Oggetto del Consiglio n. 231 del 30 ottobre 1970 - Resoconto
OGGETTO N. 231/70 - Subconcessione alla Città di Aosta di derivazione di acqua delle sorgenti Freboudze-Tronchey e Peuterey, in Comune di Courmayeur, per gli usi potabili ed igienici della Città di Aosta e dei Comuni limitrofi. (Rinvio)
Rollandoz (D.P.) - Con domanda in data 4 aprile 1969, il Sindaco della Città di Aosta ha chiesto all'Amministrazione regionale la sub-concessione di derivare ai Comuni di Courmayeur moduli 3 di acqua così ripartiti: un modulo dalla sorgente Freboudze, moduli 0,55 dalla sorgente Tronchey, moduli 1,45 dalla sorgente Peuterey da servire all'approvvigionamento idrico della Città di Aosta e dei Comuni limitrofi di Saint Christophe, Pollein, Quart, Charvensod, Sarre, Saint Pierre, Gressan e Jovençan.
Nella relazione allegata vi è completa l'istruttoria con tutte le relative autorizzazioni.
In sede di istruttoria della domanda della Città di Aosta, è stata presentata opposizione da parte del Sindaco del Comune di Courmayeur, tendente a tutelare gli usi potabili e igienici, antincendio e di forza motrice nel Comune, nonché tendente a tutelare il patrimonio turistico e paesaggistico della zona, compreso il patrimonio ittico delle Dore Val Ferret e Val Veny.
Tale richieste sono state richieste con le clausole inserite nel disciplinare di concessione.
Per quanto si riferisce alla conservazione del patrimonio ittico delle Dore di Val Veny e Val Ferret, nonché per quanto si riferisce allo smaltimento e alla diluizione delle acque di fognatura che scaricano nella Dora, la derivazione richiesta di litri 200 dalle sorgenti Freboudze, Tronchey e Peuterey non può arrecare danni determinanti, in quanto i deflussi propri dei bacini imbriferi, residui a monte e a valle delle derivazione e prima degli scarichi delle fognature, sono sufficienti alle necessità ittiche delle Dore di Val Veny e Val Ferret e alle necessità igieniche e sanitarie del Comune di Courmayeur.
L'articolo 5 del disciplinare fa anche obbligo al Comune di Aosta di esplicare ogni amichevole sforzo per giungere ad accordi con i proprietari, prima di ricorrere alle leggi vigenti sulle espropriazioni e, in modo particolare, dà la possibilità alle parti di adire a una apposita Commissione arbitrale in funzione di amichevoli compositori.
La quantità di acqua misurata in Regione Freboudze dall'ufficio Idrografico del Po di Torino, al di fuori dell'opera di presa del Comune di Courmayeur, si riferisce al troppo pieno del Comune stesso e, quindi, al netto dei consumi dei Comuni di Courmayeur e di Prè-Saint-Didier.
Si tenga altresì presente che il miglioramento e ampliamento delle opere di presa consentirà una maggiore e più integrale raccolta delle acque sorgive, in quanto l'attuale galleria filtrante è sottodimensionata rispetto alla potenzialità della falda.
È da tenere inoltre presente che il Comune di Courmayeur ha attualmente una vasca di carico in località Plan des Fontaines e dispone, quindi, oltre che delle acque di Freboudze, in base al decreto del Presidente della Giunta regionale n. 362 in data 7 novembre 1967, anche delle sorgenti del Meyen. Il Comune di Courmayeur è, pertanto, in grado di sopperire attualmente alle necessità di circa trentamila persone.
Quaizier (D.C.) - Il Consiglio regionale sulle preoccupazioni in cui si trovano le Amministrazioni comunali di Courmayeur e di Pré-Saint-Didier per la proposta di sub-concessione delle acque sorgive di Courmayeur, e precisamente Freboudze, Tronchey, Peuterey, Val Veny che oggi alimentano il Comune di Courmayeur e la frazione Verrand di Pré-Saint-Didier, sono in corso i lavori per portare l'acqua di Freboudze anche alle frazioni di Palleusieux, Champex e Capoluogo di Pré-Saint-Didier, preoccupazioni più che giustificate per la non sufficiente assegnazione di acqua per l'immediato futuro dei due Comuni.
Si deve tener conto dello sviluppo notevole del Capoluogo e di tutte le frazioni di Courmayeur, nonché delle due vallate di Veny e di Ferret e dello sviluppo che sta prendendo e che prenderà maggiormente, fra pochi anni, il magnifico, esteso comprensorio di Palleusieux, ove stanno già sorgendo numerose ville e piccoli condomini, nonché del Capoluogo di Pré-Saint-Didier che, con lo sfruttamento delle acque termali, grazie alle centinaia di milioni che sta spendendo la Regione, replicherà in breve tempo la sua capacità ricettiva.
Attualmente, la popolazione estiva dei due Comuni, nel periodo di punta, si aggira sulle 30.000 persone e, tra pochi anni, raggiungerà certamente le cinquantamila unità, superiore quindi alla popolazione della Valle d'Aosta; lungo la Val Ferret sono sorti diversi esercizi pubblici e si sono effettuate numerosissime vendite di case rurali e baite in pessimo stato di manutenzione, che vengono trasformate in abitazioni estive, senza cambiare le caratteristiche ambientali attuali. Questi nuovi inserimenti dovranno usufruire delle acque delle sorgenti di Freboudze.
Numerose attività, quali segherie, artigianato per la lavorazione del ferro battuto, piccozze dei fratelli Grivel, conosciuti dagli alpinisti non solo italiani ma usati in tutte le spedizioni mondiali, dovranno chiudere i battenti.
La società idroelettrica Bareux e C., creata 70 anni fa da un gruppo di Courmayeurins e che ha alcune centinaia di utenti, non avrà più, nell'inverno, acqua sufficiente per il suo funzionamento, le fognature di Courmayeur e Pré-Saint-Didier si immettono nella Dora, per cui si corre il rischio che il liquame, proveniente dalle medesime, non potrà più essere smaltito nella poca acqua residua.
Le Amministrazioni comunali dei due Comuni della Valdigne e gli acquedotti frazionali hanno, a loro tempo, presentato opposizione in merito, facendo presente l'assoluta necessità di lasciare a disposizione dei Comuni di Courmayeur e Pré-Saint-Didier le acque delle sorgenti Freboudze e parte della sorgente Peuterey, assegnando almeno 200 litri al m/s anziché i 100 concessi con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 362 del 7 novembre 1967.
Nessuna comunicazione è pervenuta agli oppositori, mentre oggi viene sottoposta al Consiglio l'approvazione della sub-concessione alla Città di Aosta.
Per tutte queste ragioni, la popolazione dei due Comuni maggiormente interessati è dolorosamente stupita che la Città di Aosta debba depauperare totalmente le acque di Courmayeur, mentre anche l'Istituto di Geologia di Torino ha indicato la possibilità di reperire altre sorgenti che certamente esistono da Courmayeur ad Aosta.
