Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 257 del 12 novembre 1970 - Resoconto

OGGETTO N. 257/70 - Proposta di designazione di un membro effettivo e di un membro supplente per la nomina quali rappresentanti del Consiglio regionale nella costituenda Commissione regionale per la mano d'opera agricola. (Rinvio all'esame di Commissioni consiliari)

Montesano (P.S.D.I.) - Il Ministero del Lavoro della Previdenza Sociale con lettera del 22 settembre 1970, invitava la Presidenza del Consiglio a voler comunicare al predetto Ministro i nominativi del rappresentante effettivo e quello supplente da includere nella Commissione di cui si è detto.

La Commissione è quella regionale per la mano d'opera agricola, che è costituita presso l'Ufficio Regionale del Lavoro, e della quale deve far parte un rappresentante del Consiglio e che deve avere anche un suo supplente insieme a tutti gli altri membri che sono espressione di altri organismi.

Quindi, invito il Consiglio a designare un membro effettivo e uno supplente da proporre quale designati, appunto, dal Consiglio al Ministero del Lavoro della Previdenza Sociale.

Fosson (U.V.) - Io vorrei fare un'osservazione su questa designazione da parte del Consiglio e colgo l'occasione di questa designazione perché ce ne saranno altre e noi desideriamo fare delle eccezioni.

Perché qui si dice in ogni Regione presso l'Ufficio regionale del lavoro, dice la legge, e della massima occupazione è la Commissione regionale per la mano d'opera agricola composta dal Direttore dell'Ufficio in qualità di Presidente, dal Vice Direttore dell'Ufficio stesso, da un rappresentante del Ministero dell'Agricoltura e Foreste, da un rappresentante dell'Ente di sviluppo o degli Enti di sviluppo operanti nella Regione designato dal Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, da un rappresentante del Consiglio Regionale dove è costituito o del Comitato della Programmazione.

Ora, qui si verifica un caso strano, caso strano perché, perché specialmente noi sostituiti come Regione alle diverse funzioni del Ministero dell'Agricoltura e, praticamente questa è una legge, si capisce, nazionale e non poteva riportare i casi singoli e, quindi, si parla ancora di un rappresentante del Ministero dell'Agricoltura, nominato dal Ministero dell'Agricoltura, come lo nominerà il Ministero dell'Agricoltura questo rappresentante. Noi ignoriamo perché se, eventualmente è una nomina che deve essere fatta qui, l'Assessorato sostituisce nelle varie funzioni il Ministero dell'Agricoltura, quindi deve essere una competenza della Giunta a nominare questo rappresentante, così per, così se domani ci fosse un Ente di sviluppo nella Regione.

Gli si potrà obiettare che qui si parla di una legge sull'occupazione della mano d'opera agricola e, mentre noi abbiamo una potestà primaria in fatto di agricoltura che ci viene dallo Statuto in base all'articolo 2, non abbiamo una potestà sulla questione della mano d'opera e degli uffici di collocamento.

Però noi, qui, una parte della funzione dell'Ufficio di collocamento, noi rimaniamo e possiamo rimanere ligi a quello che lo Stato che non ci dà la competenza, ma in questo caso c'è un accavallamento di questioni che noi dobbiamo, a un certo momento, poter definire. Perché è chiaro che se nel settore Agricoltura e Foreste abbiamo la potestà primaria e, quindi, svolgiamo le funzioni del Ministero dell'Agricoltura, altrettanto dove in una legge si dice che il Ministero dell'Agricoltura deve nominare un suo rappresentante, in questo caso la nomina di questo rappresentante nella Regione deve essere fatta dall'Amministrazione Regionale, dalla Giunta attraverso l'Assessorato della Regione.

E perché, di questi fatti anacronistici ne vengono fuori altri, voglio citarvelo così, proprio per analogia, in un altro campo dove noi avviamo una potestà integrativa. Ad esempio, vi voglio citare il caso delle Commissioni della Previdenza Sociale. C'è una Commissione provinciale, io non ho qui adesso il testo della legge, mi dispiace perché altrimenti potrei, ve lo riassumo brevissimamente, ci sono delle Commissioni provinciali e delle Commissioni regionali dove sono previste in base proprio all'ultima legge sulle pensioni come sono formate queste Commissioni e in quel caso, ad esempio, i vari sindacati devono designare una terza parte di loro rappresentanti e poi il Ministero del lavoro decreta la composizione della Commissione con questi rappresentanti.

