Oggetto del Consiglio n. 378 del 13 luglio 1979 - Verbale
OGGETTO N. 378/79 - Disegno di legge regionale concernente: "Rilascio dei diplomi e delle pagelle scolastiche bilingui agli alunni delle scuole ed istituti della Regione".
Con il presente disegno di legge la Regione, ai sensi dell'art. 38 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta e in relazione all'art. 28, ultimo comma, della legge 16 maggio 1978, n. 196, intende provvedere alla stampa delle pagelle e dei diplomi bilingui da rilasciare agli alunni che frequentano tutte le scuole della Regione.
Ferma restando la corrispondenza dei modelli bilingui al testo italiano approvato dal Ministero della pubblica istruzione, l'Amministrazione regionale potrà provvedere alla stampa dei predetti modelli sia utilizzando la propria stamperia interna, sia rivolgendosi a tipografie locali, sia, infine, previe opportune intese, all'Istituto Poligrafico dello Stato, in particolare, per la stampa dei diplomi;
L'art. 2 si uniforma, in materia di rilascio gratuito e di determinazione del prezzo delle pagelle e dei diplomi scolastici alle disposizioni vigenti per lo Stato.
La spesa annua a carico del bilancio della Regione è fissata in L. settemilioni. Per l'esercizio in corso la relativa copertura è assicurata dalla riduzione di pari importo dello stanziamento iscritto al capitolo 6780 della parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979. Alla copertura dell'onere per i successivi esercizi si provvederà con legge di bilancio.
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Disegno di legge regionale n. 91
REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA
Legge regionale ____________________ n. _________: Rilascio dei diplomi e delle pagelle scolastiche bilingui agli alunni delle scuole e istituti della Regione.
Il Consiglio regionale ha approvato;
Il Presidente della Giunta regionale
PROMULGA
la seguente legge:
Articolo 1
I titoli di studio rilasciati dalle scuole elementari, secondarie e di istruzione artistica della Valle d'Aosta, comprese le scuole elementari parificate e sussidiate e le scuole secondarie e di istruzione artistica pareggiate, legalmente riconosciute e convenzionate, sono validi a tutti gli effetti, ai sensi dell'articolo 28 della legge 16 maggio 1978, n. 196.
Nella Regione Valle d'Aosta sono redatti in lingua italiana e in lingua francese:
a) le schede personali e gli attestati di cui agli artt. 4 e 9 della legge 4 agosto 1977, n. 517 e ogni altra documentazione ritenuta necessaria in attuazione della predetta legge, secondo i modelli approvati con decreto del Ministro per la pubblica istruzione ai sensi dell'art. 14 della legge medesima;
b) le pagelle scolastiche degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado e artistica, i diplomi di licenza, di maturità, di abilitazione e di qualifica professionale, secondo i corrispondenti modelli approvati dal Ministro per la pubblica istruzione ai sensi delle norme vigenti.
L'Assessore regionale alla pubblica istruzione stabilirà con proprio decreto il testo in lingua francese delle schede personali, degli attestati, delle pagelle e dei diplomi, corrispondente al testo italiano approvato dal Ministro della pubblica istruzione, nonché le norme per il servizio di distribuzione. I predetti modelli devono recare l'intestazione: "Repubblica Italiana - Regione Autonoma della Valle d'Aosta - Région Autonome de la Vallée d'Aoste".
Alla stampa e alla fornitura delle schede personali, degli attestati, delle pagelle e dei diplomi bilingui, di cui ai precedenti commi, provvede l'Amministrazione regionale.
Articolo 2
Il rilascio della scheda personale, degli attestati e dei diplomi bilingui agli alunni delle scuole elementari e medie della Regione, di cui al precedente articolo, è gratuito.
Della medesima agevolazione godono gli alunni delle scuole elementari parificate e sussidiate della Regione e gli alunni delle scuole secondarie pareggiate e legalmente riconosciute della Regione.
Il prezzo di vendita delle pagelle scolastiche e dei diplomi è fissato dall'Assessore regionale alla pubblica istruzione in misura non superiore a quello stabilito dal ministero della pubblica istruzione per le corrispondenti scuole statali.
Articolo 3
I proventi derivanti dalla vendita delle pagelle e dei diplomi scolastici saranno introitati, negli importi annualmente accertati sulla base di quanto previsto dal 3° comma del precedente articolo 2, al capitolo 235 "Proventi e recuperi diversi" della parte Entrata del bilancio di previsione per l'anno 1979 ed al corrispondente capitolo dei bilanci per gli anni successivi.
Articolo 4
L'onere di Lire settemilioni, derivante dall'applicazione della presente legge, graverà sul capitolo 6785 che si istituisce nella parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1979.
