Oggetto del Consiglio n. 299 del 30 novembre 1970 - Resoconto
OGGETTO N. 299/70 - Determinazione della misura del contributo da concedere all'Associazione sport invernali della Valle d'Aosta (ASIVA) nelle spese per attività sciistiche da svolgere nella stagione invernale 1970/1971. Liquidazione di un primo acconto di lire venti milioni. Delega alla Giunta.
Milanesio (P.S.I.) - In precedenza, quando si era trattato di liquidare un acconto alla Società ASIVA e di fissare anche, di conseguenza, la misura del contributo, c'erano sempre state varie discussioni, perché, mi si diceva, veniva portato in due volte la determinazione del contributo stesso: cioè si provvedeva prima a liquidare un congruo acconto e poi, naturalmente, a determinare l'entità generale del contributo.
Con questa proposta, che presento al Consiglio, si stabilisce, evidentemente, in via preliminare la misura del contributo stesso da corrispondere per l'anno 1970-1971 e si chiede di approvare un congruo acconto, di modo che la parte successiva che verrà consegnata e verrà liquidata, sarà poi oggetto di una deliberazione magari di Consiglio, o anche di Giunta, comunque deliberazione delegata da questo Consiglio su un ammontare prefissato.
La proposta della Giunta, - dopo aver esaminato il bilancio del 1970, 1969/1970, che è stato approvato dall'Assemblea ordinaria delle Società affiliate all'Associazione stessa -, ebbene la proposta che l'Amministrazione regionale fa è di concedere un contributo di 25 milioni all'ASIVA di cui 20 a titolo di acconto.
Voi vi chiederete: perché 25 milioni? Innanzitutto perché l'ASIVA ha svolto, nell'anno trascorso, un'attività intensa e proficua. Io ho partecipato all'Assemblea generale che si è tenuta alcuni mesi orsono nella sala delle manifestazioni di questo Palazzo: avevo pregato i dirigenti dell'ASIVA di invitare tutti i Consiglieri, cosa che è stata fatta, purtroppo ha partecipato un solo Consigliere, il Consigliere Ramera. Io avrei preferito, così, che partecipassero anche altri Consiglieri più numerosi: molti avevano degli impegni, si sono scusati, altri non hanno partecipato. Io credo di sì... perché l'invito è stato inviato a tutti i Consiglieri, c'è stato un solo errore, per sbaglio, non è stato inviato agli Assessori, perché, nel compilare l'invito, invitarono i Consiglieri e dimenticarono gli Assessori; questo fu un errore, però i Consiglieri vennero invitati.
Ora, perché io avevo chiesto che si invitassero tutti i Consiglieri? Perché proprio ci si rendesse conto un po' tutti delle necessità di questa Associazione, che si discutesse assieme a loro l'impostazione del bilancio del 1970/1971.
Perché questo? Perché sovente vi sono stati alcuni malintesi a proposito del funzionamento dell'ASIVA in Consiglio e io stesso non ero molto edotto dal funzionamento dell'Associazione stessa e quindi, forse non ero, diciamo così, la persona più indicata e più adatta ad illustrare l'attività dell'Associazione.
Ho chiesto, e me l'hanno concesso, che venisse allegato un bilancio consuntivo del 1969/1970, bilancio consuntivo abbastanza dettagliato e che tutti i Consiglieri hanno ricevuto in allegato, da cui si può evincere il tipo di attività che è stata svolta e le esigenze che si prospettano per il futuro.
Noi chiediamo di portare il contributo della Regione da 21 milioni a 25 milioni per le ragioni anzidette. Il bilancio preventivo dell'ASIVA 1970/1971 pareggerebbe sulla cifra di 35 milioni di lire.