Ciò stante, mi permetto di pregare il Presidente del Consiglio di voler proporre il rinvio ad altra seduta dell'oggetto all'ordine del giorno, pregando la Giunta regionale di voler approfondire l'esame con i rappresentanti dei Comuni di Courmayeur e Pré-Saint-Didier e della Città di Aosta, onde salvaguardare gli interessi dei Comuni interessati, pur favorendo, nel limite del possibile, le necessità della Città di Aosta.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora, prima di mettere ai voti, oppure andare... io do la parola ai Consiglieri che l'hanno chiesta, in ordine Savioz e Fosson. Prima il Consigliere Savioz.
Savioz (P.C.I.) - Io volevo chiedere un'informazione all'Assessore ai Lavori Pubblici. Di questo problema ne avevamo parlato in Consiglio molto tempo fa, quando era abbinato ancora a tutta la situazione di reperimento delle acque necessarie per la Città di Aosta.
In quella sede, mi ricordo, erano state sollevate diverse e svariate osservazioni, per esempio il fatto di spendere tre miliardi e il fatto di non aver forse sufficientemente esaminato la situazione idrica intorno alla Città di Aosta; non so se poi, successivamente, sono state viste ed esaminate le sorgive che ci sono per esempio sopra il Comune di Charvensod dove, così a lume di naso, direi, tenuto conto degli esami fatti 15 o 20 anni fa, sempre per il Comune di Aosta, si sarebbe potuto formare una riserva e poter mettere in grado la Città di Aosta di avere l'acqua sufficiente e necessaria, tenuto conto che quella che veniva dalla Pierre tramite la galleria che viene dalle Acque Fredde non era potabile perché conteneva una certa quantità di solfati, non so di che genere.
E, quindi, si era rivolta l'attenzione verso l'altra parte e dove sembrava che si potesse risolvere il problema con un costo di gran lunga inferiore, tenuto conto della vicinanza.
Comunque io volevo sapere se queste informazioni erano state tenute in conto.
Fosson (U.V.) - Io vorrei ribadire qualche cosa che ha già sollevato anche il Consigliere Savioz e, a questo proposito, non vorrei entrare nei dettagli in cui è già entrato il Consigliere Quaizier in difesa dei Comuni di Courmayeur, Pré-Saint-Didier e via dicendo, ma vorrei richiamarmi a un qualche cosa di generale, che abbiamo parlato in questa sede.
A un certo momento si era accennato al problema dell'acquedotto di Aosta, anche in sede di Consiglio regionale, perché noi dovevamo fare dei finanziamenti al Comune di Aosta proprio in merito all'acquedotto comunale.
E, in quella sede, il Presidente del Consiglio aveva detto al Consiglio regionale che era stata nominata una Commissione per gli acquedotti e aveva anche promesso, perché su nostra richiesta, che avrebbe dato una relazione conclusiva di questa Commissione, che ha tenuto alcune riunioni e questa Commissione doveva prendere in esame la situazione idrica, specialmente per l'acqua potabile dei nostri diversi Comuni e, quindi, della Regione nel suo complesso.
Ora, se noi passiamo oggi alla concessione, così, di questo acquedotto, per le acque della Val Ferret, della Val Veny, per l'acquedotto di Aosta, evidentemente noi facciamo un passo ignorando tutto il resto perché si è parlato, abbiamo letto sui giornali che... si è parlato nel Consiglio comunale ma, a un certo momento, si è parlato di acquedotto regionale e noi, sulla questione dell'acquedotto regionale, avevamo fatto molte riserve perché dicevamo che, se si prende quella quantità d'acqua in Val Ferret e in Val Veny, praticamente si deve portare solo nel comprensorio di Aosta e, quindi, non si può parlare di acquedotto regionale perché noi dovremmo, nel suo percorso, perché non si potrà certamente dare lungo il suo percorso, quella stessa acqua a tutti i Comuni che ci sono prima di arrivare ad Aosta.
Questa: prima osservazione.
Seconda osservazione: è una spesa enorme e anche negli allegati e in questo allegato, dove si parla di concessione, si parla di dare l'acqua ai Comuni, al comprensorio di Aosta e, cito solo un caso, si dice il Comune di Pollein. Il Comune di Pollein ha speso, se non sbaglio, più di cento milioni e abbiamo dato anche noi una parte del contributo dello Stato, ha preso una grossa sorgente ad Arpisson, sta completando il suo acquedotto per tutto il Comune di Pollein, quindi quanto meno il Comune di Pollein dovrebbe essere servito perché è un acquedotto già in prospettiva per almeno trent'anni, cioè per il futuro, quello che si può prevedere quando si fa un acquedotto.
Quindi io dico: tutto l'acquedotto del comprensorio di Aosta va visto non così, alla leggera, dicendo: "c'è da spendere tre miliardi, prendiamo quelle sorgenti"; noi avevamo fatto certe osservazioni prima, perché le discussioni sono state fatte in Consiglio comunale e noi, per nostro conto, quando abbiamo partecipato alla Conferenza nazionale, regionale dell'Enel, presente l'Onorevole Di Cagno, Presidente dell'Enel, abbiamo detto, almeno per nostro conto, abbiamo detto e allora non era ancora fatto il canale di gronda per le acque di Montagnayes, avevamo insistito come voto finale, che quelle acque fossero destinate agli usi potabili, come aveva chiesto in passato la Città di Aosta. Di tutto questo non si è tenuto conto ma, in quell'occasione, c'era anche il Presidente della Giunta, l'allora Presidente Bionaz, che aveva condiviso questa richiesta fatta proprio dal sottoscritto in questa Conferenza e basterebbe vedere gli atti di questa Conferenza dell'Enel, però di tutto quello non si è tenuto conto e l'Enel è andata avanti perché c'era la concessione del canale di gronda e buona notte, però, anche se aveva la concessione del canale di gronda, a un certo momento, l'Amministrazione regionale, i poteri pubblici, quando c'è la necessità di reperire acqua potabile per le popolazioni, devono superare questa questione di concessione fatta all'Enel perché ci sono, anche nei disciplinari di concessione, c'è sempre una riserva in questo senso, questo per la parte che concerne, e io non voglio entrare nei dettagli e dire che è meglio questo o è meglio quest'altro, ma faccio degli esempi in appoggio a quello che sto dicendo. La spesa di tre miliardi per un acquedotto che venga dal Monte Bianco va benissimo; quell'acqua lì è buonissima, noi dovremmo essere felici di poter bere quell'acqua ad Aosta, però c'è un'altra soluzione di ricambio, si è vista un'altra soluzione di ricambio che costi meno e che dia le stesse garanzie.
A un certo momento c'è la questione di Laures, le acque di Laures, a un certo momento, sono acque pubbliche che, prima la SIP pensava di fare qualche cosa, pensava di fare un qualche cosa, adesso l'ha abbandonato, per il momento, perché penso che non sia più redditizio e non potrebbe essere una soluzione di provare di fare un bacino per dare l'acqua potabile ad Aosta, con una condotta molto più corta e quindi con minore spesa di manutenzione e tutto.
