Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 221 del 9 ottobre 1970 - Resoconto

OGGETTO N. 221/70 - Biennio unitario per le prime classi sperimentali negli Istituti di istruzione secondaria superiore della Valle d'Aosta per l'anno scolastico 1970/1971. (Mozioni) - Approvazione di ordine del giorno.

Montesano (P.S.D.I.) - Si prosegue sulla discussione delle mozioni Maghetti-Siggia ed ha la parola il Consigliere Germano. Non c'è? Eppure era presente... (voce del Consigliere Segretario) ...Sono iscritti ancora da stamattina Germano e Tonino. Allora la parola al Consigliere Germano, dopo di che a Tonino e Ramera.

Germano (P.C.I.) - ... se vi è un ordine del giorno, preferirei sentirla, che può anche darsi che ...

Montesano (P.S.D.I.) - Dunque, Germano rinuncia.

Germano (P.C.I.) - No, posso sentire l'ordine del giorno?

Montesano (P.S.D.I.) - Quale ordine del giorno? (voce del Segretario) Capito. Tonino rinuncia? O attende l'ordine del giorno? Non rinuncia però fa leggere l'ordine del giorno. Vuole parlare prima? Ecco, allora la parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Stamane vi era un'atmosfera molto più calda, questo pomeriggio penso che sia un po' diminuita. Comunque il mio intervento è un intervento che si riallaccia un po' alla polemica Tonino-Maghetti esplosa poi da quest'ultimo con queste parole: "Al Consigliere Tonino non rispondo perché non ha capito niente".

Debbo sinceramente dire che quelle parole mi hanno fatto estremamente piacere, per prima cosa per questo motivo: se io avessi capito soprattutto il senso positivo dell'intervento illustrativo del Consigliere Maghetti, ahimè, sarebbe il caso di dire: dove è andato a finire il Socialproletario Tonino.

Secondo. La risposta fatta nei miei confronti dal Consigliere Maghetti denota sempre più, come avesse ragione il Consigliere collega Savioz, quando stamane ha differenziato un certo tipo di scuola. Vorrei dire al Consigliere del Partito Liberale Dr. Maghetti che egli ha avuto la possibilità di un certo livello di istruzione, che gli è servito poi di rivolgersi nei miei confronti nel modo che i Consiglieri hanno potuto sentire. Mentre il sottoscritto, nel tempo in cui il Consigliere Maghetti si perfezionava negli studi, al sottoscritto toccava studiare fra i forni dell'Ilssa-Viola, per cui ritengo che le ultime parole del Consigliere Maghetti rivolte nei miei confronti danno sempre più la validità che la Regione deve necessariamente essere in parte amministrata dagli operai e dai proletari, che magari non sono tanto intelligenti nel saper parlare, ma che comunque sanno esprimere quelle cose che un certo tipo di società, a dispetto della democrazia, vorrebbero portare avanti.

Quindi, concludendo ho preferito sentirmi dire da un Liberale che non avrei capito niente che nel sentir dire di aver capito tanto. Punto e basta.

Detto questo, vorrei fare, non so se c'è il Consigliere Savioz, vorrei fare una breve precisazione tra me e il Consigliere Savioz, su quanto tu hai detto stamane.

Io sono d'accordo grosso modo su quanto tu hai sostenuto e detto stamane. Non sono però d'accordo, se me lo consenti, Consigliere Savioz, su una tua affermazione, cioè che chi frequenta le scuole fuori Valle è perché non vuole studiare la lingua francese. E dico subito perché non sono d'accordo.

Primo, perché alcuni tipi di scuole in Valle non esistono. Secondo, gli studenti della bassa Valle, per comodità, o per comodità o per economia finanziaria propria, si trovano molto più vicini ad Ivrea che non ad Aosta.

Io sono però d'accordo che tutti frequentassero le scuole in Valle. Allora, in questo caso, bisogna istituire tutte quelle scuole di ordine e di grado che in Valle non esistono. Inoltre, se si vuol far partecipare gli studenti alla nostra scuola ad Aosta, bisogna anche tenere conto delle maggiori spese che dovrebbero sostenere per i 50 chilometri che dovrebbero percorrere questi studenti per partecipare alla scuola ad Aosta. Ecco è tutto quanto dovevo dire.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Ramera... (voce di Ramera) ...Va bene. Allora la parola ... un attimo solo, perché c'è Maghetti che ha chiesto la parola. La vuoi adesso o dopo ...

Maghetti (P.L.I.) - Brevissimamente. Io non ho mai avuto l'abitudine di parlare troppo a lungo. Rispondo soltanto questo: un intervento demagogico: il Signor Tonino non ha risposto agli interrogativi che io ho posto, vero? Noi, Liberali, non siamo contrari a nessun esperimento a priori, purché l'esperimento sia condotto bene.

Ripeto quello che ho già detto stamattina: mancano soltanto i mezzi per condurre bene l'esperimento. Noi non vogliamo una scuola di classe, siamo contrari alle scuole di classe; per questo ho detto: lei stamattina non ha capito niente. E lo ripeto ancora adesso: lei non ha capito niente del mio intervento.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro chiede di parlare? Allora c'è la lettura dell'ordine del giorno. La parola al Segretario Andrione.

Andrione (U.V.) - Chiedo scusa, forse alcuni Consiglieri hanno avuto questo ordine del giorno in ritardo.

Montesano (P.S.D.I.) - Per favore un po' di silenzio, perché c'è un ordine del giorno al quale, io credo, tutti siano interessati e prego di prestare attenzione.

Andrione (U.V.) - L'ordine del giorno dice:

"Il Consiglio regionale, preso atto che si è dato inizio quest'anno all'esperimento di un biennio di scuola unica media superiore,

che numerosi perplessità sussistono circa la perfetta aderenza di detta nuova scuola ai desideri delle famiglie e ai bisogni della società valdostana,

IMPEGNA

L'Assessore alla Pubblica Istruzione e la Giunta regionale a portare in Consiglio entro giugno 1971 i risultati critici di tale esperienza, affinché il Consiglio stesso decida sulla validità o meno dell'esperimento stesso."

(discussione generale)

Montesano (P.S.D.I.) - Per favore, no, Maghetti, si può parlare soltanto quando il Presidente ha dato la parola. Quindi perciò, Consigliere Ramera... (richiami del Presidente) ...Per favore, c'è scritto a parlare, dopo l'ordine del giorno, il Consigliere Germano e il Consigliere Ramera.

La parola al Consigliere Germano.

Anche Pedrini? Primo dopo Maghetti.

Germano (P.C.I.) - L'ordine del giorno si riferisce alla mozione Maghetti, che è l'unica che è stata in piedi, no? Allora io chiederei un momento di sospensione per esaminarlo, come nostro Gruppo, per assumere una decisione nei confronti di questo ordine del giorno.

Montesano (P.S.D.I.) - Il Consiglio accoglie questa richiesta del Consigliere Germano? Non ci sono osservazioni? Allora la seduta è sospesa. Io prego di distribuire copia dell'ordine del giorno di diversi gruppi, se ci sono delle copie. L'avete avuto voi? Dieci minuti, cinque-dieci minuti.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 16,40 alle ore 17,00.

Montesano (P.S.D.I.) - Viene riaperta la seduta. Ha la parola il Consigliere Ramera.

Germano (P.C.I.) - ... abbiamo solo concordato una nostra posizione che non conoscevamo e ...

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, Germano, vuoi anticipare l'intervento di Ramera? Allora la parola al Consigliere Ramera.

Ramera (D.C.) - Confesso che, visto questo ordine del giorno, io non capisco più niente molto probabilmente. Avant'ieri abbiamo visto lo spostamento dell'asse terrestre e come risultato abbiamo avuto la pioggia dopo un periodo lunghissimo di bel sole.

Improvvisamente dal mattino al pomeriggio vediamo apparire un ordine del giorno che, confesso, delude anche coloro che potevano sostenere determinati principi del famoso biennio unico.

Confesso che è difficile sempre fare il Consigliere parlando, ricordandosi di essere Consigliere soprattutto e non parlando in termini di visione personale, ma cercando di interpretare anche un certo elettorato che qui ci ha mandato; io mi trovo anche, nella mia qualità di capogruppo, di interpretare non solo l'elettorato che qui mi ha mandato, ma di interpretare anche il pensiero dei colleghi che ci sono accanto a me. E dirò subito che invidio coloro che riescono a far propria una tesi, una qualunque tesi senza vederne subito gli aspetti negativi e positivi, tanto è vero che quando ho visto quest'ordine del giorno, mi chiedevo che se per caso il Consigliere Maghetti, anziché presentare la mozione che ha presentato, avesse presentato l'opposta mozione alla Signora Siggia e cioè la Signora Siggia chiede il biennio subito, in tutte le scuole della Valle d'Aosta, e il Consigliere Maghetti avesse negato questo principio, anziché questo ordine del giorno, dopo tutte le ore di discussioni, avremmo visto apparire come compromesso una tesi che era quella che sia scritta nella mozione del Consigliere Maghetti, cioè avremmo lasciato una scelta agli alunni.

Questo ne sono certo, visto come sono andate le cose; perché stamattina ci si batteva da una parte strenuamente per il biennio, dall'altra parte si discuteva, si sollevavano obiezioni, perplessità, improvvisamente vediamo uscire un ordine del giorno che mette in dubbio, tutto mette in dubbio; mette in dubbio quanto è stato detto stamattina, mette in dubbio, e io naturalmente mi sono andato a guardare per benino e chiedo ammenda al Consiglio di non essermi letto bene certi documenti che erano agli atti fin dal tempo della Commissione - ma mette in dubbio lo stesso documento delle finalità.

E allora, dico, se dobbiamo fare un esperimento di un anno, esperimento che si fa sulla pelle dei ragazzi, non un esperimento su delle cavie qualsiasi, che si fanno in un gabinetto di chimica o di fisica o di medicina, perché anche se i topolini muoiono non capita proprio niente. Io dico: o ci credete o non ci credete a questo biennio.

Io ero partito credendoci, ero partito credendoci, tanto è vero che avevo votato avant'ieri lo stanziamento; d'accordo lo stanziamento non è che implicasse la visione del problema; io avevo chiesto che si discutesse l'intero problema, proprio perché sapevo quello che sarebbe successo oggi; perché credevo che fossimo ancora una volta, come lo siamo stati in passato nella scuola, all'avanguardia di certi provvedimenti che si discutono in tutta Italia, che si vogliono attuare, ma che per il momento non sono ancora attuati, e mi dispiace che alle volte qualcuno, che vuole sostenere tesi a favore, per finire tira fuori elementi che vanno a pro di quelli che parlano contro. Questo, così, tanto per dire un esempio, la Signora Siggia, quando stamattina voleva correggere il Consigliere Maghetti sull'esperimento di Milano, portava acqua al mulino di Maghetti, perché diceva: in fondo Milano fa l'esperimento: 12 classi al capoluogo e 12 classi in provincia; Milano ha tre o quattro milioni di abitanti tra Comune e Provincia, quindi portava acqua al mulino che chiede che ci sia una libera scelta.

Noi ci troviamo quindi di fronte a due mozioni che non sono neanche contrastanti, direi, perché una dice: vogliamo il biennio, l'altro non dice: non lo vogliamo, vogliamo ancora una scelta, semmai questo rinnovamento si faccia.

Io personalmente ero e sono per un biennio, che se si considera il fatto di alzare l'obbligatorietà dell'insegnamento a 16 anni, per cui a tutti sia possibile una maggior cultura e con una maggior cultura una maggior conoscenza.

Ma gli interventi stamane mi hanno obbligato ad andarmi a leggere alcune cose. Alcune cose che fanno un po' a pugni con tutti questi documenti.

Nel documento delle finalità si dice - prima contraddizione colossale - appunto nelle prime righe, dove dice che "per realizzare una scuola di tipo comprensivo, tali obiettivi non potranno essere raggiunti finché la scuola elementare e la scuola media non diventino realmente la scuola di tutti". Questa poi è una considerazione che vorrei sapere l'estensore di questo documento dove è andato a prenderla, perché credo che dalla Valle d'Aosta in giù la scuola elementare e la scuola media siano la scuola di tutti, è la scuola dell'obbligo addirittura. Qui poi lo è maggiormente perché c'è la gratuità addirittura, con un provvedimento che vedremo ancora dopo, addirittura per tutti i tipi di scuola. Quindi non esiste neanche più la selezione classista che qualcuno ha voluto accennare stamattina, perché noi, come Consiglio regionale, ci poniamo all'avanguardia dando la gratuità scolastica a tutti.

Ma un capoverso che ha già sollevato stamane con un interrogativo l'Avv. Caveri, e che io effettivamente avevo forse saltato, di cui non mi ero accorto, è quello dove dice, sempre nella prima pagina, ultimo capoverso: tali obiettivi non sono raggiungibili sic et simpliciter attraverso l'esperimento del primo biennio qui proposto. La stessa identificazione del biennio è soltanto una esigenza di lavoro; in realtà si tratta di individuare, attraverso la sperimentazione, un primo momento di verifica delle ipotesi sulla scuola comprensiva, ipotesi che andranno riviste alla luce di queste esperienze proiettate, se ritenute valide, nell'arco del quinquennio.

Vorrei incominciare a dire che l'estensore non so chi sia, ma ricordandomi di aver lavorato dieci anni per il quotidiano La Stampa, e ricordando quello che De Benedetti, uno dei più grandi Direttori di quotidiano esistente in Italia, raccomandava ai giornalisti, anche ai grandi inviati speciali, era di farsi comprendere anche a coloro che avevano frequentato solo la terza elementare.

