Oggetto del Consiglio n. 274 del 15 maggio 1979 - Verbale

OGGETTO N. 274/79 - Questioni relative alla ristrutturazione di edifici della zona delle Porte Pretoriane, da destinare a edilizia economico-popolare. (Interpellanza del Consigliere Berti)

Interpellanza

Il sottoscritto Consigliere regionale

Visto quanto pubblicato da organi di stampa e soprattutto da una petizione di cittadini residenti nella zona delle Porte Pretoriane e di Via Vevey, nella quale si lamenta:

a) l'alto costo unitario al mq. per la ristrutturazione da adibirsi ad alloggi del tipo economico-popolare, che si aggira sul milione; inoltre se vi sia realmente l'inadeguata garanzia del sostegno della nuova costruzione, il milione al mq. non sarebbe più sufficiente;

b) dalla realizzazione di questa opera pare che venga deturpata anche la conservazione storica ed ambientale esistente;

Interpella

il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:

1) quali provvedimenti intende adottare e se non ritiene eccessiva la cifra d'appalto trattandosi di mini-alloggi adibiti ad edilizia economica-popolare;

2) che pur nello spirito di conservazione e ristrutturazione il mercato nella città di Aosta offre prezzi perlomeno dimezzati da quelli già appaltati.

Aosta, 2 maggio 1979

F.to: Vigilio Berti

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Berti.

Berti (Art. e Comm. Vald.) - Ecco, non faccio altri commenti, ormai l'opinione pubblica è stata sensibilizzata e pare anche scandalizzata dall'eccessivo costo al metro quadrato di quella superficie e oltre a quello, a mio avviso, abbiamo forse un ridimensionamento anche dell'ambiente storico locale con quella costruzione che un privato non avrebbe mai potuto evidentemente realizzare. Adesso non so per quali motivi l'Ente pubblico con un alto costo ha potuto arrivare a quello mascherando anche ciò che è rimasto di valido nella zona storico-romana, soprattutto per il turista che si presta alla passeggiata; vorrei appunto conoscere un po' la questione economica e anche quella storico-ambientale.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Presidente della Giunta.

Andrione (U.V.) - Le informazioni che lei dà nell'interpellanza sono errate, perché non si raggiunge assolutamente il milione al metro quadro; il problema che si è posto, perché la progettazione è valida, è che quella casa è stata costruita in tempi particolarmente poveri e, secondo i metodi degli impresari di allora, vi sono dei muri che sono fatti in parte di pietra e in parte fatti con dei mattoni - non so come si dice - di legno, di legno che era marcito, e di conseguenza è necessario rifare alcuni muri interni di cui era stata prevista la conservazione, credendo che fossero stati costruiti in maniera solida; invece, alla prova dei fatti, non hanno tenuto.

Per quanto riguarda invece la parte storica, era indispensabile - la Sovraintendenza ha dichiarato che era favorevole e preferiva che quella casa, non la parte verso le Porte Pretoriane, ma la vecchia casa Charrey per intenderci, quella con le altane - fosse mantenuta così com'era e abbiamo accettato questo parere anche perché ci sembra indispensabile iniziare una politica di risanamento del centro storico di Aosta, politica che è tanto più indispensabile in quanto le aree ad Aosta mancano, e il voler continuare a costruire intorno ad Aosta...non so se lei sa le ultime localizzazioni per case popolari...sono fatte praticamente a Saint-Christophe, quindi il centro storico deve essere recuperato proprio per poter usufruirne sennò viene completamente abbandonato.

Io non ho ancora fatto fare il calcolo esatto di quanto vengono a costare al metro quadro i mini-alloggi, comunque se lei lo chiede al Geometra Mondet o al Geometra Gnémaz glielo possono fare preciso, ma viene a costare molto meno di quanto non è detto nella sua interpellanza, e comunque la parte Porte Pretoriane, che è quella più costosa, cioè quella verso la piazzetta interna, comunque quella avrebbe dovuto essere risanata perché è classificata tra i beni culturali e non può essere toccata e deve essere conservata. La parte ex Casa Charrey è stata aggiunta a questo appalto proprio per mantenere una delle case tipiche di quel periodo, costruita sulle mura romane, rimaneggiata nel 1600 e con questa l'operazione sarà finita, e credo anche che, per la passeggiata dei turisti cui accennava lei, sarà un'operazione valida.

Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Berti.

Berti (Art. e Comm. Vald.) - Mah, dal Presidente della Giunta non sono emersi dei fattori che mi abbiano chiarito i dubbi che avevo. Sul fattore "prezzo" io chiedo giustamente di poter prendere visione dei calcoli, di fare un raffronto, pur essendo d'accordo nello spirito di conservazione del centro storico, soprattutto di certe zone localizzate in certe vie con una caratteristica storico-ambientale romana, che io pienamente condivido; però che questa venga condivisa in maniera conciliabile con il prezzo in cui ci si è imbarcati in quell'operazione, perché se è vero che è quasi un milione al metro quadro, l'incidenza totale...si verrebbe adesso a superare ulteriormente la cifra, visto che i muri di consolidamento hanno bisogno di altre opere cementizie e agglomerati di cemento armato assai costosi per l'asservimento della base edificatoria.

Io ho quindi dei dubbi che possiamo contenere questi prezzi; eppure, nel medesimo spirito di conservazione, per quel finanziamento statale destinato ai centri storici si poteva eventualmente fare un'altra indagine di mercato, sempre nelle zone per trovare altri edifici secondo me più confacenti con la condizione economica. Perché vi è poi la questione di ricavare soltanto dei mini-alloggi, dalle dimensioni che abbiamo potuto finora reperire non mi sembrano nemmeno degli alloggi familiari per una famiglia di quattro o cinque persone, sembrano dei mini-alloggi da affitta-camere, per gente che viene in Valle saltuariamente.

Io poi chiederei di avere più approfondimenti sulla questione prezzi dal geometra.