Qui siamo in mezzo a delle montagne, il reperimento di acqua potabile non è sempre facile ma, se si va in alto, c'è una certa disponibilità, senza andare a fare degli acquedotti lunghi più di trenta chilometri o quaranta chilometri che, si sa, con qualche interruzione, con tutti gli accessori di saracinesche e tutto, fare una grande manutenzione... qui non siamo in Puglia, quindi non dobbiamo fare un confronto con l'acquedotto pugliese.
Quindi, io voglio dire che si debba scartare, sia ben chiaro, che si debba scartare a priori la soluzione dell'acquedotto del Monte Bianco però, prima di imbarcarci in un modo o nell'altro, bisogna vedere tutte le soluzioni.
Io mi permetto di dire che questo studio approfondito di tutte le soluzioni non è stato fatto, è stato fatto un po' superficialmente posso anche dire, perché ho letto, a suo tempo, una relazione degli stessi... gli stessi ingegneri che sono stati incaricati dopo di fare il progetto di massima dell'acquedotto del Monte Bianco, loro, come soluzione ottimale, avevano indicato un'altra soluzione e non quella del Monte Bianco. Siccome poi si è fatta in un'altra sede, non nella sede del Consiglio regionale ma nella sede del Consiglio comunale, si è fatta una scelta in questo senso e mi permetto di dire che ho il dubbio che si sia approfondito molto il problema, e allora, praticamente, ci si è imbarcati in questo senso. Ora, io mi associo alla richiesta che ha fatto il Consigliere Quaizier di rinviare, eventualmente, la concessione, non pregiudichiamo niente perché, praticamente, se si deve incominciare l'acquedotto del Comune di Aosta partendo dal Monte Bianco, non sarà una questione che si risolve così, dall'oggi al domani, perché, a parte i primi finanziamenti che possono essere garantiti, ma c'è una tale e tante questioni da vedere, che un ritardo in questo senso, non pregiudica niente e, dall'altra parte, darebbe la tranquillità, senza escludere quella soluzione, ma di vedere e di fare un confronto di tutte le soluzioni possibili, e penso che un problema di questo genere, che interessa il Comune di Aosta, il comprensorio di Aosta, interessi in modo particolare la Regione perché, in definitiva, ci saranno dei finanziamenti dello Stato ma, una gran parte di questi finanziamenti, devono essere finanziamenti regionali e non dovremmo poi, a un certo momento, pentirci di avere seguito un dato indirizzo alla leggera e poi doverci pentire.
Quindi, in questo senso, se c'è un leggero, se c'è un rinvio di poco tempo per permettere l'approfondimento di questi studi e per arrivare a una decisione ponderata, penso che sia nell'interesse anche delle finanze regionali e di interesse della nostra popolazione.
Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Manganoni.
Manganoni (P.C.I.) - Anni fa era stato concesso ai due Comuni di Courmayeur e di Pré-Saint-Didier, un quantitativo d'acqua per i loro usi igienici.
Già allora i Comuni ne richiedevano un quantitativo maggiore, al che noi abbiamo detto: va beh, adesso vi concediamo questo, siamo sempre in tempo ad aumentare il quantitativo. Le obiezioni che sollevava il Comune di Pré-Saint-Didier erano queste: nel periodo estivo non ci preoccupa, però ci preoccupa nel periodo invernale, nel periodo di magra, quando i quantitativi d'acqua di quelle sorgenti sono, specialmente quando si arriva in gennaio, in quel periodo, le sorgenti sono in periodo di magra e dicevano: nel periodo invernale vi è un forte turismo a Courmayeur e, quindi, un forte consumo di acqua e noi temiamo di trovarci nella condizione di non poter fornire l'acqua a tutti gli alberghi e a tutte le ville.
Ed era un'obiezione abbastanza fondata.
Ora, per le piccole sorgenti, normalmente l'Assessorato ai Lavori Pubblici li passa in Giunta, però per le concessioni che sollevano dei conflitti fra i Comuni, come nel caso specifico, si sentiva la Commissione.
Ora, io non voglio entrare in tutti gli argomenti ma, per brevità e per non prolungare le discussioni in Consiglio, io farei questa proposta: di seguire la prassi che si era seguita nel passato, che queste concessioni passino alla Commissione dei Lavori Pubblici, la quale avrà tempo per esaminare documenti, esprimere dei pareri non vincolanti, comunque dei pareri, in modo che, quando si ritorna in Consiglio, non si debba incominciare dall'inizio, cioè ci siano già dei chiarimenti, che ci siano già degli studi, degli esami che la Commissione ha fatto.
Naturalmente, il rinvio alla Commissione non deve significare andare alle calende greche, quindi io direi che un Consiglio può anche stabilire un limite, un termine alla Commissione, non che io, con questo, voglia menomare questa Commissione ma, comunque, la mia proposta sarebbe questa ossia di rinviare alla Commissione, stabilendo un termine entro il quale la Commissione deve riferire al Consiglio.
Montesano (P.S.D.I.) - La parola all'Assessore Milanesio.
Milanesio (P.S.I.) - Io conosco l'argomento come ex-Assessore comunale ai Lavori Pubblici, quindi penso di avere qualche cosa da dire; proprio perché il problema era stato sviscerato dal sottoscritto e poi ancora dagli amministratori che l'hanno succeduto. Innanzitutto, bisognerebbe risalire, per quanto riguarda l'approvvigionamento idrico della Città di Aosta, al primo progetto cioè a quello che prevedeva la captazione delle acque di Montagnayes.
Si articolarono degli studi in quella direzione per un po' di tempo, poi ci si accorse, dopo tre o quattro anni di letture agli stramazzi costruiti su quelle sorgenti, che Montagnayes aveva dei periodi di abbondanza che corrispondevano grosso modo all'estate e si trasformava in un torrente addirittura e, d'inverno, vi era un filo di acqua, per cui non si poteva nel modo più assoluto garantire l'approvvigionamento idrico alla Città di Aosta; addirittura in un momento di massima magra, se non vado errato, si arrivò a 35-40 litri come portata massima di quel periodo invernale.
Quindi, evidentemente, si trattava, da parte dell'Amministrazione comunale, di cercare di risolvere questo problema indirizzandosi verso altre soluzioni. Si prospettarono allora tre tipi di soluzioni: una era quella di continuare a fare dei pozzi nel sottosuolo della Città di Aosta, voi sapete benissimo che il livello delle falde idriche si è abbassato e continua ad abbassarsi per le perforazioni che la Nazionale Cogne ha fatto per l'acqua di raffreddamento degli alti forni; l'altra soluzione era la derivazione delle acque superficiali del torrente Buthier perché la quantità d'acqua che era necessaria all'approvvigionamento idrico della Città di Aosta, tenuto conto anche dell'aumento del consumo pro-capite che bisogna ipotizzare e tenuto conto della popolazione che si potrà insediare nella piana di Aosta, io dico piana di Aosta impropriamente ma s'intendeva anche approvvigionare i Comuni della cintura, perché sono senza acqua anche questi Comuni. Ebbene, si ritenne che ci si poteva rivolgere solo a grossi quantitativi d'acqua che potevano essere rappresentati o da acque superficiali o da acque di sorgenti, ma sorgenti massicce e cospicue non c'erano, altre soluzioni non ci sono, allo stato attuale, o fare dei pozzi, il che, in linea di principio, il Comune lo ha escluso e lo ha escluso in quanto l'abbassamento delle falde del sottosuolo è sempre più marcato e, in certi mesi dell'anno, questi pozzi entrano in crisi, oppure derivazione di acque superficiali. L'idraulica moderna si è indirizzata verso questa soluzione ma qui abbiamo sentito, da un po' tutte le parti politiche del Consiglio regionale: "Ma come, noi che siamo nel cuore delle Alpi, dobbiamo bere l'acqua dei fiumi", tutti scandalizzati non so se anche giustamente direi, allora cosa abbiamo cercato? Abbiamo cercato l'acqua di roccia e abbiamo individuato le sole sorgenti in grado di dare quell'acqua, nella quantità richiesta, che sono quelle del Monte Bianco.
