Oggetto del Consiglio n. 310 del 14 dicembre 1970 - Resoconto
OGGETTO N. 310/70 - Ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione Valle d'Aosta.- Problema della zona franca. (Interrogazione)
Dujany (D.P.) - Ma, rispondo "Interroga il Presidente della Giunta per sapere che cosa ha detto il Ministro particolarmente sulla questione del riparto e zona franca": niente! Non credo, d'altra parte, che sia stato questo lo scopo della riunione; naturalmente si trattava di una riunione di tutti i Presidenti delle Regioni a Statuto speciale e a Statuto ordinario per una prima presa di contatto col Ministro delle Partecipazioni, pardon, col Ministero del Bilancio per un dibattito sul problema della elaborazione del piano economico quinquennale.
Quindi, in sostanza, è stato uno dei normali contatti, dei normali strumenti di consultazione che è bene che si realizzino tra Regioni e Stato; dovessi dare una definizione di questo primo contatto, non è stato un contatto, naturalmente, di grossi risultati concreti: si è parlato della programmazione 1965/1970 e della programmazione 1970/1975. Si è constatato che la programmazione 1965/1970 è stata un fallimento in campo nazionale e si è presa la decisione che, prima di portare avanti nuovi provvedimenti sulla programmazione quinquennale, sul piano economico quinquennale 1790/1975, sarebbero opportuni ulteriori approfondimenti dei problemi in sede regionale in modo da poter fare una programmazione, per il futuro, che sia più valida, più ricca di contenuto di quanto non è stata quella del quinquennio precedente.
Per quanto riguarda la seconda parte dell'interrogazione che è piuttosto "cattivella", vorrei precisare che eravamo seduti accanto all'Alto-Adige e al Trentino e mi pare che sia opportuno che la Regione partecipi a questi strumenti di consultazione proprio per sorvegliare quali sono le decisioni in campo nazionale in modo che i nostri interessi non siano pregiudicati da una nostra eventuale assenza.
Pedrini (P.L.I.) - Premetto di dissentire un pochino - questo d'altronde è normale, perché, se ho fatto questa interrogazione, già c'era qualcosa di concreto - dissentire un pochino su quella che è stata l'impostazione del Presidente della Giunta. Prima di tutto io debbo dire che ho in mano una relazione, che mi sono fatto consegnare, su tutto quanto è stato detto in quella riunione. Vorrei leggere soltanto quattro righe di una frase finale che dice in sostanza "che se, da una parte, il discorso di Giolitti sembra voler imbrigliare l'azione delle Regioni in una politica programmata decisa dal centro, dall'altra, la mancanza di precisi strumenti di coordinamento lasciano in sostanza Stato e Regione in posizioni non solo contrapposte, ma di contestazione". Ma, non è tanto questo che io volevo mettere in risalto con la mia interrogazione, quanto il fatto che - d'accordo che il Presidente della Giunta ci dice che era seduto vicino al Trentino-Alto Adige e così infatti io qua nella mia interrogazione non cito il Trentino-Alto Adige né il Friuli, - ma vorrei sottolineare l'assenza voluta e spiegata chiaramente, sia dalla Sardegna che dalla Sicilia che sono due Regioni, mi si permetta di dire, di una certa levatura, di una certa preparazione legale - e in questo, specialmente i meridionali, mi si dia atto, sono preparatissimi sotto il profilo legale, perché sono quasi tutti avvocati e quindi sono veramente, diciamo, preparati in materia - ripeto non sono intervenute volutamente a questa riunione perché? Perché hanno dichiarato che partecipare a questa riunione dava la possibilità al Governo, e per esso al Ministro Giolitti, di, un domani, continuare a convocare le Regioni a Statuto speciale con quelle a Statuto ordinario.
Ora, io non nego che si possa, ad un dato punto, partecipare a qualche riunione, però sarebbe bene, proprio da parte di questa Giunta, da parte di questa maggioranza, che si è definita e si definisce autonomista al massimo, che questo fosse messo bene in chiaro e che, evidentemente - qua ancora una volta smentiamo noi liberali quello che qualcuno nel passato ha detto, diceva che noi siamo contro l'autonomia, ma adagio, adagio si sta smentendo da solo.
No, noi addirittura pretendiamo, pretenderemo che il Presidente della Giunta, prima di andare ad una riunione col Governo, ne parli prima sempre in Regione, sia ben chiaro, veda, se è il caso di sentire la Giunta, se ha bisogno di un consiglio lo richieda, ma evidentemente, non partecipi a queste riunioni tutte le volte in modo che si possa dire che la Regione Valdostana non è una Regione a Statuto Speciale, ma diventa una Regione a Statuto ordinario, perché, nella trattazione del Ministro Giolitti, si è parlato solo ed esclusivamente delle Regioni a Statuto ordinario, tant'è che la mia frase: "che cosa è stato detto in riferimento alla Valle d'Aosta", era evidente che la risposta non poteva essere, altrimenti, che niente. Non si è parlato della Valle d'Aosta, perché i nostri problemi ce li possiamo soltanto togliere da noi e penso che, quando io leggo sul giornale, - perché siamo all'oscuro dei viaggi dei nostri grandi capi - che è stato ricevuto dal Presidente Colombo, da pinco pallino, ecc., sia pure indirettamente, noi ne gioiamo perché diciamo: "Beh, almeno in quei 10 minuti, in quel quarto d'ora, avrà potuto dire io rappresentante della Valle d'Aosta chiedo che..." con tutto quello che segue.
Noi vorremmo solo e solamente questo. Quindi, è un problema che ci poniamo come coscienza e che, ripeto, sono convinto che il Presidente della Giunta lo voglia accettare nella formula buona con cui noi l'abbiamo proposto, nella perplessità con cui noi invitiamo la cosa affinché, un domani, evidentemente, non si faccia una confusione tra Regioni a Statuto ordinario e Regioni a Statuto speciale. Punto e basta, niente di più.
Fosson (U.V.) - Nous passons au point 9.
