Oggetto del Consiglio n. 309 del 14 dicembre 1970 - Resoconto
OGGETTO N. 309/70 - Progettazione dell'Istituto Psico-Medico-Pedagogico. -Appalto-concorso - Bando. (Ritiro di Mozione)
Mappelli (D.C.) - Almeno, in questo momento, non ritengo opportuno di mettere a conoscenza il Consiglio del fatto per cui avevamo deciso, a suo tempo, di fare un concorso pubblico nazionale per l'Istituto Geriatrico. Se, però, lo riterrò avrò ancora qualche cosetta da dire in merito a questa nostra decisione presa a suo tempo, grazie a Dio mi è buon testimonio l'amico Bordon. Dunque, nel maggio e nel giugno del 1967 - io non sono voluto andare a vedere quella presa d'atto del 1967 - la Giunta aveva, per quei motivi che mi sono riservato di non dire in questo momento, aveva deciso di fare un pubblico concorso per il Geriatrico e visto che l'Assessore Benzo, quando noi chiedevamo questo concorso, ebbe così, per sua convinzione, a dire che era più rapido il periodo per la progettazione dell'appalto-concorso, cosa che noi non chiedevamo - purtroppo il tempo ci darà ragione, perché se non è vero che, nel giugno, mettiamo anche maggio perché adesso non ho presente la data precisa di questa presa d'atto - è altrettanto vero che furono dati immediatamente alcuni incarichi per questo bando di concorso, e precisamente all'Ing. Luboz e al Geom. Cuc per quanto riguardava la relazione di servitù, ecc. e le caratteristiche statiche del terreno, e, nel contempo, per conto proprio è andato avanti il Medicio regionale per mettere giù questo bando.
Comunque quelle che contano sono le date e le date sono queste: il bando venne pubblicato il 1° agosto del 1967 e questo bando recitava all'articolo 6 che gli elaborati dovranno pervenire a spese dei concorrenti esclusivamente a mezzo plichi postali alla Segreteria Generale della Regione entro le ore 12 del giorno 30 novembre 1967; cosa si voleva dire col 30 novembre 1967? Si voleva dire che - agosto, settembre e novembre - entro quattro mesi il concorso nazionale sarebbe stato espletato dai Gruppi professionali che avrebbero concorso.
La Commissione fu integrata in seguito a un ricorso da parte degli organi nazionali degli architetti e degli ingegneri; fatto sta che questi 15 commissari, sempre nel dicembre del 1967, si riunirono sotto la presidenza del Sig. Presidente Bionaz che, avendo fiducia nel sottoscritto, aveva dato mandato di presenziare a questa selezione. Nel gennaio del 1968 la Giunta ratificava la graduatoria; nel mese di febbraio del 1968 il Presidente della Giunta Bionaz ebbe a scrivere a coloro che avevano vinto questo concorso per la progettazione esecutiva. Io qui voglio solo leggervi un comma di questa lettera che dice: "il progetto esecutivo dovrà essere redatto entro mesi quattro dalla data di ricevimento della presente apportando al progetto di massima (che era quello del concorso nazionale) le modifiche che saranno eventualmente suggerite dai competenti uffici regionali e dagli organici consultivi statali" è tra questi ultimi, vi è chiaramente il Genio Civile che rappresenta il Ministero dei Lavori Pubblici.
Pertanto, questione di tempi, così in base alle date, è qui chiaro e dimostrabile che, partendo il bando il 1° di agosto del 1967, entro fine giugno del 1968 l'esecutivo era a disposizione dell'Amministrazione. È chiaro che poi il dopo è un discorso che è sempre molto elastico perché ci possono essere una come mille modifiche e il tempo chiaramente varia in base al numero di queste modifiche.
Pertanto, noi ci eravamo permessi, appunto in base alle dichiarazioni fatte dall'Assessore alla Sanità che riteneva che, con questo metodo, il tempo sarebbe stato più breve, io mi permettevo, così, di mettere a conoscenza il Consiglio che nel giro di 10 mesi è stato fatto un bando di concorso pubblico e il progetto esecutivo. Ecco perché è venuta fuori questa mozione che parla della prima seduta consiliare del mese di dicembre. Ma noi, se ritenete che, per esigenze tecniche, badate bene, io mi rendo perfettamente conto che l'appalto-concorso, quando voi l'avrete anche stilato, dovrà poi essere approvato, prima di portarlo in questa sede, da parte degli uffici del Genio Civile, perché se noi lo approviamo e poi quelli non sono d'accordo si deve ripetere di nuovo tutto daccapo e pertanto non è questione di tempi, non sono convinto di questo, - se la Giunta ritiene che, su questo progetto, vuol farci un pensierino, su questo siamo d'accordo. Diversamente, noi siamo qui per modificare questa data, a dimostrare, con dati di fatto, che in 10 mesi con l'appalto-concorso non avremo su questi tavoli il progetto esecutivo, cosa che è stata fatto per il Geriatrico.
Savioz (P.C.I.) - Tenuto conto della mozione, penso che non sia fuori argomento richiamare un momento l'attenzione dei Consiglieri regionali su una lettera che ci è stata inviata, penso che tutti l'abbiano ricevuta, da parte dell'Unione Italiana per la promozione dei diritti del minore. Evidentemente, per poter discutere a fondo di problemi di questo genere bisogna essere preparati e bisogna essere tecnicamente all'altezza del compito, però non sfugge a nessuno il fatto che dei bambini che sono menomati nella capacità intellettiva, se vengono presi e messi tutti assieme non è che questo porti dei grandi benefici al loro sviluppo. Invece se inseriti nella società insieme ad altri bambini sviluppati a tutti gli effetti, questi possono avere indubbiamente del giovamento. Ci si potrà obiettare che c'è il contro, cioè ci sono casi purtroppo dove i bambini menomati vengono un po' abbandonati a sé stessi e quindi non correttamente, se la parola mi è consentita, educati per la propria esistenza. Comunque io sono del parere che, ad un certo momento, sarebbe opportuno farci un piccolo pensiero qui sopra, se non altro non credo che il Consiglio regionale possa non tenere conto che, perlomeno, sia necessario rispondere e chiarire il nostro atteggiamento in materia. Non dimentichiamo che si tratta di bambini, che si tratta del patrimonio più importante che tutte le nazioni possono avere.
Io non vorrei aggiungere altro, pregherei, però, i Consiglieri regionali di voler pensare un momento e di voler, forse, dare anche una guardatina a questa lettera che ci è stata inviata.
Benzo (D.P.) - In merito alla mozione presentata dal gruppo consiliare democristiano, con la quale si chiede che il Consiglio regionale deliberi di invitare la Giunta a sollecitare la stesura del bando di appalto-concorso per la realizzazione dell'Istituto Psico-Medico-Pedagogico regionale, confermo che la Giunta regionale, con provvedimento del 14 ottobre 1970, deliberava, tra l'altro, di prevedere alla realizzazione dell'opera a mezzo di apposito appalto-concorso, dando mandato ai competenti uffici dell'Amministrazione regionale di predisporre il relativo bando da sottoporre all'approvazione del Consiglio regionale.
L'incarico per la stesura del bando suddetto venne conferito successivamente, in esecuzione alla deliberazione suddetta, al Medico regionale, per quanto si riferisce alla parte sanitaria, e all'Ingegnere Capo dell'Assessorato dei Lavori pubblici, per quanto si riferisce alla parte tecnica, con invito agli stessi di accelerare i tempi al massimo, praticamente in relazione ai compiti di istituto affidati agli stessi.
A tal proposito, ritengo necessario dare lettura della relazione fattami pervenire dai tecnici incaricati:
"Al Sig. Assessore alla Sanità - In relazione alla richiesta di precisazione dei tempi minimi occorrenti per la predisposizione del bando di cui all'oggetto, i sottoscritti hanno l'onore di riferire quanto segue: Si premette che l'opera presenterà una notevole complessità per la sua intrinseca natura. Per intrinseca natura si allude alla necessità di addivenire ad una costruzione che non abbia quale finalità primaria e l'istituzionalizzazione del minore da recuperare, ma bensì il principio della recuperabilità dello stesso mediante forme architettoniche perfettamente aderenti ai principi del nucleo di famiglia e dell'apertura dell'Istituto verso l'ambiente esterno inteso nella sua socialità. A loro volta le forme architettoniche non potranno prescindere dalle necessità terapeutiche ed assistenziali proprie dell'Istituto che è essenzialmente una scuola speciale suddivisa in gruppi famiglia.