Vediamo un po' il caso che succede in Valle d'Aosta. Proprio per questo caso, e lo porto come analogia perché dico di questi casi ce ne saranno diversi che verranno fuori, è per questo che io approfitto di questa occasione per parlarne e a un certo momento, vedere come si potrà ovviare a questo inconvenienti.

Ad esempio, per la Commissione provinciale la nomina è una nomina da parte del Presidente della Giunta, decreto del Presidente della Giunta che prenderà atto della Commissione provinciale e nomina la Commissione provinciale.

Poi abbiamo la Commissione regionale, invece, deve essere nominato dal Ministero del lavoro.

Cosa succede qui in Valle d'Aosta, che vari sindacati, e qui c'è una situazione diversa perché, poi, nella legge nazionale si parla dei sindacati nazionali, allora, tra i vari Sindacati in Valle d'Aosta si è fatto un accordo e una ripartizione di questi posti. Per quanto concerne la questione della Commissione provinciale, tutto a posto, perché tutti i sindacati erano d'accordo e fatto.

Per la Commissione regionale, praticamente, il sindacato regionale, che non è sindacato nazionale, se vuol fare nominare i suoi membri dovrebbe dare il nominativo dei suoi membri a altri sindacati e attraverso il sindacato nazionale essere proposti al Ministero per la composizione di questa Commissione. Voi capite che è un anacronismo tale questo, vedendo noi la situazione in Valle d'Aosta che non può essere accettata. Quindi, bisognerà vedere di ovviare anche a questo inconveniente.

Quindi, io sarei dell'avviso di non passare e non la faccio più lunga adesso. Questo problema ritengo che vada esaminato a fondo, non so se da una Commissione degli affari generali oppure direttamente esaminata a fondo dalla Giunta chiedendo anche ragguagli a chi è necessario. Ma per il momento di soprassedere alla nomina del rappresentante della Regione in questa Commissione, studiare quello che è possibile fare in maniera di fare un passo anche verso i Ministeri a Roma in modo che non ci troviamo di fronte a questi anacronismi e si possa dare attuazione a quello che è veramente l'autonomia, altrimenti noi abbiamo, per certe funzioni molto più importanti, abbiamo l'autonomia garantita anche dallo Statuto. E poi praticamente, attraverso queste Commissioni, per la nomina di queste Commissioni noi dobbiamo dipendere esclusivamente dai vari Ministeri centrali.

Cosa che io ritengo non sia logica perché, anche quel contratto che ho fatto prima, dove praticamente c'è una Commissione provinciale che è di competenza della Regione e la Commissione regionale non è competenza della Regione.

Quindi, ho voluto chiarire così appena appena questo punto e dire che noi dovremo fare qualche cosa per ovviare a questi inconvenienti.

Dujany (D.P.) - Mi pare che l'osservazione sollevata dal Consigliere Fosson è un'osservazione che ha un certo significato sul piano regionalista non tanto per l'oggetto

stesso della discussione, ma quanto per il problema di competenza fra Stato e Regione sul piano amministrativo.

Questa, direi, è un'occasione che si offre a questa osservazione, occasioni che si presenteranno e si presentano spesso oggi all'esame degli organi regionali e mi pare che stiamo assistendo oggi, in campo nazionale, a continui ordini del giorno su vari argomenti da parte delle Regioni a Statuto ordinario, le quali protestano perché molte competenze amministrative, strettamente amministrative come questa, continuano dalle leggi nazionali a essere demandate agli organi ministeriali o agli organi centrali o agli organi periferici burocratici, senza tener conto naturalmente dei principi della Costituzione e senza tener conto dell'ordinamento amministrativo, del decentramento amministrativo. Ora, in merito a questo problema specifico, io avevo un po' esaminato questo problema ai sensi del nostro Statuto. Ora, la nostra Regione non ha nessuna competenza legislativa né in base all'articolo 2, né in base all'articolo 3 dello Statuto. Perché l'articolo 2 attribuisce alla Regione competenza primaria per quanto attiene all'agricoltura, foreste, zootecnia, flora e fauna. Non si ritiene che né il problema agricoltura possa essere compresa anche la materia di collocamento della mano d'opera agricola in quanto, naturalmente, non credo che si possa confondere con la voce agricoltura.

Pertanto, la votazione di un ordine del giorno, con il quale si rivendichi alla Regione la competenza di esercitare, ai sensi dell'articolo 4 dello Statuto, che è il trasferimento delle competenze amministrative nelle materie in cui ha competenza legislativa, non darebbe sufficiente motivazione.