Devo dire che l'attività che è stata svolta dall'ASIVA è stata proficua; quest'anno si punterebbe anche a creare una squadra di fondo femminile per cui, evidentemente, occorrono nuove spese, nuovi interventi. Io mi riservo di intervenire successivamente per i vari chiarimenti che mi potranno chiedere i Consiglieri. Invito però il Consiglio a tener conto che la Valle d'Aosta è una Regione alpina, è una Regione dove dobbiamo cercare di dare preminenza agli sport invernali, sport che dovrebbero essere tipici della nostra Valle e che, in parte, lo sono perché i risultati che abbiamo ottenuto non sono secondari, tenuto conto che si seleziona il quadro atletico su, diciamo così, su una base di 100 mila abitanti e che, quindi, non è evidentemente, la base più massiccia che possa esistere in Italia per selezionare dei campioni.
Devo anche far presente che la percentuale di aderenti e di praticanti gli sport invernali, e soprattutto lo sci, in Valle d'Aosta è, percentualmente, rispetto alla popolazione, la maggiore di tutta Italia, rispetto anche ad altre regioni alpine.
Questo tipo di contributo che propongo trova quindi, secondo me, piena giustificazione.
Fosson (U.V.) - Io avrei qualche osservazione da fare anche su questo argomento.
Premetto che da lunghi anni seguo l'ASIVA, anche come sportivo, e almeno per la parte sci, sono perfettamente d'accordo che dobbiamo potenziare questa organizzazione, specialmente per quella parte che deve servire per far praticare dello sport ai giovani, anche per agonismo. Non possiamo infatti essere contrari all'agonismo, ma il fondamento della creazione dell'ASIVA era la diffusione tra i giovani degli sport invernali, il cercare di venire incontro alle piccole società che non avevano dei mezzi. Dare dei mezzi a questi giovani perché oramai l'attrezzatura per praticare lo sci costa, e quindi per molti paesi, non dico quelli che sono già stazioni turistiche avviate, ma per quelli che abitano nei nostri piccoli villaggi sparsi, un paio di sci da fondo farebbe loro comodo, se vogliono fare del fondo; quindi occorre invogliare i giovani a fare veramente dello sport. Concordo pienamente che, abitando noi in una Regione alpina, noi dobbiamo sviluppare particolarmente questo sport più di tanti altri sport che non si addicono e forse non possono neanche essere praticati nelle zone più alte della nostra Regione.
Noi, specialmente nel passato, abbiamo dato atto più volte in questo Consiglio dell'impostazione anche regolare dell'ASIVA e mi permetto di dire, perché farò qualche rilievo: oggi non posso più dare, con altrettanta disinvoltura, questa patente di esempio all'ASIVA.
Prima si cercava di fare del risparmio, anche almeno in tutte quelle spese che sono superflue, si cercava di non sprecare del denaro, in maniera che il denaro che veniva affidato da parte della Regione all'ASIVA raggiungesse lo scopo precipuo, cioè andasse, direttamente, a chi praticava gli sport invernali.
La cosa preminente dovrebbe essere quindi, lo sviluppo dello sport verso i giovani, perché solo se noi allargheremo la cerchia di questi giovani che praticano lo sport potremo avere un numero più grande su cui selezionare anche quelli che, domani, potranno essere i futuri campioni.
Poi c'è la parte agonistica. Ora, noi stiamo assistendo in tutti gli sport al fatto che quando appena uno comincia ad andare un po' meglio e questo sia che cominci a giocare un po' meglio al calcio, sia che cominci ad andare un po' meglio sugli sci, si crede subito di essere un campione e vuole avere a sua disposizione tutto quello che magari è necessario, e fin lì è logico, ma anche superfluo. Ed è su questo punto che noi dovremmo richiamare effettivamente anche gli amministratori dell'ASIVA perché, parlando con qualcuno, mi è stato riferito, ad esempio, che ad un certo momento, c'era qualcuno che partecipava a delle competizioni, che era gente che stava benissimo di famiglia, perché erano qui ad Aosta e tutto, però pretendevano che come a Killy, in Francia, - ad ogni gara Killy cambiava il suo paio di sci da discesa, che costano, in quelle competizioni, al minimo, cento e più mila lire -, anche questo qui pretendeva di avere ad ogni gara che faceva, un paio di sci nuovi, perché lui non doveva essere di meno di Killy.