Il ricorso alla creazione di gruppi famiglia in seno all'Istituto conferma l'importanza della famiglia per lo sviluppo neuro-psichico del minore disadattato. A quanti, sia a livello nazionale che internazionale, sollevano obiezioni circa l'utilità oggi di costruire istituti psico-medico-pedagogici - Consigliere Savioz la pregherei di sentire quella che è la parte tecnica che, in effetti, dà già una risposta implicita alle sue giuste domande -, in quanto la famiglia e solo la famiglia costituisce l'elemento terapeutico più valido per questi minori. Si controdeduce, da parte di altri specialisti del settore, con l'osservazione che, se la famiglia incontestabilmente costituisce l'elemento terapeutico ottimale, la mancanza di una preparazione da parte di molti genitori o addirittura la difficile inseribilità degli stessi genitori nel contesto sociale - padre alcolizzato, madre asociale - porta a concludere positivamente, per l'alternativa creata dall'Istituto psico-medico-pedagogico con le caratteristiche avanzate in premessa (gruppi famiglia). La progettazione dell'Istituto psico-medico-pedagogico regionale a livello di ideazione diversifica quindi profondamente, per fare un esempio, dal tipo di costruzione del recente Ospedale Geriatrico. Per l'Ospedale Geriatrico non si ponevano, in effetti, i delicati problemi del rapporto fra minore e famiglia, che invece costituiscono un argomento di fondamentale importanza, dal quale non si può esulare, pena lo scadimento dell'opera o la sua non perfetta aderenza agli indirizzi della moderna neuro-psichiatria infantile. Se, a lato di questo concetto di base, si aggiunge che, diversamente dall'Ospedale Geriatrico, l'incarico conferito ai tecnici regionali per l'Istituto psico-medico-pedagogico è quello di predisporre il bando per l'appalto-concorso, è particolarmente intuibile che tale bando, tale predisposizione deve essere anche corredata da una dettagliata analisi di tutti gli elementi tecnici propri della costruzione, in quanto la Ditta che appalterà l'Istituto dovrà disporre di un complesso di elaborati non modificabili in epoche successive al conferimento dell'opera.
Dai sovraesposti concetti discende la conseguente complessità tecnica della predisposizione del bando in quanto è indispensabile vincolare le imprese concorrenti sotto tutti gli aspetti fra cui, ad esempio, dati illuminotecnici funzionali dell'impianto elettrico; chiarimento delle prestazioni da richiedersi all'impianto elettrico; chiarimento delle prestazioni da richiedersi all'impianto di riscaldamento: la taratura e l'articolazione dell'impianto dovranno permettere il raggiungimento di temperature diverse a seconda dell'uso dei vari locali, per corsi, aule scolastiche, locali per attività collettive, ecc.; i livelli di qualità richiesti per serramenti esterni e interni; tipi di pavimenti e rivestimenti e tinteggiature, prescrizioni necessarie a garantire, oltre alla massima funzionalità, la minimizzazione dei costi di gestione, e, in generale, la definizione della tipologia di tutti i particolari dell'edificio atta a garantire la presentazione di progetti di alta qualità.
Tutto quanto sopra elencato è stato eseguito dai sottoscritti anche in occasione della redazione del progetto esecutivo dell'Ospedale Geriatrico durante numerosi incontri con i progettisti e qui apro una parentesi; è da notare che le date riportate poc'anzi dal Consigliere Mappelli sono esatte solo così, diciamo, dall'atto dell'effettiva partenza in quanto quando la Regione ha determinato di effettuare il bando di concorso, nei mesi precedenti, proprio il Medico regionale, per alcuni mesi, aveva già predisposto questo bando. Quindi, signori, la partenza è del 1966 quando già lui andava a vedere a Firenze, ecc. come ha avuto occasione di confermarmi, per preparare questo Istituto geriatrico nei primi mesi del 1967; fino a maggio ha predisposto il bando che poi è stato approvato solo dalla Giunta di allora. Quindi, dal 1967 al 1968 si sono avuti solo i tempi tecnici di esecuzione, di una progettazione di massima, successivamente c'è stata una fase di alcuni mesi di discussione fra i progettisti e la Commissione tecnica e gli organi regionali per definire i particolari, per passare alla progettazione esecutiva che, finalmente, nel giugno-luglio del 1968 era ultima. Da allora passò un altro anno prima di appaltare i lavori: in totale tre anni e mezzo mal contati, tre anni e mezzo mal contati dall'inizio della preparazione del bando di concorso all'appalto dei lavori, da gennaio 1967, tanto per prendere una data, a marzo-aprile 1970 per l'appalto.
Nel caso attuale, vedendo la differenza tra il progetto esecutivo dell'Ospedale Geriatrico e quello psico-medico-pedagogico, nel caso attuale, per la natura stessa del tipo di affidamento dei lavori che è stato prescelto, appalto-concorso, deve essere eseguita, in via preliminare, nella redazione del bando la stessa procedura, questo dicono i tecnici.
In conclusione, sembra evidente che il tempo occorrente per la predisposizione del bando non sarà di nocumento alla speditezza della realizzazione dell'opera in quanto trattasi di un tempo tecnico comunque indispensabile qualunque sia la forma di appalto adottata.
Si osserva ancora che l'appalto-concorso può garantire un notevole risparmio di tempo, tenuto conto della complessità e durata nel tempo delle procedure di approvazione previste dalla legge ancor più onerose per le opere il cui finanziamento sia a carico dello Stato. Con la procedura adottata dalla Giunta regionale e poi dal Consiglio successivamente, si può ragionevolmente prevedere un dimezzamento dei tempi burocratici. Si deve, infine, osservare che la semplificazione delle procedure, cui si è accennato e il relativo guadagno di tempo, potrà avvenire solo se il bando di appalto-concorso sarà sufficientemente chiaro e dettagliato e tale da non poter dar luogo alla presentazione di progetti concettualmente errati.
Da tali considerazioni discende l'assoluta necessità di predisporre il bando con la massima accuratezza, compito che può essere svolto nel modo migliore solo disponendo di un lasso di tempo sufficiente; si prevede comunque che tale elaborato possa venire completato e sottoposto all'approvazione del Consiglio regionale entro la prossima primavera. F.to il Medico regionale: Dr. Piercarlo Barbero e L'Ingegnere Capo dirigente dell'Assessorato Lavori Pubblici Ing. Grosjacques."
Mi pare che questa approfondita relazione dei nostri tecnici dimostri, esaurientemente, i tempi di procedura oltre a essere entrata nella prima parte addirittura in merito proprio ad alcune considerazioni circa l'utilità. Faccio notare, fra l'altro, al Consiglio che la lettera scritta dal Presidente dell'Unione Italiana Tutela dei Minori prevedeva addirittura l'eliminazione totale di qualsiasi tipo di istituto geriatrico, collegio-convitto per orfani, insomma l'eliminazione totale di qualsiasi tipo di struttura, sia pur moderna, aperta, ecc. In quel senso, in alcuni capoversi, come i Consiglieri avranno potuto constatare, ci sono addirittura delle osservazioni, direi, quanto meno inesatte o semplicistiche. Circa il problema dei tempi per rispondere esattamente alla mozione mi pare che la risposta dei tecnici sia quella: se i Consiglieri presentatori della mozione hanno questa chiarezza, hanno compreso quello che i tecnici regionali hanno richiesto come tempistica, compatibilmente con i compiti di istituto, nel giro di alcuni mesi il bando sarà predisposto, sarà pronto e sarà quindi portato - previo esame, come si usa fare, con i competenti organi statali - sarà portato all'approvazione del Consiglio. Logicamente, da quel momento, ci vorrà un certo numero di mesi che potranno variare per dar tempo alla progettazione esecutiva dell'appalto-concorso, alle Ditte interessate, non so quanti mesi ci metteranno i tecnici, ma diciamo che, nello spazio di altri sei mesi, tutto potrebbe essere fatto, il che dimostrerebbe che, nel ciclo massimo di un anno e mezzo, e non di tre anni e mezzo questo Istituto potrebbe essere ultimato. Si tratterebbe di un Istituto moderno, configurato con scuola, gruppi famiglia, ecc., che ci permetterebbe, non solo, di avere i nostri 60 e più bambini che attualmente sono fuori dalla Regione, ma di permettere di recuperare e di curare, preventivamente già vedere anche per quelli che sono minori di età, non più dai 6 ai 14 anni ma dai 0 ai 6 anni, di prevenire la possibilità o quanto meno permettere un recupero dei minori in stato di disadattamento o di subnormalità.
