Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 169 del 30 luglio 1970 - Resoconto

OGGETTO N. 169/70 - Concessione di un contributo straordinario all'impresa industriale Ilssa-Viola S.p.A. di Pont-Saint-Martin, a' sensi delle leggi regionali 21 agosto 1962, n. 20 e 11 marzo 1968, n. 8. Delega alla Giunta.

Albaney (M.A.V.) - La Giunta propone la concessione di un contributo alla Società Ilssa-Viola di Pont-Saint-Martin, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, in modo particolare alla legge 8 di marzo del 1968.

Lo scopo della legge sull'industrializzazione è quello di creare dei posti di lavoro. Con questo nuovo ammodernamento dello stabilimento di Pont-Saint-Martin, si sono creati 116 posti di lavoro.

Una delle condizioni che l'Assessorato aveva posto alla Società, onde poter usufruire del contributo previsto dalle vigenti disposizioni, era quello che la Società Ilssa-Viola avesse trasferito da Milano a Pont-Saint-Martin la sede.

La Società ha accolto questo nostro invito e ha trasferito la sede fiscale a Pont-Saint-Martin infatti, già dal 1968 in poi, ha fatto le sue denunce all'Ufficio di Châtillon. Come avete visto dalla relazione, l'Ilssa-Viola ha affrontato una spesa di 3 miliardi per l'ammodernamento dello stabilimento, cifra certamente non indifferente.

In più, oltre a creare questi 116 posti di lavoro, mi permetto in questo momento di leggervi una relazione predisposta dagli uffici finanziari della Regione, Ufficio Finanze, per quanto concerne il vantaggio finanziario che la Regione ha in seguito alla sede fiscale trasferita a Pont-Saint-Martin.

Faccio pure presente che la Commissione Industria e Commercio, che si è riunita il 1° luglio, ha approvato all'unanimità il suddetto contributo.

Fino al 1967 incluso, la Società Ilssa-Viola presentava i suoi bilanci all'Ufficio Imposte di Milano il quale, ai sensi della legge sul riparto, attribuiva il 75% del reddito alla Regione, in quanto svolgeva qui la sua attività.

I bilanci del '68 e del '69 sono stati presentati all'Ufficio Imposte di Châtillon, come vi dicevo precedentemente.

Il bilancio del 1968 presenta un utile tassabile di 93 milioni e il bilancio del 1969 presenta un utile di 196 milioni, su questo imponibile la Società ha pagato, a titolo di imposta di ricchezza mobile per il 1968, 20 milioni 610 mila e, per il 1969, 45 milioni 470 mila, totale 66 milioni e ottanta mila. Per i due anni, cioè anno 1968 e 1969 - di cui gli otto decimi in base alla legge sul riparto, cioè 52 milioni - 874 mila sono stati percepiti dalla Regione, pertanto il vantaggio della Regione è pari a lire 13 milioni 213.500, somma che si riferisce al 25% del reddito che sarebbe stato di competenza dell'Ufficio Imposte di Milano, se la Società non avesse trasferito la propria sede a Pont-Saint-Martin.

Analogamente, si ricava addizionale provinciale ICAP di competenza della Regione, somma pagata dalla Società per il 1968, 1.627.500, per il '69, 6 milioni 430 mila, totale 5 milioni e rotti a vantaggio per la Regione, un milione 264 mila, in più imposta camerale di competenza della Regione, somma per il 1968, 2.325.000, per il 1969, 4.900.000, totale sette milioni, vantaggio per la Regione, per quanto concerne l'imposta camerale, di 1.800.000.

Il maggior introito per la Regione ammonta a complessivi 16.284.125, si segnala che gli importi suindicati si riferiscono agli ultimi dichiarati dalla Società.

Nel caso assai probabile di un accertamento in aumento da parte dell'Ufficio Imposte di Châtillon, la cifra di 16 milioni è destinata ad aumentare.

Maggior introito per il Comune di Pont-Saint-Martin, per l'imposta ICAP è di lire 2.528.750; nell'ipotesi che la Società, cioè, neanche nell'ipotesi, nella realtà che la Società ha ormai ricoperto questi 116 posti di lavoro, supponendo che la retribuzione singola di ogni unità lavorativa sia di un milione 200 mila, il maggior reddito di competenza regionale dell'imposta di R.C. di categoria C2 ammonterebbe globalmente a lire 3.200.000.

Questa è la relazione che è stata predisposta per dimostrare che l'Ilssa-Viola, portando qui la sede, dà certamente un certo introito alla Regione per quanto riguarda l'imposta di R.M., oltre necessariamente ha creato 116 posti di lavoro.

Caveri (U.V.) - Il me semble que, dans cette question du financement de l'Ilssa, il y a des éléments positifs et des éléments négatifs. Commençons par les éléments négatifs.

À travers cette proposition on fait un cadeau de 100 millions des contribuables valdôtains à la dynastie Orlando qui est une des plus puissantes dynasties industrielles qu'il y a en Italie.

On donne donc 100 millions de contribuables valdôtains à des milliardaires; cela c'est déjà un premier point négatif.

D'autre part, monsieur l'Assesseur à l'Industrie et Commerce parle de la question du transfert du siège de Milan à Pont-Saint-Martin et de la possibilité que l'Ilssa, que la Région, puisse rattraper une partie de l'argent donné à... Orlando. Cependant, je ne suis pas trop distrait, il me semble que l'Assesseur à l'Industrie a parlé de seize millions par an et alors il faudra pas mal d'années pour récupérer ces 100 millions.

Il faut savoir, d'autre part, au-devant le Tribunal d'Aoste il y a une demie douzaine de causes de procès entre le groupe majoritaire et les groupes minoritaires actionnaires de cette Société; et vraiment, en ces jours, est née une autre cause en plus, parce que les groupes minoritaires ont impugné le bilan et ces groupes minoritaires, je ne sais pas avec quel fondement, disent que le bilan est faux, de l'Ilssa serait un faux, parce que on cacherait un revenu plus grand pour une différence de trois milliards. Espérons pour la Vallée d'Aoste que ce soit les groupes minoritaires qui gagnent la cause parce que, alors, ne s'agira plus de seize millions mais d'une somme un peu plus grande.

Il y a, cependant, aussi un côté positif, un côté positif qui est celui fiscal qui a été illustré par l'Assesseur à l'Industrie et, d'autre part, aussi il y a d'autres éléments psychologiques politiques et, si nous voulons, aussi économiques; je déplore personnellement toutes les fois que des Conseillers régionaux, dans les séances du Conseil, font de la démagogie, parce que pour les valdôtains il n'y a qu'une seule Vallée d'Aoste et c'est absurde de vouloir faire une espèce de séparatisme méridional valdôtain.

En tout cas, l'Administration régionale, effectivement, a dispensé des sommes importantes à l'époque des différentes grèves de la Cogne, la Vallée est intervenue avec une certaine largeur de vue et, alors, il est peut-être opportun, et c'est pour ce motif que nous voterons à faveur de la proposition faite, parce que nous pensons qu'il faut combattre ce complexe d'infériorité et de victimisme qu'ont certains Conseillers régionaux mais, à part les Conseillers régionaux, il faut reconnaître que dans la population de la Basse Vallée, par exemple à Gressoney, il y a cette mentalité, ayons le courage de le dire, d'être abandonnés et moi je dirais une chose, que j'ai fait une belle découverte quand j'ai été reçu par Monsieur Einaudi, Président de la République, quand il était à Gressoney en villégiature au Château de la Reine Marguerite. Vous savez qu'est-ce que m'a dit Luigi Einaudi? "Sai, sono venuti da me i due Amministratori dei Comuni di Gressoney e mi hanno detto che sarebbero più contenti di andare con la Provincia di Torino perché voi, Amministrazione regionale della Valle d'Aosta, li trascurate".

