Oggetto del Consiglio n. 329 del 16 dicembre 1970 - Resoconto
OGGETTO N. 329/70 - Concessione agli imprenditori agricoli di contributi nelle spese per l'esecuzione di opere irrigue da attuarsi nel territorio della Regione. (Mozione)
Chamonin (M.A.V.) - Mi pare che il testo della mozione è già sufficientemente chiaro. Vorrei comunque aggiungere qualche considerazione che si riallacciano in parte a quello che era l'interrogazione presentata e discussa l'altro giorno sull'agricoltura in genere e sull'agricoltura di alta montagna in particolare.
Sappiamo tutti in quali disastrose condizioni si trova l'agricoltura valdostana e sappiamo tutti quale importanza rivesta questa particolare infrastruttura, quella dei ruscelli d'irrigazione rappresentata dalla estesissima rete di canali di irrigazione creata attraverso lavori addirittura di generazioni.
Sappiamo tutti però quali spese, soprattutto quale sforzo finanziario necessita il mantenimento di questa struttura veramente essenziale, date le particolari condizioni climatiche esistenti nel territorio della Regione, condizioni climatiche che fanno della sua zona mediana soprattutto una delle zone più asciutte dell'intero territorio nazionale.
Ecco perché questa rete irrigua deve essere assolutamente mantenuta in efficienza se vogliamo che la nostra agricoltura possa ancora sopravvivere e sopravvivendo continui a mantenere il territorio nello stato migliore, conservando le coltivazioni abituali e contribuendo quindi anche al mantenimento del nostro paesaggio e alla protezione del suolo impedendone il degrado.
Il contadino valdostano deve già fare troppi sforzi finanziari per tirare avanti con la misera produzione che gli consente il poco terreno di proprietà limitando necessariamente i suoi interventi alle cose essenziali e fatalmente se non l'aiutiamo massicciamente lascerà degradare i rû e nell'economia generale credo che tutti concordino su questo: è meglio intervenire finché si è ancora in tempo, per mantenerli piuttosto che fra qualche anno doverli ricostruire interamente.
Ecco il perché di questa mozione che non vuole, come qualcuno potrebbe pensare, come qualcuno ha già detto, giocare al rialzo, ma soltanto perché ho ritenuto che fosse necessario soprattutto dopo le beneficiate a cui abbiamo assistito alcuni giorni scorsi in Consiglio a vari Enti sportivi o meno, ho ritenuto che fosse necessario farlo nell'interesse di quella preponderante parte numerica della popolazione valdostana che è ancora, grazie al cielo, quella dedita all'agricoltura.
L'Assessore mi dirà certamente che il suo bilancio è già sovraccarico, ma penso che la soluzione di questi problemi solleciterà l'attività della Giunta indirizzandola verso scelte per i bilanci futuri che tengano conto di queste necessità, a mio avviso, assolutamente prioritarie.
Savioz (P.C.I.) - Ritengo che la mozione presentata dal Consigliere Chamonin tocchi un argomento veramente importante per quanto concerne la nostra agricoltura e in modo particolare quella collinare, cioè la più precaria, direi.
Io ho avuto l'occasione di essere Presidente di un canale d'irrigazione da diversi anni e mi ricordo molto bene come sia difficile raccogliere tra gli utenti il denaro necessario per poter mantenere questi canali d'irrigazione che sono stati costruiti qualche centinaio di anni fa e che continuano in gran parte ad essere soltanto in terra battuta, mentre invece il tempo, il deterioramento ecc. porta conseguentemente ogni anno delle riparazioni non indifferenti per degli ammontari che sono abbastanza forti.
Quindi, senza dilungarmi oltre per illustrare maggiormente questa mozione che mi sembra già molto chiara, senz'altro penso che sia utile, direi indispensabile per prendere una posizione perché si venga incontro a questa situazione che è diventata veramente pesante.
Maquignaz (D.P.) - Sono perfettamente d'accordo sulla necessità di mantenere in attività la rete irrigua come è stato detto dal Consigliere Chamonin, perché se ci sono degli interventi che sono discutibili oggi, però mi pare che nessuno può avere dei dubbi su questa necessità.
Cioè le opere d'irrigazione, comunque vadano le cose, manterranno sempre e garantiranno un po' di verde, quindi sotto ogni aspetto sono sempre delle opere utili e che quindi bisogna fare in modo che non vengano abbandonate.