Mappelli (D.C.) - Pregherei il Sig. Presidente di voler prendere nota che saremmo d'accordo con i miei amici di prolungare i tempi previsti da questa mozione da dicembre a febbraio, invitando la Giunta a sollecitare la stesura del bando affinché sia portato in Consiglio nella prima seduta consiliare del mese di febbraio.
Quando l'Assessore Benzo stava leggendo la relazione, fra di noi stavamo dicendo, qualcuno, appunto facesse rilevare: "sta dicendo quello che tu, a suo tempo, avevi detto".
Poi è venuto fuori che la relazione non l'aveva fatta lui, ma i tecnici. Infatti, quando i tecnici dicono che l'appalto-concorso deve essere corredato da tutta una analisi tecnica, questo era quanto, giustamente, io, a suo tempo, ribadivo, nel senso che per fare un appalto concorso bisogna avere le idee molto chiare. Vorrei semplicemente sottolineare e - pregherei poi i funzionari gentilmente di voler prenderne nota e, con altrettanta gentilezza, di darmene comunicazione - la data in cui, in Giunta, si era accantonata l'ipotesi del concorso per l'incarico per l'Ospedale Geriatrico.
Assessore Benzo, deve sapere che, nel 1966, non si poteva parlare di bado di concorso per l'Ospedale Geriatrico perché non avevamo ancora il terreno; il 1966, dunque, le metta da parte un momento. Se poi il Dottor Barbero andasse a Firenze o meno, non so io mi rifiuto di credere che una persona come il Dott. Barbero per fare tredici articoli impieghi dal 1966 al 1967 al mese di giugno. Perché? Perché il concorso di idee sono i tecnici che lo devono fare, non i tecnici della Regione, ma i tecnici delle Ditte che concorrono all'appalto-concorso, al concorso pubblico per la progettazione. Ecco qui, secondo me, la bontà e questa è collaborazione secondo me, io non capisco come mai si è reticenti su una posizione di collaborazione; io ritengo che con tutto il rispetto, come si può andare a mettere nero su bianco, noi qui quando possiamo avere a nostra disposizione decine e decine di tecnici di tutta Italia che fanno un concorso di idee per un progetto di massima, con tutto il rispetto che ho, metto in dubbio che sia l'ottimo. Mentre se noi abbiamo centinaia di tecnici da tutta Italia e quattro mesi dalla pubblicazione, signori, quattro mesi - io l'altro giorno questo affare qui non l'avevo sotto mano, ma è chiaro che il bando è stato pubblicato il 1° agosto. Questa prima scadenza, cioè quella del concorso di idee è stata rispettata; tutto il resto è discutibile, ma che il bando sia stato pubblicato il 1° agosto e che il 30 novembre i progetti erano in questo Palazzo, questo è inconfutabile. Dunque, sono quattro mesi per il concorso di idee, cioè per il progetto di massima e avevamo, e abbiamo, - non ho detto io perché io non ho nessun merito, caso mai il merito era di tutti coloro che credevano in questa iniziativa, cari Signori, abbiamo avuto quanto di meglio ci fosse in Italia. Che poi ci si mette a discutere sulla validità o meno di questo Istituto, questo è un altro discorso, ma io dico: se si ha da fare, date retta ad un amico, qui si tratta di spendere, specialmente per la gestione di un complesso di questo genere - voglio che questo rimanga a verbale - nel prossimo futuro qualcosa come centinaia e centinaia di milioni all'anno, dunque non si può per questioni di scadenze, io vi sto dimostrando che non è vero niente che con l'appalto-concorso si fa prima. Dunque, se la Giunta ritiene di sedersi e di rivedere questo problema, benissimo, io penso che siamo tutti d'accordo di ritirarla. Diversamente, se vedremo che a febbraio non sarà ancora pronto questo appalto-concorso, perché non siamo mica nati oggi, bisognerà andare al Genio Civile, bisognerà modificare l'appalto-concorso che dovrà ritornare in aula con tutte le modifiche. Poi io non credo che sia l'ottimale, perché ritengo - io, come ripeto, non ho nessunissimo merito - ma ritengo che centinaia di tecnici di tutta Italia possono dare il meglio in questo senso anche perché hanno poi, in prospettiva, il progetto esecutivo e che il progetto esecutivo sia poi fatto in una certa direzione o in un'altra, Assessore Benzo, non cambia niente. Che sia dato dalla Regione in base all'appalto-concorso o che sia una conseguenza del bando di concorso il tempo è sempre il medesimo. Dunque, dove noi ci areniamo è sull'appalto-concorso oppure sul concorso nazionale; io ho dimostrato che con quattro mesi si può fare il concorso nazionale. Dunque novembre, dicembre, siamo già a gennaio, arriveremo a febbraio forse a marzo, saranno passati cinque mesi prima che parta da qui il bando di concorso, ma per fare un bando di concorso di 12 articoli non ci vogliono degli anni, signori, non ci vogliono degli anni, nel 1966 - e questo non volevo neanche cominciare a dirlo perché potremmo andare a toccare delle persone e non ne ho voglia, non ne ho proprio voglia - ma ancora nel 1967 si doveva dare l'incarico, su questa faccenda, dunque non c'entra per niente il 1966, perché all'epoca non avevamo il terreno e per oggi basta così.
Io chiedo alla Giunta una risposta su quanto ho proposto, se ritengono di riesaminare la questione dell'appalto-bando di concorso o sull'appalto pubblico, cioè bando di concorso pubblico o l'appalto-concorso, se pensano di rivedere questo noi ritiriamo la mozione. Se, invece, la Giunta insiste noi la mettiamo così emendata in votazione. Non abbiamo altro da aggiungere, credendo, certamente, fiduciosi di collaborare per il bene dell'Amministrazione regionale, perché poi ritorneremo sopra a questo problema, è chiaro.
