Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 250 del 12 novembre 1970 - Resoconto

OGGETTO N. 250/70 - Iniziative e provvedimenti legislativi necessari alla realizzazione integrale dello Statuto speciale della Valle d'Aosta. (Approvazione di mozione)

Germano (P.C.I.) - Penso di fare una brevissima illustrazione, perché la mozione contiene già tutti gli elementi che noi volevamo sottoporre.

L'impegno che il Governo, il Presidente del Consiglio dei Ministri, è l'ennesimo impegno nei riguardi dello Statuto speciale della Valle d'Aosta. Se si vuole questi impegni da noi fissati nella mozione, si può anche aggiungere l'impegno assunto dalle Commissione Finanze e Tesoro del Senato che si aggiunge a quello della Camera. Se noi consideriamo anche il Convegno che è stato indetto dalla nostra Regione sulle Regioni a Statuto ordinario e sulle conseguenze che portava anche per le Regioni a Statuto speciale, dobbiamo concludere che quello che è emerso, e lo sottolineava anche il Presidente della Giunta nel suo intervento conclusivo, è la necessità di un rilancio autonomistico. Parlavano alcuni dei relatori di una nuova costituente per portare avanti la riforma dello Stato, della trasformazione da Stato centralizzatore a Stato decentrato, come prevede la Costituzione. In queste condizioni io penso che la nostra mozione sia un impegno che deve assumersi tutto il Consiglio. Noi abbiamo presentato questa mozione perché pensavamo fosse il momento, però a noi non interessa la priorità, cioè che si voti la nostra mozione, interessa che tutto il Consiglio sia d'accordo per l'impegno autonomistico, e ci interessa che sia riconfermato proprio in questa fase. Perciò noi siamo pronti ad ascoltare, ad accettare tutte le proposte che vadano nella direzione di risolvere problemi autonomistici e nell'interesse della Valle d'Aosta. Non ci interessa la forma, non ci interessa chi la presenta. Quel che domandiamo è che tutti i Consiglieri siano un po' fedeli al giuramento. Il giuramento dice di operare nell'interesse della Valle d'Aosta e io penso che questo sia il momento per riconfermarlo.

Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - A distanza di oltre vent'anni dall'entrata in vigore del nostro Statuto speciale, approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, l'attuazione del nostro Statuto è mancato nello spirito e anche nella lettera in modo abbastanza importante. Il trasferimento alla Regione dei beni patrimoniali dello Stato è andato e tutt'ora va, molto a rilento, con un comportamento da parte degli organi dello Stato che in più occasioni fa rasentato un po' quello del pizzicagnolo. Cioè, piccole cose strappate con i denti, in materia di acque pubbliche ad uso non irriguo, il comportamento statale è stato tale da costituire un tipico esempio di non perfetta buona fede. In materia di riparto fiscale, l'azione dello Stato si definisce già solo con la politica dei rubinetti, cioè un tentativo di coercizione morale nei confronti della popolazione, che allo Stato ha sempre dato tutto e forse qualcosa di più.

L'attuazione della zona franca è diventata la favola degli uomini di governo nazionali in campagna elettorale per quanto riguarda la Valle d'Aosta. Anche per quanto concerne il problema etnico - linguistico e le competenze amministrative previste dall'articolo 4, lo Stato non ha mantenuto fede e non mantiene fede agli obblighi sanciti dallo Statuto.

Tutto ciò costituisce un pacchetto di rivendicazioni che la Valle d'Aosta, sinora, ha portato avanti con assoluto senso giuridico che è sempre stato un lato caratteristico del popolo valdostano.

Nervi saldi e pazienza hanno sinora caratterizzato l'azione politica della Valle d'Aosta, questo però non vuol significare rassegnazione di fronte ai propri diritti.

Siamo perfettamente consci dei nostri diritti come siamo perfettamente consci delle inadempienze dello Stato nei nostri confronti. La coscienza di questa situazione ci deve maggior forza per proseguire nella nostra azione rivendicativa. Senza ispirarci ad altre Regioni che in passato hanno ottenuto il pacchetto ai piedi dei tralicci contorti o più recentemente, a Regioni che il pacchetto di rivendicazione avanza o prima ancora di avere lo Statuto approvato, e senza avere subito tutti i torti costituzionali che noi con pazienza abbiamo sopportato dal 1948.

Questi sistemi sono un'offesa al senso democratico della Valle d'Aosta. Noi chiediamo con metodi civili e democratici, l'applicazione di una legge costituzionale che ci riguarda e non vogliamo l'elemosina. Riteniamo che il Governo, nell'interesse della sua credibilità nei confronti non solo nostri, ma anche della Comunità nazionale debba prendere seriamente in esame l'attuazione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta.

Poiché questo argomento non può non trovare tutto il Consiglio unanime nell'auspicare senza riserve la soluzione dei problemi connessi con l'esigenza della realizzazione integrale dello Statuto Speciale, ritengo che sia conveniente che la mozione, opportunamente emendata, sia dovuta all'unanimità.

Per quanto mi concerne, ritengo che i rapporti a questo proposito siano tenuti dalla Giunta Regionale, con il Governo nazionale, mentre la delegazione unitaria del Consiglio Regionale dovrebbe tenere i rapporti con i gruppi parlamentari. E a questo proposito, suggerirei che il dispositivo della delibera della mozione, venisse modificato così, cioè delibera:

"a) di dare mandato alla Giunta Regionale di prendere sollecitamente contatto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e con i Ministri competenti, al fine di attuare dei provvedimenti legislativi necessari alla realizzazione integrale dello Statuto speciale, come nelle aspettative di tutti gli abitanti della Valle d'Aosta;

b) di impegnare la Presidenza del Consiglio a promuovere la costituzione di una delegazione unitaria e rappresentativa del Consiglio che prenda sollecitamente gli opportuni contatti con la Presidenza dei rami del Parlamento e con i gruppi parlamentari per concordare le iniziative e i provvedimenti legislativi necessari alla realizzazione di cui al punto a).".

Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? Consigliere Tonino.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io sono d'accordo sul contenuto finale di questa mozione, però quello che vorrei dire è che tutti i Governi succeduti dal dopoguerra ad oggi, tutti hanno promesso e tutti quanti non hanno mantenuto la loro promessa. È stata tutta una lunga presa in giro che dura ormai da 25 anni.

Tutti questi Governi che si sono succeduti hanno sempre avuto una Democrazia Cristiana nemica della Valle d'Aosta, dei suoi problemi statutari.

Abbiamo avuto la Democrazia Cristiana al potere alla Regione, e la stessa al potere al Governo centrale. Cosa abbiamo ottenuto? Nulla. Abbiamo avuto un Governo Regionale che qualcuno l'ha chiamato di tipo "frondista" e quindi gli avversari accusavano quel Governo che non avrebbero mai ottenuto nulla. Il Governo centrale per via del colore politico differente.

È ritornata al Governo Regionale la Democrazia Cristiana, con il fausto evento del Centro Sinistra, mica ci siamo scordati di questo. Che cosa hanno ottenuto? Zero. La partecipazione dei Socialisti, del P.S.I. nel Governo Regionale ha forse sbloccato la situazione? Vi erano altre cose da sistemare che è meglio non più ricordare, e siamo giunti così all'appuntamento con 1971 e tutti i problemi fra lo Stato e la Regione sono ancora da risolvere.

Da qualche mese abbiamo un Governo Regionale con una maggioranza nuova, che sembra reggere bene. Vediamo che quasi tutti i provvedimenti vengono adottati con una maggioranza di 24-25 voti favorevoli. A parte che ciò dà anche la possibilità a qualcuno della maggioranza di comportarsi magari in un altro modo, ma questo non interessa, a me interessa, ed era questa l'espressione del mio voto alla sua costituzione, a me interessa, dicevo, che questa nuova maggioranza, questa nuova Giunta dimostri con i fatti di affrontare i problemi insoluti fra lo Stato e la Regione Valle d'Aosta.

È qui mi felicito con questa Giunta che ha predisposto un disegno di legge sul riparto fiscale. Ed arrivando allo spirito della mozione, io penso che non si voglia ripetere il metodo usato fino a ieri, di non accettare nessuna collaborazione che possa servire a bloccare la situazione.

In passato ho potuto notare sia dalla Giunta dello scomparso Presidente Bionaz, sia la successiva Bordon, che essi hanno sempre rifiutato la collaborazione, non sul piano di un allargamento della maggioranza, ben s'intende, ma sul piano specifico del riparto fiscale, e dei piani connessi all'autonomia Regionale. Più volte anche dal gruppo consiliare comunista, è stata avanzata tale proposta, e tale proposta è stata rifiutata.

