Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 84 del 31 marzo 1969 - Resoconto

OGGETTO N. 84/69 - Costituzione Ente ospedaliero regionale. (Interpellanza)

Mappelli (D.C.) - Per rispondere all'interpellanza del Consigliere Tonino, mi sembra innanzitutto necessario di puntualizzare la portata degli articoli 3, 4 e 5 della legge 12.2.1968, n. 132 sulla costituzione degli enti ospedalieri.

Il primo comma dell'articolo 3 dispone il riconoscimento di ente ospedaliero per le istituzioni di assistenza e beneficienza che provvedono esclusivamente al ricovero ed alla cura degli infermi e il secondo comma dispone invece la costituzione degli enti ospedalieri di tutti gli ospedali appartenenti ad enti pubblici che abbiano come scopo, oltre all'assistenza ospedaliera, anche finalità diverse.

L'Ospedale Mauriziano rientra in questa seconda categoria, come si può vedere chiaramente dalla lettera dell'articolo 1, legge 5 novembre 1962 n. 1596 che recita "L'Ordine Mauriziano è conservato come ente ospedaliero, con gli altri suoi compiti in materia di beneficienza di istruzione e di culto". La predetta legge è di attuazione della 14° disposizione finale della Costituzione.

La Dichiarazione in Ente Ospedaliero per tutti gli ospedali previsti del primo comma dell'articolo 3 della legge 132 deve avvenire entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge stessa.

Nessun termine è previsto per la costituzione, in Ente Ospedaliero, degli Ospedali dipendenti da un ente pubblico.

L'articolo 5 della legge prevede le procedure relative che sono sostanzialmente diverse da quelle previste dall'articolo 4. Data la complessità del problema, una azione precipitosa e non sufficientemente studiata, avrebbe potuto dare luogo ad atti non perfetti, sotto il profilo della legittimità e passibili, quindi, di impugnativa.

Da una parte, da una tale deprecabile situazione sarebbero conseguiti gravi danni per il personale, il quale, pendente il giudizio, si sarebbe trovato, per evidenti motivi, nell'impossibilità di tutelare e salvaguardare i suoi interessi. Conscia delle precitate difficoltà, ma fermamente decisa ad addivenire ad una soluzione dell'importante problema, la Giunta regionale lo ha a più riprese esaminato e sin dal 28 gennaio scorso, a cura del Presidente della Giunta è stato chiesto all'Ordine Mauriziano la designazione dei suoi rappresentanti nella Commissione prevista nell'articolo 5 della legge.

Con nota 10 febbraio 1969 il Presidente dell'Ordine ha comunicato, sentito il Consiglio di Amministrazione, che l'Ordine Mauriziano non ha intenzione di accedere alla richiesta e, pertanto, non segnala alcun nominativo, in attesa che sia definita la particolare posizione dell'Ordine Mauriziano, che ha riflessi anche su altri Ospedali Mauriziani, oltre che su quello di Aosta.

Anche di fronte a tale presa di posizione la Giunta non ha ceduto, ma sentiti i partiti anche di centro sinistra e presi i necessari contatti con i rappresentanti dei lavoratori, con deliberazione n. 628 in data 7 marzo 1969 ha approvato la costituzione in ente ospedaliero, con decreto del Presidente della Regione Autonoma della Valle d'Aosta, dell'Ordine Mauriziano di Aosta, ai sensi della legge 12 febbraio 1968, n. 132.

La relativa deliberazione è attualmente in attesa del prescritto visto di legittimità della Commissione di Coordinamento; nel frattempo, anche al fine di eliminare eventuali ostacoli e remore che si potessero frapporre al citato visto di legittimità e soprattutto per studiare la predisposizione del successivo decreto, il 21 marzo in sede di insediamento del Comitato Nazionale per la Programmazione Ospedaliera, ho avuto un incontro con l'On. Camillo Ripamonti, Ministro della Sanità, il quale, per esaminare a fondo il problema del Mauriziano di Aosta, mi aveva fissato un appuntamento per il giorno 27 marzo scorso, cioè venerdì scorso. Detto colloquio, purtroppo, ha dovuto essere rinviato in quando l'On. Ministro è stato impedito da sopraggiunti impegni di Governo.

In data odierna, il Ministro Ripamonti, su mia richiesta, sebbene molto impegnato, mi ha fissato un nuovo appuntamento per giovedì 3 aprile. Da quanto precede, è dimostrata la chiara volontà politica del Governo regionale, del suo Presidente, di addivenire ad una rapida soluzione del problema concernente la costituzione dell'Ospedale Mauriziano di Aosta in ente ospedaliero, tutelando al tempo stesso quelli che sono i diritti e gli interessi dei lavoratori e garantendo la massima assistenza degli ammalati ricoverati presso l'Ospedale Mauriziano di Aosta.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Prendo atto della risposta dell'Assessore che la Giunta regionale ha deliberato per l'istituzione dell'Ente Ospedaliero regionale, ma debbo dire che alla data della mia interpellanza nessuna decisione in merito la Giunta ha preso.

Ho saputo tramite la Gazzetta del Popolo di una ventina di giorni addietro, che i partiti di coalizione di centro sinistra si erano riuniti per questo problema e che la Giunta, successivamente si era riunita per esaminare o per deliberare in tale senso. Certo però non posso non sottolineare come a fare decidere qualche cosa a questa Giunta di centro sinistra ci vogliono scioperi, malcontenti generali, sia del personale ospedaliero, sia degli assistiti, per poter vedere accolte richieste sindacali che minacciavano uno sciopero ad oltranza, se la Giunta non avesse ottemperato ai dispositivi della legge Mariotti.