Ora, ciò comportava che solo uno di questi tipi, che era poi un cittadino, e quindi non è che abbia partecipato ai campionati nazionali o a campionati... solo per ognuno di questi dovevano avere in dotazione almeno un milione e mezzo di materiale.
Per quello che si dà per le squadre giovanili, risulta che, molte volte, si danno fuori gli sci e poi si ritirano e risulterebbe che, certi magazzini dell'ASIVA siano pieni di materiale che non ha lo scopo giusto di fare una certa rotazione ma, ad un certo momento, se gli sci si ritirano e poi non si ridistribuiscono e stanno lì, si deformano e ad un certo momento, non servono più a niente ed è denaro sprecato.
In questi casi quegli sci non vanno più per quelli che fanno l'agonismo e che sono già un po' più in su nella scala dei valori. Si prendano questi sci e, prima che siano deformati, invece di tenerli in magazzino, si ridistribuiscano ai vari sci Club della Valle, specialmente a quelli che sono più poveri, in maniera che ci sarà qualcuno che se li godrà.
Perché, ad un certo momento, si prenderanno tutti quegli sci che saranno sorpassati, saranno deformati e ad un certo momento, il valore che viene riportato qui sull'inventario di due, tre o quattro milioni di materiale, saranno da mettere al fuoco e questo è anche un altro spreco che non viene ricuperato.
Nel bilancio del 1969/70, io indico una cifra, non è che voglio puntare su questo, però questo dà anche il senso di una cosa che noi non possiamo ammettere, perché si è speso, e questo a spese della Valle, 500 e tante mila lire per mandare un concorrente a fare una gara in Australia.
Ora, io dico, se uno spende per conto suo, può dire: andiamo in Australia, andiamo dove vogliamo a fare una gara, ma per mandare una persona, un atleta a fare una gara in Australia e chissà che gara era, perché, certamente non era nessun campionato particolare, sarà stata una gara come quelle che si fanno... 500 mila lire. Io dico la verità, che queste 500 mila lire sarebbero state spese molto meglio per dare, per far partecipare dei giovani, molte centinaia di giovani della Valle, a qualche altra gara che non mandano un solo atleta per quello.
Ora, con questo, se domani vi sono le olimpiadi, a parte che interessa la FISI, se c'è una gara di risonanza a cui dobbiamo mandare qualcuno, mandare un atleta in Australia, non mi pare che sia una cosa tanto logica.
Ci sono delle spese che vorrei sapere un po', perché qui non è detto chiaro nel bilancio del 1969/70 per le divise, perché tutti i Consiglieri dell'ASIVA si sono fatti, cioè l'ASIVA ha fatto una divisa per tutti i Consiglieri, in gabarin e coso... e mi sembra che la spesa per questa divisa sia molto alta per ognuno e quando qualcuno deve andare a rappresentare l'ASIVA possa anche avere la divisa si può anche capire, ma che ci sia gente che poi gira tutto l'inverno in Valle d'Aosta con la divisa dell'ASIVA, a spese dell'Amministrazione regionale, questo lo possono fare gli uscieri, perché siamo costretti a passare loro la divisa, ma non siamo costretti a passare la divisa a tutti i Consiglieri dell'ASIVA perché ne facciano sfoggio, così, anche in tutti gli altri giorni della settimana.
Come dico, tutto questo non comporta una granché come riduzione di spese, però è una questione di costume. Io non faccio quindi la questione sulla cifra totale: io annuncio anche il voto favorevole sulla questione di questo contributo per l'ASIVA, però desidererei, e questo anche a nome del nostro Gruppo, che si faccia un po' una certa pressione verso questi nuovi dirigenti dell'ASIVA che spendano dove è necessario spendere. Noi non vogliamo entrare qui nelle questioni tecniche, però risparmiamo dove si può farlo. Un po' meno pranzi e un po' meno cose di questo genere, e si spendano, invece, quei soldi che vengono dall'Amministrazione regionale direttamente a favore dello sport, a favore anche dell'egoismo, senza fare, senza avere delle pretese di mandare un solo atleta con 500 mila lire di spesa per una gara in Australia che ritengo non abbia nessuna importanza per la Valle d'Aosta, perché ritengo che quei soldi potevano essere spesi diversamente.