Quindi, per quello che mi riguarda e per quello che riguarda il Consiglio regionale all'unanimità, sottolineo questo aspetto, la soluzione era quella. Non ce n'erano altre e non potevano essercene altre, comunque, io mi rendo conto che questo problema non è stato sufficientemente sviscerato in Consiglio regionale, io non so, perché non faccio parte né della Commissione dei Lavori Pubblici né di commissioni che hanno trattato questo argomento; io riporto solo l'esperienza fatta a livello comunale dal sottoscritto e dall'intero Consiglio comunale; questa soluzione venne approvata all'unanimità perché ritenuta la più idonea.
In tal senso sono state avviate delle richieste di finanziamento che sono state parzialmente accolte e, in tal senso, si stanno redigendo i progetti esecutivi.
Ora, ciò non toglie che forse sia necessaria una maggior istruttoria a livello regionale. Io, cosa hanno compiuto gli organi competenti, non so, non faccio parte di quella Commissione e quindi non posso dire nient'altro, voglio solo ricordare che questa soluzione è stata meditata, è il frutto di una lunga discussione, anche aspra, polemica, che è avvenuta in Consiglio comunale e che ha interessato tutte le parti politiche, per cui, alla fine, questa fu la risultante unanime del Consiglio comunale.
Io posso dire che acqua, almeno per quello che mi ricordo, almeno allora, circa quattro anni fa, di acqua ce n'era e ce n'era molta per il Comune di Courmayeur, che aveva un troppo pieno, per cui molta di quest'acqua se ne andava e veniva riversata nelle fognature e non veniva utilizzata nel modo più assoluto.
Questo succedeva alcuni anni fa. Evidentemente, bisogna commisurare questa richiesta di subconcessione di derivazione, la dobbiamo commisurare anche alle necessità del Comune di Courmayeur e del Comune di Pré-Saint-Didier, però questi studi in allora erano stati fatti; in allora si era ritenuto che la cosa fosse pacifica e che questa soluzione fosse la sola soluzione possibile.
Ecco, non vorrei che ci fosse l'impressione che, di questo problema, non se ne sia discusso.
Se ne è discusso in modo approfondito, a livello comunale, a livello regionale, forse è la prima volta che capita qui, in Consiglio, e quindi è possibile ed è legittimo che vi siano molti dubbi, però io voglio solo ricordare che la grossa quantità di acqua necessaria non solo per Aosta ma per i Comuni limitrofi perché ci fu una specie di Consorzio che si costituì.
Cioè si è costituito praticamente un Consorzio fra Saint-Christophe, Pollein, Quart, Charvensod, Saint-Pierre, Gressan e Jovençan, oltre che Aosta. Questa acqua era necessaria ed era stata prevista nella quantità necessaria per servire questo Consorzio dei Comuni, questo bacino di Comuni. Nient'altro.
Comunque, non so a livello regionale come l'istruttoria sia stata fatta, io ho solo riferito quelle poche esperienze che avevo a livello comunale.
Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Caveri.
(Voce in aula)
Caveri (U.V.) - Pendant des mois et des années au Conseil communal d'Aoste on a discuté de la source de Montagnayes mais il ne me résulte pas qu'on ait jamais eu le courage de dire une chose très simple et c'est que le Président Bondaz avait fait la grande imprudence, dans sa politique de faiblesse, vis-à-vis des sociétés hydoélectriques, il avait concédé les eaux de Montagnayes avec les eaux du Lac de Place Moulin, de manière que ni l'Administration régionale ni l'Administration communale auraient pu prendre un seul verre d'eau de la source de Montagnayes, celle-ci est la première chose dont il faut tenir compte. N'est-ce pas?
Et alors, quand on disait que nous avions des manies contre les sociétés hydroélectriques, maintenant on voit et on touche avec le doigt parce que, avec le système des "canali di gronda", les sociétés hydroélectriques portaient loin des vallées toute l'eau possible et imaginable, et par bonheur qu'on a passé l'installation des eaux du Mont Blanc, parce que, autrement, il serait arrivé la même chose et par bonheur qu'on a passé la concession des eaux du Grand Paradis, parce que, autrement, serait succédée la même chose avec les "canali di gronda" qui auraient porté toute l'eau d'une Vallée à une autre et les habitants seraient restés sans un verre d'eau. Voilà.
Ceci en thème de défense des droits des habitants de la Vallée d'Aoste. Première question.
Deuxième question: je ne veux pas parler longuement de l'argument; je veux me limiter à remarquer que l'enquête en rapport aux oppositions, je ne m'occupe pas de ces oppositions des privés mais je m'occupe seulement des oppositions des Communes, c'est-à-dire Pré-Saint-Didier et Courmayeur, mais les réponses à ces remarques des Communes sont tout à fait insuffisantes, en effet nous lisons à page 15 de l'annexe, on répond à l'opposition du Syndic de la Commune de Courmayeur avec trois lignes, on dit seulement: "le richieste di cui sopra saranno soddisfatte..." en trois lignes on liquide l'opposition de la Commune de Courmayeur sans dire rien, moi je ne sais pas quel fondement a l'opposition de la Commune de Courmayeur et c'est aux techniciens et à la Commission aux Travaux Publics à approfondir cette question et il me semble que la requête qui a été faite par d'autres Conseillers et par les Conseillers Quaizier, Fosson, il me semble aussi Savioz et d'autres, de renvoyer cette... en court détail de la renvoyer à la Commission des Travaux Publics pour une instruction plus approfondie, c'est une requête plus que légitime et fondée.
Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro chiede la parola?
Allora bisogna che io dia qualche ragguaglio al Vice Presidente Fosson per la domanda che ha fatto e della quale io lo ringrazio perché ha richiamato appunto un organismo che è stato nominato a suo tempo e che ha lavorato notevolmente, per quello... dirò dopo, i Consiglieri saranno messi al corrente esplicitamente del lavoro fatto.
Io voglio dire che, secondo l'Assessore Milanesio, non è la prima volta che il Consiglio si interessa di questo argomento ma se n'è dibattuto a proposito di una mozione che è stata presentata a suo tempo.