Oggi, ci troviamo di fronte a un banco di prova, ci troviamo di fronte alla proposta del gruppo comunista, una mozione in cui avrei posto volentieri anch'io la mia firma, ma che comunque è una mozione che mi permette di inserirmi per lievitarla maggiormente, perché al di là della proposta, vi è un tentativo per risolvere problemi di vitale importanza per la nostra Regione. Quindi... non un inserimento servizievole di natura politica a questa Giunta, ma un contributo costruttivo, che il sottoscritto vuole portare approfittando di questa mozione, per tentare in modo unitario di risolvere il problema della nostra Autonomia regionale, e per dare alla nostra Regione Autonoma quegli strumenti che le competono, e che possono servire ad affiancare le lotte, le aspirazioni dei lavoratori, dei contadini, che vogliono usare quegli strumenti, per il beneficio loro e del popolo lavoratore valdostano.

Queste mie considerazioni che ho voluto fare, approfittando di questa mozione, hanno due aspetti fondamentali: la prima è legata al tentativo della parte deliberante della mozione, cioè pensare di risolvere in un modo unitario la realizzazione integrale dello Statuto speciale della Valle d'Aosta. La seconda considerazione è quella con cui giustifico maggiormente la mia disponibilità di collaborazione, e che mi serve per dire ancora una volta che il sottoscritto, che rappresenta in questo consesso il P.S.I.U.P., oltre a non rifiutare mai a dare il proprio contributo ai problemi di vitale importanza, dichiara inoltre che non è attestandosi su delle posizioni di velleitario e fumoso rivoluzionismo verbale, come alcuni sono usi fare, che si costruisce il socialismo, né correndo dietro a certe formule... che danneggiano l'unità del Movimento operaio seminando confusione che si creano prospettive per un cambiamento radicale della società.

Detto questo, io sono d'accordo sul contenuto di questa mozione, sicuro che i gruppi parlamentari del mio partito, che si sono sempre battuti per i nostri problemi statutari, sapranno ancora una volta affiancarsi nei nostri desideri.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Ramera.

Ramera (D.C.) - Il Consigliere Tonino, non so cosa si voglia dalla Democrazia Cristiana, e di chiedere Commissioni unitarie che vadano a sollecitare i gruppi parlamentari al Governo.

Non sapevo che il P.S.I.U.P. nato da non so quando, avesse dato impulso alle autonomie speciali, questo mi giunge nuovo. Comunque, dopo 22 anni, ha detto l'ex-collega di gruppo Pollicini, vi sono dei problemi che si rinnovano e si ripetono alla vigilia della campagna elettorale. E poi mi stupisce che, dopo 22 anni, il Consiglio Regionale sia altrettanto qui, forse a risciacquarsi la bocca con certi temi, e non sappia che i rapporti con il Governo centrale c'è modo e modo di condurli. C'è chi li conduce con delle lettere, c'è chi li conduce andando a battere i pugni. Comunque, a parte queste considerazioni che sono solo personali, appena sentiti due interventi devo dire a nome del mio partito alcune considerazioni.

Il nostro partito, che conquistò alle elezioni del 1968 la maggioranza relativa, si trova oggi, dopo la dolorosa scissione della primavera scorsa, in una posizione che può definirsi almeno anormale, in quanto noi riteniamo di non essere l'esatta rappresentanza del nostro elettorato.

Per cui solo nuove elezioni potrebbero dare il giusto assetto a questa Assemblea.

Inoltre il nostro gruppo ha subito ingiuste discriminazioni ed emarginazioni che offendono il prestigio di un grande partito come il nostro, per cui non ci si può chiedere collaborazione se non muterà il rapporto o il clima dei rapporti tra le forze democratiche esistenti in questo Consiglio.

La D.C. ritengo abbia ancora molto da dire e da fare nell'interesse dell'Autonomia, anche se non ha mai fatto niente - come dice qualcuno - e questo lo sanno sia le forze che con noi hanno collaborato negli anni passati e sia i colleghi che ci hanno lasciato per dar vita a un nuovo movimento, la cui matrice è pur sempre la nostra. Ragion per cui solo un rimescolamento dell'attuale maggioranza, che è un reinserimento della Democrazia Cristiana al suo posto giusto, potrebbe ridare l'equilibrio a questo Consiglio e fiducia al paese, e chi ritiene invece che la D.C. debba essere umiliata ed emarginata, non ci venga a chiedere collaborazione per una politica di cose concrete ben sapendo che senza di noi rimarrà una politica di cose astratte, per l'impossibilità di un dialogo con il Governo Centrale. E del resto questa è la seconda considerazione, non vediamo perché sia necessaria la nostra presenza, quando si presenta al nostro esame un disegno di legge per cui è chiesta la sospensione per il nuovo riparto fiscale, come se tale provvedimento fosse già stato predisposto con il Governo centrale, e tutto l'iter sia già stato assicurato per una sua rapida approvazione da parte dei rami del Parlamento. Se così è, non vedo a che serve una rappresentanza unitaria del Consiglio per una causa che pare già essere risolta, e a che cosa serva pertanto la presenza della D.C., a meno che tutto non sia da considerarsi ancora pia illusione, come l'aumento dei contingenti, il cui problema è di mesi or sono, di attirare l'attenzione del Consiglio Regionale, ma per la cui soluzione non vedo affatto muovere nulla, tanto da dover pensare, e l'ho detto nell'apposita Commissione, che se ne parlerà forse nel 1972, se non più avanti. Ma di questo avremo modo di riparlarne in un altro momento di questa seduta.

Per questi motivi, la Democrazia Cristiana, pur non mancando a quel giuramento di cui qualcuno ha fatto cenno, credo che il Consigliere Germano, di operare sempre nell'interesse della collettività valdostana, non ritiene di far parte di nessuna delegazione unitaria. La Democrazia Cristiana farà i suoi interventi nell'interesse generale, senza doversi accompagnare a nutrici o governanti non richieste né bene accette da noi.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Fosson.

Fosson (U.V.) - Parler de cet argument, on pourrait parler pendant des heures de cet argument. Il y a tout de même, et je ne voudrais pas parler des heures, seulement faire quelques constatations, quelques constatations qui sent le fruit d'une expérience, d'une longue expérience que l'Union Valdôtaine a fait pas seulement dans ces dernières années, mais dès le début. Expérience faite pendant qu'il était au Gouvernement, expérience qui a fait pendant qui était à l'opposition.

Je pense que nous devrions, avant tout, être tous d'accord, et ceci est la question fondamentale que nous avons cherchée toujours de soutenir. Aussi rien dans cette salle, que au dehors des avis de la population valdôtaine, nous avons toujours soutenu que on aurait pu obtenir quelque chose et surtout faire actuer le Statut de la Vallée d'Aoste si les valdôtains étaient unis et quand nous disions si les valdôtains étaient tous unis, nous ne pensions pas que tous les valdôtains devaient militer dans le même, ou ils devaient militer tous dans l'Union Valdôtaine, mais tout de même, tout en ayant de différentes conceptions politiques, ils devaient être tous unis pour la défense de leur Statut qu'ils avaient obtenu tous unis, et pour se présenter vis-à-vis du Gouvernement Central, se présenter avec une certaine force.

Malheureusement, ici je ne veux pas faire une histoire, parce que comme j'ai déjà dit au début, on pourrait parler pendant des heures, malheureusement, le ver de la discorde a toujours travaillé dans le sens de désunir les valdôtains, et quand on pense et quand on dit : les germans qu'on a voulu désunir les valdôtains pour le caractère du tel ou du tel autre, ce n'est que d'une "cortina fumogena" qu'on veut faire, parce que nous nous rappelions que la désunion est venue sur bien d'autres problèmes, parce que quelques fois, comme s'est vérifié dans le passé, quelqu'un demandait au Gouvernement central une certaine position, ils étaient en train d'expliquer certaines positions qui étaient le fruit d'une discussion faite au Conseil Régional, et certains représentants de parti se permettaient d'aller dire: non, ne concédez pas pour le moment, vous concédez quand nous sommes puis nous que gouvernerons la Vallée d'Aoste, et ceci a fait un mal immense, parce qu'il a présenté au Gouvernement central une division entre les valdôtains.

C'est une chose qu'il faut rappeler quand nous parlons aujourd'hui de vouloir, et nous demandons comme va, qu'après 22 ans, notre Statut n'est pas encore appliqué, et nous le savons il y a un conflit naturel entre le Gouvernement central, surtout dans le passé défendait un Etat centralisé, ce qu'étaient les autonomies régionales, alors seulement les autonomies régionales à Statut spécial.