Io non dico altro, perché penso che queste raccomandazioni, non voglio andare a spulciare tutte le cifre, mi sono messo diversi punti interrogativi su diverse cifre, ma credo di avere illustrato, così, brevissimamente, certi punti che stavano particolarmente a cuore.
Bancod (U.V.) - Il contributo della Regione è assai cospicuo perché trentacinque milioni, venticinque milioni dalla Regione. Quindi il contributo, come dico, è assai cospicuo. Il consuntivo del 1969/70 porta come contributi alla Società per il bob lire 1 milione, per lo Sci Club Tersiva, settore... lire duecentomila l'anno scorso, quest'anno si è fatto un miglioramento, per il bob due milioni e per lo Sci Club Tersiva cinquecentomila.
Ora, non so, si è già parlato prima, perché per il bob la Valle è già intervenuta in un altro modo con parecchi milioni: quindici e più milioni, adesso nuovamente con due milioni, perché, praticamente sono sempre soldi della Regione. Per lo Sci Club Tersiva, alle gare di slittino, l'anno scorso praticamente hanno partecipato quasi 500 concorrenti provenienti dai Comuni di Fénis, St. Marcel e Chambave; quest'anno si è aggiunto anche quello di Pontey.
Quindi, secondo me, queste gare di slittino abbracciano un po', insomma, tutti i giovani dei vari Comuni citati, mentre, per il bob, praticamente, quanti sono i valdostani che praticano il bob? Sono pochi, e quindi, secondo me, si dovrebbero aumentare questi contributi allo Sci Club Tersiva che rappresenta i Comuni St. Marcel, Fénis, Chambave e adesso anche Pontey.
Volevo dire inoltre che ho sentito dal Consigliere Fosson che ci sono nei magazzini molti sci, sci che sono destinati ad andare un po' in deperimento; ci sono tutti questi piccoli Sci Club dei vari comuni che, praticamente, non sanno dove sbattere la testa, non hanno fondi per comprare gli sci da dare a questi ragazzi, e sarebbe bene che questi sci, piuttosto di lasciarli andare a male nei magazzini, li dessero a questi piccoli Sci Club in modo che ne usufruiscano tutti quanti.
Manganoni (P.C.I.) - Io do atto che l'ASIVA ha presentato dei resoconti dettagliati, sarebbe bene invitare anche certe altre associazioni che ricevono dei contributi non indifferenti dalla Regione a seguire questo esempio, eventualmente facendoglieli vedere.
Io poi non entro nel merito, voglio però far osservare due cose: a pagina 2 "Soggiorno atleti ed istruttori". La menzione degli istruttori è già un passo avanti, perché in altre Società c'è "Soggiorno atleti ed accompagnatori". Quindi, ciò denota già maggiore serietà, perché gli accompagnatori, sembra che siano i soliti scrocconi, che, per altre attività sportive, si sbaffano e viaggio e pernottamenti e pranzi, ecc. almeno qui non dovrebbero esserci. Quindi questo è già un passo avanti.
Anche questo è da segnalare ad altre Società sportive, le quali hanno sempre un nugolo, un codazzo di accompagnatori, per che cosa accompagnano io poi non lo so, chi vuole accompagnare si paghi la sua quota, almeno qui c'è già più serietà.
Però osservo un'altra voce sempre a pagina 2: "Contributo settore bob". L'altro giorno i Consiglieri si sono un po' scandalizzati quando il Consiglio ha stanziato, mi pare, una settantina di milioni sommando la manutenzione, un po' tutto pare che, tirando le somme, sia arrivata una settantina di milioni per pista di bob, gara di bob, ecc. campionati del mondo, tutto quello che vogliamo, se non che qui arrivano dalla Regione altri due milioni, per vie traverse. Vie traverse, nel senso che non c'erano nell'elenco perché altri due milioni sarebbero stati dati dalla Regione, tramite l'ASIVA.