Sono pure perfettamente d'accordo che l'Amministrazione Regionale deve fare oggi ogni sforzo per aiutare di più gli agricoltori e soprattutto in questo momento in cui effettivamente le loro possibilità di guadagno sono ridotte proprio ai minimi termini. Quindi, secondo me, la Regione ha il dovere di esaminare questi problemi e richiamandomi un po' a quanto era stato detto l'altro giorno durante quella discussione della risposta all'interpellanza, io penso che lo potremo fare appena avremo questa indicazione della programmazione, ma comunque è necessario al più presto possibile esaminare il problema generale dell'agricoltura.
Venendo adesso invece alla mozione vorrei dare alcuni dati, alcune cifre per indicare ai Consiglieri qual è la reale situazione in questo intervento e quali vantaggi si potrebbero avere dall'approvazione di questa mozione se a questo non seguirà un adeguamento del bilancio dello stanziamento.
Nell'ultimo quinquennio abbiamo approvato delle opere d'irrigazione, impianti di irrigazione, di ricostruzione di canali per un importo di due miliardi e trecentoquarantotto milioni per dei contributi, contributi concessi per queste spese ammissibili ammontano a un miliardo e 150 milioni, parte dell'ultimo quinquennio, cioè dal '65 al '69 compreso.
A tutt'oggi sono giacenti in Assessorato, in attesa di essere evase, 76 domande per un importo di lavori pari a 844 milioni comportanti un contributo di circa 542 milioni perché le percentuali variano dal 50 al 60-70, secondo se sono opere nuove o se sono fatte da privati o da Consorzi.
Vorrei solo ricordare che noi abbiamo in bilancio nel '70, avevamo in bilancio 210 milioni per le opere d'irrigazione; per 60 milioni abbiamo utilizzato fondi del piano verde, articolo 16, e 50 milioni sono stati aggiunti quando abbiamo fatto l'assestamento del bilancio, cioè nell'anno 1970 noi abbiamo impegnato contributi per 320 milioni.
Io ho detto prima che abbiamo pratiche giacenti in Assessorato per 844 milioni, è facile comprendere che nel 1971 non riusciremo nemmeno a mandare avanti le pratiche del '70, questa è una realtà e i Consiglieri lo debbono sapere.
Quindi a parer mio, l'aumento della percentuale sta bene, però naturalmente dobbiamo modificare gli stanziamenti perché altrimenti aumenteremo solo il numero delle pratiche che rimangono in Assessorato.
Direi di più, dire che le cifre che ho citato dimostrano che gli agricoltori si avvalgono largamente del provvedimento attualmente in vigore, quindi non è che non sia sentito, gli agricoltori si servono di questo provvedimento.
Il numero delle domande bloccate in Assessorato per mancanza di fondi dimostra che il problema sta nello stanziamento, più che nella percentuale, direi.
Comunque sono d'accordo che un aumento del 10% circa, com'è stato proposto, corrisponderebbe a un valido aiuto, sarebbe un valido aiuto per gli agricoltori, ma evidentemente ritorno su questo concetto, bisogna però modificare anche lo stanziamento in bilancio.
Non sono invece molto d'accordo, cioè io ho alcune perplessità ad ammettere a contributi gli impianti volanti di irrigazione a pioggia per ragioni tecniche, già in passato si era esaminato questo problema e si è giunti alla conclusione negativa soprattutto per i seguenti motivi: gli impianti d'irrigazione a pioggia tecnicamente validi sono quelli fissi, ciò va assumendo sempre maggiore importanza in considerazione delle sempre crescenti carenze di mano d'opera. Gli impianti volanti richiedono molta mano d'opera, non danno alcun affidamento sulla loro durata e non assicurano una buona irrigazione. Considerazioni generali, però. Gli impianti volanti molto spesso si identificano con quelli che bagnano i piccoli appezzamenti di terreno i quali non hanno niente a che fare con le aziende agrarie degli agricoltori.
Inoltre lo sviluppo dell'irrigazione a pioggia è inscindibile da raggruppamento delle aziende in consorzi che coprano un considerevole comprensorio. È sempre stato raccomandato, giustamente, di seguire questa via. Gli impianti singoli slegati, con tubazioni volanti e con mezzi precari sono l'antitesi della irrigazione consortile e rappresentano nella generalità dei casi costi alquanto elevati, difficoltà per stabilire l'ammissibilità del contributo e quindi io ho alcune perplessità.