Alla copertura dell'onere di cui al precedente comma si provvede mediante riduzione di pari importo dello stanziamento iscritto al capitolo 6780 della parte Spesa del bilancio di previsione per l'anno 1979.
Per gli anni futuri, le spese saranno iscritte con la legge di approvazione dei corrispondenti bilanci.
Articolo 5
Al bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1979 sono apportate le seguenti variazioni:
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Parte Spesa |
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Variazioni in diminuzione: |
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Cap. 6780 |
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"Spese per l'acquisto di materiale didattico di consumo per le esercitazioni pratiche e spese d'ufficio e per materiale di pulizia nelle scuole di ogni ordine e grado" |
L. |
7.000.000 |
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Variazioni in aumento: |
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Cap. 6785 |
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di nuova istituzione: "Spese per la stampa delle pagelle e dei diplomi scolastici (legge regionale) |
L. |
7.000.000 |
Articolo 6
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Autonoma Valle d'Aosta.
Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore alla Pubblica Istruzione, Maria Ida Viglino.
M. Ida Viglino (U.V.) - Cette loi, cette proposition de loi régionale donc est simplement l'application de l'article 38 du Statut Spécial et du dernier paragraphe de l'article 28 des décrets d'application sur le Statut spécial de la Vallée d'Aoste, c'est-à-dire de la loi 16 mai 1978, n° 1916.
Par cette loi - la relation d'ailleurs le dit clairement - nous avons adapté le comma, le paragraphe de l'article 28 aux conditions actuelles de l'école valdôtaine, parce que, depuis que les écoles sont devenues régionales, il est évident que l'Etat devait par une loi reconnaître les titres d'étude que nos écoles décernent aux élèves et, à la suite de la discussion qu'il y a eue dans la Commission de l'Instruction Publique, je présenterai deux amendements, qui d'ailleurs seront mis tout de suite en distribution pour simplement éclaircir quelque chose qui n'était pas encore très claire sur notre texte: deux amendements à l'article 2 et, pour le restant, la relation est extrêmement claire, donc je suis quand même à disposition pour des éclaircissements futurs. A l'article 2, au deuxième paragraphe, nous remplaçons les paroles: "scuole secondarie" avec les paroles "scuole medie" et au troisième paragraphe nous ajoutons après les paroles: "e dei diplomi" les paroles: "degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado e artistica". Ceci pour éclaircir que les documents sont, disons, remis gratuitement s'il s'agit della scuola d'obbligo, c'est-à-dire des écoles élémentaires et de l'école moyenne, tandis que nous faisons payer le prix, le coût des documents lorsqu'il s'agit des écoles secondaires et en cela nous agissons dans toutes les autres écoles du territoire italien.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Cout. È aperta la discussione generale, poi vogliono iscriversi...intanto ha la parola il Consigliere Cout.
Cout (P.C.I.) - Avevamo già espresso in Commissione il nostro parere e quindi aggiungerò ben poco, anche penso per l'importanza abbastanza relativa del provvedimento in sé stesso, anche se può essere visto e collocato in un discorso che è molto più ampio: quello della salvaguardia e della valorizzazione delle nostre particolarità etniche e linguistiche.
Una riflessione, se mi è concessa, è un discorso quest'ultimo che sovente viene sollevato per esaminare alcuni aspetti e sarebbe molto interessante riuscire ad esaminarlo invece una volta tanto nel suo contesto globale per riuscire a dare un giusto peso e una giusta collocazione ai vari volti del problema. Non so se ne avrà l'occasione il Consiglio, o quanto meno la Commissione, ma reputo estremamente interessante ed importante il dibattito, tipo quello che abbiamo avuto ultimamente sul patois o su tali questioni in generale.
Per tornare al provvedimento in sé, noi siamo d'accordo per attuare l'articolo 38 dello Statuto quando dice al secondo comma che "gli atti pubblici possono essere redatti nell'una o nell'altra lingua"; io direi comunque che il provvedimento riveste un carattere abbastanza formale, anche perché penso che non sia questa una novità per la nostra Regione: quella della doppia intestazione in italiano e in francese, come non pensiamo ci sia grossa differenza se queste pagelle o questi diplomi, questi attestati vengano stampati dall'Istituto Poligrafico dello Stato nella nostra Regione. Diciamo che non va ad intaccare la sostanza del problema più generale, ecco una cosa che potrebbe invece sollevare delle perplessità in questo progetto di legge è che ancora una volta viene delegato ad un decreto dell'Assessore lo stabilire il testo e le norme per la distribuzione, e fin qui potrebbe andare tutto bene, ma direi che viene tralasciata una questione che in qualche modo potrebbe sollevare dei problemi: è la questione che concerne la compilazione delle schede e dei vari attestati, questione che era stata sollevata in Commissione.