Consigliere Ramera, non è la cifra, due milioni nei confronti dei settanta stanziati per il bob, è un'osservazione che faccio io, quindi è il 70, di preventivo, e qui si è detto: "Vedremo il consuntivo", ma non è questione di cifra, è questione di principio.
Savioz (P.C.I.) - Io vorrei soltanto pregare l'Assessore di due piccole raccomandazioni. La prima è questa: c'è un po' la tendenza nell'ASIVA di ieri e di oggi, e forse anche di domani, se non stai attento, a voler cercare il più possibile gare competitive con atleti di primo piano, fuori della Valle, ecc.
Noi invece, modestamente, pensiamo che il compito principale dell'ASIVA sia quello di venire incontro a tutta quella selva di ragazzini che abbiano nei nostri Comuni della Valle e a questi dare tutto il necessario, almeno dare il più possibile per creare un vivaio di giovani, perché, soltanto con questo metodo usciranno quei campioni che abbiamo avuto nei tempi passati, di cui adesso siamo un po' carenti. Il fatto di formare una squadra femminile di fondo, mi sia concesso, mi sembra che già questo sia l'indizio di spendere del denaro non per i fini per cui è sorta l'ASIVA. Prima di fare una squadra femminile di fondo, si pensi a dare la possibilità a tutti i giovani e alle giovani che vogliono fare dello sci, e che sono nei nostri Comuni, dove purtroppo, non c'è altra possibilità di praticare lo sport, c'è soltanto questa disciplina che è dovuta al clima e all'altitudine che abbiamo.
Quindi, occorre insistere molto affinché i fondi disponibili vengano adoperati per aiutare tutti i bambini indistintamente, proprio per venire incontro alla pépinière dei bambini valdostani, per far sì che imparino ad andare sugli sci e i migliori usciranno campioni da soli; non è necessario che spendiamo tante centinaia di migliaia di lire per mandare Tizio, Caio e Sempronio a delle gare, credendo poi di sfondare. Invece non è che si diventi campione perché l'ASIVA ci manda a destra e a sinistra; si diventa campioni con ben altri sistemi, con ben altri mezzi, e mandare il campione in giro è sempre un po' pericolosetto, se non è già affermato.
La seconda osservazione che mi permetto di fare, con preghiera di comunicarla all'ASIVA, è che abbiamo constatato che sui medaglioni, sulle cose stampate che si fanno, ecc. si è dimenticata quasi totalmente la lingua francese che non esiste più, si scrive tutto in italiano.
Noi abbiamo il massimo rispetto per l'italiano, per carità, però, tenuto conto che siamo in una Regione bilingue, e considerato che il francese, nella nostra Valle, ha ancora una ragione d'essere, non sarebbe male che i medaglioni, da una parte, fossero scritti in lingua francese.
Queste sono le due raccomandazioni che io mi permetto di fare e non ripeto quello che è stato detto da chi mi ha preceduto, ma l'indirizzo dell'ASIVA deve essere portato in quel modo, mentre invece c'è una sensazione di andare verso l'altra parte.
Il mio amico Consigliere Ramera la pensa un po' diversamente: lui è un po' dalla parte dei campioni, dei grandi campioni, invece io rimango terra a terra e penso a quei bambini, di quei contadini, che abitano ancora nei nostri villaggi, e che, purtroppo, non hanno il reddito sufficiente per potere dedicarsi allo sci. Io penso che il nostro denaro, prima di tutto, debba essere elargito a quei bambini perché possano, anche loro, avere un paio di sci e praticare un po' la disciplina sciistica.
Siggia (P.C.I.) - Altri interventi? Consigliere Ramera.
Ramera (D.C.) - Non è che io voglia smentire quanto ha detto il Consigliere Savioz, per carità, perché già l'anno scorso ero stato favorevole però avevo voluto mettere il punto - e l'ho fatto anche nell'assemblea dell'ASIVA - tra quello che è contribuire al tempo libero e quello che è la parte agonistica, questo è in qualunque sport.
