Oggetto del Consiglio n. 171 del 31 luglio 1970 - Resoconto
OGGETTO N. 171/70 - Rinnovo, con modificazioni, della convenzione tra la Regione e l'Aero Club Valle d'Aosta per la gestione dell'Aeroporto regionale di Aosta.
Milanesio (P.S.I.) - Si tratta, dopo tutte le diatribe che ci sono state tra Aosta e l'Aero Club, di adottare una decisione definitiva sulla gestione dell'Aeroporto di Aosta. La proposta della Giunta regionale è molto semplice ed è anche la più opportuna, a mio avviso la più ragionata. Si tratta, cioè, di rinnovare, per tre anni, a far data dal 1°.1.1970 al 31.12.1973, la gestione all'Aero Club, con alcune modificazioni nella convenzione, modificazioni che tendono a calcolare sempre più l'Amministrazione regionale sia per il buon funzionamento della infrastruttura sia per poter dirimere controversie o divergenze che avessero a sorgere qualora agisse sull'Aeroporto regionale un'eventuale Società privata di trasporto aereo.
La convenzione si articola in esattamente 18 punti; è stata modificata nel punto 5, verso la fine, dove, ad un certo punto, si introduce il nuovo concetto e cioè il diritto di voto - ecco qui c'è un errore materiale nella deliberazione a pagina 3 laddove si dice: "La gestione amministrativa e dei relativi documenti contabili. Il rappresentante della Regione in seno al Consiglio Direttivo dell'Aero Club potrà esercitare diritto di voto per quanto riguarda gli atti...", invece, è "diritto di veto" punto n. 5 a pagina 3 in alto - "il diritto di veto", che potesse esercitare il diritto di voto questo era ovvio, è il diritto di veto che può e deve esercitare in quanto il finanziamento dell'Amministrazione regionale all'attività e alla gestione dell'Aeri Club è cospicuo.
Questa è una modificazione introdotta non solo nel presente allegato, che era sbagliato, ma è modificazione introdotta rispetto alla precedente convenzione.
Un altro punto modificato è il punto 15. L'Amministrazione regionale potrà affidare ad una persona di sua fiducia l'incarico di sovrintendere o coordinare le attività aeroportuali rispondendone direttamente all'Amministrazione predetta. Resta inteso che per attività aeroportuali si considerano, eccetera eccetera la personale incaricata in questione funzionerà altresì da tramite fra l'Amministrazione regionale e l'Aero Club per quanto riguarda i lavori di manutenzione e migliorie dell'Aeroporto.
Si introduce una figura che potrà essere creata, potrà, ripeto, perché, se non se ne verificherà l'esigenza, la necessità, non saremo certo noi a volerla introdurre, questo soprattutto per ovviare a eventuali inconvenienti che potrebbero verificarsi qualora una Società di trasporti, quale poteva essere l'Aer-Aosta, esercitasse attività di trasporto sull'Aeroporto, attività che noi possiamo anche auspicare, però ha dato luogo a dei contrasti tra l'Aero Club e l'Aer-Aosta per la supremazia, è una brutta parola questa, per la supremazia sul campo di aviazione stesso.
Allora, proporrei una modifica che è sfuggita nella redazione materiale di questa deliberazione al punto 12, pagina 4, laddove si dice ultimo capoverso: "l'assunzione in servizio di personale da parte dell'Aero Club della Valle d'Aosta è subordinata al nulla osta dell'Amministrazione regionale", io aggiungerei "l'assunzione in servizio ed il licenziamento", ecco, il licenziamento che è logico che, se c'è il nulla osta per l'assunzione in servizio, proponiamo anche il licenziamento di questo personale.
Non ho molto altro da aggiungere per quanto riguarda il rinnovo di questa convenzione. Ci sono dei grossi problemi che riguardano il funzionamento dell'Aeroporto collegati anche all'opportunità di gestire una stazione meteorologica, problemi che investono costi dell'ordine di diversi milioni, sono tutte cose che sono allo studio e che verranno prossimamente portate, così per un esame, prima alla Giunta e poi alla Commissione Turismo, problemi di cui però non credo che sia il caso di dare oggi il resoconto al Consiglio, trattandosi di questioni ancora in discussione.
La proposta di rinnovo di questa convenzione con l'Aero Club penso che sia accolta favorevolmente negli ambienti aeronautici della Valle d'Aosta, tenuto conto anche che le polemiche tra l'ex Aer-Aosta, perché adesso è diventata Ali-Alpi, e l'Aero Club adesso sono scemate anche perché così si è sospesa l'attività dell'Ali-Alpi e l'Ali-Alpi sta facendo delle proposte di collaborazione all'Aero Club e all'Amministrazione regionale. Probabilmente, cambiando alcuni personaggi al vertice di questa Società le intenzioni, cambiando alcuni personaggi al vertice, esiste la possibilità di una collaborazione, che è la cosa che noi abbiamo sempre auspicato e che fino ad oggi però non si è mai realizzata.
Ramera (D.C.) - Questo problema, venuto alla Commissione del Turismo alcuni mesi fa, quando io la presiedevo, si era visto che praticamente esisteva un contrasto tra l'Aero Club e la Società Aer-Aosta per la gestione e la responsabilità di questo Aeroporto, tant'è vero che, ad un certo momento, pur ognuno di noi avendo le proprie simpatie, io non ho paura di nasconderle, avevo più simpatia per l'Aero Club, per esempio, però avevamo stabilito che, per una coabitazione di entrambi questi enti, perché uno svolge un'attività esclusivamente e, diciamo, di propaganda aviatoria e non può svolgere alcuna attività commerciale e, l'altra, invece, che doveva svolgere un'attività commerciale, avevamo deciso che la Regione assumesse praticamente, attraverso un proprio rappresentante, la gestione diretta o la responsabilità diretta di condurre questo aeroporto, perché altrimenti si sta verificando anche in questo caso quello che si verifica in altri settori e, precisamente, che, per la fazione di 20-30 persone, noi costruiamo un Aeroporto e lo mettiamo a disposizione di queste persone, per cui ancora una volta, ma insomma, il mio pallino era la Mercedes Pagodina, e non riesco a trovare il sistema, dato che dico, non riesco a trovare il sistema di usufruire di benefici dalla Regione, perché qui ognuno che ha un pallino viene da mucca Carolina e soddisfa i propri pallini.
Ora il campo di aviazione di Aosta deve avere degli altri scopi, oltre a quello di preparare dei giovani o di soddisfare la loro passione aeronautica, deve anche, ad un certo momento, preoccuparsi di servire come linea, almeno come base, per un'eventuale linea aerea di collegamento con altri centri. Ora la concezione, almeno qui non mi sembra molto chiara sotto questo aspetto, noi diamo nuovamente in concessione l'Aeroporto all'Aero Club, però questa possibilità che un'eventuale Società commerciale, di qualunque denominazione, io non sto qui a fare difese d'ufficio per nessuno, perché nessuno ha bisogno delle mie difese, come può venire in questo campo senza creare nuovamente dei dissidi che sono esistiti fino adesso? Questa è la mia domanda.
Secondo. Dato che si è parlato di questa Ali-Alpe, io già una volta avevo sollevato il problema, come mai l'Ali-Alpi usufruisce di aerei, acquistati dalla Regione, e svolge la sua attività in altra Regione? o questi aerei ritornano alla base, e allora tutto bene, ma che questa Società commerciale debba praticamente servirsi di aerei di proprietà della Regione e svolga la sua attività in quei di Asiago, non so dove, se dalle parti del Veneto, mi sembra assolutamente fuori posto. Quindi desidererei avere qualche chiarimento in proposito perché questa persona che è prevista al punto che l'Assessore Milanesio, al punto 15, non è ben specificato, almeno quando l'avevamo discusso in Commissione doveva essere un Direttore, praticamente con tutte le responsabilità che permettesse la coabitazione dell'Aero Club che ha diritto per legge di essere presente in tutti gli aeroporti d'Italia e, nello stesso tempo, di favorire l'eventuale coabitazione con una Società commerciale. Che fine hanno fatto gli aerei dati all'Ali-Alpi?
Manganoni (P.C.I.) - Io vorrei porre alcune domande all'Assessore interessato pregandolo cortesemente di prenderne nota e di rispondermi.
Innanzitutto quanto abbiamo speso sino ad oggi per la costruzione, gli impianti e le installazioni dell'aeroporto? Primo.
Secondo. Per tutti gli anni passati, cosa abbiamo speso annualmente per la manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, gestione? In secondo luogo, quanti aerei annualmente, naturalmente negli anni passati, hanno atterrato al campo di aviazione? Non i nostri ma quelli che venivano da fuori. In secondo luogo, si era parlato, mi pare l'anno scorso e i giornali avevano dedicato articoli con titoli a molte colonne, sui famosi voli charters, mi pare così si chiamavano, che dovevano essere creati fra, se non vado errato, Milano-Aosta, Genova-Aosta, i quali voli avrebbero dovuto portare i turisti a frotte da Genova e da Milano ad Aosta per cui, forse, gli alberghi non sarebbero più bastati per ospitare tutti questi clienti, tutti questi turisti no? Ed ora io vorrei sapere: questi voli charters che fine hanno fatto? Quanti voli hanno attuato, quanti clienti, diciamo, sono arrivati all'aeroporto di Aosta attraverso questi voli charters?
In terzo luogo, quanti dipendenti oggi ha il campo di aviazione, tecnici, amministrativi o che so io, tutto l'insieme.
Ora, a me risulta - e vorrei sempre che l'Assessore me lo confermi o me lo smentisca se io sbaglio - che gli altri aeroporti in Italia, del tipo di quello di Aosta, che in genere sono di proprietà di enti pubblici, a me risulterebbe che questi aeroporti vengono dati in gestione a degli Aero Club, a delle associazioni, insomma, chiamiamoli come vogliamo, senza però che l'ente pubblico cacci fuori una lira. Non solo, ma questi Aero Club o Società che affittano questi campi di aviazione con tutte le attrezzature con gli enti pubblici versano anche un affitto, magari simbolico, non so di 100 lire o di 1000 lire, non importa, ma magari simbolico agli enti pubblici. Ma la sostanza qual è? Che gli enti pubblici non cacciano fuori un soldo per tutte le spese di gestione, eccetera. Ora pregherei di rispondermi a queste domande.
Poi voglio fare alcune altre considerazioni. L'Assessore ha parlato di ambienti aeronautici di Aosta. Io vorrei, siccome sono molto ignorante in materia, sapere un po' che cosa si intende per ambienti aeronautici, se si tratta di quella qualche dozzina di figli di papà che vanno a spassarsela a spese della Regione, cioè a spese di pantalone, se gli ambienti sono questi o se gli ambienti sono altri.
