Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 214 del 9 ottobre 1970 - Resoconto

OGGETTO N. 214/70 - Concessione al Comune di La Thuile di un contributo nelle spese di gestione dell'Ospedaletto-Infermeria del Villaret per gli anni 1969-1970.

Benzo (D.P.) - Come è noto, nel 1966, la Società Nazionale Cogne, in seguito alla sospensione dell'attività estrattiva delle locali miniere di La Thuile, decideva di chiudere definitivamente l'Ospedaletto-Infermeria del Villaret, il quale, costruito nel 1938 per poter assicurare sul posto l'assistenza sanitaria ai lavoratori addetti alle miniere, col tempo si era dimostrato utile anche per la popolazione del Comune di La Thuile e dei comuni vicini.

Per accordi intervenuti fra la Società Nazionale Cogne e l'Amministrazione comunale di La Thuile, questa ultima assunse, nell'ottobre del 1966, la gestione diretta dell'Ospedaletto-Infermeria, allo scopo di consentire alla popolazione locale e a quella dei comuni vicini, di continuare ad avvalersi della efficiente attrezzatura ospedaliera.

Per permettere al Comune di La Thuile di far fronte all'annuale disavanzo di gestione dell'Ospedaletto-Infermeria, l'Amministrazione regionale è intervenuta negli anni passati con la concessione di contributi nelle misure specificate nella relazione allegata all'oggetto in esame e inviata a tutti i Signori Consiglieri.

In particolare, vi è da precisare che l'ultima sovvenzione regionale di lire 7 milioni è stata erogata nell'ottobre 1969, quale primo contributo nelle spese di gestione per l'anno 1969, gestione che ha registrato un disavanzo compreso il predetto contributo della Regione di lire 6.991.813, essendo ammontate le spese a lire 21.092.447 e le entrate a lire 14.100.634.

Premesso che le spese di gestione dell'Ospedaletto nell'anno 1968 erano state di lire 16.242.114, si è registrato quindi nell'anno 1969 un incremento della spesa del 29,86%, cui ha fatto però riscontro un notevole aumento delle prestazioni effettuate.

Nel 1969 si sono infatti registrati n. 7 ricoveri per complessive 1.468 giornate di previdenza contro i 111 ricoveri e le 1.071 giornate di presenza del 1968 e contro i 92 ricoveri e le 872 giornate di presenza del 1967.

Anche le prestazioni specialistiche, accertamenti ed esami radiografici, apparecchi gessati, trattamenti di marconiterapia, ecc. hanno registrato un notevole e considerevole incremento.

L'aumento dell'attività trova una ragione sia nel sempre maggior ricorso alle prestazioni dell'Ospedaletto da parte della popolazione, sia perché con l'aumentare dell'afflusso dei turisti durante la stagione invernale, incidenti sciistici si verificano con maggior frequenza.

È solo il caso di accennare che l'Ospedaletto del Villaret ha assicurato regolare convenzione con l'INAM, che per i propri assicurati versa attualmente una retta di lire 3.500 giornaliere. Il Comune ha incorso trattative con le Casse Mutue Regionali, Coltivatori Diretti, Artigiani e Commercianti per l'adeguamento delle convenzioni ospedaliere in atto.

Come chiaramente appare dalla relazione inviata ai Signori Consiglieri, la Giunta ha proposto di concedere al Comune di La Thuile un nuovo contributo di lire 10 milioni, di cui lire 6 milioni e 500 mila serviranno per sanare quasi totalmente il deficit di gestione registrato nel 1969, e di lire 3.500.000 quale primo acconto per permettere al Comune di far fronte alle più immediate ed urgenti necessità del bilancio dell'anno in corso.

Germano (P.C.I.) - Io penso che questa sia una delle decisioni che devono essere regolarizzate. Abbiamo una Commissione di programmazione ospedaliera, abbiamo l'ente ospedaliero regionale, quindi non c'è ragione che questa cosa venga al di fuori di questi organismi.

Quindi io direi, noi siamo d'accordo per questa delibera, però vogliamo sollecitare all'Assessore Benzo, che è anche Presidente, mi pare, della Commissione della programmazione ospedaliera, di vedere la questione dell'Ospedaletto di La Thuile nell'ambito di tutta la programmazione ospedaliera. Non si capisce bene perché ci debba essere a La Thuile e non in bassa Valle.

Sono problemi che devono essere visti in questo ambito.

Chantel (P.S.I.) - Quale non Assessore, vero, ma anche come Assessore, e specialmente come Presidente dell'Ordine dei Medici, io qui in Consiglio regionale voglio fare una raccomandazione, ed è questa: che se nella legge sanitaria non sono previste in linea di massima delle infermerie, io però direi, cioè data la situazione particolare qui in Valle d'Aosta, in cui noi abbiamo delle dislocazioni in cui non è possibile distribuire su una popolazione così ridotta dei veri e propri centri ospedalieri, però noi dovremmo cercare di fare in modo di inglobare queste infermerie, che esistono, perché sono una vera e propria necessità. Questa è la raccomandazione che io vorrei fare, che io espongo, perché anche l'infermeria della Cogne, oggi è in mano alla Cogne e funziona, ma bisognerebbe cercare di regolarizzarle, di modo che pur richiedendo sovvenzionamento, eventualmente anche quegli enti che sono obbligati a farli, questo fosse trattato, riassunto, riassorbito, diciamo così, nella legge ospedaliera. Questo io volevo raccomandarmi, non solo come programmazione, ma effettivamente come modifica locale, visto che abbiamo la possibilità anche di legiferare in questo campo, anche se è secondaria la nostra possibilità legislativa, vedere di inserire nella legge ospedaliera questa situazione di fatto che esiste in Valle d'Aosta.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Sono d'accordo su questa proposta. Mi fa piacere di avere sentito dall'Assessore alla Sanità che giustamente ha riconosciuto che l'infermeria di La Thuile non solo è servita ai minatori, ma è servita anche alla popolazione di quei paesi attorno.

