Oggetto del Consiglio n. 376 del 13 luglio 1979 - Verbale

OGGETTO N. 376/79 - Disegno di legge regionale concernente: "Norme di attuazione del primo comma dell'articolo 12 della legge 29 giugno 1977, n. 349".

L'art. 12 della legge 29 giugno 1977, n. 349, nell'affermare il diritto dei medici operanti negli ospedali, nei policlinici convenzionati e negli istituti a carattere scientifico all'esercizio della libera attività professionale, attribuisce alle Regioni la competenza a disciplinare tale esercizio, stabilendone modalità e limiti.

Poiché lo stesso art. 12 ha abrogato, a far tempo dal 1° luglio 1977, il quinto comma dell'art. 7 della legge 17 agosto 1974, n. 386, che stabiliva i limiti massimi dei proventi anche per attività libero professionale dei medici degli ospedali e dei policlinici convenzionati, si pone pertanto con urgenza la necessità che le Regioni provvedano alla emanazione di norme legislative in ordine a modalità e limiti dell'esercizio della libera attività professionale.

La norma statale e la futura legislazione regionale al riguardo si inseriscono, senza sostituirsi ma piuttosto integrandosi con esse, nel complesso delle norme che disciplinano altri aspetti peculiari del rapporto di lavoro (di impiego o di servizio) dei medici operanti negli istituti di ricovero e cura (tempo pieno e tempo definito, incompatibilità, divieto di attività in case di cura private, ecc...): è pertanto evidente che la disciplina della libera professione dovrà tener presenti tutti gli aspetti del rapporto di lavoro dei medici, aspetti che non compete ad essa modificare ma con i quali dovrà necessariamente raccordarsi.

L'esigenza che la disciplina regionale della libera attività professionale risponda a criteri di uniformità - sia pure nella diversità delle formulazioni legislative che ciascuna Regione riterrà di elaborare - ha suggerito agli Assessori regionali alla Sanità di predisporre di comune intesa uno schema di articolato di legge regionale che possa costituire traccia uniforme per l'attività legislativa delle Regioni.

Riunendosi a Roma il 4 novembre 1977 pertanto, gli Assessori regionali alla Sanità hanno costituito un gruppo di lavoro di collaboratori regionali al quale ha affidato il compito di elaborare detto articolato, che gli stessi Assessori hanno poi esaminato, discusso ed approvato nella riunione tenutasi a Roma il 5 dicembre u.s. e che hanno posto poi a base dell'analoga normativa prevista nel contratto del personale ospedaliero.

L'attribuzione alle Regioni della competenza a disciplinare l'esercizio della libera attività professionale non sembra contraddittorio con la necessità e l'opportunità che gli aspetti di carattere economico di tale attività (ed in particolare di quella c.d. "intramurale") siano - come per il passato - rimessi alla contrattazione collettiva nazionale, che - quantomeno per il personale medico degli ospedali e dei policlinici convenzionati - ha, nei precedenti accordi di lavoro, diffusamente e dettagliatamente approfondito e disciplinato l'argomento contribuendo in modo determinante ad una sua precisa definizione.

Per queste considerazioni l'articolato che è stato elaborato demanda agli accordi di lavoro la disciplina delle modalità di attribuzione ai medici dei proventi per le attività libero professionali esercitate all'interno delle strutture o per le quali l'Ente datore di lavoro sia in qualche modo coinvolto o interessato (come, ad esempio, nel caso di consulti resi da medici a "tempo pieno").

Per definire l'ambito di applicazione delle norme sulla libera attività professionale è necessario precisare, in sede di interpretazione dell'art. 12 della legge 349/1977, che cosa debba intendersi per libera attività professionale, quali siano i soggetti ai quali la norma è destinata ed in qual modo possa esercitarsi, da detti soggetti, la libera professione.

L'attività libero professionale viene quindi individuata quale attività prestata, dai medici cui detta attività non è inibita, in seguito a libera scelta da parte di pazienti che ne assumano direttamente l'onere, ed al di fuori degli obblighi derivanti dal rapporto di impiego o di servizio intercorrente tra il medico e l'istituto di ricovero e cura.

Affinché possa sussistere libera attività professionale debbono pertanto coesistere le seguenti condizioni:

- esercizio di attività al di fuori degli obblighi derivanti dal rapporto di impiego o di servizio;

- richiesta di prestazioni da parte di pazienti che ne assumano direttamente l'onere, ed in seguito a libera scelta degli stessi, cioè di scelta effettuata nella consapevolezza che l'attività richiesta è attività libero professionale e viene in quanto tale prestata al di fuori degli obblighi di servizio.

È dunque evidente che la sussistenza di uno solo dei due citati elementi non è sufficiente a configurare la libera attività professionale: il paziente pagante in proprio, infatti, può richiedere - assumendone il relativo onere - prestazioni nell'ambito dell'attività istituzionale della struttura, senza con ciò instaurare un rapporto libero professionale con il medico che, in ottemperanza agli obblighi di servizio, effettua la prestazione; così pure solo nei casi in cui la richiesta effettuata dal paziente sia libera e consapevole di essere effettuata in regime libero professionale potrà legittimamente configurarsi tale tipo di attività.

Le norme di attuazione dell'art. 12 della legge 349/1977 dovranno necessariamente riferirsi a tutta l'attività libero professionale esercitata dai medici ai quali la disciplina è rivolta; tale libera attività professionale è suddivisa in libera attività svolta all'interno delle strutture (intendendosi come tale la libera professione svolta nell'ambito dei presidi nei quali il medico è chiamato ad operare per obbligo di servizio) e libera attività professionale svolta - nei casi in cui l'esercizio di detta attività non è inibito al di fuori delle strutture (ambulatorio privato).

La precisazione delle condizioni necessarie affinché possa configurarsi la libera attività professionale e delle differenze, talvolta sottili, con l'attività istituzionale dei presidi nei quali i medici prestano la propria attività è evidentemente ancora più necessaria, e merita ancor più attenzione, nel caso di libera attività professionale svolta all'interno delle strutture, ove anche per ragioni di contiguità spaziale e temporale - occorre ancor più rendere evidenti e definiti (specialmente per gli utenti) i caratteri differenziali dell'attività istituzionale e dell'attività libero-professionale, in modo da evitare pericolose confusioni o il formarsi nei pazienti dell'erronea convinzione che l'attività di istituto possa prestarsi a manovre speculative a vantaggio di questo o di quell'operatore medico.

Tale necessità risulta ancor più evidente nei casi in cui carenze strutturali, organiche o organizzative della struttura potrebbero costituire un involontario incentivo ad un abnorme sviluppo della libera attività professionale. È vero che in tali casi non sussisterebbero, a ben vedere, tutti i requisiti caratterizzanti la libera attività professionale (o quantomeno quella "intramurale") in quanto la richiesta di prestazioni dei pazienti non deriverebbe da una libera e consapevole opzione tra due possibilità alternative, ma sarebbe chiaramente indotta dalla scarsa efficienza della struttura (che rende la scelta non libera e che in alcuni casi renderebbe insussistente la possibilità di scelta): la soluzione di tali casi, tuttavia, non potrebbe consistere nell'impedire arbitrariamente o nel mortificare l'esercizio della libera attività professionale, bensì nel fare chiarezza sui rapporti tra attività istituzionale ed attività libero professionale (anche in relazione all'impiego dei medici nella struttura ed all'assolvimento degli obblighi di servizio) e nel conferire alla struttura l'operatività e l'efficienza atte a porla in grado di assolvere al ruolo che alla stessa compete.

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Disegno di legge regionale n. 90

REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

Legge regionale ____________________ n. _________: Norme di attuazione del 1° comma dell'art. 12 della legge 29 giugno 1977, n. 349.

Il Consiglio regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Articolo 1

La presente legge disciplina modalità e limiti dell'esercizio della libera attività professionale prestata, a seguito di libera scelta del paziente che ne assume il relativo onere, dai medici degli ospedali presenti nella Regione, in un ambito diverso dall'attività istituzionale dell'Ente.

La libera attività professionale può essere prestata nell'ambito delle strutture sanitarie pubbliche e degli istituti in cui il medico è chiamato ad operare o al di fuori degli stessi, secondo le modalità previste dal successivo art. 5.

Articolo 2. Libera professione all'interno delle strutture.

Nell'ambito delle strutture di cui all'art. 1 la libera attività professionale può essere svolta dai medici dei servizi di diagnosi e cura, oltre il normale orario di lavoro:

a) in costanza di ricovero, subordinatamente alla esigenza primaria di garantire le funzioni istituzionali della struttura.

Gli spazi destinati a tale attività, distinti a specifici secondo quanto previsto dall'art. 47 del D.P.R. 27 marzo 1969, n. 130, vanno contenuti comunque nei limiti variabili dal 4 al 10 per cento del totale dei posti-letto, nel rispetto della competenza nosologica di ciascuna divisione o servizio e possono anche prescindere - in mancanza di camere separate - da riferimenti a livelli di confort alberghiero.

Dette attività vengono svolte in équipe e sono comprensive dei servizi connessi;

b) in regime ambulatoriale, usufruendo delle relative strutture, secondo modalità organizzative stabilite dall'amministrazione di appartenenza; tale attività libero-professionale deve svolgersi in orari diversi da quelli stabiliti per l'attività istituzionale.

La libera attività professionale intramurale è svolta nel quadro dei criteri generali di organizzazione dei servizi sanitari pubblici al fine di assicurare la piena ed omogenea funzionalità dei servizi stessi.

I sanitari con rapporto di lavoro a tempo pieno hanno priorità per l'esercizio della liberà attività professionale nell'ambito delle strutture sanitarie pubbliche.

Gli introiti della libera attività professionale di cui al presente articolo sono riscossi esclusivamente dall'amministrazione dalla quale il medico dipende.

Art. 3. Tariffe.

Le tariffe minime e massime per le prestazioni libero-professionali sono determinate dalla Giunta regionale.

Il tariffario è determinato in modo da consentire la preventiva conoscenza dell'onere massimo che il paziente dovrà sostenere.

Art. 4. Proventi della libera attività professionale svolta all'interno delle strutture e dei consulti di cui all'ultimo comma dell'art. 5.

Gli accordi di lavoro disciplinano le modalità di attribuzione ai medici dei proventi per la libera attività professionale e per i consulti di cui all'ultimo comma dell'articolo 5.

Art. 5. Libera professione all'esterno delle strutture.

Ai medici con rapporto di lavoro a tempo pieno è inibita, ai sensi delle vigenti disposizioni, qualsiasi attività professionale al di fuori delle strutture di cui al precedente art. 1.

Ai medici con rapporto di lavoro a tempo definito è consentito l'esercizio di libera attività professionale esterna secondo le modalità ed i limiti stabiliti dalla presente legge, dalle convenzioni uniche nazionali di cui alle leggi 29 giugno 1977, n. 349, e 23 dicembre 1978, n. 833, e nel rispetto degli obblighi derivanti dal rapporto di impiego.

Fermi restando i divieti già previsti dalla legislazione vigente, ai medici a tempo definito è preclusa l'attività professionale comunque prestata in strutture private convenzionate, gestite in forma societaria o cooperativa.

Ai medici con rapporto di lavoro a tempo pieno è consentita la prestazione, anche al di fuori della struttura, di consulti resi in favore di privati, purché da questi richiesti, salvo che in casi di estrema urgenza, tramite l'amministrazione di appartenenza e comunque dalla stessa autorizzati. In ogni caso il pagamento degli onorari dovrà essere obbligatoriamente effettuato tramite l'amministrazione di appartenenza.

