Oggetto del Consiglio n. 356 del 12 luglio 1979 - Verbale

OGGETTO N. 356/79 - Riforma del settore dell'editoria e informazione radiotelevisiva in Valle d'Aosta. Approvazione di ordini del giorno.

Ordine del giorno

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Constatato che, anche in recenti occasioni, la RAI-TV ha ampiamente ignorato la realtà particolare della Valle d'Aosta e, fra l'altro, nel corso delle trasmissioni nazionali dedicate ai risultati delle elezioni politiche ed europee ha addirittura ignorato i dati che venivano dalla Valle;

Visto inoltre che, in numerose occasioni, la Regione Autonoma a Statuto speciale viene chiamata ancora "provincia" e che mancano numerosi servizi pubblici (ad esempio i dati della temperatura dei telegiornali delle 13.00 e 13.30);

Considerato che ripetutamente vi sono state proteste per questo comportamento da parte di partiti, movimenti e associazioni culturali;

Invita la RAI-TV a modificare radicalmente il tipo di rapporto con la Valle d'Aosta, sia per quanto riguarda gli argomenti soprariportati sia per quanto concerne il rispetto degli impegni assunti con la convenzione RAI-REGIONE-STATO del 1974 sia per quanto riguarda il rapido completamento, in personale e in strutture, della sede RAI-TV di Aosta.

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Ordine del giorno

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta,

Considerato che ormai da troppo tempo, nel settore dell'editoria, esiste una situazione di attesa legata alla proposta di riforma già a suo tempo approvata dalla Commissione Interni della Camera;

Constatato che in attesa della nuova normativa è stata restituita dalla Commissione di Coordinamento, non vistata, una proposta di legge relativa all'informazione sull'attività della Giunta e del Consiglio regionale;

Preso atto delle ormai innumerevoli sollecitazioni che giungono da tutte le categorie interessate alla riforma, giornalisti, poligrafici, editori, distributori, rivenditori e dal coordinamento delle Regioni;

Considerato che la legge aveva ottenuto l'approvazione di tutte le forze politiche;

Fa voti

affinché il Parlamento affronti e approvi al più presto la legge nell'interesse di tutti gli operatori del settore e per una più effettiva democrazia nel settore dell'informazione.

F.to: Salvadori

Dolchi (P.C.I.) - La relazione del Presidente del Consiglio sarà rapida, perché il Consiglio è al corrente che nella passata seduta, nel corso dell'illustrazione di un'interpellanza e della risposta da parte del Presidente della Giunta all'interpellante Consigliere Pedrini, si è deciso di rinviare questo argomento alla seduta odierna affinché il Consiglio potesse pronunciarsi con un ordine del giorno sui rapporti tra la Regione e la RAI e sull'informazione radiotelevisiva, sull'informazione in genere. Una bozza di ordine del giorno è stata nel frattempo presentata ed è stata allegata al punto n. 9 dell'ordine del giorno.

Nel frattempo, prima della discussione generale, è stato presentato - e dovrà essere esaminato - da parte del Consigliere Salvadori un ordine del giorno che riguarda la legge sull'editoria e l'informazione più in generale. L'urgenza dell'approvazione, se il Consiglio è d'accordo, di questo ordine del giorno è dato dal fatto che il 4 luglio c'è stata a Venezia una riunione fra i responsabili delle Regioni e su questo argomento dell'informazione la proposta è che le Regioni si pronuncino per sollecitare l'approvazione della famosa legge sull'editoria. Alla Presidenza è sembrato che l'argomento fosse pertinente e si legasse a quello che poteva essere il dibattito sul punto n. 9: ecco perché è stato distribuito anche l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Salvadori, che poi credo lui stesso vorrà illustrare.

Il Consiglio pertanto è chiamato al punto n. 9 a pronunciarsi a seguito di quell'interpellanza sul problema della radiotelevisione in Valle d'Aosta, degli impegni assunti con la convenzione e dei rapporti esistenti e poi, in seguito alla presentazione dell'ordine del giorno, sulla necessità dell'approvazione urgente della legge sull'editoria. È aperta la discussione generale. Chi chiede la parola sul punto n. 9 dell'ordine del giorno? La parola al Consigliere Cout.

