Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 112 del 28 aprile 1969 - Resoconto

OGGETTO N. 112/69 - Necessità igienica di fognature e incenerimento di rifiuti nel Comune di Verrayes. (Interrogazione)

Colombo (P.S.U.) - Il problema è già stato oggetto di discussione in questo Consiglio regionale per una mozione presentata dal Consigliere Pedrini, se non erro, per il Consiglio regionale del 18 ottobre.

In quella occasione risposi che avevamo invitato il Comune di Verrayes a predisporre per la progettazione di queste opere, fermo restando che l'Amministrazione regionale avrebbe visto la possibilità di un suo finanziamento di queste opere stesse in un prossimo programma.

Malgrado che l'invito fosse stato fatto, sia per le fognature, sia per quanto riguarda l'incenerimento dei rifiuti solidi urbani, ad oggi posso dire che dal Comune di Verrayes noi non abbiamo avuto più nessuna notizia circa questi lavori.

Ritengo che il Comune se ne stia interessando, fermo restando però che a questo momento non sono ancora giunti né progetti di lavori di fognature, né per quanto concerne i rilievi per la soluzione da noi prospettata per il problema dell'incenerimento dei rifiuti solidi urbani.

Mappelli (D.C.) - L'interrogazione avanzata dal Consigliere Comm. Pedrini mi offre l'occasione per puntualizzare una situazione sull'igiene dei centri abitati che è propria non soltanto del Comune di Verrayes ma anche di tanti altri Comuni della Valle d'Aosta.

Ho notato infatti negli ultimi tempi una certa trascuratezza da parte di alcune amministrazioni comunali riguardo ad una idonea sistemazione dei rifiuti e la tendenza da parte di certe amministrazioni comunali di addossare ai competenti organismi sanitari regionali compiti in fatto di igiene pubblica di specifica competenza comunale.

In altri termini, alcuni comuni vorrebbero che gli organismi regionali di vigilanza sanitaria intervenissero per risolvere problemi derivanti dalla mancanza di idonee località di scarica di rifiuti solidi o dalla mancanza di un servizio pubblico di raccolta dei rifiuti, dimenticando che precise disposizioni di legge accollano ai comuni ogni facoltà d'intervento in materia.

Devo inoltre dire che gli interventi e i suggerimenti della Regione non trovano presso determinati comuni quell'attenzione che dovrebbero avere.

Ad ogni buon conto, fatta questa doverosa premessa, faccio però presente che quanto prima sarà redatto un piano per l'impianto in Valle d'Aosta di una serie d'inceneritori cui faranno capo Consorzi dei Comuni, ma deve essere chiaro che se sarà provveduto all'istituzione di un servizio di raccolta dei rifiuti solidi domestici, da parte del Comune o del Consorzio, l'impianto d'inceneritori non sarà la soluzione dei problemi.

Sarà quindi indispensabile la collaborazione attiva delle amministrazioni comunali interessate sia per la costituzione dei vari consorzi che per i vari servizi di raccolta.

Pedrini (P.L.I.) - Io ho preso atto, e ringrazio i due Assessori che hanno risposto, però debbo mio malgrado dichiarare la mia insoddisfazione non già per la loro riposta quanto per le cose che sono state dette come conclusione di tutto questo.

Perché che il Comune di Verrayes non abbia presentato i progetti, non abbia fatto alcuna richiesta, io prendo atto di questo e ne do atto all'Assessore, che l'Amministrazione regionale, e per essa l'Assessorato alla Sanità, non debba entrare - dato che vi sono precise disposizioni di legge - verso i comuni sull'argomento, siamo anche perfettamente d'accordo, però a un dato punto qua vi è una questione di ordine, di sanità pubblica, per cui se un comune non rispetta la legge, io non vedo chi gliela debba fare rispettare se non il Consiglio regionale.

Ora a un dato punto se questa situazione continuerà io sarò costretto, mio malgrado, a ripresentare non più un'interrogazione, ma presenterò eventualmente una mozione e vedremo che cosa il Consiglio risponderà su di questo, perché evidentemente se una popolazione deve rimanere, deve soggiacere ai voleri o di un'amministrazione comunale o di un Sindaco, queste cose non mi riguardano, né m'interessano, evidentemente noi dobbiamo pensare che siamo qua per tutelare proprio quei cittadini, quelle popolazioni che in caso contrario verrebbero ad avere non soltanto l'aria ma anche l'acqua inquinata, con tutte le responsabilità del caso, E sia chiaro che da questi banchi si vuol sapere di chi eventualmente sarà la responsabilità, non certamente la parte liberale perché noi abbiamo indicato chiaramente il problema.

OGGETTO N. 113/69 - Strada della frazione Mont Blanc di Champorcher. Ripristino della viabilità e collaudo. (Interrogazione)

Maquignaz (D.C.) - Io devo dire che la strada è finanziata per l'84% con fondi assegnati dallo Stato all'Assessorato Agricoltura e Foreste per le opere pubbliche nei comprensori di bonifica montana.

