Oggetto del Consiglio n. 240 del 20 dicembre 1968 - Verbale
OGGETTO N. 240/68 - Ricostituzione del Comitato regionale per la programmazione. (Approvazione di mozione)
Mozione
Considerato che a far tempo dal mese di marzo del c.a. il Comitato Regionale per la Programmazione si è trovato nella impossibilità di funzionare a causa delle dimissioni di alcuni membri, tra i quali il Presidente ed il Vice Presidente;
Considerata altresì la necessità di rendere operante tale organismo per far fronte ai compiti istituzionali dell'Ente Regione nell'ambito della Programmazione e l'evidente urgenza di predisporre gli studi e le ricerche necessarie per l'approntamento dello schema del II piano regionale di sviluppo,
invita
la Giunta Regionale a ricostituire tale organismo entro il corrente mese.
F.ti: Ramera - Pollicini
Montesano (P.S.U.) - Apro la discussione generale sulla mozione dei Consiglieri Ramera e Pollicini.
Pollicini (D.C.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, abbiamo presentato la mozione consapevoli dell'importanza del piano di sviluppo della Valle d'Aosta. Da qui la nostra intenzione di portare un contributo al discorso sulla programmazione regionale nella sede ideale per stimolare una più approfondita presa di coscienza da parte del Consiglio regionale sul problema dello sviluppo equilibrato e democratico della Valle d'Aosta che rappresenta indubbiamente un punto fondamentale della politica di Centro-Sinistra.
Le lenti tappe sin qui percorse vanno dalla legge regionale 31 luglio 1965, n. 13, oggi abrogata, alla vigente legge regionale 10 aprile 1967, n. 10 inerenti agli organi e procedure per la programmazione regionale che prevede un Comitato tecnico consultivo, un Ufficio regionale per la programmazione, una Commissione regionale consultiva quale organo rappresentativo di tutta la Comunità valdostana e alla preparazione di uno studio conoscitivo della realtà socio-economica valdostana da parte di una équipe di tecnici specializzati. Purtroppo i lavori del Comitato sono stati interrotti da circa 10 mesi a causa delle dimissioni di una parte dei suoi componenti. Ora, dobbiamo dirci chiaramente cosa intendiamo fare per portare avanti il discorso della programmazione, i cui studi sono attualmente soltanto in fase di prima elaborazione. Il problema è urgente, non può essere ulteriormente rinviato, l'arco di tempo dei piani a rigor di logica dovrebbe essere quello corrispondente alla legislatura.
Il problema, quindi, non può subire ulteriori rinvii, se non possiamo dimenticare che un progetto di sviluppo non può non passare attraverso una responsabile presa di coscienza popolare e in primo luogo delle Forze politiche, sindacali, imprenditoriali della Valle. Sono tuttavia convinto che, doverosamente, spetti al Consiglio regionale il compito di avvertire l'urgenza di avviare a soluzione il problema tenendo presente ciò che è richiesto e l'esigenza di dare organicità e senso all'intervento dell'Amministrazione regionale e dagli altri organismi operanti in Valle, soprattutto gli Enti locali. Mi riferisco quindi ai Comuni, i quali debbono essere messi in grado di funzionare autonomamente poiché l'autonomia locale è un'esigenza reale che va concepita in senso lato, cioè non solo verso l'alto, ma anche verso il basso, e anche questo è un modo di riqualificare la vita politica valdostana. In sostanza la programmazione è un discorso di democrazia che non può fermarsi all'Ente Regione, ed è un tema che può dare un altro senso alla parola "autonomia". I Comuni sentono da tempo l'esigenza di avere un piano generale di sviluppo al quale riferirsi per utilmente inserire la propria autonoma e responsabile attività a cui il bilancio della Regione, opportunamente decentrato, vorrebbe preoccuparsi solo dei mezzi finanziari.
La programmazione deve prevedere per l'Amministrazione regionale il compito di guida delle Amministrazioni locali e non quello sostitutivo dei compiti dei Comuni. Da questa considerazione nasce la necessità di realizzare un'effettiva, più diretta e consapevole partecipazione dei cittadini, e per essi dei vari organismi che li rappresentano, alla definizione degli obiettivi e delle scelte di sviluppo economico, sociale e civile della Comunità nella quale siamo inseriti.