Questo conferma sempre più che le esigenze richieste più volte dai Sindaci della bassa Valle e dalle nostre mozioni sono richieste che devono essere prese nelle dovute considerazioni.

Quindi con questo io, ancora una volta, insisto presso l'Assessore alla Sanità di volersi rendere interprete di queste esigenze, perché se ci sono naturalmente a La Thuile, ci sono con più necessità ancora nella bassa Valle.

Montesano (P.S.D.I.) - Chi altri chiede la parola?

Allora io vorrei, se permette l'Assessore, esprimere un mio pensiero in merito a questo problema dell'infermeria di La Thuile che investe anche in un certo senso anche l'infermeria di Cogne e anche la richiesta di sistemazione sanitaria della bassa Valle.

Io sono pienamente d'accordo, soprattutto col Consigliere Germano, il quale ha indicato la via giusta da seguire per una sistemazione dell'alta Valle e della Valle di Cogne nell'ambito della programmazione ospedaliera.

Ho detto che volevo fare una precisazione per allontanare gli equivoci; le infermerie di Cogne e di La Thuile, si è vero, una è infermeria di fabbrica e l'altra lo è stata, però io devo ricordare al Consiglio che tutte e due queste infermerie, che oggi sono poi ospedali di quarta categoria, perché le infermerie sono abolite, sono istituti di cura, istituti di cura regolarmente decretati, perché è stato fatto questo a suo tempo. Io ne ero responsabile dell'infermeria di La Thuile; perché le allora autorità amministrative e sanitarie pretesero dalla Società Cogne che le infermerie non fossero adibite esclusivamente alla cura dei minatori, quindi inquadrate soltanto come infermerie di fabbrica, ma fossero adibite alla cura, fossero destinate alla cura di tutta la popolazione residente e non residente dei due centri. Quindi furono istituti di cura, lo sono tuttora, sono istituti di cura e quindi perciò è più che necessario che essi siano inquadrati nell'ente regionale ospedaliero e nell'ambito anche della programmazione ospedaliera.

Io desidererei appunto sapere dall'Assessore alla Sanità quali sono le intenzioni della Giunta in rapporto a questi due istituti che esistono nella Valle di Cogne e nella Valle di La Thuile e anche in rapporto a quelli che saranno gli eventuali altri ospedali che sorgeranno, come quello di Saint-Vincent e quello richiesto dai Sindaci della bassa Valle.

La parola al Consigliere Balestri.

Balestri (P.S.I.) - Non vorrei che si creassero delle confusioni, perché come tali non credo rientrino, secondo la legge, nella riforma ospedaliera.

Quindi io ritengo che sia utile mantenerle, per tante ragioni, proprio per la dislocazione della Valle e, come ha detto Germano, in un ambito generale; ma secondo me queste infermerie dovranno rientrare nelle unità sanitarie di base, non nella riforma ospedaliera, perché come tali non hanno le attrezzature né le possibilità di inserirsi in questa riforma.

Quindi l'Assessorato, siccome si dovrà anche arrivare in un secondo tempo a formare l'unità sanitaria di base, credo che in Valle d'Aosta ci sia la possibilità di inserirsi prima delle altre Regioni questa riforma, deve tenere presente questo inserimento per le infermerie, sia quelle che ci sono e sia quelle eventuali che si volessero creare in bassa Valle.

Benzo (D.P.) - Io ringrazio il Prof. Balestri, che ha anticipato in parte la mia risposta. Già l'altro ieri, ebbi occasione di assicurare al Consigliere Tonino, e pertanto altrettanto faccio oggi con il Consigliere Germano, che sia pur forse inesattamente ha voluto però indicare quali erano le vie indubbiamente per un'esatta strutturazione e dell'assistenza ospedaliera, che riguarda il piano di programmazione ospedaliera nazionale, e quanto ha affermato esattamente il Prof. Balestri.

Già nel Comitato di programmazione ospedaliera, nel secondo Comitato, io predisposi una direttrice programmatica e la sottoposi ai membri del Comitato perché ne discutessero. Ecco perché è stata creata questa Commissione tecnica. In questa direttrice era già configurato proprio quello che potremmo anticipare noi come Regione, cioè la creazione di queste unità sanitarie locali, in cui troverebbero esattamente posto e configurazione queste infermerie, questi poliambulatori, queste astanterie. A un certo momento noi dobbiamo arrivare a un qualche cosa di organico, di globale nella Regione, perciò non è solo l'assistenza ospedaliera in sé, dovremmo arrivare, sempre rispondendo a quelle che sono le grandi direttrici della programmazione nazionale, anche all'assistenza specialistica e all'assistenza farmaceutica, cioè a conglobare tutti i settori di intervento per una vera e concreta sicurezza sociale.

Quindi posso ribadire l'assicurazione, anche al Presidente del Consiglio, in questo senso, che il Comitato di programmazione ospedaliera esaminerà questa questione nei limiti precisati dalla legge che lo struttura, ma nello stesso tempo io ritengo sia opportuno, dato l'ambiente altamente qualificato che lo compone, di poter avanzare oltre a questi stessi termini, anticipando, se è possibile, questa nuova strutturazione delle unità sanitarie locali nella Regione.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro chiede la parola? Allora chi approva la delibera di cui all'oggetto n. 21 alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Il Consiglio approva all'unanimità.