Oggetto del Consiglio n. 332 del 15 giugno 1979 - Verbale

OGGETTO N. 332/79 - Disegno di legge regionale concernente: "Aumento, per l'anno 1979, della spesa per l'applicazione della legge regionale 3 agosto 1971, n. 10, relativa alla sottoscrizione di capitale azionario di società di funivie e seggiovie locali e di altre società aventi per fine iniziative di interesse turistico locale".

In seguito alla recente approvazione delle sottoscrizioni di capitale azionario della "Ghiacciai del Lys S.p.A." di Gressoney, delle "Funivie di Champorcher S.p.A." e della "ISAG" di Gressoney i fondi stanziati nel bilancio 1979 per gli interventi previsti dalla legge regionale 3 agosto 1971, n. 10, risultano essere ormai completamente impegnati.

Altre Società di trasporto a fune, di cui la Regione detiene quote azionarie, hanno tuttavia in corso, o sono in procinto di avviare, rilevanti operazioni di aumento del capitale sociale destinate a finanziare impegnativi programmi di sviluppo o di svecchiamento dei rispettivi impianti; nel prospetto che segue sono indicate sinteticamente tanto le finalità delle singole operazioni di aumento che l'ammontare delle quote che la Regione dovrebbe sottoscrivere, calcolato sulla base dell'esercizio del diritto di opzione (eccetto che per la SAGIT dove si è calcolato solo il terzo del previsto aumento di capitale.

SOCIETA'

QUOTA REGIONE

Funivie di Champoluc - per la realizzazione degli impianti al Colle della Bettaforca, versante di Ayas

L.

225.000.000=

SIRT di Torgnon - per il raddoppio della sciovia Chantorné

L.

42.500.000=

SAGIT di Gressoney-St-Jean - per sostituzione integrale impianto seggioviario del Weismatten, essendo quello attuale ormai obsoleto. Il relativo aumento di capitale sarà deliberato tra breve, mentre i lavori avranno inizio durante la prossima estate. L'onere indicato potrebbe anche essere ripartito su due esercizi

L.

150.000.000=

Funivie Piccolo San Bernardo - La Thuile - per realizzazione secondo tronco seggio verso la Chaz Dura

L.

65.000.000=

ISAG di Gressoney - per realizzazione del primo tronco seggioviario del Gabiet verso il Passo dei Salati. La cifra indicata è quella che si prevede di dover ancora erogare oltre ai 75 milioni già impegnati in precedenza; tale onere potrebbe però essere ripartito su due esercizi

L.

173.000.000=

----------------------

L.

655.500.000=

Al riguardo si ritiene opportuno far presente che, senza l'apporto della Regione, le iniziative suddette difficilmente potrebbero essere portate a compimento, con riflessi prevedibilmente assai negativi sull'equilibrio economico-finanziario delle Società interessate.

Si precisa infine che l'elenco di cui sopra riporta solo le iniziative di cui si ha certa cognizione che verranno attuate; non è tuttavia da escludere che nel corso dell'esercizio possano essere inoltrate ulteriori richieste di sottoscrizione, soprattutto da parte di società di nuova costituzione.

In questo quadro il rifinanziamento della legge regionale 3 agosto 1971, n. 10, che si intende attuare con il disegno di legge ora proposto all'attenzione del Consiglio regionale, appare non solo urgente, ma indispensabile.

La copertura finanziaria del provvedimento è assicurata dai fondi all'uopo accantonati nell'allegato F al bilancio preventivo della Regione per l'anno 1979.

---

Disegno di legge regionale n. 82

REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

Legge regionale .......................................................... n. ................. : "AUMENTO, PER L'ANNO 1979, DELLA SPESA PER L'APPLICAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 3 AGOSTO 1971, N. 10, RELATIVA ALLA SOTTOSCRIZIONE DI CAPITALE AZIONARIO DI SOCIETA' DI FUNIVIE E SEGGIOVIE LOCALI E DI ALTRE SOCIETA' AVENTI PER FINE INIZIATIVE DI INTERESSE TURISTICO LOCALE".

Il Consiglio Regionale ha approvato;

Il Presidente della Giunta Regionale

PROMULGA

la seguente legge:

Articolo 1

Per l'applicazione della legge regionale 3 agosto 1971, n. 10: "Sottoscrizione di capitale azionario di società di funivie e seggiovie locali e di altre società aventi per fine iniziative di interesse turistico locale" è autorizzata, limitatamente all'anno 1979, la maggiore spesa di L. 350.000.000=.