Art. 6

L'amministrazione degli ospedali presenti nella Regione, nell'attuazione della presente legge, è tenuta ad informare gli assistiti, nelle forme più opportune, delle modalità di organizzazione ed esercizio della libera attività professionale svolta nell'ambito delle rispettive strutture.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Valle d'Aosta. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Dolchi (P.C.I.) - Il punto n. 23 è anche discutibile in quanto ha riportato il parere della Commissione Affari Generali in data 11 luglio (Filliétroz, Manganone, Nebbia, Salvadori e Tonino hanno espresso parere favorevole all'approvazione del provvedimento; il collega Pollicini, favorevole alla discussione in aula, si è riservato di esprimere in tale sede il proprio parere). Analogamente la Commissione Sanità ha espresso il proprio parere in data 10 luglio (parere favorevole dell'Assessore Rollandin e parere favorevole in linea di massima del collega Péaquin; Minuzzo si è riservato di esprimere il proprio parere in aula sostenendo di non avere potuto approfondire sufficientemente l'esame dell'argomento; Pollicini, favorevole alla discussione, si è riservato di esprimere il proprio parere in quella sede). Esistono comunque entrambi i pareri, l'Assessore Rollandin illustrerà quindi il disegno di legge n. 90.

La parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin.

Rollandin (U.V.) - Il provvedimento recepisce quanto è detto nell'Accordo nazionale unico di lavoro per il personale ospedaliero approvato il 17 febbraio 1979, che naturalmente poi ha seguito il suo iter, è stato portato in discussione o, meglio, a conoscenza nelle varie Regioni e nei vari organismi. Tra le funzioni che le Regioni hanno, in base anche all'articolo 47 della legge n. 833, che lo prevede espressamente, oltre alle altre leggi che sono citate, cioè le altre leggi precedenti, che dovevano naturalmente regolamentare l'attività di libera professione, specificando che cosa si intende per "libera professione"...ovviamente dando la possibilità di esercitare la libera professione negli ambiti pubblici, naturalmente che sono strutture...o strutture convenzionate, attualmente secondo determinati ambiti. Ora, questo - ripeto - recepisce in particolare l'articolo 58, dove sono riportate le due circostanze particolari: sia della situazione ospedaliera, con ricovero...naturalmente situazione che da noi è riportata...nel caso che succedesse un esubero...naturalmente con la possibilità di avere stanze per questo tipo di ricovero, cosa che difficilmente succederà, e l'altra invece che riguarda l'attività libero professionale che viene svolta nell'ambito degli ambulatori pubblici in orari differenziati, in orari diversi.

Riguardo alle tariffe, all'articolo 3 della legge è riportato: "sono determinate dalla Giunta regionale", c'è da aggiungere: "secondo quanto previsto dalle norme delle vigenti leggi in materia", come è riportato nell'articolo dell'accordo. Per il resto naturalmente c'è una regolamentazione che recepisce quanto è detto, quindi non c'è nessuna innovazione in particolare, l'unica cosa è che si vuole dare con questo la possibilità mentre non ci sono strutture pubbliche sufficienti...di svolgere l'attività libero professionale anche nell'ambito di queste strutture in orari differenziati e per il resto di avere un convenzionamento adeguato in modo tale che si sappia quanto ogni cittadino deve pagare per queste strutture specialistiche.

Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione generale. La parola al Consigliere Pedrini.

Pedrini (Ind. P.L.I.) - Signor Presidente, io devo dare atto all'Assessore alla Sanità sino ad oggi di aver svolto un lavoro egregio, eccetera; pur tuttavia, questa volta non posso condividere la sua impostazione per vari motivi: il primo è un motivo sindacale, qua, se fossero i medici degli operai della Cogne, o dei metalmeccanici di qualsivoglia genere, vedrei tutta la sparata di fronte a me perfettamente d'accordo nel rinviare, nell'accusare, nel difendere, nel fare le cose più strane pur di ottenere...siccome qua cambiamo leggermente ceto, evidentemente il Partito Comunista, e per esso la CGIL, che qua d'altronde è regolarmente rappresentata, non esiste più e supinamente si accettano - almeno poi vedremo la conclusione di questo dibattito...- delle decisioni così, quando abbiamo ricevuto un comunicato urgente pochi minuti or sono in cui si dice veramente che una viva protesta...un riferimento a presunti accordi tra intersindacale medico e Assessorato della Sanità che non c'è stato...una permanenza dello stato di agitazione della categoria medica, eccetera, e qua vedo che con sorrisi sulle labbra, infischiandosene altamente dei pareri di un'organizzazione sindacale, si vuole passare sul corpo dei pazienti, e dei morti, e dei vivi, con estrema leggerezza. Benissimo, ne prendiamo atto, lo sapremo dire nella sede competente: questo, evidentemente, non riguarda l'Assessore in prima persona, ma riguarda tutta la Giunta con il suo Presidente in testa, tanto per essere chiari!

Secondo motivo: c'è stato...e qua mi ero segnato...l'articolo 3 e infatti avevo scritto con quale criterio si basa...e all'ultimo minuto l'Assessore ci viene a dire: "in base all'articolo 60 dell'accordo...", eccetera, ma io, siccome sono un deficiente e ho fatto soltanto la terza elementare, devo stare a questo accordo, a quello che dice l'Assessore senza avere una documentazione che valga la spesa per cui io possa rendermi convinto da solo se debbo votare a favore, se debbo astenermi, o se debbo votare contro, perché qua tutto quello che si dice da parte della Giunta è Vangelo e quindi noi supinamente lo dobbiamo tenere come tale. È ora direi di finirla, è ora di parlarci un po' più chiaro, è ora di non seguire supinamente quello che certi funzionari dell'Amministrazione regionale, in primis dell'Assessorato della Sanità, fanno supinamente scopiazzando a destra e a sinistra e portando qua delle leggi - vedremo poi l'altra al punto n. 32 dell'ordine del giorno - che fanno veramente pena come impostazione e come italiano! Insomma è ora di finirla, abbiamo gente valdostana che sa fare delle leggi senza andare a prendere i luminari da altre parti. Io non faccio riferimento ad alcuno...personalmente, ma all'impostazione: qua, quando si ha bisogno di qualcosa, andiamo da tutti meno che dai valdostani, che sono le pezze da piedi che servono soltanto al momento in cui si vota e basta e penso anche che certi sorrisini forse le prossime elezioni regionali non li vedremo più, ma staremo a vedere.

Mi pare che si sia passata un po' la misura e che la presunzione di certe affermazioni elettorali abbia influito anche su qualche cervello, il che fa sì che si passi la misura e che evidentemente...in questo do perfettamente ragione a Riccarand: noi qua siamo diventati solo e solamente dei numeri e, se è il caso, io, tutte le volte che ci sarà Consiglio, riprenderò l'argomento ed inizierò a fare le mie vecchie battaglie, perché, finché si cammina come si doveva camminare e come si deve camminare, io sono d'accordo, ma, nel momento in cui si ride su certe dichiarazioni intersindacali mediche, io non sono più d'accordo e mi schiero coi medici e con i lavoratori tutti indipendentemente se hanno la tuta o...e andiamo avanti di questo passo, se vogliamo la lotta, ci divertiamo, abbiamo anche noi il sorriso mefistofelico, se occorre, sulle labbra! Evidentemente non si può continuare in una maniera in cui si viene qua a fare dei numeri e supinamente si deve accettare e chinare la testa di fronte a qualsiasi "palla" fra virgolette che viene portata da approvare. E mi stupisco che sia i Democratici Popolari per ambizione di futuri cadreghini che i Comunisti per future ambizioni di cadreghini supinamente accettino questa situazione di fatto e vadano avanti in questa maniera dando un colpo al cerchio e un colpo alla botte dicendo: "ma il buon Giove ad un dato punto farà pur piovere!" e piovendo magari chissà che qualche poltrona con l'acqua non si inumidisca ed aumenti di volume. Non si può evidentemente arrivare supinamente a portare delle leggi di questa portata contro la volontà dei medici e pretendere che si voti.

Mi dispiace - ripeto - io non ce l'ho con l'Assessore, perché non c'entra: l'Assessore porta avanti un discorso che, secondo me, può anche essere validissimo nel momento in cui viene concordato...come con la parte avversa... Per me quanto è scritto all'articolo 5 - e mi dovete dimostrare che non è vero - è un abuso di potere: anche se si richiama ai rapporti, alle modalità, alle convenzioni, eccetera, è un abuso di potere. Si può trovare una forma di accordo senza arrivare così drasticamente a rompere con un'organizzazione, che - ripeto - ha tutto il diritto di vivere, di fare la sua scelta e di dire la sua opinione, dopodiché, quando l'avrà espressa, noi potremo anche passare sopra queste opinioni, però desideriamo che avvenga questo incontro. Nel comunicato urgente, in riferimento a presunti accordi tra intersindacale medica e Assessorato della Sanità, si dice chiaramente: "le scriventi organizzazioni sindacali confermano la viva protesta per il comportamento antisindacale, la richiesta di rinvio della discussione, la permanenza dello stato di agitazione della categoria medica, la minaccia di ulteriori azioni sindacali". Io sono qua a disposizione nel mio piccolo per difendere questo foglietto e lo farò con tutti i mezzi di cui ne sono capace, anche se questo Consiglio avrà la spudoratezza di affrontare un affare del genere contro la volontà dei sindacati.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere De Grandis.

De Grandis (P.R.I.) - In effetti, è un disegno di legge che merita di essere esaminato con molta attenzione, con molta cautela. Al di là della passione del collega Pedrini, io ritengo che non solo ci sia quel comunicato urgente dell'intersindacale medica, che è opportuno prendere in considerazione nel suo giusto valore, ma ci siano alcune affermazioni nella legge che possono effettivamente lasciare perplessi non solo per quello che riguarda il medico, ma soprattutto per quello che riguarda gli assistiti.

Faccio un solo esempio - e poi dirò perché faccio un solo esempio -: il terzo comma dell'articolo 5 recita testualmente: "fermi restando i divieti già previsti dalla legislazione vigente, ai medici a tempo definito è preclusa l'attività professionale comunque prestata in strutture private convenzionate, gestite in forma societaria o cooperativa". Credo che non sfugga a nessuno il fatto che le strutture pubbliche in campo sanitario non sono attualmente sufficienti a soddisfare tutta la domanda della nostra Regione. È evidente che in un'associazione di questo genere sono benvenute le strutture private fino a quando noi non mettiamo la struttura pubblica in condizione di soddisfare tutte le esigenze, perché diventa complementare l'attività del medico privato e dell'organizzazione privata. Così come questa limitazione dell'attività professionale per i medici che sono occupati a tempo parziale nella struttura pubblica è una limitazione opportuna, però qui è congeniata in maniera tale che fa pensare che il medico a parziale orario nella struttura pubblica può esercitare la libera professione se lo fa nel suo ambulatorio privato; se invece è associato con un altro medico e con più altri medici e crea una struttura privata, non può più esercitare la libera professione: questa mi sembra un'altra grossa lacuna ed incongruenza della legge.