Mi auguro che la procedura sia avviata a soluzione, al più preso e che l'appuntamento che Lei avrà col Ministro Ripamonti il 5 prossimo, dia delle soddisfazioni in merito, perché la situazione in cui si trova il personale dell'Ospedale Mauriziano, come mi è stato riferito, non può attendere oltre, essendo giunta in una situazione anormale, inabissando letteralmente ogni principio che tenesse conto, sia pur minimamente dei requisiti richiesti per delle mansioni specializzate e qualificate come appunto viene richiesto per l'organico ospedaliero. Sappiamo che il personale di servizio è di 190 unità, compreso il personale addetto a tutti i servizi; ciò vuole dire che le infermiere addette alle pulizie, portantine, sono anche addette a praticare delle iniezioni ai pazienti ed altri servizi vari. Sappiamo inoltre che un 15% di questo personale manca al servizio per causa di malattia o per gravidanza o per riposo o per festività, per cui si può dedurre che il personale presente giornaliero è di appena 150 unità, considerando i tre turni, vediamo che per assistere ai 370 degenti, che è la giusta media, quando non si arriva oltre i 400, vi sono 50 dipendenti e in contrasto con quanto recita la legge Mariotti, la quale precede una più accurata assistenza ai degenti, con una nuova concezione dell'Ospedale, non più basato su tanti posti letti e poi basta, ma affermare che l'Ospedale deve essere il centro di medicina curativa, preventiva, riabilitativa e anche formativa, per cui è estremamente necessario giungere al più presto alla surrogazione, da parte della Regione dell'Ospedale Mauriziano, per dare ad esso un volto nuovo, un nobile programma di evoluzione morale e sociale.

Per quanto riguarda la preoccupazione che l'Assessore ha fatto sapere in questo momento, circa l'intendimento da parte dell'Ordine Mauriziano di voler impugnare il decreto, mi permetto Sig. Assessore, che questo è per me una dichiarazione che ritengo anche un po' viziosa perché io conosco più i retroscena dell'Ospedale Mauriziano, che Lei prima ha già detto: sa benissimo che comunque vada, l'Ordine Mauriziano impugnerà questo decreto, non fosse altro che per prendere del tempo. Se la Giunta lo avesse deliberato molto tempo prima, forse a quest'ora avremo già l'esito del Consiglio di Stato, che non può essere che favorevole al decreto legge del 12.02.1968. Perché si deve essere sicuri che il Consiglio di Stato darà ragione all'ente regionale? Per questo motivo che Lei sa; si sa che prima della Costituzione della Repubblica l'Ordine Mauriziano era un Ordine cavalleresco, con la denominazione dei Santi Maurizio e Lazzaro, aventi il Re quale Generale Gran Maestro. All'atto della Costituzione della Repubblica italiana, al n. 14 delle disposizioni transitorie e finali, a questo proposito si disse: l'Ordine Mauriziano è conservato come Ente Ospedaliero, come ha detto poco fa Lei - e funziona pertanto nei modi stabiliti dalla legge. In conseguenza di tale disposizione vi fu un lungo periodo di gestione commissariale e precisamente dal 1947 al 1964. Al 1° aprile del 1965 in base alla legge 5.11.1962 - testé citata dall'Assessore - si stabiliva un Consiglio di Amministrazione dell'Ordine Mauriziano. I Ministeri competenti, Sanità, Interni e Tesoro, stabilirono che il quadriennio di questo Consiglio di Amministrazione doveva considerarsi concluso il 31 marzo 1969, cioè oggi, per cui alla data odierna è scaduto questo mandato di questo Consiglio di amministrazione, dell'Ospedale Mauriziano.

Nel corso dell'iter parlamentare della legge 12.02.1968 n. 182, legge Mariotti sulla Riforma Ospedaliera, l'Ordine Mauriziano tentò tramite un emendamento dell'On. Pella, della destra reazionaria, di introdurre un emendamento per fare sì che l'Ordine Mauriziano rimanesse fuori dalla predetta legge. L'emendamento veniva respinto con l'appoggio di tutte le forze di sinistra e una parte del centro-sinistra, e l'Ordine Mauriziano ricadde tra gli enti di cui al secondo comma dell'articolo 3 della legge Mariotti.

Sappiamo tutti i motivi per cui la destra cercava in tutti i modi di escludere l'ordine Mauriziano dalla Riforma Ospedaliera, non sono pochi gli ospedali dipendenti dell'Ordine Mauriziano oltre agli altri beni consistenti in varie proprietà terriere, in chiese, monumenti artistici, scuole, tutti proprietà dell'Ordine predetto ed ubicate nel Piemonte, ivi compreso il Mauriziano di Aosta.

Ora, è chiaro che questi adopereranno l'unico strumento a loro disposizione che è quello che Lei ha detto poco fa e di cui ha timore, quello appunto, come detto prima, di impugnare il decreto.

Ora, questa eccessiva paura non ha motivo di esistere, per quanto ho detto prima. Non vorrei però che questo timore fosse motivo di grave ritardo e che poi per finire diventi strumento dell'Ordine. La Giunta che comunque vada la Valle d'Aosta e, in questo caso, la Città di Aosta deve disporre di un Ospedale come prescritto dalla legge.