Oggetto del Consiglio n. 386 del 14 luglio 1979 - Verbale
OGGETTO N. 386/79 - Disegno di legge regionale concernente: "Modificazioni alla legge regionale 8.10.1973, n. 33 sui fondi regionali di rotazione".
La legge regionale 8.10.1973, n. 33 ha fissato, per ogni settore di intervento, un tasso di interesse per i mutui concessi sui fondi regionali di rotazione. Si ritiene che detti tassi debbano essere ritoccati onde renderli più rispondenti alla situazione attuale in considerazione, anche, al costo del denaro sul mercato bancario. Un aumento dei tassi, anche se in misura limitata, consentirà inoltre un maggior afflusso di denaro per la successiva erogazione di nuovi mutui.
Con l'art. 1 del disegno di legge in esame, si elevano i tassi di interesse nel modo seguente:
A - CAPO I - villaggi turistici - dal 4% al 5%
B - CAPO II - alberghi - dal 6% all'8%
C - CAPO III - industria - dal 7% al 9%
Con l'articolo 2 del disegno di legge si è inteso creare uno strumento di verifica finanziaria allo scopo di non ingenerare aspettative nei confronti di richiedenti mutuo che non possono, alla luce delle scarse disponibilità dei fondi, ottenere alcun finanziamento.
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Disegno di legge regionale n. 94
REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA
Legge regionale ____________________ n. _________: Modificazioni alla legge regionale 8.10.1973, n. 33 sui fondi regionali di rotazione.
Il Consiglio Regionale ha approvato;
Il Presidente della Giunta regionale
PROMULGA
la seguente legge:
Articolo 1
I tassi di interesse sui mutui agevolati erogati sui fondi regionali di rotazione a decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, soro elevati nel modo seguente:
a) di un punto rispetto all'aliquota fissata dall'art. 5 della legge regionale 8.10.1973 n. 33;
b) di due punti rispetto alle aliquote fissate dall'art. 7 della legge regionale 8.10.1973, n. 33;
c) di due punti rispetto alle aliquote fissate dall'art. 9 della legge regionale 8.10.1973, n. 33.
Articolo 2
Nel caso in cui le quote di rientro delle semestralità di ammortamento dei mutui concessi, non siano sufficienti a coprire le nuove richieste di mutuo, sulla base di previsione effettuata alla data del 1° ottobre 1979, la Giunta regionale è autorizzata a sospendere, limitatamente alle domande ancora insolute, i termini di efficacia della legge regionale 8.10.1973 n. 33.
Articolo 3
La presente legge è dichiarata urgente a sensi del terzo comma dell'art. 31 dello Statuto Speciale per la Regione Valle d'Aosta, promulgato con legge costituzionale 26.2.1948 n. 4 ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel bollettino ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Autonoma della Valle d'Aosta.
Dolchi (P.C.I.) - C'è stato il parere della Commissione Affari Generali (Filliétroz, Manganone, Nebbia, Salvadori: parere favorevole all'approvazione del provvedimento; Pollicini e Tonino: parere alla discussione riservandosi di esprimere in tale sede il loro parere) e di quella dell'Industria e Commercio (De Grandis, Fosson, Minuzzo e Ramera: parere favorevole all'approvazione del provvedimento nel testo predisposto dalla Giunta; Voyat e Faval: parere favorevole al provvedimento, che deve essere inteso come un mezzo per favorire il recupero delle vecchie abitazioni, piuttosto che il proliferare delle nuove; Tonino e Cout, che si riservano di esprimere un parere in aula sulla base delle successive dichiarazioni della Giunta; Pollicini: favorevole alla discussione in aula; Riccarand si rifiuta di esprimere il parere sostenendo che i disegni di legge, prima di essere iscritti all'ordine del giorno, dovrebbero essere sottoposti all'esame della Commissione).
La parola pertanto all'Assessore alle Finanze, Filliétroz, per l'illustrazione.
Filliétroz (U.V.P.) - Trattasi dell'aggiornamento dei tassi di interesse dei mutui sui fondi di rotazione previsti dalla legge n. 33 dell'ottobre 1973, di modo che siano più rispondenti agli attuali tassi e all'attuale costo del denaro bancario. Questo aggiornamento è avvenuto una prima volta con una legge del 1975, ora con tale legge si propone di portare con l'articolo 1 il tasso di interesse per i villaggi turistici dal 4 al 5%, per gli alberghi dal 6 all'8% e per l'industria dal 7 al 9%. Ciò che naturalmente produrrà anche un maggior afflusso di denaro per successive erogazioni di nuovi mutui come è il meccanismo dei fondi di rotazione. Dato che i fondi di rotazione, come è capitato negli anni scorsi, sono stati molte volte privi di disponibilità affinché i mutui potessero stipularsi, naturalmente con l'articolo 2 si stabilisce che, qualora non ci siano più fondi, non verranno più accolte le domande e questo per non generare delle richieste che poi non possono essere accolte.
Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione generale. La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Prima di tutto, siccome non ci sono state le risposte in Commissione, voglio riproporre qui la questione che ho ivi posto. Nella legge di modifica sui fondi di rotazione che è stata fatta nel 1975 ad un certo punto è stato aggiunto un comma in cui c'è scritto: "la Giunta regionale provvede, con sua deliberazione, a modificare i tassi suindicati ogni qualvolta si verifichino variazioni del tasso ufficiale di sconto uguali o superiori all'1% (un punto). Analogamente si procede ogni qualvolta si renda necessario modificare i tassi per effetto di norme cogenti emanate dallo Stato ovvero in applicazione di direttive della Comunità economica europea aventi efficacia obbligatoria sulle legislazioni regionali. In entrambi i suddetti casi, la Giunta dà comunicazione delle variazioni di tasso deliberate alla prima seduta successiva del Consiglio regionale".
