Oggetto del Consiglio n. 14 del 3 febbraio 1956 - Verbale

OGGETTO N. 14/56 - RICOSTRUZIONE DELLE CASE INCENDIATE DAI NAZI-FASCISTI DURANTE IL PERIODO BELLICO. (Interpellanza presentata dai Consiglieri regionali Signori Savioz Fabiano, Nicco Anselmo, Nicco Giulio e Chabod Renato)

Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza concernente l'oggetto: "Ricostruzione delle case incendiate dai nazi-fascisti durante il periodo bellico", trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

---

Aosta, 1955

Ill.mo Signor PRESIDENTE del Consiglio regionale

AOSTA

La preghiamo di voler portare sull'ordine del giorno della prossima riunione del Consiglio la seguente interpellanza.

Distinti saluti.

F.to: Savioz Fabiano"

Aosta, 1955

Ill.mo Signor PRESIDENTE della Giunta regionale

AOSTA

Il passato Consiglio regionale aveva stanziato, onde ultimare la ricostruzione delle case bruciate dai nazi-fascisti durante il periodo bellico, la somma di lire 200.000.000.

Al fine di poter chiarire agli interessati la vera situazione, i sottoscritti chiedono che sia fatta una ampia e dettagliata relazione, con riferimento particolare a quanto venne assegnato ai sinistrati.

Distinti saluti.

F.ti Savioz Fabiano, Nicco Anselmo, Nicco Giulio, Chabod Renato"

---

Il Consigliere NICCO Giulio, premesso di aver poco da aggiungere ad illustrazione dell'interpellanza, comunica di avere sentito molte lamentele per il ritardo nell'assegnazione di fondi ancora dovuti dalla Regione ai Comuni per la ricostruzione delle case distrutte o danneggiate durante il periodo bellico, ritardo dovuto molto probabilmente al fatto che non tutti i Comuni hanno inviato all'Amministrazione regionale la documentazione richiesta, come già aveva personalmente constatato in passato.

Osserva che è, comunque, necessario definire una volta per sempre l'annosa questione della ricostruzione delle case sinistrate, con la liquidazione agli interessati dei sussidi ancora dovuti.

Precisa che gli interpellanti desiderano avere dal Presidente della Giunta una relazione su quanto è stato fatto e su quanto rimane ancora da fare, ma desiderano soprattutto raccomandare che i fondi ancora dovuti per la ricostruzione siano devoluti al più presto ai sinistrati, anche per il fatto che sino a quando rimangono depositati nelle casse dell'Amministrazione regionale non vanno a beneficio di coloro che hanno patito danni alle loro abitazioni durante l'ultima guerra.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, riferisce quanto segue:

"Anche questa è una questione annosa. Ho esaminato la questione dall'inizio e comincerò col precisare alcuni dati statistici che riguardano i sussidi concessi dal 1946 al 31-12-1955 per la ricostruzione di fabbricati distrutti o danneggiati da eventi bellici.

Premetterò che, attraverso le varie deliberazioni consiliari, emerge il concetto che non si tratta di sussidi per danni derivanti da eventi bellici, ma che si tratta, invece, di sussidi che vengono concessi per la ricostruzione di fabbricati danneggiati o distrutti da eventi bellici la differenza è sostanziale.

I sussidi regionali ammontano, compresi i 200 milioni di cui parlerò in seguito, a 309 milioni 696.289, a cui deve essere aggiunta la spesa (L. 87.500.000) anticipata dalla Regione per l'esecuzione dei lavori di ricostruzione delle case per i sinistrati di Pont Saint Martin; quindi, complessivamente, la spesa sostenuta dalla Regione per la ricostruzione dei fabbricati distrutti o danneggiati in Valle d'Aosta ammonta a lire 397.196.289.

I sussidi statali ammontano a lire 101 milioni 647.744, di cui lire 80 milioni erogati dal Ministero della Assistenza Post bellica e lire 21.647.744 erogati dal Ministero dei Lavori Pubblici.

