Oggetto del Consiglio n. 228 del 27 novembre 1969 - Verbale
OGGETTO N. 228/69 - Direttiva del Consiglio della Comunità Europea in data 4 marzo 1969, relativa all'armonizzazione delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative riguardanti il regime delle zone franche. (Mozione dei Consiglieri regionali Signori Germano Pietro, Siggia Giovanna in Bianco e Dolchi Giulio)
Il Presidente, MONTESANO, fa presente che all'ordine del giorno dell'adunanza odierna risultano iscritte le seguenti due mozioni concernenti entrambe l'oggetto: "Direttiva del Consiglio della Comunità Europea in data 4.3.1969 relativa all'armonizzazione delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative riguardanti il regime delle zone franche", mozioni presentate rispettivamente dai Consiglieri Signori Germano Pietro, Siggia Giovanna in Bianco e Dolchi Giulio (oggetto n.26) e dal Consigliere Signor Tonino Aldo (oggetto n.27) e trasmesse in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 28 aprile 1969:
"Ill.mo Signor PRESIDENTE del Consiglio Regionale AOSTA
I sottoscritti Consiglieri regionali richiedono che la S. V. voglia inserire fra gli argomenti in discussione nella prossima seduta consiliare, la seguente
MOZIONE
Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta,
presa visione della Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea contenente la "direttiva" del Consiglio della Comunità Europea in data 4 marzo 1969 relativa all'armonizzazione delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative riguardanti il regime delle zone franche,
considerato che le direttive, non solamente mettono in pericolo la realizzazione della zona franca valdostana ma addirittura mettono in forse la stessa possibilità di distribuzione annuale di generi contingentati,
rilevato che in proposito sembra non esserci stato l'auspicabile interessamento del Governo regionale di centro-sinistra né di quello nazionale in favore della Valle d'Aosta e dei suoi diritti costituzionali,
DELIBERA
di impegnare la Giunta Regionale ad effettuare gli opportuni interventi onde assicurare alla Regione il rispetto dei suoi diritti per evitare i negativi riflessi che la suddetta "direttiva" potrà avere in materia di attuazione della zona franca e di annuale distribuzione di generi contingentati.
Aosta, lì 10.4.1969
F.ti: Germano Pietro Gianna Bianco Siggia Giulio Dolchi"
"Al PRESIDENTE del Consiglio Regionale della Valle d'Aosta
li sottoscritto Consigliere regionale del PSIUP, prega la S. V. di voler inserire sull'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio la seguente
MOZIONE
Saputo che è in atto da parte della CEE (Consiglio della Comunità Europea) una grave direttiva, che vorrebbe mettere in discussione la possibilità della attuazione della Zona Franca, prevista dalla Costituzione Italiana, e che inoltre, sembrerebbe che quel Consiglio Europeo, con proprie disposizioni, metterebbe in discussione la stessa possibilità di distribuzione dei generi contingentati, già acquisiti, per cui un grave danno si prospetterebbe per i cittadini della nostra valle, oltre ad un ulteriore attentato alla nostra stessa autonomia,
IL CONSIGLIO REGIONALE
preso atto di quanto sopra esposto
DELIBERA
di dare mandato alla Giunta Regionale di impegnarsi con urgenza con gli interventi che crede più opportuni, per salvaguardare i diritti sanciti dalla Costituzione Italiana, e mai attuati;
di intervenire immediatamente presso le Autorità competenti, al fine di salvaguardare i diritti già acquisiti sui generi contingentati;
di interpellare con urgenza il Parlamentare Valdostano Sen. Amato Berthet il quale ricopre in quel Consiglio un importante incarico.
Distinti saluti.
Donnaz, 11 aprile 1969
IL CONSIGLIERE REGIONALE F.to Tonino Aldo"
Il Presidente, MONTESANO, osserva che le due mozioni soprariportate concernono lo stesso argomento e possono quindi fare oggetto di una sola discussione.
Sentito in merito il parere favorevole del Consiglio, dichiara aperta la discussione sulle predette due mozioni.
Il Consigliere GERMANO, dopo aver fatto presente che la mozione in esame era stata presentata il 10 aprile del corrente anno, osserva che la medesima è ormai da considerarsi superata dai fatti verificatisi successivamente e, precisamente, dall'intervento positivo del Deputato valdostano On.le Ollietti a salvaguardia dei diritti costituzionali della nostra Regione in materia di zona franca.
