Oggetto del Consiglio n. 303 del 14 dicembre 1970 - Resoconto
OGGETTO N. 303/70 - Comunicazioni del Presidente della Giunta.
Dujany (D.P.) - Vorrei solo dare alcune precisazioni in relazione ad un argomento di discussione del Consiglio in data del 30 novembre scorso. È a proposito del taglio delle piante site sulla statale n. 26 della Valle d'Aosta. Vorrei solo citare quale è la cronologia dei fatti.
In data 9 giungo 1970 l'ANAS con propria nota, a seguito della caduta di due pioppi che hanno provocato un incidente mortale e l'interruzione della Ferrovia, invitava l'Assessorato dell'Agricoltura e Foreste ed altri ad esprimere il proprio nulla osta per il taglio di piante ammalorate e in precarie condizioni di stabilità.
Analoga richiesta veniva inviata all'Assessorato del Turismo, Antichità e Belle Arti. Il quale, il 25 giugno del 1970, esprimeva il proprio parere favorevole. In data 7 luglio 1970 l'Assessorato dell'Agricoltura si esprimeva favorevolmente il nulla osta al taglio di piante di pioppo che risultassero in precarie condizioni statiche, invitando contemporaneamente l'ANAS a dare tempestivamente notizia circa l'inizio dei lavori onde disporre i necessari accertamenti.
Il 7 luglio del 1970 la Presidenza della Giunta concedeva il proprio nulla osta alle condizioni contenute nelle note dei due Assessorati chiamati ad esprimere il parere.
I lavori sono iniziati il 20 ottobre del 1970; l'ANAS comunicò l'inizio dei lavori il 26 ottobre del 1970; il 29 ottobre del 1970 la Presidenza della Giunta inviava un telegramma all'ANAS richiamandola all'osservanza di quanto stabilito nel nulla osta; l'ANAS non ha risposto e ha proceduto al taglio di tutte le piante.
Adesso mi viene comunicato che l'ANAS ha sospeso la continuazione del taglio di piante in attesa di ulteriori decisioni da parte dell'Amministrazione regionale.
L'Assessore Maquignaz - che scusa la sua assenza in quanto ha dovuto prendere parte al funerale di un suo parente che ha luogo stamattina - mi ha pregato di voler esprimere il suo pensiero circa i giudizi piuttosto pesanti pronunciati in questo Consiglio nei riguardi degli ispettori forestali e riconosce di esserne lui pure, sia pure involontariamente, in parte responsabile in quanto non era in condizioni di dare tutte le precisazioni richieste dai Consiglieri per un argomento che, d'altra parte, non era iscritto all'ordine del giorno.
Egli tiene comunque a fare presente che il funzionario addetto a quel servizio ha dovuto sopperire a tale funzione da solo, per malattia del suo superiore diretto, e che ha sempre agito con senso di responsabilità e con senso di dovere.
Una seconda comunicazione riguarda un ordine del giorno approvato dalla Giunta in data 9 novembre 1970 in cui si afferma che la Giunta ha rilevato che l'articolo 38 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta dispone che le Amministrazioni assumono in servizio nella Valle possibilmente funzionari originari della Regione che conoscano la lingua francese non è stato attuato e che, nonostante richieste formulate dalla Regione e dai comuni, i Segretari comunali vengono assegnati direttamente dagli organi centrali senza tener conto della sopracitata disposizione; rilevato inoltre che la Corte Costituzionale con sentenza del 1969 - pur riconoscendo non fondate alcune eccezioni sollevate dalle Amministrazioni provinciali di Mantova, Vicenza e Brescia, in merito ad alcune norme dello stato giuridico dei Segretari comunali e provinciali - ha però formulato delle considerazioni sul contrasto di norme del predetto stato giuridico con i principi di autonomia degli Enti locali; tenuto presente che la Corte costituzionale, nella stessa sentenza, ha ritenuto che il legislatore nel dettare una nuova disciplina dello stato giuridico dei Segretari comunali deve tener conto, nel momento in cui vengono realizzate le Regioni a statuto normale, della nona disposizione transitoria della Costituzione la quale impone l'adeguamento della legge ai nuovi principi autonomistici stabiliti dagli articoli 5 e 128 della Costituzione stessa; ritenuto che l'adeguamento della legge per quanto concerne la Regione Autonoma della Valle d'Aosta deve tener conto delle disposizioni dell'articolo 38 dello Statuto speciale essendo assolutamente necessario che i Segretari dei Comuni della Regione conoscano la lingua francese, sia in adeguamento di un preciso dettato costituzionale sia perché devono essere in grado di redigere atti, verbali, documenti in entrambe le lingue ufficiali nella Regione della Valle d'Aosta; ribadita la necessità che la legislazione vigente e quella da emanare siano adeguate ai principi costituzionali che garantiscano l'autonomia degli Enti locali; invita il Governo nazionale a predisporre i nuovi strumenti legislativi che garantiscano l'autonomia dei comuni valdostani e che prescrivano per i Segretari comunali la conoscenza della lingua francese.