Ora, se dovessimo seguire quanto dice il Consigliere Savioz io potrei anche condividere, ma allora non basterebbero i 25 milioni di contributo, perché tutti i ragazzini, naturalmente, si sentirebbero in dovere di venire a chiedere gli sci, per poter fare dello sci - questo è chiaro - tutti si sentirebbero in dovere di chiederli.
Si potrebbe giungere al paradosso di un fatto che mi è accaduto una quindicina di giorni fa, quando una signora che è si è sposata, e doveva raggiungere il marito nel Pakistan, mi telefonò per sapere se la Valle aveva dei biglietti omaggio per Roma, in quanto le constava che la Valle dava dei biglietti gratuiti per Roma. È un paradosso, però, a un dato momento, andiamo a finire in queste cose.
Ora, io ritengo che il contributo di 25 milioni dato all'ASIVA sia un contributo equo per un sport, che è veramente tipico della nostra Regione; però, ancora una volta, io lamento che l'ASIVA abbia stanziato - e glielo avevo anche detto nella riunione dell'ASIVA - solamente 500 mila lire per la creazione del centro agonistico ASIVA, perché noi abbiamo organizzato un... nel mondo, anche a fini pubblicitari. Ora, io vedo lo sport agonistico anche sotto il profilo pubblicitario, non solo per dare dei quattrini all'eventuale campione, però i fini pubblicitari ci sono. Basterebbe vedere cosa ha reso a casa propria l'olimpionico Edy Ottoz. Credo che abbia reso più lui alla Società di suo padre, di tutti i caroselli che, eventualmente, suo padre avesse dovuto fare.
Questo è, ad un dato momento, quanto accade nello sport agonistico.
Naturalmente, arriviamo quasi a cinque milioni semplicemente per spese di funzionari; qui le chiamano spese funzionali. Io capisco che queste spese occorrano, ma che un settimo del bilancio vada a finire soltanto per spese funzionali, mi sembra tanto. Comunque, io aderisco in pieno alla proposta fatta dei 25 milioni, vorrei, però ancora pregare l'Assessore di sottolineare all'ASIVA che il centro agonistico da creare, deve essere veramente rafforzato. Oltre tutto, poi, va tenuto conto, che per i ragazzi è in bilancio anche la spesa della Pubblica Istruzione per lo sci. Quindi, non è che la Regione sia avulsa a questo settore perché mi sembra che l'Assessorato della Pubblica Istruzione spenda diversi milioni per lanciare lo sci presso i giovani studenti.
Una quindicina, quindici e venti sono quaranta milioni, con risultati, se non altri, di propagandare lo sci, anche se non escono ancora i famosi campioni di cui parlava il Consigliere Savioz, però sono spesi bene, sono spesi per uno sport che è lo sport tipico di una Regione alpina come la nostra.
Caveri (U.V.) - ...due domande da rivolgere all'Assessore Milanesio: la prima, quanti sono pressappoco. Uno più, uno meno... perché qui, a pagina 2, di questi documenti c'è scritto: "Acquisto divise per i Consiglieri ASIVA". Ma, io mi domando, che bisogno avevano i Consiglieri dell'ASIVA di farsi una divisa? Mi hanno detto che si sono fatti undici divise nuove fiammanti. Ora, anche qui siamo nel tema dello sperpero di denaro; di questo non è responsabile l'Assessore Milanesio, evidentemente, però, egli ha una certa vigilanza su questa associazione. Non si capisce poi perché la somma prevista per l'acquisto delle divise per i Consiglieri dell'ASIVA è 345.000 lire. Io penso che delle divise molto più di 345.000 lire a meno che siano delle divise fatte di carta, non lo so.
Mi dicono che, tra l'altro, c'è un Consigliere dell'ASIVA che adesso gira sempre per Aosta - io non ho ancora avuto il piacere di vederlo - gira con questa divisa da Consigliere dell'ASIVA. Speriamo che non arrivi un giorno in cui ci sia la divisa da Consigliere regionale.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora risponde l'Assessore Milanesio.