In ordine a tale obiettivo la funzione di sintesi del Consiglio regionale è insostituibile: nella carenza di tale presenza la programmazione o non si realizza e resta un fatto puramente velleitario - l'azione degli organi regionali continuerà, quindi, ad essere dominata dalla logica degli interventi settoriali, frammentari e disorganici -, ovvero la programmazione si realizza come fatto tecnocratico, cioè in assenza dell'insostituibile apporto che solo una più larga partecipazione degli interessi popolari può fornire alla definizione degli obiettivi della programmazione regionale. In conseguenza di ciò, le Forze politiche sarebbero ulteriormente svuotate e soprattutto non sarebbero in grado di guidare lo sviluppo della Regione. La funzione degli organismi politici, nel quadro di una programmazione democratica, appare insostituibile se si è convinti che programmazione democratica significa ordinata partecipazione di una pluralità di sfere di autonomia alla elaborazione, all'attuazione della programmazione stessa. Ciò configura un processo per cui, da una parte, si assicura effettiva aderenza ai problemi, quali concretamente si pongono nella diretta realtà, ma, dall'altra, si corre il rischio di non fare la programmazione, ovvero di ridurre la programmazione stessa a una sommatoria di esigenze e proposte e programmi particolari, settoriali, per loro natura di breve termine, ove manchi appunto l'azione di sintesi e di mediazione degli organismi politici. Azione di sintesi che deve tener presente delle concrete esigenze e delle specifiche necessità per inserirle in un quadro di obiettivi generali e di lungo periodo. La programmazione significa anche visione ordinata, razionale e a lungo termine dei problemi di sviluppo della nostra Comunità, per cui occorre pervenire con una certa rapidità e razionalità alla individuazione delle politiche e degli strumenti adeguati al raggiungimento di quegli obiettivi.
Il nostro concetto di programmazione regionale è di un modello alternativo e di superamento sia della concezione marxista, rigida e centralizzata, che comporta uno spostamento verso l'alto delle decisioni per cui le scelte sono in funzione delle decisioni del vertice, sia di una programmazione solo portatrice di ordine di efficienza, di maggiore razionalità del sistema economico e sociale esistente.
Vogliamo un processo di ampie e articolate collaborazioni, e di piena valorizzazione di tutte le risorse umane, culturali, sociali ed economiche esistenti in Valle d'Aosta; dobbiamo infatti tendere a mobilitare e valorizzare intorno al tema della programmazione regionale tutte le forze disponibili, ciascuna, ben s'intende, al proprio livello di specifica competenza e al giusto livello di inserimento nel processo di elaborazione del piano, ma, per mettere in moto questo complesso meccanismo, è in primo luogo necessario mettere il Comitato regionale per la programmazione in grado di funzionare, ricostituendolo, con criteri di efficienza e di funzionalità, sotto la responsabilità diretta del Presidente della. Giunta perché, quando il piano sarà approvato da questo Consiglio, sarà vincolante per tutta la Giunta e conseguentemente i vari settori che la compongono dovranno indirizzare i loro interventi secondo le linee direttrici indicate dal piano di sviluppo della Valle d'Aosta. Per questo motivo mi pare conveniente che sia il Presidente della Giunta il responsabile dei "momenti" del piano stesso.
Concludendo mi sia consentito di affermare che noi siamo per un disegno di sviluppo economico-sociale della Regione che sia fortemente ancorato alla realtà del nostro Paese ed elaborato e portato avanti con la partecipazione di tutte quelle forze che vogliono impegnarsi ad affrontare con nuovi strumenti e nuovi metodi di azione i problemi vecchi e nuovi di una realtà in trasformazione.
Al piano di programmazione così formato dovrà adeguarsi l'attività dell'Amministrazione regionale, e, in primo luogo, la Giunta e il suo Presidente, che della sua attuazione ne è il garante. Questo è il motivo per il quale già la legge sugli organi e procedure del piano regionale n. 10 del 1967 poneva sotto la responsabilità della Giunta e quindi del suo Presidente il momento della elaborazione del piano, così come sotto la responsabilità della Giunta e del suo Presidente dovrà effettuarsi il controllo sulla esecuzione del programma.