Quand je suis sorti de chez le Président de la République, si j'avais trouvé les Administrateurs de Gressoney, je ne sais pas ce que je lui aurais dit; certainement je ne leur aurais pas fait des compliments, parce que ils avaient vraiment donné preuve d'inconfiance et d'irresponsabilité.

En tout cas, ce complexe d'infériorité existe et alors, aussi pour ce motif, nous pensons de voter à faveur de cette décision.

D'autre part, si l'on pouvait porter la direction commerciale et fiscale de toutes les Sociétés qui sont au dehors de la Vallée d'Aoste, il y aurait un point à notre faveur. Après il y aurait le point négatif que ces Sociétés, naturellement, nous donneront des subsides, comme la Société Ilssa et alors nous serions embarrassés parce que je ne sais pas comme on fera à dire de oui aux uns et dire de non aux autres.

Alors voyez-vous il y a beaucoup de motifs positifs et négatifs.

Nous donnons preuve de bonne volonté en votant en faveur.

Montesano (P.S.D.I.) - Condivido in buona parte con l'intervento del Consigliere Caveri.

Però debbo fare alcune affermazioni; c'è stata una piccola dimenticanza in buona fede dell'Assessore all'Industria e Commercio che metterò in rilievo più tardi.

Dopo che la legge è stata votata il 12 marzo 1968, è stata pubblicata il 15 marzo sulla Gazzetta Ufficiale e l'Ilssa-Viola presenta la domanda il 14 marzo.

Si direbbe che qualche emissario dell'Ilssa-Viola fosse presente in tribuna e poi, appena votata la legge, ha presentato all'Assessorato all'Industria e Commercio la richiesta di contributo.

Questa richiesta di contributo è pervenuta prima della pubblicazione della legge sul Bollettino Ufficiale Regionale (15 marzo 1968) e qui il punto che l'Assessore Albaney ha dimenticato.

Io avevo fatto questa osservazione, la domanda dell'Ilssa-Viola non poteva essere esaminata perché non era in regola, perché non aveva la sede fiscale in Pont-Saint-Martin, in Valle d'Aosta. Questa è questione di verità storica.

Quindi, non l'Assessorato all'Industria e Commercio aveva invitato l'Ilssa-Viola a trasferire la sede in Valle d'Aosta, ma i membri della Commissione all'Industria e Commercio e mi stupisco che non ci sia né Manganoni e né Tonino perché potrebbero confermare le mie parole.

Aspetti negativi e positivi sull'erogazione di questo contributo. Quali sono gli aspetti negativi? Da parte della Società Ilssa-Viola non si ha un comportamento adeguato verso i lavoratori.

Vorrei citare al Consiglio regionale un esempio. Si dà la medaglia di fedeltà al lavoro a chi ha compiuto i trentacinque anni di servizio a mezzogiorno meno cinque, per lasciarlo poi libero a mezzogiorno. Si danno medaglie di fedeltà al lavoro agli operai più piccole di quelle che vengono date agli impiegati.

Questo è un lato negativo. Un altro lato negativo è questo: nel Natale 1967, la Direzione Ilssa-Viola manda le caramelle all'Asilo infantile, caramelle per i figli dei soli dipendenti all'Ilssa di Pont-Saint-Martin. L'Ilssa-Viola non ha nessuna attività né culturale né sportiva in Pont-Saint-Martin e questo è gravissimo. Stanno lavorando nello stabilimento imprese non qualificate, imprese che potrebbero essere sostituite da imprese valdostane e questo anche è un lato negativo.

Vorrei sapere qual'è la durata dell'impegno che l'Ilssa-Viola mantenga la sede fiscale in Valle d'Aosta. Qual è la durata. Potrebbero incassare i cento milioni e cambiare poi sede fiscale... Io chiederei, se si arriva nella determinazione di rogare questo contributo, di valutare attentamente e di impegnare attentamente la Direzione dell'Ilssa-Viola in determinati settori. Vale a dire: si potrebbe impegnare l'Ilssa-Viola nell'usufruire di questi cento milioni negli impianti di depurazione delle acque, negli impianti di depurazione dell'atmosfera. Una cappa biancastra grigia staziona permanente nella zona della stazione ed è una zona molto ventilata.

Io vorrei che l'Assessore Albaney prendesse atto delle mie brevi considerazioni e mi dicesse effettivamente quali sono gli impegni che ci darà poi la Società quando avrà il contributo.

Germano (P.C.I.) - Noi siamo per l'industrializzazione della Valle. Infatti si è già parlato stamattina. La prima legge sull'industrializzazione è stata fatta dalla Giunta Marcoz nel luglio 1962 e l'orientamento di questa legge seguiva l'orientamento nazionale che era quello per la piccola e media industria, non per i gruppi monopolistici.

Noi, invece, abbiamo avversato la seconda legge, quella testé citata da Manganone, nel febbraio del 1968 e l'abbiamo avversata perché nelle modifiche che portava, non teneva conto e non ancorava i contributi alle zone da industrializzare e al numero degli operai occupati.

Noi ci auguriamo che la nuova legge, che è in elaborazione, tenga conto di queste cose, però vorremmo fare una considerazione.

Nella relazione che accompagna il provvedimento è detto: "La domanda è corredata dei prescritti atti di impegno, tra i quali quello riguardante il mantenimento della sede fiscale, tecnica e commerciale e domicilio legale in Valle d'Aosta".

Le informazioni fornite circa la serietà, la capacità finanziaria e la correttezza commerciale della Società sono favorevoli, questo comma dovrebbe rispondere alle domande poste dalla legge all'articolo 3. La legge del luglio del 1962, all'articolo 3 diceva: "I contributi straordinari regionali previsti dalla presente legge saranno concessi con deliberazione del Consiglio regionale alle imprese industriali che, a giudizio dell'Amministrazione regionale, diano le necessarie garanzie finanziarie per l'impianto e la gestione dei nuovi stabilimenti industriali" e questo c'è; "per il maggior impiego della manodopera locale" e questo c'è anche; "e per lo scrupoloso rispetto della legislazione sul lavoro". Questa è la condizione, assieme alla condizione finanziaria e al resto.

Ora, io chiedo al Presidente della Commissione Industria e Commercio o anche all'Assessore: sono stati consultati i Sindacati per sapere se esiste uno scrupoloso rispetto della legislazione del lavoro? Non sono stati interpellati? Albaney, sono stati interpellati? Allora, in questo caso, direi che l'istruttoria non è completa, è uno dei punti ai quali noi diamo più importanza e, quindi, chiederei un rinvio anche breve del provvedimento, perché si adempia a questa che per noi è una delle condizioni indispensabili.

Chamonin (M.A.V.) - Je voulais seulement mettre l'accent sur quelques points qui ont été soulevés avant moi par d'autres Conseillers.

Effectivement il faudrait que l'Administration régionale, en concédant ces 100 millions, puisse exercer une pression la plus forte possible sur la Société Ilssa-Viola et sur sa Direction sur la question soulevée par le Conseiller Manganone à l'égard de la dépuration des eaux et de l'atmosphère.

Je voudrais quand même mettre l'accent sur quelques éléments positifs qui ont été relevés par le Conseiller Caveri, c'est-à-dire nous ne pouvons pas oublier, quand même, que la création d'environ 100 nouvelles places de travail à Pont-Saint-Martin augmente sans aucun doute... de la population c'est cent et passé familles qui ont, quand même, une entrée supplémentaire à la maison.

Le passage de Milan à Pont-Saint-Martin du siège fiscal emportant les 16 millions d'avantage à la Région plus les impôts communaux, plus d'autres impôts, en tout plus de vingt millions par an, nous plaçons de l'argent à vingt, vingt-deux pour cent, me semble que, si la Région pourrait toujours intervenir en plaçant contributions de différentes manières à des taux semblables, je crois que le jeu vaudrait toujours la chandelle.