Ora, la prima questione è questa: perché si è scelta la strada dello strumento legislativo, che ogni tanto effettivamente viene abusata, quando, a mio avviso, la possibilità era quella di una delibera di Giunta e poi della comunicazione al Consiglio: lo chiedo perché se il motivo è solo quello di adeguare i tassi all'andamento del costo del denaro, è un conto; se invece con questa modifica dei tassi, trattandosi anche di una modifica dei tassi differenziata, diversa a seconda dei vari interventi, la Giunta regionale vuole modificare e fare delle scelte relativamente all'utilizzo di questo strumento, allora la questione si pone un tantino diversamente. Mi sembra di capire, da come ha posto il problema l'Assessore, che sia semplicemente un problema di adeguamento dei tassi. Noi, tuttavia, non siamo d'accordo sull'affrontare questo problema in tale modo, perché subito dopo avremo una legge che autorizza la Giunta regionale a contrarre un mutuo di sette miliardi per rifinanziare la legge. È necessario che su questo strumento si faccia quella riflessione che troppe volte si è richiesta in questo Consiglio e anche in Commissione, che è una riflessione sul modo di intervenire della Regione nell'economia. In tal senso va ricordato che proprio la piattaforma dei sindacati ha una parte che è riservata proprio alla realizzazione della politica complessiva del credito della Regione attraverso - loro chiedono - una revisione e riunificazione della legislazione vigente in materia di incentivazione, riconducendo il tutto nell'ambito della legge sui fondi di rotazione, questo è un punto.
Secondo punto: l'introduzione di meccanismi di controllo dell'Ente pubblico costruendo cartelle aziendali che danno l'ammontare e la qualità degli interventi delle varie aziende; c'è un momento di controllo della Regione sulle aziende che utilizzano questo strumento e poi la revisione dei criteri di definizione dell'entità stessa degli interventi. Noi siamo d'accordo con questa impostazione, perché è l'impostazione originale che aveva questo strumento dei fondi di rotazione. In realtà, l'uso che si è fatto di tale strumento ha in sostanza fatto perdere di efficacia alla legge sui fondi di rotazione. La Regione ha usato molti altri tipi di intervento lasciando morire, se vogliamo usare questo termine, invece un aspetto fondamentale della legge, e qual è questo aspetto? L'aspetto è che il fondo di rotazione, che doveva essere preceduto da precise scelte politiche della Regione, doveva essere l'unico strumento che guidava il modo di intervento della Regione nell'economia.
All'articolo 17 della legge c'è scritto: "il Consiglio regionale autorizza a destinare, di anno in anno, in misure percentuali diverse, i fondi tra i vari settori di intervento, stabilendo, altresì, qualora lo ritenga opportuno, i criteri di priorità da osservare nell'erogazione dei fondi all'interno di ogni singolo settore". Questo era uno degli aspetti più importanti della legge sui fondi di rotazione: in sostanza, si diceva di ricondurre tutto l'intervento della Regione all'interno di questo strumento, facendo però ogni anno delle scelte precise sui settori prioritari di intervento e, al limite, delle scelte precise anche all'interno degli stessi settori. Ora, questa riflessione non si è mai fatta e lo strumento dei fondi di rotazione è diventato uno strumento di intervento a pioggia, come tutti gli altri strumenti che la Regione ha messo in atto. Va anche sottolineato che all'ultimo comma dell'articolo 20 si dice: "al conto consultivo della Regione per ciascun esercizio finanziario dovrà essere allegato il rendiconto sulla situazione, al 31 dicembre di ciascun anno, dei fondi di rotazione costituiti ai sensi della presente legge". Ora, questo rendiconto c'era nel conto consuntivo di ieri ed è una paginetta in cui sono meramente indicate le operazioni effettuate dalle banche che non danno...anche qui si tratta di un modo evidentemente di interpretare quell'ultimo comma, ma che non ci soddisfa. Mi sembra che lo spirito della legge non fosse quello di dare semplicemente l'andamento delle operazioni bancarie, ma di dare una valutazione sul risultato economico dello strumento nell'anno precedente, valutazione che dovrebbe permettere all'inizio del prossimo anno di fare quelle scelte indicate nell'articolo 17.
Ecco, ho voluto fare questa riflessione un pochino più generale sullo strumento perché sia questa modifica dei tassi, sia il disegno di legge che avremo al punto successivo sono legati ad essa. In tal senso noi abbiamo votato la richiesta di rinvio che ha presentato Riccarand, oltre che per i motivi che non sto a ripetere, che ieri abbiamo sollevato, anche perché crediamo che il discorso dei fondi di rotazione vada ripreso con un minimo di attenzione e non in questo modo modificando i tassi e poi buttando ancora una volta dei soldi nel fondo senza avere dei disegni un pochino più organici.
Concludo dicendo che lo strumento per noi è uno strumento importante; siccome non abbiamo oggi proposte alternative allo strumento dei fondi di rotazione, noi crediamo che debba essere utilizzato, però usato bene: questo è il concetto!
Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola? La parola al Consigliere Lanivi.