Siccome ho alcune perplessità anche nello stabilire così, a priori, delle percentuali senza che il provvedimento venga esaminato in Commissione, direi che questo è un provvedimento, secondo me, d'accordo sulla mozione presentata, che però non mi pare sia opportuno arrivare già a stabilire prima delle percentuali senza aver fatto un piccolo studio, tanto più che, come ripeto, io ho alcune perplessità, non dico che non si debba concedere dei contributi, ma per gli impianti volanti ho alcune perplessità.
Quindi ho fatto solo delle considerazioni, non mi sono espresso in quanto che è bene che si faccia la discussione più ampia prima di arrivare a delle conclusioni, ho voluto solo fare presente qual è la situazione effettiva, le difficoltà e la strozzatura che frena queste opere di irrigazione in questo momento, e sono d'accordo che l'aumento delle percentuali senza un corrispondente aumento dello stanziamento non consentirebbe di raggiungere gli obiettivi che giustamente hanno preoccupato il Consigliere Chamonin.
Fosson (U.V.) - Se permette un momento il Consigliere Chamonin, prima di dargli la parola vorrei fare una brevissima osservazione su questa mozione. Osservazione che ho già avuto l'occasione di farla anche personalmente, nel senso e anche per ricondurre la discussione sulla proposta fatta, è che così come presentata questa mozione sarebbe stata improponibile nel senso che non prevede, fissa delle percentuali, e non prevede l'eventuale modifica del bilancio.
Ma siccome l'argomento è molto importante ed è bene che si faccia la discussione quindi è stata portata lo stesso all'ordine del giorno.
Ora vorrei che, però, il Consigliere Chamonin tenesse presente queste cose nel prosieguo della discussione e per l'esito finale della mozione perché se si deve approvare questa mozione dovrebbe essere in parte modificata. Questo volevo dire solo per la precisione.
Chamonin (M.A.V.) - Io ringrazio l'Assessore per la risposta in sé e per la validità dei dati che ci ha detto un momento fa. Che il provvedimento sia valido, evidentemente nessuno può metterlo in dubbio, le cifre parlano sufficientemente chiaro, in cinque anni due miliardi e 248 di ammontare di domande per un contributo ammissibile di un miliardo e 150 milioni e ancora 76 domande giacenti vuol dire che effettivamente il problema ha una vastissima portata nell'intero territorio regionale.
Quello che è triste è di vedere che per il '70 già e per il '71 ancora non si riuscirà a mandare avanti addirittura quelle del '70. Quindi la necessità assoluta di modificare gli stanziamenti.
Ed è un po' quello che io avevo detto nell'ultima parte delle mie premesse e che la soluzione di questo problema solleciterà l'attività della Giunta indirizzandola verso scelte per i bilanci futuri. È un po' questo il fine ultimo al quale tendeva questa mozione. Venendo poi al particolare, sul punto c) quelle per gli impianti volanti, mi pare che sia la Commissione Agricoltura che la Giunta esaminando come articolare questo provvedimento, potrebbero intanto accertare la validità anche caso per caso, lo si può fare benissimo perché ci sono dei casi in cui purtroppo il consorzio non lo si riesce a fare, va bene, e il privato può avere necessità di avere una grossa fetta del suo impianto personale costituito anche da tubazioni volanti, da tubazioni volanti.
Quindi accertare la validità volta per volta fissando dei minimi di superficie in modo che l'azienda sia sufficientemente consistente, di modo che non si cada, in effetti, in quello che l'Assessore paventava, cioè l'irrigazione del giardinetto o dei cento metri quadri di verde davanti a casa rientri anche lei in questo genere di cose, no, per impianto di irrigazione comunque di una certa qual consistenza e comunque valido da accertarsi da parte dell'Assessore.