In secondo luogo, sarebbe bene che mi risponda anche, quel famoso giornale che era stato creato e poi penso che una Giunta, con molto buon senso, ha detto noi siamo stanchi di cacciare fuori dei milioni, oltre i milioni che cacciamo fuori per finanziare questo aero Club, questo campo di aviazione, di cacciare fuori dei milioni per pagare questo giornale che poi noi ci chiediamo chi lo legge. Ora vorrei sapere se poi dopo è stato ripristinato, è uscito di nuovo questo giornale, naturalmente coi fondi della Regione, perché chi paga è sempre la Regione no? A parte poi il fatto che, se poi si chiede non so due o tre milioni per fare qualche opera urgente e indispensabile e necessaria per la popolazione, allora non si trovano, non nelle pieghe del bilancio ma si trovano qui. Allora vorrei sapere un po' la fine di questo giornale e quanto grava, per quanto grava questo giornale sul bilancio della Regione, se c'è ancora o se non c'è più. So che circa un anno fa un numero mi era pervenuto, mi pare, mi era pervenuto così un numero nella buca delle lettere. Perché vedete, qui, io non voglio commentare tutto il resto, voglio solo esprimere un parere sull'articolo 6. L'art. 6 di fatto cosa dice? Di fatto dice: voi Aero-Club amministrate, spendete eccetera poi mandate la nota alla Regione e la Regione paga. In parole molto semplici, l'articolo 6 vuol dire questo. È vero che dice che "previo controllo del conto consuntivo", a parte il fatto che secondo me bisognerebbe controllare anche il conto preventivo e non solo quello consuntivo, ma noi sappiamo cosa significa controllare il conto consuntivo, vuol dire fare le somme se 3+9+7+18+47 fanno 190. Ora io penso che anche quelli dell'Aero Club sappiano fare delle somme perché penso che una macchina calcolatrice l'abbiano anche loro e non mandino a noi dei bilanci preventivi nei quali la somma delle spese e la somma delle entrate è sbagliata perché io penso che, se noi prendiamo un qualsiasi alunno che frequenta le elementari, sa fare queste somme. Quindi tutto il controllo nostro praticamente si risolverebbe a quello per vedere se le somme sono giuste, il controllo del bilancio consuntivo, ma il bilancio consultivo vuol dire spese già effettuate e, se non le paga la Regione, chi le paga queste spese? I cosiddetti ambienti aeronautici? I cosiddetti ambienti aeronautici naturalmente fanno bene di spassarsela, di divertirsi con tutti questi voli, con tutti questi aerei della Regione, ma certamente non cacciano fuori un soldo di tasca loro quando è la Regione che li caccia fuori, che le paga.
Ma io dicevo di più, io penso che almeno, come minimo, a questa relazione avrebbe dovuto essere allegato il bilancio preventivo per il 1970, perché noi per il 1970, a parte tutto il passato, cosa prevediamo di spendere noi per il 1970? In base all'articolo 6, siamo ormai a metà. Ora, l'hanno preparato questi Signori dell'Aero Club il bilancio preventivo dell'anno 1970? L'ha esaminato la Giunta? Cosa ne pensa di questo bilancio preventivo del 1970? I Consiglieri regionali, che devono approvare questa legge che vuol dire cacciare fuori decine e decine di milioni, la realtà di questa nuova convenzione, vuol dire cacciare fuori decine e decine di milioni come si è fatto per il passato, hanno almeno il diritto i Consiglieri di conoscere per il 1970 quante decine di milioni cacceranno via e come vanno spesi? Di questo potrebbero essere informati allegando il bilancio preventivo che qui non c'è.
Comunque io mi riservo poi di intervenire dopo la risposta dell'Assessore e aspetto che l'Assessore voglia precisare. È chiaro, sia molto chiaro; non è che io qui intenda mettere sotto accusa l'attuale Assessore al turismo o la Giunta, perché questo è ormai un costume che va avanti da anni, quindi Milanesio non voglio processarti, sia molto chiaro no, perché qui sarebbe tempo che il Consiglio prenda una decisione radicale su questi problemi. Io capisco benissimo le posizioni dell'Assessore quando si trova, non che io lo giustifichi, ho detto lo capisco. Comunque io aspetto le risposte a queste domande che ho posto e che penso che l'Assessore cortesemente vorrà darmele.
Pollicini (D.P.) - Vorrei fare delle domande all'Assessore in ordine a questo problema.
Innanzitutto è noto che ad Aosta per anni c'è stata una polemica, direi abbastanza vivace, tra l'Aero Club e l'Aer-Aosta, attualmente Ali-Alpi, cambi di presidenze, salti da una organizzazione all'altra. Evidentemente non è che Aosta, così piccola quale è, abbia bisogno di due enti aeronautici come in effetti si trova ad avere, due enti aeronautici che tutto sommato penso che abbiano più lavorato per eludersi a vicenda più che creare una vera impostazione dei voli alpini in Valle d'Aosta.
E direi che hanno lavorato senza esclusione di colpi, gli uni appoggiandosi da una parte, gli altri, appoggiandosi dall'altra. Da una parte, chiamiamoli così, i dilettanti dell'Aero Club, dall'altra, i professionisti dell'Aer-Aosta, professionisti dell'Aer-Aosta, che adesso mi pare si chiami Ali-Alpi, i quali hanno acquistato degli aerei, si sono avvalsi dell'esperienza, della collaborazione di un pilota di valore direi, uno dei due piloti in Italia che hanno il brevetto di atterraggio sui ghiacciai e mi risulterebbe - e qui vorrei la risposta dell'Assessore - che questa Aer-Aosta o Ali-Alpi che si chiami vi ha fatto delle offerte di gestione alla Regione, gestione dell'Aeroporto, a costi inferiori del costo della gestione che attualmente viene a gravare sulla Regione in virtù della gestione dell'Aero-Club.
Ora io ritengo che sia opportuno proprio che l'Assessorato, in quanto è quello che in fondo paga le spese, approfondisca il problema appunto per vedere se è possibile trovare un modus vivendi tra queste poche forze aeronautiche, direi quasi nulle, forse aeronautiche che sono ad Aosta per evitare che una soluzione escluda l'altra, per evitare che si abbiano due enti e per evitare anche - e mi pare che qui il discorso è serio, io non sono certo il difensore dell'Ali-Alpi, perché penso che l'Ali-Alpi abbia una sua visione dei problemi aeronautici nettamente diversa da quella che può avere uno come me che in fondo vede gli aerei dal basso - però ritengo che sia importante, in una Regione come la nostra, in mezzo alle Alpi, di avere un efficiente, chiamiamolo così, servizio aeronautico perché non so se una gestione lasciata in mano totalmente - senza offesa - ai dilettanti dell'aeronautica possa portare quegli sviluppi che, con la collaborazione invece di professionisti, potrebbe portare in effetti qualcosa di meglio.
Per cui le funzioni dell'Aeroporto, io vi confesso, non le ho ancora capite, sì, è un grande spiazzo piano dove si può atterrare, però non è che vediamo una vera e propria attività aerea. Sì, vediamo i corsi degli alianti, vediamo qualche piccolo aereo che fa il giro turistico sulla città, però una vera e propria attività aerea, specialmente l'attività dei ghiacciai, mi pare che ad Aosta non si veda. Non solo, ma risulterebbe che questa lotta, che dura da due o tre anni, alla fine ci sia stato il vincitore e il vinto, per cui il vinto dice va beh, porto via i miei aerei, me ne vado da un'altra parte ecco.
Vorremmo sapere un po' qualcosa di questa polemica che sta girando in città e che evidentemente noi non ne conosciamo i sottofondi e che penso che l'Assessore, proprio perché ne è interessato e che avrà avuto questi contatti, ci possa dare alcuni chiarimenti tali da poterci togliere il dubbio che qui si vada a fare una soluzione a metà e quindi delle soluzioni a metà ci si trova poi a dovercene pentire di averle scelte.
Milanesio (P.S.I.) - Questa è anche l'occasione per poter finalmente fare giustizia di tutto quello che è stato scritto e detto sull'Aeroporto, sull'Aer-Aosta, sull'Aero-Club e detto in modo molto superficiale, in modo inesatto, il più delle volte, perché evidentemente esisteva un antagonismo spietato fra questi due organismi, un antagonismo direi anche ingiustificato perché, tra l'altro, i compiti istituzionali dell'Aero Club sono di un tipo e cioè sono di carattere sportivo e promozionale e i compiti di una società di trasporti sono di tipo commerciale.
E quindi, tanto per incominciare, devo dire che le diatribe che ci sono state sono ingiustificate sul piano pratico, erano giustificate solo dal temperamento di alcuni personaggi che evidentemente dirigevano o l'uno o l'altro organismo. Io però voglio partire da più lontano e voglio fare una domanda al Consiglio e cioè è questa: abbiamo fatto un campo di aviazione in Aosta, cioè per la Valle d'Aosta, che ha delle caratteristiche che superano il campo di aviazione privato, cioè dove, ad un certo punto, possono atterrare e partire solo aerei privati senza, diciamo così, torre di controllo, senza assistenza tecnica, non possono atterrare aerei di linea. Ora abbiamo superato l'idea del campo di aviazione privato, cioè il classico campo di Aero Club, per arrivare ad un campo di aviazione che può essere attrezzato come lo è oggi per il traffico chiamiamolo così internazionale, anche se questa parola è una grossa parola e può far pensare che sull'Aeroporto di Aosta atterrino in continuazione grossi aerei e jets da tutte le parti del mondo, così non è certamente, tenuto conto della natura anche orografica della Valle e quindi delle possibilità che ci sono di sviluppare il volo in Valle d'Aosta.
Ora, dicevo, la Regione ha fatto una scelta, scelta che ha determinato dei costi, ha creato quest'attrezzatura, ora si pone il problema evidentemente di utilizzare quest'attrezzatura. Io non dico che sia stata una scelta sbagliata quella di creare un aeroporto anzi, a mio avviso, era necessario creare un Aeroporto, però oggi bisogna trarre le conseguenze e le conclusioni di questa scelta, per cui noi dobbiamo dire creato l'aeroporto ora dobbiamo preoccuparci di sviluppare l'attività del volo sia intesa in senso sportivo e ricreativo, sia intesa in senso commerciale. L'Aero Club ha il compito di sviluppare l'attività del volo sul piano sportivo e agonistico punto e basta e promozionale nel senso dei voli di propaganda. Una società privata, o comunque una società di trasporto, invece, ha come ragione sociale quella di effettuare il trasporto a mezzo aereo. Cosa è successo fino ad oggi? Fino ad oggi è successo che l'Aero Club, praticamente, ha svolto la funzione sportiva e ha svolto in misura minima, anche perché lo Statuto non glielo consente, è giusto che non glielo consenta, ha svolto anche in misura minima l'attività di trasporto aereo intesa come trasporto aereo di persone per voli turistici sulla città o cose del genere.
