Oggetto del Consiglio n. 4 del 6 aprile 1955 - Verbale

OGGETTO N. 4/55 - LICENZIAMENTO DI PERSONALE DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE - RICHIESTA DI CHIARIMENTI. (INTERPELLANZA DEI CONSIGLIERI REGIONALI SIGNORI CHABOD RENATO, RONC-DESAYMONET ANAIDE, CHABOD AUGUSTO, MANGANONI CLAUDIO, NICCO GIULIO, BARMASSE MICHELE, SAVIOZ FABIANO E NICCO ANSELMO)

Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza dei Consiglieri regionali Signori Chabod Renato, Ronc-Désaymonet Anaide, Chabod Augusto, Manganoni Claudio, Nicco Giulio, Barmasse Michele, Savioz Fabiano e Nicco Anselmo, concernente l'oggetto: "Licenziamento di personale dell'Amministrazione regionale - Richiesta di chiarimenti", interpellanza trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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Al PRESIDENTE del Consiglio regionale

AOSTA

La preghiamo di voler includere nell'ordine del giorno della prossima adunanza consiliare la seguente interpellanza:

Al PRESIDENTE della Giunta regionale

AOSTA

CONSIDERATO

che, nella piena crudezza dell'inverno e con un crescente stato di disoccupazione, numerosi dipendenti della ns. Amministrazione Regionale, fra cui dei padri e delle madri di famiglia, sono stati licenziati o stanno per essere licenziati, con gravi conseguenze economiche e morali per gli interessati e per le loro famiglie, i sottoscritti Consiglieri regionali

CHIEDONO

che nella prossima seduta consiliare, da tenersi con ogni possibile urgenza, la Giunta chiarisca i motivi che hanno determinato un così improvviso e grave provvedimento, il quale ha suscitato un profondo e giusti ficato allarme presso i lavoratori dipendenti della nostra Amministrazione regionale.

Con ossequio.

Aosta, li 5 gennaio 1955.

F.ti: Chabod Avv. Renato, Ronc-Désaymonet Anaide, Chabod Augusto, Manganoni Claudio, Nicco Giulio, Barmasse Michele, Savioz Fabiano, Nicco Anselmo.

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Le Conseiller Madame RONC-DESAYMONET Anaïs fait la déclaration suivante:

"Vers la fin de décembre dernier, dans la pleine rigueur de l'hiver et dans une époque très rapprochée du jour qui nous rappelait la naissance de ce Fils qui avait prêché des sentiments de fraternité et d'amitié parmi les peuples, une nouvelle, que je dirai assez douloureuse, se répandit rapidement dans toute la Vallée d'Aoste. C'était la nouvelle que la Junte régionale venait de licencier, de but en blanc et d'une manière très imprévue, une quinzaine de dépendants de la Région parmi lesquels il y avait des pères et des mères de famille, des jeunes filles et des jeunes gens qui étaient l'unique soutien de leurs vieux parents.

Cette nouvelle d'abord a créé dans la population de la Vallée comme un sens d'étonnement; puis cette nouvelle, ce sentiment d'étonnement s'est rapidement transformé en un sens de sérieuse préoccupation et d'alarme, de désapprobation, tellement qu'il y a eu plusieurs commentaires, des commentaires pas toujours bien favorables ni bienveillants.

Tellement que même nous, Conseillers régionaux, nous avons été très fréquemment assaillis dans la rue, par des gens de la rue, qui nous ont adressé souvent cette question, je dirai, obsédante: "Ma insomma, Consiglieri, che cosa fate voi al Consiglio della Valle?". Al chè, noi Consiglieri, ignari ed innocenti, rispondevamo allargando le braccia: "Veramente, noi Consiglieri, al Consiglio non facciamo proprio niente, perché è da un po' di tempo che non facciamo niente. Sono i membri della Giunta che prendono queste decisioni; dovete rivolgervi agli autori di queste decisioni".

Comunque, dato che questa decisione, così improvvisa e, direi, brutale, ha suscitato gravi lamentele e gravi commenti, ha toccato anche noi, tanto che una volta noi, Consiglieri della minoranza, ci siamo trovati insieme ed abbiamo detto: "vediamo un po', obbiettivamente, se è possibile di scandagliare quali sono i motivi che hanno indotto la Giunta regionale a prendere un così drastico provvedimento riguardo ai lavoratori della Regione". Per quanto facessimo, francamente, non siamo stati in grado di trovare una risposta che ci soddisfacesse e ci illuminasse. Ci siamo anche detto: "avranno licenziato per scarso rendimento, o perché assunti recentemente dalla passata Giunta regionale? o eventualmente per realizzare una economia di personale?". Non abbiamo trovato una soddisfacente risposta.