Lanivi (D.P.) - Rispetto a queste due leggi che ci vengono sottoposte: la prima di modificazione dei tassi di interesse, la seconda un'operazione di finanziamento dei fondi, possiamo fare alcune considerazioni generali sulla vicenda, la triste vicenda dei fondi di rotazione, ed esprimere un nostro giudizio. Intanto mi pare che nella relazione del punto n. 27 dell'ordine del giorno si dica: "Capo I - villaggi turistici", in effetti la dizione non credo sia proprio questa, perché nella legge si parla di "villaggi rurali a scopo turistico", che è una cosa diversa. Andrebbe quindi modificata quella dizione ma, al di là di tali questioni formali, basterebbe leggere le due relazioni di accompagnamento alle due proposte di legge per capire immediatamente come gli obiettivi, le finalità che questi fondi si ponevano siano stati largamente snaturati. In effetti - e voglio riprendere alcune dichiarazioni del Consigliere Tonino - i fondi di rotazione dovevano rappresentare uno strumento di programmazione, cioè dovevano ricondurre dentro lo strumento unitario con una logica politica alle spalle...ecco, la costruzione di una guida dell'Amministrazione regionale nel settore dell'economia.
Il finanziamento di questi fondi, la progressiva dilatazione dei fondi messi a disposizione per i fondi di rotazione avrebbe dovuto costituire anche l'occasione per progressivamente assorbire tutta una serie di interventi, soprattutto a fondo perduto, che l'Amministrazione regionale nel tempo aveva messo in cantiere e approvato. In verità, i fondi di rotazione hanno perso il loro significato originario, da strumento di programmazione sono diventati niente altro che strumenti per distribuire mutui secondo criteri non più politici, non più espressione di una volontà politica della Giunta, ma secondo...e lo abbiamo visto in altre relazioni presentate per altre modificazioni, o altre leggi che interessavano i fondi di rotazione: sono stati interventi che intendevano soddisfare tutte le domande che venivano sottoposte e anche con forme di finanziamento...e qui una cosa che vorrei dire...formule di finanziamento per cui la dotazione iniziale dei fondi di rotazione complessivamente non si è modificata, si è agito attraverso le partite di giro, i fondi di rotazione a gennaio del 1979 sono 1 miliardo e 920 milioni. Altri 5 miliardi che sono stati caricati sui fondi di rotazione hanno rientri diretti sul bilancio regionale e non più sui fondi di rotazione, per cui anche quell'operazione dell'aumento degli interessi è solo apparente, perché la dotazione reale dei fondi di rotazione è di 1 miliardo e 920 milioni. Sto parlando di dati che io ho del 1979 e credo - ed è una richiesta che farò sul successivo punto n. 28 dell'ordine del giorno - che anche attraverso quella formula di finanziamento, cioè d'indebitamento della Regione con le banche per finanziare...i rientri rientrino - ed è un chiarimento che vorrei dall'Assessore e dal Presidente della Giunta - nel bilancio regionale e non più nei fondi di rotazione, che - ripeto - al gennaio 1979 sono fermi a lire 1 miliardo e 920 milioni.
Ci chiediamo allora perché e come mai i fondi di rotazione da strumento di programmazione, da strumento che avrebbe dovuto non solo alleggerire, ma razionalizzare i numerosissimi interventi che la Regione compie nel campo dell'economia abbiano fatto questa fine. Dirò subito che fin dall'inizio i primi interventi operati da questa Giunta, o dalle Giunte che l'hanno preceduta sono stati quelli di togliere peso ai fondi di rotazione: la parte dell'agricoltura è stata estratta, gli equilibri tra i vari settori d'intervento che erano stati fissati per legge sono stati profondamente modificati...verranno ulteriormente modificati, si sono utilizzate formule di finanziamento del fondo che non sono andate nel senso di aumentare la dotazione del fondo e si sono "compiute" ed approvate una serie di leggi e di provvedimenti paralleli o concorrenziali ai fondi di rotazione, per cui al momento attuale i fondi di rotazione non sono più uno strumento di programmazione, uno strumento che può servire ad un'Amministrazione regionale che abbia una sua politica nel campo dello sviluppo economico, ma sono diventati uno dei tanti strumenti con i quali l'Amministrazione opera senza fare scelte e distribuire denaro che costa meno, con il classico criterio della distribuzione a pioggia o di tipo assistenziale ("assistenziale", anche per chiarire i termini, significa semplicemente obbedire alle pressioni o alle domande che vengono presentate). Ecco, secondo noi, questi fatti sono obiettivamente negativi e dimostrano una volta di più l'esigenza e la necessità che l'Amministrazione regionale si dia un suo quadro di riferimento, un suo programma per operare in termini efficaci e produttivi per la nostra Regione.