Dicevo che mi fermavo a questo esempio, che mi sembrava il più macroscopico come difficoltà nell'estensione di una legge adeguata a quelle che sono le reali esigenze della sanità nella nostra Regione, perché sarebbe opportuno valutare la necessità di rinviare la discussione di questo disegno di legge, così come penso verrà richiesto il rinvio per il disegno di legge n....che ha una struttura e un'articolazione assai più complessa, che effettivamente nelle discussioni che ci sono state e nella Commissione Affari Generali, e nella Commissione Sanità ha creato delle grosse difficoltà per i Consiglieri Commissari nel discutere, nell'approfondire questa legge proprio per il breve tempo a disposizione. Io prendo atto che l'Assessore alla Sanità ha fatto uno sforzo notevolissimo per predisporre questi disegni di legge, prendo atto che ha voluto guadagnare tempo più che ha potuto, perché la riforma sanitaria sta andando avanti veramente troppo piano, però credo che, di fronte al rischio di partorire un qualcosa che ci costringe poi a successivi interventi per correggere gli errori che sono stati fatti, forse sia meglio ritardare di qualche mese la decisione, in modo che ognuno dei Consiglieri di questo Consiglio possa approfondire il tema, possa approfondire l'argomento e fornire tutta quella collaborazione alla Giunta per emanare un provvedimento che risponda effettivamente a quelle che sono le esigenze della nostra Regione.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Per quanto ci riguarda...non ho capito la sfuriata del collega Pedrini, perché noi ci siamo astenuti sulla proposta di rinvio avanzata dal Consigliere Riccarand, perché è un tipo di proposta così come è stata impostata riguardante tutti gli oggetti giunti senza il parere della Commissione, non siamo entrati nel merito specifico di questo disegno di legge. Il discorso vale per tutti quei disegni di legge a cui ha fatto riferimento...

(interruzione del Consigliere Pedrini, fuori microfono)

...penso che il Consigliere Pedrini, che ha grosse presunzioni, non possa giungere al punto di pensare quello che uno ha nel cervello. Intanto vorrei ricordare una cosa: non sono d'accordo su quello che ha detto il Consigliere Pedrini che l'Assessore non c'entra su questo disegno di legge, io penso che c'entri, guai se l'Assessore non c'entrasse! Guai se fosse soltanto una persona addetta al trasferimento degli atti che vengono compilati nel mio ufficio! Evidentemente politicamente l'Assessore è il responsabile di questo disegno di legge...concordo anch'io, comunque, entrando nel merito di questo tipo di proposte di legge, vorrei ricordare alcuni aspetti: innanzitutto quella che è la carenza di questa legge e tali cose - non c'era il Consigliere Pedrini - le abbiamo già dette in Commissione Sanità, cioè il discorso della partecipazione ed il discorso della consultazione degli operatori interessati alla gestione di questo disegno di legge.

Vi sono alcuni aspetti che indubbiamente sono di notevole gravità: innanzitutto dall'articolato si può notare, ad esempio, che, per quanto riguarda l'articolo 2, cominciamo a riferirci al recepimento di quella che è una legge nazionale, cioè la n. 130, in cui si dice che le strutture ospedaliere debbono avere spazi...usiamo il termine "privati", cioè camere a pagamento dal 4 al 10%. Ecco, questo dimostra in sostanza la copiatura e su questo concordo con il Consigliere Pedrini: è una pedestre copiatura di disegni di legge, o comunque di leggi nazionali senza calarli nella realtà della nostra Regione, perché da noi non solo non vi è la possibilità di avere uno spazio libero per le degenze private dal 4 al 10% dei posti letto dell'ospedale - e vorrebbe dire avere circa dai 30 ai 70 posti letto privati -, ma siamo in carenza di posti letto, tant'è vero che da statistiche risulta che il 25% della popolazione valdostana si ricoveri presso ospedali fuori della nostra Regione. Su questo quindi non concordiamo certamente, perché è una delle dimostrazioni che tale discorso non è calato nella nostra realtà.

L'altro aspetto è sempre nell'ambito dell'articolo 2, che vorrebbe regolare la libera professione all'interno delle strutture, al capoverso b) si dice: "in regime ambulatoriale, usufruendo delle relative strutture, secondo modalità organizzative stabilite dall'amministrazione di appartenenza...". È importante rispettare quello che è l'accordo di lavoro sulla spedalità pubblica firmato - lo dicevamo stamattina in Commissione Sanità - a febbraio di quest'anno, quindi un...recentissimo che regola i rapporti del personale medico dell'ospedalità pubblica. All'articolo 58 si dice che questi accordi vanno stabiliti in accordo - scusate l'assonanza - con i sanitari interessati, non si può prescindere dagli accordi con il personale, che poi, in effetti, è quello che deve gestire la spedalità, quindi un'altra carenza notevole. Io poi mi sono permesso di preparare alcuni emendamenti correttivi del disegno di legge.

L'altro aspetto che vado a sottolineare è quello relativo all'articolo 3 quando si parla delle tariffe: ecco anche qui siamo in contraddizione con l'articolo 47 della legge n. 130. Quando diciamo che "le tariffe minime e massime per le prestazioni libero-professionali sono determinate dalla Giunta regionale", ecco, io su questo non sono d'accordo, perché dovremmo dire che queste tariffe sono approvate dall'Amministrazione, così come la legge prescrive, su parere del Consiglio dei sanitari, perché anche in questo caso, se vogliamo gestire correttamente un tipo di legge che interessa il settore medico, è chiaro che occorre avere un accordo con il settore, che poi, in effetti, se non è in grado di poter recepire perché gli si è imposto un tipo di regolamentazione non accettato, rischiamo di avere dei riflessi negativi su quello che è il trattamento nell'ambito ospedaliero degli utenti degli ospedali. Anche in questo caso quindi io proporrei un altro emendamento.

Il grosso discorso riguarda l'articolo 5 sulla libera professione all'esterno delle strutture. Notavo qui in una rivista della Regione Emilia Romagna proprio a proposito della libera professione, che sono giunti a regolamentare la libera professione dopo un ampio processo partecipativo, l'elaborazione è durata alcuni mesi, in Emilia Romagna...e vi hanno preso parte, oltre alla Commissione consiliare competente, le organizzazioni dei medici, degli amministratori ospedalieri, le forze sindacali sia a livello regionale che a livello nazionale. Aggiunge ancora: "vogliamo sforzarci - questo nella relazione dell'Assessore alla Sanità del collega del nostro Assessore Rollandin - di gestire insieme questo orientamento così fissato Regione, consorzi socio-sanitari, unità sanitarie locali, ospedali, medici, sindacati: una gestione fondata sul più ampio consenso di tutti gli ambienti e le forze interessate" e qui mi richiamo all'esigenza appunto di dovere collegarci con queste forze sociali interessate e con gli operatori socio-sanitari, in maniera che questo disegno di legge sia non solo accettato, ma sia concordato per garantire la sua funzionalità ed efficacia. Anche laddove al terzo capoverso dell'articolo 5 arriviamo ad esaminare i divieti per l'esercizio dell'attività professionale comunque prestata in strutture private convenzionate, ecco, io mi fermerei al terzo capoverso alla parola "vigente", perché se interpretiamo esattamente cos'è questo terzo capoverso in cui si dice: "ai medici a tempo definito è preclusa l'attività professionale comunque prestata in strutture private convenzionate, gestite in forma societaria o cooperativa"...allora io faccio un'ipotesi: se una struttura privata è gestita in forma personale, perché esiste un medico che è in grado di farsi una sua clinica, in questo caso allora i medici a tempo definito potrebbero partecipare visto che non è gestita né in forma societaria, né in forma cooperativa...

Andrione (U.V.) - ...la Valle d'Aosta non è sufficientemente grande per...

Pollicini (D.P.) - ...non è possibile ipotizzare quello che può avvenire domani: ci potrebbe essere una persona in grado di mettersi su una clinica privata e in questo caso, se fosse gestita in maniera societaria o cooperativa, il medico a tempo definito non potrebbe partecipare; se fosse gestita in termini personali, all'esterno della privatizzazione, in questo caso potrebbe...ecco, anche in questo caso io mi limiterei: "fermi restando i divieti già previsti dalla legislazione vigente"...è chiaro che a monte del discorso sta quello dell'esigenza della partecipazione a questa legge degli operatori sanitari, che sono poi quelli che in sostanza debbono garantirci l'assistenza ospedaliera, se così non fosse, rischieremmo nella sostanza di dover fare una legge che poi non troverebbe applicazione.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta, Andrione.

Andrione (U.V.) - Dicevo che a monte del discorso è certo che sta l'interesse degli individui ad essere più curati, visto che una grossa percentuale di individui che sono nati nel nord Italia si fanno curare in Svizzera...non voglio fare degli esempi particolari, perché potrebbe essere che, citando gli uni, si dimentichino gli altri...l'interesse è allora quello dell'Ente pubblico di garantire un servizio pubblico, non quello di garantire il servizio ad una categoria, quale che essa sia, anche se ha la laurea in medicina...è chiaro? Allora se si parla di sorrisi...a noi capita qualche volta di fare dei sorrisi quando si spendono dei soldi per l'Unione Sportiva Aosta, per il Giro ciclistico della Valle d'Aosta o per altre cose di questo genere, non ci capita - sì, è vero, non sono sportivo - di fare dei sorrisi quando si parla invece di un principio che è chiaro e che prescinde dai medici: quello di garantire il fatto che gli ospedali devono funzionare indipendentemente dalla categoria, che poi in quegli ospedali fa l'infermiere, fa il medico, o altre cose di questo genere.

Il progetto di legge presentato allora risponde a norme di legge, piaccia o non piaccia questo è un altro discorso...qui si può votare contro, non è che la Giunta impegni qui sopra una battaglia politica, però bisogna tenere conto del fatto che la Valle d'Aosta è la realtà che è: 115.000 abitanti, con l'impossibilità pratica di avere delle cliniche, perché qui mancano delle università... Forse il Consigliere Pollicini non ha pensato che a Torino, a Bologna, a Milano ci sono delle Facoltà di medicina e che accanto a queste Facoltà, ai professori che insegnano in queste Facoltà di medicina...nelle cliniche private...o forse non ha tenuto conto del fatto che, quando qualcuno ad Aosta deve farsi operare al cuore, deve andare a Lione - città della Provincia francese a 350 chilometri da Aosta -, perché qui non lo operano, o perlomeno lo opererebbero in altra maniera. Vista questa situazione di fatto, che esiste e che è documentabile, allora noi proponiamo qualche cosa che è corrispondente ai fatti, i fatti non possono essere...sono talmente duri come testa che non possono essere contestati e allora l'intersindacale medica fa sciopero...benissimo, ha ragione di fare sciopero, però il servizio deve essere garantito al di là di tali questioni: la salute pubblica prescinde da quelli che sono i rapporti di lavoro dei medici con l'ospedale o con...domani quando sarà abrogata...con la Regione. Questo è un dato di fatto, perché se no...io personalmente ho un accordo con una mia affine in primo grado per portarla in Svizzera...ma credo che più o meno tutti abbiano questo accordo...qui in Valle d'Aosta. Non è il caso di continuare con tale tipo di politica: è il caso di cambiare e di pretendere...ho detto bene: "pretendere" il servizio al quale abbiamo diritto, se no chiudiamo gli ospedali e deleghiamo ai neutri, ai barbari elvetici quello di curarci...eh Pollicini! Sì, è questo il discorso!