Vi invito, pertanto, come primo passo, colleghi Consiglieri, a voler approvare la mozione presentata dal collega Ramera e da me onde la Giunta, in osservanza dei doveri che gli sono imposti dalla legge, compia il primo passo della ricostituzione del Comitato tecnico consultivo, patto che, seppure di facile momento, è però indispensabile per dare l'avvio a un piano programmatico per la Valle d'Aosta.
Dolchi (P.C.I.) - La mozione presentata dai colleghi Ramera e Pollicini non fa che confermare quanto abbiamo avuto occasione di dire più volte e cioè che la mancanza di un funzionamento della Commissione consultiva per la programmazione faceva sì che i bilanci, i provvedimenti proposti dalla Giunta altro non erano che provvedimenti presi alla giornata, e senza quella visione complessiva voluta dalla programmazione e nel quadro del piano di sviluppo. Mentre ci auguriamo che la Commissione stessa possa rimettersi quanto prima al lavoro, debbo informare il Consiglio che stamane è stata presentata una proposta di legge a firma dei Consiglieri Caveri e Germano, con la quale si propongono modificazioni o, meglio, aggiunte alla composizione della Commissione stessa. Tale proposta di legge non è una novità, riprende una proposta che ebbe a suo tempo nel mese di luglio il parere favorevole all'unanimità dalla Commissione Affari Generali e il Consiglio stesso ne ha già preso visione perché contenuta ai commi g) e h) dell'allegato n. 10 dell'ordine del giorno del Consiglio regionale del 29 e 30 luglio 1968.
Confidiamo, quindi, che tale proposta di legge possa avere rapida e unanime approvazione, e nel contempo proporremmo che il testo della mozione, là dove dice: "invita la Giunta regionale a ricostituire tale organismo entro il corrente mese" fosse completato con l'emendamento aggiuntivo seguente: "tenendo presenti le modificazioni già approvate dalla Commissione consiliare permanente per gli Affari Generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica".
Montesano (P.S.U.) - Mi vuole consegnare l'emendamento testé illustrato per iscritto, per favore?
Milanesio (P.S.U.) - La mozione presentata dai Consiglieri Ramera e Pollicini riapre una discussione che purtroppo si è interrotta: quella sulla programmazione e soprattutto sul metodo che un'Amministrazione moderna ed efficiente deve porsi in ordine ai suoi interventi. Io devo dire subito che condivido le argomentazioni svolte dal Consigliere Pollicini e ritengo che quanto prima quest'Amministrazione debba darsi gli organi della programmazione, organi che già esistevano, che erano stati creati dalla stessa precedente Giunta di Centro-Sinistra e che, sulla scia del lavoro già svolto dal precedente Comitato per la programmazione, erano sfociati nella elaborazione di un piano di sviluppo della Regione, piano di sviluppo che non è mai stato portato alla discussione di questo Consiglio. È un argomento molto difficile, scabroso quello della programmazione proprio perché comporta nuovi metodi di amministrazione, nuovi metodi di formazione della volontà politica e di traduzione in atti amministrativi della volontà politica stessa.
Noi sappiamo che non basta costituire un Comitato per quanto laborioso sia questo Comitato, per quanto attivo possa essere. Noi pensiamo che il discorso della programmazione sia un discorso che deve venire recepito in primo luogo da tutte le Forze presenti in Consiglio e, evidentemente, soprattutto dalla Giunta regionale, perché in Valle d'Aosta, a differenza di quanto accade ed è accaduto nel resto dell'Italia, la programmazione può significare veramente una svolta decisiva nell'attività dell'Amministrazione regionale. Questo per una serie di circostanze, vorrei dire, eccezionali, uniche: per esempio, in Valle d'Aosta la somma dei poteri pubblici è certamente superiore a quella che si può riscontrare nello Stato italiano, ovviamente facendo i debiti rapporti, e anche in altre Regioni. La programmazione in Valle d'Aosta quindi può essere qualcosa di più di una mera indicazione o di una formulazione di buone intenzioni, può essere quella che viene comunemente definita programmazione operativa, cioè programmazione che viene concertata, evidentemente, con le forze che concorrono alla produzione e, in primo luogo, quindi con le forze dei lavoratori e dei datori di lavoro. La programmazione vede come elemento di decisione, come elemento trascinante, oserei dire, l'Amministrazione pubblica, l'Ente pubblico, il quale qui ha le possibilità, la dimensione e i poteri per fare in modo che le sue scelte vengano anche accettate dalle altre forze economiche e imprenditoriali.