Bordon (D.C.) - Se me lo concedete io vorrei aggiungere qualche cosa sul taglio delle piante per avere la collaborazione del Presidente della Giunta, non so se è possibile, sarò molto breve. Io penso di non andare a vedere quello che è accaduto perché ho l'impressione che l'ANAS abbia sospeso il taglio delle piante in quanto che ha finito i propri lavori, ad ogni modo vorrei solo aggiungere che, come si dice, "passata la festa gabbato lo santo", ma questo è un problema ormai superato e io, invece, vorrei richiamare l'attenzione del Presidente della Giunta su un'altra questione.
Io so che, - l'abbiamo visto attraverso le lettere ricevute, le raccomandate con ricevuta di ritorno che abbiamo ricevuto in questi ultimi giorni, che anche il Presidente della Giunta riceve comunicazioni per conoscenza - che accadono dei casi difficili, cioè queste piante che, fino a ieri, erano di proprietà di un privato, che costeggiavano la strada, potevano essere abbattute, i rami venivano tagliati quando si metteva per esempio una linea telefonica senza chiedere niente ai padroni del terreno, né al padrone della pianta, cioè ci si rendeva padroni di questi alberi, questo poteva essere per certe piante, per certe qualità di piante di nessuna importanza, invece là dove c'erano alberi da frutta, ecc. questi alberi venivano rovinati senza che il proprietario dell'albero, del terreno, potesse intervenire.
Oggi che cosa accade? Accade questo: che si ha l'ordine di abbattere queste piante entro 10 giorni e che cosa si verifica? Che addirittura nelle vicinanze immediate di questi alberi passano le linee telefoniche; ora, voi capite perfettamente che non c'è più nessuno che voglia andare ad abbattere queste piante per timore che - se per un minimo errore, perché, quando si abbatte un albero, non è che si possa prevedere che cada in quel cerchio fissato prima, possa avere un piccolo spostamento. Quindi, immaginatevi in un caso simile si rovina la linea telefonica e sono centinaia di biglietti da mille di danno che il proprietario dovrebbe pagare a questa Sip; ora, in linea di massima, io penso che il Presidente della Giunta riceverà delle lettere di questo tenore: che i proprietari dei terreni, sia pure con più o meno dispiacere, sono tutti disposti a lasciar tagliare questi alberi e lasciarli abbattere ad una condizione però: che l'ANAS dia tutta una attrezzatura - perché, lo abbiamo visto in questi ultimi giorni - di trattori, di tutto quanto li abbattano direttamente loro, perché, se noi dobbiamo abbattere gli alberi in 10 giorni, il personale non lo si trova, nessuno si prende questa responsabilità perché se non si ha un certa attrezzatura non li si può abbattere e voi capite perfettamente che è un problema di non facile soluzione e questo si verifica in tanti paesi, in tanti comuni della Valle d'Aosta.
Ora, io penso che il Presidente della Giunta riceverà delle lettere di questo tenore, con queste lettere i proprietari faranno presente questa enorme difficoltà, questo pericolo, per cui ci mettano a disposizione almeno il personale dell'ANAS e il personale della Sip che, eventualmente, sospendano, per un momento, questa linea o si trovino sul posto al momento in cui si abbatte l'albero, perché, capite, che si darà volentieri il permesso all'ANAS di abbattere l'albero, a condizione che queste piante se le abbatta direttamente lei senza farle abbattere dai proprietari.