Cout (P.C.I.) - Penso che il rapporto che ci deve essere, a mio parere, tra la Regione, la RAI ed altri enti interessati, quando c'è stato - e c'è stato in diverse occasioni, in diverse riunioni che abbiamo avuto - ha dato direi dei buoni frutti, soprattutto per sbloccare alcune situazioni, che non sto a ricordare, penso tutti le conosciate, in alcuni casi sembravano, se non insuperabili, almeno di difficile soluzione; quindi direi che questo è un buon metodo che va mantenuto e va anzi ancor più valorizzato. Ci sono però alcune osservazioni che sono scaturite da queste riunioni che vorrei fare: direi che tra tutti i problemi, grossi o piccoli che ancora ci sono, un problema abbastanza importante esiste ancora e cioè la necessità - che abbiamo già ricordato alcune volte in Consiglio, anche con la nostra mozione - di andare a definire le frequenze di irradiamento dei programmi e l'incompatibilità di irradiamento su determinate frequenze che c'è tra le televisioni private e la RAI.

C'è stata una riunione, c'è stata una richiesta di dati e mi sembra che la TVA l'abbia fatta pervenire e nell'ultima riunione c'è stato detto che mancavano ancora i dati della RTA; RTA che, ad esempio, in Bassa Valle occupa la frequenza 48 a Courtil, per cui, se dovesse poi entrare in funzione, se dovesse venire irradiata la televisione svizzera...essa non potrà essere irradiata, perché appunto il canale su cui dovrebbe essere trasmessa è già occupata dalla RTA. Come la questione di Courtil esistono altri posti dove sarà appunto necessario che...almeno il Presidente della Giunta si era già assunto questo impegno - e mi sembra che su questo nell'ultima riunione anche Salvadori si era dichiarato d'accordo - di prendere i provvedimenti del caso al più presto possibile.

Oltre a questo problema, esiste, secondo noi, il problema dell'allargamento della ricezione a tutti i Comuni. Sono stati coperti un gran numero di Comuni, verranno ancora coperti con l'entrata in funzione di alcuni ripetitori una serie di altri Comuni, però esiste un problema di andare a definire, secondo noi, al più presto possibile il contenuto della convenzione e anche in sede di Commissione da parte del Direttore della RAI è stata riconosciuta una notevole carenza in alcuni punti di questa convenzione e la necessità di approfondire. Penso che, se viene rilevata una carenza da parte della RAI, senz'altro una carenza la possiamo vedere anche noi se andiamo effettivamente a verificare in fondo quali sono i contenuti della convenzione, ad esempio, per quanto riguarda il problema della minoranza walser.

Direi che, oltre a questo, è stata anche prospettata una possibilità di andare a risolvere extra convenzione il problema di alcuni ripetitori che potrebbero essere messi nei centri inferiori ai 1.000 abitanti, con una convenzione che potrebbe essere del 50% a carico della RAI e del 50% a carico del Comune o della Comunità Montana, o eventualmente con l'aiuto della Regione; questo, secondo il nostro parere, va fatto senz'altro, però va fatto tenendo presente che esiste una convenzione che deve essere attuata e quindi un impegno da parte della RAI di attuare questa convenzione e poi di avere... Ci dovrebbero far pervenire...ci dovrebbe essere una richiesta precisa da parte della Giunta di avere dei dati da parte della RAI di quella che è la situazione generale di questi ripetitori nella Valle, per poter poi fare un piano di allargamento ulteriore di tali ripetitori e quindi della ricezione nei vari Comuni.

Esistono una serie di problemi più piccoli, tipo il ripetitore di Arnad: la non ricezione dei programmi televisivi e anche il Consigliere Pedrini nella sua interpellanza aveva fatto riferimento a questo...dove per piccole cose, probabilmente per una spesa di 150-200 mila lire, il tutto è bloccato. Io mi sono informato, mi ero preso l'impegno in Commissione di vedere quale era la situazione ed effettivamente, secondo il parere di alcuni tecnici del posto, la cosa potrebbe essere risolta; però ecco qui direi che sarebbe necessario che la Giunta impegnasse non so...in un incontro, eventualmente con i sindaci, con questi tecnici, la partecipazione di una persona per definire le cose più piccole. Sembrerebbe anche strano che, per una spesa di 150-200 mila lire, non si potesse ricevere dei canali in un Comune della dimensione di Arnad e su tutta una fascia di Verrès.