Fino a che questo quadro non sarà definito, la linea, la politica che farà la Regione non può che essere quella tradizionale, cioè una distribuzione, non dico senza senso, ma che non obbedisce a nessuna logica, una serie di interventi molte volte contradditori tra loro e prevalentemente di tamponamento. Si consolida l'immagine di un'Amministrazione regionale che, invece di avere il ruolo o di condurre, o di stabilire delle linee per lo sviluppo della Regione, svolge funzioni di tamponamento: assiste a ciò che avviene nel Paese e corre con il suo denaro a coprire le falle, i buchi che di volta in volta ci sono, questo con sprechi, alimentando una visione di Regione mamma: la distribuzione di denaro senza mai avere problemi chiariti e interventi e strumenti altrettanto chiari per far fronte a situazioni che non sono così impreviste...imprevisti come si parla nella relazione del punto n. 28: "in buona parte la carenza è da ricondurre al tasso d'inflazione...ed in parte all'imprevisto aumento di richieste sul capo I", cioè sui villaggi rurali. Tutte queste cose erano largamente prevedibili, così come la scarnissima relazione che accompagna gli aumenti di tasso d'interesse sta ad indicare che dietro questi interventi non c'è una volontà politica: ci sono delle pressioni di vari interessi a cui la Regione, invece di dare una risposta politica adeguata, risponde aumentando del denaro senza sapere con questi interventi dove si andrà a finire.
Direi che è non solo con vivo rammarico che vediamo affogare questo strumento così discusso, ma che si rivela ancora oggi l'unico compatibile con le possibilità della nostra Regione. C'è un difetto di fondo che vogliamo sottolineare ancora una volta ed è la carenza di una linea politica e programmatica di questa Giunta, carenza che si ripercuote in ogni suo atto e che i due punti nn. 27 e 28 dell'ordine del giorno pongono in netta evidenza.
Posso anticipare fin d'ora quale sarà l'atteggiamento del nostro gruppo sui due oggetti all'ordine del giorno: voto contrario rispetto al punto n. 27, astensione rispetto al punto n. 28.
Mappelli (D.C.) - Non c'è più nessun Consigliere iscritto a parlare. La parola al Consigliere Nebbia.
Nebbia (P.S.I.) - Non mi resta che concordare con buona parte delle argomentazioni espresse da Tonino e da Lanivi, per cui non le ripeterò, vorrei solo fare osservare che nel quadro di questa non logica...mi sembra che la presentazione dei due progetti di legge, che sono intimamente legati l'uno all'altro, perché quello al punto n. 27 non può esistere se non c'è praticamente un finanziamento dei fondi, dimostri che non è possibile valutare il progetto di legge che stiamo esaminando se non nel quadro globale del problema dei fondi di rotazione. Oltretutto l'articolo 2, dove si fa riferimento ad una sospensione dei termini di efficacia della legge regionale 8 ottobre 1973, anche se in sé stesso ha una sua logica, in quanto è inutile mantenere in sospeso delle domande quando si sa che non potranno avere risposta, potrebbe cambiare totalmente di significato nel caso di un'approvazione, oppure di un rinvio del progetto di legge successivo e in questo senso vorrei dei chiarimenti da parte dell'Assessore e questo dimostra che forse la presentazione dei due progetti di legge non è stata collegata...perché probabilmente era indispensabile un'inversione, in quanto importantissimo, fondamentale è il finanziamento dei fondi di rotazione, secondaria è la definizione dei tassi d'interessi. Del resto, anche gli stessi tassi d'interesse sono stati modificati in modo differenziato senza nessuna giustificazione palese, per cui non si riesce a valutarne la portata, né le finalità. A dimostrazione anche di una certa, diciamo, rapidità di preparazione di questi disegni di legge c'è quello che hanno fatto rilevare: anche una "numerazione" difforme da quella che è corrispondente ai numeri reali. Vorrei perciò avere un chiarimento da parte dell'Assessore circa l'articolo 2, pur ripetendo che condivido le opinioni di carattere generale già espresse.
Mappelli (D.C.) - Ci sono altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Lustrissy.
Lustrissy (D.P.) - Io ribadisco il concetto dell'inopportunità di questa legge che ci viene presentata al punto n. 27 dell'ordine del giorno, in quanto questo aumento d'interessi è ingiustificato, dato che non finalizzato ad un discorso di effettiva programmazione di interventi, cioè se noi riconosciamo valido il discorso del recupero dei villaggi rurali sotto un certo profilo ambientale, il più delle volte non sappiamo cosa succede sotto questa operazione di recupero dei villaggi, dei centri ambientali: se il recupero è finalizzato ad un certo discorso, all'incremento patrimoniale locale, è un conto; se invece questo tipo di recupero passa attraverso società speculative, il discorso è di un altro tipo, cioè noi lo favoriamo indifferentemente che l'operazione sia condotta dal proprietario dell'unità immobiliare, o che sia condotto da altre imprese che hanno delle finalità diverse da quella che era in effetti la proposta iniziale della legge.
Il discorso che però è ancora più evidente riguarda soprattutto gli alberghi, cioè noi da anni ci stiamo lamentando che nel settore alberghiero stiamo registrando delle cose abbastanza serie in Valle d'Aosta, cioè le unità alberghiere sono in crisi...no, molte unità alberghiere si stanno trasformando in unità immobiliari di tipo speculativo. Vogliamo con questo incrementare l'attività e supportare l'attività alberghiera volta sia alla ristrutturazione del patrimonio esistente, sia anche alla costruzione di una nuova efficiente attrezzatura alberghiera a condizione sine qua non per lo sviluppo turistico ordinato, perché, al di là dell'organizzazione efficiente sul piano alberghiero, non si può prevedere uno sviluppo turistico ordinato in Valle d'Aosta che non passi attraverso le solite speculazioni immobiliari: ecco perché, secondo noi, è ancora più inopportuna questa proposta di aumento di tassi di interessi, che viene a castigare in modo particolare l'attività alberghiera, che perlomeno dovrebbe essere messa sullo stesso piano del recupero ambientale dei villaggi turistici. Non si deve punire l'attività alberghiera in questo modo con dei tassi di interesse che non trovano una logica, una giustificazione nell'attuale situazione e l'abbiamo presente tutti quanti, non stiamo a ripetere le cose che da anni andiamo dicendo sulla situazione alberghiera in Valle d'Aosta.