È inutile che mi dilunghi su queste considerazioni: io penso che il Consiglio dovrà quanto prima affrontare questo argomento e affrontarlo compiutamente. A me preme dire semplicemente in questa circostanza che il discorso della programmazione rimane per noi Socialisti la chiave di volta della politica del Centro-Sinistra, e rimane soprattutto un nuovo costume amministrativo, dove alle scelte che, inevitabilmente, sono settoriali se non esiste questo strumento... dove alle spinte degli interessi particolari di determinati ceti, di determinate categorie o di determinati gruppi di pressione... la programmazione deve dare una risposta a tutti questi modi di agire e di operare e deve trasformarli. Io so benissimo che non basta ricostruire il Comitato per arrivare a fare la programmazione. La riforma che si deve introdurre è una riforma, in primo luogo, nelle coscienze di tutti noi e dobbiamo un po' tutti spogliarci di qualche cosa, di una fetta di quel potere e che fino ad oggi era peculiare degli Assessorati, per fare in modo che le decisioni, soprattutto quelle che attengono ai grandi indirizzi della politica economica della Regione, vengano assunte con organicità e contemperate con gli interessi generali dello sviluppo economico, sociale e civile della Valle d'Aosta.
Ora, io posso dire, come Presidente della Commissione Affari Generali e Finanze e Programmazione, che, in effetti, facendo eco a quanto ha dichiarato il Consigliere Dolchi, in effetti, nella Commissione stessa, adesso non ricordo più se era nel mese di luglio, si discusse e si arrivò unanimemente a delineare alcune modifiche alla composizione della Commissione stessa, modifiche che tenevano conto delle necessità di rivedere quella legge che era approssimativa e che ha comportato determinate esclusioni che bisognava evidentemente colmare.
Io devo dire che nel corso della discussione che si è tenuta nella Commissione Affari Generali e Finanze c'è stato l'apporto costruttivo di tutti i componenti della Commissione stessa e delle stesse minoranze, le quali hanno svolto un discorso responsabile e si è arrivati a delineare una soluzione in ordine alla ristrutturazione della Commissione stessa, che penso possa essere accettata da tutto il Consiglio. Io quindi non ho nessuna difficoltà ad accedere alla proposta che il Consigliere Pollicini ha fatto e integrarla con la proposta del Consigliere Dolchi. Questo è un argomento, ripeto, che per noi riveste grande importanza: è il banco di prova, consentitemelo, di una maggioranza, è quell'argomento sul quale a un certo punto si può dividere il Consiglio o l'Amministrazione in Amministratori che credono nella programmazione e nel discorso nuovo, nel messaggio nuovo che contiene e in quelli che magari non ci credono, o che non vogliono servirsi di questo strumento, o magari ne vogliono solo parlare.
Ritengo quindi che la mozione presentata dal Consigliere Pollicini e le integrazioni formulate dal Consigliere Dolchi possono essere accettate, possono dare alla Giunta quelle indicazioni per la formazione della nuova Commissione per la programmazione.
Manganoni (P.C.I.) - Io non voglio entrare in merito. Voglio solo porre una questione molto marginale. Il Segretario è rimasto in carica? Perché qui dice che questo Comitato della programmazione si è trovato nella impossibilità di funzionare a causa delle dimissioni di alcuni membri nel mese di marzo. Adesso siamo in dicembre e allora chiedo se in questo periodo il Segretario è rimasto in carica e quale attività ha svolto.