Aggiunge, però, che i presentatori della mozione soprariportata hanno ritenuto opportuno di insistere per l'inclusione della medesima nell'ordine del giorno dell'odierna seduta innanzitutto perché vorrebbero sapere se la Giunta è a conoscenza che è prevista la creazione di zone franche anche in altre Regioni, oltre a quella valdostana, ed in secondo luogo per proporre all'approvazione del Consiglio un ordine del giorno unitario auspicante la rapida attuazione della zona franca in Valle d'Aosta e che solleciti - nelle inevitabili more dell'iter legislativo parlamentare per l'approvazione di una legge statale in tale senso - l'inclusione di nuove voci nell'elenco dei generi contingentati concessi in esenzione fiscale alla nostra Regione.
Chiede, pertanto, che la Giunta esprima il proprio parere su tali proposte.
Il Consigliere TONINO prende atto che, grazie al fattivo interessamento del Deputato On.le Ollietti, è stato evitato il pericolo di riflessi negativi sull'attuazione della zona franca valdostana in conseguenza della Direttiva del Consiglio della Comunità Europea relativa all'armonizzazione delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative riguardanti il regime delle zone franche.
Rileva però che, fin tanto che sui banchi del Parlamento nazionale siedono certi uomini appartenenti a certi Partiti, resta sempre il pericolo di attentati contro la nostra autonomia.
Riferisce che recentemente, in sede parlamentare, il Deputato valdostano On.le Ollietti ebbe a proporre un emendamento a una certa legge in difesa dell'uso della lingua francese nella Valle d'Aosta e che tale emendamento venne respinto da tutti i Partiti, esclusi il Partito Socialista di Unità Proletaria e il Partito Comunista Italiano.
Sottolinea che questo fatto, anche se riguarda un semplice emendamento ad un progetto di legge statale, conferma che in campo nazionale sussiste il pericolo di attentati all'autonomia regionale valdostana.
Il Vice Presidente del Consiglio, BENZO, ricorda che l'aumento dei quantitativi dei generi contingentati per la Valle d'Aosta fu ottenuto nell'anno 1967.
Riferisce inoltre che con lettera in data 26 marzo 1968, cioè allorquando egli ricopriva ancora la carica di Assessore regionale all'Industria e Commercio, venne trasmesso al Ministero delle Finanze e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una proposta di legge riguardante l'attuazione della zona franca valdostana, proposta concordata con gli organi del predetto Ministero delle Finanze, salvo per quanto riguarda due punti particolari che furono modificati sulla base della proposta di legge statale concernente l'attuazione della zona franca valdostana già approvata a suo tempo dal Consiglio, nonché per quanto riguarda la richiesta di estensione dell'esenzione fiscale a nuove merci.
Aggiunge che, sempre con la precitata lettera in data 26 marzo 1968, venne proposto al Ministero delle Finanze la seguente modificazione alla legge statale concernente la concessione di generi contingentati in esenzione fiscale alla Valle d'Aosta: "Il Ministro per le Finanze, di concerto con i Dicasteri interessati, d'intesa con il Presidente della Giunta Regionale, annualmente, con suo decreto da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica, può modificare i contingenti di merci in esenzione fiscale di cui all'art. 1, per adeguarli all'incremento della popolazione e della motorizzazione nonché alle necessità dell'industria, dell'artigianato e dell'agricoltura".
Osserva che quanto sopra era stato richiesto proprio in attesa dell'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta.
Il Consigliere FOSSON chiede se la menzionata proposta di legge corrisponda a quella già approvata a suo tempo dal Consiglio Regionale e presentata al Parlamento dall'allora Senatore Chabod, oppure se si tratti di una diversa proposta di legge.
Il Vice Presidente del Consiglio, BENZO, riferisce che le discussioni portate avanti in sede ministeriale per l'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta sono state imperniate su tre distinti progetti di legge riguardanti tale materia e, precisamente, sulla proposta di legge già approvata a suo tempo dal Consiglio Regionale e presentata al Parlamento dall'allora Sen. Chabod, sul disegno di legge governativo proposto nell'anno 1965 dal Ministro Trabucchi e su un terzo disegno di legge governativo elaborato sulla base delle osservazioni fatte dalla Regione sul disegno di legge Trabucchi.
Aggiunge che, sulla base di questi atti, furono iniziate e proseguite per lungo tempo delle trattative presso il Ministero delle Finanze allo scopo di raggiungere un accordo sulla base della proposta di legge statale già approvata a suo tempo dal Consiglio Regionale, salvo alcuni aggiornamenti resisi, nel frattempo, necessari in seguito all'entrata in vigore di determinate norme comunitarie del trattato di Roma.