Esistono dei problemi, direi, per la notevole mole di lavoro per gli insegnanti, anche solo per la compilazione in italiano delle schede, ad esempio, per cui la compilazione bilingue rivestirebbe dei problemi di lavoro, tempo e burocratici non indifferenti, con il pericolo poi che nel caso queste schede o pagelle...siano gli alunni che devono trasferirsi in altre parti, in altre Regioni...potrebbe anche creare dei problemi di comprensione. Su questo aveva concordato anche l'Assessore in Commissione, anzi mi sembra fosse un'osservazione che in qualche modo era stata fatta dall'Assessore. Manca, direi, anche nella legge un'indicazione abbastanza precisa che nel decreto di cui si fa cenno...l'Assessore potrà dare queste disposizioni, quindi vorremmo che in questo senso ci sia un impegno abbastanza preciso dell'Assessore. Siamo naturalmente d'accordo sugli emendamenti che l'Assessore ha poi proposto.
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola sulla discussione generale? Nessun altro chiede la parola? La parola al Consigliere Salvadori.
Salvadori (U.V.) - ...d'ordre technique sur la relation de l'Assesseur, là où on dit: "...sia, infine, previe opportune intese, all'Istituto Poligrafico dello Stato...", c'est-à-dire on ne peut pas les faire ici sans demander, sans "previe intese"?
Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola in discussione generale? Allora consideriamo chiusa la discussione generale, non c'è più nessuno iscritto a parlare.
Per le conclusioni la parola all'Assessore alla Pubblica Istruzione, Maria Ida Viglino.
M. Ida Viglino (U.V.) - La question du décret de l'Assesseur est simplement parce que sur le plan national c'est le Ministre qui fait le décret pour, disons, les imprimés qui doivent être distribués et, d'autre part, nous savons que seulement les actes des Autorités de la justice doivent être rédigés en italien, mais nous n'imposons rien à personne, disons dans le cas de ce que nous appelons "le schede" le professeur peut rédiger très bien en italien son jugement, ou bien, s'il veut le faire en français, il peut le faire en français.
Evidemment en ce qui concerne...si un enfant, un élève doit se déplacer dans une autre école, il peut très bien demander le jugement qui a été fait en français soit transcrit en italien, mais nous n'obligeons pas de faire tout en français et tout en italien. D'autre part, pour la demande de Monsieur Salvadori, nous avons déjà pris des contacts avec l'Institut Poligrafico dello Stato, parce que nous retenons que, en ce qui concerne des documents qui restent ici en Vallée d'Aoste, nous pouvons très bien les imprimer nous mêmes, mais pour les diplômes nous préférons que ce soit le Poligrafico pour éviter que l'on puisse les imiter, par exemple. C'est le seul motif qui a fait que nous avons pris des contacts...voilà, la contrefaçon, comme dit justement le Président, pour éviter des contrefaçons dans les diplômes de fin d'étude des écoles moyennes et de fin d'étude des écoles secondaires. Alors probablement, certainement les diplômes nous seront fournis par cet Institut.
Dolchi (P.C.I.) - Passiamo all'esame della legge, articolo per articolo. Per quanto riguarda l'articolo 1, ci sono richieste di chiarimenti?
Articolo 1. Qualcuno chiede la parola sull'articolo 1? Metto in approvazione... La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Per dichiarazione di voto sull'articolo 1 e sui seguenti: io non credo che questo disegno di legge sia di importanza secondaria, ha una sua rilevanza, perché evidentemente è espressione di una certa impostazione di politica linguistica. Noi avremmo voluto avere il tempo per articolare una posizione precisa e discussa, diciamo così, sufficientemente anche con altri componenti del nostro Movimento su questo disegno di legge; non essendoci stata questa possibilità, il voto sarà contrario rispetto alle modalità con cui è stato presentato il disegno di legge.
Dolchi (P.C.I.) - Altri? Metto in approvazione, per alzata di mano, l'articolo 1 del disegno di legge regionale n. 91. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: trentadue
Votanti: trentadue
Maggioranza: diciassette
Favorevoli: trentuno
Contrari: uno
Il Consiglio approva.
Articolo 2. All'articolo 2 ci sono i due emendamenti che sono stati illustrati dall'Assessore Viglino e che hanno - mi sembra - trovato il consenso di quanti sono intervenuti. La Presidenza propone di metterli entrambi all'approvazione con un'unica votazione; ci sono obiezioni? Allora il primo emendamento riguarda la sostituzione delle parole "scuole secondarie" con le parole "scuole medie"; il secondo emendamento riguarda l'aggiunta al terzo comma, dopo le parole: "e dei diplomi", delle parole: "degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado e artistica". Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: trentuno
Votanti: trenta
Favorevoli: trenta
Astenuti: uno (Riccarand)
Il Consiglio approva all'unanimità.