Caveri (U.V.) - J'ai écouté avec beaucoup d'attention les paroles prononcées par Monsieur Mappelli qui est certainement la personne la plus qualifiée pour pontifier en matière d'Istituto Psico-Medico-Pedagogico, vu les grands mérites qu'il a eus, par exemple, en matière d'achat de terrains. Certainement, il a démontré de grands mérites, et voilà pourquoi nous avons attendu, nous avons écouté avec beaucoup d'attention les raisons pontificales de Monsieur Mappelli: j'étais là pour dire Monseigneur Mappelli, non seulement Conseiller Mappelli. Mais maintenant, à part ces petites méchancetés - qui sont dans ma nature comme dans la nature de Monsieur Bordon, d'autre part, - à part ces petites méchancetés, je voudrais dire une chose que - et je demande pardon au Conseil si quelqu'un, justement pourrait dire que ces remarques que je fais, peut-être, sont un peu des divagations de l'argument - quand j'ai vu qu'il y avait la possibilité que l'hôpital Mauricien et d'autres institutions hospitalières puissent devenir régionales, d'un côté je me suis réjoui en tant que régionaliste et d'autre part je n'avais pas oublié la longue polémique du docteur Réan. Le docteur Réan s'était battu pour que l'hôpital Mauricien redevienne une institution valdôtaine. Cependant, dès le commencement, j'ai senti les dangers qu'ils y avaient aussi des côtés négatifs et aujourd'hui nous touchons avec les doigts qu'il y a des côtés négatifs dans cela et il faudra chercher à profiter des côtés positifs et à combattre les côtés négatifs. Mais, quels sont les côtés négatifs? C'est que le Commissaire à l'hôpital se met à faire des nominations à l'hôpital et il regarde si on a "la tessera", il faut avoir "la tessera" de la Démocratie Chrétienne pour être nommé employé à l'hôpital Mauricien. Non seulement, mais il y a deux Commissions: il y a la Commission de "l'organico", il y a la Commission du personnel et, par exemple, il devrait être les représentants des syndicats et, régulièrement soit pour une Commission soit pour l'autre, Monsieur Bondaz, en tant que Commissaire de l'hôpital, a envoyé des lettres aux autres syndicats mais il n'a pas envoyé aucune lettre au SAVT, de manière que le SAVT ne devrait pas avoir son représentant ni dans une Commission ni dans l'autre. Voilà, alors je me suis permis, vu qu'on parle d'une organisation hospitalière, je me permets de profiter de l'occasion, - vous ne direz pas trop à propos - mais je me permets de signaler ce phénomène à la Junte afin qu'on puisse voir ensemble la possibilité d'enrayer ces dégénérations de la réforme Mariotti qui se résous dans des abochages qui sont assez inspirés à une idée sectaire et factieuse.
Savioz (P.C.I.) - Io vorrei ritornare ancora un momento su quella lettera che abbiamo ricevuto; intanto vorrei ringraziare l'Assessore per quanto ha letto e lo vorrei pregare, se fosse possibile, di avere una copia di quella relazione, perché mi sembra che tra le righe di quella relazione si potrebbero prendere degli elementi per esaminare con più competenza la lettera che abbiamo ricevuto. Nello stesso tempo, mi permetterei di ricordare che qui, nella sala delle manifestazioni, c'è stata una riunione con una relazione interessantissima sulla questione dei minorati tenuta dalla Prof.ssa Guidetti-Serra di Torino.
Mi consta che la Regione possieda quella relazione. Ora, in base a quella relazione fatta dalla Professoressa sui minorati, tenuto conto della lettera che abbiamo ricevuto da parte di questa Istituzione e considerato che il problema è di una certa envergure, io sarei del parere, per non tediare di più il Consiglio e i Consiglieri, sempre che il Presidente della Giunta sia d'accordo e l'Assessore competente pure, se volessero convocare una riunione della Commissione della Sanità, perché esamini il contenuto di tutto questo, tenuto conto di quanto già è stato detto e preparato da parte degli organi competenti in merito all'Istituto Medico-Psico-Pedagogico, sarebbe opportuno studiare anche, sia pure con una certa rapidità, questi problemi che vengono portati alla luce del sole e che, in un certo senso, a me sembra che possano dare degli spunti per fare un qualche cosa di veramente buono nella nostra Regione.
Chantel (P.S.I.) - Su questo argomento, io non so se voi l'avete seguito, ma, in questo momento, in Francia si fa una campagna nazionale, radio, televisione, raccolta di fondi, interessamento di tutti i Sindaci, interessamento della popolazione. Ora, io ritengo che se la Francia ha fatto una campagna nazionale e sta facendo una campagna nazionale nell'interesse dei désadaptés, non sarebbe male se l'Assessore volesse fare raccogliere i dati che esistono presso il Governo francese o presso chi se ne occupa, anche per avere dei raffronti, anche perché avendo voltato, ripeto, la campagna a tal punto che, domenica scorsa tutti i Municipi di Francia sono stati aperti per raccogliere, in campo nazionale, dei fondi a favore dell'istituzione e a favore di questi désadaptés, per creare, naturalmente, tutta una serie di opere, di istituzioni, ecc., non sarebbe niente male di vedere quali sono i dati, i presupposti e le diverse campane e di sentire il Paese dove questa questione è diventata di livello nazionale. Ci troviamo, infatti, in un argomento sul quale, diciamo, ci sono diverse opinioni. Però noi non dobbiamo poi lasciarci trascinare su quello che sarebbe l'optimum teorico futuro per arrivare poi a delle soluzioni che, forse potrebbero ritardare un'opera che è necessaria. È vero, infatti, l'optimum sarebbe di lasciare il disadattato preso la famiglia, ma io dico che è altrettanto vero che in certe zone, come la Francia e la Gran Bretagna, ci sono anche 3.000 assistenti sociali ed è altrettanto vero che la possibilità del beneficio verso il bambino deve presupporre, da parte della famiglia, una possibilità che, tante volte, è economico-sostituiva; non è che noi possiamo lasciare dei disadattati in mano alla famiglia se questa famiglia non è in grado di provvedere, se questa famiglia è una famiglia, non dico solo di lavoratori, ma comprendere nei lavoratori anche il ceto medio, l'impiegato, ecc., il quale dovrebbe avere, naturalmente, una persona che si occupi solo del bambino, con tutto il contorno: assistenti sociali, medici, educatori, e via di seguito. Perciò io direi che, per instaurare una discussione del genere, occorre proprio la possibilità di ottenere attraverso questa Associazione dei dati, attraverso la campagna nazionale che è in atto in Francia raccogliere tutti i dati, cioè raccogliere tutte le campane. Questa è un po' la storia di quando mi si viene a dire: lasciamo stare l'Ospedale com'è e facciamone uno nuovo. Io dico: va beh l'idea può anche essere buona, però in un caso simile, io chiedo dove sono i quattrini, dove sono i soldi, qual è la possibilità di risoluzione, perché ci sono dei problemi, che vanno contemperati; io so che oggi i posti letto in Aosta, in Valle d'Aosta sono carenti, io so che i lavoratori hanno bisogno di assistenza. Cerchiamo però un po' di contemperare quello che è l'optimum teoretico con quella che è la pratica giornaliera delle cose. Oggi come oggi, noi dobbiamo acquistare dei posti letto, dobbiamo migliorare i servizi, questa è la situazione di Aosta: noi abbiamo un ospedale, ripeto ancora una volta, abbiamo dei malati nei sotterranei, abbiamo degli ambulatori senza sale di aspetto, dove abbiamo la situazione che abbiamo, è logico che, teoricamente, si potrebbe arrivare all'optimum; bisogna vedere il tempo che richiede l'optimum, il costo che richiede arrivare alla soluzione che si vuole adottare. Allora, presi i problemi su questa base anche teoretica, riportata sulla possibilità di applicazione pratica, decideremo qualcosa di utile per tutti.
Germano (P.C.I.) - Ma io voglio entrare non nel merito della mozione, ma nel merito dell'argomento: è un terreno quello dei disadattati, quello della psichiatria in generale che è oggetto di una discussione vivacissima in tutto il Paese e i nostri orientamenti, alla luce di questa discussione, sono orientamenti arretrati. I nuovi movimenti culturali che discutono di questo dicono che la maggior parte dell'attenzione deve essere dedicata alla prevenzione e alla cura, prevenzione e cura però che non avvengono nell'ambiente come è stato prefissato nel passato che è l'ospedale psichiatrico o che è il grande casermone. Eh no, qui noi facciamo un ospedale per 200 bambini che è un grosso casermone, purtroppo nella legge per il riparto fiscale nelle linee che tracciamo per il piano di sviluppo, per quanto riguarda la sanità, mettiamo l'ospedale psichiatrico. Gli ospedali psichiatrici non li vogliono più, dicono che bisogna che i pochi che ci sono siano curati in un ambiente assieme a tutti gli altri ammalati e non isolati, no chiusi, cosa che li peggiora.