Caveri (U.V.) - Je dirai deux mots par rapport à la première partie des déclarations du Président de la Junte. À propos de la question des plantes coupées par l'ANAS il y a plusieurs branches de l'Administration de l'État qui fonctionnent très mal, mais je pense que, s'il fallait vraiment donner la palme, donner le prix à l'Administration qui fonctionne pire il faut vraiment le donner à l'ANAS, parce que je crois que c'est la pire des Administrations de l'État.
Je ne veux pas traiter cette question longuement parce que, au fond, nous aurons le temps de retourner sur ces paroles qui ont été prononcées de la part de l'Assesseur Maquignaz et de la part du soussigné à propos de cette question. Je prends acte que l'Assesseur Maquignaz reconnait d'avoir, involontairement, peut-être, déterminé un malentendu. Je regrette de dire ces choses en absence de M. Maquignaz, d'autre part, il est largement représenté par ses collègues de Junte, de manière que je peux en parler comme s'il était présent. L'Assesseur Maquignaz n'a pas vu le rapport de l'Inspecteur forestier qui est complètement contraire à l'ANAS, rapport qui condamne l'action de l'ANAS, qu'est qu'il est arrivé ?
Que l'Assesseur Maquignaz a lu une seule phrase et la phrases est celle-ci. "In linea di larga massima si può affermare che quasi tutte le piante tagliate e ancora da tagliare - per quelle tagliate mi riferisco a quelle che interessavano lo svincolo della circonvallazione di St. Vincent - sono fisiologicamente prossime alla maturità, per cui si può esprimere un parere favorevole alla loro eliminazione".
L'Assesseur Maquignaz, en ayant lu seulement ce passage, a donné l'impression à ceux qui l'écoutaient que l'inspecteur forestier avait approuvé l'activité de l'ANAS, tandis que si on lit le rapport de l'inspecteur forestier, rapport très long, très bien rédigé, on voit que c'est un réquisitoire contre ce qui a fait l'ANAS. Ma réaction d'alors était une réaction naturelle et que l'on peut expliquer, une réaction légitime, mais si M. Maquignaz avait lu tout le rapport j'aurais certainement approuvé ce qu'a dit l'inspecteur forestier, à part que, personnellement j'ai la plus grande estime pour la préparation et le zèle de cet inspecteur forestier. Evidemment, si on lit une seule phrase extraite du contexte du rapport, évidemment alors je pense que "quandoque bomus dormitat homerus", avec cela je ne veux pas que l'on pense que je veux donner à quelqu'un des diplômes de bonne conduite. Je pense, en effet, que nous, Conseillers régionaux, nous avons le droit et le devoir de critiquer l'activité de nos fonctionnaires, l'activité ou la passivité, il y a à peu près le 20-25% des employés de la Région qui ne font rien tout le jour ou, pour le moins, qui battent "la fiacca" et il manquerait encore ça que nous ne pouvions pas critiquer les employés qui ne font rien ou qui font peu. Cela ne veut pas dire que nous condamnons le soixante-dix, soixante-quinze pour cent des fonctionnaires et des employés qui font leur devoir. De manière que, très tranquillement, je veux faire une amende honorable ou m'excuser pour les paroles que j'ai prononcées à la dernière séance du Conseil régional : je déclare que, vraiment, j'ai été induit en erreur par le fait que Monsieur Maquignaz peut-être - parce que l'argument n'était pas à l'ordre du jour, il ne s'était pas préparé, il a parlé peut-être comme ça, un peu à grande vitesse, et voilà qu'il y a eu ce malentendu qui n'est qu'un malentendu. Cela ne veut pas dire que tout ce que nous avons dit dans des précédentes occasions à propos de la question financière, qui n'a pas trouvé jusqu'à présent une solution satisfaisante, ça ne veut pas dire que nous renonçons aux positions prises à cet égard. Entre autre, nous avons dit plusieurs fois que le corps forestier est insuffisant, parce que c'est absurde de prétendre que deux inspecteurs forestiers puissent faire le travail nécessaire en Vallée d'Aoste ; dans d'autres administrations régionales nous avons des secteurs, nous avons des départements, nous avons des bureaux où il y a une inflation d'employés et, par contre, il n'y a que deux inspecteurs forestiers qui ne peuvent pas faire ce qui devrait être fait par le corps forestier. Cela ne veut pas dire que nous faisons une faute à eux, quand on pense que dans la région Trentino-Alto Adige il y a soixante-dix inspecteurs forestiers et que nous savons qu'il y en a deux dans la région de la Vallée d'Aoste, tout en faisant les proportions de territoire et de la superficie