Direi che esiste poi un altro problema ancora: quello della terza rete, un servizio che il 15 dicembre dovrebbe entrare in funzione e dovrebbe coprire la zona di Aosta e, attraverso Saint-Vincent e Saint-Nicolas, la parte centrale della Valle. Questo è già un qualcosa di più probabilmente di altre Regioni, dove questo irradiamento avverrebbe solo nel capoluogo, però direi che, vista la situazione della Regione, visto anche che siamo carenti in diversi Comuni, ci dovrebbe anche essere l'impegno da parte della Giunta per fare in modo che nei programmi della RAI al più presto possibile venisse previsto anche un irradiamento della terza rete; anche qui mi sembra che, andando a portare una piccola modifica, ad esempio, nel ripetitore di Courtil, la cosa potrebbe essere fatta anche con una spesa abbastanza relativa. Direi quindi che si tratta di fare in modo che la RAI nei suoi programmi futuri, ma al più presto possibile, preveda anche questo.

Esiste il problema del walser: la ricezione, si diceva in Commissione, può venire di sopra, può venire di sotto, però la cosa implica una scelta di ricezione e di programmi diversi: o di sopra dei programmi svizzeri, o di sotto di programmi confezionati nella sede della RAI. Direi che anche su questo va fatto un chiarimento al più presto possibile e sentendo e coinvolgendo le popolazioni della zona per vedere appunto quali sono i programmi che a loro interessano, anche perché penso che sia giusto sentire il loro parere.

Più in generale poi sul contenuto dell'ordine del giorno siamo d'accordo che appunto nei programmi radiotelevisivi ci sia un decentramento anche delle decisioni della RAI, che questo, che è un discorso iniziato nella prima Conferenza di organizzazione e di programmazione della RAI, sia un discorso che deve andare avanti, tenendo conto degli Enti locali, anche minori, e del coinvolgimento anche delle altre realtà della nostra Regione, appunto per quanto riguarda le peculiarità e la nostra realtà culturale, etnica, linguistica e anche socio-economica; questo anche perché su queste cose si potrebbe addirittura prevedere per il futuro un interscambio di relazioni culturali e di programmi televisivi con altre Regioni. Direi quindi che su tutto questo ci dovrebbe essere un impegno da parte della Giunta di promuovere questo incontro tra la RAI, gli Enti locali minori e la Regione, affinché un discorso del genere possa proseguire.

Per quanto riguarda più specificatamente l'ordine del giorno, a parte così forse una certa vaghezza che può essere vista nella prima parte, direi che al termine, quando si dice: "invita la RAI-TV a modificare radicalmente il tipo di rapporto con la Valle d'Aosta, sia per quanto riguarda gli argomenti soprariportati, sia per quanto concerne il rispetto degli impegni assunti con la convenzione RAI-Regione-Stato del 1974, sia per quanto riguarda il rapido completamento, in personale e in strutture, della sede RAI-TV di Aosta", sarebbe probabilmente opportuno inserire anche che, oltre a questo, si dovrebbe prevedere l'estensione, al più presto possibile, di tutti quanti i programmi radiotelevisivi in tutti i Comuni della Valle d'Aosta, proprio perché penso che in Valle d'Aosta, per lo spezzettamento, per la realtà stessa della Regione, sia necessario porsi con forza questo problema.

Dolchi (P.C.I.) - C'è una precisazione su un punto. Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Andrione; poi sono iscritti a parlare i Consiglieri Salvadori e Minuzzo.

Andrione (U.V.) - Solo per precisare che l'assegnazione dei canali dovrebbe essere fatta dal Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni, il quale è latitante da diverso tempo e allora per sottrazione abbiamo fatto un lavoro per appurare quali fossero le possibilità, prendendo quelli che sono i canali già assegnati, in particolare alla RAI, e quindi abbiamo indicato ai vari ripetitori e...privati le frequenze che sono libere, io decopio dalla lettera al Consigliere Cout, di maniera che sia chiaro che per quanto riguarda la Regione...indicare i canali sui quali certe...devono spostarsi per poter permettere che gli altri siano liberi per la terza rete, purtroppo la situazione è tale che non si possono installare nuovi canali, perché le linee si incrocerebbero troppo e, di conseguenza, non ci sono per adesso altre possibilità.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Salvadori.