Et bien, ceci nous l'avons toujours dit, il serait le temps qui finisse, et c'est pour cela que je m'étonne, que je me suis étonné d'entendre l'intervention qui a fait, il y a un instant, le Conseiller Ramera. Nous ne voulons pas rentrer dans les questions, et je peux comprendre aussi les dissensions qui peuvent y être avec le Groupe qui s'est détaché de la Démocratie Chrétienne, et nous ne voulons pas aller nous à prendre la défense de personne, et d'entrer dans les questions qui intéressent les autres partis.

Et, sur ceci, je ne dirai rient, tout de même, j'ai entendu certaines affirmations, que nous pouvons pas partager, parce que le refus de vouloir travailler ensemble, pour demander l'application du Statut, ceci c'est une chose inamissible que nous devons le souligner.

Or, nous partageons, nous ne sommes pas les signataires de cette motion, nous sommes d'accord sur la proposition qui a été faite par le Conseiller Pollicini de modifier le fondement de cette motion, dans le sens que nous ne retenons que les contacts vis-à-vis du Gouvernement, sur le plan gouvernemental, doivent être tenus par la Junte. Et quand nous disons ceci, ce n'est pas parce que aujourd'hui il y a une Junte qui est soutenue par nous aussi, parce que nous sommes toujours été de ce principe, les rapports entre Gouvernement et Administration Régionale doivent être tenus par la Junte et ceci nous l'avions soutenu quand nous étions en nette minorité au Conseil régional, et quand il y avait seulement M. Chanoux qui représentait l'Union Valdôtaine, il partageait ce même principe et nous n'avons jamais refusé notre collaboration pour cela.

Nous sommes d'accord tout de même qu'il y a une action à faire, vis-à-vis de tous les partis. Et alors là, il peut y être cette délégation unitaire qui représente la volonté de tout le Conseil régionale, et qui peut être un appui valable aussi à la Junte Régionale. Et quand nous parlons, permettez-moi, de ces problèmes, nous oublions toutes les questions que nous avons eu dans le passé, parce que s'il y a aujourd'hui une dissension entre le Groupe de la Démocratie Chrétienne et le Groupe des Démocrates Populaires, il y a eu des dissensions bien plus marquées dans le passé. Et alors, si nous en rappelant, et les offrandes combien d'offrandes on a fait à nous, et bien, mais nous sur le plan personnel, on peut se rappeler de certain ...bien des fois nous l'avons même oublié sur le plan personnel certaine... et nous n'avons pas tenu certaines rancunes, mais tout-de même sur le plan administratif, sur le plan politique, sur le plan régionale, nous disons, nous allons pas dire: mais nous, parce que la Démocratie Chrétienne a fait ceci, nous voulons pas donner notre contribution.

Moi je ne voudrais pas être plus long sur ce point, parce qu'on finirait de faire un tas de questions. J'ai eu occasion de dire aussi, dans cette table ronde qu'on a fait pour la Région, en discutant sur les Régions, certains problèmes que nous avons même honte encore d'en parler, nous de l'Union Valdôtaine, et j'avais cité, vraiment comme exemple, la question de la zone franche, parce qu'il est 22 ans que nous disons l'application de l'article 14, sur la question de l'article 14 il n'y a pas de contestations sur le plan constitutionnel, parce que nous avons un droit fondé qu'on nous a reconnu, que personne peut dire : "vous n'avez pas le droit de la zone franche, mais tout de même il n'y a pas la volonté politique d'appliquer la zone franche, et j'ai eu occasion, je l'ai expérimenté moi-même, en parlant directement quand j'étais Assesseur à l'Industrie et au Commerce, avec les Ministères intéressés qui nous ont dit: "voi siete in una botte di ferro con l'articolo 14, ma non c'è la volontà politica d'attuare la zona franca, se voi non rinuncerete a qualche cosa". Ceci qu'est-ce que veut dire ? Il veut dire qu'on ne veut pas appliquer le Statut. Il veut dire qu'on ne veut pas appliquer une loi constitutionnelle.

Et alors, nous sommes tous démocritéens, communistes, D.P., Union Valdôtaine, parti socialiste, nous devons être tous unis dans le point de dire "nous voulons l'application d'une loi constitutionnelle, nous avons ce droit". Et alors, ici, doivent disparaître toutes les dissensions qu'il y a entre un parti et un autre, entre les questions personnelles qui peuvent exister, mais doit y être seulement l'unité, la volonté unanime de tout le Conseil régional pour faire appliquer la Constitution.

Seulement si nous agirons dans ce sens, nous défendrons effectivement le mandat que les électeurs nous ont donné pour participer ici au Conseil régional, si nous commençons à dire : mais nous, maintenaient, nous ne sommes plus au pouvoir, ici, au Conseil Régional, vous nous avez fait des figures, vous nous avez fait des offenses, et alors nous ne voulons plus parler de ces problèmes jusqu'à quand nous serons plus nous, en majorité, quand nous serons plus nous à conduire la vie administrative de la Région. "Et alors, je me permets de dire, M. Ramera, je peux partager cette question, parce qu'alors l'intérêt du parti ressort et vient au-dessus de ceux qui sont les intérêts régionaux. Et s'il y a une chose, que nous de l'Union Valdôtaine, nous n'avons jamais eu peur de dire, et nous avons eu des contrastes, même avec les partis qui étaient unis, qui étaient au pouvoir avec nous, nous avons toujours dit : "chacun doit maintenir ses idées politiques, mais les intérêts de la Vallée doivent primer sur ceux qui sont les intérêts du parti". Et moi je dis : "nous n'avons pas changé cette idée", il est plus de 25 ans, que nous disons ces choses, nous continuerons à les dire, et je me souhaite seulement vraiment, en le disant avec toute tranquillité, que tous les Conseillers, qu'ils ont eu un mandat électorale, et qui siègent dans ce Conseil, pensent un moment à ce fait, et tiennent présente la divise, que l'Union fait la force, et quand je dis : "l'Union fait la force", je veux pas dire que tous doivent être dans l'Union, mais je dis: "l'Union fait la force et seulement le Conseil Régional, sur ces problèmes fondamentaux sera uni, pourra demain obtenir quelque chose". Et voilà, c'est dans cet esprit que nous sommes favorables à cette motion, et avec les variations, les modifications qui ont été aussi proposée par le Conseiller Pollicini.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Savioz.

Savioz (P.C.I.) - Alcune cose sono già state dette da Fosson egregiamente, quindi io non ripeterò. Però ci sono alcuni punti, oramai potremmo già parlare di carattere storico per quanto concerne la nostra Regione, che vorrei sottolineare.

Va innanzitutto detto che, fin dal tempo clandestino, quando i vari rappresentanti politici della Valle d'Aosta militavano nel Comitati di Liberazione Nazionale provinciale, e dove naturalmente ognuno di noi portava il bagaglio delle sue idee e il bagaglio del partito a cui apparteneva, però l'unità di intenti di tutti indistintamente era sempre stata portata verso la soluzione dei problemi della Valle d'Aosta, con diverse sfumature, con diversi principi, con diverse intenzioni, con diverse questioni, però, l'unione era assicurata e i contatti che si prendevano in via separata, o in via collegiale con i rappresentanti del Governo, con i rappresentanti della Costituente o con i vari partiti erano sempre aggiornati in sede di Comitato di Liberazione Nazionale Provinciale. E questo, nessuno è in grado di poterlo smentire, perché io facevo parte di quel Comitato e, quindi, so molto bene come sono andate le cose.

Quale è stato il pasticcio - io lo chiamo - che è venuto a portare dei danni tremendi alla nostra Regione? È stato dopo il famoso viaggio di De Gasperi in America, quando ritornò in Italia con l'ordine di buttare fuori i Comunisti dal Governo e di costituire il Governo che poi ha avuto luogo e che ha continuato per la sua strada.

Quindi, quell'anticomunismo partito da oltre Atlantico e che si è riversato in un modo clamoroso nell'ambito del Governo nazionale, si è riversato anche nel Governo della Regione e si è cominciato da allora ad avere, prima di tutto, soprattutto, innanzitutto a fare dell'anticomunismo. Noi non contavamo più niente, per il semplice motivo che vestivamo una divisa diversa da quella che vestivano i nostri colleghi.

Questa è la realtà; che si voglia o non si voglia la realtà è questa.