Alla copertura dell'onere di cui al comma precedente si provvede mediante riduzione di pari importo del Fondo speciale per oneri derivanti da provvedimenti legislativi in corso di perfezionamento iscritto al Cap. 2745 della parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1979 (punto n. 3 all'allegato F della legge di bilancio).

Articolo 2

Al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1979 sono apportate le seguenti variazioni:

PARTE SPESA

- Variazione in diminuzione:

- Capitolo 2745 -

"Fondo speciale per oneri derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di perfezionamento (Spese in conto capitale - allegato F)"

L. 350.000.000

- Variazione in aumento:

- Capitolo 2565 -

"Spese per la sottoscrizione di titoli azionari di società di funivie e seggiovie locali e di altre società (leggi regionali 3 agosto 1971, n. 10 e 14 dicembre 1972, n. 40)"

L. 350.000.000

Articolo 3

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

È fatto obbligo a chiunque di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

Dolchi (P.C.I.) - Sull'argomento ha espresso il suo parere la Commissione Affari Generali.

La parola all'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti, Ramera.

Ramera (D.C.) - Partirò già subito dalle considerazioni fatte dalla Commissione Affari Generali, in quanto io posso condividere gran parte dei rilievi fatti, però purtroppo si fa sempre fuoco con la legna che si ha, poiché dopo le recenti approvazioni degli ultimi aumenti di capitale, il capitolo relativo proprio alla sottoscrizione per le società funiviarie, non presenta più alcuna possibilità di impiego, quindi siamo costretti a ricorrere naturalmente alla variazione di bilancio, andando a prendere i 350 milioni che erano stati previsti già all'allegato F al riguardo. Come vedete le società, proprio per completare il quadro delle società esistenti, naturalmente di importanza diciamo regionale...abbiamo una richiesta di 655 milioni, mentre a disposizione avremo soltanto 350 milioni; per cui, dalle varie cifre che vedete, sarà necessario dimezzare praticamente l'intervento sulle società maggiori, diciamo le Funivie di Champoluc dividendole su due esercizi finanziari, la SAGIT di Gressoney pure, anche la ISAG di Gressoney, sul bilancio del 1979, sul bilancio del 1980, proprio per completare quella che sarà la sottoscrizione di aumenti di capitale già previsti da tutte queste società.

Io capisco che naturalmente ci siano anche dei rilievi di una non globalità in un solo intervento che possa soddisfare le esigenze di tutti, e che abbiamo portato questi provvedimenti man mano, però non potevamo neanche prevedere quelle che potevano essere le linee di condotta delle società, e se si fossero resi necessari degli aumenti di capitale per nuovi impianti. Ora, tutte queste società noi vediamo che ci sono, appunto...alcune che devono ampliare gli impianti, e altre che debbono rifarli - tipo la SAGIT di Gressoney - interamente, perché l'impianto esistente è ormai obsoleto e quindi non potrebbe più funzionare, in quanto non avrebbe neanche più la possibilità, diciamo l'autorizzazione, a poter continuare la propria attività; quindi con questo si dovrebbe chiudere quello che è l'intervento regionale ai sensi della legge n. 10 del 1971 per le società di interesse regionale, mentre rimane sempre da risolvere, e quindi è all'attenzione sia dell'Assessore alle Finanze e sia da parte del nostro Assessorato, la possibilità di intervento per quelli che sono gli impianti minori per i quali già era stata fatta una legge lo scorso anno, ma era stata bocciata dalla Commissione di Coordinamento, in quanto l'intervento regionale doveva essere fatto semplicemente per le società diciamo per azioni, il cui capitale minimo è previsto in 200 milioni.