Noi non accettiamo di essere condizionati da nessuna intersindacale, che questo sia chiaro a tutti! Gli operai della Cogne oggi sono venuti qui sotto e sono stati zitti...mi perdoni no, no io lo dico pubblicamente...non c'è nessuno, sia chiaro per lei come per tutti gli altri...va bene, facciamo le prove del nove.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi, sono iscritti a parlare i colleghi Péaquin e poi l'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin. La parola al Consigliere Péaquin.

Péaquin (P.C.I.) - Veramente non ho capito neanch'io la sfuriata del Consigliere Pedrini nei confronti del Partito Comunista, non avendolo mai sentito intervenire in modo così veemente - è forse da un anno che sono in questo Consiglio -, permette che la ritenga una sfuriata! Anche se il Consigliere Pedrini dice che è leggermente diverso come ha detto rivolgendosi al Consigliere Pollicini...pare che il Partito Comunista, assieme al Partito Socialista, abbia aderito alla proposta del Consigliere Riccarand per il rinvio di questa discussione, mentre il Consigliere Pedrini abbia votato affinché si proseguisse la discussione. È leggermente diverso...e allora siamo tutti d'accordo, non vedo perché questo riferimento nei nostri confronti...

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, rimaniamo al tema di cui si discute in sede di discussione generale: il disegno di legge n. 90 e oramai, se non ci sono altre richieste formali di rinvio alla Commissione, o alla Giunta, la discussione su di esso va avanti, quindi con proposte di emendamenti e con gli interventi sulla sostanza della legge.

La parola al Consigliere Péaquin.

Péaquin (P.C.I.) - ...per quanto ci riguarda, nella Commissione Sanità e nella Commissione Affari Generali, alle quali abbiamo partecipato, abbiamo dato un parere di massima favorevole a questo disegno di legge, perché, discutendo dei contenuti di tale provvedimento, a noi pare che siano buoni, che possano andare bene. Ecco, in quell'occasione non erano ancora pervenute ai Consiglieri regionali le proteste, i comunicati dell'organizzazione sindacale. Mi pare, fra l'altro, leggendo il comunicato emesso ieri dall'intersindacale medica, si riferisse non a questo disegno di legge, ma al n. 99, perché parla della legge riguardante l'organizzazione dei servizi sanitari ed è il disegno di legge n. 99. Mi pare pertanto che questa discussione...anche se è tutta una discussione pur sempre su una legge riguardante la materia della sanità...il riferimento alle organizzazioni sindacali non è molto preciso verso questa legge...

Pedrini (Ind. P.L.I.) - ...qua nel comunicato si dice: "importanti disegni di legge riguardanti l'organizzazione dei servizi sanitari"...non giochiamo sulle parole!

Péaquin (P.C.I.) - ...punto primo: "chiedere il rinvio della discussione per l'approvazione di tale legge...", chiedo il rinvio di tale legge. Noi non siamo assolutamente contrari alla discussione con l'intersindacale medica, pertanto ci dichiariamo disponibili a questo incontro, a che questa discussione avvenga e non riteniamo appunto che il Consigliere Pedrini possa vantare così delle sue idee ancora prima di sapere quello che il Partito Comunista farà in quest'aula.

Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin.

Rollandin (U.V.) - Sono molto stupito di quanto ha detto Pedrini per due motivi: primo perché credevo avesse il pudore di leggere le leggi prima di parlare...quando sente solo qualcuno che viene lì a far causa visto che "qualcuno" appoggia qualsiasi tipo di raccomandazione di qualsiasi genere... siccome non accetto tale tipo di discorso - per me questo non è far politica: non è venire a raccomandare la categoria, che siano i lavoratori di un determinato settore, piuttosto che di un altro -, vorrei fare delle precisazioni chiare. Prima di tutto questa è una proposta della Giunta che è stata vista dall'Assessorato e tutte le allusioni sui funzionari...vorrei far ben presente che quelli che sono funzionari in tutte le altre Regioni...noi siamo quelli che hanno meno funzionari preposti a questo, senza tener conto che la legge sanitaria è stata approvata da tempo ed è in pubblicazione, come è in pubblicazione l'accordo, che è del 17 febbraio 1979. Questi, quindi, sono documenti pubblici e non sono riservati e, a proposito delle osservazioni dell'intersindacale, vorrei far presente che le lettere che sono state mandate...a parte che io ora ho parlato con i rappresentanti, in seguito al primo comunicato, e ho fatto presente...ho chiesto quali erano le osservazioni in merito...che avevano sempre tenuto presente...quell'osservazione già effettuata da Péaquin che loro si riferivano in un primo tempo alla prima legge, sempre tenuto presente che non avevano avuto il tempo di leggere né l'una, né l'altra...

A proposito delle consultazioni che, come anche richiamava Pollicini, sono avvenute nelle altre Regioni, io ho fatto presente che la legge sulla libera professione doveva essere fatta in base già alle leggi n. 386 e n. 349 e le osservazioni dell'Emilia Romagna di cui riferisce, dell'Assessore Triossi, il quale faceva parte, come Capo Gruppo delle Regioni interessate a portare avanti l'accordo tra gli ospedalieri... Ecco perché lì c'è il riferimento a tutte quelle consultazioni con le organizzazioni sindacali: perché hanno portato a questo documento, quindi non è in relazione alla legge regionale...è già stato fatto un anno fa in Emilia, anticipando quello che è il contratto: ecco perché c'era stato bisogno di questa consultazione...mentre il contratto è già siglato, un contratto firmato...per cui io dico: se la firma ha un valore...le stesse discussioni che saltano fuori quando noi parliamo di medicina generica, quando i medici di base mi vengono a dire che per i coltivatori diretti non fanno servizio...eppure lì è siglato ed è scritto che lo fanno per tutti: questo Pedrini dovrebbe saperlo, lui non lo sa...invece di venire a raccomandare certe categorie di medici...voglio dire: il documento ce l'hanno, mi dicano in che punto non va! Se è perché c'è quella limitazione di cui si fa presente all'articolo 5, io ho già chiarito e vorrei chiarire ancora una volta la limitazione che noi vogliamo dire.

Ci sono due tipi di servizi: il servizio ospedaliero...adesso stiamo portando avanti la piastra con gli ambulatori, dove ci saranno spazi per orari differenziati, quindi, avendo tali spazi, ci sarà spazio per la libera professione, per tutte le attività convenzionate, dunque per tutti i lavoratori, tutte quante sono le strutture, che siano strutture radiologiche, o di altro tipo che sono convenzionate, lì possono operare, convenzionati nella parte di ore che rimane, coloro che sono a tempo definito: le trenta ore più le dieci, o quanto verrà previsto dal nuovo contratto, come abbiamo previsto qui. Lì possono operare, ma nell'ambito di questa struttura non possono ancora fare la libera professione intendendo...se è chiaro a Pedrini che per libera professione...che vanno lì sapendo che pagano al di fuori di tutte le convenzioni, quando sanno che, andando nell'orario convenzionato, pagano secondo quanto è stabilito.

Noi vogliamo che si paghi secondo quanto stabilito, non che si venga ad una carenza di strutture, lo sappiamo anche noi che c'è una carenza di strutture: è per quello che, fintanto che non ci sarà una struttura ospedaliera adeguata alle carenze che adesso noi tutti sottolineiamo, portiamo avanti le convenzioni con le strutture private. Qui, quindi, non c'è nessun travisamento e nessun calare in leggi nazionali. Il fatto che si sia interpretato e quindi riportato quello che è l'accordo del 4 e 10% non è per altro: è perché nell'accordo interregionale è stato detto che tutte le Regioni devono recepire questo discorso, io di fatto lo avevo già accennato nelle premesse: è un discorso possibilista, da noi non si avvererà, però non vogliamo che ci venga tacciati di non riprendere qual è l'accordo che effettivamente è avvenuto in base...riprendevo l'articolo 58. È per questo, non perché si voglia tracopiare pedestremente le leggi nazionali, che vorrei far presente che quasi ogni settimana ci sono incontri interregionali per portare avanti la materia sanitaria e qui sento gente che viene con la bella faccia, perché incontra l'ultimo medico nel corridoio, a dire: "qui c'è un atteggiamento antisindacale!". Ci vorrebbe almeno un po' di buon senso, invece di fare con i vietnamiti...guardate i valdostani, sarebbe molto meglio!

Su questo quindi ripeto che questa è una legge...è un adeguamento, cosa che doveva già essere fatta e le leggi che ho richiamato, sia la legge n. 386 che la n. 349, parlano chiaro. L'articolo 7 della legge n. 386 imponeva già da tempo la regolamentazione della libera professione, il Piemonte l'aveva voluto fare prima dell'accordo ed era "caduta", perché? Perché c'era stato un certo boicottamento. Si è arrivati ad una conclusione e adesso tutte le Regioni la recepiscono e adesso mi sento dire: "un atteggiamento antisindacale", ma dove? E su che cosa noi vogliamo dire? Ripeto questi chiarimenti: per quanto riguarda le tariffe, ho già detto e non ho citato a caso l'articolo 60 - questo è un documento pubblico e quindi è in dotazione anche per il Commendator Pedrini - parla chiaro; ripeto: noi abbiamo già detto prima che verrà aggiunto secondo quanto previsto dalle norme di legge vigenti in materia. È quindi come per determinate tariffe ospedaliere che vengono restituite in secondo grado e vorrei far presente ancora una cosa: l'amministrazione dell'Ente Ospedaliero, se noi rimandiamo e passiamo oltre sull'altra legge che verrà, a chi andrà? Chi gestirà la materia sanitaria in quel momento? Cosa che magari sfugge...quindi, quando io insistevo e ho insistito in Commissione sull'urgenza di presentare queste leggi, non è per un piacere personale nel presentarle, ma perché le scadenze esistenti sono precise e l'Unità Sanitaria Locale, che deve recepire determinate funzioni, non potrà farlo, a chi "cadono"? Dove vanno?

Tutta questa quindi è una materia che forse sarebbe bene approfondire e non venire a parlare solo per parte...difatti, quando si trattava di parlare ad esempio dei ruoli dei sanitari, degli amministrativi, dei tecnici...anche quella legge avrebbe dovuto essere presentata entro la fine di questo mese. Non l'abbiamo presentata, perché? Perché non c'è stata la possibilità tecnica di fare queste riunioni, abbiamo presentato l'altra legge come abbiamo presentato questa, perché su questo - ripeto - le consultazioni non penso siano necessarie, in quanto è recepito un accordo. Quelle consultazioni che erano state fatte erano precedenti, basta guardare le date, quindi non c'è assolutamente alcun atteggiamento antisindacale, perché - ripeto - la motivazione di quella lettera era una questione di principio di dire: "ma noi non ci consultate". Io ho già spiegato loro che li consulterò quando si tratterà di parlare di questioni prettamente loro che non siano già frutto di accordi, altrimenti l'accordo che esiste a livello nazionale di portare avanti un qualcosa di comune in tutte le Regioni cade per principio, perché allora rifacciamo una contrattazione a parte in ogni Regione, ci rimettiamo a ridiscutere...perché non ci porta in ballo anche le tariffe, perché non ci mettiamo a discutere sulle tariffe di compartecipazione? Lo stesso discorso allora vale, perché di questo non si parla...è chiaro che questo è un accordo che è stato siglato, piaccia o non piaccia, l'hanno siglato anche le parti mediche. Non si tratta quindi di atteggiamento antisindacale, non si tratta di prevarica di Regioni, di funzionari: questo sia chiaro una volta per tutte e, prima di parlare, pregherei di avere cognizione di causa!

