Oggetto del Consiglio n. 333 del 16 dicembre 1970 - Verbale

OGGETTO N. 333/70 - Provvedimenti per la conservazione degli agglomerati storici ambientali (centri storici). (Approvazione di Mozione)

Il Vice Presidente FOSSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione presentata dai Consiglieri regionali Signori Manganoni Claudio, Tonino Aldo, Crétier Egidio e Siggia Giovanna in Bianco, concernente l'oggetto: "Provvedimenti per la conservazione degli agglomerati storici ambientali (centri storici)", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 14 e 16 dicembre 1970:

MOZIONE

Nell'elaborazione dei piani regolatori, in quasi tutti i Comuni, gruppi di case ed in certi casi interi villaggi, sono stati dichiarati agglomerati storici ambientali (centri storici).

Detti vincoli comportano praticamente l'impossibilità sia di demolizione, sopraelevazione o trasformazione di detti fabbricati per renderli funzionali secondo i criteri tecnici od igienici moderni o, nei casi più favorevoli, dette trasformazioni comporterebbero costi notevolmente superiori ad una corrispondente costruzione nuova.

La data di edificazione di dette costruzioni risale, per lo più al 1600/1700, il loro stato di conservazione generalmente è tale da aver indotto i rispettivi proprietari ad abbandonarle causa la loro instabilità, rinunciando a qualsiasi lavoro di indispensabile manutenzione.

Parte di dette costruzioni si presenta con le travature dei tetti e le balconate in legno corrose dall'umidità, dai tarli e dal tempo. I muri, in alcuni casi a secco, con profonde incrinature ed in stato di equilibrio instabile, con minaccia di crollare sui passanti che transitano sulle stradicciole adiacenti ed in questo caso la responsabilità civile ricade naturalmente sul proprietario.

La pretesa che i rispettivi proprietari affrontino le spese non indifferenti per provvedere alla loro conservazione è fuori dalla realtà e dal buon senso.

Solamente un intervento finanziario tempestivo della Regione può salvarli dal crollo definitivo ed evitare che in un futuro prossimo si debba assistere al desolante spettacolo di vedere le nostre montagne cosparse da tetti crollati su mozziconi di muri sbrecciati.

Oggi "centri storici" domani "cumuli di rovine".

Considerata tale situazione, il Consiglio Regionale

DELIBERA

di invitare la Giunta a voler riferire al Consiglio circa i provvedimenti che intende adottare.

F.to: Claudio Manganoni - Tonino Aldo - Crétier Egidio - Gianna Bianco Siggia

Illustra il Consigliere MANGANONI.

Intervengono i Consiglieri TONINO, CHAMONIN, SAVIOZ, FREPPAZ e BALESTRI.

Risponde l'Assessore al turismo, antichità e belle arti MILANESIO.

Intervengono il Consigliere che propone un emendamento al dispositivo della mozione, il Vice Presidente FOSSON e l'Assessore all'agricoltura e foreste MAQUIGNAZ.

Il Vice Presidente FOSSON, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in esame, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della mozione in discussione, modificata come da emendamento proposto dal Consigliere Tonino.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Vice Presidente accerta e comunica che il Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: ventiquattro), ha approvato la sottoriportata mozione:

"MOZIONE

Nell'elaborazione dei piani regolatori, in quasi tutti i Comuni, gruppi di case ed, in certi casi, interi villaggi, sono stati dichiarati agglomerati storici ambientali (centri storici).

Detti vincoli comportano praticamente l'impossibilità sia di demolizione, sopraelevazione o trasformazione di detti fabbricati per renderli funzionali secondo i criteri tecnici od igienici moderni o, nei casi più favorevoli, dette trasformazioni comporterebbero costi notevolmente superiori ad una corrispondente costruzione nuova.

La data di edificazione di dette costruzioni risale, per lo più al 1600/1700, il loro stato di conservazione generalmente è tale da aver indotto i rispettivi proprietari ad abbandonarle causa la loro instabilità, rinunciando a qualsiasi lavoro di indispensabile manutenzione.

Parte di dette costruzioni si presenta con le travature dei tetti e le balconate in legno corrose dall'umidità, dai tarli e dal tempo. I muri, in alcuni casi a secco, con profonde incrinature ed in stato di equilibrio instabile, con minaccia di crollare sui passanti che transitano sulle stradicciole adiacenti ed in questo caso la responsabilità civile ricade naturalmente sul proprietario.

La pretesa che i rispettivi proprietari affrontino le spese non indifferenti per provvedere alla loro conservazione è fuori dalla realtà e dal buon senso.

Solamente un intervento finanziario tempestivo della Regione può salvarli dal crollo definitivo ed evitare che in un futuro prossimo si debba assistere al desolante spettacolo di vedere le nostre montagne cosparse da tetti crollati su mozziconi di muri sbrecciati.

Oggi "centri storici" domani "cumuli di rovine".

Considerata tale situazione; il Consiglio Regionale

DELIBERA

di demandare alla Giunta e alle Commissioni consiliari del Turismo e dell'Agricoltura lo studio dei provvedimenti da adottare per la conservazione degli agglomerati storici ambientali (Centri storici).

Il Consiglio prende atto.