È chiaro che molti Comuni, molte zone, si sono andate ad impegnare in impianti sperando...qui molto spesso si commettono anche degli errori...cioè anticipando forse quelle che potevano essere le possibilità della Regione, non sapendo invece che la Regione non avrebbe potuto partecipare, per cui ci sono delle località, e qui mi rifaccio proprio a quello che giustamente hanno detto De Grandis e Faval, che ci vorrebbe una maggior partecipazione anche diciamo della popolazione locale nella partecipazione azionaria, mentre...che cosa accade? che...vi faccio un esempio: nel piccolo Comune di Emarèse, gli abitanti di questo piccolo Comune si sono impegnati per 110 milioni per ciò, e non arrivano ad aumentare questa quota, per cui la nostra partecipazione è per il momento impossibile; così come il Comune di Ollomont ha fatto una cosa (altrettanto) con propria partecipazione degli abitanti, e stiamo esaminando quale possibilità ci rimane per venire incontro a quelle che sono anche delle giuste esigenze di alcune zone che, senza alcuni impianti, non potrebbero soddisfare loro piccola vocazione turistica. Però bisognerebbe anche...questo è un richiamo che faccio e che farò anche ai vari Comuni...che prima di andarsi ad "imbarcare", passatemi il termine, in spese di questo genere, bisognerebbe che gli studi fossero attenti, perché altrimenti vanno a rischio di buttare all'aria tutto quanto hanno fatto, perché quando si pensa...appunto facevo l'esempio di Emarèse...hanno speso 110 milioni per una sciovia ed hanno incassato 9 milioni in un anno, quindi non c'è neanche una possibilità di ammortamento e nessuna possibilità naturalmente di soddisfare quelle che erano forse le loro aspirazioni.

Comunque, tornando al disegno odierno, noi vediamo - sempre tornando a quello che era il richiamo di Faval e De Grandis - che purtroppo proprio nei centri dove maggiormente c'è il turismo, e dove maggiormente questi impianti potrebbero essere attivi - e lo sono in gran parte - la partecipazione diciamo locale è minima, e quindi interviene naturalmente la Regione, perché c'è la legge che prevede l'intervento del 35%, però poi non c'è la viva partecipazione dei locali a determinare anche una politiea e, scusatemi, ma quando ci sono poi gli scontri tra società e Comuni, noi dobbiamo intervenire poi a mediare quando poi i locali non hanno partecipato per niente, ma hanno voluto semplicemente l'impianto per soddisfare le aspirazioni, le giuste aspirazioni della loro località, che erano lanciatissime, ma per le quali non hanno però fatto nulla.

Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione generale. C'è qualche Consigliere che chiede la parola?

Lanivi (D.P.) - Brevissimo, per alcune raccomandazioni: la prima, un po' fuori tempo, ed è colpa mia, era sul punto precedente, per ricordare all'Assessore al Turismo il tema dell'aumento di contributo per le attività sportive, il famoso passaggio dai 320 ai 350 milioni...lo volevo ricordare a proposito della discussione per quel contributo dato all'ASIVA per la Coppa Consiglio Valle, e vorrei ricordare che l'ASIVA è una di quelle federazioni che è rimasta bloccata sul contributo anno precedente; insieme all'ASIVA, la Federazione Calcio e, insieme a queste due, la Fédération des Sports de Noutra Téra, dove sono rimasti bloccati i contributi all'anno scorso in attesa di questo incremento di 30 milioni. La seconda, invece, sull'argomento che stiamo discutendo, mi pare che sia, e condivido in parte le raccomandazioni ed i rilievi già espressi da alcuni Consiglieri in sede di commissione, che l'intervento della Regione nel campo degli impianti ed a fune, le funivie, le seggiovie, eccetera...la Regione si dovrebbe dare come minimo delle linee...

Non voglio neppure più accennare ad un discorso di programmazione, ma alcuni criteri di intervento, sottolineando alcuni aspetti, esistono in alcune stazioni turistiche di grosso rilievo e già di grosse dimensioni; in Valle d'Aosta, una situazione di questo tipo...cioè vi è un sovradimensionamento degli impianti rispetto alla struttura alberghiera. Facciamo il caso di Courmayeur: ecco, anche in questo caso la Regione è intervenuta a sostenere questi impianti e oggi ci troviamo nella situazione rovesciata in cui la portata di questi impianti supera la capacità alberghiera che vi è al piede delle stazioni, e vi è il problema di portare la ricettività alberghiera all'altezza ed in rapporto corretto con la capacità di trasporto su fune. Si rischia in questo modo di dare a stazioni invernali, soprattutto per lo sport invernale, che hanno già una certa quotazione sul mercato, un rilievo ancora maggiore, aumentando gli squilibri con quelle zone invece meno favorite dallo sviluppo del turismo invernale che, primo, per mancanza di capitali locali, cioè sul luogo, secondo, per le difficoltà obiettive e di ricettività alberghiera e di assenza di impianti a fune, rischiano di essere delle località completamente tagliate fuori dal turismo invernale.

