che a noi Consiglieri regionali, rappresentanti di partiti - quindi rappresentanti della popolazione che ha nell'Ente regionale l'organismo preposto a risolvere, ad affrontare i problemi della collettività -, interessi che i problemi della collettività per forniture di servizi in genere, sotto tutti gli aspetti - intendendo col termine "servizi" tutti gli aspetti che sono oggetto dell'Ente Regione... -, che tutte queste cose siano realizzate nel migliore modo possibile e nel modo anche direi più efficace e meno costoso possibile. Nostro compito quindi è fare in modo che l'Ente Regione nella sua globalità sia uno strumento di progresso e non un peso morto quale, purtroppo, è diventato negli ultimi anni in Italia. La nostra preoccupazione circa i problemi che la contrattazione globale dei sindacati da una parte e lo sciopero del personale dirigente dall'altra hanno provocato quindi è che in effetti l'Ente pubblico risponda in concreto alle esigenze che sono di tutti.

Ci preoccupiamo quindi di valutare in modo particolare tutto ciò che concerne e interessa questa attività e, condividendo molte cose che sono già state dette, abbiamo sottoscritto la mozione in modo da inquadrare la risoluzione di questi fatti in una riorganizzazione generale dell'Amministrazione. Io ho avuto l'altro giorno...non ho fatto ancora in tempo ad esaminare questi documenti e spero che ci siano delle proposte valide, un'organizzazione generale che comprenda tutti quanti i dipendenti dell'Amministrazione regionale: dal più alto dirigente a quello di primo livello. A noi interessa che ciascuno nell'ambito dei suoi ambiti, dei suoi ruoli, delle sue funzioni svolga nel migliore modo possibile e nell'interesse collettivo...se quindi adesso, in questo momento, ci siamo preoccupati di valutare in un determinato modo questa presa di posizione dei dirigenti, lo abbiamo fatto perché riteniamo che una riqualificazione del loro ruolo sia nell'interesse collettivo e nell'interesse dell'Amministrazione, senza però dimenticare assolutamente che, dal punto di vista sociale, eguale importanza ha il ruolo di tutti gli altri dipendenti della Regione.

Per quanto riguarda il personale dirigente, però, vorrei ricordare che una grossissima responsabilità è della classe politica, perché - qui sono valutazioni che faccio a livello personale, però sono valutazioni, sono cose che ormai da moltissimi anni si sentono dire e si dicono in Valle d'Aosta - sembra che la classe politica - e con questo, sia ben chiaro, non voglio assolutamente accusare nessuno in particolare e tutti nello stesso tempo - abbia cercato qui in Valle d'Aosta di fare in modo che la Regione diventasse come Ente uno strumento docile alle varie direttive politiche, ai vari obiettivi da raggiungere e che in questo quadro ci sia stata, forse non voluta ma implicita, una corrispondente dequalificazione del personale regionale, che certamente non ha aiutato la classe politica nel suo ruolo, perché è evidente che una burocrazia di tipo francese, tanto per intenderci, altamente qualificata e che ha delle capacità tecnico-professionali veramente valide, non può permettere una grande elasticità di manovra - intendo dire con questo che l'accusa è per tutti, almeno io certamente non mi tiro indietro -, una facilità di manovra per l'Amministrazione quale potrebbe essere possibile nel caso di diverse competenze, di diverse preparazioni. Ora, credo che questa sia la strada sbagliata, perché noi abbiamo la necessità di una riqualificazione a tutti i livelli, di poter fare affidamento su una burocrazia efficiente e valida che sostenga l'amministratore nelle sue enormi carenze - e l'accenno fatto questa mattina relativo alle relazioni d'accompagnamento delle leggi era in questo senso -, per cui ritengo che l'amministratore possa almeno sperare solamente se l'appoggio della struttura regionale dal momento dell'impostazione, dell'idea al momento della realizzazione del provvedimento è veramente completa, è veramente valida come sostegno. In questo senso riteniamo che il problema dei dirigenti sia importante, perché una soluzione che permetta una riqualificazione e anche una soluzione non solo degli amministratori come persone, o come rappresentanti di partiti è tutto nell'interesse della collettività.