Fare dell'anticomunismo, costi quello che costi, e alla Valle d'Aosta è costato ben poco, non dico che, se avessimo continuato la politica del tempo clandestino e del subito dopo la liberazione, cioè la politica di intenti e di accordi e anche di discussione per ottenere qualcosa di più, si sarebbe ottenuto tutto. Non dico questo, ma certamente non sarebbe stato il triste spettacolo, che ventidue anni dopo ci troviamo ancora in quest'aula a discutere e ci troviamo ancora di fronte alla politica dei rubinetti aperti o chiusi, a seconda di chi va a toccare le valvole di quelli che sono i serbatoi nazionali.

Noi, per contro nostro, abbiamo continuato, abbiamo sempre insistito, la mozione che oggi presentiamo non è una cosa nuova. Abbiamo sempre ribadito e ribattuto il chiodo della necessità di formare delle delegazioni, che è una delle tante forme per poter dare, se non altro, la sensazione che il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta è unanimemente d'accordo nel deplorare, nel richiedere, nel perseguire una determinata politica, per aver quello che giustamente gli dovrebbe venire. Purtroppo abbiamo sempre sentito, per una ragione o per l'altra, e io non sto qui a ricordare le ragioni e il perché e per il come sono stati detti dai vari seggi del Consiglio regionale, da vari uomini, però il problema di fondo è sempre stato quello di no, no ai Comunisti, prima di tutto.

Ed eccoci ancora qui, e sentiamo oggi sotto un'altra forma sotto altra veste, con altre parole, però la... è sempre quella si risponde continuamente di no.

Ventidue anni sono passati e se, io dico questo alla Democrazia Cristiana, se la vostra politica che avete imbastito nel 1947, avete continuato e perseguitate ancora a continuarla, avesse dato un... avesse risolto alcuni problemi della nostra Regione, potremmo anche rendervene atto. Ma che cosa è servita la vostra politica? Onestamente, così francamente, non è servita a niente perché i problemi della Regione sono rimasti insoluti, e la Regione non potrà vivere, e non potrà prosperare, e ripeto le parole di Einaudi, che è inutile fare delle Regioni se poi non gli si dà il nome necessario per vivere.

Questa è la realtà?

Noi abbiamo avuto la fortuna che qualcuno che era in testa al Governo Regionale ha avuto il coraggio di aprire il Casino de la Vallée anche contro il volere dei governanti, abbiamo avuto quella fortuna, perché se non avessimo avuto il Casino de la Vallée, mi sapete dire voi come saremmo ridotti oggi! Io scommetto che non esisteremmo più, saremmo un qualsiasi Consiglio di carattere provinciale, e non avremmo potuto fare un bel niente nella Valle d'Aosta.

Questa è la triste realtà che, purtroppo, noi siamo ancora lì ad aspettare, che ci venga proposto un qualche cosa di serio, di onesto, e che venga data alla Regione la possibilità di vivere, perché Signori, senza questa possibilità è inutile parlare di autonomia.

L'autonomia non esiste se non abbiamo fondi necessari per fare fronte all'ordinaria amministrazione e alle cose di carattere straordinario.

Io non voglio entrare oggi nel merito di quel progetto di legge che p stato presentato e che verrà discusso il 21. Mi riserverò di dire lì quel che penso, ma in linea generale, qui vige sempre la politica dei rubinetti e, fin quando avremo questa politica, noi non saremmo liberi, noi non potremo esprimere quello che sentiamo nel nostro cuore, quello che vuole la Valle d'Aosta, quello che vogliono i nostri elettori, quello che vogliamo noi rappresentanti del popolo valdostano, temporaneamente seduti su questi banchi, non importa se è all'opposizione, se è al Governo, ma ognuno di noi se si sente veramente valdostano, a prescindere dalle sue idee politiche, e dalle sue convinzioni ideologiche, deve ricordarsi prima di tutto e soprattutto che lavora, vive, rappresenta la Valle d'Aosta e gli interessi della Valle d'Aosta. In questo momento, come venti anni fa, come venticinque anni fa, quando si discuteva, sono ancora sempre e soltanto i medesimi, cioè non ci potrà essere un'autonomina se non avremo la posizione definitivamente chiara dell'ordine finanziario che deve accompagnarla.

Ci sarebbero degli esempi da citare sulle famose questioni delle delegazioni ai centri del Governo e dei Parlamenti: la Sicilia, la Sardegna, ampiamente hanno sviluppato questa politica, e hanno ottenuto.

Ripeto, non è con questo che si possa ottenere tutto, che si debba ottenere, ma è in indubbio che se andiamo a discutere al centro, e possiamo dimostrare di essere tutti uniti e di avere una volontà unica, è indubbio che l'interlocutore dall'altra parte dovrà pensare un momento al peso che questo può avere. Se invece una parte va a chiedere, un'altra parte si astiene o, peggio ancora, fa sapere per via traversa come è successo a suo tempo, che i rubinetti dovevano rimanere chiusi e non aperti, ma bene, i contingenti, la benzina, avete ottenuto qualcosa di più, ma nessuno nega questo, ma non è questo il problema. Ramera, il problema di fondo non è la benzina, non è questo il problema. La vostra politica non serve a niente, quella che avete sviluppato per ventidue anni, quando eravate al Governo centrale, al Governo Regionale, non avete ottenuto niente, non siete stati capaci a risolvere niente, non avete voluto niente...se volete che vi dica chiaro, perché il vostro partito è stato solamente d'accordo per le Regioni, quando gli tornava comodo in campo elettorale, ecco perché volevano le Regioni, perché speravano, attraverso le Regioni, di poter avere la maggioranza per poter dominare il Paese. Quando poi hanno avuto la maggioranza al centro, si sono dimenticati delle Regioni. Questa è la realtà storica che nessuno potrà negare e nessuno potrà dire il contrario Signori della Democrazia Cristiana, quindi, prendetevi la lezione che vi meritate, riconoscete i vostri torti e cominciate a cambiare tattica e pensate veramente alla Regione e non pensate soltanto all'interesse, molte volte di carattere personale, e sempre di carattere politico che avete sviluppato durante ventidue anni, portando dei gravissimi danni alla Regione Valle d'Aosta.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola all'Assessore Chantel.

Chantel (P.S.I.) - Io ho preso atto con meraviglia, stupore delle parole del rappresentante della Democrazia Cristiana in questo Consiglio Regionale.

Io credevo che chi fa della politica almeno almeno si interessasse a fondo delle cose che riguardano la Vale d'Aosta, specie quando queste cose vengono portate a livello nazionale e vengono discusse in Commissione ministeriali e parlo della VI Commissione alla Camera e della Commissione Tesori e Finanze del Senato.

E allora mi permetterò dopo di leggere l'ordine del giorno del Senato e approvato dal rappresentante ministeriale, cioè dal Governo, e forse allora ci incominceremo a capire meglio.

Sul resto delle dichiarazioni di Ramera parlerò dopo, tocco prima questo argomento.

Qui ci si meraviglia che la Giunta si sia preoccupata, specie dopo aver letto la relazione della Commissione sia della Camera sia del Senato, ripeto approvata dal Governo, che si sia preoccupata di presentare una legge fiscale.

Ora sia chiara una cosa, questa relazione in parole povere dice questo: che l'aver chiesto sull'articolo 12 tre miliardi per coprire il normale bilancio di amministrazione, perché con il riparto dato dal Governo non ha mai coperto le spese normali della Regione, mai da una data epoca in avanti, diciamo dal '62. E la relazione è molto chiara e se vogliamo fare della cronistoria, qui è stato ottenuto dalla Giunta Bionaz prima e Bordon un miliardo sull'articolo 12 per il '66, due per il '67 e tre per il '68, che c'è stato concesso solo ultimamente e recentemente e la Valle non ha ancora incassato, per essere molto precisi, con una dichiarazione molto chiara della relazione sia della Camera che del Senato.

E la relazione dice precisamente questo: il relatore Giulio riferisce, ecc., ecc., riguardo l'articolo 12, e dice che a tale conclusione si associano il relatore, dichiara in seduta fondata la modifica e chiede l'approvazione del disegno di legge. A tale conclusione si associano il Sottosegretario Sinesio, il Presidente Martinelli, il Senatore Buzio mentre il Senatore Sogliani e Fortunati prospettano l'opportunità che venga promossa una più equa ripartizione dei tributi fra Stato e la Regione Valdostana, invitando al contempo la Commissione ad approvare un ordine del giorno già accolto dalla Commissione Finanze e Tesoro della Camera dei Deputati; la proposta è accolta dalla Commissione che approva il seguente ordine del giorno accettato dai rappresentanti del Governo e modificato secondo una proposta del Senatore Trabucchi.