Questa è la situazione dei finanziamenti.

Il Consiglio regionale, con deliberazione in data 3 ottobre 1952, n. 96, approvava "lo stanziamento di un ulteriore fondo di complessive lire 200 milioni da finanziarsi in tre esercizi finanziari (1952, 1953, 1954), per la concessione di contributi regionali per la ricostruzione dei fabbricati distrutti o danneggiati in Valle d'Aosta in seguito ad eventi bellici". Con la menzionata deliberazione, furono, inoltre, approvate le norme regolamentari da seguire per la erogazione dei sussidi stessi.

Con lettera circolare in data 28-11-1952, venivano rese note ai Sindaci e ai Presidenti delle Commissioni comunali per i sinistrati, le norme per l'assegnazione dei fondi ai Comuni e si invitavano i Sindaci ed i Presidenti delle Commissioni stesse a provvedere alla elaborazione degli atti e degli altri adempimenti indispensabili per procedere alla ripartizione proporzionale dei fondi fra i vari sinistrati.

Seguirono molti solleciti ai Comuni, ma pochi furono i Comuni che provvidero a fare pervenire all'Amministrazione regionale gli atti che erano stati invitati a trasmettere.

Successivamente, il Consiglio regionale ha avuto comunicazione che soltanto 14 dei Comuni interessati avevano provveduto a trasmettere all'Amministrazione regionale i piani comunali di ricostruzione, (corredati dagli elenchi nominativi dei sinistrati e dei relativi lavori di ricostruzione da sussidiare) e, precisamente, i Comuni di: Aymavilles, Bionaz, Chambave, Champorcher, Châtillon, Cogne, Courmayeur, Fénis, Etroubles, Nus, Pontey, Quart, Saint Nicolas e Valgrisanche.

Con deliberazione consiliare n. 26, in data 15 marzo 1954, si stabiliva un termine di 60 giorni per l'adempimento di quanto era di spettanza dei Comuni e dei Comitati comunali per i sinistrati.

Furono fatte ripetute richieste e nuovi solleciti e si provvide poi alla elaborazione di un prospetto riassuntivo che poneva a raffronto le valutazioni dei danni e delle spese di ricostruzione fatte dall'Ufficio tecnico regionale e le valutazioni fatte dai vari Comuni e Comitati comunali per i sinistrati.

Dall'esame di queste valutazioni, si riscontrò che l'ammontare delle valutazioni eseguite dai Comuni e dalle Commissioni comunali dei sinistrati aveva una media di eccedenza di circa il 30% rispetto alle valutazioni della Regione ed allora sì provvide a fare une proposta di ripartizione pur non avendo tutti i Comuni interessati inviato gli elaborati richiesti.

Seguirono ancora altre lettere di sollecito, in data 12 ottobre 1954, ai Comuni ritardatari, con le quali si dettavano norme precise e dettagliate per la contabilizzazione dei lavori e la liquidazione degli acconti ai sinistrati, con invito ai Comuni di fare pervenire all'Amministrazione regionale i riepiloghi degli stati di avanzamento dei lavori.

Fu anche comunicato, con quella circolare, che i pagamenti delle rate dei sussidi, sia per acconti, sia per saldi finali, erano subordinati all'accertamento dell'adempimento delle norme stabilite dalla Regione; questo per avere un controllo.

Siccome, però, nonostante tutte le varie comunicazioni ed i ripetuti solleciti, non si era potuto ottenere, almeno così risulta dagli atti, che tutti i Comuni provvedessero a quanto era di loro competenza, l'Amministrazione regionale, - allo scopo di agevolare i Comuni e di snellire la procedura per la erogazione dei sussidi -, con altra lettera circolare, del 10-11-1954, comunicava ai Comuni che per la liquidazione degli acconti ai sinistrati sarebbero state sufficienti le dichiarazioni dei tecnici comunali attestanti, per ciascun sinistrato, che l'ammontare degli acconti da liquidare era inferiore all'importo dei lavori già eseguiti, dichiarazioni da allegarsi alle deliberazioni che i Comuni erano tenuti ad adottare.