Reputo quindi che il problema non sia un problema puramente economico, ma che se probabilmente esiste...ma sia un problema di stato giuridico, un problema di rapporti, un problema di efficienza della struttura amministrativa, è in questo senso che avevo firmato la mozione e che invito la Giunta ad assumersi delle responsabilità di fronte a questi fatti e non a delegare ad altri - almeno così mi risulta, può darsi che l'informazione che non sia esatta... - la risoluzione di queste cose, deve dire quello che interessa che avvenga per il meglio dell'Amministrazione...è la Giunta che deve dire che cosa è necessario fare e non lasciare che altri se la aggiustino tra di loro! Io quindi spero che si arrivi ad una soluzione valida...di tutti e principalmente nell'interesse della collettività.

Clusaz (U.V.) - Se da un lato si possono capire le giuste preoccupazioni del Presidente della Giunta e della Giunta nel suo insieme, diciamo così per il dopo...dall'altro lato, non dobbiamo dimenticare che bene o male i dirigenti sono l'ossatura, la parte integrante, direi il braccio destro della Giunta regionale e, a mio avviso, non è giusto che i loro stipendi siano in media inferiori a certe categorie di operai, tanto per non fare nomi, potrei citare gli elettrici, non certamente i metalmeccanici, perché noi siamo sì la categoria pilota, ma non perché siamo ben retribuiti, ma solo perché facciamo soprattutto il "can can" per gli altri. È quindi un invito al suo Presidente affinché si giunga al più presto ad un accordo che, anche se non accontenterà completamente tutti, almeno non mortifichi nessuno. Non mi intendo di normativa, né di livelli, mi sono quindi soffermato solo sul lato finanziario, perché c'è chi lavora per sport - e ce ne sono pochi -, c'è chi lavora per beneficenza - e sono meno ancora - e c'è quasi la totalità che lavora anche per i soldi.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Io non ho firmato questa mozione e non sono d'accordo con i suoi contenuti essenzialmente por un motivo, che mi pare abbastanza evidente - e mi sembrava affiorasse anche in alcune perplessità palesate dai Consiglieri Tonino e Nebbia -: in questa mozione, di fatto, si separa la discussione sulle condizioni giuridiche economiche del direttivo, dei dirigenti dalla Regione dalla discussione sulle condizioni giuridiche economiche di tutto il restante personale regionale, questa è l'impostazione molto chiara che risulta dalla mozione e in parte anche dall'intervento che ho sentito fin qui in Consiglio oggi. Ora, è in corso da mesi una contrattazione che riguarda tutto quanto il personale regionale, queste scelte politiche sono incerte, sono confuse, sono programmate, evidentemente questo si ripercuote su tutti i livelli dell'Amministrazione regionale: dai più alti ai più bassi.

In secondo luogo la funzionalità dell'Amministrazione regionale dipende dall'organizzazione complessiva degli uffici, dal modo con cui viene organizzato l'apparato regionale e anche qui evidentemente si tratta di scelte politiche che devono essere fatte dal Consiglio regionale.

In terzo luogo ritengo che la funzionalità dipenda anche dai dirigenti, ma anche da tutto il resto del personale. Non sono d'accordo che ci siano soltanto i dirigenti, che gli altri siano così...diciamo delle macchinette che non hanno una loro competenza, una loro professionalità, un loro ruolo ben preciso...hanno un ruolo diverso, invece la funzionalità è un problema che riguarda i dirigenti, però anche tutto il personale regionale e riguarda ancora di più delle scelte politiche e ben precise che deve fare il Consiglio. In particolare mi sembra un pochino contraddittoria la posizione assunta dal P.C.I. e dal P.S.I. e che si è riflessa in particolare nell'intervento di Tonino, che critica gli elementi dati dal Governo agli statali come espressione di una logica clientelare corporativa, eccetera, però poi dimentica di dire che difatti il punto di riferimento da cui è partita anche una delegazione dei regionali è proprio l'aumento avuto dagli statali, infatti questa è anche una realtà, se vogliamo, verificabile anche a livello cronologico nel modo nel quale si è sviluppata la cosa.