Successivamente, per iniziativa di alcuni piloti, tra cui il più illustre è certamente e che fu il fondatore dell'Aer-Aosta, il compianto On.le Gex, si costituì una società privata di trasporto aereo in montagna e si denominò Aer-Aosta. Ebbene questa società ha attraversato diverse e numerose traversie e non è ancora giunta oggi, pur avendo cambiato etichetta, non è ancora giunta oggi a poter esercitare in piena regola il trasporto in montagna. Perché non ha ancora i documenti che il Ministero deve rilasciare in questi casi per effettuare il trasporto passeggeri con tutte le caratteristiche e con tutte le prerogative che una società di questo tipo deve avere.
Questo per sgombrare il terreno dall'equivoco.
Ora questa Aer-Aosta ha iniziato così un certo tipo di lavoro, ma sempre a livello direi non professionale o professionistico, a livello così di buona volontà, a livello ufficioso quasi, e purtroppo l'Aer-Aosta ha dovuto subire la prima grossa batosta con la caduta dell'aero guidato dall'On.le Gex, quell'aereo era della società Aer-Aosta, e l'Aer-Aosta stava per finire con la morte dell'On.le Gex, che era l'animatore principale. Quando poi intervennero altre persone che cercarono di guidare questa Società e di darle delle prospettive, l'Aer-Aosta, a questo punto, venne praticamente diretta e animata da Cesare Balbis, che è il nostro miglior pilota indubbiamente, e molto ha influito sulle vicende che sono appena trascorse sulla personalità e provenienza di Cesare Balbis, perché Balbis proveniva dall'Aero Club quando era in rotta con l'Aer-Aosta, quando divenne dirigente dell'Aer-Aosta era in rotta con l'Aero Club. Quindi io lo dico chiaramente perché queste cose bisogna dirle, è inutile che ce le nascondiamo se no il Consiglio non saprà mai cosa c'è dietro e che cosa succede.
Evidentemente gli interessi dell'Aer-Aosta collimavano, fino a un certo punto, con quelli dell'Aero club. L'Aer-Aosta chiede alla Regione di poter usufruire in gestione dei suoi velivoli e qui rispondo anche a Ramera. Questa gestione di alcuni velivoli venne concessa, gestione relativamente al numero di ore che facevano con un contratto regolare, per cui l'Aer-Aosta pagava alla Regione queste prestazioni e, sotto questo profilo, non vi è nulla di irregolare. Questi aerei, dati in gestione, potevano servire all'Aer-Aosta per ottenere la licenza perché occorre avere un certo numero di aerei per arrivare alla licenza, cioè occorre un parco di aeromobili. Ora, malgrado tutto questo, la licenza di trasporto aereo non è ancora arrivata adesso.
Comunque dicevo che l'Aer-Aosta, ad un certo punto, si è trovata ad operare in una situazione molto difficile, abbastanza ostile e con dei propositi e delle ambizioni che andavano molto al di là di quella che è la realtà della situazione, del trasporto aereo sia in Italia che in Valle d'Aosta. Si è proposta, per esempio di fare dei voli di linea, e questo è stato il più grosso errore a mio avviso, perché i voli di linea tra Aosta e Genova, tra Aosta e Milano, ma scusatemi, si fa prima andare con l'autostrada. Quindi è chiaro che un'iniziativa di questo tipo era destinata al fallimento - io, per quello che mi riguarda, l'ho detto, perché sono stato anch'io per un periodo Presidente dell'Aer-Aosta. Io, per quanto riguarda questo tipo di attività, mi sono sempre dissociato e non ho condiviso questo tipo di politica e mi sono dimesso, tra parentesi, anche per queste cose perché non vedevo nessuno sviluppo del volo fatto in quei termini. L'unico sviluppo possibile, a mio avviso, rimane quello del volo taxi e comunque non tra Milano ed Aosta o Torino e Aosta o tra Genova e Aosta, ma piuttosto di quel volo tra Torino e l'altiporto di La Thuile, l'altiporto di Cervinia, l'altiporto - lasciamo perdere Chamois - perché l'altiporto di Chamois è stato un altro errore così di impostazione, in quanto si è fatto un altiporto perché c'erano dei terreni disponibili e perché si è trovato qualche amministratore che aveva voglia di ottenere lustro e prestigio da attività nuove, tecnologicamente avanzate, quali potevano essere quelle del volo. Però, diciamolo pure, come scelta è stata sbagliatissima perché occorrerebbe una certa capacità ricettiva a Chamois, occorrerebbero dei collegamenti che non ci sono, caso mai, se si fosse fatta una scelta diversa, magari un altiporto a Cervinia, al Breuil, oppure di fare un altiporto a Courmayeur, il discorso si sarebbe posto in termini diversi, anche lì c'è stato un errore della Società e un errore psicologico, perché i giornali hanno, la stampa, in genere, la televisione, la radio, i mezzi di comunicazione, hanno giustamente sottolineato l'importanza di quest'iniziativa che si proponeva assolutamente nuova per l'Italia però poi, quando si guardano i risultati pratici di quest'attività, noi dobbiamo dire che i risultati sono uguali a zero o poco più.
Questo non significa però che non sia possibile, che non sia opportuno sviluppare il volo in montagna, che non sia opportuno fare degli altiporti. Noi abbiamo l'esempio della vicina Francia e della Svizzera dove altiporti ve ne sono a bizzeffe e funzionano tutti quanti e vi è un trasporto di merci e di passeggeri altissimo, io parlo di Courchevel, di Méribel, ma perché? Perché, innanzitutto, c'è un retroterra che è rappresentato dall'aeroporto di Ginevra, dove atterrano i famosi voli charters dagli Stati Uniti con sciatori in genere e da Ginevra, con dei twin otter capaci di 35-40 passeggeri possono atterrare sugli altiporti, con piloti abilitati a questo, e vengono trasferiti sui campi di neve direttamente. Questa è la possibilità di sviluppo che esiste per questo tipo di attività; pensare di fare delle linee è semplicemente suicida, io lo affermo per quel poco di esperienza che ho avuto come ex Presidente dell'Aer-Aosta e per quel poco di esperienza che posso avere in questo momento come Assessore al Turismo.
Quindi, a mio avviso, l'errore della Società è stato quello di buttarsi sui voli di linea, che poi, tra parentesi, non poteva fare perché la verità è che quei voli di linea non ne sono stati fatti dall'Aer-Aosta cioè tutto quello che noi abbiamo letto sui giornali è molto approssimativo, è impreciso, è inesatto. A contribuire alla deformazione di questa realtà, sono stati però proprio i dirigenti dell'Aer-Aosta i quali potevano avere interesse a fare del fumo per far capire che dietro c'era dell'arrosto e invece di arrosto non ce n'è e, in questo momento, l'Ali-Alpi ha chiuso, ha sospeso l'attività per tre mesi, è un modo come un altro per dire che probabilmente chiuderà, perché i passivi che ha registrato, come era prevedibile, sono elevati, con il quale ha rischiato del denaro proprio e evidentemente, prima di continuare a rischiarlo, vuole vederci più chiaro e vuole avere delle prospettive.
Questo riguarda l'argomento Aer-Aosta.
Argomento Aero-Club. Anche all'Aero Club possiamo muovere degli appunti, possiamo fare delle critiche. Io non me la sento di dire che tutto quello che è stato fatto dall'Aero Club va bene, assolutamente. Ci sono delle cose che devono essere viste, ci sono delle cose che possono e debbono essere corrette, ecco perché nel rinnovo della convenzione - perché noi qui proponiamo il rinnovo di una convenzione che era già stata stipulata in questi termini anni fa - nel rinnovo della convenzione noi proponiamo, per esempio, al punto 5, come avevo detto prima, cioè "il diritto di veto per quanto concerne gli atti deliberativi di spesa" da parte del rappresentante della Regione - qui rispondo anche a Manganoni che diceva: ma qui guardiamo i conti consuntivi, va bene, ma prima dei conti consuntivi, prima dell'articolo 6, c'è l'articolo 5 e all'articolo 5 - qui c'è un errore, l'ho già fatto correggere prima - non è diritto di voto, perché col diritto di voto uno su quindici quanti sono non contiamo niente, ma c'è il diritto di veto, che cos'è il diritto di veto? Può sembrare una cosa autoritaria ma non lo è perché la Regione, su un bilancio di circa 30 milioni dell'Aero Club gliene dà 18, ne ha dati 18 nel 1968, ne ha dati 18 nel 1969, quindi mi pare che sia appena doveroso, per quanto riguarda determinate impostazioni, che il rappresentante della Regione possa esercitare un diritto di veto per quanto riguarda questi atti deliberativi.
Ora non credo - e respingo il discorso che Manganoni, così, ha lasciato trasparire - che l'Aero Club sia o possa diventare un carrozzone, no, il personale, mi pare che ci siano dalle 4 alle 5 persone in tutto compreso la segretaria eccetera eccetera, no non è un carrozzone sotto questo profilo, però si possono spendere meglio questi denari; soprattutto bisogna far contribuire di più i cosiddetti appassionati di questo sport perché non è giusto che evidentemente è un numero esiguo, non sono certamente più di 20 persone ma non sono certamente più di 100 per quello che ne so io, non è giusto che un numero esiguo di persone, ad un certo punto, veda stanziata una somma cospicua per fare un'attività di club. Altrove gli Aero Club hanno meno soldi che il nostro, però fanno lo stesso la loro attività, forse la fanno su un campo di aviazione più piccolo, con tappeto erboso, mancheranno tante attrezzature, però la fanno lo stesso la loro attività, c'è più passione forse.
Ora il discorso, a mio avviso, si pone in questi termini: gestione dell'aeroporto da parte dell'Aero Club, controllo su questa gestione per evitare spese inutili e superflue, e questo riguarda l'attività sportiva del volo; il discorso del volo in montagna, la Società Aer-Aosta, cioè la Società Ali-Alpi, così vuole farci delle proposte per quanto riguarda la futura attività, perché per il momento ha sospeso, ed è chiaro che riprenderà solo a condizione che l'ente pubblico in qualche modo intervenga, perché va da sé che quest'attività è un'attività passiva di per se stessa o comunque che, nella migliore delle ipotesi, per un po' di tempo, si prefigge di raggiungere degli equilibri di bilancio ma niente di più. Noi non dobbiamo dimenticare che in Francia l'Aer-Alpe chiude il bilancio con un minimo attivo ma è sostenuto però dagli albergatori, dagli operatori economici, dalle aziende, dagli enti pubblici della zona. Non possiamo pretendere che un'attività di volo in montagna possa essere attiva, questo nel modo più assoluto.