Si la Société effectivement conserve son siège fiscal à Pont-Saint-Martin, il suffit de quatre ans, cinq ans, six ans au maximum pour rentrer nouvellement en possession de notre argent.

Il me semble que, de ce point de vue-là, nous serions suffisamment tranquilles.

Il faudrait, tout de même, voir et l'Assessorat devrait le voir, l'Administration devrait le voir, la question soulevée de Manganone, sur laquelle j'insiste de faire tout le possible.

Andrione (U.V.) - Je me rappelle à ce que Monsieur Manganone a dit pour faire quelques remarques très brèves.

Premier: je ne crois pas qu'une Société qui a affronté le grave frais de déplacement de la Direction puisse, après un an ou deux, recommencer le jeux et déplacer son siège fiscal ailleurs.

Là-dessus je crois que l'Assesseur à l'Industrie et Commerce n'a pas tellement à se préoccuper.

Au contraire, je partage pleinement ce que Monsieur Manganone a dit en matière d'équipement fait aux frais de la Société et en matière de Commission des eaux et de l'air.

Je crois que sur le premier point la Junte régionale et surtout les Assesseurs de l'Industrie et Commerce et Tourisme devraient, au moment où cette contribution est versée, prendre contact avec la Société, de façon à étudier un système où l'Administration régionale contribuant d'un côté, la Commune peut être de l'autre, on pourrait arriver d'une façon économique et complète à défait de la Commune de Pont-Saint-Martin, pour certaines installations... qui sont tout à fait nécessaires aujourd'hui.

Pour l'autre point qui était également rappelé par Monsieur Chamonin, je crois qu'on appelle maintenant cela le problème de l'environnement, et sont les problèmes en échelle mondiale, mais je crois que maintenant le Conseil régional et la Commission des Affaires Générales devraient commencer à étudier un peu sur les lois, en matière.

Une tendance Nationale en Italie cherche à demander aux Régions de s'intéresser en priorité de ces problèmes.

Notre Région est surtout, pour ce qui concerne les fonds de la Vallée à partir de Morgex, Aoste, Pont-Saint-Martin, Verrès, Châtillon, industrialisée d'une façon qui souvent... et je crois que tous les Conseillers... d'une façon terrible les eaux et l'air.

Donc, je crois que nous devrons là-dessus intervenir avec une vision organique d'ensemble et non pas contracter avec des usines, des Sociétés qui, malheureusement, oublient complètement les règlements et les lois de l'État non seulement mais qui transgressent les règles les plus élémentaires du bon sens et même je dirais de l'éducation.

Un seul exemple, je reviens là-dessus après quelques années, je crois qu'encore récemment la Cogne, pour ne pas démentir sa tradition, à versé les bassins de décapage dans l'eau de la Doire avec, naturellement, les poissons morts et tout ce qui s'en suit comme conséquence.

Je crois que nous pouvons en ce moment et même sur le plan légal, nous pourrions nous défendre.

Je crois que ce n'est pas seulement notre devoir, mais c'est un devoir stricte de le faire dans le plus bref temps possible.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - La Commissione, quando ha esaminato la domanda dell'Ilssa-Viola, ha indubbiamente avuto delle perplessità che, tutto sommato, sono riflesse anche dagli interventi qui in Consiglio.

Perplessità in ordine prioritario, derivate dalla struttura organizzativa dell'Azienda dalla sua impostazione privatistica dal gruppo che ne è il proprietario e quindi deve interpretare la legge, secondo lo spirito con cui è stata votata in questo Consiglio.

Ed è indubbio che vi erano alcuni fattori negativi che consigliavano per una riposta negativa alla domanda stessa. Però, come altri hanno detto, subentravano anche dei fattori positivi e, alla fine, è sembrato alla Commissione, all'unanimità, che prevalessero i fattori positivi. Cioè oltre ai vantaggi di ordine economico, derivanti dal trasferimento della sede a Pont-Saint-Martin già enunciati, vi era un altro argomento che ha fatto pendere la bilancia a favore e cioè, un elemento di carattere psicologico.

Noi intendiamo dare veramente un'impronta nuova all'industrializzazione della Valle d'Aosta; ci rendiamo perfettamente conto che sempre meno i giovani rimangono attaccati alla terra, sempre più c'è l'esigenza di avere aziende a cui dare lavoro ai giovani.

Ci rendiamo conto che molti giovani vanno a lavorare fuori della Valle d'Aosta e, quindi, vi è un'altra esigenza per dare un colpo a queste carenze della nostra Valle.

Ebbene, la Commissione ha ritenuto che un fattore psicologico notevole di fiducia agli imprenditori era rappresentato da come noi avremmo esaminato questa domanda, e cioè se avesse avuto predominanza il carattere di provenienza della domanda, il gruppo che l'ha presentata, oppure una volontà di industrializzare.

In sostanza, volevamo dare agli imprenditori la sensazione di una decisa volontà di contribuire all'industrializzazione della nostra Valle. E questo provvedimento, noi siamo convinti, avrà senz'altro un effetto positivo nei confronti degli industriali che intendessero insediarsi in Valle d'Aosta.

Questo è stato forse l'argomento principale che ha portato... cioè ha ottenuto un effetto psicologico e di fiducia verso questa categoria così diffidente per la quale noi abbiamo voluto dimostrare che la Regione non fa alcuna distinzione, anche se abbiamo notevoli motivi di perplessità.

Per rispondere a Germano confermo che, in effetti, possono sussistere dei dubbi sul comportamento dell'azienda nei confronti del rispetto delle leggi sui lavoratori. Devo anche dire che la Commissione non ha interpellato i sindacati, come d'altra parte non lo ha mai fatto nel passato e che ritengo però che, nella sostanza, possa essere un argomento da introdurre, o meglio, da applicare ma che, in questo momento, si renda opportuno dare corso a questo provvedimento.

Alcuni atti di buona volontà, evidentemente nei suoi interessi, anche l'Ilssa-Viola li ha espletati e cioè, risulta che l'Ilssa-Viola abbia inviato a tutti i Sindaci della Valle o della Bassa Valle una lettera nella quale si pregava di segnalare i nominativi di persone che intendevano andare a lavorare all'Ilssa-Viola.

Si è addirittura cercato di convincere i Sindaci a richiamare dei cittadini dei loro paesi che lavorano all'estero per farli rientrare e inserirli nell'azienda della Bassa Valle.

È indubbio che questa è un'esigenza dell'azienda per la penuria di manodopera denunciata dall'azienda specialmente nel settore dell'industria pesante.

D'altra parte, però, mi pare che con questo provvedimento si possa trovare l'occasione per allacciare con l'Ilssa-Viola dei rapporti con i quali si possa intervenire e, per quanto riguarda i suoi rapporti con la Regione e questo potrebbe essere anche una condizione che il Consiglio pone, perché si possa, evidentemente, modificare un metodo di rapporti che noi, come Regione, non possiamo dichiararci soddisfatti.

Quindi, ritengo che sia opportuno che questo provvedimento passi, non per simpatia al Gruppo Orlando perché penso che non ne abbia nessun merito, ma soltanto per dare un po' di fiducia a questa categoria così differente che, effettivamente, ha bisogno di avere la convinzione che noi realmente vogliamo installare nuove aziende in Valle d'Aosta e che non guardiamo a discriminazioni, se così si possono chiamare, ma che intendiamo dare una dimostrazione di buona volontà in questo campo.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Ramera.

Ramera (D.C.) - Mi richiamerei all'intervento fatto dal Consigliere Germano, in quanto, effettivamente, abbiamo sentito dal collega Manganone quale sia l'apporto sul piano sociale, sul piano dei rapporti di questa azienda nei confronti delle popolazioni della zona, soprattutto di Pont-Saint-Martin.