L'Assessore ha accennato a Emarèse...vorrei accennare ora per esempio all'alta situazione di Valsavarenche, ecco, dove i locali hanno prodotto un certo sforzo, però mi pare che la Regione, in queste situazioni, che dovrebbero rientrare in una politica generale di riequilibrio dello sviluppo sul territorio, non abbia dato delle indicazioni. So che in Svizzera, questo problema, per esempio di mettere insieme la porta del capitale pubblico, l'apporto dei privati sul luogo, e l'apporto di eventuali capitali provenienti dall'esterno...sono stati visti, analizzati e stabiliti dei criteri, in modo tale da non creare delle situazioni o di sottosviluppo o di prevaricazione mediante intervento di capitali dall'esterno.

Ecco, mi pare che in Valle in questo momento siamo...non dico all'anno zero, ma poco ci manca! Cioè abbiamo delle situazioni diciamo a livello quasi patetico, dove piccole comunità credono di avere risolto i loro problemi, mettendo insieme i 20-30 milioni per fare un impianto la cui gestione poi costerà ancora e peserà su di loro senza grosse possibilità di sviluppo ed abbiamo invece delle altre zone in cui, come ho detto prima, addirittura vi è una sovradimensionamento degli impianti rispetto alla stessa capacità alberghiera, che ha già un certo valore! Ecco, mi pare ormai...cioè diciamo cose, ripetiamo cose forse con scarsa convinzione, perché non vediamo realizzarsi niente in materia. Questi interventi ci possono anche andare bene; ciò che lamentiamo come carenza è il riferimento ad un quadro, a criteri, ad una volontà politica regionale che dia anche o che incoraggi o che scoraggi anche certe iniziative di privati o di Enti comunali.

Quindi mi pare di dover affiancare la mia posizione e quella del mio gruppo a quanti in sede di commissione hanno ribadito la necessità di stabilire non dei piani che richiedono chissà quanti anni di studio o comunque piani che diventino alibi per non affrontare questi problemi, quanto di stabilire come minimo una base di criteri e di scelte per segnalare prima ai Comuni se devono, se possono fare, a quali problemi, rischi vadano incontro. Oggi siamo al punto in cui i Comuni che obiettivamente...io non ho voluto fare interventi anche precedenti rispetto a certe infrastrutture sportive, costruiamo dei campi di calcio a 2.000 metri...insomma, e la Regione interviene anche lì, sapendo che l'agibilità di quei campi è di qualche mese l'anno, in località in cui forse una palestra, una struttura al coperto risulterebbe decisamente più positiva. Qui idem negli impianti a fune, e piccoli Comuni, iniziative anche lodevoli di privati, che mettono insieme le loro risorse per fare un impianto...che tipo di possibilità, che prospettive hanno queste iniziative? Ecco, mi pare che di fronte a queste cose la Regione non abbia dei criteri, e credo che proprio in Valle d'Aosta, per la diversità delle situazioni che vanno da Courmayeur a Cervinia per citare le due località più prestigiose, ad altre località più piccole e più ridotte, e come dimensione demografica, e come possibilità finanziaria di intervento, non possono essere applicati criteri unici, andranno articolati, diversificati anche gli interventi della Regione...saranno delle situazioni in cui per esempio l'intervento della Regione potrebbe essere totale, e delle altre situazioni in cui l'intervento regionale può ridursi allo zero. Però, per fare queste scelte bisogna avere un minimo di parametri e criteri di riferimento, cose che oggi mancano e quindi procediamo con questi interventi uniformi che immaginano la Valle come una realtà allo stesso grado di sviluppo, cosa che invece non è! Quindi, oltre a sottolineare l'urgenza, la necessità che ci si doti di un minimo di criterio credo che altro non rimanga da dire.

Voteremo a favore di questo intervento, ma con tutte queste osservazioni e sottolineando di nuovo l'urgenza e la necessità di darsi un minimo di linea di comportamento.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Tonino. Poi si iscrive il Consigliere Nebbia.

Tonino (P.C.I.) - Mah, l'elemento più negativo nelle discussioni che facciamo ogni volta in questo Consiglio, sulla partecipazione della Regione nelle società di trasporto a fune, è che tutti diciamo che il metodo di intervento della Regione dovrebbe essere cambiato, e poi questo metodo non si cambia!