È chiaro che, se la Regione vorrà incoraggiare un tipo di trasporto quale è quello aereo, dovrà sobbarcarsi in qualche modo degli oneri. Evidentemente noi ci auguriamo, non solo la Regione ma anche altri organismi, altri enti che potrebbero beneficiare, però dobbiamo fin da adesso avere chiara la situazione. Un'attività di trasporto aereo in montagna con i voli taxi evidentemente può avvenire solo con grossi contributi o comunque cospicui contributi da parte di enti pubblici e di organizzazioni economiche interessate a questo tipo di attività, non può essere un'attività autosufficiente e tanto meno un'attività economica, economicamente valida.
Ora qui apro anche il discorso sulla richiesta fatta da Pollicini, e cioè è vero che si erano impegnati a gestire a costi inferiori l'aeroporto? No, non è vero, cioè noi diamo 18 milioni all'Aero Club, nei 18 milioni ci sono le spese per la gestione e le spese per il funzionamento dell'aeroporto e le spese di sostegno dell'attività del sodalizio, c'è il contributo sportivo diciamo e c'è il contributo in conto gestione.
Invece l'Aer-Aosta aveva fatto delle richieste che erano superiori, cioè diceva: con 18 milioni noi vi gestiamo l'Aeroporto, sì però noi dovevamo dare dei contributi all'Aero Club primo. Secondo: c'erano altre proposte di gestione a cifre superiori, con altre attrezzature che però, scusatemi, - io l'ho detto e lo ripeto -, ma l'intenzione dell'Aer-Aosta era quella di farsi pagare le spese fisse dalla Regione attraverso la gestione dell'aeroporto, cioè, in poche parole, voleva nell'economia aziendale avere degli introiti della Regione cospicui di oltre 20 milioni all'anno per poter in questo modo pagare il personale fisso pur facendogli svolgere questi compiti ma facendogliene svolgere anche altri che erano di esclusiva pertinenza della Società e del trasporto aereo. Ecco perché non abbiamo aderito a questo tipo di richiesta perché non era chiara, non era cristallina. Insomma, ad un certo punto, noi abbiamo preferito dire questo all'Aer-Aosta: avete bisogno di un contributo? Noi riteniamo di poter aderire alle vostre richieste, presentateci un piano economico, presentateci un programma. Se la Regione approverà questo programma, approverà questo piano economico, vi potremo dare anche un contributo ma non ricorrete all'espediente di chiedere la gestione dell'aeroporto per avere dei soldi, diciamo così, praticamente sotto banco.
Questo è stato il nostro atteggiamento e il nostro comportamento. Ora, ripeto, abbiamo fatto dei conti l'altro giorno, un'attività di trasporto aereo in Valle d'Aosta con un minimo di 500 ore di volo per quanto riguarda un Pilatus, un bimotore e un aereo leggero tipo Piper, comporta un deficit annuo che va dai 12 ai 20 milioni, un deficit della Società, quindi questo è già una prima quantità, una prima cifra, una prima indicazione, è un discorso da approfondire che verrà fatto certamente prima nella Commissione Turismo per vedere tutte queste cose però è già un'indicazione che vi posso dare chiaramente.
Per far volare degli aerei in Valle d'Aosta, per farli atterrare sugli altiporti la Società privata da sola non se la sente, i deficit che registra questa Società sono di questa entità. Questo non significa che si debba coprire la Regione però è chiaro che non ci sarà nessun privato che sarà disposto a sostenere queste spese per la gloria o per il prestigio personale che ne può derivare. In genere noi sappiamo che si tratta di mecenati che mettono in piedi queste piccole compagnie, del resto l'Aer-Alpi fallì anch'essa, e c'era il Conte d'Acquarone che ne aveva di soldi e che ne ha messi tanti, qualche miliardo certamente.
Ora evidentemente il discorso del trasporto aereo è un grosso discorso perché in Francia lo si fa, lo si fa con profitto indiretto, non con profitto dell'attività ma con profitto che si riverbera sugli altri settori dell'economia. Quindi noi dovremo studiare qualche cosa che, senza salassare il nostro bilancio, possa consentire di sviluppare anche in Valle d'Aosta questo mezzo di trasporto aereo.
Per quanto riguarda l'Aero Club, qui si tratta di consentire il funzionamento dell'aeroporto. Oggi come oggi non c'è più nessuna richiesta in alternativa. L'Ali-Alpe, come vi ho detto, ha sospeso per tre mesi la sua attività, non gli interessa, in ultima analisi, la gestione dell'aeroporto, caso mai interessa a poter fare funzionare la Società e con contributi che possono e devono venire eventualmente in altro modo. Però è un discorso che dovremo fare e che dovremo aprire ma, oggi come oggi e vorrei sgombrare il terreno dell'equivoco, non c'è più il contratto Aer-Aosta che adesso è Aer-Alpi e Aero Club, questo contratto non c'è più, anche perché è venuta a cadere la figura di uno dei principali protagonisti che, essendo stato in un primo tempo protagonista dell'Aero Club e poi, in un secondo tempo, protagonista dell'Aer-Aosta, evidentemente, caduto questo personaggio, perché si è autoeliminato, cioè si è tolto dall'agone diciamo, è chiaro che c'è un tentativo anche di riavvicinamento tra l'Aero Club e l'Ali-Alpi.
Forse non ho certamente risposto a tutte le domande, Manganoni me ne ha fatte tante e non ho qui dei dati concreti per potergli rispondere subito, posso rispondergli in un secondo tempo, per esempio, su quanti aerei sono atterrati, su quanti soldi abbiamo speso dall'inizio ad oggi, io gli posso dire quanti soldi abbiamo speso dal 1965 ad oggi, perché certe domande me le immaginavo ma così dovremmo fare, rinvangare un pochettino, sono in grado di darglieli ma non così su due piedi, questo deve essere chiaro, posso dire i contributi che sono stati dati per la gestione dell'aeroporto: nel 1965, 1966 e 1967 sono stati dati 15 milioni per ciascun anno, ma nel 1968 e 1969 tale contributo è stato portato a 18 milioni; poi vi sono altre spese fatte a partire dal 1965 che riguardano impianti, riguardano attrezzature e velivoli per il campo regionale di aviazione e che sono qui elencate. Le altre spese che sono state fatte prima io non le conosco però posso benissimo reperirle.
Dunque, Ramera ha detto, dice: ma l'Ali-Alpe svolge attività fuori da Aosta; è vero, svolgeva quest'attività, per esempio, ad Asiago, ha sospeso l'attività, tra l'altro, uno degli aerei che noi avevamo dato in esercenza ce l'ha restituito perché non gli serviva proprio niente, il famoso Santa Maria, che è un aereo poco adatto, tra parentesi, anche per i voli in montagna e che è fermo lì e dovremo cercare di venderlo, anzi, non so nemmeno se l'Aero Club l'abbia già alienato o sia in trattative per la vendita.
Io per il momento non avrei altro da aggiungere se non quello di invitare i Consiglieri ad approvare questa bozza di convenzione che ci cautela maggiormente rispetto alla prima e su questo insisto. E del resto io non ho portato qui un bilancio dell'Aero Club perché non era questa la sede in quanto non si discuteva la concessione di un eventuale contributo all'Aero Club. Io devo dire che, per quanto riguarda però la tenuta dei libri contabili e l'amministrazione, l'Aero Club non ci ha mai dato dei fastidi particolari, poi, del resto, vi è un revisore dei conti nominato dalla Regione che ha seguito e segue scrupolosamente tutte le spese. Quello che dovevamo evitare era che decidessero di fare delle spese che potevano contrastare con certi criteri di economia e di efficienza ma, mettendo il diritto di veto nel Consiglio di amministrazione da parte del rappresentante della Regione, noi ci cauteliamo anche su questo piano.
Per quanto riguarda poi la figura dell'eventuale - e qui la Convenzione è nata anche nel momento così di rottura, nel momento caldo tra l'Aer-Aosta e l'Aero Club - dunque quello dell'art. 15: "l'Amministrazione regionale potrà affidare ad una persona di sua fiducia l'incarico di sovrintendere e coordinare le attività aeroportuali rispondendone direttamente all'Amministrazione predetta". Questo perché? Perché si erano verificati dei casi anche di ostruzionismo da parte dell'Aero Club, bisogna dirlo. Cioè, se l'Aer-Aosta pretendeva forse troppo, l'Aero Club, in certi casi, si divertiva a comportarsi in modo un pochettino ostruzionistico. Evidentemente, da parte della Regione, era necessario prevedere che in un futuro, in un prosieguo di tempo, ci potrà essere, come c'è oggi, anche se sospesa, una società che possa esercitare l'attività di trasporto aereo e quindi, in questo caso, noi abbiamo previsto questa figura, figura che non si rende necessaria - ecco perché abbiamo messo il "potrà" - se non ci saranno altri enti, altri organismi, che opereranno sull'aeroporto di Aosta. Nel caso in cui ci fosse, oltre all'Aero Club che gestisce le attrezzature, altri organismi che opereranno sul territorio dell'aeroporto per esigenze di trasporto aereo, ebbene la Regione si riserva il diritto di decidere e di dirimere le eventuali vertenze che possono sorgere,
Quindi non è che si tratta di appesantimento burocratico e di costi, assolutamente, è una figura cautelativa ed è, per esempio, mia intenzione non pristinare questa figura se non se ne verificherà l'occorrenza.
Bordon (D.C.) - Tutte le volte o quasi, tutte le volte che si parla del campo di aviazione io mi rinchiudo in me a mo' di istrice perché quasi tutte le volte, ripeto, una certa razione di critiche o di insulti mi sono propinati perché questo campo di aviazione lo abbiamo voluto nel 1957, lo abbiamo attuato allora già in mezzo a tantissime critiche e a tante diverse opinioni. Ora è logico, sia ora come oggi, che ci fossero queste divergenze di impostazioni in quanto che tutte le idee sono opinabili e c'è chi può vedere in un modo il problema turistico della Valle d'Aosta proiettato nel futuro e chi lo può vedere in un altro modo o addirittura non lo può vedere.