La V Commissione permanente del Senato Finanze e Tesoro nell'approvare il disegno di legge n. 3943, tenuto conto della particolare condizione della Valle d'Aosta; considerato che l'articolo 4 della legge 29 novembre 1955; invita il Governo a rivedere il problema dei rapporti finanziari fra Stato e Regione Valle d'Aosta nel senso di elevare congruamente le assegnazioni spettanti alla Regione.

Tale ordine del giorno viene firmato dal Senatore Fortunati e anche dai Senatori Sulio e Buzio. Viene quindi posto alla votazione l'emendamento introdotto dalla Camera dei Deputati nel testo già approvato dal Senato e, infine, è approvato il disegno di legge nel suo complesso. In parole povere, l'articolo 12 non deve servire per coprire le spese normali e ordinarie come è avvenuto con il bilancio del 1968. Ora, era logico che l'Assessore alle finanze, di fronte ad una dichiarazione del genere, si preoccupasse di preparare tecnicamente - e lo ripeto tecnicamente - una legge che fosse prima approvata da questo Consiglio e poi portata da diverse parti, compresi i nostri rappresentanti, sia il Senatore che il Deputato, appoggiati da tutti gli altri Gruppi, perché finalmente la Valle abbia il riparto fisso e definito e poi prepari i suoi bilanci all'inizio della atti a dare una programmazione sicura, avrebbe una sicura fonte di finanziamento.

Qui non c'è niente di straordinario, non c'è tutto quello che è stato inventato, vi siete appoggiati avete proposto, perché fino a prova contraria non credo che esista ancora un solo Ministro o un solo Sottosegretario che possa discutere in anticipo una legge, ma io ritengo che sia molto più logico che prima la legge sia approvata e accettata in questo consesso per poi portarla a Roma e farla approvare alla Camera e dal Senato.

Ora qui si sta facendo una montatura del tutto inutile, io ho preparato una legge che voi potete discutere tecnicamente se lo volete o se volete partire da un principio che è quello che la Regione debba non poter fare dei piani, non avere un proprio bilancio, non avere per autonomia concessa alla Regione e negata dal lato finanziario amministrativo. Se voi volete continuare su questa strada e volete anche essere contro... vostri stessi rappresentanti Deputati e Senatori in Commissione e quel che già accettato in via preliminare dal Governo, ditecelo.

Ma sì, voi avete parlato di una legge finanziaria, adesso l'avete accennato a una legge finanziaria che sembra che sia stata bocciata, buttata lì, l'ha detto il vostro rappresentate, non l'ho detto io. L'ha detto Ramera, ho sentito e ho le orecchie per sentire.

In quanto al resto, probabilmente voi, in più di tutto il resto, e scusate se questa volta dico "voi", perché la differenziazione di rappresentanti consiliari e rappresentanti del popolo valdostano qui dentro vengono divisi, cioè divisi anche quando si tratta di interessi esclusivi di tutti i cittadini viventi in Valle d'Aosta. E questa è una tesi del tutto nuova, ero perfettamente convinto e lo sono ancora, che quando una cosa è buona, quando una cosa è l'interesse di tutti, il negarla o tentare, diciamo così, di sabotarla, non è un'azione che io credo che gli elettori debbano approvare e una volta per tutte le dobbiamo chiarire queste posizioni.

Voi che invitate a nuove elezioni sarà bene che ne diate un po' prova di questo vostro modo di vedere a favore di questi elettori, che una volta tanto sappiano come regolarsi di fronte a certe dichiarazioni di cui io prendo atto, vero. In quanto al resto, mi dispiace ma dovrei fare, già che avete voluto porla su questa posizione, allora dovrei dire una cosa, se non mi sbaglio, eravate al Governo qui della Regione quando l'allora Ministro Fanfani è venuto in Piazza e ha garantito la zona franca per il giorno dopo. Sono passati tanti anni e non potete negare anche magari con... che i socialisti non erano affatto al Governo di questa Regione per tutti gli anni antecedenti in cui questi famosi diritti della Regione non sono stati accettati e approvati. Un fatto è certo, è che voi siete sempre stati al Governo da quando esiste la Repubblica Italiana. Questo è un fatto positivo.

E, allora non ritengo manco molto politica, manco verso i vostri rappresentanti al centro e manco verso il Governo, e venirci a dire o farci capire che se non siete trattati meglio...

Intanto io dovrei dire una cosa, delle vostre questioni interne e di quel che è successo non è noi che ci dobbiamo preoccupare.

Ognuno pianga per conto suo sul latte versato, non l'abbiamo certamente versato noi.

Questo è un fatto positivo, la scissione della Democrazia Cristina non l'abbiamo certamente procurata noi, questo è un altro fatto positivo, c'è stata forse una parte che ha creduto di rappresentare meglio i propri elettori e i lavoratori della Valle d'Aosta se ha preso certe posizioni? E questa è una cosa che riguarda voi, per essere molto chiari.

Però non credo che la vostra dichiarazione odierna debba implicare tutta la Democrazia Cristiana, perché il fatto diventerebbe molto grave, se le dichiarazioni di Ramera dovessero rappresentare il Partito Nazionale della Democrazia Cristiana, dichiarazioni fatte qui dentro, dichiarazioni che naturalmente sono registrate, io chiederò copia della registrazione, lei può dire tutto quello che vuole, si, ma tanto sono registrate... (voce di Ramera). Ah siamo d'accordo, qui dentro gli unici che capiscono qualcosa sono due: Bordon e Ramera e anche Mappelli, gli altri non capiscono niente, sono cretini, analfabeti e deficienti... io non accetto di essere deficiente se questo vi fa comodo, però come deficiente voglio lavorare nell'interesse della Valle d'Aosta e dei Valdostani, questo senza dubbio, almeno per quello sparuto, come dite voi, nostro elettore che ci ha mandato qui a sedere.

Ma è talmente sparuto che sta aumentando e continuerà ad aumentare e io mi auguro che continuate a comportarvi come vi comportate perché questo è bene che gli elettori lo sappiano e a tutto vostro vantaggio, vero.

Sull'altro punto, ripeto, io mi meraviglio che per l'ennesima volta in quest'aula si continui col solito solfeggio col solito ritornello "o con noi o contro di noi". Qui non ci sono "o con noi o contro di noi", qui ci sono dei rappresentanti del popolo valdostano che votano, che al popolo valdostano sia dato quel che gli è dovuto per legge.

E credo di avere esaurito il mio intervento. Voi siete padronissimi, anche a una legge che ha interesse valdostano, di astenervi o di votare contro. L'elettorato vi giudicherà e non crediate che l'elettorato non sappia giudicare e verrà il momento che dovrà giudicare e saprà giudicare bene.

Io credo d'aver finito il mio intervento, credo di aver finito il mio intervento.

Del tuo intervento, Ramera, mi dispiace un fatto solo, io che sono deficiente, ho capito una sola cosa; l'appoggio per ottenere quello che non si è ottenuto fino a ieri, non voglio andare a vedere per colpa di chi, non ve lo daremo, perché noi ci estraniamo da queste Commissioni, perché oggi noi non siamo più seduti qui, non siamo più al Governo della Valle.

Questa è la conclusione che io, deficiente, per accontentarvi, ho capito.

Montesano (P.S.D.I.) - Io vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio che in questo momento non si discute sulla legge del riparto fiscale, si discute sulla mozione. La discussione avverrà il 21 sulla legge...

Chiusa questa parentesi, diamo la parola... non c'è nessun'altro? Chi altro chiede la parola? Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Dice il collega Ramera: cosa si vuole dalla D.C....

Io parlo come uno dei presentatori della mozione, secondo noi, si vorrebbe, e questo è lo spirito che sta alla base della mozione, che non solo la Democrazia Cristiana, ma tutto il Consiglio regionale trovi quella unità indispensabile per affrontare, per dibattere, per impostare i problemi di fondo che sono quegli autonomistici. Non solamente quelli del riparto fiscale e, riferendosi a quanto diceva Ramera, proprio perché i presentatori della mozione non ritengono di richiedere la collaborazione per una politica o per una politica astratta, noi proponiamo azioni concrete, efficaci del Consiglio Regionale come organo che rappresenta gli abitanti lavoratori cittadini della Valle d'Aosta.