Per meglio chiarire la questione, ritiene opportuno dare lettura al Consiglio della lettera in data 26 marzo 1968, il cui testo è il seguente:
"OGGETTO: Attuazione del regime di zona franca per la Valle d'Aosta.
In riferimento alla lettera n.465 in data 14 febbraio 1968 dell'Ufficio legislativo di codesto Ministero, che ne aveva fatto esplicita richiesta, si trasmette, in allegato alla presente, uno schema di disegno di legge per l'attuazione della zona franca per la Valle d'Aosta predisposto da questa Regione.
In merito si fa presente che lo schema predetto si riferisce alle norme già approvate dal Consiglio Regionale nella seduta del 28 luglio 1961, con gli aggiornamenti del caso, in relazione agli accordi internazionali previsti dal trattato di Roma, istitutivo della CEE, ed in parte a quanto in linea di massima concordato con la Direzione generale delle dogane, in occasione degli incontri avvenuti con l'Assessorato regionale dell'Industria e Commercio.
Gli articoli 2, 4 e 5, in particolare, dello schema di disegno di legge di codesto Ministero, non hanno trovato concorde intese nelle riunioni predette, né questa Regione ritiene di poter esprimere al riguardo il proprio parere favorevole.
Si ritiene quindi opportuno un ulteriore comune approfondimento del problema, che si chiede sia fatto nel più breve tempo possibile, onde questa Regione possa sottoporre il testo all'approvazione del Consiglio Regionale, ai sensi dell'art. 14 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta.
In attesa della soluzione del problema di cui si tratta, questa Regione, in considerazione del continuo aumento della popolazione, nonché delle necessità dello sviluppo delle attività industriali, commerciali ed agricole, essendo tra l'altro, come è noto, la Valle d'Aosta area depressa, chiede l'aumento dei contingenti di merci in esenzione fiscale, previsti dall'art.1 della legge 19 aprile 1967, nelle quantità e con l'aggiunta delle nuove voci, come da tabella allegata.
Si chiede, inoltre, che la formulazione della nuova legge di modifica dell'art. l di cui sopra sia fatta secondo lo schema del disegno di legge allegato".
Il Vice Presidente del Consiglio, BENZO, fa presente che la sopracitata modificazione dell'art. 1 della legge statale 19 aprile 1967 consiste nel nuovo comma di cui egli ha dato in precedenza lettura e che semplificherebbe molto la procedura per l'adeguamento dei contingenti di merci in esenzione fiscale.
Il Consigliere FOSSON esprime la sua sorpresa per il fatto che da oltre un anno è stato inviato al Governo centrale uno schema di legge concernente l'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta senza che ne sia stata data notizia al Consiglio.
Rifà, quindi, brevemente la cronistoria dei progetti di legge, sia di iniziativa governativa, sia di iniziativa regionale già discussi in sede di Consiglio, ricordando la prima proposta di legge statale discussa dal Consiglio Regionale nel 1961 e presentata successivamente in Parlamento dal Sen. Chabod e il disegno di legge proposto dal Ministro Trabucchi e respinto dal Consiglio Regionale.
Ricorda ancora che, allorquando il Consigliere Benzo rivestiva la carica di Assessore all'Industria e Commercio, ebbe a pronunciarsi in materia di zona franca in modo allarmante e provocando vive reazioni da parte dei Consiglieri di opposizione.
Di fronte a tali precedenti, ritiene che lo schema di legge di cui ha testé parlato il Consigliere Benzo avrebbe dovuto essere sottoposto dalla Giunta all'esame preventivo del Consiglio, in modo da poter ottenere su tale problema l'apporto costruttivo che ogni Consigliere regionale può dare, nonché il pieno appoggio del Consiglio Regionale all'iniziativa e all'azione della Giunta.
Auspica comunque che con tale schema di legge non siano pregiudicati i diritti e le aspettative della Valle d'Aosta in materia di zona franca perché. altrimenti, le colpe ricadrebbero unicamente sulla Giunta Regionale, la quale ha agito senza chiedere il consenso del Consiglio Regionale.
Invita, quindi, il Presidente del Consiglio e la Giunta stessa a comunicare ai Consiglieri il testo della proposta di legge trasmessa al Ministero delle Finanze lo scorso anno.