Quindi l'estensore di questo documento non potrebbe certamente fare il giornalista, perché ci sono dei passaggi che effettivamente bisogna andare a cercare addirittura il significato delle parole nel dizionario.

Ma torniamo a questo capoverso. Il biennio ... però ho letto parecchio, molto di più forse di altri che magari hanno fatto anche l'università, se è solo per questo, ma questo biennio, io ritorno a ripetere che lo ritenevo il voler raggiungere una scuola per tutti a sedici anni, per dare una maggior cultura a una vasta, direi alla totalità dei ragazzi italiani, ma che successivamente i ragazzi avessero poi il diritto di scelta professionale, mentre qui mi si dice già che questo biennio porterà a un quinquennio. E allora io mi chiedo, mi sono chiesto, finito di leggere questo capoverso, e adesso lo spiego a coloro che ne sanno più di me, che cosa faranno questi ragazzi alla fine del quinquennio. Io me lo chiedo... (voce: chiedetelo a Misasi) ...No, un momento, parleremo di Misasi ... (voce in lontananza) ...

Montesano (P.S.D.I.) - Per favore non interrompete.

Ramera (D.C.) - Stimo Misasi, mi sento molto vicino a Misasi e vedremo anche Misasi tra un momento. Io sto chiedendo: questi ragazzi che avranno fatto questo quinquennio in questa maniera, che cosa saranno? Saranno dei diplomati generici che avranno la possibilità di accedere, penso, secondo la riforma che sarà fatta, io spero che verrà fatta, dato che molti dicono che verrà fatta nel 1971, anche il divorzio doveva essere votato oggi, e invece, caso strano, non viene votato oggi, caso strano! Quindi il fidarsi delle scadenze non è tanto semplice.

Comunque questi ragazzi del quinquennio non saranno più né geometri, né ragionieri, né maestri, non possiamo parlare di periti, perché qui non esiste l'istituto industriale. E qui ne faccio un addebito, a chiunque, amico di Partito, o non amico di Partito, a chiunque, in questi 25 anni avverso la Pubblica Istruzione di non aver programmato, secondo le esigenze della Regione, un certo tipo di studio. Per cui a un dato momento noi, da molti anni, noi vediamo uscire centinaia di ragionieri, per cui solo l'immissione della direzione di una grande banca potrebbe soddisfare la possibilità di impiego, così come vediamo centinaia di maestri a spasso, o centinaia di geometri, avremmo potuto chiudere e aprire nuovi tipi di scuole secondo le esigenze del mercato, si dice così della Valle d'Aosta... (voce di Lustrissy) ...Come? ...un mercato per modo di dire, dico, per posti di lavoro, no? C'è una grande industria ad Aosta di cinquemila dipendenti, non esiste un istituto industriale, mentre invece si sfornano appunto centinaia di ragionieri quando non esiste nemmeno la direzione di una banca, quindi facciamo ridere.

Pagina due. Altra incongruenza nei confronti del Decreto Ministeriale, poi, dove alla lettera c), leggo scritto (e questo dovrebbe prenderne nota l'estensore di quella mozione): i diritti degli allievi saranno garantiti: offrendo loro la possibilità di iscriversi al biennio unitario fino al 31 ottobre 1970.

Vorrei sapere se qui siamo in tema di diritto o in tema di obbligo, perché a un dato momento "i diritti saranno garantiti" e, vedendo poi Misasi, vedremo cosa succede invece; qui questo capoverso proprio non so a cosa serve ... (voce in lontananza) ...qui non c'è scritto, no, c'è scritto "estensione del biennio unitario", pagina due, comma c), "agevolando d'altra parte (altro capoverso) per l'anno 1971/1972 l'inserimento nella scuola professionale agli allievi", questo è un altro capoverso, quindi non c'entra niente con la prima parte.

Ma insomma, tutto ... allora bisognava scrivere: i diritti degli allievi dell'Istituto Professionale sono: ... perché qui d'accordo uno sente dire magari dasse anziché desse o cose del genere, non me ne frega niente, anche se mi fa male all'orecchio, no, non è che me ne freghi molto, però io leggo quello che c'è scritto: i diritti degli allievi saranno garantiti, offrendo loro la possibilità, mentre invece bisognava scrivere: i diritti, niente, bisognava dire che gli allievi sono costretti a iscriversi al biennio unico, ecco, volenti o nolenti.

(voce in lontananza)

Ad ogni modo, con questo quinquennio, che non è più un biennio secondo le finalità del documento, vi ho già detto cosa accade. E stamattina lo sottolineava il Consigliere Andrione, cosa sta accadendo nella scuola italiana, quando ha detto che di certe inserzioni pubblicitarie, per cui si richiedono architetti del 1967, e credo, caro Andrione, tutti abbiamo letto su La Stampa di alcuni giorni fa l'esame dato alla facoltà di architettura di Torino di una ragazza alla quale è stato chiesto come si faceva il cemento armato e ha risposto che si faceva con polvere di marmo e di ferro, se non vado errato, e nonostante questa idiozia le è stato dato venticinque. Se questa è una scuola seria, e se questo è il rinnovamento che si è portato nell'università italiana, io ve ne posso raccontare altre, perché in certe facoltà si lavora in gruppo, in venti, dove solo tre o quattro rispondono al professore, e se quei tre o quattro... naturalmente si dà l'incarico normalmente in queste occasioni ai tre o quattro secchioni, cioè a quei tre o quattro più fessi, secondo qualcuno, che hanno studiato, per cui se quei tre o quattro prendono trenta, tutto il gruppo prende trenta, anche se non ha risposto: questo sarebbe il rinnovamento dell'università italiana e di certa scuola italiana. Questo non lo ammetto!

E sul fatto che la scuola sia una scuola di classe, permettetemelo, per aver, se non altro, insegnato oltre vent'anni, che i miei ragazzi oggi, sono medici, ingegneri e caso strano, e se volete di molti vi dirò nome e cognome se vi interessa, erano figli di operai della Cogne, erano, a cui mi tolgo tanto di cappello come me lo toglievo già allora per i sacrifici che facevano.

E quindi non è vero, e soprattutto con quei provvedimenti che noi prenderemo oggi, che noi facciamo una scuola di classe.

Naturalmente, c'è proprio quel pericolo paventato invece dall'Avv. Caveri e che ha così bene sottolineato stamattina rileggendoci quel dialogo di Lucignolo a Pinocchio, che spesse volte ho dovuto leggere anch'io ai miei ragazzi, per cui c'è proprio da prevedere uno scadimento dei valori culturali, se a questi valori soprattutto non si avvicinerà il maggior numero di ragazzi possibili, ma se soprattutto non ci credete già più voi, perché io avrei voluto che foste venuti qui... mi sembrate i divorzisti che accettano la mediazione Leone e accettano tutti gli emendamenti, hanno paura ad un dato momento che la legge non passi più e quindi qui è la stessa storia ... (voce: ma tu sei a favore o contro?) ...io sono contro, sono contro per motivi che ti potrò spiegare a parte ... di che cosa? ... ma io sono ancora a favore, ma non sotto questo punto di vista; mentre vedo che c'è stato un arretramento, diciamo una ritirata proprio uguale a quella dei divorziati che non hanno avuto il coraggio di dire: è venerdì, 9 ottobre, la scadenza, deve essere votata, chi la vuol votare la vota, chi non la vuol votare, non la vota. Si è accettato gli emendamenti; e qui invece si è accettato l'ordine del giorno che viene a sminuire tutto quanto dice il documento sulle finalità e modalità operative, e anche quello che poi dice il Ministro Misasi su questo famoso biennio e che l'amico Germano mi dice che Misasi la pensa diversamente.

Allora andiamo a leggere il Decreto Misasi: "Vista la richiesta presentata dalla Regione Autonoma della Valle d'Aosta" - allora a questo punto chiedo, per onestà, di sapere, dato che qui nessuno, lei Presidente ha ragione, stamattina dice: io non ne so niente, vorrei sapere il testo della richiesta presentata dalla Regione Autonoma della Valle d'Aosta al Ministro della Pubblica Istruzione. Questo chiedo, di conoscere il testo. Quando è stato fatto non mi interessa, può essere stato fatto tre anni fa, tre giorni fa, non mi interessa, voglio solo saperlo.

Qui mi sono preso un po' di appunti veloci, quindi scusa un attimo.

Ho detto come la vedevo io sul biennio, quindi come la vedevo io era sbagliato. Non so, si vede che avevo capito male; mi scuso, chiedo ammenda di essermi sbagliato, anche se ho votato, ma io considero il biennio ancora come lo vedevo, cioè, un biennio che porti il maggior numero, cioè io direi la totalità dei ragazzi a frequentare questo biennio unitario, e quindi l'obbligo scolastico a sedici anni. Su questo sono d'accordo.

Quindi non è che io faccia marcia indietro e niente.

Però con questi sistemi, certo che c'è da rivedere parecchie cose. Ci sarebbe da vedere, dato che qui gli evangelisti sono cresciuti di numero, io credevo che fossero solo quattro, e tutti parlano di scuola così, magari non hanno mai visto o avuto trenta ragazzi sei ore al giorno, a cominciare dalla prima elementare e non ho mai sentito nessun medico, oltretutto, lamentarsi che un bambino, mai andato a scuola, in prima elementare sia costretto a stare sei ore in un banco, mai visto lamentare, tranne quell'anno che tocca a suo figlio. Allora quell'anno, caso strano, si lamentano, dicono: bisognerà cambiare sistemi.

Io avrei visto esperimenti, per esempio, intellegibili a pochi come questi, in campo elementare, dove finalmente ad Aosta ho visto arrivare nelle librerie anche se altrove lo si faceva da qualche anno, che i bambini possono imparare a leggere, a scrivere e a pensare a tre anni, per cui si sta discutendo di iniziare la scuola a cinque anni. Anche questo è uno dei dibattiti nazionali.

Ma ad Aosta ho visto arrivare finalmente questo libro che insegna a leggere e a scrivere a tre anni.

Così come avrei visto il biennio, e questo Lustrissy mi darai atto che già l'ho detto in Commissione, avrei visto il biennio configurato in un unico palazzo, proprio perché ci fossero quei collegamenti previsti dal documento famoso, perché ci fossero lavoratori comuni, perché potessero essere messi in azione i metodi audio-visivi, perché qui si fa presto a copiare, perché questa roba qui io ve ne porto a decine di fogli copiati da libri americani di pedagogia, di roba del genere. E io li ho dovuti studiare quando ho fatto il concorso, non ne capivo niente neanche allora.

Ma i metodi audio-visivi che sono in funzione negli Stati più moderni hanno bisogno di un collegamento televisivo interno, e facendo il biennio invece staccato in sei o sette istituti va a farsi friggere, va a farsi friggere così come i cattivi risultati che abbiamo avuto nonostante 25 anni di autonomia per il francese.

E quindi anch'io responsabile, come tanti colleghi, anche se non faccio più parte della scuola. Perché? Perché anche allora una legge improvvisa ha detto: voi dovete insegnare il francese.

E ognuno di noi faceva quel che poteva, non per cattiva volontà, come spesso è stato imputato, magari sarà stata anche della gente con cattiva volontà, questo non lo discuto, come in tutti i campi, ma perché non eravamo sufficientemente preparati a fare questo lavoro. E io poi ero stato un anno in Francia addirittura, sapevo qualcosa più degli altri, mi sono trovato in difficoltà.

Mentre, caso strano, osserviamo che i ragazzi di altre nazioni parlano correntemente almeno una o due lingue straniere, e allora si vede che adottano altri metodi, e noi questi metodi invece, sui metodi che ci interessano di più, tipo il francese che è l'essenza stessa dell'autonomia, non abbiamo saputo adottare metodi moderni e idonei per fare di questa lingua una lingua viva e non che venga insegnata come viene insegnata molto spesso, tipo latino o greco. E credo che chi è stato Assessore alla Pubblica Istruzione sia d'accordo con me su questi risultati.

Ora, di fronte a queste carenze, che esistono, si è voluti arrivare a questo esperimento.

Come ho detto, io ero d'accordo. Lustrissy mi ha detto: in Commissione eri d'accordo. Certo ero d'accordo, ero d'accordo ed ero tanto d'accordo che ho votato anche lo stanziamento, mentre alcuni miei colleghi, giustamente Bordon mi rimproverava di non averli sufficientemente resi edotti di questo problema, ma credo che non l'ho capito neanch'io, visto il documento ... io almeno sono modesto, dico che non l'ho capito molto, invece ci sono altri che l'hanno capito tutto ... va bene, me lo spiegheranno poi.

Naturalmente, rimango veramente stupefatto e torno all'inizio e concludo, di fronte a questo ordine del giorno. Mi si dirà, questo ordine del giorno non è che rinneghi niente, questo ordine del giorno dice che "si è dato inizio quest'anno, - non è vero, perché deve ancora iniziare - l'esperimento di un biennio di scuola media unica superiore, che numerose perplessità sussistono circa l'aderenza di detta nuova scuola ai desideri delle famiglie e ai bisogni della società valdostana". Guardate la gravità di questa frase; per chi non l'ha capita, può darsi che non sia grave, ma quando io dico che questo esperimento non soddisfa i desideri delle famiglie e i bisogni della società valdostana, e allora Signori presentatori di questo biennio, io vi dico: accettate allora quanto vi suggeriva Maghetti stamattina di fare allora l'esperimento e lasciare libera scelta agli alunni. Perché se non ci credono neanche quelli che l'hanno voluto, che negano che questo esperimento possa servire ai bisogni della società valdostana, io mi chiedo: e noi facciamo l'esperimento, impegniamo la Giunta a portarci tra un anno i risultati, e se tra un anno i risultati saranno negativi, questi ragazzi che cosa faranno, e i ragazzi che dovranno magari di quelle famiglie che dovranno essere trasferiti, dove andranno a iscriversi?