Ora generalmente anche in questo nostro Consiglio, ad un certo momento, dopo certe perplessità e certi timori, che possono anche essere fondati, ci sono degli interventi successivi che dissipano queste ombre e fanno vedere, più o meno chiaramente, quali erano le impostazioni, quali erano i desideri, quali erano gli scopi che si volevano raggiungere in questo campo di aviazione,
Ora vi dirò brevemente, perché l'Assessore Milanesio ha detto quasi tutto quello che si poteva dire, ha fatto le critiche là dove dovevano essere fatte, perché io credo che ci siano ben poche cose a questo mondo che non siano soggette a critiche, che siano tutte perfette e tutte ottime. Ma, quando ancora oggi non si vede l'opportunità del campo di aviazione io mi permetto di ribellarmi perché - ribellarmi amichevolmente - perché si vede che le impostazioni e i punti di vista sono diversi. Ma, in modo particolare, io protesto allorquando si discute di un campo di aviazione che non è un campo di aviazione perché, arrivati ad un certo momento, l'abbiamo iniziato nel 1957, 1958, abbiamo speso allora 80-100 milioni, lo abbiamo portato avanti, abbiamo visto l'impulso che stava dando il buon Gex, come vedeva il problema del turismo in Valle d'Aosta, quali furono i suoi interventi alla Camera dei Deputati, quale fu la sua attività in Aosta con la creazione dell'Aer-Aosta perché, grazie a Dio, c'è ancora qualche d'uno che vede in modo diverso, perché giustamente ha detto l'Assessore Milanesio in un paese come il nostro, dove abbiamo una cerchia di ghiacciai che è unica al mondo, dove abbiamo un punto di partenza che è stato creato dalla natura in Aosta, perché, ad un certo momento, siamo andati ad occupare dei terreni che erano semplicemente ghiaia e "canettes" - detto in patois "canettes" - non canneti, arrivati ad un certo momento, se noi non avessimo approfittato di quel momento, sicuramente il campo di aviazione in Aosta non si faceva più. È stato fatto bene, è stato fatto male questo campo di aviazione, beh qui è un altro discorso. Il discorso è questo: questo strumento che si voleva creare in funzione di un turismo moderno è stato portato a termine? Questa è la prima domanda che ci dobbiamo mettere perché, quando noi ci mettiamo davanti a questo problema, incominciamo a sentirci dire, per esempio, che il campo di aviazione di Aosta è mancante di molte apparecchiature, quindi, non è completo.
Noi dobbiamo innanzi tutto avere uno strumento nelle nostre mani che sia efficace, perché non sarò molto felice in un paragone, ma mi sembra che è come se io avessi costruito una strada per raggiungere una vallata qualsiasi laterale, Cogne quello che volete voi, e che ad un certo momento la lasciassi in tale stato, senza un'asfaltatura ma tutta a buchi, per cui si direbbe: ma chi ci va, che cosa rende questa strada, perché? Perché ci va solo chi è obbligato ad andarci!
Ora io ritengo che questo campo di aviazione deve essere completato nella sua strumentalizzazione, deve avere tutta l'apparecchiatura necessaria per poter dire che è efficace. Perché lo deve essere questo? Ma, secondo il mio modesto parere, lo deve essere perché, l'ha detto anche Milanesio, ha fatto una illustrazione che, insomma, ha tolto quasi tutto quello che si poteva aggiungere. Ma ripeto, noi abbiamo la creazione di altiporti, che siano stati ubicati bene, che siano stati ubicati male, ma quando noi pensiamo che con la massa di turisti, gente che ha l'hobby dello sci, si reca a fine settimana e che parte da Genova o da Milano, eccetera e che percorre l'autostrada - oggi c'è, allora non c'era -, io vorrei vedere se, per esempio, arrivasse e, ad un certo momento, l'autostrada non ci fosse e arrivasse ancora soltanto a Pont St. Martin, che cosa ne sarebbe stato? Chi verrebbe ancora in Valle d'Aosta? Quando noi abbiamo un'autostrada che la domenica sbocca qui al Villair, per cui chi parte da Torino impiega un'ora per arrivare al Villair e dal Villair ad Aosta si impiegano 45 minuti, come impiego io quasi tutte le domeniche alle ore undici. Ora io mi domando, ad un certo momento, se non ci fosse questo, chi sarebbe ancora venuto a sciare in Valle d'Aosta? Ma non basta. Io mi propongo di richiamare la vostra attenzione su un fatto semplicissimo. Quando io parto sull'autostrada da Torino oppure partirò domani per andare a Finale Ligure e a Savona io mi preoccupo già perché neanche più le autostrade sono sufficienti perché, quando arrivo in un casello e devo fare due ore di coda per prendere il biglietto, è segno che sono necessari altri mezzi di trasporto e quali erano questi mezzi di trasporto? Erano degli elicotteri, erano dei charters, come giustamente sono stati chiamati, perché mai nessuno si è messo in testa di creare ad Aosta un bis di Caselle o di Linate o della Malpensa ma bensì una stazione di smistamento che fosse collegata con altre stazioni più importanti, che consentisse a colui che parte, non so da Barcellona - la prima stupidaggine che mi viene in testa - e che ha voglia di venire a sciare al Breuil, di poter arrivare a Caselle, di prendersi un mezzo che lo porti qui ad Aosta in brevissimo tempo e da Aosta, se è possibile, che lo porti al Breuil, a Courmayeur, a Cogne, questo era lo scopo, perché, quando si parte dal principio che a Milano, per collegare Linate alla Malpensa, si fanno viaggiare dei Caravel - lo abbiamo visto in questi giorni - che occupano 25 minuti di tempo, perché se no se lo fanno con altri mezzi oggi occupano delle ore, io non so se non avessimo un campo di aviazione, sfruttato... (Voce) ...no, Caravel detto in italiano, poi, se tu lo vuoi in francese, è caravelle, in italiano l'hanno chiamato Caravel. Allora non ha importanza neanche questo, se è francese è Caravelle, se parlo in italiano è Caravel, ma non farmi perdere il filo del discorso perché le lezioni di lingua le facciamo poi dopo al Pollano come le facciamo tante volte, adesso lasciami in santa pace, lasciami andare avanti.
Montesano (P.S.D.I.) - Continui, continui, Avv. Caveri!
Bordon (D.C.) - Ragazzino non mi disturbare che mi butti giù il banco con il naso, il naso c'è effettivamente e lungo! Allora, arrivati a questo punto, naturalmente col risultato di perdere il discorso ma lo riacquistiamo abbastanza presto, il ragionamento è questo: lo strumento, lo strumento bisogna che sia portato a termine perché poi adesso abbiamo anche questo: noi abbiamo degli apparecchi - e una volta tanto devo dire "russi" - che ormai sono all'avanguardia per l'atterraggio, perché atterrano in pochissimo spazio e sono apparecchi che portano 40-50-60 persone, e voglio che sia messo a verbale questo, perché non saremo profeti per niente, giorno verrà in cui atterreranno ad Aosta degli apparecchi con 50-60 persone, perché non hanno più bisogno dei due Km. di pista, e giorno verrà in cui effettivamente verranno centinaia e centinaia di turisti con gli aerei, ma quand'è che si partiva per andare a Roma? E vediamo il traffico che c'è tutti i giorni nelle stazioni aeroportuali, che cosa ne viene fuori? Che oggi come oggi bisogna quasi prenotare i viaggi due o tre giorni prima per andare avanti, quindi, innanzi tutto che lo strumento sia completo e, se è vero che mancano delle apparecchiature, che siano messe queste apparecchiature, se invece non è vero, il discorso si deve impiegare, impostare in un altro modo.
Qual è il discorso? L'ha fatto così bene Milanesio. Arrivati ad un certo momento, ci siamo sentiti dire che le beghe che esistevano fra l'Aero Club e l'Aer-Alpi erano scemate, sia nel senso che erano baggianate, scemate in questo senso, ossia che erano diminuite e vanno sempre bene lo stesso, quindi prendiamolo in quel senso lì di duplice significato. Però io devo fare notare una cosa: ma è tutta lì la realtà, ma se noi abbiamo due attività che devono a tutti i costi abbinarsi per svolgersi sullo stesso campo di aviazione e, arrivati ad un certo momento, se questi due non vanno d'accordo, non può che avere dei risultati passivi questa gestione perché, per un certo periodo in cui si vide il funzionamento, non dico perfetto, buono, perché di perfetto in questo mondo c'è ben poco, ma noi abbiamo visto arrivare qui decine e decine di alianti che arrivavano dalla Svizzera, venivano dal Nord, perché neanche a farlo apposta questa Valle d'Aosta, malgrado i suoi uomini, ha dei dati e dei vantaggi enormi, non c'è nessun posto come in Valle d'Aosta che si raggiunga la cima del Monte Bianco con un aliante. Ora io parto da questo principio, non devo pensare che ci siano soltanto determinate forme di turismo, io penso che ci siano forme di turismo che devono venire qui, fare conoscere la Valle, che possono avere un collegamento con Ginevra, naturalmente qual è la forma di collegamento? Beh, questo lo ha detto Milanesio e io non lo metto in dubbio, essendo stato Presidente dell'Aer-Aosta, che, ad un certo momento, questi collegamenti sono passivi, ma ha detto bene, quando dice la Regione dovrebbe anche capire di fare sacrifici almeno per i primi anni perché, se noi non abbiamo questi collegamenti, si capisce che non si può fare niente!