Per quanto riguarda l'industria, in definitiva concludendo...questa proposta non segue una logica di discorso programmatico, perché, in base alla proposta e gli aumenti che ci vengono qui richiesti per i tassi, non credo che ci si possa rendere conto in definitiva di cosa si vuole incentivare ed è questo un po' il discorso...è opportuno oggi, in questo momento, portare avanti una proposta di questo tipo che ritocca i tassi senza finalizzare un discorso un po' più coerente con quella che deve essere la programmazione dell'attività economica in Valle d'Aosta? Noi crediamo di no per questo tipo di riflessione che abbiamo fatto.
Mappelli (D.C.) - Ci sono altri che intendono prendere la parola? Allora per le risposte la parola all'Assessore alle Finanze, Filliétroz.
Filliétroz (U.V.P.) - Rispondendo a Tonino vorrei solo dire che effettivamente, come ho detto nella relazione, è un adeguamento ai nuovi tassi: un adeguamento ordinario che è giusto. Quando è stata emanata la legge, naturalmente i tassi erano dimezzati in confronto a quelli attuali, questo anche agli effetti dell'afflusso di denaro per continuare a fare i mutui, perché evidentemente il denaro che viene di nuovo riscosso dalla Regione viene di nuovo destinato per i nuovi mutui. Non si è quindi in nessun modo snaturata la legge sui fondi di rotazione, che poi i fondi di rotazione siano l'unico mezzo d'intervento della Regione...Tonino siamo stati - e c'era anche il Consigliere Nebbia - a Trieste, abbiamo visto che anche la Regione Friuli ha diversi sistemi d'intervento, tra cui c'è la finanziaria, che noi vorremo presentare prossimamente a settembre, poi ci sono anche i prestiti obbligazionari, eccetera. Non è quindi l'unico sistema d'intervento che le Regioni adottano...li adottano secondo le necessità e secondo le realtà locali... Del resto, noi, come ha detto Lanivi - che mi pare abbia fatto un intervento più polemico che costruttivo -, non possiamo dire che i fondi di rotazione siano l'unico mezzo di programmazione: ad esempio, i fondi del quadrifoglio sono finalizzati e noi dobbiamo destinarli così e vengono ad interferire con quelli che sono i fondi di rotazione. Ora, quindi, l'unica variazione...quindi io dico che non è snaturata la legge...la legge dei fondi di rotazione la continuiamo; del resto, ciò che mancava a questa legge, ciò che effettivamente ne ha impedito la continuazione è la mancanza di fondi. È una legge che si doveva già prevedere inizialmente con dei fondi che si moltiplicassero nel tempo, perché c'è stata l'inflazione, la svalutazione. L'unica "cosa" quindi per cui la legge non ha potuto avere un'attuazione completa, dato che la legge è valida in sé, è perché sono mancati i fondi.
Ora, per il fatto del mutuo, questa è la variazione...in confronto a prima, ormai non è più conveniente disporre - e io mi sono fatto fare una relazione dagli uffici dell'Assessorato in merito - per i fondi di rotazione di fondi diretti della Regione - e difatti adesso con la successiva legge proponiamo il mutuo -, perché vi do i dati. Dunque la proposta che viene fatta successivamente...tanto i punti nn. 27 e 28 sono collegati...viene fatta al fine di evitare la perdita che la Regione subirebbe per effetto della svalutazione monetaria se continuasse a finanziare i fondi di rotazione con i propri stanziamenti di bilancio. In effetti, sulle somme che la Regione ha stanziato nel 1973: 3 miliardi e 400 milioni, a seguito dell'intervento di due fattori negativi: svalutazione e mancato percepimento dell'interesse sulle somme erogate, la Regione ha subito in termini reali una perdita che può così essere evidenziata: primo, svalutazione del capitale iniziale in circa il 110%; il valore reale di tre miliardi e quattrocento milioni erogati in cinque anni corrisponde ad un valore attuale di lire 1 miliardo e 620 milioni, per cui, considerato che i finanziamenti dei fondi di rotazione hanno una durata di dieci, quindici anni, il capitale che verrà restituito alla Regione perderà gran parte del suo valore; secondo, mancato percepimento dell'interesse che sarebbe maturato sulla somma erogata, o rivalutazione della somma stessa in caso d'investimento in conto capitale. Nel primo caso se il capitale fosse rimasto presso una Tesoreria Regionale anche solo ad un tasso medio dell'11%, in cinque anni la Regione avrebbe percepito in conto interessi due miliardi trecentoventinove milioni; nel secondo caso, se la somma fosse stata investita in conto capitale, tenuto conto del tasso medio d'inflazione, la Regione si sarebbe trovata ad avere attualmente opere di valore superiore a sei miliardi cinquecento milioni. Questi sono dei dati, quindi conviene disporre di somme delle banche per finanziare questi fondi di rotazione.