Dolchi (P.C.I.) - Ha la parola il Consigliere Nebbia...no, non c'è un fatto personale prima...il fatto personale consiste nell'attribuire ad un Consigliere delle affermazioni che egli non ritiene valide, ma non sul piano politico, sul piano personale; comunque, il Consigliere Nebbia aveva chiesto da tempo la parola, poi subito dopo l'avrà il Consigliere Pedrini per il secondo intervento.

Nebbia (P.S.I.) - Comunque la cedo al Consigliere Pedrini, se vuole, non ho problemi.

Dolchi (P.C.I.) - La parola allora al Consigliere Pedrini per il secondo intervento.

Pedrini (Ind. P.L.I.) - Visto che le sfuriate di Pedrini sono seguite dalle sfuriate di un giovane politico entrato da poco tempo, ma che mi pare voglia farsi largo con le gomitate a tutti i costi, anche quando vede che le cose non vanno come lui vuole...non è la prima volta che questo succede, ne prendiamo atto...non è solo Ennio Pedrini che fa le sfuriate, che dice queste cose, ma è vox populi, allora, visto che così stanno le cose, vediamo un momento di andare a fondo. Io dal 1964 occupo questa sedia e, tutte le volte che ho dovuto parlare e prendere delle posizioni, le ho sempre prese al di fuori delle presunzioni, perché ho sempre camminato con i piedi per terra - e tu Pollicini mi sei stato vicino due anni e sai che io sono sempre con i piedi per terra -, con la ferma convinzione che, quando prendo una posizione, la prendo pour cause, non difendo nessuno.

Non ho mai tutelato gli interessi di alcuno e sfiderei chiunque a provare che dico una menzogna in questo campo, ma, quando mi si fanno delle sfuriate e mi si viene a dire: "qua non si prevarica niente, che qua non si ha bisogno di prevaricare niente, perché sono accordi a monte...", eccetera... Io qua ho ricevuto - e non vorrei nemmeno dire che ho parlato, che mi sono informato, eccetera, non c'entra...- due lettere e io sto a queste due lettere e il giovane Assessore Rollandin può dire tutto quello che vuole, ma tali lettere sono una documentazione che, sino a che il sindacato intersindacale medico della Valle d'Aosta non smentisce, per me hanno più valore della parola dell'Assessore Rollandin, che ha parlato e non ha scritto, qua ci sono...c'è un tanto di comunicato con tante firme. Mi scusi, Signor Assessore, ma forse lei non ha ancora capito una cosa: che, quando ci sono dei documenti del genere, le parole lasciano il tempo che trovano, gli atti sono quelli che rimangono messi in dossier, faccia anche lei degli atti e poi li discuteremo.

L'unica cosa però...è la prima volta che io prendo posizioni del genere, perché mi pare di avere sempre dato atto...e di questo me ne deve dare atto anche lei che io avevo sempre condiviso le sue posizioni, anzi le avevo detto ancora poco tempo fa che aveva imboccato una strada molto difficile e che la stava percorrendo come un bulldozer, di questo gliene dò atto; ciò non toglie, tuttavia, che a maggior ragione non capisca che cosa ci sia dietro alla volontà di portare avanti così velocemente questo problema quando la categoria medica chiede...i sindacati medici...e mi riempio anch'io una volta tanto la "parola" come fanno i partiti...diciamo che ce l'hanno sempre in bocca che le organizzazioni sindacali non siano sentite. A parte gli attacchi vietnamiti, che sono di bassa lega...e vorrei che lei prendesse atto che quello che io dico...e lo ripeto: sono quasi a disposizione per prendere non una persona, ma una famiglia di vietnamiti a carico mio, lei faccia altrettanto, poi parlerà! E lo dichiari pubblicamente, tanto per essere sempre chiari, perché, quando si fanno delle affermazioni, bisogna andare fino in fondo e allora quando...e ne pigli due allora, così fa la figura migliore di Pedrini, se siamo a questi livelli e proprio livelli di...non andiamo avanti, se no, le parole sono troppo pesanti. Evidentemente comunque io debbo aggiungere che, quando le organizzazioni sindacali chiedono di essere sentite e fanno una viva protesta per il comportamento antisindacale dell'Assessorato competente, non mi si venga a dire che sono delle storielle, perché qua c'è scritto con tanto di firme e vado avanti, poi mi fermo un attimo anche sul Presidente della Giunta, Andrione...non c'è nessuna...ma appunto è più scivoloso...

Andrione (U.V.) - ...c'è il rischio che si scivoli...

Pedrini (Ind. P.L.I.) - ...è più scivoloso, Presidente, ma lei sa che io, quando prendo una posizione, rotondo o quadro, vado avanti lo stesso, perché sono abituato così e non è sicuramente il rotondo che mi spaventa, tanto per rispondere al suo rotondo. Io allora sono quadro: valdostano quadro, non rotondo, si vede che sarà qualcun altro rotondo! Ritorno allora proprio sul fatto del rotondo e del quadro, perché io non intendevo tirare in mezzo la classe dei funzionari della Regione che servono l'Assessorato: io ho detto soltanto, e a buon intenditor bastano poche parole, che se invece di avere qualcuno che scopiazzasse a destra e a manca, come siamo soliti vedere da tre o quattro anni...probabilmente io, che sono un incompetente in materia, riuscirei a capire qualcosa di più, senza dover andarmi ad informare da persone estranee e senza portare all'approvazione del Consiglio un punto n. 32 che discuteremo. Veramente io vorrei avere del tempo per andare a ricercare dove certe affermazioni sono state prese, riportate di sana pianta e dove si cerca di ciurlare nel manico tutto il Consiglio regionale con certe...articolo 46, ma ci arriveremo poi a suo tempo, con certe affermazioni e certe parole, che evidentemente vogliono sì raccomandare o appoggiare qualcuno, cosa che qua noi non vogliamo. Assessore Rollandin, ci siamo capiti, perché lei dice agli altri, ma io voglio vedere poi...voglio la spiegazione, io chiederò che sia mutato quell'articolo con altre parole, vedremo se lei si adegua, oppure no, perché evidentemente lei è padronissimo di assumere tutti gli atteggiamenti che vuole!

Ho risposto quindi anche alla faccenda dei funzionari. Mi pare che altro non ci sia da dire, vorrei ancora fare una battuta che qua è dolorosa: siamo andati velocemente sotto tanti profili - e io ne do atto -, ma siamo andati indietro altrettanto velocemente buttando via migliaia di litri di sangue valdostano, io non do colpa all'Assessore è evidente...e oggi abbiamo i forestieri che vengono a prendercelo in Valle, perché noi non siamo all'altezza di fare questo servizio: questa è la realtà, la grave realtà che nessuno può smentire. E la battuta che vuole essere una battuta amicale, per il Presidente...se non vuole essere amicale, la prenda come vuole, a me non interessa affatto...che cita Lione e la Svizzera. Presidente, ma io da lei, Presidente della Giunta, mi aspetto ben altre argomentazioni che non citarmi Lione o la Svizzera! Io da lei pretendo quello che mi ha detto in un secondo tempo: che noi abbiamo un ospedale che non è all'altezza della situazione; che, se abbiamo bisogno di operare qualcuno di cuore, dobbiamo mandarlo a Lione; che, se dobbiamo fare qualcos'altro, lo dobbiamo mandare in Svizzera, ma questo penso che non sia soltanto un problema di Aosta: è un problema esistente anche nelle città dove ci sono delle università dove si può fare una determinata operazione, ma dove non se ne può fare un'altra, perché non ci sono i medici, le équipes competenti per fare quel lavoro; questa è la realtà di fatto che nessuno può smentire.

Allora se lei mi dice - come poi ha detto - che noi abbiamo delle carenze, io sono d'accordo, ma che queste carenze vengano buttate così, come si vuole fare sembrare, per speculazione finanziaria sulle spalle dei medici, io questo veramente...forse perché ai miei tempi avevo fatto medicina e ho sette anni di internato alle Molinette, io queste cose sulle spalle dei medici non le accetto, perché ci può anche essere nella categoria qualcuno che specula, ma ce ne sono molti di più che spesso e sovente lavorano anche per niente e non vanno in giro con il cartello a fare la propaganda dicendo: "oggi ho fatto due visite gratis": è questo che io desidero che si prenda in considerazione! Non è una categoria che si può prendere a schiaffoni in faccia, è una categoria che ha la salute pubblica in mano, se vogliamo arrivare allo sciopero come qua c'era scritto, personalmente io potrò soltanto addossare determinate responsabilità a chi le vuole e chi le avalla...il resto non mi riguarda, la mia coscienza era di portare e di dire questo problema chiaramente in questo Consesso, l'ho fatto, sono soddisfatto con la mia coscienza e con me stesso.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Nebbia.

Nebbia (P.S.I.) - In Commissione, a nome del P.S.I., avevo espresso parere in linea di massima favorevole al provvedimento, perché sapevamo che esso era nella linea di un accordo nazionale; ciò però non vuol dire che anche nel caso di questa legge non siano sorti problemi analoghi a quelli di altre leggi, per cui sono state presentate con una certa fretta e le possibilità di elementi di valutazione su di esse sono state piuttosto scarse. In effetti, anche la presa di posizione dell'intersindacale medica dimostra che non c'è stata la divulgazione di questo disegno di legge, o c'è stata forse un'eccessiva rapidità nel portarlo in Consiglio, per cui la mancanza di conoscenza dei suoi elementi ha provocato - ritengo, almeno io - tali prese di posizione. Per questi motivi, anche per alcuni altri che dirò successivamente, concordo con la proposta fatta dal Consigliere De Grandis per un rinvio dell'esame di questa legge, anche perché non mi pare che ci sia in tale caso un'effettiva urgenza, proprio perché la legge, una volta approvata, praticamente per un certo tempo sarebbe inapplicabile perché mancano le strutture qui in Valle d'Aosta adatte a permetterne un'applicazione: manca questo 4-10% del totale dei posti letto, mancano le possibilità di utilizzare ambulatori; gli orari sono quelli che sono. È vero che l'Assessore ha detto: "stiamo preparando la famosa piastra, stiamo ampliando - se ho capito bene - dei reparti", però credo che, per fare questi lavori, debba passare del tempo e parecchio tempo, per cui effettivamente questa legge sarà applicabile solo quando tali opere, tali attrezzature saranno disponibili.

Oggi come oggi, non mi pare che ci sia quella grande urgenza di approvare questa legge; proprio per questi motivi, credo che un'approvazione nel corso del prossimo Consiglio, che sarà tra un mese, un mese e mezzo, non cambierà nulla e forse questo tempo permetterà a tutti di valutarla più approfonditamente, più serenamente e anche di integrarla in quelle parti che ritengo possano essere integrate al di fuori, al di là degli accordi interregionali, cioè penso che un po' perché questa è una Regione particolare e un po' perché è opportuno che qualsiasi provvedimento venga discusso alla cosiddetta "periferia" e non solamente concordato fra gli Assessori delle diverse Regioni...e questo provvedimento, come tanti altri, non dovrebbe caderci sulla testa, ma dovrebbe essere valutato sino in fondo: per questo motivo condivido la richiesta di rinvio.