Quindi detto questo, io penso, io capisco benissimo le perplessità dell'Assessore e della Giunta ed è d'altronde per questo che io non ho saputo indicare come fare questo, ripeto, questo è stato fatto per sollecitare la Giunta, ad impostare i bilanci futuri verso scelte che per conto mio indirizzate verso l'agricoltura devono essere considerate veramente prioritarie;
Quindi io accoglierei di buon grado, e quanto ha detto l'Assessore, e quanto ha suggerito il Presidente Fosson, e per concludere in qualche modo questo argomento, proporrei che ferma la prima parte introduttiva, la parte deliberativa fosse modificata in questo modo: "delibera di approvare di autorizzare l'aumento della concessione agli imprenditori agricoli di contributi nelle spese per l'esecuzione di opere irrigue da attuarsi nel territorio della Regione nelle misure percentuali ritenute più opportune dando mandato alla Giunta Regionale di impostare il bilancio regionale di previsione 1971 e seguenti in modo tale che l'Assessorato all'Agricoltura e Foreste possa disporre di fondi adeguati alle sempre maggiori spese necessarie al sostegno dell'agricoltura valdostana". Se l'Assessore fosse d'accordo, se il Presidente fosse d'accordo io penso che manterrei la parte deliberativa in questo modo. È un modo per sollecitare un pochettino la Giunta d'indirizzare la spesa pubblica verso quel determinato scopo e dare all'Assessore all'Agricoltura un modesto appoggio di questo di questo Consiglio quando si tratterà di discutere gli stanziamenti con gli altri suoi colleghi di Giunta.
Fosson (U.V.) - Consigliere Chamonin vuol darci il nuovo testo per favore?
Manganoni (P.C.I.) - Io voglio solo insistere, non solo dichiararmi d'accordo sul problema sollevato da Chamonin ma insistere sulla necessità di fare in modo che i rû non vengano assolutamente abbandonati. Non solo per la questione agricola in sé, per evitare lo spopolamento della montagna, per aiutare l'agricoltura, ma vi è un fatto direi turistico, paesaggistico, perché dove verranno abbandonati e se dovessero essere abbandonati questi rû, noi trasformiamo delle zone verdi e ridenti oggi, in zone aride deserte e abbandonate.
Dove deperiranno anche gli alberi, anche le piante, e quindi anche noi che ci preoccupiamo e giustamente delle zone verdi, del paesaggio della Valle ecc. Noi in questo modo inizieremmo la rovina delle zone verdi della Valle. L'esempio della collina di Aosta insegna, da quando c'è l'irrigazione a pioggia ha cambiato completamente aspetto, e dove noi dovessimo abbandonare i rû avverrebbe l'inverso di quanto è avvenuto qui; cioè attuali zone non so, verdi, ridenti con piante, e con una certa vegetazione, lì morirebbe tutto e diventerebbero delle zone aride, delle zone giallastre come noi ne vediamo, quindi necessità dal punto di vista agricolo ma anche dal punto di vista paesaggistico, turistico.
Dujany (D.P.) - Brevemente, questo problema sollevato dal Consigliere Chamonin non è sottoposto alla discussione del Consiglio per la prima volta perché ricordo già in parecchi anni passati questo problema si era già presentato circa l'opportunità di aumentare i contributi a favore dei canali irrigui. Sulla funzione e la necessità di incrementare, e di mantenere questi canali irrigui non sto ad aggiungere nulla di quanto già è stato detto in precedenza e che mi pare sia talmente chiaro e conosciuto a tutti. Vorrei solo fare un'osservazione concreta. Signori Consiglieri qui dobbiamo deciderci nell'impostazione del nostro bilancio, qui dobbiamo fare delle scelte prioritariamente e signori miei, non si possono a un certo momento affrontare tutte le spese, non si può fare la piscina della pista del ghiaccio, non si possono naturalmente fare alcune opere di carattere turistico o di altro genere se vogliamo affrontare questi problemi dell'agricoltura. Perché la realtà è quest'altra che l'Assessore vi ha detto che malgrado che i contributi in questo momento siano limitati al 60% ha 840-850 milioni di domande giacenti. Quindi vogliamo affrontare questo problema o non lo vogliamo, però siamo altrettanto convinti che volendo affrontare questo problema in un modo decisivo dobbiamo sacrificare la soluzione di altri problemi, perché le situazioni di bilancio sono quelle che sono e dobbiamo avere il coraggio di fare determinate scelte. Però dobbiamo pure avere il coraggio di limitare gli stanziamenti nei riguardi di altre iniziative, altrimenti corriamo il rischio di fare un bell'ordine del giorno, una bella discussione che cade ancora nel vuoto e poi quando saremo in sede concreta di discussione di bilancio, naturalmente saremo condizionati da mille necessità per cui le cose rimangono al punto in cui sono, le domande si accumuleranno e i contributi a favore di questa iniziativa che è un'iniziativa di estremo interesse nell'interesse dell'agricoltura e non solo dell'agricoltura, come hanno sottolineato alcuni Consiglieri, non solo dell'agricoltura, rimarranno al punto in cui sono state fino ad oggi. Quindi io pregherei i Consiglieri di accogliere questa richiesta dell'ordine del giorno ma soprattutto di sorreggere eventuali proposte di Giunta e se non ci fossero proposte di Giunta di sollecitarle in questa direzione.