Io voglio richiamare i dati precisi, perciò io vi leggo delle lettere che sono state scritte e delle lettere che sono state inviate per risposta.
Il 1° febbraio 1967 il sottoscritto scriveva al Presidente della Giunta e all'Assessore alla Sanità una lettera che aveva per oggetto: "Approvvigionamento idrico dei Comuni della Valle d'Aosta". In data 12 settembre 1966, i Consiglieri regionali Berthet Prof. Amato e Cusumano Dr. Epifanio presentavano a questa Presidenza una mozione con la quale, dopo aver sottolineato la deficienza del rifornimento idrico dei Comuni di fondo valle e di collina, specie in quelli che, per motivi industriali e turistici, subiscono un continuo incremento di popolazione, proponevano che il Consiglio desse mandato ai competenti Assessorati di studiare la messa in opera di un acquedotto regionale per un razionale approvvigionamento idrico di tutti i Comuni di fondo valle e collina, in cui si prevedeva un maggior fabbisogno idrico in un prossimo futuro. La mozione veniva discussa nell'adunanza consiliare del 7 ottobre 1966, con l'intervento di vari Consiglieri che si trovarono d'accordo sulla necessità che venisse affrontato con urgenza il problema dell'approvvigionamento idrico nei Comuni di fondo valle e di collina o mediante la costruzione di più acquedotti a carattere regionale.
A termine della discussione, il Consiglio unanime concordava sulla proposta, fatta dallo scrivente, che venisse dato mandato alla Giunta regionale di nominare al più presto una Commissione incaricata dello studio di questo importante problema.
Risulta a questa Presidenza che la Commissione di cui si tratta è stata nominata dalla Giunta nella seduta del 14 ottobre 1966 come da delibera, quindi esiste una delibera precisa per la nomina di questa Commissione; è una Commissione nominata dalla Giunta: la Giunta, con delibera del 14 ottobre 1966, ha nominato questa Commissione, perciò mi permettevo di rilevare questo, che ci sono problemi nella Commissione perché mancano i nominativi dei Consiglieri Berthet, Cusumano e dei proponenti la mozione, oltre ad esponenti tecnici, i quali potrebbero dare il loro valido contributo allo studio del problema, per esempio, il titolare del reparto medico e il titolare del reparto chimico del Laboratorio regionale di igiene, un geologo, un rappresentante dell'ordine dei medici, o meglio, del suo Presidente e mi spiace che non ci sia il Dottor Chantel che faceva parte di questa Commissione.
Sarei grato al Signor Presidente della Giunta e al Signor Assessore alla Sanità se volessero rivedere la composizione della citata Commissione, previo contatto con il sottoscritto e con il medico regionale.
La Commissione fu integrata e fu composta da questi nominativi:
Montesano - Presidente della Commissione;
Mappelli - Assessore alla Sanità;
Colombo - Assessore ai Lavori Pubblici;
Benzo - Assessore all'Industria;
Maquignaz - Assessore all'Agricoltura e Foreste;
Chanoux - Sindaco della Città di Aosta;
Berthet - Consigliere regionale;
Chamonin - Consigliere regionale;
Cusumano - Consigliere regionale;
Barbero - Medico regionale;
Luria - Direttore Laboratorio di igiene;
Canuti - Direttore Laboratorio di igiene - Sezione Chimica;
Ferrarotti - Ingegnere capo dei Lavori Pubblici;
Gonrad - Funzionario regionale;
Prola - Sovraintendente ai Monumenti, Antichità e Belle arti;
Maione - Ingegnere Capo del Genio civile;
Chantel - Presidente dell'Ordine dei medici;
Rossi - Geologo, dipendente della Cogne;
Vincent-Campane - Ingegnere della Etvia (?);
Giovanni Cmabosi - Direttore degli studi di Igiene dell'Università di Torino;
Prof. De Benedetti - Geologo;
Rigollet - Funzionario dell'Assessorato alla Sanità.
Ebbene, questa Commissione così formata ha fatto un lavoro che si è svolto nelle riunioni del 31 luglio 1967, del gennaio 1968, dell'11 luglio 1968, del 29 ottobre 1968, quindi ci furono quattro riunioni. Di queste quattro riunioni vi sono quattro voluminosi verbali che, se sarà utile e se i Consiglieri lo desiderano, li possiamo trasmettere ai Consiglieri per... (Voci) Cosa? Germano devi avere la pazienza di ascoltare quello che io poi continuerò a dire, richiamandomi al fatto che la Commissione è stata una Commissione consiliare, è stata una Commissione di Giunta, ecco.
(Voce di Bordon)
Va bene, ma io devo spiegare queste cose, caro Bordon. Se mi si viene interrogato su che cosa ha fatto questa Commissione, ci sono di quelli che vogliono sentire e di quelli che non vogliono sentire ma io ho il dovere di dire che la Commissione ha lavorato, ci sono tre verbali che - vero Benzo? - mi dispiace, Bordon, se a qualcuno non piace questa mia esposizione, mi spiace anche a me che mi si venga a dire: il Presidente del Consiglio, taglia corto per mettere al corrente il Consiglio, io desidero che il Consiglio...
(Voci in lontananza)
Eh? Questo anche per la responsabilità della Commissione, nel 19 novembre, io scrivevo una lettera richiamando il lavoro della Commissione fatto in quelle quattro sedute e inviavo al Presidente della Giunta i verbali relativi, però io desidero far rilevare questo: che il problema è stato ampliamente discusso, con apporti di contributi concreti da parte dei vari componenti ed è stato analizzato sia sulle prospettive future, sia sulle necessarie articolazioni con le attuali condizioni settoriali, derivanti da iniziative comunali, già adottate in via di attuazione; uno dei punti - ecco, è qui che voglio richiamare uno dei punti a questo riguardo - che maggiormente è stato esaminato, è quello relativo all'acquedotto di Aosta, per il quale la Commissione ha ritenuto di non dovere in alcun modo intralciare la pronta attuazione dell'opera, anche se attuata a sé stante, e qui fu il punto che fu molto discusso e sul quale si raggiunse questa conclusione; possa essere idoneamente inserita nel futuro e auspicato piano regionale degli acquedotti per eventuali disponibilità a fare dei Comuni della cintura e di quelli toccati nella sua percorrenza.
E un'altra lettera: io proporrei che si facesse un Comitato ristretto per studiare meglio questo problema, il Comitato composto dal Dottor Arturo Debenedetti, geologo; Dottor Massimo Ferrante, geologo; Dottor Franco Rossi, geologo e Ingegnere Campane; dopo di che, dal 5 marzo, non ho saputo più nulla fino al marzo 1969, di modo che, essendo ritornato alla discussione del Consiglio, un argomento di tale importanza che investe un problema vitale, non sente il bisogno per la situazione in cui si trova. Io desidero richiamare il Consiglio che la soluzione dell'approvvigionamento idrico della Valle deve essere su un piano organico regionale degli acquedotti, di modo che, se questo discorso può essere ripreso o attraverso questa Commissione, che fu a suo tempo nominata, o attraverso altri organismi che il Consiglio riterrà idonei, io credo che si possa fare cosa utile. Comunque, io desidero inviare ai Consiglieri tutti almeno i verbali che contengono i resoconti fatti nella seduta, questo è quello che io volevo dire al Vice-Presidente Fosson, come risposta e, con la sua richiesta, metto al corrente il Consiglio del lavoro fatto da questa Commissione nominata nel 1967.