Caro Germano, Misasi ha previsto questo, ha previsto che dovranno dare gli esami integrativi, dovranno dare, ma con un documento del genere quale volontà avrà la ... ma io mica ho detto che è tuo, dico che un documento del genere, che nega tutto, io mi chiedo se questo esperimento ha dei proseliti, ma soprattutto se ha degli apostoli che si credono per primi, perché io non mi sarei mai sognato e faccio parte della minoranza, e nel mio gruppo sono in minoranza forse sul pensiero del biennio, ma non mi sarei mai sognato di presentare un documento di questo genere, perché rinnega tutto quello che avete fatto e avete detto.

E allora, ma se la stessa classe insegnante non è ben convinta, se per fare il corso a Milano sono andati dodici e ne occorrono 44; quindi non ci crede la scuola, non ci credono le famiglie e soprattutto me lo dite voi, non soddisfa i bisogni della società valdostana. Allora se non soddisfa i bisogni della società valdostana, io vorrei sapere che bisogno di rinnovamento c'è? A meno che questo rinnovamento deve essere solo così il cavallo di battaglia per farsi belli di qualche cosa; ma ci si fa belli sulla pelle dei ragazzi, ci si fa belli. O ci si crede o non ci si crede.

Quindi io chiedo ai presentatori di questo ordine del giorno di essere conseguenti a quanto hanno fatto: o presentano il biennio o altrimenti accettino quanto ha detto Maghetti, che praticamente sarebbe stata la via del compromesso se Maghetti, forse più politico, avesse negato il biennio; tra i due estremi si sarebbe arrivati alla strada mediana che era proprio la mozione fatta da Maghetti sulla libera scelta e sull'esperimento.

Detto questo non ho niente altro da dire e non mi si venga più a dire che io sono contro il biennio o che non abbia capito, perché adesso me lo sono letto e riletto, questo documento, ma mi è bastato l'ordine del giorno per capire come, chi erano e come credevano gli apostoli di questo rinnovamento della scuola.

Maghetti (P.L.I.) - È inutile menare ancora il can per l'aia. Sostengo ancora una volta che quando si conduce un esperimento, e i medici lo sanno, specialmente quando si tratta di adoperare un medicinale, si adopera un medicinale vero e un medicinale fantoccio, il cosiddetto placebo... se noi non abbiamo un test di prova, contemporaneamente, a questa scuola sperimentale, noi non sapremo mai quanto sia valida.

Quindi io insisto perché contemporaneamente ci siano i due corsi e vedremo se questi insegnanti, che ci dice che siano così validamente preparati, siano in grado di compiere tutto il loro dovere.

Pedrini (P.L.I.) - Signor Presidente, mi pare che siamo giunti ad una svolta che stamane evidentemente paventavo, ma pensavo che lo stato d'animo, la buona intelligenza avrebbe prevalso. Evidentemente Ramera ha detto delle cose più che giuste. Io ne voglio riprendere una sola e voglio chiedere con quale animo, con quale coscienza, con quale tranquillità il Presidente della Giunta e l'Assessore all'Istruzione possono dare il via ad un esperimento quando non vi sono, e io desidero che mi si dica che non è vero, quando non vi sono gli insegnanti preposti a questo biennio.

Non mi si venga a dire, ma di insegnanti ve ne sono finché mai, ma di insegnanti basta mettere fuori un pezzo di carta, ne facciamo arrivare, non soltanto dalla Valle d'Aosta, ma da qualsiasi Regione italiana. Ma io parlo di insegnanti preparati a questa specie di esperimento, e quindi degli specialisti in questo, perché, evidentemente, se non sono degli specialisti non possono essere all'altezza della situazione.

Vi è da aggiungere un'altra cosa: avete fatto un corso a Milano, dove sono andati 12-14 insegnanti; ma voi pensate, ma voi avete la coscienza di pensare che in venti giorni si possa cambiare la mentalità di un insegnante, di un professore che è trent'anni che dice determinate cose? Ma questo va studiato, va riveduto; il professore, il maestro stesso, l'insegnante stesso deve fare prima di tutto una preparazione a sé; questa è la realtà di fatto.

E anche se qualcuno cerca di coprire con sorrisetti ironici quella che è la realtà di fatto, perché solo con sorrisetti ironici o amari si possono coprire delle gaffes come questa, evidentemente si dimostra una leggerezza e un'incompetenza che fa spavento.

Ho già detto che noi ricorreremo in Consiglio di Stato. Ma non ci limiteremo a questo; noi vogliamo che tutta la popolazione valdostana sappia con quale incoscienza questa Giunta, e sono costretto a dire, questa Giunta, anche se non dipende da tutta la Giunta, questa Giunta affronta questo problema sulla pelle dei nostri ragazzi e dei nostri bambini. Perché quando si presenta un ordine del giorno come questo, e mi stupisco che l'Avv. Caveri, che così bene, anzi io arrivo al punto di dire mi stupisco, no, non mi stupisco ancora, l'Avv. Caveri non l'ha ancora votato questo ordine del giorno. Anzi io arrivo al punto di dire che mi auguro che l'Avv. Caveri rimanga sulle posizioni di stamane, che l'Avv. Caveri, con il gruppo dell'Union, che veramente con il Consigliere Andrione, che così bene si è espresso stamane, possano veramente avere quella sensibilità valdostana che l'Union pretende di avere e che evidentemente proprio in questo caso essa deve pronunciare, perché solo e solamente in questa maniera si difendono gli interessi dei valdostani, solo e solamente in questa maniera noi riusciremo a fare qualcosa lasciando la libertà di scelta ai cittadini valdostani che non devono essere inguaiati da qualcuno che così, per far vedere che questa Giunta lavora, per far vedere che qua si sfornano i disegni di legge come noccioline americane, presentano cose del genere, di una gravità assoluta e che evidentemente non finisce oggi in questa seduta, ma continuerà non so per quanto tempo con tutti i pericoli annessi e connessi.

Queste sono delle riforme che evidentemente, se possono essere capite, anche se non scusate dal lato politico, denotano un'incompetenza dal lato tecnico. E possiamo dire questo con tutta tranquillità d'animo, perché se i Signori della Giunta si fossero preoccupati di sentire il corpo insegnanti, tutto il corpo insegnanti e non solo una parte piccolissima del corpo insegnanti, probabilmente si sarebbero accorti che le cose non stanno in questo modo, che non si risolvono le cose facendo una riunione o delle feste, come si vuol chiamare, convocando professori e insegnanti che di fronte al Presidente della Giunta o all'Assessore, tiepidi, paurosi, non osano alzare il ditino, ma che appena fuori dicono: è uno schifo!

Evidentemente non si può pretendere che 400 capifamiglia vengano in questo salone a dire la loro, quando proprio quei 400 capifamiglia in pectore nella maggior parte sono contro il biennio, ma temono di esporsi perché qua c'è una discriminazione politica, qua soltanto chi ha determinate aderenze, determinate tessere, può fare una determinata strada, e questo lo potrei dimostrare in qualsiasi momento, cominciando dall'ineffabile Assessore ai Lavori Pubblici, in quanto possiamo vedere quanti nuovi impiegati in questo ultimo periodo sono stati assunti al suo Assessorato. E dico questo en passant, perché l'amico Rollandoz è un amico simpaticissimo, è un amico così che fa piacere guardarlo perché è sempre sorridente, fuma la pipa da buon valdostano, però così ci dà dell'istrione, ma questo non ci tocca, non ci tange. Però evidentemente ci piace dire che a un dato punto succedono queste cose con quella incompetenza, con quella tranquillità d'animo che ci fa spavento, perché è presaga di tempi peggiori e neri per la nostra Regione.

È evidente. Noi non rinunciamo alla nostra mozione. Non rinunciamo e desideriamo il voto; e al momento della votazione, faremo una dichiarazione di voto.

Noi desideriamo soltanto, da Liberali, da buoni valdostani come riteniamo e crediamo di essere, di richiamarci alla vostra coscienza, alla coscienza di voi Consiglieri, non posso evidentemente rivolgermi alla Giunta che è legata a doppio filo da quella che è la politica normale. Ma mi rivolgo proprio ai Consiglieri, i quali, a un dato punto, dovrebbero fare l'esame di coscienza e dire se non è il caso che una volta si verifichi in questo Consiglio che l'interesse dei cittadini valdostani, che l'interesse dei nostri bambini siano superiori alla nostra politica. Noi chiediamo solo questo: di giudicare al di fuori della politica nell'interesse dei nostri bambini. Se avrete la coscienza di farlo, io sono convinto che questo ordine del giorno sarà respinto e che la mozione liberale Maghetti sarà approvata.

Andrione (U.V.) - Per amore della verità, devo precisare al Consigliere Ramera che l'Istituto industriale, come idea, così come ha avuto lui, è stato affrontato e che esistono agli atti nell'Assessorato della Pubblica Istruzione le risposte della Cogne e dell'allora Presidente dell'Unione Industriali Dr. Perolino, dicenti che non vi era assolutamente bisogno di periti né per l'industria Cogne né nel quadro dell'Associazione Industriale della Valle d'Aosta e che allora, non volendo ripetere il bis di istituti come quello tecnico per geometri e per ragionieri che sfornano soltanto ormai dei patiti della disoccupazione, salvo che riescano, per meriti speciali, a entrare nel palazzo regionale, ci siamo rifiutati di creare un istituto che costava tre o quattro miliardi di lire e abbiamo dato il nostro appoggio all'Istituto Camillo Olivetti di Ivrea dove ci sono numerosi valdostani che sono in bassa Valle che studiano.

Questo per amore della precisione e della verità.

Ma vi sono nell'intervento dell'amico Ramera, che giustamente ha detto, nemici, amici - gentilmente credo di far parte dei nemici di Ramera da alcuni anni a questa parte - dicendo delle inesattezze e delle affermazioni che meritano una correzione.

De Lamberti, capo dei Ghibellini di Firenze, diceva "cosa fatta capo ha" e in politica - questo vale anche per il Consigliere Pedrini - in politica, che da qualsiasi parte si sia, bisogna prendere atto della realtà dei fatti; e la realtà dei fatti è che, si giri da una parte o dall'altra, questo biennio, essendo stato decretato a Roma dal Ministro Misasi, deve avere inizio. È bello, è molto bello piangere sul latte versato, strapparci la tunica, lacerarsi i capelli o rovesciarsi nella cenere di ... (?) ... - finisco subito - rimane il fatto che se vogliamo seguire quelle perplessità che l'Union Valdôtaine ha espresso questa mattina e se vogliamo che queste perplessità abbiano un'eco politica effettiva, dobbiamo prendere atto di questa realtà e partire dalla parola "esperimento", e cioè dobbiamo criticare questo esperimento, perché qualsiasi altra via è una via demagogica per fare della polemica in Consiglio e che non porta alcun frutto.

Allora, come ho già detto in privato al Dr. Maghetti, come ripeto, Consigliere Pedrini, il Consiglio di Stato in Italia ha l'abitudine di decidere a funerali avvenuti, e cioè quando il Consiglio di Stato deciderà sulla questione della legittimità o meno di questa legge di questo biennio, saranno passati circa sei anni ... (voce di Pedrini) ... se lei permette, finisco il mio pensiero, cioè questo: proprio perché sono preoccupato della realtà scolastica, non solo in Valle d'Aosta, ma di una certa impostazione che vediamo venire, perché è inutile negare che questo biennio rappresenta per il Ministro alla Pubblica Istruzione attuale e per la direzione generale del Ministero alla Pubblica Istruzione, rappresenta un passo verso una direzione che sarà adottata in tutta Italia da qui a poco tempo. Ed è inutile nasconderci dietro a un dito e negare queste cose che sono vere. Noi critichiamo perché non siamo convinti della bontà di questo esperimento; abbiamo della perplessità e continuiamo ad averne, però diciamo: di fronte a situazioni di questo genere, se vogliamo che queste perplessità abbiano un peso, abbiano una loro incidenza sulla vita politica e amministrativa del paese, dobbiamo comportarci in una certa maniera, e non venire a fare le "caciare" in Consiglio regionale perché è una cosa che serve relativamente poco.

E qui vorrei, chiedo scusa all'amico Ramera, ma vorrei dire che è stato incauto, incauto con l'accenno alla questione dei divorzisti e antidivorzisti, perché uno dei vostri che ha un brutto nome per la parte che ha fatto, che si chiama Vangelisti, ha parlato dell'operazione per ... (?) gli altri Senatori, e a quanto pare ci sono dei Senatori che sono imperspicabili (?) perché sono interni come cerebro, ma ce ne sono altri che sono perspicabili, di conseguenza non credo che sia il pronto dei divorzisti oppure degli antidivorzisti che hanno ceduto, ma sono degli individui perspicabili, ed è una triste realtà della politica italiana.