Io sono anche non preparato per affrontare l'argomento, penso però che sia necessario, prima di continuare su questa strada, di fare un esame approfondito, dove la questione soldi con meno soldi spesi bene si ottengono maggiori risultati; guardate che ad esempio l'Ospedale psichiatrico di Collegno lo stanno smantellando, lo stanno cambiando ma riducendo, perché ci sono persone competenti che affermano che non c'è più del 10-15% che sono ammalati, gli altri sono lasciati lì. Per esempio, c'è il caso di un valdostano, proprio a Collegno, di cui adesso mi sfugge il nome, che è il migliore, il più capace, uno specialista in porte, serrature, serramenti, ecc. che da 10 anni non è ammalato che però non ha il posto dove andare qui, non ha la famiglia che lo può ricevere e allora questo diventa un condannato al carcere, deve vivere in un ambiente dove corre il rischio di ridiventare ammalato. Sono problemi grossi che, secondo me, devono essere affrontati con la dovuta preparazione, però l'impressione è che noi siamo su una strada che non è quella giusta, che dovremmo rettificare, perciò io, a parte la mozione, io penso che su questo argomento noi presenteremo una mozione e dovremo dedicare un po' di attenzione al problema visto globalmente per vedere di correggere quello che siamo ancora nella possibilità di correggere. Io capisco che c'è lo stanziamento dello Stato, che abbiamo acquistato i terreni; c'è anche la realtà di bambini valdostani che sono in giro che si dice si vuole portarli qui, ci sono fattori oggettivi dei quali bisogna tenere conto. Bisogna, però, anche che non ci mettiamo in coda, mentre in tutto il Paese si agisce in un modo diverso bisogna che noi teniamo conto di questi fattori nuovi che sono emersi dalla discussione. Perciò noi ci riserveremo di presentare una mozione in materia.
Benzo (D.P.) - Non vado per ordine, ringrazio il Dr. Chantel per la panoramica che ha fatto data anche la sua particolare competenza in questi settori. Penso che, ad un certo momento, sarà tanto opportuno - non mi consta sia già stato fatto - ma, certo, reperire tutti quei dati anche nella Nazione confinante, in questo momento, proprio in questo particolare settore, che vengano portati alla ribalta della pubblica opinione.
Per collegarmi a quanto dicevo, mi risulta che i nostri tecnici e, in particolare, stiamo seguendo, in stretto collegamento con tecnici di altissima qualificazione, proprio queste moderne teorie nel campo sia della psichiatria sia della psico-pedagogia proprio perché, e qui passo al Consigliere Germano (è uscito) - risponderò dopo al Consigliere Germano. Il Consigliere Savioz anche lui ha di nuovo riaccennato a quella situazione, io sono d'accordo che alla Commissione consiliare Sanità si possa approfondire in modo che i Consiglieri dei vari Gruppi abbiano una più approfondita conoscenza perché vi devo dire che, personalmente, in questi mesi, sono stato assai preoccupato, molto preoccupato, tutte le volte cercavo di approfondire per me stesso, data la responsabilità che per l'Assessorato che presiedo mi compete, per vedere poi anche con i colleghi della Giunta questo argomento; si dà il caso che, appunto, è necessario che anche altri approfondiscano questa tematica. Perché? Perché è vero - Le passerò copia di questa relazione Consigliere Savioz - ma abbiano anche relazioni molto più approfondite di tecnici nazionali e internazionali, quali il Prof. Bollea di Roma, ecc. che hanno sempre sostenuto queste ottimali teorie, fermo restando che la casistica che nelle varie Nazioni emerge nel campo specifico delle malattie mentali, vuoi dei minori vuoi degli anziani, fa vedere e risultare nettamente la possibilità di creare determinate strutture operative a livello di neuro-psichiatria, psicologi e assistenti sociali, di gruppi operativi per certe situazioni che possono essere seguite nelle famiglie. Questo è ben vero ed è altrettanto vero - vedo che il Consigliere Germano c'è - che la prima cosa da fare è la prevenzione e cioè cercare con dei centri - e noi ce l'abbiamo e l'abbiamo anche potenziato in questo momento - il Centro di Medicina Preventiva con il particolare servizio neuro-psico-medico-pedagogico dove cerchiamo proprio a monte di riuscire a fare un qualche cosa per i minori e in maniera identica faremo per gli anziani col Centro di igiene mentale che sarà quello che permetterà di non mandare a questi Istituti coloro i quali non debbono e possono non essere messi in questi Istituti. Però, come bene ha già accennato l'Assessore Chantel, abbiamo dei casi di famiglia, abbiamo dei problemi di abbandonati, abbiamo, oltre a tutto, per certi settori, quando arriviamo ai limiti, agli spastici, agli epilettici, ai mongoloidi, ecc. e altri tipi di malattie mentali gravi per anziani, la necessità sociale però non è più di chiuderli, come li chiama un signore in un ghetto. La nuova teoria non è più quella, non sono più Istituti, non impressioniamoci della parola Istituto, c'è l'Istituto di Fisica Nucleare, ci sono tutti gli Istituti di questo mondo, c'è l'Istituto S. Giuseppe; la parola istituto ha un suo significato nella misura in cui viene configurato il servizio che viene dato al cittadino in quel luogo. Anche in Italia oggi questi Istituti ci sono già in alcune province, si stanno verificando delle nuove situazioni - permettetemi che vi illumini un momentino di quello che è a mia conoscenza in questo settore - e noi facciamo tesoro di queste iniziative, ma sono iniziative che, ad un certo momento, arrivano poi ad avere in luoghi aperti con annessa la scuola, con annessa i gruppi famiglia, considerando non solo più il minore, quando è già tardi per il recupero, dai 6 ai 14 anni, ma iniziando dall'età minima, da 0-1 anno fino a 6 anni. Noi ne abbiamo parecchi, abbiamo tutti quelli, abbiamo una casistica molto differenziata, abbiamo quelli delle scuole differenziali, abbiamo quelli delle scuole speciali, abbiamo determinati gruppi di bambini che necessitano di una costante cura. Ora, questa discussione, Consigliere Germano, - a parte il fatto che l'approfondiremo nella Commissione Sanità - sarà il luogo adatto per farla nel momento in cui i nostri tecnici, alla luce delle più moderne esperienze e esigenze in campo nazionale e internazionale, ci porteranno il bando di concorso che prevederà, proprio questo tipo nuovo di Istituto, che, in questo momento, potrei così a grandi linee, farvi conoscere per quanto mi è stato detto dai tecnici in quel settore ed è proprio quello di un Istituto con scuola, gruppi famiglia. Addirittura sarà prevista, saranno previste delle camere di allattamento delle madri, in cui esse potranno addirittura allattare i loro bambini. Vedete che man mano che si avanza si modificano i concetti sanitari di prevenzione sanitaria, di cura, ma la cura è una cosa ancora differente e non dimentichiamo il fenomeno più importante che è quello della riabilitazione. Ora, questi ragazzi per essere riabilitativi necessitano di essere sempre tenuti sotto controllo, avere delle équipes, avere delle assistenti sociali, avere delle ortofreniche che giornalmente, direi minuto per minuto, possono seguirli concedendo tutto, ci sarà anche un esternato per coloro i quali possono andarci. Ecco perché non avere i nostri ragazzi sparsi in dodici Istituti e avere gli altri che, talvolta, non vogliono andarci; dirò di più al Consiglio, mi risulta proprio che invece da parte delle famiglie che hanno questa dolorosa incombenza di avere avuto questi figlioli, da parte di altre associazioni ben numerose, sono loro che dobbiamo sentire. Questo nostro impegno, questa nostra determinazione sono visti molto bene. Noi, in fondo, lavoriamo per i cittadini della nostra Valle, per coloro i quali hanno proprio queste necessità; io avrò piacere che, ad un certo momento, il Consiglio sia portato a conoscenza anche di queste loro istanze, io li sento, direi, quasi giornalmente in questi ultimi tempi proprio dopo che è successo questo intervento. Intervento, mi permetto di dire, demolitore di tutta una serie di istituzioni, demolitore, non più geriatrico, con più collegi-convitti per orfani, abbandonati e bisognosi, ma qui arriviamo all'assurdo, Signori Consiglieri, queste sono assurdità, stiamo coi piedi per terra, viviamo la realtà di ogni giorno e cerchiamo con quella sensibilità che abbiamo tutti, anche come padri di famiglia, di capire quali sono le difficoltà anche per gli ospedali psichiatrici, io ho sentito delle affermazioni - Consigliere Germano - certe volte fatte così, con facilità, ho sentito delle percentuali, adesso il Consigliere Germano è arrivato a parlare solo più del 10%, io mi ero impressionato quando una persona mi disse: ma noi lì abbiamo nei nostri ospedali il 40% di nostri malati mentali, possono essere benissimo essere messi fuori l'indomani; ma come possiamo noi allora Giunta regionale, Consiglio regionale, tenere i nostri cittadini valdostani in quelle condizioni? Togliamoli subito, ma dove li mettiamo? Quali sono le strutture? Quali sono le strutture operative che noi abbiamo a disposizione? Quanti sono i neuro-psichiatri, i neurologi, le assistenti sociali? Quanto sarebbe solo il costo sociale di quest'opera che però non ci permetterebbe certo di arrivare a tutte queste famiglie che poi non ci sono. Cerchiamo, quindi, veramente di approfondire; io ripeto e penso che ne verrà una seria discussione a livello già di Commissione Sanità in cui porterò questo problema e anche l'altro dello Psichiatrico. Per quanto riguarda proprio questo ultimo settore, la sede opportuna - mi permetta Consigliere Germano - senza anticipare i tempi, perché certamente dalla stessa predisposizione del bando, nascerà quelle che sono le nuove, le nuovissime tipologie di istinti in questi settori cosa che, d'altronde, la stessa Inghilterra sta facendo. Io ho visto che le stanno facendo adesso queste strutture, aperte si capisce, sono diverse, non sono più quegli istituti chiusi, è il concetto che è totalmente diverso, il concetto legato ad una realtà che bisogna certamente conoscere. È la cosa più facile per un padre di famiglia, anch'io sono stato delle notti con delle perplessità spaventose, dico: "ma allora cosa stiamo facendo?". Se è così, ma quando ho potuto approfondire il tema, accorgermi che non è possibile per queste centinaia di bambini e di malati mentali; con questa facilità ma mandiamoli così nelle famiglie, ma ci vanno delle strutture, i centri stanno bene, li abbiamo, li faremo per poter diminuire.
