Oggetto del Consiglio n. 41 del 5 aprile 1956 - Verbale

OGGETTO N. 41/56 (VARIA) - ORDINE DA SEGUIRE NELLO SVOLGIMENTO DELLE INTERROGAZIONI, INTERPELLANZE E MOZIONI.

Il Presidente, PAREYSON, comunica che, in base all'ordine del giorno dell'adunanza, il Consiglio dovrebbe discutere l'interpellanza del Consigliere Signor SAVIOZ Fabiano, concernente la concessione del premio di rendimento per l'anno 1956 al personale dell'Amministrazione regionale.

Osserva che, non essendo presente il presentatore della interpellanza, ai sensi del regolamento del Consiglio regionale, l'interpellanza sarebbe da considerarsi ritirata, salvo che il Presidente della Giunta intenda rispondere ugualmente fornendo i chiarimenti.

Il Vice Presidente, PASQUALI, osserva che il regolamento interno del Consiglio non dice che la risposta debba essere data subito dopo la lettura della interpellanza o della mozione.

Ritiene sia sufficiente che la discussione abbia luogo nel corso della sessione e nel momento opportuno.

Riconosce che in questi ultimi anni è stata stabilita la prassi secondo la quale le interpellanze e le mozioni vengono discusse subito dopo la loro lettura.

Ritiene, però, che sarebbe opportuno rivedere il sistema sino ad oggi seguito e modificare la prassi nel senso che il Consiglio dovrebbe anzitutto svolgere il lavoro normale di carattere legislativo e amministrativo, rinviando la trattazione delle interpellanze e mozioni alla fine della sessione o della seduta, nel caso di adunanza straordinaria.

Rileva che, applicando tale nuovo sistema, la risposta del Presidente della Giunta al Consigliere Savioz potrebbe essere data alla fine della seduta odierna o della seduta di domani o in altra adunanza della corrente sessione primaverile.

Precisa che si tratta di una proposta che non ha carattere pregiudiziale e che sarebbe fatta per l'avvenire.

Il Consigliere MANGANONI osserva che la prassi seguita sino ad oggi non ha mai dato luogo a rilievi e a lamentele e ritiene, quindi, che tale prassi non debba essere modificata.

Osserva poi che spesso il Consiglio non può ultimare nel tempo prefissato le trattazioni degli oggetti iscritti all'ordine del giorno delle adunanze e ricorda che ordinariamente, per decisione unanime del Consiglio, viene rinviata ad altra adunanza la trattazione dell'ultimo oggetto che concerne la ratifica delle deliberazioni adottate dalla Giunta in via d'urgenza.

Fa presente che, se le interpellanze e mozioni venissero iscritte quale ultimo oggetto all'ordine del giorno, ne conseguirebbe che verrebbero rinviate ad altra adunanza le interpellanze e mozioni la cui trattazione ha spesso effettivamente carattere d'urgenza e che perde il suo valore se non avviene tempestivamente.

Dichiara che, per le ragioni esposte, non è favorevole alla proposta fatta dal Vice Presidente, Pasquali.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, osserva che non può esservi dubbio che gli argomenti sostanziali, che comportano cioè l'adozione di provvedimenti, sono quasi sempre più importanti e più urgenti delle interpellanze e delle mozioni, come i Consiglieri possono anche constatare dall'ordine del giorno della seduta odierna.

Rileva che ciò non significa, però, che le interpellanze e le mozioni dovrebbero essere discusse dopo, nel corso dell'adunanza o della sessione, perché rientra nei poteri discrezionali del Presidente del Consiglio di dedicare allo svolgimento delle interpellanze e delle mozioni una parte della seduta o una parte della sessione.

Ritiene, cioè, che non si debba rinviare ad altra adunanza la discussione delle interpellanze e delle mozioni, ma che, allorquando vi siano argomenti che rivestano carattere d'urgenza e che abbiano una certa importanza, detti argomenti debbano essere trattati con precedenza rispetto alle interpellanze e alle mozioni, che potrebbero essere discusse nell'ultima parte della seduta o nel giorno successivo.