Metto quindi in approvazione l'articolo 2 con i due emendamenti che sono stati testé approvati. Chi è d'accordo per l'approvazione dell'articolo 2 emendato quindi è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti: trentuno
Votanti: trenta
Favorevoli: trenta
Contrari: uno
Il Consiglio approva.
Articolo 3. Stesso risultato.
Articolo 4. Stesso risultato.
Articolo 5. Stesso risultato.
Articolo 6. Stesso risultato.
Ci sono dichiarazioni di voto? Mozione d'ordine del Presidente della Giunta, Andrione.
Andrione (U.V.) - Simplement pour gagner du temps, et je crois qu'il serait inutile de faire une enquête pour découvrir le petit lutin qui, depuis quelque temps, joue avec la petite boule noire et blanche, et cetera...je crois que M. Riccarand soit d'accord avec moi.
Je demande alors formellement que le Conseil vote pour voter tout de suite avec les fiches "oui", "non" doublement cachetées.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Leggendomi un pochino il Regolamento, mi sono imbattuto in un articolo 69 in cui sono precisate le modalità per la votazione a scrutinio segreto e vedo che l'unica modalità che è prevista per la votazione a scrutinio segreto è quella con le due palline: una bianca e una nera. Non è contemplata la possibilità di una votazione sulla scheda e penso che questo a ragione non sia contemplato, perché evidentemente la votazione sulla scheda in cui si scrive e non si fa soltanto una croce non è...non garantisce una sufficiente segretezza, quindi, in base al Regolamento, l'unica possibilità di votazione è quella con la pallina, quindi secondo me... Non vedo cosa si può mettere in votazione e non si può votare in base alla scheda, perché il Regolamento non prevede...l'unica forma di votazione a scrutinio segreto è quella con le palline, allora, se si vuole votare con la scheda, si vuol fare un'ulteriore infrazione al Regolamento, ma penso che a questo punto non regge più niente qui dentro, perché siamo nell'illegalità totale. Non si può...leggo l'articolo 69: "per la votazione a scrutinio segreto, il Presidente del Consiglio precisa i termini e il significato della votazione, ordina l'appello nominale dei Consiglieri e fa consegnare ad ogni votante due palline: una bianca ed una nera. Le urne devono essere poste all'interno della sala consiliare in posizione idonea in modo da garantire l'assoluta segretezza del voto, la pallina bianca costituisce voto favorevole, quella nera voto contrario. Il Consigliere Segretario del Consiglio, con l'assistenza di tre scrutatori, procede al computo delle palline bianche e nere raccolte nell'urna delle votazioni a controllo...palline raccolte nell'urna dei resti". Non è prevista nessun'altra modalità per la votazione a scrutinio segreto, quindi...penso che questa sia lasciata ai criteri di votazione dei Consiglieri...
Dolchi (P.C.I.) - Credo che anche in questo caso ci sorregga la lunga pratica e la lunga prassi di questo Consiglio che ormai ha superato i trent'anni di attività. Ritengo che non si possa non fare, ai sensi dell'articolo 69, la votazione per scrutinio segreto con le palline, però, come è già stato dimostrato in tante occasioni negli anni passati e anche in queste ultime giornate, in quest'ultima giornata, penso che, quando l'impossibilità di realizzare l'esito della votazione con le palline sia evidente, si possa passare ad altri metodi che il Consiglio di volta in volta - e nella giornata di oggi - si è dato con la votazione con schede, che non è prevista dal Regolamento, ma neanche è esclusa, per cui, purché sia una votazione segreta, rientra nelle potestà del Consiglio. Quello che ritiene invece la Presidenza è che si debba comunque fare una prima votazione a scrutinio segreto con le palline per dimostrare l'impossibilità di verificare il risultato e quindi passare all'altra votazione stabilita dal Consiglio.
PRIMA VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
...la votazione segreta con le palline è considerata nulla, perché non corrispondono i numeri delle palline messe nell'urna dei voti con quelle delle palline messe nell'urna dei resti.
Ha chiesto la parola, per mozione d'ordine, il Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Io mi oppongo alla votazione appellandomi al Regolamento, perché l'articolo 69, che ho letto prima, prevede la votazione a scrutinio segreto solo attraverso le palline. L'unica eccezione a questo articolo è quella prevista dall'articolo 78, "Modalità di elezioni", in cui si prevedono le schede segrete soltanto per le elezioni per la nomina degli organi del Consiglio e dei membri della Giunta, che debbono essere effettuate mediante scrutinio a schede segrete...debbono previamente essere effettuate mediante scrutinio a schede segrete, qualora le loro designazioni siano espressamente demandate al Consiglio, le elezioni per le nomine o la designazione a cariche pubbliche...e per le nomine o designazioni di rappresentanti...in seno a Commissioni, Consigli di amministrazioni di altri enti e società...ecco, e poi in seguito a questo articolo, precisano le caratteristiche di avere la scheda...