Bionaz (D.C.) - Io devo dire due cose. Io non ero al corrente delle proposte che avrebbe formulato oggi il Consigliere Dolchi e di quelle a cui ha accennato anche il Consigliere Milanesio. Se la Commissione ha espresso dei voti, avrebbe dovuto comunicarceli.
Milanesio (P.S.U.) - ... il disegno di legge della Giunta è stato ritrasmesso, venne presentato in Consiglio e poi ritirato... Sono state formulate delle modifiche, la Giunta ne ha preso, penso, certamente visione, o altro...
Bionaz (D.C.) - Scusate, ma queste proposte sono state trasmesse alla Giunta?
Montesano (P.S.U.) - ... sì.
Bionaz (D.C.) - Per la verità, io e i miei colleghi siamo tutti dello stesso parere... a meno che le abbiate trasmesse alla Presidenza del Consiglio.
Milanesio (P.S.U.) - Io tengo a precisare, se il Presidente del Consiglio me lo consente, che queste proposte concernevano, da un lato, l'istituzione dell'Assessorato della Programmazione, e, insieme a questo, la modifica della Commissione consultiva per la programmazione, cioè il Comitato non veniva messo in discussione nella sua composizione, si formulavano delle proposte di modifica per quanto atteneva alla composizione della Commissione consultiva generale.
Bionaz (D.C.) - Allora, io le dico che di questo sono al corrente.
Milanesio (P.S.U.) - ... solo questo, non si tratta di altro.
Bionaz (D.C.) - Sono al corrente, tant'è vero che questo ha fatto l'oggetto anche, diremo, di un'esposizione programmatica. Per quanto riguarda la questione della integrazione del Comitato, della Commissione consultiva, io penso che la Giunta sia assolutamente d'accordo di accogliere queste indicazioni e lo farà certamente con tempestività.
Il Consigliere Manganoni vuole sapere se è rimasto in carica il Segretario, rispondo di sì, perché il Segretario, come Segretario di un Comitato che anche se non è integrato da membri dimissionari... come organo che rappresenta, diciamo, la burocrazia di questo Comitato della programmazione è rimasto in carica.
Per il resto ai presentatori della mozione posso assicurare che noi siamo d'accordo e provvederemo al più presto, compatibilmente con le nostre normali occupazioni delle quali alcune hanno anche, diremo, una certa importanza. È un adempimento comunque che la Giunta può impegnarsi di compiere al più presto.
Manganoni (P.C.I.) - Sempre su questa questione molto marginale, il Presidente della Giunta mi ha risposto che il Segretario è rimasto in carica. Qui viene affermato: "Considerato che a far tempo dal mese di marzo il Comitato regionale per la programmazione si è trovato nella impossibilità di funzionare", allora quale attività ha svolto questo Segretario se non funzionava la Commissione? Se tutto era fermo come viene affermato qui - non lo dico io, è scritto qui -, il Segretario che cosa ha fatto in questi 8 mesi, da maggio a dicembre? Quali erano le sue funzioni specifiche?
Bionaz (D.C.) - Caro Consigliere Manganoni, noi non abbiamo mai affermato questo, sono i presentatori della mozione che fanno quella affermazione, che, a loro parere, può anche essere giusta.
Manganoni (P.C.I.) - Io ho premesso che non entravo in merito, io faccio solo una constatazione come Amministratore, dico qui: 10 mesi. Ora, quel maligno del Consigliere Germano mi sta dicendo che in questi 10 mesi ha riflettuto e ha cambiato corrente, ma io penso che questo non entri nelle funzioni della programmazione...
Bionaz (D.C.) - No, non c'entra, lo dici tu stesso, non c'entra niente... e se il Consigliere Germano è considerato maligno da te, io non voglio esprimere il mio giudizio, lo dici tu, insomma...
Manganoni (P.C.I.) - Lui quindi in questi dieci mesi ha avuto tutto il tempo per riflettere quale corrente doveva abbracciare, quale abbandonare, quale cambiare... questa è la sua attività...
Bionaz (D.C.) - ... sono tutte polemiche inutili...
Manganoni (P.C.I.) - Mica tanto polemiche inutili perché le 160.000 lire al mese le paga la Regione e in 10 mesi sono 1.600.000 lire e si tratta di denaro pubblico.