Savioz (P.C.I.) - Mi sembra che il discorso del Presidente sia quadratissimo però rimaniamo ancora sempre a quello che è stato il nostro tran tran amministrativo da quando esiste la Regione Autonoma.
E cioè mancanza di uno studio approfondito su quelle che sono le cose che devono avere la precedenza sulle altre cose e gli Assessori si trovano sempre nella condizione di andare in giunta e ognuno di rimanere nel proprio ambito e a ognuno di difendere il proprio bilancio e ognuno di cercare di strappare il più possibile il denaro per poter fare qualche cosa.
Quindi questa è una amministrazione negativa a tutti gli effetti, perché è ancora una amministrazione impostata con i metodi antidiluviani, mentre invece l'amministratore moderno deve avere davanti agli occhi un'envergure lontana e sapere dove mettere i quattrini per risolvere i problemi fondamentali dello Stato a cui appartiene.
Quindi io dico, ben vengano le dichiarazioni della Presidenza della Giunta, mi auguro che tutti i Consiglieri se ne rendano conto e che finalmente si decida una volta per sempre di fare un programma amministrativo, chiamatelo programmazione, chiamatelo come volete, piano quinquennale o piano ventennale ma che si sappia definitivamente dove indirizzare i nostri quattrini, perché io sono perfettamente d'accordo su quanto detto dal Presidente della Giunta.
Quindi mi auguro che quello che lei dice abbia a realizzarsi.
Bordon (D.C.) - Io così così perché non c'è mica una risposta, dicevo ci sarebbe da ridere se la cosa non fosse terribilmente seria, perché io ricordo per chi ha fatto l'Assessore alle Finanze o Presidente della Giunta dal 1966 tutte le volte che si sono presentati i bilanci ci siamo sentiti dire e ridire con una certa insistenza che cadeva nella noia che i bilanci venivano presentati col vecchio sistema, che bisognava cambiarli e quando noi ci siamo permessi di dire che era necessario avere la programmazione che ci desse dei risultati dei risultati, molte volte da certi banchi si alzavano delle battute di altro genere, ci si diceva signori bisogna fare aumentare il riparto perché il riparto era insufficiente, quindi bisogna darsi da fare perché entri altra moneta, perché è troppo facile rimanere con quello che si ha, suddividerlo, toglierlo da un Assessorato e portarlo a un altro. Quindi si vede che un certo rinsavimento c'è, perché oggi si condividono le impostazioni del Presidente della Giunta, quando dice che due e due fanno quattro e che se il bilancio è di quattro bisogna per forza fare dei passaggi di moneta da un Assessorato all'altro.
Naturalmente la battuta che vi potrebbe venire fuori e che non è mia perché non è mai stata mia, non l'abbiamo mai condivisa è proprio quella, signori bisogna darsi da fare che arrivino altri denari e quando la Giunta diceva gli altri denari bisogna farli arrivare con difficoltà, ci si diceva questo pensateci voi perché noi non siamo qui per questo.
Quindi io ho voluto ripetere brevemente questo per concordare quanto ha detto Savioz perché non è niente, non è la scoperta di oggi, è la scoperta di sempre. Se non abbiamo un piano di programmazione non possiamo andare avanti per fare questi cambiamenti e siccome mal comune mezzo gaudio, qualche volta certe soddisfazioni bisogna anche averle, sono veramente lieto che vi trovate in questo momento a fare il bilancio perché avete le stesse difficoltà che abbiamo trovato noi con Dujany Assessore alla Pubblica Istruzione, Maquignaz all'Agricoltura e gli altri che erano già allora in Giunta con le stesse difficoltà e ci si presenta un'altra volta oggi, e pensavo che quegli studi fatti durante l'estate da quel centro di studi di Grenoble, adesso non mi viene la parola giusta perché non mi sono fossilizzato lì sopra, dovrebbero oggi già dare qualche cosa perché ci si diceva che con la fine di ottobre, novembre qualche cosa in mano avremmo avuto.
Quindi io penso che non vi siano più le difficoltà che c'erano prima perché queste statistiche sono venute fuori.