Ora, ritornando a bomba, e per finire, lasciando poi a ognuno le sue proprie idee, perché è giusto che così sia, io vorrei pregare l'Assessore Milanesio, invitare, perché, se poi non lo fa, non mi fa né caldo né freddo, invitare l'Assessore Milanesio a vedere un po' questo. Partiamo dal principio che su questo campo di aviazione devono coesistere due attività, non soltanto una come hai detto tu in questo momento, dice: approviamo questo per l'Aero Club perché ci dà già un vantaggio. Io avrei voluto che in questo contratto, in questa convenzione, ci fosse un accordo, che non è assolutamente possibile che il campo di aviazione di Aosta raggiunga i suoi scopi, gli scopi per i quali è stato costruito: se noi non avremo tutte e due le attività sullo stesso posto, questo in modo assoluto, perché, se io ho soltanto l'Aero Club, che è necessario che ci sia perché saranno i figli di papà, come dice Manganoni, ma io credo che, quando sono andati lì a prendere il brevetto di pilota, ce ne erano anche altri, non erano mica tutti figli di papà e, se tu volessi fare un'indagine, vedresti che c'erano degli operai, dei lavoratori della Valle che avevano questo hobby e come uno vuol fare il cacciatore l'altro vuol fare il pilota, quindi questo primo discorso. Quindi bene venga l'Aero Club ma è altrettanto vero che, se noi non abbiamo una società commerciale, noi non potremo avere niente di buono perché l'Aer Club non ha questa funzione, non ha questo compito, ma non solo, l'abbiamo visto anche in altra funzione, che è quello che un po' ci fa dispiacere perché tutte le volte - e in questi giorni disgraziatamente l'abbiamo visto sui giornali - ma tutte le volte che c'è un caduto sulla catena del Monte Bianco noi ci vediamo arrivare le Alhouettes francese, che arrivano su col soccorso civile, quindi noi non abbiamo questa possibilità. È possibile che, ad un certo momento, passa una squadra di sciatori che va a St. Barthélemy e che, ad un certo momento, ha la disgrazia, la slavina che gli è venuta, che si debba aspettare un tre ore per avere un qualche cosa da Linate che possa venire a aiutare. Quindi che cosa vogliamo parlare di progredire il turismo quando a noi mancano queste basi? Quando un turista che viene in Valle d'Aosta, un alpinista che vada in montagna dice: speriamo che arrivino da Linate o che arrivino da Chamonix perché io so già che qui non c'è nessuno che mi viene a prelevare! Ora sono costi passivi, perché sono redditi indiretti, perché colui che sa di trovare un certo servizio aumenterà le presenze negli alberghi, metteteci tutto quello che volete voi che siete più competenti di me, ma il problema deve essere visto sotto questo aspetto e ripeto, per l'ennesima volta, per fortuna che quello strumento c'è, bisognerà completarlo, facendo i sacrifici che si devono fare come se costruissimo una qualsiasi strada, è assolutamente necessario che questa gestione sia esaminata già fin da adesso, che non si dica: adesso glielo diamo all'Aero Club e, qualora, come hai detto tu, qualora si dovesse svolgere su questo campo d'aviazione un'altra attività, noi nomineremo questo super revisore che io non vorrei che fosse pagato dalla Regione perché l'assessorato al turismo ha la capacità, la Regione può benissimo fare da mediatore e imporre quello che vuole perché quando, per esempio, domani venisse a svolgersi l'attività di questa Alpila di questa, cos'è? Alialpi, venisse svolgere quest'attività, ma si deve già sapere adesso che ha da venire perché, se adesso, a un certo momento, non c'è questo accordo, l'atto commerciale viene a mancare completamente, quindi, addirittura noi dobbiamo imporre questo perché allora non riusciremmo a fare quello che vogliamo.
Quindi questo super revisore, se lo vuoi mettere, infilacelo pure ma mi dà l'impressione di avere qualcuno da collocare in quel posto e, siccome qui ci guardiamo tutti così con quella simpatia diffidente che ormai regna da tempo, e allora si dice tutto quello che uno pensa. Ma io, ripeto per l'ennesima volta, prego proprio questa Giunta, come avremmo cercato di fare noi, di vedere se lo strumento è perfetto, se ci sono le attrezzature, se c'è tutto quello che è necessario per il volo, ma insistere perché questa gestione venga abbinata, noi dobbiamo avere tutte le due attività sennò ha ragione Manganoni commercialmente non ci rende niente. Quindi io non credo che questo sia difficile perché in fondo i padroni dell'Aeroporto siamo noi e nello stesso momento si veda se si può fare qualche cosa per il soccorso alpino.
Io avevo alcuni appunti ma me li ha portati via Ramera. Gli apparecchi: ma è vero a un certo momento abbiamo comperato degli apparecchi e li abbiamo dati, adesso mi si dice che ne hanno restituito uno perché non ci serve più, cioè non va o non serve a quello scopo. Ma io vorrei un po' vedere tutta questa storia degli apparecchi perché abbiamo tirato fuori milioni, non vorrei che se ne servissero per loro uso commerciale, loro uso di tutti i giorni, poi quando è passato ce lo restituiscono e noi ce lo dobbiamo riprendere.
Ma questo, secondo me, sono impostazioni di amministrazione che toccano i denari devono essere presenti, ma l'impostazione generale è quella che io mi sono permesso di richiamare prima e che è da te condivisa.
Manganoni (P.C.I.) - Io non voglio risalire all'origine del campo di aviazione, voglio solamente dire questo. La Giunta di cui faceva parte Bordon, prima del '60, ha iniziato la costruzione, la Giunta del Leone l'ha ricevuta in eredità e l'ha passata in eredità alle Giunte seguenti.
Questa è la morale ed ogni Giunta quando se la riceveva tra i piedi e ne usciva la meno peggio.
Però il guaio qual è? Che secondo me sia chi si è fatto promotore per la costruzione, siano le Giunte seguenti che hanno dovuto assorbirselo, purtroppo si sono trovati tutti in questa situazione. Sia in Giunta, sia in Consiglio, di questione di campo d'aviazione, diciamocelo francamente, ne comprendiamo niente. Mentre per altri problemi, sia Assessori che Consiglieri di qualsiasi Giunta, hanno delle cognizioni e possono pronunciarsi con cognizione di causa, qui tutte abbiamo dovuto dipendere da quello che ci raccontavano gli altri.
Ecco il guaio, abbiamo dovuto ascoltare quelli perché noi quei problemi non li comprendiamo, nessuno ne comprende, abbiamo dovuto fidarci di quelli che ci hanno fatto commettere tutti quei bei guai che abbiamo commesso.
Quindi responsabilità sarà un po' da tutti però è dovuto a questo fatto perché fra noi ci fossero state delle persone che di campo d'aviazione se ne intendevano come se ne possono intendere della pezzata del colore delle mucche, forse non si arrivava al punto che siamo arrivati oggi, questa è la realtà, non per accusare nessuno né per difendere nessuno ma la realtà è quella.
Comunque, comunque è da dieci anni che tiriamo avanti così e non so per quanto tempo dovremo tirare avanti. Io voglio, Bordon, non per fare della polemica, ma insomma dice, se non ci fosse l'autostrada, chi verrebbe più in Valle d'Aosta, sarebbe il campo d'aviazione per il turismo eccetera. Ma Bordon, non diciamole queste cose qui, praticamente io mi chiedo quanti turisti porta in Valle d'Aosta questo campo d'aviazione. Siamo pratici, Bordon stiamo coi piedi per terra, perché io a partire da Milano e venire in Valle d'Aosta, io in due ore, andando molto veloce parto da casa mia da Milano ed arrivo al Breuil o a Gressoney o dove voglio arrivare. Se io devo andare a prendere gli aerei, ci vuole da casa mia andar all'Aeroporto di Milano almeno mezz'ora, tre quarti d'ora, primo, mi ci vuole un'altra mezz'ora o tre quarti d'ora per arrivare ad Aosta. Quando arrivo ad Aosta, se io voglio andare a La Thuile o altrove, non ho il mezzo di locomozione, poi mi devo pigliare i treni o pullman che oggi non si usano più e sennò i taxi. Allora chiunque ha un pochino di buon senso dice: ma per lo stesso periodo di tempo, io parto per conto mio e, quando sono ad Aosta, io ho la macchina mia, posso andare al Breuil, domani posso andare a Bionaz, dopo domani possono andare a St. Barthélemy, mentre invece, quando sono lì non ho il mezzo di locomozione. Siamo pratici, chiunque di noi ragiona in questo modo. Comunque lasciamo perdere questo, però c'è una soluzione che ha proposto Bordon e che veramente questo dovrebbe essere esaminato. Dice Bordon: dovremmo acquistare degli aerei sovietici che atterrino verticalmente. Allora io dico beh!, l'Assessore ha mai esaminato questo problema? Se si trovano solo nell'Unione Sovietica questi famosi aerei ed è vero che atterrano verticalmente e che potrebbero risolvere il problema del nostro campo d'aviazione, io dico all'Assessore: va ben, si dia da fare, porti dei preventivi, tratti, prenda dei contatti e almeno risolviamo questo famoso problema del campo d'aviazione e, anche se sono sovietici e anche se a qualcuno qua dentro a volte le cose sovietiche restano qua, ma comunque si tratta di risolvere il problema del campo d'aviazione e risolviamolo no!
Ora io vi dirò, incremento turistico: io ho i piedi molto per terra. Noi abbiamo speso oltre un miliardo per la costruzione eccetera di questo campo d'aviazione e una parte di questi miliardi erano lire ancora un po' buone di dieci, quindici anni fa e non quelle di oggi che non valgono più un accidente, e poi spendiamo. Dice Milanesio: 18 milioni all'anno di gestione, non parliamo poi le manutenzioni, non parliamo poi l'acquisto di aerei che i diciotto milioni diventeranno 40, 50 all'anno... (voce di Milanesio) ...sì, nel '69, però in quell'anno che abbiamo acquistato un paio di aerei. Mi spiego. Quegli anni che dovremo fare delle manutenzioni straordinarie, comunque, se noi questi fondi per portare, se veramente vogliamo portare i turisti in Valle d'Aosta, li destinassimo a pagare dei pullman che vanno a Ginevra, a Lione, a Marsiglia o a Parigi, dicendo ai turisti di là: la Valle d'Aosta vi mette questi pullman gratis per portarvi ad Aosta, solo il viaggio col pullman, no, noi destinando tutti questi fondi al pagamento di quei pullman, noi riempiremo la Valle d'Aosta di turisti.
Scusate, è un ragionamento forse elementare però è un ragionamento reale. Provateci un anno, provateci e poi vedrete se arrivano i turisti che hanno il viaggio gratis fin qui, no. E allora sì li portate ma non con quei trabiccoli che abbiamo laggiù, insomma là stiamo un po' più coi piedi per terra.
E volevo dire anche questo. Nel passato quello che è stato detto quando eravamo noi in Giunta e penso che la stessa cosa lo hanno ripetuto le Giunte dopo. Siccome noi comprendiamo niente di campo d'aviazione, ci dicevano: perché possano atterrare i grossi aerei, bisogna prolungare la pista e allora centinaia di milioni, prolunghiamo la pista, bitumiamo la pista ci hanno detto, che invece negli altri aeroclub d'Italia hanno la pista di terra e dell'attività ne fanno non come qui e nessun ente pubblico paga. Poi ci hanno detto: bisogna costruire delle attrezzature che io non so più quali e noi in Giunta, perché dicevano fate questo, qui atterrano grandi aerei, non proprio i jet ma quasi e noi: e va beh. siccome bisogna risolvere il problema del campo d'aviazione, non sapevamo se è vero o no perché nessuno di noi è aviatore e alé, prolunga la pista, bituma la pista, compra delle attrezzature. La conclusione qual era? Che non cambiavano mai, gli aerei sono sempre i medesimi e il campo d'aviazione era sempre nello stesso problema.