Fosson (U.V.) - Sarò brevissimo. A nome del Gruppo dell'Union Valdôtaine, dico che noi siamo d'accordo per la ricostituzione del Comitato della programmazione e siamo d'accordo anche sulla modifica della mozione. Mi sembra che la Giunta, i1 Presidente della Giunta ha già accolto il principio che la Commissione consultiva sia riformata, sia integrata.
Permettetemi di rilevare qualche cosa su questo punto, perché un momento fa ho sentito dire dal Consigliere Milanesio che si vedrà quali sono gli Amministratori che credono nella programmazione e quelli che non ci credono. Io vorrei dire subito che, data la mia formazione tecnica, sono uno che crede nella programmazione; credo però nella programmazione seria, non nella programmazione cosiddetta "per épater le bourgeois" e per fare delle lunghe discussioni o di vedere attraverso una Commissione i dati di tre anni prima, perché altrimenti questi dati sono sorpassati.
Sono per una programmazione seria, e non per la programmazione - e non entrerò nei particolari - che è stata fatta, ad esempio, nello stabilimento più importante della Valle d'Aosta: quello della Società Nazionale Cogne, dove si è fatta una certa programmazione nel momento in cui c'erano certi studi in atto e di questi studi non si è tenuto per niente conto, perché la programmazione che si è fatta, senza l'apporto dell'Amministrazione regionale, è una programmazione che assolutamente noi non riteniamo valida. Non entro nei particolari oggi, avremo occasione in altri momenti di parlare di questo argomento, mi sono già permesso di fare certe osservazioni nella Commissione consultiva della programmazione, ho avuto allora delle risposte da certi invitati in quella Commissione, in rappresentanza della Cogne, che non mi hanno assolutamente soddisfatto, perché erano contrarie a ogni buon senso.
Ho detto che non entro nei particolari, perché avremo tempo di parlarne. Purtroppo i risultati di una programmazione errata si vedranno a distanza di anni. Quello che noi diciamo oggi quindi può sembrare un qualche cosa che non corrisponde al vero, ma chi ha una certa esperienza in materia può anche vedere nel futuro.
Siamo quindi per una programmazione a condizione che si facciano le cose seriamente, a condizione che non si seguano certe linee che non hanno niente a che fare con una programmazione vera e propria e a condizione che questa programmazione sia fatta nell'interesse principale della popolazione della Valle d'Aosta, della Regione Valle d'Aosta, perché noi siamo chiamati a vedere e a studiare una programmazione regionale che deve inquadrarsi, naturalmente, in una programmazione nazionale. Noi, prima di tutto, dobbiamo tenere a vedere quali sono gli interessi precipui della Regione Valle d'Aosta, a studiare a fondo i nostri problemi, per inquadrarli nelle esigenze superiori della programmazione nazionale, ma tutto questo deve essere fatto con serietà: allora, siamo per la programmazione. Se invece la programmazione deve essere solo una parola che riempie la bocca e a questa parola si aggiungono diversi altri termini che oggi sono in uso, in tutto questo campo, sono tutte cose che possono dare nell'occhio a qualcuno, ma, in effetti, non portano nessun risultato pratico.
Ho voluto fare quindi, scusatemi, questa piccola digressione solo per stabilire qual è il nostro concetto sulla programmazione, perché noi siamo favorevoli a una programmazione seria, ma siamo contrari a una programmazione che sia fatta così, tanto per dire: "abbiamo programmato". Guardate, nel passato, ad un certo momento, mi ricordo che il Ministero dell'Agricoltura aveva detto: "non bisogna più piantare grano, perché abbiamo la sovrapproduzione di grano"; l'anno dopo c'è stata una carestia e abbiamo acquistato grano per diverse centinaia di miliardi dall'estero. Questo è un caso che non va preso ad esempio in queste cose, ma, tanto per dire, siamo d'accordo su una programmazione seria.