Anche con questa realtà noi siamo abituati a fare i conti, anche in Valle d'Aosta. E non siamo d'accordo ... e allora per arrivare alla conclusione, per spiegare il perché di questo ordine del giorno: questo ordine del giorno ha un significato tecnico, nei confronti della scuola, perciò noi diciamo: bene, oggi le cose sono così, questo biennio avrà inizio il 20 di ottobre, siamo al 9; esaminiamo criticamente questo biennio. Non possiamo creare nella scuola uno scompiglio di questo genere, sarebbe volere negare una qualsiasi autonomia all'organo esecutivo, sarebbe fare il contrario, non mi ricordo più chi oggi ... in Inghilterra... (voce di Pedrini) ... però il fatto è che oggi siamo in questa situazione. Ammettiamo se lei vuole, la ..., però il fatto è che oggi siamo in questa situazione; e allora critichiamo questo biennio e facciamo qualche cosa di differente, ma non rimaniamo sterilizzati a dire: io mi lamento, io sono perplesso, io sono in una situazione nella quale non posso accettare.

L'unica via valida è quella di vedere, di studiare insieme, di riprendere magari quell'ordine del giorno cui faceva allusione Germano questa mattina e vedere se in base agli articoli 2, 3 e 4 dello Statuto possiamo fare qualcosa di veramente originale in Valle d'Aosta.

Siggia (P.C.I.) - Questa mattina avevo dichiarato di ritirare la mia mozione, perché mi pareva superata nel tempo e sono ancora di questo avviso. Avevo però preannunciato un ordine del giorno, che non avevo letto in attesa di vedere l'esito di una discussione e se era possibile che sorgesse la possibilità di un ordine del giorno unitario.

Ascolto con attenzione quello che ci ha letto il Consigliere Andrione, ritengo di proporre quello che stamattina avevo predisposto e che leggo al Consiglio e che è così concepito: "Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, nella seduta del 9 ottobre 1970, in ordine alla sperimentazione in Valle d'Aosta di un primo biennio unitario nella scuola media superiore, sulla base di apposito decreto del Ministro alla Pubblica Istruzione in data 31 luglio 1970 e nello spirito dell'ordine del giorno sulla riforma della scuola e sulla realizzazione del diritto allo studio, approvato all'unanimità dal Consiglio regionale in data 2 febbraio u.s.; considerata la positività di tale importante iniziativa ai fini della riforma della scuola media superiore e del più generale rinnovamento delle strutture scolastiche; ritenuto altresì che l'esperimento in atto per essere valido e per raggiungere gli obiettivi essenziali per cui è sorto dovrà in futuro comprendere anche l'Istituto Professionale;

Fa voti perché l'Assessore alla Pubblica Istruzione in stretto collegamento con la competente Commissione consiliare, segua l'esperimento in atto, prevedendo di recepire il suggerimento della Commissione stessa preposta alla stesura del documento operativo di includere, cioè, nell'esperimento l'anno prossimo anche i corsi professionali".

E poi, non per solo amore di polemica, ma per ... prego?

Montesano (P.S.D.I.) - Per favore, facciamo fare delle copie e distribuiamo ai Consiglieri.

Siggia (P.C.I.) - Non per puro amore di polemica, ma visto che una deviazione professionale mi porta sempre a difendere le tesi degli altri, volevo ricordare a Ramera che io stamattina sono partita dalla premessa che dopo discussioni ampie di gente molto, ma molto più preparata di me, in materia di scuola, non mi sentivo di fare una discussione più approfondita sulla riforma della scuola e di entrare nelle particolarità di questo nuovo esperimento. Però, sentito Ramera oggi pomeriggio e sentite le sue perplessità e tutte le critiche mosse a questo documento, volevo sottolineare che questo è stato steso da professori universitari, che immagino competenti in materia scolastica, che hanno avuto modo di seguire ... e che per giunta hanno fatto quegli studi classici che dovrebbero consentire una possibilità di analisi seria sulla attuale condizione della scuola e che non mi sento di giudicare l'operato di questa gente, che ritengo abbia assai più possibilità e doti di noi, per avere un rimprovero così anche, dico, nei dettagli, nelle particolarità.

Mappelli (D.C.) - Io non entrerò in merito alla questione del biennio, perché altri che mi hanno preceduto hanno messo così bene in evidenza e valutato quello che potevano essere eventuali difetti e quelli che potevano invece essere eventuali pregi di questa nuova iniziativa.

Io invece sono un po' amareggiato, come Consigliere regionale prima e poi anche, un po' meno, come padre, nel senso che il Consiglio è stato messo davanti a un fatto compiuto, perché la scuola, cari Signori, la scuola in particolar modo e appunto perché siamo in una Regione autonoma abbiamo la possibilità di discuterne e di deciderne, almeno sul piano programmatico, di queste iniziative, allora io ritengo avevamo il dovere tutti quanti, perché non è che la scuola appartenga al Partito A o al Partito B, a una maggioranza o a una minoranza, la scuola essendo di tutti ed è quella che garantisce la cultura e forgia i cittadini di domani, io ritenevo che questo problema fondamentale, orbene il Consiglio regionale avrebbe dovuto e potuto vagliare molto meglio, tutti assieme trovare quelli che potevano essere indicazioni, quelle migliorie e quelle indicazioni per l'attuazione di quello che noi, tutti d'accordo, sei mesi, un anno fa avevamo votato, cioè per il miglioramento della scuola in Valle d'Aosta.

Pertanto, ripeto, sono veramente amareggiato che ieri o avant'ieri che fosse, ci troviamo qui a votare quello che poteva essere l'impegno finanziario in questa direzione.

È chiaro che se i professori insegnano, e giustamente se insegnano hanno diritto ad essere pagati. Ma il discorso di fondo è un altro: problemi come questi li si porta qui a fatto compiuto. Io questo volevo rilevare, non è la questione dei trenta milioni o più o meno, anzi, è chiaro che in prospettiva qualcosa in questa direzione si doveva fare, questo è chiaro. Ma io ritengo che era il minimo indispensabile per un problema di questo genere prendere la collaborazione e sentire il parere di tutti i settori rappresentanti in quest'aula.

Dopo di che è chiaro che, se non vi era una piattaforma unitaria, ecc., allora ognuno si prendeva le proprie responsabilità, ma metterci qui di fronte a un fatto compiuto, dove non si sa da dove si parte e dove arriveremo, tanto è vero che anche quell'ordine del giorno che testè è stato detto dal mio collega Ramera dimostra che le sicurezze in questo senso non vi sono, ed è chiaro che non ci saranno mai, perché questo problema è talmente difficile che, così, già in partenza non è che si possa avere della garanzia al 50%. Però io ritenevo, e ritengo, ripeto, che il Consiglio regionale aveva il dovere di esaminare, di discutere, di valutare unitariamente un problema di questo genere.

Milanesio (P.S.I.) - Sarò brevissimo perché mi auguro che si possa arrivare al più presto alla votazione e quindi redimere questa questione che è stata sollevata con la mozione Maghetti.

Io ribadisco quelle posizioni che sono state assunte dal mio Partito in altre sedi; noi siamo favorevoli all'esperimento del biennio unico, lo riteniamo una iniziativa importante e qualificante.

Non tutti i Consiglieri e non tutte le parti politiche di questo Consiglio parteggiano questa opinione. È un loro diritto e evidentemente l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Andrione a nome della maggioranza è un punto di incontro di queste differenti tesi, rappresenta una via di uscita onorevole per il problema sollevato dalla presentazione della mozione Maghetti.

Ho sentito tanti interventi documentati, ho sentito tanti altri interventi superficiali, demagogici, sfrontati direi addirittura in certi casi, che non hanno assolutamente aggiunto nulla a quello che invece è il grosso problema di fondo di questo esperimento, di questa sperimentazione.

Mi dispiace che molti Consiglieri parlino a sproposito su certi argomenti che conoscono con molta approssimazione. Io non sono un esperto dei problemi della scuola, ho dovuto discutere di questi problemi con coloro i quali se ne intendono più di me, con coloro i quali vivono nella scuola e da anni danno tutto il loro tempo ed il loro impegno per formare i giovani; anche nella scuola questo argomento è oggetto di discussioni profonde.

Ma mi è parso di capire, e non per una dichiarazione aprioristica di partigianeria, mi è parso di capire però che la gran parte degli insegnanti più seri e più preparati vedessero questo esperimento con molto interesse, anche se non nascondevano i loro dubbi, le loro preoccupazioni, trattandosi appunto di esperimento, trattandosi appunto di qualcosa di nuovo e in qualche modo di rivoluzionario.

Questa mattina ho sentito alcuni Consiglieri dire: ma noi siamo per le riforme, però, insomma, questa è una rivoluzione, è. Io non so che cosa si intende per riforme; penso che sia superfluo fare la distinzione fra riformatore e riformista, noi socialisti le facciamo spesso queste distinzioni, perché siamo accusati di essere riformisti in certi casi, massimalisti in altri; però noi abbiamo detto che c'è una grande differenza tra riformatori e riformisti; mi pare che coloro i quali questa mattina hanno detto: noi siamo per le riforme, fossero un po' meno ancora che riformisti, e non fossero certamente dei riformatori.

Comunque l'opinione definitiva su questa sperimentazione, io penso questo Consiglio la potrà e la dovrà dare quando si sarà verificata, almeno il primo anno, l'attività di questa nuova scuola, di questo nuovo indirizzo.

Quindi l'ordine del giorno del Consigliere Andrione può raccogliere le opinioni di coloro i quali sono favorevoli con poche preoccupazioni, coloro i quali invece hanno delle preoccupazioni ma non si rifiutano di sperimentare questo tipo di scuola.

La proposta Maghetti, che è mossa da intenti a mio avviso, non voglio dire distruttivi, che è mossa da intenti così a suo dire di voler lasciare questa opzione agli studenti e alle famiglie, però contrasta nettamente con il tipo di esperimento che si vuole fare, che deve essere appunto generalizzato se si vuole ottenere un qualche risultato.

Il discorso di avere il termine di paragone, che può essere un discorso medico validissimo, non credo che abbia altrettanta efficacia e validità in questo settore, perché del resto un esperimento limitato, limitatissimo è stato fatto a Milano, ma proprio per la limitatezza di questo esperimento i risultati non potevano essere apprezzabili e non hanno potuto formare oggetto di una valutazione responsabile.

Il modo con cui questo provvedimento è stato portato: sul modo certo c'è da discutere, però le intenzioni che hanno animato l'Assessore e il Presidente della Giunta, prima, come ex Assessore alla Pubblica Istruzione, sono intenzioni sulle quali noi concordiamo, sono obiettivi che anche noi vogliamo raggiungere; quindi noi, come Giunta per lo meno, possiamo chiedere scusa al Consiglio se solo oggi si discute di questo problema in questi termini, però noi siamo convinti di avere fatto una cosa valida; l'esperienza potrà forse anche darci torto, però noi riteniamo di avere fatto una cosa valida e ce ne assumiamo la responsabilità.

Io voglio ancora aggiungere che nell'ordine del giorno presentato dalla compagna Siggia noi intravvediamo degli elementi positivi; io non so se può essere contradditorio votare un ordine del giorno come questo e magari votarne un altro, non lo so; ad ogni buon conto noi siamo favorevoli al biennio sperimentale, votiamo l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Andrione perché è il punto di incontro di tesi non opposte, ma di tesi che hanno ancora bisogno della sperimentazione proprio per poter dare una risposta definitiva e vediamo con favore l'ordine del giorno presentato dalla compagna Siggia.

Io non voglio aggiungere altro, perché questa discussione finisce per perdere di mordente. Ho premesso che non mi posso considerare un esperto di problemi della scuola, e quindi non voglio entrare nel merito di queste questioni che sono state sollevate.

Ho le mie opinioni precise in merito, ci saranno altre circostanze per poterle confrontare, per poterle dibattere con altri Consiglieri. Del resto è implicito nell'ordine del giorno presentato dal Consigliere Andrione che il Consiglio dovrà occuparsi di questa sperimentazione a sperimentazione avvenuta, almeno per quanto riguarda il primo anno.

Per questo io voterò contro la mozione del Consigliere Maghetti e non per altre ragioni, non per ragioni aprioristiche o politiche o di rivalsa.

Bordon (D.C.) - ... fra le mie altre cose, perché io stamattina, e chiedo scusa per la seconda volta, ho fatto già una chiacchierata un po' troppo lunga, quindi non vorrei approfittare della vostra pazienza; volevo solo aggiungere a tutto quello che ho detto stamattina, alcune brevissime considerazioni, ma in questo momento mi si porta questo nuovo ordine del giorno, che io mi riservo poi di leggerlo eventualmente per parlarne ancora.

Però stamattina io dicevo qui, in questa aula, che se per caso una volta tanto noi qui non avessimo fatto della politica, ma avessimo fatto soltanto un discorso per cercare di arrivare a una soluzione di questo problema, come è stata poi fatta, io penso che tutto quello che si era detto qui, incominciando dall'Avv. Caveri, attraverso Andrione e un po' tutti noi, erano delle considerazioni sagge e giuste, perché in fondo in fondo ci vediamo confortati da un sacco di perplessità che sono giunte dopo, ma non solo quelle giunte dopo. Qui stanno giungendo degli ordini del giorno, uno dopo l'altro, perché quindi queste perplessità che noi ci siamo permessi di esporre stamattina, io dissi allora l'ho detto a un livello non competente, vedo che effettivamente un frutto lo hanno dato in quanto che questi ordini del giorno, uno più perplesso dell'altro, arrivano sul tavolo. Ma io mi ricordo di aver detto, in mezzo a tante altre cose modestamente espresse, di aver fatto presente che noi qui dentro forse stavamo pestando dell'acqua in un mortaio, perché a un certo momento avevo detto: "ma Signori, noi siamo qui con la parvenza di discutere se dobbiamo approvare o meno il biennio unico, oppure siamo per discutere della mozione di Maghetti?".