Quindi facciamo attenzione. Siccome nel passato è successo così, non per colpa di nessuno, perché stavamo a quei grandi luminari dell'aviazione che ci raccontavano delle bubbole, abbiamo qui fatto fare recentemente alla Giunta un altro studio che ci costa circa 4 milioni sul campo d'aviazione con quale esito io vi domando ancora? Io penso che li avranno raccontato in modo più dettagliato quelle storielle che hanno raccontato alle Giunte di prima no, comunque noi siamo sempre lì. Ma c'è stato di più. A noi dicevano quando eravamo in Giunta: se fate così, prolungate la pista, attrezzature, comprate quegli aerei, la gestione sarà attiva, giuriamo che sarà attiva, dicevano a noi e lo diranno anche a voi, no?... (voce) ...sì, tu, come lo dicevamo noi, ma quelli dicevano, facevano un sacco di calcoli: tanti aerei che arrivano, si paga tanto, noi quindi incassiamo tanto, c'è un attivo, attivo, sì e siamo in attivo. E quindi io penso che la storia non cambi, sia ancora adesso come quella. Do atto di una cosa a Milanesio, quando dice che è stato un errore la pista di Chamois. Quando io l'ho affermato, in un passato, circa un anno fa, non mi si è detto la stessa cosa quando dicevo: guardate che lì si sono espropriati dei proprietari, non c'erano i terreni, scusa Milanesio, sono stati espropriati dei proprietari non ancora pagati e il posto, il prezzo che volevano quei signori e io dicevo "ah badate che lì buttate dei soldi all'aria dalla finestra". Allora in Consiglio non erano d'accordo, mi fa piacere oggi però che Milanesio si è reso conto di questo e ne convenga.
Io penso che se fossero convenuti allora forse si sarebbero evitate quelle spese inutili e l'occupazione di tutti quei terreni con tutti gli inconvenienti che ne derivano.
Io sto concludendo dicendovi questo. Qui c'è l'Aero Alpi, Aero Aosta, l'Aero Club che io vi confesso non so ben che diavolo sono di questi tre aeri club che si fanno concorrenza, che litigano e la Regione paga profumatamente, ecco questa è la conclusione, quelli litigano, personalismi, però pantalone, cioè il denaro pubblico che esce dalle nostre tasche.
Dice sempre l'Assessore Milanesio: in Francia ci sono gli operai economici i quali poi sono quelli che direttamente ne traggono vantaggio che contribuiscono. Esatto, esatto, come anche per le funivie, peraltro, e ben se noi in Valle d'Aosta abituassimo un po' certi operatori economici anche e non solo sempre mungere quella mucca che si chiama la Regione ma alle volte anche intervenire un po' direttamente per portarci i clienti eccetera. Sarebbe anche una questione di costumi, sarebbe bene introdurre in questa benedetta Valle d'Aosta e non tutti specialmente gli operatori economici e poi tutti gli altri che pensano solamente a mungere e da pelare il denaro pubblico, no, vediamo di fare anche noi così.
Sulle risposte che Milanesio non mi ha potuto dare io non insisto, tu poi cortesemente me le dai per iscritto col tempo. C'è solo un fatto che io dico: ma questo bilancio preventivo del '70 l'ha mandato o no, non l'ha mandato? E quindi lì dimostra anche la poca serietà di questi Aeri Club, Aeri Alpi, Aero Aosta, non so cosa diavolo sono, no, perché cribbio, siamo nel mese di agosto e non abbiamo un bilancio preventivo per il '70 e cosa facciamo allora? Vedremo il consuntivo a dicembre, ma qualsiasi ente, qualsiasi amministrazione un pochino seria, un bilancio preventivo lo fa e io penso che la Regione dovrà anche pretenderlo per sapere all'inizio dell'anno pressappoco sapere quello che spende nel corso dell'anno. Ne ho sentito un'altra, un aereo che non ci serve e che stiamo vedendo per venderlo, alienarlo eccetera. Ma io mi chiedo perché l'abbiamo comperato? Io non incolpo la Giunta perché la Giunta, come succedeva a noi, sta a quanto dicono i luminari dell'aviazione, quei luminari che sanno tutto, ma chi è responsabile? Perché abbiamo comperato un aereo e dobbiamo rivenderlo? Ma lo rivenderemo a prezzo di rottame, è logico no, questo va da sé, ed allora chi è che ci rimette? Naturalmente la Regione, chi è responsabile, chi ha fatto comprare alla Regione questo aereo che non serve? E allora quei signori che hanno comodo di far buttar via dei milioni della Regione, solamente perché loro si atteggiano a grandi luminari che sanno tutto, nei confronti nostri, che purtroppo in fatto d'aviazione ne sappiamo niente, ma questi milioni che abbiamo buttato via chi ne risponde? E allora questi responsabili, cioè quelli che ci hanno detto: bisogna prendere questo tipo perché qui, perché là, per tutte quelle belle balle che ci raccontano, si dice: "caro signore adesso paghi", non che si possa far rimborsare i soldi, però gli si dice: "adesso vai a raccogliere le lumache e togliti di là", io non so chi è, sia molto chiaro non so, ma l'esperienza m'insegna.
Comunque io finisco dicendovi che questo problema spinoso, ve l'ho detto prima, è un'eredità che uno rimanda all'altro perché poi sono quelle patate calde in mano che poi te le devi tenere e io capisco la situazione di questa Giunta.
Comunque bisogna pur uscirne, non è facile, non è facile perché nessuno forse di noi qui in Consiglio può fare delle proposte del genere perché, in fatto di aeroplani, non ne capisce niente, non per colpa nostra perché, se anziché fare gli aviatori ci hanno mandati a fare i fanti, non è colpa nostra.
Diciamo la verità, nessuno di noi ha fatto l'aviatore. Comunque senti, quanto tu parli io rispetto e ti ascolto, ti ho detto che ho finito dicendo: vediamo nel modo migliore di trovare una soluzione però diciamo anche di non spendere, di non buttare dalla finestra altri milioni e centinaia di milioni, come si è fatto nel passato, per ascoltare certe cosiddette cime, no, la cui competenza è quella di far spendere, di far buttare via i milioni nostri per magari delle questioni di prestigio loro.
Montesano (P.S.D.I.) - Un attimo. Prima di dare la parola al Consigliere Bordon e al Consigliere Ramera, che l'hanno richiesta, io voglio fare due inviti al Consiglio: primo, di concludere questa discussione e, secondo, di mettere un po' di buona volontà per gli oggetti che seguono per vedere di finire i 31 oggetti nell'ambito della giornata che abbiamo a disposizione che dopo in Consiglio viene convocato come sapete ai primi di ottobre. Quindi la parola al Consigliere Bordon.
Bordon (D.C.) - Per aderire alla sua richiesta, Signor Presidente, in merito ai cinque minuti che volevo... perché non è che io... un lasso di tempo per convincere l'amico Manganoni a non maltrattare così il turismo in Valle d'Aosta perché lo reputo un individuo non ancora tutto perso per il turismo. Io mi permetto solo di fare... cerchiamo di metterci d'accordo. Perché è insuperabile Manganoni quando francamente dice: "cerchiamo di spendere quei milioni nel migliore dei modi" e chi non è d'accordo con lui? Io vorrei solo però fargli presente questo: quando si parla di comunicazioni, di autostrade, sono richieste queste cose perché oggi come oggi si finisce la settimana che lavora il sabato e vuole arrivare... non è che lei va ad Aosta, ecco l'errore, tu sei uno sciatore della lippa, si vede subito, non è che venga qui ad Aosta e prenda la macchina per andare a Cogne, come dicevi tu, no, guarda che è la stessa cosa come se tu domani avrai la proposta qui che giustamente si... perché è già da un po' di tempo che la macinano questa proposta. Ma quando tu domani vedrai costruire una strada che, per esempio, su da La Thuile si avvicina al Ruitor, in questi giorni che sono andati a fare dei sopralluoghi, ma perché? Ma la gente vuol sciare tutto l'anno, non vuole sciare solo il periodo di neve che arriva, trova fino a Gignod la neve, tu una volta facevi lo sci a Peroulaz, mangiavi patate e salsicce, lo sappiamo tutti, oggi lo sport, il turismo è impostato su altri binari, questo è il discorso. Ma siamo tutti d'accordo e tutti diciamo che questo strumento deve essere completato, costi quel che costi, perché, quando sarà completato, non avremo più da dire e l'essenziale però... deve far funzionare questo strumento, non litighino fra di loro perché sennò saremo sempre a carte 48, grazie.
Ramera (D.C.) - L'ha già detto l'Assessore Milanesio, concordo pienamente con quanto ha detto, che questo è uno strumento moderno che però deve essere valido per essere veramente al servizio del turismo, non deve servire come aeroporto per linee aeree ma deve essere la base di partenza per un turismo locale. Vorrei però fare alcune richieste, diciamo, e tutti gli aeroporti italiani, lo scorso anno, delle dimensioni del nostro, hanno usufruito di notevoli contributi del Ministero dei trasporti aviazione civile, l'unico che non ha beneficiato è il campo di Aosta. Quindi, io non so a chi spetti la competenza se al gestore, o al proprietario, che siamo noi, di farci parte diligente per richiedere al Ministero trasporti aviazione civile quella parte che è stata data agli altri aeroporti.
Secondo. Aderisco a quanto ha già detto l'amico Bordon: che nella convenzione sia meglio specificata la possibilità dell'inserimento dell'attività commerciale perché la gestione data all'Aero Club deve, ad un certo momento, modificarsi, se ci sarà l'inserimento di una società commerciale, perché è questo che a noi interessa, soprattutto. E all'Aero Club un invito, proprio per gli scopi che si prefigge questo ente, di svolgere dei corsi a bassissimo costo per i giovani in maniera che effettivamente diventi efficace.
Vi è poi un ultimo aspetto per il quale è già stata presentata una mozione, avremmo modo poi di discuterne. Come mai non si è ospitato praticamente l'eliporto, per cui, a un dato momento, gli elicotteri militari del soccorso alpino hanno dovuto trasferirsi in zona adiacente, non per la volontà di avere un eliporto ad Aosta, ma perché mancavano ad Aosta i servizi per far funzionare gli elicotteri, mancavano praticamente le vasche del cherosene, per cui un elicottero, partendo da Linate e dovendo volare per varie ore, era costretto a limitare le sue ricerche per cui si è reso necessario all'Autorità dell'aviazione o Autorità militare, non so di quale arma, per questo servizio degli elicotteri per il soccorso alpino di andare ad occupare terreni in un comune vicino all'aeroporto, quando invece questi servizi avrebbero potuto essere ospitati nel nostro campo pur rimanendo sempre noi i proprietari e la gestione all'Aero Club come lo è tuttora.