Il Vice Presidente del Consiglio, BENZO, osserva che l'azione della Giunta si inquadra anche nello spirito di un ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio Regionale tempo addietro e nel quale si impegnava appunto la Giunta non solo a portare avanti le trattative per l'attuazione del regime di zona franca in Valle d'Aosta, ma anche ad ottenere un aumento del numero delle merci da concedere in esenzione fiscale alla Regione stessa, in attesa dell'attuazione della zona franca.
Osserva, inoltre, che quanto testé riferito al Consiglio riguarda l'iniziativa assunta in questo campo nel 1968 e che lo schema di legge trasmesso al Ministero delle Finanze era stato dal Ministero medesimo richiesto appunto per poter concordare con la Regione, come prescrive l'art. 14 dello Statuto speciale, le modalità di attuazione della zona franca.
Aggiunge che il predetto schema di legge non equivale ad altro che alla proposta di legge concernente l'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta già approvata dal Consiglio nel 1961, migliorata in alcune sue parti e aggiornata in relazione alle nuove prescrizioni comunitarie derivanti dall'applicazione del trattato di Roma.
Osserva che, non appena il competente Ministero avrà espresso il suo parere in merito, la Giunta sottoporrà lo schema di legge stesso all'esame e all'eventuale approvazione del Consiglio, allo scopo di trasformarlo in una regolare proposta di legge statale di iniziativa del Consiglio Regionale della Valle d'Aosta.
Il Consigliere GERMANO rileva che quanto testé riferito dal Consigliere Benzo costituisce una ennesima prova della non funzionalità del Consiglio Regionale in questi tempi.
Osserva che una analoga prova viene anche data dal fatto che nessun membro della Giunta in carica e nessun Consigliere appartenenti ai Gruppi di maggioranza ha pensato finora di rispondere alla sua proposta di predisporre e di approvare un ordine del giorno unitario per sollecitare ancora una volta una rapida attuazione della zona franca in Valle d'Aosta e, nello stesso tempo, per chiedere, in attesa di tale attuazione, un aumento del numero delle merci concesse in esenzione fiscale nel territorio della Regione.
L'Assessore ALBANEY prende atto che i presentatori della mozione in esame hanno riconosciuto che la medesima è ormai superata dagli avvenimenti successivamente verificatisi sia per l'interessamento del Deputato valdostano On.le Ollietti, sia per l'interessamento della Giunta Regionale.
Fa presente che la Giunta Regionale, considerando l'importanza che l'applicazione del trattato di Roma riveste, ha proposto e il Parlamento nazionale ha approvato, una clausola riguardante la concessione di contingenti in esenzione fiscale immessi in consumo nella Valle d'Aosta, anche per quanto riguarda le quote di prelievo stabilite dalla CEE.
Precisa che questa clausola comporta per lo zucchero, unico genere attualmente sottoposto al regime di prelievo, una esenzione fiscale di dieci lire al chilogrammo, per un totale di 440 milioni di lire.
Riferisce, inoltre, che la Giunta si è pure interessata per quanto riguarda la Cassa-conguaglio per lo zucchero.
Per quanto riguarda la questione della Direttiva della Comunità Economica Europea in ordine al regime delle zone franche, informa di aver ricevuto in data 23 maggio 1969 una lettera del Sottosegretario Fada che costituisce un documento del tutto tranquillante per quanto riguarda i pericoli paventati nella mozione in discussione.
Fa presente che la maggioranza consiliare ha già predisposto un ordine del giorno nel senso testé indicato dal Consigliere Germano ed aggiunge che possono senz'altro essere accolti suggerimenti migliorativi di tale ordine del giorno eventualmente proposti dalla minoranza consiliare.
Il Consigliere FOSSON dichiara la disponibilità del suo Gruppo per la predisposizione di un ordine del giorno unitario nel senso indicato dal Consigliere Germano, sia per sollecitare l'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta, sia per ottenere nel frattempo un aumento delle merci in esenzione fiscale.
Insiste tuttavia nel chiedere che la Giunta trasmetta nel più breve tempo possibile ai Consiglieri regionali il predetto schema di legge, in modo che i medesimi, almeno quelli che sono al corrente dei precedenti progetti di legge in tale materia, possano fare i debiti confronti e trarne le conseguenze del caso.
Il Vice Presidente del Consiglio, BENZO, dà lettura dell'ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio nella seduta del 6 giugno 1967, con il quale si dava appunto mandato alla Giunta e al Presidente della Giunta di proseguire le trattative già avviate con i competenti organi governativi inerenti alle modalità di attuazione della zona franca ed alla "emanazione della relativa legge dello Stato, in base all'art. 14 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta".