Salvadori (U.V.) - Nell'ordine del giorno che è stato presentato sono stati evidenziati solo alcuni aspetti macroscopici delle dimenticanze che la RAI ha fatto per quanto riguarda la Valle d'Aosta. Abbiamo portato qui l'esempio del termine "provincia", il fatto dei dati...e la temperatura delle 13,00 è un dato che può sembrare secondario, ma, unito a tanti altri, ha portato a questo tipo di discorso, oltre al comportamento che aveva fatto rilevare Pedrini nella sua interpellanza per quanto riguarda le elezioni politiche ed europee, quel termine "altri", che non si capiva bene a cosa si riferiva...ma, al di là di questi che sono fatti contingenti, c'è il grosso discorso del rapporto che deve esistere fra RAI, da una parte, e Regione Valle d'Aosta dall'altra. Ora, nell'inchiesta che è stata fatta prima della Conferenza regionale di programmazione, che è stata poi distribuita in quell'occasione, sono stati anche lì notati quegli strafalcioni notevoli che riguardano la Valle d'Aosta; anche questo è uno degli argomenti che mettiamo nel pacchetto che concerne il rapporto che esiste fra la RAI - in questo caso RAI centrale, perché non è stato fatto dalla RAI sede di Aosta - e la nostra Regione.

Possiamo dire che da quando la Commissione consiliare - che è stata nominata in occasione del rinvio del pagamento della quota prevista dalla convenzione alla RAI - ha cominciato i suoi rapporti con la RAI, credo che anche Cout ne abbia dato atto...è stata ribadita la validità di questo confronto diretto...sono stati eliminati numerosi punti che sembravano, come diceva Cout, insormontabili e dobbiamo dare atto al Direttore Costa, che ha recepito quali erano le esigenze di una sede che era stata dall'inizio, quindi dal 1963, come sotto sede direi...era stata completamente dimenticata. C'è stato anche il coinvolgimento del Comitato dei Servizi Radiotelevisivi, un rappresentante dei quali partecipa a tutte le riunioni che la Commissione fa con la RAI e, come nell'ultima, con dei tecnici della minoranza walser della Valle del Lys, quindi abbiamo fatto dei passi avanti importanti in questo settore.

C'è il grosso problema della terza rete, terza rete sulla quale il Consiglio regionale in particolare dovrà adottare una costante vigilanza, affinché non diventi semplicemente un discorso decentrato, come è successo per la prima e la seconda, ma diventi effettivamente una rete a dimensione regionale e a costruzione regionale vorrei dire. C'è da spingere il discorso della copertura totale, perché i tempi RAI sono estremamente lunghi: si parla del 15 dicembre per la zona di Aosta e per la fascia dei Comuni che circondano Aosta, si arriverà probabilmente fino a Saint-Vincent e fino a Villeneuve, ma solo per i Comuni del Fondo Valle. Rischiamo con i tempi tecnici della RAI di arrivare a coprire con la terza rete il territorio della Regione nel giro di molti e molti anni, quando invece tutti gli accordi politici che erano stati presi prima che partisse il discorso della terza rete erano che si doveva dare precedenza alle Regioni di confine a minoranza etnico-linguistica, proprio perché, per tutta una serie di motivi, dimenticate nel passato, che avrebbero trovato, attraverso il discorso della terza rete, la possibilità di avere finalmente uno spazio televisivo a loro disposizione.

C'è il tema della convenzione: la convenzione del 1974 non rispettata dalla RAI e dalla quale era stato bloccato l'intervento della Regione, la quota parte della Regione non rispettata dalla RAI e per la quale ci sono stati degli intralci burocratici notevoli sia da parte della Sovraintendenza Antichità e Belle Arti, sia da parte anche di alcuni Comuni, che hanno ulteriormente ritardato i tempi già lunghi.