Data la gravità della decisione, che ha portato tanta amarezza e preoccupazioni in Valle, vorrei invitare il Signor Presidente della Giunta a rispondere a questa nostra interpellanza con la maggiore chiarezza, con la maggiore sincerità ed onestà possibile; perché, francamente, anche noi Consiglieri regionali, data la responsabilità che abbiamo di fronte ai nostri elettori, verso la popolazione tutta, sentiamo la necessità di chiarimenti e desideriamo francamente invitare il Presidente ad essere, a questo riguardo, molto sincero e preciso".

Il Presidente, PAREYSON, rivolgendosi al Consigliere Manganoni, il quale chiede la parola sull'argomento, osserva che l'interpellanza è stata già illustrata dal Consigliere Signora Ronc-Désaymonet e che, dati i numerosi oggetti iscritti all'ordine del giorno, sarebbe opportuno che il Consigliere Manganoni e gli altri firmatari dell'interpellanza evitassero di parlare a lungo sull'argomento.

Segue breve discussione fra il Consigliere Manganoni e il Presidente Pareyson, il quale, concludendo la discussione, formula raccomandazione al Consigliere Manganoni di essere, per quanto possibile, breve nella sua esposizione.

Il Consigliere MANGANONI, premesso che l'argomento oggetto dell'interpellanza è di grande importanza, rammenta che subito dopo le elezioni regionali era apparso sui muri un manifesto della lista della Concentrazione democratica che invitava alla collaborazione e che lo stesso Presidente della Giunta, nella prima riunione del Consiglio, aveva fatto appello alla collaborazione di tutti i Consiglieri.

Comunica che i Consiglieri della minoranza sono stati molto meravigliati nell'apprendere che la Giunta, pochi giorni dopo il suo insediamento, aveva licenziato e messo sul lastrico quindici dipendenti. Fa presente che tali licenziamenti hanno fatto sorgere il dubbio, in alcuni, e fatto spargere la voce che si trattasse di un provvedimento conseguente a discriminazione di carattere politico, dubbio e voci che, secondo la minoranza, non sono infondati. Infatti, egli domanda, come è possibile giustificare questi licenziamenti? Sì è parlato, egli dice, di realizzare una economia sul bilancio regionale, ma penso che in un bilancio di tre miliardi e mezzo, quale è quello dell'Amministrazione regionale, la somma rappresentante l'ammontare degli emolumenti per quindici dipendenti è cosa insignificante che non giustifica questi licenziamenti, se si tiene conto che, da parte di alcuni dipendenti, si stanno facendo ore di lavoro straordinario, a quanto mi risulta.

Informa che i Consiglieri della minoranza sono a conoscenza che alcuni dipendenti hanno ricorso - ed erano nel loro diritto - all'autorità giudiziaria contro il provvedimento di licenziamento e, a questo proposito, rileva che l'esperienza insegna che le analoghe cause intentate nel passato, contro la precedente Amministrazione, si sono quasi tutte concluse con la condanna dell'Amministrazione regionale al pagamento dei danni alla parte avversa.

Si parla, egli continua, di posti non previsti in organico, ma mi permetterò di fare osservare che alcuni di tali dipendenti sono stati assunti dalla Giunta precedente, allorquando la Giunta stessa era ancora formata da una parte degli Assessori dell'attuale Giunta; il che induce a pensare che quegli stessi Assessori i quali avevano approvato l'assunzione di detto personale, dopo aver vagliato le necessità dei servizi ai quali sono preposti, dopo un certo periodo di tempo hanno approvato la revoca di un provvedimento al quale avevano già dato l'assenso.

Si potrà parlare, egli prosegue, di incapacità o di scarso rendimento dei dipendenti licenziati; ma, chi era in grado di giudicare tale fatto? Non credo che potessero emettere tale giudizio i nuovi componenti della Giunta, i quali erano in carica da una ventina di giorni. D'altra parte, sono stati licenziati dei dipendenti assunti non di recente ma nel settembre 1950, nel 1952, nel 1953 e nel 1954 il che è alquanto strano, pure affermando che il provvedimento di licenziamento sarebbe stato ugualmente condannabile anche se limitato ai dipendenti assunti negli ultimi tempi.

Pone in rilievo che il provvedimento della Giunta risulterebbe assunto senza seguire un preciso criterio ed esprime parere che, quanto meno, si sarebbe dovuto fare un concorso interno fra i dipendenti provvisori per accertarne la capacità ed il grado di rendimento. Egli osserva che, da parte di qualcuno, potrebbe essere obbiettato che tale concorso avrebbe dovuto essere effettuato prima dell'assunzione dei dipendenti; ma rileva che egli, in tal caso, chiederebbe ragione alla Giunta del fatto che non sia stato effettuato a suo tempo un concorso, il quale avrebbe dato la possibilità di fare una selezione fra gli elementi da assumere.