de forêts et, tout en n'approuvant pas qu'il y ait soixante-dix inspecteurs forestiers, parce que il nous semble un chiffre assez exagéré, même si la région Trentino-Alto Adige est tellement importante du point de vue forestier. Cependant, quand même, entre soixante-dix et deux inspecteurs forestiers il y a une belle différence. Ici on a proposé l'institution d'autres bureaux, la nomination d'autres employés et nous, nous sommes contraires pour les raisons déjà dites plusieurs fois ; parce que nous nous approchons à deux-trois milliards par an de dépenses pour les employés de la Région. Cependant, nous devons reconnaître que deux inspecteurs forestiers sont absolument insuffisants, les martelages devraient être faits par des inspecteurs c'est-à-dire par des officiers du corps forestier et ces martelages sont faites par des sous-officiers quand, peut-être, au contraire ils ne sont faits que par des simples gardes. Alors, il me semble d'avoir éclairci mon point de vue sur la question forestière, sur les plantes, sur l'ANAS, sur l'inspecteur qui fait un rapport qui est parfait et, naturellement, si on lit une seule phrase, il y a eu Talleyrand - je ne me rappelle pas si c'était Talleyrand ou Fouché qu'il a dit: "Donnez-moi une phrase de nom et je vous le prendrai". Nous n'avons jamais pensé de prendre un inspecteur forestier, mais on nous lit une seule phrase et on ne nous lit pas le reste du rapport et voilà pourquoi il y a que ce malentendu; alors je crois que cette tragédie est finie et il reste la tragédie des plantes de manière que là nous avons été avisés "a funerali avvenuti".
Manganoni (P.C.I.) - Hanno sospeso il taglio delle piante, va beh cosa volevano tagliare? Le hanno tagliate tutte, beh è vero che non hanno tagliato ancora a cento metri per parte, ma le piante che erano lungo la strada le hanno tagliate tutte. Comunque, anche se la Regione è a posto perché aveva autorizzato il taglio delle piante in deperimento, ma lì sono state tagliate tutte. Allora la legge regionale 28 aprile 1960, n. 3 dispone che: "È vietato eseguire delle costruzioni e piantagioni, distruggere o modificare quelle esistenti" e - non vi leggo tutto per questioni di tempo - e dispone ancora che: "qualora il ripristino non fosse possibile - perché qui non è possibile ripiantare le piante che hanno tagliato perché non attecchiscono più - "è tenuto - che viola queste leggi - "al pagamento di una indennità stabilita con decreto del Presidente della Giunta regionale".
Ora, beh qui siamo un po' fuori della realtà. Comunque, in base a questa legge, il Presidente della Giunta dovrebbe, con un decreto, imporre all'ANAS il risarcimento dei danni; ora, Presidente, io non è che le chieda di emettere un decreto facendo risarcire, ecc. ecc. Comunque, qui dimostra e conferma quanto è stato detto dai colleghi che mi hanno preceduto: che l'ANAS se ne fa un baffo di tutto; comunque io penserei di inviare non so, una lettera un po' energica non solo all'ANAS di Torino ma anche al centro, richiamandola, insomma, al rispetto delle leggi, se non altro, perché l'ANAS fa rispettare le leggi agli altri - noi sappiamo anche come fa a farle rispettare - però è stata la prima a violarle.
Savioz (P.C.I.) - Io prendo atto delle dichiarazioni effettuate dal Presidente della Giunta e lo ringrazio per questo; però Sig. Presidente, mi consenta: qui ci troviamo di fronte ad una situazione che è, veramente, poco, direi poco simpatica, per non dire altro, nei confronti dell'amministrazione regionale. Io vorrei proprio esprimere il mio rammarico per dover constatare per l'ennesima volta che l'amministrazione regionale, per quanto concerne l'ANAS, interessa all'ANAS solo quando ha bisogno ma non porta verso l'amministrazione regionale nessun rispetto di nessun genere. Infatti qui è più che evidente, da quanto Lei ha riferito, che l'ANAS se ne è fatto un baffo di tutte le disposizioni emanate dagli uffici competenti della Regione e dalla Giunta stessa mediante l'autorizzazione per quelle piante su cui potevamo essere d'accordo. Io riconosco che era logico e giusto, però l'ANAS ha fatto tabula rasa completa di tutto e da quanto sento dall'amico Consigliere Bordon anche i proprietari dovrebbero provvedere a tagliare le piante che sono fuori completamente dall'asse stradale, cioè dalle distanze regolamentari dell'asse stradale. Quindi, questo peggiora ancora la situazione: si arriva al punto di voler proprio fare tabula rasa di tutto quello che esiste come patrimonio boschivo lungo la strada statale.