Bisognerà fare il punto - e questo è stato uno degli impegni che sono stati presi nell'ultima riunione - sullo stato della convenzione, riprendendo il grosso problema della minoranza walser della Valle del Lys, ancora dimenticata dalla Convenzione e per la quale, ancora oggi, non si riesce o si riesce a malapena a sbloccare, a fare dei passi avanti, adesso la televisione in lingua tedesca arriva a Gressoney e ad Issime grazie a strumenti tecnici utilizzati dai tecnici del posto: con batterie solari e roba di questo genere, fatte però a livello artigianale, le quali però consentono di ricevere per la prima volta i programmi di lingua tedesca. Direi che è un'iniziativa che va aiutata, anche da parte del Consiglio regionale, tenendo conto che nella convenzione del 1974 di questo problema non si parla.

In più anche qualora, come diceva Cout, arrivassimo a coprire tutto il territorio, con tutta quella lunga serie di ripetitori che sono necessari per una Regione tormentata geograficamente come la nostra, esisteranno molte zone d'ombra, ne esistono già oggi: Pollein e Quart, nella collina di Saint-Pierre, per certi problemi a Valtournenche, e bisognerà, attraverso la ristrutturazione di questa convenzione, fare degli accordi che coprano le zone d'ombra con interventi in parte regionali e in parte della RAI, in modo da dare un servizio completo a tutta la popolazione valdostana.

Vi è poi il problema politico: anche questo dovrà essere affrontato dal Consiglio regionale ed è il discorso della presenza non dico tanto della Valle d'Aosta, quanto delle Regioni a minoranza etnico-linguistica nel prossimo Consiglio di amministrazione della RAI. Il Consiglio di amministrazione della RAI scadrà a dicembre, dovrà quindi essere rinnovato completamente e, sulla base anche degli impegni che il Coordinamento delle Regioni aveva preso a suo tempo, c'era stata la richiesta fatta a tutte le forze politiche e al Parlamento che in questo Consiglio di amministrazione fosse presente, al limite a turno, un rappresentante delle Regioni a minoranza linguistica.

Voi sapete che l'Onorevole Dujany sta cercando di essere inserito nella Commissione Parlamentare di Vigilanza per i programmi radiotelevisivi, sarebbe la prima volta che questo succede. Non sappiamo perché solo oggi ci sono sui giornali i nomi dei Presidenti delle Commissioni e questo è uno che probabilmente verrà fatto dopo...ci auguriamo che succeda, ma se non succedesse un fatto di questo genere, ci vorrebbe l'impegno soprattutto da parte dei partiti che saranno al Governo, ma anche del Partito Comunista - che probabilmente, almeno da quanto dichiara, sarà all'opposizione, ma che sarà comunque presente nella discussione, nella preparazione di questo rinnovo del Consiglio di amministrazione della RAI - di tener conto di questo fatto, che è estremamente importante, perché solo se a livello politico saremo presenti nell'una o nel l'altra sede, potremo far sì che la Valle d'Aosta non venga, come è stato per molti anni, dimenticata.

Dato che ho la parola, concludo con l'illustrazione del secondo ordine del giorno che il Presidente Dolchi ha inserito in questa discussione generale sull'informazione: è delegato al problema della legge sull'editoria. Una legge che è estremamente importante perché per la prima volta mette un po' d'ordine nella legislazione italiana in una materia che era estremamente dispersa, in più dà la possibilità attraverso formule finanziarie molto interessanti di coprire quelle zone, quelle Regioni che, come la nostra, sono scoperte da un'informazione quotidiana a livello giornalistico.

Sulla proposta di legge, che è la n. 1616 del vecchio Parlamento, evidentemente decaduta, tutte le formazioni politiche erano d'accordo e attraverso un ordine del giorno che sarà presentato non solo da noi, ma anche in altre Regioni...e che è stato deliberato dalle Regioni riunite a Venezia in occasione di quell'incontro di cui parlava prima Dolchi e della quale la Valle d'Aosta fa parte in quanto nel Comitato di Coordinamento ci sono sei o sette Regioni che partecipano...in questa riunione è stato deciso, richiesto a tutte le Regioni di fare dei passi affinché questa legge sull'editoria venga finalmente approvata. Una legge sull'editoria che da noi ha avuto un riscontro quando è stata non vistata dal Coordinamento: la legge che adeguava il contributo, se così vogliamo dire, che la Regione dà attraverso la pagina della Valle ai giornali locali, che voi sapete fermo dal 1974: dal 1974 ad oggi i costi di gestione, di tipografia, eccetera, perlomeno sono raddoppiati, l'intervento della Regione è rimasto fermo a quelle cifre. Ecco, è stata non vistata perché il Coordinamento ha detto che esiste in una normativa nazionale che regola tutta la questione...questa normativa, per quanto riguarda la Valle d'Aosta, in pratica non esiste, in quanto non c'è nessun giornale locale che utilizza i fondi dello Stato; con la nuova legge invece, così come è stata presentata e modificata, ci sono delle grosse possibilità e quindi darebbe la possibilità a giornali locali di respirare un pochino più di ossigeno. In più va incontro a tutta una serie di problemi che riguardano sia la rete di distribuzione, sia il settore dei poligrafici e dei giornalisti e sia degli editori e regola, come dicevo all'inizio, il discorso dei rapporti che devono esistere anche all'interno fra enti pubblici ed organi di informazione.