Constatato che ciò, purtroppo, non è stato fatto, fa presente che la Giunta avrebbe dovuto sentire la necessità, - trattandosi del licenziamento di ben quindici dipendenti e non già di uno solo -, di portare la questione all'esame del Consiglio, per sentirne il parere, anche perché ritiene che 35 persone avrebbero potuto trovare più facilmente una soluzione migliore di quella adottata.

Si chiede come potrà, in avvenire, il Presidente della Giunta - il quale, nella sua veste di Prefetto, deve interporre i suoi buoni uffici per appianare controversie fra maestranze e datori di lavoro - fare opera mediatrice fra le suddette due categorie, quando la Giunta stessa, da Lui presieduta, licenzia di punto in bianco ben quindici dipendenti dell'Amministrazione regionale.

Esprime la sua meraviglia per il fatto che alcuni Assessori, i quali affermano di essere al di fuori della mischia, - affermazione alla quale ritiene si possa dare un certo credito - si siano prestati ad un tale gioco e abbiano avallato una decisione che i Consiglieri della minoranza definiscono meschina vendetta politica.

Conclude, chiedendo che la Giunta, oltre a dare i chiarimenti e le giustificazioni richieste, dia la precedenza ai dipendenti licenziati allorquando constaterà la necessità dell'assunzione di personale.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, premette che dovrebbe ringraziare il Consigliere Manganoni, che conosce ormai da molti anni, per i consigli che gli ha dato e per la preoccupazione che ha avuta per l'opera del Presidente della Giunta nel campo delle controversie del lavoro.

Pone in rilievo che è sempre più facile e più simpatico assumere degli impiegati che non licenziarne. Osserva che bisogna, però, che il Consiglio si renda conto delle modalità di tempo e di luogo nelle quali il provvedimento della Giunta è stato assunto. Rammenta che il Consiglio si è insediato il 9 dicembre 1954 e la Giunta il giorno successivo, 10 dicembre.

Fa presente che occorre esaminare quale era e come si presentava la situazione finanziaria dell'Amministrazione regionale in tale data (10-12-54). Informa che verrà precisata in seguito, in sede di relazione finanziaria, quale fosse e quale sia ancora questa situazione: era indubbiamente allarmante - per usare un termine eufemistico - per uno scoperto di cassa ammontante a 1 miliardo 100 milioni, come risulta dai verbali di consegna avvenuta il 10-12-1954, allarmante specialmente per il peso di tutti i residui passivi di bilancio accumulatisi dal 1951 in poi e ammontanti ad oltre due miliardi di lire.

Comunica che la Giunta ha, quindi, ritenuto necessario, in attesa di una soluzione dei gravi problemi finanziari, di iniziare una decisa politica di riduzione di tutte le spese effettuate in ogni campo con un criterio, naturalmente, relativo alla "situazione contingente".

Riferisce che, in sede di esame della situazione burocratica e numerica dei dipendenti, esame che è stato fatto nel periodo che va dal 10 dicembre al 25 dicembre 1954, la Giunta ha rilevato che la forza numerica dei dipendenti nell'organico approvato nel 1946 era di 172 elementi - (organico tuttora in vigore) - mentre nell'organico approvato dal Consiglio nel 1950, e che è stato impugnato dal Governo, la forza numerica è di ben 258 elementi.

Precisa che il numero effettivo dei dipendenti in servizio, accertati dalla Giunta al 10 dicembre 1954, era di 373, rilevando che tale esuberanza numerica corrisponde effettivamente alla esuberanza di elementi addetti a taluni servizi, che erano veramente pletorici e non rispondenti alle necessità contingenti.

Informa che, d'altra parte, con il 31 dicembre 1954, scadeva il periodo del rapporto d'impiego a tempo determinato di ben 143 impiegati, di cui 22 erano stati assunti nel periodo dal 1-7-1954 al 1-12-1954.

Osserva che, come a conoscenza dei Signori Consiglieri, la locuzione "rapporto di impiego a tempo determinato" significa che allo scadere del termine il rapporto d'impiego cessa ipso facto e di diritto senza necessità dell'adozione di provvedimenti deliberativi da parte della Giunta.

Fa presente che, in tale situazione particolare, la Giunta ha ritenuto opportuno di esaminare e di vedere se non vi era la possibilità di non riassumere in servizio, alla scadenza del loro periodo d'impiego -, (rileva, per inciso, che la parola licenziamento è termine improprio e inesatto perché, in realtà, si tratta di mancata riassunzione di persone il cui rapporto d'impiego era finito e scaduto) -, quei dipendenti che, attraverso l'esame delle necessità dei vari servizi e dei vari Assessorati risultassero, in rapporto alla situazione contingente della Amministrazione regionale, in esuberanza non solo quantitativamente ma anche qualitativamente, rispetto alle effettive esigenze dei servizi stessi.