E mi ero permesso di dire: "perché vedrete che dopo aver discusso per tante ore, tanto tempo, verremo fuori e diremo: ma in fondo questo biennio è avviato, il fatto compiuto di cui parlava Mappelli si è svolto, lo abbiamo davanti a noi". E non avevo detto un'eresia, perché in fondo in fondo l'Assessore, macché Assessore, il Consigliere Segretario Andrione, che come tutti gli altri è un buono, è venuto fuori e ha detto: "ma ragazzi belli, ma qui non dobbiamo piangere sul latte versato!". Quindi a conferma di quello che dicevo io, il latte è stato versato all'insaputa di tutto il Consiglio e noi oggi ci dobbiamo presentare qui ad asciugare almeno questo latte, se non a piangerci sopra. È vero o non è vero?

(voce: io bevo vino, eh!) ...adesso tu bevi vino, lascia perdere, dopo scherziamo, ma effettivamente io vorrei andare avanti, perché è un discorso che purtroppo è di una tremenda severità, di una tremenda serietà, perché effettivamente noi stiamo discutendo, dicevamo prima, sulla pelle di questi alunni. Ma io non voglio drammatizzare le cose, voglio solo portarle avanti, perché ripeto sempre le parole del saggio Andrione quando dice: "ma noi dobbiamo arrivare ad una soluzione di questo problema". Ed è quello che dicevamo stamattina.

Ora, ripeto per la seconda volta, e ve ne chiedo venia, ma indipendentemente questo latte versato non lo abbiamo mica versato noi, e se questo latte prima di essere versato fosse stato portato in quest'aula, io penso che forse lo avremmo versato tutti insieme, ma che oggi ci si debba dare la colpa di un latte versato al quale noi, al versamento del quale noi non abbiamo contribuito, noi non siamo d'accordo di accettare questa proposta.

Naturalmente, quasi quasi adesso mi pare che sia quasi il Ministro della Pubblica Istruzione Misasi che ci ha imposto questo. Dice: "ma Misasi ormai è favorevole". Ma scusate, Misasi, noi dai Ministri della Pubblica Istruzione qualche volta ce ne siamo anche, ci siamo anche opposti a determinati provvedimenti, ricordiamo certe impostazioni, e le ricordiamo con il Presidente della Giunta, quando era Assessore alla Pubblica Istruzione con Ferrari Aggradi, abbiamo preso le nostre posizioni.

Quindi il problema qui non deve essere cambiato, le carte in tavola non si debbono cambiare. Noi qui abbiamo chiesto il permesso a Misasi di fare un esperimento. Misasi ha ritenuto di concedercelo, perché forse serviva a lui che la Valle d'Aosta facesse da cavia, ma a noi non interessa proprio fare da cavia, a Misasi, che sia D.C. o che non sia D.C. per eventuali esperimenti. Caso mai gli esperimenti se li faccia in altra sede, ci porti qui i risultati positivi, perché noi non siamo di questo parere.

Naturalmente, io qualche volta mi stupisco perché manca il coraggio di prendere la parola, ma Milanesio mi dice che stiamo cercando una via onorevole di uscita. Ma non è vero, io non credo che sia disonorante quello che è avvenuto. Noi non siamo qui per trovare una via onorevole, perché non credo che nessuno ha perso l'onore, noi siamo qui per trovare una soluzione pratica che supplisca a determinate carenze, per cui quando io domani avessi detto, per esempio, il tale Assessore ha fatto male di fare questo, non ho portato nessuna pietra alla costruzione, perché non mi interessa, ma protesto quando per esempio Milanesio dice che ha sentito molti Consiglieri che parlavano con approssimazione.

Ora, è proprio questa la protesta che eleviamo noi, perché se la Giunta, attraverso la saggia voce di Milanesio, fosse venuta qui e ci avesse illustrato meglio quello che poteva avvenire con questo biennio, molti di noi non avrebbero parlato con approssimazione, ma avrebbero parlato con cognizione di causa e con maggiore tranquillità di coscienza.

Lo dicevo stamattina questo. Ora, quando mi si viene fuori e si dice che noi siamo contrari a questa riforma, e allora dobbiamo ribadirla per la seconda, la terza volta, perché lo dicevo stamattina: quando qualcheduno di noi contesti in tutto o in parte una impostazione, in linea di massima, ha la mentalità retriva e ripetevo: che cosa ci stiamo a fare qui? Dobbiamo sempre dire come diceva il buon Manganone quando cantava "tout va très bien Madame la Marquise". Noi siamo qui per dire il nostro punto di vista anche quando non è condiviso da voi.

Naturalmente, e continuo solo brevemente, aggiungo questo: che noi qui dentro abbiamo fatto presente che questo esame che è stato portato avanti, che può essere anche un ottimo esame, perché noi non siamo contro la riforma, ripeto, Milanesio, perché tu non abbia a capire male, ma noi siamo preoccupati di questo tipo di riforma, portato troppo celermente avanti, portato avanti attraverso non so un mese o due estivo, per cui noi siamo arrivati a conoscenza di questo problema attraverso i giornali, che mi sono permesso di leggervi stamattina. Noi abbiamo appreso di questo corso, di questo biennio attraverso i giornali, non attraverso il dibattito che è avvenuto in Consiglio.

Ecco la piccola protesta che eleviamo.

Naturalmente adesso come adesso questa soluzione noi la dobbiamo trovare. E allora io ripeto, per la terza volta, che secondo il mio modesto parere la soluzione onorevole, come la chiama Milanesio, era quella di Maghetti. Ma perché la soluzione Maghetti non è onorevole? Ma Maghetti vi dice: siamo tutti favorevoli a una riforma. Questa riforma noi ci auguriamo, e l'ho detto stamattina e lo ripeto adesso, che abbia a dare dei risultati veramente ottimi, perché così non avremo sacrificato i giovani, avremo speso bene i denari della Regione, perché nessuno di noi ha interesse a che questi risultati non siano positivi. Però è altrettanto vero, Signori, che, siccome queste perplessità ci sono, e bene ha detto l'amico Ramera quando ha riletto questo ordine del giorno, è veramente preoccupante. A un certo momento io volevo dire, scherzando in veneto "sè preso il taccon del buso, qui sovra", quando numerose perplessità che sussistono, ma allora ci sono queste perplessità, non sono mica soltanto nostre, sono di tutti e allora, quando noi veniamo fuori con questo ordine del giorno, bene diceva Ramera, ma io preferirei avere avuto la convinzione, almeno, per quelli che ce l'avevano prima e che io penso che ce l'abbiano ancora adesso, perché se no cade tutto il discorso; ma per quelli che erano convinti prima di questo biennio, al quale noi non ci opponiamo, benissimo, l'avete scelto voi, lo mandate avanti, che cosa ci venite a chiedere il nostro consenso. Noi vi diciamo che vi facciamo i nostri auguri migliori perché abbiano a dare i migliori risultati.

Però insorgiamo, e insorgiamo quando si vuole costringere degli alunni a seguire questo corso, per cui la soluzione onorevole e non sono solo in questo parere e non ho pretese di essere in maggioranza, ma desidero che rimanga agli atti: noi chiediamo effettivamente che la mozione di Maghetti può essere la soluzione onorevole che si prospetta ancora oggi. Per cui non si sospende ormai quello che forse non si può più sospendere, quindi non piangiamo sul latte versato, Andrione, ma cerchiamo di asciugarlo con questo modo. Però se abbiamo versato il latte, o meglio chi lo ha versato, ne assuma le proprie responsabilità, ma a un certo momento dia la possibilità ai genitori, agli alunni, di non doversi scottare con questo latte versato, se era più o meno bollente, perché i figli, gli alunni non ne hanno nessuna colpa di tutto questo.

Quindi io sostengo e dico che se c'è una via, una soluzione, una via onorevole per risolvere il problema, tenuto conto che noi non siamo stati informati di niente, che ci siamo trovati di fronte al fatto compiuto, che non possiamo sospendere e scardinare, come dice la Signora Siggia, tutta la scuola, io dico allora: date almeno la possibilità a chi deve sopportare questo latte versato di potersi difendere se ne ritiene il caso, scegliendo il corso obbligatorio o il biennio oppure quell'altro normale.

Montesano (P.S.D.I.) - Hanno chiesto di parlare l'Assessore Lustrissy e il Consigliere Maghetti. Chi vuole prima ...?

Maghetti (P.L.I.) - ... Per non prolungare la discussione ... del Consigliere Bordon, che risponderò soltanto a Milanesio.

Guardi il mio ordine del giorno non è distruttivo, ma è costruttivo, perché mirava semplicemente ad offrire un termine di paragone, cioè se i ragazzi che seguiranno questo nuovo corso facoltativo saranno in seguito in grado di adire ai corsi universitari.

... poche parole, potete meditare voi.

Lustrissy (D.C.) - L'argomento è stato ampiamente dibattuto da parte dei Consiglieri che mi hanno preceduto e le opinioni di tutti i gruppi politici sono state esposte e tenterò di ricondurmi a quello che è stato l'atto amministrativo che ha generato queste discussioni.

Oggi idealmente mi riportavo alla seduta del Consiglio regionale del 2 febbraio di quest'anno, quando il Consiglio regionale, preoccupato di una certa situazione, drammatica anche alle volte, che si stava verificando nelle scuole, non solo del resto del paese, ma della nostra Regione, aveva ritenuto opportuno, su richiesta e insistenza di tutti i gruppi politici presenti in questo Consiglio regionale, di esaminare in apposita seduta il problema della scuola. E in quell'occasione, vorrei rileggermi i verbali, ma gli interventi di molti Consiglieri che oggi hanno rasentato la demagogia, non dico di tutti, ma molti Consiglieri che si sono serviti di questo argomento perché sanno che tutte le riforme implicano delle adesioni o dei rifiuti e dietro a queste adesioni e rifiuti vi sono dei voti elettorali, certo che molti Consiglieri oggi, trattandosi di fare una scelta, hanno creduto bene di dare sfogo a certe mozioni degli affetti, volte soprattutto al perseguimento di fini utilitaristici.

Quale era stata allora l'opinione del Consiglio regionale, l'opinione unanime del Consiglio regionale a proposito del rinnovamento della nostra scuola? Era stato detto che la funzione di una Regione autonoma a Statuto speciale non può essere quella di attendere passivamente le riforme, ma deve, su indicazioni, saperle percorrere, in esempi di proposte operative.

E al punto sei, come conseguenza di questo primo cappello introduttivo, che indicava già una via maestra da seguire all'organo esecutivo, si chiedeva, oltre alle altre cose che stiamo già man mano attuando, la scuola gratuita a tutti i livelli, si chiedeva anche l'applicazione di nuovi e moderni criteri didattici e pedagogici miranti a creare una scuola viva, inserita nella società attuale e aderente alle necessità del mondo del lavoro e della cultura moderna.

Pertanto la motivazione c'era, la motivazione era il portato di tutte quelle situazioni, diciamo, di dramma che si erano verificate ed esplose così a livello nazionale, a livello europeo, che avevano intravveduto nella situazione dell'organizzazione scolastica un qualcosa di slegato dal contesto della nostra società dalla società nella quale oggi, bene o male, ci troviamo immersi, società che noi non abbiamo voluto ma che ci troviamo a vivere nella realtà del momento, e tutte queste implicazioni ci hanno fatto passare un momento e portato a riconsiderare tutta la funzione dell'organizzazione scolastica come funzione sociale all'interno della nostra società.

E tutto questo perché? Perché c'era un moto disarmonico all'interno della nostra società. C'erano sistemi di ingranaggi che non funzionavano più bene, che portavano delle frizioni che destavano preoccupazioni serie, non solo a livello di famiglie, non solo a livello di allievi, ma a livello soprattutto di una classe politica attenta a tutte le mutazioni sociali del nostro tempo e desiderosa di interpretarle.

Appunto per tentare di trovare una componente, un punto di equilibrio di tutto questo sistema di forze sociali, che richiedevano un impegno nuovo alla nostra scuola, essendo venuti a cadere in questi ultimi anni alcuni pilastri fondamentali di un nostro tipo di formazione, quali possono essere quelli della famiglia tradizionale, oggi completamente assorbita da altre esigenze, non ultime e prime quelle di natura economica, per cui tante volte troviamo il papà e la mamma che passano le giornate fuori casa al lavoro e i figli rimangono soli a casa a meditare su testi che alle volte non riescono ad interpretare. Questi sono i motivi, vi faccio grazia di tutti gli altri motivi e di altre comparazioni fra un certo tipo di società, come già ebbi occasione di farlo ieri, in occasione della riunione che abbiamo avuto con i genitori degli alunni che quest'anno frequenteranno il primo anno di biennio sperimentale.

In sostanza la motivazione era questa, cioè ci siamo trovati improvvisamente immersi in questa tempesta, in questa bufera, perché questa rapida trasformazione che è avvenuta anche in Valle d'Aosta di una società di tipo preindustriale, di tipo contadino, che era chiusa, che era legata a determinati valori culturali, portato di una élite della cultura, portato di una élite che molte volte aveva interpretato delle esigenze corporative di cultura, ci siamo trovati improvvisamente di fronte al problema di immergere questa nostra scuola nella nuova società, di creare dei legami tra la scuola e la società che ci stava attorno, perché per troppo tempo la scuola è stata ritenuta patrimonio di qualcuno o patrimonio del corpo insegnante o patrimonio del potere dominante e non si apriva né alla società e tanto meno alle famiglie, alle quali in definitiva dovevano rispondere, cioè una scuola che era servita a un certo tipo di società.