L'ordine del giorno che, sulla base degli impegni assunti, ho portato in Consiglio regionale va in questa direzione e chiede che il nuovo Parlamento, ed eventualmente il nuovo Governo, porti immediatamente, secondo anche gli accordi già presi coi partiti, in discussione questa legge sull'editoria.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Minuzzo.

Minuzzo (P.S.D.I.) - Dopo l'eloquente intervento del collega Salvadori, il Presidente della Commissione consiliare con i rapporti tra la RAI, rimane ben poco da dire, volevo solo fare alcune considerazioni sull'ultimo comma dell'ordine del giorno, perché, quando si parla di modificare radicalmente il tipo di rapporto con la Valle d'Aosta, bisogna dare atto, come diceva il collega Salvadori, che il dottor Costa effettivamente mette tutta la sua buona volontà per far sì che questi rapporti vengano a cambiare: sembra quasi certe volte - abbiamo avuto modo di verificarlo nei frequenti incontri che fa questa Commissione con gli esponenti della RAI - che non sia neanche l'Amministratore della RAI, bensì la controparte della RAI per quei suggerimenti che ci dà per poter fare andare avanti le nostre richieste. Ecco, quindi dico che, per quanto riguarda la sede RAI di Aosta, la buona volontà per portare avanti tutto il nostro discorso senz'altro c'è, addirittura il dottor Costa ha minacciato di dimettersi dall'Ente se l'Ente stesso non rispetterà tutte le richieste che lui stesso sta portando avanti.

Un'ultima cosa e questo è così un suggerimento che mi permetto di dare al Presidente della Giunta... abbiamo visto che, se la convenzione non è stata attuata, la colpa certamente non è della RAI, a detta dei tecnici, perché o è colpa dei fornitori; o è colpa dell'ENEL, che non dà energia; o è colpa dei sindaci, che non danno i terreni; o è colpa della Sovraintendenza, che non dà l'autorizzazione; o è colpa delle TV private, l'occupazione di canali, o cose del genere, comunque colpa della RAI non è mai! A mio avviso, invece la RAI parecchie colpe ce l'ha, soprattutto dal lato tecnico, perché è gente che viene da fuori Valle, non conosce perfettamente la situazione geografica della nostra Regione, per cui io darei un suggerimento al Presidente: di nominare in questa Commissione uno o due tecnici locali, che possono dare quei suggerimenti ai tecnici che vengono da fuori affinché si possano risolvere quei piccoli problemi che investono quei Comuni o quei villaggi che sono in zone d'ombra e non riescono a ricevere attualmente i programmi della RAI. Già l'altra volta l'ho detto: con delle piccole modifiche e spese irrisorie si può servire Pollein, Plan Félinaz, Quart, c'è poi la Valle di Rhêmes, ma anche chi è nelle stesse condizioni, cioè se sono tecnici locali che conoscono la realtà locale, chiaramente possono dare quei suggerimenti utili affinché al più presto tutta la Valle d'Aosta venga servita.

Dolchi (PCI) - Altri che intendono prendere la parola? La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Ho telefonato a Negrinelli, è parzialmente vero come è stato affermato, aspetto che mi faccia lo schema e un preventivo di spesa.