A differenza dei Democratici Popolari, noi, che approviamo tutto quello che ha detto Lanivi, voteremo contro, perché la logica del provvedimento è una logica che ci trova all'opposizione. Io credo che basti per spiegare il perché del nostro atteggiamento, fare riferimento ad alcune cose di stamattina: l'Assessore dice "abbiamo avuto delle richieste"; la relazione dice, in un secondo punto, che "alcune società hanno approvato delle sottoscrizioni di capitale", in un altro punto che "altre società hanno in corso o sono in procinto di avviare dei nuovi investimenti" ed in un altro punto ancora della relazione si dice che "non è tuttavia da escludere che nel corso dell'esercizio possano essere inoltrate ulteriori richieste di sottoscrizione, soprattutto da parte di società di nuova costituzione". I soldi non sono neanche sufficienti a soddisfare le richieste che oggi sono venute, e...qual è l'atteggiamento della Regione? non è che cominci finalmente, in base ad alcuni criteri di carattere territoriale, a fare delle scelte, no! L'Assessore ci dice che in alcuni di questi casi, siccome non riusciamo a trovare tutti i soldi, ripartiremo l'intervento in due esercizi finanziari. Io credo che la contrarietà nostra stia proprio in questa ottica, qui assolutamente le scelte non si vogliono fare!

Non è il caso di rifare, oggi, il dibattito che abbiamo fatto sulla mozione da noi presentata, che tendeva a cambiare l'atteggiamento della Regione con interventi più cospicui in precise zone di intervento al fine di un certo riequilibrio territoriale, per invece diminuire progressivamente l'intervento della Regione nelle grosse società. Non ripeto le motivazioni, siamo convinti che quella è la strada da seguire. In questo modo si continua a privilegiare interventi soprattutto nei centri grossi, basta guardare l'elenco delle società che ci è stato fornito, interventi in zone - e qui concordo con Lanivi - in cui il rapporto alberghi e impianti è disastroso e noi continuiamo a fare impianti e non a fare alberghi. Non c'è il coinvolgimento dei locali, ma non ci possiamo stupire, che manchi questo coinvolgimento dei locali...i locali, la gente del posto, gli imprenditori si preoccupano soprattutto di costruire o di gestire alcune attività economiche che non investono invece negli altri impianti, li abbiamo abituati con la logica dell'intervento regionale da agire in questo modo!

Se la Regione si dotasse di alcune scelte - anch'io non uso più il termine "programmazione" o "piano" -, ma di alcune scelte territoriali e scelte politiche anche sull'entità dell'intervento nelle varie società, credo che a questo a punto i locali siano coinvolti in quel momento...o intervengono i locali o non si fanno gli impianti! E mi sembra che l'unico metodo per ottenere questo coinvolgimento dei locali, questo modo di responsabilizzarli nel piano scelte che fa la Regione...sennò li abituiamo ad avere l'intervento della Regione; comunque, così come viene avanti oggi, credo otterremmo l'effetto opposto. Queste sono le motivazioni che abbiamo già illustrato altre volte.

Noi voteremo contro questo provvedimento, perché tra l'altro l'Assessore dice che è l'ultimo e con questo chiudiamo l'intervento per effetto della legge n. 10...ma con quali garanzie, se alcuni di questi interventi si è detto verranno distribuiti in due esercizi finanziari? Se poi si crede di continuare in questo modo per tutte le società che oggi esistono, e di fare un intervento particolare per alcune piccole zone con un'altra legge, io credo che sia un modo che non condivideremo, perché è ancora una volta sbagliato, cioè qui bisogna fare delle scelte e queste scelte non le vediamo!

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Nebbia.

Nebbia (P.S.I.) - Questo provvedimento, mi pare che in un certo senso - ed è per questo che voterò in modo favorevole - vada proprio secondo alcune linee, diciamo "programmatiche", che però non sono...cioè forse ci va per caso...non sono esplicitate. E mi spiego meglio: è vero che non esiste nessuna politica globale nel settore, che gli investimenti che si fanno sono conseguenza delle richieste che fanno le diverse società, però credo che in questo caso alcune linee, che erano già state evidenziate negli anni, e che sono in parte richiamate anche nel parere della commissione...c'è anche poi il parere della Commissione Affari Generali che non è stato riportato...che queste linee siano esplicite nel provvedimento. E mi spiego meglio: per le Funivie di Champoluc il collegamento con il Colle della Bettaforca permetterà di collegare alla testata le due Valli di Ayas e Gressoney, e lo stesso impianto della ISAG di Gressoney, che salendo verso il Passo dei Salati permetterà di avere, oltre che la possibilità dello sci estivo, anche il collegamento con Alagna. Le indicazioni programmatiche di questo tipo erano già contenute nello schema di piano urbanistico territoriale del 1973, quindi mi pare che...lo dico implicitamente, senza voler...però che questi due interventi vadano in quella direzione. La SIRT di Torgnon, e ancora di più la SAGIT di Gressoney, sono due società che mi risulta abbiano una forte partecipazione di persone del posto. In particolar modo la SAGIT di Gressoney, che raccoglie attorno a sé non solo un azionariato locale, ma anche una serie di attività che sono gestite per la maggior parte da gressonari. Solo forse l'intervento relativo alle Funivie del Piccolo San Bernardo esce un po' da questo schema, ma non è determinante nel complesso del provvedimento. Quindi per questi specifici motivi ritengo che il provvedimento debba essere approvato.