Dolchi (P.C.I.) - Allora, se ho ben capito, i Consiglieri De Grandis e Nebbia formalizzano la richiesta di interruzione della discussione generale per il rinvio del testo in Commissione per un maggiore approfondimento ed esame. Allora il Consigliere Tonino aveva chiesto la parola in sede di discussione generale, tenga conto di questa proposta, dopodiché la metteremo ai voti.

Tonino (P.C.I.) - Grazie. Intervengo per ribadire ancora la posizione del nostro partito: noi ribadiamo il parere positivo sul contenuto del provvedimento così come abbiamo fatto nella Commissione Sanità e nella Commissione Affari Generali. È un testo che, a nostro avviso, contiene delle importanti innovazioni e che abbiamo esaminato con sufficiente approfondimento anche nel partito. Quando...e crediamo anche vada detto rispetto ad alcune affermazioni fatte in quest'aula...la nostra contrarietà...e quando si dice che si scopiazza dalle altre Regioni...evidentemente, quando si tratta di scopiazzature, noi non siamo d'accordo, quando però si spaccia per scopiazzare un ordinamento della nostra Regione con le altre Regioni d'Italia noi non siamo più d'accordo, perché questo coordinamento vada avanti e lo riteniamo estremamente utile.

Vorremmo che questo coordinamento e che lo stesso atteggiamento lo tenessero - e mi ripeto, perché l'ho detto già altre volte - altri Assessori, vorremmo che lo facesse Chabod, per fare un esempio, ricordo e ne approfitto per ricordare a Chabod che mi sembra l'Assessore all'Industria del Piemonte l'abbia cercato una quindicina di volte senza mai riuscire a trovarlo. Vorremmo che la stessa cosa la facesse l'Assessore Ramera per quanto riguarda l'applicazione della legge n. 10, siamo l'ultima Regione - credo - in quanto a non aver applicato con i suoi provvedimenti questa legge: ecco, tali concetti ci sembrava dovessero essere espressi. Noi valutiamo però il grado di adesione di questi provvedimenti alla realtà nostra, alla realtà della nostra Regione, sui contenuti...e vorremmo discutere sui contenuti e non sulle formule o in modo astratto. Adeguare alla nostra realtà dei principi che vengono presi tra tutte le Regioni non deve voler dire assolutamente allentare o annientare quei principi di rigore, di serietà che concordemente le Regioni si danno e abbiamo il timore che dietro alla pretesa ogni volta di definire i contenuti della legge sulla base di nostre particolari realtà invece si nasconda questo tentativo.

Noi siamo dunque per discutere sui problemi, siamo d'accordo per confrontarci con l'intersindacale medica, in tale senso abbiamo votato anche il rinvio del provvedimento, concordiamo anche sulla non eccessiva urgenza del provvedimento stesso. Consigliamo all'Assessore di ritirare momentaneamente il provvedimento in modo da avere questo confronto e in tal senso siamo d'accordo con le posizioni espresse da Nebbia e da De Grandis e siamo perciò d'accordo per il rinvio.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi, giunti a questo punto, io, come Presidenza, ritengo che non si possa continuare una discussione generale; è stata richiesta ai sensi dell'articolo 50 la sospensione per il rinvio della proposta all'esame della Commissione, eventualmente dell'Assessore per le argomentazioni che sono state svolte nella richiesta di interruzione della discussione e rinvio; pertanto, se nessuno prende la parola a favore o contro la proposta di rinvio, non parliamo più in discussione generale.

La parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin, sulla proposta di rinvio ai sensi del punto n. 1 dell'articolo 51.

Rollandin (U.V.) - Io ribadisco che sono contrario al rinvio di questa legge, come della successiva, perché anche se non ho nulla di scritto...e quanto prima comunque, quando ci saranno gli incontri su altri problemi che abbiamo già visto con l'intersindacale...per altri problemi ospedalieri, verrà chiarito e in un documento verranno specificati i motivi, che - ripeto - erano, come ho già detto prima, in linea di principio, in quanto la motivazione non era legata a queste due leggi, ma al fatto che si diceva: "non c'è la consultazione in merito a tutta l'organizzazione sanitaria", al che io ho detto verbalmente...è chiaro non l'ho detto con un documento, per cui non c'è la controrisposta che non era così, in quanto avevo già detto che per tutto il resto... Ho già specificato anche prima che la legge sui livelli, la legge sull'organizzazione dettagliata delle funzioni verrà discussa a tali livelli e quindi questo ci sarà senz'altro, mentre per la legge in oggetto, e per l'altra legge ancora di più, non ne vedevo la necessità, in quanto - ripeto - o un accordo nazionale, checché se ne dica, ha un determinato valore, oppure noi ci prendiamo la briga di riprendere una contrattazione separata in ogni ambito, in ogni Regione con ogni categoria. Dopodiché naturalmente io non mi assumo questa responsabilità, perché è già talmente difficile...e vorrei fare presente a questo livello che è sempre per dire che non si tratta di scopiazzature, ma si tratta di coordinamento; che sempre in applicazione della legge n. 833, ci sono cinque Regioni che stanno portando avanti le Commissioni di ogni organo, tra le quali c'è la Valle d'Aosta, guarda caso, che sta portando avanti questi convenzionamenti con le singole categorie per vedere nell'ambito dell'attività sanitaria come si possa arrivare ad un accordo. Visto questo e visto che non concordo sull'inapplicabilità della legge, perché, se è vero che il 4-10%, come ho già detto prima, è stato ripreso in quanto è contenuto in un accordo, la rimanente parte degli ambulatori...anche in carenza di piastre, c'è la possibilità di fare questa attività in quanto l'unificazione ambulatoriale ci sarà negli ambulatori INAM prima ancora della piastra. Non è assolutamente vero quindi che non ci sia inapplicabilità.

Io - ripeto - non so in che punto, al di là della questione, si va contro anche l'interesse dei medici quando riprendo un accordo. Non vedo quindi perché si debba rimandare una legge che...ripeto: ci sono le leggi del 1978, del 1974 che ne ordinavano la disciplina. E questo rientra poi nella successiva organizzazione, se non c'è questa legge, chiaramente diventa tutto più difficile, perché nelle strutture pubbliche convenzionate, naturalmente non ci sarà un determinato ordine, non ci sarà come si opera. Ecco, è questo il motivo per cui ribadisco la necessità non dico della discussione, perché - ripeto -, al di là dell'emendamento che si può accettare, il primo di Pollicini: "sentite le...", nella prima parte quello che può essere ripreso quanto all'accordo...al di là non c'è nulla... È per questo che ripeto: non vedo dov'è l'atteggiamento antisindacale e non vedo dove ci sia...o si riprende la contrattazione separata, o ognuno riprende per ogni categoria per ogni tipo di accordo, dopodiché io dico francamente che non arriveremo mai al dunque. Vorrei riprendere un concetto a proposito delle categorie: se noi andassimo ad accordi, noi che abbiamo un determinato tipo di assistenza come guardia medica...per i nostri medici spetta mille lire come per gli altri. Eppure è firmato questo accordo, sono naturalmente delle discrepanze che si dovrà vedere come sanare, però questo è un accordo siglato, come è un accordo siglato questo che - ripeto - non è un atto privato: è un atto pubblico, lì non mi sento assolutamente di aderire alla proposta di rinvio.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Pollicini, per dichiarazione di voto.

Pollicini (D.P.) - Vorrei esprimere parere favorevole sulla proposta avanzata relativa al rinvio di quella discussione, perché in fondo qui si tratta di capire il significato di questa richiesta, cioè qui noi lamentiamo...nonostante tutte le affermazioni che ha fatto il Presidente, che dice: "c'è la struttura sanitaria pubblica che è insufficiente"...diremmo anche peggio forse, e su questo penso concordiamo tutti...in Valle d'Aosta forse più insufficiente che altrove. Valutiamo allora la realtà della nostra situazione ospedaliera e sanitaria e dobbiamo valutare sotto questo profilo l'esigenza che un provvedimento come questo, che interessa la classe medica...e qui nessuno vuole difendere la classe medica però...allora noi diciamo che sì la classe medica richiede di essere consultata e ci pare logico consultare qualsiasi sia...un organismo interessato ad un disegno di legge che lo coinvolge, proprio per gestire nel migliore dei modi la struttura ospedaliera, a noi pare opportuna questa consultazione. Ecco perché siamo favorevoli, in fondo si tratta di un problema che si riferisce in particolare alla consultazione della categoria interessata ad una legge che noi stiamo per discutere, ecco perché sono favorevole a questa consultazione: è opportuna perché altrimenti rischiamo di fare una legge e renderne difficile l'applicazione.

Dolchi (P.C.I.) - Ci sono altri che chiedono la parola? Metto allora in approvazione la proposta dei Consiglieri De Grandis, Nebbia e Tonino, ai sensi del punto n. 1 dell'articolo 51, di sospendere la discussione generale e rinviare la proposta all'esame della Commissione e dell'Assessorato. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo?

Esito della votazione:

Presenti: trentatré

Votanti: trentatré

Maggioranza: diciassette

Favorevoli: quindici

Contrari: diciotto

Il Consiglio non approva.

La discussione generale continua.

Pedrini (Ind. P.L.I.) - La mia presenza non è necessaria, abbandono come segno di protesta per questo atteggiamento che secondo la maggioranza ha voluto...ma non risponde alle richieste sindacali.

Si dà atto che il Consigliere Pedrini abbandona l'aula alle ore 17,24.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi, non c'è più nessuno iscritto a parlare in sede di discussione generale sul disegno di legge n. 90, allora ci sono gli emendamenti presentati dal collega Pollicini. Non c'è più nessuno iscritto a parlare in sede di discussione generale. Non ci sono poi ripensamenti? Dichiariamo allora chiusa la discussione generale, se ritiene, può ancora parlare l'Assessore Rollandin; ritiene di dover concludere la discussione generale? No! Io pregherei di far fotocopiare sperando che vengano gli emendamenti proposti...

Sembra che all'articolo 1 non ci siano emendamenti, perché il primo emendamento è all'articolo 2, allora andiamo avanti quindi con l'esame della legge articolo per articolo. Sull'articolo 1 c'è qualcuno che chiede la parola? La parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Solo per dichiarare che noi ci asteniamo sul complesso della legge ribadendo che molti aspetti di questo provvedimento sono positivi. Avemmo preferito che tale confronto comunque si facesse, entra nel metodo...per noi è importante...del modo di lavorare della Giunta e del Consiglio, per questo motivo ci asteniamo sulla legge.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Io voterò invece contro questo disegno di legge al di là dei suoi contenuti, che possono essere anche condivisibili, ma per i motivi che ho già detto ieri e ho già detto stamattina... Mi pare che l'Assessore regionale alla Sanità e tutta la Giunta, non per i contenuti, ma per il modo con cui hanno presentato questi disegni di legge, si siano posti in una posizione di torto non solo di fronte all'intersindacale medica, che di per sé la cosa sarebbe anche secondaria...io non ho alcun motivo di simpatia particolare per l'intersindacale medica, anzi ricordo che solo alcuni mesi fa l'intersindacale medica ha fatto uscire un comunicato che io non ho nessuna difficoltà a definire indegno e di difesa esclusivamente corporativa della categoria sui problemi del rapporto tra laboratori privati e laboratori pubblici.