Dolchi (P.C.I.) - Non c'è più nessuno che chiede la parola? Possiamo considerare chiusa la discussione generale sul punto n. 9 dell'ordine del giorno? Allora, chiusa la discussione generale sul punto n. 9, il Consiglio è chiamato a pronunciarsi sull'ordine del giorno presentato dal Consigliere Salvadori in sede di discussione generale, che è stato distribuito a tutti i colleghi Consiglieri in apertura di seduta e che è stato testé illustrato dallo stesso presentatore. Ci sono proposte di modificazione? Ci sono dichiarazioni di voto sull'ordine del giorno? La parola al Consigliere Riccarand.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Io voterò a favore di questo ordine del giorno, sono soprattutto d'accordo con la parte conclusiva del discorso: quella che tocca un pochino più direttamente i problemi, mentre alcune considerazioni precedenti hanno il loro significato, però sono, come mi pare già osservasse il Consigliere Cout, piuttosto superficiali e non sempre significative: il fatto che la Valle d'Aosta venga istituita a provincia fra l'altro...così una piccola battuta polemica...

Dolchi (P.C.I) - Scusa Riccarand, ma parliamo dell'ordine del giorno sull'editoria.

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - ...ah, sull'editoria, scusate allora...

Dolchi (P.C.I.) - È sull'ordine del giorno dell'editoria, perché è un ordine del giorno...

Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - ...allora concludo, così è già una dichiarazione di voto sull'altro, dicevo che l'altro ordine del giorno... Il fatto che la Valle d'Aosta venga istituita a provincia è senza dubbio uno strafalcione che va rilevato, però mi permetto di osservare che compare a volte anche sul giornale Le Peuple Valdôtain, è capitato nei mesi scorsi; è una cosa quindi che va rilevata, ma credo non sia il caso di drammatizzare su queste cose. Il mio voto comunque è favorevole e sull'ordine del giorno dell'editoria sono analogamente favorevole.

Dolchi (P.C.I.) - Altri sempre sull'ordine del giorno sull'editoria, che deve essere votato alla fine della discussione generale prima del testo... Nessuno più chiede la parola per dichiarazione di voto, allora metto in approvazione, così come è stato distribuito, l'ordine del giorno del Consigliere Salvadori, che sollecita l'approvazione della legge sull'editoria. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: trentadue

Votanti: trentadue

Favorevoli: trentadue

Il Consiglio approva all'unanimità.

Il Consiglio è chiamato ora a votare l'ordine del giorno concernente i rapporti tra RAI e Valle d'Aosta, sono state fatte delle osservazioni, che non sono state precisate con emendamenti, anche se i concetti sono stati illustrati. Come Presidenza...non so se il Consigliere Salvadori è d'accordo, ma si potrebbe togliere la parola "radicalmente" per venire incontro alla proposta del Consigliere Minuzzo e fra due trattini mettere: "modificare", anche se un certo miglioramento è stato recentemente verificato, si è verificata una cosa di questo tipo...e poi procedere... Mentre vorrei chiedere al Consigliere Cout, prima di dare la parola al presentatore, se intende concludere l'ultimo comma con un emendamento preciso. La parola al Consigliere Cout.

Cout (P.C.I.) - Con le parole: "e l'estensione, al più presto possibile, della ricezione di tutti i programmi televisivi in tutti i Comuni della Valle".

Dolchi (P.C.I.) - Questo dopo la parola "Aosta"?

Cout (P.C.I.) - È proprio l'ultima parola.

Dolchi (P.C.I.) - Virgola? Vuoi rileggere per favore?

Cout (P.C.I.) - ", e l'estensione, al più presto possibile, della ricezione di tutti i programmi televisivi in tutti i Comuni della Valle".

Dolchi (P.C.I.) - Ecco allora, a parte queste due proposte formali, la parola al presentatore Pedrini e a Salvadori, che sono stati gli interlocutori della Presidenza. La parola al Consigliere Pedrini.

Pedrini (Ind. P.L.I.) - Per me va bene dire: "invita la RAI-TV a modificare il tipo di rapporto - non diciamo se è migliorato, lasciamo le cose così... - con la Valle d'Aosta...", eccetera. Condivido anche sotto un certo profilo quanto dice Riccarand, perché effettivamente facciamo un po' paesino, però direi, se egli mi permette, che, mentre può passare lo svarione a chiunque, anche noi in Valle, è deprecabile, ma può succedere a tutti nelle migliori famiglie, direi che questo di Roma invece è veramente una forma mentis e quindi è giusto che si ponga l'accento su un fatto che, se non è di primaria importanza, però è indice di una certa strada che si è sempre percorso e che non si vuole abbandonare.