Per cui, se dovessimo esaminarlo sotto questo aspetto, sarebbe da bocciare immediatamente.

Un'azienda che si inserisce in un Paese e che rimane corpo avulso da quella che è la vita di questo paese è praticamente, non so proprio cosa abbia da pretendere anche se ci sono delle leggi. Leggi che, giustamente, Manganone ha fatto sottolineare.

Sembra fatto apposta, io non c'ero il 14 marzo 1968 in questo Consiglio, però, che l'undici marzo il Consiglio regionale abbia votato una legge, pubblicata il 15 marzo e che il 14 questa azienda avesse già tutta una documentazione pronta per richiedere i benefici di questa legge, lascia parecchio perplessi, per cui sarebbe da domandarsi se l'Assessore di quel tempo, oggi assente perché forse magari in crociera per esaminare i problemi della Sanità, abbia voluto favorire questa azienda.

Amico Pollicini, il problema dell'industrializzazione si vede vicinissimo, ne abbiamo discusso parecchio, si vede vicinissimi anche i comunisti dai quali, magari, si distanziano altre cose. Noi l'abbiamo visto in ben altro modo.

Qui si continua nel dare atto, nel proseguire una politica di tipo paternalistico e, cioè, erogazioni a fondo perduto, erogazioni di quattrini, del denaro pubblico, a gente che ne ha già. Come quando si danno le erogazioni degli alberghi a quelli - un tempo si regalavano 3.000.000 mi sembra, adesso non so nemmeno se sia modificata la legge, penso di sì - a chi li aveva già. Quando poi su questo preventivo, presentato a tutt'ora, le spese sostenute sono di un miliardo, anche se il preventivo è di tre, vediamo determinati settori che non sono stati neppure toccati.

Inoltre, questa è da considerarsi piccola, media azienda come vuole lo spirito della legge, io non lo credo perché è un'azienda che supera le mille unità e non è più considerata media azienda.

Quindi, io sarei d'accordo per un rinvio. Se il Consiglio, tuttavia, non fosse d'accordo sul rinvio e vedesse semplicemente i lati positivi perché sono aumentate 116 unità lavorative e, quindi, volesse concedere, io direi però che questa Società non potrà beneficiare di quella nuova legge sull'industrializzazione che è in corso di studio e che verrà prossimamente discussa, perché sarebbe troppo comodo percepire 100 milioni a fondo perduto e poi, tra tre o quattro mesi, ripresentarsi nuovamente all'esame con quella legge che noi stiamo per adottare e usufruire quindi di ulteriori benefici.

Io non sto a discutere poi sulla storia del trasferimento da Milano a Pont-Saint-Martin perché quello, sì sarà per i benefici, però potrebbe ritrasferirsi a Milano, quindi non è che ci creda molto.

Importanti sono, per conto mio, una diversa impostazione dei rapporti di questa azienda nei confronti e dei suoi dipendenti e della popolazione, di conseguenza della Regione e, secondo, direi che vada cambiato anche il sistema e che questo sia l'ultimo dei provvedimenti per l'industrializzazione della Valle fatto in questo modo, altrimenti non è che noi, con questo, diamo vita all'industrializzazione ma favoriamo semplicemente chi ha già dei quattrini, che verrebbe ugualmente, perché questa Ilssa-Viola, se ha fatto questi investimenti, li avrebbe fatti comunque. La Cogne ha aumentato di cinque, seicento unità, ha investito 50 miliardi in nuovi investimenti e allora potrebbe fare una domanda analoga e chiedere una legge speciale per sé stessa; non lo ha fatto, abbiamo sentito sempre sparare su questa azienda nostra che pure ha dei rapporti ben diversi, mentre l'Ilssa-Viola per me è uno stabilimento che merita sì, ha una legge, ne approfitti, ma deve cambiare i suoi sistemi, deve dimostrare alla popolazione o alle popolazioni che sono interessate alla sua vita, di essere un'azienda moderna che opera con criteri moderni e, soprattutto, che abbia dei rapporti sociali e umani molto ma molto diversi da quelli che ha dimostrato finora.

Germano (P.C.I.) - Io ho chiesto il rinvio e ribadisco che chiediamo il rinvio e anche una votazione su questo. Però vorrei dire a Pollicini che non siamo d'accordo soprattutto per la nuova legge.

Non si tratta di dare ai gruppi economici la garanzia che non ci sono discriminazioni.

Guarda che in Italia nessuna legge dà incentivo ai grandi gruppi monopolistici, le leggi anche dello Stato, con tutte le critiche che gli facciamo, sono per la piccola e media industria; non sono per la grande industria e non vogliamo mica metterci noi in Valle d'Aosta all'avanguardia, mentre abbiamo Orbassano che respinge la Fiat, perché la Fiat non si carica degli oneri sociali che deve caricarsi, noi, invece, ai gruppi monopolistici diamo dei soldi.

Eh no, stiamo attenti nella futura legge. Stiamo attenti. Ma, a parte queste considerazioni che potranno poi essere oggetto di dibattito quando ci sarà la legge, qui, in questa deliberazione, vi è una violazione di legge.

La legge richiede all'articolo 3 che ci sia uno scrupoloso rispetto della legislazione sul lavoro. Qui, voi non avete chiesto ai Sindacati. Va bene, si è mai chiesto... cosa malfatta, bisogna sempre richiederlo, ma non c'è neanche una documentazione. Non è che la Commissione o l'Assessorato si sia premurato di vedere se questo scrupoloso rispetto c'è stato o no.

Noi avanziamo dei dubbi per quello che abbiamo saputo dai giornali, dai sindacati durante i grandi scioperi e non c'è stato certamente un comportamento ortodosso da parte dell'Ilssa-Viola.

Quindi, noi chiediamo il rinvio perché non vogliamo che la legge sia applicata male; la stessa legge che ci dà la facoltà di dare, dice: voi avete la facoltà di dare, se finanziariamente danno la garanzia, se occupano gente, se rispettano la legislazione sul lavoro.

Questo voi non l'avete accertato.

Noi chiediamo il rinvio perché voi lo accertiate; se c'è lo scrupoloso rispetto, noi voteremo a favore, se non c'è, vuol dire che non c'è l'elemento per concedere questo contributo. Ma il rispetto della legge vuole che questa istruzione sia completa, non ne manchi un pezzo. È un pezzo che, ripeto, noi consideriamo uno dei più importanti.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro chiede la parola? Allora il Presidente della Giunta. Allora Albaney...

Albaney (M.A.V.) - Quelle perplessità che sono state fatte da parte dei Consiglieri, come giustamente diceva il Presidente della Commissione dell'Industria e Commercio, c'erano perplessità, elementi positivi, elementi negativi, che pure attentamente la Commissione ha vagliato.

Vorrei... buona parte di quello che è stato oggetto di discussione, buona parte è stato risposto dal Consigliere Pollicini.

Per quanto riguarda l'osservazione fatta dal Consigliere Chamonin, cioè sull'inquinamento atmosferico, da un contatto avuto con i responsabili dell'Ilssa-Viola posso assicurare che, nel mese di settembre di quest'anno, andrà in funzione un depuratore per l'eliminazione completa del fumo, depuratore che è costato alla Società ben 60 milioni.

Per quanto riguarda l'impegno prospettato e il dubbio prospettato dal Consigliere Manganone, cioè l'impegno che la Società fiscale permanga a Pont-Saint-Martin, le posso assicurare che l'intendimento della Giunta, quando verrà liquidato il contributo, sarà che questo impegno possa durare il minimo 10 anni.

Io ho sentito, da parte di parecchi Consiglieri, che si tratta di aiutare una grande industria, dico la verità che, come Assessore all'Industria e Commercio, preferisco dare dei contributi all'Ilssa-Viola che non alla Fera perché la Fera, sappiamo i risultati che ha avuto, mentre invece l'Ilssa-Viola è una Società che dà un certo reddito, come vi ho detto poc'anzi.