Rimangono però in piedi i motivi di ordine più generale che sono stati già da altri richiamati - che anch'io sottolineo - e che spero in futuro possano essere realizzati...e quindi permettere con diversi provvedimenti legislativi, oltre a questo, permettere anche una partecipazione della Regione negli impianti, perché mi pare - se vogliamo approfondire il discorso - che non sia neanche vero che in realtà la Regione intervenga dove ci sono già delle forze locali predominanti, dove ci sia già un addensamento insostenibile! Prendiamo il caso che è stato citato da Lanivi, di Courmayeur, dove in realtà la Val Veny, la società Val Veny Funivie non ha alcuna partecipazione azionaria regionale, cioè...e prendiamo il caso del Breuil, dove le Funivie non hanno alcuna partecipazione, cioè dove ci sono già degli interessi sufficientemente importanti per cui la redditività degli impianti sia tale da sostenere l'investimento...la Regione non è certamente chiamata ad entrare in questi investimenti!

Altrove - ed era forse all'origine la motivazione per cui questa legge era stata fatta - invece era necessaria la partecipazione regionale; c'è però una possibilità per poter interessare...diciamo l'azionariato locale a questi impianti, ed è questa possibilità connessa è quello che fanno alcune finanziarie in campo regionale nelle altre Regioni. Cioè la partecipazione iniziale di capitale pubblico che, man mano che la società per azioni si irrobustisce, questa partecipazione diminuisce sino ad annullarsi. Questo succede - l'abbiamo visto con l'Assessore - nel caso della società finanziaria Friulia, che nel giro di 5-6-7 anni lascia le proprie partecipazioni per poter iniziare una nuova attività. Questo fatto permetterebbe una specie di partita di giro, detta in senso lato, in modo tale da poter recuperare dei capitali da investire in altre località.

Ora il problema è di determinare le linee di intervento in questi altri settori, ma qui il problema è forse più importante perché, se è vero che certe località - è stato citato il caso di Emarèse - trovano una disponibilità da parte della popolazione per un azionariato diffuso, però bisogna anche valutare sino in fondo quali sono le caratteristiche del territorio in quelle zone, perché non è detto che ovunque, con tutte le quote, con tutte le esposizioni, con tutte le pendenze, si possa praticare lo sci, e qui è necessaria una serie di indagini che forse in parte sono state fatte, ma devono essere completate, ed è necessaria una pianificazione più approfondita. Per quanto riguarda poi invece - e qui è una carenza regionale anche abbastanza evidente - un rapporto quale è stato richiamato...un rapporto errato tra attrezzature per l'ospitalità ed impianti, bisogna ricordare che la Regione è stata completamente assente, cioè gli impianti a volte sono stati dimensionati e programmati al di fuori di ogni intervento regionale di tipo programmatorio di indirizzo, per cui si arriva a delle strozzature perché sono state volute e imposte in modo anche abbastanza speculativo. Ora, mi risulta che in certi casi si richiedono dei correttivi, ma correttivi che dovrebbe fornire l'ente pubblico; molto spesso, però, sono dovuti ad errati interventi, errata impostazione di tipo privatistico...

Per questi motivi, e augurando, richiamando e sollecitando la Giunta ad individuare una politica nel settore, una politica che sia globale, che tenga conto del territorio, della disponibilità economica e dell'impegno...questa forse è la cosa prioritaria, dell'impegno della popolazione locale, perché non è vero che non sia disponibile la popolazione locale a partecipare, a volte si è posto di non partecipare! Ecco, augurando queste cose, e richiamando quanto ho detto in precedenza, voto a favore del provvedimento.