Nel 1953 fu concesso al Comune di Quart un sussidio di lire 337.000 per spese relative ad onorari di tecnici.

Nel 1954, con deliberazioni di Giunta in data 24 settembre e 27 ottobre, fu approvata l'erogazione di somme a favore di altri Comuni, per L. 74.609.984, a titolo di acconto in ragione del 50% delle somme assegnate a ciascun Comune adempiente.

Con le predette deliberazioni, furono pure stabilite norme di esecuzione per la più sollecita contabilizzazione dei lavori.

Nel 1955, fu di nuovo approvata la concessione ai Comuni di altro acconto di lire 14.631.351.

Le somme erogate a tutt'oggi, a titolo di acconto sul fondo di lire 200 milioni, ammontano, quindi, complessivamente a lire 89 milioni 578.335, cosicché dei 200 milioni stanziati con la deliberazione consiliare del 3 ottobre 1952, n. 96, rimangono ancora lire 110.421.665, somma che potrà essere liquidata ai Comuni, rebus sic stantibus e secondo le determinazioni del Consiglio regionale, sia a titolo di acconto che per saldi di sussidi, non appena i Comuni provvederanno a trasmettere all'Amministrazione regionale le necessarie deliberazioni debitamente documentate.

Dico questo perché, nonostante sia stato stabilito, come ho detto prima, il termine di 60 giorni, per l'elaborazione degli atti da parte dei Comuni e dei Comitati comunali per i sinistrati, a pena di decadenza dalla concessione dei fondi per sussidi, tutte le volte che i Comuni hanno inviato, dopo vari solleciti e dopo la scadenza del predetto termine, le contabilità dei lavori eseguiti, la Giunta ha provveduto ugualmente alla liquidazione dei sussidi richiesti.

Evidentemente, la Giunta non può disporre l'erogazione di acconti sui sussidi a favore dei sinistrati di quei Comuni che non ottemperano alle disposizioni impartite dalla Amministrazione regionale, poiché occorre che la Giunta sia messa in grado di sapere, su quale percentuale basarsi per la determinazione degli acconti da concedersi ai sinistrati.

Si continua ad inviare solleciti ai Comuni inadempienti perché, a meno che il Consiglio assuma una decisione diversa da quella a suo tempo già assunta, la Giunta, organo esecutivo, deve dare esecuzione a quanto deliberato dal Consiglio per la erogazione dei fondi per sussidi ai sinistrati".

Il Consigliere SAVIOZ dichiara che il Consiglio non può che concordare sulla linea seguita dall'Amministrazione regionale, mentre va deplorata, nel modo più energico, la inazione di vari Sindaci.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, osserva che non soltanto i Sindaci, ma anche i Comitati comunali per i sinistrati sono responsabili delle inadempienze da lui segnalate.

Il Consigliere SAVIOZ dichiara ancora quanto segue:

"Conosco bene tutta la questione ed è per questo che mi sono permesso di presentare, unitamente a tre miei colleghi, l'interpellanza in questione, anche perché alcuni Sindaci, da me interrogati sulla questione in discussione, non fanno altro che addossare alla Regione la colpa della non ancora ultimata ricostruzione delle case sinistrate.

Questo modo di agire da parte di alcuni Sindaci mi urta, perché mi piace essere chiaro nelle cose: sono d'avviso che, se la responsabilità è della Regione, dobbiamo provvedere immediatamente modificando, eventualmente, le deliberazioni già assunte; ma se la responsabilità è di altri, non intendo che si debba riversare la colpa sulla Regione.

Mi permetta, Signor Presidente, di esporre al Consiglio due questioni.