E, quindi, noi riteniamo che con queste iniziative si facciano dei passi in avanti nella soluzione di tutti i problemi autonomistici che voi stessi, che tutti quanti mi hanno preceduto hanno contestato, con rammarico, insoluti da ventidue anni a questa parte. È quindi un fatto di unità d'intenti, un fatto di comune volontà, hanno detto bene Fosson, Savioz e Chantel. La necessità di lavorare tutti insieme per affrontare, per dibattere, per impostare questi problemi. E ci si stupisce, ci spiace, ci rattrista, anche se non è nuova la posizione della Democrazia Cristiana che non ritiene di far parte di delegazioni unitarie. E non si tratta solo di delegazioni, ma non ritiene per portare a giusta maturazione la soluzione dei problemi autonomistici. Non stupisce perché, quando la Democrazia Cristiana era al potere, ha sempre respinto iniziative unitarie sul piano consiliare, ma non per questo i presentatori della mozione ritengono di poter rinunciare a proporre iniziative, rinunciare al nostro apporto di Consiglieri regionali e, come già dicente Chantel, starà alla Democrazia Cristina la responsabilità, la grave responsabilità di respingere azioni unitarie di questo tipo.

E mi sembra che il richiamo che ha fatto il compagno Germano al giuramento sia un semplice formalismo. Quando noi abbiamo giurato di esercitare l'ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione Autonoma della Valle d'Aosta, abbiamo preso un impegno sul piano personale del costume, sul piano morale che andava oltre alla difesa di discutibili prestigi di partito e, quindi, è con questo spirito che i presentatori della mozione accettano e sono d'accordo sull'emendamento proposto dal Consigliere Pollicini.

E riaffermano che, se mai il voto unanime di questa mozione avrà contribuito a istaurare un metodo nuovo, diverso nella cura del Consiglio Regionale dando un giusto peso alle iniziative consiliari, dando un giusto peso alla comunione di intenti che dovrebbe stare alla base sui problemi di fondo, sui problemi autonomistici dell'attività di ogni Consigliere regionale.

Ripeto, siamo qui di fronte al voto di questa mozione con la nostra responsabilità di eletti. Sta solo alla Democrazia Cristiana la responsabilità di respingere un discorso valido, secondo noi, per portare avanti la soluzione di problemi autonomistici. Sta alla Democrazia Cristiana assumersi la grave responsabilità di respingere un discorso così validamente unitario.

Ramera (D.C.) - Molto probabilmente neanche a leggere alle volte uno viene capito o non sono capace di scrivere si vede, perché, primo, non sono entrato in merito alla legge finanziaria, quindi se ne discuterà il giorno 21. Il giorno 21 l'Assessore Chantel potrà prendere atto della posizione delle Democrazia Cristiana e, solo allora, potrà dire e fare tutto il discorso demagogico che ha fatto.

Se potessi parlare in senso personale, direi che certe evoluzioni politiche che sono auspicate in campo nazionale da taluni settori del nostro partito mi troverebbero quasi consenziente. Viste certe parole dette in questo Consiglio appena adesso, perché mi sembra quasi strano che si debba andare d'accordo, ad un dato momento, proprio tra le due opposizioni su certi principi, perché da altri settori si vogliono mescolare le carte facendo dire quello che non si è detto e auspicando improvvisamente una unità dopo aver insultato. Prima s'insulta, prima si dice che la DC non ha mai fatto niente, prima si dice che la DC ha sabotato, prima si dice che la DC per ventidue, venticinque anni è stata qui dentro nel palazzo vecchio chissà a fare che cosa e poi si viene qui a piangere quasi perché la Democrazia Cristiana, no per carità la prego di non piangere, per carità Ma ad auspicare che il nostro partito sia presente gomito a gomito domani di fronte al Governo, accanto a chi mi ha insultato o ha insultato il mio partito.

Ora, invece, un collega che ha preceduto bene ha detto, che di fronte a problemi di fondo, il Consiglio regionale dovrebbe trovarsi unanime, di fronte al rispetto dello Statuto il Consiglio regionale dovrebbe trovarsi unanime, hai ragione Dolchi, ti do perfettamente ragione, ma non si può accettare prima tutto un discorso contro il nostro partito che ha la responsabilità di aver governato malissimo secondo taluni l'Italia, ma che ha la fortuna a qualcuno di poter parlare ancora deliberatamente nei Consigli regionali, provinciali o comunali al Parlamento, con questa politica pessima che ha fatto. E altrettanto sono d'accordo nel dire che è esatto che, mentre taluni chiedevano, forse altri sabotavano. È ora di piantarla su questo sistema, ma lo abbiamo sperimentato anche noi che quando eravamo al governo regionale: mentre alcuni nostri uomini chiedevano, altri chiedevano l'opposto attraverso i lori partiti. Quindi... (voce) ...no, no, io mi ricordo, allora io non sedevo nemmeno in questi banchi, mi ricordo benissimo un certo episodio avvenuto a Roma dove gli stessi Parlamentari di un partito erano stupiti della politica fatta in Valle d'Aosta da loro colleghi.

Quindi, ad un dato momento, io sono d'accordo che nei problemi di fondo dovremmo essere decisi come lo sono state altre Regioni autonome a chiedere, ma non possiamo, come dignità di partito, anche se siamo ridotti a una sparuta schiera, e vedete caro Chantel o altri che hanno creduto che io volessi penetrare nella scissione nostra per polemizzare con degli ex amici. Abbiamo la stessa matrice noi e certi nostri ex amici quindi, sotto certi aspetti, possiamo pensarla uguale. E non è detto che, prima o poi, come i socialisti un tempo si sono incontrati, divisi nuovamente, anche noi possiamo esserci divisi e incontrarci nuovamente perché quando, si deriva da una stessa dottrina, da una stessa matrice, credo si opera nello stesso modo. Ma questo non interessa agli altri gruppi politici, in questa sede dobbiamo occuparci della Regione, benissimo, occupiamoci della Regione. Ma allora bisognerebbe che certe persone che qui hanno avuto il coraggio di offendere un grande partito come il nostro, non ne desiderino poi la partecipazione perché io ho giurato, come ha detto bene Dolchi e come ha detto bene Germano, di servire il mio Paese. E la Democrazia Cristiana avrà la possibilità ugualmente di operare per il bene della Valle d'Aosta ma non lo potrà fare in delegazione unitaria insieme a chi ha insultato il nostro partito, a chi ha negato che noi abbiamo portato qualche cosa, perché tutti sbagliano a questo mondo, hanno sbagliato anche i grandi. Questa mattina, il Presidente della Regione ha ricordato un Grande, l'ultimo dei quattro Grandi dell'ultima guerra mondiale, eppure quanti errori ha commesso anche quest'uomo che tutta la Francia adora oggi? Ma solamente chi non fa non sbaglia.

Ora noi non possiamo accettare questo, se da parte degli altri gruppi verrà fatta ammenda di quanto è stato detto, la Democrazia Cristiana sarà al suo posto come lo è sempre stata per operare nell'interesse della popolazione valdostana. Ma se verranno ripetute le accuse e verrà detto ancora che la Democrazia Cristiana è negativa per la Valle d'Aosta, se non altro solo in questo Consiglio viene detto, per fortuna, e allora non ci si chieda la collaborazione, per quanto noi garantiamo di poter operare ugualmente nell'interesse del popolo valdostano e del Consiglio regionale.

Dujany (D.P.) - Mi pare che questa mozione, opportunamente emendata tendeva a stabilire un rapporto che mi pareva estremamente logico: Governo regionale - Governo centrale - Parlamento - Consiglio regionale, per premere spesso i vari organismi, a seconda dei momenti e delle necessità, i vari problemi concreti che si pongono sul tappeto nell'interesse della nostra Regione.

Ora, mi pare che qui siamo scesi parecchio in polemica, quando Tonino dice: "la D.C. è la nemica della Valle d'Aosta". Vorrei dire che tutti i partiti... il centralismo è il nemico del regionalismo.

È un problema, direi, che più che essere imperniato in un problema di partito vero e proprio, è una concezione dello Stato che è estremamente diversa ed è una concezione dello Stato dovuta ad una tradizione storica, dovuta ad un passato che ha permeato un po' tutta la politica italiana e la politica dei paesi latini europei in modo particolare.

La nostra esigenza è l'antitesi di questa politica e mi pare che questa nuova struttura della Repubblica italiana che si sta avviando verso le Regioni a Statuto normale potrà dare un contributo a queste nostre esigenze concrete e vorrei dire alla Democrazia Cristiana che, certamente, una nuova epoca e una nuova strutturazione politica nazionale si sta aprendo anche in Italia. Ed è proprio in relazione a questa nuova situazione che noi dobbiamo essere maggiormente avvertiti e maggiormente prudenti per non correre il rischio di essere travolti dall'ordinamento delle Regioni a Statuto ordinario. Ed è proprio questo il momento di essere maggiormente vigilanti per mantenere in piedi quelle che sono le motivazioni sostanziali e reali che hanno dato luogo al nostro Statuto e alla nostra autonomia.