Dolchi (P.C.I.) - Non c'è più nessuno iscritto a parlare. Possiamo considerare chiusa la discussione generale? Allora chiusa la discussione generale.

La parola all'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti, Ramera.

Ramera (D.C.) - Mah, credo che su certe osservazioni avevo già detto in precedenza, nel mio intervento, qual era il mio pensiero su determinate deficienze e al Consigliere Tonino, che ieri mi diceva di fare del vittimismo non so dove - e non è che lo voglia fare neanche adesso -, io ricordo solo che questa legge è stata fatta nel 1971 e molto probabilmente votata da voi e non da me, non lo so, comunque voi l'avete votata sicuro nel 1971, quindi segue una logica impostata da voi, su quelle che sono le grandi linee di intervento su questi impianti funiviari.

È chiaro che, l'ho detto nell'introduzione, trovo logici certi rilievi fatti in Commissione del Turismo e stiamo appunto esaminando la possibilità di intervento, proprio per favorire i centri minori, però siamo impediti da quella legge che prevede la partecipazione in società per azioni il cui capitale minimo è di 200 milioni, per cui dobbiamo vedere da una parte - lo stiamo esaminando - primo, se c'è una validità di costruire determinati impianti in determinate zone, perché l'entusiasmo alle volte mi sta tutto bene, però se poi ad un certo momento si costruisce un impianto che non dia un reddito logico, e magari fatto in località con poco sfruttamento...fatti in località con poco sfruttamento per la loro posizione, per l'innevamento, per la durata di stagione troppo corta...quindi dovremmo vedere anche lì, volta per volta, se vi sono degli interessi logici per fare degli impianti. Secondo, proprio per venirne fuori e per favorire lo sviluppo di determinate località minori, ma che hanno praticamente una possibilità di incremento turistico, si dovrebbe ricorrere ad un sistema di società per azioni magari che coinvolga due o tre impianti, perché se un impianto mi costa 50 milioni, la Regione non può, oggi come oggi, partecipare, perché ci vuole una società di 200, quindi si potrebbe esaminare anche la possibilità di costituire una società per azioni che coinvolga due o tre impianti in modo che si arrivi alla quota azionaria dei 200 milioni.

Io accetto volentieri tutto quello che...però in questi otto anni, chi mi ha preceduto non è che abbia nel Consiglio ricevuto tali rilievi o indicazioni...io so che settimanalmente ricevo Sindaci che vengono tutti a dirmi: io rifarei lo skilift, io vorrei fare il piccolo impianto, ma senza uno studio generale, e i dislivelli...per esempio se vale la pena di fare un impianto, dovrebbe esservi almeno un dislivello di 800 metri, e l'innevamento possibile e la ricettività alberghiera minima, perché è inutile farmi un impianto se poi non c'è unitamente anche questo...infatti io, pur non essendo un tecnico, ho detto che nella predisposizione dei piani venga premiata l'attrezzatura alberghiera sopra ogni altra considerazione urbanistica, ma proprio vengano premiati gli alberghi. Però bisognerebbe che anche certi Comuni, di fronte a richieste di esecuzione di opere alberghiere, non si trincerassero dietro a dei no, che non sono giustificati, ma vedessero invece l'interesse...o nello stesso Comune, o nelle vicinanze, possano sorgere delle attrezzature alberghiere che possano soddisfare anche tutta quella clientela che viene richiamata da determinati impianti che sono stati dichiarati addirittura sovrabbondanti, ma che però per la loro portata, per la loro agibilità, consentono un richiamo notevole di turisti e quindi questi turisti debbono avere delle attrezzature alberghiere adeguate.