Non è però assolutamente contemplato dal Regolamento il ricorso alla votazione tramite scheda sui disegni di legge, sui progetti di legge. Io, quindi, sono estremamente contrario al fatto che si faccia una votazione attraverso le schede: si tratta di un formalismo, di una cosa che molti riterranno stupida, però, visto che la Giunta ha dimostrato un atteggiamento di totale indifferenza nei confronti di quelli che sono i pensieri, il modo di lavorare, quello che possono...il tempo che hanno bisogno i Consiglieri per esprimere il loro parere...
Ecco, io credo che a questo punto non si possa accettare un'ulteriore infrazione al Regolamento, io mi oppongo e, se si insisterà, si farà votare attraverso le schede segrete, evidentemente cercherò tutti gli strumenti opportuni anche in sede legale per far ricorso contro questo tipo di votazione.
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, io ho richiamato prima all'attenzione del Consiglio il fatto che già nel passato, essendosi verificati dei fatti che non permettevano con le palline di giungere ad un risultato, perché la votazione non avveniva secondo le regole prescritte dal Regolamento, tenuto conto che il Regolamento se prevede la votazione per palline, non prevede né sanzioni, né tanto meno accorgimenti per evitare che questo tipo di votazione così come prescritta dal Regolamento avvenga, si è di volta in volta cercato - e l'esempio non è solamente valdostano, ma è anche siciliano e di altre Regioni - degli accorgimenti che, pur mantenendo la segretezza del voto, assicurassero l'effettuazione del voto. Se è vero che da una parte il Regolamento tutela, cautela e le minoranze e le maggioranze che sono presenti in Consiglio, è anche altrettanto chiaro che il Consiglio deve essere in grado con il Regolamento che si è dato di funzionare, ma se questo Regolamento non permette al Consiglio di funzionare per ostruzionismo - perché qui non si tratta di errore, ma si tratta di vero e proprio ostruzionismo - il Consiglio ha anche la possibilità...ad avviso della Presidenza, se i colleghi della Presidenza lo ritengono, possiamo interrompere i lavori, in modo da avere uno scambio di idee in proposito o anche con la Commissione del Regolamento...
La Presidenza però ritiene che il Consiglio possa, per quelle norme che il Regolamento non contiene, istituire delle decisioni ad hoc per fare in modo che i lavori del Consiglio possano procedere; se no, ci troveremmo di fronte ad un'impossibilità del Consiglio di votare per palline, per schede segrete, perché è chiaro che la possibilità di mettere due palline o nell'urna dei resti, o nell'urna dei voti esiste, pertanto il Consiglio potrebbe non avere la possibilità di funzionare. Se il Consiglio ritiene, quindi l'Ufficio di Presidenza può convocarsi immediatamente e anche la Commissione del Regolamento, che è prescritto per Regolamento è chiamata a dirimere eventuali dubbi.
La parola al Consigliere Lustrissy.
Lustrissy (D.P.) - Io sono d'accordo sulla proposta finale del Presidente del Consiglio, cioè, dato che il problema è stato posto in termini di chiarimento ufficiale da parte del Consigliere Riccarand, non ritengo sia giusto un tipo di risposta che sostanzialmente affermi che tutte le volte che il Consiglio, in base al Regolamento che si è dato, si trova nell'impossibilità di funzionare, si debba arrivare ad una rottura del Regolamento senza aver prima "determinato" questa rottura con i modi previsti della revisione del Regolamento. Io sono d'accordo sulla procedura che è stata indicata, perché evidentemente dal momento che viene posto il problema, il problema deve trovare soluzione nell'iter formativo del Regolamento, non c'è altra soluzione, secondo me, perché se tutte le volte che il Consiglio si trova in situazione di impasse, arriva a rompere questo argine di Regolamento, sarebbe troppo facile allora con un colpo di maggioranza sovvertire il Regolamento e stabilire un nuovo sistema regolamentare del Consiglio.
La revisione del Regolamento deve cioè essere preceduta da tutta una serie di atti che il Regolamento prevede, perciò io sono d'accordo, e saremmo d'accordo, con la proposta del Presidente del Consiglio di sospendere il Consiglio, di convocare la Conferenza prevista e che si arrivi a dare una soluzione al problema, perché di questo passo tutte le volte che si pone il problema della seconda volta...oggi che il Consigliere Riccarand ha sollevato il problema...dicendo che il problema è fondato e non si può affrontare a termini di maggioranza o di minoranza: il problema va risolto con la procedura prevista per la modifica del Regolamento. Con questo si può anche ritenere che il Regolamento al limite sia modificabile in qualsiasi modo, anche con l'abolizione della votazione a scrutinio segreto, però bisogna modificare il Regolamento.