Oggi, la società moderna si evolve rapidamente. Ha sconvolto addirittura certi tipi tradizionali di rapporti professionali; e molti Consiglieri li hanno evidenziati oggi nel loro intervento, quando hanno detto: ma, continuando di questo passo, continuando a licenziare geometri, ragionieri e via di questo passo, continuando a licenziare geometri, ragionieri e via di questo passo, noi creiamo dei disoccupati o dei sottoccupati, certo è vero perché oggigiorno le professioni tradizionali stanno per subire una riconsiderazione totale in funzione anche di quello che è lo sviluppo tecnologico dell'industria e dei settori, e dei servizi dei settori terziali.

Pertanto dobbiamo riconsiderare alla scuola l'interno di tutto questo tessuto sociale, che si muove molto rapidamente, in modo molto più armonico di quanto non avvenga nella nostra società e in particolare nella nostra società politica e in particolare nella scuola.

Ora dico, la partenza è stata, dopo aver fatto tutte queste considerazioni, è quella ampia discussione che è avvenuta all'interno del Consiglio regionale, che aveva indicato alla Giunta una via da seguire, e la Giunta proprio cercando di interpretare, cercando di interpretare forse, e lo ritengo anch'io, un po' troppo affrettatamente alle volte queste esigenze, ma il tempo stringe e voi sapete che le situazioni politiche si evolvono rapidamente e quando si deve tradurre in concreto un provvedimento amministrativo, ci si trova magari a dover trattare il giorno successivo con un altro Ministro, con un altro Presidente del Consiglio, con un altro organo esecutivo.

Proprio approfittando di queste situazioni, la Giunta ha ritenuto di richiedere, tramite il suo Presidente, al Ministro della Pubblica Istruzione la possibilità di effettuare in Valle d'Aosta un tipo di scuola diverso, un tipo di scuola più moderno quale è indicato nella finalità e metodi operativi allegati alla proposta che la Giunta inviava al Ministro.

Il Ministro, presa in considerazione la richiesta della Regione, ha emesso il decreto e il decreto cosa prevede? Che la sperimentazione si attua in tutte le scuole secondarie di secondo grado della nostra Regione.

Come avviene in pratica questo esperimento? All'esperimento è preposto un comitato tecnico, non è preposto l'Assessore all'esperimento, ma un comitato tecnico di esperti, esperti che rappresentano proprio per la loro esperienza professionale tutte queste nuove esigenze della scuola, perché le hanno già vissute in altre parti e proprio perché come formazione professionale hanno già la sensibilità e ci permettono di fare un discorso, di affrontare, per lo meno, un discorso di tipo nuovo per quanto riguarda la scuola.

Chi sono questi esperti? Sono tutti professori universitari, molti dai capelli bianchi, che hanno maturato un'esperienza di insegnamento, hanno maturato un'esperienza di ricerche e hanno seguito da vicino analoghe iniziative che si sono svolte nel resto del nostro paese.

Pertanto, non esperimento avventato, non esperimento al buio, ma esperimento che nasce già consolidato dall'esperienza di questi esperti che sono stati chiamati a presiedere o a far parte del Comitato tecnico che in definitiva è responsabile diretto della sperimentazione, perché, come avrete letto nel decreto, è quello che si assolve la funzione tradizionale del capo-istituto collegialmente, e ne risponde direttamente all'Assessore e al Ministro competenti.

Unico limite del decreto qual è? È quello di garantire l'ingresso a tutti i livelli degli allievi che hanno frequentato il biennio in altro tipo di scuola tradizionale. E proprio partendo da questa esigenza di assicurare questa possibilità di reinserimento degli allievi che hanno frequentato il primo anno del biennio sperimentale, del biennio unitario, non unico, perché non ci rapportiamo a situazioni già consolidate della scuola media con tutte le implicazioni che nascono, biennio unitario dunque, ma non unico, hanno la possibilità di operare all'interno dell'esperienza di loro scelte opzionali che li porteranno anche alla prosecuzione della carriera scolastica, seguendo il tradizionale curriculum di studi, quale sia l'esigenza della famiglia e soprattutto, io dico, quale sia l'esigenza dell'alunno.

Il comitato che presiede la sperimentazione si è riunito, ha elaborato il documento che vi è stato sottoposto, pertanto non documento elaborato dalla Segreteria dell'Assessorato, non documento elaborato dall'Assessore, ma documento elaborato dal comitato di esperti preposto all'esperimento.

In sostanza cosa propone questo documento? Non ve lo voglio leggere tutto, perché oggi ho notato che molti dei Consiglieri intervenuti non si sono letti questo documento, perché se si fossero letti questo documento non si sarebbero scandalizzati, perché qua non si commercia la pelle di nessuno, si è recepito dalla scuola tradizionale tutto quanto c'era di buono da recepire, si sono divisi i filoni tradizionali che si sono individuati dai filoni di insegnamento che grosso modo ci ricollegano alla scuola tradizionale, ma cos'è che è cambiato all'interno di questa metodologia, di questa didattica? Io non sono un esperto di didattica, e lo posso illustrare così come l'ho potuto apprendere da coloro che ce lo hanno illustrato, perché ho partecipato ai lavori del comitato tecnico. Non sarebbe neanche nostro compito, perché si tratta di una scelta di natura tecnica, che deve essere affidata ai tecnici, i quali ne sono i responsabili e ne rispondono ai politici della scelta che hanno operato.

In sostanza cosa viene proposto? Oltre al tradizionale sistema di insegnamento, viene proposto una conduzione nuova della scuola, conduzione nuova che viene incontro proprio a queste esigenze della nostra società, che ci sia una maggiore collaborazione tra insegnanti, allievi e alunni, ma che questa collaborazione si svolga all'interno della scuola, concepita con orario a tempo pieno, di modo che, oltre alle tradizionali ore di insegnamento delle singole materie che già costituivano il patrimonio dei primi anni di molti istituti, che per certi versi sono già oggi unitari, se prendiamo i programmi degli istituti tecnici, e permettesse loro, all'interno di questo sistema scolastico, poi di operare delle scelte opzionali, proprio collegandole a quello che sarà l'iter successivo della carriera scolastica dell'allievo.

Ma questa scelta deve essere fatta dalle famiglie e dall'allievo, deve essere fatta assieme all'interno di questo sistema.

Pertanto, se oggi al ginnasio abbiamo cinque o sei ore di latino, avrà la possibilità lo studente che frequenta il primo anno, di avere, facendo la scelta opzionale del latino, di avere sette ore a disposizione l'insegnante di latino per queste sue esigenze.

Questo grosso modo è il documento, l'innovazione, cioè la partecipazione diretta di tutti gli operatori, di tutti i rappresentanti del corpo sociale alla gestione della scuola. È finito così un certo periodo storico della scuola chiusa e non aperta alla società che le si muoveva attorno. Entra nella scuola tutta la società, e quando diciamo tutta la società entrano le sue rappresentanze, che sono i rappresentanti, che sono i genitori, che sono i sindacati, che sono gli operatori economici, che sono gli esperti che di volta in volta dovranno garantire la serietà e la conduzione dell'esperimento.

Detto questo, non mi rimane molto da dire se non che noi abbiamo, sì, delle preoccupazioni, e le abbiamo manifestate molte volte; ma le preoccupazioni non sono tali da impedirci di affrontare questa esperienza perché, come dicevo, per male che vada questa esperienza, non potrà andare peggio di come va la scuola in questo momento. Di questo ne siamo tutti certi, perché se noi esaminiamo i dati statistici delle prime classi, dei respinti delle prime classi ci si drizzano i capelli; sono nell'ordine del 40%, alle volte del 45-50-53% ed ecco perché la concezione del biennio unitario, che permetta a questi ragazzi di recuperare all'interno della scuola, con l'ausilio continuo, con la presenza continua dell'insegnante di poter acquisire e di poter perfezionare la loro preparazione intellettuale e culturale.

Risponderò ora ad alcune richieste specifiche che mi sono state fatte in modo particolare dal Consigliere Maghetti.

Pertanto, il problema relativo alle classi di collegamento alle classi di verifica ad un certo punto può avere il suo valore; ma questa decisione non è stata presa dall'Assessore o dal Presidente della Giunta, la decisione è stata assunta dal comitato tecnico, il quale ha proposto questo tipo di sperimentazione svolta in questo ... perché questo? Perché tutti gli esperti del comitato tecnico hanno partecipato ad esperienze pilota analoghe in altre zone d'Italia e anche all'estero e cosa hanno concluso? Che l'esperimento-pilota non serve a niente e non serve a nessuno perché non ha nessun valore scientifico. Hanno deciso che l'esperimento si debba condurre a livello simultaneo in tutte le classi di tutti gli istituti superiori di istruzione secondaria.

Perché non si attua in campo nazionale? Se il Ministro ha ritenuto di autorizzare un certo tipo di sperimentazione a livello di tutte le prime classi di istituti di istruzione secondaria di secondo grado nella Regione, abbiamo buoni motivi di ritenere che in campo nazionale quanto prima si addiverrà all'approvazione del progetto di riforma che peraltro è già pronto al Ministero della Pubblica Istruzione. Questo naturalmente se non ci saranno sconvolgimenti politici, cambiamenti di maggioranza, l'intenzione del Ministro alla Pubblica Istruzione, col quale abbiamo già avuto diversi incontri, è questa, è proprio questa di preparare, di predisporre per il prossimo anno la riforma della scuola secondaria di secondo grado.

Non si cancella il passato, pertanto, ma si recupera dal passato tutto quello che c'è di valido, permettendo un tipo nuovo di gestione soprattutto questo: all'interno della scuola, facendo partecipare a questa gestione tutta quanta la comunità che la scuola deve rappresentare. E lo studente ha la possibilità di scegliere all'interno di questo tipo di scuola, secondo la sua vocazione, dico soprattutto secondo la sua vocazione e non in funzione della aspirazione, dei desideri dei genitori, che molte volte impongono certi tipi di scuola ai loro ragazzi con le conseguenze che noi leggiamo tutti i giorni sui giornali, di suicidi, di droga, di fughe da casa, perché soprattutto queste cose si verificano a livello di scuole tradizionali che impartiscono un certo tipo di cultura.

Il Consigliere Maghetti aveva parlato di disorientamento del corpo insegnante e di disorientamento delle famiglie.

Ora, proprio in funzione di questo nuovo tipo di gestione della scuola, la prima preoccupazione nostra quale è stata? È stata quella di riunirci in assemblea col corpo insegnante una volta che il comitato tecnico preposto alla sperimentazione aveva elaborato il documento di sperimentazione per discuterlo, non solo per discuterlo in quell'assemblea, perché il più delle volte le assemblee, per il semplice fatto che sono numerose, per un motivo o per l'altro, non danno i risultati che noi ci proponiamo. È stata lasciata la possibilità ad ogni singolo insegnante di iscriversi secondo i filoni di insegnamento individuati nel progetto di esperimento per la discussione, discussione che è avvenuta dal 19 settembre al 28 settembre; gli insegnanti si sono iscritti, si sono riuniti in gruppo di lavoro, hanno discusso il documento del comitato tecnico, hanno presentato delle controproposte e delle richieste di chiarificazione, hanno elaborato un altro documento, che il comitato tecnico ha rivisto ed ha elaborato in maniera definitiva.

E io dico veramente che in questi contatti che noi abbiamo avuto con gli insegnanti non abbiamo notato questo clima di tragedia che stava per abbattersi sul nostro paese; no, veramente c'è stata una collaborazione appassionata da parte di qualcuno, un po' meno appassionata da parte di altri, ma effettivamente gli oppositori sono stati pochissimi, se ben mi ricordo c'è stato un solo insegnante che abbia proposto qualcosa di diverso e che si sia opposto decisamente a questo tipo di sperimentazione.

Pertanto c'è stata una partecipazione attiva degli insegnanti, partecipazione che è continuata durante le riunioni dei gruppi di lavoro, non è che il lavoro si sia chiuso il giorno dell'assemblea, no, questo lavoro è continuato, gli insegnanti sono stati numerosi.

Come risolvere poi il problema del reclutamento degli insegnanti? Con apposita ordinanza regionale è stato stabilito un termine entro il quale gli insegnanti che avessero avuto, in accordo con i sindacati, mi suggerisce il Presidente della Giunta, perché difatti era un accordo sindacale, in accordo con i sindacati abbiamo predisposto una apposita ordinanza regionale per prescegliere gli insegnanti che sarebbero stati destinati all'esperimento.

E la scelta era volontaria, è stata data libertà agli insegnanti di scegliere o meno la possibilità di insegnare nel biennio sperimentale. Le domande sono state numerose, oltre alla nostra aspettativa; gli insegnanti ci sono, e sono a nostra disposizione, tra l'altro sono già nominati, già firmato il provvedimento di nomina in questi giorni, e pertanto tutte le classi avranno i loro insegnanti e sono in grado di entrare in funzione da lunedì.

Per quanto riguarda il disorientamento delle famiglie, anche questo problema è stato posto in modo tragico. Ieri abbiamo avuto un lungo incontro con le famiglie, ci sono state manifestate molte perplessità e con l'ausilio dei membri esperti del comitato tecnico che di fatto presiederanno e controlleranno questa attività didattica, hanno avuto i chiarimenti che ritenevano di avere e molti di loro, che avevano delle perplessità, si sono dichiarati soddisfatti.