Il Consigliere CHABOD Renato rileva che nel regolamento interno del Consiglio non vi è una norma che regoli la questione dell'ordine di precedenza per la trattazione degli argomenti da iscrivere all'ordine del giorno, ma sottolinea che vi è, però, una prassi seguita dal Consiglio sino ad oggi, ed alla quale si è derogato una volta perché vi erano alcuni argomenti di una tale urgenza e importanza che hanno dovuto essere discussi prima delle interpellanze e delle mozioni.

Esprime il parere che si debba, quindi, mantenere e seguire anche per l'avvenire detta prassi, salvo derogarvi eccezionalmente allorquando il Presidente del Consiglio lo riterrà necessario.

L'Assessore BIONAZ, premesso che intende chiarire come il Consiglio sia giunto alla prassi sopra menzionata, rileva che, all'inizio, le discussioni del primo Consiglio regionale non erano disciplinate da un regolamento e le interrogazioni, interpellanze e mozioni non venivano presentate per iscritto, come avviene oggi, al Presidente del Consiglio, ma venivano fatte e precisate verbalmente a fine seduta, sotto la voce "varia" dell'ordine del giorno.

Comunica che con tale sistema non si sapeva a priori quali e quante potessero essere le interrogazioni, interpellanze e le mozioni, per cui si giungeva al termine delle sedute senza poter esaurire tali argomenti. Informa che ciò aveva sollevato ripetute proteste da parte di Consiglieri, per cui il Consiglio stabilì che le interrogazioni, le interpellanze e le mozioni venissero iscritte nella prima parte dell'ordine del giorno delle adunanze, per dare la possibilità ai Signori Consiglieri di trattarle nel corso delle sedute.

Osserva che nel regolamento non vi è, però, una norma che stabilisca la precedenza per la trattazione delle interrogazioni, interpellanze e mozioni.

Segue breve discussione, alla quale prendono parte il Presidente della Giunta, BONDAZ, il Presidente del Consiglio, PAREYSON, il Vice Presidente, PASQUALI, l'Assessore BIONAZ e i Consiglieri MANGANONI, CHABOD Renato e NICCO Giulio.

Il Vice Presidente, PASQUALI, osserva che le interrogazioni debbono essere iscritte nella prima parte dell'ordine del giorno, in quanto il regolamento dice che esse vanno lette all'inizio dell'adunanza (art. 34 primo comma) dal Segretario del Consiglio.

Fa però presente che, se la loro lettura va fatta all'inizio della seduta, non è detto che le interrogazioni stesse debbano essere trattate subito dopo, perché l'articolo 34 (secondo comma) del regolamento dice chiaramente che: "Il Presidente del Consiglio, il Presidente della Giunta, gli Assessori, possono rispondere immediatamente oppure dichiarare di dover differire la risposta alla fine dell'adunanza o all'adunanza successiva".

Il Consigliere NICCO Giulio rileva che gli ordini del giorno delle adunanze consiliari sono molto spesso assai pesanti, per elevato numero di argomenti da trattare, per cui il Consiglio non si trova sempre nella possibilità di esaurire l'ordine del giorno nel termine previsto o si trova, quindi, nella necessità di rinviare ad altra adunanza la trattazione di alcuni oggetti iscritti all'ordine del giorno.

Ad ovviare a tale inconveniente, raccomanda che, per l'avvenire, gli argomenti iscritti all'ordine del giorno delle adunanze siano meno numerosi.

Il Presidente, PAREYSON, prende atto della raccomandazione del Consigliere Nicco Giulio, rilevando che l'ordine del giorno trasmesso ai Consiglieri si riferisce non soltanto all'adunanza delli 5-6 aprile, ma anche alle altre adunanze della sessione ordinaria primaverile.

Il Consiglio prende atto.

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