E mi pare che era in questo spirito che era presentata questa richiesta al Consiglio regionale di partecipazione da parte di tutto il Consiglio su fatti concreti, su cose reali da portare avanti nell'interesse di tutta la Regione, di tutta la Valle d'Aosta. Riflettiamo un momento. Oramai abbiamo venti o venticinque anni di esperienza, su questi banchi si sono succedute tutte le maggioranze, di tutti i colori e di tutti i generi e di tutte le composizioni. La realtà è questa, che il nostro Statuto non ha avuto che attuazioni minime. Correremo il rischio, probabilmente nello spazio di qualche anno, di accorgerci di aver fatto molte polemiche di orgoglio e di prestigio vuoto di contenuto, senza aver condotto avanti una lotta che ci abbia trovati uniti su alcune cose concrete che sono le finalità che devono interessare tutti noi, pur trovandoci poi disuniti su quelli che sono i nostri interessi elettoralistici locali, che sono comprensibili. Ma troviamo almeno questo minimo comune denominatore su cui possiamo unire la nostra azione, altrimenti le generazioni successive diranno che questi membri del Consiglio regionale saranno state delle persone incapaci di trovare una realizzazione concreta e dare un contenuto reale dal nostro Statuto. Noi come persone fisiche spariremo, saremo dimenticati, che cosa rimarrà? Rimarrà chiaramente quello che i vari Consigli regionali, nello spazio di questi primi venti o trenta anni, avranno saputo dare, avranno saputo realizzare nell'affermazione di certi contenuti che sono dei contenuti stabiliti nella Costituzione, che sono dei contenuti previsti nei nostri ordinamenti costituzionali. Quindi, non abbiamo bisogno, noi, di fare delle grandi rivoluzioni, non abbiamo bisogno di fare saltare i tralicci perché vogliamo un nuovo Statuto regionale. In questo momento dobbiamo solo avere la volontà sincera e leale di portare avanti alcuni problemi che sono la realizzazione delle norme dello Statuto e che danno la possibilità alla Regione di avanzare lentamente verso le concretizzazioni dei suoi principi autonomisti.

A Ramera, la seconda parte del discorso mi pare diversa dalla prima, pur essendo una seconda parte con delle riserve, che non ho ben capito se sono di quali tipo di riserve, però mi pare non più valido il discorso quale dice: "non siamo gli unici interlocutori col Governo centrale, senza di noi, voi non fate niente".

Signori miei, guarda ho preso l'appunto, probabilmente mi è scappato, do anche per scontato questo, però Signori miei, ricordiamoci che i nostri problemi noi riusciremo a portarli avanti, in quanto noi stessi, tutti insieme, abbiamo la volontà di portarli avanti e non illudiamoci che siano le forze centrali a favorire e a risolvere i nostri problemi concreti.

La storia di questi venti ce lo insegna, non è che possiamo essere orgogliosi di quanto abbiamo fatto fino adesso nell'interesse della nostra Regione. Quindi, credo che sia il momento di imboccare una strada nuova per risolvere quelle cose sulle quali e sulle cui finalità siamo tutti d'accordo.

Per tornare al problema concreto e al problema così spicciolo del contenuto della mozione, io pregherei di esaminare proprio che ci sia la possibilità che questa mozione sia, o meglio, questo ordine del giorno sia unitario, perché questo ha validità in quanto è unitario. Se si ritiene opportuno di poter riflettere ancora un po' per raggiungere questo scopo, io chiederei ai presentatori della mozione, a coloro che hanno proposto degli emendamenti e al Consiglio di voler soprassedere per riflettere degli ordini del giorno di questo genere che non abbiano questa volontà comune nell'interesse della nostra Regione.

Caveri (U.V.) - Ma volevo quasi prendere la parola, che poi il Presidente Dujany ha parlato così bene dell'argomento che è inutile che io aggiunga qualunque cosa.

Io non ho avuto il tempo di consultarmi con i miei amici dell'Union Valdôtaine, perché ho dovuto affrettarmi a chiedere la parola perché avevo visto che il Presidente Montesano stava chiudendo la discussione.

A me pare, io non voglio polemizzare con nessuno, ma a me pare che questa proposta di, nel senso che la Giunta continua a trattare col Governo centrale, una delegazione unitaria, rappresentanti dei vari gruppi del Consiglio regionale vada a trattare con gruppi parlamentari è talmente importante ed essenziale per fare un passo avanti per la realizzazione dello Statuto, è talmente importante questa proposta che non credo che dobbiamo rinunciare a dei tentativi ulteriori di convincimento di coloro che hanno espresso oggi il loro dissenso. E su questo dissenso io non faccio commenti proprio per non parlare in tono polemico.

Io farei questa proposta, che la seduta attuale del Consiglio venga sospesa e che si faccia una riunione di due rappresentanti per ogni gruppo rappresentato in Consiglio per vedere se c'è la possibilità di un accordo, in modo che si rivedano certe posizioni che non voglio minimamente qualificare, in modo da vedere se c'è la possibilità. Ma, insomma, è possibile che i Consiglieri regionali che hanno avuto l'incarico di governare, amministrare la Valle non siano capaci di mettersi d'accordo di promuovere un'azione comune per gli interessi comuni della Valle d'Aosta e degli elettori valdostani? Questa è una cosa enorme, se non siamo capaci di arrivare a un accordo del genere possiamo mettere la parola fine, che non sarebbe la fine dell'autonomia oggi, ma sarebbe il principio della fine comunque.

Quindi, io faccio la proposta e chiedo scusa agli amici dell'Union Valdôtaine, agli altri gruppi della maggioranza che non ho avuto il tempo di consultarmi con loro. Io propongo che si sospenda questa seduta per dieci minuti, quant'è, in modo che due rappresentanti per ogni gruppo consiliare possano ritrovarsi nella sala delle riunioni pre-consiliari e vedere se c'è la possibilità di un denominatore comune come diceva benissimo il Presidente Dujany, per trovare una piattaforma comune per la realizzazione di questo Statuto che è stato solo realizzato in parte.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, prima di proporre la, volevo appunto chiedere se cu sono altri interventi, Poi vedremo un pochino, il Consiglio decide.

Bordon (D.C.) - Per esempio, io non chiedo la parola perché quello che è stato detto fino adesso ha risposto bene Ramera, ma se ci sono ulteriori interventi allora io metto in nota, dopo Germano, dopo Pedrini e se poi caso mai mi annuncerò allora.

Montesano (P.S.D.I.) - Appunto, dico questo, prima di mettere ai voti oppure di proporre al Consiglio la proposta Caveri diamo la parola al Consigliere Pedrini.

Pedrini (P.L.I.) - A quanto è stato già detto personalmente per lettera, ossia per iscritto al Presidente dell'allora Giunta regionale Avv. Caveri, io confermo soltanto e prendo l'impegno che anni fa era già stata fatta una proposta del genere. A quella proposta fatta dall'ex Presidente della Giunta l'allora Caveri, era stato chiesto a tutti i Gruppi parlamentari che si potevano mettere a disposizione a Roma per questo problema. A quella richiesta soltanto il Partito Comunista e il Partito Liberale ritiene in Valle i suoi problemi.

Quindi, noi siamo a totale e completa disposizione.

Montesano (P.S.D.I.) - E allora volete intervenire ancora oppure... (voce) ...va bene e allora, Bordon, cosa vogliamo? Vogliamo sospendere e vedere di ritrovare, su questo argomento sul quale il Consiglio, io ricordo, non una volta ma molte volte si è espresso con ordini del giorno unitari, è vero, e poi volevo indicare al Consiglio che l'emendamento fatto dal Consigliere, proposto dal Consigliere Pollicini contrappone, non contrappone? Cioè mette di fronte gli organi costituiti in parità di poteri, cioè Governo regionale e Governo centrale, i Ministri centrali, il Consiglio regionale e il Parlamento. Quindi, ognuno dei nostri rappresentanti al Parlamento deve ascoltare le nostre voci per quello che riguarda il problema della Valle d'Aosta nel suo ampio significato di attuazione dello Statuto.

