Oggetto del Consiglio n. 7 del 15 gennaio 1970 - Verbale
OBJET N° 7/70 - Construction d'une prison moderne à Aoste. (Approbation de motion)
Il Presidente, MONTESANO, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione presentata dai Consiglieri regionali Signori Caveri Severino, Fosson Pietro, Bancod Beniamino, Perruchon M. Celeste Ved. Chanoux, Freppaz Emilio e Andrione Mario, concernente l'oggetto: "Construction d'une prison moderne à Aoste", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 14 novembre 1969:
Aoste, le 17 Juin 1969
A Monsieur le PRESIDENT du Conseil Régional - AOSTE
Les Conseillers soussignés Vous demandent d'insérer dans l'ordre du jour de la prochaine séance du Conseil Régional la suivante:
MOTION
Le Conseil Régional
ATTENDU
- que la Prison d'Aoste est installée dans une Maison-forte du XI siècle;
- que les conditions de vie des personnes détenues sont très négatives, surtout du point de vue hygiénique;
INVITE
la Junte à vouloir insister auprès du Ministre de Justice pour la construction d'une prison moderne à Aoste.
Signés: S.Caveri - P.Fosson - Bancod B. - M. Celeste Chanoux - Emile Freppaz -Andrione.
Monsieur le Conseiller CAVERI déclare tout d'abord que les Conseillers de l'Union Valdôtaine ont voulu, par la présente motion, attirer l'attention de la Junte et du Conseil sur un problème d'humanité et de civilisation.
Après avoir fait état de l'histoire de l'édifice dont il est question, il remarque que cette construction, actuellement destinée à l'usage de prison, est composée de différentes parties, dont une tour datant du XIème siècle et de deux autres parties respectivement du XVIème et du XVIIème siècle. A ce propos il précise que ce n'est pas dans la partie récente de l'édifice, relativement récente, car elle remonte à trois ou quatre siècles, mais dans les six chambres de la tour du XIème siècle, que les détenus condamnés par l'autorité judiciaire sont enfermés.
Or - observe-t-il - on se demande s'il est concevable, au XXème siècle, de mettre des hommes et des femmes dans une tour du XIème siècle.
Il déclare que c'est bien à cet égard qu'il a parlé d'humanité et de civilisation et que, toute proportion gardée, il est de l'avis que le Comte Ugolino de la Gherardesca était, à l'époque, certainement mieux logé qu'aujourd'hui les détenus de la prison d'Aoste.
Il fait encore remarquer que les six chambres de la tour du XIème siècle sont munies, les unes d'une seule fenêtre, les autres de deux fenêtres et une de trois fenêtres; mais - poursuit-il - on ferait erreur de croire qu'il est question de fenêtres normales, parce que à ces fenêtres on a appliqué ce que l'on appelle des "bouches de loup", c'est-à-dire des pyramides de bois dont le sommet est orienté dans la direction du sol et la base vers le ciel. Or - poursuit-il - cette base n'est pas ouverte, mais elle est fermée par des planches de bois, de manière qu'il n'y a qu'un espace d'environ dix centimètres qui permet à la lumière, en vérité à très peu de lumière, de pénétrer dans les chambres et à l'air d'entrer en quantité insuffisante, de sorte que les "pensionnaires" de ces chambres se plaignent également de respirer très mal.
Il conclut disant qu'il n'est pas nécessaire d'ajouter d'autres détails à son exposé et il demande au Président de la Junte qu'il veuille bien s'adresser au Ministre de la Justice afin qu'on trouve une solution pour la construction d'une prison moderne à Aoste, problème qui a déjà été prévu par le plan d'aménagement de la Ville d'Aoste.
L'Assessore MILANESIO informa di aver trovato giacente presso gli Uffici della Sovrintendenza Antichità e Belle Arti dell'Assessorato al Turismo, una pratica relativa all'argomento in discussione, iniziata nell'anno 1961 dall'allora Presidente della Commissione consiliare per il Turismo, Signor Vincent Trèves.
Riferisce che vi fu uno scambio di corrispondenza tra l'Amministrazione Regionale e il Ministero di Grazia e Giustizia e che l'ultimo atto della Regione risale al 22 ottobre 1965, al tempo della Presidenza dell'Avv. Caveri, il quale riferì alla Giunta che il vecchio fabbricato sede delle Carceri di Aosta risultava ormai inadatto alla destinazione a cui era adibito e che sarebbe stato opportuno trasformarlo in Museo regionale.
Fa presente che la Giunta concordò sulla proposta del Presidente Caveri e affidò all'Assessorato Regionale del Turismo Antichità e Belle Arti l'esame e la trattazione del problema con le competenti Autorità governative.