La questione potrebbe essere invece sostenuta avvalendosi dei principi del decentramento amministrativo che sono la base della Costituzione delle Regioni Autonome e delle Regioni a Statuto ordinario.

In base a questi principi, non dovrebbe essere difficile sostenere con un ordine del giorno o con uno strumento che si ritiene opportuno di adottare, che il legislatore avrebbe dovuto decentrare alle Regioni la Costituzione della Commissione prevista in oggetto, riservando eventualmente al Ministro del lavoro e della previdenza la nomina di tali Commissioni solo nelle Regioni dove non esiste il Presidente della Giunta regionale. La questione però sarebbe stato augurabile che fosse stata sollevata in sede di Parlamento da parte dei Parlamentari, in sede di ratifica del decreto-legge del 3 febbraio 1970. E solo in tale sede si sarebbe potuto ottenere una formulazione della legge in modo diverso da quello attuale.

Stante così le cose, che cosa potremmo concludere, direi sarebbe opportuno probabilmente rinviare il problema in sede di apposita Commissione e ritengo che la Commissione più idonea potrebbe essere Affari Generali per approfondire meglio questo problema in relazione alle nostre competenze. E sarebbe opportuno probabilmente redare un ordine del giorno in cui, direi, si protesti, perché lo Stato, o meglio il Parlamento, in questa sede ignorando le Regioni a Statuto speciale e contrariamente ai principi fondamentali del decentramento amministrativo connessi con l'istituzione delle nuove Regioni a Statuto ordinario, continua ad evocare a sé dei provvedimenti che senza dubbio dovrebbero essere dei provvedimenti decentrati in quanto solo le Regioni possono conoscere l'ambiente, costruire Commissioni valide nel settore del collocamento della mano di opera agricola.

C'è solo forse un piccolo inconveniente, che potrebbe essere superato a condizione che la Commissione esamini questo problema con una certa sollecitudine, per evitare il mancato funzionamento di questa Commissione alla quale è devoluto il problema dell'occupazione della mano d'opera agricola. E per noi questo problema, in genere, diventa particolarmente interessante mi pare sotto l'aspetto dell'alpeggio, della monticazione dell'alpeggio perché è in quel settore dove abbiamo un certo numero di mano d'opera agricola dipendente.

Quindi, fatte tutte queste osservazioni riterrei opportuno di accogliere l'osservazione fatta dal Consigliere Fosson di un rinvio, con la raccomandazione a che la Commissione esamini questo problema con sollecitudine e apporti al Consiglio una proposta di soluzione possibilmente nelle linee che ho indicato poco fa.

Germano (P.C.I.) - Noi siamo d'accordo per il rinvio di questo argomento alla Commissione e per lo studio, la formulazione di un qualche cosa che garantisca meglio i nostri diritti autonomistici e di decentramento anche sotto questo terreno.

Vorrei però far presente una cosa: lo Statuto Siciliano e gli altri Statuti speciali hanno pressappoco le voci nostre. Secondo me, in quelle Regioni, su determinati terreni è stato fatto uno sforzo di allargamento. Perché si dice l'agricoltura non contempla anche i problemi della mano d'opera. Perché si dice l'industria (dove noi abbiamo competenza integrativa) non contempla anche i problemi della classe operaia. Evidentemente si tratta anche di forzare un po': il fatto è che in Sicilia è stata fatta una legge sul collocamento, democratica, non più con queste impostazioni. È una legge che ha tolto degli strumenti più pesanti di discriminazione. E il collocamento è uno degli strumenti più pesanti di discriminazione; se viene usata in modo democratico è una cosa, se viene usata in modo antidemocratico è un'altra cosa. Quindi, nel dichiararmi d'accordo, io aggiungerei solo questo: bisogna che siamo anche noi a non autocensurarsi ma a tendere ad allargare quelli che sono i poteri della Regione conferiti dallo Statuto speciale.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Allora il Consiglio è d'accordo di rinviare l'argomento e di demandarlo nella sua discussione alla Commissione Affari Generali. Io proporrei, però che, trattandosi di argomento che investe l'agricoltura, fosse per lo meno sentito l'Assessore all'Agricoltura oppure le due Commissioni congiunte possono discutere l'argomento.

Ad ogni modo il mandato che io ricevo dal Consiglio è di inviare l'argomento alla Commissione Affari Generali. Proponevo anche che fosse sentita congiuntamente la Commissione all'Agricoltura.

Allora, facciamo così: una seduta congiunta prima Commissione e la Commissione all'Agricoltura.

Allora si passa all'oggetto numero 5.