Fosson (U.V.) - Io non voglio più entrare in merito perché quello che avevamo da dire l'abbiamo detto prima, e ringrazio il Presidente. Io ho fatto questa richiesta perché proprio il Presidente aveva già accennato una volta a questa Commissione, siccome non era una Commissione consiliare, non avevamo nessuna possibilità di prendere in esame questo e lei aveva già detto allora che ci avrebbe dato i verbali e, quindi, noi potremo discutere con maggior cognizione di causa dopo che avremo letto tutti questi verbali.
Io non ho da aggiungere altro e credo che anche quello che ha detto Milanesio io non escludo che in altre sedi si sia discusso. Qui si è discusso in generale ma non abbiamo mai approfondito il problema e penso che un problema di questo genere, specialmente se vogliamo inquadrarlo in una questione regionale, dobbiamo approfondirlo e non andare avanti.
Manganoni (P.C.I.) - Secondo me, noi qui ci troviamo di fronte a due problemi, connessi, legati, però i problemi sono due. Il Presidente ci ha parlato della Commissione che deve studiare il problema degli acquedotti regionali, quindi è un problema enorme che richiederà del tempo, dei lunghi studi. Noi, oggi, ci dobbiamo pronunciare invece sulla concessione delle acque al Comune di Aosta, di fronte alle obiezioni o alle opposizioni sollevate dai due Comuni.
Pertanto, la mia proposta è questa. Io potrei per mezz'ora sollevarvi obiezioni, argomentazioni, ecc. che ho già detto a suo tempo, sollevavo... mettevo in dubbio la portata della sorgente, i litri, sulla portata della sorgente, che a mio parere e anche con gli studi che sono stati fatti a suo tempo, l'Assessorato ai Lavori Pubblici, che aveva mandato dei tecnici al mese di gennaio a misurare la portata, non era... comunque prescindiamo da questo, se noi vogliamo uscirne e il problema degli acquedotti vederlo in un secondo tempo, cioè quando questa Commissione avrà portato a termine i suoi lavori e questi lavori non si portano a termine in alcuni mesi. Il problema della concessione è quello che interessa oggi il Consiglio, io ribadisco la proposta fatta prima, cioè che venga demandato alla Commissione dei Lavori Pubblici che ha sempre esaminato la concessione delle acque, dandogli un termine limitato entro il quale deve riferire al Consiglio.
Bordon (D.C.) - Non è che io voglia chiedere scusa al Presidente di quanto ho detto prima, perché non ritengo di aver detto niente di male.
Io mi sono permesso di intervenire perché mi sembrava che fossimo un po' tutti d'accordo, qui, su una certa linea di condotta e la linea di condotta era semplicemente questa: abbiamo sentito la relazione di Quaizier e penso che non possiamo mettere in dubbio quanto ha detto perché l'esperienza di Quaizier per i Comuni di Coumayeur e Pré-Saint-Didier è certamente ben fondata; ha amministrato il Comune per tanti anni, conosce il posto, sa tutto quanto, quindi è a conoscenza certamente del problema.
Ho sentito l'affermazione di Milanesio, quando dice: "Io sono a conoscenza del problema" - noi non lo mettiamo in dubbio - naturalmente detto con tanta autorità ci lascia un po' perplessi, mette in difficoltà nel prendere la parola perché noi, invece, il problema non lo conosciamo nei suoi particolari, va bene, ne abbiamo sentito parlare qui in Consiglio, però a me sembra che l'impostazione che hanno dato tutti quelli che mi hanno preceduto, quindi mi sembrava quasi inutile questo mio intervento, era un ragionamento più che logico; abbiamo sentito Manganoni, abbiamo sentito tutti quanti cosa hanno detto in conclusione, fra le altre cose che ha detto Quaizier, abbiamo sentito che gli esposti del Comune di Pré-Saint-Didier e Coumayeur non sono neanche stati accolti, non hanno avuto, diceva il Consigliere Caveri, la risposta in tre righe, qui Quaizier addirittura ci dice che non ha avuto nessuna risposta.
Non so perché non gliel'hanno data, comunque non andiamo a rivangare questo però, secondo il mio modesto parere, ancora l'ultima affermazione di Manganoni, che è quella che mi ha fatto intervenire, è proprio questa: ma questo problema, la Commissione che ha citato Montesano e che, da buon Presidente, ha voluto difendere l'operato che noi non mettevamo in discussione, a me pare che non sia questa l'impostazione da... siamo tutti d'accordo per un rinvio per esaminare a fondo questo problema, perché?
Perché arrivati a un certo momento, ci potrebbero essere delle perplessità sulla portata di questa fontana o di queste fontane di Courmayeur.
Mi diceva prima il Consigliere Quaizier che, durante l'estate, noi possiamo avere tutta l'acqua che vogliamo avere ma siamo a conoscenza che, durante il periodo invernale, potrebbe mancare addirittura l'acqua nella Dora perché una buona parte della Dora non avrebbe più acqua, quindi che cosa ne verrebbe fuori come fognature, ecc.? E non dimentichiamo che sono due località di villeggiatura, Courmayeur e Pré-Saint-Didier, che io mi auguro abbiano ad avere non solo una stazione estiva, passando da 3.000 abitanti a 10 o 15 o 30.000, ma che ce l'abbiano anche per la stagione invernale.
Ora, che cosa diciamo, la nostra perplessità è questa: sarebbe doloroso non voler esaminare di nuovo tutto il problema sulla necessità di avere l'acquedotto di Aosta, perché quella è l'unica soluzione come ci ha detto Milanesio, ma la nostra perplessità è questa: sarebbe poi il colmo togliere l'acqua a Courmayeur e Pré-Saint-Didier per portarla via e poi, a un certo momento, l'acqua non fosse necessaria, quindi solo un ragionamento in questo senso che noi vi abbiamo voluto fare. Quindi, mi dice Manganoni: "Noi riteniamo che sarebbe bene che questo studio fosse dato di nuovo alla Commissione dei Lavori Pubblici". Io, per quello che ne posso capire, sono d'accordo con lui, la Commissione che ha studiato fino adesso, passi tutto il malloppo alla Commissione dei Lavori Pubblici che è quella che si è sempre interessata alle acque fin dall'inizio e continui ad andare avanti.
Naturalmente non aggiungo nient'altro perché ha già detto tutto Manganoni ma questo non vuol dire mettere magari un termine, portare avanti il problema al più presto possibile.
Noi insistiamo su questo rinvio per questi motivi e questo rinvio venga pure accelerato al massimo perché noi pensiamo che possa essere fatto questo studio nella parte finale, nel minor tempo possibile, ma in modo particolare che... i Sindaci vengano a dire quali sono le loro perplessità e i loro desideri.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? Chantel. No, prima c'è il Consigliere Pollicini.