Andrione (U.V.) - Je voudrais savoir si la majorité doit attendre les ordres de quelqu'un qui joue...elle ne peut pas voter, parce que quelqu'un applique le Règlement dans le sens qui met deux boules dans...en tout cas, nous n'acceptons pas la suspension des travaux, qu'on vote, une majorité se dégagera et puis cette majorité sera libre de voter comme elle veut.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Lustrissy.
Lustrissy (D.P.) - Mi pare che con questa affermazione del Presidente della Giunta il problema diventi più grave di quel che sembra in apparenza. In quanto non accetto, come l'ho detto prima, questo tipo di impostazione, perché sarebbe estremamente semplice tutte le volte che fa comodo modificare il Regolamento in un modo...anche considerando...non è il caso di parlare di sovranità del Consiglio, ma diciamo così di determinazione del Consiglio. La procedura di revisione del Regolamento è semplicissima: basta che la proposta sia iscritta all'ordine del giorno del Consiglio e che il Regolamento venga modificato, perché la rottura del Regolamento di volta in volta è inammissibile ed è illegittima. Eh no! La proposta di modificazione deve essere presentata nei modi dovuti alla Presidenza del Consiglio affinché il Consiglio discuta sull'argomento e provveda ad esprimere le sue determinazioni in ordine alla proposta che gli viene presentata, altrimenti sarebbe troppo comodo!
La parola al Presidente della Giunta, Andrione.
Andrione (U.V.) - La loi est inscrite à l'ordre du jour, qu'on vote.
Dolchi (P.C.I.) - Io vorrei...
(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)
Andrione (U.V.) - Moi aussi je connais le Règlement!
Dolchi (P.C.I.) - ...vorrei fare solamente un'osservazione di carattere generale: la legge è stata quasi votata all'unanimità per votazione palese; ci troviamo di fronte all'articolo 69, che riguarda la votazione segreta, non si parla di altro tipo di votazione, non si esclude che il Consiglio possa deciderlo questo tipo di votazione, è già stato fatto innumerevoli volte.
Secondo me, la preoccupazione che dovrebbe esistere da parte di tutti i Consiglieri è che, come è scritto all'articolo 69, la votazione sia a scrutinio segreto. Qui si parla solo di palline ma, visto che con le palline non riusciamo ad arrivare alla conclusione - perché sono tutte nulle, stessimo qui fino a mezzanotte, le votazioni sarebbero sempre nulle -, il problema allora è: il Consiglio ritiene, per il suo prestigio, per la sua attività, che si compia questo atto che riguarda l'approvazione del punto n. 24 dell'ordine del giorno, per cui già con la votazione palese si è manifestato? Secondo me, queste garanzie il Consiglio può averle e la proposta che faccio è che, pur accettando la proposta del Consigliere Lustrissy, e che queste cose siano immediatamente prese in esame dalla Commissione del Regolamento - che è quella che può presentare, in base all'esperienza della vita consiliare, le proposte di variazione al Regolamento -, si giunga però alla votazione della legge iscritta al punto n. 24, garantendo la segretezza del voto, perché mi sembra che è questo che il Regolamento voleva assicurare ai Consiglieri...votando per scheda... E se c'è un dubbio...che può esserci, è che votando al posto può essere vista la scheda come viene votata, per cui, senza alterare minimamente lo spirito del Regolamento, che è quello di assicurare la votazione a scrutinio segreto, ma garantendo che questo voto possa essere il voto che il Regolamento stabilisce...debba essere però regolare...
La proposta che fa la Presidenza è di votare con scheda, che viene ritirata dal Consigliere Segretario, la votazione avviene nella, chiamiamola, cabina e la scheda viene rimessa nell'urna. In questo modo viene garantita la votazione segreta, viene garantito il fatto che il Consigliere può esprimere con un "sì", o con un "no", invece che con la pallina, il proprio pensiero e che comunque non possono esserci degli ostruzionismi, che, se non sono previsti dal Regolamento, d'altra parte non sono quelli che sono gli ostruzionismi parlamentari, perché vorrei ricordarvi che, se esiste nella vita parlamentare la possibilità dell'ostruzionismo, l'ostruzionismo avviene presentando duecento emendamenti, presentando facendo le dichiarazioni di voto ad ogni articolo, o cose di questo tipo, ma rispettando quelle che sono le regole fondamentali per quello che riguarda, ad esempio, la votazione. Mi sembra che non violiamo l'articolo 69 se non votiamo con le palline, ma votiamo con la scheda assicurando tutti i Consiglieri, quelli che votano a favore, quelli che votano contro, di poter votare in modo segreto: questo è il pensiero della Presidenza, poi alcuni Consiglieri insistono e io allora sospendo la seduta e convoco l'Ufficio di Presidenza.
La parola al Consigliere Lustrissy.