La soluzione proposta presenta invece tre aspetti positivi: primo, la Regione, non intaccando le proprie disponibilità, non solo mantiene una maggiore liquidità su cui frutta un congruo interesse, ma soprattutto non sopporta il rischio della svalutazione che in questo caso viene scaricata sui risparmiatori del sistema bancario; secondo, tale forma d'indebitamento non risente delle restrizioni o oscillazioni del credito a seguito di crisi di liquidità del mercato e a vincoli di autorità centrali; terzo, la Regione può contare su di un tasso d'interesse passivo fisso e questo a tutto vantaggio dei richiedenti di mutui previsti dai fondi di rotazione che possono avere la certezza in tal modo del costo da sopportare per tutta la durata dell'operazione. Questi sono i dati precisi, sono gli studi fatti, quindi, come ho detto, queste due leggi sono collegate, il fatto del mutuo è giustificato da questa relazione che vi ho fatto.
Mappelli (D.C.) - Signori Consiglieri, ha la parola il Consigliere Lustrissy.
Lustrissy (D.P.) - Sarei intervenuto brevemente dopo per il disegno di legge n. 95, ma, visto che la relazione è stata già fatta dall'Assessore, devo dire alcune cose sulla relazione che ci è stata illustrata e sul disegno di legge relativo all'accensione del mutuo. Io non sono un economista, né ho mai ritenuto di esserlo, però mi sembra che l'analisi effettuata dagli uffici sia un'analisi di tipo ragionieristico, e mi spiego senza voler dare a questo termine un valore che è dispregiativo. Nell'analisi che è stata fatta non si tiene conto, in evidenza, soprattutto per il punto b) - che "se la somma fosse stata investita in conto capitale, avrebbe reso oggi questa somma..." -, del fatto che gli investimenti dei fondi di rotazione sono degli investimenti in conto capitale e, se si tiene conto del moltiplicatore keynesiano del reddito, solo in quel momento noi possiamo valutare l'effettiva incidenza della somma che abbiamo erogato con i fondi di rotazione. Non si può ridurre al discorso semplicistico: "se noi avessimo fatto questo, avremmo ricavato un tanto", ma appunto per tale motivo, se si vuole fare un'analisi di tipo economico, secondo me, bisogna tenere conto di questi fattori, dell'incidenza di queste situazioni, che sono analisi di tipo economico, non sono analisi di tipo puramente contabile. Qua si fa un'analisi di tipo puramente contabile. Io su questo tipo di riflessione contabile non sono d'accordo, perché la somma investita con i fondi di rotazione ha avuto un effetto moltiplicativo; se andassimo ad esaminare per ogni singolo settore d'investimento cosa ha voluto significare questo investimento fatto con i fondi di rotazione sul piano dell'economia regionale e sul piano dell'investimento sociale, il risultato sarebbe diverso da quello che è riportato in questa relazione. Attualmente non si tratta di fare un'analisi puramente contabile, ma di fare un'analisi completa sul piano economico, tenendo conto dei fattori che incidono sul risultato in rapporto all'investimento che è stato effettuato, non solo addizionando dei numeri senza tenere conto di queste analisi.
Secondo: si vuole dimostrare con questa operazione che il mutuo è conveniente per l'Amministrazione regionale e io ho il sospetto che anche qui ci sia stato un equivoco: mentre da una parte al punto a) si mettono in evidenza i costi per i finanziamenti dei fondi regionali, si fa un discorso diciamo di tipo...addizioniamo pere e carote, perché, se io parlo di interessi del capitale e poi li confondo con la svalutazione, il tasso di svalutazione del capitale, faccio una grossa confusione. Se nel punto a) io addiziono il tutto, ho un risultato eterogeneo del 17% che non ha nessun significato, perché, addizionando il costo, la svalutazione del capitale assieme agli interessi di resa del capitale, secondo me, si fa una grossa confusione e la confusione è ancora più evidente, perché per l'altra parte, per giustificare il mutuo al punto b), non si fa più lo stesso discorso, ma si ragiona solo più in termini di resa di capitale, non più di svalutazione, allora al 9% deve essere addizionato il 13% della svalutazione capitale. In sostanza, secondo me, il problema - se hai poi qualcosa da dire, lo potrai dire, credo che ognuno abbia le sue opinioni, perché qua non siamo a fare un dialogo di questo tipo...- è che qua si è fatta una confusione tra gli interessi del capitale: questa è la cosa più evidente, più lapalissiana e non approfondisco di più il discorso. A prima vista, però, mi risulta un'analisi così estremamente superficiale da non dare l'idea di quella che è l'operazione, cioè io sostengo che, avendo addizionato da una parte la svalutazione del capitale con gli interessi di resa del capitale, si dà e si crea un risultato che non è quello che si vuole porre in evidenza; dall'altra - dove si fa solo più un discorso di resa del capitale e non si tiene più conto della svalutazione che incide pur sempre sul capitale - che il capitale subisce la stessa svalutazione sia che sia diciamo così...estratto ed utilizzato dai fondi regionali, sia che sia utilizzato col mutuo: è il capitale che subisce la svalutazione! Non possiamo fare da una parte il conto svalutazione interessi e, dall'altra, non tener conto della svalutazione e tener conto del costo degli interessi, mi pare che questo sia un discorso abbastanza semplicistico, che non dà un'effettiva dimensione dell'operazione finanziaria che abbiamo intrapreso o che vogliamo intraprendere; secondo me, non è questo il taglio da dare ad una relazione di tale tipo, perché è una relazione, come ho detto, che fa confusione tra due cose che sono sostanzialmente diverse.
Mappelli (D.C.) - A demandé la parole le Conseiller Voyat.