Naturalmente il mio voto è favorevole.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Salvadori.

Salvadori (U.V.) - Credo che tutti abbiano sottolineato la diversità dei rapporti che esistono fra Regione e la sede RAI di Aosta, però questo ordine del giorno è rivolto alla RAI-TV nella sua interezza, i rapporti con la sede RAI di Aosta sono un discorso che esula da questo tipo di ruolo...quindi direi di togliere "radicalmente", dicendo "modificare" risolviamo il discorso.

Per quanto diceva Minuzzo di nominare dei tecnici nella Commissione, credo che tutte le Commissioni possano avvalersi di tecnici senza che vengano nominati dal Consiglio nelle Commissioni, quando sarà il caso, potremo tranquillamente chiamare dei tecnici che partecipino a questi incontri con la RAI in maniera da avere la controparte tecnica, se vogliamo dire.

Sulla proposta di Cout: sì, possiamo benissimo metterlo, tu sai benissimo però che risponde la RAI ad un discorso di questo genere; "al più presto possibile" significa che per legge, per accordi...in teoria loro non dovrebbero coprire le zone che hanno meno di mille abitanti, non Comuni, ma zone, al limite anche villaggi. Ora, se facciamo un discorso di questo genere, la Valle viene esclusa dal punto di vista geografico al 60-70% circa, anche se questo tipo di discorso è già previsto dalla convenzione, perché dove arrivano i programmi francesi e svizzeri deve arrivare anche il secondo, considerato che il primo ha una copertura del territorio regionale del 95-96%, comunque possiamo mettere questa frase accettabile, nel senso di ribadire ancora una volta il fatto che la Valle d'Aosta ha ancora delle zone d'ombra che non sono coperte.

Dolchi (P.C.I.) - Ci sono altri che chiedono la parola? Allora, per quanto riguarda la prima riga dell'ultimo comma, il Consiglio e i proponenti sono d'accordo sull'eliminazione della parola "radicalmente" e, per quanto riguarda la sede RAI-TV di Aosta, aspetto che il Consigliere Cout dia il testo preciso...allora l'ordine del giorno sarebbe così: "invita la RAI-TV a modificare il tipo di rapporto...- e poi tutto uguale - Aosta, e l'estensione, al più presto possibile, della ricezione di tutti i programmi televisivi in tutti i Comuni della Valle".

Allora, se il Consiglio non ha obiezioni, non metto in approvazione i singoli emendamenti - l'eliminazione della parola "radicalmente" e l'aggiunta che ho testè letto -, ma metto in approvazione l'ordine del giorno comprensivo degli stessi. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: trentatré

Votanti: trentatré

Favorevoli: trentatré

Il Consiglio approva all'unanimità.

Ordine del giorno

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta,

Constatato che, anche in recenti occasioni, la RAI-TV ha ampiamente ignorato la realtà particolare della Valle d'Aosta e, fra l'altro, nel corso delle trasmissioni nazionali dedicate ai risultati delle elezioni politiche ed europee ha addirittura ignorato i dati che venivano dalla Valle;

Visto inoltre che, in numerose occasioni, la Regione Autonoma a Statuto speciale viene chiamata ancora "provincia" e che mancano numerosi servizi pubblici (ad esempio i dati della temperatura dei telegiornali delle 13,00 e 13,30);

Considerato che ripetutamente vi sono state proteste per questo comportamento da parte di partiti, movimenti e associazioni culturali;

Invita la RAI-TV a modificare il tipo di rapporto con la Valle d'Aosta sia per quanto riguarda gli argomenti soprariportati, sia per quanto concerne il rispetto degli impegni assunti con la Convenzione RAI-REGIONE-STATO del 1974, sia per quanto riguarda il rapido completamento, in personale e in strutture, della sede RAI-TV di Aosta, e l'estensione, al più presto possibile, della ricezione di tutti i programmi televisivi in tutti i Comuni della Valle.

Si passa alla trattazione del punto n. 10 dell'ordine del giorno.