Milanesio (P.S.I.) - Sono state fatte diverse osservazioni dai Consiglieri che sono intervenuti: è chiaro che, quando si esamina il bilancio di una Associazione, ci sono sempre dei rilievi da fare. Io devo dire che mi ero, così, premurato di chiedere a questa Associazione di presentare un rendiconto il più preciso possibile. Quindi se il Consiglio può fare, come abbiamo già fatto noi, certi rilievi, e perché almeno questo lavoro, così è stato fatto, è stato presentato, non già il solito bilancio consuntivo dove si indicano i totali, ma il bilancio consuntivo con delle indicazioni di voci molto precise e molto pertinenti.
Circa la questione dell'acquisto delle divise, io ignoro evidentemente, ma non bastano i 300 e rotti mila lire per acquisire 11 divise: ce ne vogliono molte di più, io credo che probabilmente, i Consiglieri dell'ASIVA sosterranno la differenza personale.
Comunque, sono stati fatti una serie di rilievi da parte dei Consiglieri Fosson, Bancod, Manganoni, Savioz, Ramera e Caveri. Io penso che la cosa migliore sia quella, se il Consiglio sarà d'accordo, di presentare queste osservazioni, come osservazioni del Consigliere regionale e come raccomandazioni per la compilazione del bilancio del 1971 e poi dei successivi bilanci.
Penso che tutto quello che si può fare è questo, cioè chiedendo loro di essere più oculati nello spendere il denaro che proviene dalla Pubblica Amministrazione e, nello stesso tempo, di sviluppare maggiormente, nei limiti delle possibilità di bilancio, sia l'attività agonistica che l'attività, direi proprio, di propaganda e di reclutamento di giovani.
Nella discussione che vi fu, all'atto dell'approvazione del bilancio preventivo, e dei conti consuntivi, questi problemi vennero affrontati. Io stesso sollevai alcuni di questi problemi in quella riunione dell'ASIVA, e devo dire che vi fu una certa rispondenza alle osservazioni che noi avevamo sollecitato e così mi pare che, complessivamente, formulando questi rilievi si possa approvare questo contributo.
Io, per quello che mi riguarda, cercherò di seguire da vicino l'attività di questa Associazione e di evitare le spese superflue...
Io accolgo le osservazioni che sono state fatte e, per quello che mi riguarda, le trasmetto, se il Consiglio lo ritiene, immediatamente alla Giunta.
Caveri (U.V.) - Io mi permetto di fare un'osservazione.
Evidentemente, anche l'Amministrazione dell'ASIVA va a ruota libera nella spesa e questo è più che evidente; basta vedere queste note. Queste note hanno l'aria di essere abbastanza "truccate", non mi sembrano molto serie.
Comunque, è certo che anche l'ASIVA va a ruota libera nella spesa, l'Assessore Milanesio dice che inviterà l'ASIVA ad essere più oculata. Finché noi diamo i 15-20-35 milioni a queste associazioni sportive, state pure tranquilli che la loro amministrazione non sarà mai oculata, sarà una pessima amministrazione. Diranno: ma ci compriamo le divise, una più bella che l'altra. Facciamo delle spese voluttuarie di ogni genere tanto c'è Pantalone che paga e Pantalone è l'Amministrazione regionale.
Io credo quindi che verrà il giorno in cui ci dovremo convincere che, se vogliamo che queste associazioni sportive funzionino un po' meglio e che siano amministrate con un po' più di parsimonia, bisognerà far sospirare un po' i soldi, perché è questa la questione: quindi se mi chiedono 25 milioni, darne soltanto 15, cose del genere.
Insomma, io adesso ho fatto un esempio un po' stupido, ma bisogna far sospirare i mezzi finanziari e limitarli. Allora sì che la loro amministrazione diventerà oculata, altrimenti dicono: va beh, Pantalone paga, c'è la vacca da mungere, la Valle "tiriamo a campà".
Questa non è una osservazione per l'Assessore Milanesio, però è un'osservazione che ritengo obiettiva, perché vediamo che l'andazzo è questo.
Montesano (P.S.D.I) - Allora metto ai voti la delibera qui all'oggetto 13.
Chi approva alzi la mano. Contrari? Astenuti?