Pollicini (D.P.) - Poiché il problema è di urgente soluzione, mi pare che su questo siamo tutti d'accordo, anche per i tempi tecnici necessari per la realizzazione dell'opera, io propongo che questo punto all'ordine del giorno venga rinviato, però entro il mese di novembre, sia riproposto al Consiglio, però entro novembre.
I tempi sono piuttosto brevi, però teniamo conto che poi si portano sempre più avanti, mi pare che per quelle osservazioni che sono state fatte sia sufficiente un mese, con un mese si possono fare parecchie cose, si possono consultare i Sindaci, si possono vedere queste cose, quindi mi pare che, sostanzialmente, entro un mese ci sia il tempo tecnico per poter risolvere i dubbi che ci sono ancora.
Vorrà dire che, se in un mese non si risolveranno, evidentemente lo discuteremo però impegnandoci a riportarli in Consiglio entro l'ultima seduta di novembre, in modo da non portare le cose alle calende greche.
Chantel (P.S.I.) - Ricordatevi che il problema dell'acqua nel Comune di Aosta è un problema urgente, è un problema urgente che riguarda non solo i lavoratori ma riguarda tutti quei membri di frazioni in cui noi continuiamo a fare pressione perché si costruisca meglio, perché ci siano i mezzi igienici, perché sia riportato a maggior livello quello che è costruzione, abitabilità, ecc. ecc.. Parliamo tutti i giorni della casa, discutiamo sul centro storico però dimentichiamo che le stesse pressioni, se non hanno la possibilità di avere un'acqua potabile, un acquedotto, si trovano nelle stesse condizioni, almeno dal lato sanitario, igienico-sanitario, del centro storico.
Ora, mi ha preceduto Pollicini e quello che volevo dire è questo: non trasciniamo le cose ancora ulteriormente, mi sembra che sono esattamente dieci anni che si parla di acquedotto di Aosta, dieci anni in cui si sono fatti 1001 progetti e in cui non se n'è varato uno solo.
Ora, ritengo che, siccome l'inchiesta è stata fatta, siccome ritengo che in quell'inchiesta a suo tempo nella Commissione era presente e il Sindaco e gli Assessori di Courmayeur e il Presidente dell'acquedotto di Courmayeur e di Pré-Saint-Didier e i diversi responsabili, sia delle acque, sia della Commissione delle acque, non è che la cosa non è stata fatta, perciò una parte dei dati li abbiamo, cerchiamo di accelerare ed, entro novembre, la questione deve essere definita una volta per sempre, continuerò ad andare avanti, a chiacchierare, perderemo anche i contributi o bene o male che ci ha dato lo Stato e Aosta e la periferia nel modo particolare, e rimarremo nella situazione attuale.
Questa è l'unica verità.
Si discute e non si va a vedere quali sono le necessità assolute, il modo più assoluto della popolazione, in quanto poi al resto di parlare di sufficienza di acqua io mi auguro una cosa: che, finito il problema dell'acquedotto di Aosta, si studi pure la captazione di nuove acque perché, quando si parla di zone industriali, quando si parla di aumento di popolazione, allora vi dirò che anche l'aumento dell'acqua potabile oggi è ben lungi da quello che era 50 anni fa.
Siamo arrivati a delle cifre oramai che devono superare i 300-400 litri pro-capite al giorno, perciò, e non solo, la questione delle acque non riguarda solo Aosta ma riguarda tutta la Valle perché molti sono... sarà bene dare impulso a uno e all'altra questione, non solo per Aosta ma per tutta la Valle.
Fosson (U.V.) - Ma io non vorrei che si fraintendesse quello che è stato detto, siamo d'accordo per tempi brevi e tempi lunghi, non siamo per i tempi lunghi, però credo che la Commissione dei Lavori Pubblici potrà vedere la questione anche della concessione, ma il problema della concessione è l'atto finale.
Il problema che si deve vedere e che il Consiglio deve poter esaminare a fondo, e a fondo non l'ha mai potuto analizzare fino adesso, è quello dell'impostazione di questi acquedotti regionali o dell'acquedotto di Aosta, in questo senso o quell'altro.
Quindi, il problema, noi... ecco... (Voci) ...Ma noi, si viene a dire quasi, non trasciniamo le cose ma, da quanto abbiamo sentito dal Presidente Montesano, sappiamo che è dal 19...
(Interruzione)
....io dico fin da adesso che la Commissione dei Lavori Pubblici, nella sua composizione consiliare, non potrà, senza sentire anche il parere di esperti, prendere una decisione, io dico questo anche per una questione di obiettività.
Quindi, d'accordo tempi brevi ma, quando si dice, oggi siamo il 30 ottobre, dobbiamo portarlo per la fine novembre, io dico, cerchiamo di fare il più presto possibile, ma che non è la scadenza del 30 novembre o del 15 dicembre che fa, la questione è di non trascinare la cosa. D'accordissimo però di vedere un po' a fondo la questione.
Io mi sono permesso di dire prima, scusate se lo ripeto, si parla, la Commissione ha esaminato il problema regionale, attualmente noi esaminiamo un problema particolare, perché questo problema dell'acquedotto di Aosta, se si vuol fare della programmazione il contrario di quello che pratichiamo perché, ripeto, il Comune di Pollein ha iniziato due anni fa, un anno e mezzo fa, un acquedotto, dopo che la Commissione aveva fatto tutti questi studi, ha iniziato un acquedotto con la captazione di una sorgente ad Arpisson, sta finendolo quest'anno, questo autunno o questa primavera con l'acquedotto di tutto il Comune di Pollein, con una spesa superiore ai 100 milioni.
Questo, praticamente in questo allegato, noi parliamo dell'acquedotto, che l'acquedotto che facciamo, lo facciamo anche per il Comune di Pollein.
Io chiedo, va effettivamente anche per il Comune di Pollein o questo che ha fatto il suo acquedotto, che è già previsto per le necessità future sino a 30 anni, perché condivido quello che ha detto l'Assessore Chantel, condivido, sappiamo che, se una volta si usavano i cento litri al secondo per abitante, oggi siamo passati a 350, 400, in certe città 500, se andiamo, questo è naturale, quindi bisogna vederlo con una ampiezza cioè non con una limitazione del momento, bisogna vederlo e ogni studio di acquedotto si fa una previsione almeno di 30 avanti.
Però, se vogliamo parlare di programmazione seriamente, non riempirci solo la bocca di questo vocabolo, dobbiamo, a un certo momento, incominciare da questi lavori che dipendono dall'Amministrazione regionale come finanziamento, perché altrimenti noi facciamo, continuiamo a fare, in tutti i settori, il contrario di quella che è la programmazione.
Non so e questo mi sembra un principio che noi dobbiamo anche stare. E quindi l'esame va fatto, approfondito e inquadrato nella questione generale, anche il problema dell'acquedotto di Aosta, condividendo l'assoluta urgenza di risolvere questo problema specialmente per Aosta e per certi Comuni che formano il comprensorio di Aosta.