Precisa che fu così, attraverso ad un esame quanto mai minuzioso e coscienzioso, che è stato possibile, nel breve lasso di tempo intercorso tra il 10 e il 31 dicembre 1954, di addivenire alla decisione nota (di non riassumere 15 dipendenti sui 143 assunti a tempo determinato e con scadenza a termine fisso), dopo aver sentito in ogni Assessorato e in ogni servizio i Capi divisione ed i Capi servizio. Rileva che la decisione fu presa pur comprendendo e prevedendo le rimostranze che sono poi state fatte e che è facile fare se non ci si mette in una situazione di estrema obbiettività, guardando non solo un lato del problema, ma tutti gli aspetti del problema stesso.

Richiama l'attenzione del Consiglio sui due concetti essenziali, che furono i concetti fondamentali informatori della decisione della Giunta e, cioè, sul fatto della scadenza del rapporto d'impiego al 31-12-1954, per cui era indispensabile che la decisione fosse assunta entro il 31-12-1954 (data di scadenza del rapporto d'impiego), e sul fatto che la decisione è stata adottata in quel momento.

Sottolinea che il provvedimento era quindi di carattere contingente e non escludeva allora, come non esclude oggi, la possibilità di riassunzione di personale appena la situazione lo permetterà, in rapporto anche alla soluzione del problema dell'organico dei dipendenti regionali.

Rammenta che il Consigliere Manganoni, nel suo intervento, ha parlato di concorsi e, a tale proposito, osserva che è noto ai Signori Consiglieri la situazione in cui si trova l'Amministrazione regionale nei confronti dei suoi dipendenti. Comunica che è nell'intendimento degli Amministratori di indire, non appena possibile, i concorsi e che, a tal uopo, presenteranno al più presto al Consiglio un nuovo organico, non più quello del 1950, ma un organico che corrisponda alle esigenze dei servizi dell'anno 1955 e degli anni futuri.

Rileva che soltanto in tale modo sarà possibile provvedere ai concorsi, che sono indispensabili per giungere a risolvere il problema di una buona burocrazia regionale, che è premessa necessaria per il buon funzionamento dell'Amministrazione regionale.

Fa presente che potrebbe ora rispondere a tutte le accuse che sono state fatte dicendo che tutte quelle cose che sono state scritte e dette sono soltanto illazioni infondate perché non basate su alcuna prova.

Osserva che solo nel caso in cui la Giunta regionale avesse licenziato soltanto quegli impiegati che erano stati assunti negli ultimi mesi, - tra i quali ve ne sono alcuni assunti al 1° dicembre 1954 - si sarebbe potuto sospettare di quello che si è voluto definire vendetta politica; il che, egli assicura, non è neanche stato minimamente pensato, come è evidente a tutti coloro che sono in buona fede.

Informa che oggi, 6 aprile, la Giunta può dire con maggiore sicurezza che può essere vicino il momento in cui i dipendenti licenziati potrebbero essere riassunti in servizio.

Rammenta che il Consigliere Manganoni ha posto in rilievo che contro il provvedimento della Giunta hanno ricorso alcuni dipendenti licenziati, avvalendosi legittimamente di un loro diritto. Precisa che trattasi di 4 dipendenti, i quali hanno impugnato la deliberazione della Giunta, ricorrendo alla Giunta Giurisdizionale Amministrativa della Valle d'Aosta. Ritiene che, per tale ragione, il Consiglio possa rendersi conto come egli non possa, per ragioni di correttezza e di prudenza, entrare ora nei particolari della questione come vorrebbe, e ciò appunto perché è pendente il giudizio di cui si tratta dinanzi alla Giunta Giurisdizionale. Esprime parere che le ragioni di opportunità e di prudenza siano talmente ovvie che non abbiano necessità di essere illustrate al Consiglio.

Aspettiamo pure, egli conclude, la decisione della G.G.A.; con questa decisione tutti avranno la prova delle intenzioni che animarono la mente della Giunta quando la stessa dovette assumere, al 31 dicembre 1954, la nota decisione.

Il Consigliere MANGANONI dichiara che i Consiglieri del gruppo della minoranza sono soltanto parzialmente soddisfatti della risposta avuta dal Presidente della Giunta, Bondaz, e prende atto della sua affermazione secondo cui il provvedimento adottato aveva soltanto carattere contingente, il che non esclude la possibilità della riassunzione in servizio dei dipendenti licenziati.

Raccomanda alla Giunta di realizzare tale affermazione e, cioè, di riassumere in servizio al più presto il personale licenziato.

La Signora RONC-DESAYMONET formula essa pure l'augurio che i dipendenti licenziati possano essere al più presto riassunti in servizio dall'Amministrazione regionale.

Il Consiglio prende atto.

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