Germano (P.C.I.) - ...in 10 anni quanti sono stati recuperati di questi nostri...
Benzo (D.P.) - Parecchi di questi nostri bambini che sono passati tramite il nostro centro, ad un certo momento, non sono stati proprio perché si vedeva la possibilità, abbiamo già cercato di intervenire in queste situazioni omo-familiari, abbiamo cercato anche di intervenire lì, però - ripeto - è un problema veramente nuovo, un problema importantissimo, decisamente forse tra i più importanti, perché ogni cittadino ha diritto alla salute, ha diritto ad essere curato preventivamente durante il periodo della sua malattia, soprattutto, se è possibile, ha il diritto di essere riabilitato, di essere rimesso nella società.
Ora, proprio per questo tipo di Istituto, ho avuto occasione di vedere qual è il ciclo che comprende il fenomeno completo: noi dovremmo poter arrivare per questi ragazzi a creare delle scuole speciali di avviamento professionale, dovremmo poi arrivare in ultima istanza, al lavoro protetto; in alcune province questo avviene. Il lavoro protetto consiste nel fatto che questa gente che ha delle difficoltà e che, indubbiamente, non può fare che un determinato lavoro perché le sue facoltà mentali sono, se non limitate, addirittura decisamente deteriorate, può anch'essa dare un suo contributo alla società. Bisognava, però, che la società sia molto seria, che sia molto realistica, non mantenendo le strutture come erano, giustamente rinnovandosi in quel settore lì eliminando, nella maggior parte dei casi, coloro i quali possono essere eliminati e essere rimessi presso la famiglia, se ce l'hanno.
Per quanto riguarda, quindi, la mozione - e passo a finire l'argomento - il Consigliere Mappelli parla di trasformazione della mozione, cioè di cambiamento della data, dicendo a fine febbraio. Mi pare che la relazione dei tecnici sia estremamente chiara: d'accordo col Presidente della Giunta e la Giunta, la Giunta può accettare, vista la dichiarazione dei tecnici, la presentazione del bando di concorso entro il primo semestre di quest'anno.
Mappelli (D.C.) - Il bando di concorso?
Benzo (D.P.) - Il bando di concorso entro il primo semestre di quest'anno, proprio per questa necessità di tempi.
Mappelli (D.C.) - Bando di concorso o...
Benzo (D.P.) - Bando di concorso in Consiglio regionale.
Dujany (D.P.) - Io vorrei portare la proposta per l'approvazione del bando di concorso...
Benzo (D.P.) - In Consiglio entro il primo semestre, dicono i tecnici che assicurano questa possibilità, la Giunta è d'accordo, facendo fede ai nostri tecnici, di portare il bando di appalto-concorso in Consiglio regionale, ma questo è chiaro - lo ha già deliberato il Consiglio - porterei l'appalto del concorso in Consiglio entro il primo semestre, se voi siete d'accordo, perché appunto; ripeto - voi comprenderete che in sei mesi viene eseguita tutta l'opera che dal progetto di massima a quello esecutivo aveva richiesto un anno e mezzo; in sei mesi il bando di concorso - da allora ci saranno soltanto i mesi che i tecnici metteranno per l'appalto. Io immagino che, in sei mesi, dato che queste grandi imprese hanno delle équipes di progettazione eccezionali, sono le più qualificate e sono gli stessi che partecipano, sono gli stessi grandi progettisti delle varie città italiane che partecipano a questi appalti-concorsi. Io ricevo gli ordini tutti i giorni come Presidente dell'ordine degli ingegneri - e voglio fare questa piccola parentesi - ricevo degli atti del Consiglio Nazionale e mi accorgo che la maggioranza di questo genere di costruzioni di notevole importanza sono tutte effettuate dalle varie Amministrazioni provinciali e regionali con appalti-concorso, perché? Perché, appunto una volta fatto bene il bando le varie Amministrazioni sono sicure e la tempistica è di gran lunga accelerata, sempre che non si voglia fermare diversamente le cose, perché se si vogliono fare, si possono fare e fare bene, approfondendo tutto quello che si vuole, ma l'importante è volerle fare.
Manganone (D.C.) - Ho ascoltato attentamente la relazione che ci ha letto l'Assessore Benzo e in cuor mio non ho gioito perché la relazione conferma pienamente quello che abbiamo detto nella seduta passata, la relazione conferma pienamente che non c'è risparmio di tempo; l'Assessore Benzo ci diceva: "ci guadagneremo con l'appalto, con il bando di concorso guadagneremo un anno". Non è vero niente: abbiamo visto che per il geriatrico si sono impiegati tre mesi soltanto, invece per questo tipo di bando, per appalto-concorso occorrono ancora altri 6 mesi, due mesi sono passati e in totale sono otto mesi. Non c'è, quindi, alcun risparmio di tempo, non solo ma noi chiediamo ancora alla Giunta di rivedere e, se è possibile, di fare il bando pubblico per la sola progettazione, perché così agendo diamo solo modo a uno o due o al massimo a tre uffici tecnici specializzati in Italia di poter concorrere, non sono molti di più, anzi stanno già circolando per la Valle d'Aosta anche i nomi dei progettisti dell'impresa che dovrà eseguire questo lavoro. Io invito proprio il Presidente della Giunta Dujany a soffermarsi a pensare se, effettivamente, è meglio il bando di concorso o il concorso pubblico per la progettazione. I dati avuti dall'Ospedale geriatrico hanno confermato che parecchi studi professionali possono partecipare a questo tipo di concorso, mentre, per il bando di concorso, sono pochi gli studi, anzi poche le imprese che potranno concorrere.