Tonino (P.S.I.U.P.) - Non voglio entrare nel merito della mozione che vuole ribadire la necessità di rendere operante il Comitato regionale per la programmazione, proprio perché le programmazioni in genere, se non sono accompagnate da una spinta, da una volontà di portare avanti problemi concreti... la parola "programmazione" resta soltanto una parola che la rende di conseguenza monca, come nel caso di cui si sta discutendo, che addirittura da mesi il Comitato non si riunisce più e quindi è inoperante sia ai fini che interessano problemi di attualità, sia per nuovi problemi che si affacciano giornalmente e che hanno bisogno di essere valutati e ponderati con quella volontà politica responsabile che dovrebbe essere la caratteristica della parola "programmazione".
Io, Consigliere Ramera e Consigliere Pollicini, approverò questa vostra mozione, ma la approverò con queste critiche che ho fatto, dicendo che, malgrado questa vostra volontà, di cui almeno recita la mozione, se non vi è una responsabile ferma presa di posizione, ripeto, una volontà politica non discriminante, di risolvere i problemi connessi a tale organismo, è francamente inutile discutere e programmare per poi lasciare le cose come prima.
Io, quindi, ripeto che approverò questa mozione, invitando però i responsabili a mettere in moto quella macchina che potrebbe comunque essere una macchina funzionante se si riesce a soffocare quelle critiche che ho fatto prima e ad ampliare le organizzazioni che sono state proposte dal Consigliere Dolchi e che sono state, a quanto pare, accettate dalla Giunta stessa.
Maghetti (P.L.I.) - Il Partito Liberale approva la programmazione e, sintetizzando quanto già detto prima, speriamo che i programmatori si programmino.
Benzo (D.C.) - Vorrei solo dire alcune brevi parole per quanto concerne la mozione oggi presentata.
Premessa la validità, che non ha bisogno di commenti, della ricostituzione di organi previsti da una legge regionale, io mi permetto di fare presente al Consiglio che quello che conta è vedere ciò che è già stato fatto e ciò che c'è ancora da fare. Sappiamo che il Comitato per la programmazione è un organo tecnico-consultivo della Giunta.
Brevemente il Consiglio ricorderà certo che nella precedente legislatura erano state iniziate e portate avanti delle ricerche da parte di studiosi di chiara fama, iniziative necessarie per individuare nei vari settori ciò che bisognava poi programmare e c'era già un Comitato per la programmazione. Nell'attuale legislatura è stato portato avanti questo discorso e posso parlarne con conoscenza di causa avendo fatto per due anni l'Assessore con delega alla programmazione. Il fatto è che ci troviamo di fronte non tanto a quello che potrà fare questo Comitato, che potrà ancora rivedere, aggiornare, diciamo così, il piano, ma noi dobbiamo passare alla fase operativa. Il piano è stato predisposto, e qui mi richiamo a quanto ha detto il Consigliere Fosson, ed è stato anche approvato, io ho qui le deliberazioni approvate all'unanimità della Commissione consultiva regionale a fine dell'anno 1967. Questo piano è poi stato trasmesso dal Presidente dell'allora Commissione al sottoscritto ed è stato poi consegnato all'organo competente che è la Giunta regionale. Due quindi sono i momenti e due sono i tempi: cosa necessita oggi, quando abbiamo già avuto il conforto di un piano predisposto da eminenti studiosi, dibattuto e approvato dal Comitato tecnico-consultivo e dalla molto più ampia Commissione consultiva regionale... necessita abbassare la fase di approvazione del piano: questo è quello che conta perché il piano indica quali sono gli obiettivi che devono essere raggiunti e se questo avverrà - e dovrà avvenire al più presto -, allora vedrà Consigliere Tonino che si passerà veramente dalle parole ai fatti. Ecco, a mio parere, dove sta il punto: arrivare, sì, a ricostituire gli organi che, ripeto, sono previsti dalla legge e che potranno operare e bene operare continuando sulla falsariga di quello che è previsto nella legge nazionale per gli organi e le procedure nei successivi aggiornamenti, nelle articolazioni regionali del piano, come recitano quelle modificazioni che noi avevamo ottenuto come Regione a Statuto speciale in sede ministeriale col Ministro. Ben ricordo che, quando il Presidente della Commissione di