Per quanto riguarda poi l'osservazione fatta dal Consigliere Ramera sulla piccola e media industria, le posso assicurare che, nel testo della legge n. 8 dell'11 marzo 1968, non si parla né di piccola né di media industria.

E poi, al Consigliere Ramera potrei anche chiedere, dato che lei è anche Amministratore della Cogne, che faccia in modo che questa benedetta Cogne porti qui in Valle d'Aosta la sua sede, come ha fatto, giustamente, l'Ilssa-Viola.

La Giunta è contraria al rinvio della legge, può la Giunta prendersi l'impegno di sentire non soltanto i sindacati, perché i sindacati è una cosa, ma può sentire se ci sono delle violazioni alla legislazione in materia di lavoro da parte dell'Ispettorato del lavoro, questo è l'impegno che la Giunta può prendersi in questo momento qui.

E, dato che nella delibera è detto che si delega la Giunta all'adozione dei successivi provvedimenti deliberativi, la Giunta, prima di concedere queste prime due rate, si accerterà di tutto questo.

Ramera (D.C.) - La Giunta è contraria al rinvio, allora mi si deve rispondere, dato che avevo fatto una richiesta, che la Società Ilssa-Viola non verrà messa a usufruire di altre leggi future, primo punto.

Secondo punto: chiedo soprattutto ai Capigruppo, soprattutto rivolgendomi ai Capigruppo, che lo stesso studio fatto a suo tempo dalla Nazionale Cogne, venga compiuto anche all'Ilssa-Viola, seconda industria della Valle d'Aosta, che occupa più di mille persone, per esaminare tutti gli aspetti economici, sociali, ecc. di questa azienda.

Noi gli diamo cento milioni, abbiamo il diritto di chiedere analogo provvedimento di quanto abbiamo fatto con la Cogne, così sapremo anche le condizioni di questa seconda azienda della Valle d'Aosta.

Quindi, se la Giunta non vuole il rinvio, deve almeno assicurare queste cose; perciò, che non venga ammessa a beneficiare di ulteriori provvedimenti legislativi che sono totalmente in corso di studio e che saranno approvati nel prossimo autunno.

Terzo: che si nomini una Commissione consiliare uguale identica a quella per la Nazionale Cogne per l'Ilssa-Viola che è il secondo stabilimento, che viene a beneficiare di una somma abbastanza notevole per le casse regionali e che, quindi, dovrebbe sorgere una collaborazione tra questa azienda e la Regione, dopodiché, dopo queste assicurazioni, vedremo, il gruppo democristiano potrà anche approvare questo stanziamento.

Dujany (D.P.) - Quando si discutono questi problemi di concessione di contributi ad aziende industriali, il Consiglio manifesta sempre molte perplessità e molto interesse e mi pare che sia una cosa positiva.

In questo caso noi ci troviamo ad applicare la nostra legge nel concedere contributi a stabilimenti già esistenti nella Regione.

Abbiamo altre volte discusso su concessioni di contributi a stabilimenti di nuova costituzione. Ed è naturale che in tutti noi sorge spontanea la critica e l'esame su una cosa realmente esistente e di cui conosciamo i difetti e i pregi, ed è naturale che, in sede consiliare, tutti questi lati positivi o negativi emergano in un modo breve.

Ma quanti errori abbiamo fatto noi quanto abbiamo dato dei contributi a dei nuovi stabilimenti e direi che li abbiamo dati con molte speranze, ma quante volte abbiamo avuto molte delusioni e in quale modo è avvenuto questo controllo del rispetto sul lavoro a favore di queste aziende che noi abbiamo illustrato come nuove aziende e che, dopo pochi mesi, sono fallite?

Ora qui ci troviamo, perlomeno ci sono delle aziende che hanno già fallito e che hanno avuto dei nostri contributi e voi le conoscete, purtroppo... Ora, noi qui ci troviamo dinanzi a un'azienda che vive in Valle d'Aosta da parecchio tempo la quale, salvo le vie impreviste, imprevedibili, di carattere economico, non dovrebbe raggiungere questa situazione, così, veramente preoccupante del fallimento.

Quindi, mi pare che questo sia già un lato positivo. Però ci troviamo di fronte a una azienda che noi tutti conosciamo e che noi tutti possiamo constatare in quale modo si comporta.

Dobbiamo, proprio per questo motivo, privarla del contributo per questo motivo?

Dobbiamo, come facciamo al solito, dire: questa è un'azienda che ha tante speranze, che darà tanti posti di lavoro, che è un'azienda che produrrà tanto, ecc. darà un contributo valido anche alle casse dell'Amministrazione regionale, tutti calcoli preventivi, ricchi di molte speranze, che il più delle volte si sono conclusi in una macroscopica delusione.

Qui, invece, ci troviamo su una realtà che dobbiamo incoraggiare e dobbiamo migliorare. E ci sono due elementi positivi: c'è l'elemento positivo del trasferimento della sede fiscale in Valle d'Aosta e non mi dilungo perché è già stato sufficientemente illustrato; c'è l'atto concreto di fare un miglioramento per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico, ma per questo inquinamento atmosferico si possono pretendere anche dei provvedimenti e delle iniziative a favore, per evitare l'inquinamento delle acque e questo è un grosso problema che si sta rivelando grave anche in Valle d'Aosta.

Il problema della Dora rossa si sta verificando in Valle d'Aosta per il primo anno da un anno a questa parte.

Il problema della morte dei pesci, ecc. e di tanti altri animali, è un problema che si sta verificando anche in Valle d'Aosta e mi pare che sia un problema di estrema importanza per la salute pubblica di tutti i cittadini che vivono in Valle d'Aosta.

A questo proposito vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio che, in assenza di leggi precise sia di carattere regionale che di carattere nazionale, è stata inviata in questi giorni una circolare a tutti i Sindaci, richiamando la loro attenzione nel concedere dei permessi alle industrie senza pretendere quelle determinate iniziative proprio per evitare l'inquinamento delle acque e l'inquinamento atmosferico.

E, ogni volta che si trovassero dinanzi a questi problemi, devono subordinare il loro permesso al parere del medico regionale.

Questo è primo atto, un primo tentativo per le Amministrazioni comunali a questo grave compito e, nello stesso tempo, per incominciare ad avviare un discorso in assenza di leggi precise.

In secondo luogo, ho pregato alcuni elementi della Regione di studiare una legge regionale per vedere se, nell'ambito dello Statuto, abbiamo questa possibilità di legiferare in materia.

Detto tutto questo, risponderò brevemente a Ramera e dirgli, per rispondere alla sua questione, cioè questo stabilimento fruirà ancora di ulteriori contributi? Sarà la nostra legge che lo preciserà.

La nuova legge sull'industrializzazione deve ancora essere votata e approvata dal Consiglio regionale. Se questa legge passerà, naturalmente le industrie che avranno già avuto dei contributi non dovranno più averle... Quindi, mi pare che il Consiglio è sovrano in questa materia e mi pare che, per quanto ci concerne, non abbiamo niente in contrario.

Per il secondo punto, io non ho nulla in contrario che si nomini una Commissione che esamini quali sono le situazioni dei lavoratori nell'interno dell'Ilssa-Viola.

Non mi pare che ci sia nessun problema, anzi, noi abbiamo l'interesse a dare un contributo a una certa azienda affinché migliori la sua produzione ma, soprattutto, migliori l'ambiente di lavoro dei lavoratori e non solo dei lavoratori interni ma di tutta la vita del Paese e, attraverso questo atto, di cercare di inserire l'azienda nell'economia della vita comunale e della vita regionale.

Manganone (D.C.) - Ho sentito le dichiarazioni del Presidente Dujany che dice: "Quanti errori, quante delusioni".