Lustrissy (D.P.) - Vorrei chiarire ancora qual è il nostro pensiero sul problema, perché stamattina il problema non è stato posto da nessuno e si è accettata di fatto una votazione alternativa alla votazione prevista dal Regolamento, ma, dato che la questione è stata posta, secondo noi, la procedura deve essere di revisione del Regolamento, per cui sulla proposta del Presidente del Consiglio di procedere con una votazione alternativa noi ci asteniamo dalla votazione, perché non riteniamo che la proposta sia accettabile per questi motivi.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Qui, se vogliamo, c'è una questione di carattere tecnico: è il problema delle modalità della votazione. Ora, è chiaro che passare dalla votazione segreta attraverso palline alla votazione segreta attraverso schede significa applicare una modalità che non è prevista dal Regolamento e quindi richiede una revisione dello stesso secondo i tempi che sono previsti per questa revisione. Se il Regolamento è inadeguato a fermare un'azione di ostruzionismo, a regolamentare un tipo di votazione che sia inequivocabile, evidentemente si tratta di modificarlo nei punti in cui va modificato. Non è però solo una questione tecnica: è una questione politica, perché qui chi ha determinato questa situazione è la Giunta: è la Giunta che ha sistematicamente prevaricato, ma già da tempo si andava dicendo...io ed altri Consiglieri abbiamo detto che non si può concepire un rapporto fra Giunta e Consiglio come lo concepisce l'attuale Giunta, nel senso che sistematicamente i Consiglieri vengono tenuti all'oscuro, vengono portati a conoscenza di disegni di legge, come quello sull'IMVA, il giorno prima che siano votati, poi si è arrivati a questo Consiglio con una Giunta che ha iscritto...ha fatto iscrivere, in violazione chiara al Regolamento, 13 disegni di legge di una grossa importanza, alcuni dei quali richiedevano da soli settimane e settimane di studi...e impone ai Consiglieri di alzare la mano su queste cose: ecco questa è la sostanza politica.
Ora, la responsabilità di questa cosa non è di qualcuno che fa ostruzionismo, è l'atteggiamento della Giunta, che, invece di esserci 35 Consiglieri in Valle d'Aosta, ce ne sono sette o otto: quelli che sono seduti su quel banco. Io credo che questa sia la sostanza, al di là del problema tecnico sul fatto di come si deve votare, non a caso questo problema non si era mai presentato fino adesso, perché evidentemente c'era un certo tipo di rapporto, si cercava di andare...visto che la cocciutaggine, la prevaricazione da parte della Giunta, invece che diminuire, aumenta sistematicamente...beh, allora a questo punto incominciamo ad usare anche il Regolamento per difenderci come Consiglieri!
Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, in base all'articolo 25, alla Commissione per il Regolamento è demandato il parere sulle questioni di interpretazione e la soluzione di eventuali conflitti, per cui la seduta è sospesa. La Commissione per il Regolamento è convocata immediatamente nella sala qui vicino delle Commissioni. Spetterà alla Commissione per il Regolamento dirimere, come prescritto dall'articolo 25, questo problema. I colleghi della Commissione per il Regolamento - Lustrissy, Tonino, i gruppi singoli e Manganone - sono convocati nella sala.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,55 alle ore 19,30.
Dolchi (P.C.I.) - Riprendiamo i lavori.
Informo il Consiglio sul dibattito che c'è stato in sede di Commissione di Regolamento in merito all'interpretazione degli articoli 76 e 69 riguardanti la votazione a scrutinio segreto, ricordando che all'articolo 76 si dice: "qualora si verifichino irregolarità nelle votazioni o segnatamente qualora nelle votazioni a scrutinio segreto il numero dei voti e dei resti risulti non rispondente al numero delle palline distribuite ai votanti, la votazione è dichiarata nulla e si procede a nuova votazione". La Commissione per il Regolamento pertanto, ritenendo che la prima votazione - che è già stata fatta, ai sensi dell'articolo 69 - possa essere risultata nulla per un errore, intende verificare la validità della votazione segreta con una seconda votazione per palline; dopodiché ritiene che la prassi che è stata seguita nel corso di questi anni e anche oggi, se ha il consenso della maggioranza, se perlomeno non ci sono 18 Consiglieri che siano contrari alla prassi...e dico 18, perché è maggioranza qualificata che può, diciamo così, variare il Regolamento...si proceda per schede, come è stato proposto dalla Presidenza prima e cioè con votazione "sì" o "no" nell'urna e poi con l'immissione della scheda davanti al Consigliere Segretario. La Commissione per il Regolamento ritiene però che il problema non possa essere risolto da questa interpretazione che si richiama ad una prassi, ma che debba essere immediatamente modificato il Regolamento, per cui domani mattina in sede d'urgenza, con assoluta urgenza, all'articolo 76 sarà proposto un secondo comma nel quale si preciserà come in seguito a due votazioni che risultino nulle per irregolarità nei resti che non corrispondono al numero delle palline distribuite ai votanti, ci sarà una votazione alternativa e cioè sia precisato nello stesso articolo 76 quella forma che oggi il Consiglio ha già adottato e che è già stata adottata negli anni passati. Questo è il risultato della riunione della Commissione per il Regolamento, di modo che il Consiglio abbia tutte quelle garanzie che sono dovute a norma di Regolamento. Ci sono obiezioni?