Il 16% prima veniva versato dal Comune, da una decisione che abbiamo preso in Giunta adesso viene integrato prima dall'Assessorato ai Lavori Pubblici e adesso interamente dall'Assessorato all'Agricoltura.

Però la legge prevede che queste opere devono essere seguite e eseguite da parte dei Comuni, cioè è il Comune che ne cura l'appalto, che nomina il direttore dei lavori, l'assistente, l'Assessorato controlla invece tutta la contabilità, la buona esecuzione dei lavori prima della liquidazione dei contributi.

Quindi è il Comune che fa questi lavori, per legge, non l'Amministrazione regionale.

Per quanto riguarda la situazione dei lavori, il primo lotto dei 50 milioni, i lavori che sono iniziati nel 1966, non sono ancora completamente ultimati ed è per questo motivo che non sono collaudati, perché non sono interamente completati.

C'è un secondo lotto che comunque va avanti indipendentemente dal primo, i lavori sono iniziati nel giugno del 1968 e fra poco riprenderanno, adesso a primavera.

C'è un terzo lotto di 150 milioni, il cui progetto è giunto appena in questi giorni all'Amministrazione regionale e passeremo al relativo impegno appena avremo revisionato la spesa.

Voglio adesso passare alla situazione della frana che è l'oggetto dell'interpellanza.

L'apertura della sede stradale, la forte pendenza del terreno e la presenza di acque nella zona, il tutto aggravate dalle forti piogge dell'autunno '68, hanno provocato questo franamento nel tornante della strada, franamento che però è stato completato solo domenica 13 aprile del 1969, però già prima si era notato che lì c'era un cedimento del terreno.

Cosa abbiamo fatto appena abbiamo avuto la notizia? Abbiamo fatto fare un sopralluogo dai nostri tecnici dell'Assessorato, dopo ci siamo messi d'accordo con il Comune interessato, il quale si è impegnato a inviarci subito la perizia e il progetto per la ricostruzione della muratura che è franata.

Inoltre, ci siamo accordati per le opere di risanamento a monte della muratura per fare in modo che non avvenga più questo inconveniente.

Quindi noi appena avremo questi documenti che abbiamo chiesto al Comune, che si è impegnato di fornirceli al più presto, manderemo direttamente i lavori, a cura questa volta dell'Amministrazione regionale oppure, se potremo, lo faremo fare direttamente all'Impresa che ha fatto i lavori in quanto che rientra ancora nel quinto d'obbligo previsto dal capitolato. E lo facciamo al più presto possibile perché sappiamo che con quella frana noi ritarderemo l'esecuzione degli altri lavori di cui ho detto prima; abbiamo cospicui fondi da impegnare.

Voglio solo ricordare che per quanto riguarda il reperimento dei fondi, siccome lì è stato praticamente assorbito anche il ribasso d'asta per una perizia suppletiva che si rendeva necessaria, con lettera del 21 marzo 1969 abbiamo chiesto al Ministero dell'Agricoltura dei fondi, ai sensi della legge 12 febbraio 1969, per i provvedimenti per le zone colpite dalle alluvioni.

Cioè la legge prevedeva appunto lo stanziamento di fondi per i danni provocati dall'alluvione nei comprensori di bonifica montana e avevamo già esaminato prima, grosso modo, l'entità di questi danni che si prevedevano già: abbiamo chiesto 5 milioni per la strada di Mont Blanc e 4 milioni per quella del Grand Rosier, che sono più o meno i fondi che riteniamo necessari per far fronte a quei danni causati dall'alluvione.

Quindi noi adesso provvederemo all'anticipazione con fondi regionali proprio per fare in modo di non ritardare gli altri lavori e quando arriveranno questi fondi li rimborseremo, quindi praticamente facciamo una partita di giro in modo da poter accelerare il più possibile l'esecuzione dei lavori.

Pedrini (P.L.I.) - ... Volevo sapere il secondo lotto di che importo è, per cortesia, e se ho ben capito il 13 di aprile è stato fatto il sopralluogo e l'accordo con il Comune, soltanto la conferma di questo.

Maquignaz (D.C.) - L'importo del secondo lotto è pure di 50 milioni, 42 milioni dell'Assessorato all'Agricoltura, 8 milioni dei Lavori Pubblici.

Per quanto riguarda il sopralluogo dicevo solo che il franamento è avvenuto completamente il 13 di aprile, noi il sopralluogo lo abbiamo fatto appena abbiamo avuto la telefonata da parte degli amministratori comunali, quindi, probabilmente, due tre giorni dopo, comunque immediatamente.

Invece martedì sono venuti su gli amministratori comunali di Champorcher e abbiamo stabilito che cosa si poteva fare, cioè quanto ho detto prima.