Appunto da questi errori abbiamo imparato molto. Quando dice della Commissione che vaglierà le condizioni all'interno dello stabilimento, io direi che valuti anche le condizioni di rapporti che la Direzione dello stabilimento ha con la popolazione di Pont-Saint-Martin.

Vorrei ricordare al Presidente che l'Ilssa-Viola è nata a Pont-Saint-Martin nel 1932, a carattere artigianale. Il buon Commendator Viola aveva a Pont-Saint-Martin una sezione sportiva, una biblioteca, un centro commerciale, un centro musicale. Da quando è subentrato il gruppo Orlandi, tutte queste attività sono completamente scomparse.

E io vorrei appunto che si impegnasse l'Ilssa-Viola ad avere maggiori relazioni con la popolazione locale.

Albaney dice: l'impegno è per dieci anni, non mi pare sufficiente. Non è sufficiente. L'impegno deve essere fin quando l'Ilssa-Viola avrà l'attività in questa Regione; ma non solo l'Ilssa-Viola come società, ma le società che seguiranno l'Ilssa-Viola.

A queste condizioni noi potremmo anche votare a favore della deliberazione in esame.

Montesano (P.S.D.I.) - Qualcun altro vuole intervenire sull'argomento?

E allora bisognerebbe mettere ai voti la proposta fatta dal Consigliere Germano e dal Consigliere Ramera del rinvio, prima di passare alla votazione della delibera, se mantengono questa loro proposta. Consigliere Germano.

Germano (P.C.I.) - Io mantengo la proposta e poi dirò, brevemente, il perché.

Sulla discussione che è avvenuta volevo dire qualcosa.

Si parla di errori, di sbagli e così via. Beh, umanus errare est... però bisogna anche vedere come abbiamo sbagliato.

Per la Fera due errori di fondo, non c'erano garanzie finanziarie ed è stato dimostrato in Consiglio. Si è voluto lo stesso darle, non solo, ma si è permesso che il BIM desse dieci annualità in anticipo; per questo che abbiamo rimesso, ma non perché... si è rispettata la legge, non si sono rispettati i regolamenti.

Ora, io insisto per il rinvio per due ragioni: primo, perché sia il Presidente della Giunta che l'Assessore non hanno risposta sulla violazione di legge che sta facendo.

Non si è controllato in nessun modo, né tramite i sindacati, né tramite l'accertamento in tribunale, se ci sono cause per il rispetto scrupoloso della legalità sul lavoro e, quindi, secondo noi, il dare il contributo in queste condizioni vuol dire violare la legge.

Non rispettare le questioni che la legge ci pone nell'articolo 3.

Quindi, io insisto sul rinvio.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora facciamo parlare Bordon che non è mai intervenuto in questo.

Bordon (D.C.) - Durerà ancora un po' di tempo, ve lo garantisco io.

Volevo solamente chiedere una cosa per la tranquillità di tutti noi perché, o da quei banchi o da questi qui, noi avremmo partecipato a questa triste situazione. Ma abbiamo sbagliato, dando un sacco di quattrini a delle Società che hanno fatto fallimento.

Ma quali sono queste Società? Qui si sta parlando della Fera, ma io sono andato a trincerarmi con qualcheduno che se ne ricorda, perché io posso anche avere delle carenze di memoria, ma io penso che la Regione alla Fera non ha mai dato niente.

Tanto per incominciare e, quindi, tutt'al più, se hanno dato qualcosa alla Fera, l'hanno data i Bacini Imbriferi e, quindi, tutt'al più, noi avremmo la responsabilità come Ente tutorio; perché io ho l'impressione che si giri, si giri per fare delle allusioni, dando delle colpe agli uni o agli altri. Quindi qui il mio intervento brevissimo ha solo questa richiesta.

Quali sono quelle Società a cui noi avremmo dato dei baiocchi che hanno fatto cassa 48?

Prima domanda e, siccome Dujany dice: quante illusioni e quante amarezze ecc., quindi non continuiamo quindi, per la mia tranquillità, io vorrei che mi si precisasse a quali società noi abbiamo dato dei denari, perché mi sembra che ce ne sia una sola.

Ma non si parli della Fera perché noi alla Fera non abbiamo dato niente. Noi alla Fera abbiamo dato un contributo, se non sbaglio, quando ebbe a scioperare ma, fino a prova contraria, dal bilancio della Regione alla Fera non ha tirato fuori neanche una lira.

Quindi, vorrei solo sentire un po', prima di intervenire eventualmente ancora, quante sono queste società alle quali noi avremmo dato questi contributi e che non sono andate avanti.

Perché, o noi come Amministratori, Presidente di Giunta o Assessori o altri Presidenti, potrebbero avere questa soddisfazione... perché credo che, fuori dalle pietre monitorie, non mi risulta che ce ne siano altre, perché erano stati tutti, indipendentemente dalla nostra posizione politica, dei pessimi Amministratori.

Ramera (D.C.) - Contrariamente a Germano, io ritiro la proposta di rinvio perché credo che a dare questi cento milioni, visto il futuro spirito della legge, la Regione guadagnerà a dare solo cento milioni.

Ritiro anche la proposta di rinvio, proprio per le assicurazioni date dal Presidente della Giunta, perché mi auguro che il Presidente del Consiglio Regionale che in quel momento era assente, informi questa Commissione che dovrebbe essere uguale a quella a suo tempo formata per la Nazionale Cogne e per attuare questi studi analoghi a quelli fatti per la Nazionale Cogne.

Quindi, proprio per queste assicurazioni, Presidente della Regione, io ritiro la proposta di rinvio.

Bordon (D.C.) - Mi consentite una cosa sola che ancora mi è venuta in testa in questo momento?

Giustamente, ha fatto rilevare l'Assessore Albaney, la legge sulla quale noi possiamo basarci per questo contributo non parla né di piccola né di media industria.

Io pensavo che questo lo si vedesse nella futura legge, quindi, è una raccomandazione che vorrei porre. Ma, più che altro, si rimane un po' perplessi perché abbiamo sentito come in tutte le cose ci sono i pro e i contro, quindi non voglio andare a ripetere quello che avete detto tanto bene voi.

Io, poi, lo ripeterei male, forse. Ma la conclusione è un'altra: effettivamente questa legge, a un certo momento, noi dobbiamo prevedere che ci saranno delle richieste anche dagli altri stabilimenti.

Non so, potrebbe venir fuori la Brambilla, la Soie di Châtillon, ecc. Io non so come faremo a rifiutare a uno, dandola all'altro.

Dujany (D.P.) - A Germano vorrei chiedere in quale modo avviene il rispetto delle leggi sul lavoro per i contributi che noi abbiamo concesso al momento in cui concedevamo questi contributi alle nuove industrie.

A Bordon: non è che voglia fare delle accuse a nessuno, solo delle considerazioni che noi tutti dobbiamo fare a noi stessi.

A me non interessa se uno stabilimento sia fallito perché ha avuto il contributo o dai Bacini Imbriferi o dal Comune X o dall'Amministrazione regionale, sono interventi dei contribuenti che noi abbiamo ritenuto, noi, che i vari organi hanno ritenuto naturalmente di ottemperare a buon fine. Però, dobbiamo constatare, a un certo momento, che i fini non sono sempre stati positivi.

A titolo di esemplificazione, almeno le tre aziende che ricordo che stanno, che sono fallite e che sono in cattive acque, sono la Fera, ci sono i Motori Baltea di Donnas e ci sono le Macchine Molitorie di Aosta: queste tre.

Ma questo, dico, indipendentemente e naturalmente dagli Enti che hanno dato questi contributi. Non mi interessa.

Mi interessa che, naturalmente, l'iniziativa, gli interventi delle Amministrazioni Pubbliche a favore dell'industrializzazione, non hanno sempre dato i risultati soddisfacenti che ci proponevamo.