Coordinamento rinviò non vistato il disegno di legge che noi avevamo presentato la prima volta nel 1966, testo che era già stato predisposto sulla base della precedente Commissione per la programmazione, il Consigliere Milanesio ed io siamo stati dal Ministro per vedere e abbiamo fatto approvare quella prima legge sugli organi e le procedure regionali. Tale legge regionale ha una sua funzione ben specifica che prevede questo Comitato di esperti che continua, per un certo lasso di tempo, e il piano precisa determinate condizioni anche temporali, diciamo così, di validità di questo, per poi passare a quella che invece è stata l'approvazione definitiva da parte, ripeto, di organi consultivi. Oggi ci troviamo di fronte alla necessità di passare all'approvazione... unitamente all'approvazione del piano con gli organi che il piano stesso prevede e al ripristino degli organi consultivi della programmazione perché possano... sulla base di quello che il tempo più passa più fa decantare... fa depositare della polvere anche sugli atti perché l'evolversi continua, le esigenze vanno avanti nella vita economica di una Regione come la nostra, impongono proprio una continua attenta rinnovazione in certi settori. Quando gli Assessori regionali, ciascuno per la branca che loro compete, avranno risposto a queste dirette considerazioni previste nel piano e questo piano sarà sottoposto al Consiglio, allora noi ci troveremo veramente di fronte alla fase operativa.
Io pertanto sono perfettamente d'accordo sulla ricostituzione, perfettamente convinto della validità dell'emendamento, dell'allargamento di questa Commissione consultiva, che, del resto, avevamo previsto, proprio durante le dibattute sedute della Commissione Affari Generali e Finanze quando si presentava la legge istitutiva del nuovo Assessorato della programmazione, previsto d'altronde nel piano stesso, quindi, passiamo alla fase dei fatti: il Comitato continuerà ad operare, ad operare bene, nella misura in cui ci saranno gli strumenti e gli organi che il piano stesso prevede.
Pollicini (D.C.) - Accetto l'integrazione della mozione con la proposta del Consigliere Dolchi.
Montesano (P.S.U.) - Altri ancora? Allora, io devo dire perché mi è venuto questo discorso, dall'accenno fatto dal Consigliere Dolchi per la presentazione della proposta di legge da parte dei Consiglieri Germano e Caveri. Ho ricevuto questo progetto di legge, che poi non è altro che la ripresa di alcuni punti della legge istitutiva dell'Assessorato della Programmazione. Io ho trasmesso in data odierna la proposta di legge stessa per competenza alla Commissione Affari Generali e Finanze. Nessun altro chiede la parola? Allora, mettiamo in votazione l'emendamento aggiuntivo presentato dal Consigliere Dolchi che prevede che nella mozione, dopo le parole: "invita la Giunta Regionale a ricostituire tale organismo entro il corrente mese", siano aggiunte le parole: "tenendo presenti le modificazioni, già approvate dalla Commissione consiliare permanente per gli Affari Generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica".
Lustrissy (D.C.) - Forse sarebbe più esatto dire: l'integrazione della composizione della Commissione, non dell'organo consultivo.
Montesano (P.S.U.) - Invito il Consiglio a votare la mozione presentata dai Consiglieri Ramera e Pollicini nel testo comprensivo dell'emendamento presentato dal Consigliere Dolchi.
Esito della votazione:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità la sottoriportata mozione.
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Mozione
Considerato che a far tempo dal mese di marzo del c.a. il Comitato Regionale per la Programmazione si è trovato nella impossibilità di funzionare a causa delle dimissioni di alcuni membri, tra i quali il Presidente ed il Vice Presidente;
Considerata altresì la necessità di rendere operante tale organismo per far fronte ai compiti istituzionali dell'Ente Regione nell'ambito della Programmazione e la evidente urgenza di predisporre gli studi e le ricerche necessarie per l'approntamento dello schema del II piano regionale di sviluppo,
invita
la Giunta Regionale a ricostituire tale organismo entro il corrente mese, tenendo presenti le modificazioni già approvate dalla Commissione consiliare permanente per gli Affari Generali, Finanze, Programmazione e Urbanistica.