Rileva quindi che la Giunta, nell'assumere l'iniziativa di cui si tratta ha esercitato solo delle funzioni che rientrano nelle sue competenze ed ha eseguito un preciso mandato ricevuto dal Consiglio.
Ribadisce che lo schema di legge statale per l'attuazione della zona franca sarà sottoposto all'esame del Consiglio per essere trasformato in una proposta di legge statale di iniziativa del Consiglio regionale.
Ribadisce inoltre che lo schema di legge in questione riprende sostanzialmente la proposta di legge statale approvata dal Consiglio Regionale nel 1961 in materia di zona franca salvo alcune modificazioni migliorative e salvo alcuni aggiornamenti resisi necessari in seguito all'entrata in vigore delle norme del trattato di Roma.
Dichiara infine di concordare sulla proposta di approvazione di un ordine del giorno nel senso indicato dal Consigliere Germano.
Il Consigliere POLLICINI, su richiesta dell'Assessore Albaney, dà lettura del seguente ordine del giorno predisposto dalla maggioranza consiliare per sollecitare l'attuazione della zona franca in Valle d'Aosta e, nel frattempo, per chiedere un aumento del numero delle merci in esenzione fiscale da immettere in consumo nel territorio della Valle d'Aosta:
"Il Consiglio Regionale,
sentite le dichiarazioni dell'Assessore all'Industria e Commercio in relazione alla "direttiva" della CEE sull'armonizzazione delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative concernenti il regime delle zone franche,
preso atto delle assicurazioni del Ministro alle Finanze Sen. Bosco, contenute nella lettera prot. n. 30817 inviata in data 6.11.1969 all'On.le Ollietti, e del Sottosegretario alle Finanze Sen. Fada, riportate nella lettera inviata in data 23.5.1969 all'Assessore all'Industria e Commercio, sulla intangibilità dei diritti dello speciale regime di zona franca concesso ai Comuni della Valle d'Aosta, in quanto la "direttiva" n. 69/75 della CEE del 4.3.1969 non implica incompatibilità tra le esenzioni relative al regime di zona franca e le norme del trattato di Roma;
Dà mandato
alla Giunta di seguire - di concerto con i Parlamentari valdostani - il problema della zona franca e di intervenire presso il Governo per la definitiva soluzione in senso positivo della summenzionata questione per il territorio della Valle d'Aosta.
In attesa della suddetta soluzione, si invita la Giunta a voler predisporre un apposito disegno di legge per l'aumento degli attuali contingenti e l'ampliamento delle voci dei generi in esenzione fiscale".
Il Presidente, MONTESANO, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende chiedere chiarimenti o formulare osservazioni sulla mozione in discussione, dichiara chiusa la discussione.
Il Presidente, MONTESANO, invita il Consiglio a votare per l'approvazione del sottoriportato ordine del giorno proposto dal Consigliere Pollicini.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli, ha approvato il seguente ordine del giorno (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: trenta):
"IL CONSIGLIO REGIONALE
SENTITE le dichiarazioni dell'Assessore all'Industria e Commercio in relazione alla "Direttiva" della CEE sull'armonizzazione delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative concernenti il regime delle zone franche,
PRESO ATTO delle assicurazioni del Ministro delle Finanze Sen. Bosco, contenute nella lettera prot. n. 30817 inviata in data 6.11.1969 all'On.le Ollietti, e del Sottosegretario alle Finanze Sen. Fada, riportate nella lettera inviata in data 23.5.1969 all'Assessore all'Industria e Commercio, sull'intangibilità dei diritti dello speciale regime di zona franca concesso ai Comuni della Valle d'Aosta, in quanto la "Direttiva" n. 69/75 della CEE del 4.3.1969 non implica incompatibilità tra le esenzioni relative al regime di zona franca e le norme del trattato di Roma;
DÀ MANDATO
alla Giunta di seguire - di concerto con i Parlamentari valdostani - il problema della zona franca e di intervenire presso il Governo per la definitiva soluzione in senso positivo della summenzionata questione per il territorio della Valle d'Aosta.
In attesa della suddetta soluzione, si invita la Giunta a voler predisporre un apposito disegno di legge per l'aumento degli attuali contingenti e l'ampliamento delle voci dei generi in esenzione fiscale".
Il Consiglio prende atto.