Balestri (P.S.I.) - Siccome ho sentito parlare di una discussione di questo problema nella Commissione sanità, io pregherei l'Assessore, - prima di fare questa riunione - di avere certi dati precisi; cioè il numero di ricoveri della Valle d'Aosta presso altri Istituti; possibilmente la provenienza di questi, se sono del circondario di Aosta e quelli, invece, che sono sparsi per il resto della Valle; in terzo luogo se è possibile avere una genesi della malattia, cioè la forma della malattia per cui sono ricoverati, perché, praticamente, qui mi sembra che si stia facendo una grande confusione su quelli che sono i minorati psichici che non sono da confondere con gli Istituti psichiatrici con cui non hanno niente a che vedere, è un campo ben distinto. È vero che nella genesi di queste alterazioni c'è sempre una componente encefalitica, c'è sempre una componente del cervello per cui si generano queste forme qui, ma la genesi è diversa, le provenienze sono infinite, per cui questi Istituti hanno ragione quando dicono che un unico Istituto forse non è adatto. La costruzione può essere unica o può essere suddivisa come avviene in tanti posti; nei posti più moderni hanno diviso questi Istituti in vari gruppi secondo la genesi di provenienza della malattia. Ad un certo momento, infatti si può curare un dato indirizzo nella stessa maniera come si cura un altro; qui diventa una specializzazione, però non si venga a dire che gli Istituti non sono necessari; non sono necessari dove c'è la possibilità di fare un servizio a domicilio. Allora, siamo d'accordo che le tendenze moderne oggi portano sempre più a inserire questi alunni, nei limiti perché si va da una percentuale di 10 ad una percentuale dell'80%, quindi un certo numero di alunni sarà possibile farli vivere in famiglia. Al di sopra di una certa quota non è possibile nemmeno quello; siamo d'accordo che allora gli alunni vanno inseriti nelle famiglie e va fatto un servizio domiciliare per cui possano durante il giorno essere presso questi Istituti e la sera ritornare in famiglia. La componente familiare ha sempre una grande importanza anche se sappiamo che non tutte le famiglie sono adatte a curare certe cose o a seguire certi orientamenti.
Quindi, ecco perché chiedevo quei dati lì, perché, secondo me, la progettazione avrà molta importanza se va nell'interesse della Valle d'Aosta. Vista in quella prospettiva lì, di vedere la provenienza dei nostri bambini, ad un certo momento, che indirizzo ha e su quale parte bisogna indirizzarci, allora si potrà arrivare ad un discorso di fondo di dire l'Istituto va progettato, va visto in questa maniera qui, altrimenti si farà un baraccone che poi, con migliori mezzi e con migliori possibilità, ricupererà la maggior parte di quello che viene ricuperato presso gli Istituti in cui oggi vengono mandati i nostri bambini. Tali Istituti, veramente, funzionano schifosamente, ma sarà sempre un ricupero limitato perché ogni specializzazione poi deve avere un personale sanitario e infermieristico adatto per quelle date cose se si vuole veramente dire: "Ci mettiamo in condizioni di recuperare il massimo possibile" e allora diventa, oltre che un problema umano, anche un problema sociale, cioè il recuperare il più possibile di questi bambini che si inseriranno nella società, ma va visto, settorialmente, in quei dati campi secondo la genesi della malattia, insomma, c'è la parte encefalitica, ci sono tante altre origini di questi disadattati qui, e quindi anche il ragionamento di dire: presso le scuole normali, vanno quelli che hanno un deficit fino ad un certo livello, oltre un certo livello le scuole normali, anche se attrezzate per quello, non hanno quel compito e non si recupera niente, anche se hanno già dei professori adattati o che, fino ad un certo livello, possono andare bene ma, oltre un certo livello, no. Bisogna, quindi, avere una statistica e siccome la statistica che noi abbiamo in Valle è abbastanza numerosa ci permetterà di vedere e di orientarci verso quell'orientamento che sarà più giusto.
Bordon (D.C.) - Molte cose tecniche le ha dette l'Assessore Balestri, poiché però non sono un tecnico, io volevo dire che l'avere in testa poche idee, ma ben confuse si onora altamente perché ho l'impressione di non essere solo, ma di essere in buona compagnia. Infatti, qui mi sembra che siamo usciti lievemente dalla mozione perché la discussione era questa: appalto-concorso o concorso nazionale? Noi siamo per un concorso nazionale, questo l'abbiamo detto l'altra volta, abbiamo detto perché noi ritenevamo che fosse meglio questa forma. Abbiamo, quindi, avuto le relazioni, abbiamo sentito gli interventi precedenti e io non ho niente da aggiungere, però mi stupivo - e sono contento che sia venuto fuori il Consigliere Germano - ma io la confusione ce l'ho per questo semplicissimo motivo: ad un certo momento abbiamo ricevuto tutti una circolare - io l'avevo qui nel mio dossier - della quale non avrei parlato perché non sono un tecnico e non so se quello che lì si elencava e le osservazioni che si facevano, ecc. potevano essere fondate o meno. Le perplessità, però, mi sono venute ancora adesso, dopo che ho sentito parlare Germano: noi dobbiamo parlare di questo argomento, mi sembra, perché parliamo di un appalto, di un concorso nazionale e, ad un certo momento, lo fissiamo per il mese di giugno quando io - posso anche sbagliarmi perché non sono l'illuminato Assessore Milanesio, che qui non c'è mai, che potrebbe aiutarci e darci una informazione perché so che sarebbe competente anche in questo settore - ebbene io non so se ho capito bene, ma, oggi come oggi, noi abbiamo ancora dei dubbi. Dubbi che consistono sul fatto se dobbiamo andare avanti con un unico complesso a Sarre o se non dobbiamo averlo; se ne dobbiamo avere altri frazionati; se dobbiamo lasciare questi minorati in casa perché siano curati o che vengano ritirati la sera, come ha detto l'amico Consigliere Balestri, tecnico in materia, ma il problema è questo: io mi auguro che si faccia presto una riunione, riunione preannunciata, perché si abbia a vedere che cosa intendiamo fare, perché mi sembra che la discussione se fare un appalto-concorso, o un concorso nazionale verrà dopo, in un secondo momento. Ma, se noi, per caso, dovessimo accedere a quanto qui ci viene suggerito - ma noi ce l'abbiamo in un piede, sarebbe il colmo se, dopo aver comperato il terreno, dopo aver avuto gli stanziamenti almeno in parte, dovessimo ricrederci e dire no, questo non va più bene - lo dobbiamo riproporre sotto un'altra formula, dovremo studiare dei sistemi più moderni, e - ripeto quello che ha detto l'Assessore Balestri - dobbiamo vedere questa gente minorata che deve essere custodita in un altro modo, deve essere mantenuta nella società e non più in un grande ospedale come dei reclusi e chi più ne ha più ne metta.
Quindi io volevo anche questa discussione, ad un certo momento, questo concorso nazionale fissato per giugno, ma prima di allora che cosa ne viene fuori? Una riunione per chiarirsi le idee: dobbiamo continuare su quella strada? Sentiamo il Consigliere Germano, che giustamente, diceva prima: "Ma noi abbiamo l'impressione di essere su una strada sbagliata, per cui ci riserviamo di presentare una mozione". Quindi io mi preoccupo: va bene questa discussione del 30 giugno, ma io non so che cosa ne potrà venire fuori. Mi sembra che sia molto più necessaria ancora la discussione che ha creato il Consigliere Germano che dice: "Ma noi siamo perplessi di fronte a questa impostazione, e ci riserviamo di presentare una mozione - lo ripeto, perché il Consigliere Germano è arrivato adesso, dice: ma noi ci riserviamo di presentare una mozione - perché potrebbe essere tutto sbagliato, potremmo essere su una strada sbagliata". Se non sbaglio ha detto su per giù queste parole.
Quindi, per tranquillità nostra di Amministratori, di fronte ad un acquisto di terreno, di fronte agli stanziamenti che già esistono, di fronte a degli ultimi stanziamenti che già esistono, di fronte a degli ultimi stanziamenti che dovrebbero, forse, essere approvati da parte della Regione per arrivare al totale del complesso, io vi chiedo di esaminare attentamente questo problema perché mi sembra che sia di capitale importanza, perché sentirsi dire oggi, forse anche giustamente, che stiamo seguendo una strada sbagliata è quello che mi preoccupa ed è quello che mi crea questa confusione di idee che, però, ho il conforto di dire che è condivisa anche da altri Consiglieri perché ce lo siamo sentiti dire.