Voyat (U.V.) - Anche se non concerne questo punto, volevo solo fare una precisazione: al punto a) si parla di "fondi regionali". Se sono fondi regionali, è chiaro che si deve parlare anche di tassi d'inflazione, quando al punto b) si parla di "finanziamenti mutui", quindi fondi delle banche, è chiaro che non interessano alla Regione i tassi d'inflazione che ci saranno.
Mappelli (D.C.) - Est-ce qu'il y a quelqu'un qui demande la parole? La parole au Conseiller Lanivi.
Lanivi (D.P.) - Una domanda: i rientri - parlo della proposta di legge n. 95, quella successiva - vengono caricati sui fondi di rotazione o rientrano nel bilancio regionale?
Filliétroz (U.V.P.) - ...sui fondi di rotazione, e naturalmente vi è il suo conto a parte che viene allegato al conto consuntivo come diceva Tonino.
Mappelli (D.C.) - Messieurs les Conseillers, est-ce qu'il y a encore quelqu'un qui demande la parole sur cet objet?
Lanivi (D.P.) - Voglio essere ancora più preciso: da studi fatti sui fondi di rotazione, mi risulta che la dotazione attuale dei fondi di rotazione sia di 1 miliardo e 920 milioni e che 5 miliardi siano come finanziamento tramite partite di giro. La domanda che faccio è: il fondo di rotazione passa da 1 miliardo e 920 milioni a 8 miliardi e 920, oppure rimane a 1 miliardo e 920 milioni con i 7 miliardi...cioè con cui i rientri vengono caricati sul bilancio regionale e non a rimpolpare i fondi di rotazione?
Filliétroz (U.V.P.) -...vengono caricati sul bilancio regionale, ma vengono di nuovo utilizzati per i mutui successivi...
Andrione (U.V.) - Se quella tua cifra è giusta, il fondo di rotazione passa a 8 miliardi e 900, eccetera.
Mappelli (D.C.) - Ci sono altri che chiedono la parola?
(interruzione del Presidente della Giunta, Andrione, e dell'Assessore Filliétroz)
Se più nessuno chiede la parola, possiamo ritenere chiusa la discussione generale ed esaminare la legge articolo per articolo. Assessore Filliétroz, chiede la parola?
Filliétroz (U.V.P.) -Vorrei solo rispondere due parole a quello che ha detto Lustrissy. Tutti gli interventi della Regione, non solo i fondi di rotazione costituiscono fonti di reddito, anche gli interventi che dà...nell'agricoltura, per esempio, per la meccanizzazione, tutti quegli interessi costituiscono fonti di reddito, quindi non sono unicamente i fondi di rotazione, ma tutti gli interventi...abbiamo il bilancio di 140 miliardi e non so quello che si interviene...per forza costituiscono fondi di reddito, tanto per gli alberghi come per l'agricoltore, come per l'industriale.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Lanivi.
Lanivi (D.P.) - Ecco, quella di prima era solo una richiesta di chiarimento, volevo dire che nel mio modo di vedere le cose non è che assegnassi al fondo di rotazione il significato di essere "l'unico strumento", ma un "importante strumento", che per legge stessa avrebbe via via dovuto assorbire una serie di interventi regionali concorrenziali ai fondi di rotazione. I fondi di rotazione avrebbero dovuto caratterizzarsi per un altro motivo: quello di consentire alla Giunta, al Governo regionale di avere uno strumento che gli consentisse di guardare insieme ai vari settori d'intervento. Ho voluto solo dire che non si è seguita la prima indicazione e, tranne che per l'abrogazione iniziale di quei fondi, di quegli interventi a fondo perduto per l'industria - parlo delle leggi del 1962...mi pare del 1968 -, tutta una serie di altri interventi regionali che avrebbero potuto essere riportati - non dico tutti: dico una serie di interventi - al fondo di rotazione non lo sono stati, ma c'è stata una proliferazione di leggi affiancatrici al fondo di rotazione e il fondo di rotazione lo si è snaturato, nel senso che, invece di essere uno strumento unitario, è diventato uno strumento attraverso il quale la Regione agisce come in tanti altri interventi. Questa è l'opinione politica sulla gestione di questi fondi di rotazione.