Abbiamo sentito, abbiamo avuto il piacere di sentire il Presidente della Giunta a Morgex il giorno degli agricoltori che ha citato veramente dei dati che fanno paura sull'agricoltura, dove a un certo momento abbiamo appreso quello che già sapevamo perché poi non abbiamo bisogno di tutte queste statistiche per sapere che nell'agricoltura ci sono soltanto più dei vecchi e non dei giovani, però la verità è questa signor Presidente della Giunta, che certi dati ci dovrebbero essere, e se non ci sono adesso è l'ora di piantarla lì di parlare di programmazione che va avanti dal 62 - 63, incolpando certe impostazioni politiche come contrarie alla programmazione, il che non era, perché senza una programmazione non si può fare un bilancio e ha detto bene Savioz oggi. Bisogna per forza che si arrivi a questo risultato, perché sennò ancora una volta il bilancio rimarrà qual è perché non abbiamo una traccia e non abbiamo un piano né quinquennale né di altro genere.
Dujany (D.P.) - È chiaro che se si vogliono fare alcune scelte bisogna avere una certa disponibilità finanziaria che soprattutto rappresenti, dia una certa continuità di questa entrata finanziaria. Perché i programmi si risolvono attraverso il tempo e non attraverso degli interventi annuali o anche biennali.
Quindi mi pare che il lavoro che è stato affrontato e proposto da questa Giunta al Consiglio sia un lavoro incanalato in questa direzione. Cercare di migliorare il nostro bilancio attraverso la revisione della legge del riparto fiscale e mi pare questa sia stata già una manifestazione di volontà discussa, affermata ed approvata da questo Consiglio.
Si tratta solo di continuare su questa strada in modo che questa proposta possa diventare concreta al più presto possibile.
Questo è un elemento per poter affrontare alcuni problemi, però risolto questo elemento ha ragione Savioz quando dice che non possiamo più continuare in un'azione che ha dell'episodico e che ha così, diciamo dell'eccessivo pragmatismo.
Quindi fra poche settimane saremo in possesso di tutti i dati e della sintesi del lavoro di ricerca fatto dall'Istituto di Università di Grenoble durante questo periodo festivo ed è in quella sede che potremmo comunicare al Consiglio il risultato di queste ricerche le quali saranno dibattute attraverso gli appositi organi della programmazione dove sono rappresentati: le amministrazioni comunali, i sindacati e le varie categorie interessate.
E dopo questo lavoro di ricerca, questo dibattito fatto attraverso gli appositi organi, il Consiglio potrà fare le sue scelte programmatiche che avranno un certo, una certa durata e sarà quella la sede in cui si dirà e si sceglierà se vogliamo veramente lanciare i problemi dell'agricoltura in una certa direzione, quali problemi dell'agricoltura dobbiamo risolvere oppure dobbiamo naturalmente fare altre scelte di altro genere.
Quindi penso che questa sia un po' l'impostazione generale senza voler fare della polemica e mi pare che sia fuori luogo, in quanto non hanno nessun valore concreto in scelte così importanti e così delicate che dovranno impegnare tutti i membri del Consiglio e tutte le forze politiche appartenenti al Consiglio. Perché non dimentichiamo che sul piano elettorale qualunque scelta si faccia sono sempre delle costrizioni e delle limitazioni ad una certa libertà ad una certa faciloneria e per lo meno a certe necessità diciamo di una vita a giorno per giorno, a cui siamo stati sottoposti fino ad oggi. Quindi una scelta è sempre un impegno sul piano politico.
Per quanto riguarda in particolare l'emendamento proposto dal Consigliere Chamonin io ritengo che sia da accogliere e ritengo che sia un ottimo contributo che lui dà per una scelta in una certa direzione nella redazione del prossimo bilancio regionale.
Fosson (U.V.) - Mi pare che la discussione è stata esauriente e quindi passiamo senz'altro alla votazione della mozione siccome la Giunta ha accolto l'emendamento che è stato portato dal Consigliere Chamonin, con questo emendamento senz'altro la mozione è proponibile e quindi io metto in votazione la mozione con la premessa dell'allegato che abbiamo avuto e come delibera non so se è necessario rileggere quello che è stato letto dal Consigliere Chamonin o se tutti hanno inteso qual è questa modifica mettiamo subito in votazione.
Possiamo evitare la lettura? Allora chi è d'accordo sulla mozione alzi la mano, contrari, astenuti, la mozione è approvata all'unanimità con la modifica apportata.
E passiamo all'oggetto n. 24.