Germano (P.C.I.) - Ah, è molto semplice, Presidente della Giunta, ed è legato anche all'altra condizione, quella della situazione finanziaria.

Come facciamo? Un nuovo stabilimento che venga in Valle, viene impiantato da una società che è già nell'attività industriale, come facciamo ad accertare la sua solidità finanziaria? Con le banche, con tutto quello che si può accertare. Come facciamo ad accertare il loro scrupoloso rispetto della legislazione del lavoro? Vedendo come si comportano. E dico subito che, se ci fosse la Fiat che chiede di venire in Valle, su questo si può rispondere subito che la legislazione sul lavoro non la rispetta.

Per questo poi è ancora più facile; l'abbiamo qui, già in attività. Chiamiamo i Sindacati, vediamo subito qual è lo scrupoloso rispetto della legislazione sul lavoro.

È molto semplice.

Ma prima accertiamo se questo c'è. Vediamo se non rispettiamo la legge e poi, l'altro aspetto che m'è parsa una scoperta di Ramera.

Le leggi sull'industrializzazione non dicono che la Regione è obbligata a dare. No. A determinate condizioni, quindi, se la legge che viene dopo è più favorevole, lo diamo o non lo diamo se, a giudizio della Regione, si dà.

Quindi, non è che diamo adesso, perché ne risparmiamo dopo. Questo è scappare dalla realtà della situazione.

Caveri (U.V.) - Ce qui a été dit par le Conseiller Manganone et par des autres Conseillers, maintenant je ne me rappelle pas les noms, sur le peu de sensibilité sociale des dirigeants de l'Ilssa et surtout sur la famille Orlando, c'est parfaitement vrai; moi, pour mon compte, j'ai fait une triste et amère expérience, il y a déjà pas mal d'années, au temps d'une discussion, d'une controverse syndicale, c'était le temps où il y avait encore Anselmetti à la Cogne et j'avais eu pas mal de discussions avec Monsieur Anselmetti, mais quand j'ai parlé avec le jeune Orlando, qui maintenant sera un peu moins jeune, et alors il me semblait de faire la comparaison que Anselmetti était un pain de sucre ou quelque chose du genre en comparaison de Monsieur Orlando. Sur ce point-là nous sommes d'accord, aucune sensibilité sociale de la part de la dynastie Orlando envers les ouvriers, j'en ai eu les épreuves, c'était une mentalité épouvantable, digne de la mentalité qui pouvaient avoir les industriels il y a 50 ou 60 années, cela est vrai.

Cependant, si cette somme de cent millions nous ne la voulons pas donner tant à la dynastie Orlando, nous la donnons à ce complexe industriel, pourquoi? Parce que ce complexe industriel a passé une grave crise, il est sorti de cette crise, il a employé 120 ouvriers valdôtains en plus de la Basse Vallée et alors cela nous semble hautement positif; c'est pour les travailleurs de la Cogne que nous donnons ces 100 millions, ce n'est pas "per i begli occhi della famiglia Orlando" que soit clair! Et j'ai dit, il y a un moment, que la démagogie sur la Basse Vallée ne me plait pas, cependant nous devons reconnaître que la Basse Vallée, la zone là de Donnas, de Pont-Saint-Martin et de la Vallée du Lys, c'est une partie de la Vallée qui est sous-occupée, qui a besoin d'une industrialisation. On a dit plusieurs fois que l'Union Valdôtaine est contraire à l'industrialisation, ce n'est pas vrai, nous voulons que l'industrialisation soit faite d'une manière prudente, intelligente dans le même temps, c'est absurde de faire des industries où il y a un grand mouvement et développement touristique et, pour mon compte, j'ai toujours dit, même si les Administrateurs de Morgex étaient unionistes, que cette création de la Morgex-Carbo, qui empeste l'air de Morgex qui a une vocation touristique, a été une erreur, les Administrateurs unionistes de Morgex! Mais dans les zones sous-occupées, comme à Chambave, parce que il y a tout l'interland de Verrayes, de Saint Denis qui est un interland sous-occupé, à Verrès, à Donnas et à Pont-Saint-Martin, il faut donner une impulsion à l'industrialisation et ces 100 millions que nous sommes, nous de l'Union Valdôtaine, favorables à les donner, c'est que nous sommes favorables, tout en nous rendant compte de ces motifs de perplexité.

Les dynasties Orlando ne sont pas un modèle de sensibilité sociale mais le Président de la Junte a les pouvoirs du Préfet et peut reconduire ces gens à la raison et, justement a dit l'Assesseur, il y a un moment, quand même il y a une législation du travail - et ici on ne la respecte pas - il y a les inspecteurs du travail, il y a les organes qui doivent faire respecter ces choses et c'est pour cela que nous sommes contraires à une demande de renvoi et nous sommes favorables à la votation de cette proposition de la Junte régionale.

Bordon (D.C.) - Francamente il nostro gruppo della Democrazia Cristiana, così ormai sparuto, si era presentato qui per votare questo ordine del giorno, questo oggetto, tanto più che entrava in quelle norme di legge che noi abbiamo sempre seguito, quindi la preparazione fatta dalla Giunta noi l'abbiamo ritenuta sufficiente, è indubbio che certe piccole perplessità vengono fuori soltanto con lo svolgersi del dibattito.

Innanzitutto abbiamo sentito Manganone di Pont-Saint-Martin che parla, io sono stupito che non ci sia il Consigliere Tonino, mi sarebbe piaciuto sentire il parere anche del Consigliere Tonino su un argomento così importante, in fin dei conti Donnas è vicino a Pont-Saint-Martin, io vorrei sentirlo, questa mattina l'abbiamo sentito parlare giustamente su determinate cose ma, una cosa di questa capitale importanza, io vorrei che fosse avvisato Tonino, che sappia quale dibattito noi stiamo facendo, che venga a dare il suo contributo perché è anche nell'interesse della Bassa Valle, che lui rappresenta. Quindi, io penso che sarebbe bene che il Consigliere Tonino fosse avvisato, se possibile, che dia anche lui i suoi lumi, perché potrebbe anche toglierci certe perplessità.

Innanzitutto, in via secondaria, io vorrei fare una obiezione, ma mi sembra strano, o si mette ai voti la proposta del Consigliere Germano per questo rinvio - il quale poi vedremo, chiederemo cinque minuti di sospensione per vedere se sia il caso di unirci, di affiancarci, di astenerci, di vedere quello che si può fare - però, allo stesso momento, mi sembrava che la proposta fatta da Ramera, che può anche essere completamente sballata, perdonami Ramera, quando dice: "Ma io nominerei una Commissione come è stata fatta per la Cogne". Ma io mi sono permesso di dire a Ramera prima, ed è per questo che lo ripeto perché tutti sentano, perché sembrava un litigio con Ramera che non era, dicevo: "Ma qui abbiamo voglia di scherzare, prima diamo i cento milioni e poi nominiamo la Commissione? E allora cosa facciamo?". Se poi la Commissione, quando si è riunita, per caso riconoscesse di non doverglieli dare, è ridicolo questo. Quindi, io vorrei riportare la discussione su un binario diverso, perché se no non andiamo avanti più. Io vorrei che venisse messa ai voti la proposta di Germano per vedere se deve essere rinviato o meno però, eventualmente, chiederei cinque minuti, due minuti di sospensione affinché si decida anche noi che cosa dobbiamo fare.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro chiede la parola? Io, prima di mettere ai voti la proposta Germano e anche, mi sembra ci sia una proposta del Consigliere Bordon, io vorrei dire al Consiglio - a proposito della nomina di una Commissione - che sarebbe forse più sollecito se il Consiglio affidasse alla Commissione Industria e Commercio il compito di indagare su questi punti che sono ancora incerti; semmai questa Commissione potrebbe essere integrata dai rappresentanti dei partiti che non ne fanno parte. Io leggo qui l'elenco dei commissari dell'Industria e Commercio: Pollicini, Tonino, Albaney, Bancod, Personnettaz, Ramera, Manganoni, quindi mancherebbero i liberali. Allora, se il Consiglio è d'accordo, si potrebbe incaricare la Commissione Industria e Commercio per indagare sui punti che sono controversi, invece di nominare un'altra Commissione, perché toglieremmo all'Industria e Commercio la sua competenza, che è proprio di vedere gli argomenti che interessano l'Assessorato dell'Industria e Commercio.