Non c'è stata dunque una vera opposizione a furore di popolo, ci sono stati dei malumori, ci sono stati alcuni malcontenti, e questo è vero, e non saremo obiettivi a non riconoscerlo, però effettivamente questo contatto continuo dei genitori, che, col tramite degli esperti del comitato tecnico, è servito senz'altro a chiarire molti aspetti del problema che erano stati malamente riportati dalla stampa ed erano stati così forse travisati da molti di loro.

Pertanto, non ritengo che ci siano delle eccessive perplessità a questo proposito perché abbiamo molte garanzie che le cose verranno fatte seriamente.

Per quanto riguarda il problema che è quello delle mense, dei trasporti e dei sussidi audiovisivi, mi pare che lei abbia anche accennato a questi ausili didattici, che vengono indicati nel documento come indispensabile; cioè da lettura attenta del documento risulta che vengono costituiti i gruppi di tre classi, quei gruppi di laboratori, verranno forniti quei necessari sussidi didattici audiovisivi, abbiamo intenzione di costruire uno o due laboratori di lingue specializzati, altri sussidi audiovisivi per il filone storico-sociale, insomma ci stiamo anche noi attrezzando in base alle richieste degli insegnanti per potere esplicare questo nuovo tipo di didattica. Naturalmente, molta cura sarà data alla formazione professionale degli insegnanti; sin da quest'anno saranno istituiti per il filone di insegnamento, per gruppo di insegnamento, se così lo vogliamo chiamare, dei corsi obbligatori di qualificazione professionale per gli insegnanti che insegneranno nel biennio, che non saranno chiusi agli insegnanti che insegnano quest'anno nel biennio, ma saranno aperti alla partecipazione di tutti gli insegnanti della Regione.

Per quanto riguarda il problema delle mense e dei trasporti, posso assicurare il Consigliere Maghetti ed il Consiglio che il problema è già stato risolto: abbiamo trovato le mense, non sono dislocate in locali idonei, separati da altri locali pubblici ed in grado di offrire un servizio di prima qualità ai nostri allievi.

Per quanto riguarda i trasporti, possibilmente l'orario della scuola verrà fatto coincidere con i mezzi di trasporto pubblico. Se non sarà possibile fare questo, saranno istituiti appositi trasporti a carico della Regione per dar la possibilità ai ragazzi di raggiungere le loro famiglie al termine delle lezioni.

Questo grosso modo quanto l'Assessore alla Pubblica Istruzione voleva esporre ai Signori colleghi del Consiglio, in rapporto alle domande che sono state fatte e anche a chiarimenti di alcune richieste che sono state fatte.

Maghetti (P.L.I.) - Dalla sua risposta cosa scaturisce? Quello che tutti i gruppi le hanno obiettato: frettolosità nel varare questo provvedimento a cui si sarebbe dovuto dare una cura maggiore; gli insegnanti, che in un corso brevissimo devono improvvisare, perché non è preparata questa gente; cosa insegnerà, che programma ha varato questa gente? Non si sa nulla. Qui si parla che nei primi tre mesi questa gente andrà a tentoni, cercherà di capire che programma varerà per i prossimi sei mesi. Questa è una scuola? Almeno una traccia di programma dovrebbe pur esistere, e invece non esiste. Non è che voi abbiate recepito dalla vecchia scuola tutto il filone ecc. ecc., no, io penso, e questo ho voluto significare con il mio ordine del giorno, che voi soprattutto abbiate mirato a distruggere, ad abbattere tutto quello che era la cultura umanistica. C'è un'altra cosa, voi parlate ancora di una cosa; dice: per condurre bene un esperimento cosa dobbiamo fare? Facciamo una bellissima cosa: tutti i ragazzi devono fare questa scuola, poi, se a metà anno, badate bene, ci accorgiamo, o alla fine dell'anno, peggio ancora, che questi ragazzi non sono preparati, che cavolo facciamo? Niente, ci battiamo dei pugnoni in testa e diciamo: "siamo stati dei grandi fessi".

Questi ragazzi, a un certo momento, alla fine del quinquennio, e qui l'Avv. Caveri, questa mattina, si è prolungato, con che titolo di studio usciranno fuori? Ma non avranno nulla questi ragazzi! (Lustrissy: non parliamo di quinquennio, parliamo di biennio) ...Ma sì, è un quinquennio, guardi, diciamo così: sono cinque classi di una scuola media, che non sarà più né inferiore né superiore, sarà la peggiore scuola media che sia stata varata in Italia.

C'è un'altra cosa. Qui a un certo momento mi si parla: sì, prepareremo questo nuovo tipo di scuola proprio con quei mezzi audiovisivi, con gabinetti linguistici, e via dicendo; con trentatremilioni oppure dovremo fare un'altra variazione di bilancio? Perché qui occorrono dei mezzi finanziari imponenti, e qui si stanno sprecando dei soldi per nulla.

Lustrissy (D.C.) - Volevo solo chiarire brevemente questo: lei, Consigliere Maghetti, quando parla, quasi mi terrorizza, perché si appassiona tanto, io non riesco a fare altrettanto, rimango freddo di fronte a questi problemi, quantunque mi travaglino. Il programma a grandi linee è tracciato nel documento che avete allegato nel documento del comitato tecnico. La specificazione di questo programma è già stata fatta dai singoli professori, dai singoli filoni.

(discussione generale)

Montesano (P.S.D.I.) - Non fate delle conversazioni, fate gli interventi, bisogna concludere. Domando ancora se c'è qualcuno che vuole prendere la parola. Ramera.

Ramera (D.C.) - Solo alcune considerazioni e precisazioni. Io avevo chiesto il testo della richiesta presentata dalla Giunta regionale al Ministro Misasi.

Volevo sapere, perché una cosa è a un dato momento la richiesta di dire "noi desideriamo far l'esperimento nelle scuole della Regione" e il Ministro dice: "va bene, se l'hanno chiesto, vuol dire che avranno preparato tutto, ecc. ecc." e una cosa è invece chiedere un esperimento, come l'ha chiesto magari il Presidente della Provincia di Milano e l'attuale Presidente della Giunta regionale del Trentino. Così, chiedo...

Sul fatto poi dei famosi testi sacri compilati da esperti, da esperti che hanno trascorso una vita, mi ricordo anche di alcuni esperti, attuali professori di università, che hanno trascorso una vita a predicare sistemi moderni di scuola attiva sul sistema americano, facendo discepoli in Valle d'Aosta che piangono sulle conseguenze di tali sistemi adottati prima nella loro famiglia, quella se la grattino, ma subiti da alunni e, caso strano, io ne ho avuto anche l'esperienza di ereditare una classe di questi sistemi.

Ma io ritorno a questo ordine del giorno. L'Assessore Lustrissy ha nuovamente appoggiato appassionatamente il biennio; in questo, vedi, contrasta con questo ordine del giorno. Io trovo più coerente quest'altro ordine del giorno, e per questo io chiedo una sospensione anch'io, come l'ha chiesta Germano per un esame di questi ordini del giorno da parte del mio gruppo, ma trovo maggior coerenza in questo documento dove l'Assessore dice: "non ci sono state effettive perplessità", qui si dice: "numerose perplessità sussistono circa l'aderenza in detta scuola" e non ripeterò poi quelle parole: "ai bisogni della società valdostana", perché allora poi cade tutto. Poi si è parlato che questo documento che abbiamo noi agli atti è stato rivisto dagli insegnanti, dal 18 al 28 settembre, raccolto dal comitato tecnico, che lo ha nuovamente elaborato. Desidererei che una copia fosse data ai Consiglieri, perché molto probabilmente, se noi avessimo avuto il testo definitivo della chiamiamola programmazione, chiamiamola così, passatemi questo termine anche se non è esatto, dei lavori definitivi di questo incontro fra comitato tecnico e insegnanti, molto probabilmente tanti interventi non sarebbero stati fatti.

È possibile allora sapere il testo come è stato chiesto ...

Lustrissy (D.C.) - ... perché l'Assessorato alla Pubblica Istruzione, poveretto, non ha neanche un duplicatore, deve aspettare gli altri.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, il Consigliere Ramera ha finito. Ecco prima di portare questa sua proposta al voto del Consiglio, desidero domandare se altri chiedono la parola.

Sono d'accordo sulla sospensione di cinque minuti per l'esame dell'ordine del giorno? È stato sempre concesso. D'accordo, allora la seduta è sospesa per cinque minuti.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,47 alle ore 19,07.

Montesano (P.S.D.I.) - La seduta è riaperta. Chi chiede la parola? Consigliere Ramera.

Ramera (D.C.) - Dovendo esprimere il pensiero del mio gruppo sugli ordini del giorno presentati, debbo dire, l'avevo già detto prima che quello comunista almeno era coerente, su certe impostazioni non mi piaceva ma... il nostro gruppo ritiene di entrare in merito alla votazione su questo ordine del giorno presentato esclusivamente dal gruppo comunista.

Per l'ordine del giorno invece presentato dalla maggioranza, naturalmente sia come pensiero personale che è stato condiviso dai miei colleghi, di gruppo, noi ci rifiutiamo di votarlo, in quanto è venuto a meno la stessa volontà dei presentatori di questo provvedimento scolastico. Per cui la Democrazia Cristiana si asterrà dal votare entrambi gli ordini del giorno.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi o dichiarazioni di voto? Consigliere Maghetti.

Maghetti (P.L.I.) - Per semplificare e porre termine a questa lunga discussione, vorrei modificare la mia mozione: "Constatato che l'applicazione del decreto..."

Montesano (P.S.D.I.) - Per favore, se puoi leggere un po' più piano, in modo da ...

Maghetti (P.L.I.) - "Avendo constatato che l'applicazione del decreto ministeriale del 31 luglio 1970, concernente l'istituzione di corsi sperimentali a biennio unico per le scuole secondarie superiori in Valle d'Aosta, non prevede la facoltà d'opzione da parte delle famiglie o degli alunni, invita il Presidente della Giunta a intervenire presso l'Assessore regionale e le autorità scolastiche affinché le suddette classi sperimentali non siano coercitive, ma che si dia possibilità agli alunni (Montesano: ecco, qui è il punto di modifica) ...di scegliere il proprio indirizzo scolastico". Agli alunni, ovviamente le famiglie sono interessate, sono dei minori d'età, se lei vuol soppiantare la patria potestà, non credo che né il Ministro né l'Assessore abbiano questa facoltà.

Voglio fare la dichiarazione di voto, giacché ci sono.

Montesano (P.S.D.I.) - Soltanto precisiamo bene, dopo la virgola, sì la modifica della mozione, "classe sperimentale non siano coercitive, dia la possibilità agli alunni di scegliere il proprio indirizzo scolastico".

Quindi le ultime tre righe vengono a metà della penultima riga, ultima riga e l'appendice vengono cancellate. Va bene.

Dichiarazioni di voto.

Maghetti (P.L.I.) - A nome del Partito Liberale, perché una giusta causa sia perseguita in difesa di autentici valori culturali, in difesa del diritto della patria potestà, alle quali non si può sostituire né un Assessore né il Ministro, per tutelare il diritto di tutti i giovani ad avere dalla scuola l'istruzione più congeniale alle loro attitudini e ai loro desideri, chiedo che sia posta a voto segreto la mia mozione.

E poiché, a priori non siamo contrari a nuove forme didattiche ma che si tratta di un esperimento, chiedo che sia affiancato al corso sperimentale quello tradizionale, riconoscendo la libertà di scelta agli studenti e alle famiglie ed esprimo l'augurio che in avvenire si continui a lavorare per potenziare e migliorare la scuola, ma con un avvertimento: rivolgetevi ai tecnici, ai presidi, agli insegnanti, che ne sanno molto più di voi e fate tesoro di quanto vi sarà consigliato, ma di tutti gli insegnanti, non solo quelli di una certa parte politica, perché, concludo, non si doveva fare una questione politica, ma solo una questione di buon senso, di cultura e io credo che la cultura e il buon senso non siano iscritti a nessun partito politico.

Montesano (P.S.D.I.) - Io desidero fare, prima di dare la parola al Consigliere Balestri, una precisazione al Consigliere Maghetti: che la richiesta del voto segreto può essere fatta a nome di cinque Consiglieri. Va bene. Allora la parola al Consigliere Balestri.

Balestri (P.S.I.) - Viste tutte le discussioni, noi siamo favorevoli all'ordine del giorno presentato dal Consigliere Andrione per la maggioranza e ci auguriamo che le nostre perplessità siano superflue e che questo indirizzo della scuola unica possa veramente andare a un avvio sereno in Valle d'Aosta.

Ma siccome per le nostre coscienze, l'ordine del giorno presentato dalla Consigliera Siggia è più consono ai nostri principi, quindi voteremo anche quell'ordine del giorno.

Pollicini (D.C.) - A nome dei sette Consiglieri democratici popolari, chiedo la votazione della mozione Maghetti per appello nominale.

Noi siamo favorevoli per quanto concerne l'ordine del giorno, a quello presentato dalla maggioranza; non siamo contrari all'ordine del giorno presentato dall'Avv. Siggia, ma poiché il suo contenuto lo riteniamo praticamente assorbito dal nostro ordine del giorno, ci asterremo dall'ordine del giorno Siggia.