Il problema però non è tanto quello dell'intersindacale medica, anche se è legittima comunque questa sua richiesta di essere consultata: il problema è che tutti quanti i Consiglieri sono stati posti di fronte a dei provvedimenti di legge così di grossa importanza...e vorrei ricordare che c'è scritto nella relazione del disegno di legge n. 99 che si tratta di una legge di enorme significato politico-istituzionale. Ebbene, questa legge di enorme significato politico-istituzionale, come c'è scritto, è stata presentata dalla Giunta il 4 luglio e non è stata data neanche una settimana di tempo ai Consiglieri per esaminare un testo che è composto da 48 articoli, che ha una sua grossa complessità che investe tutta quanta la struttura regionale e avrà un'incidenza grossissima per quanto riguarda il futuro. Ecco, io credo che questo atteggiamento sia inaccettabile e da parte dei Consiglieri ci debba essere la massima opposizione rispetto a tale comportamento.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola sull'articolo 1? O per motivare il voto? La parola al Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Siccome gli emendamenti, sia pure in maniera sintetica, li ho illustrati prima e adesso sono in copia in visione di tutti i Consiglieri, prima di pronunciarci sull'articolo 1, vorremmo conoscere il giudizio che dà la Giunta sugli emendamenti presentati dal gruppo dei Democratici Popolari, perché evidentemente l'articolo 1 preso a sé stante è un discorso molto limitato, ma il discorso va visto nella sua complessità.

Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin.

Rollandin (U.V.) - Per quanto riguarda l'articolo 2, va bene quella dicitura: "in accordo...", in quanto è già prevista anche dalla...

Per quanto concerne l'articolo 3, cioè che "sono approvate dall'Amministrazione su parere del Consiglio dei sanitari", vorrei fare presente che l'Amministrazione così come è detto...cioè nel periodo fino all'entrata in vigore dell'Unità Sanitaria Locale l'Amministrazione dell'Ente cessa, quindi il mettere questo nella legge, mentre è detto lì: "dalla Giunta secondo..." avevo già detto che veniva messo...come è nell'articolo 60 dell'accordo, sono determinate secondo quanto previsto dalle norme delle leggi vigenti in materia. Aggiungere: "dalla Giunta in seguito agli accordi previsti dalle leggi vigenti in materia", non "dall'Amministrazione", perché mettendo "l'Amministrazione", in questo caso...cioè a parte che qui è vero che non è specificato "Amministrazione dell'Ente", però vorrei sapere a quale tipo di Amministrazione ci si riferisce. Ritengo che la dicitura che avevo suggerito, a parte che riprende quanto è detto - ripeto - nell'articolo 60, possa essere consona a quanto si vuole dire: vale a dire che le tariffe seguono quanto è stabilito per le singole categorie di sanitari; mentre, per quanto riguarda l'articolo 5, io non mi sento di sopprimere quella parte che invece ha quel significato cui avevo dato.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Per chiarire il significato dell'emendamento all'articolo 3 quando si dice: "sono approvate dall'Amministrazione su parere del Consiglio dei sanitari". Io ho ripreso il quarto capoverso dell'articolo 47 della legge n. 130, che evidentemente sino allo scioglimento dell'Ente Ospedaliero, per "Amministrazione" si intende l'Amministrazione dell'ente. Evidentemente poi tutto seguirà a quella che sarà la nuova posizione giuridica che l'Ente Ospedaliero avrà dopo l'istituzione dell'Unità Sanitaria Locale, quindi io mi sono...proprio per evitare errori di qualsiasi tipo, di interpretazione, praticamente ripristino quello che è un concetto espresso da una legge legata appunto al rapporto.

Dolchi (P.C.I.) - Altri colleghi che chiedono la parola sull'articolo 1?

Articolo 1. Metto allora in approvazione, per alzata di mano, l'articolo l. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: trentadue

Votanti: diciannove

Maggioranza: diciassette

Favorevoli: diciotto

Contrari: uno

Astenuti: tredici (il Gruppo Comunista, il Gruppo Socialista, il Gruppo Repubblicano e il Gruppo Democratico Popolare)

Il Consiglio approva.

Articolo 2. C'è l'emendamento del collega Pollicini.

Emendamento

Art. 2, comma b, 3a riga, dopo la parola "appartenenza" aggiungere: ", in accordo con i sanitari interessati".

Allora chi è d'accordo per questo emendamento all'articolo 2, che è aggiuntivo, è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: trentadue

Votanti: ventiquattro

Maggioranza: diciassette

Favorevoli: ventiquattro

Astenuti: otto (il Gruppo Comunista, il Consigliere Riccarand)

Il Consiglio approva.

Metto quindi in approvazione l'articolo 2 con l'emendamento approvato. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: trentadue

Votanti: ventitré

Maggioranza: diciassette

Favorevoli: ventidue

Contrari: uno

Astenuti: nove (il Gruppo Comunista, il Gruppo Socialista, il Gruppo Repubblicano)

Il Consiglio approva.

Articolo 3. Abbiamo l'emendamento che prevede la sostituzione delle parole circa la libera attività professionale con "sono approvate dall'amministrazione su parere del Consiglio dei sanitari" ed è stata illustrata prima la posizione.

Emendamento

1° capoverso, dopo la parola "libero-professionale" sostituire la parte successiva con "sono approvate dall'amministrazione su parere del Consiglio dei sanitari".

Allora c'è un emendamento aggiuntivo dell'Assessore. La parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin.

Rollandin (U.V.) - Dopo le parole "dalla Giunta regionale", aggiungere: "secondo quanto previsto dalle norme delle vigenti leggi in materia", come ho già detto, è previsto nell'accordo.

Dolchi (P.C.I.) - ...scusi solo per ritrovarci...la proposta è di aggiungere alla fine della seconda riga dopo "Giunta regionale": "secondo quanto previsto dalle norme delle vigenti leggi e accordi in materia".

La parola al Consigliere Mafrica.

Mafrica (P.C.I.) - Mi sembra un po' strano parlare in una legge di "accordi" senza stabilire tra chi sono stipulati questi accordi, cioè è una cosa priva di significato...accordi tra chi? Tra i Consiglieri di maggioranza e di minoranza? Non lo so.

Andrione (U.V.) - Sempre in riferimento agli accordi sindacali..."accordo" vuol dire accordo sindacale, in italiano!

Dolchi (P.C.I.) - Io allora pregherei l'Assessore Rollandin di ripetere al microfono, affinché sia registrata, l'esatta dizione dell'emendamento. La parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin.

Rollandin (U.V.) - Aggiungere dopo "Giunta regionale": "secondo quanto previsto dalle norme delle vigenti leggi e accordi sindacali in materia".

Dolchi (P.C.I.) - È chiaro? Si dà atto allora che il Consigliere Pollicini ritira l'emendamento sull'articolo 3.

Metto in approvazione l'emendamento proposto dall'Assessore Rollandin così come dettato e registrato. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene? Allora i Consiglieri presenti sono sempre trentadue, infatti sono assenti i colleghi Tripodi, giustificato; Berti e Pedrini.

Esito della votazione:

Presenti: trentadue

Votanti: ventitré

Maggioranza: diciassette

Favorevoli: ventitré

Astenuti: nove (il Gruppo Comunista, il Gruppo Socialista, il Consigliere Riccarand)

Il Consiglio approva.

Metto quindi in approvazione l'articolo 3 così emendato. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: trentadue

Votanti: ventiquattro

Maggioranza: diciassette

Favorevoli: ventitré

Contrari: uno

Astenuti: otto (il Gruppo Comunista, il Consigliere Nebbia)

Il Consiglio approva.

Articolo 4. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Grazie. Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: trentadue

Votanti: venti

Maggioranza: diciassette

Favorevoli: diciannove

Contrari: uno

Astenuti: dodici (il Gruppo Comunista, il Gruppo Socialista, il Gruppo dei Democratici Popolari)

Il Consiglio approva.

Articolo 5. Vi è un emendamento sostitutivo, cioè la proposta di sostituire l'articolo con "restano fermi i divieti già previsti dalla legislazione vigente" all'esposto dell'articolo 5 così come è stato presentato. C'è qualcuno che chiede la parola sia sull'emendamento che sul... La parola al Consigliere De Grandis.

De Grandis (P.R.I.) - Io farei una proposta di emendamento diversa da quella presentata dal Gruppo dei Democratici Popolari, perché l'emendamento dei Democratici Popolari elimina l'intero articolo 5 per sostituirlo con "restano fermi i divieti già previsti dalla legislazione vigente", mentre ci sono altri riferimenti già richiamati agli articoli precedenti che andrebbero rivisti. Propongo quindi un emendamento soppressivo di tipo diverso che riguarda l'intero comma terzo dell'articolo 5.

Dolchi (P.C.I.) - Io faccio presente al Consigliere De Grandis che l'emendamento avrebbe dovuto essere presentato alla fine della discussione generale. Do anche atto che gli emendamenti del Consigliere Pollicini sono stati presentati quando già stavamo discutendo...abbiamo affrontato la discussione dell'articolo 1 malgrado l'illustrazione...comunque mi rimetto al Consiglio sull'accettabilità dell'emendamento del Consigliere De Grandis. La Presidenza lo ritiene non accettabile, perché apriamo la strada alla possibilità che nel corso della discussione della legge possano essere presentati emendamenti di volta in volta modificativi degli emendamenti presentati. Creiamo in una situazione già abbastanza difficile un precedente, il Consiglio se ne renda conto! È vero che il collega Pollicini l'aveva illustrato, è anche vero, il Consiglio me ne dà atto, che sono stati presentati per iscritto, tant'è vero che abbiamo atteso, prima di discutere la legge articolo per articolo, che si fosse provveduto alla duplicazione degli emendamenti, quindi in sede di discussione generale d'accordo, però è chiaro che il collega De Grandis non ha avuto la possibilità di averli per poter elaborare, sempre in sede di discussione generale, una sua controproposta. La Presidenza ha espresso il parere che l'emendamento non possa essere accolto.

La parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin.

Rollandin (U.V.) - Vorrei chiarire ancora una volta che su questo avevamo già discusso anche in Commissione, il significato del terzo comma sta in questo: che nelle strutture convenzionate, siano private, siano societarie, in quanto convenzionate, operano i sanitari a qualsiasi livello, tranne quelli che sono esclusi, però in sede di convenzionamento, non che fanno anche lì la libera professione. Sono convenzionate e fanno anche la libera professione, allora cos'è...tutto come prima...allora quand'è che io so se sono in orario...se sono cinque minuti dopo, mi fa pagare come libera professione, perché sono lì...ma è questo il significato. Scusate se tolgo questo, non capisco perché si voglia snaturare il significato di dire se una struttura...non abbiamo la struttura pubblica sufficiente: abbiamo una struttura convenzionata, nella struttura convenzionata permettiamo che lavori il sanitario a tempo definito, che faccia le sue ore, sappiamo che la struttura convenzionata...quand'è che io che sono dentro mi si dice: "guarda che tu devi pagare 30.000 lire", ci sarà quello che protesta non per andare contro la buona fede, perché a quel momento si dice: "ma adesso sono da privato, poi fra cinque minuti sono convenzionato". Quando ci sarà la struttura...aperta, con ambulatori separati, tutto come nella struttura a parte...la struttura pubblica, mi va bene, perché lo so già, altrimenti non ha significato! È questo che io dico, se non vado lì nel momento in cui è una struttura convenzionata, dò già la possibilità...con questo diamo già la possibilità ad una struttura privata di convenzionarsi, mentre nello spirito sarebbe di portare, come è logico, tutta la struttura pubblica...giustamente è autosufficiente, non lo è? Diamo atto di questo, portiamo al convenzionamento, lavora lì, ma lavora sotto convenzione, mi sembra chiaro questo. Per questo non mi sento di eliderlo, perché altrimenti non ha più significato la protezione, questo è a protezione del cittadino e sia chiaro! Io non mi sento di cancellare questo.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere De Grandis.