Mi fa paura un pochino la dichiarazione fatta dall'Assessore alle Finanze riguardo alla finanziaria. Ho già ripetuto in questo Consiglio che i fondi di rotazione non sono il migliore degli strumenti possibili, però il migliore degli strumenti possibili compatibilmente con le possibilità reali della Regione di gestire strumenti di tipo economico come questo. Quando un'Amministrazione regionale si rivela non dico incapace, ma con molta difficoltà gestisce...gestisce malamente un fondo che, tutto sommato, garantisce la Regione, mi chiedo come sia possibile pensare ad altri strumenti molto più raffinati e difficili - sui quali molti punti interrogativi devono sorgere - come la finanziaria. Il fondo di rotazione presupponeva alle spalle una volontà politica del Governo regionale, che non c'è neppure stata e la Regione, diciamo, ha adeguato i fondi di rotazione al suo normale modo di agire, cioè utilizzandoli come fondi per distribuire...come strumento per distribuire denaro in senso tradizionale. Se andiamo a cascare nella finanziaria, mi chiedo che tipi di frutti potrà dare quella...questa era la mia polemica.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola? La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Facendo alcune considerazioni sul dibattito, ne approfitto per fare anche la dichiarazione di voto sulla legge. Intanto l'Assessore ha detto che è un semplice adeguamento di uno strumento, che non è l'unico nella nostra Regione e io condivido le osservazioni fatte da Lanivi: non è l'unico strumento, ma il più importante, uno dei più importanti. Certo esistono altri strumenti - e siamo stati in Friuli e abbiamo visto come funziona la finanziaria - e io ripeto qui quello che ho detto in altre occasioni, perché vorrei vederci un tantino più chiaro prima di fare dei passi di questo tipo e lo ribadisco: tutti gli strumenti che ci sono in quella Regione, così come in tutte le Regioni, di per sé valgono quello che valgono: contano gli strumenti che poi sono legati ad una logica di programmazione. Per noi questo è importantissimo e, da tale punto di vista, permettetemi anche di dire che il Friuli - mi sono anche letto un po' di documentazione che abbiamo portato su - non credo sia una Regione che brilli per il legame fra programmazione e scelte economiche; anche le linee del piano di sviluppo, che sono pur sempre qualcosa di più di quello che abbiamo fatto noi...da questo punto di vista, scrivono poi addirittura...quel documento che...questo mero legame non sono ancora riuscito a farlo. Sul piano generale dunque per noi questa impostazione deve essere cambiata, in realtà noi crediamo che anche oggi con questi interventi la Regione faccia una scelta: quella di uscire dalla logica dello strumento dei fondi di rotazione...questa logica è stata quella che ha portato la Regione a scegliere molti doppioni, non altri strumenti, ai fondi di rotazione e oggi andiamo a ripristinare questo fondo con gli stessi orientamenti che noi non condividiamo. Questo per la spiegazione sullo strumento.
Non mi è stato risposto sul perché quella modifica del 1975 non sia operante. Credo che la legge sia inutile poi perché...anche l'articolo 2 - e non sono intervenuto prima - della legge che oggi è in discussione credo sia la dimostrazione...e non penso sia per niente che l'Assessore non ha risposto anche alle osservazioni fatte su tale articolo. All'articolo 2 si sostiene che ad un certo punto la Regione si ferma perché le domande sono troppe, mentre io vi rimando al secondo comma dell'articolo 17 della legge: è proprio in quei momenti che la Regione dovrebbe stabilire i criteri da osservare nell'erogazione dei fondi all'interno di ogni settore. Se le richieste per i villaggi rurali sono molte, forse è il caso di fare delle scelte di carattere anche territoriale, magari - ne butto lì una - cercando di favorire la fascia di media montagna, che è quella che più patisce l'esodo - ecco l'ho buttata lì, non so se è quella che va bene -, credo che comunque ci debba essere un orientamento che va in quella direzione, altrimenti la logica che ci sta dietro non ci trova consenzienti.
Questo è un provvedimento che ci sembra inutile; tra l'altro, stranamente viene sdoppiato rispetto all'intervento successivo, perché, in realtà, si tratta di un tutt'uno, questo disegno di legge e quello successivo, perché qui si rimette in funzione...diciamo così: si ridà vigore allo strumento dei fondi di rotazione, tant'è che il dibattito sui due disegni di legge è stato praticamente unificato, già ci sono stati accenni a tutti e due. Cosa sosteniamo allora in sostanza? Che in realtà con questi due provvedimenti noi andiamo a ripristinare, a ridare forza allo strumento dei fondi di rotazione in un modo che è sbagliato e burocratico e disattendo ai principi che stanno alla base della legge stessa. Interverremo dopo per la parte che riguarda la contrazione del mutuo, adesso ci preme sottolineare quest'aspetto, tra l'altro, senza rispondere ancora una volta a delle scelte che sono pervenute dai sindacati, e lo dico perché non c'è Pedrini, se no farebbe un "casino della Madonna": "i sindacati possiamo anche non considerarli...", ma che sono pervenute da un sacco di tempo dai banchi della sinistra...per cui questa riflessione non si fa e noi perciò siamo contrari.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola? Non c'è più nessuno iscritto, possiamo considerare chiusa la discussione generale? Allora la discussione generale è chiusa, ci sono delle conclusioni da parte dell'Assessore e del Presidente della Giunta? Si passa all'esame della legge articolo per articolo. La parola al Consigliere Lanivi.
Lanivi (D.P.) - Solo per chiedere se è un errore materiale quello degli articoli 1, 2 e 4 del disegno di legge n. 94. Sì? ...va bene.
Dolchi (P.C.I.) - Articolo 1. Qualcuno che prende la parola sull'articolo 1? Metto in approvazione per alzata di mano l'articolo 1, chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: ventinove
Votanti: ventotto
Maggioranza: quindici
Favorevoli: sedici
Contrari: dodici
Astenuti: uno (Berti)
Il Consiglio approva.
Articolo 2. Ci sono variazioni nelle posizioni dei Consiglieri? Allora, senza rifare la votazione, dico stesso risultato (Presenti: ventinove; votanti: ventotto; maggioranza: quindici; favorevoli: sedici; contrari: dodici; astenuto il Consigliere Berti. Il Consiglio approva.).
Articolo 3. Stesso risultato.
Ci sono dichiarazioni di voto? Si passa alla votazione segreta.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
Esito della votazione:
Presenti: ventinove
Votanti: ventotto
Maggioranza: quindici
Favorevoli: sedici
Contrari: dodici
Astenuti: uno (Berti)
Il Consiglio approva.
Il Consiglio approva il soprariportato disegno di legge n. 94.
Si passa alla trattazione del punto n. 28 dell'ordine del giorno.