Il Consigliere Tonino poi critica, ha delle perplessità sulle forme di lotta, ma dice che è un pochino più d'accordo sulle motivazioni dei dirigenti, io invece sono su una posizione quasi opposta, nel senso che, secondo me, le forme di lotta erano legittime, perché io ritengo che lo sciopero...ogni categoria, ogni gruppo lavoratore ha il diritto di scegliere liberamente in assemblea qualsiasi forma di lotta che ritiene più opportuna, in particolare lo sciopero è una forma di lotta non violenta, che evidentemente ha un significato in tutta quanta la storia dei lavoratori, del movimento operaio, non solo del movimento operaio, quindi mi va benissimo anche come forma di lotta. Il problema è piuttosto sulle motivazioni: è vero che sono emersi anche degli aspetti interessanti, positivi riguardo al funzionamento dell'Amministrazione regionale, riguardo al ruolo dei dirigenti, riguardo una volontà anche di cambiare i rapporti fra...diciamo così politici e dipendenti, tutte queste cose qui, proposte che sono emerse, però difatti c'è anche una serie di rivendicazioni che a livello salariale io non ritengo assolutamente di condividere, nel senso che penso che rappresentino una sperequazione rispetto alle condizioni economiche di molti altri lavoratori sia all'interno della Regione, sia all'infuori, in Valle d'Aosta e nel resto del Paese.

Un'altra cosa ancora che mi lascia molto perplesso è questo discorso sulla professionalità che sempre viene fatto e poi soprattutto anche perché questo discorso sulla professionalità viene sempre agganciato ad un discorso salariale: più professionalità più soldi! Ecco, è vero quello che dice Clusaz: pochi lavorano per beneficenza, eccetera, però io forse non ho una mentalità per cui non aggancio direttamente il discorso della professionalità al salario. Mi sembra che tutte le due cose non necessariamente...o solo in un'ottica di un certo tipo particolare, un'ottica che possiamo chiamare capitalistica, queste cose vanno di pari passo. Soprattutto non condivido il discorso che si parli di professionalità soltanto nei casi di direttivo, dei dirigenti: questo assolutamente non è vero, perché io ritengo che a tutti i livelli esista una professionalità, saranno forme diverse di professionalità, però anche chi non è laureato, anche chi non esercita la professione di dirigente, secondo me, ha una sua professionalità che vale, che va riconosciuta in certe forme evidentemente, ecco...

In conclusione, quindi, io ribadisco di non condividere le impostazioni della mozione, invece chiederei alla Giunta non soltanto di affrontare il problema posto dalla mozione, cioè non soltanto di affrontare di portare in discussione in Consiglio, e prima nelle Commissioni competenti, una proposta riguardante i dirigenti, ma di portare in Consiglio, e prima nelle Commissioni, una proposta che riguardi tutto quanto il personale regionale e che all'interno evidentemente contempli in modo accurato, in modo preciso anche il problema dei dirigenti.

Dolchi (P.C.I.) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare? Altri colleghi? In sede di discussione generale? La parola al Presidente della Giunta, Andrione.

Andrione (U.V.) - Mi sembra che la lettura della mozione possa portare in pratica a quello che è stato espresso come desiderio da Riccarand, adesso a parte il fatto che nell'ambito del...tenendo conto anche delle illustrazioni che sono state fatte in questa sede, che hanno sempre fatto riferimento - forse c'è una lettura leggermente più specifica un po' a parte di Lustrissy - ad un insieme del personale...ai vari problemi. Sono in corso un certo numero di vertenze: c'è in corso la vertenza generale con aumenti salariali per l'inserimento in cosiddetti "livelli" ed è una vertenza che evidentemente riguarda tutto il personale; vi è in corso una vertenza specifica, anche questa di natura salariale, di una riqualificazione dei gradi dei dirigenti del personale regionale...vi è in corso una vertenza specifica per il riconoscimento del grado di dirigente, che fino ad oggi non era esistito, nell'organico dell'Amministrazione regionale; vi è in corso infine...non la chiamerei proprio vertenza, ma vi è da parte del SIVDER e da parte dei dirigenti, chiamiamoli così, dei suggerimenti che dovrebbero anche costituire una vertenza per un differente assetto del personale, in particolare per alcuni specifici istituti con la...di Consiglio del personale che viene portata avanti.