Ora, prima di sospendere la seduta, io volevo, desideravo far presente al Consiglio se non era opportuno indicare qualche rigo anche la presenza dei Parlamentari nostri, i quali sono i nostri rappresentanti in seno ai due consensi elettivi verso i quali noi dobbiamo fare questa azione. Quindi, perciò, se il Consiglio è d'accordo io sospendo la seduta per dieci minuti e convocando i Capigruppo o qualche altro che possa avere il piacere di parteciparvi e il Presidente della Giunta s'intende, nella sala pre-consiliare, d'accordo? La seduta è sospesa.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 11,37 alle ore 12,26.

Montesano (P.S.D.I.) - Si riprende la discussione sulla mozione che è stata già oggetto di discussione prima della sospensione.

Pollicini (D.P.) - Purtroppo debbo comunicare al Consiglio che i rappresentati dei Gruppi non hanno approvato all'unanimità, nel dispositivo di delibera della mozione, in quanto la Democrazia Cristiana, anche di fronte ad una modifica ulteriore del punto b) sul quale dissentiva, dopo una ulteriore pausa per consultare tutto il Gruppo, ha deciso di non accedere a questa ulteriore modifica che abbiamo fatto al punto b) di non votare il dispositivo che adesso leggerò come è modificato. A me non resta che esprimere il rammarico, che già altri hanno espresso prima, tenendo presente il valore che può avere una deliberazione espressa unanimemente dal Consiglio e una deliberazione invece a cui manca l'approvazione di un Gruppo del Consiglio... (voce) ...dell'armata Brancaleone. Dico che se mancava un argomento, questo è arrivato a confermare il giudizio.

Per cui, rileggo l'ultima stesura del dispositivo di delibera della mozione che suona così. Delibera a) di dare mandato alla Giunta Regionale in stretta collaborazione con i Parlamentari valdostani di prendere sollecitamente contatto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e con i Ministri competenti al fine di attuare i provvedimento legislativi necessari alla realizzazione integrale dello Statuto Speciale come è nelle aspettative di tutti gli abitanti della Valle d'Aosta; b) di impegnare la Presidenza del Consiglio a promuovere la costituzione di una delegazione unitaria e rappresentativa del Consiglio congiuntamente, che congiuntamente con i Parlamentari valdostani prenda sollecitamente gli opportuni contatti con i Presidenti del Senato e della Camera e con i Presidente delle rispettive Commissioni Finanze e Tesoro per concordare le iniziative e i provvedimenti legislativi necessari alla realizzazione di cui al punto b)... (voci) ...la farei battere perché è un po' brutta.

Caveri (U.V.) - Nous prenons acte du fait que les représentants de la Démocratie Chrétienne n'ont même accepté une proposition transitive qu'elle avait été faite par nous dans le sens que nous renoncions au contact entre la Commission unitaire et les différentes Groupes parlementaires, mais nous demandions tout simplement un contact entre la délégation unitaire du Conseil de la Vallée, le Président du Sénat, le Président de la Chambre et les deux Présidents des Commissions Finances et Trésor.

Il nous semblait que cette dernière rencontre était d'autant plus nécessaire pour que ces rencontres deviennent quelque chose de concret sur des problèmes de fond, surtout sur le problème de la répartition des impôts entre l'Etat et la Région.

Les représentants de la Démocratie Chrétienne se sont refusés même tout simplement d'accepter cette proposition qui était une proposition conciliatrice.

Et alors on peut dire des représentants de la Démocratie Chrétienne ce qui avait été dit des nobles français, des aristocrates français après la Restauration, c'est-à-dire au commencement de la restauration ils n'ont rien oublié, ils n'ont rien appris. Ils n'ont rien oublié parce qu'ils font la "politica del dispetto", ils n'ont rien appris parce que, hélas, ils démontrent de ne pas avoir une miette de patriotisme valdôtain, mais surtout ils démontrent de manquer tout simplement d'intelligence politique. Et alors, en constatant cette déficience de la part de la Démocratie Chrétienne tout simplement d'un sens politique, parce que la Démocratie Chrétienne, parce que évidemment les Démocritéens ne veulent pas faire les intérêts de la Vallée d'Aoste, ils sont indifférents aux sorts de la Vallée d'Aoste en tant qu'ethnie, en tant que autonomie, mais il ne savent même pas faire les intérêts de leur Parti, ils sont buttés, ils font comme un enfant de trois ans qui fait les caprices qui pite des pieds, ah! Non mi avete voluto in Giunta e allora io non gioco più." Et alors, je veux encore dire une chose, il y a un moment il m'est venu de rappeler ce qui raconte Jean Jacques Rousseau dans ces "Confessions".

Jean-Jacques Rousseau raconte qu'il avait été Secrétaire, comme c'est vrai, Secrétaire de l'Ambassadeur de France à Venise et vous savez que à Venise il y avait des grandes courtisanes et Jean-Jacques Rousseau a voulu connaître une des plus grandes courtisanes de la Ville et, avant le dialogue, le dialogue disons le plus important, Jean-Jacques Rousseau avait raconté à la courtisane qui aimait beaucoup l'étude de la mathématique ou des mathématiques comme on disait alors, et après il y a eu un dialogue un peu plus intime et Jean-Jacques Rousseau n'a pas donné de grandes épreuves de sa capacité et c'est alors que la courtisane lui a dit ce qui nous pourrions dire aussi aux Démo chrétiens: "Jeannetto te fa mei de studiar la matematica e de non andar con le donne".

Ramera (D.C.) - Sotto questo aspetto, potrei forse dare qualche lezione di matematica a chi ha parlato prima di me, ecco, e allora è stata una barzelletta fuori posto. Ad ogni modo, il Gruppo della Democrazia Cristiana è d'accordo sul punto a) della mozione presentata e per le ragioni già espresse nella precedente parte della seduta. Ribadisco che non vota il punto b) pur, e desidero che venga messo a verbale questo, pur impegnando i propri Consiglieri, il proprio Partito a prendere gli opportuni contatti con i propri rappresentanti al Governo e al Parlamento nazionale per una concreta soluzione dei problemi dell'autonomia valdostana. Quindi, per fare la matematica possiamo farla anche da soli o magari con qualche bella cortigiana romana anziché veneziana.

Montesano (P.S.D.I.) - Domando la parola per dire semplicemente questo, che la prima parte aveva un senso solo se c'era la seconda parte. La prima parte è puramente teorica, platonica, è perfettamente inutile perché è assurdo ed è anche ridicolo che il Consiglio regionale dia mandato alla Giunta di fare quello che è compito e funzione della Giunta, perché dare il mandato alla Giunta di avere contatti con i Ministri per risolvere i problemi statutari della Valle d'Aosta fa semplicemente ridere, perché quello è il compito principale della Giunta di tenere i contatti con Governo centrale, per quello non occorre nessunissimo mandato.

Quindi, non credano mica i signori democristiani di aver dimostrato di venire incontro a quelle che sono le richiedete della maggioranza, non credano mica con questo di avere dimostrato una briciola di adesione, di solidarietà valdostana. È perfettamente inutile il punto a). Il punto a) ha senso se c'è il punto b).

Pedrini (P.L.I.) - ...le stesse identiche cose che ha detto l'avvocato Caveri, in più vorrei aggiungere, se mi è permesso, con tutto il rispetto dovuto ai nostri Parlamentari, che a un dato punto che i Parlamentari vadano, ma sono sempre a Roma, quindi, quelli agiscono già di per sé. Io penso, se c'era la delegazione con i Parlamentari, io lo capisco ma, evidentemente, questa è una questione di Consiglio regionale, non di Parlamento. Non so, evidentemente, come dico, l'avvocato Caveri ha espresso molto bene il concetto, volevo aggiungere ancora questo particolare dei Parlamentari.

Pollicini (D.P.) - Per quanto mi concerne, io chiedo che la mozione sia votata nella sua interezza.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora decide il Consiglio, decide il Consiglio come sempre. Dunque chi approva la votazione della mozione nella sua interezza alzi la mano. Contrari, astenuti? Dunque, ci sono sei contrari, un astenuto e il resto favorevoli. Quindi, come dice? Siccome ho fatto io la proposta, il Consiglio mi ha battuto, mi sono astenuto dal metodo di votazione e allora la mozione quindi va votata per intero, se ci sono dichiarazioni di voto da fare, nessuna? Si è detto molto nel corso del dibattito. Allora, chi approva la mozione emendata dal Consigliere Pollicini alzi la mano. Contrari, astenuti, il Consiglio approva.

Allora, siamo alle 12,40, vediamo un po' se riusciamo a mandare avanti ancora un'altra mozione che poi sono quelle, cosa vuol fare il Consiglio, alle quattro? Allora, la seduta è sciolta e il Consiglio è convocato per le ore 16.

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La seduta termina alle ore 12,40.