Quindi il provvedimento odierno non fa che ricalcare quello del 1971, cioè questa legge votata nel 1971, e non viene a premiare certo nessuno, perché non abbiamo neanche la possibilità - lo dicevo all'inizio - di soddisfare quelle che sono le logiche richieste per cui dovremmo, almeno su due esercizi finanziari, per talune quote...però non si tratta di premiare certo alcuna zona in questo caso, perché ha detto bene il Consigliere Nebbia: in due casi si tratta addirittura di completare su due versanti l'agibilità sciistica e, nel caso proprio della SAGIT, si tratta di sostituire completamente l'impianto ormai obsoleto, a meno che noi non decidiamo che questo impianto della SAGIT venga abrogato, abolito, ma altrimenti ci troviamo nella necessità. Per il resto, appunto stiamo esaminando e lo faremo con la stessa sollecitudine, proprio nell'interesse dei piccoli centri che hanno più necessità degli altri di avere una nuova vita e di non essere emarginati da questo "boom turistico"..."boom" oggi è una parola che andrebbe ridimensionata di fronte ai pericoli di cui corre la Valle d'Aosta di fronte alla crisi energetica, per cui bisognerà esaminare anche questo problema, perché si potrebbero verificare notevoli rischi per la stagione invernale prossima. Però è logico che dobbiamo, ad un certo momento, valerci, sì, delle due grandi stazioni prestigiose, ma che ormai sono sature...per cui, ad un certo momento, la popolazione, cioè la massa dei turisti ha imparato a "deviare" diciamo la loro naturale vocazione di andare al Breuil o a Courmayeur, verso Champoluc, verso Gressoney, e verso altri centri meno affollati e che sono in grado oggi già di soddisfare questa richiesta di agibilità di turismo.

Come dico tutti i paesi vorrebbero avere la possibilità di divenire una stazione turistica, ma lo abbiamo visto, che anche tutti hanno il desiderio...lo sottolineava Lanivi benissimo, e mi trova pienamente consenziente...quando 74 Comuni decidono di avere 74 campi sportivi, con dispendio di terreni, eccetera...però mi stupisce che anche qui - ed ho avuto modo nei giorni scorsi di constatarlo - che non esista un minimo di volontà alle volte tra Comuni viciniori, diciamo di cordialità di rapporti per usufruire di uno stesso impianto; per cui noi notiamo spesso, andando in giro per la Valle, che ci sono dei campi sportivi completamente deserti, utilizzati sì e no una volta alla settimana, quando praticamente lo stesso impianto sportivo che è costato qualche centinaio di milioni alla Regione potrebbe soddisfare le esigenze anche di Comuni viciniori. Questo esula naturalmente dall'argomento.

Io ritengo quindi di aver risposto e di essere pienamente d'accordo con le osservazioni fatte. Non sono naturalmente d'accordo con il voto negativo di Tonino, e lo richiamo ad essere conseguente ad un voto espresso dal suo gruppo quando si è varata questa legge nel 1971, quindi ad un certo momento di essere conseguente al voto dato dal suo gruppo, perché mai questa legge ha chiesto di essere abrogata finora! Vuol dire che nel nuovo studio che faremo magari, anche qui, una diversità di interventi, proprio come è detto...ho detto delle idee, non so ancora come potrà verificarsi questo intervento regionale per favorire gli impianti minori...semmai scendendo man mano nella nostra partecipazione azionaria negli impianti esistenti ormai di maggior prestigio, ed aumentando invece la nostra partecipazione azionaria in quegli impianti minori, dove non esistono possibilità degli abitanti, o dei locali, o anche di capitale esterno ad affluire, in modo da permettere che anche certi piccoli Comuni, in cui già sono stati fatti alcuni tentativi, ma che potrebbero essere potenziati, possano essere soddisfatti e dare un maggiore spazio alla Valle d'Aosta, per il turismo che affluisce ogni anno da noi.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, passiamo ora all'esame del disegno di legge n. 82, articolo per articolo.

Articolo 1. C'è qualcuno che chiede la parola sull'articolo 1? Allora metto in approvazione per alzata di mano l'articolo 1. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Esito della votazione:

Presenti: trentuno

Votanti: trentuno

Maggioranza: sedici

Favorevoli: ventitré

Contrari: otto

Il Consiglio approva.

Articolo 2. Stesso risultato.

Articolo 3. Stesso risultato.

Ci sono dichiarazioni di voto? Si passa alla votazione segreta...Lanièce, Rolando, Péaquin...

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

Esito della votazione:

Presenti: trentuno

Votanti: trentuno

Maggioranza: sedici

Favorevoli: ventitré

Contrari: otto

Il Consiglio approva.

Il Consiglio approva il soprariportato disegno di legge n. 82.

Si passa alla trattazione del punto n. 19, che è anche l'ultimo dell'ordine del giorno. Pertanto la Presidenza ritiene che nella mattinata si possano terminare i lavori, e che il Consiglio possa quindi partecipare all'incontro con la delegazione che è stata annunciata e che dovrebbe essere in arrivo. Mozione del Consigliere De Grandis, n. 19.