Pedrini (P.L.I.) - Io mi aspettavo, è per quello che non volevo dire prima la faccenda che noi chiedevamo la votazione a scrutinio segreto, perché mi aspettavo la battuta del capo gruppo dei Democratici Popolari Pollicini. Mi sia concesso di dire che noi, come Partito Liberale, a nome del Geom. Manganone, del Sig. Quaizier, del Sig. Chabod, del Dr. Maghetti e di Ennio Pedrini, chiediamo la votazione a scrutinio segreto. Nello stesso tempo dichiariamo che la richiesta di votazione per appello nominale fatta dal capo gruppo dei Democratici Popolari Pollicini sta a dimostrare la paura enorme della verità, perché solo in una votazione segreta si sarebbe visto come votava la coscienza dei Consiglieri valdostani.

Montesano (P.S.D.I.) - Questo è un conflitto che come al solito si riversa sul Presidente del Consiglio. Io, prima di passare ad esaminare queste due richieste, dichiaro che la complessità delle votazioni per le numerose votazioni e per la mia qualità di Presidente del Consiglio, mi astengo da tutte le votazioni.

Per quello che riguarda, volete che dia il mio pensiero su queste richieste? Facciamo prima le dichiarazioni di voto.

Consigliere Germano.

Germano (P.C.I.) - Noi, come gruppo comunista, riconfermiamo quanto abbiamo detto stamattina. La nostra posizione sulla scuola è chiara, credo che non abbia bisogno di ulteriori illustrazioni; noi la riconfermiamo in pieno e riconfermandolo noi dichiariamo di essere contrari alla mozione Maghetti, anche modificata, perché quanto vuole Maghetti, in sostanza, nella realtà, l'obiettivo che si pone Maghetti è soltanto quello di continuare con la scuola di classe. Questa è la sostanza. Contrario ad ogni idea di riforma della scuola, è uno di quelli che diceva giustamente l'Assessore Milanesio, un riformista che ha un solo difetto, che non vuole le riforme.

Per quanto riguarda invece l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Andrione, noi non condividiamo le premesse dell'ordine del giorno, perché, se crediamo alla validità dell'esperimento, secondo noi non ha senso sottolineare tanti dubbi, soprattutto quelli di chi non crede all'esperimento. Non condividiamo neanche le conclusioni, perché non è il solo Consiglio regionale che deve decidere, come giustamente direi ha illustrato l'Assessore Lustrissy poco fa. Anche il Consiglio regionale, ma tutti quelli che gestiscono la scuola, ed è qui l'originalità dell'esperimento, cioè i genitori, gli studenti, gli insegnanti, i sindacati, gli enti locali: quelli che gestiscono la scuola dovranno dare il giudizio definitivo, compreso anche il Consiglio regionale.

Detto questo, però l'esperimento si inizia e ciò per noi è il lato positivo della questione. E per questo noi ci asteniamo sull'ordine del giorno della maggioranza.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Non v'è dubbio che il problema dell'esperimento del biennio unico ha sollevato in quest'aula un dibattito abbastanza caldo, in parte sincero e in parte demagogico.

Le differenziazioni su questo provvedimento hanno messo a fuoco tre posizioni ben nette e distinte: una, tendente a portare la scuola nel senso interclassista e quindi conservatore; un'altra, più moderata, ma che comunque ha portato all'elaborazione di un ordine del giorno che annulla in parte una posizione che la Giunta aveva già accordato, una terza posizione è quella che vuole una scuola più evoluta, più democratica e più consona alla realtà della scuola e della società.

Di fronte a questi tre atteggiamenti, il sottoscritto, aspirando ad una scuola libera e democratica ed aperta a tutti, considerato che la sperimentazione, anche se presenta alcune lacune per poterla chiamare scuola democratica, auspicando che l'esperimento sia allargato a raggiungere gli obiettivi preposti, dichiara di votare contro la mozione Maghetti, perché fa parte della prima delle tre posizioni che sono esplose in quest'aula; d'altronde la mia affermazione è stata anche affermata dall'intervento esplosivo del Consigliere liberale Pedrini. Dichiaro di astenermi sull'ordine del giorno Andrione, perché, seppur in qualche modo cerca di avallare la scelta dell'esperimento in senso critico ed aspettativo, demandando però al mese di luglio 1971 se l'esperimento può andare bene o meno, e voto a favore dell'ordine del giorno presentato dalla Signora Siggia, perché a parer mio è un ordine del giorno che almeno ha il coraggio di una scelta, che da più parti è stata sollecitata e che veramente vuole affrontare un problema scottante in senso positivo, anche se esistono anche in questo esperimento alcune lacune, ma che comunque è sempre segno di un inizio della riforma scolastica che d'altronde si era già decisa nella seduta del mese di febbraio scorso.

Certo non siamo ancora all'esperimento più qualitativo e più quantificativo. Io mi auguro che il problema della scuola venga visto in futuro alla luce dei nuovi impulsi, delle nuove necessità del nuovo modo di interpretare la democrazia, tra cui la prima portatrice di tale democrazia deve necessariamente essere la scuola.

Mi dichiaro soddisfatto della lunga ed occulta illustrazione del problema da parte dell'Assessore alla Pubblica Istruzione, anche se devo ammettere che fra noi esiste un modo diverso di interpretare, di interpretazione della democrazia, ma che comunque ha fugato quei dubbi che potevano forse anche avere una ragione d'esistere. Mentre per altri, ha ragione lei Assessore, si tratta di pura demagogia a scopo elettoralistico.

Comunque questa è la mia posizione che non ho potuto, per la verità confutare con il mio Partito, ma che comunque credo accettato dal Partito che rappresento in quest'aula.

Sono però comunque della tesi che se questo delicato problema si fosse portato prima all'attenzione del Consiglio, forse non si sarebbe protratta la discussione per sei ore ed avremo così potuto constatare meglio coloro che si servono di problemi cardini, che possono trovare sempre degli scontenti assieme ai contenti ed avremo così potuto appurare meglio coloro che si servono appunto dei problemi di ricatti per fare della pura demagogia.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro chiede la parola? Allora dobbiamo risolvere la questione delle richieste fatte dai Consiglieri Pedrini e Pollicini, le quali sono contrastanti. Abbiamo avuto altri due esempi in questo Consiglio ed abbiamo risolto secondo un criterio il quale è derivante dal fatto che nel nostro regolamento attuale non più nel futuro, che andremo ad esaminare il giorno 21, non è specificato quale delle due richieste prevale sull'altra. Normalmente in tutti i regolamenti prevale quella segreta, però nel nostro non è detto.

Sarà detto nel nuovo regolamento. E allora, io mi permetto di leggere ai Signori Consiglieri quello che è scritto all'art. 66 (della votazione): "I Consiglieri votano normalmente per alzata di mano, ovvero su richiesta di almeno cinque Consiglieri per appello nominale o a scrutinio segreto". Qui siamo di fronte a due richieste, le quali si eliminano a vicenda e quindi nel silenzio del regolamento, che non ci indica la prevalenza di una votazione sull'altra e questa è stata la ragione per cui noi abbiamo voluto precisare nel nuovo regolamento, perché la discussione che noi facciamo oggi, quello che io vi presento, presento al Consiglio in questo equivoco, fu portato ad essere esaminato, mi sembra, in una discussione avvenuta fra me e il Consigliere Dolchi una volta; e poi fu ribadita in occasione di una votazione fatta l'anno scorso.

Allora io, come Presidente del Consiglio, demandai al Consiglio stesso di votare per alzata di mano la prevalenza dell'una o dell'altra mozione. Questo è sperabile che finisca, con l'approvazione del nuovo Regolamento del Consiglio e che dia la possibilità e la chiarezza massima in un delicato settore quale è quello della votazione.

La parola all'Assessore Milanesio e dopo all'Avv. Caveri.

Milanesio (P.S.I.) - Io penso che non sia il caso di stare qui a discutere a lungo su questa questione del voto segreto o del voto palese, tanto più che nel prossimo regolamento, come diceva il Presidente, questa questione sarà regolamentata nel modo usuale, almeno per altri consessi.

Io sono in linea di principio più favorevole per il voto palese, perché ognuno si assume le sue responsabilità, in modo inequivocabile, però penso che sia il caso in questa circostanza, proprio per evitare delle discussioni assurde e ridicole, di accedere alla richiesta del voto segreto, proprio perché viene avanzato da parte della minoranza.

Io ritengo che la Giunta, che questa maggioranza, non debba avere paura del voto segreto.

Quindi io mi dichiaro favorevole al voto segreto, per questa ragione.

Caveri (U.V.) - Les Conseillers de l'Union Valdôtaine ont toujours déclaré qu'ils ne partagent pas l'opinion du Président Montesano. Il nous semble que l'article, que vraiment l'article qui a été lu par Monsieur le Président Montesano, est assez clair pour démontrer que c'est le système de la votation secrète qui doit prévaloir. Alors, en faisant abstraction de l'une ou de l'autre, nous ne considérons pas le cas que ce soit les libéraux ou les communistes ou les démochrétiens qui font cette requête, mais nous disons que cette requête doit prévaloir et par conséquent je m'associe à ce qu'a dit l'Assesseur Milanesio: il faut commencer par la votation secrète, parce que nous répétons ce que nous avons toujours soutenu.

Pedrini (P.L.I.) - So perfettamente che anche la votazione a scrutinio segreto, giunti a questo punto, darà l'esito che è stato prospettato e appunto per questi motivi che ringrazio sia l'Assessore Milanesio che il Consigliere Caveri di aver accettato la mia proposta e mi rivolgo al capo gruppo dei democratici popolari Pollicini affinché anch'egli aderisca a questa richiesta della minoranza, dicendo chiaro che sarebbe la prima volta che la minoranza ha almeno una modesta soddisfazione nella battaglia che ha condotto oggi, e l'ha condotta non per demagogia, come qualcuno - mi usciva una parola grossa, devo tirarmi indietro, volevo dire bifolcamente ha detto...non lo dico - ha detto perché noi assolutamente abbiamo inteso fare della demagogia, ma abbiamo inteso difendere gli interessi chiari, sinceri e puliti di quei cittadini che non vogliono essere iugulati da un biennio, ma vogliono poter scegliere liberamente col loro pensiero, col loro cervello senza tessere di partito in tasca.

Pollicini (D.C.) - Avevo chiesto la parola prima che parlasse il Consigliere Pedrini, e intendevo dire, senza essere sollecitato da nessuno, che non abbiamo nessuna difficoltà a ritirare la nostra richiesta di votazione palese, ma era stata fatta questa richiesta soltanto per potere fare il paio con quella fatta dal Consigliere Maghetti, che spera sempre che nel segreto dell'urna succedano fatti che palesemente non sarebbero successi. Non abbiamo nessun timore, nessuna paura ed era solamente per rispondere alla sua richiesta. Nessun'altra motivazione ci ha spinti a richiedere la votazione per appello nominale.

Montesano (P.S.D.I.) - Quindi è risolta la cosa meglio di quello che credevo e speravo, togliendomi da un impiccio, pur essendo dissenziente dall'Avv. Caveri, dissenso che verrà assolutamente appianato con il nuovo regolamento.

Quindi, per precisare le cose, la richiesta è soltanto sulla mozione Maghetti; quindi, in ordine vanno votati, l'ordine del giorno Andrione, il quale, io devo precisare, che deve essere modificato per richiesta del proponente nella parola "luglio" in "giugno". Giugno 1971 e non luglio 1971.

Va votato poi l'ordine del giorno Siggia, la quale Signora ha mi pare precisato di ritirare la sua mozione, sostituito la mozione con questo ordine del giorno. E in ultimo va votata, per scrutinio segreto, la mozione Maghetti.

Allora sull'ordine del giorno Andrione, che se il Consiglio desidera io rileggo, ma tutti ne hanno preso visione; chi è favorevole alzi la mano. Contare bene, perché faremo parecchie votazioni, alzate bene la mano; io prego anche i Signori funzionari di indicare bene i numeri. Chi è contrario? Chi si astiene? Per favore ripetere la votazione degli astenuti, per dare modo al Segretario di contare gli astenuti. Astenuti quanti? Quindici astenuti.

Allora, favorevoli diciotto, contrari due, astenuti quindici.

Allora l'ordine del giorno è approvato.

Ordine del giorno Siggia: chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Risultato della votazione: undici favorevoli, due contrari, ventidue astenuti.

Il Consiglio respinge, respinge per la ragione che io ho ripetuto già tante volte statutaria. Sì, non siamo sempre d'accordo, però io desidero rileggere l'articolo 21 dello Statuto, non del Regolamento, che le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che sia prescritta una maggioranza speciale. Quindi undici su trentacinque non fa maggioranza e quindi l'ordine del giorno viene respinto.

Votazione a scrutinio segreto per l'ordine del giorno Maghetti.

Allora, io prego di ripetere le dichiarazioni di astensione, non ripetere le dichiarazioni di astensione, di alzare la mano quelli che si astengono da questa ... no, non voto io, perché io chiedo soltanto a chi si astiene, chi si astiene anche nel voto segreto deve dichiararlo. Non va a votare.

Allora astenuti: il Presidente del Consiglio; si dà inizio alla votazione a scrutinio segreto a mezzo di palline; chi approva la mozione Maghetti mette pallina bianca, chi è contrario mette pallina nera.

Allora io prego il Segretario di incominciare.

Risultato della votazione: presenti trentacinque - votanti trentaquattro - maggioranza diciotto - favorevoli undici - contrari ventitre - astenuto uno. Il Consiglio respinge.

(voce: favorevoli quanti?) Favorevoli ventitre, no, favorevoli undici, contrari ventitre, e un astenuto.

Mi scuso per questa ... Andiamo avanti ancora per un po'.

(discussione)

Allora si passa all'oggetto n. 26.