Anzitutto l'impostazione data alla questione dei sinistrati nel suo complesso; rilevo che, seppure dal punto di vista burocratico sia stata seguita una prassi ineccepibile e sia stato fatto tutto il possibile, però, dal punto di vista pratico, vi è qualche cosa che lascia a desiderare.

Dico questo perché, mentre noi abbiamo visto la ricostruzione completa delle case sinistrate di Pont St. Martin, - il che va indubbiamente ad onore della Regione, - dobbiamo purtroppo constatare che nei paesi meno in vista la ricostruzione non è ancora un fatto compiuto. Mi limiterò, per non essere troppo lungo, a citare soltanto un esempio: il villaggio di Vercellod, a Aymavilles, che conosco molto bene, ove la situazione delle case distrutte è la seguente: una buona parte delle case bruciate dai nazi-fascisti è ancora totalmente da ricostruire e la rimanente parte è stata ricostruita soltanto parzialmente.

Secondo me, vi è un inconveniente, ed è questo: l'Amministrazione regionale, con deliberazione consiliare, aveva stabilito di concedere i sussidi di ricostruzione a coloro che ricostruivano effettivamente la propria casa. Ora, avviene che vi sono delle famiglie le quali sono talmente povere che, quindi, non riescono a ricostruire la loro casa. Non ci sono riuscite negli anni dal 1946 al 1950, allorquando per gli impresari edili la ricostruzione delle case sinistrate era assai vantaggiosa per varie ragioni.

Io non so se l'accoglimento della proposta che sto per fare rientri nelle competenze della Giunta; in caso negativo, pregherei il Consiglio di prenderla in esame. La proposta che intendo fare concerne l'invito alla Amministrazione regionale di venire in aiuto ai sinistrati poveri che non hanno i mezzi per iniziare la ricostruzione della loro casa, erogando loro immediatamente i sussidi di cui hanno necessità per fare fronte alle spese che debbono sostenere. Questo, anche perché non debbano sottostare alle richieste esose degli impresari, i quali, sapendo di non poter riscuotere quanto è loro dovuto fino ad avvenuta ricostruzione dei fabbricati, porrebbero delle condizioni troppo onerose.

Inoltre, Signor Presidente della Giunta, La pregherei, per l'avvenire, anzichè diramare lettere di sollecito ai Comuni inadempienti, di richiamare i Sindaci stessi mettendoli di fronte alla loro responsabilità, significando loro che chi accetta di amministrare la cosa pubblica ne accetta anche le responsabilità e deve essere all'altezza del suo compito.

Le mie parole possono forse sembrare un po' forti, ma la questione dei sinistrati mi sta veramente a cuore e, a mio giudizio, è vergognoso che dopo quasi undici anni dalla fine della guerra, - che per fortuna non ha causato nella nostra Regione danni gravissimi come in altre Regioni, - si vedano ancora dei ruderi di case distrutte o incendiate a ricordarci la nefandezza di quello che fu il regime che abbiamo dovuto subire per tanti anni.

Chiederei che gli stessi Segretari comunali siano resi responsabili della esecuzione degli adempimenti stabiliti per i Comuni dalla deliberazione del Consiglio regionale.

Formulo questa proposta perché è semplicemente assurdo che, mentre il Consiglio regionale approva l'adozione di particolari provvidenze in favore dei sinistrati, le Amministrazioni comunali, nonostante ripetuti solleciti, continuino nella loro inazione.

Non sempre il Sindaco è responsabile del buon andamento di una Amministrazione comunale sappiamo che i Segretari comunali "hanno le mani in pasta" e debbono, quindi, assumere le loro responsabilità.

La pregherei, Signor Presidente della Giunta, di voler accettare questo suggerimento e di prendere a cuore la situazione dei sinistrati affinché, entro breve tempo, scompaiano dalla Valle d'Aosta le brutture lasciateci dalla guerra e che sono ricordi di un brutto passato".

Il Consiglio prende atto.

______