Oggetto del Consiglio n. 113 del 23 giugno 1955 - Verbale

OGGETTO N. 113/55 - PROPOSTA DI ISTITUZIONE, IN AOSTA, DI UN CENTRO DI STUDIO PER LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE CANCEROSE. (MOZIONE DEL CONSIGLIERERE REGIONALE SIGNORA RONC-DESAYMONET ANAIDE)

Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione presentata dal Consigliere Signora RONC-DESAYMONET, concernente l'oggetto: "Proposta di istituzione, in Aosta, di un centro di studio per la prevenzione delle malattie cancerose", di cui copia è stata trasmessa ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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"All'Ill.mo Signor PRESIDENTE

del Consiglio Regionale

AOSTA

La prego di voler includere nell'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio la seguente mozione:

All'Ill.mo Signor ASSESSORE

alla Sanità ed Assistenza Sociale

AOSTA

Dato l'impressionante diffondersi delle malattie cancerose anche nella nostra Regione

propongo

che venga creato, in Aosta, un centro per la prevenzione di dette malattie, che, se curate in tempo, possono essere debellate.

Con ossequio.

Aosta, li 3-6-1955

F.to Ronc-Désaymonet

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Il Consigliere Signora RONC DESAYMONET, illustrando la sua mozione, riferisce quanto segue:

"I Consiglieri regionali sono certamente bene informati sulla diffusione preoccupante delle malattie cancerose in tutto il mondo, non esclusa la Valle d'Aosta. Queste malattie sono un po' come una spada di Damocle, che pende sul nostro capo e suggestiona, direi, tutte le persone

Ognuno di noi ha il timore di essere colpito da questo male: infatti se c'è una ghiandola che gonfia, se c'è una tumefazione che si manifesta o se qualche dolore lancinante ci colpisce, subito lanciamo un grido di allarme: sarà il cancro? Il timore è diventato ormai una ossessione...

Si dice che questa malattia, se diagnosticata in tempo può essere curata e scongiurata. Sarebbe, quindi, cosa molto opportuna poter intensificare gli studi su questa malattia e, siccome in Valle d'Aosta si sta costruendo uno stabile da adibire a sede del nuovo Dispensario antitubercolare, io vorrei chiedere al Prof. Maschio, la cui particolare sensibilità è a tutti nota, se non ritenga opportuno di istituire nel costruendo stabile un centro di studio per la prevenzione delle malattie cancerose.

L'istituzione di questo centro di studio sarebbe molto opportuna sotto vari aspetti, anche in considerazione del carattere particolare di noi valdostani. I Valdostani in genere, non so se per eccesso di coraggio o per timore, si sottopongono mal volentieri alle visite ed alle cure di un medico. Però quando la situazione si aggrava, o hanno sospetto che si aggravi, devono recarsi a Torino per la visita e gli accertamenti necessari, esponendosi ad un viaggio assai lungo ed a molti altri inconvenienti non piacevoli.

Se si costituisse in Aosta un centro di studio e di prevenzione delle malattie cancerose, si darebbe la possibilità a tutti i Valdostani e ai non valdostani residenti in Valle d'Aosta di sottoporsi con maggiore frequenza alle visite mediche ed agli accertamenti diagnostici necessari.

Il Consiglio e la Giunta sono senz'altro consci del grave pericolo che incombe su tutta l'umanità, e quindi anche sulla popolazione della Valle d'Aosta per le malattie cancerose.

Ritengo pertanto, che il Consiglio approverà la mozione che ho presentato, in quanto la stessa formula una proposta che ha uno scopo non soltanto sanitario ma anche umano e sociale.

Siamo tutti a conoscenza dei frequenti decessi provocati da cancro. Purtroppo sono numerosi anche nella nostra Valle: tale morbo non risparmia nessuna età, poiché colpisce inesorabilmente e indistintamente sia il bambino, sia l'adolescente, sia l'adulto e i vecchi.

Per tali ragioni rinnovo l'invito al Consiglio di voler approvare la mozione che ho presentato e che, come già detto, ha uno scopo non soltanto sanitario ma anche filantropico, sociale ed umano".

L'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, MASCHIO, dichiara quanto segue:

"Ritengo che il Consigliere Signora Ronc-Désaymonet, nel proporre la creazione di un centro per la prevenzione delle malattie cancerose, abbia inteso riferirsi ad un centro per la diagnosi precoce e per la cura dei tumori, perché non si può parlare di prevenzione di una malattia della quale non conosciamo la causa.

Ancora oggi, infatti, nonostante tutti gli studi compiuti e i miliardi che sono stati spesi per le ricerche non conosciamo purtroppo, l'origine di tale malattia.

Faccio osservare, per quanto riguarda la lotta contro i tumori, che vi è un Decreto del 1927,che ha istituito la Lega Italiana per la lotta contro i tumori, avente lo scopo di favorire gli studi per la conoscenza e la cura dei tumori, di svolgere propaganda per la diagnosi precoce dei tumori e di istituire centri per la diagnosi e la cura, nonché, infine, di promuovere provvedimenti per l'assistenza degli affetti da tumori inguaribili.

Dopo l'emissione di tale Decreto, sono stati istituiti dei centri regionali per la lotta contro i tumori, centri che sono stati collegati con Istituti universitari, sia perché l'attrezzatura tecnico-scientifica, che è in continua evoluzione, è costosissima, - non soltanto per il valore di acquisto, ma anche per il suo funzionamento -, sia perché il personale specializzato esercita la sua attività di solito in questi centri.