Milanesio (P.S.I.) - Dunque, ricapitolando, si tratta di rinnovare la convenzione verso un ente, cioè un sodalizio il quale lo si propone ai fini di lucro, primo. Secondo, questo tipo di convenzione attiene alla gestione dell'impianto per il funzionamento dell'impianto, non per introitare il denaro, cioè non è la solita gestione che, per esempio, la Città di Torino per quanto riguarda Caselle può dare alla società "vattelapesca" che evidentemente ne trae un utile dalla gestione aeroportuale perché ci sono le tasse aeroportuali, eccetera eccetera. Ma qui non c'è niente di tutto questo, evidentemente è un'attività in pura perdita che la Regione deve pagare.
Poiché la Regione non vuole provvedere con personale proprio, in quanto con il personale proprio spenderebbe di più, perché, perché il personale che serve alla gestione dell'aeroporto serve anche al funzionamento dell'Aero Club. Per queste ragioni noi proponiamo di affidare di nuovo, con una convenzione analoga a quella stipulata precedentemente, di dare la convenzione all'Aero Club. Io voglio specificare questo perché Manganoni non fa distinzione tra Aero Club, Aero Alpi, Aero Aosta. L'Aero Club è un sodalizio, è un ente che non si propone ai fini di lucro, l'Aero Aosta si propone ai fini di lucro, in realtà, ci rimette solo in questo momento, però si propone ai fini di lucro, così come si propongono altre società private o a partecipazione, primo.
Il discorso sull'opportunità di completare il campo d'aviazione è un discorso che è giusto ed è anche sbagliato nello stesso tempo, perché noi dobbiamo vedere che cosa possiamo fare, in primo luogo, su questo campo d'aviazione. Secondo, non solo quello che possiamo fare tecnicamente perché è chiaro che ci sono delle tecniche moderne negli aerei nuovi che possono atterrare in spazi ristretti, ci sarà il decollo verticale, ci saranno tante altre questioni. Il problema non è tanto quello che tecnicamente può avvenire sull'aeroporto di Aosta perché è vero che, allungando la pista, possono atterrare altri aerei, c'è però un altro aspetto da tenere in evidenza e cioè la conformazione orografica della Valle d'Aosta per cui noi non possiamo spianare le montagne, e questo deve essere molto chiaro, ma questo è ancora un problema secondario. Il vero problema è quale società verrà mai ad atterrare in Valle d'Aosta per fare dei trasporti massicci, ed è questo il vero problema, perché è inutile che noi spendiamo cinquanta o cento milioni di attrezzature ancora per questo campo d'aviazione quando poi non troveremo nessuno che ci viene ad atterrare. Non lo troveremo perché non ci sarà nessuna società che avrà interesse di gestire questa linea o questo tipo di attività. Questo è il vero problema, cioè cerchiamo di capirci, non è tanto la situazione, cioè è condizionato sì dalla natura orografica ma poi, una volta superati questi ostacoli, che si possono superare con la moderna tecnologia, rimane il problema commerciale, rimane il problema economico. Quindi, non è tanto il potenziamento di questo aeroporto, nel senso di ricevere del grosso traffico internazionale, il problema caso mai è quello di trovare un equilibrato sviluppo degli altiporti. Io insisto su questo per quei trasferimenti da aeroporti a carattere internazionale siano alle nostre adiacenze, cioè che distino, duecento, trecento chilometri non di più, ecco per poter effettuare il trasferimento da aeroporto internazionale ad altiporto. Questa è la sola possibilità di sviluppo per un'attività di questo tipo. Aosta serve come base logistica per i voli turistici, per tante altre cose. Per cui, a mio avviso, non è tanto il discorso di sviluppare le attrezzature aeroportuali di Aosta, il problema è un altro, di trovare per lo sviluppo del volo in Valle d'Aosta una società che con l'aiuto, perché io questo lo sottolineo, con l'aiuto di enti pubblici, e noi sappiamo che l'unico ente pubblico qui che rimborsa siamo sempre noi, dò ragione a Manganoni quando fa quel discorso, e di altri organismi, con l'aiuto di questi enti e organismi possa chiudere in pareggio un bilancio.
Ora c'è chi ha già investito in questo settore, e che oggi non vede l'ora di vendere, parliamoci chiaro, quest'attività potrà rimanere in piedi nella misura in cui la Regione potrà acconsentire che per lo meno non ci siano delle perdite di esercizio, ecco, qualcosa del genere, in attesa di sviluppi che sono ipotizzabili, che sono possibili, ma sono in quei termini che ho detto prima e non nei termini di Aosta grande aeroporto internazionale.
Poi c'è un altro aspetto. Se noi potenziamo l'Aeroporto di Aosta, come vi dicevo prima, non troviamo poi i clienti che ci atterrano, secondo me in questo momento, almeno a quel livello. Ma poi c'è un problema che è quello del personale che deve poi gestire tutte queste attrezzature perché, se noi manteniamo la torre di controllo aperta dall'alba al tramonto, sono altri soldi, altro personale, non c'è niente da fare, non c'è. E anche qui abbiamo delle idee però sono delle idee che costano 20 milioni all'anno in più e questo lo dobbiamo dire. Ci sono anche delle, diciamo così, delle opinioni ben precise sull'elicottero, io ne approfitto per rispondere. L'elicottero è utile, direi che è necessario, ma è proprio la Regione che deve provvedere ad acquistare un elicottero, a farlo funzionare? Io vi dico questo: un elicottero che possa servire per il soccorso in montagna deve essere un elicottero tipo "alouette", sono elicotteri da duecento milioni di lire, ma l'acquisto, il costo di acquisto non è niente, in questo momento è il costo di gestione perché, se noi vogliamo avere un elicottero funzionante in qualunque ora del giorno, non dico della notte perché i voli notturni non si possono fare, noi siamo costretti ad avere tre piloti, un minimo di due fino e tre piloti che siano lì a disposizione perché è inutile, succede l'incidente in montagna non c'è il pilota perché è in ferie, cosa spendiamo a fare duecento milioni? Voi capirete che i problemi di questo tipo si possono affrontare su una base territoriale molto più grande della Valle d'Aosta. Sotto questo profilo, quindi, l'elicottero ci costerebbe, se noi volessimo acquistarlo, io sono contrario ve lo dico subito, perché possiamo utilizzare elicotteri non necessariamente di Linate ma, per esempio, dei militari che ci vengono, perché ci vengono, oramai hanno deciso e forse noi abbiamo fatto male a non lasciarli venire sul nostro campo, perché tanto vanno a duecento metri più in là. Ora noi possiamo utilizzare questi elicotteri per il soccorso in montagna perché altrimenti noi dovremmo affrontare una spesa di acquisto di duecento milioni e una spesa di gestione, di funzionamento di almeno 40, 50 milioni all'anno per avere un elicottero in Valle d'Aosta. Questa è la dimensione della spesa. Se il Consiglio si sente dell'intervento, si sente di sobbarcarsi una spesa di questo tipo, facciamola. Io sono contrario, lo dico fin da adesso.
Ora io insisto su questo e voglio tranquillizzare Ramera perché giustamente mi dice: calcoliamoci nella convenzione, io voglio spiegare. La convenzione non è per una gestione economica dell'aeroporto è quella per il funzionamento. Se ci saranno delle società che vorranno operare, questa convenzione non le danneggia. Io, per quello che mi riguarda, fin da adesso, dichiaro che la Regione dovrà fare ragionevolmente tutto quello che è possibile per incoraggiarla però nel senso che abbiamo detto prima, non con delle manie di grandezza cioè di collegamenti internazionali, i collegamenti devono avvenire da aeroporti che potrebbero essere Linate, Caselle e Ginevra e basta con gli altiporti soprattutto. Perché è inutile portare uno da Linate ad Aosta e poi fargli prendere la macchina per andare a Courmayeur perché perde più tempo a fare Aosta-Courmayeur. Questa è la sola possibilità di sviluppo. Occorre anche qui arrivare a vedere delle indicazioni precise, le abbiamo avute e le stiamo avendo queste indicazioni sulla base dell'esperienza che ci stiamo facendo. Non abbiamo fatto fare nessun studio perché non era il caso, ma l'esperienza ci dice che questa è la sola possibile via dello sviluppo del volo in Valle d'Aosta.
Io quindi invito i Consiglieri, accogliendo tutte le raccomandazioni che sono state fatte, invito i Consiglieri ad approvare questa convenzione.
Manganone (D.C.) - Ho sentito un attimo fa l'Assessore Milanesio che diceva che il costo di gestione di un elicottero si aggira sui 40, 50 milioni. Lo smentisco nel modo più categorico, perché io ho avuto modo di rilevare determinate statistiche nella Regione del Trentino Alto-Adige dove mi si dice per la manutenzione e la gestione e la manutenzione straordinaria di un elicottero, di due elicotteri costa il massimo 16, 16 milioni all'anno.
Milanesio (P.S.I.) - Voglio aprire una polemica con Manganone, e scusa Montesano, io innanzitutto sono l'Assessore e caso mai parlo per ultimo, se qualcuno interviene, devo replicare questo mi pare che sia appena normale.
Ora il discorso è questo, se noi vogliamo acquistare un elicottero, dobbiamo pagare duecento milioni circa un alouette su questo non c'è da discutere.
Manganone (D.C.) - Parlavo di gestione.
Milanesio (P.S.I.) - Va bene, un momento, di gestione... per farlo funzionare questo elicottero occorrono, funzionare anche nella pratica del soccorso alpino, cioè di un elicottero che sia in grado di partire in qualunque momento, quando le condizioni visive lo permettono. Dobbiamo avere un minimo di due piloti, un minimo e forse tre, i piloti costano cinquecento mila lire al mese più i contributi perché si tratta di piloti altamente specializzati, moltiplica questo per tre, cioè fai un minimo di due milioni al mese solo di piloti, sono 24 milioni, i carburanti, le manutenzioni e tutto, io ho detto 40 milioni forse saranno 35 ma io insisto su questa cifra.
Manganone (D.C.) - Non è vero niente.
Montesano (P.S.D.I.) - Va bene, ognuno rimane nelle sue convinzioni, uno è vero l'altro non è vero, rimane nelle previsioni che ognuno fa e... Allora, un momento Assessore perché siamo in votazione, non andate via. Il Consiglio è chiamato a deliberare per l'approvazione di questa convenzione di cui all'oggetto 15, chi è favorevole alzi la mano, contrari, astenuti? Il Consiglio approva. Allora si passa all'oggetto n. 16.
