Oggetto del Consiglio n. 325 del 15 giugno 1979 - Verbale
OGGETTO N. 325/79 - Rinvio dell'esame della proposta di legge statale n. 5 concernente: "Modificazione della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, Statuto speciale per la Valle d'Aosta".
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta, Andrione.
Andrione (U.V.) - In già differenti occasioni avevamo accentato alla necessità che esiste a nostro avviso di poter avere, come Regione, potestà legislativa primaria in materia di Comuni. E questo per evitare che l'applicazione meccanica delle leggi dello Stato in materia comunale venga a creare una serie di discrepanze, di difficoltà e di ritardi nei confronti dei Comuni della Valle d'Aosta, che nella quasi totalità...insomma, c'è un solo Comune che supera i 5.000 abitanti...si trovano in grosse difficoltà ad assumere i compiti che continuamente vengono riversati sui Comuni. D'altra parte vi è un problema a nostro avviso fondamentale, che è quello dell'autonomia finanziaria dei Comuni, che deve essere stabilita e prevista con legge regionale, ed in questo senso nelle trattative che sono in corso per la revisione del riparto fiscale saremmo dell'opinione di sostenere che una quota delle imposte, e in particolare dell'IVA, debba essere attribuita alla Regione e su questa quota una parte debba essere attribuita direttamente ai Comuni, in maniera da avere contemporaneamente una fonte finanziaria sicura e la responsabilizzazione delle Amministrazioni comunali in materia di spesa, perché la responsabilizzazione avviene soltanto sapendo, sì, che vi sono delle entrate certe, ma soltanto quando queste entrate sono direttamente controllabili alla fonte.
Il disegno di legge evidentemente è soltanto un'iniziativa di carattere consiliare poiché, purtroppo, sarà richiesta la lunga procedura, la lunga e difficile procedura della votazione costituzionale per la modifica dello Statuto. Numerosi gruppi si sono già dimostrati, dichiarati favorevoli, e noi speriamo che l'appoggio dei partiti presenti in Consiglio possa favorire l'approvazione da parte delle due Camere con le votazioni separate, distanziate di almeno tre mesi da questo disegno di legge. Faccio notare che questa potestà legislativa primaria esiste fin dall'origine nello Statuto siciliano, ed è cosa che ha permesso ai Comuni della Sicilia di avere una vita autonoma più ampia di quella dei Comuni del resto dell'Italia.
Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione. Nessuno chiede la parola?
La parola al Consigliere Tonino.
Tonino (P.C.I.) - Ma io mi scuso, perché non ho sentito la relazione del Presidente della Giunta...qual è la nostra posizione su questa legge? Vi sono alcune parti della legge che ci sembrano importanti e mi riferisco soprattutto a quanto è contenuto nelle modifiche previste negli articoli 1, 2 e 3, nel senso che sono dei provvedimenti che è giusto debbano essere trasferiti alla Regione.
Alcune perplessità le abbiamo sull'articolo 4 e vogliamo fare delle domande; sembra, dalla lettura dell'articolo 4, che tutti i problemi relativi alla finanza negli...siano trasferiti alla Regione. Allora un prima domanda sorge spontanea: i Comuni non sarebbero, per ciò in questo caso titolari di niente? E se così è, noi non siamo d'accordo, perché i Comuni debbono avere una certezza su quella che è la loro finanza, sono dei livelli istituzionali - i Comuni - estremamente importanti che noi mettiamo sullo stesso piano della Regione come livello istituzionale, e sono garantiti dall'articolo 119 della legge costituzionale, della Costituzione.
Quale può essere un'esigenza che c'è nella nostra Regione? Quella di ripartire meglio fra i Comuni la finanza che potremmo chiamare...non so, se chiamo impropriamente "straordinaria", ad esempio tutta la parte relativa al "616", in alcuni casi si tratta di finanza comunale che può essere ripartita ai Comuni dalla Regione meglio che con semplici parametri usati per l'alta finanza.
Il concetto di fondo per noi, però, è che i Comuni devono avere, per quel che riguarda la finanza ordinaria, una certezza, e la cosa qui non la vediamo in questo modo, e poi siamo disposti a studiar meglio un sistema di riparto fra i Comuni per la finanza straordinaria per gli investimenti in una logica di riequilibrio, ed ecco l'aggancio giusto al piano di sviluppo regionale. Non essendoci questa chiarezza, noi giudichiamo questo articolo 4 come un articolo estremamente accentratore; il decentramento non passa accentrando tutto alla Regione, anche la finanza, che è propria dei Comuni, così come pare di leggere da questo articolo...queste sono le nostre perplessità.