De Grandis (P.R.I.) - Io vorrei solo sottolineare una cosa al di là di quella che può sembrare una polemica: evidentemente la difficoltà di interpretazione di una normativa di questo genere sta a dimostrare che, se avessimo potuto discutere più a fondo di tali problemi, anche con l'intersindacale eventualmente, certe difficoltà di interpretazione sarebbero state eliminate e certe diatribe all'interno di questo Consiglio non ci sarebbero state. Questo è lo spirito che mi ha guidato in tale intervento: non è quello di voler difendere la categoria dei medici, io non ho niente da spartire con i medici, che guadagnino tanto o poco per me è proprio la stessa cosa, insomma, non cambia nulla, io intendo difendere eventualmente la categoria quando ha dei diritti che devono essere difesi come tutte le altre categorie, su questo non ci piove...maneggiamo la salute della gente, io credo che dovremmo essere continuamente animati da uno spirito... L'estrema prudenza in questo caso era quella di dirimere ogni possibile dubbio sull'interpretazione di tali norme, perché qui adesso può darsi anche che io abbia sentito male, ma qui mi sembrava di capire che un medico, se è all'interno dell'ospedale, può esercitare la libera professione; se lavora all'interno di una struttura privata tipo clinica, non può esercitare la libera professione. Queste cose meglio si chiariscono e meglio è, e meglio è per tutti proprio! Evitano che ci siano delle diatribe, degli scontri, quindi il significato della soppressione di tale comma...che potevamo aggiungere a questo tipo di legge una volta approvata...in qualunque momento se fosse ritenuto necessario per regolamentare meglio la materia...aveva questo preciso significato, lo ribadisco: quello di fare assolutamente chiarezza, tenuto conto anche dell'impennata violenta che c'è stata da parte dell'intersindacale medica, la quale probabilmente non ha saputo e non sapeva qual era l'esatto pensiero, qual era l'interpretazione come si dice...aiutatemi...autentica di questo comma e di questa normativa.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Io do un'altra interpretazione a questo comma, Assessore, cioè, quando io dico che è preclusa l'attività professionale comunque prestata, vuol dire in ogni modo, vuol dire l'attività sia come libero professionista, sia come medico convenzionato; comunque, in qualunque funzione in quel momento io sia lì dentro, io non posso esercitare...cioè comunque prestata, quindi non soltanto questa interpretazione... Do ragione allora a De Grandis che, se questa non lo è, avrebbe dovuto avere la possibilità di chiarire un'interpretazione...chiamiamola autentica...come qui di norma si fa una legge per interpretare un'altra legge fatta prima...interpretazione autentica: qui c'è bisogno dell'interpretazione autentica di questo comma.

Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Rollandin.

Rollandin (U.V.) - L'ho già detto anche in Commissione, cioè se si dimentica il titolo, che è "libera professione all'esterno delle strutture"...leggiamo anche tutto, cioè il significato non so...è chiaro che, se si vuole travisare ogni articolo, possiamo farne quello che vogliamo, possiamo fare quello che...ma più chiaro di così mi sembra effettivamente che non possa essere! Si parla di due attività, è chiaro che, se parliamo di libera professione, con le premesse che abbiamo detto, che sia dovuto ad un atto dell'utente sapendo che va da privato e sapendo di dover sborsare una certa cifra...mentre qui, diciamo, è una struttura convenzionata, tu se vuoi fare la libera professione, la fai nel tuo studio privato in determinate ore, questo secondo regolamenti, se non è impedito, dal tempo pieno, da tutto questo...ma se è una struttura convenzionata, non dice che l'attività del medico...lì c'è un regolamento, chi è a tempo definito può lavorare in struttura a tempo, nel tempo debito che non superi...strutture convenzionate...ma lì fa anche la libera professione, è tutto lì il significato, perché - ripeto - l'avevo già detto allora: il titolo è "libera professione all'esterno delle strutture".

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, allora, rimettendo un po' d'ordine in questa discussione, sull'articolo 5 abbiamo l'emendamento del collega Pollicini, che è soppressivo e sostitutivo; abbiamo gentilmente preso atto del ritiro dell'emendamento...cioè abbiamo preso atto del gentile ritiro dell'emendamento del Consigliere De Grandis per non creare ulteriori complicazioni e quindi, se nessuno chiede la parola, io metterei in votazione l'emendamento che mi è stato presentato e che è quello soppressivo. Nessuno chiede la parola? Metto allora in approvazione l'emendamento del collega Pollicini soppressivo dell'articolo 5 e sostitutivo con "restano fermi i divieti già previsti dalla legislazione vigente". Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: trentadue

Votanti: ventidue

Maggioranza: diciassette

Favorevoli: quattro

Contrari: diciotto

Astenuti: dieci (il Gruppo Comunista, il Gruppo Socialista, il Gruppo Repubblicano, il Consigliere Riccarand)

Il Consiglio non approva.

Il Consiglio quindi è chiamato, per votazione palese, a votare l'articolo 5. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: trentadue

Votanti: ventitré

Maggioranza: diciassette

Favorevoli: diciotto

Contrari: cinque

Astenuti: nove (il Gruppo Comunista, il Gruppo Socialista, il Gruppo Repubblicano)

Il Consiglio approva.

Articolo 6. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: trentadue

Votanti: diciannove

Maggioranza: diciassette

Favorevoli: diciotto

Contrari: uno

Astenuti: tredici (il Gruppo Comunista, il Gruppo Socialista, il Gruppo Repubblicano, il Gruppo dei Democratici Popolari)

Il Consiglio approva.

Sono terminati gli articoli da votarsi per votazione palese. Ci sono dichiarazioni di voto oltre quelle già fatte? Si passa alla votazione segreta. La parola al Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Dichiaro l'astensione del nostro gruppo.

Dolchi (P.C.I.) - Ci sono altre dichiarazioni di voto? Si passa alla votazione segreta.

PRIMA VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Colleghi Consiglieri, la votazione, non essendo uguale il numero delle palline contenute nell'urna dei voti a quello contenuto nell'urna dei resti, è nulla, pertanto si procede immediatamente alla votazione al banco.

SECONDA VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Presenti: trentadue

Votanti: diciannove

Maggioranza: diciassette

Favorevoli: diciotto

Contrari: uno

Astenuti: tredici (il Gruppo Comunista, il Gruppo Socialista, il Gruppo Repubblicano, il Gruppo dei Democratici Popolari)

Il Consiglio approva.

Disegno di legge regionale n. 90

REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

Legge regionale ____________________ n. _________: Norme di attuazione del 1° comma dell'art. 12 della legge 29 giugno 1977, n. 349.

Il Consiglio regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Articolo 1

La presente legge disciplina modalità e limiti dell'esercizio della libera attività professionale prestata, a seguito di libera scelta del paziente che ne assume il relativo onere, dai medici degli ospedali presenti nella Regione, in un ambito diverso dall'attività istituzionale dell'Ente.

La libera attività professionale può essere prestata nell'ambito delle strutture sanitarie pubbliche e degli istituti in cui il medico è chiamato ad operare o al di fuori degli stessi, secondo le modalità previste dal successivo art. 5.

Articolo 2. Libera professione all'interno delle strutture.

Nell'ambito delle strutture di cui all'art. 1 la libera attività professionale può essere svolta dai medici dei servizi di diagnosi e cura, oltre il normale orario di lavoro:

a) in costanza di ricovero, subordinatamente alla esigenza primaria di garantire le funzioni istituzionali della struttura.

Gli spazi destinati a tale attività, distinti a specifici secondo quanto previsto dall'art. 47 del D.P.R. 27 marzo 1969, n. 130, vanno contenuti comunque nei limiti variabili dal 4 al 10 per cento del totale dei posti-letto, nel rispetto della competenza nosologica di ciascuna divisione o servizio e possono anche prescindere - in mancanza di camere separate - da riferimenti a livelli di confort alberghiero.

Dette attività vengono svolte in équipe e sono comprensive dei servizi connessi;

b) in regime ambulatoriale, usufruendo delle relative strutture, secondo modalità organizzative stabilite dall'amministrazione di appartenenza, in accordo con i sanitari interessati; tale attività libero-professionale deve svolgersi in orari diversi da quelli stabiliti per l'attività istituzionale.

La libera attività professionale intramurale è svolta nel quadro dei criteri generali di organizzazione dei servizi sanitari pubblici al fine di assicurare la piena ed omogenea funzionalità dei servizi stessi.

I sanitari con rapporto di lavoro a tempo pieno hanno priorità per l'esercizio della liberà attività professionale nell'ambito delle strutture sanitarie pubbliche.

Gli introiti della libera attività professionale di cui al presente articolo sono riscossi esclusivamente dall'amministrazione dalla quale il medico dipende.

Art. 3. Tariffe.

Le tariffe minime e massime per le prestazioni libero-professionali sono determinate dalla Giunta regionale, secondo quanto previsto dalle norme delle vigenti leggi e accordi sindacali in materia.

Il tariffario è determinato in modo da consentire la preventiva conoscenza dell'onere massimo che il paziente dovrà sostenere.

Art. 4. Proventi della libera attività professionale svolta all'interno delle strutture e dei consulti di cui all'ultimo comma dell'art. 5.

Gli accordi di lavoro disciplinano le modalità di attribuzione ai medici dei proventi per la libera attività professionale e per i consulti di cui all'ultimo comma dell'articolo 5.

Art. 5. Libera professione all'esterno delle strutture.

Ai medici con rapporto di lavoro a tempo pieno è inibita, ai sensi delle vigenti disposizioni, qualsiasi attività professionale al di fuori delle strutture di cui al precedente art. 1.

Ai medici con rapporto di lavoro a tempo definito è consentito l'esercizio di libera attività professionale esterna secondo le modalità ed i limiti stabiliti dalla presente legge, dalle convenzioni uniche nazionali di cui alle leggi 29 giugno 1977, n. 349, e 23 dicembre 1978, n. 833, e nel rispetto degli obblighi derivanti dal rapporto di impiego.

Fermi restando i divieti già previsti dalla legislazione vigente, ai medici a tempo definito è preclusa l'attività professionale comunque prestata in strutture private convenzionate, gestite in forma societaria o cooperativa.

Ai medici con rapporto di lavoro a tempo pieno è consentita la prestazione, anche al di fuori della struttura, di consulti resi in favore di privati, purché da questi richiesti, salvo che in casi di estrema urgenza, tramite l'amministrazione di appartenenza e comunque dalla stessa autorizzati. In ogni caso il pagamento degli onorari dovrà essere obbligatoriamente effettuato tramite l'amministrazione di appartenenza.

Art. 6

L'amministrazione degli ospedali presenti nella Regione, nell'attuazione della presente legge, è tenuta ad informare gli assistiti, nelle forme più opportune, delle modalità di organizzazione ed esercizio della libera attività professionale svolta nell'ambito delle rispettive strutture.

La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Valle d'Aosta. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Si passa alla trattazione del punto n. 24 dell'ordine del giorno.