Bordon (D.C.) - Chiederemmo quei due minuti di sospensione, tanto perché è un fatto nuovo...

Montesano (P.S.D.I.) - Prima la sospensione e poi la messa ai voti della proposta Germano, d'accordo? E allora si sospende la seduta per 10 minuti. Va bene, per ritrovare un accordo, sospendiamo la seduta per 10 minuti.

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Sospensione

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Montesano (P.S.D.I.) - Dopo l'interruzione, c'è qualche novità da parte del gruppo che ha chiesto la sospensione?

Ramera (D.C.) - Ma noi ci siamo riuniti perché pareva che ci fossero dei dissensi nel nostro gruppo, almeno così avevo sentito malignare alla mia destra, mentre invece abbiamo accertato che, se dissensi vi sono, vi sono in casa altrui, perché abbiamo appurato proprio durante questa nostra pausa che taluni membri della Commissione Industria e Commercio e, precisamente, il Consigliere Manganoni e il Consigliere Tonino, avevano approvato il provvedimento. Noi ci troviamo addirittura imbarazzati perché il Capogruppo comunista chiede il rinvio. Un suo rappresentante e un vicino alleato avevano approvato il provvedimento, noi ci troviamo talmente imbarazzati, per cui non voteremo sulla proposta di rinvio e ci asterremo, mentre voteremo a favore del provvedimento, per quelle ragioni che sono già state espresse da taluni Consiglieri in quest'aula, perché più che a dare beneficio a un'azienda privatistica, cioè ai privati possessori di questa azienda, diamo un vantaggio alle maestranze di questo stabilimento, per cui il nostro voto sarà favorevole, sempre naturalmente tenendo conto delle assicurazioni dateci dal Presidente della Giunta e, quindi, dal Presidente del Consiglio sulla formazione di una Commissione di studio per questa azienda, sulle stesse tracce di quanto è stato fatto per la Nazionale Cogne.

Germano (P.C.I.) - Solo per assicurare il Consigliere Ramera che il Consigliere Manganoni è stato chiamato a casa, perché gli sono arrivati dei parenti dalla Francia, erano di passaggio parenti della Francia.

(Voci)

Ramera (D.C.) - Io ho detto di Commissione Industria e Commercio, ha votato a favore del provvedimento, quindi ci ha posti in imbarazzo questa diversità di vedute, come potevamo averle anche noi; Signor Presidente del Consiglio, se mi consente, vorrei chiederle, se la cosa è possibile, altrimenti cedo anche volentieri il mio posto, se è possibile aggiungere, dato che verrà aumentata questa Commissione Industria e Commercio, se il collega Manganone, che è di Pont-Saint-Martin, potesse farne parte, se è possibile, altrimenti...

Montesano (P.S.D.I.) - Le Commissioni possono essere sempre integrate.

Ramera (D.C.) - Lo chiediamo al Consiglio, quindi... l'Avvocato Caveri vedo che fa già una smorfia! Comunque per me è indifferente, non credo che noi andiamo là a fare gli interessi della famiglia Orlando, andiamo là per esaminare delle situazioni. Se è possibile, bene, altrimenti io cedo il mio posto.

Montesano (P.S.D.I.) - Diamo mandato, se il Consiglio è d'accordo, al Presidente della Commissione, che è il Geometra Pollicini, di prendere i contatti con i diversi gruppi e integrare la Commissione per gli scopi di cui si è già detto, d'accordo?

Allora la parola all'Assessore Albaney - ah, vuol chiedere la parola dopo.

Allora io metto ai voti la richiesta di rinvio fatta dal Consigliere Germano.

Chi è d'accordo alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio respinge la proposta Germano.

Albaney (M.A.V.) - Nel dispositivo della delibera, al punto 1, c'è: "Di approvare per i motivi in premessa la concessione e la liquidazione..." e occorre togliere "liquidazione" perché la liquidazione verrà effettuata con successivi provvedimenti deliberativi da parte della Giunta, solo togliere la parola "liquidazione".

Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola per dichiarazione di voto?

Germano (P.C.I.) - Noi voteremo contro questo provvedimento perché la deliberazione, così come è formulata e l'istruttoria, così come è stata fatta, non rispettano il contenuto e lo spirito della legge, soprattutto l'articolo 3 della legge 18 luglio 1962; votiamo contro perché si dà, così a occhi chiusi, 100 milioni a un'azienda che, notoriamente, ha caratteristiche di un gruppo monopolistico, a un'azienda che, notoriamente, non rispetta i diritti dei lavoratori, sia sul piano sindacale, sia sul piano sociale; quindi, non possiamo essere d'accordo con questa deliberazione.

Pollicini (D.P.) - Ho qui davanti la copia del verbale della Commissione Industria e Commercio che ha esaminato il provvedimento a favore dell'Ilssa-Viola nella sua riunione del 1° luglio u.s. e, per quanto riguarda l'Ilssa-Viola, i membri della Commissione "Stabiliscono all'unanimità di concedere il contributo di 100 milioni all'impresa industriale Ilssa-Viola di Pont-Saint-Martin e di sottoporre la domanda stessa all'esame del prossimo Consiglio Regionale. Firmato il Presidente - Il Segretario".

Quindi, questa proposta è stata varata e discussa, dico con serietà e non con leggerezza, da parte della Commissione; ne ha esaminato i lati positivi e i lati negativi, ha ritenuto che i lati positivi fossero in misura maggiore per cui, all'unanimità, ha deliberato di proporre la concessione dei 100 milioni.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Pollicini, io volevo dire soltanto...

Germano (P.C.I.) - Allora non dobbiamo più fare l'esame?

Montesano (P.S.D.I.) - No, appunto, io volevo dire questo, Consigliere Germano, che i pareri delle Commissioni non sono vincolanti per le decisioni che ogni Consigliere può prendere autonomamente e anche non sono vincolanti per i gruppi ai quali appartengono i Commissari che fanno parte delle Commissioni stesse. Va bene, non vuol dire niente il parere favorevole o sfavorevole, il dibattito viene fatto in Consiglio, il parere è soltanto un parere consultivo e non deliberativo e, quindi, perciò, lascia ampia facoltà al Consiglio di dibattere e di votare come si vuole. Detto questo, non ci sono altre dichiarazioni di voto, allora dica...

Balestri (P.S.I.) - Pur con delle perplessità per quanto è stato esposto, noi voteremo a favore, impegnandoci nella Commissione perché poi, veramente, siano tutelate le condizioni interne dei lavoratori.

Montesano (P.S.D.I.) - Altre dichiarazioni? Bene, in considerazione della messa a punto di questo argomento fatta da diversi Consiglieri e cioè della finalità soprattutto dell'occupazione nella Bassa Valle per quelle 120 unità che sono legate al finanziamento che viene fatto, dal contributo che viene fatto dalla Regione, io, quale rappresentante del Partito Socialista Unitario, voterò a favore del provvedimento di legge, cioè della delibera, non è un provvedimento di legge.

Allora, chiusa la discussione e le dichiarazioni di voto, si passa alla votazione.

Chi è favorevole alla delibera alzi la mano. Chi è contrario? Astenuti? Il Consiglio approva.

Allora vediamo il prossimo argomento, se non è un argomento molto contrastato, lo possiamo varare. Il 14.