Io debbo, a malincuore, dissentire dalla proposta del Consigliere Signora Ronc-Désaymonet di istituire, in Aosta, un centro per la diagnosi precoce e per la cura dei tumori, soprattutto perché l'istituzione di tale centro comporterebbe una spesa di alcune centinaia di milioni, per la costruzione di un fabbricato adatto e per l'acquisto degli apparecchi sanitari occorrenti per le diagnosi e le ricerche.

È inoltre da tener presente che se si creasse in Aosta un centro tumori, dotato di tutta l'attrezzatura sanitaria e scientifica necessaria, mancherebbero poi i medici specializzati per poter fare le ricerche del caso.

Ci troveremmo, quindi nella situazione di dover ricorrere all'opera di sanitari specializzati residenti in altre regioni, i quali, certamente, non accetterebbero volentieri di distogliersi dalla loro attività ordinaria per venire in Aosta saltuariamente. È da tener presente, ad esempio, che le ricerche di anatomia patologica possono essere eseguite soltanto da personale che abbia una preparazione tecnica particolare soprattutto nella interpretazione dei preparati.

Per questi motivi, non vedo, per ora, possibile la istituzione in Aosta di un centro per la diagnosi e cura dei tumori, mentre, allo stato attuale delle nostre conoscenze scientifiche, non è ancora a noi concesso di attuare una prevenzione a tali malattie.

La Signora Ronc-Désaymonet ha accennato alla ossessione generale per le malattie cancerose. La ossessione deriva forse anche dalla propaganda che si sta facendo contro i tumori e che ha concorso a creare in molte persone uno stato di psicosi, di paura dei tumori.

In America del nord, dove è stata emessa in atto l'iniziativa delle visite gratuite a tutti gli individui che potevano avere il sospetto di essere affetti di tumore, si sono creati i "malati della paura dei tumori", persone che devono poi ricorrere alle cure degli specialisti di malattie nervose.

A proposito della mortalità per tumori, desidero accennare alla situazione statistica in Italia e in Valle d'Aosta.

È vero che la mortalità per tumori maligni, - il termine "tumore maligno" va inteso nel senso più largo possibile, comprendendovi quindi i casi di leucemia -, è salita negli ultimi 25 anni di circa il 50%: infatti, l'indice di mortalità per 100.000 abitanti, che nel 1930 era di 65, è salito a 125 nel 1952; nel Piemonte è di 183.

Se noi rapportassimo a 100 l'indice di mortalità per tumori maligni in Italia, l'indice del Piemonte sarebbe di 146 e quello della Valle di Aosta sarebbe di 83.

Quindi in Valle d'Aosta siamo ancora in una situazione abbastanza favorevole rispetto alle altre regioni italiane.

Non va dimenticato, però, che l'aumento dei casi di tumori è forse in relazione anche alla facilità maggiore che abbiamo oggi per farne la diagnosi.

Per quanto riguarda i tumori polmonari che sono le forme quasi sempre scoperte negli ambulatori antitubercolari, vi posso dire che una volta erano poco note tali localizzazioni ed io ho il dubbio di aver forse qualche volta sbagliato nel passato, facendo la diagnosi di ascesso polmonare quando forse si trattava di ascesso in sede di tumore.

Io penso, quindi, che le statistiche di oggi, che ci dimostrano una mortalità più elevata che in passato, siano effettivamente più aderenti alla realtà; ma non credo che si possa fare un diretto raffronto fra le statistiche odierne e quelle del passato, perché queste ultime difettavano per quanto concerne le diagnosi.

L'aumento della mortalità per tumori è da porsi in relazione anche al fatto che l'età media della vita è aumentata in questi ultimi anni sino a raggiungere i 65 anni. È vero che vi sono dei tumori che si manifestano anche in età piuttosto giovanile, ma di solito questi si manifestano dopo i 40 anni.

Ora, gli individui che raggiungono i 40 anni sono più numerosi che in passato, soprattutto perché la mortalità per malattie infantili e infettive è fortemente diminuita.

Ritornando all'argomento in discussione, ritengo che si debba, in Valle d'Aosta, potenziare le istituzioni già esistenti che possono servire ad una diagnosi precoce e ad un accertamento rapido di queste forme di tumori.

Quando si potrà conoscere l'origine dei tumori, allora si potrà istituire un centro per la prevenzione delle malattie cancerose, come ha proposto il Consigliere Signora Ronc-Désaymonet.

Concludendo, dichiaro di accettare la mozione presentata dal Consigliere Signora Ronc-Désaymonet come raccomandazione e stimolo ad estendere e potenziare l'attività sanitaria a favore della popolazione, ma non come mozione che impegni il Consiglio ad istituire un centro di studio per la prevenzione delle malattie cancerose perché, per le ragioni esposte, tale centro di studio non darebbe attualmente alcun risultato pratico".

Il Consigliere Signora RONC DESAYMONET dichiara di non essere contraria a che la sua mozione sia presa in considerazione soltanto come raccomandazione e comunica di ritirare la mozione a condizione, però, che l'Assessore alla Sanità e all'Assistenza sociale assicuri il suo particolare interessamento per l'adozione di possibili provvedimenti che servano a prevenire e a combattere i tumori.

Il Consiglio prende atto.

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Si dà atto che l'adunanza viene sospesa alle ore dodici e minuti venti e rinviata alle ore quindici.

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