Oggetto del Consiglio n. 262 del 27 aprile 1979 - Verbale
OGGETTO N. 262/79 - Iniziativa per la costituzione dell'Ordine dei giornalisti della Valle d'Aosta. Approvazione di mozione.
Mozione
Constatato che la Costituzione della Repubblica tutela le minoranze etniche e linguistiche e che la struttura dello Stato è ormai passata, anche nei fatti, a una dimensione regionale;
Preso atto che l'ingresso in una nuova fase di costruzione europea pone la Valle d'Aosta in una posizione molto interessante come possibile centro di sperimentazione giornalistica a livello continentale;
Constatato che l'attuale situazione della Valle per quanto riguarda l'ordine professionale dei giornalisti è del tutto insoddisfacente;
il Consiglio regionale
ponendosi come obiettivo la costituzione di un ordine autonomo dei giornalisti valdostani, nella prospettiva di realizzare una politica dell'informazione basata sulla professionalità e sulla vocazione europea della Valle d'Aosta;
invita il Presidente del Consiglio, il Presidente della Giunta, i Parlamentari della Valle d'Aosta a intraprendere tutte le azioni necessarie presso il Ministero di Grazia e Giustizia e l'Ordine Nazionale dei Giornalisti al fine di giungere all'obiettivo di costituire l'Ordine dei Giornalisti della Valle d'Aosta.
F.to: Bruno Salvadori
Dolchi (P.C.I.) - la parola al Consigliere Salvadori.
Salvadori (U.V.) - Non farò certo una filosofia dei problemi dell'informazione, stante anche l'aria che aleggia in quest'aula del Consiglio regionale oggi, con la continua ricerca di soluzioni, magari che ancora non ci sono per alcune forze politiche, quindi mi limiterò ad alcune considerazioni generali per illustrare gli elementi che sono alla base di questa nostra proposta.
Vorrei ricordare innanzitutto due affermazioni: una della Corte Costituzionale, una del Parlamento. La Corte Costituzionale recentemente ha affermato che in una moderna società civile è importante che ogni categoria possa associarsi in un organismo che nei confronti del contrapposto potere economico del datore di lavoro possa contribuire a garantire il rispetto della propria personalità e quindi della propria libertà e questo appunto dicevo è quanto ha detto la Corte Costituzionale. Al Parlamento quasi tutte le forze politiche si sono pronunciate, nel senso che hanno definito l'Ordine, che è non solo un'istituzione in armonia con l'ordinamento costituzionale, ma è un'istituzione diretta alla difesa di una fondamentale libertà costituzionale: la libertà di stampa.
Ora, da alcuni anni, da, alcune parti si chiede l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, in quanto sarebbe superato o corporativo. Vorrei soltanto ricordare che esistono attualmente dodici Ordini professionali: avvocati, ingegneri, architetti, chimici, dottori in scienze agrarie, attuari, medici, veterinari, farmacisti, dottori commercialisti e giornalisti naturalmente, più molti collegi professionali: periti, geometri, ragionieri e così via, più albi o elenchi speciali, non credo che a queste categorie si possa dare l'appellativo di corporative. In realtà, l'Ordine del giornalisti stabilisce un vero e proprio codice deontologico della professione da cui derivano precisi diritti e doveri e sono previsti dall'articolo 2 della legge istitutiva dell'Ordine del 1963 ed inoltre stabilisce chi è qualificato ad assumere il titolo di giornalista. Questi sono due principi essenziali per non cadere nel caos, nel disordine e d'altronde il primo, cioè quello dei diritti e dei doveri, è richiamato anche dal Codice internazionale dei giornalisti, quindi a livello mondiale.
Certo, vi sono molte cose da cambiare in quest'Ordine di quindici anni fa, ma che ha dei precedenti storici che sono antecedenti addirittura al 1900. Ci sono molte cose da cambiare in tale legge ed alcuni punti essenziali sono quelli della scuola di giornalismo, quelli che si sono iscritti alle associazioni e le Federazioni sanno che, per diventare giornalisti, oggi bisogna fare una procedura abbastanza strana per cui si cade nelle mani dei quotidiani e delle agenzie di stampa - e in questo caso in Valle d'Aosta saremmo tagliati fuori non esistendo quotidiani o agenzia di stampa con sede in loco -, oppure bisogna passare attraverso la procedura dei due anni in giornali anche locali facendo per due anni gli abusivi, diventando poi, dopo due anni, iscritti come pubblicisti fra i giornalisti. La scuola di giornalismo quindi sulla quale ci sono ormai da parecchio tempo delle proposte e sulla quale la Valle d'Aosta, proprio per la sua posizione al Carrefour de l'Europe, come si sentiva dire in passato e oggi ancora di più, potrebbe giocare un ruolo estremamente interessante...
Un altro punto è quello del ruolo dell'Ordine dei giornalisti che, proprio per la sua caratteristica, non è legato a posizione di parte...nella riforma, che ormai è indispensabile per l'informazione che attendiamo da tempo e che tra uno scioglimento delle Camere e l'altro continua ad essere rinviata.
Un terzo momento è il potenziamento dell'autocontrollo di coloro che lavorano nel settore e nel contempo la propria autonomia professionale.
Ecco, in questo quadro generale che coinvolge l'insieme dei giornalisti s'inserisce la presenza della Valle d'Aosta, che io ritengo sia per tre motivi essenziale, importante in questo tipo di discorso: primo, per le caratteristiche di autonomia speciale che noi abbiamo e per la caratteristica di bilinguismo che è alla base del nostro Statuto; secondo, per la struttura che ormai dovrebbe essere regionale dello Stato, almeno ce lo vengono a dire da tutte le parti, e terzo: l'apertura a quelle che sono le prospettive europee.
Questi tre fatti, queste tre linee richiedono con forza una nostra autonomia anche nel settore di questo Ordine professionale e siamo ormai quasi arrivati ai venti giornalisti professionisti richiesti dalla legge, ne mancano soltanto pochi, le prossime assunzioni della RAI dovrebbero portarci a coprire anche numericamente questa cifra, ma è importante che da parte del Consiglio regionale venga questa richiesta ufficiale, come d'altronde hanno fatto altre Regioni che si sono costituite recentemente in Ordine autonomo proprio per andare avanti sulla strada dell'autonomia professionale e dell'autonomia anche regionale. È anche per questo motivo che richiedo al Consiglio regionale l'approvazione di questa mozione, il rinvio di questo documento ai vari organi del Ministero di Grazia e Giustizia, all'Ordine nazionale dei giornalisti, perché finalmente, dopo il dato negativo del Congresso della Federazione della stampa, di cui abbiamo parlato anche in questo Consiglio, si arrivi a costituire in Valle d'Aosta l'autonomia sia dell'Ordine, sia dell'Associazione dei giornalisti.
Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione sulla mozione iscritta al punto n. 41 dell'ordine del giorno illustrata testé dal Consigliere Salvadori.
Il Consiglio concorda? Nessuno chiede la parola? Dichiarazioni di voto? Metto in approvazione, per alzata di mano, il punto n. 41. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?
Esito della votazione:
Presenti, votanti e favorevoli: ventuno
Il Consiglio approva all'unanimità la soprariportata mozione.