Noi chiederemmo, se non sono chiariti questi aspetti, che la cosa sia rinviata e che ci sia un ulteriore approfondimento. Chiederemmo che nella questione siano investiti anche i Comuni, cosa che non è stata fatta quando si è predisposta questa legge, e che all'interno di questi problemi, che sono ed entrano nella competenza dei Comuni, poi sia visto anche un pochino meglio il discorso delle Comunità Montane.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta, Andrione.
Andrione (U.V.) - Non abbiamo nulla in contrario ad un rinvio per approfondimento.
Volevo solo sottolineare alcuni aspetti: l'articolo è formulato in maniera tale da attribuire alla Regione una competenza, ma da rinviare alla legge finanziaria della Regione in materia comunale, i problemi che ha esposto Tonino...no, un momento...ed è chiaro che non vi può essere nessuna diminuzione di quella che è la finanza ordinaria dei Comuni, né nessuna attribuzione differente, o qualsiasi lesione dell'autonomia comunale, poiché è detto chiaramente che la legge regionale disciplina la finanziaria degli Enti locali in armonia con i principi delle leggi dello Stato, quindi non vi...ecco. Tanto più che le leggi dello Stato attualmente in vigore non danno nessuna certezza alle finanze comunali, perché il metodo di aumentare una volta del 10% un'altra volta del 16%, un'altra volta potrebbe essere del...quelli che sono i tributi soppressi nel 1972, non danno evidentemente certezza ai Comuni. Ma - come avevo accennato all'inizio - questa formula ci permette, nel trattare il nuovo riparto fiscale della Regione, e nel porre sul tappeto il problema dell'IVA, di richiedere che una quota dell'IVA venga attribuita alla Regione e, su questa quota, una quota successiva venga direttamente attribuita ai Comuni, avendo una percezione (che è il sistema francese-tedesco, eccetera) l'IVA...adesso non so quanto sia in Francia, ma sennò...quando era l'8%, il 4% è comunale e l'altro è statale, e questo per dare una finanza originale ai Comuni e per distinguere i Comuni dove vi è una forte attività, perché sull'IVA Aosta evidentemente avrà delle entrate proprie di un certo tipo, mentre Rhêmes-Notre-Dame praticamente o non ne avrà o ne avrà pochissime, e quindi l'aggancio successivo al piano di sviluppo...perché in questo caso si tratta poi di una politica regionale e di domandare ai Comuni una loro autonomia...
Comunque, fatto questo brevissimo accenno di spiegazione di quelle che sono le intenzioni della Giunta per quanto riguarda la formulazione dell'articolo 4...perché una cosa sono le intenzioni e un'altra cosa sono poi le formulazioni dell'articolo di legge...questa è stata fatta in maniera tale da permettere poi la legge finanziaria della Regione, seguendo, come dicevo prima, un pochettino l'esempio della Regione siciliana.
Accogliamo come Giunta la proposta del Consigliere Tonino per un maggiore approfondimento; se il Tonino è gentile mi viene a trovare, chiamiamo Barbagallo, e vediamo un attimo una formulazione di questo articolo che non faccia nascere dei dubbi che non dovrebbero esistere, ma che non faccia nascere dei dubbi circa delle volontà di accentramento perché, al contrario, sarebbe quello di permettere ai Comuni di avere una finanza propria...oggi non ce l'hanno, questo è il dato di fatto!
Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola? Mi sembra che dopo l'intervento del Consigliere Tonino ed il chiarimento del Presidente della Giunta, il Consiglio sia chiamato a pronunciarsi, o per lo meno ad accondiscendere al rinvio dell'argomento affinché sull'articolo 4 venga verificata l'attuale formulazione o ne venga ricercata un'altra che non lasci dubbi sull'intenzione del Consiglio regionale che richiede questa variazione statutaria. Il Consiglio ha obiezioni? Ecco...
(voce fuori microfono) - ...vorrei solo precisare a quando verrà rinviato.
Andrione (U.V.) - ...sine die, perché non sappiamo se per il 28 ci arriviamo...se non è per il 28, sarà per il Consiglio di luglio.
Dolchi (P.C.I.) - Allora sine die, cioè fino a che non ci perviene, se è possibile per il Consiglio...io annuncio già, per quanti non fossero stati informati dai loro rispettivi Capi Gruppo, che avrà luogo nei giorni 11-12-13 luglio, prima delle vacanze estive. Oltre alle date del 28 e 29 giugno, che abbiamo già abbondantemente annunciato, il Consiglio si riunirà per l'ultima volta, prima delle vacanze...che voi sapete interrompono i lavori dal 15 luglio al 16 settembre...si riunirà ancora l'11-12 e 13 luglio.
Il Consiglio prende atto del rinvio.
Punto n. 13 dell'ordine del giorno. Relatore l'Assessore alle Finanze.