Io sono stato venerdì a Verrès e sono arrivato, prima di arrivare al villaggio di Plout dove ci sono quelle due bellissime allées, una deve essere di acacia e l'altra deve essere di platani; stavano tagliando i ciliegi all'inizio delle allées del villaggio di Plout. Io non ho veste per potermi fermare e per poter impedire, ma, non lo so, così, pensavo un momento alla Sardegna e ad altri posti dove, ad un certo punto, si adoperano altri mezzi per fermare le cose, perché non è mica ammissibile di continuare in questo modo qui, così in barba a tutte le disposizioni. Io non so se hanno iniziato o no, spero di no, lei mi dice che hanno sospeso, spero che non abbiano iniziato il taglio di quelle due allées che sono una più bella dell'altra, la verità, però, è che l'ANAS ha tagliato tutto, anche nelle piazzuole; c'erano dei bei ciliegi, piante che potevano avere 15-20 anni, in perfette condizioni di salute, tagliate raso; i pioppi che sono stati tagliati davanti a Sogno erano in perfette condizioni, i pioppi che hanno tagliato davanti a Ottoz in perfette condizioni, i pioppi che hanno tagliato sulla discesa che c'è prima di arrivare al ponte di St. Marcel in perfette condizioni, io ho fatto tre volte la strada su e giù e mi sono fermato, ho guardato e ho osservato. Per me per quel che ho potuto vedere il 60% delle piante erano sanissime; quindi è vergognoso che l'ANAS adotti dei sistemi di questo genere qui, sistemi da mafia perché questi sono dei sistemi veramente borbonici dove credono di essere loro gli imperatori della possibilità dell'Amministrazione regionale per quanto concerne il patrimonio pubblico. La nostra Valle è già una Valle purtroppo priva - non è stato mai trattato il problema delle piantagioni lungo le strade - e, in molti posti, sono state sradicate da parte dei proprietari per delle ragioni evidentissime. Quindi io prego il Presidente della Giunta di voler almeno rendersi interprete presso l'ANAS e di insistere, in virtù dei poteri che a lui sono delegati, perché si provveda a rimettere in sesto le piante che sono state, non le piante che sono state eliminate, metterne delle altre nuove, perché fra 20-30 o 40 anni la gente possa avere di nuovo un po' di ombra quando devono fermarsi per qualsiasi ragione lungo la Statale, e nello stesso tempo salvare il possibile paesaggio che purtroppo oggi hanno distrutto.
Chamonin (M.A.V.) - Io credo che risulti evidente che situazioni come quella di cui si discute in questo momento e come altre che già sono all'ordine del giorno di questo Consiglio potrebbero molto più facilmente essere discusse e risolte se, in Valle d'Aosta, ci fosse, se non una Direzione Compartimentale, regionale, almeno un ufficio distaccato del compartimento di Torino. Io credo, quindi, che la Giunta dovrebbe vedere se vi è qualche possibilità in quel senso e fare quello che è possibile fare, perché è evidente che se qui ad Aosta ci fosse un ufficio con dei funzionari responsabili molte questioni si risolverebbero molto più facilmente e certamente con più tempestività.
Pedrini (P.L.I.) - Soltanto per dire una parola: molto bene quello che ha detto il Consigliere Chamonin, a quello che egli dice io non soltanto mi associo ma mi permetto di ricordare che questa proposta fu fatta dal sottoscritto tre o quattro anni fa, insomma si perde nel tempo. Quindi, è quanto mai opportuno l'averlo ricordato, l'averlo richiamato all'attenzione, perché solo così si risolverebbe questo problema, siamo stati tutti all'ANAS e sappiamo come stanno le cose.
Fosson (U.V.) - Qualcuno vuol prendere la parola sulle comunicazioni? Allora passiamo agli altri oggetti dell'ordine del giorno. Consigliere Balestri.