Caveri (U.V.) - Je voulais dire seulement deux mots pour insister sur un seul point qui, d'ailleurs, a déjà été touché par le Conseiller Fosson, c'est-à-dire il est absolument nécessaire que la Commission interpelle et fasse intervenir à ces réunions des spécialistes dans cette matière.
Bordon (D.C.) - Brevissimo, io mi associo a quanto ha detto il Consigliere Fosson, però non sono d'accordo e protesto per quanto ha detto l'Assessore Chantel, perché l'Assessore Chantel ha voluto far figurare qui dentro che noi stiamo facendo delle discussioni inutili per portare avanti il can per l'aia, no, quindi sia ben precisato, perché non voglio che l'Assessore Chantel venga qui a dire che Aosta ha bisogno dell'acqua, perché lo sappiamo tutti, Aosta ha assolutamente bisogno di acqua e ci siamo battuti e abbiamo portato avanti questo problema perché volevamo far bere ai cittadini di Aosta l'acqua al cloro come a un certo momento pareva si volesse fare e noi ci siamo opposti, abbiamo portato avanti questo discorso tutti insieme. Quindi siamo tutti d'accordo che ad Aosta occorre l'acqua, però io mi domando, come ci siamo chiesti tutti, che questo problema venga ancora sviscerato ancora per un momento perché sarebbe il colmo dover portar via dell'acqua a Courmayeur, a Pré-Saint-Didier per darla ad Aosta che, a un certo momento, Courmayeur e Pré-Saint-Didier ne fossero in mancanza e si venisse fuori a vedere la guerra dell'acquedotto fra Courmayeur e Pré-Saint-Didier ad Aosta.
Noi non chiediamo nient'altro che questo, chiediamo che si esamini brevemente come ha detto Pollicini, entro un mese, 45 giorni questo problema, perché non sia rinviato alle calende greche come ha detto Manganoni, ma insistiamo perché i Sindaci dei Comuni siano sentiti, portino il loro contributo, si mettano pure gli specialisti e quello studio che ha fatto la Commissione durante i quattro anni, la passino alla Commissione dei Lavori Pubblici perché la porti avanti, questa Commissione dei Lavori Pubblici, questa soluzione nel minor tempo possibile.
Rollandoz (D.P.) - Qui ci vuole una precisazione perché, insomma, qui stanno raccontando storielle.
Nell'allegata istruttoria, pagina 1, è scritto che, con ordinanza n. 76 in data 27 agosto 1969, l'Assessore regionale ai Lavori Pubblici ha disposto il deposito della domanda del relativo progetto presso l'Assessorato per chiunque ne volesse prendere visione.
È stata fatta una visita d'istruttoria locale a cui hanno partecipato il Dr. Mario Masera, magistrato del Po, Dr. Ing. Ugo Brighenti, direttore della sezione di Torino Idrografico del Po, Geom. Luigi Waltz della sezione di Torino dell'Ufficio Idrografico del Po, Geom. Vincenzo Carloni dell'Ufficio del Genio Civile di Aosta, Dr. Laurent Ferretti, Sindaco del Comune di Courmayeur assistito dai signori Assessori Francesco Saluard, Lorenzo Grivel e dai geometri Corrado Bus e Renzo Cortese dell'Ufficio tecnico comunale, Avv. Camillo Alberto per conto del compartimento di Torino dell'Enel, Geom. Orazio Brun, presidente del Consorzio per l'acquedotto consortile di Pré-Saint-Didier-Courmayeur e poi il signor Grivel, Signor Badarelli, Geom. Pontal Pietro... Quindi tutta la popolazione e tutti gli interessati erano stati avvertiti, era stato depositato presso tutti i Comuni, quindi la popolazione era stata avvisata. Come Giunta non abbiamo nulla in contrario a portare questo problema in Commissione Lavori Pubblici.
Se vogliamo, possiamo risentire degli esperti, non è questo il problema, però sta di fatto che è un problema urgente.
Noi riteniamo che, in linea di massima, si potrebbe portare in Commissione per la settimana prossima e riportarlo in Consiglio entro la fine di novembre, possibilmente nella seduta della seconda quindicina di novembre.
Quaizier (D.C.) - Solo una precisazione: i Comuni di Pré-Saint-Didier e di Courmayeur sono intervenuti al sopralluogo, questo è vero, però, dopo l'opposizione che hanno fatto, non hanno avuto nessuna risposta, questo è quanto mi hanno assicurato proprio avanti ieri il Sindaco e il Segretario di Pré-Saint-Didier e di Courmayeur. Sì, sono andati al sopralluogo ma non hanno avuto nessuna risposta all'opposizione.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora, giunti a questo punto, ci sono delle proposte da... qui è chiamato il Consiglio a decidere, prima il rinvio, mi pare che siete tutti d'accordo sul rinvio, è vero? È inutile che metta ai voti perché mi sembra che ci sia l'unanimità; poi c'è la proposta Pollicini che, in termini precisi, cioè a dire che venga rinviato l'argomento, l'oggetto all'adunanza della fine di novembre, il Consiglio è disposto a essere vincolato in questa, e la Giunta, soprattutto l'Assessorato ai Lavori Pubblici, in questa data precisa?
Savioz (P.C.I.) - Mi sembra che il Consigliere Fosson ha fatto una precisa dichiarazione, cioè non si può pensare che una Commissione venga nominata e poi alla medesima gli si dice: "Entro tanti giorni deve dare una risposta" per un problema così delicato.
Un richiamo alla Commissione a fare il più presto possibile e portiamolo in Consiglio il più presto possibile ma non imporre i dieci giorni, i venti giorni, un mese. Non è possibile questo, abbiate pazienza. Insomma, le Commissioni sappiamo come lavorano, come funzionano, diamogli il tempo necessario per sviluppare bene il loro lavoro e che finalmente si arrivi in Consiglio con la relazione che il Presidente ci manderà e con la relazione che farà la Commissione direttamente in Consiglio, saremo in grado di decidere e di deliberare definitivamente, perché sennò si rischia di voler fare presto e di fare come la famosa gattina, fare i gattini senza occhi.
Pollicini (D.P.) - Cioè di porsi come obiettivo fine novembre, che la Commissione si ponga come obiettivo, però che non andiamo, secondo la tesi di Savioz, al novembre del '71 perché la tesi di Savioz ci porta al novembre del '71. Io dico, la Commissione si ponga come obiettivo di potersi portare questo discorso entro la fine novembre e, se non sarà novembre, sarà la prima quindicina di dicembre, però che non vada a finire dall'altra parte dell'anno.
Montesano (P.S.D.I.) - Va bene, terza proposta è quella del Consigliere Manganoni, di demandare l'esame di questo problema alla Commissione dei Lavori Pubblici... (voci) ...Siete d'accordo? Va bene, allora il Consiglio approva questa decisione di rinviare con possibilità di portare in Consiglio alla fine di novembre e con l'invio immediato da parte della Presidenza del Consiglio del problema alla Commissione ai Lavori Pubblici.
Si passa all'oggetto n. 31.