L'Assessore informa di aver rivisto tutto il carteggio relativo al problema e di aver già preso al riguardo opportuni contatti telefonici col Ministero di Grazia e Giustizia perché - egli afferma - prima di scrivere qualche cosa in via ufficiale, bisognerà risolvere il problema che è stato posto dal Ministero e che sta nei seguenti termini: Nel Piano Regolatore di Aosta è prevista un'area destinata a tale scopo, ma dalla lettera del Ministero del 23 febbraio 1962 tale area non è ritenuta idonea, in quanto il predetto Ministero richiede particolari condizioni e requisiti per tale costruzione e, cioè: determinate distanze dal Palazzo di Giustizia e dalla Stazione ferroviaria, area pianeggiante o con dislivelli minimi; evitare possibilmente l'attraversamento della Città da parte dei cellulari; estensione di un'area per Aosta non inferiore a metri quadrati ventimila con una zona di rispetto non inferiore a metri lineari venticinque; idoneità della zona (servita da strada, acquedotto, fognatura ed esercizi pubblici) a parere di una Commissione composta dai rappresentanti dei vari uffici interessati.
Riferisce, quindi, che le aree che si potrebbero reperire a questo fine sarebbero due: una potrebbe essere quella dei giardini pubblici e l'altra quella dello Stadio Puchoz, ossia le uniche aree libere esistenti in Aosta e aventi i predetti requisiti richiesti. A questo proposito l'Assessore fa presente che occorre esaminare il problema con una certa elasticità, per cui ritiene che i contatti diretti siano i più efficienti per la soluzione del problema in esame.
Conclude, dicendo che non ha difficoltà alcuna ad accogliere la mozione; anzi ringrazia il Consigliere Caveri per avergli suggerito una iniziativa alla quale non aveva più pensato.
Propone che il Consiglio approvi la mozione presentata e assicura che il problema sarà trattato con una certa celerità.
Il Consigliere SAVIOZ dichiara di voler aggiungere alcuni particolari che non sono naturalmente agli atti, ma che sono a sua conoscenza, avendoli avuti a suo tempo nel corso di vari incontri con i rappresentanti degli uffici interessati.
Riferisce quindi che era stata offerta una zona, adatta allo scopo, che si trova immediatamente ai piedi della collina di Porossan e che si riteneva che detta area avesse i requisiti richiesti (oltre alla buona insolazione, all'isolamento ecc. ecc.).
Fa presente che gli uffici interessati avevano fatto rilevare che, se tale zona poteva essere idonea, non era peraltro possibile costruirvi l'edificio di cui si tratta, perché dall'alto della frazione di Porossan si sarebbe potuto vedere all'interno del carcere, motivo per cui tale area non poté essere accettata.
Informa che si è pure effettuata una visita sopralluogo in una zona a ponente della Città, ma che la vicinanza della polveriera e dell'attiguo complesso militare sconsigliarono anche la scelta di tale area.
Ritiene che il problema non sia di facile soluzione in quanto, oltre ad esservi notevoli difficoltà per reperire l'area idonea, vi è anche il fatto che il Ministero di Grazia e Giustizia è disposto a finanziare solo una parte della spesa per la costruzione dell'edificio e a condizione che intervengano la Regione e il Comune nelle spese per l'acquisto dell'area e per il finanziamento della costruzione stessa.
Il Consigliere FOSSON osserva che, a un certo momento, si è parlato anche di un'area, l'ultima prescelta, sita nei pressi della frazione Signayes, a valle della strada statale n.27, zona abbastanza decentrata ed assai bene ubicata.
L'Assessore MILANESIO fa presente che l'ultima ubicazione prescelta dovrebbe essere quella vicina alla zona denominata "Les Fourches", zona che non venne presa in considerazione perché dall'alto si poteva vedere all'interno del costruendo edificio.
Conclude, dicendo che vi è forse la possibilità di risolvere il problema in altro modo e, cioè, costruendo l'edificio dall'altra parte del Pont Suaz ad esempio in territorio del Comune di Pollein.
Monsieur le Conseiller CAVERI remarque qu'un bâtiment, même moderne, destiné à recevoir des détenus, est toujours quelque chose de pas très gai; par conséquent il recommande à la Junte de faire en sorte que la prison soit bâtie dans une zone qui soit à l'écart du grand trafic routier et touristique.
Il Presidente, MONTESANO, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in esame, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della sottoriportata mozione presentata dai Consiglieri Signori Caveri, Fosson, Bancod, Perruchon Vedova Chanoux, Freppaz e Andrione:
MOTION
Le Conseil régional
ATTENDU
- que la prison d'Aoste est installée dans une Maison-forte du XI siècle;
- que les conditions de vie des personnes détenues sont très négatives, surtout du point de vue hygiénique;
INVITE
la Junte à vouloir insister auprès du Ministre de Justice pour la construction d'une prison moderne à Aoste.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: ventotto), ha approvato la soprariportata mozione.
Il Consiglio prende atto.