Per quanto concerne la legge n. 91, come è stato indicato dalla Commissione per il Regolamento, si procede ad una seconda votazione per palline.
SECONDA VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO
Essendo nulla anche la seconda votazione per palline, in seguito all'accordo e all'interpretazione data dalla Commissione per il Regolamento, ai sensi dell'articolo 76 si propone di passare alla votazione per schede, a meno che, seguendo la prassi, quindi rifacendosi...a meno che non ci siano 18 Consiglieri che siano contrari a questa procedura.
La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Io sono evidentemente contrario al ricorso alla prassi in questa occasione, anzitutto perché potrebbe costituire un precedente pericoloso per distorcere le norme del Regolamento; in secondo luogo perché la maggioranza del Consiglio regionale, la Giunta regionale ha dimostrato in questa occasione di non voler affrontare il problema nei suoi termini politici, ma di voler semplicemente imporre le sue posizioni contando sul numero della maggioranza e non sulla validità delle argomentazioni.
Dolchi (P.C.I.) - Ci sono altri Consiglieri sulla posizione del Consigliere Riccarand?
La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - ...se condividiamo i motivi che hanno portato Riccarand ad atteggiamenti di questo tipo...perché la critica l'abbiamo fatta anche noi...evidentemente il funzionamento del Consiglio, delle istituzioni è per noi una cosa molto importante! Crediamo che la prassi abbia la sua importanza in casi come questo, quando cioè c'è da risolvere rapidamente un problema e quando c'è l'impegno manifestato da parte della Commissione per il Regolamento di andare immediatamente però anche alla revisione del Regolamento stesso, per cui in questo caso noi siamo d'accordo che venga usata la prassi.
Dolchi (P.C.I.) - Ci sono altri? I componenti della Commissione per il Regolamento confermano quello che io ho detto? La parola al Consigliere Lustrissy.
Lustrissy (D.P.) - Come già precisato, a condizione che ci sia questa proposta al prossimo Consiglio di modifica del Regolamento, accettiamo la votazione che riconosca che il Consiglio si è comportato in un certo modo nel corso dei suoi lavori.
Dolchi (P.C.I.) - La Presidenza assicura che entro questa sera i componenti della Commissione del Regolamento avranno il testo del secondo comma dell'articolo 76 che si propone, in modo che possa essere iscritto d'urgenza ed eventualmente votato domani mattina. Mi sembra che non ci siano...volete che verifichiamo? Allora verifichiamo l'inverso: allora chi è contrario, contro la prassi che abbiamo attuato in questa giornata e altre volte nel passato, è pregato di alzare la mano; chi è invece d'accordo che per questa votazione, relativa al punto n. 24 dell'ordine del giorno, si segua la prassi, cioè che dopo due votazioni nulle con le palline si proceda per schede, è pregato di non alzare la mano.
Esito della votazione:
Presenti: trenta
Votanti: trenta
Favorevoli: uno
Contrari: ventinove
Il Consiglio non approva.
Il Consiglio concorda di seguire la prassi e quindi di effettuare una terza votazione a schede segrete.
Possiamo procedere alla votazione per schede.
Ci va un chiarimento, che sarà anche fatto domani nell'aggiunta che si propone all'articolo 76: siccome con questa votazione alternativa vi è la possibilità di usare la scheda bianca, quindi non esiste più solamente il "sì" con la pallina bianca e il "no" con la pallina nera, ma esiste il "sì" scritto, il "no" scritto, e la scheda bianca, io ricordo che all'articolo dello Statuto che supera quindi quello del Regolamento...un provvedimento deve essere adottato a maggioranza dei presenti: per essere più chiaro ancora, i "sì" devono essere a maggioranza dei presenti, considerando quindi come voti negativi nel conteggio le astensioni, i "no" e le schede bianche, cioè sia chiaro, a norma di Statuto, ci devono essere tanti "sì" quant'è la maggioranza più uno dei presenti. Se non ci sono più dubbi, possiamo procedere alla votazione.
TERZA VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO CON SCHEDE
Esito della votazione:
Presenti: trenta
Votanti: trenta
Maggioranza: sedici
Favorevoli: ventisei
Contrari: quattro
Il Consiglio approva.
Il Consiglio approva il soprariportato disegno di legge n. 91.
Si passa alla trattazione del punto n. 25 dell'ordine del giorno.