Mi sembra allora che in pratica quello che la Giunta può dire adesso....sono i limiti entro i quali dico: "bene, accetta questa mozione"... Un limite che è evidente è che l'accordo che verrà trattato, approvato con i dirigenti...verrà evidentemente proposto un disegno di legge che riguarda tutto il personale: questo, come ho spiegato diverse volte, per evitare che vi siano delle trattative spezzettate particolareggiate tra i differenti... Lunedì scorso, o martedì ho visto il sindacato, le organizzazioni sindacali d'una parte SIVDER e i dirigenti e adesso la trattativa si sta svolgendo in questi termini, verranno presentati degli articolati, cioè già delle proposte concrete fatte in...sentita la Giunta, ho espresso parere favorevole alla creazione della dirigenza, non vi nascondo però che sarà una trattativa dura, non facile su come, chi, quando e dove intende questa dirigenza.

Il vecchio Carlo V, uscendo da San Petronio a Bologna, diceva: "Todos Caballeros!" (traduzione letterale dalla lingua spagnola: "Tutti Signori!")...a me non sembra che sia questa la strada da seguire, però non è neanche detto che la proposta che la Presidenza della Giunta ha fatto di un unico grado della dirigenza sia la migliore. Vorrei dire che il Consiglio non deve dimostrare - perdonatemi la battuta - un'eccessiva emotività, è normale che ci siano dei conflitti di lavoro, è normale che assumiamo insieme, come Consiglio regionale, come Giunta, la figura della controparte, perché se no, non avrebbe molto senso - anche questa è una battuta - così venire a fare i lamenti per Ignazio "a las cinco de la tarde" (traduzione letterale dalla lingua spagnola: "alle cinque della sera") sull'irrigidimento del bilancio, le spese correnti, le percentuali, cose di questo genere e poi, non appena l'occasione si presenta, dare un "colpetto" in su alle spese correnti, dimentichiamo anche...se sarà formale...perché è chiaro che l'interesse dell'Amministrazione è quello che prevale per chi amministra la cosa pubblica...alla prima occasione vediamo di spingere le spese correnti... Siamo controparte, facciamo questo confronto, anche se per un certo periodo ci può essere un disagio...ed è giusto che mi sia permesso ricordare...è giusto che i dirigenti facciano sentire il loro peso attraverso forme di lotta, perché non è negabile che per tanto tempo sono state completamente dimenticate, forse anche in parte per colpa loro, non è che sia poi sempre tutta la colpa...si siano dimenticate le organizzazioni sindacali; prova del nove: non appena i dirigenti sono entrati in sciopero, le organizzazioni sindacali si sono ricordate anche di noi e hanno fatto una proposta che copia praticamente integralmente l'accordo intervenuto per i parastatali con la professionalità e cose di questo genere.

Ecco, direi che questi sono i limiti entro i quali la Giunta accetta questa mozione, andrò via per alcuni giorni, per mia fortuna, non appena ritornerò, riprenderemo l'esame, perché avrò già martedì prossimo questi articolati e man mano condurremo questa trattativa. Evidentemente i Consiglieri potranno essere direttamente informati, potranno anche, attraverso evidentemente i contatti con i sindacati e con i rappresentanti dei dirigenti, dare gli opportuni suggerimenti. Per quanto ci riguarda, cercheremo nella misura del possibile di trovare un accordo che sia soddisfacente per il raggiungimento dei fini di cui parlava De Grandis prima per la soddisfazione delle rivendicazioni salariali e delle rivendicazioni di posizione, chiamiamole così, del gruppo dirigente e che siano, nei limiti del contratto di lavoro 1979/1981, soddisfacenti per tutto il personale.

Dolchi (P.C.I.) - Ci sono altri colleghi che intendono prendere la parola? Non ci sono dichiarazioni di voto? Metto allora in approvazione, per alzata di mano, la mozione iscritta al punto n. 36 dell'ordine del giorno. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: ventotto

Votanti: ventotto

Maggioranza: quindici

Favorevoli: ventisette

Contrari: uno

Il Consiglio approva la soprariportata mozione.