Dujany (D.P.) - Mi pare che il Consigliere Bordon abbia riportato il problema nella sua giusta dimensione, perché da una mozione, direi, strettamente limitata ai tempi e alle modalità di appalto di un'opera siamo ritornati indietro, o meglio abbiamo aperto il discorso su un piano molto più generale che potrebbe essere questo: che cos'è questo Istituto Psico-Medico-Pedagogico, chi vi deve essere ricoverato, quali cure e quali ragazzi devono essere ospitati in questo Istituto?
Questi sono gli interrogativi a cui dobbiamo rispondere. Quindi, in modo molto concreto, direi, che l'Assessore ha già affermato, raccogliendo le sollecitazioni di parecchi Consiglieri, di raccogliere tutti quegli elementi necessari in sede regionale, di portarli in sede di Commissione consiliare e, direi, anche in sede di programmazione ospedaliera in modo che questo problema sia dibattuto e sia approfondito in sede di Commissione consiliare prima di accedere ancora in questo Consiglio. Ciò, per non rischiare di fare delle discussioni confuse circa la destinazione e la finalità di questo Istituto che si vuole creare.
Quindi, naturalmente, di fronte a queste considerazioni di carattere molto più generale, il problema della mozione che ha già dato per scontato la finalità, diremmo, di questo Istituto, direi che viene un po' a cadere in relazione, naturalmente, a queste nuove prospettive e a questi nuovi interessi che stanno sorgendo in questa sede.
D'altra parte, come ha detto anche Chantel, è un grossissimo problema, è un problema che sta interessando non solo noi, della Valle d'Aosta, ma anche d'Italia, ma, direi, anche un po' tutto il mondo: è il famoso problema dei minorati, des handicappés, è un problema la cui visione, la cui portata è estremamente diversa a seconda della visuale cui uno si pone; è un problema in piena evoluzione ed è un problema, naturalmente, che oggi gli uomini di cultura vedono in modo diverso. Quindi, prima di iniziare, come diceva il Consigliere Bordon, le modalità, diremmo, così d'appalto che devono pur essere studiate, vediamo il problema sul piano generale attraverso la collaborazione e della Commissione consiliare e della Commissione della programmazione, eventualmente, attraverso un'ampia discussione in sede di Consiglio regionale.
Fosson (U.V.) - Allora, se posso riassumere brevissimamente la discussione che è stata fatta su questo argomento, io direi questo: che, praticamente, la mozione non avrebbe ragione di esistere in questo senso, perché solleciterebbe la presentazione o di un concorso o di un appalto-concorso mentre dalla discussione è emerso che, prima di portare all'approvazione del Consiglio un bando di concorso, si vorrebbe ancora approfondire maggiormente la questione base di questo Istituto Psico-Medico-Pedagogico, sentite anche sia la relazione prima dell'Assessore alla Sanità sia le proposte che sono state fatte, in questo momento, dal Presidente della Giunta. Io condivido e dico che si possono anche conciliare le due cose nel senso che, siccome sono gli uffici che mandano avanti lo studio del bando di concorso, gli uffici lo possono mandare avanti. Quindi, non ci sono spese e non ci sono impegni particolari che provengono dal Consiglio, ma, nello stesso tempo, intanto che gli uffici predispongono queste cose, il Consiglio potrà prendere in esame il fatto principale che è quello di non arrivare all'approvazione di un bando che poi, ad un certo momento, non si ritenga utile fare.
Quindi, io proporrei ai presentatori della mozione di ritirarla in questo senso e di prendere atto di quello che è stato detto che mi sembra concilia le varie esigenze che sono venute fuori, che sono emerse dalla discussione che è stata fatta su questo argomento, anche utile, uscendo da quello che era lo stretto campo attinente alla mozione che era stata presentata.
Mappelli (D.C.) - È chiaro che è venuto fuori un fatto nuovo in tutta questa discussione, noi siamo lieti di aver presentato questa mozione perché, indipendentemente dalla limitazione della mozione stessa, essa ha permesso al Consiglio di aprire una finestra su questo grande problema dell'assistenza e sanità pubblica in Valle d'Aosta.
Pertanto, noi interpretiamo in questo senso le parole del Presidente della Giunta, cioè, che la Commissione Sanità rivedrà il problema di fondo, tenuto conto di quelli che saranno i punti di vista sia della programmazione ospedaliera, della Commissione della programmazione ospedaliera regionale ed, eventualmente, di quegli organi che sono intervenuti su questo argomento come quella lettera che io non ho letto, ma altri lo hanno fatto e mi sembra che vi sia qualcosa di quel genere anche da parte delle Organizzazioni Sindacali.
Pertanto, a nome dei miei collaboratori, ritiriamo, in questo momento, questa mozione.
Fosson (U.V.) - Va bene allora questa mozione...
Mappelli (D.C.) - È chiaro, però, che noi vorremmo delle garanzie da parte dell'Assessore competente, che il tutto non vada alle calende greche, anche perché ci rendiamo perfettamente conto che vi sono dei finanziamenti, vi sono delle necessità scusate, lasciatemi questi due minuti per sottolineare una cosa, non scopro certamente l'America - le indispensabili necessità del Mauriziano per cui ci si trova, attualmente, in tristi condizioni anche all'interno del Mauriziano. Anche in quella direzione, pertanto, dovremmo sollecitare tutti insieme, con un po' di buona volontà, rivedere le infrastrutture, i progetti che da anni erano stati approvati, i finanziamenti che da anni sono lì a nostra disposizione e che chi purtroppo ha mal di ventre si trova in tristi condizioni nei sotterranei del Mauriziano, tutte cose note a tutti quanti. Ecco, pertanto, l'unica cosa che chiederemmo è quella, non dico una scadenza, ma una sollecitazione da parte della Giunta, in particolare modo dell'Assessore competente.
Benzo (D.P.) - Non sono uso, soprattutto perché i Greci sono molto lontani da noi, di portare le cose alle calende greche. Posso assicurare, quindi, come avrà già avuto occasione di vederlo in questi mesi il Consigliere Mappelli, che, per quanto mi concerne e per quanto, - come diceva bene l'Avv. Caveri nella precedente seduta - è demandato a determinati organismi, vuoi tecnici, vuoi consiliari, e alle possibilità dei singoli di operare, di fare quello che va fatto, non c'è, quindi, questione di sollecitudine.
Il Consigliere Balestri, che, giustamente, ha posto degli interrogativi, ha richiesto questo e, oltre tutto, è Presidente della Commissione consiliare Sanità, che lo pregherò di convocare e lo assicuro che tutti i dati da lui richiesti sono già stati da me, in questi mesi, richiesti dai singoli uffici. Ho, quindi, una notevole mole di questi elementi, proprio perché non sarebbe neanche stato spiegabile che i nostri tecnici incaricati poi di predisporre questo tipo, sia pure diverso, moderno, di Istituto, avrebbero potuto operare senza avere questi dati a disposizione. Penso, pertanto, che questi due organismi: Commissione consiliare di Sanità e Comitato Tecnico regionale della Programmazione ospedaliera che deve ancora esaminare questo particolare problema, sia pur già nell'indirizzo che il Consiglio precedentemente, da tempo, era stato dato in questo settore. Alla luce di questo e di quanto il Consiglio aveva già determinato, anche in fase di piano di sviluppo, certamente potrà portare degli elementi validi a questa situazione, a questo argomento, dico, di notevole importanza per quella che è la salute e il recupero dei nostri bambini subnormali e disadattati.
Fosson (U.V.) - Va bene, allora la mozione è ritirata e io proporrei al Consiglio - tanto per continuare a smaltire un po' di lavoro - di fare qualche interrogazione, quelle interrogazioni semplici, non passare alle interpellanze che rinvieremo al pomeriggio. Se il Consiglio è d'accordo passiamo, quindi, ai nuovi oggetti che sono stati inseriti nell'ordine del giorno. Interrogazione del Signor Pedrini.
